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  • Bimbi transgender? No! Creature di Dio con un’unica anima e sessualità

    Bimbi transgender? No! Creature di Dio con un’unica anima e sessualità

    Domenica, 4 novembre / 2018

    – di Patrizia Stella e Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Patrizia Stella, Bambini transgender, Ingegneria sociale, anima, paradiso 

    Bimbi transgender? No! Creature di Dio con

    un’unica anima e sessualità

    Un interrogativo da porci per fermare la deriva gender.

    L’ultima follia dell’ingegneria genetica, per

    destabilizzare l’umanità fin dalla culla

    di Patrizia Stella e Sergio Basile

    bambini transgander

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Verona, Catanzaro – di Patrizia Stella e Sergio Basile La battaglia finale tra bene e male, così come annunciato dalla SS. Vergine Maria in diverse apparizioni mariane, si gioca nel nostro tempo sulla vita e la famiglia. L’abominio dei cosiddetti bimbi transgender, partorito dalla mente dei grandi manipolatori dell’umanità, santoni dell’eugenetica ed ingnegneri sociali, divenuti di colpo benefattori e difensori dell’inverosimile, si inserisce proprio in questo allucinante solco. Diverse sono le storie e teorie che il web ci presenta in diverse salse, nel tentativo di far breccia nei cuori più “intransigenti”, nell’intelletto dei più “retrogradi”, e di far accettare tutto nel grande paniere moderno della normalità, dietro l’alibi della “tolleranza”, giocando sulla psiche, sulla sensibilità e fragilità degli internauti. Ma anche, ovviamente, sull’ignoranza e sull’impossibilità di

     comprendere fino in fondo l’intreccio mirabile che esiste nell’essenza dell’uomo,

                        la creatura di Dio fatta a Sua Immagine e Somiglianza

                                   come sintesi perfetta tra corpo e anima.

    Tra queste storie sconcertanti, ma dipinte a calde tinte pastello dai media mondialisti, ne citiamo due a titolo di esempio: quella di Skyler Burns – una bimbo australiano, nato maschio, ma considerato “femmina” – e Ryland Whittington, una “bambina americana che invero si sarebbe sempre sentita maschio” ed è stata considerata  tale dai familiari. Questi due bambini sarebbero soggetti ad una sorta di malformazione fisica – tra gli “esperti” di settore c’è chi parla di disforia dell’identità sessuale – cioè sono nati con caratteristiche anatomiche che non coinciderebbero con la loro “identità di genere“: espressione – quest’ultima – di per sé bizzarra e che in alcune correnti della sociologia sviluppatesi negli Stati Uniti d’America, a partire dagli Anni Settanta, viene utilizzata per descrivere “il genere in cui una persona si identifica“. Pertanto sulla scorta delle alterazioni fisiche di questi esseri umani (preziosi ed unici esseri umani) sensazioni e stili di vita opinabili, rintracciabili nel loro contesto sociale di riferimento, in condizionamenti familiari e – in molti casi – in veri e propri esperimenti di ingegneria sociale mascherati o palesi, diventano meravigliosi pacchetti preconfezionati e dal contenuto ambiguo, presentati al vasto pubblico quasi si trattasse di un prodotto di marketing fabbricato nella catena di montaggio di una multinazionale. La strategia è sottile:

    Si specula su un problema fisico per dar vita ad un prototipo transgender,

           facendo passare il concetto che l’anima dell’individio non esiste

                 e che l’elemento corporeo supera la personalità innata

                         e l’orientamento naturale dell’essere umano,

                            condizionandolo fin nelle sfere più intime.

    Assioma assolutamente non accettabile per chi scrive e per chi crede che l’uomo abbia un’anima ed una correlata personalità, maschile o femmiile, con una precisa impronta celeste!

     Creature celesti o transgender?                              

    La verità è che tranne per pochi casi patologici, degni purtroppo del Cottolengo – perché la nostra povera natura è imperfetta e solo in Cielo potremo godere della pienezza della perfezione – per tutte le altre diciamo “insicurezze” circa il proprio sesso, giocano molto la pubblicità e il selvaggio lavaggio del cervello mediatico, che trovano spesso e volentieri terreno fertile proprio tra i genitori. Costoro, evidentemente plagiati e influenzati dai nuovi profeti dell’ingegneria umana, anziché aiutare il figlio ad amare e assecondare il proprio sesso biologico come è in natura, dove perfino il  DNA è chiaramente sessuato, lo lasciano “libero di scegliere“! Come se si dovesse scegliere fra una maglietta e una giacchina… Follia pura spesso sfociante in suicidio. La mente in molti casi è così labile che se ti dicessero che sei destinato a diventare un gatto o un angelo, magari finisci col crederci per davvero, comportandoti di conseguenza, oltre ogni raziocinio.

        Il prof. Gillieron di Losanna, che da anni studia questa sorta di patologia,

       afferma che la negazione delle differenze sessuali, generazionali e dei ruoli

                       sono indicative di sintomi di psicosi e di perversione.

    Dunque aiutiamo le persone, soprattutto i bambini deboli e vulnerabili, ad amare la propria identità e sessualità biologica che corrisponde perfettamente a quella psicologica e spirituale, “calza a pennello” come si suol dire, come in un perfetto ingranaggio di vite e bullone. Tutto il resto è voluto dal diavolo per distruggere la nostra identità di figli di Dio fatti a Sua immagine e somiglianza e destinati a godere con lui della Gloria del Paradiso: non poveri assessuati anonimi, ma esseri umani pensati da Dio fin dal principio, con una chiara identità di uomini o di donne. Parliamo di una identità strettamente personale: così come era per noi in terra sarà in Cielo, riconoscendo anche i nostri rapporti relazionali, anche se vivremo come gli angeli, cioè senza bisogno di soddisfare le necessità materiali, perché

                       la Resurrezione dei morti, a imitazione di quella di Gesù Cristo,

             riguarda soprattutto il corpo glorificato, che si ricongiungerà con l’anima,

    la quale vola già in “cielo” da subito dopo la morte, essendosi staccata dal corpo mortale

                          nell’attesa di ricongiungersi con esso alla fine del mondo,

                                             cioé alla Resurrezione dei morti.

                    Dogma di fede che si recita nel Credo e di cui non si parla più.

     Conclusioni                                                                        

    Piaccia o no, questo è il nostro vero destino di eternità: l’Inferno o il Paradiso. Tuttavia, siamo noi a sceglierlo, in quanto creature dotate di libero arbitrio. Nell’aldilà saremo noi a scegliere il nostro destino eterno a seconda se qui sulla terra abbiamo accettato o meno la legge di Dio, sia i Dieci Comandamenti che la legge che Dio stesso ha inciso nella nostra natura, perché fosse visibile a tutti. Quella famosa e mai tramontata tentazione “Sarete come Dio” si ripete anche qui, con la falsa invenzione del gender che, rifiutando l’evidenza della legge naturale, vuole creare una libertà fasulla calpestando le leggi della natura, bloccando lo sviluppo naturale, fuorviando la coscienza e la mente fino alla pazzia e spesso al suicidio. Cosa ci guadagniamo dal cambio del sesso? Solo sofferenze atroci che uno si provoca stupidamente e che non finiscono mai. Ma se la legge naturale voluta da Dio è fonte di grande gioia e consolazione perché rifiutarla? Assecondiamola e saremo felici, molto felici.

    Patrizia Stella, Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    15 febbr

     

  • La Chiesa di Cristo e l’altra chiesa, quella inutile. Anzi pericolosa

    La Chiesa di Cristo e l’altra chiesa, quella inutile. Anzi pericolosa

    Lunedì, 1 ottobre / 2018

    – di Patrizia Stella e Sergio Basile  

     Redazione Quieuropa, Patrizia Stella,  Chiesa, Modernismo, Concilio Vaticano II, massoneria 

    La Chiesa di Cristo e l'altra chiesa, quella inutile.

    Anzi pericolosa

    Che fare in questo momento storico di confusione?

     

    di Patrizia Stella e Sergio Basile 

    La Chiesa di Cristo e l'altra chiesa, quella inutile. Anzi pericolosa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Chiesa di Cristo e l'altra chiesa                         

    Roma – di Patrizia Stella e Sergio Basile Che la Chiesa Cattolica stia attraversando un periodo di gravissima crisi, peraltro lungo e senza che se ne possa ancora intravedere la fine, è sotto gli occhi di tutti e chi osasse dire che tutto va bene rischierebbe di vedere perfino le pietre alzarsi e protestare. Tale crisi si acutizzò col celeberrimo dopo Concilio, dal 1963 in avanti, ma fu preparata con scientifica cura già con la costituzione del Consiglio Federale delle Chiese (1), istituzione ecumenica e giudaico-protestante finanziata dai banchieri talmudisti d'estrazione ebraica.  Degna di nota anche l'opera di infiltrazione nei seminari cattolici di mille e cento falsi preti massoni (comunisti), in attuazione di un piano architettato dal Partito Comunista Americano negli anni Cinquanta e di cui parlò in maniera dettagliata, nel suo libro autobiografico "The School of Darkness" (vedi articoli giù in allegato) Bella V. Dodd, ex dirigente del CPUSA – partito comunista degli U.S.A. – poi convertitasi al Cattolicesimo. Risalendo lungo il fiume dei secoli, possiamo ricondurre il complotto anti-cristiano, addirittura al primo secolo dopo Cristo, ed in particolare al "Patto del Tempio di Salomone", successivo alla distruzione di Gerusalemme e alla contestuale diaspora del popolo ebraico. Centrali furono, poi, la Riforma Luterana e gli attacchi dei grandi eretici della storia (Ario, Calvino, ecc..) e successivo, correlato, riassetto dell'architrave giudeo-massonico nel ben lontano 1717, data della fondazione della Gran Loggia Madre d'Inghilterra a Londra. Si arrivò, dunque, all'avanzare lento, progressivo ed inesorabile di tali eresie, fino all'esplosione di tutte le perversioni anticristiane proprio in quest'ultimo decennio.  Gli eretici trovarono un validissimo appoggio nello strumento della moneta-debito (emessa dal nulla e a debito dei popoli, da meri privati: prima causa del tracollo delle monarchie cattoliche europee, per "debiti" indotti) posto nelle mani del mondo protestante e della Corona Inglese, con la nascita della Banca d'Inghilterra (1694-1717).

                                      Quindi possiamo parlare legittimamente

                                 di un attacco mirato al cuore del Cattolicesimo,

                             plurisecolare  e caratterizzato da fasi ben cadenzate

          perpetrate da menti sottili quanto perverse, con un preciso fine religioso:

                     annientare il Cattolicesimo e schiavizzare il resto dell'umanità.

