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  • Dietro la Moneta-Debito – L’amministratore disonesto

    Dietro la Moneta-Debito – L’amministratore disonesto

    Mercoledì,  Novembre 19th/ 2014    
     

    – di Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabbazia – 

    Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Nicola Arena, titoli di stato, debito, amministratore disonesto, Vangelo di Luca, nessuno può servire due padroni, bene comune 

    Dietro la Moneta-Debito – L’amministratore disonesto 

    Nessuno può sevire due padroni. Chi vuol servire il Prossimo

    non può servire il male incarnato nella moneta

    emessa a debito

     

    di Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabbazia

    Premessa di Sergio Basile – Presidente S d G

    sete di giustizia - amministratore disonesto

     L'amministratore, la banca, il Drago                                                                   

    Francoforte, BruxellesPremessa di Sergio Basile – Il verbo "amministrare" indica l'azione propria di chi si prodiga nella gestione di un bene, in vista di un risultato positivo. Ci troviamo, dunque, dinanzi ad un'azione "positiva" protesa all'ottenimento di un utile e – per estensione – alla realizzazione del bene comune: se è vero che la "ricchezza" affinché possa portare benessere reale deve essere diffusa e non concentrata o accentrata. Ma cosa accade se l'amministratore perde di vista il senso del "bene comune" e considera illegittimamente "come proprio" un bene universale e convenzionale come la moneta che dovrebbe essere utilizzato – come nell'antichità – per il bene dell'intera comunità sociale? Evidentemente si entra nel campo dell'equivoco e della contraddizione pura. Lo si comprende bene leggendo il comunicato Ansa delle ultime ore giunto direttamente da Francoforte, sede della Banca Centrale Europea (BCE). "L'economia della zona euro è debole – ha commetato l'amministratore Draghi –  la crescita non ha slancio anche per colpa dell'aggiustamento dei conti ancora in corso in alcuni Paesi. Ma, se la situazione dovesse peggiorare – si legge ancora nella nota –  la Bce è pronta a nuove misure non convenzionali tra cui l'acquisto di titoli di Stato"(Ansa).

     In parole povere…                                                                                                         

    Detta in parole povere la sostanza del discorso può riscriversi in questi termini: "L'economia della zona euro è debole e non vi è crescita per colpa dell'aggiustamento forzato dei conti sfalsati appositamente dall'emissione della moneta a debito, per costringere i popoli a morire di tasse e sacrifici. Se la situazione debitoria che porta alla stagnazione economica dovesse peggiorare, la BCE sarebbe pronta a coprire i debiti, "acquistando nuovi debiti" (titoli di stato). Non trovate tutto ciò ridicolo e anacronistico? Basterebbe emettere la moneta a credito – cioè accreditarla nei bilanci statali – per salvare capre e cavoli, cioè per uscire dalla crisi ed evitare il dilagare del debito. Basterebbe farlo, visto che la moneta – come detto e provato in più sedi – non è altro che carta-straccia da tipografia, venduta agli stati a tassi da usura. Evidentemente gli amministratori disonenti che governano il sistema bancario internazionale questo lo sanno bene! Ecco perché esso foraggia ininterrottamente schiere di politicanti e tecnici impegnati giorno e notte a studiare nuovi tecnicismi col solo scopo di far sentire le persone ignoranti ed inadeguate a comprendere meccanismi in sé semplicemente folli.

     Il logico legame tra usura, disoccupazione e povertà                                    

    Ma Draghi – come al solito – si è superato, sostenendo che "la ripresa – oggi – è messa a rischio da disoccupazione alta, capacità produttiva inutilizzata e necessari aggiustamenti di bilancio". Quasi a voler convincere la sua platea che non esiste alcuna soluzione di continuità tra regime debitocratico, povertà, fallimento di imprese e disoccupazione. Inversione della realtà e della logica che oggi, inevitabilmente, comprende anche un bambino. Cioè tutti, tranne i politici impegnati nelle diverse campagne elettorali… Chissà come mai! Ma nel mercato dei voti di usuropoli c'è ancora chi vaga alla ricerca di illusori spiragli di luce: la luce del privilegio e del clientelismo che non si pone domande e non si da (e dà) risposte. Anche in questo caso – come spesso e volentieri accade – ci viene in soccorso il Vangelo (Luca 16,1-8) nelle disarmanti parole di Gesù. (Sergio Basile)

