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  • Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

    Mercoledì, 11 luglio / 2018 

    – di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Sergio Basile,  Piano Kalergi, Piano Dulles, Kalergi, protesta, magliette rosse  

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo:

    i disegni occulti dei seguaci dell'europeismo

    Profilo dei delfini dell'europeismo e crimine della paneuropeizzazione

     

    di Sergio Basile

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Magliettari rossi e finti profughi                            

    Roma, Bruxelles – di Sergio Basile Nei giorni scorsi l'esercito degli europeisti apolidi, dei radical-chic e catto-comunisti, tutti allegramente immigrazionisti per statuto e uniti all'unisono in un'orgia ideologica di raro squallore, hanno mandato in scena in numerose piazze italiane la protesta delle "magliette rosse", fingendo un commosso pietismo che, come vedremo, non ha nulla né di morale né di cristiano. Il tutto accompagnato dal solito festival di falsità, nel tentativo di far breccia sul buon cuore delle masse italiche ignoranti e ignave che, d'altro canto, sia pur per istinto, respingono in gran parte quest'idea malsana d'invasione coatta. Necessita pertanto rispondere per le rime, facendo un pò di chiarezza sui cosiddetti "profughi" e ribadendo ancora una volta che: non si tratta di donne e bambini in fuga; giungono in Italia dall'Africa grazie a ONG pirata battenti bandiere tra le più disparate e provenienti da mezz'Europa, violando le regole del diritto internazionale e portando avanti business miliardari; alimentano redditizi traffici umani coperti e sostenuti da organizzazioni mondialiste vicine a Soros & soci; non aiutano le sorti della nazione, né a livello sociale (non hanno la minima intenzione di integrarsi e rispettare le leggi e regole civili e religiose) né a livello economico, in quando la maggior parte degli immigrati (clandestini) oltre ad essere mantenuta con fondi pubblici, lavora anche in nero: quindi non è per nulla vero che gli invasori "ci pagano le pensioni". Anzi, è ormai acclarato che il 90% ed oltre di tali "profughi-immigrati" non sono tali, ma sono maschi adulti, in ottime condizioni di salute (non deperiti da fame, guerre o carestie) e giunti con il collaborazionismo della mafia europeista e catto-comunista con la precisa volontà di colonizzare l'Italia e minare le nostre radici cristiane. Ciò a discapito dei veri profughi siriani e dei cristiani africani (nigeriani, ecc..) vittime di quotidiane pulizie etniche, dei quali però non giunge alcuna lamentela o denuncia, né dall'ala massonica del Vaticano, né dai radical chic filo-europeisti. E che dire dell'eterno silenzio mediatico sulla segregazione sociale in Palestina ad opera d'Israele? Per il resto dobbiamo riconoscere che la sinistra (cosiddetta occidentale) ha ormai gettato la maschera, riesumando definitivamente i

                   fantasmi del marxismo più bieco che vedeva nell'ingegneria sociale,

    nella distruzione della famiglia e della società (incentrata sui valori cristiani tradizionali

                     e sulla difesa della patria, delle sovranità nazionali e del territorio)

                   un modello di progresso rivoluzionario da perseguire per garantire

                                il definitivo controllo da parte delle élite illuminate,

                             andando perfino oltre il concetto di stato e nazione:

           retaggi del passato da abolire a compimento della grande opera comunista,

                                       secondo le ammissioni dello stesso Marx.

     Don Ciotti & compagni                                                   

    La novità è che anche il catto-comunismo ha ormai gettato la maschera, facendo comprendere per contrasto quale sia davvero l'autentco volto della Chiesa di Cristo, contrapposta alla Chiesa dell'immigrazionismo e del caos organizzato. Don Luigi Ciotti, tra i magliettari rossi in prima fila nelle proteste degli ultimi giorni, l'uomo del 25 aprile, è di fatto l'incarnazione della neo-chiesa eretica e modernista, che strizza l'occhio al Nuovo Ordine Mondiale. Ciò premesso, la verità e che esistono due categorie di magliettari rossi: 1) la banda degli ignoranti cronici e buonisti a buon mercato, che disconoscono il fenomeno/piano che sta alla base della nuova tratta degli schiavi: il "Piano Kalergi" (il gruppo meno folto); 2) la banda dei criminali in mala fede: cioé coloro i quali non solo conoscono perfettamente il massonico e diabolico Piano Kalergi (di disintegrazione forzata delle culture nazionali e della religione cattolica, mediante un selvaggio melting pot razziale indotto) ma vi aderiscono subdolamente, nell'omertà, indossando la maglietta rossa dell'ipocrisia e del sangue che contribuiscono a spargere nel Mediterraneo. Sebbene negli ultimi 6 anni abbiamo dedicato all'argomento "Piano Kalergi" innumerevoli articoli, è bene tornarvi ancora e fornire nuovi dettagli storici, dal momento che la disinformazione in Italia ha raggiunto livelli imbarazzanti.

     Il Piano Kalergi                                                  

    Il Piano Kalergi, meglio conosciuto con il nome di progetto Pan-europeo, trova genesi nel 1922 su interesse del filo-sionista e massone-cosmopolita Coudenhove-Kalergi, profeta del Nuovo Ordine Mondiale e, nel caso specifico, di un Nuovo Ordine Europeo, da edificare attraverso la nascita di un'Unione europea – filo-massonica e rosacrociana – sulle ceneri degli stati nazionali, devirilizzati da un fitto programma di graduale confisca di tutte le sovranità: consessi mondialisti come Trilaterale e Bilderberg sono i diretti eredi della Paneuropa. Kalergi non fece altro che ampliare e dare un carattere programmatico alle antiche teorie paneuropee di Comenius, Saint-Yves d’Alveydre, Kant, Hugo, Mazzini e Nietzsche: tra i padri "nobili" dell'europeismo contemporaneo. Nel 1922 iniziò a farsi largo in tutta la stampa di regime, vicina alla causa mondialista, il "provvidenziale" tema dell'impellente bisogno di unificazione politica ed economica degli Stati europei come rimedio agli "errori" del conflitto mondiale appena concluso, definito da Kalergi come “una guerra civile europea”.

                           In realtà le guerre mondiali furono pianificate e fomentate

                              da questi stessi personaggi, per destabilizzare l'Europa,

    come testimonia l'alto ufficiale dei Romanov, Cherep Spiridovich nel suo monumentale libro, "The Secret World Government" or The Hidden Hand (1).

    (1) La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato

     Kalergi e i banchieri del disordine mondiale  

    Nel 1923 Kalergi pubblicò il libro-manifesto del credo europeista, "Pan-Europa". Egli, ovviamente, era in ottimi rapporti con l'alta finanza ed in particolare con le famiglie dei banchieri giudeo-sionisti Rothschild, Warburg e Schiff, grandi architetti del nuovo (dis)ordine mondiale: in merito va ricordato come Jakob Schiff sia stato il  co-finanziatore della rivoluzione russa, nonché socio in affari di Max Warburg (1867-1946), colui il quale per primo finanziò il progetto, mettendo a disposizione del Movimento Paneuropeo ben 60 mila marchi.

                                                   E' interessante ricordare come

                           il banchiere Max Warburg, che contribuì alla nascita dell'Ue

                                                appartenesse alla stessa famiglia

                    che promosse la nascita del criminale cartello della Fed negli Usa: 

                    Paul Warburg (suo fratello minore) infatti fu l'uomo che riformò

                     il sistema finanziario degli Stati Uniti con il Federal Reserve Act,

                        elaborato in una storica riunione di banchieri internazionali

                                               a Jekyl Island (Georgia) nel 1910.

    Progressivamente il progetto paneuropeo poté contare sull'appoggio di politici ed intellettuali apparentemente di estrazione politico-ideologica diversa, ma invero tutti massoni e filo-sionisti. Di seguito cercheremo di tracciare i profili dei personaggi chiave del puzzle europeista, cioé di coloro i quali in nome dell’asservimento ai poteri economici e politici anglo-americani, del nazi-comunismo massonico e della causa del "Grande Israele", hanno tradito l’Europa cristiana, utilizzando la dialettica hegeliana e gli specchietti per le allodole dei "Premi Nobel", come potente anestetico delle coscienze e macchina di mistificazione della realtà e della storia. Ecco alcuni dei nomi più influenti nella realizzazione dell'agenda di Kalergi.

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Profilo dei delfini e progenitori dell'europeismo 

    Hjalmar Schacht (vedi copertina: nella prima foto piccola in basso, da destra, in compagnia di Hitler): economista, dal 1908 al 1915 amministratore della Dresdner Bank, responsabile economico della Repubblica di Weimar (1923); dal 1924 presidente della Reichsbank (la banca centrale tedesca), ministro dell'economia della Germania nazista dal 1934 al 1937 e fraterno amico del banchiere americano J.P.Morgan e del Presidente degli U.S.A Theodore Roosevelt (26º presidente degli Stati Uniti e Premio Nobel per la pace). Schacht era – ovviamente – un massone, iniziato nella Loggia di Berlino Urania zur Unsterblichkeit e poi membro della Gran Loggia di Prussia. Egli rappresentava

                                                         l'anello di congiunzione

                                    tra l'alta Finanza di Wall Street e Adolph Hitler.

    Schacht fu artefice di una serie di misure che ridussero l'inflazione e stabilizzarono il marco tedesco:

                         il quel momento storico c'era bisogno di una Germania forte

                       per affrontare una guerra già programmata dalle élite occulte.

    Aleksandr Fëdorovič Kerenskij: primo capo del governo bolscevivo russo filo-rivoluzionario nato su impulso dei banchieri internazionalisti più influenti dell'epoca; Joseph Retinger, fondatore del gruppo Bilderberg; Jean Monnet, fondatore del Comitato d’Azione per gli Stati Uniti d’Europa, rete d’influenza che superava le strutture nazionali, garantendo il carrierismo nella Cee. Facevano parte del Comitato numerosi membri della Commissione Trilaterale e soloni della politica europeista degli anni Sessanta e Settanta come Helmut Schmidt, Willy Brandt e Giscard D’Estaing; tra di essi anche gli italiani Ugo La Malfa, Malagodi, Saragat, Malfatti, Matteotti, Fanfani, Nitti, Nenni e Spadolini (Rosa-croce iniziato presso la loggia di Marsiglia e allievo di Jules Boucher (1902-1955) uno dei massimi esperti di esoterismo e discepolo del celebre alchimista Fulcanelli) (2).

    (2) Cfr.: Fabio Filippetti, Alla scoperta dei segreti perduti delle Marche

     I padri dell'Ue: filo-sionisti e cattolici di facciata     

    Konrad Adenauer (sindaco di Colonia) e Alcide De Gasperi (traditore dell'autodeterminazione dei tirolesi del Sud), entrambi membri dell’Opus Dei, cattolici di facciata ma di fatto convertiti alla causa sionista. Stesso travestimento "cattolico" per Robert Schuman, ministro degli Esteri francese, che aiutò Kalergi a confiscare ai popoli europei le rispettive produzioni di acciaio, ferro e carbone, trasferendone la gestione ad un livello  sovranazionale, con la CECA (Comunità Economica Carbone e Acciaio). Utile anche Paul Valery, scrittore e filosofo massone francese, autore dell'inno massonico "Cantique des colonnes". Altro pezzo da Novanta dell'europeismo fu Sean MacBride, politico irlandese Premio Nobel per la Pace nel 1974 e fondatore di Amnesty International in data 28 maggio 1861: giorno scelto in quanto cadeva la festa della SS. Trinità, al fine di conferire all'organizzazione un contro-significato laico, in puro stile massonico. Sean Mac Bride era allora alto dignitario del famigerato OTO (Ordo Templi Orientis), società esoterica dedita alla magia sessuale e che sembra rivendicare una filiazione diretta con gli Illuminati di Baviera. Egli fu tra i principali fautori dell'adesione dell'Irlanda alla NATO ed ebbe un ruolo centrale anche della fondazione delle Nazioni Unite e del Consiglio d'Europa.

     Da Mussolini a Butler                                                      

    Nella lista anche Benito Mussolini, simpatizzante del Movimento Paneuropeo di Kalergi, William Stead, membro fondatore della Round Table britannica e membro della Fabian Society, Bernard Baruchfinanziere aschenazita membro della Pilgrim's Society (la società dei pellegrini) e del CFR – e Nicholas Murray Butler: filosofo, diplomatico, politico e pedagogista statunitense, vincitore, insieme a Jane Addams, del premio Nobel per la Pace nel 1931. Butler fu capo del British Israel (movimento sionista di punta dell'anglo-israelismo massonico) del CFR, della Round Table e membro della Pilgrim's Society. Kalergi considerava il potente Butler come uno dei suoi migliori amici e tra i suoi protettori più attivi. Butler fu anche presidente dell’Università di Columbia e della Carnegie Endwment for International Peace. Egli senza mezzi termini all'Hotel Astor di New York nel 1937 dichiarò:

                 «Il comunismo è lo strumento con cui si abbatteranno i governi nazionali

                in favore di un Governo Mondiale, di una polizia e di una moneta mondiali».

                                                          Nicholas Murray Butler

      Da Freud ad Einstein, passando per Keynes              

    Importante alla diffusione del morbo ideologico del paneuropeismo fu anche l'attivismo di personaggi del calibro del conte Carlo Sforza (membro del Comitato del centro Europeo della Fondazione Carnegie), di Thomas Mann (scrittore e saggista tedesco – nonché pederasta – Premio Nobel nel 1929), Karl Haushofer (teorico dello spazio vitale – Lebensraum – del nazismo e membro dell'OTO), Stefan Zweig (scrittore e poeta ebreo-austriaco naturalizzato britannico), Rainer Maria Rilke (scrittore e poeta austriaco), Edvard Benes (politico cecoslovacco massone, iniziato nel 1927, utile alla transizione del suo paese dall'Impero Asburgico al Blocco Sovietico), Sigmund Freud (fondatore della falsa scienza chiamata psicanalisi e membro della loggia giudeo-massonica B'nai B'rith), Albert Einstein (il più famoso fisico del XX secolo, designato alla candidatura alla presidenza dello stato d'Israele alla morte di Chaim Weizmann e aderente all'Organizzazione Sionistica Mondiale), John Maynard Keynes (economista padre del Welfare State e autore di opere preconizzanti la nascita di un Nuovo Ordine Mondiale, fondato proprio sulla dottrina socialista), Tomas Masaryk (filosofo e politico, fondatore e primo presidente della Cecoslovacchia) Ignaz Seipel (cancelliere austriaco) e Aristide Briand (ministro degli Esteri francese).

     L'incubatrice del progetto Ue                                         

    Il primo congresso paneuropeo fu convocato il 3 ottobre 1926 a Vienna. Successivamente Aristide Briand, in data 5 settembre 1929, propose alla Società delle Nazioni la creazione di una Federazione degli Stati Europei. Secondo i paneuropeisti negli anni Trenta Kalergi mise in guardia contro il "pericolo" dei regimi totalitari di Hitler e Stalin: questa presa di posizione, a loro dire, sarebbe stata pagata da Paneuropa a caro prezzo,  con la messa al bando in tutta la Germania del movimento kalergiano, dopo che Hitler ebbe preso il potere. Ma a ben vedere questa ricostruzione storica ha tanto i contorni di uno specchietto per le allodole, di una storiella enfatizzata ad arte per

                               sviare le piste del collaborazionismo trasversalista

    che di fatto interessò tutti i principali potentati e governi impegnati nelle guerre mondiali,

                                 da Mosca e Berlino, da Londra a Washington.
     

     Dal Piano Kalergi al Piano Dulles                                   

    Infatti, come visto, tra gli aderenti al Piano Kalergi vi furono, ad esempio, anche Schatch (ministro nazista di Hitler) e Kerenskij (capo del primo governo comunista), ma anche Curchill (massone di alto rango e primo ministro inglese) e Allen Welsh Dulles (massone e primo capo della CIA). Da questa ricostruzione storica che supera le divisioni geopolitiche e ideologiche di facciata, delineando chiaramente i contorni di un innegabile complotto mondialista, emerge dunque una continuità e convergenza netta anche tra l'opera coloniale europea di Kalergi e il piano coloniale di Dulles, esecutore materiale del piano di sovversione culturale e dei costumi nel Bel Paese (3): humus ideale sia all'avvento della rivoluzione comunista del Sessantotto che al correlato europeismo.

    (3) Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il ’68

     Genesi occulta del Parlamento europeo                         

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, precisamente nel 1947, venne convocato in Svizzera, a Gstaad, il  primo Congresso dell'Unione Parlamentare Europea che sfociò nella nascita del Consiglio d'Europa e del primo embrione del Parlamento europeo. Kalergi elaborò un progetto di unificazione federale articolato in tre tappe: 1. Cooperazione intergovernativa stretta tra gli stati europei, con incontri periodici; 2. Unione doganale; 3. Stati Uniti d'Europa. Il piano programmatico si articolava in ben 9 punti: 1. È necessario che questa unione sia una confederazione europea con una garanzia reciproca di delegazione legale della sovranità. I governi devono, in altre parole, essere sicuri che la cessione di sovranità avverrà in egual misura per tutte le parti. 2. Per gestire i conflitti tra gli stati membri, sarà necessaria una corte federale europea. 3. Un esercito europeo, un'alleanza militare, che raggruppi contingenti dei diversi paesi, per garantire la pace a livello continentale. 4. Un'unione doganale progressiva. 5. Un'unificazione delle colonie. Sfruttamento a livello europeo. 6. Progetto di moneta unica. 7. Rispetto della diversità delle culture europee e delle molteplici civilizzazioni nazionali. 8. Rispetto e protezione delle minoranze nazionali: la dissoluzione degli stati-nazione infatti doveva passare anche attraverso forme di indipendentismo interne alle suddette nazioni (Nds). 9. Una buona ed efficace collaborazione nel quadro della Società delle nazioni.

