Qui Europa

Tag: OECD

  • No Jobs For Europe

    No Jobs For Europe

    Martedì, Settembre 11th/ 2012

    – di Mario Luongo –

    Bruxelles / Roma / Conferenza Jobs for Europe / Pacchetto occupazione / Risultati Semestre Europeo 2012 / Mercato del lavoro in Europa / Ocse / Disoccupazione / Povertà ed esclusione sociale / Josè Manuel Barroso / Herman Van Rompuy / Christopher Pissarides / Riforma Fornero / Fausto Durante / CGIL / Alcoa / Portovesme 

    Bruxelles  – I Facili entusiasmi della Conferenza sul

    Lavoro, trasformatasi in (Non) Jobs for Europe     

    L'Eurocasta osanna la riforma Fornero, ma in Italia

    ed in Europa oltre 116 milioni di poveri e circa 55

    milioni di disoccupati. Un'apocalisse!

    Bruxelles – Nelle ultime ore i lavoratori dell'Alcoa hanno vissuto un avvio di settimana all'insegna della tensione e degli scontri sociali dinnanzi al Ministero dello Sviluppo Economico, dove da poche ore è cessata la vana trattativa per salvare l'industria leader della produzione di alluminio in Sardegna ed in Italia. Vittime anche loro della crisi pilotata dai nuovi padroncini arroganti dell'Europa! In merito, è utile ricordare come gli scorsi 6 e il 7 Settembre a Bruxelles si è svolta la conferenza Jobs for Europe, organizzata dalla Commissione europea. Il progetto si è sviluppato dal Pacchetto Occupazione del 18 Aprile e dai seguenti risultati del Semestre Europeo 2012 per discutere su tematiche quali il mercato del lavoro in Europa in un momento di crisi, la creazione di un mercato europeo dinamico, la disoccupazione in crescita. All’evento hanno partecipato il presidente della Commissione Barroso, Manuel Barroso, il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz , e quello del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, con interventi del premio Nobel  per l’economia nel 2010 Christopher Pissarides e di molti altri personaggi illustri, tra i quali l’Italia ha schierato il nostro professore Mario Monti ed il ministro dell'ammazza welfare Elsa Fornero. Proprio quest’ultima ha riscosso successo tra la platea gremita di europeisti di ogni carica ed incarico, presentando la riforma sul mercato del lavoro che tanto ha fatto discutere gli Italiani negli ultimi tempi. L’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha definito il lavoro della Fornero “una pietra miliare” che non va disfatta. Sembrerebbe quindi che lo svolgimento e l’esito della conferenza sia stato quasi rose, se non fosse per i dati emersi che dipingono un quadro impietoso dell’involuzione che il mondo del lavoro in primis sta attraversando grazie alle politiche recessive perseguite finora.

     Europa – Un Deserto di Poveri e Disoccupati 

    116 milioni di persone a rischio di povertà estrema o esclusione sociale senza ritorno. Circa 55 milioni di disoccupati. E' il dato che più risalta agli occhi: basta pensare che l’8,4 % dei lavoratori in Europa vive in condizioni di precarietà e al di sotto della soglia di povertà a causa della carenza di posti di lavoro che, quando ci sono, sono regolati da contratti discontinui, a tempo determinato e iniqui. La creazione di nuovi posti di lavoro spesso si rivela un fuoco di paglia, come nel 2011, quando il 94% di questi era costituito da impieghi part time. A questo si aggiungono altre cifre preoccupanti, soprattutto in previsione futura, come quelle inerenti alla disoccupazione che dal 2008 ad oggi è aumentata dal 7% al 10,4% coinvolgendo milioni di persone nell’Eurozona (circa 55 milioni) e specialmente nei Paesi Piigs, detentori del triste primato della disoccupazione giovanile: se nel resto di buona parte dell’Europa il tasso si aggira sul 25%, in paesi come Spagna e Grecia arriva fino al 50% ed oltre. L’Italia, che secondo le bizzarre previsioni del professor Monti potrebbe uscire “dal tunnel” nel 2013, nel frattempo ha raggiunto il 35,3%, una cifra che purtroppo non lascia spazio alle speranze in una flessione positiva del mercato del lavoro. 50% ed oltre le si considerano le regioni più disagiate ed arretrate.