     

    di Nicola Arena

    sete di giustizia - amministratore disonesto

     Mai delegare all'amministratore disonensto                                                    

    Roma – Riflessione di Nicola Arena su Luca 16,1-8 – Leggendo questo brano del Vangelo si scopre l’importanza che Dio dà alla nostra intelligenza e, soprattutto al modo come essa è usata su questa Terra. Scopriremo inoltre che, per valorizzare al massimo il creato messoci a disposizione da Dio, non dobbiamo rimanere inerti nella nostra ignoranza. La vita è importante e bisogna usarla sempre a fin di bene, senza mai cederla ad amministratori disonesti, che siano politici o altre persone che gestiscono il bene comune.

     L'amministratore disonensto in Luca 16, 1-8                                                   

    In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.  Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

    sete di giustizia - amministratore disonesto

     Scaltrezza a fin di bene… mai per nuocere al prossimo                                 

    Da queste parole, supponiamo che il padrone fosse Dio e che l’amministratore fosse ogni persona dotata d’intelligenza che viene posta al servizio di Dio. Quando però l’amministratore non svolge il proprio compito con fedeltà, esso compie un atto ostile al disegno Divino e per questo viene privato della possibilità di gestire e amministrare i beni che gli vengono affidati. Bisogna evidenziare e notare un atteggiamento molto importante, anzi fondamentale per comprendere al meglio il significato vero delle parole di Dio. Egli, in questa scrittura loda non la disonestà dell’amministratore, ma la sua scaltrezza: quindi Dio avendo dotato  gli uomini d’intelligenza, si compiace ogni qualvolta questi la usano. La scaltrezza dev’essere utilizzata, però, a fin di bene e non in maniera disonesta. Queste parole ci esortano a perseguire una strada ricca di novità e insidie (almeno per quelli che pensano di non doversi interessare alla politica o alle questioni monetarie a essa strettamente collegate).

     Quando Auriti scoprì e diede un volto all'inganno monetario…                

    Quando il professor Giacinto Auriti scoprì, dopo anni di studi e di ricerca della vera giustizia sociale, l’inganno monetario che sta all’origine della creazione del denaro (vedi qui ), si comportò come un amministratore (del sapere e della conoscenza) onesto e al servizio del bene. La scoperta del  valore indotto della moneta, segna una tappa fondamentale, una pietra miliare nella storia dell’umanità.

    sete di giustizia - amministratore disonesto

     Il massimo di noi stessi                                                                                            

    I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”. Questa frase ci deve spingere a dare il massimo di noi stessi, cioè a impegnarci e a utilizzare la nostra intelligenza e scaltrezza al servizio del prossimo. Noi che ci riteniamo, o aneliamo a essere, figli della luce, dobbiamo comprendere che basta metterci d’accordo attraverso una convenzione e potremo tranquillamente creare il valore di tutta la moneta che ci serve per soddisfare i nostri bisogni, utilizzando uno strumento di costo nullo (vedi qui ).

     Ci mettono sopra anche gli interessi…                                                                

    In pratica questo lo facciamo già, però inconsapevolmente, e a causa di questa ignoranza o pigrizia nell’informarci, “i figli di questo mondo” (i grandi usurai che dominano il sistema economico e sociale mondiale e i loro amministratori) prima ci espropriano del valore che noi creiamo, e poi ci indebitano di altrettanto valore e, non contenti e senza vergogna, ci immettono sopra anche gli interessi. In queste condizioni l’essere umano, creato a immagine e somiglianza di Dio, viene ridotto alla schiavitù, costretto a pagare interessi su un debito non dovuto e questo per il nostro creatore non è accettabile.

    sete di giustizia - amministratore disonesto

     L'inganno scoperto                                                                                                    

    Adesso, come ci suggerisce Dio, l’inganno è stato scoperto! Occorre che oltre alla preghiera (fondamentale per la nostra salvezza dell’anima), su questa terra, dobbiamo usare l’intelligenza di cui disponiamo ed essere attenti e scaltri per non farci derubare di quello che ci spetta di diritto e delle nostre vite.. Non possiamo lasciare le meraviglie del creato in mano agli adoratori del male.

