Qui Europa

Tag: Monti

  • “Monti criminale, se mi denuncia sono felice!”

    “Monti criminale, se mi denuncia sono felice!”

    Venerdì,  Giugno 6th/ 2014
     

     – di Daniele Di Luciano 

    Redazione Quieuropa, Daniele di Luciano, Redazione Losai.eu, Salvo Mandarà, La Gabbia, Mario Monti, copenaghen, Bilderberg 2014, Monica Maggioni 

    Il dopo Bilderberg 2014 – L'Intervento di Mandarà

    “Monti criminale, se mi denuncia sono felice!”  

    Video incredibili: Mandarà a La Gabbia e Monti alla CNN

    Bilderberg – Il Gruppo liberal-capitalista e social-comunista

    di potenti si è riunito dopo le europee a Copenaghen.

    Tra i presenti anche la giornalista Monica Maggioni

     

    di Daniele Di Luciano

    Bilderberg 2014 - Mandarà a La Gabbia - Marriott

     Monti criminale… Se mi denuncia sono felice!                                               

    Roma, Copenaghen – di Daniele Di Luciano  Salvo Mandarà, ospite a La Gabbia nella puntata dello scorso 4 giugno 2014, ha parlato senza peli sulla lingua degli incontri "particolari" dell'élite europeista che ogni anno si svolgono in giro per l’Europa. Da più di mezzo secolo, il cosidetto Gruppo Bilderberg, come ormai noto, si riunisce in segreto: centinaia di uomini potenti, politici, banchieri, economisti, giornalisti e grossi imprenditori, trascorrono qualche giorno a discutere e a prendere decisioni senza che nulla, del contenuto di questi meeting, trapeli all’esterno. L’ultimo incontro, svoltosi poco dopo le Elezioni Europee a Copenaghen, ha visto anche la partecipazione di diversi attori italiani. Pochi media ne hanno parlato. Buona visione.

    Daniele Di Luciano – Redazione Losai.eu / Redazione Quieuropa 

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Il video in allegato                                                                                                                    
     
    Bilderberg 2014 - Mandarà a La Gabbia - Marriott
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  • La vittoria dell’Antieuropeismo! Ma qualcuno non se ne accorge

    La vittoria dell’Antieuropeismo! Ma qualcuno non se ne accorge

    Lunedì,  Maggio 26th/ 2014

     – di Sergio Basile 

    Redazione quieuropa,  risultati elettorali, astensionismo, Sergio Basile, Elezioni europee 2014, Matteo Renzi, Lista Tsipras, Nazismo e comunismo, Giulietto Chiesa, Ideologia funzionale al ricatto europeista, Renzi, Berlusconi, Monti, Tsipras, Merkel, Grillo, Salvini 

    Vittoria dell'Antieuropeismo! Ma qualcuno

    non se ne accorge

    Italia: batosta per sovranisti leghisti e grillini eurobondiani

    In Francia Marine Le Pen umilia Francois Hollande, ma 

    lancia un curioso appello post-voto…

          

    di Sergio Basile

     Elezioni europee 2014 - vince l'antieuropeismo

     La vittoria dell'anti-europeismo                                                                            

    Roma – di Sergio Basile  Era nell'aria… In Francia il Front National di Marine Le Pen ha vinto col 36% dei voti ed è diventato il primo partito del Paese; minimo storico, invece, per i grandi rivali della vigilia, i socialisti francesi del "Presidente-Imperatore", fermi al 13%. D'altra parte dopo un Francois Hollande così, addirittura peggio di Nicolas Sarkozy, in cosa si poteva sperare? Difficile sbagliare i pronostici, al di là della Senna. In Germania, invece il Cdu ha mantenuto il primato (35,5%), ma con sensibili perdite (-2%). Troppa la paura, forse, di perdere i diritti acquisiti sulla colonia Grecia o i benefici del Target 2,  (vedi qui – Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia). Ovunque, dalla Finlandia all'Ungheria, si è tuttavia registrato un forte consenso per i partiti euroscettici e anti-immigrazionisti. Un risultato clamoroso l'ha poi ottenuto l'Ukip di Nigel Farage in Gran Bretagna, andando oltre la soglia del 30%. Stando a questi dati il primo partito all'Eurocamera sarebbe il Ppe (212 seggi) seguito dai socialisti (185 seggi). Ma cosa è accaduto in Italia?

     Un italiano su due, al mare o in montagna…                                                    

    A poche ore dal completamento dello spoglio delle schede elettorali, sta emergendo una verità inconfutabile: un italiano su due ha preferito – a quanto pare – andarsene al mare o in montagna, voltando le spalle all'europeismo e ai suoi fantasmi. Perciò il vero partito vincitore – se i dati troveranno conferma definitiva nelle prossime ore – è stato, come prevedibile, quello dell'astensionismo. Un "popolo", quello del non-voto, che evidentemente si è dimostrato poco intenzionato a legittimare oltre ogni limite ed oltre la soglia della follia, la distruttiva macchina usurocratica chiamata "Unione Europea". I veri euroscettici, anzi "euro-schifati", dunque, non sono stati i leghisti del confusionario sovranismo monetario "a debito" (alla Borghi – vedi qui Diego Fusaro e la Cinesizzazione dei Sovranisti) e neppure i contraddittori grillini (addirittura favorevoli agli eurobond… pazzesco – vedi qui Grillo, Vespa e lo Zoo della Disinformazione) ma sono stati proprio loro, i vacanzieri della Domenica: i veri, grandi – direi eroici – protagonisti delle europee 2014.

