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  • Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel. Seconda Parte

    Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel. Seconda Parte

    Domenica, Agosto 4th/ 2013

    – Rubrica, Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Seconda Parte –

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    Rubrica – Le Verità nascoste sul Premio

    Nobel. Seconda Parte 

    L'Inganno sopraffino come principale prerogativa di

    legittimità! I Paradossi e le Verità nascoste del

    Premio Nobel per la Pace

    Non solo Ue – Obama, Xiaobo, Karman, Sirleaf: Nobel

    meritati o prapaganda Usa a buon mercato?

     

    di Luigi Armentano e Sergio Basile

    Le Verità nascoste sul premio Nobel per la Pace

     Le Verità Nascoste sul Premio Nobel per la Pace – Seconda Parte            

    Oslo, Washington – In tempi di menzogna universale dire la verità diventa un atto rivoluzionario” (Orwell, 1984). L'inganno sopraffino e la propaganda sistematica fin dalle più alte schiere "celesti" dell'intellighenzia occidentale e mondialista sono oggi, volenti o nolenti, le principali prerogative di potere e legittimità. Per capirlo non c'è bisogno di scomodarsi più di tanto.. Non c'è bisogno di interpellare la pur nutrita schiera di scrittori ed intellettuali di sorta e/o dei cosiddetti "complottisti". Premesso che si possa parlare ancora di "complottismo" visto che quel che accade ormai è sotto gli occhi di tutti coloro i quali vogliono vedere… Dunque è necessario proprio questo: avere occhi per vedere. Solo questo! Volete un esempio? Beh, eccovi accontentati! L'attribuzione  – tranne qualche inoppugnabile e sporadica eccezione – del Premio Nobel per la Pace

     Dietro i processi di Legittimazione del Potere                                                   

    Questa nuova Rubrica dell'Osservatorio Nazionale sulle politiche Ue, giunta al secondo capitolo, spiega, in pratica, quando sia importante, fondamentale, comprendere il divenire dei processi di legittimazione del potere a livello internazionale, al fine di evitare di rimanere inconsapevolmente ingabbiati in convinzioni e teoremi assunti dal sistema al grado di verità incontrovertibili (o inspiegati e presunti dogmi) sui quali – magari – costruire castelli di carta di natura politica o economica. Castelli creati ad hoc da alcuni grandi burattinai occulti della storia, al fine di conservare il potere e legittimare azioni e gesti spesso ingiustificabili ed assolutamente (umanamente e moralmente) insensati. Ma andiamo per ordine, iniziando dalle origini. In particolare la nostra analisi trova genesi da un fatto davvero particolare. Un fatto – come visto nel Primo Capitolo – che sarebbe stato destinato a far discutere il mondo, gettando nello sconcerto gran parte di esso. Il tutto può essere ricondotto ad una data ben precisa: 12 ottobre 2012, giorno in cui il Premio Nobel per la Pace – come noto – è stato attribuito all'Unione europea "per avere, per oltre sei decenni, contribuito all'avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa”. Questa è stata la paradossale, fantasiosa ed a tratti – consentiteci – imbarazzante citazione incisa a grandi lettere nello stesso documento del Premio. Questa bizzarria ci ha portato ad indagare sulla composizione del Comitato di assegnazione del Nobel per la Pace e sulle dinamiche palesi ed occulte che stanno e sono state dietro la sua assegnazione. Ferma restando, ovviamente, l'assegnazione di alcuni Nobel a personsaggi assolutamente meritevoli. Tra tutti ci piace citarne uno: Madre Teressa di Calcutta, premiata nel 1979  "per il lavoro compiuto nella lotta per vincere la povertà e la miseria, che costituiscono anche una minaccia per la pace"(video in allegato).

    Nobel per la Pace all'Unione Europea

      L'Asse Oslo-Bruxelles-Washington                                                                    

    Ma perchè questo premio, dopo essere stato assegnato addirittura ad Obama, ora dà bella mostra di sé sulla scrivania dei membri di spicco dell'euro-casta? E' soprattutto chi è stato il vero artefice di questa scelta? Abbiamo cercato di dar risposta a queste domande, partendo da lontano, analizzando cioè il curriculum vitae e la carriera dei membri dello stesso comitato di assegnazione: singolare realtà che si compone, ad oggi, di 5 membri ufficiali nominati dallo Storting – il Parlamento Norvegese – più uno aggiunto. Ricapitolando, essi sono: 1) Thorbjon Jagland (presidente del Nobel da 3 anni; ultra europeista, spesso tacciato in Norvegia di incompetenza e non certo noto per il suo acume; 2) Kaci Kullmann-Five, al comitato Nobel da 9 anni; 3) Berit Reiss-Andersen, avvocato privo, tuttavia, di particolari competenze in diritto internazionale, al comitato Nobel da meno di uno anno; 4) Inger-Marie Ytterhorn, di un partito di destra, al comitato Nobel da 12 anni; 5) Ågot Valle, proveniente da un partito di sinistra, da 4 anni al comitato Nobel; 6) Geir Lundestadclasse '45, professore ultra-competente in materia internazionale, legato a doppio filo alla dirigenza americana e Grande Direttore dell'Istituto Nobel, nonché segretario del Comitato Nobel da 23 anni. Lundestad – come visto nella prima parte – ha ricoperto il ruolo di ricercatore in "questioni internazionali" presso l'Università di Harvard e al Woodrow Wilson International Center, "santuario dell'intellighenzia americanista" sito nel cuore dell'Impero Usa, Washington D.C.

