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  • L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

    Giovedi, Giugno 21th / 2012

    – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile Silvia Laporta  –

    Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta / Sergio Basile / Qui Europa / Le reali regioni della Crisi / Italia Spa / SEC / Bretton Wood / Crisi pilotata / Controllo delle masse / Redistribuzione della ricchezza reale / Nuovo Ordine mondiale / Massoneria / Consorterie / P2 

    Debtocracy  –  L'Europa e il grande

    inganno del Debito: come uscirne?

    Italia S.P.A. – Un'azienda in "Bancarotta perenne"

    Cosa si nasconde dietro le Crisi Finanziarie?

    Il controllo sui cittadini e l'inganno del

    "Debito Illegale"

    La proposta Zaia sul "Debito federale" può funzionare

    nell'Ue? L'analisi di "Qui Europa"

    Schiavi di Debtocracy – Ignoranza, Indifferenza e Consenso, 3 Armi del potere per Schiavizzarci

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Una doverosa premessa storica  

    Nel 1933 molti ignorano come il fluire della storia moderna – in Europa e nel mondo – abbia subito una brusca e controllata svolta. Lo ignorano pioichè ovviamente è una notizia trattata in maniera molto marginale nei libri di storia. Gli stati del mondo sono andati in pratica verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che hanno azzerato i propri rispettivi debiti. Ma a prezzo di chè?  Della incontrovertibilità della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, ed arrivando alla creazione concordata di un fondo globale e di una banca ad hoc incaricata di controllare e gestire il suddetto fondo mediante il controllo accentrato delle transazioni internazionali. Nacque così la "Bank for International Settlement" (BIS).  con sede a Basilea, in Svizzera: nell'indipendente e segretissima Svizzera. E proprio a Basilea: la stessa città – e non a caso – dei famigerati accordi bancari Ue con i quali sono stati decisi gli aumenti dei coefficienti obbligatori di riserva patrimoniale  delle banche, cioè la quantità di danaro sui depositi che gli istituti devono "trattenere" per – nella versione ufficiale – irrobustire la loro "solidità": a discapito – ovvio – dei cittadini.

     La "Bancarotta del secolo" e la "Privatizzazione degli Stati"

    Dopo la decisione di questa bancarotta controllata, e della concentrazione dell’oro mondiale nella BIS,  le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York (l'equivalente della Consob italiana: organismo che ha il compito di vigilare sulla Borsa Valori). Le costituzioni formalmente continuarono a considerare gli stati come repubbliche sovrane presidenziali, semipresidenziali, ecc.., ma in sostanza esse divennero delle aziende private a tutti gli effetti.  In effetti, andando sul sito della SEC ( al seguente link http://www.sec.gov/cgi-bin/browse-edgar?action=getcompany&CIK=0000052782 ) troviamo proprio l'iscrizione della "Società Italia" a nome del Ministero dell'Economia.

      Italia S.p.a.  

    Dato di importanza cruciale – e che il sistema si guarda bene dal rivelare e diffondere – al fine di comprendere il ruolo reale che i cittadini assumono in questo sistema aziendale e nella stessa questione del debito. La registrazione proverebbe quindi che l'Italia non è una "Repubblica costituzionale fondata sul lavoroma una semplice Società Privata registrata presso la S.E.C., negli Usa. E poi, se ci pensate, come può essere fondata sul lavoro una Repubblica che per statuto (Es.: ultima modifica all'Art.18 dello Statuto dei Lavoratori) lascia senza lavoro e futuro milioni di cittadini? E in nome della crescita poi!

      Burattini senza cervello e coscienza critica  

    Ma la cosa ancor più grave e che molti cittadini completamente travolti dalla disinformazione dei media e paralizzati da una "mostruosa apatia" che li lascia da soli in un abisso di ignoranza, sono incapaci di maturare una coscienza critica in merito, continuando a recitare il ruolo di perfetti burattini senza cervello.

      Le vere ragioni di una crisi creata ad arte  

    I Grandi della terra Riuniti a Bretton Wood

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Ma allora perchè continuare a traumatizzare l'azienda Italia – e tutta l'Eurozona dell'infausto euro – con una  crisi indotta, creata ad arte (come dimostrato in decine di articoli da "Qui Europa") e pilotata dai mercati e dai grandi banchieri con la complicità delle agenzie di rating e dell'Ue? La grande crisi finanziaria nella quale siamo avvinti serve solo ad arricchire i banchieri e gli speculatori o c'è dell'altro? Analizziamo il problema partendo dalla Bce (Banca Centrale Europea che emette l'euro e che è nelle mani dei privati) istituto che può a piacimento aumentare o diminuire il livello di moneta in circolazione. Possiamo giungere a facili constatazioni. In effetti il denaro stampato non sarebbe nulla se non per la legittimità ed il valore che ciascuno di noi da. Dopo gli accordi di  Bretton Woods del 1944 – con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispetivo in oro – poi, il "bene fittizio moneta" è diventato uno strumento di controllo di massa. Perchè? Semplice! Ciò che conta sono i beni reali: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. Questa è la "ricchezza reale" dell'economia reale. La moneta e gli strumenti finanziari non sono altro che strumenti per spostare la ricchezza reale e destabilizzare i sistemi economici attraverso il debito ed attraverso le crisi.