     Elezioni europee 2014 - vince l'antieuropeismo

     Il mostro mondialista dalle diverse maschere… ora è nudo                        

    Abbiamo dimostrato in diversi articoli, specie nelle ultime due settimane (vedi qui Europee 2014 – Buoni motivi per non votare, qui Europee 2014, la nostra non-lista,  qui Europee 2014 – Controffensiva strategica e Attacco al cadavere dell’Europa dei banchieri, qui L’Europeismo è la distruzione dell’Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare! e qui Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia) come dietro l'attuale  assetto europeista che tira le redini del carrozzone di Bruxelles e della Troika, vi siano (e vi sono state fin dalla fondazione della stessa UE) due poderose braccia riconducibili al medesimo mostro mondialista: il social-comunismo da una parte e il liberal-capitalismo dall'altra. Entrambi tali arti sono stati e sono ad oggi al servizio del sistema bancario e della grande usura internazionale, illuminata e massonica. Ovviamente, in questo grande inganno (che si cela ed alimenta dietro luoghi comuni chiamati "democrazia" e "libero mercato") sarebbe controproducente e deleterio farne una questione di dualismo ideologico e partitico. Non si tratta di destra e sinistra, cioè di legittimare una ideologia rispetto ad un'altra! Entrambe, infatti, sono speculari l'una all'altra ed utili al mantenimento dello status quo. Cerchiamo, dunque, di leggere il dato elettorale, uscendo dalle solite fittizie e fuorvianti schermaglie ideologiche.

     Stufi della gabbia europea                                                                                        

    La nitida foto delle urne ci dice che gli italiani sono stufi dell'Europa e probabilmente hanno compreso che l'europeismo non si regge tanto sull'euro in sé, quanto sull'emissione monetaria a debito. Probabilmente se ci fosse stato un partito che avesse detto la verità sulla moneta, inserendo nel proprio programma – al primo punto, o comunque tra i primi – l'espressione "proprietà popolare della moneta", tale compagine avrebbe letteralmente sbancato. Forse gli italiani – o almeno la maggioranza consapevole di essi – hanno finalmente compreso la verità: e cioè che la cosiddetta crisi non dipende tanto dalla permanenza nell'Eurozona (ipotesi comunque più distruttiva) o nel ritorno alla lira (ipotesi altrettanto dannosa, e propedeutica alla cinesizzazione del paese – vedi qui  la Cinesizzazione dei Sovranisti) quanto nell'emissione a credito , e non a debito, della moneta (vedi qui – Inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le chiavi del Regno ).  Eppure, malgrado ciò, c'è chi evidentemente non la pensa così, e continua ad alimentare inutili, caotici e fittizi alterchi tra destra e sinistranazisti e comunisti… 

     Elezioni europee 2014 - vince l'antieuropeismo

     Ma loro ancora "dividono et imperano"…..                                                       

    E' il caso del giornalista (in tal caso comunista ed eroe sessantottino) Giulietto Chiesa: braccio destro italiano del mondialista e grande privatizzatore Mikhail Gorbachev; grande amicone e supporter di Beppe Grillo (vedi qui – Giulietto Chiesa: entusiasmo e onestà, mi fido di Grillo) nonché primo supporter del mondialista "Club di Roma" (una delle principali organizzazioni élitarie poste alla base del Nuovo Disordine Mondiale). Per Chiesa, che ho avuto modo di incontare e conoscere a Catanzaro, in diversi convegni – cito testualmente dal suo ultimo articolo dal titolo "E ora si vota", pubblicato sul sito Megachip e datato 23 Maggio 2013: vedi qui E ora si vota – si tratta di "un'Europa che si è già sporcata di nazismo, appoggiando un colpo di stato (quello Ucraino) appunto effettuato per mano nazista". (???)

     L'eurofascismo… Dal verbo di Giulietto Chiesa                                              

    Giulietto Chiesa, in un altro passaggio parla di "potenze coloniali occupanti (ovviamente USA e la cricca di Bruxelles) (…) e di "un'Europa attuale, già da tempo guidata in modo antipopolare, che si va felicemente avviando verso l'eurofascismo". Insomma, secondo Chiesa – rimasto evidentemente a schemi vecchi di oltre un secolo – qui si tratta di una cricca di nazisti che attaccherebbe i santi comunisti ucraini… Ma Chiesa dimentica ancora una volta – come spesso gli capita – di ricordare ai suoi lettori, come nacque l'UE e chi l'ispirò (vedi qui – L’Europeismo è la distruzione dell’Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare!) e chi finanziò davvero la rivoluzione bolscevica: cioè le masso-mafie bancarie statunitensi e tedesche che lo stesso taccia di nazismo e – per esclusione – di anticomunismo…

     Guerra Fredda – L'altra dimenticanza di Chiesa                                                

    Giulietto Chiesa dimentica, in aggiunta, i grandi inciuci da Guerra Fredda Gorbachev-Reagan (vedi qui – Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale). Il giornalista in buona sostanza dimentica di dire che il nazismo ed il social-comunismo sono stati (e sono) da sempre ottimi amici, anzi fratelli gemelli e pilastri ideologici dello stesso sistema bancario internazionale (vero artefice delle cosiddetta crisi) che essi non hanno mai contraddetto, né denunciato; nonché della stessa massoneria internazionale mondialista ed anti-cristiana. La stessa organizzazione luciferina ed illuminata che conta ed ha contato proprio tra le fila del "Club di Roma" alcuni dei suoi pezzi da Novanta. Vedi Aurelio Peccei (Cfr.: video in allegato). Quindi basta parlare di destra e sinistra, nazisti contro comunisti e via dicendo…. siamo seri!!! Basta osannare i pseudo-meriti farlocchi del Club di Roma (vedi qui – Impariamo dalla Storia – Le Verità Nascoste del Movimento 5 Stelle). Alla lunga c'è il rischio che qualcuno cominci a capire… ed inizi ad astenersi in massa in attesa di un partito veramente credibile… Se mai ci sarà!

