Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese / Pia Kjærsgaard
Bruxelles, Roma, Atene, Berlino – Prendete un cittadino tedesco e uno greco. Teoricamente sono entrambi cittadini dell’Unione europea, godono di diritti pressoché uguali, utilizzano la stessa moneta e fanno capo ad un complesso sistema di politiche, normative e regolamenti. Fin qui sembra la piena realizzazione del motto stesso dell’Unione europea “Unita nella diversità”, in linea teorica, molto, molto teorica. Basta osservare più attentamente (ma neanche troppo) le dinamiche politiche ed economiche che coinvolgono gli stati dell’Unione, sia nella loro sovranità interna che in qualità di membri, che questo ritratto sembra venire meno. Basta porre l’attenzione su quanto economia e politica siano legate indissolubilmente da un duplice filo, oggi aggrovigliato in maniera devastante ed in forma evidentissima – malgrado i media cerchino ogni giorno di confonderci le idee – anche ai tentacolari fili delle consorterie occulte e dell'iper-liberismo che di esse è figlio: fili spesso identici e perfettamente sovrapponibili. Pertanto dovremmo interrogarci quotidianamente su quanto questo groviglio informe di fili regga i nodi della democrazia stessa o di quel che ne sia rimasto. E farlo soprattutto al momento dell'ingresso nelle cabine elettorali!
Bilderberg Club – Il decadente passepartout per il Potere
Per un corretto funzionamento della vita politica di uno stato sarebbe ovviamente opportuna, se non basilare, una separazione tra il “potere economico” e quello politico: presupposto ovviamente solo teorico. Ma la situazione si complica quanto i parlamenti diventano meri teatri di decisioni prese in logge, consigli di amministrazione di multinazionali o altri gruppi di potere occulti. Pensiamo ora, per un momento, ad un’entità sovranazionale come l’Unione europea in cui, soprattutto negli ultimi anni, i confini tra lobbismo, consorterie, decisioni economiche e ripercussioni sulla politica si fanno sempre più labili, con catastrofi evidenti – ad esempio – negli stati più esposti e messi a rischio dal rating e dal mercatismo connivente. Pensiamo per un momento ad un personaggio come Mario Monti, già Commissario europeo, banchiere e pluriconsulente finanziario per lobby e banche d'affari (vedi Goldman Sachs) ora "premiato" ed elevato – per grazia di non si sà qual dio minore – a premier italiano, appartenente a decine di club occulti o semi-tali, a pseudo-logge come la Commissione Trilaterale e assiduo frequentatore del segretissimo Bilderberg Club da almeno trent'anni a questa parte. Quasi stesso iter – con qualche paio di assenze in più – per l'amico Mario Draghi, ora a capo della Bce. (Vedi elenco completo di tutti gli incontri nell'appendice in basso). Ma com'è possibile? E soprattutto come gli Italiani non si rendano ancora conto di quel che sta accadendo sotto al nostro naso? Quando si dice i prosciutti sugli occhi!
La catastrofe Liberista
In nome del liberismo economico le realtà più forti e quelle emergenti fanno incursione in un’Europa aperta (cui porta è stata lasciata – in tal senso – spalancata proprio dalle istituzioni comunitarie: la Commissione Ue fra tutte) nella quale assorbire conoscenza, sfruttare infrastrutture, utilizzare manodopera locale, per poi non produrre ricchezza a vantaggio dei cittadini (cioè ricchezza che possa “rimanere nel territorio”), ma lasciando abbandonate a sé stesse quelle zone che restano inutilizzate e quei lavoratori che diventano disoccupati e di lì a poco disperati e in preda ai morsi della fame. Questo per spostarsi continuamente in altre zone di produzione in cui il lavoro costa meno, sempre in nome del libero mercato, creando così un circolo vizioso di cui si conosce l’inizio, ma non si vede ancora la fine. Ma ciò non sembra importare né ai nostri ciechi media, né tantomeno ai politici, che in questo marciume ci sguazzano (Vedi caso Tav e appalti delle coop rosse: tanto per fare un esempio).
