Qui Europa

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  • Damasco: Mattanza alla Facoltà di Architettura

    Damasco: Mattanza alla Facoltà di Architettura

    Venerdì, Marzo 29th / 2013

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Esteri / Siria / Giordania / Medio Oriente / Stati Uniti/ Damasco / Aleppo / Occidente / Guerra / Morti / Vittime / Esercito / Lega Araba / Ribelli / Alawiti / Sunniti / Regime Assad / Libero Esercito Siriano / Sfollati / Emergenza umanitaria / Combattenti siriani dal profilo non religioso / Estremisti / Deriva religiosa islamica / Democrazia armata / Caritasgiordania / Bashar al Assad /

    Siria la tragedia umana del Nuovo Millennio!

    Damasco: Mattanza alla Facoltà di Architettura 

    Non si arresta la furia della guerra: cresce a

    dismisura il numero dei morti e degli sfollati.

    L'Occidente è complice della mattanza umana.

    Non restiamo fermi a gurdare

     

    di Maria Laura Barbuto

    Ora Pro Siria - Qui Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Damasco – Si ritorna a parlare di Siria e, purtroppo, si ritorna a parlare di guerra e colonialismo.  Ma per ogni guerra servono i combattenti: proprio come quelli che, a quanto pare, a seguito di quanto pubblicato da una fonte autorevole come l’Associated Press, gli Stati Uniti stanno formando e modellando a proprio piacimento, in Giordania. “Combattenti siriani dal profilo non religioso”, come dichiarato da alcuni funzionari dell’intelligence americana, rimasti ovviamente anonimi. La notizia non ci sconvolge più di tanto e non fa che confermare quanto abbiamo sempre sostenuto con grande convinzione e sdegno: l’Occidente proclama la guerra nascondendosi dietro la maschera di benefattore umanitario  che ha cuore le sorti di un mondo arabo a cui Impone la democrazia “armata”. Bella contraddizione! E adesso gli Stati Uniti d’America, per "contenere" – dicono – la potenziale deriva islamista, dettano legge sulle persone, armandole ed incitandole ad insorgere (ancora) contro il regime. Una guerra che sembra infinita, anche perché le milizie non religiose addestrate dagli americani hanno il compito di reclutare sempre nuova gente da formare ed armare nel modo tipicamente “statunitense”. Un labirinto senza uscita, in cui vedere la luce del sole diventa un miracolo. Da un lato i sostenitori di Bahar al Assad (gli alawiti), dall’altro il cosiddettoLibero Esercito Siriano (di sunniti e mercenari jaidisti): darsi battaglia da due anni a questa parte è diventata legge quotidiana, in uno scenario che, in soli 2 anni, ha creato oltre 80.000 vittime innocenti, oltre 2 milioni di sfollati ed ha costretto i bambini locali ad avviare, già dalla tenera età, la carriera da soldato. Ed è colpa dell’Occidente, è colpa del mondo civilizzato, industrializzato e democratico. In un certo senso, continuiamo ad essere tutti complici della distruzione che impera nel Medio Oriente.

     La Rivelazione del New York Times 

    La Cia ha fornito assistenza militare all’opposizione siriana, da un anno a questa parte, con circa 160 voli carichi di armi ed equipaggiamenti”: A dirlo è il New York Times che conferma, tra le righe, la volontà di onnipotenza degli Usa e la volontà di sottomissione di intere popolazioni alle leggi del denaro, dell’economia e degli interessi dei singoli Stati. A distanza di due anni dall’inizio del sanguinoso conflitto, però, ancora non si intravede alcuna soluzione possibile, ma rimane solo una grandissima confusione politica. D'altra parte non si può pretendere (come vorrebbe l'Occidente Imperiale) che uno stato sovrano e libero si sottometta ad un dittatura tanto spietata e cruenta.

