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  • Contraccambio e Logica della Gratuità – Da Zaccheo al Modello Auriti

    Contraccambio e Logica della Gratuità – Da Zaccheo al Modello Auriti

    Lunedì, Novembre 4th/ 2013

     – di Padre Piotr Anzulewicz e Sergio Basile 

    Catanzaro, Proprietà Popolare della Moneta, Padre Piotr Panzulewicz, Sacro Cuore Catanzaro, Catanzaro Lido, Nel segno della Gratuità, Vangelo, Giacinto Auriti, San Carlo Borromeo, San Francesco d'Assisi, Zaccheo, Juan de la Cruz, Cantico delle Creature, Gratuità e tornacontismo, Usciamo dai calcoli, Generosità e Amicizia 

    Contraccambio e Logica dela Gratuità – Da Zaccheo

    al Modello Auriti

    Alle Fonti della Gratuità: la conversione di Zaccheo, l'uomo

    del "sistema", accecato dalle ricchezze, e l'incontro con lo

    sguardo di Dio

    Il Modello Auritiano della "Proprietà Popolare della Moneta"

    ►Video in allegato: Giacinto Auriti

     

    di Padre Piotr Anzulewicz e Sergio Basile

    AURITI - GRATUITà - PIOTR BASILE

     Non possiamo sbagliare obiettivo                                                                         

    Catanzaro –  di Padre Piotr Anzulewicz e Sergio Basile – Oggi, Lunedì della 31a settimana del tempo orinario, la Chiesa ricorda San Carlo Borromeo († 1584), vescovo di Milano, uomo della preghiera e della penitenza come partecipazione alle sofferenze di Cristo e alla Sua morte. Emblematico esempio che, a poche ore della commemorazione dei defunti, ripropone alla nostra mente l'immagine della morte.. Non macabra e diprimente, ma carica di fiducia. Sentimento che possiamo cogliere nell'espressione del Poverello d'Assisi, che definiva «nostra sora corporale da la quale nullu homo vivente po’ skappare» (Cantico delle creature, v. 12). Siamo immortali fin dal giorno del nostro concepimento! Questa notizia ci riempie di speranza. La nostra vita è allora una caccia al tesoro: l’eterno. Non possiamo sbagliare l’obiettivo e la strada; non possiamo giocarci male la nostra liberta, essere ciechi e sordi, impreparati e inconsapevoli. Ci viene dato un tempo, anche quello supplementare, per imparare…

     Zaccheo e i supplementari                                                                                      

    Cosa che – proprio nei supplementari – evidentemente capì anche un personaggio ambiguo e "parte del sistema" come Zaccheo, presentatoci ieri  nel Vangelo di Luca  (Lc 19,1-10). Uomo piccolo di statura, piccolo nell'amore verso gli altri e nella fede in Dio, «capo dei pubblicani», cioè dei doganieri, controllori, appaltatori o esattori di tributi e di tasse. A Gerico si trovava un posto di controllo doganale dell’amministrazione romana e Zaccheo era il capo dei doganieri, temuto e odiatoassorbito e accecato dalle cose, dominato e conquistato dalla ricchezza. Zaccheo non poteva dirsi proprio uno stinco di santo: egli aveva sulla coscienza non solo le estorsioni e le malversazioni finanziarie, ma anche il tradimento politico e religioso: collaborava con i detestati oppressori della Palestina e, anzi, li sosteneva. Pur ricco e riverito, era così infelice da sentire il bisogno di cambiare il proprio nome, Zaccaria, in Zaccheo, più moderno e grecizzante. Ad un tratto lo switch divino colpisce i suoi occhi e apre un canale verso l’infinito. La sua testa va in ebollizione, i vecchi ragionamenti non tengono più, l’epoca degli sghiribizzi crolla e nelle sue mani trova un pugno di mosche! Cosa passa nella sua mente, Dio solo lo sa… Come lo sanno i tanti che ad un certo momento si sentono attratti da Gesù, che chiede di entrare nella loro casa. Zaccheo, durante quell’incontro, viene raggiunto da uno sguardo diverso e nuovo, creatore e rivelatore: lo sguardo che non si ferma alla crosta dei difetti, la rompe, penetra in profondità. E proprio lì, in quella zona di mistero che i curiosi e i malevoli non hanno mai saputo esplorare, Gesù trova un altro. Scopre uno che deve ancora nascere e venire alla luce. Scopre uno Zaccheo nuovo. Risveglia il suo essere autentico, vero e reale. Lo sguardo di Gesù non si rassegna al «poco di buono». È come una sonda che non si accontenta della superficie, ma va sempre più in profondità per esplorare e trovare nuove ricchezze. Si ostina a cercare, a mettere in luce il «molto di buono», il meglio che c'è in ogni essere umano. Beh, un esempio per tutti noi e per tutti quegli uomini che magari consideriamo già spacciati agli occhi di Dio e irrecuperabili sul piano morale e quello spirituale.

     Lo Sguardo di Dio                                                                                                       

    Zaccheo, il disprezzato Zaccheo, viene colpito dallo sguardo di Dio«Lo sguardo di Dio – dice s. Juan de la Cruz († 1591), Doctor Mysticus e Maestro della fede – è amare e donare grazia». Riconoscerlo ed accoglierlo, sempre più profondamente, è l’esperienza vitale del credente. Scoprire l’immensità dell’amore con cui è amato, inabissarsi nell’intimità del proprio cuore per incontrare e conoscere quella Presenza divina. «Voglio vedere Dio!»è il grido che esprime ciò che tutto il suo essere desidera ardentemente. La ricerca del volto di Dio è ciò che vale più di tutto, come è stato per Maria, Madre divina, per Francesco d’Assisi, per Teresa di Gesù… Questo parallelismo ricorre anche nelle letture di oggi (Rm 11,29-36   Sal 68   Lc 14,12-14): "non invitare i tuoi amici – si legge – ma poveri, storpi, zoppi e ciechi. Beh Zaccheo non aveva beni spirituali e meriti morali da offrire a Gesù. Anzi… Egli era un altro tipo di povero… Probabilmante ancor più "debole, misero ed esposto" di un povero comune… Come vivere, dunque, questa Parola? Cosa offrire a Dio? Beh fragili come siamo e corruttibili, davvero nulla! Ma la precarietà e la miseria della nostra condizione umana – e la nostra corsa temporale verso la morte – per contrasto ci spingono a considerare un elemento essenziale, un pilastro del Cristianesimo e del Vangelo, finora spesso ignorato: la gratuità!

     Contraccambio e logica della Gratuità                                                                 

    Nelle letture di oggi, pertanto, c'è una nota comune, il contraccambio, posto in rapporto alla gratuità. San Paolo, nella sua Lettera ai Romani, riferendosi all'amore gratuito e proveniente di Dio, pone la domanda: «Chi gli ha dato qualcosa per primo sì che abbia a riceverne il contraccambio?» (Rom 11,35). Gesù, nel Vangelo, a proposito dell'invitare a mensa poveri, ciechi e zoppi, piuttosto che parenti e amici, proprio perché non possono restituire il favore, presenta la beatitudine della gratuità: «E sarai beato perché non hanno da ricambiarti» (Lc 14,14). Di solito la beatitudine viene dal ricevere, ma Gesù dice il contrario, mettendoci sulla via della gratuità: la vera gioia sta proprio in questo. Se la cerchiamo nel contraccambio siamo sulla strada sbagliata; se invece diamo a chi è nell'incapacità di ricambiare siamo nella logica divina dell'amore che non si compra né si vende.

    AURITI - GRATUITà - PIOTR BASILE

     Giacinto Auriti e la logica della Gratuità                                                             

    Stessa logica che il professor Giacinto Auriti – vedi qui Non solo Soldi ed Economia – Gratuità, Riconoscenza, Proprietà Popolare della Moneta – da autentico cristiano applicò alla rivoluzionaria teoria della "Proprietà popolare della Moneta": la monetà è un elemento puramente convenzionale, cioè uno strumento di facilitazione negli scambi. Averla trasformata in una merce, nelle mani di una élite è equivalso ad uscire da quest'ottica di giustizia e gratuità… Qual è il risultato di ciò? Semplice, la schiavitù di interi popoli e nazioni, schiacciate da debiti fittizi ed illegali e da espropriazioni di massa indotte e premeditate. Nazioni, dunque, schiavizzate nel nome dell'egoismo umano e dell'odio: sentimenti che sono il contrario della gratuità. E noi da che parte stiamo? 

     Alle fonti della Gratuità                                                                                         

    La gratuità trova la sua fonte e la sua origine in un'eccedenza, in un cuore in cui abita e sovrabbonda "il buon tesoro" del bene. L'amore evangelico non è motivato da un utile nascosto, da un inganno. Ma neppure da un proprio vuoto da colmare. Essa dipende da una eccedente pienezza interiore. Invece ci ostiniamo ad ingannare, a vivere sulle spalle altrui (l'attuale sistema conomico-bancario e finanziario parimenti nasce e regna in tal contesto, in tale inganno); oppure a chiedere al prossimo di saziare i nostri vuoti. «Quando invitiamo amici, fratelli e parenti» ad entrare in comunione con noi ai nostri «banchetti», e sembriamo aprirci alle loro necessità, in realtà «offriamo» spesso sofisticati menù a base di compromessi e ipocrisia, pensieri, parole e gesti come lacci tesi, perché gli altri ci «invitino a loro volta» nell’intimità. Facciamo dipendere la nostra identità dall’esile filo che ci lega all'utile o al «contraccambio» degli sforzi profusi per contare qualcosa nel cuore degli altri. Non possiamo vivere senza la loro attenzione. Così, ad esempio, diluiamo i «no» che dovremmo dire ai figli e permettiamo loro costumi e orari inaccettabili, discoteche sature di droga, gadget costosissimi.

     La Logica "dell'andata e ritorno"                                                                           

    Gesù chiede ai discepoli di fuggire la logica dell'andata e ritorno, del tornaconto, dell’interese e del calcolo, la logica che domina questo mondo. Anche negli affetti e nelle amicizie possiamo intessere dei legami che, in fondo, possono darci un qualche vantaggio. La descrizione del pranzo offerto agli amici importanti è un'esemplificazione efficace di come, anche nel quotidiano, tendiamo a mettere noi stessi e il nostro vantaggio, profitto e interesse come criterio di giudizio per le nostre scelte… E poi ci meravigliamo che tanti “amici” svaniscono nel momento in cui la malasorte si accanisce contro di noi. Così è, amici. Gesù chiede oggi ai suoi discepoli di non mettere sé al centro, ma chi ci sta di fronte, di mettere al centro dell'attenzione il fratello che ci sta accanto, specialmente quello più povero. Lo stesso Auriti, uniformandosi a questo pensiero, pose al centro delle sue teorie gli ultimi, coloro i quali fossero stati esclusi a priori – dalla élite dominante – dal potere monetario, dalla capacità di poter possedere moneta e quindi capacità di acquisto (Reddito di Cittadinanza).

     Il Discepolo vola alto                                                                                                  

    Questa evangelica, dunque, è una vera a propria rivoluzione, una conversione inattesa e radicale: passare dal cercare di ottenere il massimo vantaggio dagli altri (agendo più omeno opportunisticamente e/o disonestamente); al capire che solo dando si riceve, solo spendendosi si guadagna senza volerlo e prevederlo. Il discepolo vola alto, è talmente riempito di Dio da non sentire la necessità di essere gratificato da altri: non ha bisogno di elemosinare approvazione, di sgomitare per prevalere sugli altri. Egli dimora in Dio e questo basta.