     Siete solo dei grandissimi figli di… Kalergi!!                  

    Oggi gli ideologi dell'iper immigrazione di massa, non fanno altro che collaborare febrilmente alla realizzazione dell'agenda di Kalergi e della massoneria internazionale, verso la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale o Repubblica Universale giudeo-massonica.

                                        In ''Praktischer Idealismus'' (idealismo pratico)

    la "Bibbia" o "Testamento Spirituale" di Kalergi, il padre dell'UE infatti teorizza e profetizza

                                       la nascita di una nuova razza europea meticcia,

    generata dalla fusione di più razze d'origine afroasiatica e dalla dissoluzione dei popoli

                                         e delle loro tradizioni: usi, costumi e religioni.

      Condizione necessaria per creare una massa informe e facilmente addomesticabile,

                                    poiché priva di identità comune e spirito di patria.

                      Una nuova razza capace di affermare il predominio incontrastato

              di una nuova élite di dominatori, che l'autore individua nella razza ebraica.

    Oggi gli eredi spirituali di Kalergi, da Saviano a Don Ciotti,  dalla Boldrini a Lerner, dalla Camusso alla Cirinnà, passando per i maggiori esponenti della "sinistra ufficiale" del catto-comunismo e dello star system, sfruttano l'immenso potere mediatico concesso loro dalle tv di regime e dalla stampa sionista per convincere le masse dalla coscienza elastica della necessità di una società multietnica, orientata ad un presunto "arricchimento culturale generalizzato", giustificando il crimine con false questioni "umanitarie", morali o addiruttura "evangeliche". Ciò auspicando la nascita di un meticciato etnico senza valori, nè amor proprio, nè amore per le proprie radici. D'altra parte il termine razzista è stato creato storicamente proprio dai figli di Kalergi per ingabbiare i dissidenti e nascondere il vero razzismo, quello esercitato contro i popoli e le nazioni all'ombra della bandiera dell'europeismo.

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

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     Video correlato – Il Piano Dullas / media e tv       

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  • No allo Ius Soli – Salviamo l’Italia! Lettera di una straniera in Italia

    No allo Ius Soli – Salviamo l’Italia! Lettera di una straniera in Italia

    Venerdì, 3 novembre/ 2017 

    – Lettera alla redazione – 

     Redazione Quieuropa, Lettera alla redazione, No Ius soli, attacco alla nazione, Piano Kalergi 

    No allo Ius Soli – Salviamo l'Italia!

    Lettera-appello alla redazione, di una straniera in Italia

    (senza cittadinanza) 

     

    Lettera alla redazione, di Caterina Konul (straniera residente in Italia)

    NO IUS SOLI - SALVIAMO L’ITALIA
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Lettera-appello alla redazione                                

    Roma – Lettera alla redazione, di Caterina Konul – Gentili Signori, sono straniera, sposata con un italiano.  Come straniera confermo che

                                           anche senza la cittadinanza in Italia

                  è possibile vivere con gli stessi identici diritti, doveri e privilegi e 

        non esiste alcuna discriminazione o limite nell'accesso ai servizi di benessere,

                                                             studio o lavoro.

    Si pagano le stesse tasse, le stesse multe, si usano gli stessi servizi medico sanitari, a volte forse anche con qualche privilegio in più rispetto ai cittadini italiani. L'unica cosa in più che si ottiene dalla cittadinanza in effetti è il voto politico e la partecipazione alla vita politica governativa diretta. Quindi mi sembra ovvio il vero motivo di questo circo mediatico che di sicuro non è per il benessere degli stranieri, ma solo per un tornaconto politico dei loschi figuri burattinai. 

     Conservare le proprie radici                                     

    Avrei potuto prendere la cittadinanza italiana da tanto tempo – sono anche stata gentilmente contattata dalla prefettura che mi ha proposto la cittadinanza alcuni anni fa, in quanto un contribuente esemplare senza macchie nel curriculum di vita ed avente requisiti necessari per la cittadinanza. Ma personalmente ho preferito mantenere la mia cittadinanza di origine, per diversi motivi obiettivi. Primo perchè il mio paese, come molti altri, non permette la doppia cittadinanza, quindi avrei perso la possibilità di andare dai miei cari senza fare le pratiche lunghe di visti vari ed assicurazioni ecc. In secondo luogo, anche se amo la terra italiana, il popolo italiano come una seconda patria,
     
                       non voglio strapparmi definitivamente dalle mie radici.
     

    Penso che con lo ius soli si creerà un problema simile per molti stranieri i quali potrebbero perdere atuomaticamente le loro cittadinanze originarie, trovarsi senza i beni materiali che avrebbero altrimenti ereditato nei loro paesi e sopratutto sarebbero sradicati dalle loro terre, radici, diventando di fatto ne carne, ne pesce, come tanti di quelli finti "francesi", "inglesi" che vediamo solo di passaporto – ma di fatto, arabi, turchi, africani ecc.., mai integrati – diventati di fatto apolidi, poichè estranei ormai anche per i loro paesi di origine…è una cosa bruttissima e posso dire che 

          per una persona rimanere senza un'identità etnico culturale/nazionale 

                               equivale a una specie di morte spirituale.

    Un pò come una pianta che viene strappata dalle terre tropicali e piantata in scandinavia: di sicuro, non essendo nel suo ambiente naturale, la pianta morirà oppure diventerà attraverso qualche mutamento, una chimera bizzarra.
     

     Ius Soli: lo strumento più razzista che esista            

                Perciò in realtà, lo ius soli è uno dei fattori più razzisti che esiste: 

                    chi parla di uguaglianza e rispetto per far accettare lo ius soli, 

    in realtà, vuole togliere l'identità autentica e le origini a coloro che non sono italiani.

                                    Questa trovata è razzista doppiamente:

                              sia contro gli italiani che vengono penalizzati

                  dal mescolamento con le masse etnico razziali incompatibili,

                      sia per lo straniero che viene privato della sua identità…

     

     La cittadinanza è un "battesimo culturale"               

    Acquisire la cittadinanza è una specie di battesimo! Nascere nella nuova identità è un atto sacro e non deve diventare un circo umiliando il titolo che vogliono regalare anche a chi non lo vuole e sopratutto, a chi non lo merita.

                                            Per avere la cittadinanza italiana 

        bisogna diventare italiani a tutti gli effetti ed essere degni di questo titolo.

    In ogni caso, comunque, nessuno sarà privato dei diritti e dei doveri per vivere in Italia dignitosamente: ciò perchè, ripeto ancora, da straniera

                                                  vivo qui ormai da 14 anni

         e non ho mai subito nessun tipo di limitazione in più rispetto agli italiani.

    Viviamo tutti gli stessi problemi e privilegi in ogni caso: disoccupazione, difficoltà economiche, sicurezza scarsa, incertezza per il futuro, precarietà di ogni tipo, ecc.. Tutte queste cose si avvertono ugualmente sia dagli stranieri che da italiani. Anzi, certe volte gli stranieri sono più fortunati perchè sanno qualche lingua in più e vengono presi più facilmente per certi lavori di tipo comunicativo. Ovvio che in ogni paese esiste un pò di razzismo, ma penso che la gelosia per le proprie origini e terre sia una cosa perfettamente naturale e quando un italiano da preferenza al suo connazionale fa un atto assolutamente naturale e sano. Si tratta di solidarietà civile e nazionale, le basi di sopravvivenza per qualsiasi popolo. Del resto spesso ci sono i fattori incompatibili perfino tra 2 paesini della stessa ragione – poichè siamo tutti diversi, non omologabili con un colpo di penna che scrive "ius soli" – e

                          se a qualcuno non piace, non è costretto stare qui:

       può sempre tornare là dove si sentirà a casa, potendo vivere e sentir propri

                  quei contesti socio-culturali e religiosi che più gli garbano.

     Il paradigma del parassita "sovversivo"                    

    Ma qui siamo in Italia e dobbiamo rispettare le usanze, le mentalità e leggi italiane. Penso che chi da fuori viene a dettare le sue regole in un paese di altri, sia pari ad una parassita che vuole disintegrare il corpo nel quale si è annidato. Per esempio, se un tedesco volesse trasformare l'Italia in un posto con le usanze tedesche, allora tanto valeva che se ne restava in Germania: cosa viene a fare in un paese diverso dal suo? Io sono venuta a vivere in Italia e la amo cosi come è, proprio come è l'Italia.

                                  Non sono venuta a vivere in Africa o in Arabia.

                             Quindi non mi piace il fatto che intere città italiane

      stiano perdendo forzatamente la loro identità e il nucleo demografico aborigeno,

          diventando qualcosa di orribile grottesco senza l'identità autentica italiana.

      Se io avessi voluto vivere in Marocco, mi sarei trasferita in Marocco, non in Italia. 

     Amo l'Italia e le sue tradizioni, la sua cultura!         

    Amo l'Italia ed il popolo italiano con i suoi privilegi e difetti, le sue tradizioni e la sua cultura. Mi dispero quando vedo come il Paese viene devastato, la sua cultura e  la sua storia calpestate da neo barbari. Sento timore anch'io quando esco per le strade da sola: potrei andare a vivere dai miei cari in sicurezza aspettando e sperando che passi questo periodo oscuro della storia italiana. Ma non voglio lasciare sola qui la mia famiglia italiana acquisita, ovvero mio marito e i miei suoceri. Dunque resisto fin quando posso! Non abbiamo avuto figli, perchè cosi è il volere di Dio e noi non accettiamo i metodi artificiali contronatura. Ma se fossi sposata con uno straniero ed avessi avuto un figlio in Italia, in ogni caso, avrei voluto che fosse lui a decidere, da adulto, che cittadinanza prendersi.  

     No allo Ius Soli!(da straniera senza cittadinanza)   

                   Personalmente, credo che lo ius soli sia un attentato contro la dignità 

                       e il patrimonio culturale, genetico ed etnico del popolo italiano. 

                              E come straniera – sia pur senza cittadinanza italiana –
     
                                   grata per tutti i beni ricevuti da questo Paese 
     
                                               dico un sonoro "NO" allo ius soli.
     

     Popolo italiano, patrimonio dell'umanità                  

    Il popolo italiano alla pari di greci, siriani ed altri popoli di culture antiche, preziose, è patrimonio dell'umanità e (consentitemi la battuta) deve essere protetto ed inserito nella lista dell'UNESCO. Ciò, poichè nessun altro Paese al mondo – ad esempio – ha potuto dare all'umanità la legge civile come perfettamente pensato e fatto dagli antichi romani. Nessun altro Paese al mondo ha potuto regalare all'umanità dei "tesori" come Da Vinci, Michelangelo, Dante, ecc.. Nessun altro ha potuto costruire la Via Aurelia, gli antichi acquedotti (cosi perfetti) e delle città cosi belle esteticamente e allo stesso tempo resistenti nei secoli  come Firenze, Siena, Roma, Venezia, ecc.. Nessun altro Paese al mondo riesce ad imitare la bellezza che viene creata dalle mani e dall'anima italiana nell'arte, nella moda, nel design, nell'architettura e nella scienza: certe cose nascono e sono tramandate con il sangue e il genoma. E che dire dell'inestimabile patrimonio religioso Cattolico, apostolico romano?
     
              L'attentato contro gli italiani, a mio parere, è un crimine contro l'umanità.
     
    Viaggiando per questa piccola penisola addobbata di infiniti campi verdi, uliveti, risai, casolari ecc..,  ordinati con grande amore, eleganza e l'armonia con la natura nel tipico stile e spirito italiano, si capisce che nessun popolo altro potrebbe e dovrebbe avere diritto di sostituire gli italiani. Nessun altro, pure con il titolo acquisito automatico di finta italianità, potrà mai amare e vivere queste terre come gli italiani. Perchè gli italiani sono inimitabili ed irrepetibili ed il loro spirito veglia sopra le terre Italiane. Viva l'Italia e gli italiani. NO ALLO IUS SOLI. Grazie Italia, per tutto!
     

    Lettera alla redazione, di Caterina Konul (straniera residente in Italia)

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  • L’Olocausto del popolo italiano e la parabola evangelica che non esiste

    L’Olocausto del popolo italiano e la parabola evangelica che non esiste

    Giovedì, 26 ottobre / 2017 

    di Francesca Cappanna

     Redazione Quieuropa,  Francesca Cappanna, Piano Kalergi, Bergoglio, Iper-immigrazione, Bruxelles 

    L'Olocausto del popolo italiano e la parabola

    evangelica che non esiste

    Apoteosi dell'ospitalità, paradigma dell'idiozia 

     

     

    di Francesca Cappanna

    L’OLOCAUSTO DEGLI ITALIANI

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il venticello della carità, da Roma a Bruxelles    

    Roma – di Francesca Cappanna  Una corrente filantropica partita da Bruxelles e dalle organizzazioni internazionali si sta espandendo velocemente in tutta Europa; 

                       il vento della carità soffia nei corridoi di Montecitorio,

                 riempie le sale vaticane ed anche tanta gente di buon cuore 

             è affascinata dalla dottrina umanitaria dell’accoglienza illimitata.

    L’amore per l’altro si espleta nella completezza del suo senso, pura devozione. In questa battaglia per salvare l’umanità raminga vi sono infatti tutti i caratteri della missione etica, morale e sociale oltre all’abnegazione volontaria dei popoli dei paesi coinvolti. La tavola del ricevimento è stata apparecchiata e le vivande sono prelibate: qualsiasi rifugiato giunga sul suolo italiano trova casa, cibo, iphone, vestiti, ha a disposizione interpreti, psicologi, assistenza sociale, linguistica, trasporto, insomma è una gara della solidarietà molto affollata. Non riduciamo tutto al guadagno spirituale e materiale di mondialisti, organizzazioni, scafisti, ong, politici, istituzioni, guardiamo il lato umano della benevolenza. Insomma, i migranti sono turisti di lusso, ai quali qualche politico vorrebbe anche, nella sua magnanimità verso il prossimo, aumentare la paghetta.

            Tutti hanno dimenticato che i migranti, soprattutto quelli italiani, 

                          sudavano la pagnotta e sospiravano l’alloggio.

     L'Olocausto consapevole                                       

    Gli italiani però non fuggivano da nessuna guerra come hanno fatto i nostri energici, robusti, vitali profughi. Sarà per quest’aspetto troppo vigoroso  che qualche malalingua destroide li definisce furbi mantenuti e considera il governo una massa di cani pilotati per compiere il genocidio italiano. Che esagerati gufi questi catastrofisti! Usare poi una parola ebrea così esclusiva per nominare i loro problemucci. Non lo chiamerei genocidio ma piuttosto una serena abnegazione voluta dagli italiani, un olocausto consapevole che si dissolve nelle rive dell’Altro. Di certo non è stato deciso dalle vittime, difficilmente gli agnelli, seppur per ragioni di alto contenuto etico, deciderebbero lucidamente di essere annientati.

                            E’ stata la carica umanitaria dei carnefici 

                        ad aver interpretato la volontà dei sacrificati.

    Così è sempre stato e così dev’essere. Non fosse mai che la voce del vitello che sta per essere ammazzato levasse un grido di protesta, e se anche fosse verrebbe ascoltato come un urlo di giubilo. Loro sanno cosa sia meglio per noi come il padrone che sacrificava il vitello sapeva che il suo sangue sarebbe stato sparso per qualcosa di superiore.  Politici, ecclesiastici, intellettuali ed altre anime nobili provenienti da ogni angolo d’Europa ribadiscono la necessità dell’apertura all’ospitalità. Quanti italiani si saranno sentiti colpevoli di fronte ai tanti video che circolano mostrando occhi supplicanti di bambini africani a cui viene negata la cittadinanza italiana! Da anni vi sono bimbi di ogni etnia nelle aule ma quest’anno il senso di esclusione deve essere proprio diventato intollerabile fra i bimbi stranieri, dato che non si può più fare a meno di vedere i loro volti contriti in ogni video.  

     Un serbatotio di voti e di Nobel                           

    destroidi (se così possiamo chiamarli, visto che destra e sinistra sono in fondo, e si manifestano sempre più, facce speculari della stessa medaglia) dicono che queste commuoventi, angeliche facce infantili servano per far approvare una brutta legge del PD per avere a disposizione un serbatoio di voti stranieri che riempia l’assenza di quelli nostrani, dato che, per quanto gli italiani siano votati al masochismo dubito voterebbero di nuovo il galantuomo toscano. Solo i razzisti possono pensare che i vertici europei che già hanno dimostrato la loro inclinazione per gli sfortunati in Grecia, i politici italiani che si sono sempre preoccupati di non far lavorare troppo i giovani oziosi ed evitare che gli anziani si sentano vecchi troppo presto per lavorare, non abbiano a cuore le sorti dei diseredati del mondo.

                                        Dopo il Nobel per la pace ad Obama 

                               io darei il premio per la solidarietà all’Europa,

                                     o meglio ai capi delle nazioni europee. 

     Il criminale piede della "misericordia"               

                        Mai avrei immaginato che il piede della misericordia 

                                  potesse fare passi tanto audaci nei paesi 

                              da schiacciare i popoli stessi che vi risiedono.