     L'importanza del reddito di cittadinanza                                                           

    L’intera umanità si può definire veramente liberata dalla schiavitù del debito, soltanto quando diventerà proprietaria della propria moneta. Questa deve essere emessa a credito, con un reddito di cittadinanza (vedi qui ), che consenta il diritto alla sopravvivenza per ogni abitante della terra, e non a debito come viene fatto da troppi secoli ormai.

    sete di giustizia - amministratore disonesto

     Nessuno può servire due padroni                                                                        

    In tal senso appare fondamentale comprendere l'affermazione di Gesù nel Vangelo:  «Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza (mammona, inteso anche come demonio)» (Parola del Signore).

     Tornare a servire l'unico padrone… farsi amici del popolo                          

    In pratica, con queste parole, Gesù autorizza ed esorta gli amministratori disonesti, che da sempre hanno servito i politici (camerieri dei banchieri), a non servire più i potenti della terra, ma a farsi amici del popolo, perché, quando cesserà di esistere quella ricchezza disonesta (frutto della moneta debito), rimarranno le amicizie e i sani rapporti umani, nel rispetto reciproco e degli insegnamenti di Gesù.

    Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabbazia (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Premessa di Sergio Basile – Presidente SdG

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • L’Idolatria del Denaro è la Schiavitù che ci Disumanizza

    L’Idolatria del Denaro è la Schiavitù che ci Disumanizza

    Martedì, Settembre 24th/ 2013

    – di Padre Piotr Panzulewicz –  

    Italia, Padre Piotr Panzulewicz,  Cultura del benessere, Crisi, Idolatria del danaro, status symbol, logica dell'avere, nessuno può servire due padroni, Papa Francesco, amministratori disonesti, idolatria del denaro, gli idoli sono crudeli perché si nutrono di carne umana, moneta debito, diabolici servitori 

    L'Idolatria del Denaro e la Schiavitù che ci

    Disumanizza

    Ecco perchè dobbiamo agire con le ricchezze secondo

    giustizia e dobbiamo uscire dagli "schemi acquisiti"

     

    di Padre Piotr Panzulewicz

    idolatria del danaro - papa francesco

     “No” all’idolatria del denaro                                                                                    

    Catanzaro  – di Padre Piotr Panzulewicz – Domenica scorsa, la 25a del tempo ordinario, siamo stati chiamati a riconfermare la nostra scelta: o le ricchezze venerate come un dio o usate per il bene altrui. Nello stesso tempo siamo stati chiamati – sia individualmente che come gruppo d’impegno sociale, civile ed ecclesiale – a riconciliarci con tanti fratelli e sorelle che nei loro bisogni materiali si sentono offesi, trascurati, dimenticati o addirittura isolati ed emarginati proprio da noi, amministratori disonesti. (Am 8,4-7; Sal 112; 1Tm 2,1-8; Lc 16,1-13). Il punto centrale delle letture bibliche è indubbiamente il forte richiamo lucano: «Non potete servire Dio e la ricchezza» (Lc 16,13). È un richiamo che collima anche con il pensiero pedagogico di Papa Francesco. Il 28 luglio scorso, rivolgendosi, durante la GMG a Rio de Janeiro, al Consiglio episcopale latinoamericano, ha detto parole che possono essere estese a ognuno di noi: «I vescovi devono essere pastori, vicini alla gente, padri e fratelli, con molta mansuetudine; pazienti e misericordiosi. Uomini che amano la povertà, tanto la povertà interiore come libertà davanti al Signore, quanto la povertà esteriore come semplicità e austerità di vita. Uomini che non abbiano "psicologia da príncipi". Uomini che non siano ambiziosi e che siano sposi di una Chiesa senza stare in attesa di un'altra».

