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Tag: Onestà intellettuale

  • Gaza, Israele e il nocciolo del Problema

    Gaza, Israele e il nocciolo del Problema

    Giovedì, Novembre 22th/ 2012

    – di Sergio Basile – 

    Gaza, Israele e il nocciolo del Problema / Gaza / Israele / Palestina / Sionismo / Usa / Guerra / Noam Chomsky / Norman Finkelstein / Coraggio / Onestà intellettuale / Monte Sinai / Mosé / Dieci Comandamenti / Dio / Gesù Cisto / Sacificio sulla Croce / Non Uccidere / Ama il Prossimno tuo come te stesso / Non dire falsa testimonianza / Comunità sioniste / Olocausto / Errore storico / Forzatura storica / Pace / Vangelo / Speranza / Verità / Allenza sul monte Sinai / Sion / Popolo eletto 

    Gaza, Israele e il nocciolo del Problema  

    Il Grande inganno che impedisce ad Israele di

    ottenere la "Terra Promessa" 

    Da Mosé al moderno sionismo, il prezzo dell'eredità e

    il Grande ed antistorico – attuale – inganno di Israele:

    la Via per la Terra Promessa non può che passare

    dalla Pace e dall'accantonamento degli ineteressi

    d'élite

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Gaza, Gerusalemme –  Lo scrittore  Noam Chomsky non è americano d'origine, ma bensì ebreo, ma le sue ultime dichiarazioni sul caldo tema del Medioriente e sull'inaspirsi delle violenze su Gaza (sull'inferno di Gaza) non sono frutto di campanilismi o posizioni di comodo, ma il frutto di un percoso interno abbastanza scevro da condizionamenti esterni; l'immagine di una posizione critica che palesa e svela una notevole onestà intellettuale: oggi dote molto rara quanto preziosa. Preziosa come l'aria pura in un mondo di foschie, di nebbie ed inquinamenti – intellettuali e politici – di vario tipo. In un mondo costellato da falsi eroi e falsi profeti che, travestiti da agnelli, finiscono spesso e volentieri (celandosi e camuffandosi dietro improbabli vessilli di pace) per farsi complici attivi dei lupi più famelici, con mezze verità e conclusioni parziali difese contro ogni logica. Voi non potete difendere voi stessi – ha dichiaato riferendosi ad Israele – quando state militarmente occupando la terra madre di qualcun altro". Questa non è difesa! Chiamatela come vi piace – ha aggiunto Chomsky – ma non difesa!”. Ma ancor più incisivo e fermo di Chomsky, nel denunciare la verità ed i soprusi su Gaza – bisogna ammetterlo – in tempi non sospetti è parso il collega – sempre ebreo – Norman Finkelstein: perseguitato fino al licenziamento – e bene ricordarlo – per aver osteggiato le ricorstruzioni improvvide e sommarie di Alan Dershowitz sul tema della storiografia sionista in merito all'olocausto. Già il sionismo! E' questo il nocciolo del problema!

      Gaza, Israele e il nocciolo del problema   

    Ma a ben vedere, lo "spettacolo mondialista" che ci troviamo a commentare – con l'amaro in bocca e con una grande pena nel cuore –  si giudica e descrive da sé: si delineano inconfutabili i tratti di un disegno grottesco ed iniquo; una sorta di "pulizia etnica"  conseguenza di un'occupazione illegittima che va avanti ormai dal 1945. Disegno che, gioco foza, costerà – tra l'altro – anche il sacrificio aggiuntivo di molti giovani Israeliani. Un gioco abominevole nel quale non esistono vincitori, ma solo sconfitti: prima tra tutti, la dignità umana. Il secondo – dei grandi sconfitti – è quello spirito di pacifica convivenza e amore al Prossimo; quel sacro valore oggi fatto oggetto della blasfemia più becera ed irriverente, incentrata sull'egoismo e su particolarismi economici e geoplitici che nulla hanno di umano e razionale. E' la legge della giungla!

