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  • Il Porcellum colpisce ancora, e i Danni li Pagano gli Italiani

    Il Porcellum colpisce ancora, e i Danni li Pagano gli Italiani

    Martedì, 26th Febbraio/ 2013

    – di C.Alessandro Mauceri –

    Porcellum, articolo 1, Costituzione italiana, repubblica, res pubblica, democrazia, Chio, governo, Grecia, città-stato, isogoriaisonomia, democratia, oligarchia, diritti politici, Italia, monarchica, legge 21 dicembre 2005 n. 270, sistema proporzionale, proporzionale impuro, elettori, democrazia rappresentativa, partiti, Parlamento, soglie di sbarramento, TAR Lazio, Regioni, Senato, PD, preferenze, elettori votanti, PDL, Camera  dei deputati, C. Alessandro Mauceri 

    Il Porcellum colpisce ancora, e i danni

    li pagano gli Italiani

    Il Risultato delle Elezioni? L'Italia non è una Repubblica!

    E' un sistema anti-costituzionale. Questi sono i risultati!

    Democrazia

    Roma – L’articolo 1 della Costituzione italiana, risultato del referendum del 2 giugno 1946, inizia con le solenni parole “L’Italia è una Repubblica democratica……”. Tralasciando, per il momento le nostre considerazioni sul termine “repubblica”, ovvero, etimologicamente, res pubblica  (“cosa comune” in latino), l’Italia è, prima di ogni altra cosa, una democrazia. O almeno così dovrebbe essere e, invece, non è così! Pare che la democrazia, come modo di gestire la cosa comune, sia nata a Chio, nell’Asia Minore, tra il 7° e il  6° secolo a.C.. E’ lì che si sarebbe avuto il primo caso documentato di gestione in forma assembleare e non dinastica e un primo passo verso un nuovo modo di gestire la cosa comune.

     L'Italia non è una Repubblica!  

    La nuova forma di governo si diffuse rapidamente in Grecia, dove venivano utilizzati due termini per indicare la gestione della città-stato basata sulla parità di governo: isogoria (parità di diritto di prendere la parola durante l'assemblea) e isonomia (uguaglianza di fronte alla legge). L’avvento della democratia, che significa appunto "governo del popolo", comportò una novità enorme rispetto al modo oligarchico (da oligarchia, ovvero governo dei pochi) basato sulla gestione della cosa comune da parte dei pochi proprietari terrieri, utilizzato fino ad allora. Il nuovo sistema di gestione implicò, infatti, il riconoscimento del popolo come autorità legittima di governo. Ciò ebbe una rilevanza storica enorme e comportò una radicale trasformazione delle idee e delle istituzioni politiche. L’estensione dei diritti politici a tutti i cittadini cambiò il modo di considerare la cosa comune: poter decidere del proprio futuro permise alle classi sociali meno abbienti, ma più numerose, di imporsi sulle classi più ricche ma meno rappresentate. In una democrazia, quindi, il potere dovrebbe essere appannaggio  di “tutti” i cittadini. Dopo diversi millenni, pare che la situazione non sia migliorata, anzi, è evidente come gli insegnamenti ricevuti nel corso dei secoli siano andati definitivamente perduti. Le ultime elezioni ci hanno dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’Italia non è una repubblica e che non è affatto democratica

     Il Paese dei "Porcellum" – Un Sistema Anti-costituzionale 

    I caratteri che dovrebbero distinguere la forma repubblicana dalle altre forme di governo di un Paese, come ad esempio quella monarchica o quella oligarchica, sono soprattutto due: l’elettività e la temporaneità delle cariche pubbliche (e già qui ci sarebbe da discutere visto che alcune delle cariche non sono elettive e neanche temporanee, si pensi ai senatori a vita). Ma non basta. In Italia la legge elettorale vigente, detto “Porcellum” (e tra poco capiremo il perché) è una dimostrazione evidente di come la democrazia non conti nullaIl sistema attualmente in uso in Italia è entrato in vigore con la legge del 21 dicembre 2005, n. 270, e  prevede  che si adoperi il “sistema proporzionale”. In pratica, agli elettori viene preclusa la possibilità di indicare la preferenza per uno dei candidati, i quali rimangono appannaggio delle segreterie di partito, o delle primarie interne, ammesso che si facciano e che le procedure siano trasparenti (e parlare di trasparenza quando si parla della politica italiana è a dir poco ridicolo). Questo sistema, non a caso definito “proporzionale impuro”, si basa sul principio secondo il quale i seggi vengono assegnati non sulla base delle scelte degli elettori, come dovrebbe avvenire in una “democrazia rappresentativa”, ma dai singoli partiti, favorendo il raggruppamento di questi ultimi in coalizioni. Inoltre, la legge prevede alcune percentuali minime per la distribuzione dei seggi in Parlamento, denominate “soglie di sbarramento”, che differiscono a seconda del ramo parlamentare, della coalizione nella sua interezza, del partito coalizzato o, in alternativa, della lista in corsa solitaria. In questo modo, oltre a violare la Costituzione e il principio di democrazia (non  è un caso che sia in corso un ricorso presentato al TAR Lazio per l’abolizione di tale legge, il cui giudizio è stato “bloccato” proprio alla vigilia delle elezioni), si impedirebbe agli elettori di esprimere la propria opinione in Parlamento indipendentemente dalla propria scelta politica e si costringerebbero i vari partiti minori a effettuare raggruppamenti per favorire una coalizione o un’altra e consentire ai partiti maggioritari di raggiungere la maggioranza.