     Usciamo dai Calcoli                                                                                                    

    Siamo capaci di dare senza voler ricevere nella misura in cui ci siamo allenati a non vivere di calcoli. Per amare di amore puro bisogna "perdere" e "lasciare cadere": perdere tempo, beni, spazi, privilegi, onori, sicurezze…; lasciare cadere quelle impalcature di perbenismo dove ogni gesto ha il marchio dell'andata e ritorno, dove la frase più comune è: “A buon rendere”. Gesù ci ammonisce: lasciate stare i calcoli, evitate di invitare qualcuno per averne un contraccambio o una retribuzione, siate generosi nella vostra amicizia, non siate uomini che misurano la loro generosità. Proviamoci, anche solo per sfida, e vediamo se è davvero possibile vivere nella logica della gratuità. Sorridete, oggi, salutate anche se non siete salutati, siate gentili a casa, per la strada, al lavoro semplicemente perché splendidamente resi liberi.  «Non c'è niente di più eversivo ai giorni nostri della gratuità» (S. Tamaro).

    Padre Piotr Anzulewicz, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

    "Circolo Culturale San Francesco" 

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  • La Lotta Contro il Male – L’Alleato Fedele, la Preghiera, la Memoria

    La Lotta Contro il Male – L’Alleato Fedele, la Preghiera, la Memoria

    Lunedì, Ottobre 21th/ 2013

    – di Padre Piotr Panzulewicz –  

    Italia, Padre Piotr Panzulewicz, Catanzaro, Città del vaticano, Proteste Antiausterity, Roma, Paura, Lotta tra bene e male, Figli delle Tenebre, Figli della Luce, Papa Francesco, Spirito Santo, Angelus, Strage di Cristiani in Siria, La nostra arma è la preghiera, Importanza della Memoria, La Grazia della Memoria, Lo Spirito ci insegna a prendere la storia, Bachara Rai, Siria, Damasco 

    La Lotta Contro il Male – L'Alleato Fedele, la

    Preghiera e l'importanza della Memoria

    Ennesima strage di cristiani in Siria… Manifestazioni anti

    austerity a Roma e nei Paesi nell'Eurozona: la storia che 

    ci troviamo quotidianamente a commentare somiglia

    sempre più ad una lotta tra bene e male

    Lo Spirito ci ha strappato alla Paura. Ecco come!

    Memoria e Preghiera: due punti imprescindibili

     

    di Padre Piotr Panzulewicz 

    Male - Memoria - Esodo - Proteste Antiausterity - Siria

     La Lotta Contro il Male                                                                                             

    Damasco, Roma, Catanzaro  – di Padre Piotr Panzulewicz Ennesima strage di cristiani in Siria. Manifestazioni anti-austerity in Italia e del resto dell'Eurozona. Grecia in testa. Intanto nelle ultime ore a il Patriarca maronita Bechara Raï – secondo quanto riportato da Radio Vaticana – "ha espresso la sua dura denuncia durante un'udienza con una delegazione di rappresentanti di undici associazioni cristiane e musulmane francesi, giunta in Libano per esprimere solidarietà al Paese, da mesi in prima linea nell'emergenza umanitaria causata dal conflitto (coloniale) siriano. Secondo il cardinale, "questa tragica situazione rischia di peggiorare con l’approssimarsi dell’inverno, fino a diventare una catastrofe umanitaria". Attualmente, infatti, oltre un milione e mezzo di profughi siriani sono senza alloggio, istruzione e assistenza sanitaria. Evidentemente da due anni a questa parte qualcuno sta perpetrando il genocidio pilotato dei Cristiani. E non solo in Africa e Medioriente.. Anche in Europa! Cambiano solo le modalità… Ma non lo sostanza! La storia che ci troviamo quotidianamente a commentare somiglia sempre più, dunque, ad una lotta tra bene e male… Non casualità, non "congiunture economiche", ma lotta pura tra bene e male… tra Dio (e i figli della Luce) e il Padre del Danaro, dell'Invidia, dell'inganno e della Distruzione (ed i suoi spietati e sbandati seguaci, figli di una luce diversa… nera). 

     Abbiamo un alleato potente!                                                                                

    La lotta contro il male è dura e lunga, richiede pazienza e resistenza”. Per questo è necessario “pregare sempre senza stancarsi”. Lo ha affermato il Papa ieri all’Angelus ricordando che “nel nostro cammino quotidiano, specialmente nelle difficoltà, nella lotta contro il male fuori e dentro di noi, il Signore è al nostro fianco; noi lottiamo con Lui accanto, e la nostra arma è proprio la preghiera, che ci fa sentire la sua presenza, la sua misericordia, anche il suo aiuto. Occorre fare, come Mosè – ha aggiunto – che doveva tenere le braccia alzate per far vincere il suo popolo”. Il Pontefice ha preso spunto dalla parabola della vedova che invoca insistentemente un giudice disonesto per ottenere giustizia. “Se la vedova è riuscita a convincere quel giudice – spiega il Vangelo – anche Dio ci ascolta se lo preghiamo con insistenza”. D'altronde, se vogliamo andare al nocciolo della questione – ricollegandoci anche alla Scrittura di Sabato scorso – finiamo per dire che la nostra fede – ciò che ci spinge a pregare – è la fiducia che riponiamo nella fedeltà di Dio (Dio è fedele: 2 Tim 2, 13) una fedeltà che non può né ingannarsi né ingannare. Le nostre povere esperienze di fedeltà ci rendono diffidenti; temiamo sempre che l'altro, gli altri cerchino di accaparrarsi qualcosa di noi e ci difendiamo tenacemente, anche da Dio, magari in modi che, formalmente, sono ineccepibili, ma ci impediscono di incontrarLo nel profondo del cuore.

     

     Lo Spirito ci ha strappato alla paura                                                                    

    Il Regno di Dio lo costruiscono quelli che si fidano di Lui, che hanno riposto la loro speranza nel Signore, che sono disposti a seguirLo anche per le vie più imprevedibili, insomma, quelli che gli vogliono bene, riconoscono la Sua signoria sulla propria vita, cioè seguono il suo insegnamento e vivono il suo amore. È vero, ci attendono catene, processi e condanne. Sulla carne sentiamo i graffi del loro disprezzo e ci ferisce il loro rifiuto; ma proprio attraverso quanti ci perseguitano è lo Spirito Santo che «ci porta», sì, «ci porta», cesellando in noi l’immagine del Signore perché sia «riconosciuta». Se ci rifiutano e perseguitano è segno che l’opera sta riuscendo bene; lo Spirito ci ha strappato alla paura e, mentre nel cuore «ci attesta che siamo figli di Dio», scioglie sulle nostre labbra davanti a tutti lo stesso abbandono obbediente del Figlio: «Abbà! Padre!», le parole che ci hanno salvato e che lo Spirito ci «insegna» facendo di ogni «momento» una buona notizia per il mondo. E' questo che ci salva, perché ci permette di non essere schiavi di noi stessi e delle nostre paure, delle mode e delle abitudini scontate, ma di trovare nella roccia solida del Vangelo la forza di essere più umani. Per questo chi non vive questa signoria non sarà riconosciuto come suo familiare, la sua vita cioè non parlerà di Gesù e resterà estranea a quelli che vivono con lui, come gli angeli. E' proprio questa mancanza di amore, cioè quello che il Vangelo chiama il peccato contro lo Spirito, che segna la differenza, e non basterà eseguire le prescrizione o essere formalmente corretti. Senza amore il cristianesimo è come svuotato, diviene esteriorità inutile e sterile. E' sempre questo Spirito che ci dà le parole umane, ci permette di comunicare con tutta la nostra vita un amore che non finisce e ci difende davanti al pericolo di perderci davanti ad un mondo violento e disumano.

    Male - Memoria - Esodo - Proteste Antiausterity - Siria

     L'Importanza della Memoria                                                                                 

    Riconoscere la propria appartenenza a Cristo davanti agli uomini è segno del proprio cristianesimo. Già il nome di "cristiano" contiene in sé il nome di "Cristo". Il cristiano è l'"unto", il consacrato a Cristo. Interiormente ciò si realizza col battesimo e con la cresima, che sanciscono l'appartenenza a Cristo. È nostro dovere mostrare questa dipendenza ai nostri fratelli. Ogni giorno, dobbiamo riflettere sul modo di testimoniare, nella nostra vita, Cristo agli altri. Ignorare le vie del Signore e il piano divino di salvezza, allontanare consapevolmente Cristo dalla nostra vita è il peccato contro lo Spirito Santo. Il peccato contro lo Spirito Santo è rifiutare la salvezza. Nelle situazioni difficili, che esigono che l'uomo porti testimonianza di Dio, ci aiuta lo Spirito Santo, che ispira il nostro comportamento. A proposito vi raccomando la lettura dell’omelia di Papa Francesco pronunciata il 13 maggio scorso dal titolo: «Lo Spirito Santo è lo sconosciuto della nostra fede». “Adesso – ha detto – tanti cristiani non sanno chi sia lo Spirito Santo, come sia lo Spirito Santo. E alcune volte si sente: ‘Ma io mi arrangio bene con il Padre e con il Figlio, perché prego il Padre Nostro al Padre, faccio la comunione con il Figlio, ma con lo Spirito Santo non so cosa fare…’. O ti dicono: ‘Lo Spirito Santo è la colomba, quello che ci dà sette regali’. Ma così il povero Spirito Santo è sempre alla fine e non trova un buon posto nella nostra vita. Invece – ha proseguito il Papa – lo Spirito Santo è un “Dio attivo in noi”, un “Dio che fa ricordare”, che “fa svegliare la memoria”. Gesù stesso lo spiega agli apostoli prima della Pentecoste: lo Spirito che Dio vi invierà in mio nome, assicura, “vi ricorderà tutto quello che ho detto”. Viceversa, per un cristiano si profilerebbe una china pericolosa: Un cristiano senza memoria non è un vero cristiano: è un uomo o una donna che prigioniero della congiuntura, del momento; non ha storia. Ne ha, ma non sa come prendere la storia. E’ proprio lo Spirito che gli insegna come prendere la storia. La memoria della storia… 

     Chiedere la Grazia della Memoria                                                                      

    Quando nella Lettera agli Ebrei, l’autore dice: "Ricordate i vostri padri nella fede!" – memoria; "ricordate i primi giorni della vostra fede, come siete stati coraggiosi" – memoria. Memoria della nostra vita, della nostra storia, memoria dal momento che abbiamo avuto la grazia di incontrare Gesù; memoria di tutto quello che Gesù ci ha detto. “Quella memoria che viene dal cuore, quella è una grazia dello Spirito Santo”, ha ripetuto con forza Papa Francesco. "E avere memoria – ha precisato – significa anche ricordare le proprie miserie, che rendono schiavi, e insieme la grazia di Dio che da quelle miserie redime: E quando viene un pò la vanità, e uno crede di essere un pò il Premio Nobel della Santità, anche la memoria ci fa bene: "Ma … ricordati da dove ti ho preso: dalla fine del gregge. Tu eri dietro, nel gregge". La memoria è una grazia grande, e quando un cristiano non ha memoria – è duro, questo, ma è la verità – non è cristiano: è idolatra. Perché è davanti ad un Dio che non ha strada, non sa fare strada, e il nostro Dio fa strada con noi, si mischia con noi, cammina con noi. Ci salva. Fa storia con noi. Memoria di tutto quello, e la vita diventa più fruttuosa, con questa grazia della memoria”. Alla luce di ciò il miglior invito possibile per un cristiano è quello di chiedere la grazia della memoria per essere  persone che non dimenticano la strada compiuta, "non dimenticano le grazie della loro vita, non dimenticano il perdono dei peccati, non dimenticano che sono stati schiavi e il Signore li ha salvati”. Chiediamo questa grazia… Il mondo e l'Europa dei paradossi e dei grandi tradimenti potranno cambiare anche e soprattutto attraverso di noi, invertendo questa rotta!