      La Vera Promessa del Sinai 

    Ma – Bibbia a parte – come si può concepire e difendere la "legittima" occupazione di una terra conseguita in maniera forzata (con la complicità del grande alleato Usa) e ad esclusivo uso e consumo di un popolo (o meglio, di una ristretta élite) a discapito di un altro? In tal sede non possiamo non sfatare un altro luogo comune: la stessa Sacra Bibbia, quanto Dio sul monte Sinai prefigura al popolo d'Isaele il raggiungimento la famosa "Terra Pomessa", dopo la liberazione dalla schiavitù del Faraone (emblema degli orrori del paccato e della malvagità umana, ma anche dell'olocausto) non porta Mosé a strumentalizzare per fini occulti o paticolaristici il divino compito affidatogli sul sacro monte, ma obbliga il "pastore" a tracciare sotto l'eterea e fulgida luce dell'Amore universale e della concordia, il cammino del suo "gregge". Un cammino lastricato di dure prove, sofferenze, ma soprattutto Provvidenza e Pace. Non dimentichiamolo. L'acqua viva e pura prodigiosamente sgorgata dalla roccia a placare l'arsura del popolo e la manna dal cielo giunta a porre fine alle ansie ed alla "fame" d'Israele, sono sicuramente gli aspetti più emblematici di questa storia. D'altronde Dio non getta su Mosé il peso di una missione cieca e fine a sé stessa. Non l'eco di un mero ed egoistico diktat è risuonato da quel famoso "Roveto Ardente". Dio stesso – come ci insegnano le Sacre Scritture – prima di  affidare a Mosè la guida del suo progetto salvifico su Israele, dà a Lui e al popolo – smarrito e prostrato nel deserto – le Tavole della Legge, i "Dieci Comandamenti". Comandi incisi su pietra, ma anche nelle coscienze e nel codice morale del popolo eletto. Tavole cui al Quinto capoverso l'Altissimo impone un principio eterno e inconfutabile: "Non Uccidere!"

      Il Prezzo dell'Eredità e il grande Inganno  

    Dunque lo stesso Iddio benedisse gli Ebrei, pomettendo la Salvezza dalla schiavitù d'Egitto e la promessa di una terra sgorgante latte e miele, nel rispetto rigoroso ed universale – tuttavia – dei diritti e della vita altrui. La vera eredità non era dunque solo fisica o geografica, ma spirituale. Un'eredità rivestita di trascendentalità che (per noi Cristiani) trova il suo compimento ed il suo senso più vero nel sacificio sulla Croce di Cristo, nella Nuova Alleanza, o (per gli Ebrei) nel sacrificio di Isacco: realtà storiche che, in entrambi i casi, mal si sposano – evidentemente – con egoismi, interessi economici, complotti sionisti, bombe, colpi di mortaio o missili. Chi guida dunque la mano dei grandi disobbedienti della storia? Chi allontana oggi il popolo ebraico con l'inganno dal rispetto delle promesse e del patto sancito da Mosé con Dio sul Sinai? Non ci sono giustificazioni che tengano!

      La Strada per la Terra Promessa  

    Beh! Nel chiamare in causa  i comandamenti del Sinai non possiamo dimenticare il II e l'VIII comando di Dio: "Ama il possimo tuo come te stesso" e "Non dare falsa testimonianza". Chiunque erediterà e fara propria nel suo intimo tale sacra realtà, attualizzando tali comandi (10 e non uno o due) sarà il vero erede della promessa del Sinai e della Terra Promessa. "Tutto il resto è inganno e viene – come recita lo stesso Vangelo – dal Maligno". Bisogna sempre dire la verità, cari lettori, il sionismo ed i suoi retaggi furono un errore antistorico allora come oggi. Il vero punto è che oggi non si può cancellare Israele, ma – d'altra parte – si può metterlo in riga, pretendendo la creazione di una democrazia vera e non fittizia. Una democrazia che abbandoni definitivamente il sionismo ed il piano mondialista in atto, in nome della Pace e della Giustizia. Ma soprattutto in nome della Verità impressa a lettere cubitali in quei sacri comandi sul Sinai, dove evidentemente non c'è alcuna giustificazione morale, storica ed etica al sionismo ed ai suoi accidenti. Tutto il resto, verrà da sé!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Costi politica / Paradosso / Italia in Crisi / Disinformata ma ben armata / Sprechi statali / Tavola della Pace / Guerra Afghanistan / Diritti umani / Rai / Sedi estere Rai / Flavio Liotti / Dipartimento Politiche Globali Cgil / F- 35 / […]

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    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Bahar Kimyongur, traduzione di Curzio Bettio – Esteri / Europa /Siria / Stati Uniti d'AMerica / Vietnam / Hiroshima / Iraq / Palestina / Libia / Afghanistan / Nicaragua /Guatemala / Ambasciata statunitense / Bruxelles / Esercito siriano / Nato / Al Qaeda / CIA / basi militari Usa […]

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012  – Reportage-Inchiesta di Fida Dakroub e Sergio Basile –  Europa / Medioriente / Italia / Giulio Terzi di Sant'Agata / Siria /  Canada / Iran / Qatar / Turchia / Arabia Saudita / Damasco / Teheran / Ottawa / Aleppo / Guerra / Regime / Incubo Siria / Democrazia / Diritti Umani […]