     Il Problema delle candidature e la spartizione dei seggi 

    Come se non bastasse, in questo sistema viene assegnato un peso diverso alle varie candidature, dal momento che la spartizione dei seggi avviene su base regionale e che quindi  potrebbe accadere, come è appunto accaduto in queste elezioni che gli elettori delle Regioni più popolose avessero un “peso” maggiore degli altri all’atto dell’assegnazione dei seggi. E non basta, sulla base di questo sistema può avvenire che un candidato che riceve un numero di voti maggiore di un altro candidato, facente parte di un diverso schieramento, non venga eletto, violando in tal modo, ancora una volta, il diritto di chi lo ha scelto di essere rappresentato. Per capire quanto sia assurdo il sistema e a quali risultati porti, basta vedere i risultati delle elezioni. Al Senato, il “gruppo” facente capo al PD, pur avendo ricevuto  9.686.398 voti e una percentuale delle preferenze pari al 31,63% degli elettori votanti, ha ricevuto 113 seggi. Per contro, il “gruppo” facente capo al PDL, che ha ricevuto 9.405.786 voti, equivalenti al 30,72% delle preferenze dei  votanti, ricoprirà 116 seggi. Ovvero, chi ha ricevuto meno voti avrà una rappresentanza maggiore in ParlamentoDiversa la situazione alla Camera  dei deputati, dove, grazie alla diversa metodologia di ripartizione dei seggi, le stesse coalizioni, pur avendo ricevuto una differenza di voti intorno allo 0,35% (10.047.603 pari al 29,54% il gruppo che ha come capofila il PD contro 9.923.109 29,18% del gruppo che ha come capofila il PDL) si sono visti assegnare rispettivamente 340 seggi la prima e 124 seggi l’altra. Ovvero una differenza delle preferenze elettorali minima (meno dello 0,5%) ha fatto sì che una coalizione ricevesse un numero di seggi maggiore del 270%, quasi il triplo. E questo alla faccia della democrazia e della “cosa pubblica gestita dal popolo” (che sulla Costituzione fa “repubblica democratica”)…

    C.Alessandro Mauceri  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • La Presa in giro della Nuova Legge Elettorale e la politica di Penelope

    La Presa in giro della Nuova Legge Elettorale e la politica di Penelope

    Venerdì, Novembre 9th/ 2012

    – di Vincenzo Folino –

    La Presa in giro della Nuova Legge Elettorale / la politica di Penelope / Teatri d'Italia / Piazze / Partiti / Tela di Penelope / Un triste spettacolo / Nuova legge elettorale / Politica disfattista / Nuovi emendamenti / Penelope / Ulisse / Odissea / Centrismo / Mario Monti / Alta Finanza / Politica / Carrozzoni politici 

    La Presa in giro della Nuova Legge Elettorale 

    e la politica di Penelope

    Rottamiamo i "rottamatori" e i carrozzoni politici:

    usciamo da ideologie morte e sepolte  

     