     La santa Allenza del NWO e la Lega Araba guerrafondaia 

    Ci si comincia a chiedere – anche tra coloro che sperano e combattono contro Assad – quale potrebbe essere una soluzione di governo alternativa al regime, quale nuova vita si prospetterebbe per la Siria, quando il Paese non sarà più bersaglio di telecamere internazionali, ma verrà lasciato camminare sulle gambe proprie. Gambe che, ad oggi, sono state completamente amputate. Ma non finisce qui: La Lega Araba, a seguito di un vertice tenuto a Doha il 27 marzo, ha deciso di approvare una nuova fornitura di armi ai ribelli da parte dei suoi Stati Membri.  Ma i prosciutti rimangono sugli occhi per quanto riguarda la situazione umanitaria: ormai, i cadaveri sparsi per il paese sono quasi “drammaticamente caratteristici”, e la situazione degli sfollati sta per straripare come un fiume in piena.

     Solo in Giordania, Duemila follati al Giorno 

    In Giordania, ogni giorno, arrivano tra i mille e i duemila rifugiati – ha detto il direttore della Caritasgiordania, Wael Suleimaned , ormai, i profughi siriani hanno superato le 500.000 unità. Entro dicembre si raggiungerà la soglia di un milione e mezzo di persone che cercano rifugio”. Ed intanto, si pensa ad armare i ribelli, piuttosto che agli aiuti umanitari. Come si fa a rimanere impassibili davanti ad una vera e propria mattanza di vite innocenti?

     Damasco – Mattanza alla Facoltà di Architettura 

    Non si può continuare a guardare da spettatori, bisogna portare alla luce la verità. Quella verità tanto scomoda per l’Occidente. Anche la vita degli studenti non è più normale, non è vita. Basti pensare che, ieri, a Damasco, i ribelli hanno attaccato la Facoltà di Architettura a colpi di mortaio: 13 vittime e decine e decine di feriti, questo il bilancio finale della follia umana. A cosa può aspirare l'uomo – ci chiediamo – dopo aver distrutto la dignità, l'anima e l'esistenza di un popolo?

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Siria,Turchia, Israele: Gli interventisti sono dietro l’angolo

    Siria,Turchia, Israele: Gli interventisti sono dietro l’angolo

    Martedì, Novembre 27th/ 2012 

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Siria, Turchia, Israele: Gli interventisti sono dietro l'angolo / è solo calma apparente / Esteri / Siria / Turchia / Israele / Ankara / Damasco / Teheran / Guerra / Morti / Vittime / Patriot / Missili / Negoziati di pace / Potenziale militare / Ribelli / Misure difensive /  Assad / Erdogan / Lavrov /

    Siria, Turchia, Israele: Gli interventisti

    sono dietro l'angolo

    In Iran un seminario per scongiurare la guerra

    in Siria e aprire alla speranza

    Intanto regna un silenzio da brividi tra i media

    "interventisti" occidentali

    Damasco, Ankara, Teheran –  Scongiurare la guerra in Siria ed aprie alla speranza ed alla Pace duratura: questo l’obiettivo portato avanti dal seminario che si è tenuto in Iran il 19 ed il 20 novembre scorsi, al quale hanno preso parte tutti i gruppi religiosi ed etnici della Siria, varie delegazioni del Tajikistan, Libano, Egitto, America Latina, Iraq e Russia. Tutti uniti per dire “no” a quanto sta accadendo a Damasco e dintorni, per dire no alla morte di civili innocenti, donne e bambini, per gridare il proprio dissenso alle bombe ed ai carri armati. Ma frattanto, però, in Siria continua lo scempio e la guerra non accenna a fermarsi: ogni giorno il numero delle vittime non fa altro che aumentare così come il numero degli sfollati e di coloro che fuggono dal proprio paese per scampare ad una morte certa. Specie tra i cristiani. Ad accendere il dibattito la solita nota dolente che riguarda il rapporto tra Damasco ed Ankara: “Per ripristinare la pace in Siria, è necessario che la Turchia rimanga fuori da ogni affare interno del paese” – è stato affermato da molti rappresentanti – “Il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan non dovrebbe prendere parte ai negoziati di pace”.