     No Jobs for Europe 

    Per questo i pareri positivi espressi nei confronti della "Riforma Fornero" sembrano quantomeno azzardate o lontane dalla realtà effettiva della situazione italiana. Tra le voci discordanti, quella di Fausto Durante, responsabile dell’ Ufficio Europa della Cgil nazionale che ha partecipato alla conferenza: “Non è con un compitino letto in inglese a Bruxelles che il governo Monti riuscirà ad invertire il trend italiano che per i lavoratori e i pensionati significa impoverimento e peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro”. A ben vedere da questa ottica anche il titolo della conferenza sembra assumere toni sarcastici, di amara ironia; un più realistico “No” davanti a Jobs for Europe, forse sarebbe stato più coerente.

    Mario Luongo (Copyright © 2012 Qui Europa)  

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    Venerdì, Settembre 7th/  2012 – di Silvia Laporta – Unione europea / Bruxelles / Francoforte / Amsterdam / Madrid / Washington / Bce / Eurozona / Eurogruppo / Barroso / Junker / Omama / Rajoy / Mario Draghi / BCE / Olanda / Spagna / Euro / Fine della moneta unica / Art. 140 / Trattato sul […]

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  • Tragedia Greca – l’Olimpo cede agli dei della Troika

    Tragedia Greca – l’Olimpo cede agli dei della Troika

    Venerdì, Aprile 27th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Grecia / Atene / Ocse / Troika / Crisi / Lavoro / Disoccupazione / Suicidi / Pensione / Tagli / Giovani / Pasok / Chrisoxoidis / Polibos / Metoikidis  / Perdita delle radici cristiane dell'Europa 

    La Grecia nelle sabbie mobili della crisi

    Previsti nuovi tagli per il biennio 2013-2014.

    Che fine farà Atene?

    Atene –  Nikos Polibos, 38enne greco,  aspettava da 2 anni il posto che aveva vinto in concorso pubblico come docente di Geologia presso l’Università di Atene. Ma i tagli previsti per far fronte alla crisi, hanno congelato la sua nomina ed anche la sua vita. Sabbas Metoikidis, 45 anni, maestro, attivista e sindacalista, marito e padre di famiglia, rimasto nell’immaginario collettivo come uomo dotato di grande coraggio perché tre anni prima, circondato dalle forze dell’ordine, si era rivolto ai poliziotti dicendo: “Oggi quanti ne dovete arrestare? Io sono un maestro, vengo io”. Entrambi suicidi, o meglio, entrambi “uccisi”, prima moralmente e poi fisicamente, dalla crisi. E insieme a loro, tantissimi altri nomi di coloro che hanno “preferito” farla finita, chiudere gli occhi davanti un mondo governato da un’economia che mette tutti in ginocchio, fatta eccezione per i potenti.

      Il peso dell'esistenza e il demone che attanaglia la Grecia  

    E intanto, i lavoratori greci sembrano essere destinatari di soli doveri mentre i loro diritti risultano subordinati alle decisioni della politica: secondo quanto affermato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico, Ocse, in un solo anno, i redditi hanno registrato un calo notevole, compreso tra il 25% ed il 30% e, come se non bastasse, i contratti individuali sostituiscono quelli collettivi. Il lavoro della Troika pare sia stato insuperabile, ma solo sulla carta: nonostante siano stati firmati in 2 mesi oltre 33.000 contratti di lavoro, circa la metà di essi fa riferimento a lavori precari o a orario ridotto. Lavoratori, inoltre, “sottopagati” rispetto a quelli del resto d’Europa: 17,30 euro all’ora contro i 26,9 dell’Unione Europea. Così, su 10 giovani, 7 pensano di lasciarsi alle spalle il proprio paese e partire, emigrare. E gli anziani? Loro non possono neanche pensare di andare all’estero, non possono permetterselo visto che negli ultimi anni la loro pensione ha subito tagli che vanno dal 12% al 40%.

      Previsto campo di concentramento per immigrati  

     Ma ancora non è finita: gli immigrati sono costretti a subire soprusi e maltrattamenti e c’è chi addirittura ha affermato, tra l’altro con grande soddisfazione, che “la settimana prossima sarà aperto il primo campo di concentramento per immigrati per ripulire la città Atene”. Lo ha detto il ministro socialista della Protezione del Cittadino, Chrisoxoidis che continua le “sue” retate per la città e, nel frattempo, in vista delle elezioni, per non farsi mancare nulla, pensa alla sua candidatura tra le file del Pasok.