    di Vincenzo Folino

    Roma – In tutti i principali teatri d’Italia (le nostre città e i nostri paesi, le nostre piazze e i nostri partiti) viene allestito, ormai da diversi anni, uno spettacolo tristissimo, appartenente al genere della tragi-commedia. Ma il 2012 è stato l'anno dei record anche in tal senso! Questo spettacolo, fatto di imprecazioni e luoghi comuni, metafore ed analogie, alleanze al limite della costituzione e tradimenti, da qualche mese a questa parte è incentrato attorno ad uno spettro ormai datato, quello relativo alla riforma della legge elettorale, o presunta tale. Tra queste analogie ce n’è una particolarmente interessante poichè, a mio avviso, sintetizza perfettamente la situazione di stallo che caratterizza il nostro attuale sistema politico. L’analogia è quella che affianca l’iter di “costruzione” della nuova legge elettorale alla  nota “tela di Penelope”: un'odissea nella quale di notte si disfa tutta l’opera intessuta durante il giorno. Ed ecco nuovi emendamenti, qualche passo in avanti, una brusca frenata. Poi di nuovo qualche decreto, e c’è sempre la possibilità di fare tre o quattro passi indietro.  Il problema è che in questo caso non abbiamo a che fare col tentativo di rimandare un matrimonio o un provvidenziale incontro – come nel caso di Penelope e Ulisse – ma con il venir meno di uno dei pilastri su cui dovrebbe basarsi la democrazia del nostro Paese, la legge elettorale, appunto. Soprattutto dopo gli insulsi risultati del porcellum e della presa in giro dei listoni bloccati in favore dei "signorotti" di turno.

      Sleghiamoci dai carrozzoni e Ripartiamo dalle Piazze 

    E ad aggravare questa situazione di per sé umiliante non c’è soltanto l’ignoranza dei nostri “rappresentanti”, la loro inadeguatezza (o, spesso e volentieri, palese mala fede che sia) ma anche il diffuso atteggiamento di una dilagante ipocrisia, frutto del compromesso e del posizionamento politico, oltreché del generale appiattimento di valori tra centro-destra e centro-sinistra. Senza considerare il "cosiddetto" vero e proprio centro: un luogo politico fin troppo idealizzato, oggi ridotto all'ombra di se stesso. Ridotto ad un misero ago arrugginito, utilizzato esclusivamente per spostare il peso della bilancia della casta da una parte all’altra. Fermo restando il "democratico" e "provvidenziale" appoggio a Monti e all'alta finanza del complotto globale, sugellato tra l'altro dal si all'aumento dell'Iva ed al Fiscal Compact. Per tacere sul MES. E così, tra veti e contro-veti, tra schieramenti e partiti mascherati come nuovi, ma in cui a cambiare sono solo i simboli di lista, la realtà dei fatti è che ci troviamo in un periodo di grave crisi finanziaria indotta, con una disoccupazione dilagante, e con un Parlamento oggettivamente  bloccato, dov’è praticamente impossibile fare qualcosa per il bene comune. Semplicemente perchè manca la volontà politica di farlo.

     I veri problemi restano nel cassetto 

    Insomma, si discute tanto e non si fa praticamente nulla. Nessuno parla di sovranità monetaria e finanziaria rubate; nessuno di "necessaria rottamazione e delegittimaziomne del rating e delle sue impresentabili e ridicole agenzie" e dell'insensato e distruttivo iperliberismo europeo. Perchè cari amici? Ve lo siete chiesto? Si gira – da copione – attorno al problema senza minimamente sfiorarlo. Ecco perchè dobbiamo assolutamente iniziare a farlo noi riunendoci in comitati cittadini, nelle piazze, nei circoli, nei luoghi d'incontro, nelle scuole e nelle università di tutta Italia. La politica (l'antica arte del saggio governare) è anche e soprattutto nostra, riappropriamocene! Sleghiamoci dai carrozzoni putrefatti di una politica morta e sepolta e ragioniamo con la nostra testa, a prescindere dall'appartenenza ideologica e dalla sigla. Se non ora, quando?

    Vincenzo Folino  (Copyright © 2012 Qui Europa)  

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    Venerdì, Novembre 2nd/ 2012  – di Sergio Basile – Protesta dei disabili / Montecitorio / Cresce il welfare, cresce l'Italia / Agenzia Vita Indipendente /  Dino Baarlam / Carlo Giacobini / Unione italiana lotta alla distrofia muscolare / Uildm / Federazione Italiana Superamento Handicap (Fish) / Pietro Barbieri / Commissione Affari Sociali / Choosy / Mario Monti / Elsa Fornero / “Choosy” / Tobin Tax […]

    Grillo striglia i suoi: niente TV, i talk ci uccidono!

    Grillo striglia i suoi: niente TV, i talk ci uccidono!