      Lo Stupore del Mondo                                                                                               

    Adesso, continuando la nostra indagine, compiamo un'altra piccola trasmigrazione, tornando ad Oslo ed analizziamo il contesto geografico-urbano nel quale sorge l'istituto Nobel. Guardandoci attorno, scopriamo interessanti e nuove prospettive di analisi. Nuovi sorprendenti scenari. L'ambasciata degli Stati Uniti si trova curiosamente a soli 57 metri dall'edificio che ospita il Comitato Nobel!, cioè l'organo che assegna ogni anno "il gioiello" per eccellenza dei tesori della Norvegia. Ospitarlo (Il Nobel) è un onore assimilabile, anche se con diverse ed ovvie scale di valori, al prestigio che riveste Roma, nell'ospitare il rappresentante della Chiesa Universale. O meglio – esempio più calzante e consono – l'onore che vanta Bruxelles nell'ospitare non solo gli avveneristici e faraonici edifici delle istituzioni comunitarie, ma anche la sede della NATO (poco distante) nonché la base logistica di quasi tutte le principali multinazionali continentali ed internazionali.  Ma a parte questa parentesi, una cosa è certa: ospitare il Nobel per la Pace per la Norvegia è uno spot senza prezzo. Un privilegio unico, capace di scatenare attorno ad Oslo, passioni ed interessi altissimi, veicolando l'attenzione su fatti che nell'economia delle relazioni internazionali possono essere considerati, a ragione, decisivi per la formazione di idee e consapevolezze diffuse a livello planetario. Torniamo sempre al solito discroso: oggi più che mai si tratta di un processo di legittimazione del potere. In tal senso è interessante continuare la nostra digressione, esaminando il profilo degli illustri premiati. Ciò – senza scomodare personaggi come il Dalai Lama e/o Aung San Suu Kyi – focalizzando la nostra analisi sull'ultimo quadriennio utile: 2009-2012.

    Le Verità Nascoste sul Premio Nobel - Nobel Price for Peace

     2009 – Barack Obama, Premio Nobel per la Pace?                                         

    Molti sono rimasti sorpresi dell'attribuzione del Nobel per la Pace ad Obama mentre sotto la sua Presidenza, gli Stati Uniti sono stati il primo paese al mondo per spese belliche. Il bilancio militare americano è infatti superiore addirittura alla somma dei bilanci militari di tutti gli altri paesi del mondo messi assieme (Fonte: dipertimento della Difesa Usa, 2012). Pazzesco! Ancor più paradossale è ricordare – in tal ottica – il fatto che Barack Obama sia stato (ed è) anche colui il quale ha autorizzato (ed autorizza) con molta nonchalance l'utilizzo, in diversi teatri, di strumenti di morte e distruzione come i droni e gli sniper (Es.: Vedi paradigmaAfghano). Ma nei giorni che seguirono la premiazione alcuni quotidiani norvegesi osarono disallinearsi dal "politically Correct" e un paio di essi titolarono "Nobel-flertallet argumenterte mot obama", che significa: "una maggioranza dei Nobel erano contro Obama…" ed è logico. Ma se 3 dei 5 membri del comitato erano contro, allora perché Obama ha ricevuto il Nobel per la Pace? Beh, la conclusione è logica: l'americanista Geir Lundestad si è attribuito un diritto di voto implicito: diritto che – in caso di pareggi o divisioni – evidentemente vale doppio. Quindi il comitato Nobel non è costituito di 5 membri ma da 5+1! E scopriamo addirittura che il famoso quinto membro aggiuntivo è capace di ribaltare – a quanto pare – le decisioni "democratiche" dei restanti membri eletti dallo Storting.

