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  • Il Vero Volto del Consumismo e l’inganno del Rapporto Debito/PIL

    Il Vero Volto del Consumismo e l’inganno del Rapporto Debito/PIL

    Giovedì, Ottobre 3rd/ 2013

     – di Gerardo Campagna – Sete di Giustizia – e Sergio Basile –

    Italia, Aumento Iva, Gerardo Campagna, Sete di Giustizia, Sergio Basile, Debito Pubblico, Rapporto Debito/Pil, Eurozona, Limiti del Consumismo, Parlamento, Gioco delle parti, Soviet, Ue, Eurss, Barroso, Movimento 5 Stelle, Casta Partitica filo-europeista, BCE, Opere pubbliche e interessi sul debito 

    Il Vero Volto del Consumismo e l'inganno del

    Rapporto Debito/PIL

    Eurozona – Falso Mito ed Insostenibilità del Consumismo.

    Illimitatezza IrrazIonale e Insolvibilità del Debito Pubblico

    nell'Eurogabbia

    La Politica e il sottile gioco delle parti: chi non è fattivamente

    contro il sistema e colluso col sistema… chiacchiere a parte!

     

    di Gerardo Campagna e Sergio Basile

    L'Inganno del rapporto Pil - Debito Pubblico

     L'illusoria lotta per la "Crescita" e il rapporto Debito/Pil                              

    Roma – di Gerardo Campagna e Sergio Basile – Uno dei parametri di maggiore uso e importanza nell’economìa attuale è il rapporto Deficit/PIL, che attualmente è fissato per l’Eurozona, dai trattati comunitari, al 3%. Ma analizziamo meglio questo rapporto, scoprirete cose davvero interesanti, potete giurarci! Avremo dunque un quadro più chiaro sulla reale portata delle cosiddette ultime "lotte politiche-economiche" per la "crescita" poste in essere dai nostri politici e sulle contestuali e connesse farse parlamentari di ieri e degli ultimi anni… 

     Illimitatezza irrazionale del Debito nel rapporto col PIL                              

    Innanzitutto, analizzando il rapporto Debito/Pil, possiamo constatare come il numeratore (cioè il deficit, o debito) sia una variabile che cresce indefinitamente nel tempo a causa degli interessi sull’emissione di moneta a debito, sullo stock di debito e sui titoli di stato. Il denominatore (cioè il PIL, o la produzione) è invece una variabile che, per sua natura, a causa delle capacità produttive e della saturazione del mercato, ha un limite fisico, rappresentato dall’indice tecnologico nel processo produttivo e dalla qualità della vita che incide sul livello e qualità della domanda. La funzione è quindi destinata a crescere indefinitamente, anche oltre il quoziente 3 (quello fissato in seno all'Eurozona), appunto per l’illimitatezza irrazionale del debito contro il limite fisico, o razionale, del PIL. Da qui possiamo parlare di insolvenza ineluttabile del debito pubblico, da non confondere con la considerazione puntuale dell’insolvenza dell’interesse. 

     Consumismo e Assoluta insolvibilità del Debito Pubblico                          

    Il fenomeno denominato "consumismo" si inserisce dunque in tale funzione – relativamente al denominatore – nel tentativo di sostenere la validità matematica della funzione entro il limite del valore 3. Incentivando i consumi con una più numerosa e segmentata offerta, aumenta la domanda e di conseguenza la produzione. In tal modo la crescita del deficit – in teoria – viene controbilanciata da una crescita del PIL, al fine di rallentare la crescita della funzione. È evidente, però, che nell'economia reale, manuali e teorie a parte, anche il consumismo stesso ha un suo limite fisico: se si ipotizzasse per assurdo una popolazione col 100% di ricchi, essi raggiungerebbero comunque una soglia di stazionarietà, anche a pieno regime di sfarzi, lussi ed eccessi. Lo stesso vale per la produttività, il cui limite fisico è rappresentato dall’indice di robotizzazione assieme alla manodopera, e di risorse o di energia disponibili. Si ribadisce ancora una volta, pertanto, l’assoluta insolvibilità del debito pubblico, o, se vogliamo, in maniera più razionale, la certezza matematica della crescita indefinita della funzione, che quindi si rivela falsa. Pertanto tale parametro "DEF/PIL < 0,03" è di per se assolutamente inconciliabile con dinamiche economiche che possano essere davvero confacenti alle esigienze reali di una comunità nazionale. Specie, poi, in condizioni recessive e sotto i ricatti di politiche di austerity e patti di "stabilità". A meno ché la nostra analisi non si rivolga, evidentemente, ad un regime e/o ad un modello sociale di sampo stalinista: incentrato storicamente sulla privatizzazione delle banche centrali e sulla compressione ed omogeneizzazioni dei liveli di consumo e di vita dei popoli.

    Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

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     Falso Mito e Insostenibilità del Consumismo                                              

    Il consumismo, a cui dovrebbe conseguire una sempre maggiore produttività, è quindi un tentativo vano di sostenere razionalmente l’ineluttibilità del debito, aggravato peraltro dalle rendite finanziarie ed altre forme di trading, che svuotano, succhiandone il valore, l’economìa reale che, a sua volta, indirettamente, causa l’insostenibilità del consumismo stesso. Il consumismo è in definitiva un fattore di ordinarietà nel sistema della moneta-debito. È cioè necessario affinchè il sistema di moneta-debito funzioni, seppure in maniera consapevolmente limitata nel tempo a causa della naturale insolvenza aggravata dalla finanziarizzazione dell’economìa.

     Il Nodo dell'IVA e l'imbroglio delle accise                                                      

    Oltre il significato matematico e locale del rapporto DEBITO/PIL, la variabile PIL, legata alla domanda – e quindi ancora una volta al c.d. "consumismo" – è anche funzione della variazione dell’indice dei prezzi, la quale a sua volta costituisce il parametro più importante della politica monetaria della BCE: parliamo in tal senso di tasso d'inflazione obiettivo, che è attualmente fissato al 2%. Appare evidente come tale obiettivo, nel momento in cui viene fissato proprio dall’ente emittente, si possa perseguire anche con una politica monetaria “generosa” a fronte di uno stallo dei prezzi e quindi del PIL, che, nel lungo periodo, causa a sua volta ricadute sull’occupazione. In Italia, di fronte all’ultimo ulteriore, recessivo  e folle aumento delle imposte principali legate all’IVA (lievitata al 22%, come accaduto per altro nella martoriata e devastata Grecia, nei mesi scorsi ) e dinnanzi alla lievitazione delle accise sui carburanti (già per altro illegittime e paradossali/illegali anche prima degli ultimi aumenti – vedi articoli sotto in allegato) non possiamo parlare che di rallentamento del sistema funzionale alla creazione di ricchezza. Pertanto in questo bizzarro sistema economico gabbia incentrato sulla moneta “debito” – sistema pur sostenibile nel breve perìodo, ma inconcepibile e distruttivo nel medio-lungo termine – si passa a una fase di politica protezionistica attraverso la riscossione del debito e l’imposizione fiscale su consumi, risparmio e ricchezza capitalizzata. Ultimo stadio forzato di questo sistema non può che essere l'alienazione forzata della proprietà.

    Pazzie di fine estate: Ruolo Bce, caro carburanti e speculazione sul Patrimonio Nazionale

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    Caro carburante – Accise e Speculazione annientano anche l’agricoltura

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     Stato Europeista – Eccezionale macchina da Confisca                                 

    Lo Stato si trasforma dunque in una straordinaria macchina di confisca, privatizzazione, concentrazione capitalistica e distruzione dell'economia reale. Anche perchè, sull'altro fronte, lo sdoganamento dell'emissione su larga scala ed incontrollata di titoli del debito pubblico (co-promosso nei tre decenni precedenti proprio dal "liberale" – o liberal-socialista? – Mario Monti: consulente finanziario dei governi succedutisi a cavallo tra anni '70 e '80 – vedi allegati sotto) ha fatto scoppiare ancor più tale rapporto. In merito va ricordato come proprio nel 1981 un giovane "promettente" di nome "Monti Mario", fresco di laurea presso la Yale University, iniziò a collaborare in veste di consulente finanziario, con il governo e di lì in poi con tutti i governi italiani succedutisi. Proprio nel 1981 il debito iniziò a salire "stranamente" fino a sfiorare il 120%, cioè iniziò curiosamente a scoppiare. Non è un caso, pertanto, tornando al rapporto Debito/Pil, che tutto questo in Europa non abbia funzionato. Il difensore dei popoli, il Prof. Romano Prodi, espressione e sintesi perfetta della sinistra lobbistica e filo-europeista – ci chiediamo – poteva non sapere ciò, mentre a Bruxelles inaugurava e benediva tale euro-gabbia? E Amato? A voi la risposta!