     

     

     

     

     

     

     M5S e Lega: i veri sconfitti morali                                                                       

    Per il resto, tornando alle nostre (loro) europee, i primi sondaggi post-voto della serata di ieri vedevano al secondo posto il primo partito di regime, il PD (evidentemente molti credono ancora agli asini volanti) seguito con un notevole distacco dal M5S (veri sconfitti morali di queste elezioni e prodi paladini dei debitocratici eurobond: vedi qui Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee e qui Grillo, Vespa e lo Zoo della Disinformazione) e, in coda, dalla Lega-bastonata e dal resto dell'impresentabile cricca unita alfano-berlusconiana, montiana, ecc.. Ma sul loro conto non aggiungiamo nulla: sarebbe come sparare sulla croce rossa… 

     Elezioni europee 2014 - vince l'antieuropeismo

     Il vero cammino verso la salvezza dell'Italia – Ora viene il bello….           

    Ora spetterà ai veri amici dei popoli convincere il 50% degli elettori che hanno disertato le urne (veri vincitori morali delle europee) a delegittimare definitivamente il sistema, unendosi in un partito vero (se mai nascerà…) che possa essere capace di donare finalmente al popolo la piena proprietà della sua moneta: la vera discriminante capace di trasformare una nazione in una colonia e viceversa.  Capace, cioè, di trasformare un popolo di uomini liberi in un popolo di debitori e schiavi a vita. Speriamo che i vari Renzi, Berlusconi, Monti, Tsipras, Merkel, Grillo, Salvini & Co (Giulietto Chiesa compreso) imparino la lezione e si convertano a questo genere di argomenti! D'altra parte i miracoli esistono… Mai perdere la speranza: tutto è possibile a Dio! Speriamo che tale discriminante la comprenda anche la sorda (o fin troppo distratta) Marine Le Pen, che nel suo ultimo appello post-voto ha invitato tutte le coalizioni euroscettiche ad unirsi al suo Fronte, senza accorgersi che sull'altro versante c'è un organizzato fronte di auritiani che predica una realtà un tantino diversa…

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video e Articoli in Allegato                                                                                               
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    L’Europeismo è la distruzione dell’Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare!

    L’Europeismo è la distruzione dell’Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare!

    Giovedì,  Maggio 22nd/ 2014  – di Sergio Basile e  C.Alessandro Mauceri – Redazione quieuropa, Unione europea, Sergio Basile, C.Alessandro Mauceri, Parlamento europeo, Elezioni, Parlamento europeo, Unione Europea, Prodi, Monti, Letta, Napolitano, Consiglio dell'Unione europea, art. 16 Trattato sull'Unione europea, Commissione Europea, Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, PESC, art. 17 del Trattato sull'Unione Europea, "organo […]

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    Sabato, Maggio 10th/ 2014  – di Sergio Basile – Bruxelles, Varsavia, Washington, New York, ALDE, federalisti, Altiero Spinelli, Stati Uniti d'Europa, M5S, Belle Brillo, PFE, ideale filo-imperialista, Guy Verhofstadt, Manuel Barroso, Jacque Delors e  Richard Coudenhove Kalergi, Speech by Guy Verhofstadt at the European Policy Centre on September 21, 2000, rivoluzioni colorate, Beppe Grillo, European Policy Centre: an indipendent think tank, at the cutting edge […]

    Grillo, Vespa e lo Zoo della Disinformazione

    Grillo, Vespa e lo Zoo della Disinformazione

    Martedì, Maggio 20th/ 2014 – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello – Roma, Sergio Basile, Vincenzo Mannello, Beppe Grillo, Bruno Vespa, Giacinto Auriti, Mario Monti, Elezioni europee, Tv di regime, disinformazione mediatica, referendum sull'euro, reddito di cittadinanza fittizio, proprietà popolare della moneta, moneta e debito pubblico, bugie sul debito pubblico, inutilità del referendum sull'euro, il ciclo di Jefferson  […]

    Tra Riforme europeiste e propaganda: ce lo chiede chi?

    Tra Riforme europeiste e propaganda: ce lo chiede chi?

    Martedì,  Aprile 22nd/ 2014  – di Vincenzo Mannello – Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa Vincenzo Mannello, iniziativa di libero confronto, pensa e scrivi di Quieuropa, Ranzi, Padoan, Governo, bonus 80 euro, duo di fiducia della Merkel, stratagemmi elettorali, ce lo chiede l'Europa  Tra Riforme europeiste e propaganda: ce lo chiede chi? […]

    Dittatura UE 

    Dittatura UE – Dichiarazione unica IVA in nome di Risparmio ed Evasione?

    Giovedì, Febbraio 27th/ 2014  – IVA Lavori Europarlamento Settimana 26 Febbraio 2014 – – di Sergio Basile – Redazione "Qui Europa" – Parlamento Europeo, Strasburgo, Assemblea,Sessione 26 Febbraio 2014, Iva, Tassazione, Regime usurocratico, MES, Fiscal Compact, Stati Uniti d'Europa, Dichiarazione IVA unica, accentramento, Paradisi fiscali, Lussemburgo, Two Pack, Commissario Semeta, evasione fiscale e usurocrazia, MES, Fiscal Compact, Dittatura […]

    Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana

    Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana

    Lunedì, Marzo 10th/ 2014 – di Sergio Basile –  Trattato di Maastricht, Romano Prodi, Trattato di Lisbona, Trattati di Roma del 1957, Iniquità del rapporto debito/Pil, Parametri di Maastricht, Redazione Quieuropa.it, Redazione losai.eu, Alessio Pascucci, Daniele Di Luciano, Losai.eu, Patto di Stabilità, Sindaco di Cerveteri, Dentro la Notizia, Conseguenze del Patto di Stabilità, Conseguenze del patto […]

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Lunedì, Febbraio 11th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Sistema Target2 / Mario Draghi / Angela Merkel / Svalutazione dell'euro / Francois Hollande / Parlamento europeo / Tunisia / Paradigma dell'allevatore / Fronte del Nord / Pigs / BCE / Euro / Eurozona  Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa […]

    La Vera Ricchezza di una Nazione

    La Vera Ricchezza di una Nazione

    Maggio, Mercoledì 21st/ 2014 – di Sergio Basile e Padre Antoni Carol Hostench – Ezra Loomis Pound, Redazione Qui Europa, Sergio Basile, Padre Carol Hostench, Vangelo, Gesù, la società odierna è debole ed apparentemente indifesa,  disonesto, cricche ed il tornacontismo personale,  il diavolo è colui che separa in funzione della sua disonestà, pura ed irrealizzabile utopia, Spirito Santo, La Verità che fa paura al mondo globalizzato […]

    Premesso che l’Euro è una Moneta di Distruzione di Massa… c’è di più

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    Martedì, Marzo 25th/ 2014 – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di "Qui Europa" Sergio Basile, Sovranità Monetaria, Euro,  Vincenzo Mannello, iniziativa di Libero confronto pensa e scrivi, redazione Quieuropa, Marine Le Pen, Francois Hollande, euroscettici contro europeisti, il problema è l'emissione a debito […]

    Nell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo

    Nell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo

    Giovedì, Maggio 1st/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Qui Europa, Nicola Arena e Sergio Basile, 1° Maggio 2014,  festa dei disoccupati, Susanna Camusso, emissione a debito ed illegittima da parte delle banche centrali di carta-moneta, nell'era della moneta-debito, progettare il malessere di interi popoli, guerre coloniali, lo sfruttamento ed il controllo della persona umana, Giacinto Auriti, Ezra Pound, Comprendere il fondamento schiavista del sistema debito, status debitocratico perenne, il […]

    Diego Fusaro e la Cinesizzazione dei Sovranisti

    Diego Fusaro e la Cinesizzazione dei Sovranisti

    Martedì, Aprile 8th/ 2014 – Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "QuiEuropa" Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa", Daniele Pace, Cinesizzazione dell'Italia, sovranisti, Diego Fusaro, MMT, Adam Smith,  affermare la proprietà popolare della moneta, una grandissima contraddizione , Bagnai-Borghi-Rinaldi, Mesler,  Thomas Jefferson, Warren Mosler , ripresa economica, crescita del PIL e piena occupazione. MMttari, Mitchell, I limiti di Fusaro, Regno Unito, meccanismo che […]

    Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee

    Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee

    Lunedì,  Aprile 7th/ 2014 – di Daniele Di Luciano / Redazione Losai / Redazione Qui Europa  – Daniele Di Luciano, Beppe Grillo, Elezioni europee, programmadel movimento 5 stelle, Eurobond, Fiscal Compact, Referendum sull'euro, permanenza nell'euro, deputato Sorial, Mario monti, Nuovi Debiti, Debtocracy, perchè non voto il movimento 5 stelle, il referendum è una presa in giro  Ecco […]

    Italia – La Sinistra e il M5S Salvano i Magistrati dalla Responsabilità Civile Diretta

    Italia – La Sinistra e il M5S Salvano i Magistrati dalla Responsabilità Civile Diretta

    Sabato, Maggio 3rd/ 2014  – di Davide Mura  – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e scrivi di "Qui Europa" Iniziativa di Libero confronto, Pensa e scrivi di Quieuropa, responsabilità civile diretta dei magistati, Un'esterofilia che non regge, DDL sulla responsabilità civile diretta dei magistrati,  la sinistra il PD e il M5S hanno bocciato in commissione il DDL sulla responsabilità civile diretta dei magistrati, La […]

    Renzi DEF – Reddito di Cittadinanza Bufala

    Renzi DEF – Reddito di Cittadinanza Bufala

    Giovedì, Aprile 10th/ 2014 – di Sergio Basile  –  Qui Europa, DEF, Matteo Renzi, Beppe Grillo, reddito di cittadinanza fittizio, contributi integrativi, abolizione del reato di clandestinità, Giacinto Auriti, moneta debito, Sergio Basile, elezioni europee, spot elettorali, il modello del reddito di cittadinanza di Auriti  Renzi DEF – Reddito di Cittadinanza o Nuova Bufala? DEF – "Reddito di […]

    Europee 2014 – L’Italia deve recarsi alle urne senza avere notizie della nuova guerra del pane di Atene

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    Giovedì, Aprile 10th/ 2014 – S.B. Redazione qui Europa  –  Qui Europa, Atene, Troika, Ue, BCE, FMI, asse franco-tedesca, falso spot sui siccessi dell'Unione europea, spot Rai, bomba ad atene, cantiere europa, BCE, Jefferson, Visita di Angela Merkel, Troika, guerra del pane    Europee 2014 – L'Italia deve recarsi alle urne senza avere notizie della nuova guerra del […]

    Schaeuble e le strategie per indurre gli europei a recarsi alle urne

    Schaeuble e le strategie per indurre gli europei a recarsi alle urne

    Giovedì, Aprile 3rd/ 2014 – di Sergio Basile – Bruxelles, Berlino, Ministro delle Finanze tedesco, Handeslblatt, Wolfgang Schaeuble,eurogruppo, Unione bancaria, BCE, proprietà popolare della moneta, Giacinto Auriti, trappola degli Stati Uniti d'Europa  Schaeuble e le strategie per indurre gli europei a recarsi alle urne Le "provvidenziali" ricette del ministro delle Finanze tedesco, per indorare una pillola […]