    C'è poi chi vede – probabilmente a ragione – il massimo del decadimento, non solo della civiltà cristiana in genere ma della stessa Chiesa Cattolica, proprio dal momento dell’insediamento di Bergoglio sul soglio pontificio. Si, perché anche se si vuole affermare con fare ottimista che certe malvagità – gravissime omissioni, peccati, abomini, omosessualità, imbrogli, omicidi, perversioni, tradimenti, ecc. – sono sempre esistite, sta di fatto che prima c’era almeno la viva consapevolezza che tutto questo fosse male e si cercava comunque attraverso il discernimento, un sincero pentimento; si trovavano ancora, e in gran numero, santi sacerdoti che ti assolvevano solo dopo determinate e ben precise condizioni.  Adesso invece, con l’avvento al soglio pontificio di cardinali modernisti e giudeo-massoni, purtroppo,

                 non solo stiamo assistendo al progressivo crollo di tutti i baluardi di protezione

                                                            contro l’avanzata del male

                          – per farci stupidamente sommergere da una valanga di malvagità –

        ma vediamo che l’iniquità e l’impudicizia dilagano. L’omosessualità è considerata normale,

                                                     anzi – in diversi casi – è auspicabile.

                     Vedi le recenti dichiarazioni dell'alto prelato vaticano Padre James Martin (2).

                                           (vedi foto in copertina: la prima in basso a destra)

    (1) Cfr.: Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale (2) Cfr.: Dal metal al gay – Padre James Martin: chi è costui?

     La funzione della Chiesa                                                    

    Ormai – come predissero molti santi e mistici di diverse epoche – l’abominio della desolazione è entrato nel Tempio Santo di Dio, soprattutto da quando vediamo una Chiesa distratta per copione, rammollita e inutile; una contro-chiesa che si inginocchia e obbedisce ai poteri forti di questo mondo, con i quali sottoscrive false alleanze di pace che altro non sono che vili tradimenti e rinnegamenti della propria fede, alla faccia di quelle migliaia di santi martiri che hanno dato la vita per gli stessi ideali adesso “accantonati” con tanta superficialità da Bergoglio & soci. Si pensi ad esempio alla stessa, vergognosa, linea iper-immigrazionista della chiesa modernista, che strizza l'occhio alle ONG mondialiste e al piano giudeo-massonico di colonizzazione dell'Europa cristiana e mescolamento razziale indotto (Piano Kalergi), attraverso il cavallo di Troia islamico, condotto all'interno delle mura "della città" dalla giudeo-massoneria internazionale che guida le danze. Si pensi ancora alla "chiesa filo-europeista" che non osa minimamente né mettere in discussione i trattati europei, né tantomeno parlare chiaramente di usura bancaria e moneta-debito, limitandosi ad avanzare slegati e generici proclami contro l'economia che uccide… Ovviamente l'economia iniqua è una naturale conseguenza dell'usura monetaria, ma i vertici del Vaticano, allineati ai dogmi dell'Ue e del Fondo Monetario Internazionale, sembrano stranamente non accorgersene.

                   Allora viene da chiedersi “A che serve l'altra Chiesa? Quella inutile?”

    Indubbiamente occorre avere molto discernimento. Infatti bisogna considerare almeno tre punti di analisi: (A) Se parte della Chiesa diventa inutile (dal momento che nella Chiesa di Cristo si è innestata una pianta malata e modernista, che ha instaurato una perfetta intesa con i potentati ebraico-protestanti, i poteri forti e le altre religioni) ipso facto tale "contro-chiesa" diventa anche pericolosa perché anziché offrire ai fedeli acqua fresca di sorgente proveniente dalla volontà di Dio, dai Sacramenti e dalla Liturgia,

                   offre acqua putrida, anche se presentata in vasi di cristallo

             per ingannare ancora di più coloro che si abbeverano come idioti

                                                    a queste falsità. 

    (B) Necessita rendersi conto della graduale demolizione che Bergoglio e il suo staff, dietro i paraventi mediatici, stanno compiendo a danno di tutti gli organismi e i baluardi della Chiesa, dai Sacramenti – in primis la Santa Messa – ai Comandamenti, alle virtù, per scendere sempre più in basso verso la demolizione del sacerdozio, della vita consacrata e perfino dei monasteri: che saranno assoggettati a nuovi regolamenti che li distruggeranno da dentro per lasciare i poveri consacrati/e alla mercè del mondo, mentre i loro beni verranno incamerati dai potentati che ispirano la contro-chiesa. Emblematico, tra tutti, è il caso dei "Francescani dell'Immacolata" (C) Necessita rendersi conto che molti uomini della gerarchia ecclesiastica di vertice stanno picconando inesorabilmente tutta la struttura della Chiesa Cattolica, non solo per gettarla nelle braccia di Lutero, ma peggio ancora, negli artigli del diavolo.  Alcuni di loro, simpatizzanti per la massoneria e i suoi "valori", adorano satana direttamente o indirettamente, giocandosi l’anima per tutta l’eternità.

     Bergolgio e l'incarico all'eretico Enzo Bianchi             

    Come non inorridire davanti all’incarico affidato da Bergoglio ad Enzo Bianchi, priore laico ed ecumenista convinto in odore (puzza) di eresia? Egli dovrà dirigere un ritiro nientemeno che mondiale per sacerdoti proprio ad Ars, città francese del santo curato. Proprio quel santo Curato d’Ars, San Giovanni Maria Vianney fedelissimo alla Chiesa e soprattutto al sacramento della Confessione per il quale passava giorno e notte a disposizione delle anime!

    Se ci fossero ancora dubbi sul fatto che Enzo Bianchi sia un eretico lampante e dichiarato,

    basta ascoltare le mirate contestazioni teologiche del prof. Mons. Antonio Livi su GloriaTV (3),

                       e come prova inconfutabile, basta leggere l’ultimo suo libro

                               “Gesù, il profeta che raccontava Dio agli uomini”

     per capire che considerazione abbia il "priore" Enzo Bianchi di Gesù Cristo, vero Figlio di Dio! 

              Nient'altro che uno dei tanti profeti che parlano di un dio qualunque, ecumenico,

                          che piaccia a tutti e non scontenti o scomodi nessuno.

    (3) Cfr.: Mons Antonio Livi Oriente Occidente 21 03 2016 – YouTube

      La contro-chiesa inutile è pericolosa!                            

    La contro-chiesa inutile è pericolosa, molto pericolosa perché è una chiesa falsa, la proiezione del "mondo" e dunque di satana, il suo "principe". Gesù dice “Chi non è con me, è contro di me”. La Vera Chiesa di Gesù sta soffrendo le pene del Venerdì e del Sabato Santo, nel silenzio di un Dio che sembra non esistere, che sembra lasciare i suoi fedelissimi, i martiri che hanno dato la vita, la reputazione, la dignità per il Regno di Dio, alla mercé del potere delle tenebre.

                                             E' questa l’ora della prova!

             Ma è anche l'ora della grande vittoria se la nostra fede non vacilla,

                  se riusciamo a fare atti di fede e di abbandono in Gesù Cristo,

                                        nella Madonna, in San Giuseppe,

                     nei nostri santi affinche’ vengano in nostro soccorso

                            e non ci lascino a lungo in questa tempesta.

    Si, perché di solito, ai credenti che vivono questa sofferenza dello spirito, neppure vengono risparmiate le altre tipologie di sofferenza, in questa dura notte oscura dove sembra che la vittoria di satana sia ormai assicurata: malattie, lutti, dissesti economici, suicidi, tradimenti degli amici e degli stessi parenti, perdita del lavoro, emarginazione, ecc. , tanto da mettere a prova anche la fede: “Ma dove sei o Signore che non mi ascolti?”. E’ davvero l’ora delle tenebre, di quella prova terribile che è l’abbandono che lo stesso Gesù, come uomo, provò sulla croce quando disse: “Dio mio! Dio mio! Perché mi hai abbandonato?”.

               Ma è anche l’avvento luminoso che prelude alla vera Luce,

               alla vera Grazia, alla Risurrezione, al trionfo di Gesù Cristo

                                            e della sua vera Chiesa.

      Il Venerdì e il Sabato Santo che preludono alla Domenica senza fine!

     Rimanere fedeli come una roccia alla Vera Chiesa        

    Quando la Chiesa va male, tutto il mondo va male! Come possiamo infatti constatare intorno a noi, colui che combatte per la giustizia umana e sociale viene avversato da tutta una marea di gente iniqua che gli vuole sputare addosso per eliminarlo! D’altra parte, come può andar bene e secondo giustizia una società civile quando quella religiosa, la Chiesa Cattolica (o almeno parte di essa) è diventa inutile e perfino pericolosa?  E’ impossibile!  Perché l’una segue l’andamento dell’altra come in una cordata di montagna. E come possiamo fare allora noi, piccolo gregge, davanti al dilagare di tanta iniquità e perversione? Semplice! Rimanere fedeli come una roccia, ancorati al Sacro Cuore di Gesù – supplicandolo di venire presto in nostro aiuto – e, finché ci sarà data la possibilità della Messa, andare a Messa anche tutti i giorni, se è valida: cioè se almeno la formula della Consacrazione non viene manipolata, col rischio che non avvenga la “Transustanziazione”. Altrimenti rifugiarsi nella preghiera del Santo Rosario quotidiano, come minimo i tre Santi Rosari che la Chiesa recita da secoli – “GAUDIOSI, DOLOROSI E GLORIOSI” – e che hanno salvato i cristiani da molte calamità, soprattutto dall’invasione islamica, come nella battaglia di Lepanto nel 1571 di cui ricorre prossimamente l’anniversario (7 ottobre) e in quella di Vienna nel 1683. Dalla fedeltà di pochi saranno salvati molti, dice il Salmo, e pertanto chiediamo a Gesù il dono della Fede, di non perdere mai questo dono prezioso e meraviglioso che ci fa capire come

                                        solo attraverso la croce di Gesù

             abbiamo la possibilità di salvare noi stessi e una marea di gente

                       che viene illuminata dalla Grazia dello Spirito Santo

                         per godere per sempre di Dio nella Vita Eterna.