    Padre Piotr Panzulewicz (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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    Venerdì, Ottobre 4th/ 2013 – di Padre Piotr Anzulewicz e Sergio Basile –  Assisi, San Francesco d'Assisi, Padre Piotr Anzulewicz, Catanzaro Lido, Sacro Cuore, Strage di Lampedusa, Papa Francesco, Crocifisso di San Damiano  Francesco, la Baracca in pezzi e l'Infedele  San Damiano Insegna: tocca a noi riparare la baracca in questo mondo selvaggio. Sveglia!    di Padre Piotr […]

    Sulle Orme di Francesco. L’Unica Vera Efficace Rivoluzione. Ecco perchè!

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    Lunedì, Settembre 30th/ 2013 – di Padre Piotr Panzulewicz, Comunità Francescana, Catanzaro –   Italia, Padre Piotr Panzulewicz,  Cultura del benessere, Crisi, Idolatria del danaro, Papa Francesco, amministratori disonesti, idolatria del denaro, Lazzaro, San Francesco d'Assisi, La Vera Rivoluzione, Moneta Debito, Usurocrazia Internazionale, Moneta Debito, Sacro Cuore, Catanzaro, Libro della Vita, Siria, Medioriente, Stragi di Cristiani, […]

    L’Idolatria del Denaro è la Schiavitù che ci Disumanizza

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    Martedì, Settembre 24th/ 2013 – di Padre Piotr Panzulewicz –   Italia, Padre Piotr Panzulewicz,  Cultura del benessere, Crisi, Idolatria del danaro, status symbol, logica dell'avere, nessuno può servire due padroni, Papa Francesco, amministratori disonesti, idolatria del denaro, gli idoli sono crudeli perché si nutrono di carne umana, moneta debito, diabolici servitori  L'Idolatria del Denaro e la Schiavitù […]

    La Storia non Raccontata – Il grande Caffè e Draghi, il cattivo allievo

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    Mercoledì,  Ottobre 16th/ 2013 – di Maria Bianchi – Prelievo forzoso, Unione Europea, Salvatore Tamburro, Usurocrazia bancaria, Fiscal Compact, Aldo Moro, Enrico Mattei, Federico Caffè, Keynes, austerity, Fondo Monetario Internazionale, Mario Draghi, sicari dell'economia globale, Churchill, Hanry Kissinger, Bildenberg, Goldman Sachs, Trilateral Commission, Brigate Rosse    La Storia non Raccontata – Il grande Caffè e Draghi, il cattivo allievo […]

    Italia – Evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso. Lo dicono anche i santi

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    Martedì, Ottobre 15th/ 2012 – di Sergio Basile –  Imu, Tares, Trise, Ue, Italia, crisi eurozona, MES, Evasione Fiscale, San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino, Morale cattolica, Padri della Chiesa, Debito illegale, Legge iniqua, Tasse giuste e tasse ingiuste, Moralisti, Gesuiti, Mammona, Gesù Cristo, Nuovo Ordine Mondiale, Resistenza, Rerum Novarum, Ergastolo domestico, Ergastolo, Padre Andrea Oddone, Papa Leone XIII, Corruptio Legis,  Speculazione bancaria, Diktat dei mercati, Stato di polizia, Tirannide, Risvaglio, Resurrezione, Sergio Basile, Qui Europa  Italia – Evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso. Lo dicono anche […]

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  • Priebke, il percorso di un’anima e il giudizio di Dio

    Priebke, il percorso di un’anima e il giudizio di Dio

    Giovedì, Ottobre 17th/ 2013

    – di Padre Piotr Panzulewicz e Sergio Basile –  

    Italia, Padre Piotr Panzulewicz, Sergio Basile, Erich Priebke, Giudizio divino, misericordia, Adolf Hitler, Anna Frank, Funerali, tafferugli, Seconda Guerra Mondiale, nazismo e sionismo 

    Priebke, il percorso di un'anima e il giudizio di Dio

    Nulla è così scontato come potrebbe apparire

     

    di Padre Piotr Panzulewicz e Sergio Basile

    Priebke Erich

     L'Anima di Priebke                                                                                                     

    Roma, Pratica di Mare  – di Padre Piotr Panzulewicz e Sergio Basile In queste ore, a Pratica di Mare, la salma di Erich Priebke giace in attesa di conoscere il suo destino terrestre… Ma è da giorni che in Italia – e non solo – tiene banco il caso dell'ex SS e che si discute sull'opportunità del suo funerale con rito cattolico in Chiesa e sul luogo della sua sepoltura. Tafferugli, sospensioni delle esequie, confronti istituzionali… A molti assassini e mafiosi (probabilmente non a tutti) molti sacerdoti le hanno negate le esequie, attenendosi al diritto ecclesiastico in caso di atteggiamento palesemente anticristiano perseguito sino alla fine o in caso di palese atteggiamento scandaloso o evento che desti un "pubblico scandalo. Ma qual è stata la posizione del defunto Priebke dinnanzi alla storia passata ed ai suoi ultimi anni di vita? Di che colore è oggi l'anima di Priebke?

     Il Giudizio e la Storia                                                                                               

    Certo sulla Seconda Guerra Mondiale molto – forse troppo – è stato detto. In certi casi, troppo poco… Come molte sono le verità inconfutabili, le mezze verità, ma anche i punti assolutamente oscuri e le solite strumentalizzazioni mediatiche e politiche.  Si sa, ad esempio, molto ma non proprio tutto sul nazismo e sui suoi mille orrori… davvero poco sul controfenomeno (?) del "sionismo ebraico"… e delle ideologie apparentemente oppose allo stesso nazismo, ma che trovano in quest'ultimo eccezionali e paradossali analogie. Accidenti che spesso qualcuno vuol riporre troppo frettolosamente nel dimenticatoio della storia. Allora come porsi dinnanzi a questo spinoso e delicato caso? Come porsi cristianamente dinnanzi alla coscienza ed all'anima di Priebke davanti alla morte? La fede cristiana è essenzialmente speranza, si sà, proclamata anche davanti all’abisso del fallimento più netto. Crediamo che sia esatto dire e lecito presumere che il cristiano creda nel paradiso/compimento, ma non altrettanto (per lo meno se si usa il verbo "credere" nel senso stretto del termine) dire che egli creda nell’inferno. Per questo la preghiera d’intercessione per i defunti – tanto cara ai nostri avi – è quanto mai significativa: essa è espressione di una speranza, che però, attenzione, è ben diversa dalla sicurezza. Ogni uomo può sperare di essere liberato ("purificato") dopo la morte (o nella morte) dalla colpa che è in lui, dalle alienazioni, deformazioni e atrofie che ne derivano per il suo essere. Ma non può averne ovviamente la certezza… Tuttavia sperare è legittimo per tutti!

     Valore della Purificazione                                                                                      

    Certo, visto che "morte" significa fine della storia terrena e nel contempo della possibilità di arbitrio ed azione della persona, orientata al prossimo, tale purificazione non può essere praticata dalla persona stessa, ma evidentemente viene "subita". La purificazione può essere definita come “sofferenza per il compimento” (K. Lehmann). Essa è beatificante e insieme dolorosa, perché – per la dottrina della Chiesa – libera dalle scorie del peccato che sono diventate parte dell’io. Per illustrare meglio tutto questo senza ricadere nell’immagine – sia pur legittima – delle povere anime in un mare di fuoco, vale la pena avere in mente il motivo dell’incontro per il cristiano: nella morte e risurrezione ci s'incontra con Cristo! Davanti al suo sguardo onnisciente risulterà con estrema chiarezza – nel bene e nel mare – chi ciascuno di noi è veramente: questo è il giudizio. Ma Cristo guarderà non solo per esaminare ed analizzare fiscalmente la vita di ciascuno: il suo sguardo potrebbe essere anche uno sguardo d’amore, uno sguardo liberante. Egli trasformerà, “scioglierà” e libererà dalle diverse forme di paralisi che affligono l'animo umano. Tuttavia, come il caldo dell’abitazione in un primo momento provoca dolore nelle dita intirizzite dal freddo, prima che le membra stesse siano percorse ed avvolte da una corrente di calore benefico, così lo sguardo trasformante di Cristo – per la visione Cristiana desumibile dalle Scritture – procurerà dolore. Esso sarà tale, quanto maggiore sarà il “freddo”: questa è la purificazione. In questo evento rivoluzionario ed altissimo (unico) il protagonista, evidentemente, non sarà un essere singolo e isolato. Fermo restando il fatto che nell’incontro purificante con Cristo il ricordo amoroso (o meno) delle persone conosciute in vita sarà parimenti importante: esso sosterrà l'anima nel giudizio o al contrario mancherà. Così è parimenti comprensibile come la preghiera per i defunti, accompagnata da offerte e opere di carità, possa essere per il Cristiano defunto – e non solo – importante e preziosa. I santi lo affermano!

    Priebke Erich

     Essenza del Giudizio Divino                                                                                   

    Un discorso espresso in questi termini suscita tante domande, mostrando probabilmente ipotetici limiti. Qualcuno si domanderà: Adolf Hitler, dunque, in paradiso accanto ad Anna Frank? Sarebbe potuta essere, questa, una prospettiva di speranza per coloro che soffrirono nei campi di concentramento? O in tal caso limite avrebbe contato piuttosto l’affermazione della giustizia di Dio, protesa alla punizione? Una cosa è certa, il Vangelo ci comanda di vedere le cose proprio dal punto di vista degli oppressi. Che cosa però significa il fatto che Gesù Cristo è giudice? Secondo la testimonianza di Luca, Gesù  morente pregò per i suoi assassini (cfr. Lc 23,34; così fece Stefano: At 7,60). Se ragioniamo secondo i Vangeli, forse significherebbe per Lui una sconfitta il fatto che delle persone si chiudono definitivamente all’amore divino. È possibile pensare a una decisione così radicale contro l’amore? A un tale irrigidimento nel male, per cui non ci sia più alcuna possibilità di purificazione? Insomma, è possibile che ci sia un paradiso finché esisterà un inferno? Una felicità eterna nella quale ci si rallegri per il meritato tormento dei peccatori andrebbe d’accordo con "il perdono di Dio"? Tante sono le domande.