      Grecia – La sovranità  appartiene… alla Troika… Che la esercita?  

    Mentre l’intera Grecia affonda nelle sabbie mobili della crisi, si ha anche il coraggio di parlare di elezioni: tanto lo si sa, la sovranità non appartiene più al popolo che se l’è vista strappare via dalla Troika, la quale ha già annunciato che tra il 15 ed il 21 maggio, sarà presente nella capitale greca per conoscere i nuovi rappresentanti e – soprattutto, aggiungiamo noi – per stabilire i nuovi tagli previsti per il biennio 2013-2014. La situazione della Grecia non fa altro che riflettere un’anima europea, ormai venale, che ha perso il suo spirito e le sue radici cristiane, privilegiando una politica che valuta il “sociale” sempre sulla base del denaro e dell’economia. Ma adesso quali sacrifici chiederanno ai cittadini greci? Forse chiederanno l’anima e, tra l’altro, di molti se la sono già presa nel vero senso della parola.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Selva oscura – Nel mezzo del Cammin… di Nostra Europa

    Selva oscura – Nel mezzo del Cammin… di Nostra Europa

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Italia / Vienna / Rivisitazione Divina Commedia / Montalbano / Cultura / Tradizioni / Piatti tipici / Dante Alighieri / Andrea Camilleri / Claudio Morganti / Onu / Ocse / Consiglio d'Europa / Razzismo / Discriminazioni 

    L'eurodeputato Morganti (Lega):

    "L'Ue tuteli la cultura Italiana"

    Sotto accusa la Divina Commedia, il Commissario

    Montalbano e i nomi dei piatti tipici.

    Roma – La Divina Commedia di Dante Alighieri, secondo un gruppo di ricercatori italiani che ha collaborato con Onu, Ocse e Consiglio d’Europa,  conterrebbe riferimenti razzisti, islamofobi, antisemiti e discriminatori tanto da dover essere rivista in chiave moderna e politicamente corretta o, addirittura, tanto da non prevederne neanche l’insegnamento nelle scuole. “Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”: così Virgilio, nel III canto dell’Inferno si rivolgeva a Dante Alighieri, descrivendo gli ignavi, ossia i vili, coloro che nella vita non prendono mai una posizione . Ma questa celebre frase della Divina Commedia di certo non corrisponde alla filosofia sposata dall’eurodeputato del Carroccio, Claudio Morganti, il quale, dal quotidiano “La Padania”, ha lanciato all’ Unione Europea la pesante accusa di mancata tutela delle identità nazionali, delle tradizioni e delle proprie origini. “Appena ho appreso questa assurda notizia – afferma il leghista Morganti – ho chiesto immediatamente l’intervento dell’Ue per tutelare un patrimonio che non è solo il nostro, ma di tutto il Continente e dell’Umanità intera”. L’eurodeputato ha spiegato che in merito all’interrogazione che egli ha presentato, ovviamente sottoscritta anche da altri colleghi della Lega, la Commissione europea, in un primo momento, non l’ha ritenuta di propria competenza ma a seguito dell’insistenza di Morganti  dovrà pronunciarsi a breve. 

      Eresie Ue  –  Le accuse al "Sommo Dante"  

    Che l’opera di Dante sia la madre della lingua italiana e che, in un certo senso, abbia dato il via all’unificazione linguistica della nostra penisola insieme alle opere di Petrarca e Boccaccio, non vi è alcun dubbio. Ma Dante Alighieri non è stato l’unico a ricevere critiche: infatti, facendo riferimento ai giorni nostri, il Commissario Montalbano di Andrea Camilleri è stato accusato dal commissario alla Pesca per i pesci di cui si ciba e, a Vienna,  l’associazione dei ristoratori cittadini avrebbe deciso di cambiare i nomi di alcuni piatti tipici per evitare che qualcuno possa sentirsi offeso. Pertanto niente più “cotoletta dello zingaro, pane del negro e moro in camicia”, nomi che saranno sostituiti con altri più comuni e neutri e, osiamo dire, anche insipidi. “L’Unione Europea – continua Morganti – interviene su tutto, anche sulle cose più stupide e banali, dicendoci quello che possiamo o non possiamo fare, mentre in realtà dovrebbe pensare e deliberare su cose più importanti” .  L’eurodeputato ha anticipato che porrà  questo fatto all’attenzione dell’assemblea di Strasburgo la settimana prossima e che farà di tutto affinchè il passato, la cultura e la civiltà facciano parte del nostro presente. Noi ci chiediamo, intanto, esattamente in quale girone dell’inferno dantesco finiranno coloro che si fanno portavoci di queste eresie, perché la cultura e la tradizione letteraria di ogni Paese sono un bene prezioso per tutto il mondo.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Ocse – Si al Fondo Salva Stati.  Addio a Sovranità e Libertà