      Una truffa perversa  

    La crisi e le misure recessive connesse ed applicate (vedi ad esempio la "Reaganomics" del Presidente Reagan negli Anni '80 negli Usa; Crisi dei Mutui Sub-Prime Usa del 2007;  o l'attuale Crisi dell'Eurozona) servono dunque non solo a speculare, ma anche a privatizzare e a far indebitare i cittadini (caso emblematico la vendita "necessaria" dell'oro conservato da pensionati e disoccupati) facendo arricchire i proprietari delle grandi banche mondiali e le multinazionali: che in cambio di "erogazioni e prestiti di beni fittizi" (costosissimi mutui basati su carta moneta stampata a costo "praticamente zero" dalla BCE) e non più onorabili, mettono le loro mani sui beni reali, come le case e l'oro. Dunque, una tutt'altro che democratica “redistribuzione delle ricchezze planetarie" – ricordiamolo – limitate. Negli Usa del Presidente Reagan il 2% dei cittadini in pochi anni mise le mani sull'80% della ricchezza della nazione. Ciò fu propagandato da liberali e liberalisti come crescita e "progresso". Certo, dell'élite bancaria! La fotografia di ciò che sta accadendo nell'Eurozona – complice l'euro – oggi sotto il nostro naso. 

      Lo stratagemma del debito   

    Alla fine, essendo la nostra economia basata prevalentemente sul debito – che accumuliano addirittura ancor prima di nascere – l’effetto diretto della creazione delle crisi finanziaria – non solo quella odierna – è, e sarà lo spossessamento dei beni reali dei cittadini – impossibilitati a coprire i costi dei mutui – in favore di una élite che si ritroverà proprietaria di terre e case, comprimendo sempre più i diritti ed il benessere della popolazione, e senza alcun bisogno di conflitti armati ed eserciti. 

     La 2° Ragione della Crisi

      Renderci Schiavi ignoranti, inconsapevoli  e "non pensanti"  

    Schiavi del Debito

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Comprendiamo allora la seconda – ma fondamentale – ragione della crisi: il controllo delle masse. Perchè élite multimiliardarie sono in perenne ricerca di nuove ricchezze? Semplice, perchè non è la sola ricchezza (e il connesso grado di potere) che cercano (anche se è un elemento da non sottovalutare, vista la "limitatezza delle risorse naturali", in gran parte distrutte e inquinate dall'uomo: con CO2, sostanze tossiche, semi e cibi OGM, ec..) ma la cosa principale è subordinare i popoli, annullando completamente i cittadini, rinchiudendoli come uno stupido gregge in un recinto fatto ad arte. Se aumentano le aree di benessere e la ricchezza diffusa, infatti, aumentano le persone che si informano, che acquisiscono consapevolezza , che hanno tempo per pensare, collegare eventi, organizzarsi in associazioni, parlare, confrontarsi, democraticizzare la società. E' la logica opposta a quella dei club esclusivi di stampo liberale (come i Rotary Club ed i Lions Club: che agiscono a trecentosessanta gradi e non solo portando avanti iniziative – per così dire – "sociali") e delle stesse logge massoniche, che cercano la crescita e l'evoluzione di pochi a discapito di molti, e con mezzi, leggi interne, giuramenti e decisioni spesso molto discutibili. Al contrario, dunque, in una situazione di crisi la gente ingabbiata dal lavoro e dalle scadenze ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere e cambiare il sistema, che in tal modo si autoconserva.  La crisi, in tal senso – in una società senza Dio e che accantona gli insegnamenti evangelici della carità e dell'amore reciproco – finisce per aumentare lo stato di sudditanza dei cittadini nei confronti dei “padroni”: il bisogno di affidamento e sicurezza; le raccomandazioni politiche verso il potente (feudatario) di turno. Tutte cose che rendono l'uomo – spesso a sua insaputa – ancora più schiavo.

      Le consorterie e il programma della P2  

    Oltre al debito, le élite capitalistiche, bancarie e le consorterie occulte di respiro internazionale, alle quali i potenti appartengono (quasi come se si trattasse di una rigida equazione matematica) utilizzano, come noto, altri strumenti come il controllo pressocché totale dei giornali e dei media; la separazione delle carriere nella magistratura; la riforma dei rapporti stato-regione; il sistema partitico bipolare; il blocco ed il preconfezionamento delle liste elettorali; la diminuizione del numero dei parlamentari (con la scusante dei tagli agli sprechi: al fine di aver un maggior controllo sulla formazione delle leggi e sulla votazione dei decreti). Questioni da sempre in Italia, come noto, al centro del "Programma di Rinascita Democratica" della loggia massonica P2 del Gran Maestro Licio Gelli: cui molti degli ex-aderenti (guarda caso)  occupano oggi i vertici del potere statale.  Un caso tra tanti, è quello di Silvio Berlusconi – tessera P2 N. 1816 –  iscrizione avvenuta – come ormai risaputo e diffuso su centinaia di blog e reportage – il giorno 26 gennaio 1978 presso la sede muratoria di Via Condotti a Roma. 

     Una Crisi evitabile 

    Allara capiamo come questa distruttiva crisi poteva essere evitata: e magari senza neanche essere premi nobel o geni dell'economia. Sarebbe bastato applicare facili concetti economici acquisiti dai nostri politici di prima fascia presso le loro prestigiose università. Sarebbe bastato avvisare dei pericoli verso i quali l'Europa ed il mondo stava andando, in nome – almeno – della difesa dei diritti d'informazione e libertà sanciti dalla Carta Costituzionale.  Si poteva evitare la crisi in molteplici modi e applicando davvero pochi correttivi: tra i quali un maggiore controllo dei prodotti finanziari e dei "derivati" da parte delle banche. Da anni centinaia di economisti "intellettualmente onesti" e studiosi cosiddetti "complottisti" esaminando le mosse della grande finanza avevavo largamente preannunciato il dilagare di una epocale crisi finanziaria, con contestuale collasso economico. In realtà nei centri del potere economico e finanziario, ed in molte logge di livello superiore, queste cose erano risapute ed attese da anni. Ma nulla è stato fatto – ad esempio – per de-privatizzare le banche centrali, anzi il Trattato di Lisbona (con l'Art. 123) ha istituzionalizzato il latrocinio della sovranità monetaria delle nazioni, obbligando – come già trattato da "Qui Europa" – gli stessi stati (e dunque i cittadini) ad acquistare il "proprio denaro" a tassi da usura presso le banche private. 

