Sabato, Giugno 8th/ 2012
– di Sergio Basile –
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USA – Umanità spiata. Lo Scandalo Verizon
e la Sterile difesa della Casa Bianca
Usa – Il Mondo spiato: non è una novità, ma ora
la bomba scoppia ufficialmente. Privacy morta!
Amministrazione Obama a rischio: Facebook e Google
prendono le difese del Presidente Usa
di Sergio Basile
USA – Umanità spiata – Lo Scandalo Verizon
Washington – Che qualcosa non andasse in questo mondo di celluloide fatto di fittissime reti telematiche, ce ne eravamo accorti da tempo. E che la censura esistesse su piattaforme cone YouTube, non è una novità! Molti video e canali tematici scomodi (fortunatamente non tutti) spariscono spesso da un giorno all'altro dalla pubblica visione e ad una velocità disarmante. Se poi si considerano le flebili e spesso ingiustificate motivazioni che i gestori di YouTube offrono a fronte di questa attività di rimozione, le perplessità (per usare un eufemismo) aumentano. E' il caso subito dal nostro Emanuele Fardella (che cura la seguitissima rubrica di "Qui Europa" – Il Lato Occulto della Musica") esperto nell'analisi dei messaggi subliminali e dei simbolismo occulti e satanico-massonici esistenti all'interno di numerosissimi video musicali delle più conosciute star nazionali ed internazionali della musica. Emanuele Fardella che da un giorno all'altro si è visto chiudere il proprio canale YouTube con motivazioni fantasiose che davvero lasciano il tempo che trovano (vedi primo articolo in allegato).
Skyfall – I Padrini USA e lo Sgarro di Associated Press
Ma negli ultimi tempi i gravi casi denunciati dall'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" in merito a spionaggio e privacy ed al coinvolgimento dell'amministrazione Usa davvero non sono mancati. Come trattato qualche settimana fa – ad esempio – molto scalpore suscitò il fatto di come alcuni organi degli Stati Uniti d’America, per diverso tempo, abbiano spiato la sede dell’Associated Press, un'agenzia di stampa internazionale, con sede negli USA, senza alcuna autorizzazione giudiziaria e senza alcuna motivazione ufficiale. (vedi secondo articolo in allegato).
La Colpa dell'Associated Press
In realtà – come visto – la vera colpa dell’Associated Press, come chi ha illecitamente spiato il giornale ha serenamente ammesso, era stata solo quella di rendere pubblici, in un articolo del 7 maggio 2012, i dettagli di un’operazione antiterrorismo condotta in Yemen dalla CIA e realizzata, come ormai di consueto, ai limiti della legalità (o forse anche oltre). Tanto è bastato perché lo Stato – che negli ultimi decenni si è levato a paladino dei diritti civili di tutti i Paesi del mondo, al punto di scatenare diversi conflitti mondiali ancora in corso – decidesse, senza alcuna autorizzazione, di controllare sistematicamente e spiare una testata giornalistica. E di farlo dicendo che, se anche chi doveva, non avesse autorizzato un simile intervento, lo avrebbero fatto lo stesso! In realtà, ciò che dovrebbe sorprendere è il silenzio mediatico che ha nascosto e nasconde fatti di una gravità enorme condotti senza che la popolazione ne venga informata, al fine di evitare che una sua reazione possa compromettere lo svolgimento di azioni spesso – ribadiamo – al limite della legalità (Vedi articolo "Dittatura a Stelle e Strisce" di C. Alessandro Mauceri – Qui Europa, 16 Maggio 2013).