     2010 – Il Curioso caso del Cinese Liu Xiaobo                                                    

    Un altro caso molto eloquente è stato quello che ha visto protagonista l'anno seguente (2010) il dissidente cinese Liu Xiaobo. Ma chi è Xiaobo? Interessante è la ricostruzione biografica che ne fa sul proprio sito France Culture. Il sito dipinge il 54enne professore (nel 1989, ritornato degli States) come uno dei protagonisti della cosiddetta “Primavera di Pekino”, in Piazza Tiananmen. Qui Xiaobo iniziò uno sciopero della fame all'epoca molto strumentalizzato dai media. Tra 1989 e 1990 fu imprigionato senza essere stato condannato (quid de Guantanamo) e alcuni anni dopo (1996) fu mandato in un campo di lavoro per una sorta di rieducazione forzata, fino al 1999. Dieci anni dopo (2009) fu condannato a 11 anni di carcere per “condotte sovversive" contro lo stato. A conclusione di questo peregrinare, il comitato gli assegnò, in data 7 ottobre 2010, il Premio Nobel per la Pace. Questa almeno è stata la presentazione mediatica fatta al pubblico occidentale! Una propaganda – evidentemente – filo-americanista, protesa a demonizzare oltre ogni limite il governo Cinese. Non che si tratti di una schiera celeste di angeli! Intendiamoci!

    Nobel per la Pace 2010 - Liu Xiaobo

     Oltre la Propaganda Ufficiale – Chi è davvero Liu Hiaobo?                          

    Ma ora facciamo un balzo in avanti, dimentichiamo "France Culture" e scopriamo davvero chi è il Prof. Liu Xiaobo, dietro l'immagine del Nobel Liu Xiaobo. Docente presso le Univesità di Oslo, Hawaii e Columbia (New York) in un intervista del 1988 al giornale di Hong Kong “Liberation Monthly”, il nostro professore osò dichiarare quanto segue: “se a Hong Kong ci sono voluti 100 anni di colonizzazione, per farla diventare com'è oggi, ci vorrebbero 300 anni di colonizzazione alla Cina, per farla divenire come Hong Kong. Ma non sono sicuro che ciò sarebbe sufficiente”. Si tratta – come vedete – di un cinese che auspica che le potenze occidentali possano ricolonizzare il suo Paese d'origine! Davvero patriottico! Non trovate? Ma Liu in quell'occasione si superò e – giusto per non farsi mancare nulla – aggiunse: “la modernizzazione è sinonimo di occidentalizzazione totale”; e ancora: “scegliere di vivere significa scegliere il modo di vita occidentale! La differenza tra il modo di vita occidentale e il modo di vita cinese è la stessa differenza che c'è tra umani e non umani. Non c'è compromesso! L'occidentalizzazione è la scelta non della nazione ma della razza umana”. Degno di nota anche quanto Liu Xiaobo osò esternare qualche tempo dopo. Una dichiarazione al limite della decenza. Anzi decisamente indecente e fuori dal mondo: “il mondo libero sotto direzione degli Stati Uniti ha lottato contro tutti i regimi che non rispettano i diritti umani. Le importanti guerre fatte dal governo americano sono difendibili sul piano etico”. (Confronta anche "Ren yu renquan, Humanity and Human Rights, Gennaio 2007"). Cosa dire? Si commenta da sé! In effetti è proprio una dichiarazione da "Premio Nobel"… Si, ma per la paraculaggine!

      Esaltazione delle "Guerre Etiche" degli Usa                                                     

    Ora, un tipo dotato di una tale patente di "legittimità internazionale" avrebbe potuto e dovuto fare ben altre dichiarazioni, visti e considerati i tempi tremendi nei quali viviamo, ma stranamente il professor Xiaobo ha optato per le esternazioni più fuoriluogo e contraddittorie di sempre, sostenendo come le guerre Usa (si pensi ad esempio all'Iraq-Kuwait o alla Libia) siano difendibili sul piano etico! Perchè? Cerciamo di comprenderlo assieme.

    Nobel per la Pace 2010 - Liu Xiaobo

      La Longa Manus della CIA?                                                                                  

    Secondo Il Quotidiano del Popolo (giornale cinese) il professor Xiaobo iniziò a lavorare negli Anni Novanta per la rivista Cina Democratica, ricevendo (nel 1995) uno stipendio, niente male, pari a 23mila dollari. Sapete da chi era finanziata la rivista? Beh non ci vuole troppa fantasia! Dalla National Endowment for Democraty o NED, con i fondi provenienti in gran parte dal Dipartimento di Stato, longa manus della CIA (anche Wikipedia lo dice). Successivamente, nel 2004, il nostro "patriota" pubblicò un libro titolato "Victory to the Anglo-American Freedom Alliance", nel quale dipinse le guerre Usa intervenute dopo la cosiddetta "Guerra Fredda" come “il miglior modo in cui le guerre devono essere fatte per una moderna civilizzazione”, divenendo in tal senso profeta del cosiddetto "Iraq Libero". Pertanto fu un supporter della stretegia del NWO in Iraq. Però! Non c'è male finora come quadretto! Ma ora ecco venire il gran finale: durante le elezioni presidenziali americane del 2004, Xiaobo si congratulò con il Presidente uscente George Bush per il suo sforzo bellico in Iraq, rincarando la dose con un'altra perla americanista: "qualunque sia la gravità dei rischi per sconfiggere Saddam Hussein l'inattività potrebbe causare un rischio ancora maggiore, come dimostrano la Seconda Guerra Mondiale e l'11 Settembre": in pratica 2 dei più grandi inganni e falsi storici dell'umanità.