     Priebke e i percorsi di un'anima                                                                          

    Ecco una presumibile chiave d'interpretazione: la predicazione neotestamentaria consiste per buona parte nell’appello a credere nel perdono di Dio, in Dio come Padre Misericordioso, che si rallegra sopra ogni cosa per il ritorno del figliol prodigo, senza opporre condizioni, e nel corrispondente appello ai discepoli alla disponibilità a perdonare e a riconciliarsi senza misura (cfr. ad es. Lc 15, 11-32). Ovviamente fondamentale resta la volontà del singolo… si chiami esso Paolo di Tarso o Erich Pribke… Dio non usa violenza e rispetta la libertà del singolo. Che si può dire dunque? Come cristiani si può e si deve sostenere che ci sono persone dannate per sempre? Beh, in diverse apparizioni mariane è descritto l'Inferno non solo come il "non-luogo" o il luogo dell'assensa di Dio, ma anche come un luogo ben preciso e popolato da demoni e anime di uomini dannati… Anche i santi ed i mistici ce ne danno notizia in innumerevoli scritti... Ma l'unico giudice, l'unico che conosce nell'intimo il cuore e i meriti e demeriti di ogni uomo è sempre e solo Dio. A Lui solo spetta leggere nel cuore.. A lui l'ultima parola. Pertanto nulla è così scontato come spesso potrebbe apparire, fermo restando il fatto che nel giudizio, dinnanzi al volto di Dio e all'ultimo bivio, ad autoescludersi e a non reggere sarà evidentemente la stessa anima: e ciò dipenderà dal fatto che dopo la morte ciascuno non smarrirà la conoscenza e l'esperienza di quanto fatto sulla terra. Dinnanzi a questo mistero chi è l'uomo per giudicare? Chi può conoscere davvero i percorsi, i desideri ed i presunti ravvedimenti intimi di un'anima?

    Padre Piotr Panzulewicz, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • Roma – La Consacrazione del Mondo alla Madonna di Fatima

    Roma – La Consacrazione del Mondo alla Madonna di Fatima

    Sabato, Ottobre 12th/ 2013

    – di Padre Piotr Panzulewicz –  

    Italia, Padre Piotr Panzulewicz, Madonna di Fatima, Aparecida, Signora del Pilar, Vergine di Fatima, quotidiane stragi indotte del Mediterraneo e dell'Eurozona, la statua della Vergine di Fatima, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Papa Francesco, Atto di affidamento del mondo alla Madonna di Fatima 

    La Consacrazione del Mondo a Maria, un raggio

    di eterno in un mondo di Tenebre

    Oggi e domani la statua della Madonna di Fatima sarà a Roma

    per un evento straordinario. Ecco perchè! 

     

    di Padre Piotr Panzulewicz

    Madonna di Fatima - Papa Francesco

     Una giornata particolare – Una finestra aperta su Maria                             

    Catanzaro  – di Padre Piotr Panzulewicz – 12/10: Sabato della 27a settimana del tempo ordinario — Nostra Signora di Aparecida o Nostra Signora della Concezione di Aparecida, patrona del Brasile, venerata nel santuario nazionale ad Aparecida, nello Stato di San Paolo: il più grande santuario mariano del mondo (dopo Guadalupe) la cui basilica è in grado di contenere fino a 45 mila persone ed è anche il 4o santuario più visitato del mondo, in modo speciale dai fedeli dell’America latina e dei Caraibi. Ma oggi si ricorda anche Nostra Signora del Pilar, patrona della Spagna e della “hispanidad”, venerata a Saragozza, nel più antico santuario della Spagna e forse dell’intera cristianità.  Ma oggi ricorre anche l'anniversario della “Giornata mariana” (12-13 ottobre 1917) dell’ultima apparizione della Vergine di Fatima, ai pastorelli Giacinta, Francesco e Lucia. La Chiesa commemora infine San Serafino da Montegranaro († 1604), religioso dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, devoto al Crocifisso e al santo Rosario. Per iniziare questa stupenda giornata mariana, chiediamo al Signore la grazia di «darci la liberazione» – per dirla con le parole di Papa Francesco, pronunciate ieri mattina – dalla «schiavitù del diavolo su di noi», dalla «seduzione del maligno», dalla mancanza di «vigilanza», perché possiamo davvero accogliere lui, nostro Signore e nostra beatitudine, e poi dare la sua luce al nostro “microcosmo”, scosso dalle quotidiane stragi indotte del Mediterraneo e dell'Eurozona.

     Il microcosmo scosso e la Ricerca della Vera Pace                                         

    Gl 4,12-21;   Sal 96;   Lc 11,27-28Beato il grembo che ti ha portato! Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio – Oggi nelle sacre scritture l’evangelista Luca ci propone un intermezzo colmo di tenerezza: è un cuore di mamma quello che alza la voce per invidiare la Madre di un Figlio così straordinario! E Gesù, spiazzato da tanta foga, sorride e ne approfitta per invitare la mamma e tutti noi ad andare oltre: la vera beatitudine è l'ascolto della Parola e la sua attualizzazione. Giorno per giorno allora mettiamo al centro questa Parola, per sperimentare la beatitudine dell'essere discepoli e vedere il mondo da un’ottica particolare, quella di Dio. Il Vangelo, in maniera diretta e provocatoria, afferma che è più saldo un legame di fede che non quello di sangue. Infatti, molti fra noi hanno maggiore famigliarità con i fratelli di fede che non con quelli di sangue. Il Figlio di Dio si è fatto carne per redimere ogni carne e renderla "capace" di ospitare lo Spirito Santo. La sua incarnazione aveva come fine la divinizzazione di ogni uomo e di ogni donna. Più volte Gesù si rivolge alla Madre chiamandola semplicemente donna, aprendo così una prospettiva nuova nelle relazioni umane, a cominciare da quelle familiari: «Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre, moglie e figli, fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita, non può essere mio discepolo» (Lc 14,26).

    Madonna di Fatima - Papa Francesco

     La Madonna di Fatima e la Consacrazione del mondo a Maria                 

    Spesso crediamo che ciò che ci impedisce di essere felici sono le relazioni difficili, problematiche e drammatiche: il carattere ruvido e superficiale del marito o le nevrosi della moglie; l'immaturità e la testardaggine dei figli. E invidiamo chi ha, apparentemente, relazioni migliori o ci chiudiamo nel pessimismo che nasce dagli ideali che ci siamo costruiti e miseramente crollati. Invece, la beatitudine, la felicità, il compimento della vita non procedono da una rimessa in ordine delle nostre relazioni secondo criteri umani o, peggio, mondani. La pacificazione, la comunione, la condivisione, lo stesso amore sono i frutti di chi ha gustato la vera beatitudine: ascoltare e custodire la Parola; di chi, come Maria, ha fatto del proprio cuore, della mente e della stessa carne, il ventre nel quale Dio può compiere l'impossibile. Solo così potremo nutrire con l’amore di Dio – quello autentico – chi ci è vicino. In ogni relazione, anche in quella difficile, possiamo incontrare Lui e unirci a Lui. Siamo chiamati a imparare a non cedere per affetto a nessun compromesso e a riportare tutto e sempre all'ascolto della Parola, l'unica che decodifica le password per accedere alla volontà di Dio e abbandonare i nostri capricci. Così sperimenteremo la beatitudine di Maria, anche nel momento più doloroso, sotto la croce. Ci protegga la Nostra Signora di Aparecida, del Pilar, di Fatima, in particolare oggi e domani, quando la statua della Vergine di Fatima sarà eccezionalmente a Roma per la “Giornata mariana” e tornerà in Portogallo domenica sera. L’evento rientra nei puntamenti per l’Anno della fede e si svolge in Vaticano alla presenza di Papa Francesco. Per domani sono attesi 150 mila pellegrini. Nell'occasione il Papa consacrerà il mondo a Maria. L’ultima volta che la statua aveva lasciato il Santuario portoghese era stato nel Grande Giubileo dell’Anno Duemila, quando il Beato Giovanni Paolo II, il 13 maggio, compì l’Atto di affidamento alla MadonnaIl Papa polacco desiderò che la pallottola che lo aveva ferito il 13 maggio del 1981 venisse incastonata nella corona della Statua.

     Un Fulgido Raggio di Eterno, in questo mondo di Tenebre                       

    L’evento si articolerà in due giornate. Oggi vi sarà il tradizionale pellegrinaggio alla tomba di Pietro, nel pomeriggio l’incontro in Piazza San Pietro con la catechesi del Papa. All’arrivo in Vaticano da Fiumicino, la statua della Madonna di Fatima farà una sosta presso la cappella dell’abitazione di Benedetto XVI per consentirgli un breve momento di preghiera personale. Poi si dirigerà verso Casa Santa Marta, dove verrà accolta da Papa Francesco. Quindi, la Statua passerà in processione attraverso piazza San Pietro, verso le 16,00, trasportata da alcuni volontari di associazioni mariane e, per indicare la solennità dell’evento, sarà scortata dalla Guardia Svizzera e dai Gendarmi del Vaticano. Quando alle 17,00 il Papa accoglierà l’effige sul Sagrato, saranno gli stessi Sediari a trasportarla. Vi sarà dunque un momento di preghiera e poi l’immagine andrà al Santuario del Divino Amore, dove verrà recitato il Rosario in collegamento con alcuni Santuari del mondo e vi sarà una Veglia di preghiera. Domani, Domenica, la Statua tornerà a piazza San Pietro per la Messa presieduta dal Papa che, al termine della Celebrazione eucaristica, compirà – come detto – l’Atto di affidamento del mondo alla Madonna di Fatima. Con Maria, dunque, in questi tempi di inganno universale e tenebra, portiamo il raggio dell’amore di Dio nel cuore e nella vita di ogni uomo, e portiamo a Dio ogni uomo. Si tratterà di un gesto dall'inequivocabile portata escatologica e profetica, che di sicuro non tarderà a manifestare i suoi frutti di luce, sia per un opportuno rinnovamento della Chiesa – non priva di infiltrazioni particolari, come profetizzato dalla stessa Vergine a Fatima – sia per l'Italia e il mondo intero, svilito e afflitto da guerre coloniali, sete di dominio mondiale e retaggi della satanica moneta-debito.

     

    Padre Piotr Panzulewicz, Comunità Francescana, Catanzaro

     (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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    Sulle Orme di Francesco. L’Unica Vera Efficace Rivoluzione. Ecco perchè!

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    L’Idolatria del Denaro è la Schiavitù che ci Disumanizza

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  • Sulle Orme di Francesco. L’Unica Vera Efficace Rivoluzione. Ecco perchè!

    Sulle Orme di Francesco. L’Unica Vera Efficace Rivoluzione. Ecco perchè!

    Lunedì, Settembre 30th/ 2013

    – di Padre Piotr Panzulewicz, Comunità Francescana, Catanzaro –  

    Italia, Padre Piotr Panzulewicz,  Cultura del benessere, Crisi, Idolatria del danaro, Papa Francesco, amministratori disonesti, idolatria del denaro, Lazzaro, San Francesco d'Assisi, La Vera Rivoluzione, Moneta Debito, Usurocrazia Internazionale, Moneta Debito, Sacro Cuore, Catanzaro, Libro della Vita, Siria, Medioriente, Stragi di Cristiani, Nigeria, Boko Aran 

    Sulle Orme di Francesco. L'Unica Vera Efficace

    Rivoluzione. Ecco perchè! 

    E' Finito il "Tempo delle Elemosine"! Qual è la Vera 

    Rivoluzione contro il sistema? Eccola!