l'Ultimo e più grande scandalo Made in Washington
Ma ciò che è accaduto ora (fatta eccezionbe per il raccapricciante caso RFID – Vedi articoli in allegato) ha davvero dell'incredibile. Un qualcosa mai accaduto nella storia: un nuovo "record" per Obama & Co. Nelle ultime ore, infatti, è scoppiata una bomba di inaudita gravità (Scandalo Verizon) cui deflagrazione, per il vero, era stata annunciata da tempo. Si aspettava soltanto il passo falso dell'amministrazione Usa, giunto – pare – come da previsioni o copione, dopo le altre gravissime "gaffe" sulla privacy emerse nelle ultime settimane (vedi allegati) e da noi tempestivamente illustrate. Ma cosa è accaduto questa volta? Nulla! Soltanto (si fa per dire…) il profilarsi dell'attività di spionaggio pubblico più colossale della storia. Milioni, miliardi di soggetti pare siano stati spiati sistematicamente e posti sotto l'occhio del Grande Fratello Usa. A quanto pare, l'agenzia per la sicurezza nazionale (National Security Agency) e la stessa Fbi hanno potuto e possono controllare in maniera diretta e totale i server di 9 colossi internet Made in Usa. Ciò vuol dire, detto in altri termini, l'espletarsi di un'attività costante di monitoraggio e controllo dei movimenti, dei dati sensibili (conti correnti, numeri di telefono, ecc…) di una marea, un oceano sconfinato di persone: cittadini di tutte le nazionalità del mondo. Un monitoraggio vergognoso sui loro (nostri) contatti, delle loro (nostre) abitudini, dei loro (nostri) messaggi più segreti e della loro (nostra) abituale attività di comunicazione. A rivelare la shoccante notizia il Washington Post che sostiene come si tratti di un progetto (battezzato Prism) nato e sviluppatosi addirittura nel 2007.
Le Società "Big Brothers"
Le società finite nell'occhio del ciclone sono in particolare Microsoft, Yahoo!, Google, Facebook, PalTalk, Aol, Skype, Youtube e Apple. Pronte sono giunte nelle ultime ore le rassicurazioni (tuttaltro che confortanti) di Facebook e Google. Ma nessuno sembra credere più alle favolette. La privacy degli abitanti della Terra – ora è ufficiale – è definitivamente morta e sepolta. Evidentemente col senno di poi molti lettori apprezzeranno l'atteggiamento di quanti – malgrado i continui ed ammalianti richiami delle sirene della rete – hanno rifiutato di entrare nella famiglia di Facebook…Magari. Che dite?
Orwell 1984 – Bush 2001 – Obama 2013
Il caso, ancor prima del Washington Post, era stato sollevato dal britannico Guardian, secondo il quale la National Security Agency avrebbe spiato anche milioni di telefonate riservate, invadendo in maniera clamorosa e gravissima la sfera più privata del mondo. E' il caso di dirlo! Ed evidentemente questo non è un eufemismo. Come noto lo stesso Bush, all'indomani del nebbioso ed inquietante abominio dell'11 settembre (che – come noto – ha gettato pesantissime e non poche ombre sulla stessa amministrazione Usa) aveva varato una presunta e "provvidenziale" legge "antiterrorismo", instaurando una serie di misure degne del più celebre romanzo di George Orwell (Orwell 1984). Un piano di monitoraggio che coinvolse come primo partner proprio la stessa Microsoft. Che combinazione!
New York Times – La credibilità di Obama sta a zero! – Dimissioni!
Il New York Times in merito, nelle ultime ore ha pubblicato un editoriale di fuoco, tuonando contro la Casa Bianca e parlando esplicitamente e senza peli sulla lingua di un "abuso di potere che richiede vere spiegazioni. L'amministrazione Obama – continua il quotidiano Usa – ha perso ogni credibilità, rispondendo e difendendosi con le stesse banalità che ha usato ogni volta che il Presidente è stato sorpreso a eccedere nell'uso dei suoi poteri". Come dar torto – una volta tanto – al New York Times? Questa amici è una guerra! E dinnanzi al più grave e sistematico furto di dati della storia – utilizzati non per proteggere gli Usa da presunti "attacchi terroristici' – ma per fini loschi, poichè non rispettosi delle libertà altrui, l'unica cosa sensata da fare per Obama è quella di levare le tende e dimettersi!
La linea difensiva di Facebook e Google
E ciò malgrado le davvero poco rassicuranti parole del patron di Facebook (Mark Zuckerberg) secondo il quale non fa parte e non ha mai fatto parte di alcun "programma per fornire al governo Usa o ad altri governi accesso diretto ai nostri server". Sulla stessa linea la difesa di Google. A voi ogni ulteriore commento.. Anche se leggere nella mente dei nosri lettori, almeno oggi non sembra un'impresa da sibilla cumana.
Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)
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