     

    Patrizia Stella / Sergio Basile  (Copyright © 2018 Qui Europa)

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  • Riflessi di Cielo – Storia di un santo sacerdote: Don Ferdinando Rancan / 1

    Riflessi di Cielo – Storia di un santo sacerdote: Don Ferdinando Rancan / 1

    Giovedì, 6 settembre / 2018

    – di Patrizia Stella

     Redazione Quieuropa, Patrizia Stella, Don Ferdinando Rancan, vita e opere, Riflessi di Cielo  

    Riflessi di Cielo – Storia di un santo sacerdote:

    Don Ferdinando Rancan / 1

    La vita e gli scritti di Don Ferdinando Rancan: 1a parte

     

    di Patrizia Stella

    Don Ferdinando Rancan - Riflessi di Cielo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Riflessi di Cielo – Don Ferdinando Rancan          

    Verona – di Patrizia Stella Don Ferdinando Rancan, sacerdote della diocesi di Verona, nacque a Tregnago di Verona il 14 giugno 1926. Laureatosi in Scienze Naturali presso l’università “La Sapienza” di Roma, tornò nella sua città dove, completati gli studi teologici, ricevette l’Ordinazione sacerdotale il 29 giugno 1953, dedicandosi per molti anni all’insegnamento nel Seminario diocesano e nei Licei della città. Svolse il suo ministero sacerdotale nella parrocchia di San Nazaro, poi nella Pieve dei Santi Apostoli e infine come collaboratore a Sant’Eufemia. La vita del reverendo don Ferdinando Rancan costituisce uno stimolo e uno sprone in questi tempi di smarrimento: fu pastore fedele e zelante, direttore spirituale per tanti sacerdoti e laici che si affidarono alla sua guida, nonostante la salute precaria che lo accompagnò per tutta la vita. Don Vittorio Turco, suo confratello e compagno di studi in seminario, ha scritto di lui

                      “uno dei pochi preti veronesi preparato, serio, colto,

          che ha saputo sintetizzare i più alti valori cristiani in una vita umile,

                                                 provata ed esemplare.”

    Egli scrisse diversi libri di vita ascetica rivolti per lo più al cristiano cosiddetto “laico”, cioè a quello che vive nel mondo in mezzo alle varie realtà e preoccupazioni quotidiane di lavoro, famiglia, figli,… attraverso le quali anch’egli ha il dovere di santificarsi, come sono tenuti a fare i consacrati nella vita sacerdotale o religiosa, come in quel tempo andava predicando per l’Italia e il mondo il fondatore dell’Opus Dei, Josemaria Escrivà, che don Ferdinando ebbe l’occasione di conoscere personalmente a Roma nel 1954, al quale chiese poi l’ammissione come membro della Società Sacerdotale della Santa Croce. La sua vita, spesso dura ma anche avventurosa, che egli condusse sempre all’insegna della massima fedeltà al suo impegno personale col Signore, fu narrata dallo stesso Rancan nel suo ultimo scritto autobiografico, “Storia di un somarello”: titolo da lui voluto perché tale si riteneva davanti a Dio, mentre era noto per la sua profonda cultura che, oltre alle due lauree citate, si manifestava anche attraverso quel dono soprannaturale della “Sapienza” che Dio concede ai suoi servi fedeli.

     La preoccupazione per le sorti dell'Italia               

    Soprattutto negli ultimi anni della sua vita, crebbe in lui una grande preoccupazione per le sorti dell’Italia, “la nostra patria” come lui soleva chiamarla, memore di quanto suo padre e parenti vari avessero combattuto per la sua libertà durante la Prima Guerra Mondiale. Percepiva l’Italia come in pericolo, se non imminente, ma progressivo, dovuto soprattutto allo sgretolamento della famiglia, vero pilastro su cui è sempre stata fondata l’Italia cattolica come faro di luce per il mondo intero. A tale scopo ricompose, adattandone le parole, una vecchia preghiera “A San Giuseppe per l’Italia e le nostre famiglie(1) che cercava di diffondere anche attraverso vari incontri di preghiera per fedeli da lui guidati fino al suo ultimo mese di vita. Vero “Alter Christus”, trovò nel Sacrificio Eucaristico quella forza soprannaturale che sempre lo accompagnò anche nei momenti più difficili, fino al compimento finale della sua esistenza terrena che avvenne il 10 gennaio 2017. Tra i suoi scritti:

    1. Il senso del vivere.                                          6) In quella casa c’ero anch’io
    2. La Moneta del tempo.                                    7) La Madonna racconta
    3. Là dove cielo e terra si incontrano.               8) Innamorato del Cielo
    4. Ricevi questo anello.                                       9) Storia di un somarello
    5. Fiori di melograno.                                          

    (1) PREGHIERA A SAN GIUSEPPE PER L’ITALIA E LE NOSTRE FAMIGLIE. Percependo da anni la situazione difficile in cui versa la nostra patria, don Ferdinando aveva invitato i fedeli a recitare questa bella e antica preghiera, da lui aggiornata, dedicata a S. Giuseppe, Patrono della Chiesa universale e quindi anche dell’Italia, Sede del Papato. "Glorioso San Giuseppe, sposo della Vergine Maria, Madre di Gesù, tu che sei patrono della Chiesa universale, ascolta le suppliche che ti rivolgiamo in quest'ora di confusione e di decadimento: proteggi l'Italia e tutte le nostre famiglie. Quell'Italia scelta con predilezione da Cristo per collocarvi la sede del suo Vicario il Papa; quell'Italia disseminata dei santuari della Vergine Maria e forgiata dai Santi. Ottienici con la tua potente intercessione, unita a quella della tua Santissima Sposa, uomini nuovi, che abbiano il coraggio di abrogare le inique leggi contro Dio e contro l'uomo. Fa' che la nostra patria possa continuare ad essere centro vivo di civiltà cristiana, faro di luce in tutto il mondo, terra di Santi per la gloria di Dio e per la salvezza di tutti gli uomini".

     "Il Tempo, l'Eternità"                                                

    Nel 1995, quando don Ferdinando Rancan era parroco ai Santi Apostoli in Verona, venne presentato il suo primo libro intitolato “IL TEMPO, L’ETERNITÀ” Riflessioni sulla vita, con l’imprimatur dell’allora Vescovo di Verona, S.E. Mons. Attilio Nicora, e la presentazione del prof. Gianni Lollis, docente di storia dell’Arte e Presidente del Consiglio Pastorale. Pur essendo destinato per lo più ai parrocchiani, riscontrò subito tanto entusiasmo che ne furono ristampate a breve un paio di edizioni da distribuire in giro ai vari richiedenti, tra cui anche autorità civili ed ecclesiastiche o comunque persone di un certo livello culturale, che risposero con lettere di ringraziamento dal contenuto veramente sentito e profondo (2). Qualche anno dopo, in vista dell’anno Santo 2000, si pensò di “rilanciare” questo libro e se ne fece carico la Casa Editrice Ares di Milano, attraverso il suo direttore Dott. Cesare Cavalleri ma, visto il malloppo di ben 520 pagine e il fatto che si poteva considerare composto essenzialmente da due parti, la prima di carattere prevalentemente antropologico-filosofico riguardante l’uomo e le fasi della sua vita, mentre la seconda improntata per lo più sulla vita ascetica e liturgica, si pensò di dividerlo in due parti, di cui la seconda dal titolo “LA MONETA DEL TEMPO” che presenteremo prossimamente.

    (2) Tra di essi, ricordiamo lo scrittore Vittorio Messori, lo storico Pietro Galletto, i vari Presidi dei Licei dove insegnò, il Rettore dell’università prof. Gino Barbieri, alcuni Prelati amici tra cui il Vescovo di Concordia Pordenone Mons. Sennen Corrà, e di Belluno, Mons. Ducoli, i reverendi don Ermanno Tubini e don Flavio Cappucci, il presidente della Banca Popolare di Verona, prof. Giorgio Zanotto, e della Cassa di Risparmio, dott. Giovanni Padovani, il Procuratore Militare della Repubblica di Verona, e molti altri sostenitori fra amici, parrocchiani, confratelli nel sacerdozio ed ex colleghi di liceo dove don Ferdinando insegnò per parecchi anni prima di assumere l’incarico di parroco.

     L'uomo destinato alla Comunione con il Padre   

    Questo primo libro riflette, in un certo senso, la linea portante di tutta la spiritualità e l’insegnamento di don Ferdinando e cioè

                            “l’uomo come creatura, figlio di Dio Creatore

    e pertanto destinato alla Comunione con suo Padre Dio nella Vita Eterna!”.

    Senza questa consapevolezza iniziale, secondo don Rancan, diventa impossibile qualunque studio o ricerca scientifica o psicologica sull’uomo e sul perché della sua vita. In quanto l’uomo è “un essere composto da corpo e da anima”. Escludere la realtà del corpo per considerare l’uomo come essere virtuale, modificabile, instabile, che si perde in uno spirito globale indefinito, rischia di vanificare la sua vera identità, unica, irripetibile ed esclusiva, col rischio di una pericolosa manipolazione. Al contrario, focalizzare l’attenzione solo sul corpo eliminando l’anima, vale a dire l’aspetto trascendente (che va oltre a quello spirituale inteso come attività dell’intelletto), suppone una visione solo biologica e immanentistica dell’essere umano. A seguito della salita al cielo dell’autore, 10 gennaio 2017, ho pensato, come curatrice e custode di tutte le sue opere, che ho seguito sin da quando l’autore le aveva in mente e me ne parlava come progetto ancor prima di scriverle, cioè a partire dal 1980, di riproporre alcuni brani dei suoi libri invitando i lettori a procurarsi l’intera pubblicazione scritta perché potrebbe costituire una valida base di cultura teologica, ascetica e umanistica che permette di affrontare le varie sfide del mondo laicizzato e ormai pagano. Tra le varie lettere di congratulazioni per il libro di cui ho parlato, credo valga la pena evidenziarne una in particolare, quella scritta (3)  da Mons. Attilio Nicora (4), nominato Vescovo di Verona, come accennato – proprio quando don Ferdinando era parroco ai Santi Apostoli – e rimasto in carica per soli tre anni e mezzo, dal 1994 al 1997 circa: perché chiamato poi di nuovo in Vaticano dove, assieme alla porpora cardinalizia, il Papa Giovanni Paolo II gli riservò anche compiti di grande responsabilità relativi a questioni giuridiche di cui Mons. Nicora era esperto. / Continua nella seconda parte.