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5 – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

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     Paradossi – Opere Pubbliche mai finite e Interessi sul Debito                   

    Ma questo, in aggiunta, a ben vedere, è lo stesso motivo per il quale in Italia tante opere pubbliche vengono iniziate, o a volte solo progettate, per non essere mai portate a termine o rese funzionali. Perversi meccanismi che vanno anche a spiegare come mai il governo Letta (come del resto i precedenti, tecnici e non) non abbia minimamente pensato di riformare l'emorragia da costo per interessi su titoli: le somme che l'Italia ha pagato – come ci ricorda anche Alessandro Mauceri – tra il 1980 e il 2012 ammonterebbero a 3.101 miliardi di Euro (somma attualizzata al 2012) con interessi in percentuale pari al 198% del PIL. In realtà, negli ultimi 20 anni, gli Italiani hanno pagato quasi 2000 miliardi di Euro di interessi (valori attualizzati) e lo Stato ha realizzato saldi primari attivi per 740 miliardi (dati attualizzati al 2012). Eppure il debito pubblico che grava sulle spalle degli italiani continua a crescere, avendo già superato abbondantemente la cifra astronomica di 2.050 miliardi di Euro. Stratagemma che apre all'italia le porte del super-commissariamento da parte dell'EURSS del soviet Barroso, gettando gli Italiani sempre più tra le braccia accoglienti della Troika. Senza dimenticare le quote di adesione al MES da versare. Siamo oggi, in pratica, in una dittatura sostanziale di stampo liberal-socialista mascherata dietro la parola "Democrazia".

     Per cortesia non parlateci di "Crisi"                                                                     

    Per cortesia, non parlateci di "crisi". Chiamatelo imbroglio, crimine contro i popoli e le nazioni, suona meglio… molto meglio! Cosa fare, allora, per divincolarsi da questa gabbia prima della definitiva morte? Beh iniziare ad evadere dall'euro-gabbia, caste partitiche di maggioranza a parte e con o senza l'appoggio dei "distratti" vertici del Movimento 5 Stelle, che – a scapito di molti grillini di buona volontà che evidentemente credono ancora al movimento e spesso, loro malgrado, alle favole… – predicano bene e razzolano male, anzi malissimo, e specie quanto si affrontano seriamente temi centrali come la fuoriuscita dall'euro, la conquisa della sovranità monetaria e la proprietà popolare della moneta (vedi articolo in allegato).

     Il gioco delle parti                                                                                                      

    Ma a ben vedere neppure le poche – e spesso contraddittorie – parole dette bastano, ci vogliono i fatti! Mantenere in piedi la legittimità di un Parlamento che avalla tutto ciò, con la sola presenza fisica all'interno delle Camere degli esponenti della stessa cosiddetta "antipolitica", limitandosi magari ad "accorati e sporadici moniti" (come avvenuto ieri in Parlamento) equivale anch'esso ad un piccolo-grande crimine. Chiacchiere e distintivi a parte, infatti, chi non è apertamente e fattivamente contro il sistema, è evidentemente colluso col sistema stesso, custodendo le chiavi dell'Euro-Gabbia, malgrado le apparenze e le strategie dissimulative spesso e volentieri messe in campo e sbandierate sul web a ritmi alterni. Sveglia Italiani!!!

    Gerardo Campagna, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)  

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  • Oltre Berlusconi – Art.138, il Vero Dramma del Momento, Occultato dai Media

    Oltre Berlusconi – Art.138, il Vero Dramma del Momento, Occultato dai Media

    Venerdì, Agosto 2nd/ 2013

     L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile-

    Calcio, Italia, Usa, Germania, Francia, Regno Unito, Roma, Silvio Berlusconi, Enrico Letta, Mostro di Cleveland, Mariano Rajoy, Ariel Castro,  Condanna, Cassazione, Stampa internazionale, Piero Calamandrei, Costituzione, principi fondamentali, Assemblea Costituente, Parlamento, articolo 138, Mario Monti, Palazzo Chigi, Bild, Figaro, Guardian, New York Times, El Pais, Alessandro Mauceri, Sergio Basile, Mediaset, Arcore, Goldman Sachs 

    Oltre Berlusconi – L'Art. 138 e il Vero

    Dramma del Momento, occultato

    dai Media di Regime

    – Una Condanna – che forse mai sarà scontata

    davvero – monopolizza la scena a livello

    nazionale ed internazionale.

    – Silenzio assoluto, invece, sull'ultimo colpo

    al cuore delle istituzioni: la definitiva

    morte della Costituzione Italiana

    – Ecco come Letta in combutta con gli uomini del

    Cavaliere e l'allegra brigata europeista sta

    uccidendo definitivamente la Costituzione

    trasformandoci per sempre in un feudo

    di Bruxelles

    – In allegato il video con il celebre discorso sulla 

    Costituzione e la Dignità amana di Calamandrei:

    "Una Domacrazia in cui non ci sia questa

    Uguaglianza di fatto è puramente Formale"

     

    L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile

    Berlusconi Condannato - Letta Ammazza l'Art. 138 Costituzione

     Gli Occhi del Mondo…                                                                                               

    Roma, Milano, New York, Berlino, Parigi, Madrid – Qual è l'argomento del giorno in Italia? E soprattutto, cosa i media internazionali dicono oggi dell'Italia? Beh, la seconda notizia maggiore sembra riguardare non i morti di Siria e il ruolo dell'Italia, o roba del genere… ma piuttosto il mondo del calcio e il nuovo campionato di serie A. La prima – in assoluto – "ovviamente" è quella della pseudo-condanna, a 4 anni, inflitta a Silvio Berlusconi, ed alle macchiette da avanspettacolo legate alle presunte promesse non mantenute di "dimissioni dei suoi fedelissimi" in caso di sentenza di condanna. Vassalli del feudatario di Arcore che ora addirittura (come fanno i serpenti stagionalmente) pensano a mutare e mutarsi in "Forza Italia": come se ciò potesse cambiare qualcosa! Patetici! Ma chiacchiere e pettegolezzi a parte i problemi, come vedremo, sono altri e terribili…

     L'Italia e il caso Berlusconi visti dal Mondo mediatico internazionale   

    D'altra parte i media internazionali hanno dato ampio risalto alla notizia sulla condanna di Super-Silvio. Ecco alcuni esempi, in una raccolta/rassegna dei titoli di prima pagina di alcuni dei più noti giornali e tabloid internazionali:  Bbc ("Confermata la condanna al carcere per Berlusconi"); Le Monde e Le Figaro ("Pena del carcere confermata dalla cassazione"); Guardian ("Berlusconi non ha più scappatoie legali"); El Pais (che, immediatamente sotto la notizia dele "disavventure" fiscali del premier Mariano Rajoy, parla di "Cavaliere davanti alla giustizia"); Die Welt ("Sentenza dalla portata storica"); Bild ("Un anno ai domiciliari per Berlusconi": specificando, tuttavia, il fatto che l'interdizione dai pubblici uffici sarà ridefinita e chiedendosi se per caso l'ex Premier ora dovrà effettivamente andare in galera. La risposta autoprodotta dallo stesso quotidiano è chiara e forte: "NO!". NO ovviamente! E ciò a causa della sua età. Il Berlusca, dunque potrà fare richiesta di arresti domiciliari. Degni di nota anche i titoloni "breaking news" dei quotidiani economici Wall Street Journal e Financial Times. Prima pagina "meritata", ovviamente, anche per France Presse, Reuters e New York Times

    Berlusconi Condannato - Letta Ammazza l'Art. 138 Costituzione

      Bild – Idee chiare!                                                                                                      

    In tal senso, a conti fatti, la Bild sembra avere le idee più chiare di tutti, avendo compreso che in realtà si tratti di una pura questione formale e non assolutamente sostanziale. Ma La Bild, non esaurisce qui il suo commento, ricamandoci su con toni davvero ironici e spassosi. Per il tabloid tedesco, infatti "Berlusconi ha solo in Italia 20 diverse residenze tra cui scegliere, tra cui la sua villa sarda con un parco enorme. Una casa allestita in maniera tanto boriosa – nota la Bild – come il ranch di Michael Jackson Neverland". Come dare torto al tabloid teutonico? 

      Il Vero Dramma di cui nessuno parla…                                                             

    Ad essere morbidi – curiosamente – solo state e sono le grandi tv statunitensi, concentrate sull'ergastolo ai danni di Ariel Castro, il mostro di Cleveland. Sarà forse perchè Mediaset è controllata in buona percentuale dal colosso bancario-finanziario made in Usa, Goldman Sachs? Che dite? Fatto sta che del vero dramma del momento (l'ennesimo della lunga serie) nessuno parla, in questa sorta di grande opera di distrazione di massa che va avanti da giorni e giorni. Qualcuno sta assestando il colpo finale al cuore delle istituzioni nell'indifferenza più totale. indifferenza dimostrata da chi, per contro, sarebbe chiamato, per statuto e vocazione, a vigilare: la stampa. Ma non si tratta di un attacco marginale, ma addirittura di un golpe istituzionale senza precedenti nella storia della "Repubblica". Un attacco al cuore ed ai polmoni della Costituzione, la madre di tutte le leggi. Ma di questo curiosamente – ribadiamo – non parla nessuno. Ancora una volta, nel bene o nel male Berlusconi e il "Dio Calcio" monopolizzano la situazione e l'estate degli Italiani, tra un tuffo e l'altro. Ma vediamo, di quale male stiamo morendo proprio in queste drammatiche ore! E lo vediamo entrando, finalmente, nel vivo del discorso (quello che ci interessa davvero) con una citazione di Piero Calamandrei.