    Grazie a Bergoglio la nuova fede non è più univoca ma un complesso di credenze polimorfe e conviviali come quella dell’ospitalità in primis. Quando vissi in Grecia ospitai dei profughi siriani, ora però temo non fossero veri profughi, non somigliavano affatto a quelli che stiamo importando noi. Probabilmente non erano rifugiati veri, i loro volti erano miti, umili, grati e non arroganti, egoisti, polemici. Purtroppo, in base a vari indizi che solo ora ho valutato, sono giunta alla conclusione che mi abbiano ingannato, erano troppo mansueti, gentili e rispettosi per lamentarsi del cibo che gli avevo offerto, delle croci appese o del fatto che mangiassi prosciutto. 

                     Loro credevano che la gratitudine fosse fondamentale 

                                            nei confronti dell’ospitante, 

                              pensavano che il rispetto fosse essenziale 

         nei confronti di chi ti aiuta ed addirittura ritenevano che l’ospite 

                         non potesse imporre regole al padrone di casa.

    Anche voi ora sarete d’accordo con me che quelli non fossero profughi reali. Tutti pensano che le guerre siano in Siria, Somalia, Afghanistan ed Iraq, anche qui deve esserci di certo un errore di fondo. I rifugiati provengono soprattutto dal Maghreb quindi probabilmente ci saranno altre guerre riguardo le quali i media servi stanno tacendo, altrimenti perché masse di uomini fuggirebbero verso la terra promessa dell’abbondanza? Inoltre, essendo tutti uomini i rifugiati, chi resta a fare la guerra? Le donne probabilmente. Anche lì si è raggiunta l’auspicata parità che vibra assordante in ogni paese europeo ed è promossa in tutte le salse dalle organizzazioni internazionali. Comunque non mi sembra molto virile lasciare le donne nei campi di battaglia tutte sole e scapparsene a Bengodi. E poi ci lamentiamo degli uomini italiani! Per quanto gli italiani si piazzino sempre alla fine della coda dei primati europei, nell’accoglienza siamo in pole position per sacrificio di sé, generosità ed altruismo.

     Italiani: "oltre i confini della santità"                 

            Credo che gli italiani abbiano superato i confini della santità, 

                              sono diventati direttamente dei martiri.

    Ora la massa di filantropi al governo chiede a tutti gli italiani di sotterrare il barlume microscopico di egoismo rimasto, uno dei più cupi vizi umani, e quale occasione migliore per farlo se non con i nuovi arrivati! Mi sembra una proposta eccellente ma non mi spiego perché gli italiani non siano fiduciosi, credo che se cominciasse il Vaticano ad accoglierli in casa, seguito dai politici la gente si rincuorerebbe e seguirebbe l’esempio.

                          Tutto lo spazio vuoto nelle ville dei politici

                     non potrebbe forse essere riempito di umanità?

    Quanti potrebbero rifugiare le loro esistenze nelle case dei politici misericordiosi! Penso che molti rifugiati, se potessero passeggiare nella cappella Sistina purificherebbero i loro spiriti erranti. Che doglia che ancora non abbiano avuto accesso in luoghi così catartici! Spero politici ed ecclesiastici provvedano presto. Come dice Bergoglio Gesù li accoglierebbe nella propria dimora, quindi cosa aspetta il santo padre? Del resto la porta della casa di Cristo che prima di Bergoglio era molto stretta, anche un peccatuccio di gola avrebbe potuto escluderne molti, ora è spalancata a tutti senza distinzione.

     La parabola evangelica che non esiste               

                                 Gesù, nella sua infinita sapienza,

                    aveva dimenticato la parabola dell’Accoglienza

        (a tutti i costi e contro gli stessi accoglienti e i propri figli – Ndr).

    Per fortuna Bergoglio l’ha raccontata.

      “Uno straniero entra nella casa di un altro ed il padrone lo lascia fare. 

                L’uomo straniero vede tante belle cose e se ne appropria,

        mangia la cena del padrone ma poi non la trova di suo gradimento 

                          e rompe tutti i piatti, i bicchieri, le tazze.

        Successivamente lo straniero vede un crocifisso e lo distrugge, 

     poi picchia selvaggiamente il padrone perché non l’ha tolto prima.

       Poi l’uomo vede la figlia del padrone e decide di portarsela via.

        Mentre lo straniero sta per andarsene il padrone lo richiama 

                               e l’uomo con un grugno si volta.

          Il padrone ha preso per mano l’altra figlia e dice all’uomo:

                ti offro anche l’altra figlia e torna presto a trovarmi”.

     Apoteosi dell'ospitalità, paradigma dell'idiozia 

    Quanti fra voi direbbero che il padrone è un idiota? Tutti direbbero che è l’apoteosi dell’ospitalità. Quel bravo padrone ha fatto la scelta più civile, se avesse riempito di calci il vivace ospite e lo avesse rispedito a casa forse la sua casa sarebbe intera, i suoi denti non sarebbero caduti, le sue figlie sarebbero a casa, però avrebbe dovuto avere un gran coraggio perchè tutti noi lo avremmo etichettato come uno che non rispetta le differenze, un razzista, o addirittura un fascista. Nemmeno due ergastoli sarebbero bastati per condannare tali insulti alla civiltà. Quindi tutti noi dovremmo comportarci come il padrone di casa della parabola, invitare gentilmente gli stranieri ad entrare ed a fare ciò che gli pare con le nostre cose e con noi. Mica si può pretendere che uomini di altri paesi sappiano che non si possa entrare in casa d’altri, rubare, stuprare! Non lo fanno nei loro paesi perché è rischioso e chi glielo spiega che non andrebbe fatto nemmeno nel nostro? Dubito che qualche gentile interprete abbia parlato loro di leggi. Nemmeno sanno la nostra lingua e vorremmo che capissero concetti complessi come il rispetto altrui? Chi potrebbe poi spiegarglielo? Non certo un governo che ha adottato con i migranti il motto della scuola di  Rabelais: Fai quello che vuoi! Quindi non è colpa loro se commettono qualcosa di sbagliato, poverini, come possono dei poveri profughi conoscere i nostri incivili usi e costumi? 

    Francesca Cappanna (Copyright © 2017 Qui Europa)

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    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata

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    Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo

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  • Marx, Kalergi e la vicenda catalana: menzogne, manipolazioni e verità

    Marx, Kalergi e la vicenda catalana: menzogne, manipolazioni e verità

    Mercoledì, 11 ottobre/ 2017 

    – di Roberto Pecchioli, con integrazioni di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Separatismo catalano, Europa, Piano Kalergi, mondialismo 

    La verità sulla vicenda separatista catalana – menzogne 

    e manipolazioni: Kalergi, Marx ed élite rivoluzionarie

    Dietro il separatismo? Mondialismo, Piano Kalergi, propaganda

    e rivoluzionari marxisti

     

    di Roberto Pecchioli, con integrazioni di Sergio Basile

    CATALOGNA - SEPARATISMO - MONDIALISMO RIVOLUZIONARIO - KALERGI, MARX
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Catalogna: falsità della trappola separatista       

    Barcellona, Madrid – di Roberto Pecchioli / Sergio Basile  L’indipendenza della Catalogna non ci sarà. Non sappiamo se gli autori del colpo di Stato antispagnolo di Barcellona andranno davvero sino in fondo, ma è ormai chiaro che la Spagna – con alla testa una parte notevole della stessa regione ribelle – si è svegliata da 40 anni di letargo ed ha battuto un colpo… Ma probabilmente non è tutto oro ciò che luccica (ndr). Grazie al Re Filippo VI, innanzitutto, e grazie ad un sussulto che viene dal profondo della storia della nazione iberica. La menzogna è adesso chiara, la narrazione nazionalista – una sorta di Alice nel paese delle meraviglie o se preferite un’Arcadia onirica e vittimista supportata dalla credulità di gran parte dell’opinione pubblica europea – si è dissolta. Partiamo dalla madre di tutte le bugie: la Catalogna non è Spagna recitano i manifesti in inglese – ad uso dei gonzi stranieri – di tutte le piazzate separatiste di anni e decenni. Falso: l’unità statale e nazionale spagnola è vecchia di oltre mezzo millennio, e risale all’unione degli antichi regni di Aragona (cui apparteneva il principato di Catalogna) e di Castiglia, con il matrimonio di Ferdinando e Isabella nel 1469, i “re cattolici” che completarono l’unificazione dei popoli di Spagna cacciando gli ultimi Mori da Granada nel gennaio 1492 e dettero inizio alla straordinaria avventura d’oltremare di Cristoforo Colombo. (Ndr: nello stesso anno, con la cacciata degli Ebrei talmudisti, nacquero i circoli segreti degli Alumbrados: primo nucleo di quelli che sarebbero diventati gli Illuminati di Baviera). Dunque, la regione catalana è parte integrante delle Spagne (per usare l’espressione plurale cara a Francisco de Tejada) almeno dal Medioevo. Per i cultori delle date, ricordiamo che già nel 1212 la battaglia vittoriosa di Las Navas de Tolosa vide uniti i regni di Castiglia, Aragona e Navarra, insieme con il Portogallo e pose fine alla lunga dominazione araba degli Almohabi, dilagando sino all’Andalusia.

     Il separatismo e il Piano Kalergi                           

    Negli ultimi anni (Ndr/Sergio Basile), dopo la cristallizzazione dei progetti mondialisti ed anti-cristiani nel Vecchio Continente – pianificati dal sionista e massone Richard Kalergi, a cavallo tra le Grandi Guerre e con maggior incisività con il sorgere del progetto Paneuropeo (Unione europea) – il separatismo, lato B del famigerato Piano Kalergi, è stato fomentato al fine di disgregare le nazioni e gli spiriti nazionali, mediante un processo indotto di regionalizzazione, che negli ultimi tempi sta vedendo crescere il suo vigore. Iper-immigrazione di massa, da un lato, e separatismo dall'altro, in questo particolare frangente storico, sono ovviamente entrambi funzionali al progetto europeista di accentramento del potere mediante lo smantellamento dei stati nazionali. Infatti la massoneria d'impronta sionista ha dapprima favorito la nascita delle repubbliche massoniche europee sulle ceneri delle monarchie cattoliche e, una volta creata l'Ue, ha a sua volta remato per la dissoluzione degli stessi, mediante il serpeggiare di scientifici processi di regionalizzazione e separatismo. Come ribadito in altre sedi

                                             Il famigerato “Piano Kalergi”,

                   di cui finalmente si inizia a parlare diffusamente sul web,

                                    dopo lunghi anni di assordante silenzio,  

         non è altro che il piano mondialista per la realizzazione della cosiddetta

       “Paneuropa”, la nuova Europa post-cristiana (anti-cristiana) e massonica

    smembrata a riplasmata per mezzo di due principali fenomeni indotti, solo apparentemente incompatibili e slegati tra loro: 1) i separatismi etnici (crisi che possano minare l’unità delle nazioni in un frangente storico in cui necessiterebbe ritrovare, al contrario, un'identità nazionale comune che faccia da collante alle numerose spinte disintegrative: l'attuale rigurgito separatista in Catalogna, curiosamente ben pubblicizzato dai media di regime, ne è l'esempio più eclatante); 2) l’invasione programmata del Vecchio Continente da parte di popolazioni afro-asiatiche, dovuta ad una incontrollata e criminosa iper-immigrazione di massa: con particolare riferimento all’area nordafricana e alla Cina. Secondo le ricostruzioni dello storico Gerd Honsik , e come si evince dagli scritti di Richard Kalergi,

            "Kalergi proclama l’abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, 

    successivamente, l’eliminazione delle nazioni per mezzo dei movimenti etnici separatisti

                                          o l’immigrazione allogena di massa".

                                                               ( Gerd Honsik )

     manipolazione mediatica E questione catalana       

                                Negli ultimi anni, giusto per restare in tema,

                         una testarda manipolazione storica di parte catalana 

                       ha inventato un regno catalano aragonese mai esistito. 

       Anche per questo, è forte il risentimento aragonese verso i vicini catalani.

    La manipolazione dei mezzi di informazione ha raggiunto, nelle ultime settimane, livelli di comicità involontaria, frutto della più completa ignoranza della storia spagnola. Nel presentare la “Diada”, ovvero la giornata nazionale della Catalogna che si svolge l’11 settembre, è stato detto da più parti, sino a diventare vulgata ad uso delle masse televisive, che si tratterebbe del ricordo della guerra di secessione catalana. Si trattò al contrario di una guerra di successione dinastica tra opposti pretendenti al trono sostenuti da vari territori del regno. Talvolta basta una vocale sbagliata per cambiare le carte in tavola. Quanto allo sfruttamento ed all’oppressione di cui sarebbe oggetto da secoli la regione di Barcellona, già nel Seicento Francisco de Quevedo, il grande poeta e scrittore del secolo d’oro che fu anche diplomatico e uomo politico, scriveva che i ricchi catalani erano usi al lamento ed alla pretesa di trattamenti di favoreFu Stendhal, il romanziere francese, in un soggiorno spagnolo, a stupirsi dei privilegi di cui godeva la nascente industria catalana. In particolare il settore tessile, reso monopolista dal protezionismo di Madrid che, tra l’altro, distrusse l’industria del lino della meno prospera Galizia.

                                                   Sempre nel XIX secolo,

               fu la Catalogna ad ospitare le prime ferrovie per scelta di Madrid,

         mentre la potentissima borghesia mercantile e finanziaria di Barcellona

                            continuò a ottenere molto dallo Stato centrale,

                               tra ribellioni minacciate e talora realizzate,

    anche dopo lo choc nazionale del 1898, causato dalla perdita delle ultime colonie, data cui si fa risalire la vicenda della Spagna contemporanea. Non possono essere dimenticate le guerre che insanguinarono la Spagna nel XIX secolo, a partire dal regno di Ferdinando VII, il re fellone, Carlo IV e poi di Isabella II che mutò, con la Prammatica Sanzione del 1830, la linea di successione del Regno (guerre carliste).

     Ribellismo repubblicano-marxista e favoritismi       

    Il nazionalismo basco e catalano si forgiò in quegli decenni terribili e si sviluppò nell’ambito del legittimismo monarchico cattolico ed antiliberale, per sfociare nel ribellismo repubblicano e marxista che condusse alla tragedia degli anni 30 del Novecento, conclusa con la sanguinosa guerra civile vinta dai nazionalisti di Franco. Nel corso delle convulsioni che precedettero il pronunciamento di Francisco Franco (luglio 1936), al tempo della II Repubblica spagnola la Catalogna proclamò per dieci ore l’indipedenza. Il generale repubblicano comandante della piazza di Barcellona (catalano anch’egli!) risolse la ribellione a cannonate. Lluìs Company, il protagonista della cosiddetta “balconata” indipendentista del novembre 1934, un cattolico devoto, venne poi fucilato nel 1940 dai falangisti.

                                                   La mitica borghesia catalana,

                      spaventata dagli eccessi anarchici, comunisti e repubblicani,

                                         accolse di buon grado il nuovo regime,

              che continuò la politica di protezione statale dell’economia regionale, 

                                                    favorì l’industrializzazione,

            il cui simbolo fu lo stabilimento automobilistico della Seat di Martorell

     e l’agricoltura intensiva, togliendo l’acqua all’Aragona per deviarla verso la costa.

    Durante il franchismo, era permessa un’unica fiera commerciale ed industriale, quella di Barcellona.  Una massiccia immigrazione interna si è protratta per tutto il secolo, portando a Barcellona e nella sua cintura circa due milioni di lavoratori dalle aree depresse della Spagna meridionale, della Castiglia e della Galizia.

     Sono figure aneddotiche ed oggetto di disprezzo ostentato nella Catalogna odierna

                  il cameriere galiziano, il manovale proveniente dal Sud della Spagna

                                   e la “chacha”, la bambinaia tuttofare andalusa.

     Referendum illegale e menzogne mondialiste            

    Ma se questa è storia, nelle ultime settimane siamo stati testimoni di un’accelerazione culminata domenica 1 ottobre nel referendum illegale sull’indipendenza promosso dai separatisti e favorito dallo stesso Soros (vedi qui George Soros e il sostegno al separatismo catalano). Al riguardo, occorre registrare un’altra serie di menzogne. La più devastante per l’immagine della Spagna è stata la penosa comparsa televisiva del presidente Mariano Rajoy – forse il più inadeguato capo di governo della storia iberica – il quale ha sentenziato, a reti unificate e di fronte al mondo, che nessun referendum si era svolto. Bugia grottesca, tutti avevano osservato le code nei seggi più o meno di fortuna allestiti dalla Generalitat ed anche le cariche della polizia nazionale. Il colonnello Buttiglione delle trasmissioni radiofoniche di Arbore e Boncompagni non si arrendeva mai, neppure di fronte all’evidenza; forse era parente di Don Mariano, che si è esposto al ridicolo, un errore irrimediabile per chiunque, ma devastante per un responsabile politico. E tuttavia, anche la “narrazione” indipendentista ha retto per pochi giorni. Svanita l’onda emozionale dell’empatia pro catalana prodotta da qualche manganello spagnolo nei tremebondi europei seduti sul divano di casa, altre menzogne stanno cadendo ad una ad una. Dal lato nazionalista si gridava al ferimento di 900 inermi cittadini interessati solo a votare. Tanto inermi non dovevano essere, se almeno 100 poliziotti sono dovuti ricorrere alle cure mediche, e comunque il numero non è controllabile, giacché, udite udite, gli oppressi catalani hanno il controllo dell’intero sistema sanitario ed ospedaliero della regione.

               Una signora che lamentò la frattura di tutte le dita della mano da parte poliziesca,

                           è risultata una mentitrice con ruolo di consigliere municipale

                                             della sinistra repubblicana separatista.