     Debito – L'infondatezza della legittimazione  

    Una volta toccati e digeriti i suddetti temi, possiamo capire come tutte le manovre per trovare i fondi per pagare questo "maledetto debito autorigenerante" o delineare nuovi sistemi di ripartizione del debito e di responsabilità pubblica, siano aria fritta. In merito poniamo il caso intervenuto lo scorso 8 Giugno, in Italia.  Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaiadavanti agli imprenditori trevigiani, ha recriminato 1,3 milioni di euro appartenenti alla sua Regione, tutt'ora bloccati da Mario Monti presso la tesoreria unica, quella di Roma. Questi fondi, ad oggi, non possono essere utilizzati dal presidente al fine di saldare i propri debiti, in molti casi verso imprese che ne avrebbero urgente bisogno, o che si trovano sull’orlo del fallimento. Quindi ha proposto Zaia: “La tassazione, serve a pagare un debito pubblico che non ha creato il Veneto: 1928 miliardi di euro di debito pubblico, che costano agli italiani circa 80 miliardi all’anno di interessi. Noi diciamo che, se si vuole fare una scelta abbastanza coraggiosa, è quella di regionalizzare il debito e pari meriti dare autonomia e federalismo estremo ad ogni regione. Questo vorrebbe dire allocare la responsabilità su quelle comunità che fin’ora hanno sempre sprecato.” La provocazione di Zaia, come si comprende chiaramente, mira a un messaggio chiaro e semplice: ciascuno aiuti l’Italia, pagando il “proprio” debito; ossia quello relativo alla propria regione. Ma francamente questa è una proposta insostenibile: malgrado la "buona fede" del propositivo Zaia. Una proposta che non ci sentiamo di far nostra – come visto – per una serie infinita di fattori contingenti, e per il semplice fatto che la maggior parte di questo pseudo debito, come detto su, è illegittimo, nonché illegale ed anticostituzionale, provocato artifiziosamente dallo scellerato connubbio tra finanza, banche e tecnocrazia politica. Pertanto esso non è –  semplicemente – legittimo ed onorabile! 

      Europa – Alcune riflessioni finali  

    Per quanto opinabile sia questa affermazione, se ci muoviamo dal livello Italiano, per spostarci a quello comunitario, potremmo – tuttavia – fare altre importanti riflessioniLa regionalizzazione e gli eurobond secondo molti economisti italiani – apertamente vicini e grandi sostenitori delle politiche comunitarie – non sarebbero opposti inconciliabili. In parte è vero! La regionalizzazione del debito, sarebbe dunque un richiamo alla responsabilità, perchè implica che, di fronte a un prestito, il beneficiario,  debba porsi il problema "morale" di come restituirlo (peccato che finora non se lo siano posto nella maniera più assoluta i nostri governanti).  L’eurobond, dunque, in teoria dovrebbe rispondere a questa logica: ripagare il debito, mantenendo tassi d’interesse a un livello ragionevole e non un livello schiacciante, che oggi, in Europa,  scorgiamo con grande sconcerto nei casi di Grecia, Spagna e Italia.

      E' un debito truffaldino che non devono pagare i cittadini 

    Eurozona – Un Vortice che sta Risucchiando i Paesi Piigs in un Pozzo senza Fondo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Tutto bene e legittimo se non fosse per tre piccolissimi particolari: 1) Il debito è illegale: non l'hanno fatto gli Italiani, ma bensì (in parte abbondante, ma relativamente minore) gli scellerati governi che si sono alternati (compreso l'attuale) e le banche (la fetta più grossa) grazie all'Europa e – come abbiamo visto – al Trattato di Lisbona (Art. 123); 2) La regionalizzazione del debito sarebbe inapplicabile poichè non è possibile definire con certezza la parte "onorabile" da quella "illegittima" imputabile a ciascuno stato o regione; 3) Il debito non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati: banche e società (agenzie private) di rating, attraverso declassamenti spesso insensati o addirittura sballati, capaci di far schizzare lo spread e la stessa quota pro-capite che ogni cittadino di uno stato o di una regione sarebbe tenuto a pagare (vedi paradosso della non definibilità della seconda rata dell'IMU). Ciò almeno finché saremo richiusi in questa asfissiante eurobabbia!

      Se il debito fosse legale… 

    In effetti, dunque, se il debito fosse "legale", i paesi, cosidetti Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) che hanno un debito importante, dovrebbero accettare a "buon viso" di dover “stringere un pò la cinghia” ed aprire i loro portafogli. Ma, evidentemente, non di sicuro ai livelli di dover patire la fame, di dover tentare addirittura  il suicidio (in un attimo di follia e smarrimento) e di veder fallire le proprie imprese, custruite col sudore della propria fronte: come invece stiamo vedendo accadere quotidianamente in Italia e nell'Eurozona. L’Europa, dal canto suo, dovrebbe pertanto smetterla di mantenere un atteggiamento da "doppiogiochista puro", e decidersi ad offrire una protezione che  rafforzi e difenda i cittadini dallo sfruttamento da parte della finanza globale abolendo derivati e depositi over-night (per esempio – Cerca articoli in archivio).