    Attacco al Cuore della Costituzione - Art. 138 - Governo Letta

     Calamandrei e la Costituzione                                                                              

    In un discorso tenuto nel Capoluogo Meneghino nel 1955 Piero Calamandrei, giornalista, giurista, politico, scrittore, poeta e docente universitario definì così la Costituzione: "Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione". La Costituzione è la legge più importante in Italia. È  il patto fra i cittadini e lo Stato e indica le linee guida e i valori fondamentali con cui deve essere organizzata la cosa comune. È per questo motivo che la Costituzione è destinata a durare nel tempo. Ma la Costituzione, per poter essere efficace, deve poter essere adeguata alle nuove esigenze. Tale possibilità non è stata trascurata dai padri costituzionalisti i quali hanno previsto che le modifiche dovevano seguire le procedure definite dall'art.138 della Costituzione. Per questo motivo le modifiche da apportare devono seguire un iter particolare. L’articolo 138 della Costituzione, quindi, stabilisce quali sono le modalità per modificare parti della Costituzione

     L'Ultima pugnalata tecnica                                                                                     

    Ciò anche al fine di tutelare il rispetto dei Principi fondamentali contenuti nella Costituzione italiana. Capisaldi e pilastri come il "Principio Personalista", il "Principio di Laicità", il "Principio Pluralista", il "Principio Lavorista", il "Principio Democratico", il "Principio di Uguaglianza", quello "Solidarista"; "Dell’unità e Indivisibilità della Repubblica"; "Autonomista"; "Internazionalista" e "Pacifista". Già scorrendo l’elenco dei Principi (con la P maiuscola) su cui si basa la Costituzione vengono i brividi se si ripensa a ciò che gli ultimi governi hanno fatto in barba a quanto avevano previsto i saggi dell’Assemblea Costituente. Ad esempio durante l’ultimo governo, che pure era un governo tecnico, la Costituzione è stata attaccata – pardon “modificata” più di una volta (si pensi al Fiscal Compact, ad esempio). E, non contento di quanto fatto dal suo predecessore, il nuovo governo ha proposto di fare ancora di più. Già qualche tempo fa avevamo notato come, stranamente, il nuovo governo, per alcune misure aveva deciso di far riscorso alla Commissione dei Saggi e ad un iter lungo e farraginoso (Vedi articoli in allegato), mentre per altre (come nel caso della legge sui finanziamenti pubblici ai partiti o nel caso della decisione sugli armamenti) aveva pensato bene di procedere in modo più spedito.

    Attacco al Cuore della Costituzione - Art. 138 - Governo Letta

     Il Feudo                                                                                                                          

    Ora il governo ha deciso di fare un passo avanti nel processo di riduzione del potere del Parlamento a favore del potere di chi governa. L'Italia, in pratica, si trasforma ogni giorno di più da pseudo "Repubblica-Democratica" a Feudo di Bruxelles. Nei giorni scorsi, in tal senso, è stato presentata una proposta che avrebbe dovuto lasciare gli Italiani a bocca aperta. Il governo ha proposto di modificare la Costituzione e di adattarla più “velocemente” alle esigenze dei singoli governi partendo proprio dall’articolo 138.

     Attacco all'Art. 138 – ll Cuore della Costituzione                                            

    Come dire per cambiare “le regole” più facilmente, cambiamo “la regola” che dice “come cambiare le regole”! In altre parole, il governo Letta ha proposto di approvare una legge costituzionale che intende cambiare le modalità che regolano le norme della sua modifica. Trascurando il principio secondo il quale una simile modifica non può in nessun modo evitare di percorrere l’iter previsto proprio dallo stesso Articolo 138 (che è stato pensato dai Padri Costituzionalisti proprio per evitare simili “stratagemmi”). Forse qualcuno ricorderà il modo utilizzato dal predecessore del sig. Letta, il sig. Monti quando, dopo aver proposto e fatto approvare una tassa come l’IMU (anche questa, pare, in violazione della Costituzione e non una, ma ben tre volte) disse, per sedare gli animi che tale forma di tassazione sarebbe stata valida solo “una tantum” (salvo poi confermare che parte di questi soldi avrebbero continuato ad andare allo Stato e non alle amministrazioni locali, violando in questo modo le procedure previste dalla legge). Ebbene pare che la strategia dell’ ”una tantum“ sia piaciuta al sig. Letta, il quale ha detto che questa modifica sarebbe solo “una tantum”.

    Berlusconi Condannato - Letta Ammazza l'Art. 138 Costituzione

     Sempre in Agosto                                                                                                        

    Dunque, riassumendo, il nuovo governo vorrebbe cambiare la legge che dice come cambiare la legge che è alla base di tutte le leggi, ma di volerlo fare solo “una tantum”. Cioè per il tempo a lui necessario per apportare le modifiche alla stessa Costituzione. Infatti secondo un comunicato ufficiale rilasciato da Palazzo Chigi: “Il Comitato (che sta occupandosi della modifica dell’art. 138 della Costituzione, n.d.r.) dovrà esaminare i progetti di revisione dei Titoli I, II, III e V della parte Seconda della Costituzione che riguardano le materie della forma di Stato, della forma di Governo e del bicameralismo”.  In altre parole la modifica “una tantum” della Costituzione servirebbe al governo per  portare a termine un piano ben più ingegnoso di modifica radicale della Costituzione in senso autoritario e presidenzialista (tentativo peraltro già fallito nel 2006 quando, con un referendum, fu respinto il “premierato” proposto da Berlusconi). Forse sarebbe bene che gli Italiani si rendessero conto del fatto che, mentre molti di loro sono al mare o chiacchierano del prossimo calendario di serie A (non a caso certe leggi escono sempre nel mese di Agosto), chi è al governo sta cercando di modificare lo Stato e, per farlo, vuole cambiare le regole previste dalla stessa Costituzione per essere cambiata… A chi gli chiedesse cos’è la Costituzione non so cosa risponderebbe oggi Calamandrei. Ma oggi sotto gli ombrelloni probabilmante si chiacchiererà ancora sulla cosiddetta "condanna" di Berlusconi. Una condanna che probabilmente non verrà mai scontata davvero! Ed i presupposti ci sono tutti.

    C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      video e Articoli in Allegato  – Approfondimenti                                                                      
     

    Qui Europa – ART. 138 IN FIAMME – ATTACCO AL CUORE DELLA COSTITUZIONE
    – ATTACCO ALLA NAZIONE SENZA PRECEDENTI – MA I MEDIA TACCIONO
    – ASCOLTIAMO QUESTO CELEBRE DISCORSO, PER NON DIMENTICARE

     
     
    Qui Europa – PROCESSO MEDIASET – LETTURA DELLA SENTENZA CONTRO SILVIO BERLUSCONI
    https://www.youtube.com/watch?v=2at2L7e8nUQ

     

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      Per non Dimenticare – Approfondimenti                                                                                 

     Memoria Corta                                                                                             

     

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  • Democrazia in Saldo – Dal Porcellum ai “Saggi” dell’Europeismo

    Democrazia in Saldo – Dal Porcellum ai “Saggi” dell’Europeismo

    Domenica,  Marzo 31st/ 2013 

    – di "Democrazia Vendesi", Iniziativa di Libero Confronto 

    Pensa e Scrivi di "Qui Europa"

    Italia, Roma, Bruxelles, Porcellum, Nuova Legge elettorale, Saggi, Mario Mauro, Europeisti, Mario Monti, Governo Tecnico, Giorgio Napolitano, Inciucio, Commissariamento 

    Dal Porcellum ai "Saggi" dell'Europeismo 

    Italia, Democrazia in Saldo: verso un "Monti Bis"

     

    di "Democrazia Vendesi" 

    Monti Bis - Italia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Italia Schiava di Bruxelles verso il "Monti Bis" – Commissariati 

    Roma –  Il potere politico" e il "senso di appartenenza" dei cittadini ad una collettività possono essere pronti a cessioni di sovranità democratica quando il costo politico del non farle diventa superiore al farle perché c’è una crisi in atto visibile”. Così ancor prima di essere nominato Presidente del Consiglio Mario Monti dichiarava che l’Italia doveva cedere parti di sovranità nazionale per uscire dalla crisi. Ed eccoci al “Monti bis” in sordina con l'aiuto dei saggi di Napolitano, tutti uomini, tutti della della casta, tutti fedeli a Bruxelles e tutti della vecchia guardia politica o vicini a questa. Adesso si accorderanno sul successore di Napolitano e su come asservirci a Bruxelles. Chi pensa che costoro faranno la riforma elettorale che il Paese vuole, vagheggia (o vaneggia), perché gli interessi del Paese non coincidono con quelli dei politici, che dalla mancanza della nuova legge elettorale pensavano di trarre benefici e che invece, grazie alla solita lungimiranza e brama, si ritrovano ora, forse volutamente, esautorati.

     Tutti "Figli di… Porcellum" 

    Sono costoro che hanno fallito nella passata legislatura e strategicamente non hanno prodotto una nuova legge elettorale, e forse (si fa per dire) non a caso! Che si assumino ora la responsabilità di aver condotto il Paese nell’empasse e di averlo consegnato nuovamente nelle grinfie del “governo tecnico”, legittimato più di prima dalla loro volontaria incapacità.

     Democrazia in Saldo 

    Democrazia ormai in saldo, altro che in vendita! Ci sono caduti tutti in questo tranello e adesso hanno messo a tacere il voto del popolo. Vergogna! Con che coraggio i Parlamentari, tutti quanti, varcheranno la soglia del Parlamento la prossima settimana, quando il Paese è in mano a questi signori? A che serve ridursi lo stipendio quando poi il Presidente fa il bello ed il cattivo tempo e ci impone un Monti bis?