    ONU – Il cordiale Barack e la Pax da Primavera Araba

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012  – di Thierry Meyssan –  Mondo / Siria /Libia / Stati Uniti d'America /  Francia / Iran / Libano / Libia / New York /  Bengasi / Onu / Assemblea Generale Nazioni Unite /  Nato / Consiglio di Cooperazione del Golfo / Oscurantismo /Al Qaeda /  Primavera araba / Islamici / […]

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    Sabato, Settembre 29th/ 2012  – di Marinella Correggia –  Siria /  Parlamento europeo / Consiglio ONU / Guerra / Regime / Incubo Siria / Democrazia / Conclusioni senza prove / Rapporto Commissione CoI / Consiglio dei Diritti Umani / Popolazione Siriana / Assad / Marinella Correggia / Prove inconsistenti / Damasco / Ginevra / Commissioni […]

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    Giovedì, Settembre  27th / 2012 –  di Maria Laura Barbuto – Mondo  / Piaga del XXI Secolo / NWO / Stati Uniti d’America / Libia / Iraq / Afghanistan / Yemen / Siria / Egitto / Guerra / Dittatura / Ribelli / Armi nucleari / Regimi / Diritti umani / Libertà / Media / Dignità […]

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    Lunedì, Settembre 24th/ 2012  – L'editoriae del Lunedì, di Maria Laura Barbuto –  Missioni di Pace / Mondo / Guerra / Norberto Bobbio / Missione di Pace / Noam Chomsky / Europa / Unione Europea /  Italia / Stati Uniti d’America / Guerra / Dittatura / Ribelli / Iraq / Libia / Siria / Libano / Armi […]

     

  • Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

     Giovedì, Agosto 9th/  2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta –

    Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes / patto di stabilità / Piigs / Six Pact / Sigman Gabriel / Euro / Imperialismo Usa / Noam Chomsky / Martin Luther King / Ronald Reagan / Reaganomics / Corriere della Sera / Il Sole 24Ore / Repubblica / Avvenire  / Adriano Celentano  / Sergio Basile / Silvia laporta / Onestà intellettuale / Disonestà intellettuale / Signoraggio bancario / Trattato di Lisbona / Caso Norvegia / Euro / Target 2 / Euribor / Project Bond / Repubblica debitocratica / Lotta di classe  / Stati canaglia / Siria  / Obama / Bush  / Six Pack  / Consiglio europeo  / Svizzera / Scudo fiscale  / Giorgio La Pira 

    Propaganda mediatica fasulla: in realtà

    non esiste alcuna ricetta della casta

    per salvare l’Italia

    Le ipocrisie del Corriere della Sera e le "scandalose"

    ricette di "Mister Sottile"

    Il grande boicottaggio: Giornali e Media italiani asserviti

    all'imperialismo Ue-Usa. Una fucina di bufale

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Bruxelles, Berlino, Londra  – E’ possibile alleggerire la situazione del debito pubblico italiano? Come più volte  ribadito in dozzine di articoli dall'Osservatorio indipendente “Qui Europa”, la risposta è “no”.  Sempre (ovvio) stando alle ricette propinateci dall'attuale  sistema corrotto e fasullo che la casta parlamentare "appassionatamente unita" continua a mandare avanti e, tacitamente, a sostenere. Ciò, almeno,  fin quando resteremo inermi spettatori di questo triste, tristissimo spettacolo, senza neppure tentare di liberarci da questa pesante e rovinosa situazione. Una celebre frase di Martin Luther King recita cosi: “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”. Parole sante!

     Una fucina di bufale                                                                                                     

    Di fronte a quello che oggi siamo costretti a leggere su molti giornali nazionali di primo piano, come il Corriere della Sera – tanto per citarne uno tra i più noti ed "autorevoli". Il primo di una lunghissima lista di giornali ormai a nostro modestissimo parere illegibili –  fa impressione notare come la manipolazione propagandistica sia ormai totalmente connaturata con il diritto all’informazione dei cittadini. Un diritto che in un paese normale dovrebbe essere garantito dalla trasparenza e dall’imparzialità degli stessi media, ma che troppo spesso, purtroppo, con un'imbarazzante normalità,  si trasforma nell’ennesima pantomima italica, facendo della sacra foce della verità una fasulla fucina di bufale. Assistiamo dunque ad una continua, martellante ed abberrante de-legittimazione della verità storica e scientifica dei fatti e degli eventi che lascia il nostro osservatorio letteralmente basito, giorno dopo giorno. Allora senza alcun pelo sulla lingua, e con piena cognizione di causa, denunciamo un livello di disinformazione che ci ricorda tanto gli anni della "celeberrima Reaganomics" statunitense, legata evidentemente solo al bisogno ed alla spasmodica sete di potere. Una lotta (impari) tra classi, per  dirla in soldoni! Non sembrerebbe esserci altra spiegazione plausibile. Ma entriamo nel merito dei fatti.