      100 miliardi buttati nel mare della speculazione 

    Per le Banche della Spagna (come noi di "Qui Europa" abbiamo già trattato) nei giorni scorsi sono stati versati 100 miliardi di euro.  Facendo un rapito conto, corrisponderebbero a 2500 euro a cittadino spagnolo. Se questi soldi fossero stati “versati” nelle mani dei contribuenti e non delle casse delle Banche, sicuramente l’incentivo alla crescita – sia pur minimo, è ovvio! – ci sarebbe stato sul serio! Immaginiamo che a ogni famiglia di 4 persone fossero stati versati 10.000 euro: il risultato in termini di crescita, non sarebbe sicuramente mancato. Invece quei 100 miliardi di euro, sono finiti dritti dritti ad autoalimentare il debito pubblico.  Ed è bene sottolineare la parola autoalimentarlo, perché  quegli stessi soldi, saranno divorati dall’aumento dei tassi d’interesse, come un cane che si morde la coda. Un circolo vizioso che non avrà mai fine. Un inganno alla faccia degli onesti!

      Padri e Madri di figli "schiavi" ma non ancora nati  

    E allora è inutile fare della “facile” retorica. Parlare ai cittadini spagnoli, agli Italiani ed ai Greci chiedendo loro di fare dei sacrifici per la crescita dal paese, quando questa crescita – se la matematica non è un’opinione – non potrà mai avvenire. Torniamo indietro di 4 anni. La Spagna, era uno dei paesi fiscalmente più prudenti dell’Unione ; ancora oggi, in proporzione al Prodotto Interno Lordo, il suo debito è inferiore a quello della Germania. Ma perché la Germania allora detiene un dominio unilaterale e incontrollato?  Perchè la stessa Germania che fino all'ingresso nell'Eurozona non riusciva a creare surplus non ha avuto in sorte i meschini declassamenti riservati ai cugini del Sud Europa? C’è chi sceglie per noi, chi si diverte a prendere delle decisioni che non ci appartengono e, purtroppo, se non decidiamo di svegliarci, raggiungeremo ben presto le nostre “colleghe” Grecia e Spagna. Il nostro torpore morale e la nostra indifferenza la pagheranno, allora, i nostri figli ed i nostri nipoti: schiavi del sistema ancor prima di nascere e già debitori verso un'Europa che neppure conoscono! Sveglia!

      Cosa fare nel concreto  

    La prima cosa da fare è vincere l'apatia e la rassegnazione, leggere e diffondere queste notizie ai nostri amici, colleghi e familiari. Confrontarci il più possibile ed informarci a vicenda. Conoscendo la "vera storia" e le leggi, possiamo spiazzare i politici ciechi e doppiogiochisti mandandoli a "casa",  inducendo i rappresentanti politici che prenderanno il loro posto – e che non siano legati a nessun vecchio carrozzone parlamentare, s'intende – a votare leggi che permettano la realizzazione di quanto detto finora. A volte, paradossalmente anche la "non partecipazione" ad eventi "di politica-teatro" della casta potrebbe rivelarsi vincente. Fondamentale, inoltre, riscoprire per quanti si dicono cristiani, il senso più autentico e vero  del Messaggio di Gesù, incentrato sulla carità, sull'Amore reciproco e sul dono di sé, riaccostandosi ai Sacramenti, all'ascolto della Parola di Dio, alla Messa Domenicale ed all'assistenza disinteressata del nostro prossimo e dei poveri. Farlo incessantemente – e senza giudizi – nel nostro viver quotidiano rinnegando ogni logica di potere, speculazione e dominio sull'altro. Fuggendo dai luoghi dove ciò si pratica per "statuto" e seguendo l'esempio lasciatoci da personaggi come Giorgio La Pira (il politico santo capace di offrire interamente il suo stipendio ai poveri) e Giovanni Paolo II. Ma soprattutto non scordare mai che Affinché trionfi il male è sufficiente una sola cosa: che le persone per bene  non facciano nulla!"

     Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Italia chiama Grecia: Presentato Rapporto Previsionale Ue

    Italia chiama Grecia: Presentato Rapporto Previsionale Ue

    Lunedì, Maggio 14th / 2012  

    – di Sergio Basile –

    Commissione europea / Italia / Bruxelles / Crisi Ue / Commissione agli Affari Economici e Monetari / Olli Rehn / Debito pubblico / Recessione / Crescita / Rapporto sulla crisi / Rapporto debito-Pil / Rapporto previsionale di primavera / Por-Fse 2007-2013 / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Stime  / Tecnocrazia / Nuovo ordine mondiale / Banca Europea degli Investimenti / Bei / Tobin Tax / Project bond / Banche / Interessi sul debito

    Commissione Ue – Rehn  presenta il Rapporto

    Previsionale di Primavera sull'Italia 

    Tutti pronti ad andare in Grecia!

    Bruxelles – Stamane, il vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn in una conferenza stampa, ha reso noto il quadro economico previsionale di primavera del suo esecutivo, evidenziando per l’Italia nel 2012 un – aggiungiamo ovvio – peggioramento della crescita: le nuove stime economiche della Ue prevederebbero per l’anno in corso una diminuzione del Pil pari all'1,4%, contro il -1,3% previsto a febbraio. Migliorerebbe, allo stesso tempo – nota il Commissario agli Affari Economici e Monetari – il rapporto deficit/pil, con ulteriori cali a -2% nel 2012 ed a  -1,1% nel 2013. Ma francamente, questo, oltre ad essere un dato non rapportabile all'entità dei sacrifici e alla macelleria sociale fatta fino ad oggi in Italia, ci sembra un dato davvero irrisorio. Un dato che non sta minimamente in piedi, dal momento che l’ultima finanziaria varata non è servita neppure a pagare gli interessi sul debito pubblico da corrispondere alle banche: attestatisi, quest'anno, a circa 80 miliardi di euro. Ma questo elemento non sembra rientrare nel rapporto della Commissione, né tantomeno negli appunti privati di mister Rehn, che – usando toni fin troppo entusiastici – ha “profetizzato” che la ripresa ci sarà comunque l’anno prossimo, con un aumento dello 0,4% del Pil, rispetto allo 0,5% previsto dal governo. Questo, senza però dire che l’anno prossimo dovranno essere corrisposti alle banche interessi sul debito ancora più cospicui. No comment!