    Berlino – L’Eurocasta Ride, mentre Atene e il Sud-Europa Muoiono

    Berlino – L’Eurocasta Ride, mentre Atene e il Sud-Europa Muoiono

    Lunedì, Settembre 23rd/ 2013 – Redazione Qui Europa – Germania, Italia, Piazza Cavour, Corte di Cassazione, Criminalità Economico-Finanziaria, Atene, Samaras, Blocco totale, Privatizzazioni, sciopero totale, Sistema Target2, Letta, Europa, Europeismo, Ue, Rigore, Dittatura  Berlino – L'Eurocasta Ride, mentre Grecia e il Sud-Europa Muoiono  La vittoria della Merkel è drogata, ecco perchè! Caos Grecia – Morire di austerity, la stessa […]

    Impariamo dalla Storia – Le Verità Nascoste del Movimento 5 Stelle

    Impariamo dalla Storia – Le Verità Nascoste del Movimento 5 Stelle

    Venerdì, Aprile 5th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Movimento 5 Stelle, Casaleggio, Beppe Grillo, Stalin, Hitler, Napoleone, Moti del 48, La comune, Rivoluzione d'ottobre, Rivoluzione Francese, Illuminati, Nuovo Ordine Mondiale, Enrico Sassoon, Washington, Malthus, Teorie Malthusiane, Controllo delle nascite, Migrazioni di massa, Mario Monicelli, Gaia, Democrazia on-line, New Age, Mickhail Gorbachev, […]

  • L’Inversione tra bene e male – Prostituzione, Droga e Alcool diventano “Ricchezza Nazionale”

    L’Inversione tra bene e male – Prostituzione, Droga e Alcool diventano “Ricchezza Nazionale”

    Sabato,  Maggio 24th/ 2014

     – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile 

    Redazione quieuropa, Mario Monti, Fiscal Compact, rapporto deficit/PIL, accordi di Maastricht, Prodotto Interno Lordo, Istat, Enrico Giovannini, Sistema dei conti nazionali (Sec), Sec2010, Eurostat, C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile, Ezra Pound, Bob Kennedy, discorso sul Pil, Medioevo, professor Massimo Viglione 

    L'Inversione tra bene e male – Prostituzione, Droga

    e Alcool diventano "Ricchezza Nazionale"

    Come la casta europeista sta perfezionando quel piano di

    distruzione sociale ed economico contrario al bene

    comune, e funzionale agli interessi dell'élite

    mondialista al potere

    Una doverosa riflessione storica sull'origine del male

    Video in allegato: analisi storica del Prof. Massimo Viglione

          

    di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile

    Prostituzione, traffico di droga, alcool - PIL - SEC2010

     Oltre il PIL – Osservazioni sul nuovo assetto macroeconimico dell'élite 

    Bruxelles, Roma – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile  Il Pil, secondo l'economia classica, misura come noto la "ricchezza di una nazione", ma è davvero così? Specie oggi che – come vedremo di seguito – attività criminali e deprecabili secondo Bruxelles e Roma (a stretto giro) devono essere inserite di diritto all'interno di questa ricchezza? Vediamo, partendo da una piccola premessa. Qualche anno fa (era il 2012) pochi si stupirono per la prontezza con la quale Mario Monti, alla guida di un governo tecnico che avrebbe dovuto solo portare il Paese a nuove elezioni, come denunciammo a suo tempo, si era invece preso la briga, prima, di firmare il Fiscal Compact (accordo tra Stati, allora non sancito né approvato dal Parlamento Europeo) e poi, addirittura, di fare diverse modifiche alla Costituzione. Grazie a una di queste modifiche, da allora (e fino quando qualcuno non dirà che quella azione era illegittima in quanto votata da un Parlamento illegittimo….) l’Italia è obbligata a rispettare una serie di “regole” che riguardano la riduzione del deficit e il rapporto deficit/PIL. Rapporto per altro già posto a sigillo della gabbia europea fin dal 1997 (vedi qui – Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana).

     Intorno al rapporto Debito/Pil                                                                               

    Come tutti i telegiornali hanno ripetuto fino alla nausea agli italiani (forse anche per convincerli ad accettare misure capestro adottate da tutti gli ultimi governi) infatti è opportuno ricordare come gli accordi di Maastricht abbiano definito un "patto di stabilità" con il quale è stato imposto, ai Paesi sottoscrittori, di contenere il deficit pubblico entro il tetto del 3% del PILCome in ogni rapporto che si rispetti (matematicamente parlando) per mantenere basso il risultato o si riduce il numeratore (il deficit) o si aumenta il denominatore (il PIL). Recentemente, però, la maggior parte dei Paesi europei si è resa conto (come hanno fatto a non capirlo prima?) che i loro conti pubblici non permettevano di rispettare gli “accordi” economici sottoscritti forse troppo frettolosamente… E allora hanno pensato che fosse necessario trovare una soluzione. Come visto, infatti, il rapporto era ed è incontenibile (vedi qui – Il Vero Volto del Consumismo e l’inganno del Rapporto Debito/PIL) poiché il debito pubblico (numeratore) è destinato a crescere all'infinito, sulla scia della speculazione finanziaria da interessi passivi sui titoli di stato, e sulla scia di un ricorso smodato ed irrazionale all'iper-emissione di titoli e dunque della bizzarra strategia dell'iper-cartolarizzazione delle obbligazioni statali. Discorso inverso, come vedremo, pert il Pil.