     I timori di Mosca e la risposta della Nato 

    Si è detto preoccupato della situazione e del sempre più probabile dispiegamento dei missili Patriot della Nato in Turchia, lungo il confine siriano, il Ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, che ha esternato i dubbi che Mosca ha in relazione alla crescita del potenziale militare nella regione, direttamente al Segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen. “Misure puramente difensive”  è stata la risposta da parte di Rasmussen, unitamente alla controbattuta del ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu. Rassicurazioni che non bastano a Damasco, le cui autorità temono che questa non sia nient’altro che una scusa bella e buona per creare una no fly zone, che si estenderebbe per circa 60 chilometri all’interno del proprio territorio.

     Il monito di Assad  

    Anche Bashar al Assad, capo di stato siriano, ha espresso la sua personale condanna nei confronti dei gesti provocatori della vicina Turchia di Erdogan. “La Siria continuerà a combattere il terrorismo e a lavorare per il dialogo nazionale per preservare la stabilità del paese e dell’intera regione”  ha detto Assad in occasione dell’incontro avvenuto qualche giorno fa con il presidente del parlamento iraniano, Ali Larijani. Le parole del leader di Damasco arrivano dopo la barbara uccisione di un giornalista della tv di Stato siriana, Bassel Tawfiq Yussef, che per lo svolgimento della propria attività è stato considerato un “fedele” del governo ed ha pagato il suo lavoro con la propria vita.

     L'ambiguità dell'Occidente 

    Diritti umani calpestati in pieno, schiacciati dal peso delle imposizioni che non conoscono libertà: tutto accade sotto lo sguardo complice e silenzioso dell’Europa (Ue in testa) e degli Stati Uniti, come al solito del resto.  Intanto la situazione dei curdi in Siria, di cui abbiamo spesso riportato notizia, diventa sempre più drammatica: non solo essi vengono attaccati dall’esercito turco, ma addirittura dagli stessi ribelli armati; vengono minacciati ed emarginati ed il più delle volte, anche ammazzati. Eppure c’è una tregua apparente: la stessa che ha permesso ad Hillary Clinton di lodare l’impegno del presidente egiziano Mohammed Morsi come mediatore in una tale situazione di crisi. L’elogio non è piaciuto al turco Erdogan, che nelle scorse ore ci ha tenuto a precisare che il merito della tregua è anche di Ankara, accanto a quello riconosciuto all’Egitto ed al Qatar.

     Questa volta la Pace e la Speranza devono trionfare 

    Ma più che delle lodi pubbliche, bisognerebbe preoccuparsi di trovare una soluzione che non sarebbe neanche tanto lontana o complicata… se dietro non fossero nascosti (neanche più di tanto) così tanti interessi economici e sociali portati avanti dalle “democratiche e libertarie” potenze occidentali. Ma questa volta la speranza e la Pace devono trionfare! E da parte nostra e dell'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" cecheremo di fare di tutto per riuscirvi: assieme a migliaia di uomini di buona volontà e di associazioni cattoliche e laiche di tutto il mondo, unite per la Pace. Lo dobbiamo a noi stessi e a milioni di civili e uomini oggi risucchiati in un oblio infernale.

    Maria Laura Barbuto(Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, Ottobre 6th/ 2012 – Lettere al Direttore, di Raimondo Schiavone – Questione Siriana e Gravissima Negazione del Visto da parte del Ministro Terzi alla Delegazione Siriana

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    Lunedì, Ottobre 8th/ 2012 – Testimonianza di Iyad Khuder –  Siria / Guerra / Testimonianza / Iyad Khunder / Esteri / Europa / Esercito siriano / Media / Pace / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali /  Distruzione / Crimini / Manipolazione mediatica / Ribelli / Armi / Controllo del territorio / Jihadisti / Terrorismo / Homs […]

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    Venerdì, Ottobre 5th/ 2012 – di Tony Cartalucci –  Esteri / Europa / Siria / Guerra / Turchia / Stati Uniti d'AMerica / Esercito siriano / Nato / Al Qaeda / CIA / Media / Pace / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali /  Distruzione / Crimini / Manipolazione mediatica / Ribelli / Armi / […]