     Schede fotocopiate, brogli, "cani esclusi"                    

    Quanto alle schede, c’è chi se le è portate da casa fotocopiate, seguendo l’invito dei capi nazionalisti, altri hanno votato in Chiesa (!!!), qualcuno ha affermato di aver votato anche quattro volte ed in almeno 80 comuni il numero dei voti è risultato superiore a quello del corpo elettorale. In un caso, la polizia ha sequestrato un’urna che entrava in un seggio piena di schede. Niente male, nell’Europa legalitaria e piena di cautele procedurali del 2017. Due giorni dopo, la presa violenta delle strade e delle piazze da parte di una turba eccitata dagli sguardi allucinati. Bambini e ragazzi fatti uscire dalle scuole poste sotto il dogmatico controllo dei nazionalisti, poiché la Spagna invertebrata si è lasciata spogliare della pubblica istruzione, vergognosi assalti agli alberghi dove alloggiano i rinforzi di polizia in mezzo a ricatti dei sindaci ai loro titolari, qualche razzia a supermercati, accerchiamento di turbe impazzite ai partiti non separatisti, a semplici cittadini non allineati, assedi ed insulti ad insegnanti e persino bambini sospettati di “spagnolismo”, il peccato capitale agli occhi di questi nazistelli mediterranei.  Poiché in questi casi al tragico si assomma il comico,

             vi è notizia che sono stati esclusi da una mostra canina di una città catalana

                                   due esemplari colpevoli di essere … cani poliziotto

    E’ tutto vero e controllabile, come l’immonda dichiarazione dell’assessore all’Interno (pardon ministro) catalano in occasione dell’attentato di agosto sulla Rambla, che ha separato le vittime catalane da quelle spagnole.

     La banda della "stella rossa" (social-massonica)    

    Poi ha parlato il Re. Anch’egli si gioca tutto in queste settimane davvero storiche. La Catalogna indipendente trascinerebbe la Spagna intera in una crisi territoriale, politica, civile, istituzionale che travolgerebbe per prima la Corona, unico baluardo alla dissoluzione nazionale. Serio, duro, in sette minuti ha ridato speranza alla nazione, ha smontato l’intera costruzione separatista ed ha ispirato quel riscatto popolare che il giorno 8 ha svelato che la repubblica dalla bandiera stellata (simbolo rivoluzionario, social-comunista e massonico, detto pentagramma o pentalfa: importato dall'esoterismo e dalla simbologia magico-pagana caldeo-babilonese da Trotsky  dopo la rivoluzione giudeo-balscevica del 1917 – Ndr/Sergio Basile) è nuda, con l’immensa manifestazione di piazza “unionista” di centinaia di migliaia di catalani. Il nazionalismo, dobbiamo riconoscerlo noi patrioti intransigenti, figlio del Diciannovesimo secolo liberale, può diventare un totalitarismo coperto, latente, che riduce tutto ad uno, la cui prima pretesa è di rappresentare, anzi essere il popolo. Le dichiarazioni assertive dei nazionalisti alla Puigdemont cominciano inevitabilmente così: “La Catalogna vuole, la Catalogna esige, la Catalogna pensa “. No, le cose non stanno così, 

                         i separatisti rappresentano una frazione importante, 

                                        ma probabilmente non maggioritaria 

                               e tanto meno moltitudinaria della popolazione.

      La Catalogna vuole l'indipendenza?                           

    Parlano per sineddoche, la figura retorica di chi cita la parte per il tutto. Si autonominano rappresentanti, interpreti esclusivi e talvolta deliranti della volontà generale, quella pericolosa armatura concettuale che Jean Jacques Rousseau consegnò alla Rivoluzione francese giacobina con esiti sanguinosi. La narrazione diffusa massicciamente ed obbligatoriamente, creduta per autosuggestione da molti e accettata dalle masse televisive di tutta Europa era:

                                           “la Catalogna vuole l’indipendenza”.

    Non è esattamente così, la Catalogna, come ogni regione o nazione normale, è uno spazio complesso, plurale e libero che, nonostante quarant’anni circa di impressionante indottrinamento, di odio esacerbato verso tutto ciò che è spagnolo, di suprematismo d’accatto, non è compattamente nazionalista né secessionista.

     Una favola velenosa ( alimentata dall'élite )              

    Ovvio, milioni di catalani sono originari del resto di Spagna, o figli e nipoti di immigrati. La favola antica di una nazione vessata etnicamente e linguisticamente compatta che ambisce all’indipendenza da secoli può essere creduta solo per la coazione a ripetere che l’ha imposta con mezzi propagandistici impressionanti, in buona parte provenienti dal portafogli della Spagna intera e di una metà della sua stessa gente che non la condivide. Un grande lavoro, quello svolto dalle menti raffinate degli intellettuali nazionalisti e concretizzate da un ceto politico che ha fatto dell’abolizione della Spagna a spese degli spagnoli la propria ragione d’essere.

                                                 La follia è partita da Madrid, però:

        governi di destra e sinistra, nel corso dei decenni hanno permesso alla Generalitat

       di avere la competenza esclusiva sulla sanità, sui servizi sociali, sull’ordine pubblico

    (i 17.000 Mossos d’Esquadra che rispondono alla Generalitat e si burlano della magistratura e del governo nazionale) e soprattutto l’istruzione. In più, la Catalogna, per luogo comune schiacciata dai terribili castigliani e dai cantaores di flamenco, dispone di un canale televisivo pubblico, TV3, controllato dalla Generalitat, che diffonde da 35 anni il messaggio nazionalista, dove non vi è un minuto di trasmissioni in spagnolo e che, ciononostante, è pagata da tutti i contribuenti, da Santander allo stretto di Gibilterra. 

     Un sistema folle                                                              

    Non si finisce di segnalare agli increduli che in Catalogna le scuole non sono statali, ma regionali e non si può, anzi è vietato impartire le lezioni in lingua spagnola, idioma materno, repetita iuvant, di almeno la metà dei cittadini.

                                  Questo folle sistema qualcuno tenta adesso di introdurlo 

                                                nelle Isole Baleari e persino a Valencia, 

                                        con la complicità attiva dei marxisti di Podemos

                                        travestiti da nazionalisti maiorchini e valenzani 

                                                           e dei loro alleati socialisti.

    Il metodo è l’imposizione nelle istituzioni e nella scuola di parlate affini al catalano dimenticate da generazioni, lo scopo non è il giusto recupero di una parte dell’identità delle popolazioni, ma è fare a pezzetti lo Stato nazionale a partire dalla lingua comune, che ne è l’elemento più potente, per realizzare l’equazione secondo cui lingua e nazionalità coinciderebbero. E’ l’imperialismo dei Paesi Catalani, cui è facile opporre che argentini, portoricani e persino molti filippini parlano spagnolo, ma ovviamente spagnoli non sono, né gli svizzeri romandi o i valloni belgi sono francesi. Sembra incredibile, un salto nel passato remoto riportato alla luce per interessi che, al contrario, sono ben attuali e iscritti in un orizzonte in cui la geopolitica, il denaro e il suo potere sono ben presenti.

     Un nuovo veleno mondialista minaccia l'Europa        

                   Per questo, occorre svolgere una riflessione complessiva sulla vicenda spagnola,

                          poiché rappresenta lo specchio di molte contraddizioni che minacciano

                    di intossicare la convivenza e quel minimo di senso comune di appartenenza

                che ancora unisce i popoli, le nazioni che formano e gli Stati che hanno costituito.

    Le questioni sono moltissime: nella seconda parte del presente lavoro rifletteremo su alcune di esse: il rapporto tra legalità e legittimità; l’accusa infondata mossa ai cosiddetti sovranisti di difendere, limitare solo per gli Stati nazionali le prerogative e i poteri che negherebbero ai sostenitori dell’indipendenza delle “piccole patrie”; il difficile equilibrio tra cittadinanza , nazionalità, nazionalismo, patriottismo ( costituzionale, civico o comunitario); la diffusa pretesa e convinzione che l’esercizio del voto sia la panacea di ogni male, specie nell’ambito della contestata ed ambigua autodeterminazione; l’esistenza di un ampio fronte di opinione nel mondo occidentale convinto che il principio destinato a sciogliere ogni contrasto o problema, anche i più intricati e drammatici stia esclusivamente nel “dialogo”, idea assai rispettabile che tuttavia resta un metodo e non una soluzione. 

    Roberto Pecchioli, con integrazioni di Sergio Basile (Copyright © 2017 Qui Europa)

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  • Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Martedì, 26 settembre/ 2017 

    di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria 

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo

    comunismo 

    Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi

     

                                “Esiste anche un'altra alleanza

                         – a prima vista strana e sorprendente –

             ma che se ci si pensa è ben fondata e facile da capire.

    Questa alleanza è tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti”

                                            Vladimir  Lenin

     

    di Sergio Basile 

    Piano Kalergi e convergenza tra Europeismo e Comunismo
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Comunismo/europeismo: 2 facce una medaglia 

    Bruxelles, Mosca – di Sergio Basile – Nel 1923 Lev Trotsky, il "grande architetto" del comunismo, scrisse in un articolo per Pravda (intitolato "È maturo il tempo per lo slogan: Gli Stati Uniti d'Europa?"):

                  "L'Europa (dei banchieri – Ndr) sarà in grado non solo di mantenersi, 

                                        ma di consolidare e costruire se stessa, 

                               una volta che avrà abbattuto le barriere doganali 

            e la sua economia sarà unita alle inesauribili ricchezze naturali della Russia. 

                 "Gli Stati Uniti d'Europa" – una prospettiva puramente rivoluzionaria – 

                         è la fase successiva della nostra prospettiva rivoluzionaria".

                                                                Lev Trotsky

    Il giudeo-massone Trotsky ammise una comune "mission" tra l’esperimento comunista in Russia e il concepimento di quello che sarebbe diventato, di lì a poco, il progetto Ue in Europa, disegnando i tratti di un’istituzione comunitaria liberista nei modi e comunista nell’anima. Qualcuno obietterà: cosa c'entra l'europeismo targato BCE con il "Comunismo proletario"? Beh, innanzitutto il comunismo di "proletario" ebbe ben poco, malgrado gli slogan: nella prima assemblea rivoluzionaria praticamente non compariva nessun rappresentante del proletariato e – inoltre – le espropriazioni dei beni privati divennero prassi. Richard Kalergi, il padre spirituale dell’Ue, in aggiunta, non fu altro che un correligionario di Trotsky e Lenin, continuatore di un progetto di ampio respiro, trasversale e sostenuto non solo dai banchieri ebrei (e dalla Cia), ma anche dall’altra stampella del sistema mondialista: la giudeo-massoneria, B'nai B'rith in testa. Una grossa mano alla causa europeista la diede anche la massoneria austriaca: non va dimenticato come Kalergi fu iniziato nella loggia Humanitas di Vienna, nel 1921. Un articolo del 1925, apparso sulla rivista massonica The Beacon, elogiava l’operato del massone Kalergi e della Paneuropa in questi termini: "La Massoneria, specialmente la Massoneria austriaca, può essere eminentemente soddisfatta di avere Coudenhove-Kalergi tra i suoi membri… e può giustamente dichiarare che il fratello Kalergi combatte per le sue convinzioni paneuropee … Il programma del fratello Kalergi è un lavoro massonico del più alto ordine e poter lavorare insieme, per esso, è un compito alto per tutti i fratelli massoni". Le dichiarazioni di Lenin e Trotsky, possono allora trovare perfetta sintesi nella seguente relazione: 

                 il capitalismo bancario, a trazione sionista, finanziò il comunismo 

                           che, a sua volta, si trasformò in capitalismo di Stato, 

              evolvendo successivamente in un grande organismo sovranazionale.

    Ovviamente lo Stato, come noto dall’analisi del pensiero di Karl Marx, sarebbe dovuto essere uno strumento di conservazione del potere temporaneo, transitorio, destinato a dissolversi (evidentemente) in favore di una entità sovranazionale e federale più totalizzante. Detto fatto! Dopo la Seconda Guerra Mondiale, lo stesso capitalismo bancario decise di dar vita ad una nuova creatura in Europa: l’Unione europea. Ciò con il pretesto di una riappacificazione universale che avesse potuto garantire "un periodo di pace".

     La stessa anima, lo stesso motore: il capitalismo 

    Dunque Lenin, Trotsky e Kalergi, cioè il comunismo e l’europeismo, hanno condiviso da sempre gli stessi obiettivi, la stessa anima: il capitale bancario non è stato altro che il motore, l'alito vitale di questa anima. Non a caso il padre spirituale del Commonwealth, George Lionel Curtis, fu tra i principali collaborazionisti all’ascesa del primo governo comunista, neutralizzando la resistenza dei Romanov alle aggressioni giudaico-bolsceviche, con la paralisi del sistema del credito: all'inizio del 1916, infatti, l'alta finanza internazionale preparò il terreno alla Rivoluzione, indebolendo la Russia con la complicità dei paesi del blocco anglosassone, boicottando la cessione di credito allo zar ed ingenerando la crisi del rublo. Le difese immunitarie dei russi contro l’epidemia rivoluzionara furono così azzerate.  Evidentemente, quando si parla di capitale bancario nella mente affiorano le immagini di due città: New York e Londra. Nel Novecento Wall Street (il Financial District di Manhattan, nato nel 1914) e la City of London, le incubatrici delle grandi riforme bancarie e delle grandi rivoluzioni social-comuniste contemporanee, hanno dettato le danze dell’economia, della politica e della geopolitica a livello planetario. 

                       Wall Street e la City sono i reali centri del potere mondiale: 

      una forza, oggi, espressa solo apparentemente dal potere esecutivo dei governi. 

    L’impero giudeo-protestante Commonwealth, ancora oggi, è l’immagine speculare di una serrata regia mondiale del capitalismo ( o sistema della moneta-debito, inaugurato nel 1694 con la fondazione della Banca d’Inghilterra ) sulle prerogative vitali delle nazioni e dei popoli. La sottile corrispondenza tra europeismo, comunismo e capitalismo a questo punto è palese!

                                         “Esiste anche un'altra alleanza

                                 – a prima vista strana e sorprendente –

                      ma che se ci si pensa è ben fondata e facile da capire.

            Questa alleanza è tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti”

                                                      Vladimir  Lenin

     Il Comunismo è morto?                                             

    Molti storici e giornalisti oggi sostengono, illegittimamente, specie dopo l'ascesa di Putin, che il Comunismo nel mondo sia finito, sia morto: tranne qualche isolata eccezione. Perfino la Cina – qualcuno sostiene – ha ormai ceduto al fascino del turbo-capitalismo e non è più un "paese comunista"! Ma è proprio questa la giusta chiave di lettura? No! La verità sta agli esatti antipodi! Tali "esperti", infatti, incorrono in un ciclopico errore, in quanto il mostro bicefalo, come dimostrato, non è morto, ma si è semplicemente mutato d'abito – mantenendo intatta la sua identità originaria – poiché il suo vecchio costume era ormai logoro e riconoscibilissimo. Sul versante occidentale, la nuova Unione sovietica, il nuovo progetto della giudeo-massoneria liberal-capitalista e social-comunista si chiama Unione europea. Si tratta di una grottesca creatura plasmata dalla mente di Richard Kalergi – depositario ed interprete, come visto, di un progetto mondialista a tappe – ma generata altrove, lontano dal seno del Vecchio Continente. Quello attualizzato da Kalergi è un progetto perseguito da secoli e costellato di rivoluzioni violente, rivoluzioni culturali, processi di accentramento politico, processi di regionalizzazione in macroaree, dissoluzioni silenziose di stati e nazioni, confisca delle sovranità popolari (monetaria in primis), creazione di un regime di banche centrali "debitocratico", crisi economiche artificiali e golpe.

     Ue: cartina tornasole del regime sovietico             

    L’Ue è di fatto la cartina tornasole del regime sovietico. Non a caso il primo prototipo di “Unione”, la CECA, quell’organismo sovranazionale di commissariamento reale delle fonti energetiche primarie degli stati (carbone e acciaio) aveva lo stesso nome della prima polizia segreta nata dopo la Rivoluzione giudaico-bolscevica, organizzata in ottemperanza a un decreto di Lenin del 20 dicembre 1917: Čeka.  I suoi membri erano denominati čekisti: nome oggi utilizzato in riferimento all'odierno FSB russo, successore del KGB. La Čeka era il Comitato straordinario di tutta la Russia per combattere la controrivoluzione ed il sabotaggio. L’obiettivo degli organismi di potere sovietici era quello di commissariare, cioè controllare la vita dei cittadini: attività ripresa da organismi comunitari assolutamente non eletti: i commissari europei, cioè gli uomini del sistema dediti al commissariamento! Non a caso la prima mossa di Stalin una volta conquistato il potere, fu quella di privatizzare la Banca Centrale Russa (Gosbank) e quindi di “commissariare” la vita economica di milioni di cittadini, mediante l'emissione di moneta-debito (debiti fittizi), tasse ed espropri coatti: oggi la BCE può dirsi la copia conforme di quel modello.