    Prostituzione, traffico di droga, alcool - PIL - SEC2010

     Intorno all'iper cartolarizzazione del debito pubblico                                   

    Ma Come funziona la tecnica della cartolarizzazione? Semplice! Per cartolarizzazione s'intende la cessione di attività o beni – di una società definita tecnicamente originator: nel nostro caso dei beni pubblici e privati di una nazione – attraverso l'emissione ed il collocamento di titoli obbligazionari (nel nostro caso, si tratta di titoli di stato). I beni o attività sono ceduti a terzi o impegnati a garanzia di tal debito. Nel caso in esame è lo stato che media tra i cittadini chiamati a ripagare il debito originato dall'emissione di titoli e gli investitori e speculatori finanziari che acquistano tali titoli nella speranza di ottenere interessi sempre più alti. Ricordiamo, in merito, che oggi il dio "mercato" – dopo il celeberrimo divorzio tra Tesoro e Banca d'Italia del 1981, diretto da Beniamino Andreatta e Carlo Azeglio Ciampi – decide arbitrariamente il livello dell'interesse da ripagare, mediante il vergognoso ed inaccettabile meccanismo del rating e dello spread, lasciato in balia dei falchi del sistema bancario e delle agenzie ad esso assoggettate, quali  Standard & Poor's, Fitch Ratings e Moody's (vedi qui L’Inganno delle Riforme Strutturali e la Morsa del Rating Sovrano – La Costituzione ora la scrive Moody’s e qui Rating e Speculazione, da Bruxelles Palliativi o Azioni Concrete?)

     Cartolarizzazione e disastro "Basilea 3"                                                             

    Nel meccanismo della cartolarizzazione, dunque, il recupero da parte dei terzi del valore di questi beni o attività (nel nostro caso i cespiti ed i redditi che lo stato pone in garanzia e pretende, tramite la leva fiscale e tramite l'azione di enti come Equitalia) dovrebbe garantire la restituzione del capitale e delle cedole di interessi indicate nell'obbligazione. Se tale recupero non è possibile, grazie anche a fenomeni come la rarefazione monetaria (carenza di credito e moneta in circolazione, a causa – come nel caso dell'Italia – alla chiusura dei rubinetti del credito successiva all'innalzamento dei coefficienti di riserva obbligatoria sanciti con "Basilea 3" – vedi qui – Basilea 3 – Ok dell’Europarlamento a rapporto banche – e qui Parlamento Europeo: Nouvo Vergognoso passo verso l’Impero ​Euro-Bancario Unico) chi ha comprato titoli cartolarizzati incorre nella perdita sia del capitale versato che degli interessi dovuti. Per lo più i beni ceduti sono costituiti da crediti, tuttavia possono essere immobili, strumenti derivati o altro. Ovviamente in questo caso a rimetterci, come noto, sono i cittadini, visto che a monte lo stato – mediante la tassazione – trattiene o recupera le sostanze finanziarie necessarie a ripagare questa macroscopica forma speculativa, che i politici – servi e burattini dei banchieri – fingono di non vedere… Ovviamente, posta a ciliegina sulla torta, la realtà (a monte di tutto) dell'emissione di moneta-debito da parte della BCE: moneta cartolarizzata e ricomprata – a tassi bassissimi, dell'1% allo o,25% – attraverso il meccanismo delle aste fittizie trimestrali – dalle banche private che poi rivendono il "pacchetto" agli stati (come prevede l'art. 123 del Trattato di Lisbona). Alla luce di ciò, capiamo come l'attuale sistema di cartolarizzazione del debito pubblico connesso all'emissione monetaria a debito, sia stato concepito col fine di far esplodere il debito in maniera incontrollata.

    Prostituzione, traffico di droga, alcool - PIL - SEC2010

     Intorno al PIL                                                                                                              

    Come spesso  accade ormai da molti decenni purtroppo la soluzione trovata è stata, a dir poco, discutibile. Dato che spesso la spesa pubblica è diventata un’abitudine e soprattutto dato che dipende, come visto, da fattori animali (tra cui la mancanza di una sovranità monetaria reale : riconducibile alla "proprietà popolare della moneta" e all'emissione di un reddito di cittadinanza a credito) che impediscono in maniera indotta di ridurla, si è pensato a un modo “innovativo” di far aumentare il PILMa cos’è davvero il PIL? Il PIL, o Prodotto Interno Lordo, rappresenta come detto, il valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all'interno di un paese in un certo intervallo di tempo (generalmente l’anno). Esistono tre diverse metodologie per calcolare questo valore. La prima ("Metodo della Spesa": C+I+G+X ), utilizza il calcolo  dei Consumi (spesa delle famiglie in beni durevoli, beni di consumo e servizi – C), degli Investimenti (spesa delle imprese e delle famiglie in immobili – I) della Spesa Pubblica (G) e delle Esportazioni nette (differenza fra esportazioni ed importazioni – X). Il secondo ("Metodo del Valore Aggiunto") non fa altro che sommare il valore aggiunto dei Beni e dei Servizi prodotti dalle imprese in quel periodo. Il terzo stumento economico di misurazione del PIL – "Metodo dei Redditi" – effettua la somma delle Retribuzioni e dei Redditi da Capitale. Ovviamente tutti e tre questi metodi devono fornire lo stesso risultato.