    (3) Lettera del Cardinal Attilio Nicora / Vescovo di Verona: “Al corrente dell’odierna presentazione del libro del vostro Parroco, don Ferdinando Rancan, dal titolo “IL TEMPO – L’ETERNITÀ” mi faccio volentieri presente con una sentita parola di apprezzamento e di augurio. Voi ben sapete che sotto il profilo propriamente catechistico i nostri riferimenti dovuti sono il “Catechismo della Chiesa Cattolica” promulgato dal Papa Giovanni Paolo II e, come libro della fede per gli adulti, il catechismo intitolato “La verità vi farà liberi” preparato dai Vescovi italiani, del quale il Papa stesso, nella recente Assemblea Generale della CEI, ha detto: “La corale partecipazione di tutto l’Episcopato al lungo cammino della sua redazione e l’approvazione della Santa Sede gli conferiscono singolare autorevolezza”. Ciò non toglie che possano tornare utili anche libri come quello di don Rancan, che riprendono e sviluppano in forma più elaborata e personale alcuni profili della dottrina della fede, mettendoli in dialogo con l’esperienza quotidiana e aprendoli a una considerazione spirituale e orante. Sono perciò con voi nel dire “grazie” a don Ferdinando per questa fatica, espressione della sua passione educativa e pastorale, e apprezzo la stima e la cordialità di cui volete circondare il vostro amato Parroco nella bella occasione della festa patronale. Su don Ferdinando, su tutti voi, in special modo su quanti tra voi maggiormente soffrono nel corpo e nello spirito, invoco di gran cuore la benedizione del Signore, mentre Lo prego che vi dia luce e forza per proseguire nel cammino della vostra testimonianza cristiana. Verona, 4 giugno 1995 Solennità di Pentecoste (+ Attilio Nicora – Vescovo). (4) Il Card. Attilio Nicora, pur vivendo quasi sempre a Roma anche a motivo, come detto, dei suoi incarichi in Vaticano, aveva espresso il desiderio di essere sepolto dopo la sua morte, avvenuta il 22 aprile 2017, proprio a Verona nella cripta dei Vescovi, dove si trovano effettivamente le sue spoglie in un bel loculo di marmo bianco, non solo a motivo del grande affetto che ha sempre nutrito nei confronti della sua prima e unica diocesi, Verona, dove ha potuto fare la sua prima e unica esperienza pastorale come Vescovo, ma anche – raccontava Mons. Nicora – in occasione di incontri con pochi e intimi fedeli, per tutto quello che aveva imparato di edificante da alcuni suoi figli sacerdoti veronesi, in particolare da don Ferdinando, per il suo esempio di umiltà e disponibilità, soprattutto quando gli chiese il sacrificio di rinunciare anzitempo alla sua parrocchia dei Santi Apostoli, da lui tanto amata e anche restaurata con molti sacrifici, per realizzare un vasto progetto pastorale proprio lì nella zona del centro storico di Verona, progetto mai portato a compimento, purtroppo, a motivo del suo improvviso trasferimento a Roma.

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    Deriva Gender, Massoneria e Protestantesimo: a Cagliari la prima unione gay battista

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     Martedì,  Luglio 8th/ 2014  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Massoneria, protestantesimo, deriva gender, chiesa battista di Cagliari, matrimonio Ggay, origini del piano gender, alice Bailey,  clamorose dichiarazioni della chiesa protestante tedesca, Protocolli dei Savi di Sion", "l'Agenda degli illuminati, Duca di Kent, Edward Windsor, Gran Maestro della Gran Loggia  Unita di Inghilterra, Enrico VIII, Edoardo VI, Riforma anglicana, […]

    La duplice strategia dei nemici di Cristo per la dissoluzione: ecumenismo e scisma nella Chiesa

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      Venerdì, 5 Agosto/ 2016     – di  Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Michael Snyder, Mondialismo, Massoneria, guerra di religione, Bergoglio, apostasia nella  Chiesa, Roma, ecumenismo, unica religione mondiale, unico tempio di preghiera, The House of One, Berlino, San Giovanni Bosco,  Il Cattolico istruito nella sua religione   La duplice strategia dei nemici di Cristo per   la dissoluzione: ecumenismo […]

    Motivazioni e moventi veri di Lutero… errori ed eresie

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    Venerdì, 23 Settembre/ 2016    di Corrado Gnerre  Redazione Quieuropa, Corrado Gnerre, Confederazione Civiltà Cristiana, Martin Lutero, Riforma Protestante, volontarismo, fideismo, transustanziazione, 95 tesi, eresia protestante   Motivazioni e moventi veri di Lutero… errori ed eresie Perché nacque la Riforma Protestante? Quali furono i suoi reali motivi? Quali i miti da sfatare? Eresie ed errori del […]

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    Mercoledì, Giugno 24th, 2015 – di Piero Vassallo –  Redazione Quieuropa, Falsa gnosi, Piero Vassallo, protestantesimo, luteranesimo, gnosi, Karl Rosenkranz, Alma von Stockhausen, Alexandre Kojève, Jacques Lacan, Pierre Klossowski, Jean Paul Sartre, Georges Bataille e André Breton, Alexandre Kojève, Lutero, filosofia della morte  Religione – Riflessioni su gnosi, luteranesimo, protestantesimo e modernismo Protestantesimo & Co – La falsa gnosi, da Lutero a […]

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    Martedì, 1 Novembre/ 2016    – di Julio Loredo – A cura dell'Associazione Tradizione Famiglia Proprietà Premessa di Patrizia Stella   Redazione Quieuropa, Julo Loredo, Associazione Tradizione Famiglia, Proprietà, Patrizia Stella, Bergoglio, Lutero, dichiarazione congiunta, viaggio in Svezia, ecumenismo, Viaggio in Svezia, cinquecentenario della Riforma Protestante, Malmo Arena   Bergoglio e il blasfemo, eretico Lutero: un monaco apostata schiavo […]

    Così Papa Leone X condannò e scomunicò Lutero e gli eretici luterani 

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    Sabato, 5 Novembre/ 2016    – Bolla di scomunica di Papa Leone X contro Lutero –  Redazione Quieuropa, Papa Leone X, Protestantesimo, Martin Lutero, setta protestante, scomunica, gennaio 1521, eresia luterana, Decet Romanum Ponteficem  Così Papa Leone X condannò e scomunicò Lutero e gli eretici luterani “Decet Romanum Ponteficem” di Sua Santità Leone X, Gennaio 1521: condanna e scomunica di […]

     

    Secca condanna di Lutero e Calvino negli scritti di San Pio da Pietrelcina 

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    Giovedì, 3 Novembre/ 2016    – San Pio da Pietrelcina / Scritto tratto dall'Epistolario, vol. IV –  Redazione Quieuropa, Padre Pio, Protestantesimo, Martin Lutero, setta protestante, blasfemo  Secca condanna di Lutero e Calvino negli scritti di San Pio da Pietrelcina "Lutero, Calvino e compagnia bella, furono pieni di superbia, zeppi di vizi fino agli occhi, e si divisero dalla Chiesa per assecondare le […]

     

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    Domenica, 29 Maggio / 2016 – Festa del Corpus Domini – di Claudio Prandini  –  – integrazioni e note a cura della Redazione di "Qui Europa" – Redazione Quieuropa, Redazione Parrocchie.it, Claudio Prandini, Gesù Cristo, Sacrificio Eucaristico, Festa del Corpus Domini, Comunione nelle mani, importanza del Corpo e Sangue di Cristo, Comunione in bocca, protestantizzazione dell'Eucaristia, insegnamento dei […]

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  • La sfida del crocifisso: genesi di una grande civiltà e della scienza sperimentale

    La sfida del crocifisso: genesi di una grande civiltà e della scienza sperimentale

    Mercoledì, 5 settembre / 2018

    – di Patrizia Stella

     Redazione Quieuropa, Patrizia Stella, crocifisso, scienza sperimentale, civiltà cristiana,  Keplero 

    La sfida del crocifisso: genesi di una grande civiltà

    e della scienza sperimentale

    Il Cristianesimo non mortifica la persona ma ne innalza

    il valore, lo spirito e i talenti

     

    di Patrizia Stella

    Crocifisso e nascita della scienza sperimentale

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La sfida del Crocifisso                                              

    Verona – di Patrizia Stella Portare il Rosario al collo con un bel crocifisso che penzola davanti al petto, come sta facendo con molto coraggio la conduttrice televisiva del TG1 Monica Nalesso, sembra quasi una provocazione, soprattutto in questo periodo storico in cui si tende a vivere la propria fede come fatto privato, o a combatterla come il peggior nemico. In realtà, pur nella consapevolezza che la fede cattolica non consiste essenzialmente nei segni esterni ma nell’adesione alla volontà di Dio, sono molti i cattolici che portano al collo come devozione una catenina d’oro col crocifisso o la medaglietta della “Madonna miracolosa”, cosiddetta perché protegge e guarisce chi la porta con fede. Anche il crocifisso appeso al muro nei luoghi pubblici rimane un punto di riferimento importante, grande aiuto nelle difficoltà, un richiamo e una speranza per tutti:

                                      quell’uomo crocifisso non è un mito,

        e neppure un simbolo di bontà e fratellanza universale, ma è ben di più:

              è una Persona vera, storicamente esistita circa duemila anni fa,

                                è Gesù Cristo, figlio di Maria e di Giuseppe,

                           proclamatosi Figlio di Dio e pertanto Dio stesso,

    che ha dato prova della verità di quanto ha affermato con la sua dottrina sublime,

                                      con i miracoli passati e presenti,

           con la promessa della Vita Eterna per chi segue la sua Legge d’Amore.

    Certo per il cristiano quell’uomo in croce è Dio che ci ha redenti, per tutti gli altri forse un profeta o un saggio, ma a chi può dare fastidio quel santo martire in croce venuto a ricordarci che dobbiamo vivere e lavorare onestamente per costruire la città terrena, senza però perdere di vista la “Città Eterna”?  Come dice Sant'Agostino.

     Il fondamento di una grande civiltà                        

    E’ in nome di quel crocifisso che è sorta la “civiltà cristiana” in Italia, nel Mediterraneo e in Europa perchè ha segnato il progresso di molti popoli attraverso il lavoro meraviglioso di monaci agostiniani e benedettini prima, e domenicani, francescani, gesuiti e altri dopo, i quali fin dai primi secoli dopo Cristo, assieme alla preghiera e al Vangelo, hanno insegnato a popoli rozzi e pagani a bonificare paludi facendone fruttuosi campi agricoli, a costruire strade, case, ponti, pozzi, canali di irrigazione, scuole per imparare a leggere, scrivere, cucire, cucinare. Fino ad arrivare a costruzioni meravigliose come le cattedrali romaniche o gotiche che svettano ancora nel cielo, mentre innumerevoli chiese nel mondo sono tappezzate di dipinti, affreschi e sculture sacre che destano stupore e meraviglia. Senza speculazione alcuna ma per la gioia di vedere capolavori di grande bellezza e maestria uscire dalle proprie mani e dalla propria intelligenza e durare nei secoli perché il cristianesimo non mortifica la persona, ma potenzia e valorizza i propri talenti, aspirazioni, attitudini, come dall’esempio di molti grandi Santi, anche scienziati. Infatti i primi scienziati erano monaci, o sacerdoti o comunque persone di fede cattolica. Alle origini della Biologia e della Genetica troviamo un semplice monaco che amava fare esperimenti con i piselli nel suo orto, Gregor Mendel, e più tardi un sacerdote, Lazzaro Spallanzani.