    "Democrazia Vendesi" – "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

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  • Populismo e Nazionalismo – Il Vocabolario di chi non sa più che pesci prendere

    Populismo e Nazionalismo – Il Vocabolario di chi non sa più che pesci prendere

    Venerdì, Dicembre 21th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Italia / Parlamento / Polulisti / Ce lo chiede l'Europa / Luoghi Comuni / Stereotipi / Media / Pierluigi Bersani / Silvio Berlusconi / Walter Veltroni / PD / Formigoni / Crosetto / Meloni / Europeismo / Mario Draghi / Bce / Logge mondialiste / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Banca Centrale Ungherese / Tg di regime / Ungheria / Victor Orban / Dissenso / Anti europeismo / Dittatura / Roma / Francoforte / Berlino / Target 2 / Trattato di Lisbona / Bruxelles / Strasburgo 

    Populismo e Nazionalismo – Il vocabolario

    di chi non sa più che pesci prendere

    La casta di regime e la difesa dell'impero

    Ecco come chi ama la Libertà e la Costituzione diventa un

    populista. La "verità" vuota degli "europeisti" ciechi per

    copione e il nuovo "ostracismo ateniese"

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    RomaNo al Populismo! Ormai è un tormentone, uno slogan, un'espressione stereotipata di chi non sa più che pesci prendere; di una casta (italiana ed europea, o meglio "europeista") che cerca con le unghie e con i denti di difendere se stessa, i suoi privilegi e il progetto di accentramento del nuovo impero Ue. Allora accade, come per incanto, che sui media di regime quello che fino a qualche tempo fa veniva definito patriottismo o difesa della propria sovranità, oggi venga bollato come "nazionalismo". Tendenza non radicata solo nell'ex Bel Paese, ma anche nel resto dell'Europa.

     L'emblematico caso Orban in Ungheria 

    Ne sa qualcosa il premier ungherese Victor Orban, che è stato accusato di nazionalismo (per non dire fascismo) per aver proposto mesi orsono la rinazionalizzazione della Banca Centrale Ungherese, al fine di sottrarla (inutilmente) dalle grinfie dei banchieri privati e della speculazione, riponendola sotto il controllo del Parlamento. Un Orban costretto dalla stessa Commissione europea (sotto minaccia del taglio dei fondi Ue) a fare – suo malgrado – marcia indietro.  Allora assistiamo quotidianamente ad una sorta di neo-ostracismo ateniese verso tutto ciò che non profuma di "europeismo", "lobbismo" e "lobbismo privato". Questa, signori, si chiama "sistematico ribaltamento della verità". Per dirla in altri termini, "sovversione". Allora per giustificare le peggiori nefandezze, nei talk-show, come nei principali TG di regime, dinnanzi alle domande "fuori dal copione", ovvero dinnanzi a quelle domande più impertinenti e libere – che per la verità si possono contare sulle dita di una mano – i membri della casta usano giustificare l'ingiustificabile con il sorrisino di circostanza, con l'ilarità, o con la patetica espressione "Ce lo chiede l'Europa".  Ovvero – leggendo tra le righe – ce lo chiede la tecnocrazia dominante (o i membri autorevoli di potenti logge mondialiste che ruotano intorno al "nominato" Barroso) e i banchieri privati che a loro voltano ruotano intorno a Mario Draghi e alla Bce.

     Il Copione dei nostri aguzzini – Il Modello Veltroni-Formigoni 

    Obiettivo dei montiani "europeisti" – diffusi ormai nei meandri più nascosti della sfera politica ed economica del Paese –  (a prescindere da tutto e tutti, ed a prescindere ovviamente che in Europa la Democrazia sia ormai solo una inflazionata parola usata per mascherare un ferreo regime dittatoriale: ed in tal senso il discorso di oggi di Veltroni in Parlamento, al quale ha fatto eco sull'altro fronte la lode montiana di Formigoni,  la dicono davvero lunga) è quello di contrastare con la sottile e subdola arma della retorica e del "quotidiano" stravolgimento della realtà, gli antagonisti: cioè quelli che credono ancora nella "Costituzione" e nella libera determinazione dei diritti dei popoli. Quelli che credono nel welfare state e nella necessaria supremazia della sovranità della "dignità umana" sullo strapotere dei cosiddetti mercati. Se ciò vuol dire essere populisti e nazionalisti, cari lettori, siamo felici di esserlo. Noi almeno, non abbiamo alcun fine privatistico da perseguire, nessuna aspirazione ad aggiudicarci gare di appalto e nessun politico da compiacere, sostenere  o lodare. Il nostro Osservatorio è aperto a tutti. A tutti gli uomini liberi e intellettualmente onesti che abbiano qualcosa da dire e proporre per il bene reale del Paese, e non delle masso-mafie di turno. Almeno fino a prova contraria!

     L'Ora del Dissenso e dell'Anti-Europeismo 

    Sull'altro versante – quello dell'attacco – gli stessi teorici dell'europeismo pretendono nel contempo di tenere a bada 500 milioni di anime sotto lo scacco del rigore e dei diktat delle multinazionali. Certo, indigna vedere interi partiti ossequiare questi nuovi padroni arroganti dell'Europa, e ripetere – come le battute di un film di serie B in un lacero copione – frasi e parole d'ordine che riecheggiano puntuali da Francoforte a Bruxelles, da Berlino a Strasburgo. Intanto il sistema Target 2 ed il deplorevole debito fittizio ci strozzano, poprio come fa il credit crunch avallato dagli ultimi accordi di Basilea 3. E ciò mentre – notizia di poche ore fa – altre banche spagnole vengono "salvate" a discapito degli Spagnoli. Proprio come la favole del rating e delle "banche in crisi". Qui gli unici in crisi vera – dopo i poveracci dell'Eurozona – sono proprio loro, i nostri aguzzini. Affetti da una crisi nera come la morte.

     Una "Crisi Nera" come la Morte 

    Una "crisi" ancor più grave di quella "economica": la crisi dell'essere. La crisi di valori morali, umani e religiosi eclissatisi con la scomparsa – tra l'oblio più fitto e tetro – di ogni principio umano proteso al rispetto del Prossimo. Allora, attendendo fiduciosi che la cosiddetta "antipolitica" smetta di fare demagogia e Presenti al Paese i veri punti essenziali per uscire dalla cisi (ovvero denunciare e sospendere il Trattato di Lisbona; mandare in pensione i furbi del rating; uscire dal vile ed ingannevole euro e rinazionalizzare le banche centrali) ed attendendo fiduciosi che altri Crosetto ed altre Meloni (speriamo non sia il solito bluff) rinsaviscano ed abbandonino i loro squallidi carrozzoni partitici (da destra, a sinistra, al centro) mettendosi realmente al sevizio della Nazione, non ci resta che affidarci a Dio, e sperare che il bene vinca su questo squallore generalizzato. Amen! Se non altro la "crisi" dei valori un merito ce l'ha: quello di farci riscoprire le cose per le quali vale davvero la pena vivere e sperare. E nel contempo comprendere da vicino e bene le cose di cui vergognarci.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    L’Italia come la Grecia – I Numeri del Fallimonti a un anno dal golpe di Palazzo Chigi

    Martedì, Novembre  13th/ 2012

    –  di Sergio Basile – 

     Atene / Troika / Italia / Parlamento / DebitoPubblico / Udc / Pd / Pdl / Syriza / Bruxelles / Atene / Roma / Mario Monti / Antonis Samaras / Proteste / Bilancio 2013 / Merkel / Sarkozy / Armamento pesanti / Hitler / Merkel / Sarkozy / Nuova austerity / debtocracy / Grecia  

    L'Italia come la Grecia – I Numeri del Fallimonti

    a un anno dal golpe di Palazzo Chigi

    Il Parlamento ellenico approva tra le proteste la nuova

    sanguinosa austerity. Soddisfazione dall'Impero 

    I risultati delle ricette liberiste e rigoriste dell'Europa

    per Italia e Grecia

    Bruxelles, Atene – Barroso, Draghi e Lagarde chiamano, Samaras risponde! E così, come paventato alla vigilia, il primo ministro greco nelle scorse ore, malgrado scioperi e mobilitazioni nazionali, mai viste prima in Europa – almeno dai tempi della Sconda Guerra Mondiale – ha avallato i tanto odiati e temuti tagli e le nuove meschine e indignitose tasse, che sono state approvate dal Parlamento greco ed inserite nel bilancio 2013. E ciò, in cambio di nuovi "aiuti" internazionali da usura, protesi a far fronte ad un debito indotto, fittizio e gonfiato all'inverosimile – oltre che dallo spread – dall'acquisto forzoso (e bene non scordarlo) di armamenti pesanti per miliardi di euro, imposti l'anno scorso da Merkel e Sarzozy alla Grecia, per fare un grosso favore agli amici dell'industria bellica dei rispettivi Paesi. Ovviamente sulla stampa di regime la questione passò quasi del tutto inosservata, tranne qualche piccola eccezione. Sottomarini, aerei e armi pesanti (inutili alla piccola e pacifica Grecia) comprati a discapito del welfare state, per i quali ora il prezzo si sta chiedendo a giovani disoccupati, neo-licenziati e pensionati. Probabilmente neppure Hitler osò mai tanto, orrori dei campi di concentramento a parte.L’approvazione del pacchetto di austerity, in Grecia, ha comunque scatenato l'ira di decine di migliaia di cittadini, riversatisi nel cuore di Atene. Innumerevoli le manifestazioni di protesta. Calma piatta, invece, nel cuore dell'impero. Domenica scorsa il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha dichiarato come il rapporto redatto dalla Troika è “fondamentalmente positivo, dal momento che Atene ha mantenuto le sue promesse”. Già, ma il fantasma dell’insolvibilità è dietro l'angolo, e ciò mentre in terra ellenica il partito anti-austerity, Syriza, vola e si appresta a diventare nettamente il primo partito della nazione. 
     