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    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Costi politica / Paradosso / Italia in Crisi / Disinformata ma ben armata / Sprechi statali / Tavola della Pace / Guerra Afghanistan / Diritti umani / Rai / Sedi estere Rai / Flavio Liotti / Dipartimento Politiche Globali Cgil / F- 35 / […]

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    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Bahar Kimyongur, traduzione di Curzio Bettio – Esteri / Europa /Siria / Stati Uniti d'AMerica / Vietnam / Hiroshima / Iraq / Palestina / Libia / Afghanistan / Nicaragua /Guatemala / Ambasciata statunitense / Bruxelles / Esercito siriano / Nato / Al Qaeda / CIA / basi militari Usa […]

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012  – Reportage-Inchiesta di Fida Dakroub e Sergio Basile –  Europa / Medioriente / Italia / Giulio Terzi di Sant'Agata / Siria /  Canada / Iran / Qatar / Turchia / Arabia Saudita / Damasco / Teheran / Ottawa / Aleppo / Guerra / Regime / Incubo Siria / Democrazia / Diritti Umani […]

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012  – di Thierry Meyssan –  Mondo / Siria /Libia / Stati Uniti d'America /  Francia / Iran / Libano / Libia / New York /  Bengasi / Onu / Assemblea Generale Nazioni Unite /  Nato / Consiglio di Cooperazione del Golfo / Oscurantismo /Al Qaeda /  Primavera araba / Islamici / […]

    L’ONU Approva il discusso Rapporto Siria: racconti di Fonti di Parte spacciati per Prove

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    Sabato, Settembre 29th/ 2012  – di Marinella Correggia –  Siria /  Parlamento europeo / Consiglio ONU / Guerra / Regime / Incubo Siria / Democrazia / Conclusioni senza prove / Rapporto Commissione CoI / Consiglio dei Diritti Umani / Popolazione Siriana / Assad / Marinella Correggia / Prove inconsistenti / Damasco / Ginevra / Commissioni […]

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    Giovedì, Settembre  27th / 2012 –  di Maria Laura Barbuto – Mondo  / Piaga del XXI Secolo / NWO / Stati Uniti d’America / Libia / Iraq / Afghanistan / Yemen / Siria / Egitto / Guerra / Dittatura / Ribelli / Armi nucleari / Regimi / Diritti umani / Libertà / Media / Dignità […]

    Siria, Conclusioni del Rapporto Onu senza Prove

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    Giovedì, Settembre 27th/ 2012 – di Marinella Correggia –  Siria /  Guerra / Regime / Incubo Siria / Democrazia / Conclusioni senza prove / Rapporto Commissione CoI / Consiglio dei Diritti Umani / Popolazione Siriana / Assad / Marinella Correggia / Prove inconsistenti / Damasco / Ginevra / Commissioni ONG / Local Coordination Committees / […]

    Le chiamano Missioni di Pace

    Le chiamano Missioni di Pace

    Lunedì, Settembre 24th/ 2012  – L'editoriae del Lunedì, di Maria Laura Barbuto –  Missioni di Pace / Mondo / Guerra / Norberto Bobbio / Missione di Pace / Noam Chomsky / Europa / Unione Europea /  Italia / Stati Uniti d’America / Guerra / Dittatura / Ribelli / Iraq / Libia / Siria / Libano / Armi […]

     

  • Londra, Washington e le subdole strategie della guerriglia per rovesciare Damasco

    Londra, Washington e le subdole strategie della guerriglia per rovesciare Damasco