    Venerdì, Novembre 2nd/ 2012 – di Sergio Basile – Movimento 5 Stelle / Beppe Grillo / Talk Show / Stretto di Messina / Strumentalizzazioni politiche / Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Italia / Lira / Debito illegale / Legge 262/2005 / Bankitalia / Democrazia […]

    Regionali Sicilia – Lo Sfogo di ILeF: i Media ci hanno Oscurato

    Regionali Sicilia – Lo Sfogo di ILeF: i Media ci hanno Oscurato

    Mercoledì, Ottobre 31th/ 2012 – di Vito Piepoli – Lettera aperta al Direttore / Vito Piepoli / Giovanni Palladino / Qui Europa / Iniziativa di Pubblico confronto / Pensa e Scrivi / Italia / Regione Sicilia / Lombardo / Sturzo / Candidato a Presidente / Giorgio Napolitano / Gaspare Sturzo / Italiani Liberi e Forti […]

    IVA – Monti-Grilli, Bugiardi per mandato, glielo chiedono i Mercati

    IVA – Monti-Grilli, Bugiardi per mandato, glielo chiedono i Mercati

    Mercoledì, Ottobre 31th/ 2012  – di Sergio Basile – Iva / Mario Monti / Vittorio Grilli / Bugiardi per mandato / Bubie / Governo Italiano / Ministro dell'Economia / Dittatura Fiscale / Giorgio Napolitano / Truffa Legalizzata / Gran Suggeritore / Rating / Spread / Lehman Brothers / Ezra pound / Pierluigi Bersani / Manuel […]

    Elezioni Regionali Sicilia: And The Winner Is…

    Elezioni Regionali Sicilia: And The Winner Is…

    Mercoledi,  Ottobre 31th/ 2012 – di Silvia Laporta – Regionali Sicilia 2012, Vince l'Astensionismo / Elezioni Regionali Sicilia / The Winner Is / Astensionismo / Rosario Crocetta / Movimento 5 Stelle / Pd / Udc / Gela / elezioni regionali Sicilia / Lombardo / Musumeci / deputati / maggioranza assemblea / Beppe Grillo / immobilismo / Democristiani / […]

    Roma, Bruxelles e gli Euro-Ipocriti

    Roma, Bruxelles e gli Euro-Ipocriti

    Venerdì, Giugno 29th /  2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Parlamento europeo / Bruxelles / Europarlamento / suicidi / Crisi economica / Fine dello Stato sociale / Grecia / Stati Uniti d'Europa / Roberto Bertolini / Madrid / Josè Luis Ayuso Mateos / Organizzazione mondiale della sanità / Commissione All'ambiente / Indifferenza dei media […]

    L’Era della Videocrazia e il Tempo del Non Ritorno

    L’Era della Videocrazia e il Tempo del Non Ritorno

    Martedì, Settembre 18th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile –  Italia / Ue / Roma / Politica / Agorà / Antica Grecia / Confronto Politico / Porta a Porta / Ballarò / Piazza Pulita / Mercatismo / Bilderberg Club / Trilateral Commission / Bersani / Berlusconi / Casini / Stati Uniti d'Europa / Riscatto sociale […]

    Mezzogiorno: se continua così dopo l’Estate “si andrà tutti in Grecia”

    Mezzogiorno: se continua così dopo l’Estate “si andrà tutti in Grecia”

    Venerdì, Luglio 13th/ 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Ue / Mezzogiorno / Europarlamento / Commissione parlamentare per lo sviluppo regionale / Consiglio Ue / Proposta co-finanziamento / Politica di coesione / 2014 – 2020 / Regioni meridionali / Abruzzo / Molise / Basilicata / Sardegna / Regioni in transizione / Media europea […]

    Post-Vertice Ue: Menzogne Mediatiche ed Economia della Truffa

    Post-Vertice Ue: Menzogne Mediatiche ed Economia della Truffa

    Martedì, Luglio 3rd / 2012 – di Silvia Laporta – Commissione Ue / casta / disinformazione / Consiglio Europeo / Vertice Europeo sulla crisi / lobby / politiche di austerity / Germania / Finlandia / Olanda / Vittorio Emanuele Tasi / Marcello De Cecco / Agenzie di Rating / Bce / Spread / Provvedimento Anti-Spread / Hollande […]

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

    Vergognoso – Ok della casta a riforma dell’articolo 18 – Ipocrisie e profezie in onda su Rai Uno

    Vergognoso – Ok della casta a riforma dell’articolo 18 – Ipocrisie e profezie in onda su Rai Uno