     L'Italia come la Grecia – Lo dicono i numeri di Fallimonti  
     
    La nuova austerity è stata avallata  dal Parlamento con 167 voti a favore, 128 contrari e quattro astenuti: un pò quello che potrebbe avvenire e consolidarsi per sempre in Italia se a vincere le prossime elezioni saranno i partiti che appoggiano Mario Monti. Mister "Fallimonti", che proprio oggi (13 Novembre) festeggia il suo anno di governo, tra il plauso del suo apripista, Giorgio Napolitano. Un anniversario "festeggiato" tra i fischi e gli impietosi numeri emersi dal monitoraggio di tutti gli indicatori economici. Un fallimento totale!  Come fallimentari e falsi sono stati i proclami dei media di regime, che da mesi parlano impropriamente – al fine di abbonire le furie delle masse – di "prossima fuoriuscita dal tunnel della crisi". La prova – non c'erano dubbi – del regime dittatoriale meschino e viscido in cui viviamo e del quale vi parliamo da un anno esatto. Ma andiamo per ordine. Italia e Grecia: stesse ricette, stessi risultati. Vediamo perchè. Il Pil in Italia è passato dallo +0,7% al -2,5% (giù il Pil e giù – ovviamente – il potere d’acquisto) pertanto il rapporto debito/Pil dal 119% di un anno fa, è passato al 123,1%, per arrivare  – secondo le stime – al 126,1% l’anno prossimo; la disoccupazione dal 9,8% al 10,8% (in alcune regioni, supera abbondantemente il 50%, proprio come in Grecia); il Debito Pubblico è letteralmente scoppiato – crescendo di oltre 100 miliardi di euro, rispetto agli ultimi giorni dell'era Berlusconi – in un trend di crescita irreversibile; il welfare distrutto; i fenomeni migratori di famiglie italiane all'estero è ripreso a ritmi vertiginosi (paragonabile a quello di inizio Novecento). Insomma, questa è la ricetta che Pd, Pdl e Udc vorrebbero propinarci anche per i prossimi anni. Vergogna! E pensare che l'Italia nell'estate del 2011 godeva dei fondamentali economici più robusti d'Europa, appena un passo in dietro a quelli della Germania. Ma la cosa più assurda è che questo caos è scoppiato grazie all'azione coordinata e complice dei falsi profeti del debito e delle agenzie di rating: per le quali ieri la Procura di Trani ha rinviato a giudizio i boss di Standard & Poor's e Fitch, per manomissione di mercato aggravata e diffusione di dati falsi a mercati aperti. Dati protesi a mettere in cattiva luce – illegittimamente – il Bel Paese, favorendo il "lavoretto" di Mario Monti e dei suoi compari. Insomma, il complotto liberista prende sempre più forma ogni giorno che passa, e la vergogna aumenta. Anche se A,B,C fanno finta di niente. Quindi, come vedete, l'Italia non teme il fantasma della Grecia! Ma semplicemente perchè è già in Grecia! Cari amici – ci chiediamo – fino a quando gli Italiani che malgrado tutto imperterriti continuano a votare per i montiani  capiranno il male che stanno facendo al loro Paese? Quando capiranno che sarà impossibile ripagare i debiti contratti con i padroni d'Europa e dei mercati?
     

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Luglio 12th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Spagna / Madrid / Mariano Rajoy / Manovra / Euro / Marcia Nera / Tagli / Movimento di protesta / Soppressione della tredicesima / Dipendenti statali / Austerity / Iva al 21% / Minatori spagnoli  Spagna: varata una nuova manovra da 65 miliardi di euro Madrid monta […]

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    Lunedì, Giugno 18th / 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –  Unione europea / Cipro / Nicosia / Eurozona / Commissione europea / Troika / Fondo Monetario Internazionale / Christine Lagarde / Russia / Cina / Pechino / Mosca / Germania / Egemonia delle banche private / Liquidità / Crisi / Attacco speculativo […]

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    Martedì, Maggio 29th /  2012 – di Silvia Laporta – Spagna / Madrid / Crisi Ue / Eurozona / Unione europea / Debtocracy / Mariano Rajoy / Bankia / Aiutare le povere banche / Dittatura dello spread / Diktak del rating / Alibi / Paradossi della casta bancaria / Controinformazione / Qui Europa / Fallimento dell'economia europea / […]

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    Giovedì, Aprile 12th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Spagna / eurozona / Unione Europea / Crisi / Spread / Investitori / Debito Pubblico / El Mundo / Monti / Rajoy / Pagliuzza e trave / Spread  Italia-Spagna: colpi bassi a suon di dichiarazioni  El Mundo: "E’ una guerra sporca!" Rajoy […]

    Madrid sotto assedio – Tagli e diktat

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    Mercoledì, Aprile 11th/ 2012 – di Sergio Basile –  Spagna / Crisi Ue / Eurozona / Euro / Commissione europea / Approvazione tagli / Madrid / Misure di Austerity / Olivier Bailly / Governo Rajoy / Governo Zapatero / Dittatuta del mercato / Democrazia / Spread / Deficit regionale / Eurostat /  Dopo Lisbona, nuove […]

    Spagnoli sconfitti in casa: Madrid-Spread (0 – 1) – Partita truccata? Arbitra la “Troika”: Spread in rialzo a Madrid – Intanto l’Olanda ci “euro-ripensa”

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    Giovedì, Marzo 29th / 2012 Eurozona / Bce / Europa / Spagna / Citi / Spread / Real / Crisi / Willem Buiter / Olanda / Euro  Spagnoli sconfitti in casa: Madrid-Spread ( 0-1 ) – Partita truccata? Arbitra la triade Troika: Bce, Ue, Fmi –  Spagna in crisi, spread in rialzo a Madrid Intanto […]

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  • Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Sabato, 21 luglio /  2012

    – di Sergio Basile –

    Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle  

    Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact

    e al tracollo finale della  Democrazia

    Ci aspettano 20 anni di dittatura e nuove ingerenze dirette dell'Europa dei

    banchieri, anche nel dopo Monti; la politica in Italia è definitivamente morta

    e sepolta 

     

     

    di Sergio Basile 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – E’ stato approvato il 12 Luglio senza dibattito in Senato. Il Fiscal Compact si riconferma  un “patto fiscale” dai tratti ingannevoli e disonesti, anche nel momento della sua approvazione. Meno di una settimana di lavoro per ratificarlo, e non sono noccioline: il trattato  europeo impone all’Italia di tagliare 45 miliardi di debito pubblico all’anno per 20 anni ( grazie alla spending rewiew). Obbiettivo? Mettere in pareggio un Debito illegale ed impareggiabile perchè si auto-rigenera in base ai meccanismi perversi che abbiamo visto (vedi articoli correlati: "Schiavi di un Debito Illegale). 

     Il Vergognoso silenzio del Parlamento                                                                    

    Silenzio al Parlamento. Malgrado finte prese di posizione e finte scaramucce tra ABC, che si attenuano come al solito col calar del sole, o addirittura allo spegnimento della spia rossa delle telecamere. Nessuno dice una parola a difesa della libertà e integrità dei cittadini, ma rimangono tutti in poltrona! Alfano, Casini, Berlusconi e Bersani continuano in pratica a fare la loro sporca, sporchissima particina, e a sostenere i disastri, i sanguinosi disastri del professor Monti, mentre l'Italia, la grande Italia del lavoro va irrimediabilmente a rotoli. Da registrare solo un timido intervento della Lega – che lascia però il "tempo che trova" – che ha chiesto un referendum popolare che non verrà mai messo in pratica.

     Il Grande Tradimento                                                                                                    

    Seppur si siano nascosti dietro questo omertoso silenzio – tradendo sia il "patto elettorale" con gli Italiani, che il "patto sociale" con la storia – tutti i parlamentari sanno a cosa ci stanno facendo andare incontro. Un vero e proprio macigno per la nostra Repubblica, reso ancora più pesante dai controlli della Germania e non solo. Un giogo schiacciante, dittatoriale, posto sul nostro collo – come l'agricoltore fa con le sue bestie – e su quello dei nostri figli. Questo strazio, infatti, secondo questi signori dovrebbe andare avanti per 20 anni, ed evidentemente oltre: perchè 20 anni così vuol dire. "trasferirsi idealmente nel quarto mondo". Cioè giusto il tempo di trasformare l'Italia nel Burundi: con tutto il rispetto per il Burundi.