    Giovedì, Agosto 30th/ 2012 

    – Reportage-Dossier di "Qui Europa" – 

    Ue / Esteri / Siria / Guerra / Strategia del terrore / Assad / Obama / Reagan / Nato / Consiglio di Sicurezza dell'Onu / Disastro umanitario / Dittatura dell'Occidente / Mistificazioni mediatiche / Propaganda Occidentale / Occupazione forzata / Morte / Usa / Damasco / Washington / Democrazia / Qui Europa / William Hauge / Twin Towers / 11 Settembre / Irairia / Libano / Somalia / Sudan / Iran / Giordania / New York / George W. Bush / Barack Obama / Tony Blair / Rumsfeld / Wesley Clark / Scott Ritter / New York Times / Colin Powell / Esercito Siriano Libero / Ribelli / Cia / Gheddafi / Osama Bin Laden / Talebani / Goldman Sachs / Parlamenti occidentali / Droga / Afghanistan / Gheddafi / Genocidio / Saddam Hussein / CIA 

    Londra, Washington e le subdole strategie

    della guerriglia per rovesciare Damasco 

    Sanzioni contro i sostenitori di Assad e aiuti ai ribelli

    sotto gli occhi di ONU e NATO

    L'analisi di "Qui Europa" sulle menzogne delle guerre

    in Medioriente, dagli Anni Ottanta ad oggi e la 

    gravissima complicità dei parlamenti

    occidentali

    Londra, Washington, Damasco – Nella capitale siriana si continua a morire, giorno dopo giorno. Circa 1000 morti, solo negli ultimi 5 giorni. E' un genocidio di proporzioni apocalittiche, ma in fondo sembra il funesto epilogo di un libro già letto; o meglio, i drammatici minuti finali di un film già visto e rivisto: uno di quei gialli noir di mediocre fattura, dove – malgrado i tentativi del regista di nascondere il nome dell'assassino e di creare suspance – i giochi sembrano fin troppo chiari, nonosante la costruzione di fantasiosi alibi. Non ci sorprende più di tanto, dunque, l'ultima dichiarazione del ministro degli Esteri britannico, William Hague, secondo il quale Londra si sta apprestando a donare altri 5 miliardi di sterline (6,3 milioni di euro) ai ribelli dell’Esercito siriano libero (Els) nella guerra contro il regime di Assad.  

     Lo scomodissimo "Memorandum" del Pentagono 

    Al levarsi di questi pungenti venti d'oltremanica – malgrado l'afa estiva che ancora attanaglia l'Italia – bussano alle porte della nostra memoria – chiare e forti – le parole pronunziate qualche anno orsono dell'ex-generale della Nato Wesley Clark, che dopo l'attentato alle Twin Towers di New York, una decina di giorni dopo dell'11 Settembre, dichiarò di essere venuto a conoscenza – presso il Pentagono – dell'esistenza di un memorandum nel quale era stata ben delineata la strategia egemonica degli Usa, in Medioriente ed in Africa. Clark dichiarò davanti alle telecamere come in realtà esistesse un piano segreto degli Usa, targato Rumsfeld-Bush, proteso a far fuori 7 nazioni in 5 anni.  E precisamente Iraq, Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e Iran. Roba da far accapponbare la pelle e da rimettere in discussione la stessa posizione dell'Italia dinnanzi agli Usa ed agli altri alleati della NATO. Ma al nostro Parlamento la guerra. e le sorti di milioni di uomini innocenti, pare non interessare più di tanto!

     Iraq: una farsa annunciata 

    Di lì a poco, come noto, gli Usa del guerrafondaio George W. Bush ed il Regno Unito di Tony Blair, avrebbero dato inizio alla celeberrima e sanguinaria guerra preventiva contro il regime di Saddam Hussein, col pretesto della detenzione da parte di quest'ultimo, della  famose armi di distruzione di massa. Alibi rivelatosi poi falso come i soldi del monopoli, e pretestuoso come l'episodio della celebre favola nella quale il lupo, travestito da innocente creatura, finisce per divorare la nonna. D'altra parte ogni guerra per essere tale ha bisogno, da parte del potere, di trovare una sua giustificazione. Un pretesto più o meno accettabile per avere la sua  legittimazione,  e ciò indipendentemente dalle ragioni o dalla morale.