     

    di Padre Piotr Panzulewicz, Comunità Francescana, Catanzaro 

    Rivoluzione - San Francesco - Crisi Italia

     Fiduciosi, sulle Orme di Francesco, tra i paradossi del nostro tempo      

    Roma, Catanzaro  – di Padre Piotr Panzulewicz Nella giornata di ieri – 26a Domenica del tempo ordinario – la Chiesa ha ricordato i Ss. Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli, servitori di Dio e suoi messaggeri presso gli uomini, ma è stato anche il 5giorno della novena a San Francesco d'Assisi – povero e messaggero in Terra Santa – un occasione in più per il Papa ed i sacerdoti per ricordare il valore "umanizzante" della povertà – del rifiuto cioè dell'idolatria del danaro – e della solidarietà verso gli ultimi, i malati, i poveri ed i sofferenti, specie in Siria, Africa e Madioriente. Ciò mentre giungono paradossali notizie di nuove possibili strette fiscali da regime – senza precedenti nella storia – ai danni della bistrattata popolazione italiana, alla resa dei conti – tra l'altro – con le varie scadenze e sotto la costante minaccia di nuove tasse e folli incrementi IVA da record del mondo, sotto perenne scacco degli inganni e delle bugie rette e propinate per difendere la moneta-debito e l'usurocrazia internazionale; e mentre, d'altro canto, giungono nuove sconcertanti notizie di stragi ai danni di comunità cristiane, dalla Nigeria al Pakistan. Ma qual è il messaggio centrale che la Sacra Scrittura ci pone dinnanzi? Beh, innanzitutto un nuovo, accorato, forte richiamo alla conversione. La parola ciricorda che qualcosa del ricco festaiolo ce l’abbiamo dentro. Il Signore viene per strapparci a un'esistenza dedita esclusivamente al “banchettare lautamente”, cioè  votata al mangiare ovunque e senza freni – per diventare poi obesi di effimero – ed al “vestirsi di porpora e bisso”, cioè all’indossare il prestigio e il successo per i quali si sacrifica anche la propria anima. E ciò, per i mille compromessi, le invidie, le gelosie e l’avarizia che sono le portate del grasso menu di cui ci satolliamo ogni giorno.

     Le piaghe del povero, carne di Cristo mendicante                                         

    Il vero protagonista della Parola di Dio della 26a Domenica del tempo ordinario e della storia (Am 6,1.4-7;   Sal 145;   1Tm 6,11-16;   Lc 16,19-31) è il mendicante: il Cristo mendicante, con la sua carne lacerata, straziata e crocifissa, a un soffio da noi. È lui, come l’ultimo peccatore della terra, a mendicare da noi una parola capace di "regalarci" il suo perdono. È lui “coperto di piaghe”, “bramoso di sfamarsi di quello che cade dalla nostra mensa”, a mendicare un solo frammento della nostra vita sfregiata e insanguinata dal peccato, quella di cui neanche ci avvediamo: quel giudizio avventato e scivolato sulle labbra che uccide un fratello, quell’ironia gratuita che umilia la moglie o il figlio, quel tradimento della fiducia di chi è accanto. Cristo mendicante che desidera tutti quei momenti nei quali non abbiamo saputo amare, che, ripensandoli, ci fanno dire: “Se avessi fatto o detto in quest’altro modo…”; che ciechi siamo stati…, quelle briciole capaci di sfamare e, invece, buttate via. Per questo ci chiede oggi di dargli i nostri vestiti pieni di strappi e scuciture, perché possa darci la veste bianca del perdono e dell’amore, per entrare con lui nel Cielo. E’ per il Cielo e le sue “consolazioni”, quelle che pregustiamo quando amiamo davvero, che siamo nati. Lui ci vuole tutti lì. E' andato a prepararci un posto lì, e non altrove. Proprio lì ha scritto i nostri nomi. Lì c'è già la sedia pronta: non può ancora scriverci il nostro nome, perché forse poi… dovrebbe cancellarlo se non ci arrivassimo, ma già ha la penna in mano… Apriamo allora gli occhi e guardiamo bene: nulla è senza conseguenze! Esse sono già qui, anticipo e profezia di ciò che vi sarà oltre la morte.

      Non siamo fatti per l'Inferno!                                                                              

    Non siamo fatti per l’inferno e i suoi “tormenti”. E come non crederci se ogni giorno ci vien voglia di sputare il gusto amaro delle nostre scelte e decisioni! La vita è seria, eccome, e tutto ha un valore immenso, anche le “briciole”. Perfino ogni sguardo ha il suo riverbero oltre la morte, per il Cielo o per l’inferno. Raddrizziamo allora la nostra "Concordia" vacillante, la nostra volontà e la nostra mente. Tra “i tormenti” di un rancore possiamo ancora sperare lo stesso destino di Lazzaro, il fratello che ha saputo amare in mezzo ai “suoi mali”. Non siamo morti! C’è ancora un oggi per convertirci: proprio ora Cristo è accanto a noi, e, come Lazzaro, mendica la nostra attenzione e il nostro amore. È lui che, oggi, giace alla nostra porta, sulla soglia della nostra vita mondana, orgogliosa e arrogante. È lui che bussa al nostro cuorevestito della stessa nostra debolezza, nel povero più povero, nel peccatore rifiutato, nell’ultimo di questa generazione. E ci chiede le briciole, per dirci che anch’esse sono importanti e decisive. Lazzaro le voleva, gli bastavano… è l’occasione che Dio ci dona per svegliarci dall’inganno della superbia e della superficialità, per convertirci davvero, per riconoscere di essere come i pagani, poveri “cani” scacciati da tutti, ma proprio per questo gli unici ad accorgersi del dolore innamorato: ne erano mendicanti, pronti a curare le “piaghe” che li salvavano, tra l’indifferenza, la chiusura e il rifiuto dei farisei, che non avevano bisogno di nulla.

     E' Finito il Tempo delle Elemosine                                                                    

    Senza un amore che superi le barriere della carne siamo chiusi a tutti, ed è l’inferno: “un grande abisso” tra i coniugi, tra genitori e figli, tra colleghi e fidanzati. E non si può fare nulla, perché così è “stabilito” dalle nostre scelte. Per fortuna Cristo ha vinto peccato e morte; e ora, in Cielo, intercede per noi, si lascia coinvolgere, ascolta le nostre ragioni, non accetta gli inganni, aiuta a “rientrare in noi stessi”, a crescere, a spalancare gli occhi e vedere alla porta i nuovi naufraghi della vita, pronto a contare ad una ad una tutte le briciole date a loro e a ricordarle per sempre, tutte le parole, ogni singolo gesto di cura, tutto ciò che può regalare a loro dignità e rispetto. A loro non sgancia un euro, ma dona tutto se stesso. È finito il tempo delle elemosine "una tantum", per far tacere la nostra coscienza. È giunto invece il tempo di uscire da noi stessi e spenderci toccando e “odorando la carne” di coloro che sono Cristo vivo nel mondo. Il cammino della fede inizia dalle piaghe del povero, carne di Cristo, corpo di Dio. Proprio quel povero e quel bisognoso che il sistema oggi rigetta, umilia, annulla e uccide.

     Francesco… La Vera ed Efficace Rivoluzione                                                

    Quale vera ed efficace rivoluzione allora? Come invertire il trend che umilia e schiavizza il mondo? Poniamo la nostra fiduciosa speranza (in colui che tutto può e che ha creato l'uomo e il mondo per l'amore) facendo nostra la seguente preghiera: "Signore, abbiamo vergogna di essere dei ricchi epuloni, intenti solo a contare i quadrini guadagnati, bene o male, e trasformati in un benessere sfacciato e umiliante per chi soffre e stenta la vita, perdonaci e facci la grazia di essere amici di Lazzaro (il povero), fà che la nostra vita sia solo acqua per chi ha sete, pane per chi ha fame, pace e bene per tutti, almeno un pò di più, da quest’oggi, come il Poverello d’Assisi".

    Padre Piotr Panzulewicz, Comunità Francescana, Catanzaro

     (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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    L’Idolatria del Denaro è la Schiavitù che ci Disumanizza

    Martedì, Settembre 24th/ 2013

    – di Padre Piotr Panzulewicz –  

    Italia, Padre Piotr Panzulewicz,  Cultura del benessere, Crisi, Idolatria del danaro, status symbol, logica dell'avere, nessuno può servire due padroni, Papa Francesco, amministratori disonesti, idolatria del denaro, gli idoli sono crudeli perché si nutrono di carne umana, moneta debito, diabolici servitori 

    L'Idolatria del Denaro e la Schiavitù che ci

    Disumanizza

    Ecco perchè dobbiamo agire con le ricchezze secondo

    giustizia e dobbiamo uscire dagli "schemi acquisiti"

     

    di Padre Piotr Panzulewicz

    idolatria del danaro - papa francesco

     “No” all’idolatria del denaro                                                                                    

    Catanzaro  – di Padre Piotr Panzulewicz – Domenica scorsa, la 25a del tempo ordinario, siamo stati chiamati a riconfermare la nostra scelta: o le ricchezze venerate come un dio o usate per il bene altrui. Nello stesso tempo siamo stati chiamati – sia individualmente che come gruppo d’impegno sociale, civile ed ecclesiale – a riconciliarci con tanti fratelli e sorelle che nei loro bisogni materiali si sentono offesi, trascurati, dimenticati o addirittura isolati ed emarginati proprio da noi, amministratori disonesti. (Am 8,4-7; Sal 112; 1Tm 2,1-8; Lc 16,1-13). Il punto centrale delle letture bibliche è indubbiamente il forte richiamo lucano: «Non potete servire Dio e la ricchezza» (Lc 16,13). È un richiamo che collima anche con il pensiero pedagogico di Papa Francesco. Il 28 luglio scorso, rivolgendosi, durante la GMG a Rio de Janeiro, al Consiglio episcopale latinoamericano, ha detto parole che possono essere estese a ognuno di noi: «I vescovi devono essere pastori, vicini alla gente, padri e fratelli, con molta mansuetudine; pazienti e misericordiosi. Uomini che amano la povertà, tanto la povertà interiore come libertà davanti al Signore, quanto la povertà esteriore come semplicità e austerità di vita. Uomini che non abbiano "psicologia da príncipi". Uomini che non siano ambiziosi e che siano sposi di una Chiesa senza stare in attesa di un'altra».

      Alla fine sarai un Corrotto                                                                                      

    E il 20 settembre la sua omelia, tenuta nella Casa Santa Marta in Vaticano, l’ha dedicata proprio al richiamo lucano, esprimendo il suo “no” all’idolatria del denaro e aggiungendo con amarezza: «E’ tanto il potere del denaro, che ti fa deviare dalla fede». Se scegli «la via del denaro (…) alla fine sarai un corrotto». Il denaro «ha questa seduzione di farti scivolare lentamente nella tua perdizione». «Che il Signore – ha concluso – aiuti tutti noi a non cadere nella trappola dell’idolatria del denaro».

     Agire con le ricchezze secondo giustizia                                                             

    È un chiaro richiamo a non rimanere con il piede in due scarpe, cioè stare contemporaneamente sui due campi: quello di Dio e quello della ricchezza fine a se stessa.  Ci sono come due fedeltà o due scelte: da un lato la scelta della solidarietà/condivisione/fratellanza, che è la religione autentica e divina, dall'altro lato invece c'è la pura logica dell'avere/possedere/trarre il profitto. «Non si può andare a Messa – ha affermato Papa Francesco il 20 settembre durante la Messa alla Casa Santa Marta – e poi farsi i propri affari». È un richiamo semplice, senza discorsi o voli pindarici: agire con le ricchezze secondo giustizia, amministrare ogni bene – nella famiglia e nel mondo socio-lavorativo – con correttezza, non lasciarsi condizionare dalle chimere della pubblicità consumistica o dal potere sull'altro. E' una questione di scelta: o scegli o sei scelto. Il nostro scegliere o essere scelti si traduce ad esempio – anche nelle cose più semplici – nel far la spesa optando oculatamente i beni necessari e utili per sé e la famiglia, senza lasciarsi irretire dalle offerte e dalle condizioni pseudovantaggiose di pagamento dei beni voluttuari o perché di moda. La ricchezza così "risparmiata" potrà essere utilizzata in parte anche per compiere meglio la nostra azione di amore verso il prossimo sia in famiglia che nel tessuto comunitario di appartenenza.