     Babele: iconografia e potere                                      

    Oggi i palazzi dell’Ue rappresentano iconograficamente la nuova torre di Babele, la nuova superba sfida contro Dio e il Cristianesimo portata avanti dagli “scorpioni” rivoluzionari in casacca blu-stellata. Ciò non solo nella curiosa forma (vedi l’edificio del Parlamento europeo a Strasburgo: omaggio alla biblica torre pagana) ma nei fatti: leggi e regolamenti progressisti sottilmente o palesemente anti-cristiani vengono sfornati a ritmi forsennati dall’industria comunitaria del “diritto”, con l’obiettivo di regolamentare (e quindi commissariare) gli ultimi spazi di libertà economica, sociale e religiosa rimasti "vergini". E che dire degli enormi costi sostenuti per mantenere questo faraonico apparato burocratico? Che dire degli stipendi dei funzionari e dei semplici segretari o delle spese generali dei 98 edifici dell’UE, disseminati tra Bruxelles e Strasburgo? Sono innumerevoli i documenti prodotti per illustrare e pubblicizzare centinaia di migliaia di regolamenti, direttive, decisioni, raccomandazioni e pareri che comprendono il diritto europeo. Regolamenti che – sostanzialmente – nessuno tra i “comuni mortali” conosce e conoscerà mai. Si calcola che fino ad ora sarebbero state prodotte poco meno di 500.000 pagine di regolamenti: a leggerli non basterebbe una vita! L’obiettivo evidente di questa schizofrenica iper-produzione è quello di comprimere le libertà dei singoli, andando a sindacare perfino sulla lunghezza e curvatura dei cetrioli (ordinanza numero 1677 della Commissione Europea).

     La denuncia del dissidente Bukovsky                    

    Vladimir Bukovsky, scrittore russo anticomunista, dissidente dal regime sovietico, passò alla storia come uno tra i primi prigionieri politici ad essere rinchiuso in una psikhushka: rete di ospedali psichiatrici istituiti dal governo dove venivano internati i dissidenti dell'ex-Unione Sovietica. In totale lo scrittore trascorse ben dodici anni tra prigioni, campi di lavoro ed ospedali psichiatrici e pertanto conobbe a fondo i metodi del sistema sovietico: non solo campi di concentramento, stragi, distruzione di chiese e omicidi sommari, ma anche forme di controllo totale su persone e cose, sostanziale compressione della libertà e abolizione della proprietà privata (medesimo risultato delle strategie liberal-capitaliste, visto da prospettive diverse)In un discorso tenuto a Bruxelles, nel 2006, egli paragonò l’attività regolamentativa dell’Unione europea, corroborata – tra l’altro – da una robustissima propaganda mediatico-ideologica, a quella del Gosplan, l’Organismo Sovietico di Pianificazione dello Stato, un organo di regime dedito all’iper-pianificazione ed al commissariamento di tutti gli spazi sociali ed economici della società russa post-rivoluzionaria.   Bukovsky paragonò poi il Parlamento europeo al Soviet Supremo (organo al vertice del sistema dei Soviet, dal 1938 al 1989, su cui si basava il potere in Unione Sovietica: poi riformato e trasformato in organo ad elezione indiretta, fino al 1991) e la Commissione Europea al Politburo (ufficio politico del comitato centrale del partito comunista). Bukovsky fu tra i primi a comprendere il fil rouge che univa i profeti del comunismo a quelli della Paneuropa, nonché i retaggi comunitari della trappola razziale di Kalergi. Egli in un passaggio del suo famoso intervento notò profeticamente:

            “coloro i quali si oppongono all'immigrazione incontrollata dal Terzo Mondo

                                              saranno considerati razzisti

                         e quelli che si oppongono all'integrazione europea

                                           saranno considerati xenofobi”.

      Elite, multiculturalismo e iper-immigrazione     

    Le osservazioni del dissidente russo, del 2006, hanno oggi un sapore amaramente profetico, infatti i cittadini italiani ed europei contrari all’iper-immigrazione di massa sono bollati senza mezzi termini come razzisti e / o xenofobi, e finanche “cattivi cristiani” da parte del clero modernista e filo-europeista (espressione di una chiesa decisamente avversa alla vera Chiesa di Cristo: eretica). Quindi chi si schiera contro il “Piano Kalergi” e non abbraccia l’omologazione forzata e il genocidio programmato della cultura, dei valori e delle razze europee, è marchiato e ghettizzato dal regime: proprio come avvenne a Bukovsky, in Unione Sovietica. Alla luce di ciò è lecito parlare di europeismo “rosso” e di stretto rapporto tra ideologia, linguaggio propagandistico e cultura dell’iper-immigrazione. Oggi il multiculturalismo dilaga in Europa come in Russia! Indice che l'élite per mantenere il potere confiscato ai popoli, ha bisogno di non-popoli, greggi senza identità. La questione della commistione razziale, non è assolutamente un fatto nuovo, come qualcuno vorrebbe farci credere: non si tratta di “fenomeni incontrollabili o naturali”, né recenti, ma di strategie ampliamente denunciate in diverse sedi e oggi attuate meticolosamente, secondo un rigido copione. Anche chi, malgrado tutto, ancora non crede alla veridicità del “Piano Kalergi” dovrà ricredersi. Eppure, malgrado ciò, molti cittadini, praticamente rimasti in mutande, espropriati delle loro ricchezze materiali e mentali, e invasi nei loro spazi vitali, ancora conservano gelosamente sotto la giacca, con la mano sul cuore, il seme dell’ideologia: retaggio di fantasmi del passato che ogni tanto ritornano agghindati di buoni propositi. Come disse il saggio: la madre dei cretini è sempre incinta!

    Sergio Basile (Copyright © 2017 Qui Europa)

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    Venerdì,  Maggio 30th/ 2014  – di Sergio Basile – Redazione quieuropa, Sergio Basile, Premio Carlo Magno, Aquisgrana, Herman Van Rompuy, gabbia europea del debito e della moneta dell'usura legalizzata, monometallismo argenteo, L'argento c'era davvero ed era sostanza fondamentale della moneta, Carlo Magno,riforma della Chiesa,  personale ecclesiastico, perdizione dell'anima, fissazione e la standardizzare della liturgia, reintroduzione del latino classico, fondatore della scuola palatina, nacquero scuole a ridosso delle chiese […]

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    Giovedì,  Maggio 29th/ 2014  – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello – Redazione quieuropa, Jean Claude Juncker, Matteo Renzi, Vincenzo Mannello, Sergio Basile, Unione europea, Elezioni 2014, PD, Commissione Trilaterale, Bilderberg Club.  Governatore della Banca Mondiale dal a989 al 1995, Governatore del Fondo Monetario Internazionale, Martin Schulz  Junker e l'elezione degli dei illuminati Tra i papabili alla Commissione Ue, Jean Cloude Junker in […]

  • Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Domenica, 24 settembre/ 2017 

    di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Lionel George Curtis, Mondialismo, Europa 

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena

    e panacee alla disintegrazione dell'Europa

    Analisi logica del complotto per la Paneuropa

    e dei suoi uomini chiave

     

    di Sergio Basile 

    Unione europea - orgini

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Piano Kalergi: Origini e risvolti del complotto   

    Roma, Bruxelles, Londra – di Sergio Basile – I principali tratti somatici del mondialismo (credo religioso dedito alla realizzazione della grande repubblica giudeo-massonica universale) sono l'unità "religiosa" dei correligionari, l'apolidismo (assenza di spirito di nazione) è il trasversalismo, sia geografico che politico! Di seguito potremo cogliere il valore di tale affermazione dallo spettro radiografico di alcuni personaggi chiave della storia del Novecento, posti illegittimamente su due fronti opposti dalla maggioranza degli storici contemporanei. 

                                         Il famigerato “Piano Kalergi”,

             di cui finalmente si inizia a parlare diffusamente sul web,

                                 dopo lunghi anni di assordante silenzio,  

    non è altro che il piano mondialista per la realizzazione della cosiddetta

    “Paneuropa”, la nuova Europa post-cristiana (anti-cristiana) e massonica

    smembrata a riplasmata per mezzo di due principali fenomeni indotti, apparentemente incompatibili e slegati tra loro: 1) i separatismi etnici (crisi che possano minare l’unità delle nazioni in un frangente storico in cui necessiterebbe ritrovare, al contrario, un'identità nazionale comune che faccia da collante alle numerose spinte disintegrative: vedi l'attuale rigurgito separatista in Catalogna, curiosamente ben pubblicizzato dai media di regime); 2) l’invasione programmata del Vecchio Continente da parte di popolazioni afro-asiatiche, dovuta ad una incontrollata e criminosa iper-immigrazione di massa: con particolare riferimento all’area nordafricana e alla Cina. Il “Piano Kalergi è invero un piano antico, concepito ed implementato con diabolica tenacia, nei secoli, dalle forze anti-cristiane e da alcuni padri del mondialismo quali: Kominsky (o Comenius: 1592 – 1670), Johann Valentin Andreae (1586 – 1654), Saint-Yves d’Alveydre (1842 -1909): occultisti, giudeo-massoni e credenti luciferini, devoti alle pratiche talmudiche. Nel corso del Novecento l’eredità di questi "pionieri del paneuropeismo" è stata colta e riproposta con forza all’attenzione dei governi da Richard Coudenhove-Kalergi, che ne ha dettato le linee programmatiche nel libro “Praktischer Idealismus” (1925): una sorta di testamento spirituale dell’europeismo contemporaneo, animato da una frenesia mondialista di accentramento continentale a livello politico, votato – sul piano sociale – al multiculturalismo più estremo e all’inevitabile processo di dissoluzione degli spiriti nazionali e delle identità, che ha visto nella nascita dell’Unione europea una tappa essenziale del suo graduale e lento processo di sviluppo. Un progetto benedetto dai potentati bancari e dai Rothschild.

     Il contributo del sistema bancario                        

    Sul lato politico ed economico il Piano Kalergi poggia, infatti, sul supporto dell'alta finanza e del sistema bancario centralizzato (sistema delle banche centrali) che attraverso l'emissione di moneta-debito creata dal nulla con un semplice atto tipografico, da tre secoli permette la creazione – sempre dal nulla – di enormi flussi monetari e finanziari tali da "creare nuove anime paneuropee": cioé tali da corrompere, con il diabolico fascino del danaro, gli uomini chiave deputati al controllo dei flussi migratori.

                                              Il denaro-debito è divenuto, quindi,

         oltre che il metro di misura delle libertà e dei diritti di famiglie e imprese

             anche il termometro della nuova febbre dell'invasione anti-cristiana

                                                                del continente!

     L'anima nera di Kalergi                                           

    Per capire la missione di Kalergi non si può prescindere dall’analisi della sua anima: egli eredita dal padre l’amore per il talmudismo-cabalistico anti-cristiano e per la causa sionista del “Grande Israele”, trovando nell’occultismo e nelle pratiche divinatorie e luciferine, la sua viscerale inclinazione “religiosa”: tale slancio culminerà con l’iniziazione del giovane alle loggia giudeo-massonica Humanitas di Vienna (1921): egli fu iniziato nella stessa città in cui fu iniziato il profeta del comunismo Trotskij, con padrino Victor Adler (1852-1918). Kalergi, come detto in più sedi, auspica la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale giudaico-massonico e la contestuale emersione del “popolo eletto” e del suo credo, come l'Araba Fenice, dalle ceneri della “Vecchia Europa” cristiana, attraverso l’attacco violento all’identità europea: la scomparsa delle razze e con essa la disintegrazione delle culture, delle identità nazionali e dei credi religiosi, cattolicesimo in testa. La sua delirante visione, eredità della filosofia talmudico-massonica e rosacrociana – d'intesa col mito unitario poi fatto proprio da Altiero Spinelli – guarda all'edificazione degli Stati Uniti d’Europa: un unico governo continentale, con una moneta unica (emessa a debito per schiavizzare ed imprigionare i popoli e le famiglie europee nelle proprie rispettive case) e uniche leggi da imporre ad una sub-umanità resa bestiale dalla gabbia del sangue, cioé da una commistione razziale innaturale e assolutamente pilotata dai potentati giudeo-massonici, utilizzando strumentalmente il cavallo di troia dell’islam. Uomini neutri, senza riferimenti – sessuali, religiosi e culturali – né principi; aperti a qualsiasi stravaganza culturale e neo-pagana: è questa l'immagine dell'idilliaca nuova società europea sognata del figlio spirituale di Andrae e Comenius.

      La complicità del modernismo cattolico              

    Oggi purtroppo il fenomeno "dell'invasione dell'Europa" viene presentato come un “naturale corso degli eventi storici”, anche da buona parte del mondo cattolico – intorpidito dalla propaganda, lasciato imputridire nell’ignoranza o corrotto da agenti sionisti, a tutti i livelli – che anziché contrastare l’avanzata giudeo-massonica e l’annientamento stesso dello spirito cattolico, rema contro i propri interessi, aprendo porte e finestre all'islam, magari convinto della giusta (ma anti-evangelica) causa “dell’accoglienza a prescidere…. e ad ogni costo…”. Ciò dimenticando la lezione sull’accoglienza di San Tommaso d’Aquino, che poneva come condizione necessaria all’ospitalità dello straniero – sia pur eccezionale e temporanea – il rispetto delle leggi, della religione e degli usi e costumi dei popoli accoglienti. Qui, ovviamente, più che di accoglienza si tratta di vera e propria invasione pilotata: cioé conquista, colonizzazione! I media collusi con il mondialismo apolide (anche e soprattutto quelli di "presunta area cattolica", controllati dal regime) ci ripropongono i soliti copioni, da anni, in tutte le salse, ricorrendo a sciagurate e rassicuranti parole chiave (come solidarietà, civiltà, dovere, responsabilità, unità, cultura dell’amore e dell’accoglienza) e perfino all’ausilio dei sermoni domenicali di compiacenti e sciagurati sacerdoti, che utilizzano santuari universali della cristianità – come Assisi e San Pietro – per plagiare le masse: ormai i luoghi comuni sull’inevitabile processo di fuga delle popolazioni islamiche dai teatri della guerra si sprecano. La chiesa filo-europeista finisce per utilizzare lo stesso vocabolario dei soloni dell’alta finanza e dell’Ue sionista, protendendo altresì sia per l’abolizione del reato di clandestinità che per lo sdoganamento dello ius soli, alimentando l’anacronistica follia multiculturale e la stonata sinfonia ecumenicaNessun sacerdote filo-europeista, oggi, sembra difendere più le politiche di sostegno alla famiglia: eppure lotta all’aborto, sostegni finanziari ai giovani e alle nuove famiglie, se ben implementate basterebbero a controbilanciare questo raccapricciante calo demografico in atto, bloccando o quantomeno attenuando in maniera del tutto naturale l’emorragia di un processo di sostituzione etnica che ormai è sotto gli occhi di tutti.

     Paneuropeismo e moneta-debito                            

    In questo folle disegno massonico, che richiama alla memoria gli ammonimenti dei profeti della Bibbia contro le seduzioni della Grande prostituta biblica (Babilonia è guardacaso la culla delle credenze e superstizioni che sono alla base del paganesimo giudeo-massonico) la questione monetaria assume un rilievo di primo piano: lo sterco di satana diviene ancora una volta protagonista della storia, rievocando ben note e drammatiche pagine evangeliche. L’euro fu infatti concepito dai profeti dell'europeismo (tra di essi un ruolo chiave lo ebbe il Romano Prodi: riciclatosi da sempre quale pseudo-adepto di fede "cattolica") per innescare una crisi, l’unica crisi capace di indurre i popoli e le nazioni a desiderare come estrema panacea al disastro continentale in atto, la beneamata “unità” politica e di tutti i principali poteri (esecutivo, legislativo, giuridico e monetario) nelle mani di un unico capo ed in seno ad un unico centro di potere continentale, sull'asse Londra-Bruxelles.

     Partitismo politico: falsa panacea                            

    I popoli, dinanzi a questo attacco contro il diritto, il credo e la libertà, auspica a tratti una soluzione politica a questo caos, dimenticando come lo stesso fenomeno del partitismo politico fu ideato dai custodi della sinarchia mondialista, proprio in vista di questi risultati, sulle ali del motto “divide et impera”. Pertanto dovrebbe essere superfluo ricordare come storicamente sia la destra che la sinistra che i movimenti cosiddetti “centristi” (stile DC in Italia), radicali, liberali, ecc.., abbiano lavorato occultamente al piano della Paneuropa, sia pur con piccole variazioni sul tema. Come non ricordare la strepitosa sintonia, rivelata in altri scritti (vedi allegati) tra Kalergi, Adenauer, Schumann e De Gasperi? Come non ricordare il portentoso contributo alla causa paneuropeista data da radicali, socialisti e liberali? (vedi qui L'Europeismo è la distruzione dell'Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare). Nell'opera "Il Socialismo al Bivio", ad esempio, spicca la figura di Ernesto Rossi, politico e giornalista italiano antifascista e radicale, tra i padri promotori (con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni) del federalismo europeo, cioè del progetto d'ispirazione massonico-sionista dell'Unione europea, destinato a confluire – in un livello successivo – in un progetto ancor più totalizzante chiamato per l'appunto: "Stati Uniti d'Europa". Ernesto Rossi condivise con Altiero Spinelli, inoltre, la stesura del "Manifesto di Ventotene", considerato "il suo libro più importante, nonché il suo testamento morale" (1)Ne "Il Socialismo al Bivio" (Pag. 20) è riportata una lettera di Ernesto Rossi all'amico Giuseppe Favarelli, datata 16 Marzo 1945 ed inviata da Ginevra durante il confino in Svizzera. In essa emerge innanzitutto l'avvenuta fusione tra PC e Socialisti (PS), poi le simpatie per il partito laburista inglese, diretta derivazione della Fabian Society : "se fossi in Inghilterra – confessa Rossi a Favarelli – troverei il mio posto nel partito laburista. Mi trovo completamente d'accordo – continua – col Socialist Vanguard Group che pubblica la rivista "Socialist Commentary" ed ho molta stima per il "New Statesman" e per la "Fabian Society". Ovviamente – aggiungiamo – avere simpatica per la "Fabian Society", equivale ad aver simpatia per il Commonwealth britannico(anima del N.W.O.), per l'anglo-israelismo e per l'alta finanza londinese.