      Un pareggio di Bilancio insensato e sanguinoso  

    L'Italia inoltre – secondo l’ottimista supercommissario – raggiungerà nel 2013 il pareggio di bilancio in termini strutturali  “grazie alla manovra aggiuntiva” che, come dichiarato, sarà pari a oltre mezzo punto del Pil. Ma oggettivamente 1) non ci sono  dati oggettivi per sostenerlo scientificamente; 2) Non servirà pareggiare il bilancio se prima non si provvede a tappare la vasca forata della finanza, inibendo la speculazione internazionale sul debito; 3) Il prezzo da pagare fino all’anno prossimo è e sarà troppo alto. Nei prossimi mesi gli Italiani – se i dati sulla disoccupazione dovessero continuare a restare tali – potrebbero ritrovarsi in massa già in Grecia per le cavanza estive, e senza staccare alcun biglietto aereo. Drammatico!

      Un sospiro di sollievo  

    Ma poi Rehn ha pensato – giustamente – di tirar su l’animo degli Italiani presenti alla conferenza ed incollati ai teleschermi, tirando fuori un altro pò di sana matematica e dichiarando che il Bel Paese sarebbe sulla strada giusta per raggiungere il pareggio strutturale di bilancio, non avendo bisogno (per tal fine) di nuove manovre. Che bello! Un buon giorno si vede dal mattino! Rehn ha inoltre ribadito il fatto che “l’Italia raggiungerà gli obiettivi previsti per il 2013 e che – al netto degli effetti ciclici ed in termini strutturali (che non si capisce bene cosa voglia significare) –  resterà in linea con il Patto di stabilità e crescita”. Ottime notizie – si fa per dire – anche sul debito pubblico:  “esso si attesterà – ha continuato Rehn – al 123,5% del Pil nel 2012 e al 121,8% del Pil nel 2013. Stime queste, in linea con quelle del governo italiano che prevede per il 2012 il 123,4% e per il 2013 un rapporto debito/Pil del 121,6%” . Certo che detto da un ex-collega di Mario Monti (anch’egli rigorosamente non eletto) e con toni simili a quelli usati dal professore (più volte sbugiardato nelle ultime settimane in merito alla crescita ed alla ripresa) è un autentico sospiro di sollievo per tutti gli Italiani!  

      Le impalpabili e leggere previsioni dei nominati  

    Le sibilliache previsioni di Olli Rehn risultano, pertanto – nel concreto – appese e contraddette dal fatto che la disoccupazione continuerà – come visto – inesorabilmente a crescere: l'aumento sarà largamente maggiore dell'1% rispetto al biennio precedente, ed a sostenerlo vi sarebbe anche un intero capitolo della Commissione, dedicato all’Italia ed insito all’interno delle previsioni economiche di primavera. Ciò – detto in altri termini, più realistici e concreti – equivale a riconoscere ufficialmente il fallimento del caro professor Monti e del suo governo di nominati, nonché gli errori (sia pur indiretti, ma evitabili) dello stesso presidente Napolitano, che ha favorito la nomina del membro della Trilaterale (nonché arcinoto profeta di un neo-liberismo estremo) con un tempismo perfetto quanto imbarazzante. Ciò equivale a dire che l'Europa del Sud è sprofondata in una recessione senza fine alla quale, nelle ultime ore, qualcuno vorrebbe rispondere riproponendo con forza l’adozione di project bonds (in pratica nuovi debiti ad interesse per la gioia delle banche, e per finanziare progetti che qualcuno – in seno alle regioni, come visto nell’articolo precedente –  avrebbe dovuto finanziare mediante un equo e puntuale utilizzo dei fondi strutturali 2007/2013). Altre soluzioni paventate stamane nei corridoi della Commissione e dell’Europarlamento, consisterebbero nell’introduzione rapida dell'ormai celeberrima Tobin Tax e nell’aumento di capitale della Banca Europea degli Investimenti (Bei): strumento, si dimentica, totalmente nelle mani della tecnocrazia che ha contribuito a creare tale caos, evidentemente figlio di un “nuovo ordine mondiale” che si sta delineando in maniera sempre più netta, sfacciata e distruttiva.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • South Italy – Gli “Svantaggiati” del “bonus fiscale”

    South Italy – Gli “Svantaggiati” del “bonus fiscale”

    Lunedì, Maggio 14th / 2012

    –  di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Ue / Lavoro / Disoccupazione / Svantaggiati / Mezzogiorno / Defidit spending / Spending review / Nuove regole per assunzioni / Bonus fiscale / Benefici equivalenti / Deroga alle direttive Ue / Divieto sui costi di finanziamento / Por-Fse 2007-2013 / Conferenza delle Regioni / Graziano Delrio / Ministro della Coesione Territoriale / Fabrizio Barca / Fondo Sanitario 2012  / Giorgio Napolitano / Nuovo Ordine Mondiale  

    Mezzogiorno-Svantaggiati: il palliativo del

    "bonus fiscale" 