     Il Corsera e la Terza Via di "Mister Sottile"                                                          

    Sul Corsera di ieri, in particolare, è apparso un "articolo" nel quale il presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini, e l'ex "autorevolissimo" premier Giuliano Amato ("Mister Sottile", lo stesso – per intenderci – della privatizzazione della Banca d'Italia e del pluribenedetto prelievo forzoso e diretto dai c/c degli Italiani) proponevano una terza via d'uscita dalla "cosiddetta crisi". Una "Via liberista" che potrebbe dare in chiave di abbaddimento del debito – sempre a loro personalissimo dire,  e secondo lo stesso Corriere che ne sosteneva la tesi) – 150-200 miliardi entro il 2017 e altri 150 nel quinquennio successivo. Fatto che la dice lunga sul futuro segnato  e dipinto di nero delle nuove generazioni e di quelle nate tra gli anni Settanta e Ottanta, costrette – almeno a sentire i tracciati dei nostri "professori del debito" – ad imbarcarsi in una via crucis che durerà almeno 20 anni. Via dolorosa che però andrebbe evidentemente oltre i 20 anni, trasformandosi in una "amara normalità", visto che continuare con l'austerity montiana ed euro-tedesca per un periodo così lungo equivarrebbe a dire che gli ignari Italiani, per risanare il debito (per altro fatto dalle banche ed autorigenerante) dovrebbero volontariamente trasformarsi in docili schiavi a vita, cui unico diritto concesso sarebbe evidentemente quello di respirare. Neanche di bere! dubitiamo, infatti, che la battaglia per la privatizzazione dell'acqua pubblica sia stata definitivamente accantonata dagli attuali "padroni dell'Italia" e dell'Europa.

     il "Venerabile Mister Sottile": oltre la sfera dell'ipocrisia                                 

    Ma la musica per "Mister Sottile" non cambia nemmeno a distanza di 20 anni,dalle sue celeberrime performance e malgrado l'età. Sul piano politico il prode Amato  rivede la sua posizione di sostenitore dell’abbattimento del debito pubblico attraverso il ("solito") prelievo fiscale straordinario di 30mila euro che sarebbe posto a carico – pare – degli italiani abbienti. Le sei mosse "miracolistiche" di "Mister Sottile" sarebbero articolate, nello specifico, nel seguente schema riassuntivo: 1) Cessione di immobili (allegra svendita da Monopoli) per circa 72 miliardi di euro; 2) 30 miliardi verrebbero dalla capitalizzazione delle concessioni; 3) 40 miliardi dalle partecipazioni; 4) 15 miliardi verrebbero dall’imposizione agli enti previdenziali degli ordini professionali di un incremento forzato della quota dei loro investimenti in titoli di stato di lungo periodo (cioè attraverso la creazione di nuovi corposi debiti italiaci a tassi da usura); 5) 16 / 17 miliardi potrebbero provenire dalla tassazione dei capitali clandestinamente costituiti dagli Italiani in Svizzera (con la buona pace degli "eletti" graziati dallo "Scudo Fiscale"); 6) 5 miliardi da incentivi e disincentivi fiscali. Insomma provvedimenti e passi inutili (intellettualmente disonesti) ma soprattutto poco chiari e nel peggiore dei casi addirittura nocivi. Perchè gettare nel calderone della speculazione altri pezzi d'Italia? Perchè continuare con il ricorso "morboso" e dissennato all'arma impropria dei titoli di stato senza prima bloccare lo spread delegittimando le indagate e fraudolente agenzie di rating che ne condizionano impunemente il livello, malgrado le accuse levate loro dalle procure di mezzo mondo?

     Ogni politico italiano…                                                                                                

    Ogni politico italiano degno di tal attributo conosce (o dovrebbe farlo) la situazione; conosce (o dovrebbe conoscere: a pena di immediate dimissioni) la verità del "debito" che si autoalimenta artificiosamente (vedi abominevole art. 123 del Trattato di Lisbona)  ma continua indisturbato a bearsi e a pascersi nella propria malcelata ipocrisia. Certo, potremmo discutere sulla validità di alcuni fra questi 6 step, proposti a Mario Monti da Amato e Bassanini; a limite potremmo decidere di sposarne giusto un paio di essi – anche se ancora aleatori e poco chiari – ma alla fine della nostra analisi, non possiamo che considerarli delle vere e proprie bazzecole (pericolose, demagogiche e distruttive bazzecole) rispetto alla gravità ed ai reali contorni del problema.