      La testimonianza di Scott Ritter  

    Scott Ritter, ufficiale statunitense, eroe dei marines che partecipò per sette anni alla missione di disarmo in Medioriente, in qualità di ispettore Onu, nel libro-intervista" Guerra all'Iraq" all'indomani della destituzione e uccisione di Saddam Hussein, raccontò molto bene la menzogna usata a giustificazione di una sporca guerra, in un vero e proprio "controdossier": una verità che andrebbe urlata nei parlamenti occidentali. Una denuncia così destabilizzante e fastidiosa da meritare, allora, la risposta stizzita del segretario di stato Usa Colin Powell La domanda che Ritter si pose è semplice e dovrebbe farci riflettere tutti: com'è possibile iniziare una guerra contro un paese sovrano? Semplice! Conclude l'ex-ispettore ONU: "I diplomatici dicono bugie ai giornalisti e poi, una volta che le vedono pubblicate, ci credono". Negli Usa, all'indomani del crollo delle  Torri Gemelle, i cattivi furono additati fin da subito in Al Qaeda e Bin Laden: lo stesso Osama bin Laden e gli stessi talebani  che fino an qualche tempo prima risultavano essere nel libro paga della Cia, quando l'intelligence americana organizzava la resistenza islamica  all'occupazione militare sovietica dell'Afghanistan.  E' davvero sconcertante vedere come appena un mese prima dell'11 settembre, tutti – buoni e cattivi – fossero  appassionatamente insieme nella progettazione e realizzazione del nuovo oleodotto del consorzio angloamericano Unocal: poi – curiosamente – realizzato a fine guerra da Hamid Karzai, neopresidente afghano, ex consulente dell'Unocal e – si presume – agente Cia.

      Canaglie o amici?  

    D'altra parte non va scordato come negli anni Ottanta, ad armare il braccio di Saddam (anche con armi chimiche) fu lo stesso Presidente Usa Ronald Reagan: convinto sostenitore del suo regime nella guerra contro l'Iran. Non va infatti scordato come dall'inizio degli anni Ottanta l'Iraq venne cancellato dalla lista nera dei paesi canaglia –  come sarebbero poi stati definiti da George W. Bush – perchè utile agli Usa nel contrastare l'influenza sovietica nella regione mediorientale. Una guerra, quella tra Iran ed Iraq, sporca e che costò due milioni di morti: come raccontato dallo stesso New York Times nel 2002. Gli Stati uniti, dunque, sapevano che Saddam Hussein usava armi chimiche contro l'Iran, ma continuavano a fornirgli armi e assistenza. Evidentemente la ricetta Usa della "democrazia" ad orologeria doveva ancora scattare! Ma, a questo punto, si può ancora supportare la bufala mediatica dell'esportazione della "Democrazia" in Medioriente? Furono poi sempre gli Usa, nel 1984, a sorvolare sui massacri perpetrati da Saddam e ad opporsi alla destituzione dello stesso regime iracheno. Per non parlare dell'ipocrisia usata in Afghanistan – dove negli ultimi anni (dopo l'arrivo degli alleati e dei marines Usa) la produzione e lo spaccio di oppio sono aumentati del 400%; o in Libia ai danni di Gheddafi. Fino a qualche settimana prima della destituzione dell'eccentrico leader libico, lo stesso -come ben noto – fu "usato" dai "leader dei paesi amici", alleati Nato, per concludere contratti miliardari, e considerato uno dei più grandi partner dei leader europei: di destra e di sinistra, Berlusconi in testa. 