    (1) (Cfr.:  A. Spinelli, Il Manifesto di Ventotene, Bologna, Il Mulino, 1991, pp. 1-3; Cfr. anche: E. Rossi, «Alleanza atlantica o neutralità?», in Il Ponte, XX, 1964, n. 4; A. Spinelli, Diario europeo. 1948-1969, Bologna, Il Mulino; G. Spadaccia, «Ernesto Rossi. La battaglia federalista (a colloquio con Altiero Spinelli)», in L’Astrolabio, V, 1967)

    La grande finanza della City of London e di Wall Street, infatti, non a caso, ha da sempre foraggiato i movimenti politici di tutti gli schieramenti europei, tramite il connivente sistema delle banche centrali e della moneta emessa a debito e senza riserva aurea. A nulla serve, alla luce di tali inoppugnabili verità storiche, invocare la riesumazione di cadaveri socialisti o liberali, quale “soluzione alla crisi”. Anzi!! A nulla servono i pittoreschi e mitici proclami di filosofi neo-marxisti o neo-nazisti, neo-liberisti o radicali alla rinascita di “una nuova passione per la politica”, quale provvidenziale superamento del blocco delle coscienze degli uomini di responsabilità. 

                        L’humus culturale e religioso che diede vita 

             al disgraziato fenomeno del partitismo politico, infatti, 

                 è lo stesso che architettò il graduale disfacimento 

     della gloriosa civiltà cristiana e della società organica e teocentrica, 

         in favore di modelli hegeliani immanentisti e paganeggianti. 

    La luce tenebrosa dei retaggi della grande Babilonia, incarnati nei secoli dal neo-paganesimo talmudico-cabalistico delle società segrete e dei gruppi massonico-mondialisti (Table Round in testa) a partire dal Rinascimento ha cercato di trasformare la società cristiana, riuscendoci gradualmente – specie a partire dal Settecento – proprio attraverso la sostituzione dello spirito politico a quello religioso. La soluzione al caos presente, dunque, non può che essere spirituale e religiosa, in primis. Non si può controbattere ad un attacco di natura religiosa e spirituale con panacee squisitamente politiche. Come non si può spegnere un grande incendio con la polvere da sparo. Ecco perché è necessario iniziare a dare un nome a tutte le cose, sbugiardando pubblicamente i falsi profeti e rifiutandosi di adeguarsi ai nuovi luoghi comuni della politica, dell’ecumenismo e del multiculturalismo a tutti i costi…

     Priorità e correttivi per contrastare il "Piano"       

    Altra importante opera da realizzare è quella di ridimensionare il cieco vigore dei partiti e dei gruppi politici, rimodulandolo ed orientandolo verso orizzonti di verità. E’ inutile inneggiare al marxismo, se esso stesso è la culla del sionismo-massonico; è inutile celarsi dietro dogmi nazionalistici ed ultraconservatori, se non si comprende l’identità del vero nemico da contrastare e la portata profondamente religiosa della guerra in atto; è inutile protestare ed inondare di variopinte bandiere le piazze, se non si cerca di realizzare contesti di sovranità monetaria autonomi e paralleli ai tradizionali flussi monetari debitocratici: senza autonomia monetaria, infatti, nessuna reazione sarà mai possibile: sarebbe come pretendere di scalare una montagna innevata senza aver preventivamente la liquidità necessaria ad acquistare degli scarponi da neve. 

               La precisa e scrupolosa conoscenza del fenomeno mondialista 

                          è dunque essenziale e propedeutica a qualsivoglia 

                   azione di riscatto politico, religioso, sociale ed economico. 

                      Bisogna irradiare nelle menti delle nuove generazioni 

               la verità sull’ipocrisia sistemica del partitismo politico e sulla 

                      connivenza storica di esso con il sistema mondialista: 

    gli storici nemici di Gesù Cristo e dei cristiani furono e sono gli stessi che gestiscono le fila del sistema bancario e dell’alta finanza; questi ultimi furono e sono gli stessi che da sempre animano e fomentano le rivoluzioni e le guerre mondiali, che creano e foraggiano i partiti; che plasmano e diffondono le culture totalitarie e che fomentano e gestiscono i processi di disintegrazione indotta delle culture nazionali e degli slanci religiosi dei popoli (anche tramite l'ecumenismo). La distruzione del Cristianesimo-Cattolico, in primis, è il principale ed atavico obiettivo dei nemici della storia e della verità.

    Unione europea - orgini

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Due personaggi chiave                                             

                                          Molto illuminante, in tal senso, 

                      è l’occulto rapporto rigorosamente filtrato e taciuto 

                                  dagli storici moderni e contemporanei, 

                              tra due personaggi chiave del mondialismo, 

                quali Richard Coudenhove-Kalergi e George Lionel Curtis

    quest’ultimo (seconda foto grande da sinistra) fondatore della Table Round, del CFR e padre spirituale del Commonwealth britannico (cuore operativo del Nuovo Ordine Mondiale), nonché co-artefice "tecnico" del successo della Rivoluzione giudaico-bolscevica in RussiaNei due personaggi si sintetizzano e fondono diversi progetti mondialisti, apparentemente antitetici, ma invero portati avanti da un’unica mente anti-cristiana: la Rivoluzione Comunista (piano sovversivo giudaico-bolscevico orientato alla conquista e distruzione della Madre Russia Cristiana e dello stesso popolo russo), la rivoluzione liberal-capitalista (Curtis era vicino al padre del liberismo Von Mises, di cui era dedito sostenitore); l’egemonia mondiale del modello anglo-statunitense dell'impero Commonwealth e dell'asse anglosassone Londra-Washington, uniformato ai canoni religiosi e filosofici dell’anglo-israelismo massonico di matrice giudaico-protestante (vedi qui Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo); la nascita dell’Unione europea.  I due ambigui personaggi, Kalergi e Curtis, la loro amicizia e i loro punti di contatto, sono infine la prova ulteriore e definitiva dell’esistenza di un complotto mondiale trasversale e senza confini geografici, che sovrasta i partiti e sussiste sulla base di un'unica e sostanziale divergenza: non già quella tra blocchi ed aree continentali (Cina-Usa; Usa-Russia; Ue-Russia, ecc..) ma quella tra popoli indifesi e ignari (da una parte) ed élite mondialista (anti-cristiana, giudeo-massonica, democratista, social-comunista e liberal-capitalista) dall’altra. Tutto il resto è falsità e propaganda! Questa uniformità di piani e vedute, che gli storici al soldo dei banchieri si sono sforzati di nascondere tra le pieghe della storia, se ci pensate ridimensionano e vanificano anche i tentativi di creare false contrapposizioni politiche ed ideologiche tra Gran Bretagna e Unione europea, con quella eccezionale macchina di propaganda e marketing passata alla storia come "Brexit". L'Ue, infatti, come rimarcato in più sedi, è di fatto il carcere edificato dall'alta finanza e dal sistema bancario, dei quali City of London e Wall Street sono la massima espressione mondiale. Come potrebbero i governi britannici anglo-israeliti e filo-massonici, storicamente asserviti al progetto della Paneuropa anticristiana e del "Grande Israele" remare contro il loro stesso progetto? Impossibile!

     Lionel Curtis: prototipo dell'uomo mondialista        

    Curtis, sostenitore ed amico di Kalergi, contribuendo attivamente al blocco del credito contro la Russia di Nicola II Romanov (ed al contestuale successo del comunismo bolscevico), ingenerando la crisi del rublo al tempo dell’avvio della grande operazione terroristico-bolscevica del 1917 contro la cristianità e sostenendo – parimenti – sia la nascita del grande impero giudeo-massonico chiamato Commonwealth (di cui fu pioniere e padre spirituale) che la stessa Paneuropa kalergiana, incarna meglio di tutti la verità sui tratti somatici dell’uomo mondialista contemporaneo: politico e trasformista, massone, filo-europeista, esperto di finanza, apolide, ipocrita, scaltro, cinico, trasversale, esaltato, inebriato di occultismo, élitario, hegeliano, determinato, fedele al credo luciferino.

                Se i cercatori di verità non sapranno disarmare e smascherare

                 questo degenerato prototipo umano di “uomo mondialista”,

                             nessuna reale rinascita sarà mai possibile.

    Prima la conoscenza della verità, poi l'azione consapevole e convinta che non può prescidere da una rinascita spirituale uniformata ai più alti valori cristiani! Solo così l'Europa potrà difendere la sua reale identità ed evitare la disintegrazione, soccombendo allo tsunami dell'iper-immigrazione e dell'omologazione.

    Sergio Basile (Copyright © 2017 Qui Europa)

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    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte

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    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    L’accoglienza secondo San Tommaso d’Aquino

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      Mercoledì, 8 Giugno/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, San Tommaso d'Aquino, Aristotele, Kalergi, Comenius, Saint-Yves, Nuovo Disordine Europeo, precetti morali, Legge naturale, precetti cerimoniali, Vecchio Testamento, nascita del sacerdozio, Nuova ed Eterna Alleanza, precetti legali o giudiziali, Somma Teologica, cardinal Biffim, accolgienza indiscriminata, integrazionismo, religione conquistatrice con la spada, Corano, Mazzini e la Terza Guerra Mondiale, scontro con l'Islam  L’accoglienza secondo […]

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    Sabato,  Gennaio 16th/ 2016  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Bruxelles, Europarlamento, estremismo, mobilità dei giovani e degli insegnanti, uso sistematico della cultura, programmi di sviluppo esterni, valori fondamentali comuni, cittadinanza attiva sin dalla giovane età,  sfide della migrazione, integrazione, discriminazione dei diritti dei cittadini europei ed italini, la politica non esiste più, difesa della famiglia, persona umana, feto, dignità economica e sociale della persona, […]

    Stati Uniti d’Europa – Matteo Renzi ammette di volere il Nuovo Ordine Mondiale

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  • I migranti fuggirebbero da guerre e carestie?  Noi fuggiamo dalle bugie!

    I migranti fuggirebbero da guerre e carestie? Noi fuggiamo dalle bugie!

    Mercoledì, 30 agosto/ 2017 

    Giorgio Rapanelli e Redazione Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Giorgio Rapanelli, Piano Kalergi,  Invasione , giudeo-massoneria   

    I migranti fuggirebbero da guerre e carestie?

    Noi fuggiamo dalle bugie!

    Ormai è chiaro che si tratta di un piano scellerato di menti

    insane per favorire l'invasione e la distruzione

    dell'Italia e dell'Europa

     

    di Giorgio Rapanelli e Redazione Qui Europa

    FUGGIAMO DALLE BUGIE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Migranti e invasione programmata dell'Europa 

    Roma – di Giorgio Rapanelli / Iniziativa di libero confronto  "Fuggono da guerre e carestie?". Ormai è chiaro che si tratta di un piano scellerato partorito da menti insane per fare invadere l'Europa e l'Italia da masse africane e musulmane, al fine di instaurare – mescolando le razze – un Ordine Nuovo, con l'obiettivo di distruggere il Vecchio Ordine basato sulla Civiltà Cristiana, che ha formato culturalmente l'Europa. E' il Piano Kalergi che si vuole realizzare per realizzare gli Stati Uniti d'Europa, popolati – come scrive lo stesso Kalergi – da una razza "negroide euroasiatica" inferiore a quelle bianca esistente.

            La nuova razza dovrebbe essere guidata da una élite giudeo-massonico finanziaria.

    Il Piano è sostenuto dalle Logge angloamericane, dall'Alta Finanza giudeo-massonica, da ambienti eretici vaticani, dai laicisti, dai cosiddetti Progressisti e dai Partiti della cosiddetta Sinistra, rivestiti con una nuova pelle, ma con gli stessi obiettivi di quelli marxisti comunisti e socialisti, ormai fuori della Storia. Spingono, malgrado la disumana scelta imposta, Verso un Nuovo Ordine Mondiale, globale e multiculturale, eliminando ogni identità storica e psicofisica individuale.

      Don Massimo Biancalani e i suoi…                       

    Intanto, dopo le polemiche dei giorni scorsi sul caso Biancalani (suscitate dalla festa in piscina dei migranti di don Massimo Biancalani e contestuale difesa dell'iper-immigrazione da parte del sacerdote, con afferente protesta di Forza Nuova – che aveva promesso di  vigilare sulla dottrina cattolica delle omelie del sacerdote durante la santa messa domenicale – e connesso intervento del vescovo di Pistoia, Mons. Fausto Tardelli in difesa del prelato) i toni sembrano essere rientrati.

                    Sta di fatto, però, che il Vangelo "sull'accoglienza",

                           viene sempre più applicato e interpretato

                            secondo i desideri delle élite mondialiste

    e parte della chiesa – mondanizzata e filoeuropeista – sembra disconoscere

                           completamente le verità del Piano Kalergi

    sull'imbastardimento programmato delle razze da iper-immigrazione di massa e contesuale annullamento e distruzione a tempo dello stesso Cristianesimo e dell'identità nazionale. Ma la priorità della Chiesa non dovrebbe essere quella di combattere il mondialismo massonico e respingere il Piano Kalergi? Perché a parlarne sono solo pochi vescovi? In merito San Tommaso d'Aquino, padre della Chiesa, aveva le idee chiarissime.. Perché non imparare da lui?

     L'accoglienza cristiana (S. Tommaso d'Aquino) 

    Come ben spiega il sacerdote Don Curzio Nitoglia (vedi qui L’accoglienza secondo San Tommaso d’Aquino) San Tommaso d’Aquino nella I-II della Somma Teologica (q. 98-105) studia la Legge del Vecchio Testamento. Egli distingue tre tipi di precetti: 1°) i precetti morali (q. 100), che appartengono alla Legge naturale e durano per sempre;​ 2°) i precetti cerimoniali (q. 101), che riguardano il culto divino del Vecchio Testamento e terminano completamente con la nascita del sacerdozio della Nuova ed Eterna Alleanza, della quale essi sono un’ombra e una prefigura; 3°) i precetti legali o giudiziali, che riguardano la giustizia nei rapporti degli uomini tra di loro e che anch’essi nel loro insieme vengono rimpiazzati dalla Nuova ed Eterna Alleanza, tranne qualche loro principio, che essendo una specificazione del Decalogo permane ancor oggi vero, giusto e attuale ed è stato ripreso e perfezionato dalla Nuova Alleanza (q. 105). La Legge giudiziale dell’Antico Testamento (S. Th., I-II, q. 104, a. 1, in corpore) è uno sviluppo del Decalogo riguardante l’ambito civile e criminale, per cui alcuni precetti di essa conservano ancor oggi il loro valore giuridico e legale. Essa legifera sui rapporti degli uomini tra di loro, sui loro doveri e contiene dei precetti giusti. Quindi anche se rimpiazzata e perfezionata dal Nuovo Testamento la Legge giudiziale dell’Antico Testamento mantiene alcuni precetti di giustizia e verità e, perciò, può aiutarci a risolvere il problema dell’accoglienza indiscriminata di tutti i profughi che sbarcano sulle nostre coste. Parlando dell’accoglienza dei forestieri l’Angelico fa delle considerazioni che oggi, con l’immigrazione di centinaia di migliaia di musulmani nel nostro Paese (si parla di cinque milioni di islamici residenti in Italia), risultano ancora attuali e ci possono insegnare qualcosa di buono. L’Angelico nella Somma Teologica (I-II, q. 105, a. 3) spiega che “con gli stranieri ci possono essere due tipi di rapporto: l’uno di pace, l’altro di guerra” (in corpore). Egli porta l’esempio degli ebrei che nella Vecchia Alleanza avevano tre occasioni per vivere in modo pacifico con gli stranieri: 1°) quando gli stranieri passavano nel loro territorio come viandanti; 2°) quando gli stranieri emigravano nella Terra santa per abitarvi come forestieri; in questi due casi la Legge giudiziale imponeva precetti di misericordia: “Non affliggere lo straniero” e “Non darai molestia allo straniero”; 3°) quando degli stranieri volevano passare totalmente nella collettività degli ebrei, nel loro rito e nella loro religione. In questo terzo caso si procedeva con ordine. Innanzi tutto non li si accoglieva subito come compatrioti e correligionari. In questo caso gli insegnamenti dell’Angelico ci consiglierebbero di non accogliere gli immigrati subito come compatrioti e specialmente correligionari, anche perché oggi essi sono molto fermi nell’osservanza della religione islamica e non hanno nessuna voglia di integrarsi (con delle eccezioni che confermano la regola) nella cultura e religione nostra, ma anzi (in gran parte – Ndr) le detestano e vorrebbero distruggerle. Purtroppo gli uomini di Chiesa (gra parte di essi – Ndr) pensano e agiscono in maniera diametralmente opposta ai consigli dati da S. Tommaso. È chiaro che per l’Angelico si può permettere agli stranieri, che sono di passaggio nella Nazione (se sono pacifici e se si integrano nella cultura e nella religione del Paese che li accoglie), di restarvi. Ma se sono ostili, come le orde di musulmani che invadono l’Italia in primis e l’Europa intera in secundis per conquistarle all’islam, allora vale la legittima difesa, che porta la Nazione invasa a respingere lo straniero, che è un ingiusto aggressore: “vim vi repellere licet / è lecito respingere la forza con la forza”.

    Giorgio Rapanelli e Redazione Qui Europa

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    Vedi anche  www.simec.org e Sete di Giustizia

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     Video allegato                                                               

    I Migranti fuggono da guerre e carestie… E noi dalle bugie! – YouTube

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    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     

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  • Il Piano Kalergi e la dura parte del cattivo. Non salvare i bambini?