     La Guerra in Iraq, "una guerra giusta!"                                                             

    Ma per il saggio e acculturato professore era tutto ok. "La guerra contro Saddam Hussein – ammise in un altro clamoroso passaggio – è giusta e la decisione del Presidente Bush è buona". Ricordiamo che – chiacchiere a parte – si trattò di una guerra illegale secondo il diritto internazionale, istituita su un falso alibi, quello del possesso di armi di distruzione di massa al quale il Consiglio di Sicurezza dell'ONU non diede mai la propria approvazione. Gli unici a detenere armi di distruzione di massa, furono gli stessi invasori, cioè gli Stati Uniti.  Questa guerra con embarghi e tutto ciò che ne seguì, fece centinaia di migliaia di morti. Ma evidentemente questi raccapriccianti dati poco interessarono al nostro "Paladino della Pace", il quale – e chiudiamo in bellezza – dal 2003 al 2007, fu presidente del Chinese Pen Center, un organismo situato in Svezia e finanziato anche lui dalla NED. Dopo questa sfilsa importante di indizi  prodotti, siete ancora convinti della trasparenza nell'assegnazione del Nobel per la Pace a  Liu Xiaobo? Non potrebbe sorgere nell'anticamera della vostra mente il sospetto che si tratti di un agente d'influenza degli Stati Uniti? Beh, noi in effetti qualche piccolo dubbio in merito ce l'abbiamo!

    Nobel per la Pace 2011 - Le Paladine delle Primavere Arabe

      Premio Nobel per la Pace – 2011                                                                           

    Ora passiamo al 2011, anno in cui il Nobel per la Pace fu assegnato a tre donne tra le quali Ellen Jonhson Sirleaf, presidente dello Liberia, fresca di studi negli Stati Uniti, ed eletta presidente solo pochi anni prima, nel 2005. Non prima però di essere stata protagonista di altri strani eventi, come quello datato 5 novembre 2007, quando George Bush gli riconobbe la medaglia della libertà. 4 anni dopo ecco giungere il Nobel, una "manna dal cielo" proprio in piena campagna elettorale, un provvidenziale segno che la aiutò a farsi rieleggere alla guida della Liberia. Come se Sarkozy – cari lettori – avesse ricevuto il "Premio" nel bel mezzo dei due turni per le presidenziali 2012. Quando si dice la Provvidenza! Anche in questo caso, dunque, esistono un buon numero di indizi per azzardare l'ipotesi  che Ellen Jonhson Sirleaf sia in realtà un agente di influenza americano.

     "Medaglia della Libertà e "Women of Courage Award" – L'investitura   

    La Seconda donna a ricevere il Nobel per la pace nel 2011 è stata Tawakkul karman, ricevuta pochi giorni dopo, con gran enfasi dall'intero entourage del Dipartimento di Stato USA e da Hillary Clinton (in data 28 ottobre 2011). Si tratta di una donna d'origini turco-yemenite, nata nel 1979, quindi "Nobel per la Pace" ad appena 32 anni: un record! Una sorta di ragazza prodigio! Ma cosa avrà fatto di così grande e mirabile, in supporto dell'umanità? Beh semplice: nel 2010 la Tarman riceve il Premio Donna di Coraggio (Women of Courage Award) dal Dipartimento di Stato Americano. Quindi ormai traspare piuttosto chiaramente bontà della regola secondo cui per avere il Nobel, bisogna prima passare da Washington. In pratica, come dire, è preferibile avere prima una medaglia americana… la "Medaglia della Libertà" o la "Women of Courage Award" per esempio. Ma in ogni famiglia c'è una pecora nera… E' forse per questo che suo fratello, il poeta Tariq Karman, in tempi non sospetti l'accusò pubblicamente di "collaborazionismo con gli Stati Uniti". Sarà stato per invidia? Che dite? Ma Tawakkul non si scompose  più di tanto, rispondendo per le righe: "Io ho infatti legami strategici con organizzazioni americane impegnate nella difesa dei diritti umani, con le ambasciate degli Stati Uniti e con funzionari del Dipartimento di Stato americano. Ma sono rapporti tra pari, io non sono il loro oggetto". Ma dimenticavamo di aggiungere che Tawakkul karman – per chi non lo sapesse – è stata, intellettualmente parlando, una delle principali sostenitrici delle rivoluzioni della cosiddetta "Primavera Araba", ribattezzate in centinaia di articoli dall'Osservatorio "Qui Europa" con il più appropriato termine di "Primavere della Morte". Anche la Tarman – come la Sirleaf e il professor Hiaobo – potrebbe considerarsi, pertanto, un agente di influenza americano. Che dite?