     Il Grande Boicottaggio                                                                                                   

    Ma a far più rabbia di questa sporca e menzognera casta di meschini politicanti, sicuramente quei cittadini che restano volutamente nell'ignoranza e – a differenza dei cugini spagnoli, scesi nelle piazze a milioni – restano comodamente seduti davanti alla TV ad ascoltare media corrotti e notizie completamente falsate e protese a boicottare le nostre menti, rendendo più facile il percorso dei nostri aguzzini verso il disastro più totale nostro e delle nostre famiglie. A diffrenza di oggi, nel passato – come apprendiamo dalla storia antica – il popolo d'Israele sotto la schiavitù dei faraoni d'Egitto sperarono in Dio e trovarono Mosè. Ma chi saranno oggi i nostri liberatori sociali? Chi i nostri Mosè? L'unico (grande) conforto, per i credenti. è sapere che – come ha detto la Madonna nelle apparizioni, da Fatima a Medjugorie – i tempi che oggi stiamo vivendo sono i più bui della storia, ma alla fine il bene trionferà. Magra consolazione (forse) per i non credenti, esposti in pieno a tutti gli effetti più deleteri di un a-nomismo cronico: perdita di qualsiasi tutela reale e garanzia giuridico-legislativa. Fenomeno che il sociologo Durkaim analizzò nel teorizzare il suo famoso "suicidio anomico": forma di suicidio tipico dei nostri tempi.

     Schiavizzati dall'Europa col "sorriso sulle labbra"                                                

    La sovranità economica, in questa apocalisse indotta e mascherata, verrà totalmente dirottata fuori dallo stato italiano, per migrare verso la Commissione europea, e l’Eurogruppo. L’obbligo di pareggio di Bilancio e soprattutto un rientro a tappe forzate del debito pubblico (falso e fittizio) saranno dictat da rispettare prima di ogni altra cosa! Qualunque stato ritenesse che non stiamo rispettando i “patti “, potrà denunciarci al fine di farci sanzionare con una multa fino a 0,1 % del Pil ( 1, 6 miliardi di euro). E qui casca l'asino: non sarà Mario Monti a chiederci nuove manovre (il gioco è sottile quanto subdolo) ma una volta che il professore sarà tornato ad occuparsi a tempo pieno delle sue banche e dei suoi club occulti, sarà direttamente l'Europa ad allungare su di noi (e sui nostri alleggeriti portafogli) i suoi asfissianti tentacoli, chiedendoci "nuove manovre". Per chi non l'avesse ancora capito quello che stiamo vivendo non è un gioco, non è una crisi passeggera, ma è una vera e propria guerra tra classi. Un vero e proprio "gioco al massacro", dove il popolo più addormentato sarà il primo a vacillare, ed in Italia – in tal senso – ogni giorno che passa l'indifferenza e la disinformazione mediatica ci stanno portando alla schiavitù totale. E lo faranno sorridendoci, con il sorriso sulle labbra: trattandoci da completi idioti.

      La "prostituta liberal-socialista"                                                                                  

    Una cosa è chiara, la politica è fallita, prostituitasi completamente alla causa liberista ed al dio denaro; e le caste – malgrado gli ultimi tentativi di coprirsi e le ultime illusioni – hanno gettato la maschera. Non esiste più il senso dello stato e delle istituzioni tipico della destra conservatrice; non esiste più la lotta per la difesa dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori, tipica delle forze della sinistra, e della sinistra moderata. Non esiste più l'idea di giustizia sociale e di rispetto per la dignità umana che animarono Don Sturzo e personaggi come Giorgio La Pira, tipici di partiti di centro e di un elettorato cattolico. Chi dovrebbe incarnarli oggi? Forse il montiano Pierferdinando Casini?  Fatto sta, che di giorno in giorno, crescono i consensi per il Movimento 5  Stelle, l'unico finora capace – sistematicamente – di schierarsi apertamente contro lo strapotere delle banche e delle lobby, e contro i loro maggiordomi italiani della politica. Riuscirà Beppe Grillo, che nei consensi ha già sovrastato il duo Alfano-Berlusconi, a sormontare la strategica accoppiata Bersani-Casini? Manterrà fede ai suoi programmi anti-austerity? Chi vivrà vedrà!  Ma, intanto, nell'attesa di conoscere le pieghe elettorali che il nostro Paese prenderà, c'è da dire che oltre al Fiscal Compact verrà ratificato l’altro trattato liberticida per eccellenza, ossia il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità) il fondo di 500 miliardi che entrerà in vigore effettivamente a Settembre, Germania permettendo. Con questo trattato, l’Italia, s’impegna a versare oltre 15 miliardi in 5 anni; senza contare  una serie di altri articoli che, comma dopo comma, sono tesi alla distruzione della libertà e democrazia degli stati europei che vi hanno aderito, in nome di una nuova dittatura europea, opportunamente camuffata. Cose delle quali abbiamo abbondantemente parlato (vedi articoli correlati).

      Sicilia sotto attacco                                                                                                            

    Nel frattempo il Premier Monti ha avuto, in questi giorni, un vertice improvviso con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il grosso dell’incontro è stato dedicato al viaggio americano di Monti, il quale ha esposto a Re Giorgio Napolitano tutti i particolari inerenti agli incontri con le personalità stanunitensi: personaggi tutti – secondo Monti – interessati alla ripresa del Vecchio Continente. "Se l’Europa non si riprende, anche l’America un giorno potrà risentirne": ha spiegato il professore con la passione per i "derivati". Belle e commoventi parole che venivano spese proprio mentre Moody’s, l’agenzia di rating , declassava l’Italia! Una parte dell’incontro è stata dedicata, poi, anche alla Sicilia. Monti si è riferito alla lettera scritta l’altro giorno a Raffaele Lombardo, nella quale esprimeva timori per il rischio di default e chiedeva conferma sulle dimissioni. Parlarne a Napolitano è stato un modo per ottenerne la copertura politica, su una mossa che ha avuto reazioni forti, soprattutto in Sicilia.

      Sardegna alla riscossa                                                                                                       

    Ma l’opinione pubblica è in fermento, finalmente, anche in Italia. Gli Italiani non ce la fanno più! Malgrado i media fingano di non accorgersene.E ci sono volte in cui l’unione fa la forza: la settimana scorsa, gli agricoltori sardi hanno salutato definitivamente l’Imu. L’amministrazione regionale ha deciso di classificare come svantaggiati tutti gli enti locali dell’Isola; ad eccezione del territorio del capoluogo regionale, dove i terreni agricoli hanno scarsa rilevanza. Il comparto agricolo è già martoriato da una forte impennata dei prezzi di produzione, assolutamente antieconomica: ora le aziende potranno destinare ad altri impieghi il denaro per il balzello su campi, stalle, capannoni ed edifici. E arrivano anche buone notizie.

      Intanto le lobby esercitano il potere reale                                                                   

    Nella Borsa di Chicago le quotazioni di mais hanno fatto registrare un nuovo massimo storico: un aumento del 42% negli ultimi 30 giorni, insieme a un rialzo del 34% per il grano e 17% per la soia. Dinamiche dovute alla siccità negli Stati Uniti e le alluvioni in Russia e Ucraina.  Gli agricoltori italiani potranno contare, però, su un aumento del prezzo solo nel medio periodo: anche il mercato agricolo è in preda alla speculazione. Ci sono società specializzate nell’accumulo del prodotto, attività che si è dimostrata molto redditizia! Si segnala poi – con grande vergogna e sconcerto – un vero boom dei prodotti di finanza derivata sulle quotazioni dei principali cereali: titoli pensati per tutelarsi dalle oscillazioni dei prezzi ed oggi diventati un arma a doppio taglio nelle mani delle grandi società finanziarie, che continuano ad esercitare il potere reale in questa gabbia di matti. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Aprile 24th /  2012 – di Sergio Basile – Italia / Europa / Meeting internazionale dei leader parlamentari progressisti / Mikael Damberg / Pierluigi Bersani / Welfare / Cultura / Partecipazione femminile alla vita politica / Batterista dilettante e mediocre / Malata terminale / Luoghi comuni / Retorica / Luoghi comuni / Morte dell'Europa […]

     

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    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

    S.O.S. Monti – Lorenzo dice “NO” al Professore

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    Domenica, Aprile 15th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Governo tecnico / Mario Monti / S.o.s. / Campagna pubblicitaria / Rilancio immagine del governo / Tasse / Fiscal compact / pensioni / Disoccupati / Lorenzo Cherubini / Jovanotti / Testimonial / Rifiuto / Impegni improrogabili / Politica / Giorgio Napolitano […]

     

    Ue: Emergenza lavoro – Strategie e disastri

    Ue: Emergenza lavoro –  Strategie e disastri

    Domenica, Aprile 15th/ 2012 –  di Sergio Basile – Commissione europea / Lavoro / Commissione Affari Sociali / Laszlo Andor  / Manuel Barroso / Perdita 6 milioni di posti di lavoro / Mercato comune reale / Consiglio europeo/ Strategia e limiti dell’Unione europea / Fiscal compact / Austerity / Deficit spending / Tecnocrazia / Ridimensionamento […]

     

     

     

  • Decreto sul Lavoro: Passera accelera la riforma d’intesa con l’Ue e la Casta

    Decreto sul Lavoro: Passera accelera la riforma d’intesa con l’Ue e la Casta

    Martedi, Giugno 19th / 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Italia / Decreto Sviluppo / Decreto Lavoro / Corrado Passera / Assisi / meeting internazionale economia / Parlamento / Unione Europea / sviluppo sostenibile / crisi / lavoro / economia / Project Bond / Grecia / Atene / Italia / Banche / Eurozona / Qui Europa / disoccupazione / povertà 

    Decreto sul Lavoro: Passera accelera la

    riforma d'intesa con la tecnocrazia Ue

    Tutti i dati confutano Monti, Passera e la Fornero

    smontano i facili entusiasmi dei tecnici

    Ma la casta approva il lavoro dei tecnocrati

    Corrado Passera soddisfatto per i progressi fatti – Il plauso della casta

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Assisi, Roma – Nel corso del meeting internazionale di economia, tenutosi ieri ad Assisi, il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, è sembrato abbastanza  – anzi troppo – ottimista. La riforma sul lavoro, d'altra parte, è già in cantiere: una volta approvata dal Parlamento – d'intesa con Bersani, Alfano e Casini – ci sarebbero tutti i presupposti perché possa essere presentata all’appuntamento europeo: un’occasione – sostiene Passera – per muoversi non solo in direzione del “rigore” – come fatto fin ora – ma anche in direzione  “crescita”, facendo passi avanti nella ripresa economica del Paese. Il ministro ha quindi sbandierato ai quattro venti la sua "decisa volontà" di voler puntare sul lavoro: dare degli incentivi importanti facendo capo allo sviluppo economico sostenibile, prendendo gli errori del passato ad esempio, in modo da non reiterarli nel futuro. Anche se francamente ormai è chiaro che "rigore" e "crescita" sono due aggettivi tra loro incompatibili, anzi del tutto contrari.