      Alla fine sarai un Corrotto                                                                                      

    E il 20 settembre la sua omelia, tenuta nella Casa Santa Marta in Vaticano, l’ha dedicata proprio al richiamo lucano, esprimendo il suo “no” all’idolatria del denaro e aggiungendo con amarezza: «E’ tanto il potere del denaro, che ti fa deviare dalla fede». Se scegli «la via del denaro (…) alla fine sarai un corrotto». Il denaro «ha questa seduzione di farti scivolare lentamente nella tua perdizione». «Che il Signore – ha concluso – aiuti tutti noi a non cadere nella trappola dell’idolatria del denaro».

     Agire con le ricchezze secondo giustizia                                                             

    È un chiaro richiamo a non rimanere con il piede in due scarpe, cioè stare contemporaneamente sui due campi: quello di Dio e quello della ricchezza fine a se stessa.  Ci sono come due fedeltà o due scelte: da un lato la scelta della solidarietà/condivisione/fratellanza, che è la religione autentica e divina, dall'altro lato invece c'è la pura logica dell'avere/possedere/trarre il profitto. «Non si può andare a Messa – ha affermato Papa Francesco il 20 settembre durante la Messa alla Casa Santa Marta – e poi farsi i propri affari». È un richiamo semplice, senza discorsi o voli pindarici: agire con le ricchezze secondo giustizia, amministrare ogni bene – nella famiglia e nel mondo socio-lavorativo – con correttezza, non lasciarsi condizionare dalle chimere della pubblicità consumistica o dal potere sull'altro. E' una questione di scelta: o scegli o sei scelto. Il nostro scegliere o essere scelti si traduce ad esempio – anche nelle cose più semplici – nel far la spesa optando oculatamente i beni necessari e utili per sé e la famiglia, senza lasciarsi irretire dalle offerte e dalle condizioni pseudovantaggiose di pagamento dei beni voluttuari o perché di moda. La ricchezza così "risparmiata" potrà essere utilizzata in parte anche per compiere meglio la nostra azione di amore verso il prossimo sia in famiglia che nel tessuto comunitario di appartenenza.

     Una generazioni di dipendenti e drogati                                                             

    Certo, la questione è molto delicata, ancor più delicata se consideriamo che la nostra società educa costantemente i figli alla dipendenza dalle ricchezze e dalle comodità. È paradigmatico il fenomeno dello status symbol: quel particolare tipo di cellulare, quel peculiare modello di scarpe, quella singolare marca di jeans… Secondo il comune modo di sentire, non c'è più nulla di superfluo, ma tutto è necessario, per cui non se ne può fare a meno… Di conseguenza, in quest'ottica, il Vangelo risulta una proposta astratta e lontana dalla nostra sensibilità, soprattutto quando la Chiesa stessa non solo asseconda, ma addirittura incarna a modo suo il modello del parroco-manager a cui non manca niente e che non ha più bisogno di niente… forse neanche di Dio.

     L'Uomo al Centro                                                                                                        

    «Nel nostro sistema globalizzato di vita – ha detto Domenica Papa Francesco, rivolgendosi al mondo di lavoro a Cagliari – al centro c’è un idolo e questo non si può fare! Lottiamo tutti insieme perché al centro, almeno della nostra vita, ci siano l’uomo e la donna, la famiglia, tutti noi, perché la speranza possa andare avanti». E ha voluto congedarsi con i presenti con una preghiera nella quale ci sono queste affermazioni e invocazioni: «Gli idoli vogliono rubarci la dignità. I sistemi ingiusti vogliono rubarci la speranza. Signore, non ci lasciare soli. Aiutaci ad aiutarci fra noi, facendoci dimenticare un pò l’egoismo per sentire nel cuore il “noi”, noi, popolo, che vuole andare avanti. (…) Signore Gesù, insegnaci a lottare per il lavoro e benedici tutti noi».