    Le Verità nascoste sul premio Nobel per la Pace

      Il "pericolo Al Qaeda"…                                                                                            

    Intanto, mentre scriviamo questa storia apprendiamo con sorpresa la notizia che gli Usa nelle ultime ore hanno lanciato un ennesimo allarme planetario sul "pericolo" di nuovi ed eventuali "attentati terroristici" (probabilmente stile 11 Settembre?) riconducibili ad Al Qaida. A lanciarlo lo stesso Dipartimento di Stato, all'indirizzo di tutti i turisti americani che in questa calda estate intendessero solcare i cieli del Medio Oriente, Nord Africa e Penisola arabica. Un "Travel altert" che scadrà il 31 agosto. Un appello da leggere e,  evidentemente, rileggere utilizzando i codici  e le password concettuali sopra fornite. Buone Vacanze a tutti! e alla prossima (Continua…)

    Luigi Armentano, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      Video e Articoli in Allegato                                                                                                        
     
    Qui Europa – QUI EUROPA – PER NON DIMENTICARE – "ABORTO, MINACCIA ALLA PACE" – STORICO DISCORSO DI MADRE TERESA DI CALCUTTA – NOBEL PER LA PACE 1979 – ERA L'11 DICEMBRE 1979 – https://www.youtube.com/watch?v=FMtgEIMgWI0

    Qui Europa – PER NON DIMENTICARE – NOBEL PER LA PACE ALL'UNIONE EUROPEA – IL PARADOSSO DEI TEMPI MODERNI – MENTRE L'INFERNO IMPERVERSA IN EUROPA, AFRICA E MEDIORIENTE – https://www.youtube.com/watch?v=cJy_pUqxL5Q

     

     

     

     

     

     

     

    Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

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    Giovedì, Agosto 1st/ 2013 – Rubrica, Le Verità nascoste sul Premio Nobel – -Rubrica di  Luigi Armentano –  Premio Nobel, Accademia di Norvegia, Svezia, Paride Nobel, Premio Nobel per la Pace  all'Unione Europea, Ue, Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, Angela Merkel, Jacques Delors, Piano Delors, Francois Hollande, Orwell 1984, Jacques Barrot, Barack Obama, Hillary Clinton, Sarah Luzia […]

    Barroso, Premio Nobel per la Fame!

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    Martedì, Febbraio 12nd/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois –  Manuel Barroso / Commissione Ue / Commissione europea / Ecofin / Francia / Germania / Hollande / Moscovici / G20 Mosca / Vittorio Grilli / Svalutazione euro / Trilateral Commission / Grandi Gruppi Bancari / Trattato di Lisbona / Mes / Esm / G/ / […]

    Bruxelles Affama Teheran – Nuova Stretta

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    Lunedì, Dicembre 31st/ 2012  – di Sergio Basile –  Bruxelles Affama Teheran – Nuova Stretta / Nuova Cruenta e Iniqua Stretta di Sanzioni Contro Teheran / Iran / Bruxelles / Teheran / Eurss / Ue / Embargo petrolifero / Blocco dei visti / Congelamento beni  societari / Divieto di transazioni bancarie / Piano nucleare / Manuel Barroso […]

    Oslo – All’Ue il Nobel delle Contraddizioni e del Dissenso

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    Medioriente e il Ruolo dell’Ue, Nobel per la Pace

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    Il Nobel per la Pace all’Unione europea? Una Vergogna, ma molto eloquente

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    Lunedì, Ottobre 15th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedi, di Sergio Basile –  Unione europea / Oslo / Norvegia / Premio Nobel / Esteri / Europa / Siria / Libia / Greddafi / Bani Walid / Guerra / Turchia / Nato / Pace / Guerra / Libertà / Manipolazione mediatica / Armi / Siria / Barack […]

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     Altri Articoli in Allegato  –  Approfondimenti                                                                           

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  • Parlamento Europeo – Bollettino della Sessione  del 10-13 Dicembre 2012, Strasburgo

    Parlamento Europeo – Bollettino della Sessione del 10-13 Dicembre 2012, Strasburgo