      Alle origini della scienza sperimentale                 

    Francesco Agnoli nel suo libro “Scienziati, dunque credenti” ed. Cantagalli, dimostra come sono state la Bibbia e la Chiesa a creare la scienza sperimentale attraverso illustri scienziati, tutti cristiani, quali ad esempio Keplero, Pascal, Newton, Pasteur, Copernico, Lemaitre, Giacinto Auriti (padre della Teoria del Valore Indotto della Moneta), ecc. Per non trascurare il ben noto Galilei, il quale, pur dovendo attraversare quella diatriba che conosciamo (anche se forse in maniera approssimativa: vedera nota per approfondimenti – 1), era e rimase sempre profondamente cattolico. E se il secolo Illuminista ha elevato come scienza assoluta e indiscutibile l’evoluzionismo di Darwin, come prova per negare l’intervento di Dio Creatore, mai come in questi ultimi decenni, a seguito delle scoperte del DNA e degli esperimenti di scienziati, tra cui Fernand Crombette,

                              la teoria di Darwin è stata smentita dalla stessa scienza.

    (1) Come ci ricorda il Prof. Corrado Gnerre, nelle sue lezioni di apologetica, il caso "Galileo Galilei" fu dovuto a problemi di filosofia della scienza: Galileo sosteneva l’eliocentrismo basandosi su una “prova” sbagliata: in una lettera al cardinale Orsini affermava che la rotazione della Terra intorno al Sole sarebbe stata provata dalle maree. I giudici però contestarono questa “prova” e dissero, giustamente, che le cause delle maree dovevano ricercarsi in altro. Eppure Galilei pretendeva presentare l’eliocentrismo non come ipotesi ma come una tesi comprovata, mentre San Roberto Bellarmino (1542-1621), che svolse un ruolo importante nel processo a Galilei, lo invitava a fare l’opposto senza che rinunciasse alla convinzione eliocentrica. Così scriveva Bellarmino in una lettera del 12 aprile del 1615 al padre carmelitano Paolo Antonio Foscarini che appoggiava Galilei: «Dico che il Venerabile Padre e il signor Galileo facciano prudentemente a contentarsi di parlare “ex suppositione” e non “assolutamente”, come io ho sempre creduto che abbia parlato il Copernico. (…) Dico che quando ci fusse “vera dimostrazione” che il Sole stia nel centro del mondo e la Terra nel terzo cielo, e che il Sole non circonda la Terra, ma la Terra circonda il Sole, all’hora bisogneria andar con molta consideratione in esplicare le Scritture che paiono contrarie, ed è meglio dire che non le intendiamo, piuttosto che dire che sia falso quello che si dimostra». Bellarmino, d’altra parte, nel 1571 (cinquant’anni prima), scriveva nelle sue Praelectiones Lovanienses: «Non spetta ai teologi investigare diligentemente queste cose (…). Possiamo scegliere la spiegazione che ci sembra più conforme alle SS. Scritture (…). Se però in futuro sarà provato con evidenza che le stelle si muovono con moto del cielo e non per loro conto, allora dovrà vedersi come debbano intendersi le Scritture affinché non contrastino con una verità acquisita. È certo, infatti, che il vero senso della Scrittura non può contrastare con nessun’altra verità sia filosofica come astronomica (…)».

     Faro di luce per il mondo intero                               

    Purtroppo, adesso che, in nome della tecnologia scientifica abbiamo emarginato Gesù Cristo considerandolo una minaccia per la nostra libertà o un intralcio per i nostri malaffari, emergono solo disastri, e la nostra cara Italia, prediletta e benedetta da Dio come “faro di luce per il mondo intero” sta toccando con mano i frutti iniqui del suo vile tradimento attraverso la sua decadenza strutturale che, come ribadiva Papa Benedetto, è segno evidente della sua decadenza morale. E’ ora di reagire, per il nostro bene, per quello dei nostri figli.

               E’ ora di tornare a Dio, a Gesù Cristo perché alla fine della nostra vita,

    l’unica “Realtà” che ci troveremo davanti sarà proprio quel “Cristo in Croce” risorto,

                             vivo e glorioso, che giudicherà le nostre azioni,

                                 e ci assegnerà il premio o il castigo eterno.

    Questa è la nostra Fede cattolica per la quale milioni di martiri nei secoli hanno dato la vita pur di non rinnegare Gesù Cristo, forti delle parole di San Pietro “Solo in Cristo Gesù vi è salvezza. Non vi è infatti altro Nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati” (Atti, 4,12).

    Patrizia Stella (Copyright © 2018 Qui Europa)

    patrizia@patriziastella.com

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  • Sessualità biologica o immaginaria? Siamo alla follia!

    Sessualità biologica o immaginaria? Siamo alla follia!

    Martedì, 31 luglio / 2018

    – di Patrizia Stella

     Redazione Quieuropa, Patrizia Stella, Disforia di genere, Comitato Nazionale per la Bioetica, Gender  

    Sessualità biologica o immaginaria? Siamo alla follia!

    L'ultima trovata dei profeti della teoria gender: "curare" la

    "disforia di genere" (patologia inventata)

     

    di Patrizia Stella

    disforia di genere

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Verona – di Patrizia Stella In un periodo di ferie come quello estivo dove la gente vorrebbe pensare solo positivo per potersi ritemprare dalle varie preoccupazioni, non è stata data sufficiente importanza a

                     uno dei provvedimenti più gravi e pericolosi di sempre,

                         voluti dal Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB)

            riguardo la liberalizzazione dell’uso di un farmaco dagli effetti devastanti

              che è la triptorelina, ormone che ha la possibilità di bloccare la pubertà

      in preadolescenti cui sarebbe stata diagnosticata la cosiddetta “disforia di genere”,

                            cioè l’incertezza riguardo alla propria sessualità,

    per metterli poi in grado di decidere “con cognizione di causa!” a quale sesso o categoria appartenere! (no comment!) – (1). Ancor meno risonanza è stata data dai media alla voce del Centro Studi Livatino, formato da illustri magistrati, docenti universitari, avvocati e notai che mettono in guarda dalle conseguenze devastanti che potrebbe avere l’uso di questo farmaco come da loro dichiarazione ufficiale: “I pareri del CNB si sono sempre distinti per rigore scientifico e sono stati un riferimento autorevole per le tematiche bioetiche. In questo caso invece il CNB ha avallato un farmaco che non ha evidenze scientifiche a sostegno (l’astensione dei due rappresentanti dell’Istituto Superiore di Sanità e del Consiglio Superiore di Sanità è significativa al riguardo), e mostra una serie di gravi controindicazioni e potenziali pericoli per la salute fisica e psichica dei minori coinvolti. (…)"

    (1) Presidenza del Consiglio dei Ministri

     Disforia di genere: pura idiozia criminale!          

    Tutto ciò premesso: 1) Visto che non esistono assolutamente dimostrazioni scientifiche a supporto della esistenza di questa malattia immaginaria definita “disforia di genere”, dal momento che tutti gli esseri viventi, sia umani, che animali, vegetali, ecc.,  si sono da sempre e chiaramente distinti in “maschi e femmmine", tranne pochissimi casi da “Cottolengo” che sono semmai da curare e non certo da proporre come modelli culturali; 2) vista la gravità delle conseguenze psico-fisiche di questo farmaco che interviene a bloccare in modo devastante una delle fasi più complesse e delicate dello sviluppo della persona che è l’adolescenza maschile o femminile per lasciare i ragazzini in una specie di mondo neutrale, assurdo, virtuale, immaginario e pericoloso…

                     è indispensabile parlare chiaro facendo leva sul buon senso,

                                   vale a dire sul cosiddetto “senso comune”,

             prerogativa di tutti gli uomini, almeno di quelli che non hanno voluto

                                               perdere il “ben dell’intelletto”.

    Pensare che pediatri o genitori di un preadolescente di 7/8 anni abbiano la certezza o il dubbio che il loro figlioletto sia affetto da "disforia di genere", vale a dire individuare in lui l'incertezza circa il suo essere maschio o femmina, è pura idiozia criminale. Lo sappiamo tutti quanto la psiche, soprattutto di un bambino, sia influenzabile, al punto che, se qualcuno vuole insinuare che tu, o lui, o lei, sono affetti da una tale forma di “disforia” da pensare di poter diventare o assomigliare un giorno… (che so!) a un cane o tigre o scimpanzé… si finisce col crederci per davvero, o per lo meno dubitare di sé a tal punto da

      creare nella psiche della persona e di chi la segue con troppa superficialità,

                       squilibri psichici, idiosincrasie o schizofrenie pericolose

                                                che portano anche al suicidio.

      Le trappole del gender                                                

    La mente può essere offuscata mille volte da mille dubbi su tutto, ma abbiamo una certezza che non smentisce mai: il DNA. Fidiamoci del DNA, dell'aspetto biologico eterno che combacia perfettamente con la struttura interna e cominciamo a smontare queste pure idiozie campate su falsità distruttive dell'uomo, mettendole anche in ridicolo proprio attraverso quella scienza che loro pretendono di usare ignobilmente perché ci considerano poveri imbecilli da manipolare a loro uso e consumo. Purtroppo è talmente martellante questa propaganda pro gender in tutto il mondo, che affermare ciò che è stato creduto da sempre dall’umanità, ovvero che il sesso è determinato sin dalla nascita irreversibilmente, espone ad attacchi feroci, come accaduto al dott. David Mackereth (foto in copertina: la prima grande da sinistra) il quale è stato licenziato dall’ospedale di Londra dove lavorava, per aver affermato questo.

                                                  La propria indentità è unica,

                       sola, irripetibile, esclusiva, come l'impronta digitale di ciascuno!

                  E' quella che è uscita dal grembo materno e che, per nostra fortuna,

                                                    ci identifica fino alla morte.

    Cadere nelle trappole del gender è come vivere la fiaba di Alice quando viene catapultata nel paese delle meraviglie: si vive in un mondo immaginario, fantasioso, fiabesco o brutale, però sempre molto pericoloso per tutti perché, negando la propria identità sessuale, si finisce col negare anche i rapporti parentali, sociali e perfino spirituali con lo stesso Dio che con assoluta certezza "maschio o femmina li creò" dice la Bibbia. Adesso che le ragazzine vestono peggio dei maschi, non piu con graziose gonnelline a fiori ma con disgustosi pantaloncini-slip a giro gluteo, tutte uguali come pecore nude, si è perso perfino il gusto del bello, dell'eleganza, della raffinatezza femminile. Godiamo invece della nostra chiara identità sessuale biologica, evidente fin dalla nascita, pienamente maschio o pienamente femmina, totalmente e felicemente “maschio o femmina”, tutte le altre fantasie immaginarie sono solo sinonimo di grandi sofferenze. Purtroppo, mentre i Vescovi e la chiesa in genere fanno campagne roboanti in favore dell’immigrazione selvaggia, non c’è una sola voce autorevole, o assai poche e deboli per la verità, che si alzi a tuonare contro la criminale teoria del gender, rovina delle future generazioni.  E' ora di dire basta!