     Ottimi Servitori, ma Pessimi Padroni                                                                   

    Il denaro e ogni altro bene materiale sono solo dei mezzi utili per crescere nell'amore, nella fratellanza e nella amicizia. Sono ottimi servitori, ma pessimi padroni. Il denaro non è in sé cattivo – se si limitasse ad essere mezzo di intermediazione negli scambi e pagamento – ma può diventare un idolo (paradigma della carta-moneta e della moneta-debito innalzata ad idolo demoniaco cui immolare popoli e nazioni) e gli idoli sono crudeli perché si nutrono di carne umana, aggrediscono le fibre intime dell'umano, mangiano il cuore. Cominci a pensare al denaro, giorno e notte, e questo ti chiude progressivamente in una prigione. Non coltivi più le amicizie, perdi gli amici; li abbandoni o li sfrutti, oppure saranno loro a sfruttare la situazione.

     Come Chiesa abbiamo parecchi perdoni da chiedere                                     

    Per questo avremo sempre da chiedere perdono. Tanti, troppi fratelli sono autorizzati ad avere qualcosa contro di noi, perché anche se può essere vero il più delle volte che noi non abbiamo offeso direttamente alcuno, è certamente altrettanto vero che non ce ne siamo interessati mai abbastanza. Hanno il diritto di sentirsi offesi perché trascurati e dimenticati; peggio: soltanto giudicati, senza mai avere una mano tesa. E allora credo, che soprattutto come Chiesa abbiamo ancora parecchi “perdoni” da chiedere per tanti peccati di “omissione”. Abbiamo ancora da riconciliarci con tanti fratelli e sorelle. Con tutti e per tutti sporcarsi per donare amore, e guardarli con gli occhi di Cristo, e sedersi con loro, alla loro tavola, giorno dopo giorno. L'amore a dieci metri di distanza non è amore, perché non potrà mai essere fecondo. Due sposi non generano figli con un semplice sguardo…

     Spogliarsi dagli schemi e dalle certezze acquisite                                            

    Così anche noi siamo chiamati a spogliarci, innanzitutto degli schemi, e poi delle certezze acquisite che, quasi sempre, non sono le verità immutabili del Vangelo, ma la loro caricatura da noi disegnata per difenderci e non correre il rischio di perdere la vita per amare davvero. Essere disposti a rivedere tutto dieci volte al giorno, per amore di una sola persona… E poi a unirci a lei davvero, e farci tutto a tutti, carne della carne di chi ci è accanto, anche se all'opposto della nostra vita e dei nostri valori; che il Signore ci conceda di non cedere all'ottusità, ma, con Cristo, di aprirci in uno sguardo capace di abbracciare l'infinito, il passato, il presente e il futuro in un solo abisso di misericordia che tutto trascende e tutto purifica. 

      Esseri Umani e non bestiali mammiferi o burattini                                      

    Il cristianesimo è l’esperienza concreta, autentica, di persone che hanno sperimentato la misericordia e la moltiplicano, ne fanno cibo per gli amici. La loro chiamata si trasforma immediatamente in mille chiamate e la grazia sperimentata da loro grazia per molti altri, poveri, emarginati, sofferenti. Solo nella consapevolezza di questo messaggio sarà possibile uscire dall'inganno e – in aggiunta – dalla cosiddetta "crisi" (indotta) figlia della moneta-debito e dei suoi diabolici servitori. Solo così potremo uscire da noi stessi, dai nostri egoismi e dagli inganni, ritrovando la nostra anima e divenendo "essere umani" e non semplici "bestiali mammiferi" o burattini votati alla sopraffazione e alla distruzione reciproca.