     Una generazioni di dipendenti e drogati                                                             

    Certo, la questione è molto delicata, ancor più delicata se consideriamo che la nostra società educa costantemente i figli alla dipendenza dalle ricchezze e dalle comodità. È paradigmatico il fenomeno dello status symbol: quel particolare tipo di cellulare, quel peculiare modello di scarpe, quella singolare marca di jeans… Secondo il comune modo di sentire, non c'è più nulla di superfluo, ma tutto è necessario, per cui non se ne può fare a meno… Di conseguenza, in quest'ottica, il Vangelo risulta una proposta astratta e lontana dalla nostra sensibilità, soprattutto quando la Chiesa stessa non solo asseconda, ma addirittura incarna a modo suo il modello del parroco-manager a cui non manca niente e che non ha più bisogno di niente… forse neanche di Dio.

     L'Uomo al Centro                                                                                                        

    «Nel nostro sistema globalizzato di vita – ha detto Domenica Papa Francesco, rivolgendosi al mondo di lavoro a Cagliari – al centro c’è un idolo e questo non si può fare! Lottiamo tutti insieme perché al centro, almeno della nostra vita, ci siano l’uomo e la donna, la famiglia, tutti noi, perché la speranza possa andare avanti». E ha voluto congedarsi con i presenti con una preghiera nella quale ci sono queste affermazioni e invocazioni: «Gli idoli vogliono rubarci la dignità. I sistemi ingiusti vogliono rubarci la speranza. Signore, non ci lasciare soli. Aiutaci ad aiutarci fra noi, facendoci dimenticare un pò l’egoismo per sentire nel cuore il “noi”, noi, popolo, che vuole andare avanti. (…) Signore Gesù, insegnaci a lottare per il lavoro e benedici tutti noi».

     Ottimi Servitori, ma Pessimi Padroni                                                                   

    Il denaro e ogni altro bene materiale sono solo dei mezzi utili per crescere nell'amore, nella fratellanza e nella amicizia. Sono ottimi servitori, ma pessimi padroni. Il denaro non è in sé cattivo – se si limitasse ad essere mezzo di intermediazione negli scambi e pagamento – ma può diventare un idolo (paradigma della carta-moneta e della moneta-debito innalzata ad idolo demoniaco cui immolare popoli e nazioni) e gli idoli sono crudeli perché si nutrono di carne umana, aggrediscono le fibre intime dell'umano, mangiano il cuore. Cominci a pensare al denaro, giorno e notte, e questo ti chiude progressivamente in una prigione. Non coltivi più le amicizie, perdi gli amici; li abbandoni o li sfrutti, oppure saranno loro a sfruttare la situazione.

     Come Chiesa abbiamo parecchi perdoni da chiedere                                     

    Per questo avremo sempre da chiedere perdono. Tanti, troppi fratelli sono autorizzati ad avere qualcosa contro di noi, perché anche se può essere vero il più delle volte che noi non abbiamo offeso direttamente alcuno, è certamente altrettanto vero che non ce ne siamo interessati mai abbastanza. Hanno il diritto di sentirsi offesi perché trascurati e dimenticati; peggio: soltanto giudicati, senza mai avere una mano tesa. E allora credo, che soprattutto come Chiesa abbiamo ancora parecchi “perdoni” da chiedere per tanti peccati di “omissione”. Abbiamo ancora da riconciliarci con tanti fratelli e sorelle. Con tutti e per tutti sporcarsi per donare amore, e guardarli con gli occhi di Cristo, e sedersi con loro, alla loro tavola, giorno dopo giorno. L'amore a dieci metri di distanza non è amore, perché non potrà mai essere fecondo. Due sposi non generano figli con un semplice sguardo…

     Spogliarsi dagli schemi e dalle certezze acquisite                                            

    Così anche noi siamo chiamati a spogliarci, innanzitutto degli schemi, e poi delle certezze acquisite che, quasi sempre, non sono le verità immutabili del Vangelo, ma la loro caricatura da noi disegnata per difenderci e non correre il rischio di perdere la vita per amare davvero. Essere disposti a rivedere tutto dieci volte al giorno, per amore di una sola persona… E poi a unirci a lei davvero, e farci tutto a tutti, carne della carne di chi ci è accanto, anche se all'opposto della nostra vita e dei nostri valori; che il Signore ci conceda di non cedere all'ottusità, ma, con Cristo, di aprirci in uno sguardo capace di abbracciare l'infinito, il passato, il presente e il futuro in un solo abisso di misericordia che tutto trascende e tutto purifica. 

      Esseri Umani e non bestiali mammiferi o burattini                                      

    Il cristianesimo è l’esperienza concreta, autentica, di persone che hanno sperimentato la misericordia e la moltiplicano, ne fanno cibo per gli amici. La loro chiamata si trasforma immediatamente in mille chiamate e la grazia sperimentata da loro grazia per molti altri, poveri, emarginati, sofferenti. Solo nella consapevolezza di questo messaggio sarà possibile uscire dall'inganno e – in aggiunta – dalla cosiddetta "crisi" (indotta) figlia della moneta-debito e dei suoi diabolici servitori. Solo così potremo uscire da noi stessi, dai nostri egoismi e dagli inganni, ritrovando la nostra anima e divenendo "essere umani" e non semplici "bestiali mammiferi" o burattini votati alla sopraffazione e alla distruzione reciproca.

    Padre Piotr Panzulewicz, Comunità Francescana, Catanzaro

     (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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    Martedì, Settembre 10th/ 2013 – di Padre Piotr Anzulewicz –  Rinascere in una notte Oscura, Vocazione, Siria,  Libano, Libia, Egitto, Iraq, Papa Francesco, Padre Piotr Anzulewicz, Sacro Cuore Catanzaro, San Giovanni della Croce, Tolentino, San Nicola, Veleno di Caino, Vocazione, Gratitudine  Rinascere in una Notte Oscura… Ogni "vocazione" nasce nella notte e il prezzo è la Gioia Chiamati […]

  • Il Valore della Croce, il Senso del Dono e la Necessaria Distanza dal Male

    Il Valore della Croce, il Senso del Dono e la Necessaria Distanza dal Male

    Sabato, Settembre 14th/ 2013

    – di Padre Piotr Panzulewicz e Sergio Basile –  

    Siria, Damasco, Roma, Italia, Padre Piotr Panzulewicz, ONU, Questione Mediorientale, Esaltazione della Croce, Sergio Basile, Agli antipodi dell'Egoismo, Rinchiusi nel proprio benessere, Oltre la Sofferenza, Delirio di Onnipotenza, Senso della Responsabilità Fraterna, Necessita prendere Ora le Distanze da ciò che ci Disumanizza, Cultura del benessere, lobby, club, mafie, sette, Grecia, Spagna, Italia, Portogallo, Club occulti, disumanizzazione 

    Il Valore della Croce, il Senso del Dono

    e la Necessaria Distanza dal Male

    Italia – Necessità imparare ad interessarci all'altro e

    a prendere le distanze da ciò che ci disumanizza:

    lobby, club occulti, mafie, sette

     

    di Padre Piotr Panzulewicz e Sergio Basile

    Esaltazione della Croce e Necessità di Allontanarsi dal Male

     Rinchiusi nel proprio benessere…                                                                       

    Catanzaro  – di Padre Piotr Panzulewicz e Sergio Basile – 14/09 – Oggi, nel giorno della Festa dell'Esaltazione della Croce, il nostro pensiero e la nostra preghiera (da cristiani e non) non può che andare all'Europa dei suicidi e delle crisi indotte e fittizie, ma anche e soprattutto al Medioriente e all'Africa, ricordando anche tutti coloro che sono morti in mare in cerca di una vita migliore e tutti coloro che si trovano sulla croce, soffrendo guerre e persecuzioni a poche centinaia di chilometri da casa nostra, specie in Siria,  ma anche Palestina, Libano, Egitto, Libia, Afghanistan, Iraq… mentre molti nella nostra Italia vivono nell’indifferenza più totale, rinchiusi nei propri club/partiti/logge e nel proprio benessere che porta alla paralisi del cuore. E mentre, d'altronde, molti leader mondiali, con le loro decisioni, hanno creato e creano ancora tragiche situazioni, mettendo in croce sofferenti e bisognosi.

      La Grazia del Piangere                                                                                            

    Con la Festa dell’Esaltazione della Croce la Chiesa ci invita, tra l’altro, a chiedere la grazia del piangere, del compatire, del “patire con”, e a ricevere questa sapienza divina che Maria ha vissuto pienamente presso la Croce. Le letture odierne (Nm 21,4-9;   Sal 77;   Fil 2,6-11;   Gv 3,13-17) possono essere condensate nella frase "Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo" e dicono ai Cristiani che la pienezza della vita, la salvezza, la gioia e la pace sgorgano da una sola fonte: la Croce di Cristo.

     La Croce – Agli antipodi dell'Egoismo…                                                             

    Cioè per dirla in termini "essenziali", dall'interesse (estremo) per l'altro… Un interesse ed un amore che vanno oltre la stessa vita. Se oggi, da Cristiami qual diciamo di essere, contemplando la Croce, non ci sentiamo amati, commossi e infinitamente grati, significa che non abbiamo ancora compreso e sperimentato l'amore di Dio e la Croce, per noi, non è altro che un segno tra tanti, che ci lascia poco più che indifferenti.

     Il Mistero della Croce                                                                                               

    «Il Mistero della Croce – ricordiamo – è un mistero grande per l’uomo e può essere avvicinato solo nella preghiera e nelle lacrime»: è quanto ha osservato Papa Francesco nella Messa da lui presieduta stamattina a Santa Marta. Proviamo allora a fermarci dinanzi alla Croce in silenzio, lasciando che l'amore infinito risvegli le nostre coscienze. Quella Croce è il nostro specchio, ma è anche ed ancor prima, l'immagine più fedele e perfetta di Dio.

     Oltre la Sofferenza…                                                                                                  

    Ma non finisce tutto nella sofferenza e nella morte… La storia continua! La parola ci dice che laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la Grazia. Laddove concupiscenze e menzogne, furti ed omicidi, invidie e maldicenze hanno regnato, passerà un fiume di misericordia e di vita. Questa è l'Esaltazione della Santa Croce, il Perdono, la Misericordia, la Riconciliazione della Terra con il Cielo. Beh, comprendere questa logica del "dono" all'altro è fondamentale.. Chi vive nell'egoismo infatti uccide il Prossimo in tutti i sensi, servendo non se stesso, ma la Morte.

     Delirio di Onnipotenza                                                                                              

    Alla luce di ciò, e mentre anche oggi i TG rimbalzano "notizie" di morte e disprezzo della vita, ci tornano in mente le parole del Papa pronunciate a Lampedusa«Adamo, dove sei?». (…) «Caino, dov’è tuo fratello?». (…) Il sogno di essere potente, di essere grande come Dio, anzi di essere Dio, porta ad una catena di sbagli che è catena di morte, porta a versare il sangue del fratello! Questa non è una domanda rivolta ad altri, è una domanda rivolta a me, a te, a ciascuno di noi.