      La morte della Democrazia in Occidente  

    Ma la cosa più sconcertante è che, malgrado le guerre in Medioriente – come visto e dimostrato – siano state portate avanti con strategici inganni e criteri puramente utilitaristici e tornacontistici per l'accaparramento delle risorse energetiche (petrolio e gas) i parlamenti occidentali, come quelli succedutisi negli ultimi decenni in Italia, abbiano continuato e continuino a sostenere gli Usa in queste barbare azioni, gettando tra l'altro in spese militari oltre al 40% delle proprie risorse finanziarie in bilancio. Non ci sarebbero modi più umani e utili per giustificare – in tempi di crisi e non – i gettiti fiscali provenienti dalle accise sul carburante e da forme barbare di tassazione? Le tasse, in democrazia – nella "versione ufficiale propinataci" – non dovevano servire a creare servizi ed investimenti utili ai cittadini? E' chiaro! Oggi non più! O meglio: oggi – a quanto pare – non viviamo più in un regime democratico! E specie dopo l'approvazione del "Fiscal Compact" (il nuovo ingannevole patto di bilancio europeo) che ha finito per snaturare il ruolo stesso dello stato, inibendo e boicottando il "deficit spending" e la possibilità dello stato stesso di creare ricchezza dal moltiplicatore economico. Oggi, dunque, le sostanze degli Italiani – a quanto pare – servono per un buon 60-70% a sostenere discutibilissimi azioni militari (magari travestite da missioni di pace) sotto la regia degli Usa; pagare interessi passivi miliardari a banche speculative come Goldman Sachs (grazie alla complicità ed al potere dato alle plurindagate agenzie di rating) e ad alimentare illusori fondi di salvataggio europei come il MES e l'EFSF.

     Medioriente: Obama e Cameron come Bush e Blair?  

    E intanto, giorno dopo giorno, in Siria si continua a morire sotto gli occhi di Nato e Onu. In poco più di un anno un paese notoriamente ospitale e proteso all'integrazione tra popoli e culture come la Siria (probabilmente il più ospitale e rispettoso di usi, culture e credenze religiose dell'intera area mediorientale) come sostenuto da centinaia di testimonianze rese da abitanti siriani (e da suore e missionari da anni impegnati a diffondere il Vangelo nella regione) si è d'un colpo trasformato – per tutti i media ed i "governi democratici" occidentali – in un sanguinario regime da rovesciare ad ogni costo. Ciò mentre Obama e Cameron non disdegnano di supportare e sostenere i cosiddetti "ribelli" dell'ELS (Esercito Libero Siriano) che secondo molti testimoni scampati agli eccidi, non sarebbero altro che mercenari provenienti dal confine con la Turchia, mentre non mancano – per stessa ammissione del ministro degli Esteri britannico, William Hague – "notizie di atrocità commesse dalle stesse forze di opposizione”.

      Siria: un macabro teatro dell'assurdo  

    Per giustificare l’invio di aiuti milionari a chi si è macchiato di tali “atrocità”, Hague si è però affrettato a ribadire come in effetti i telefoni satellitari e le radio  fornite da Londra “possono essere utilizzate per avvertire i civili degli imminenti assalti del regime”. Pertanto, se due più due fa quattro, anche gli stessi giobbotti antiproiettile inviati ai "ribelli", invece di essere indossati da miliziani e mercenari, serviranno – evidentemente – come “dispositivi di protezione per i civili”, o per la formazione e l'assistenza a fantomatici  gruppi siriani per i “diritti umani”. Del resto, a inviare le armi ai ribelli ci pensano già da tempo gli agenti della Cia che operano al confine con la Turchia. Come riportato a giugno dal solito New York Times. Nel frattempo – è la stessa intelligence israeliana a rivelarlo – giungono ad ingrossare le fila dell'ELS, contro assad, migliaia di combattenti provenienti da Iraq, Giordania, Yemen e Arabia Saudita. Ma la strategica azione di Obama e degli Usa, non si limita a questri aiutini! Infatti, mentre Londra annuncia l’invio di altri 5 milioni di sterline di aiuti ai ribelli, gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni economiche contro Damasco e i sostenitori del governo siriano. Quando il Parlamento italiano si deciderà a porre fine a questo macabro teatro dell'assurdo?