     Giuliano Amato: un nome, una garanzia                                                             

    E paradossalmente il nodo del problema passa proprio per la persona di Amato. Infatti ci chiediamo con sconcerto: ma come si fa a salire in cattedra – sullo scranno di quello che dovrebbe essere il più "autorevole" quotidiano nazionale – e proporre regole di tal tenore quando si è stati uno dei principali artefici del furto della sovranità monetaria ai danni del popolo italiano? Come si può sostenere la tesi indiretta della legittimità e dell'onorabilità del debito pubblico quando si sà che gran parte di esso è palesemente illegale e che per anni lo stesso Mario Monti è stato l'occulto suggeritore (in veste di consulente finanziario) dei governi succedutisi nell'ultimo trentennio, sdoganando e facendo esplodere l'arma del collocamento selvaggio dei titoli di stato? Come tassare i capitali clandestinamente costituiti in Svizzera quando si lascia marcire la ferita ancora aperta dello scandalo dei capitali scudati? Ma come, soprattutto, si può pretendere di parlare agli Italiani di tagli e cessioni di immobili (ai falchi della speculazione pronti a banchettare sull'italica carcassa: vedi ad esempio gli amici della Goldman) quando si percepisce – caro Amato – oltre 31 mila euro di pensione al mese come fa lei? Ma questo evidentemente sembra essere sfuggito agli attenti giornalisti del Corriere della Sera, che continuano a prestarsi, a turno, a questi folli giochini al massacro sulla pelle degli Italiani, dimostrando un livello di onestà intellettuale pari a zero, con un andamento asintotico che si proietta drammaticamente nel baratro del "meno infinito".

      Un'altra razza di esseri umani                                                                                 

    Almeno la decenza di eclissarsi definitivamente, o decidere – in un atto "eroico" di lapiriana memoria – di rinunciare pubblicamente a questi vergognosi privilegi da feudatario! D'altra parte c'è chi – come il Buon padre costituente, e verace cattolico, Giorgio La Pira – rinunciava addirittura al suo stipendio da sindaco (di Firenze) in favore dei poveri e dei bisognosi. Ma si trattava – sempre a nostro modestissimo parere – di altri tempi, e – per fare il verso al nostro amico Celentano – di "un'altra razza di esseri umani".

      Un'altra razza di giornalisti                                                                                       

     Ma perchè il Corsera, dall'alto della sua autorevolezza, non propone agli Italiani una seria e sacrosanta riflessione "aperta" sulla modifica del Trattato di Lisbona, sulla neutralizzazione del signoraggio bancario o l'accantonamento della fregatura debitocratica chiamata MES? Perchè continuare ad indebitarci e schiavizzarci per altri, infiniti, anni con inutili e recessive  misure di austerity  spacciandole per panacee; perchè appoggiare l'annientamento dello stato sociale e del deficit spending statale dando, d'altra parte, mano libera alla speculazione privata con gli eurobond ed i project bond? Perchè osteggiare il rilancio dei consumi delle classi medio-basse che rappresentano storicamente il vero, autentico ed unico volano della crescita? Un’ altra buona proposta di discussione potrebbe riguardare anche gli innumerevoli vantaggi dei quali noi Italiani potremmo beneficiare abbandonando l’Eurozona ed i suoi accidenti  (sistema Target 2, spread, Tasso Euribor, sudditanza tedesca, ecc..), nonché delegittimare definitivamente le agenzie di rating. Ma purtroppo pochi giornalisti e "professori" hanno il coraggio di proporre qualcosa che potrebbe giovare al Paese e non al proprio tornaconto personale. Mai una parola del Corsera (come d'altronde di altri autorevolissimi giornali: Il Sole 24ore, Repubblica (del debito), Avvenire (delle banche), Tempo (dei banchieri), ecc…)  sugli effetti straordinari, in chiave di abbattimento del debito pubblico, che avrebbe l'economia del Paese con la rinazionalizzazione della Banca d'Italia per ritornare ad emettere denaro non a debito.  Evitando, in tal modo, di lasciare ai banchieri privati qualcosa come 6 cent  per ogni euro immesso nel sistema dalla Bce. Vedi l'esemplare caso della Norvegia: paese ancorato saldamente alla corona norvegese, ad una solida Banca Centrale nazionale e ad un sistema previdenziale in attivo e tra i più efficienti ed attivi d'Europa. In genere si dice che l'erba del vicino sia sempre più verde! Ma questo – in deroga al saggio proverbio – non sembra essere il caso dei miopi sedicenti giornalisti italiani.