     Abbiamo perso il senso della Responsabilità Fraterna                                 

    Ma pensando al Medioriente e alla Siria (ma anche a Grecia, Spagna, Portogallo, ed alla stessa Italia) – e facendo nostre le parole del Papa – chiediamoci: chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? Nessuno! Tutti noi rispondiamo così: Non sono io, io non c’entro, saranno altri, non certo io. Ma Dio chiede a ciascuno di noi: «Dov’è il sangue del tuo fratello che grida fino a me?». Oggi nessuno nel mondo si sente responsabile di questo. Come diceva il Papa: "abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna"; siamo caduti nell’atteggiamento più ipocrita (…) : "guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo “poverino”, e continuiamo per la nostra strada, non è compito nostro; e con questo ci tranquillizziamo, ci sentiamo a posto.

     La bestiale Cultura del Benessere                                                                        

    La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone illusorie, dinnanzi al nostro abbonamento sky o magari alla nostra musica. Alla luce delle parole del Papa e nel contesto della festa di oggi, non possiamo dunque non occuparci, informarci ed informare in nostro vicino non solo su quanto avviene in Italia, ma anche in nazioni come la Siria. Per il vero cristiano ogni fratello sofferente ha il volto di Cristo. «Ne consegue – ribadiamo – che i popoli che soffrono devono essere accomunati al nostro popolo da vincoli di fraternità e solidarietà, specie in questo particolare momento storico. Non solo pregare ma anche parlarne è indispensabile. Migliaia sono stati solo in agosto – ad esempio – i Siriani giunti sulle coste italiane, in centinaia sono giunti anche oggi in Calabria. Ma – come detto ieri – "al di là dell'accoglienza fisica "momentanea" degli sbarcati, la vera solidarietà si costruisce a monte, cioè favorendo la pacifica convivenza dei popoli mediorientali ed africani nei loro rispettivi Paesi, evitando di costringere milioni di uomini ad abbandonare forzatamente le loro case e le loro famiglie. Spesso, infatti, dietro la parvenza dell'accoglienza e della "solidarietà" si nascondono grandi crimini e collusioni vergognose. Un Paese che si dice cristiano – ribadiamo – deve chiamare dunque a maggior responsabilità i suoi leader, spingendoli ad uscire da ogni tentazione di crearsi verità artefatte, ipocrisie e falsità che spesso il sistema imperialistico offre al fine di giustificare guerre e operazioni coloniali".

     Necessita prendere Ora le Distanze da ciò che ci Disumanizza                 

    La preghiera per il Cristiano è importante ma non basta: questa è una guerra profonda (culturale) contro il Male e i suoi servi! Questa guerra contro il male comporta il nostro personale  no all’odio, alle menzogne, alla violenza in tutte le sue forme. E ciò iniziando dai contesti nei quali ci troviamo a convivere ogni giorno, famiglia ed amici compresi. Iniziando a prendere le distanze da realtà compromettenti, complotti quotidiani, mafie varie, club occulti e/o gruppi d'interesse (che non cercano il benessere disinteressato di tutto il prossimo e dell'intera comunità ma spesso e volentieri vivono sulle disgrazie altrui) lobby, sette e situazioni di comodo che ci disumanizzano e uccidono dentro in cambio di fromesse vane e false. In cambio della cancellazione e perdita del nostro essere e della nostra anima. Sveglia!

    Padre Piotr Panzulewicz, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • Dovere della Conoscenza e Vera Solidarietà

    Dovere della Conoscenza e Vera Solidarietà

    Venerdì, Settembre 13th/ 2013

    – di Padre Piotr Panzulewicz e Redazione Qui Europa –  

    Roma, Italia, Padre Piotr Panzulewicz, ONU, Questione Mediorientale, Verità, media, San Giovanni di Antiochia, Radice della falsità, Neocolonialismo, Dovere della Conoscenza, Paradigma Siriano, 

    Dovere della Conoscenza e Vera Solidarietà  

    Riflessioni su Media, Informazione e "Questione

    Mediorientale" 

     

    di Padre Piotr Panzulewicz e Redazione Q.E.

    questione siriana e media

      I Falsi Maestri e la Trave nell'Occhio                                                                 

    Catanzaro  – di Padre Piotr Panzulewicz – 13/09 – Oggi, Venerdì della 23a settimana del tempo ordinario a Gumenek, nel Ponto (odierna Turchia) si ricorda l'anniversario della morte di San Giovanni di Antiochia († 407), vescovo di Costantinopoli e dottore della Chiesa, sopranominato Crisostomo, cioè bocca d’oro, per i suoi sermoni di fuoco con cui ammaestrava, correggeva, redarguiva e fustigava vizi e tiepidezze: ipocrisia, superbia, avarizia e concupiscenza; la sua predicazione nel campo morale e sociale gli procurò dure opposizioni e infine l’esilio, con la complicità dell’imperatrice Eudossia; dei numerosi scritti del Santo ricordiamo il volumetto "Sul Sacerdozio", un classico della spiritualità sacerdotale. La domanda che emerge nell'ambito delle scritture odierne (1Tm 1,1-2.12-14   Sal 15   Lc 6,39-42) diretta a ciascuno di noi è: "può forse un cieco guidare un altro cieco?". Gesù era circondato da falsi maestri, incapaci di esaminare se stessi, ma sempre pronti a giudicare e condannare gli altri. Con una serie d’invettive li stigmatizza, scatenando la loro indignazione che culminerà con le false accuse e l’assurda sentenza di morte. Certo guardando al panorama geopolitico internazionale assistiamo quotidianamente al tentativo di  numerosi "ciechi" di ergersi a "salvatori e giudici" dell'umanità. E gli esempi sono ogni giorno sotto gli occhi di tutti. Il paradigma siriano in tal senso è molto eloquente.

     Alla Radice della Falsità                                                                                           

    Alla radice delle  falsità dei cosiddetti "maestri" che ci presenta il Vangelo c’è l’atteggiarsi ipocritamente a guide senza averne le doti o l'altezza morale. Esplicitamente Gesù dice loro: «ciechi a guide di ciechi», e ammonisce anche i suoi: «Voi non fatevi chiamare rabbì, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli». Egli non vuole una comunità di ciechi. La cecità è frutto della superbia e della concupiscenza che governano il cuore e producono il frutto maligno e velenoso dell'ipocrisia che uccide chiunque ne dovesse assaggiare. Gesù vuole invece i suoi discepoli umili, prudenti, accorti, intelligenti, saggi. Vuole che essi pongano ogni attenzione alla propria elevazione spirituale, morale, dottrinale, conoscitiva, crescendo in virtù e grazia, fino al raggiungimento della pienezza umana, spirituale e culturale.

     Il Dovere della Conoscenza                                                                                    

    Da ciò possiamo cogliere anche un invito molto attuale sul nostro rapporto con i media: ciascuno deve sentire la necessità di informarsi sulla verità dei fatti e dei fenomeni che ci circondano, discernendo attraverso l'approfondimento e l'umiltà, la verità dalle menzogne. Manzione indispensabile che oggi non possiamo assolutamente delegare a terzi, né accontentarci di ciò che "passa" la tv. Solo il seguire instancabilmente un percorso personale di conoscenza della verità, può infatti renderci capaci di "aiutare i fratelli", passando gradualmente – attraverso l'umiltà, il discernimento e la pazienza nell'ascolto – alla carità ed all'aiuto concreto. Ogni aiuto, dunque, deve essere il frutto "consapevole" di un’immensa carità, prudenza e umiltà.

     Umiltà, come segno distintivo                                                                               

    Anche il miglior discepolo del miglior maestro deve ornarsi di umiltà e mai ergersi a giudice degli altri. «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?». Ciascuno di noi, in tal senso, dovrebbe fare un esame di coscienza quotidiano. Attenzione allora agli inquinamenti della nostra vista e della veritàAbbiamo il dovere di purificare il nostro occhio affinché possa vedere nella verità. Tutti possiamo percepire questa luce, ed in special modo nella sofferente umanità di Gesù. Così per poter «perdonare – lo ha detto ieri mattina Papa Francesco durante la Santa Messa – contempla Gesù sofferente. Per non odiare il prossimo, contempla Gesù sofferente. Per non chiacchierare contro il prossimo, contempla Gesù sofferente. L’unico. Nascondi la tua vita con lui in Dio Padre: questo è il consiglio che ci dà apostolo Paolo. E’ il consiglio per diventare umili, miti e buoni, magnanimi, teneri».

     La Vera Solidarietà e la "Questione Mediorientale"                                       

    Alla luce delle parole del Papa e di questa odierna riflessione che le Scritture ci suggeriscono, non possiamo non pensare ancora alla Siria e al Medioriente. Per il Cristiano autentico l'altro è suo fratello, ma soprattutto il sofferente ha il volto di Cristo. Ne consegue che i popoli che soffrono devono essere accomunati al nostro popolo da vincoli di fraternità e solidarietà, specie in questo particolare momento storico. Migliaia sono stati solo in Agosto i Siriani giunti sulle coste italiane. Ma al di là dell'accoglienza fisica degli sbarcati, la vera solidarietà si costruisce a monte, cioè favorendo la pacifica convivenza dei popoli mediorientali ed africani nei loro rispettivi Paesi, evitando di costringere milioni di uomini ad abbandonare forzatamente le loro case e le loro famiglie. Spesso infatti dietro la parvenza dell'accoglienza e della "solidarietà" di nascondono grandi crimini e collusioni vergognose.. delle quali abbiamo ampliamente parlato (vedi archivio – "Esteri Mondo"). Un Paese che si dice cristiano deve chiamare dunque a maggior responsabilità i suoi leader, spingendoli ad uscire da ogni tentazione di crearsi verità artefatte, ipocrisie e falsità che spesso il sistema imperialistico offre al fine di giustificare guerre e operazioni coloniali.

     Il Nodo Siriano                                                                                                            

    Una conferenza di pace per risolvere la crisi in Siria, in tal senso, deve essere l'unica strada da percorrere. Specie oggi che i progressi sulla sorveglianza speciale degli arsenali chimici siriani sembrano incoraggiare la diplomazia internazionale. Ma ciò che vale per la Siria dovrebbe valere per tutti i paesi: specie gli Usa, che ad oggi sono in cima alla classifica dei paesi produttori di armi chimiche (vedi allegato). Intanto il mondo cristiano (e non solo) prega e spera, in attesa di un nuovo incontro bilaterale Usa-Russia che si dovrebbe svolgere a New York il prossimo 28 settembre, quasi contestualmente all'Assemblea Generale annuale delle Nazioni Unite. Lunedì il risultato ufficiale del rapporto ONU.

    di Padre Piotr Panzulewicz e Redazione Q.E.

    (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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    Giovedì, Settembre 12th/ 2013

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    volta, generosamente. Anche in economia… 

    Riflessione sulla "Proprietà Popolare della Moneta" in attesa

    della Prima Manifestazione Nazionale del 24 Settembre 2013

    contro Usurocrazia e Criminalità Economico-Finanziaria e 

    Giudiziaria 

     

    di Padre Piotr Panzulewicz

    (Sergio Basile e Redazioni Qui Europa/Sete di Giustizia)

    Nel Segno della Gratuità - Proprietà Popolare della Moneta

      Maria                                                                                                                              

    Roma, Catanzaro  – di Padre Piotr Panzulewicz – 12/09: Giovedì della 23a settimana del tempo ordinario – Santissimo Nome della Beata Vergine Maria: «in questo giorno si rievoca l’ineffabile amore della Madre di Dio verso il suo santissimo Figlio ed è proposta ai fedeli la figura della Madre del Redentore perché sia piamente invocata»; in lei «Dio Padre ha radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria» (L. M. Grignon de Montfort), «mare di grazie» (San Bonaventura) o «pioggia di grazia stessa» (Pagninus). «Ecco perché il suo nome è soave per gli angeli e terribile per i demoni» (Santa Brigida). Sia soave, luminoso, misericordioso e generoso anche per noi, come lo fu per il re Giovanni III Sobieski: il 12 settembre 1683, invocando il nome di Maria, le truppe del re hanno definitivamente vinto i Turchi che assediavano Vienna e minacciavano l’intera cristianità europea.