    Venerdì, Dicembre 7th/ 2012

    – Parlamento europeo – 
     
     Bollettino della sessione del 10-13 dicembre 2012, Strasburgo
     
    Parlamento europeo / Premio Sacharov / Bilanci 2012 e 2013 / Preparazione del Consiglio europeo / Premio Nobel / Brevetto europeo / Aeroporti / Trasporti del bestiame / Diritti dei migranti / Diritti dei bambini / Resistenza agli antibiotici / Cisgiordania / Egitto / Medicine / Acciaierie / Status di candidato all'Albania / Accordo Ue-Russia 
     
    Parlamento Europeo – Bollettino della Sessione 
     
    del 10-13 Dicembre 2012, Strasburgo
     
    Situazione delle acciaierie in Europa, Situazione in 
     
    Cisgiordania ed Egitto e Accordo Ue-Russia 
     
    tra i temi più importanti della Prossima 
     
    settimana trattati a Strasburgo
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
      Mercoledì sarà consegnato il premio Sacharov 2012  
     

    Il premio Sacharov 2012 per la libertà di pensiero sarà consegnato mercoledì 12 dicembre dal Presidente Martin Schulz a due attivisti iraniani per i diritti umani: l'avvocatessa Nasrin Sotoudeh e il regista Jafar Panahi. I vincitori hanno scelto cinque rappresentanti per ritirare il premio, perché al momento non possono lasciare l'Iran.

      I deputati voteranno i bilanci 2012 e 2013  

    Lunedì sera la commissione per i bilanci voterà un bilancio rettificativo di 6 miliardi di euro per il 2012, il bilancio per il 2013 (132,8 miliardi di euro in pagamenti e 150,9 miliardi di euro in impegni), nonché tre dichiarazioni per evitare future mancanze di fondi. Il dibattito in Plenaria è previsto per martedì e il voto per mercoledì.

     Preparazione del Consiglio europeo  

    Il progetto per la futura Unione economica e monetaria sarà al centro del prossimo Consiglio europeo, che si terrà il 13 e 14 dicembre. Mercoledì, il Parlamento discuterà e presenterà le sue priorità in vista del vertice che dovrebbe anche occuparsi del meccanismo unico di vigilanza e di altre importanti proposte legislative per il sistema bancario.

     Premio Nobel  

    L'Ue rende noto che Mercoledì 12 dicembre, il Parlamento consegnerà idealmente a tutti i cittadini europei il premio Nobel per la pace, nel corso di una cerimonia che inizierà alle 9.00 durante la sessione plenaria a Strasburgo, alla presenza dei Presidenti Schulz, Barroso e Van Rompuy.

      Brevetto europeo   

    L'UE potrebbe finalmente avere un sistema di brevetto europeo unico, dopo trent'anni di negoziazioni, se il Parlamento approverà martedì in Plenaria il nuovo compromesso proposto dalla Presidenza del Consiglio. Un nuovo brevetto paneuropeo consentirebbe di portare i costi a 980 €, contro i 1.850 € necessari negli USA.

      Decongestionamentio degli aeroporti  

    Nuove regole per assicurare che gli slot di decollo e atterraggio degli aerei siano usati in modo più efficiente, proteggendo i residenti dai rumori e migliorando la concorrenza tra i servizi di assistenza a terra, saranno votate mercoledì. I deputati sono divisi tra chi vuole liberalizzare ulteriormente i servizi di assistenza a terra e chi intende bocciare questa parte del pacchetto legislativo.

      Nuove regole per il trasporto di bestiame   

    Alcune proposte per migliorare la condizione di trasporto del bestiame destinato alla macellazione, tra cui un limite di otto ore alla durata del viaggio, saranno discusse martedì e votate mercoledì, nell'ambito di una risoluzione non legislativa.

      Diritti dei migranti e dei bambini   

    Le violazioni nell'UE ai diritti dei bambini, alle minoranze, ai LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) e altre tipologie saranno oggetto di una risoluzione che sarà approvata giovedì. I deputati chiederanno agli Stati membri e alla Commissione di aumentare gli sforzi per garantire il pieno rispetto dei diritti di base in Europa.

       Sessioni plenarie    

      Contrastare la resistenza agli antibiotici   

    Un uso massiccio dei farmaci antibiotici, in particolare sul bestiame, causa una resistenza agli stessi, riducendo cosi la loro efficacia anche sugli umani. La crescente resistenza potrebbe addirittura riportarci a un'epoca pre-antibiotici, secondo quanto ha affermato l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

     Acciaierie in Europa: tra problemi ambientali e competitività 

    Giovedì il Parlamento voterà una risoluzione della commissione petizioni sul rispetto delle leggi europee in materia ambientale per le industrie siderurgiche. Il caso dell'Ilva di Taranto ha infatti riportato l'attenzione sulla situazione delle acciaierie europee, schiacciate dalla concorrenza con l'Asia e sempre più spesso al centro del dibattito sulle alte emissioni di diossina.