    Ocse – Si al Fondo Salva Stati. Addio a Sovranità e Libertà

    Martedì, Marzo 27th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione Europea / Parlamento europeo / Eurozona / Ocse / Esm / Sme / Fondo Salva Stati / Italia / Debito / Dittatura / Commissione Trilaterale / Bilderberg Club / Mario Monti / Sovranità nazionale / Guerra mondiale  / Agenzie di rating / Rating / Spread 

    ESM – Verso la dittatura del debito? – L’Ocse  

    promuove  l’aumento del Fondo Salva Stati.

    I detrattori del Fondo: "Addio a Sovranità

    e Libertà!"

    Il reportage di "Qui Europa" sul discusso Fondo

    destinato a cambiare la vita economica di

    500 milioni di europei

    Parigi, Bruxelles, Roma – Nelle ultime ore è stato reso noto il Rapporto dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) sull'Eurozona, nel quale l’ente con sede a Parigi –  Château de la Muette (vedi foto) – consiglia ai Paesi  che si trovano sotto stretto scrutinio dei mercati – per non dire egemonia – di rispettare i target di bilancio ed essere pronti a nuove misure di consolidamento”. Un modo per addolcire un po’ una pillola indubbiamente troppo amara per Italia, Grecia e Piigs e soprattutto di dubbia (o contraria) efficacia. Per l’Ocse  serviranno molti anni per raggiungere un livello "prudente di debito/pil'', ma francamente è un’analisi che non ci trova per niente d’accordo. Il Paese, a nostro avviso – anche guardando a valutazioni economiche e studi fatti negli ultimi mesi da numerosi Nobel ed economisti intellettualmente onesti –  non merita declassamenti di rating tali da giustificare livelli di spread tanto alti, e pertanto di debito pubblico tanto alto: ricordiamo che gli intressi pagati sui titoli del debito dipendono dallo spread e dal rating dello stato emittente. Non scordiamo che l’Italia gode di un avanzo primario di primo livello, e che altri Paesi non appartenenti all’Eurozona – vedi Giappone – hanno un debito pubblico doppio rispetto al nostro, ma riescono comunque a crescere a ritmi ragguardevoli, senza essere minimamente a rischio di default: come qualcuno vorrebbe, invece, farci credere per l'Italia. Ma l’Ocse ha rincarato la sua dose di “saggi consigli”, dichiarando,  per bocca del suo segretario generale, Angel Gurria, che “gli squilibri economici nella zona Euro sono stati affrontati in modo incompleto, rendendo indispensabile l’aumento del fondo salva-Stati per fornire sostegno credibile ai Paesi vulnerabili”.

     Plauso sull'Art. 18 

    Ciliegina sulla torta, infine, Gurria la riserva a Monti ed alle sue misure anti-sociali e anti-welfare sull’articolo 18: “mirure – a suo dire – utili a risanare i conti dell’Italia e l'attuale assetto del mondo del lavoro del Bel Paese, anche se però non spiega come! "Ma – riconosce Gurria – le sfide restano ancora spaventose”. E su questo non avevamo dubbi! 

     La critica 

    L'Ocse, dunque, sembra non preoccuparsi più di tanto della disoccupazione italiana da record e dell’esercito degli scoraggiati (ovvero di tutti quei giovani rassegnati e che non cercano più lavoro) sulla base di rilevazioni a campione superficiali che considerano occupati anche chi magari lavorava per un breve tempo durante la rilevazione delle stime, ma che oggi è allo sbando. Ciò, in aggiunta, in un mercato dove gli stipendi sono i più bassi d'Europa e la tassazione generale dei contribuenti è di gran lunga superiore a quella dell’Eurozona, come a quella degli stessi Usa.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     Cos’è l’Ocse 

    L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) o Organisation for Economic Co-operation and Development – con  sede a Parigi, presso Le Château de la Muette (foto sopra) – è un'organizzazione internazionale di studi economici per i paesi membri, paesi sviluppati aventi in comune un sistema di governo di tipo “cosiddetto” democratico ed un’economia di mercato. L'organizzazione – finanziata dai 34 stati che vi fanno parte, tra cui l’Italia di Monti – esplica un mero ruolo consultivo che consente il confronto delle esperienze politiche, per la risoluzione dei problemi comuni, economici, giuridici e politici, nonché l'identificazione di pratiche commerciali ed il coordinamento delle politiche locali ed internazionali. 