      Entusiasta? E di cosa?  

    Sul tema sviluppo il ministro si è dimostrato egualmente soddisfatto: Nel decreto ci sono stimoli sull’economia – ha dichiarato – ma ci sono soprattutto riforme strutturali come nel campo fallimentare, come nel campo della finanza d’impresa, che sicuramente aiuteranno le imprese. E’ chiaro – aggiunge– che noi non verremo mai meno all’impegno di mantenere i conti pubblici in ordine, come ci siamo impegnati con il resto del mondo, però risorse private, comunitarie e anche pubbliche, ne vengono mobilitate parecchie e da molti settori ci viene il plauso per quello che abbiamo fatto” .  Nei giorni scorsi, noi dell'Osservatorio Nazionale "Qui Europa", abbiamo analizzato il Decreto Sviluppo che, seppur appaia dalle parole del governo Monti, come un ambizioso progetto per una "quanto evidentemente improbabile crescita", è pesantemente intrisa di lacune e contraddizioni. Alcune anche particolarmente gravi, circa proprio la situazione lavoro (vedi articolo in archivio). Emblematico, in merito, è l'impressionante numero dei cosiddetti esodati che ormai va oltre i 300.000 – neanche fossimo in periodo di guerra armata – e che come rivelato dai sindacati nei giorni scorsi non corrisponde a quanto sostenuto dalla "signora Elsa Fornero". Il Ministro del Lavoro che, pur avendo il dovere di conoscere i veri  dati dichiarati  e depositati dall'INPS, non ha diffuso le cifre esatte.  Per non parlare dell’immancabile postilla “tecnica”, Project Bond: cioè dei nuovi debiti, soggetti ad interesse,  introdotti nel sistema, sempre a carico dei cittadini, con lo scopo di finanziare opere pubbliche, che dovrebbe sostenere lo stato  ma che saranno affidate in maniera esclusiva ed incomprensibile al capitale privato. Quindi cosa troviamo nel Decreto Sviluppo? Nuovi debiti! Una bella sorpresina “di sviluppo” per gli Italiani !

      La Grecia e il "Passero" pensiero  

    Tornando al “Passero Solitario”, il ministro, ha anche commentato l’esito del voto in Grecia:  “ Atene sta dicendo “Dobbiamo farcela”! Il voto di ieri è sicuramente positivo – ha commentato nelle ultime ore il ministro – e conferma tutto quello che abbiamo sempre pensato: Atene deve rimanere dentro l’Eurozona e va aiutata a superare questo momento difficile”.  A giudicare dalle condizioni economico-sociali, ormai disastrose, della città ellenica,  forse questo è sempre quello che hanno pensato “loro” e non gli Ateniesi ed il resto della popolazione ellenica! Se l’Eurozona pensa di aiutare l’economia Greca con la sua classica strategia di rimpinzare, a nostre spese, le casse delle banche per ricavarci una bella fetta di interesse, come al solito, forse questo tanto millantato “plauso” – di cui parla Passera – si potrebbe trasformare in un frastuono molto più forte! E l'enorme consenso avuto dall'estrema sinistra anti-rigorista di Syriza in Grecia nelle scorse ore è, in merito, un chiaro avviso all'eurocasta ed allo stesso Fmi di Christine Lagarde.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Si della Camera al Decreto “Anti-corruzione” – In aula è caos – Si di Monti al Lobbismo

    Si della Camera al Decreto “Anti-corruzione” – In aula è caos – Si di Monti al Lobbismo

    Venerdì, Giugno 15th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Italia / Roma /  Camera / Disegno di legge / Corruzione / Controinformazione  / Qui Europa / Pdl / Antonio Di Pietro / Lega / Pdl / deputati / Parlamento / voto / astensione / Incandidabilità / Disegno di Legge Anti-corruzione / governo tecnico / Monti / Spacchettamento concussione / Traffico Di influenze / Corruzione tra privati / incompatibilità / niente regali per gli statali / favoritismi / Raccomandazioni / Immobilismo sociale / Fabrizio Cicchitto / Lobbismo / Banche  

    Si della Camera al Decreto anti-corruzione 

    In aula è caos: Pdl, Lega e Di Pietro si scagliano

    contro il disegno di legge

    Monti pensa a salvare banche e lobbismo

    Decreto Anti Corruzione – Monti salva le Lobby Bancarie

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma –  Il via della libera della Camera al disegno di legge contro la corruzione, sembra aver causato non poche polemiche di tantissimi partiti in aula,  particolarmente il Pdl. 114 Articoli passano con una maggioranza decisamente “risicata”, 354 si (Pd, Fli, Udc, Api) 25 no (Idv) e poi  una valanga di astensioni: 102 su 379 votanti tra cui anche la Lega. Il Pdl si sgancia totalmente: del 210 deputati del gruppo,  solo 138 hanno partecipato al voto e di questi 98 erano favorevoli e 112 tra voti contrari, non partecipanti al voto e astenuti.

      I punti caldi  

    Ma vediamo, in breve, per giudicare anche noi in modo oggettivo, alcuni punti caldi del disegno di legge. 1) Incandidabilità – Con l’articolo 10 del ddl si  delega il governo ad adottare un decreto legislativo per vietare le candidature al Parlamento Europeo, il Parlamento Italiano negli enti locali e nella pubblica amministrazione, a coloro i quali abbiamo riportato pene definitive superiori a due anni. 2) Spacchettamento concussione – Nasce il nuovo reato di dare o promettere utilità, punendo il privato concusso con pene dai 3 agli 8 anni; 3) Traffico di influenze – Reato anti-cricca. Punisce da 1 a 3 anni chiunque “sfruttando relazioni esistenti, con un pubblico ufficiale fa dare o promettere denaro o altro vantaggio patrimoniale, come prezzo della propria mediazione illecita; 4) Corruzione tra privati – Pene da 1 a 3 anni per amministratori e dirigenti che compiono o omettono atti vi violazione degli obblighi inerenti ai loro uffici;  5) Incompatibilità – I condannati, ex colpevoli di reato contro la Pubblica Amministrazione, non potranno assumere per un anno, incarichi dirigenziali nella stessa amministrazione dove sono stati eletti;  6) Niente regali per gli statali – Divieto di tutti i dipendenti pubblici di chiedere o accettare a qualsiasi titolo, compensi regali o altre utilità. In più il governo definisce il codice di comportamento dei dipendenti. Al fine di assicurare la qualità dei servizi, la prevenzione dei fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà e imparzialità la violazione dei doveri contenuti nel codice è fonte di responsabilità disciplinare.

      La rivolta  

    Di fronte a questo disegno di legge, che sembra voler mettere a posto l’Italia dei favoritismi, delle raccomandazioni e dell’immobilismo sociale causato dalla mancanza di meritocrazia, il caos! Il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, si è scagliato contro i magistrati : “ Uso politico della giustizia. Questo testo deve cambiare al Senato nella parte della corruzione, della concussione e del traffico di influenze. Oppure noi voteremo contro sulla responsabilità civile dei magistrati se il governo metterà la fiducia”.  Una specie di minaccia. O cambiate il disegno di legge o vi facciamo mancare la fiducia. Un clima di tensioni che non si vedeva da tanto tempo, stranamente per un provvedimento che vorrebbe – almeno da una prima analisi del testo – combattere la corruzione . Ma forse quello che c’è da cambiare in primis è la mentalità. Non piace forse ai politici che sia legittimo in Italia dire No alle raccomandazioni? Non piace ai politici italiani punire la corruzione e imporre a chi non ha una fedina penale cristallina l’entrata nelle pubbliche amministrazioni?  

      La postilla della discordia   

    Neanche a Di Pietro piace questa legge. “E’ un’altra occasione sprecata. Uno specchietto per le allodole e anzi, aver deciso di punire il concusso, è qualcosa che favorisce l’omertà”Ma ecco che il disegno di legge del governo, nasconde la firma inconfondibile di Monti : “ Il governo si è impegnato a definire la differenza tra traffico di influenze illecite e lobbysmo, attività Lecita” . Ecco qua una bella postilla con cui il caro Professore salva quello che davvero gli sta a cuore della nostra bella Italia: Le Banche.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa) 

  • Napolitano e Monti denunciati per attentato alla Costituzione

    Napolitano e Monti denunciati per attentato alla Costituzione

    Martedì, Maggio 8th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Ue / Sovranità popolare / Sovranità monetaria / Sovranità fiscale / Denuncia alla Procura della Repubblica / Costituzione Italiana / Vertici dello stato denunciati / Giorgio Napolitano / Mario Monti / Parlamento / Governo Monti / Paola Musu / Procura di Cagliari / Paolo Barnard / Bce / La sovranità appartiene al popolo / Popolo di facebook / Appello / Denuncia / L'Italia s'è desta / Sergio Basile / Qui Europa 

    Da Facebook cresce l'adesione alla petizione

    contro Napolitano e Monti, per attentato

    alla Costituzione

    Migliaia di adesioni spontanee a sostegno

    della denuncia dell'avvocato Paola Musu

    Gli Italiani e la Sovranità: un nodo da sciogliere!