      Situazione in Egitto e in Cisgordania   

    I deputati discuteranno i recenti drammatici sviluppi in Egitto e i piani israeliani di ampliamento degli insediamenti durante un dibattito con la Presidenza del Consiglio mercoledì pomeriggio.

     L'Albania e lo status di paese candidato 

    I deputati dovrebbero affermare che l'Albania ha completato riforme essenziali delle sue amministrazioni pubbliche e giuridiche e pertanto deve esserle riconosciuto lo status di paese candidato all'ingresso nell'UE. Il progetto di risoluzione sui progressi del paese verso l'ingresso nell'Unione sarà votato giovedì, dopo il dibattito con Consiglio e Commissione di mercoledì.

      Accordo UE-Russia  

    I negoziati sul nuovo accordo UE-Russia devono procedere gradualmente: è quanto affermano i deputati in un progetto di risoluzione che sarà votato giovedì. Il sostegno del Parlamento al partenariato strategico, proseguono i deputati, sarà concesso solo se entrambe le parti concordano nel rispettare i principi democratici universali. 

    Q.E
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    Parlamento europeo – Bollettino Sessione 10-13 Settembre 2012

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    Mafia – Commissione parlamentare anti-mafia Ue a Busto Arsizio

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    Giovedì, Agosto 30th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Bruxelles / Parlamento europeo / Busto Arsizio / Operazione Tetragona / Mafia / Edilizia / 'Ndrangheta / Mafia / Cosa Nostra / Squadra mobile di Varese / Squadra mobile di Genova / Salvatore Bartolotta / Marcello Cardona / Rosario Vizzini / Silvio Berlusconi / Lucilla Lotti […]

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    Venerdì, Luglio 13th/ 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Ue / Mezzogiorno / Europarlamento / Commissione parlamentare per lo sviluppo regionale / Consiglio Ue / Proposta co-finanziamento / Politica di coesione / 2014 – 2020 / Regioni meridionali / Abruzzo / Molise / Basilicata / Sardegna / Regioni in transizione / Media europea […]

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    Eurocamera – Audizione da Brividi dello Zar Manuel Barroso

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    Parlamento europeo – Strasburgo Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012 – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 –      L'Audizione di Manuel Barroso      – La Cecità dei Tecnocrati      – Verso un Super-Stato assoluto?     – Barroso: il boss dalla memoria corta      – Rehn loda il MES ed i Project […]

    Strasburgo avalla i Project Bond: Tutte le Riserve di “Qui Europa”

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    Parlamento europeo – Strasburgo Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012 – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 –      Project Bond      – Le Grosse Riserve di "Qui Europa"      – L'Eurocamera stanzia 230 milioni      – Il dominio del Capitale privato sul pubblico      – Un affare d'oro per Speculatori […]

    Strasburgo pensa al “Benessere degli Animali”

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    Parlamento europeo – Strasburgo Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012 – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 –      Tutela degli animali e della Salute Pubblica    – Previste pesanti sanzioni     – Tutele estese a tutti gli animali     – Nuove regole per i macelli   Strasburgo –  Lo scorso mercoledì, il Parlamento europeo è […]

    Bilancio 2013 – A Strasburgo Aumenti Spropositati e Contraddizioni

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    Parlamento europeo – Strasburgo Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012 – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 –      Bilancio Ue 2013:    – Aumenti spropositati e Contraddizioni      – Riproposta Sede Unica per Europarlamento   Strasburgo – Votando una "iniziativa di preparazione" alla procedura di bilancio 2013, la maggioranza degli eurodeputati – riuniti in plenaria a […]

    Crisi Eurozona – Strasburgo loda Austerity e chiede legislazione per Settembre

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    Parlamento europeo – Strasburgo Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012 – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 –      Crisi Eurozona    Strasburgo loda Austerity e chiede legislazione per Settembre   Strasburgo – Sembra davvero un paradosso, ma la maggioranza dei deputati europei riuniti in plenaria ritiene che "le ultime conclusioni del Consiglio europeo vanno […]

    Strasburgo: Bocciato tra i “fischi” il Regolamento Antisciopero di Barroso & Co

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  • Il monito del Nobel Krugman: “L’Ue abbandoni l’Euro”

    Il monito del Nobel Krugman: “L’Ue abbandoni l’Euro”