I Grandi Suggeritori e i loro Piani
Per non parlare di altri obiettivi a lungo termine – noti soprattutto agli studiosi di settore ed agli esperti di geopolitica – perseguiti (più o meno tacitamente) da istituzioni sovranazionali quanto da consorterie élitarie, segrete ed a carattere mondialista come il Bilderberg. Obiettivi che a ben vedere nulla hanno di democratico. Ve ne facciamo alcuni esempi: 1) Creazione di un’identità internazionaleper stabilire valori universali obbedienti ad un unico governo continentale e mondiale (che fa eco con lo sfacelo della reale distruzione delle identità nazionali, e delle sovranità statali – monetarie, finanziarie, economiche, ecc.. – alle quali assistiamo curiosamente e fin troppo allegramente proprio oggi nell'Eurozona e in Italia, ed in maniera accelerata dall'igresso al potere del "carissimo" professor Monti); 2) Controllo centralizzato della popolazione (che fa rima forse con fiscal compact, MES, Unione Bancaria e Stati uniti d'Europa); 3) Società a crescita zero (basta vedere la situazione dell'Italia: secondo paese al mondo, dopo il Giappone, per indice di denatalità e assenza completa di politiche per la famiglia); 4) Stato di disequilibrio perpetuo (basta vedere la "Riforma del lavoro" di Monti-Fornero, passata con la benedizione di Alfano, Berlusconi, Casini e Bersani, ed il numero di disoccupati, esodati, pensionati alla canna del gas, morti suicidi e disperati); 5) Controllo centralizzato dell’educazione (basta vedere la situazione delle scuole in italia, e la massiccia propaganda deiprogetti comunitari per istruzione e formazione: nei quali non compaiono assolutamente richiami a valori cristiani o all'eredità della cultura latina e greca); 6) Controllo centralizzato di tutte le politiche nazionali ed internazionali (Basta vedere i risultati spesso e volentieri disarmanti dei vari G20 o gli inciusi internazionali come il trattato ACTA, che stamane sarà votato presso l'europarlamento: proteso a creare una vera e propria dittatura commerciale e web); 7) Concessione di un maggior potere alle Nazioni Unite; 8 ) Nascita di un blocco commerciale occidentale; 9) Espansione della NATO (pochi sanno, ad esempio, che la Nato per convenzione e per ratifica dei trattati ue da parte del Parlamento Italiano, ha creato un corpo militare speciale Ue che potrà essere posto al servizio anche della NATO, e agirà indisturbato e con pieni poteri intutti gli stati menbri dell'Ue: i cosiddetti Eurogendfor); 10) Un sistema giuridico unico (anche qui il caso dell'ACTA può essere usato ad esempio); 11) La creazione di uno stato di benessere socialista ( cioè tutta la plebe ha in concessione una porzione razionalizzata di benessere per statuto, attraverso forme di tassazione aspre ed inque: vedi Mario Monti, vedi l'Italia: "e poi muori"! )
La svendita dei Diritti Sociali
In questo sistema, dunque, i diritti sociali non rappresentano una grave lacuna, un grosso vuoto, ma sono totalmente scomparsi. Sono totalmente evanescenti. E lo si percepisce chiaramente anche – ad esempio – dall’altissimo grado di disinformazione e dalla censura che subiamo quotidianamente dai TG di bandiera (anche RAI e SKY, e malgrado il canone e l’abbonamento di pay-tv che paghiamo) nonché dai grandi giornali.
L’avanzata dell’estrema destra
a livello politico, in un contesto così descritto – d'altra parte – registriamo l’avanzata progressiva dei partiti di estrema destra. Fattore che trova una sua spiegazione in relazione ad una stato sociale (smantellato ad hoc proprio con il contributo dell’Ue e dei vari Mario Monti della situazione) assente e immobile (perché reso tale dall’austerity e dagli ingiustificati e iniqui tagli) alle “condizioni” dei propri cittadini, vittime involontarie di un liberismo economico sfrenato che dà i suoi frutti esclusivamente ai suoi subdoli e disumani discepoli ed ai loro (più o meno occulti) grandi suggeritori.