    Il Piano Kalergi e la dura parte del cattivo. Non salvare i bambini?

    Mercoledì, 2 Novembre/ 2016   

    di Roberto Pecchioli

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Piano Kalergi, Immigrazionismo, Save the Children 

    Il Piano Kalergi e la dura parte del cattivo.

    Non salvare i bambini?

    Siamo dinanzi all'ennesima, volgare, mistificazione

    della verità che sfrutta il punto debole del

    "buonista globale"

     

    di Roberto Pecchioli

    Il Piano Kalergi - save the children - bambini

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Una volgare mistificazione della verità            

    Roma – di Roberto Pecchioli – “Io non sono razzista, ma…”. Inizia invariabilmente così ogni conversazione di chi vorrebbe dire la verità sull’immigrazione e sugli autentici sentimenti dell’uomo normale di fronte alla dissoluzione della propria identità ed alla violazione del proprio spazio territoriale.  E’ un incipit difensivo, perdente, timoroso della reazione altrui, tipico di chi si sente già sconfitto nella guerra delle parole, come se i suoi naturali convincimenti fossero un male, o addirittura una manifestazione di malvagità. Colpa della volgare mistificazione di tutto che subiamo ogni giorno. Quindi non è opportuno partire da una giustificazione così balbettante e  paurosa, excusatio non petita, per rivendicare la parte dei cattivi. Osiamo affermare che c’è bisogno di cattivi, giacché l’intero campo è occupato dai buoni, in gran parte finti, e dai bene intenzionati, peggiori dei primi, che pronunciano sentenze ovvie con il dito alzato ed atteggiando la bocca a sedere di gallina. In tal modo si salvano l’anima e rimangono saldamente dalla parte della ragione. In una strofa molto bella di Dio è morto, Francesco Guccini, quasi mezzo secolo fa, cantava:

               “Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,

          l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto,

                                  è un dio che è morto”. 

    Da cattivi, pessimi elementi, diciamo la nostra prima che la virtuosa dittatura del Bene ce lo impedisca definitivamente. n questi giorni, in molte cassette della posta si trova una busta che racchiude un’elegante e presumibilmente costosa brochure dal titolo Salviamo i bambini in mare, con all’interno la tessera non richiesta di una di quelle virtuose ONG –  organizzazioni non governative – che spargono il bene per l’universo mondo. Gli indirizzi sono precisi, l’iscrizione mai sollecitata, ma tesserarsi al “bene” è un atto dovuto.  Parliamo di Save the children, salviamo i bambini, e chi potrebbe essere contrario, salvo qualche anziano bilioso infastidito dai loro giochi sotto le finestre. Invece no, ed un briciolo di cattiveria gioverebbe alla verità.

     Il caso "Save the Children"                          

    Da una rapida ricerca in rete, apprendiamo che Save the children è attiva dal 1919, su iniziativa di una caritatevole signora inglese traumatizzata dalle sofferenze dei bimbi nella prima guerra mondiale; che, non ne dubitavamo, gode del riconoscimento dell’ONU, il più grande bacino artificiale del Bene, ed ha salvato migliaia e migliaia di minori. Congratulazioni vere,  chapeau anche da un cattivo impenitente! Eppure, eppure, vien voglia di dire “noi non siamo malfidati, ma…”. Invece, siamo malfidati, pur se Dio sa di quanto aiuto abbia bisogno il figlio dell’uomo, sfruttato nel lavoro, oggetto di abusi sessuali, usato per abominevoli trapianti di organi, esposto a sostanze stupefacenti di ogni tipo, impedito di nascere attraverso la pratica banalizzata dell’aborto, non così amato nel corso dei tempi, come dimostrò nell’ultimo suo libro l’antropologa Ida Magli,  strumento di potere per adulti che se ne fanno scudo per gli affaracci loro. Cattivi sì, ma non temerari, non affermiamo in nessun modo che Save the children o altri siano sfruttatori delle sofferenze dei minori. Qualche considerazione da bastian contrari ce le vogliamo permettere, da dissidenti, o da pessimi elementi (vi  ricordate B.A. Baracus, detto “Pessimo Elemento”, il gigantesco personaggio pieno di pendagli dorati della serie televisiva A –Team ?).

     Meno deplians e più minestre                      

    La prima, ovvia e, lo ammettiamo, un po’ demagogica riflessione è relativa alle spese, indubbiamente ingenti, per la propaganda, per il bel pieghevole a colori ricevuto in molte case, per i nomi importanti di signori e signore non certo povere che dirigono l’organizzazione e che, vivaddio, si priveranno di molto, moltissimo, per salvare i bambini sotto l’alto patronato dell’ONU (si dice così, ma non si è mai capito che significhi). Scusate la brutalità popolana, ma vorremmo

                           meno depliants e più minestre

    e vale per tanti, tanti altri, specie per i molti che di bene parlano assai, ma si ritraggono inorriditi quando è necessario fare qualcosa di personale, immediato e concreto per il vicino di casa, non per lo sconosciuto dello Sri Lanka o del Burkina Faso. I benemeriti salvatori di Save The Children possiedono una nave, Vos Hestia.  Armarne una costa milioni e milioni, e poi l’equipaggio, provviste e dotazioni, le tasse di stazionamento, i mille certificati del registro navale. Come Greenpeace, altra accolita dedita al Bene Universale, devono maneggiare tanto denaro, e le loro burocrazie interne non saranno certo formate da volontari intrepidi. La brochure ci informa che la nave Vos Hestia è presente, dal 7 settembre scorso, nelle acque internazionali del Mediterraneo per partecipare alle operazioni di ricerca e soccorso a mare della nostra Guardia Costiera, ergo per alimentare l’invasione d’Europa e d’Italia 1.  I numeri sono da capogiro: nel corso dell’anno sono già sbarcati oltre ventimila minori, dei quali il 90 per cento non accompagnati. Gli esseri umani vanno rifocillati dopo aver loro salvato la vita, evidentemente, ma, filantropi come siete, avete riflettuto sul perché 20.000 minori abbiano attraversato da soli mezza Africa, poi siano stati caricati su imbarcazioni pronte all’uso nella libera e pacifica Libia ed altrove, e da chi?

    Cfr.: Speciale Immigrazionismo – Piano Kalergi: dati agghiaccianti

     Restituire ai bambini la loro terra                       

    Non sarebbe il caso di impedire, ancor prima di quelle degli adulti, le partenze dei bambini? Quali schifezze si celano dietro il fenomeno, chi lo paga, alimenta, organizza? E perché mai dovremmo caricarci di altri ospiti indesiderati, o Signori del Bene? La vostra non richiesta propaganda parla di fuga da guerre, persecuzioni e povertà, e canta la nuova, ma già collaudata canzone del “salvataggio di profughi”. Dunque, meglio sarebbe concentrare le risorse  delle ONG – evidentemente notevoli –  in Africa, esigere blocchi navali che limitino ed impediscano le partenze, fermare le vie dell’emigrazione, imporre, con lo scudo nientemeno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, politiche diverse da quelle del Fondo Monetario e della Banca Mondiale che depredano i popoli,

                                restituire a bambini ed adulti

                        la speranza di vivere nella propria terra.

    Dopo quello alla vita, l’altro diritto fondamentale negato, nel Regno dei Buoni, è quello di non emigrare, restare nel proprio ambiente, e lì vivere con dignità secondo costumi e tradizioni.  Non possiamo solo “salvare”.

     Trasbordo ideologico del linguaggio mediatico     

    Intanto, il bieco cattivo segnala il trasbordo ideologico imposto dal linguaggio mediaticoNon ci sono più clandestini, ma migranti o profughi anche in assenza di guerre, e

                             l’invasione è chiamata salvataggio.

    Ovvio, solo delle belve feroci disapproverebbero chi trae a riva, e salva. Solo militaristi ostinati potrebbero stupirsi del ruolo da bagnini dei soldati della Marina e dell’uso delle navi grigie come traghetti. Frattanto, se hanno voluto una nave, i salvatori con brevetto ONU sapevano bene, e da tempo, che cosa bollisse nel calderone africano.

                               Perché non ci hanno implorato

                          di salvare i bambini dall’emigrazione,

                    dall’abbandono da parte di genitori e governi,

                dai pericoli e dalle porcherie che avranno già visto

                                         e, ahimè, vissuto? 

    Nella cortese lettera allegata alla brochure, il direttore generale per l’Italia di Save The Children cita una sedicenne nigeriana che dice: “Ho deciso di fuggire in Italia per costruirmi un futuro migliore”. Povera ragazza, temiamo per lei che il futuro non sia granché neppure qui, ma intanto, lei ha deciso anche per noi, la nostra opinione non vale nulla, ha creduto a fior di mascalzoni che sfruttano e, incidentalmente, rendono invivibile anche l’Italia, e l’Europa, per lei e per noi.

     Il punto debole… del buonista globale                 

    Chi avrà un cuore tanto indurito da non voler salvare i bambini? Hanno individuato il punto debole, specie in un popolo che vezzeggia cagnolini ma non ha figli, che si commuove facilmente per tutto, ma poi passa oltre a farsi i fatti suoi. Ha versato qualche lacrima a buon mercato, magari ha lasciato il suo obolo via SMS, si è congratulato con se stesso per la bontà e sensibilità, maledicendo i razzisti cinici e perfidi, e poi, via, ad immergersi nella quotidianità armato di pugnale, veleno e maldicenza. Non si chiede mai, il Buonista Globale, chi organizzi e paghi i viaggi, tenuto conto che per quei miseri le cifre di cui si parla per partecipare alla carovane sono enormi, quali siano le motivazioni vere, come mai dei bambini e dei ragazzi siano per il mondo da soli. Il naviglio dei Buoni incrocia nel Mediterraneo meridionale e raccoglie chi può: lo esige il diritto della navigazione e, prima, la qualità di esseri umani. Ma non basta, e soprattutto,

                               questo non dissipa il sospetto

                     che varie Organizzazioni Non Governative

                           siano complici del dramma epocale, 

    magari attraverso finanziatori così potenti che i loro nomi possono essere solo sussurrati (il noto benefattore Soros è della partita?).

     Chi è complice… detta la morale                          

    L’immigrazione, specie quella legata a movimenti così potenti ed intensi, è una tragedia per chi parte, ma è un dramma anche per chi “deve” accogliere, sotto pena di essere accusato di qualsiasi nefandezza ed al prezzo di non essere più padrone di ciò che ha ereditato, costruito, amato. Chi ha sfruttato, alimentato guerre, fomentato spoliazioni comodamente seduto negli uffici di comando dei grattacieli, 

                       chi è complice tra i popoli martoriati, 

                           non compare, ma detta la morale, 

             attraverso i ben pagati servizi di politici, intellettuali, 

              ecclesiastici (ignoranti, ingannati o venduti – Ndr), 

                               nuovi e vecchi approfittatori.

     

     Rivendichiamo l'onore di essere "i cattivi"            

    Non ci stiamo, non ci stiamo più! Se loro sono i buoni (i buonisti e silenziosi realizzatori del Piano Kalergi per la terzomondializzazione indotta dell'Italia e dell'Europa e per l'annullamento criminoso dell'identità cristiana – o quel che ne resta – dei popoli europei – Ndr 2) , noi rivendichiamo l’onore di essere i cattivi. Forse non salviamo bambini, ma certamente non li avremmo mai messi nella condizione di schiavi, carne da macello, merce di scambio, soggetti del ricatto. Ma noi non siamo anime belle, nel senso romantico ed auto celebrativo del termine.  Tentiamo, con alterni risultati, di restare esseri morali, e di amare il prossimo, a partire, appunto, dai più vicini, dai “nostri”. Ma non ci faremmo mai schermo, come i poteri forti, dei più sfortunati e dei più sfruttati, per distruggere contemporaneamente , con l’immigrazione selvaggia, i paesi di chi viene fatto partire e quelli di destinazione.

    Cfr.: Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte; Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte; La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmataKalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo

     tanto "cattivi"che…                                    

    Siamo tanto cattivi che non fondiamo finte cooperative e organizzazioni caritatevoli, né armiamo navi. Non nascondiamo che il nostro cuore è per i terremotati fratelli nostri, per loro daremo il sangue senza esitare, a Save the Children o a chiunque altro. Agli altri, Dio abbia misericordia anche di noi empi, daremo se potremo, se ne resta. 

                          Non abbiamo il dovere di suicidarci. 3

    Cfr.: La sostituzione etnica in Basilicata: Frammassoneria e Mondialismo / 1La sostituzione etnica in Basilicata: Frammassoneria e Mondialismo / 2

    Comincino le anime belle, insieme con i mistici dell’accoglienza, ed alzino le natiche dalle loro comode poltrone le élite che dirigono il Bene dopo uno sguardo al listino di Borsa, al costo della manodopera ed al Nuovo Ordine Mondiale, di cui ignorano tutto bambini ed adulti prima gettati nell’alto mare aperto, e poi, “rari nantes in gurgite vasto”, salvati, deportati e posti a carico nostro. 

                 "Ci siamo seduti, noi cattivi, dalla parte del torto

                       perché tutti gli altri posti erano occupati".

    E’ una frase di Bertolt Brecht, il drammaturgo tedesco con il cuore dalla parte comunista del muro ed il portafogli in quella capitalista. Un’ abitudine piuttosto comune, tra i buoni…..    

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa) 

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    di Carlo Di Pietro

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    di Carlo Di Pietro

    Iniziativa di Libero Confronto / Dossier Immigrazionismo / Kalergi

    Speciale Immigrazionismo - Piano Kalergi -  Rastrellamenti, scandali, dati agghiaccianti

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Immigrazionismo e rastrellamenti                   

    Potenza – di Carlo Di Pietro – In un recente documento a firma Prefetto della Provincia di Verona si apprende che,

                         per alcune «necessità», è possibile

             «acquisire alla temporanea disponibilità statale» 

                                   la privata proprietà.

    Non è una novità che le tirannie requisiscano iniquamente i beni di privati cittadini, tuttavia sembra stia diventando prassi anche nella “democratica” Italia, dove il liberalismo, che pure non è condivisibile, ha coercitivamente ceduto il passo al socialismo (in realtà va ricordato che si tratta di due facce – speculari l'una all'altra – di un unico mostro, chiamato mondialismo – Ndr)Motivo del sequestro della proprietà privata sarebbe la «necessità per il preminente interesse pubblico», che richiederebbe l’adozione di «misure eccezionali ed urgenti», sebbene «temporanee». Ben sappiamo che i concetti di “temporaneità” e di “emergenza” sono parte integrante e quasi “eterna” del burocratismo italiota. La Prefettura ammette (tra le righe – Ndr) di essere in seria difficoltà a causa della non-politica interna ed estera del “governo” Renzi (ribadiamo: non eletto – Ndr), troppo concentrato nella distruttiva missione immigrazionista, tanto da dichiarare: «Non potendosi ricorrere a strumenti amministrativi ordinari», dunque cancella il diritto alla privata proprietà, sebbene dopo «ponderazione» (sic!), a guisa del «preminente interesse pubblico». Cita poi l’articolo 7 della «Legge del 20 marzo 1865, n° 2248 allegato E». Un dietrologismo legislativo pari solo a quello dei sunniti e dei talmudisti, dunque evoca la «legge per l’unificazione amministrativa del Regno d’Italia», di cui l’«allegato E» riguarderebbe i «Contenziosi amministrativi», ovverosia:

     «Allorché per grave necessità pubblica l’autorità amministrativa

           debba senza indugio disporre della proprietà privata,

             od in pendenza di un giudizio per la stessa ragione,

                    procedere all’esecuzione dell’atto […]». 

      Provvedimenti definitivi                                  

    Io non sono un giurista, tuttavia negli incartamenti che ho consultato: a) «Legge 20 marzo 1865, n. 2248 – ALLEGATO E – L.A.C.», b) «Legge del 6 dicembre 1971, n. 1034» e c) «Legge del 30 novembre 1950, n. 996», ho notato che nella nota 1, a corredo del mentovato articolo 7, di garibaldina memoria, c’è anche specificato:

                       «I provvedimenti adottati dai Prefetti

                          in attuazione del presente articolo

                             sono provvedimenti definitivi».

    Posso solo ipotizzare che stiano adottando lo stesso metodo che utilizzarono i romantici del sedicente “Risorgimento” per confiscare i beni alla Chiesa, dunque agli enti di carità e di pietà popolare, ed ai privati benefattori.

     Autorizzati a rastrellare? Pare di si!                  

    Il Prefetto della Provincia di Verona dichiara, se il documento in mio possesso è originale, di vedere («visti») altri atti che pretendono di essere legge, come, per esempio, «le numerose circolari del Ministero dell’Interno», tra cui la numero «26921 del 16 maggio 2015», nella quale si autorizzano i Prefetti ad «adottare provvedimenti di requisizione» dei beni di privati cittadini, i quali probabilmente hanno sacrificato una vita di lavoro e risparmi per naturalmente acquisirli a patrimonio. Come direbbe l’Aquinate:

         «una legge iniqua non ha valore di legge… è tirannia».