    Patrizia Stella (Copyright © 2018 Qui Europa)

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  • Lettera di indignazione al Vescovo per abbraccio al prete gay “sposato”

    Lettera di indignazione al Vescovo per abbraccio al prete gay “sposato”

    Sabato, 7 luglio / 2018

    – di Patrizia Stella

     Redazione Quieuropa,  Patrizia Stella, Lettera aperta al vescovo di Verona, Mons. Giuseppe Zenti  

    Lettera aperta di indignazione al Vescovo di

    Verona per solidarietà al prete gay "sposato"

    Lettera aperta a Mons. Giuseppe Zenti

     

    di Patrizia Stella

    LETTERA  APERTA  DI  INDIGNAZIONE  AL VESCOVO DI VERONA

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Lettera aperta al Vescovo di Verona                     

    Verona – di Patrizia Stella –  Eccellenza, a nome dei suoi fedeli di Verona diciamo "normali" vale a dire non incantati dalle sirene delle lobby gay, ho il dovere di manifestare tutta la nostra indignazione per la solidarietà da lei dimostrata nei confronti del sacerdote Giuliano Costalunga, incoraggiandolo a continuare ad essere prete, quando lui stesso lo scorso 8 febbraio aveva ufficialmente dichiarato, consapevole di non poter stare con un piedi su due staffe, di rinunciare al suo sacerdozio perché si voleva unire alle Canarie con un certo Pablo, suo compagno di letto da parecchi anni.

                        Non si tratta di matrimonio per non offendere i veri sposi,

                                ma di compagni di letto spesso interscambiabili,

                        dicono gli esperti delle massime schifezze elevate a diritti

                               e coperti anche da certe autorità ecclesiastiche.

    La gente comune che fatica a tirar su i figli cristianamente, si domanda che bisogno c’era di riservargli tutti quegli onori, chiamandolo come in trionfo nella sua ex parrocchia e riservandogli un abbraccio caloroso, anziché invitarlo privatamente ad eclissarsi dalla vita pubblica religiosa, nell’attesa della dispensa della Santa Sede! Questa specie di approvazione pubblica da parte del Vescovo, ha talmente riconfermato don Giuliano nelle sue scelte, che è arrivato perfino a dire, in un’intervista a “Il Giornale” del 6 luglio, che dopo aver avuto la gioia di poter essere contemporaneamente prete e gay “sposato!” adesso punta ad ottenere anche un figlio, facendo concorrenza a tutti i più ricchi sporcaccioni gay del mondo! Bell’esempio per un prete!

     Quei peccati impuri contro natura                       

    Questi peccati impuri contro natura, compiuti sia da laici che da consacrati, sono annoverati dal catechismo della Chiesa cattolica come “Uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio”, ma per un sacerdote la cosa è ancora più grave perché un prete che di notte fa certe schifezze vomitevoli contro natura che rovinano corpo e anima col rischio anche di contagio e al mattino va a prendere nelle sue luride mani il Corpo di Gesù compie addirittura sacrilegio.

        Ebbene, Lei, egregio Vescovo Zenti, è gravemente responsabile davanti a Dio

              di coprire con superficialità e leggerezza questi peccati contro natura

         e considerare cosa lecita che un ministro di Dio possa coniugare sacerdozio

                con peccato omosessuale vissuto già da molti anni come normalità

    non solo, ma di accettare addirittura una sorta di “unione pubblica” alle Canarie dove i due non sono andati per aiutare i poveri, oltretutto, come sempre ci esorta “colui” che ha detto “Chi sono io per giudicare i gay?” ma per condurre vita da nababbi con villa di lusso e piscina, con feste pagane costose e trasgressive, tra canti, balli e mondanità che neppure si addicono ai peggiori vip di questo mondo. Con quali soldi ha fatto questo?

     Manovre luciferine                                                     

    Ma alla nuova “chiesa in uscita” che nemmeno crede in Gesù Cristo e nel suo Giudizio divino, che importa? Si tratta ormai di manovre luciferine infilatesi astutamente da decenni nei seminari per rovinare i ragazzi “in blocco”, incoraggiando le autorità della Chiesa ad accettare ormai ufficialmente una nuova “categoria” di preti, i preti-gay, per l’appunto, sterili e rammolliti nel corpo e nell’anima, senza più una valida preparazione culturale teologica che illumini il loro intelletto e dia gioia al cuore offrendo loro una valida motivazione ascetica per vivere il loro combattimento spirituale come voluto da Gesù, non solo per la castità ma per tutte le altre virtù. Purtroppo, non di rado, dai Seminari vengono invece sfornati giovani idioti e ignoranti al servizio dei poteri forti che li dominano, magari anche a suon di quattrini e di piaceri mondani, com’è di solito nello stile dei gay, pur sapendo che alla fine queste facili concessioni contro natura portano alla depressione, alla schizofrenia e alla pazzia, fino al suicidio e all’omicidio: perché chi vive contro natura, alla fine vive contro lo stesso Dio che ha creato la natura.

     La virtù della castità                                                   

    La virtù della castità, che può e deve essere vissuta da tutti i buoni cristiani sia nel celibato che nell’unico, vero matrimonio voluto da Dio, è un grande privilegio, è dono che Dio concede a chi glielo chiede con umiltà, perché porta vigore al corpo e all’anima, pur nella consapevolezza della nostra fragilità davanti alle spudoratezze che ci propina il mondo. Ma proprio per questo Gesù, conoscendo la nostra debolezza, ha voluto istituire il Sacramento della Penitenza, che lava ogni nostra colpa e ci dà, ogni volta che lo riceviamo, ancor più forza per essere fedeli, puliti e casti, convinti che la vita passa in fretta, e per chi ha saputo combattere la buona battaglia, c’è il Premio Eterno del Paradiso e la gioia senza fine. “Tanto è il bene che mi aspetto – diceva S. Francesco – che ogni pena mi è diletto”.

    Patrizia Stella

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     Pompei: la corona della Vergine si muove               

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  • Cirinnà al Gay Pride, Fontana in pellegrinaggio con la famiglia

    Cirinnà al Gay Pride, Fontana in pellegrinaggio con la famiglia

    Martedì, 3 luglio / 2018

    – di Patrizia Stella

     Redazione Quieuropa,  Maria Regina della Famiglia, Patrizia Stella, Lorenzo Fontana        

    Cirinnà al Gay Pride, Fontana in pellegrinaggio al

    santuario della Regina della Famiglia

    È ora di uscire allo scoperto e non fare mistero della

    nostra fede cattolica: difesa della famiglia,

    priorità assoluta

     

    di Patrizia Stella

    FONTANA IN PELLEGRINAGGIO CON LA FAMIGLIA

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     In semplicità verso Maria, Regina della Famiglia 

    Pompei, Bergamo – di Patrizia Stella –  Cari amici, sabato pomeriggio, mentre il blasfemo e satanico Gay Pride lasciava il suo sulfureo strascico per le vie della città mariana di Pompei, con in testa Cirinnà e soci, suscitando lo sdegno della maggior parte dei cittadini, legati da un forte senso di appartenenza e riverenza alla Vergine del Rosario e alla Basilica omonima, sono stata al santuario di Ghiaie di Bonate (Bergamo) per il pellegrinaggio organizzato da alcuni amici e da un paio di militanti cattolici della Lega. Tra di essi anche l'on. Lorenzo Fontana, neo ministro della Famiglia. Le ragioni del pellegrinaggio sono semplici: mettere le famiglie italiane sotto la protezione di Maria, Regina della famiglia, come  si era definita nell'apparizione del 1944 alla piccola veggente Adelaide Roncalli. Eravamo qualche centinaio di persone alla Santa Messa, poi il santo Rosario e la supplica alla Madonna. C'era, dunque, anche il ministro Fontana con la sua famiglia e questo suo bel gesto di fede e di umiltà – nel partecipare a un evento tutto sommato semplice e modesto – è stato un esempio per tutti noi, perché segno di una fede profonda che ha dimostrato anche in precedenti occasioni.

                  È ora di uscire allo scoperto e non fare mistero della nostra fede cattolica

                                                       in Gesù Giuseppe e Maria,

    perché solo con loro potremo sperare di vincere le battaglie di chi pretende che l'oscenita,

                la perversione e qualunque ammucchiata di carne nuda  sotto lo stesso tetto

                                siano elementi per reclamare diritti assurdi e infondati.

                                                  Quale civiltà difendere dunque?

    La Madonna ha certamente gradito questo gesto significativo e ci proteggerà. Grazie ministro Fontana e avanti tutta!

    Patrizia Stella (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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     Pompei: la corona della Vergine si muove               

    VIDEO – 'Miracolo' a Pompei: si muove la corona tra le mani della Vergine

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    satanisti-a-pompei-gay-pride

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  • Insana voglia di morte: aborto e connessi

    Insana voglia di morte: aborto e connessi

    Venerdì, 15 giugno / 2018 

    – di Patrizia Stella 

     Redazione Quieuropa, Patrizia Stella, Aborto, immigrazione di massa, gender, Vaticano      

    Insana voglia di morte: immigrazionismo,

    aborto, gender e connessi

    Illustrissimi prelati della CEI e del Vaticano, di che cosa vi occupate?

     

    di Patrizia Stella

    INSANA VOGLIA DI MORTE
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Insana voglia di morte… Aborto e connessi         

    Verona, Roma – di Patrizia Stella  Che la nostra società si stia avviando all’autodistruzione progressiva, lo si è notato in modo particolare non solo dal tripudio di gioia per la vittoria del “si all’aborto” in Irlanda lo scorso 25 maggio, come se avesse vinto la Nazionale di calcio – mentre hanno condannato a morte bambini innocenti – ma anche dall’insistenza con cui all’ultimo vertice del

                                        G7 in Canada conclusosi il 9 giugno,

                    è stata ribadita la necessità di fomentare leggi sull’aborto

                                     anche fino al nono mese di gravidanza

    senza dire che nella solita America stanno raccogliendo firme per portare l’aborto oltre la nascita, incentivando leggi pro “infanticidio” come non si farebbe neppure con un gattino. E fino a quale mese come limite massimo si potrebbe ammazzare il neonato? Due, tre, cinque mesi? Pensate che stanno studiando alacremente anche sulle modalità e limiti per legalizzare questo “diritto” all’infanticidio, mentre qualcuno ha proposto di lasciare “sine die” la data di morte perché se per caso il bimbo piagnucolone desse fastidio alla mamma oltre misura… lo si potrebbe eliminare in qualunque momento, almeno fino a quell’età in cui non fosse il figlio ad essere in grado di ammazzare i genitori per “ringraziarli” del loro amore!  Una insana voglia di morte che dilaga fino a questi livelli di criminalità dell’horror non può che essere di origine satanica, come dalle parole dell’esorcista padre Gabriele Amorth il quale affermava che

                   "Ogni aborto procurato è un sacrificio in onore a Satana,

                                           padre della menzogna e omicida".