     L'eco del disagio oltremanica e l'eco d'oltreoceano                                          

    Ma l’eco del disagio si sente ormai in tutta Europa. In Inghilterra – e addirittura pur in assenza della zavorra euro – c’è chi pensa a un referendum sulla permanenza nell’Unione europea. Concultazioni che, se si tenessero oggi, sarebbero sicuramente distruttive per le mire imperialistiche dei sostenitori dell'eurogabbia e degli Stati Uniti d’Europa: immagine speculare dell'imperialismo USA più becero ed asfissiante. Un continente di buoni e cattivi, dove i cattivi sarebbero in eterno i Piigs: sventurati stati che ci ricordano molto, quanto a trattamento, i metodi utilizzati (e ben delineati dal un'illustre e limpida mente come quella di Noam Chomsky  in "I rischi del dominio globale americano" ) dinnanzi alla colossale bufala  dell'esportazione della democrazia nei famosi "Stati Canaglia", confezionata ad arte dai media occidentali dietro l'attenta regia della Cia e di uomini del calibro di George Bush, Donald Rumsfeld e  Paul Wolfowitz. Ma anche da Obama ed alleati in Paesi sovrani come la Siria: la regina mediorientale del gas, per capirci! Ma, tornando all'Europa, volete un esempio concreto di ciò: eccovi serviti!

     Le nuove regole imperiali del Patto di "Destabilizzazione e Decrescita     

    I nuovi regolamenti che disciplinano il Patto di Stabilità e Crescita, il Six Pack, introducono (stranamente) il sistema di voto della maggioranza qualificata inversa nel Consiglio europeo. Ciò vuol dire che, ai fini delle sanzioni da imporre a un singolo stato in caso di mancato rispetto del Patto di Stabilità, la proposta della Commissione viene automaticamente adottata: a meno che nel Consiglio non si formi una maggioranza qualificata di Stati contrari (avete capito bene! Stati contrari) a tale proposta. Si inverte, praticamente, l’onere di trovare una maggioranza qualificata per decidere sulle sanzioni. Con quale criterio, cari giornalisti e cari lettori, si può trovare una legittimità democratica a tutto questo? Davvero con nessuno, caro Corriere!

      Stalinismo pratico e Colpi di Coda del Reich                                                      

    Ma evidentemente la guerra è aperta! E lo prova il fatto che  a Berlino, il presidente della Spd, Sigmar Gabriel, nelle scorse ore ha proposto di cambiare la Costituzione della Repubblica Federale, seguita da un referendum popolare per legittimare quei mutamenti necessari al fine di contribuire alla definitiva costruzione di questo aberrante modello di Unione europea made in Usa. Qual'è stata la giustificazione ufficiale formita dal "Reich"? Udite, udite: cambiare il trattato fondamentale dello stato, al fine di uscire dalla crisi dell’Euro, evitando problemi di controllo esterno sui singoli bilanci nazionali. Bella scorciatoia! Complimenti! e bella scusa, onorevole Gabriel! Ma la bizzarra iniziativa, fortunatamente, ha trovato l'opposizione di una cospicua fetta di opinione pubblica tedesca. Per fortuna (e paradossalmente proprio in Germania) qualche "cervello pensante e libero" si rende conto del disegno politico palesemente dittatoriale, che porterà i paesi più virtuosi ad avere il dominio totale su quelli più deboli. Evidentemente, tra un bagno e l'altro, faremmo bene anche noi ad iniziare ad interrogarci profondamente ed a preoccuparci, siccome purtroppo (e, consentiteci, fortunatamente!) non apparteniamo all’élite dei virtuosi! Buona Estate a tutti, Piigs compresi, ed anche al nostro carissimo e simpatico amico Giuliano Amato. "Ad Maiora semper"!

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

    Domenica, Aprile 22th / 2012

    – di Mirella Fuccella e Sergio Basile – 

    Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica al servizio della tecnocrazia / Morte dello Stato /  La bufala della "Crisi" e il "Cerchio magico" dei "Montiani"  /  Finanziamento iniquo e immorale / Onestà intellettuale / Bisogno di una rivoluzione-politica "pacifica" dal basso / Smantellamento del Welfare / Balla Neo-liberista / Conflitto d'interesse e Collusione partitico-aziendale / Nuovo Ordine Mondiale / Dio-danaro / Corte dei Conti / Giulietto Chiesa / Beppe Grillo / Movimenti fuori dal coro / Popli disillusi / Censura / Libertà / Democrazia indiretta / Pressioni politiche / Referendum /  Responsabilizzare i leader politici / Commissione di Alti Magistrati / Rinascita spitrituale e morale / Riscoperta valori sacri / Confronto politico / Menzogna neoliberista / Deducibilità del finanziamento ai partiti   