    Sabato, Aprile 21th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Banca Centrale Europea /Bce / Crisi / Spagna / Regno Unito / Euro / Bolla immobiliare / Disoccupazione / Suicidi / Austerità / Inflazione /  Times / New York Times / Paul Krugman / Simon Wolfson / Premio Nobel  / Abbandono dell'euro / Paradigma spagnolo / Dissoluzione Eurogruppo / Lira / Euro forte ed euro debole / La vecchia lira  

    Il monito del Premio Nobel Paul Krugman:

    “L’Ue abbandoni l’Euro”

    In UK al via i progetti per la distruzione dell'euro

    Germania e Bce dettano legge in Europa mentre aumenta

    il numero dei suicidi a causa della crisi economica

    New York, Francoforte –  La Germania e la Banca Centrale Europea tengono in pugno l’Europa che viaggia verso “il suicidio economico” e l’unica soluzione è l’abbandono dell’euro: ad affermarlo è il Premio Nobel per l’Economia, Paul Krugman, in un articolo comparso, sabato scorso, sulle pagine del New York Times. Le tesi proposte dell’economista americano di fama mondiale, per quanto tecniche, appaiono logiche e – a nostro dire – pienamente condivisibili.

      Il "paradigma depressivo" dalla Spagna   

    Krugman parte dalla Spagna, in questo momento epicentro della crisi, con un tasso complessivo di disoccupazione pari al 23,6% e di disoccupazione giovanile che supera il 50%. Si parla di depressione e non più di “semplice” recessione e l’economista spiega che “i problemi fiscali della penisola iberica non sono la causa di questa drammatica situazione, ma la conseguenza dovuta al fatto che, alla vigilia della crisi, la Spagna, nonostante non sperperasse il proprio denaro pubblico,  aveva un’immensa bolla immobiliare creata sulla base degli ingenti prestiti concessi dalle banche tedesche a quelle spagnole”. Bolla che, una volta scoppiata, ha lasciato in rosso i conti degli ispanici. Ed in questa situazione Berlino e Francoforte hanno pensato bene di intervenire imponendo nuove misure di austerità che, da che mondo è mondo, non hanno mai funzionato!

      Abbandonare l'euro – La soluzione di Krugman  

    La soluzione ipotizzata dal Premio Nobel, a questo punto, corrisponderebbe all’abbandono della politica della moneta unica per ripristinare le valute nazionali. “Se la testardaggine europea – a detta dell’economista – è tale da voler salvare l’euro, sarebbe necessario tener conto che l’Europa ha bisogno di politiche monetarie più espansive, sottoforma di una disponibilità (a quanto pare dichiarata) da parte della Bce ad accettare un’inflazione più alta”.

      Euro – Il debito uccide come la peste   

    La riflessione di Krugman è partita da un articolo pubblicato sul Times, sabato scorso, nel quale veniva riportato un dato allarmante relativo all’aumento notevole del numero di suicidi causati dalla crisi economica. Persone che rinunciano al dono della vita perché disperate in quanto prede facili dei debiti e, di conseguenza, delle banche, perché vittime del “Dio” denaro.

      Il "Nemico dell'Europa"  

      E la Gran Bretagna, che non ha mai nascosto la mancata simpatia nei confronti dell’euro, vede proprio nella moneta unica il nemico dell’Europa: Simon Wolfson, uomo d’affari inglese che dal 2010 è membro della Camera dei Lord, ha addirittura finanziato di propria tasca un premio economico dal valore di 250 mila sterline, pari a 305 mila euro, per l’autore del miglior progetto che porterà almeno uno degli Stati che ha aderito alla politica monetaria comune, a lasciare l’euro e riprendere la propria moneta. I candidati, selezionati da apposita giuria, che daranno il proprio contributo attraverso le proprie proposte nel tentativo di “distruggere” l’euro sono 5 e solo a luglio si scoprirà quale sarà, tra quelli presentati, il miglior progetto.

      L'ipotesi – "Euro forte" ed "Euro debole"  

    Tra essi c’è chi sostiene la divisione tra paesi competitivi e non competitivi e prevede, quindi, la presenza di un euro forte ed uno debole, chi si focalizza sugli aspetti giuridici ed anche chi sostiene che l’abbandono dell’euro da parte di un solo paese, comporterebbe in automatico la dissoluzione della moneta unica. Ma, se da un lato troviamo  progettisti “Mignolo e Prof” che pianificano la conquista del mondo, dall’altro sono tanti coloro che pensano che l’addio all’euro sia pericoloso e costoso.

      La cara "Vecchia Lira"   

    Ma di certo ancor più azzardato e rischioso, per noi Italiani, è stato l’addio alla cara e vecchia lira che, rispetto all’euro, rendeva la busta paga più pesante e determinava un potere d’acquisto sicuramente più alto. Che Il Regno Unito non abbia ragione? Anche perchè chi lascia la vecchia strada per la nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)