    Venerdì, Giugno 1st  / 2012  – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Italia / Articolo 18 / lavoro / Mario Monti/ Governo / tecnico / fiducia /votazione / Elsa Fornero/ Parlamento Italiano / Senato /  Anna Finocchiaro / Tradimento dei lavoratori italiani da parte della casta / Raffaele Bonanni / Susanna Camusso / Commissione Ue […]

    Mario Monti: 17 Secondi di imbarazzante Silenzio TV – Le 25 Domande sulla crisi che i media non fanno

    Mario Monti:  17 Secondi di  imbarazzante Silenzio TV – Le 25 Domande sulla crisi che i media non fanno

    Sabato, Maggio 26th / 2012 – di Sergio Basile – VIDEO – Imbarazzante silenzio di Mario Monti La7 / Precariato a Catanzaro http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=L95oh5N1p_w Crisi Ue / Italia / Catanzaro / Disoccupazione / Disagio giovanile / Governo Monti / Responsabilità / Vere ragioni della crisi / Verità nascoste / Responsabilità dei Media / Crisi figlia della speculazione bancaria […]

    26 maggio 2012No CommentRead More#

    Lo chiameranno “Voto di protesta”

    Lo chiameranno “Voto di protesta”

      Lunedì, Maggio 7th / 2012 – di Franco De Domenico – Europa / Italia / Elezioni / Sindaci / Proiezioni / Orlando / Tosi / Lega / Pd / Pdl / Movimento 5 Stelle / Idv / Beppe Grillo   Lo chiameranno "Voto di protesta" Le elezioni fotografano un'Italia scontenta, e i media bacchettano Roma […]

     

  • Italia – La sconfitta delle caste partitiche lecchine delle caste bancarie

    Italia – La sconfitta delle caste partitiche lecchine delle caste bancarie

    Mercoledì, Maggio 23th / 2012 

    – di Franco De Domenico –

    Europa / Italia / Beppe Grillo / Lega / Partiti / Astensione / Antipolitica / Carrozzoni che hanno tradito l'elettorato / Movimento 5 Stelle / Sconfitta delle caste partitiche / Partiti lecchini dei banchieri  / Italia, Paese più tartassato del mondo  

    In Italia si sveglia l'anti-politica

    Un Paese che non ama più i partiti

    La sconfitta delle odiate caste partitiche 

    lecchine delle caste dei banchieri

    La sconfitta delle Caste

    Roma, Parma – Beppe Grillo non ha detto che la sua vittoria "era nell'aria": ma il Movimento Cinque Stelle ha raccolto, senza alcun dubbio e al di là delle previsioni, tanti consensi prima riservati forse a partiti di opposizione o che venivano visti come fautori di rinnovamento, come storicamente la Lega, il Pd, e anche il Pdl. Carrozzoni che però, oggi, dopo il terremoto elettorale si son rivelati pachidermi di cristallo completamente vuoti di contenuti. Tutti, in pratica, hanno segnato il passo malgrado la proverbiale "tenuta" della sinistra storica, in molte grosse città. Ma la disillusione è ormai pressocché totale. I giornali sono stati lenti, e prudenti, nel prevedere il successo di Grillo e delle sue "proteste";   interpretate per lo più, come sterili, incoerenti, lamentose, senza volontà di costruire alcunché. Vedremo nel tempo come queste critiche siano profetiche o solo scontentezze di chi scrive pensando al passato. Certo, se Grillo seguirà la strada della Lega, possiamo immaginarlo tra vent'anni a subire processi veri e mediatici, tra fango e scandali: ma se invece fosse davvero una forza che risveglia l'Italia più onesta, più attiva? Staremo a vedere! Oppure ad astenerci, come tanti hanno preferito: e lo  attesta il fatto che l'affluenza nei 118 comuni chiamati al ballottaggio per la poltrona di sindaco è stata del 54,03%, in calo del 13,25 rispetto al primo turno di due settimane fa.