    Le regioni restano a guardare sulla  spending review:

    anche l'Anci sul piede di guerra

    L’incognita del Fondo Sanitario 2012

    Roma, Bruxelles – Dopo i "bidonati", gli "scoraggiati",  i "trombati" e gli "esodati", spuntano gli “svantaggiati”: cioè quelli che, nel "Nuovo Dizionario della lingua Comunitaria”, risulterebbero  non avere un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi; non sarebbero in possesso di un diploma; avrebbero  più di 50 anni di età; o sarebbero legati a settori produttivi di beni e servizi con ambiti di operatività soggetti a disparità uomo-donna. A loro, a ridosso dello scorso fine settimana – evidentemente in clima di "regali", in previsione della “Festa della mamma” – sono state scritte e dedicate le nuove regole pro-assunzioni per il Mezzogiorno: ammesso, però, che qualcuno abbia ancora voglia di assumere, in un mercato devastato da un compressione dei consumi senza precedenti nella storia della Repubblica e della stessa Europa, e dal solito inspiegabile "credit crunch" bancario.

      In arrivo il "Bonus Fiscale"  

    Il “reggente” del Ministero della Coesione territoriale, Fabrizio Barca – d’intesa con il professor Mario Monti ed Elsa Fornero – ha dunque partorito una sorta di “bonus fiscale” dal seno della montagna repubblicana: conquistata per gentile concessione di Re Giorgio Napolitano, il profeta nazionale di un “nuovo ordine mondiale più giusto ed equo”. Bonus destinato, evidentemente , a trasformare i suddetti “svantaggiati” in “illusi” o in “rincuorati”: dipende dalle prospetive! Ciò permetterà, infatti,  ai datori di lavoro che li assumeranno entro il 13 maggio 2013 (o che li hanno assunti dopo il 14 maggio 2011)  di poter godere di un beneficio equivalente al 50% dei costi salariali da utilizzare – s’intende – in compensazione. Ciò, in deroga alle direttive Ue, che prevedonoo invece, espressamente, il “divieto dei costi di finanziamento” e che in teoria sarebbero dunque contrarie a questa forma, sia pur modesta e blanda, di “ingerenza sociale”. Giusto per usare un eufemismo! Ma secondo voi, il ministro,  da dove avrebbe reperito le risorse? Che domande! Nel Por-Fse 2007-2013: miliardi di euro gettati al vento per mancanza di una precisa volontà politica e per un incapacità progettuale, delle regioni del Sud – Calabria e Sicilia in testa – della quale “Qui Europa” ha ampliamente parlato nei mesi scorsi. In pratica il gioco è questo: i conferimenti che annualmente i contribuenti italiani versano nelle casse dell’Ue, successivamente sono stati in parte riconferiti (nel 2007) alle regioni italiane rientranti nel cosiddetto “Obiettivo 1” (comprendente le regioni più disastrate d'Europa) ovvero alle regioni del Mezzogiorno – sottoforma di Fse –  al fine dichiarato di creare occupazione e sviluppo. Dopodicché, viste le scandalose politiche di spreco e mancato utilizzo di tali fondi (provenienti originariamente, come ribadiamo, dai portafogli degli Italiani) essi sono stati distratti dalla loro originaria destinazione, ed ora posti – in parte – nella disponibilità di Barca & C., attraverso una “rimodulazione”, per “venire incontro” alla disperazione dei cittadini. 

      La doppia beffa  

    Italiani, tuttavia, trombati due volte: prima con il mancato utilizzo dei fondi in chiave regionale; e successivamente con politiche rigoriste che hanno favorito licenziamenti e precarietà cronica. I fondi rigirati sono comunque bazzecole rispetto alle decine di miliardi di euro stanziati per il Sud e gettati nello scarico: fondi Ue che, in tempi non sospetti, ribattezzammo con l'espressione di "ultimo treno per l'Europa", vista la preannunciata riclassificazione delle regioni in questione (Obiettivo 1) all'interno della categoria "Obiettivo 2". Regioni, in pratica, destinatarie di sempre minori risorse, malgrado il gravissimo mancato utilizzo di quelle precedentemente stanziate da Bruxelles. Cifra irrisoria, anche a giudicare da quest’ultima “gentile concessione”: 142 milioni di euro divisi tra Sicilia (65); Calabria, Campania e Sardegna (20); Puglia (10); Abruzzo (4); Basilicata (2) e Molise (1). Fondi destinati (o meglio ri-girati) non nelle tasche dei cittadini, ma sotto forma di bonus – come detto – per gli imprenditori: bisognerà solo vedere se gli imprenditori avranno la possibilità o la voglia di esporsi – in nome di tali "provvidenziali bonus" – nel rischiare nuove assunzioni. Chi sosterrà i presumibili nuovi fabbisogni di credito al fine di supportare fisicamente tali strategie? 