    Padre Piotr Panzulewicz, Comunità Francescana, Catanzaro

     (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • Rimini – Meeting, l’ennesima occasione persa per dire la Verità agli Italiani – Il Monito del Papa

    Rimini – Meeting, l’ennesima occasione persa per dire la Verità agli Italiani – Il Monito del Papa

    Lunedì, Agosto 19th/ 2013 

    – di Sergio Basile – Redazione "Qui Europa" –

    I Figli della Troika, Roma, Piazza San Pietro, Rimini, Meeting di Comunione e Liberazione, Enrico Letta, giorgio Napolitano, Mario Mauro, Crisi truffa, Commissione Trilaterale, Vangelo Secondo Matteo, Casttolici autentici e cattolici di facciata, Vangelo di domenica 18 Agosto, Sono venuto a portare la divisione, La Pace dei sepolcri e la pace autentica, Nessuno può servire due padroni 

    Meeting di Rimini, l'ennesima occasione persa

    per dire la verità agli Italiani

    La solita vetrina… le solite vuote parole…..

    Ma da Roma risuonano chiare le parole di

    Papa Francesco e del Vangelo di Matteo

    e Luca

     

    di Sergio Basile 

    Meeting Rimini - Enrico Letta - Papa Francesco - Monito

     Ruolo e Disastri del Fondo Monetario Internazionale                                 

    Roma, Rimini – Nella giornata di ieri il premier non eletto, Enrico Letta, uomo di fiducia della Trilaterale, "ovviamente"… ha aperto l'edizione 2013 del tradizionale Meeting di CL (Comunione e Liberazione). Il Signor Letta, scimmiottando quanto già fatto dall'altro "Trilateral doc" Mario Monri l'anno scorso, ha esordito con espressioni molto simili, incentrate su un'illusoria ed ingiustificata speranza nel futuro. Ma sappiamo benissimo tutti che stando alle premesse attuali e senza il recupero della nostra sovranità finanziaria e monetaria (rubataci dall'Europa dei banchieri) la fuoriuscita dalla crisi indotta è un puro inganno, in attesa magari di nuovi suicidi o fallimenti. Che dite?

    Meeting Rimini - Enrico Letta - Papa Francesco - Monito

     Enrico Letta…  L'Uomo della "Provvidenza Tecnica"                                    

    "L'uscita dalla crisi è a portata di mano", ha esordito il signor Letta. Ma prima del suo intervento – per non farsi mancare proprio nulla – i "cattolici" di CL (e del virgolettato ce ne scuseranno i "capi" di Comunione e Liberazione, sempre pronti a sostenere il tecnico di turno.. anche dinnanzi a questo abominevole "disastro tecnico" nazionale) hanno mandato in onda una video-intervista al "Grande Custode" primario del "Piano per l'Italia", Giorgio Napolitano,  secondo il quale (e al cattivo gusto non c'è davero limite) l'"Europa sarebbe malata di mancato sviluppo". Chissà come mai? Stonature, queste, seconde solo agli sconcertanti applausi che hanno accolto le provvidenziali parole dei salvatori della Patria, riecheggiando nella sala del Meeting di Rimini. Anche il ciellino Mario Mauro (Ministro della Difesa) non poteva mancare alla festa europeista"Il governo andrà avanti!". E' stato questo il suo confortevole ammonimento. Dichiarazioni che per molti – noi tra questi – hanno avuto più che altro il tono ed il sapore di una minaccia.

    Meeting Rimini - Enrico Letta - Papa Francesco - Monito

      Tutte Chiacchiere e Distintivo… Vergognose chiacchiere!                         