                                                  (Padre Gabriele Amorth)

    Tant’è vero che sono in aumento incredibile i riti satanici, esoterismi e messe nere che prevedono molte volte anche i sacrifici umani, come risulta spesso dal rinvenimento di pezzi di ossa e di cadaveri in alcuni luoghi macabri e isolati di qualche zona di campagna e di collina.

     L'ultimo crimine: il gender                                      

                        Ma l’ultima peggiore invenzione del diavolo in assoluto

               (almeno finora, perchè ormai ci aspettiamo di tutto ogni giorno)

                            è il gender, perché si uccide l'innocente nell'anima

             imponendo come obbligo scolastico sin dall’asilo un percorso dove,

     mentre si spiega che la differenza sessuale è un diritto da scegliere a piacere

                e anche più volte “reversibile”, si danno a scuola nel frattempo,

                        come in un osceno percorso di iniziazione esoterica,

                                vere lezioni di pornografia etero, omo ecc.

                      però non seguendo le istruzioni sui libri ma “dal vivo!”

            cioè con nudisti in classe che spiegano tante cose “interessanti”

                                  facendosi toccare sul loro stesso corpo.

    Sono cose spaventose alle quali le lobby dei poteri forti cercano di abituarci come se fosse la normalità della vita, così come ci hanno abituato ad accettare i gay, trans, bis, plus e tutte le schifezze di questo mondo di perversione e di follia che diventa spesso omicida perché quando si perde la propria identità e controllo sessuale, si diventa pazzi e anche criminali. Questi nuovi mostri sono i bambini senza sesso, vestiti e truccati da donna con tanto di tacchi e minigonne, ai quali si impedisce lo sviluppo normale dell’adolescenza iniettando degli ormoni in modo tale che siano essi stessi a scegliere cosa “vorranno essere” se maschi o femmine o neutri, o uomo-gatto o uomo-tigre, perché di questo passo non c’è più limite. Ovviamente col benestare dei loro idioti genitori che poi li vedono sui rotocalchi, (che carini!!!). Quando si supera il livello imposto da madre natura, che tutela la nostra salute psico-fisica per il nostro bene, non c’è più limite alla fantascienza più pericolosa e, mentre si rifiuta Dio che è garante della nostra sana intelligenza e felicità, si finisce col credere a tutto, anche agli elefanti che volano, cadendo nella categoria degli ebeti criminali.

     Col gender non si ama più                                      

    Con la follia del gender ciò che viene a mancare nel modo più assoluto è proprio quella parola che dà fastidio al diavolo perché gli ricorda Dio, che è l'amore!  Col gender non esiste più l’innamoramento, quel periodo della vita così fantastico che ti fa sognare a occhi aperti desiderando proprio e solo quell’uomo o quella donna lì, perché capisci che deve essere la compagna della tua vita nel bene e nel male, la persona con cui potrai dare la vita ai tuoi figli. Col gender non solo non ci si innamora più, ma non si fa più nemmeno sesso, volgarmente dicendo. Perché l’indifferenza più totale accomuna tutti coloro che si lasciano andare a queste perversioni i quali, perdendo la loro identità, perdono la gioia di amare anche fisicamente il compagno/a secondo natura come è voluto da Dio.

         In pratica il gender crea degli uomini-robot, telecomandati dai poteri forti

                                 e sempre obbedienti al dittatore di turno.

    Col gender l’intelletto viene così offuscato che neppure si potrà essere all’altezza di assumere compiti di responsabilità, di governo, manageriali, e altro perché si diventa solo stupidi idioti, da tutti i punti di vista. In quali mani finirà questo nostro povero mondo senza Dio, senz’anima e senza più nemmeno i cervelli? E questo senza spaziare in altri, pure gravi crimini contro l’umanità, come utero in affitto, eutanasia, droghe libere, ecc..

     Chi si oppone?                                                            

    Davanti all’avanzare di fatti sempre più gravi, immorali, pericolosi per il bene della società e della persona, chi si oppone? Chi getta un allarme? Chi si preoccupa? Qualche associazione impegnata come “Difendiamo i nostri figli” o qualche genitore sparso qua e là certamente, tanto che uno di loro, certo Marcello Pamio, inorridito da certi fatti che ha visto di persona in una clinica di Londra, vicino a Oxford Street dove vanno ogni anno più di 2.700 pazienti (quasi tutti bambini o adolescenti!!!) accompagnati da genitori idioti per cambiare sesso, ha cercato di mettere in guardia anche gli italiani aprendo un sito su youtube e presentando un filmato dal titolo “il giuramento”. Recentemente, col nuovo governo anche l’on. Lorenzo Fontana ha difeso(1) con coraggio l’unica, vera famiglia costituita da un solo uomo e da una sola donna con vincolo di fedeltà e aperti alla vita mettendo in luce il fatto che ognuno nel privato è libero di fare della sua vita quel che vuole, se non danneggia gli altri, (se la vedrà comunque con Dio, aggiungo io), ma che non abbia la pretesa di chiamare “famiglia” qualunque tipologia di agglomerato umano fatto da due o più persone. Questa è un’offesa innanzitutto alla ragione. Preghiamo per loro perchè non avranno vita facile dal momento che la controparte non vuole accettare le regole della democrazia, ma crea lotte sempre più aggressive.

    (1) Famiglia – La rivolta delle élite non ci spaventa: lettera del ministro Fontana a Il Tempo

     E la Chiesa, i vescovi, il Papa?                                 

    In tutta questa catastrofe che sta dilagando a macchia d’olio, dove manca solo che il castigo di Dio si abbatta sull’uomo ormai corrotto come ai tempi del diluvio universale mandato da Dio perché l’umanità era ormai quasi tutta pervertita tranne Noè e famiglia, in questo avanzare di valanghe immonde che stanno per travolgerci tutti,

                            dove sta la voce della Chiesa, dei vescovi, del Papa?

                               Di che cosa si preoccupano il Vaticano e la CEI

                             con i cardinali Ravasi, Galantino e Bassetti i testa?

    Mentre la città di Roma brucia e l’Italia sta collassando, a costoro sembrano stare a cuore solo gli sbarchi di immigrati a livello industriale, con una insistenza così maniacale che non hanno alcun pudore di manifestare la loro avversione a questo governo: proprio perché (fino a prova contraria – Ndr) sta cercando di arginare la piaga dell’invasione dell’Italia da parte dello straniero. Ma perché gli immigrati – ormai, curiosamente, non più clandestini – non li ospita Ravasi in Vaticano? Troppo comodo incentivare gli arrivi e poi scaricarli su di noi italiani, già oberati da tasse, mutui, sfratti e da altre iniquità che i governi comunisti (e liberal-comuisti) ci hanno scaricato addosso e davanti ai quali costoro si sono sempre inchinati con un servilismo che fa orrore!

     Illustrissimi prelati, di che cosa vi occupate?         

    Illustrissimi prelati, di che cosa vi occupate? Di Gesù Cristo o di ecologia? Della salvezza delle anime o di profitti illeciti? Forse di petrolio e dei guadagni che ne derivano, visto che avete organizzato un simposio in Vaticano dal 7 al 10 giugno con i più ricchi petrolieri. Di vile denaro in pratica vi occupate, guadagnato anche sulla pelle di quei poveracci di naufraghi che alla fine sono quelli che ci rimettono la vita anche per causa vostra. E invece di spronarli, come fanno gli eroici Vescovi locali, ai quali va tutto il nostro plauso, a non abbandonare la loro terra ma rimanere là per coltivarla e ricostruire città e ponti per renderle belle e vivibili perché le risorse esistono, come abbiamo fatto noi italiani dopo le due guerre disastrose, voi del Vaticano e della CEI cosa fate?

            Incentivate la schiavitù, la lotta sociale, la globalizzazione del mondo,

                  a forza di voler mescolare tutte le razze contro il volere di Dio

                     il quale, come vediamo nell’episodio della Torre di Babele,

         da un solo agglomerato umano ingovernabile, anonimo, rozzo e incivile,

    ha voluto dividere l’umanità per gruppi di popoli, per nazioni, allo scopo di rendere la vita sociale governabile, sicura, gioiosa, con leggi che tutelano i diritti dei propri cittadini, dove il libero e pacifico scambio tra Stati potesse avvenire all’insegna del rispetto della propria e altrui sovranità e delle proprie e altrui differenze culturali, economiche, sociali, ambientali, tradizionali ecc.

     Pretesti umani di bassa leva                                        

    Questo ha voluto Dio sin dai tempi del Vecchio Testamento e questo ha sancito il Figlio Suo Gesù Cristo venendo al mondo per confermare queste differenze dal punto di vista sociale (date a Cesare quel che è di Cesare…) ma nel contempo per rendere tutta l'umanità "una cosa sola" attraverso il Suo Sacrificio sulla croce, dove tutte le razze e distinzioni varie si trovano unite in una sola fede, in un solo battesimo, in una sola speranza, quella della vita eterna. Perché alla fine tutti lì siamo chiamati, al nostro incontro personale e collettivo con Gesù Cristo, che giudicherà il nostro operato, le nostre buone e cattive intenzioni e le ripagherà con la vita eterna o con la condanna eterna. Che ci piaccia o no questa è la sola Verità per tutti gli uomini di tutto il mondo, verità che voi state calpestando per mettere in evidenza solo pretesti umani di bassa leva. Ma voi, illustrissimi Prelati, ci credete ancora alla Vita Eterna? Al Giudizio di Dio? all’Inferno per chi non è fedele e ha ricevuto molti talenti come voi? (siete davvero cattolici, o abbracciate altre oscure fedi? – Ndr). Ci credete alla bellezza della Parola di Dio che riempie il cuore di gioia e di felicità anche su questa terra per chi la vive fino in fondo? Poveracci! Che pena vedervi razzolare come le galline mentre potreste e dovreste volare con gioia come le aquile fin sulle più alte vette della santità per mostrare a tutti fino a che livelli di meraviglie materiali e spirituali può arrivare l’uomo se sostenuto dall’unica, meravigliosa Fede Cattolica in “Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo”.