     ESM – Critiche e limite del Fondo Permanente di Salvataggio 

    Accanto ai sostenitori accaniti dell’ESM (European Stability Mechanism) numerosi – tra Nobel, economisti e professori universitari – sono i detrattori dello strumento “Salva Stati”. Secondo tali critici, Monti sarebbe stato posto a capo del Governo Italiano – tra l’altro – apposta per ratificare questo ultimo accordo che ci porterà alla rovina senza uscita. Con l'ESM infatti l’Italia e gli altri 16 stati dell’Eurozona, cederanno completamente la propria sovranità popolare (una sorta di processo di nascita della Confederazione Usa, ma al contrario) a questo organismo, che a quanto pare godrà di una piena immunità. Molti studiosi (economisti, sociologi ed esperti di geopolitica) puntano il dito sulla pressione mediatica dei poteri forti (Commissione Trilaterale e il Bilderberg Club) dei quali lo stesso “Supermario” fa o comunque avrebbe fatto parte: accusando l’attuale élite tecnocratica che domina l’Europa di condizionare con quest’ennesima ingerenza legale ed economico-finanziaria le sorti economiche del mondo e dell’Italia, nonché – in maniera dirwetta – di 500 milioni di europei.

     Critica al ESM – Annullamento della sovranità degli Stati?  

    La maggiore critica mossa verso il “Fondo Salva Stati” – taciuta da gran parte dei media nazionali – consta nel fatto che esso sarebbe un vero e proprio ente sovrano: cioè un ente che letteralmente sovrasterebbe la Costituzione Italiana (o quel che ne resta dopo l’imposizione di una Repubbòlica Tecnocratica) e le Carte Costituzionali dei Paesi dell’Eurozona (17) con poteri illimitati e immunità totale, annientando di fatto le già ridimensionate facoltà del Parlamento Europeo. Un super-organismo dotato di personalità giuridica propria capace di assoggettare i paesi europei aderenti all’euro, grazie alla creazione di un sistema (incentrato sul rating, sul declassamento, sullo strapotere della Bce e sulla delegittimazione del potere popolare: già privato della propria sovranità monetaria – leggi ultimi articoli “Qui Europa”) che di fatto crea un sotto-sistema di deficit perenne, con debiti pubblici inestinguibili. Insomma, sembra che in realtà dalla “crisi” o “pseudo-tale” non se ne uscirà mai!

     ESM: Europa sotto scacco perenne? 

    I detrattori del dell'ESM ( o MES) dipingono dunque i contorni di un’Europa sotto la dittatura della finanza e delle banche internazionali: una sorta di grande loggia che controlla con la scusa del debito gli Stati sovrani, svuotandoli di poteri, autonomia e senso. Secondo gli economisti critici, dunque, in tal modo la ricchezza del paese verrebbe acquistata da coloro che la crisi l'hanno creata, che ovviamente controllerebbero  anche l'andamento del mercato con l’assurdo meccanismo dello spread: dipendente dal rating assegnato da – ricordiamolo bene – “aziende private” agli stati ex-sovrani.  lo spread ed il livello del debito degli stati, dunque, lo decidono loro: vedi precedenti articoli “Qui Europa”. Pazzesco! Seguendo quest’ottica di analisi, dunque, tali speculatori punterebbero a tutto quello che possiede un paese, oro compreso. C’è da dire in merito che l’Italia è il 4° paese nel mondo a possederne di più ! Insomma la Terza Guerra Mondiale si preannuncia giocata ancora una volta in Europa, e questa volta non sulle armi o sulle guerre militari, ma bensì sui diritti e sul filo della legalità di regolamenti e leggi, a discapito della sovranità popolare. A quanto pare una guerra più subdola, e con la comlicità di molti media, completamente schierati, a priori, dalla parte del più forte.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)