                                   San Tommaso d'Aquino

    Cercando in rete questa circolare mi sono imbattuto anche in altri pretesi provvedimenti di sequestro di strutture private, come per esempio il «Doc. 32269/2015», del 30 ottobre 2015, della Prefettura di Verona, dove lo Stato entra, di fatto, in possesso di un albergo di Prada di San Zeno di Montagna (VR). Ho provato a ricercare la «circolare 26921» sul sito del Ministero ma il sistema mi risponde «Nessun risultato trovato». A dire il vero non l’ho trovata nemmeno sul sito zelantissimo (sic!) Immigrazione.biz, dove c’è una sezione dedicata a tutte le circolari “ministeriali” immigrazioniste, terzomondiste ed affini. A questo punto non so cosa pensare, se non che i documenti di requisizione in mio possesso non siano originali, oppure che io sia un incapace. Fatto sta che i sequestri ci sono, almeno de factoLa Prefettura della Provincia di Verona cita anche le circolari, sempre del Ministero dell’Interno, «numero 5607 del 23 giugno 2016» e «7382 del 30 agosto 2016». Vediamo di che si tratta. La prima affermerebbe che «[…] in considerazione del perdurante afflusso di migranti che sbarcano sulle coste italiane […] si rende necessario richiedere le quote tuttora residue e disporre, altresì, l’attivazione di ulteriori complessivi […] posti», ne ho trovato traccia in un documento della Prefettura di Modena – «Prot. Interno N.0047238 del 30/06/2016», in un altro della Prefettura di Massa Carrara – «Prot. Interno N. 0023938 del 15/07/2017» ed altrove.

    kalergi italia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Obblighi di accogliere e mantenere                  

    Nel secondo si conferma la prima pretesa e riguarda sempre l’obbligo di accogliere e di mantenere, con i soldi e con gli averi dei cittadini, i presunti profughi in numeri sempre più elevati. Ne ho trovato traccia in un documento della Prefettura di Pavia – «Prot. Interno N° 36773/2016». Sui siti del Ministero dell’Interno: a) Qui le circolari sembrano cristallizzate al 2013; b) Qui non v’è traccia delle nostre; c) oppure sono io incapace di effettuare bene questo tipo di ricerche. Infine la Prefettura della Provincia di Verona chiama in causa una recentissima circolare, «dell’11 ottobre 2016», sempre del Ministero dell’Interno, dalla quale si evincerebbe che

                     «si prevede l’avvio di nuove regole 

    per un sistema di ripartizione graduale […] dei richiedenti asilo 

                  e dei rifugiati sul territorio nazionale»,

    nelle more «dell’imminente divulgazione del nuovo sistema

                  di distribuzione e dei criteri operativi».

     Ecco perché "diventano" tutti siriani                

    Sarò cresciuto in ambienti di destra, tuttavia quando leggo che le sinistre parlano di «nuove regole» e di «nuovi sistemi», comincio a preoccuparmi e tremare. Probabilmente le novità riguarderanno anche il sequestro di un rene per mantenere i sedicenti profughi che l’Europa scientemente ci traghetta sul territorio. A questo proposito vorrei sfatare un altro mito del Mainstream. Quando dicono «sono sbarcati numero tot. profughi», in realtà: a) non è sbarcato nessuno, ma sono andati a prenderli in Libia (probabilmente con le imbarcazioni delle marine militari di vari Stati incluso il nostro); b) c’è differenza fra “profughi” ed “invasori”. Non tutti lo sono, né in un caso e né nell’altro, ma credo che le percentuali facciano propendere largamente per la seconda ipotesi. Basta consultare sul sito del Ministero i «I numeri dell'asilo» in costante aggiornamento, per accorgersi che: a) non scappano dalle guerre; b) sono quasi tutti uomini; c) ordinariamente solo il 5% è un vero «Rifugiato»Ma svisceriamo alcuni dati. Dal 2013-2014 pare che stiamo mantenendo numero 26.620 + 63.456 “nuovi italiani”, esclusi gli irregolari e le ombre, con una variazione del + 138% rispetto al 2012. Di questi, solamente 502 + 635 sembrerebbero essere siriani, sempre se non abbiano documenti falsi ( vedi note: maggiori informazioni sul traffico dei passaporti falsi in Europa (1) e perché molti “migranti” diventano siriani con soli 2000 dollaroni (2) ). Il totale dei «Rifugiati» 2013-2014 è del 10%. Sempre in questi due anni sono entrati  22.966 + 58.703 uomini, contro poco più di 8.000 donne e di 3.000 minori. Fui testimone oculare, in ospedale (Pronto soccorso) nella mia città, di un caso di “minore accompagnato” che dimostrava almeno 28 anni. Giornalisticamente incalzai il suo bianco accompagnatore, un “volontario” a pagamento, il quale mi disse che 

                        "molti dichiarano lo stesso nome 

                          e la medesima data di nascita".

    (1) Cfr.: Il traffico dei passaporti falsi in Europa – Il Post(2) Cfr.: I migranti diventano tutti siriani: 2mila dollari per un passaporto

     Dei veri siriani solo l'ombra                           

    In aggiunta ai precedenti numeri, ed a quelli degli anni passati non citati, dal 2015 stiamo mantenendo anche altri 83.970 “migranti” regolari, senza citare, poiché lo ritengo impossibile da calcolare, gli irregolari e le ombre che imperversano nelle nostre città e sovente vengono assoldati dalla malavita, come dimostra quotidianamente l’ottimo osservatorio «Tutti i Crimini degli Immigrati» (3). Dal 2015 ospitiamo, in aggiunta ai precedenti, soli 497 siriani. Molto strano, visto che guerra in Siria sta degenerando sempre più! Altri 74.250 uomini, 9.720 donne e 7.168 minori. Personalmente non vedo minori fra i “nuovi italiani”, eppure sono uno che gira, fotografa ed annota, dunque mi sento autorizzato a dubitare di questo dato, in riferimento anche all’esperienza personale già documentata. Anno 2015: il totale dei «Rifugiati» è il 5%. Questo ci fa capire che probabilmente aumentano i furbetti ma, nonostante i tanti “Photoshop” burocratici per incentivare l’asilo politico, all’evidenza evidentissima non c’è “tarocco” che tenga, anche perché ci sono i “micragnosi” come me che vanno ad infastidire il famigerato “sistema”, questo fino a quando il buon Dio me lo permetterà.

    (3) Tutti i Crimini degli Immigrati

     La matematica è un'opinione?                        

    Adesso veniamo al 2016. In aggiunta ai precedenti dati, dobbiamo sommare 7.505 (gennaio 2016) + 7.693 (ferraio 2016) + 7.398 (marzo 2016) + 8.121 (aprile 2016) + 9.320 (maggio 2016) + 10.006 (giugno 2016) + 10.891 (luglio 2016) + 11.446 (agosto 2016). Nel link in nota si può vedere come si ferma lo storico messo a disposizione dal Ministero dell’Interno (4). Cambiano di qualche virgola le percentuali di uomini adulti e di «Rifugiati». A questo punto devo dubitare anche dei mentovati dati, i quali non sembrerebbero più ufficiali ma ufficiosi, poiché avendo seguito la stampa ogni giorno, mi rendo conto che il primo ed i secondi adottano matematiche differenti. Se ad agosto sono “sbarcati”, ovvero ci hanno portato dalla Libia, «13mila sbarcati in soli quattro giorni» (vedi nota (5)) e molti altri ancora (vedi in nota l'archivio degli «sbarchi» quotidiani messo a disposizione nientemeno che da Repubblica – (6)), 

                                     Come è possibile

             che il Ministero ne dichiari solamente 11.446? 

    (4) Cfr.:  I numeri dell'asilo(5) Cfr.:  Migranti, in Italia 13mila sbarcati in 4 giorni(6) Cfr.:  sbarchi – archivio – la Repubblica.it

      Dati agghiaccianti                                         

    Leggendo lo storico di Repubblica, nel solo mese di agosto 2016 avremmo salvato almeno 22.000 “migranti”. Valutate voi, io mi limito a segnalare l’esito di alcune mie brevi ricerche. Facendo due rapidi conti, ci accorgiamo che, senza averlo mai deciso, stiamo mantenendo nominalmente, ovvero solo secondo i burocrati, numero 236.535 persone dai soli anni 2013-2016, che si aggiungono ai precedenti mantenuti ed ancora ospitati sul territorio ex-nazionale, di cui mediamente il 90% sono uomini e solamente il 6% sarebbero veri «Rifugiati», mentre i restanti dovrebbero tornare in patria o viaggiare da turisti come fanno le persone normali, anche i non razzisti

         Questo calcolo è fatto sulla base dei PDF del Ministero, 

                     quello della stampa è quasi il doppio. 

     

     Impatto estortivo da oltre 3mld l'anno            

    Escludendo le spese mediche, legali, di pubblica sicurezza, di istruzione, di trasporto, di burocrazia, etc…, dunque prendendo in considerazione i soli ed innegabili euro 35,00 al dì, l’impatto “estorsivo” giornaliero sull’economia degli italiani è di euro 8.278.725, che diventano 3.021.734.625 se consideriamo l’intera annualità. Visto che il dato è in forte crescita e, come già annunciato dall’ONU(7) che non si degna neanche di avere la lingua italiana in home page (8) del suo stucchevole sito, peggiorerà, non possiamo far altro che essere pessimisti. 

    (7) Cfr.:  Document United Nations(8) Cfr.:  Welcome to the United Nations

     ONU – Tutto sembra già ben programmato      

    L’ONU, difatti, pianifica: a) nel suo «Scenario 3» numero «75.000 migranti annui, fino ad un massimo di 318.000 annui fra il 2045 ed il 2050, per un totale di 16.600.000 milioni» di “nuovi italiani”; b) oppure nel suo «Scenario 4» numero  «613.000 migranti annui fra il 2025 ed il 2030, […] per un totale del 39% della popolazione della penisola». Sappiamo cosa ci attende, visto che anche il PD di Matteo Renzi su Twitter annunciò la «sostituzione» degli italiani, tutto questo in una ex-nazione, l’Italia, dove alcune realtà del Sud vantano ancora il primato di disoccupazione autoctona superiore al 50%.

     Papa Leone XIII – Lo Stato non può…               

    Comunque, tonando alla Prefettura della Provincia di Verona, il nostro documento si conclude, poste le premesse, con una bella «requisizione», ovvero credo si possa parlare di un sequestro, di un Hotel sito in Castel D’Azzano (Verona). Questo è quanto! Insegnava il sapiente e preveggente Papa Leone XIII nel 1891 (Rerum Novarum):

    «L’aver poi Iddio dato la terra a uso e godimento di tutto il genere umano, non si oppone per nulla al diritto della privata proprietà; poiché quel dono egli lo fece a tutti, non perché ognuno ne avesse un comune e promiscuo dominio, bensì in quanto non assegnò nessuna parte del suolo determinatamente ad alcuno, lasciando ciò all'industria degli uomini e al diritto speciale dei popoli. […] Quando gli uomini sanno di lavorare in proprio, faticano con più alacrità e ardore, anzi si affezionano al campo coltivato di propria mano, da cui attendono, per sé e per la famiglia, non solo gli alimenti ma una certa agiatezza. Ed è facile capire come questa alacrità giovi moltissimo ad accrescere la produzione del suolo e la ricchezza della nazione.

    Ne seguirà un terzo vantaggio, cioè l'attaccamento al luogo natio; infatti non si cambierebbe la patria con un paese straniero, se quella desse di che vivere agiatamente ai suoi figli. Si avverta peraltro che tali vantaggi dipendono da questa condizione, che la privata proprietà non venga oppressa da imposte eccessiveSiccome il diritto della proprietà privata deriva non da una legge umana ma da quella naturale, lo Stato non può annientarlo, ma solamente temperarne l'uso e armonizzarlo col bene comune. È ingiustizia ed inumanità esigere dai privati più del dovere sotto pretesto di imposte». 

    Papa Leone XIII

     Leone XIII denuncia il funesto Piano Socialista 

    Infine denunciava il funesto piano socialista (oggi europeista) di destabilizzazione dell’ordine sociale nazionale:

    «La soluzione socialista. Ed oltre l'ingiustizia, troppo chiaro appare quale confusione e scompiglio ne seguirebbe in tutti gli ordini della cittadinanza, e quale dura e odiosa schiavitù nei cittadini. Si aprirebbe la via agli asti, alle recriminazioni, alle discordie: le fonti stesse della ricchezza, inaridirebbero, tolto ogni stimolo all'ingegno e all'industria individuale: e la sognata uguaglianza non sarebbe di fatto che una condizione universale di abiezione e di miseria. Tutte queste ragioni danno diritto a concludere che la comunanza dei beni proposta dal socialismo va del tutto rigettata, perché nuoce a quei medesimi a cui si deve recar soccorso, offende i diritti naturali di ciascuno, altera gli uffici dello Stato e turba la pace comune».

    Papa Leone XIII

    Carlo Di Pietro 

    Iniziativa di Libero Confronto / Dossier Immigrazionismo / Kalergi

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     Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     
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    Leone XIII – Massoneria: Nemica Potenza del Maligno Demone

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    Martedì, 6 Settembre/ 2016    di Papa Leone XIII Titoli dei paragrafi aggiunti dalla Redazione  Redazione Quieuropa, Leone XIII, Inimica Vis, Massoneria, Setta massonica, enciclica, formazioni militari, vescovi, l'errore che non contrastate   INIMICA VIS – Leone XIII ai Vescovi d’Italia ch’Egli vorrebbe virili nei confronti della setta massonica Massoneria: “Nemica Potenza del Maligno Demone”   di Papa Leone XIII […]

    Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

    Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

    Lunedì,  Aprile 27th/ 2015       – di Arrigo Muscio, Sergio Basile e Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa, Arrigo Muscio, Sbarchi, colonia Italia, Unione Europea, cattolico-moderniste, giudaico-massoniche, Mare Nostrum e Triton, cercano di arrivare in Florida via mare, Cuba, prostituzione, attacco al cuore del Cattolicesimo,Usa, Cuba, Obama, social-comunismo, mondialismo  Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo La strana politica europeista sugli sbarchi e le […]

    Sbarchi / UE – La denuncia a metà di Borghezio, che dimentica il Piano Kalergi

    Sbarchi / UE – La denuncia a metà di Borghezio, che dimentica il Piano Kalergi

    Venerdì,  Aprile 24th/ 2015       – Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa, Sbarchi, Fabbrice Leggeri, morte nel Mediterraneo, Unione Europea, Bruxelles, Matteo Renzi, denuncia a metà, Jean Cloude Juncker, regno Unito, Cameron  Sbarchi / UE – La denuncia a metà di Borghezio, che dimentica il Piano Kalergi Vertice straordinario Ue su sbarchi e morti: le chiacchiere […]

    Canale di Sicilia – 900 morti, ma nessuno dice la verità

    Canale di Sicilia – 900 morti, ma nessuno dice la verità

    Lunedì, Aprile 20th / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Strage del mare, Canale di Sicilia, Ban Ki-moon, Matteo Renzi, Matteo Salvini, Albert Pike, Giuseppe Massini, sionismo internazionale, bombe occidentali, Libia, mondialismo, Piano Kalergi, Terza Guerra Mondiale, Canale di Sicilia  Mediterraneo – L'ultima strage del mare, la più grande di sempre Canale di Sicilia – 900 morti, […]

    Il Segreto delle Tre Fontane rivelato a Bruno Cornacchiola

    Il Segreto delle Tre Fontane rivelato a Bruno Cornacchiola

     Domenica, 8 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Saverio Gaeta, Bruno Cornacchiola, Pio XII, apparizioni delle tre Fontane, satana, Gesù Cristo Nostro Signore, Maria, San Paolo, Basilica delle Tre Fontane, ecumenismo, apostasia nella Chiesa, inferno, fine dei tempi, punizione divina  Il Segreto delle Tre Fontane rivelato a  Bruno Cornacchiola Pio XII incoraggiò Cornacchiola a […]

    La Guerra di Obama è la Guerra delle Banche Centrali: Giacinto Auriti insegna!

    La Guerra di Obama è la Guerra delle Banche Centrali: Giacinto Auriti insegna!

    Mercoledì,  Agosto 27th/ 2014 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Sarajevo, Genova, G8, Galli da combattimento, Barack Obama, sionismo internazionale, wahhabiti, integralismo islamico, ruolo delle banche centrali, moneta debito, Siria, Washington, intervento di Terra, debito, monopoli, globalizzazione, Abruzzo Press, Dragurin Dimitrievié, Francesco Ferdinando d'Asburgo, Norodna Obdrana, Ujedinjenje ili Smrt, Dragurin Dimitrievié, Vojislav Tancosié, Sofia Chotek  La Guerra di Obama è la […]

    Giacinto Auriti e la Lettera aperta al Pentagono, per fermare il terrorismo

    Giacinto Auriti e la Lettera aperta al Pentagono, per fermare il terrorismo

    Sabato,  Luglio 23rd/ 2014  – di Sergio Basile e Rocco Carbone / Sete di Giustizia / SAUS – Redazione Quieuropa, Rosso Carbone, Sergio Basile, Sete di Giustizia, SAUS, Giacinto Auriti, Pentagono, Terrorismo, Passo falso, Lettera aperta al Pentagono, Il Manifesto, Video Foley, guerra al terrorismo, clima da guerra fredda, Giacinto Auriti e la guerra del sangue contro l'oro  […]

    Assuefatti al male e alla menzogna, viviamo convinti del nulla dietro un branco di illusi

    Assuefatti al male e alla menzogna, viviamo convinti del nulla dietro un branco di illusi

    Lunedì,  Marzo 16th/ 2015 – di Giuseppe Nazzaro, Vescovo emerito di Aleppo – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, ISIS, Vescovo di Aleppo, strategie mondialiste, Attacco degli Usa e delle forze alleate, Padre Georges Abou Khazen, schizofrenia di Obama e soci, Isis, tagliagole, presepe, rimozione della croce dagli edifici pubblici  Riflessioni su un anniversario – di Mons. Nazzaro, Vescovo Emerito di […]