    La morte delle caste di partito, lecchine del governo dei banchieri

    Ma in alcune città le cifre dell'astensione sono state da record. Un dato che viene analizzato come disaffezione degli italiani "ai partiti", ma forse dovrebbe essere visto come disaffezione "a questi partiti", a "questa classe politica. Ed ecco che la Lega, dopo i suoi scandali interni, perde 7 sindaci su 7; e il Pdl deve registrare la sconfitta più cocente da quando è sulla scena. Solo Bersani ha cantato vittoria, perché ha mantenuto "quasi" tutti i sindaci già presenti, con la grande eccezione di Parma, ceduta al Movimento 5 stelle, e altre sconfitte come quella importante di Palermo, dove sappiamo bene che Leoluca Orlando, Idv, ha pesantemente trionfato su Ferrandelli, candidato ufficiale della sinistra e indirettamente del Pd (che però lo aveva "digerito" nelle primarie). La storia del Pd si fa complicata, e ora Grillo e Bersani sono agli insulti pesanti, come succede sempre a chi si fa concorrenza sullo stesso terreno. Non si sa bene chi abbia vinto, se il qualunquismo, se la scontentezza, se un comico visionario o semplicemente rompiballe; ma si conosce bene chi ha perso: le vecchie logiche del potere, dei partiti, delle poltrone della Prima e ancora di più della Seconda Repubblica, e probabilmente un appoggio cieco ad un governo tecnico (o governo dei banchieri che dir si voglia) che ha fatto precipitare l'Italia (il paese più tassato del mondo) in un tristissimo pantano da "Quarto Mondo". Vedremo che accadrà alle prossime politiche: vedremo se i "politici comici" saranno sconfitti dal "comico politico", o se vincerà il partito dell'astenzionismo.

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Austerity: la nota stonata dell’Europa

    Austerity: la nota stonata dell’Europa

    Martedì, Maggio 8th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Vecchio Continente /Francia / Germania /Grecia / Italia / Crisi Economica / Elezioni / Estremismo / Partiti / Austerità / Troika /Verdi /  Partito dei Pirati / Banca Centrale Europea / Giorgio Gaber / Hobbit / Merkel /Hollande / Sarkozy / Monti 

    Austerità: la nota stonata dell’Europa

    I risultati elettorali in Grecia, Francia e Germania 

    impongono un’inversione di rotta della

    politica europea.

    Parigi, Berlino, Atene, Roma“Grande Europa, la tua stella torni a brillare! Grande Europa, tu sei terra di eroi e condottieri, ma cosa vogliono questi mercanti e questi banchieri! Vecchio Continente che triste destino nel vedere la tua gente camminare a capo chino, accecati dall’oro, soffocati dall’usura, han venduto l’anima agli yankee e alla mezzaluna!”. Così cantano gli Hobbit in un inno al Vecchio Continente, ormai rimasto solo, ormai privato della sua anima popolare, della sua identità. Ebbene sì, questa Europa non è di nessuno. L’Europa dell’austerità, dell’asse franco-tedesco, delle banche, della Troika e della mancata sovranità popolare è stata ampiamente condannata  dall’elettorato: in Francia, il socialista Hollande ha trionfato su Sarkozy; in Grecia sono stati messi in ginocchio i partiti principali e gli elettori hanno favorito quelli radicali; in Germania i Verdi ed il Partito dei Pirati hanno fatto lo sgambetto alla Merkel. Che l’Europa non sia pronta a trasformarsi nel Continente degli estremismi? 

      La sconfitta della tecnocrazia e della politica compiacente  

    Una cosa è certa: a seconda del punto di vista che si stabilisce, più che di vittoria di partiti “nuovi” potremmo parlare di sconfitta totale della politica portata avanti dai leader europei fino a questo momento. Il Diktat della Banca Centrale Europea non è stato di certo una mossa vincente: anzi! Lo scacco matto questa volta arriva dalla popolazione che, attraverso il voto, ha detto basta alle misure di austerità e ha fatto sentire la voce della propria sovranità che sembrava, ormai, persa. Anche il Caro Prof. Mario Monti in Italia è arrivato, probabilmente, alla frutta: le elezioni sono inevitabili e, soprattutto, non talmente lontane da permettere al premier di dormire sonni tranquilli.

      Una necessaria ed acclamata inversione di rotta   

    L’inversione di rotta dell’Unione Europea interpreta lo stato d’animo collettivo che, anche in Italia, sembra essere diffuso da nord a sud in modo capillare: Monti si prepari a lasciare la poltrona, si prepari a cedere il testimone a qualcuno che viene “scelto” dal corpo elettorale e non a chi, come lui, si è trasformato nel Napoleone dei nostri tempi, “autoincoronandosi” e presentandosi come il “Salvatore della Patria”. Che poi, non ha salvato proprio nulla: fatta eccezione per i “conti” dei potenti.