    Italia da record: anche nei contributi ai partiti

    Finanziamento iniquo ed immorale per la "super-casta":

    La musica cambia nel resto d’Europa

    Re Giorgio Napolitano sta a guardare la "Nuova Tecno-Casta"

    che Egli stesso ha favorito

    Roma, Parigi, Londra, Berlino, Madrid – Tra i temi più caldi trattati dai media nazionali, negli ultimi giorni, uno ci ha particolarmente colpito in negativo, soprattutto in un periodo ci austerity (sia pure ingiustificato: visto che l'Italia è, contrariamente a quanto qualcuno vorrebbe farci credere, un Paese finanziariamente robusto, con un avanzo primario, un bedito privato d'impresa ed un livello di risparmio da prime della classe nell'intera Europa) nel quale in governo Monti, appoggiato ciecamente e spesso insensatamente da tutti i principali leader di partito (Bersani, Alfano e Casini tra tutti) sta letteralmente opprimendo il popolo italiano. E ciò mentre i partiti ingrassano di notte, nel sonno. Allora, analizzando le modalità di finanziamento dei partiti nei diversi stati europei, come al solito, constatiamo che una delle maggiori fonti di spreco in Italia è ancora una volta, proprio, la vita politica. 

      Il finanziamento in Francia  

    In base ai dati riportati dall'esperto Pierluigi Martini, responsabile riforme Ist, sappiamo che in Francia il finanziamento della politica dipende da un contributo annuale, fissato con la legge finanziaria, a cui si accompagnano rimborsi in occasione delle elezioni. È previsto l'obbligo di rendiconti annuali previa certificazione di due revisori dei conti. In caso di irregolarità, il partito perde il diritto al contributo per l'anno successivo, e sono altresì previste anche sanzioni pecuniarie per il mancato rispetto delle parità tra i generi. Sempre in Francia, il contributo annuale ai partiti è di 80 milioni di euro: cifra alla quale si aggiungono i contributi dei privati, che possono essere fatti solo da persone fisiche, in misura non superiore a 7.500 euro l'anno, e con la deducibilità fiscale del 66%.

       In Germania   

    Anche in Germania il finanziamento è pubblico e non può superare la soglia dei 133 milioni l'anno. C'è il controllo sulla contabilità da parte del presidente del Bundestag, sulla base di una relazione giustificativa firmata da un revisore, mentre il presidente è, a sua volta, controllato dalla Corte federale dei Conti.

       In Spagna   

    In Spagna, il finanziamento della politica è misto, essendo composto dai contributi annuali dello Stato centrale e da quelli delle comunità autonome. La misura è stabilita nella legge finanziaria. Sulla contabilità c'è il controllo della Corte dei Conti, mentre il contributo annuale ordinario, al netto da quello locale, è in media di circa 60 milioni.

      Nel Regno Unito   

    Nel Regno Unito vi sono norme che privilegiano il finanziamento pubblico dei partiti di opposizione e la trasparenza dei finanziamenti privatiDunque nei paesi europei è previsto un finanziamento pubblico dei partiti equo e ordinato, e sono sempre presenti meccanismi di controllo sull'uso del finanziamento. Infine sono di solito stabiliti limiti massimi e forme di deducibilità fiscale

     L'anomalia tutta italiana  –  Fondare un partito?  Meglio di un'azienda! 

    In ogni caso, in tutti i modelli sopraesplicati, la misura del contributo pubblico ai partiti è ben inferiore a quanto previsto in Italia, dove è di 4 euro per voto. Dunque sarebbe giusto un forte ridimensionamento di questo importo, sommando alla riduzione del 30% – già decisa con il D.L. 98 del 2011 – almeno un ulteriore 20/30% minimo. Ciò facendo pressioni sui nostri rappresentanti politici diretti, affinchè pongano tali questioni ai rispettivi direttivi: sempre più simili a delle supercaste di intoccabili, con schemi che puntano – a quanto pare – a vere e proprie performance a carattere aziendale, ed a rischio zero.

      Elite politica al servizio della tecnocrazia – E' la morte dello Stato?  