La metamorfosi liberista di Bersani e del Pd
D’altra parte quasi inesistenti sono le voci in campo e le reazioni da parte delle sinistre europee moderate (spesso asservite allo stesso liberismo – vedi Pd made in Bersani) e dei sindacati, questi ultimi incomprensibilmente lontani dall’attuare un’unificazione negli intenti, nelle azioni, nelle proposte, negli interessi dei lavoratori, e in un mondo del lavoro mai come oggi caotico ed ostile. La CES, (confederazione europea sindacati) unica organizzazione sindacale europea e principale interlocutore delle istituzioni UE in materia di rappresentanza dei lavoratori – ad esempio – è risultata quasi afona in questi anni nei confronti di tali questioni, prestandosi in maniera sconcertante quanto grave al gioco dei poteri forti e delle multinazionali.
Confusioni – Destre populiste e Sinistre liberiste
Dal 2009, anno delle europee (ma anche in quasi tutte le consultazioni successive) le destre populiste e conservatrici hanno superato il 10% in diversi paesi tra cui Italia, Austria, Olanda, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Francia e Belgio, con intensità e dinamiche diverse per ogni Stato e riguardanti la propria specificità sociale, ma tutte accomunate comunque da fattori simili. Uno di questi è sicuramente l’attenzione “nuova” propagandata da questi schieramenti per politiche tipicamente “di sinistra” come la difesa dello stato sociale, l’attenzione alle categorie più deboli come gli anziani, i disoccupati e ultimamente anche i giovani. Il lato negativo è che quasi sempre ciò si è tradotto (vedi il caso Berlusconi in Italia) in un mero esercizio arbitrario e distorto del potere e “delle libertà” (libertinaggio) a discapito della giustizia e della libertà vera.
Destra e Sinistra – Due concetti oggi distrutti dal liberismo?
Ciò ci porta a concludere che non esistono più le identità politiche e le lotte di partito, ma esiste solo il partito del potere! Non esistono per volontà della stessa casta parlamentare vendutasi all’iper-liberalismo ed al dio denaro, a discapito della centralità dell’uomo e delle sua dignità. E’ ormai una guerra tra classi: i “plebei” e la “classe media” da una parte (presto tutti ridotti ad una massa informe di poveri e schiavi) e la casta dei padroni che ingenera crisi, e poi ci propone una soluzione vicina sempre ai loro interessi. Il tutto condito da una robusta dose di disinformazione e di bugie dei media che continuano a “rincoglionire” i cittadini, creando uno stato di ignoranza diffusa. E’ il tempo, dunque, dell’antipolitica, cioè di scendere in piazza a nome dei diritti e contro chi vuol far finta di cambiatre tutto per non cambiare nulla! “Prendete un cittadino tedesco ed uno greco”, sembra l’inizio di una barzelletta sugli stereotipi delle nazioni. Purtroppo, abbiamo visto che non è così.
Filippo Maria Pandolfi (politico Democrazia Cristiana, vice presidente Commissione Comunità Europea)
Paolo Zannoni
1990 – Glen Cove, New York, USA
Giovanni Agnelli
Enrico Braggiotti (Banca Commerciale Italiana)
Raul Gardini (Ferruzzi Spa)
Mario Monti
Romano Prodi
Renato Ruggiero (Ministro Commercio Estero)
Paolo Zannoni
1991 – Baden Baden, Germania
Giovanni Agnelli
Giampiero Cantoni (Direttore Banca Nazionale del Lavoro)
Gianni De Michelis (Ministro Affari Esteri)
Mario Monti
Renato Ruggiero (politico e diplomatico)