    Patrizia Stella (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    la fede nell’Eucaristia, seminando errori e favorendo un modo

    non confacente di riceverla". 

    Card. Willem Ejik

    "No a comunione ai protestanti, anche se sposati con un cattolico.

    La prassi della Chiesa Cattolica, fondata sulla sua fede,

    non si cambia a maggioranza o all'unanimità…". 

     

    di Patrizia Stella

    Intercomunione sacrilega

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Verso l'intercomunione ( sacrilega )                      

    Verona,Roma – di Patrizia Stella  Una rappresentanza di sette Vescovi tedeschi, con a capo il card. di Utrecht, Mons. Willem Ejik, ha scritto recentemente una lettera per contestare la decisione presa il 22 febbraio scorso dalla delegazione della Conferenza episcopale tedesca che ha approvato a maggioranza la possibilità di dare la Comunione anche ai coniugi protestanti sposati con cattolici.

    «No a comunione ai protestanti, anche se sposati con un cattolico. La prassi della Chiesa Cattolica, fondata sulla sua fede, non si cambia a maggioranza o all'unanimità. Vedo che i vescovi e soprattutto il successore di Pietro mancano nel mantenere e trasmettere fedelmente e in unità il deposito della fede e penso alla prova finale che dovrà attraversare la Chiesa»

    (Mons. Willem Ejik – Cardinale di Utrecht)

    I Vescovi hanno trovato facile terreno in questo grazie al consenso avuto dalla delegazione vaticana che, dopo aver escluso il card. Sarah, forse per le sue posizioni decisamente contrarie, ha avallato in pieno la decisione dei Vescovi tedeschi. Questo sembra solo uno dei primi passi di apertura verso la cosiddetta “Intercomunione” a sempre più vasto raggio, frutto della esortazione “Amoris Laetitia” che papa Bergoglio ha presentato facendola però passare al vaglio e alla libera interpretazione delle varie conferenze episcopali mondiali, con la conseguenza disastrosa che lasciare all’arbitrio dei Vescovi di tutto il mondo un documento di tale importanza per la Chiesa universale, significa sgretolare l’unità della Chiesa, frantumandola in tanti pezzi quanti sono i Vescovi e anche più, perché poi alla fine ognuno ha il potere di decidere per la propria diocesi e per ciascun caso particolare quello che più gli pare opportuno, in ossequio alle “novità pastorali” sempre più sconcertanti di Bergoglio ma in pieno contrasto con le Parole e il volere di Gesù espresso nel Vangelo e tramandato dal Magistero perenne della Chiesa Cattolica.

     Come affermava il suicida Lutero…                        

    Con l’ignoranza che regna sovrana sulle verità della fede cattolica tra gli stessi cattolici, perché sono decenni che anche alle lezioni di catechismo si insegna solo un vago buonismo ecumenico, ormai non ci si meraviglia più di nulla e si dà tutto per scontato, soprattutto se lo ha deciso il Papa. Chi ha il coraggio di contestare il Papa? Se poi si dimostra così aperto e simpatico e comprensivo, così buonista verso tutti i peccatori che possono contare sempre e incondizionatamente sulla misericordia di Dio, chi siamo noi per giudicare il Papa? Possiamo guazzare nel peccato alla grande che tanto, poi, saremo coperti dal manto della misericordia di Dio

                                                  come affermava Lutero

                  che però morì impiccato e disperato alla spalliera del suo letto.

    E così accade che molti fedeli, anche fra i vari Istituti, Congregazioni e Prelature non si pongono più domande con un certo doveroso discernimento su quanto di assai grave sta accadendo nella Chiesa ma, nascondendosi dietro l’autorità del Papa, si sentono giustificati nel loro operato davanti a Dio e davanti agli uomini, Anzi, molti non si limitano più a rimanere entro lo spazio di quella prudenza umana silenziosa che presuppone un comprensibile timore reverenziale nei confronti dell’autorità papale, ma adesso vanno ben oltre perché si fanno essi stessi fanatici promotori dell’azione pastorale di papa Bergoglio, con un tale esagerato trionfalismo che neppure si addice al più grande e santo Papa che sia mai esistito nella storia della Chiesa.

     La situazione è molto grave!                                     

    Tutto ciò premesso, bisogna ricordare che la situazione è molto grave, perché qui non si tratta di preferire un Papa piuttosto che un altro o un progetto pastorale piuttosto che un altro, tutte questioni opinabili.

                 Qui si tratta di mettere in discussione non solo la Parola di Dio,

                                           ma lo stesso Dio, Gesù Cristo,

                                  che ha voluto rimanere sempre con noi

                           sotto le specie Eucaristiche del Pane e del Vino

                                 ma a condizioni ben precise e vincolanti.

    Condizioni che riguardano sia “la Forma” cioè le Parole della Consacrazione durante la Santa Messa perchè la consacrazione sia valida: “Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi”, sia le disposizioni che un fedele cattolico è obbligato ad osservare per ricevere degnamente il Corpo del SignoreL’Eucaristia o Santa Comunione, cioè il Corpo e Sangue di Gesù non è un simbolo, un ricordo dell’ultima Cena di Gesù, che la Chiesa cattolica ha il dovere di distribuire a tutti, come se fosse un diritto di chi lo chiede. Senza dire che a molti cristiani ormai miscredenti poco o nulla importa della Comunione, purtroppo, ma sembra quasi una forzatura voluta da una parte potente della Gerarchia, forse per ingraziarsi i protestanti in nome di una falsa “unità ecumenica”. La Comunione nemmeno può essere considerata un premio per i cattolici più meritevoli come fossero i più bravi della classe. Assolutamente no! La Santa Eucaristia esige innanzitutto da parte di chi la riceve la consapevolezza che in quell’ostia c’è il vero corpo di Gesù che si dona a noi, e che per poterlo ricevere bisogna essere innanzitutto “cattolici battezzati e in grazia di Dio”. Ciò significa che, per essere in grazia di Dio, abbiamo il dovere di compiere un gesto di umiltà e chiedere il perdono dei nostri peccati con il Sacramento della Confessione, perché non è affatto vero che è sufficiente l’atto di penitenza all’inizio della Messa con la preghiera del “Confesso a Dio Onnipotente…” per avere il perdono dei peccati.

     Quattro condizioni per ricevere la S. Comunione 

    Ricordiamo a questo punto le quattro condizioni necessarie per ricevere la Santa Comunione alla fine della Messa, secondo il catechismo della Chiesa cattolica:

                                                                       1

                                                           Essere battezzati 

                        cioè incorporati alla Chiesa cattolica e professarne la fede.

                                                                       2

                                                       Essere in grazia di Dio

        cioè aver confessato umilmente i peccati nel sacramento della Riconciliazione

         e aver ricevuto l'assoluzione personale da un sacerdote della chiesa cattolica.

                                                                       3

                                                        Rispettare il digiuno

                   che adesso consiste nell’evitare cibo da un’ora prima della Messa,

                                                           anche per rispetto.

                                                                          4

                                          Sapere e pensare a chi si va a ricevere.

    Ma chi parla più di queste “condizioni” tra il Clero? Si denunciano violenze, abusi, ingiustizie, corruzioni ecc. senza pensare che la peggiore corruzione in assoluto è proprio la profanazione della Santa Eucaristia perché tutti gli altri peccati, sia pure gravi, sono contro l’uomo, questo invece è direttamente rivolto contro Dio! E’ un peccato contro lo Spirito Santo che non potrà mai essere perdonato, ha detto Gesù, perché è come “impugnare” cioè rinnegare la Verità conosciuta che è lo stesso Dio. Vedere il catechismo della Chiesa cattolica articolo 3, oppure in sintesi il compendio del catechismo Chiesa cattolica dal n. 271 al 294.

     La prova e la storia                                                        

    Gesù ci ha dato anche la prova concreta della sua vera Presenza divina nell’Ostia Santa, attraverso molti miracoli, talvolta sensazionali, avvenuti lungo i secoli fino a quelli più recenti di Buenos Aires, proprio quando era Vescovo mons. Bergoglio. Miracoli la cui storia è stata raccolta in più libri da varie edizioni, tra cui segnaliamo:

                              “I Miracoli eucaristici e le radici cristiane dell’Europa”,

    edizione studio domenicano. Dio è padre buono, ci ha chiamati “Figli” e non schiavi, però non è buonista e pertanto è anche esigente e pretende dai suoi figli l’umile accettazione della Sua Volontà divina che si concretizza nel vivere i Dieci Comandamenti e i Sette Sacramenti, così come Lui li ha istituiti e non secondo le nostre vedute personali o le interpretazioni arbitrarie di Vescovi o di Papi quando contrastano con il Magistero perenne della Chiesa cattolica! Ricordiamo velocemente l’episodio significativo di Papa Liberio, agli inizi del 300, ai tempi dell’eresia ariana che negava la divinità di Gesù, quando, dopo vari tentennamenti, cedette alle correnti ariane, nonostante la forte opposizione del Vescovo di Alessandria Sant’Atanasio che, da solo, dopo molte persecuzioni, sostenuto dalla grazia di Dio e in virtù di quanto era stato sancito ufficialmente dalla Chiesa nel Concilio di Nicea (325),

                                        riuscì a riportare la Verità su Gesù Cristo,

                                                         vero Dio e vero uomo.

     Il più insidioso attacco diabolico                                      

    Adesso abbiamo un secondo “Atanasio”, mi si permetta di dirlo, che è Sua Eminenza il Card. Robert Sarah che, da solo, alza la sua voce come gli è possibile fare, opponendosi allo sfacelo cui è sottoposta la Santa Eucaristia ormai da interi decenni e che adesso sta raggiungendo, purtroppo, il suo punto culminante di dissacrazione con l’ultima esortazione “Amoris Laetitia”. Siamo noi fedeli a non saperla interpretare nel giusto modo voluto dal Papa. Chiudiamo con una frase significativa sull’argomento proprio del card. Robert Sarah tratto dal libro “La forza del silenzio” con la prefazione del Papa emerito Benedetto XVI, altro grande lottatore solitario per la fede, emarginato, calunniato e perseguitato:

                                              “Il più insidioso attacco diabolico

                           consiste nel cercare di spegnere la fede nell’Eucaristia

                seminando errori e favorendo un modo non confacente di riceverla.

       Davvero la guerra fra Michele e i suoi Angeli da una parte, e Lucifero dall’altra,

                                                  continua nel cuore dei fedeli:

                                  il bersaglio di Satana è il sacrificio della Messa

                                e la Presenza reale di Gesù nell’Ostia consacrata”.

                                                        ( Card. Robert Sarah )

    Ma a Dio non la si fa!

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