     "Nessuno interrompa il percorso di speranza che abbiamo cominciato" ha poi rincarato il signor Letta. "Gli italiani (?) puniranno chi anteporrà interessi personali e di parte rispetto all'interesse comune di uscire dalla crisi" (??). Un obiettivo, questo, che secondo Letta "è a portata di mano" e verso il quale il suo governo può portare l'Italia. Letta ha poi girato la frittata parlando dell'abolizione del Porcellum"la legge elettorale va approvata a ottobre" – ha sbottato – "L'uscita dalla crisi è a portata di mano (…) e la politica deve parlare il linguaggio della verità (…) si è compiuto un percorso faticoso e doloroso (..) ma questo può essere l'anno del nuovo inizio anche per l'Europa (…) Se guardiamo al futuro usciremo dalla crisi; se ci fermiamo con la testa sempre rivolta al nostro passato non usciremo dalla crisi". Il signor letta ha poi concluso il suo sconcertante intervento con un monito peloso ai nuovi giovani disperati: "Non lasceremo soli i giovani, ma lavoriamo per dar loro più opportunità". Beh, ogni ulteriore commento è sinceramente superfluo. Lasciamo a voi le – facili – conclusioni. Solo una piccola nota, prendendo in prestito le parole pronunciate da Gesù (e che dovrebbero essere ben note ai vertici di CL) riportate nel Vangelo di Luca e Matteo. Parole davvero provvidenziali che, come vedremo, sono state riprese da Papa Francesco durante l'Angelus in Piazza San Pietro.

    Papa Francesco - Angelus Domenica 18 Agosto 2013

      L'Ora delle scelte di campo                                                                                     

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. (…) E ancora: "Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! (…) Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera (…) Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione" (Lc 12). Che cosa significa questo? A chiederselo ed a dare una chiara risposta è stato proprio Papa Franceso, nell'Angelus di ieri.

      Il Messaggio del Papa all'Angelus – Chi vuol intendere.. intenda!           

    "Significa – ha spiegato Papa Bergoglioche la fede non è una cosa decorativa, ornamentale; vivere la fede non è decorare la vita con un pò di religione, come se fosse una torta e la si decora con la panna. No, la fede non è questo. La fede comporta scegliere Dio come criterio-base della vita, e Dio non è vuoto, Dio non è neutro, Dio è sempre positivo, Dio è amore, e l’amore è positivo! Dopo che Gesù è venuto nel mondo non si può fare come se Dio non lo conoscessimo. Come se fosse una cosa astratta, vuota, di referenza puramente nominale. No! Dio ha un volto concreto, ha un nome: Dio è Misericordia, Dio è Fedeltà, è Vita che si dona a tutti noi".

    Papa Francesco - Angelus Domenica 18 Agosto 2013

     La "Divisione" di cui parla Gesù                                                                             

    "Per questo Gesù dice: sono venuto a portare divisione; non che Gesù voglia dividere gli uomini tra loro, al contrario: Gesù è la nostra Pace, è la nostra Riconciliazione! Ma questa pace non è la pace dei sepolcri, non è neutralità, Gesù non porta neutralità, questa pace non è un compromesso a tutti i costi. Seguire Gesù comporta rinunciare al male, all’egoismo e scegliere il bene, la verità, la giustizia, anche quando ciò richiede sacrificio e rinuncia ai propri interessi. E questo sì, divide; lo sappiamo, divide anche i legami più stretti". Quindi – aggiungiamo alle parole del Santo Padre – questa non può essere la "Pace dei Suicidi"

     Ai Cari  Responsabili di Comunione e Liberazione                                         

    "Ma attenzione – ha ammonito in conclusione il Papa – non è Gesù che divide! Lui pone il criterio: vivere per se stessi, o vivere per Dio e per gli altri; farsi servire, o servire; obbedire al proprio io, o obbedire a Dio. Ecco in che senso Gesù è «segno di contraddizione» (Lc 2,34). Beh, a Rimini, come a Roma ed ovunque vi siano veri cristiani e/o veri uomini di buona volontà laici, atei e/o credenti che siano, il monito è chiaro per tutti. Da cristiani, dunque, e facendo tesoro delle provvidenziali parole di Papa Francesco, aggiungiamo un caloroso e fraterno monito ai carissimi fratelli di CL, prendendo in prestito ancora una volta un versetto tratto dall'evangelista Matteo: "Nessuno può servire due padroni, perchè amando l'uno, disprezzerà l'altro…". A buon intenditor…

    Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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