     Bob Kennedy e il suo Discorso sul Pil                                                                 

    Ovviamente di per sé questa grandezza economica si presta – come avvenuto in passato – ad amplissime e veementi critiche, da momento che esso – come ricordò Bob Kennedy in un celebre discorso pronunziato tre mesi prima di essere assassinato: vedi video giù in allegato – considera tra la ricchezza della nazione anche elementi distruttivi come armi, prodotti ed elementi inquinanti o – ad esempio – materiale pornografico, ecc.., e dal momento che esso – essendo una grandezza aggregata – va avanti per medie generali, e considera egual ricchezza pro capite, anche se in realtà a detenere la stragrande maggioranza della ricchezza di una nazione è magari il 2% della popolazione della stessa e il resto del campione statistico, vive magari in condizioni di povertà o estrema povertà. Per contro il PIL non misura elementi che a ben vedere rappresentano la vera ricchezza di una nazione: l'onesta, l'unità familiare, lo spirito di collaborazione, ecc.. Il vero valore aggiunto che fa la differenza!

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     PIL – L'ultima genialata dell'eurocasta illuminata                                         

    Riassumendo, possiamo sostenere che il PIL come strumento di valutazione dell’economia di un Paese sia assolutamente una grandezza economica (parametro) sbagliato/sballato: basti pensare – ribadiamo – che l’inquinamento derivante dal consumo di combustibili fossili fa aumentare il PIL, mentre il risparmio energetico derivante dall’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili come il solare lo riduce in quanto riduce i consumi di energia elettrica. Cosa hanno pensato, dunque, i Grandi Esperti dell'UE (cosa credevate? che solo in Italia ci fossero Grandi Esperti, magari tecnici?) per far quadrare conti che non possono quadrare perché sbagliati in partenza?  Ebbene, i Grandi Esperti dell’UE hanno deciso (non proposto….e votato in Parlamento) di modificare arbitrariamente il modo in cui, nel calcolo del PIL, si deve tenere conto delle spese derivanti dalle attività illegali come la prostituzione o il traffico di sostanze stupefacenti o, ancora, il contrabbando di sigarette o di alcolici o il consumo di drogaAlcuni penseranno che si tratti di uno scherzo o di una beffa di qualche bontempone. Niente affatto! È tutto vero, purtroppo! È “un passo importante”, ha detto l’ex presidente dell’Istat e Ministro del Lavoro del governo Letta, Enrico Giovannini, "per avere un quadro sempre più realistico dei conti nazionali" (Confronta qui agenzia AdnKronosIstat: droga e prostituzione saranno inserite nelle stime del Pil ). Lo stesso si è affrettato a spiegare che non si tratta di un nuovo Sistema dei conti nazionali (Sec), perchè l’inserimento delle attivitá illegali era giá previsto nel Sec del 1993 e poi in quello europeo del ’98, “ma non veniva applicato in quanto non era stata trovata una concordanza sulla metodologia”. Capite verso dove stiamo andando? Capite il baratro che si apre sempre di più, giorno dopo giorno, sotto i nostri piedi?

     Quando il PIL va a P….. (PIL, Prostitute e Spacciatori)                                

    Quindi, ciò di cui dovremmo essere felici, almeno secondo i nostri politici, è che finalmente nella stima dei conti della cosa comune, terremo conto di prostitute e spacciatori: non come fenomeno da ridurre o debellare (in quanto, a rigor di logica, dovrebbero costituire una riduzione del PIL così come l’inquinamento, gli incidenti automobilistici ecc.…) ma anzi da favorire (dato che aumentano il PIL e, se aumenta il PIL, vuol dire che l’economia del Paese, nel suo complesso, cresce e se l’economia del Paese cresce vuol dire che va tutto bene……).

    Prostituzione, traffico di droga, alcool - PIL - SEC2010

     SEC2010                                                                                                                        

    La nuova metodologia denominata Sec2010 (il nuovo standard per i Paesi Ue) prevede che siano considerate come “fonti” di reddito quelle derivanti da alcune “macro categorie”. Niente da obiettare per quanto riguarda le spese per ricerca e sviluppo. Ancora ancora, potrebbero essere capite (anche se non condivise moralmente) quelle per gli armamenti, dato che molte industrie che producono armi e armamenti hanno sede in Europa e anche in Italia e che in casi estremi (molto estremi) con le armi ci si può difendere…. (stile Cristeros, nel Messico degli Anni Trenta). Ciò che proprio non si riesce a capire è l’inclusione nel PIL delle attività illegali, connesse, secondo l'Istat, al "necessario superamento di riserve relative all'applicazione omogenea tra paesi Ue degli standard già esistenti". La misurazione di queste attività, fa sapere l'Istat, è molto difficile, per l'ovvia ragione che, essendo illegali, si sottraggono a qualsiasi forma di rilevazione. Fra l'altro lo stesso concetto di attività illegale può prestarsi a diverse interpretazioni. Quindi, per garantire la massima comparabilità tra le stime prodotte dagli Stati membri, Eurostat ha fornito linee guida ben definite. Le attività che verranno prese in considerazione sono: il traffico di sostanze stupefacenti, i servizi della prostituzione e il contrabbando di sigarette o alcool. E cosa vogliamo di più dalla vita? Il Debito illegale diventa lecito e nessun politico ne parla e lo denuncia o a premura di inserisce nei rispettivi programmi elettorali lo smantellamento dello stesso… Per contro "reati" e attività immorali e deprecabili rientrano a far parte della "ricchezza nazionale". Sapete come si chiama questa nel gergo massonico? Inversione! Il bene diventa male e il male bene! E forse questo l'ultimo stadio del Piano di Rinascita Democratica della P2?