1992 – Evian-les-Bains, Francia
Giovanni Agnelli
Mario Monti
Sergio Romano (La Stampa)
Renato Ruggiero
Paolo Zannoni
1993 – Atene, Grecia
Giovanni Agnelli
Mario Monti
Renato Ruggiero
Barbara Spinelli
Marco Tronchetti Provera (Pirelli Spa)
1994 – Helsinki, Finlandia
Giovanni Agnelli
Umberto Agnelli
Alfredo Ambrosetti (Gruppo Ambrosetti)
Franco Bernabè (Telecom, ENI, banchiere e vicepresidente Rothschild Europa)
Innocenzo Cipolletta (Direttore Confindustria)
Mario Draghi
Mario Monti
Renato Ruggiero
1995 – Zurigo, Svizzera
Giovanni Agnelli
Umberto Agnelli
Mario Draghi
Renato Ruggiero
1996 – Toronto, Canada
Giovanni Agnelli
Franco Bernabè
Mario Monti
Valter Veltroni
1997 – Lake Lanier, Georgia, USA
Giovanni Agnelli
Umberto Agnelli
Carlo Rossella (La Stampa)
Stefano Silvestri
1998 – Turnberry, Ayrshire, Scozia
Giovanni Agnell
Franco Bernabè
Luigi Cavalchini
Rainer Masera (Direttore Gruppo SanPaolo IMI)
Tommaso Padoa-Schioppa
Domenico Siniscalco
Enrico Mattei
1999 – Sintra, Portogallo
Agnelli Umberto
Franco Bernabè
Francesco Giavazzi (Università Bocconi)
Paolo Fresco (FIAT)
Alessandro Profumo (Unicredit)
2000 – Genval, Bruxelles, Belgio
Giovanni Agnelli
Umberto Agnelli
Alfredo Ambrosetti
Franco Bernabè
Paolo Fresco
Gianni Riotta (La Stampa)
Renato Ruggiero (Schroder Salomon Smith Barney Italia)
Giulio Tremonti
2001 – Stenungsund, Svezia
Franco Bernabè
Mario Draghi
Gian Maria Gros-Pietro (FIAT, Atlantia, Seat, Edison)
Mario Monti
Gianni Riotta
2002 – Chantilly (Virginia), USA
Mario Draghi
Mario Monti
2003 – Versailles, Parigi, Francia
Alfredo Ambrosetti
Rodolfo De Bendetti (CIR)
Franco Bernabè
Mario Draghi
Mario Monti
Marco Panara (La Republica)
Corrado Passera (Banca Intesa BCI)
Roberto Poli (ENI)
Paolo Scaroni (Enel)
2004 – Stresa, Italia
Alfredo Ambrosetti
Rodolfo De Benedetti
Franco Bernabè
Ferruccio De Bortoli (RCS Libri)
Lucio Caracciolo (Direttore rivista italiana di geopolitica Limes)
Mario Draghi
Gabriele Galateri (Mediobanca)
Francesco Giavazzi (docente Bocconi)
Cesare Merlini
Mario Monti
Corrado Passera (Banca Intesa Spa)
Gianni Riotta (Corriere della Sera)
Paolo Scaroni (Enel)
Domenico Siniscalo
Giulio Tremonti
Marco Tronchetti Provera
Ignazio Visco (Banca d’Italia)
2005 – Rottach-Egern, Germania
Franco Bernabè
John Elkann
Mario Monti
Tommaso Padoa-Schioppa
Paolo Scaroni
Domenico Siniscalo
2006 – Ottawa, Canada
Franco Barnabè
John Elkann
Mario Monti
Tommaso Padoa-Schioppa
Paolo Scaroni
Giulio Tremonti
2007 – Istanbul, Turchia
Franco Bernabè
John Elkann
Mario Monti
Tommaso Padoa-Schioppa
Paolo Scaroni Paolo
Domenico Siniscalco
Giulio Tremonti
2008 Chantilly, Virginia, USA
Franco Bernabè
Mario Draghi
John Elkann
Mario Monti
Tommaso Padoa-Schioppa
2009 – Atene, Grecia
Franco Bernabè
Mario Draghi
John Elkann
Mario Monti
Tommaso Padoa-Schioppa, Minister of Finance, President “Notre Europe”
Romano Prodi
Domenico Siniscalco
2010 – Sitges, Spagna
Franco Bernabè Franco, CEO, Telecom Italia s.p.a
Fulvio Conti Fulvio (ENI)
John Elkann John
Mario Monti
Tommaso Padoa-Schioppa
Gianfelice Rocca (Gruppo Techint, Confindustria)
Paolo Scaroni
2011 – Sant Moritz, Svizzera
Franco Bernabè
John Elkann
Mario Monti
Paolo Scaroni
Giulio Tremonti Giulio
2012 – Località non ancora pervenuta
[fonte: Bilderberg Meeting Report]
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