      Omaggio a Giorgio Gaber   

    Sarebbe il caso di concludere sulle note di Giorgio Gaber che cantava della nostra Italia “Questo bel Paese, pieno di poesia, ha tante pretese ma nel nostro mondo occidentale è la periferia. Mi scusi Presidente, ma questo nostro Stato che voi rappresentate, mi sembra un pò sfasciato. E’ anche troppo chiaro agli occhi della gente che è tutto calcolato e non funziona niente”. Forse, chi ci governa è questo che non ha capito: agli occhi della gente è tutto chiaro. E noi di "Qui Europa" ci divertiamo sempre a “cantarle”… sì, ma al Governo, ed ai governi dei tecnocrati non eletti!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Italia – Partiti Spa “truccati”

    Italia – Partiti Spa “truccati”

    Venerdì, Aprile 13th / 2012

    – di Franco De Domenico –
     
    Italia / Europa / Commissione anticorruzione Greco / Divieto di finanziamento pubblico ai partiti / Bilanci truccati dei partiti politici / Corruzione / Divieto di donazioni anonime / Politica-spaghetti  
     
    Sistema Italia –
    Il trucco dei Partiti S.p.a.: "E io pago!" 
    1 miliardo e 674 milioni non giustificati nei bilanci
    Ma sono ancora tutti lì!

    Bruxelles – Partiti politici italiani troppo spendaccioni! Gli ispettori del Greco (Commissione Ue contro la corruzione) sono letteralmente allibiti: dopo un referendum che vietava il finanziamento pubblico, è emerso da una indagine promossa dalla commissione anti-corruzione come ben 91 partiti hanno truccato i loro bilanci. Chi indovina quanto hanno ufficialmente speso, e quanto hanno ricevuto? A conto di 570 milioni di spese documentate, ci sono, dal 1994 al 2008, 2 miliardi e 253 milioni di euro finanziati. Una differenza di 1 miliardo e 674 milioni, non spiegabile. Gli ispettori si sono sentiti dire perfino che in alcuni casi, i partiti hanno ottenuto più del 400% di quanto speso. Come siamo abituati ormai ad apprendere sempre più, la politica è un buon affare, un’agenzia di collocamento, una banca che non conosce crisi, almeno dal punto di vista finanziario e finché non intervengono i magistrati. Il Greco invoca, come già sta facendo da tempo, regole chiare e certe, ma soprattutto una: il divieto in Italia di donazioni anonime. Queste sono ancora permesse per “piccole” cifre (sotto i 50 mila euro per i partiti, sotto i 20 mila per i candidati), come se si trattasse di beneficenza. Poi, il Greco vuole naturalmente bilanci trasparenti, e in regola: sarà ascoltato dalla nostra, dobbiamo vergognarci a dirlo, politica-spaghetti?

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Monti: Nuova Lega anti-Bossi

    Monti: Nuova Lega anti-Bossi

    Venerdì, Aprile 13th / 2012

    – di Franco De Domenico –

     Italia / Europa / Partiti / Lega / Mario Monti / Umberto Bossi / Roberto Maroni / Carroccio   

    Monti: verso una nuova Lega anti-Bossi

    Nasce un nuovo partito, che più

    montiano non si può

    Milano – Con la benedizione del filosofo Massimo Cacciari, e il tacito sguardo affettuoso di Mario Monti, nasce un nuovo partito, dalle ceneri già imputridite della Lega. Dovrebbe chiamarsi “Verso Nord”, e interpretare tutti i canoni del montismo: riformismo, meno articolo 18, riforma del lavoro, più tasse, meno spesa, eccetera. La continuità del nuovo movimento con la Lega Nord è assicurata dal suo fondatore, Alessandro Cè, ex capogruppo leghista alla Camera, ora approdato a lidi meno protestatari e più professorali. Dal “celodurismo” della camicia verde ai professori in giacca e cravatta, il passaggio deve far piacere allo stesso presidente del Consiglio, che ha dichiarato recentemente che in passato osservava con interesse certe spinte leghiste, augurandosi che andassero verso il liberalismo; ma che ora non poteva essere a fianco di Maroni. Dopo la bufera che ha travolto la lega, la prudenza ha dato buon gioco al nostro premier, che si ritrova già con un partito nato con buoni auspici. Tanti auguri agli elettori del Nord Italia, sperando non si trovino di nuovo tartassati, oltre che coinvolti in scandali.