      Conferenza delle Regioni e Anci  sul piede di guerra  

    “Qui Europa” vede – alla luce di quanto detto – questa “operazione” come un tentativo di “imbuonire le masse e le imprese” gettando catini d’acqua su un incendio di proporzioni epiche, ingenerato dalla pazzia dell’austerity patrocinata datta Troika, dal Consiglio europeo (del fiscal compact) e dall’asse Merkel-Monti. E’ ciò che sarebbe emerso anche nell’ambito dell’ultima Conferenza delle regioni, che nelle scorse ore ha visto la veemente protesta degli enti locali, che hanno accusato il governo Monti di averli tenuti allo scuro di tutto in materia di deficit spending (capacità di finanziare opere pubbliche a debito: cioè con denaro proveniente dalla pubblica tassazione), spending review (ridimensionamento della spesa pubblica) e nella definizione del documento di economia e finanza: operazioni poste in essere senza alcuna consultazione preventiva con organi democraticamente eletti e – fino a prova contraria – depositari di un consenso popolare proveniente da decine di milioni di cittadini. Il professore, secondo la Conferenza, avrebbe deciso tutto a priori ed avrebbe trasmesso a monte tutti gli atti ed i documenti firmati all’Ue: nuovo interlocutore unico della Repubblica Italiana, o di quel che ne resta, dopo l’avvento sulle italiche coste del ciclone “Mario”. Ma il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, non ha chinato la testa a quest’ennesima grave ingerenza del tecnocrate,  chiedendo la sacrosanta ed urgente apertura di un tavolo di confronto. In ballo anche il destino del Fondo Sanitario 2012, del quale l’esecutivo ha rimandato l’approvazione del riparto, gelando le aspettative e l’operatività di Aziende sanitarie ed operatori di settore, e di conseguenza finendo per incidere ancora sulle famiglie dei soliti “svantaggiati”, trasformatisi di colpo in “frustrati beffati”. Intanto all'orizzonte si prevedono nubi su Roma, in attesa della mobilitazione generale delle forse sociali del 1° Giugno. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

    Domenica, Aprile 22th / 2012

    – di Mirella Fuccella e Sergio Basile – 

    Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica al servizio della tecnocrazia / Morte dello Stato /  La bufala della "Crisi" e il "Cerchio magico" dei "Montiani"  /  Finanziamento iniquo e immorale / Onestà intellettuale / Bisogno di una rivoluzione-politica "pacifica" dal basso / Smantellamento del Welfare / Balla Neo-liberista / Conflitto d'interesse e Collusione partitico-aziendale / Nuovo Ordine Mondiale / Dio-danaro / Corte dei Conti / Giulietto Chiesa / Beppe Grillo / Movimenti fuori dal coro / Popli disillusi / Censura / Libertà / Democrazia indiretta / Pressioni politiche / Referendum /  Responsabilizzare i leader politici / Commissione di Alti Magistrati / Rinascita spitrituale e morale / Riscoperta valori sacri / Confronto politico / Menzogna neoliberista / Deducibilità del finanziamento ai partiti   

    Italia da record: anche nei contributi ai partiti

    Finanziamento iniquo ed immorale per la "super-casta":

    La musica cambia nel resto d’Europa

    Re Giorgio Napolitano sta a guardare la "Nuova Tecno-Casta"

    che Egli stesso ha favorito

    Roma, Parigi, Londra, Berlino, Madrid – Tra i temi più caldi trattati dai media nazionali, negli ultimi giorni, uno ci ha particolarmente colpito in negativo, soprattutto in un periodo ci austerity (sia pure ingiustificato: visto che l'Italia è, contrariamente a quanto qualcuno vorrebbe farci credere, un Paese finanziariamente robusto, con un avanzo primario, un bedito privato d'impresa ed un livello di risparmio da prime della classe nell'intera Europa) nel quale in governo Monti, appoggiato ciecamente e spesso insensatamente da tutti i principali leader di partito (Bersani, Alfano e Casini tra tutti) sta letteralmente opprimendo il popolo italiano. E ciò mentre i partiti ingrassano di notte, nel sonno. Allora, analizzando le modalità di finanziamento dei partiti nei diversi stati europei, come al solito, constatiamo che una delle maggiori fonti di spreco in Italia è ancora una volta, proprio, la vita politica. 

      Il finanziamento in Francia  

    In base ai dati riportati dall'esperto Pierluigi Martini, responsabile riforme Ist, sappiamo che in Francia il finanziamento della politica dipende da un contributo annuale, fissato con la legge finanziaria, a cui si accompagnano rimborsi in occasione delle elezioni. È previsto l'obbligo di rendiconti annuali previa certificazione di due revisori dei conti. In caso di irregolarità, il partito perde il diritto al contributo per l'anno successivo, e sono altresì previste anche sanzioni pecuniarie per il mancato rispetto delle parità tra i generi. Sempre in Francia, il contributo annuale ai partiti è di 80 milioni di euro: cifra alla quale si aggiungono i contributi dei privati, che possono essere fatti solo da persone fisiche, in misura non superiore a 7.500 euro l'anno, e con la deducibilità fiscale del 66%.

       In Germania   

    Anche in Germania il finanziamento è pubblico e non può superare la soglia dei 133 milioni l'anno. C'è il controllo sulla contabilità da parte del presidente del Bundestag, sulla base di una relazione giustificativa firmata da un revisore, mentre il presidente è, a sua volta, controllato dalla Corte federale dei Conti.

       In Spagna   

    In Spagna, il finanziamento della politica è misto, essendo composto dai contributi annuali dello Stato centrale e da quelli delle comunità autonome. La misura è stabilita nella legge finanziaria. Sulla contabilità c'è il controllo della Corte dei Conti, mentre il contributo annuale ordinario, al netto da quello locale, è in media di circa 60 milioni.

      Nel Regno Unito   

    Nel Regno Unito vi sono norme che privilegiano il finanziamento pubblico dei partiti di opposizione e la trasparenza dei finanziamenti privatiDunque nei paesi europei è previsto un finanziamento pubblico dei partiti equo e ordinato, e sono sempre presenti meccanismi di controllo sull'uso del finanziamento. Infine sono di solito stabiliti limiti massimi e forme di deducibilità fiscale

     L'anomalia tutta italiana  –  Fondare un partito?  Meglio di un'azienda! 