    Nel Segno della Gratuità - Proprietà Popolare della Moneta

     Non solo Economia e Soldi, ma Soprattutto…                                                 

    Nei momenti di avversità invochiamo anche noi il nome di Maria e non pensiamo che solo economia e soldi possano risolvere i problemi della vita e della politica, chiedendoci se sempre siamo stati riconoscenti al Signore e alla sua (e nostra) Madre, Maria, per tanta generosità nei nostri confronti, ai nostri genitori che ci hanno dato la vita, e alla Chiesa che ci ha generato nella fede attraverso il battesimo, che ci accompagna nella nostra crescita trasmettendo la Parola di Dio, che ci indica il cammino della vita cristiana, che ci porta il perdono di Dio attraverso il Sacramento della Penitenza, che ci sostiene nel momento della malattia con l’Unzione degli infermi, che ci nutre con l’Eucaristia, Pane di vita vera.

    Nel Segno della Gratuità - Proprietà Popolare della Moneta

     La Riconoscenza che Riempie il Cuore                                                              

    Il filo conduttore delle letture odierne (Col 3,12-17; Sal 150; Lc 6,27-38) può rintracciarsi nella frase: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso». Nelle letture di oggi troviamo magnifiche espressioni di generosità. E una generosità impensabile, perché sgorga dal cuore di Dio, fonte di ogni vera generosità che non cerca il proprio interesse. San Paolo scrive allora ai Colossesi: «Rivestitevi, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia», carità, generosità. Il pensiero di essere stati scelti e amati da Dio dovrebbe sempre riempirci di stupore: "Io, così indegno e miserabile, sono amato da Dio!". Pensiamoci sovente, riflettiamo bene a questa stupenda verità: "Io sono amato, realmente amato". Quando uno si sente amato, non può che amare a sua volta, generosamente, senza cercare il proprio interesse, per la riconoscenza che gli riempie il cuore. San Paolo qui lo ripete tre volte in pochi versetti: «La pace di Cristo regni nei vostri cuori… E siate riconoscenti!» (v. 15);«Ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine» (v. 16); «E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre» (v. 17).

    Nel Segno della Gratuità - Proprietà Popolare della Moneta

     La Via della Gratuità                                                                                                  

    La riconoscenza è fondamento del vero amore/carità/gratuità/generosità. Dio ci ha amato per primo. Se lo riconosciamo con commozione e stupore, ci incamminiamo a nostra volta sulla via della gratuità, benedizione e generosità, quella a immagine del cuore di Cristo. Pensiamoci. Ad ogni nostra mormorazione e maledizione egli ha sempre risposto benedicendoci, parlando bene di noi al Padre, ripetendo senza sosta: «Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno». Ci ha giustificati, sino a dare la sua vita per noi. Ha risposto benedicendoci! E così quando lo abbiamo maltrattato, nelle persone che ci sono accanto; non soltanto quando abbiamo aggredito verbalmente o alzato le mani, con i colleghi ad esempio, ma anche quando abbiamo ingannato, usato e gettato via le persone come fossero oggetti, o quando lo abbiamo “percosso sulla guancia” in senso di sfida, togliendogli l’onore nelle offese e nelle calunnie con cui abbiamo colpito il prossimo.

    Nel Segno della Gratuità - Proprietà Popolare della Moneta

     Per Quattro Soldi in più                                                                                           

    Quante volte abbiamo “spellato” chi ci è accanto, come ripete Papa Francesco. Quante volte, con una superficialità disarmante abbiamo lasciato che la nostra lingua si facesse compagna di tante altre, impegnate nello smontare pezzo a pezzo la dignità di un collega o anche di un amico? E quanti “mantelli” abbiamo sfilato da chi aveva solo quelli per coprirsi: quante ingiustizie per mettersi in tasca quattro soldi in più. Abbiamo preso ciò che non è nostro, mille volte al giorno. E Gesù ci ha sempre perdonato, amandoci senza riserve, offrendoci la guancia, la tunica, tutto se stesso. E’ su di lui che si è abbattuta la nostra concupiscenza e mille volte si è infranta perché non provocasse danni più grandi. Questa è la generosità/misericordia/carità predicata dalla Chiesa, la salvezza che abbiamo sperimentato tante volte. Siamo stati amati senza alcun merito, senza nessun diritto, gratuitamente. E oggi di nuovo ci viene annunciato l’amore divino, perché noi amiamo anche i nostri nemici per strapparli all’inimicizia e infondere in loro la vita che non muore. La “misura” del suo amore è ben più grande di quella dei peccati più atroci. Stretti nell’abbraccio di Gesù, stendiamo allora le braccia per donare ciò che abbiamo, liberi, senza difendere nulla. Mantello, onore, denaro e potere sono per coloro che odiano il Signore o ancora non l’hanno conosciuto.

    Nel Segno della Gratuità - Proprietà Popolare della Moneta

     Non esiste Unità di Misura                                                                                    

    Non esiste unità di misura per l’amore del Signore. E noi, quante volte misuriamo il tempo speso per gli altri, il perdono offerto, la quantità di vita consegnata? Sì, perché in fondo, quel che facciamo è prestare e mai riconoscere o donare (Vedi Sistema Bancario e truffaldina "Moneta Debito"). Per chi dona, le misure non contano. Il dono non conosce calcoli. Quando nel cuore si comincia a tenere una segreta contabilità, una partita di dare e avere, è il segno che il Cielo è ormai chiuso, e la vita dei figli è divenuta vita di orfani.

    Nel Segno della Gratuità - Proprietà Popolare della Moneta

     Verso una Vita Nuova                                                                                               

    Gesù ci guarda oggi e ci chiede il nulla che abbiamo: cinque pani e due pesci, il nulla di fronte all’eccezionalità della necessità, per sfamare tanta gente, per vivere in pienezza e secondo la volontà d’amore del Padre; ce lo chiede per trasformarlo in un folle, incalcolabile, non invidiabile, inesauribile e smisurato amore, capace di eccedere e condurci in una vita nuova, quella dei figli somiglianti al Padre, allevati nella sua misericordia per essere pura misericordia per ogni nostro prossimo. Chi vive nascosto nel seno del Padre, immerso nella sua misericordia, chi si nutre, istante dopo istante, del suo perdono, chi sperimenta, quotidianamente, il suo amore, non può preoccuparsi di condannare e pensar male degli altri.

    Nel Segno della Gratuità - Proprietà Popolare della Moneta

     Non si può trafugare ciò che è illimitato ed inesauribile                              

    I suoi occhi sono intrisi dello sguardo del Signore, non sanno guardare nessuno se non attraverso gli occhi di Dio. E non può amare che con il cuore di Dio, senza timore, perché il proprio cuore è già nel Cielo e nessuno potrà mai trafugare ciò che non si può misurare e non si esaurisce. Un amore donato nella carne delle proprie ore, spese gratuitamente, senza difendere nulla, senza invidia, gelosia, concupiscenza e avarizia, perché Dio è lo stesso e ama tutti con lo stesso cuore. Ogni situazione che siamo chiamati a vivere è eccezionale e necessita un amore smisurato, per liberarla dalla tirannide dell’oppressore, odio e rancore, e fecondare la vita, gratuitamente. (Padre Piotr)

    Sergio Basile

     Per la gratuità, contro la "Moneta-Debito" e L'Usurocrazia                        

    Un ultimo pensiero della redazione va in tal senso (aggiungiamo) alla battaglia dei popoli contro l'usurocrazia e la Moneta-Debito che devasta le Nazioni, specie in Europa, oggi, e nella nostra amata Italia. Il prossimo 24 Settembre a Roma (Ore 10,00, Piazza Cavour, dinnanzi al "Palazzaccio" – Vedi allegato) si terrà la prima Manifestazione Nazionale per fermare le Banche e la Criminalità Economico-Finanziaria-Giudiziaria. Il 28, sempre a Roma, si terrà inoltre l'atteso Congresso Nazionale Auritiano. Alla luce di ciò, e con lo sguardo intriso della gratuità "celeste", di cui sopra, vi lasciamo con un commento ispirato al'azione del grande ed indimenticato professore cattolico Giacinto Auriti ed ai suoi studi sulla proprietà popolare della moneta, illuminati dalla saggezza del vangelo e dei passi più significativi della vita di Gesù.

    Roma - Prima Manifestazione Nazionale Contro la Criminalità Economico-Finanziaria e Giudiziaria - 24 Settembre

     La Questione della "Proprietà Popolare della Moneta" e il Vangelo         

    Maria diede alla luce il Figlio di Dio, come culla Gesù Cristo ebbe una mangiatoia perché nel “mondo non c’era posto per lui", in realtà non c’era posto per il suo messaggio. Se San Giuseppe fosse stato un mercante, di certo avrebbe trovato un posto migliore. Ciò che accadde alla Santa Famiglia in quel tempo si applica molto bene alla nostroa analisi. Noi che diffondiamo la proprietà popolare della moneta ci troviamo nelle stesse condizioni: per l’ideale che proponiamo spesso e volentieri non c’è posto nei media di regime e in nessun ambito sociale ed economico di regime. Come San Giuseppe, tuttavia, andiamo avanti con umiltà, consapevoli del futuro trionfo della volontà del Signore. Gesù Cristo è figlio di Dio ma nello stesso tempo è un’uomo come noi, come noi ha avuto paura del dolore, ha avuto paura della morte che lo aspettava. Ma come Figlio di Dio sapeva bene che era necessario che lui morisse in Croce perché solo così sarebbe stata svelata a tutti l’essenza del suo messaggio. “Però sia fatta non la mia, ma la tua volontà": chi opera a favore del prossimo deve ricordare sempre bene questa frase. Cristo, infatti, si è manifestato in modo esclusivo, e per noi continua a farlo quotidianamente in modo ordinario. Per accorgerci di questo, oltre al rispetto dei 10 comandamenti, dobbiamo fare come dice il Vangelo “amare il prossimo”, come ci ricorda San Paolo, prendendo le distanze dagli oppressori e dal loro diabolico fascino. D'altra parte è noto come ci siano molti modi per sfruttare ed eliminare chi dice la verità, come d'altronde l’essere debole, o privo di sapere. Il malvivente comune lo fa con le armi semplici, gli uomini di cultura dal cuore malvagio lo fanno con la manipolazione delle informazioni, usando l’ignoranza della gente, e portando essa all’idolatria e alla fame. Preghiamo ed agiamo, dunque, per il bene dell’umanità, consci che chi è per la proprietà popolare della moneta, dimostra di amare il prossimo perché intende dargli quello che gli tocca di diritto: la sua moneta. Chiediamo, infine, per mezzo di Maria, che tutti gli uomini che hanno potere decisionale su popoli interi, possano ricevere i doni dello Spirito, affinché  riconoscano nella proprietà popolare della moneta una realtà spirituale di segno positivo che mette d’accordo tutti i popoli del mondo e che essi vedano nella sua attuazione la realizzazione del messaggio evangelico. (Sergio Basile, Redazione Qui Europa e "Sete di Giustizia")
     

    di Padre Piotr Panzulewicz, Comunità Francescana, Catanzaro

    Sergio Basile, "Redazioni Qui Europa/Sete di Giustizia"

     (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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