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)       

  • I sette peccati capitali della politica made in Italy: l’Ue chiede più trasparenza sui fondi pubblici

    I sette peccati capitali della politica made in Italy: l’Ue chiede più trasparenza sui fondi pubblici

    Giovedì, Marzo 22th / 2012

    Italia / Unione europea / Partiti / Fondi pubblici / Corruzione / Concussione

    I sette peccati capitali della politica made in Italy: l'Ue chiede più trasparenza sui fondi pubblici

    Chiesta chiarezza anche sul reato di concussione

    Bruxelles – Ci sono tante leggende metropolitane, sull’Europa. Una di queste vuole che dobbiamo abolire o ridimensionare il reato di concussione, perché “ce lo chiede l’Ue”. Invece proprio da Bruxelles viene una grande tirata d’orecchi a tutto il sistema italiano di finanziamento pubblico. Una sgridata coi fiocchi, da parte del Greco, l’organismo che a Bruxelles si occupa di corruzione: vuole dall’Italia, non che abolisca, ma bensì che faccia chiarezza sul reato di concussione, e – inoltre – che riferisca sul fatto che della concussione sia stato fatto “un uso inappropriato” nell’ambito di inchieste sulla corruzione. Il Greco ha stilato un Rapporto in sette punti, in cui "colpisce" sette peccati capitali della finanza politica. 1) Riforme sulle campagne elettorali e sui finanziamenti ai partiti; 2) Divieto di donazioni ai partiti da parte di soggetti sconosciuti; 3) Misure sulla trasparenza di entrate e uscite dei partiti a livello locale; 4) Informazioni trasparenti (anche via Internet) su finanziamenti ai partiti; 5) Norme chiare e coerenti sui bilanci dei partiti e sui revisori; 6) Costituire un’autorità indipendente sulla finanza della politica. 7) Sanzioni “efficaci, proporzionate e dissuasive” sui reati che riguardano il finanziamento politico. Antonio Di Pietro annuncia un referendum per abrogare l’attuale legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Ma non c’era già stato più di 20 anni fa? Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)      

  • Italia: mercato del lavoro da riformare?

    Italia: mercato del lavoro da riformare?

    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012

    Italia / Riforme / Lavoro / Monti / Partiti / Sindacati

    Italia: mercato del lavoro da riformare?

    Qualcuno spieghi a Monti come funziona

    in democrazia

    Roma – Monti vuol fare la riforma del mercato del lavoro “con o senza intesa con i sindacati”. Su quale maggioranza conti non è ben chiaro. Da una parte c’è il Pdl che, dopo le tanto sofferte “liberalizzazioni”, per la legge del contrappasso, vorrebbe che adesso a pagarla siano i lavoratori tutti! Dall’altra c’è il Pd, che senza l’ok di Cgl, Cisl e Uil probabilmente non firmerà alcuna riforma. Nel mezzo ci sono gli interessi di tante persone, variamente rappresentate nel confuso panorama politico italiano. Potranno mai essere la Lega Nord o le varie sinistre a mettersi contro l’elettorato dei lavoratori? Non ora, non dopo la “indefinibile” riforma del sistema pensionistico, che ha fatto diventare sovversive perfino le vecchiette. Per non parlare delle persone di una certa età, quelle che insomma dopo circa quarant’anni di contributi si accingevano a sognare la pensione e se la sono vista soffiare sotto il naso. Insomma, a questo punto Monti la riforma del mercato del lavoro conta di farsela da solo, senza accordi con le parti sociali, con i partiti, con i sindacati. Tanto lui non deve mantenere il consenso, visto che nessuno lo ha mai eletto. Ed i partiti, invece, davvero saranno disposti a vendergli l’anima?

    Redazione QE (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Grecia -Troika: è scontro politico sull’austerity

    Lunedì, Febbraio 6th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Ue / Grecia / Patto Fiscale / Austerity / Tagli / Troika / Debito / Partiti / Papademos 

    Grecia-Troika: è scontro politico

    sull'austerity                                                                             

    Partiti in rotta col governo Papademos

    e con i diktat  della Troika

    Atene – Nessun accordo è stato siglato nei giorni scorsi ad Atene tra i partiti greci. Nelle prossime ore giungerà la delicata decisione in merito alle riforme imposte dalla Troika (Ue, Bce, Fmi) in cambio della nuova tranche di aiuti internazionali. Ma qualcosa si è inceppato: in un regime di altissima pressione delle forse sociali, il premier tecnico Lucas Papademos dinnanzi alle ennesime misere di austerity ha trovato il muro della politica, eretto da sindacati, socialisti, popolari ortodossi, destra ed estrema destra. Forse sociali spaventate dallo scoppio di una violenta rivoluzione popolare, che sembra prossima. Senza i nuovi prestiti internazionali, la Grecia, d’altra parte, potrebbe fallire a marzo.  Tra le due alternative, a questo punto il default sarebbe la soluzione migliore. Il problema vero e che la finanza speculativa che ha ingenerato tutto ciò resta a guardare.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)