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  • Nigeria – Genocidio di Cristiani: 1.500 morti

    Nigeria – Genocidio di Cristiani: 1.500 morti

    Martedì, Giugno 19th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Nigeria / Abuja / Zaria/ Unione Europea / Italia / Europa / Cristiani / Cristianofobia / Islamici / Musulmani / Attentati / Vittime / Persecuzioni / Religione Guerra Religiosa / Boko Haram / Morte / Comunità cristiana / Libertà / Pulizia Etnica / Inviato emergenze unanitarie / Nazioni Unite / Catherine Ashton / Giulio Terzi / Margherita Boniver / Mario Mauro /

    Nigeria: in 3 anni, l’integralismo islamico

    ha causato 1.500 vittime cristiane

    L’Italia si mobilita. Mario Mauro chiede intervento Onu

    Domenica scorsa, un altro attacco a Zaria ha provocato 48 morti

    Genocidio di Cristiani in Nigeria – Ennesima Domenica di Sangue

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Abuja –   L’islam, in Nigeria – appoggiato da gruppi di potere occulti – continua la persecuzione contro i cristiani: domenica, durante una predicazione a Zaria, intorno alle 9 del mattino, un’autobomba è esplosa ed, insieme ad essa, è esploso il terrore tra i fedeli, dei quali 48, tra cui 10 bambini, sono morti a seguito dell’attacco islamico al quale ha fatto seguito la “ribellione” dei cristiani del paese. Ormai questo è il sentimento dominante in questa zona dell’Africa: una domenica di sangue, quella appena trascorsa, in cui l’associazione terroristica islamica Boko Haram, ha dettato ancora la sua legge della morte, dello sterminio e della privazione della libertà.  Intanto, la cittadina di Kaduna è stata militarizzata e, nonostante la presenza dei nuovi reparti armati, la situazione appare poco gestibile. 

      Nigeria – 1500 martiri cristiani in 3 anni  

    Da tre anni a questa parte, si contano 1.500 vittime causate dalla volontà omicida islamica. Un gioco d’azzardo, un gioco politico messo a punto per eliminare la comunità cristiana e consegnare le “chiavi” della fede religiosa – ed evidentemente non solo religiossa – assolutizzata e programmata – quasi militarmente – agli islamici. Una sorta di pulizia etnica, uno sterminio progettato per la “purificazione religiosa” di un paese, in cui la libertà è un miraggio. Forse, però, in Europa, qualcosa comincia a muoversi: dopo il silenzio generale, la richiesta di provvedimenti per contenere il dramma dei cristiani in Nigeria, parte proprio dall’Italia.

      L'Europa si scuote dal torpore  

    Il 25 giugno, per come già inserito nell’agenda dei lavori, in Lussemburgo, l’Alto Rappresentante della Politica estera per l’Unione Europea, Catherine Ashton, avrà come impegno principale quello della discussione dell’argomento con proposte di soluzione dello stesso. L’Italia si mobilita e arriva in Nigeria nella persona di Margherita Boniver, Inviato per le emergenze umanitarie del governo italiano. Se il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, si dice preoccupato per il dramma cristiano e chiede – a parole – interventi a più livelli, l’europarlamentare Mario Mauro, invoca l’intervento dei caschi blu in Nigeria.

      L'appello di Mario Mauro e il "Silenzio che uccide"  

    Secondo il capogruppo del Pdl del Parlamento Europeo, la presenza delle Nazioni Unite è ormai necessaria per proteggere i cristiani e per ripristinare il loro diritto alla libertà.  Ci ritroviamo ancora una volta a riportare notizie delle persecuzioni cristiane ed ancora una volta vogliamo sottolineare la forza della fede cristiana che porta i suoi fedeli a recarsi nei luoghi di culto, nonostante il pericolo, nonostante siano consapevoli di mettere a repentaglio la propria vita. Boko Haram è morte, è persecuzione, è fanatismo politico e religioso: e davanti all’assolutismo della fede islamica – ci chiediamo – era necessario aspettare così tanto per chiedere un intervento europeo? 1.500 morti in 3 anni causati anche dal silenzio delle istituzioni, dall’attenzione delle stesse focalizzata solo sull’economia e sui mercati. Questa è la vera crisi, quella del silenzio.  

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)