    Veramente inaccettabile in un Paese che la stessa classe politica (quella che conta: dovremmo parlare forse di ristretta élite politica retta da un pugno di uomini) accanto ad una insensata classe di tecnocrati non eletti, sta contribuendo a distruggere, continuando a parlare di mercati, spread e nuovi tagli alla spesa pubblica (stamane Alfano al TG1) come se fosse la regola. Come se fossero cose normali e reali. Roba da circo, insomma! Peccato che tali personaggi si celano dietro ai numeri e ad un presunto consenso elettorale che in effetti ad oggi non avrebbero più! Almeno a giudicare dai quotidiani allarmati e disgustati commenti di milioni di persone che non ce la fanno più ad andare avanti: nei mercati, nelle piazze, nei bar, nei treni, nelle scuole, sul web, negli oratori e dovunque la gente comune abbia la possibilità di confrontarsi ed affrontare in libertà – e senza censura di alcun genere – tali delicatissimi argomenti, che i media che contano toccano solo di striscio e mai a fondo. In un paese nel quale i suicidi nell'anno appena conclusosi hanno toccato il drammatico numero di 17.000 casi: ed in una Europa sotto scacco dei poteri forti, che ha visto andare in funo in pochi mesi 6 milioni di posti di lavoro. grazie ad insensate ed immorali politiche di austerity.

      La bufala della "Crisi" e il "Cerchio magico" dei "Montiani"   

    Ciò quando tutti sanno benissimo che questa crisi è una grossa bufala inventata per realizzare anche in Italia una sorta di Nuovo Ordine Mondiale, sotto l'egida e la regia del "dio-danaro" e delle forze occulte che dominano finanza e sistema economico: ed ora vorebbero infinocchiare anche i popoli. Un "New World Order" portato avanti – sono i fatti degli ultimi mesi a dirlo con eloquenza estrema e cruda – da banche e servi delle banche, più o meno occulti, con la complicità immorale della stragrande maggioranza dei media. Intanto, ed a ragione, crescono – e ce lo dicono molti sondaggi ufficiali – movimenti fuori dal coro, come il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo, o "Alternativa" di Giulietto Chiesa, che stanno denunciando con coraggio questo pazzesco gioco al massacro. 

      Onestà intellettuale – Urge "Rivoluzione pacifica" dal basso   

    Ma tornando alla necessità di cambiamento di tale assurdo sistema, che umlia e svilisce la dignità degli Italiani tutti – a prescindere dal colore politico – possiamo concludere che – già prima delle prossime "Elezioni Politiche" – sono necessarie riforme serie e mirate, magari su iniziativa popolare (visto che la super-casta aziendale della politica, farà di tutto per lasciare tutto comè) nonché, seguendo l'esempio degli altri nostri cugini europei, dei controlli rigorosi sulla contabilità, con l'obbligo di certificazione dei bilanci effettuabile da soggetti qualificati, nonché il controllo dei bilanci da parte di una Commissione di alti magistrati. Ciò senza ricorrere ed usare la facile scusa "neoliberista" degli scandali di alcuni personaggi politici per accellerare un processo di disintegrazione di secoli di costituzionalismo, conquiste sociali, Democrazia e Sovranità: Popolare e Nazionale.

      Lo smantellamento "assurdo" del Welfare e la "Balla Neo-liberista"  

    Tutto per instaurare una "Nuova" forma di contollo economico, finanziario e psicologico delle masse, dove ciascuna élite avrebbe la sua fetta di torta, ai danni della dignità e della libertà umana. Insomma: per migliorare gli stati e cancellare la corruzione, non serve "smantellare lo stato ed il welfare" (privatizzandolo, svendendolo o rottamandolo, e sostituendolo con tecnocrati falsi e falsi profeti neoliberisti) ma serve sostanzialmente e semplicemente una rinascita morale e spirituale del popolo tutto. Urgono, ancora, meno deleghe morali a terzi, la riscoperta dei nostri alti e sacri valori morali e religiosi (quale premessa fondamentale a tutto il resto), nonché una maggiore partecipazione sociale e politica. Un maggiore controllo sui nostri rappresentanti ritornando ad utilizzare in maniera saggia tutti gli strumenti di democrazia indiretta o latente di cui i popoli occidentali dispongono (come la pressione politica, il referendum o il confronto/dibattito pubblico) ad iniziare dalle scuole, dalle università, dalla rete e dai luoghi pubblici d'incontro e formazione.

      Il conflitto d'interesse e la "collusione partitico-aziendale"  

    Sarebbero indispensabili anche sanzioni più severe per gli amministratori che sottraggono fondi dal contributo pubblico dei partiti per fini personali, e sanzioni per i candidati che superano i tetti di spesa consentiti. Sull’esempio francese, si potrebbe prevedere inoltre una maggiore deducibilità del finanziamento ai partiti proveniente dai cittadini, e non dalle imprese, che non votano e possono generare conflitti di interesse. Intanto Re >Giorgio Napolitano sta a guardare l'evolversi di una nuova "Tecno-casta" che Egli stesso ha contribuito ha creare per la "salvezza dell'Italia" e la reverenza al "dio-mercato". 

    Mirella Fuccella, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)