    In ogni caso, in tutti i modelli sopraesplicati, la misura del contributo pubblico ai partiti è ben inferiore a quanto previsto in Italia, dove è di 4 euro per voto. Dunque sarebbe giusto un forte ridimensionamento di questo importo, sommando alla riduzione del 30% – già decisa con il D.L. 98 del 2011 – almeno un ulteriore 20/30% minimo. Ciò facendo pressioni sui nostri rappresentanti politici diretti, affinchè pongano tali questioni ai rispettivi direttivi: sempre più simili a delle supercaste di intoccabili, con schemi che puntano – a quanto pare – a vere e proprie performance a carattere aziendale, ed a rischio zero.

      Elite politica al servizio della tecnocrazia – E' la morte dello Stato?  

    Veramente inaccettabile in un Paese che la stessa classe politica (quella che conta: dovremmo parlare forse di ristretta élite politica retta da un pugno di uomini) accanto ad una insensata classe di tecnocrati non eletti, sta contribuendo a distruggere, continuando a parlare di mercati, spread e nuovi tagli alla spesa pubblica (stamane Alfano al TG1) come se fosse la regola. Come se fossero cose normali e reali. Roba da circo, insomma! Peccato che tali personaggi si celano dietro ai numeri e ad un presunto consenso elettorale che in effetti ad oggi non avrebbero più! Almeno a giudicare dai quotidiani allarmati e disgustati commenti di milioni di persone che non ce la fanno più ad andare avanti: nei mercati, nelle piazze, nei bar, nei treni, nelle scuole, sul web, negli oratori e dovunque la gente comune abbia la possibilità di confrontarsi ed affrontare in libertà – e senza censura di alcun genere – tali delicatissimi argomenti, che i media che contano toccano solo di striscio e mai a fondo. In un paese nel quale i suicidi nell'anno appena conclusosi hanno toccato il drammatico numero di 17.000 casi: ed in una Europa sotto scacco dei poteri forti, che ha visto andare in funo in pochi mesi 6 milioni di posti di lavoro. grazie ad insensate ed immorali politiche di austerity.

      La bufala della "Crisi" e il "Cerchio magico" dei "Montiani"   

    Ciò quando tutti sanno benissimo che questa crisi è una grossa bufala inventata per realizzare anche in Italia una sorta di Nuovo Ordine Mondiale, sotto l'egida e la regia del "dio-danaro" e delle forze occulte che dominano finanza e sistema economico: ed ora vorebbero infinocchiare anche i popoli. Un "New World Order" portato avanti – sono i fatti degli ultimi mesi a dirlo con eloquenza estrema e cruda – da banche e servi delle banche, più o meno occulti, con la complicità immorale della stragrande maggioranza dei media. Intanto, ed a ragione, crescono – e ce lo dicono molti sondaggi ufficiali – movimenti fuori dal coro, come il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo, o "Alternativa" di Giulietto Chiesa, che stanno denunciando con coraggio questo pazzesco gioco al massacro. 

      Onestà intellettuale – Urge "Rivoluzione pacifica" dal basso   

    Ma tornando alla necessità di cambiamento di tale assurdo sistema, che umlia e svilisce la dignità degli Italiani tutti – a prescindere dal colore politico – possiamo concludere che – già prima delle prossime "Elezioni Politiche" – sono necessarie riforme serie e mirate, magari su iniziativa popolare (visto che la super-casta aziendale della politica, farà di tutto per lasciare tutto comè) nonché, seguendo l'esempio degli altri nostri cugini europei, dei controlli rigorosi sulla contabilità, con l'obbligo di certificazione dei bilanci effettuabile da soggetti qualificati, nonché il controllo dei bilanci da parte di una Commissione di alti magistrati. Ciò senza ricorrere ed usare la facile scusa "neoliberista" degli scandali di alcuni personaggi politici per accellerare un processo di disintegrazione di secoli di costituzionalismo, conquiste sociali, Democrazia e Sovranità: Popolare e Nazionale.

      Lo smantellamento "assurdo" del Welfare e la "Balla Neo-liberista"  

    Tutto per instaurare una "Nuova" forma di contollo economico, finanziario e psicologico delle masse, dove ciascuna élite avrebbe la sua fetta di torta, ai danni della dignità e della libertà umana. Insomma: per migliorare gli stati e cancellare la corruzione, non serve "smantellare lo stato ed il welfare" (privatizzandolo, svendendolo o rottamandolo, e sostituendolo con tecnocrati falsi e falsi profeti neoliberisti) ma serve sostanzialmente e semplicemente una rinascita morale e spirituale del popolo tutto. Urgono, ancora, meno deleghe morali a terzi, la riscoperta dei nostri alti e sacri valori morali e religiosi (quale premessa fondamentale a tutto il resto), nonché una maggiore partecipazione sociale e politica. Un maggiore controllo sui nostri rappresentanti ritornando ad utilizzare in maniera saggia tutti gli strumenti di democrazia indiretta o latente di cui i popoli occidentali dispongono (come la pressione politica, il referendum o il confronto/dibattito pubblico) ad iniziare dalle scuole, dalle università, dalla rete e dai luoghi pubblici d'incontro e formazione.

      Il conflitto d'interesse e la "collusione partitico-aziendale"  

    Sarebbero indispensabili anche sanzioni più severe per gli amministratori che sottraggono fondi dal contributo pubblico dei partiti per fini personali, e sanzioni per i candidati che superano i tetti di spesa consentiti. Sull’esempio francese, si potrebbe prevedere inoltre una maggiore deducibilità del finanziamento ai partiti proveniente dai cittadini, e non dalle imprese, che non votano e possono generare conflitti di interesse. Intanto Re >Giorgio Napolitano sta a guardare l'evolversi di una nuova "Tecno-casta" che Egli stesso ha contribuito ha creare per la "salvezza dell'Italia" e la reverenza al "dio-mercato". 

    Mirella Fuccella, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)