     

    di Sergio Basile

    Roma – Cresce su Facebook, a ritmi impressionanti,  l'adesione alla petizione on-line contro il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il professor Mario Monti, il suo governo di nominati e lo stesso Parlamento Italiano, per attentato alla Consituzione ed altre accuse inerenti ad un presunto accordo segreto tendente a destabilizzare lo stato (proprio nel bel mezzo dei festeggiamenti – appena coclusisi – in onore del suo 150° compleanno) privandolo della sua sovranità. La petizione è portata avanti, coraggiosamente, da due gruppi,  che contano già migliaia di iscritti, nati spontaneamente, ed emuli dell'avvocato Paola Musu. La Musu, legale cagliaritano, il 2 aprile scorso, infatti – come pochi sanno (in quanto la notizia è passata come al solito in sordina – o addirittura censurata – presso tutti i principali media nazionali) si è presentata nella Procura nella sua città e ha denunciato i vertici dello Stato Italiano e l'intero Parlamento per – si legge nella denuncia – "attentato contro l'integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato italiano; associazione sovversiva; attentato contro la Costituzione; usurpazione di potere politico; attentato contro gli organi costituzionali e i diritti del cittadino; cospirazione politica mediante accordo e mediante associazione". 

       La denuncia                                                               

    In particolare, secondo l'avvocato Musu, con il singolare avvento di questo bizzarro governo tecnico, favorito da Re Giorgio Napolitano, si è realizzata – ai danni di tutti gli Italiani – un'usurpazione di fatto. Ovvero, si è violato il primo articolo della Costituzione Italiana, quello più importante di tutti – l'articolo basilare – che recita: "la sovranità appartiene al popolo". Come ribadisce, nel corpo della denuncia, la Musu, "Contenuto essenziale della sovranità di un popolo è dato dalla propria sovranità in materia di politica monetaria, economica e fiscale.  Svuotare un popolo e la sua sovranità di quello specifico contenuto significa, e comporta, privarlo della sovranità stessa, in quanto lo si priva della facoltà e del potere di determinare il proprio destino ed il proprio stesso "essere", compromettendone la sua stessa esistenza". 

      La sovranità appartiene… A chi?                         

    Napolitano, Monti e gli altri denunciati avrebbero pertanto "consegnato la sovranità del popolo italiano in materia di politica monetaria, economica e fiscale (…) e, con essa, la sostanza essenziale ed intangibile della sovranità popolare, nelle mani di organismi esterni alla Repubblica (quali Bce – una banca nella sostanza privata –  Sebc, Commissione europea: una élite di nominati, e non eletti), di struttura e composizione prettamente oligarchica e privi di ogni fondamento democratico e, tanto meno, repubblicano e senza che il popolo vi abbia mai manifestato espresso e formale consenso". Situazione davvero paradossale! Molti osservatori internazionali hanno addirittura coniato il termine nuovo e sconcertante di "nazismo bianco". Altri invece prospettano un ritorno dei fantasmi dello stalinismo più bieco ed asfissiante. Fatto sta che si tratta di un golpe!

      L'Italia s'è desta!                                                       

    Iniziativa coraggiosa, quella della Musu, che da ha subito trovato inaspettati e spontanei consensi tra migliaia di internauti di facebook – tra i quali la "crociata anti-politica" – e che   si sta rapidamente diffondendo a macchia d'olio.  Numerosi osservatori, concordi alla linea della Musu, hanno caldeggiato l'ipotesi di portare la questione davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Da notare, comuque, il grave silenzio mediatico che si è posato come un velo di polvere sulla straordinaria e sintomatica vicenda. Indice e segno inequivocabile dell'esistenza di un popolo consapevole – quello italiano – che vuol riprendersi la propria sovranità, e il proprio futuro! Malgrado tutto e tutti! 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

    Internet  –

    I passati poco noti del professor Mario Monti

    nell'azione dei precedenti governi italiani.

    Sul web (Facebook) sta spopolando da giorni un documento dalla portata dirompente, che riporta alcune informazioni completamente taciute dai media nazionali, relative al passato del professor Mario Monti, ed alle sue attività di "consulenza" nell'ambito dei precedenti governi. "Qui Europa", vista la portata del documento, e l'inconsueta e straordinaria mobilitazione che esso ha crato sulla rete, ha deciso – anche e soprattutto per amor di cronaca, ed in nome della libertà di espressione, sancita e tutelata dalla Costituzione – di pubblicare in forma integrale il documento medesimo. Ovviamente tutta la redazione di "Qui Europa" prende le distanze dai commenti alla notizia, rimettendo ogni responsabilità in merito alla portata dei medesimi, che pertanto ricade interamente sui relativi sottoscrittori di essi. Tuttavia, "Qui Europa", per amore alla verità di cronaca e colmando un vergognoso gap informativo che spesso caratterizza gran parte dei giornali e dei media di bandiera, e di respiro nazionale, ritiene sia giusto – a nome del suo direttore – pubblicare i contenuti integrali dello stesso.

    Il Documento proposto di seguito è integralmente

    reperito su Facebook – Di contenuto e rilevanza pubblici – Esso 

    non è frutto di alcuna elaborazione della redazione di  "Qui Europa"

    Quello che viene taciuto per

    evitare una sommossa

    "Nel giugno 1981, una commissione di studio, presieduta da Paolo Baffi, direttore generale di Bankitalia, deliberò di seguire lo schema d'un giovanotto, molto stimato dai Rothschild, tale Mario Monti, il quale propose l'emissione di titoli a lungo termine, con aste mensili e quindicinali, in modo… che il rendimento cedolare fosse fissato dal mercato, con scadenze tra i 5 e i 7 anni. Il che, a detta del professorino, garantiva il potere d'acquisto e, secondo gli esiti delle aste, un piccolo rendimento dell'1-2%. Il Tesoro, zufolò Monti, avrebbe avuto da 5 a 7 anni per programmare e finanziare meglio la spesa pubblica. La proposta passò con standing ovation. Il deficit andò su come un proiettile. Le spese aumentarono invece di diminuire. Mentre Mario Monti procurava il credito a tassi impossibili, aumentarono tasse e benzina, le spese sanitarie sfondarono di mille miliardi di lirette il finanziamento statale. "

    http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1768757&codiciTestate=1&sez=hgiornali&testo&titolo=Lemme+lemme+la+Germania+si+sta+acquistando+la+Sicilia

    Si ripresenta, come una "zecca" appassionata dalla propria

    infezione, nel 1989 come "consulente esperto" del ministro

    del bilancio Cirino Pomicino:

    "… Eppure,il premier Mario Monti, chiamato a salvare l'Italia dai gorghi del default, tra il 1989 e il 1992, erano i tempi del sesto e settimo governo Andreotti, non riuscì a impedire il peggio. Cioè l'esplosione del rapporto tra debito e pil preludio della grande tempesta finanziaria che al principio degli anni Novanta costrinse Giuliano Amato alla manovra da 103.000 miliardi di vecchie lire. In quei tre anni il peso del debito balzò dal 93,1% del 1989 al 98% del 1991 e al 105,2% del 1992. Un vero boom, insomma, pari al 12,9% in termini relativi e al 44,5% in cifre assolute, da 533,14 miliardi di euro a 799,5 "

    http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp preview=false&accessMode=FA&id=1747516&codiciTestate=1

    Ed ora, secondo voi, dal novembre 2011,

    chiamato quasi d'imperio da "o re" Napolitano,

    Monti Mario è advenuto a noi quale "nume tutelare"

    della nostra economia per un nuovo "cresci italia",

    o come "accabadora nazionale" per accompagnare

    nella via dell'"euro senza speranza" gli ultimi

    "singulti" convulsi e ferali della nostra italica dignità

    ed indipendenza ???

    "… In termini di Teoria dei Mass Media, sintetizzata, sarebbe questa la fase due dell’attuale governo italiano, quella succeduta al “Decreto salva-Italia”??? Si sono dimenticati di spiegare chi ha salvato chi (come, dove, quando e per quanto) e che il nostro baldo ragionier Mario Monti, a metà gennaio, ebbe la sfrontatezza di definire questa in corso come “la fase della crescita e dello sviluppo”.

    Stanno lanciando la moda della “sistematica

    produzione di falsi”.

    Avendo capito di non essere assolutamente in grado né di gestire l’attuale travaglio del paese, né tantomeno sviluppare delle idee creative per il bene comune della nazione, dando fiato all’economia, rilanciando gli investimenti e allargando l’occupazione aprendo il mercato del lavoro, il governo si dedica ormai sistematicamente alla produzione di falsi. Dimostrati e dimostrabili anche da un bambino."

    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/04/il-governo-monti-dice-bugie diffondono.html