     W la Prostituzione – Lega Nord ed altri accidenti                                            

    Beh, forse no! Con la relativizzazione del diritto naturale in atto, ci aspettiamo questo ed altro. L'obiettivo pare la definitiva distruzione della società e dei valori più altri che hanno contribuito a far davvero grande l'Europa. Perciò capita che anziché debellare – o quantomeno contrastare con ogni mezzo – il fenomeno della prostituzione che per l'80/90% dei casi trae la sua linfa vitale della "disperazione da debito" e della povertà indotta dallo stesso sistema bancario internazionale globalizzato (vedi qui – Denaro e Prostituzione: come tornare ad esser liberi di scegliere il proprio destino?) esso si avalla e promuove con ogni fantasioso mezzo, e con la complicità sottile di partiti – solo sulla carta anti-casta, ma in realtà peinamente inseriti in questo sistema – come la Lega Nord, che di recente ha proposto con molta nonchalence di innalzare la prostituzione ad attività produttiva degna – evidentemente – di tutela giuridica e fiscale…. Questo, infatti, è uno dei pilastri del programma elettorale della Lega. In fondo è come dire che la disperazione anziché essere contrastata debba essere incentivata e salvaguardata… assurdo!

    Prostituzione, traffico di droga, alcool - PIL - SEC2010

     Altri elementi utili… Mafia, terrorismo legalizzato, corruzione politica 

    Ma torniamo al Sec2010. Qualche malpensante potrebbe credere che tutto questo sia stato fatto proprio per poter alterare i risultati del PIL non essendo possibile avere dati certi… Ebbene, i Grandi Esperti della UE hanno superato se stessi: per garantire la massima comparabilità tra le stime prodotte dagli Stati membri, Eurostat ha fornito linee guida ben definite per il calcolo dell’illecito.  Innanzitutto – come visto – le hanno “classificate”: traffico di sostanze stupefacenti, servizi della prostituzione e contrabbando di sigarette o alcoolE la mafia – ci chiediamo –  e i furti nelle abitazioni? E i furti d’auto? E il terrorismo internazionale e legalizzato/assistito/foraggiato? E la corruzione dei politici, cioè di quel settore dove il Bel Paese certamente raggiungerebbe livelli altissimi? Per non parlare dell’evasione fiscale delle grandi multinazionali che non versano un solo euro di IVA….. E no! Quelli non contano! Non basta! 

     Indipendentemente dallo status-giuridico…                                                    

    Da oggi, si dovrà operare ''in ottemperanza al principio secondo il quale le stime devono essere esaustive, cioè comprendere tutte le attività che producono reddito, indipendentemente dal loro status giuridico''. In altre parole, se uno spacciatore viene arrestato e il giudice appura che aveva guadagnato (ovviamente al netto delle spese, se no i dati generali sarebbero alterati) una certa somma, questa voce andrà aggiunta per il calcolo del PIL. Siamo evidentemente alla follia più ottenebrante! E se invece non lo si acciuffa? O se dopo averlo preso ci si accorge che il “poverino” con il traffico di droga, sigarette e armi non aveva incassato abbastanza? Beh, allora non avrà contribuito alla crescita del PIL del Paese…… Senza considerare che i dati ufficiali e le “stime” sul ”sommerso” sono tutt’altro che recenti (pare che le ultime risalgano al 2008) e spesso molto variabili (le ultime parlano di un valore che varierebbe tra un minimo di 255 e un massimo 275 miliardi di Euro, vale a dire, una differenza pari a due manovre finanziarie annuali…).

    Prostituzione, traffico di droga, alcool - PIL - SEC2010

     Basterebbe una semplice parolina magica…                                                     

    La verità è che, come al solito, si sta cercando di nascondere con una fogliolina inutile, la voragine aperta dall'emissione a debito della moneta. Voragine usurocratica esasperata, di seguito, con altre leggi diaboliche come il Fiscal Compact, il MES, il Redemption found e molte altre a livello comunitario.  E, quindi, invece di studiare e adottare strumenti come il BES (indice di benessere economico), o l’Indice di Sviluppo Umano (HID) o l’Index of Sustainable Economic Welfare (Isew – sia pur con tutti i sui limiti…) o il  Gpi (Genuine progress indicator),  si continua a utilizzate strumenti inutili e inservibili per valutare la produttività dei cittadini. E on solo degli italiani, ma di tutti gli europei.  Eppure basterebbe una "parolina magica" per evitare tutta questa distruzione gratuita… Credito! (vedi qui – Signoraggio – La Confessione dell’élite). Cioè emissione a credito, ed a vantaggio di ogni cittadino, della nostra moneta (vedi qui – Inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le chiavi del Regno). D'altronde la ricchezza di una nazione, come sostenne magistralmente Bob Kennedy, e come sapeva benissimo il poeta statunitense Ezra Loomis Pound, era ed è ben altra (vedi qui – La Vera Ricchezza di una Nazione). Alla luce di ciò vorremmo porre una semplice domanda ad europeisti, leghisti, turbocapitalisti, liberisti, social-comunisti & soci (Salvini e  Borghezio in testa): ma sapete chi genere davvero la ricchezza? (vedi qui – Chi genera davvero la Ricchezza? Capirlo è essenziale!).

     Una doverosa riflessione storica                                                                            

    Certo, per capire bene la radice dell'errore che ci ha portato a questa palese inversione dei concetti di bene e male, a queste distorsioni dei concetti di "valore" e a questo stadio di disgregazione e distruzione sociale ed economica, è urgente acquisire consapevolezze monetario-finanziarie e soprattutto storiche nuove… O meglio rileggere, al netto della propaganda, la storia sotto una prospettiva nuova. Una prospettiva che l'élite illuminata ci ha strategicamente voluto nascondere fin dai banchi di scuola, mediante l'indottrinamento proteso all'annullamento dei valori più alti e nobili, come ha ben spiegato, con autorevolezza, il professore universitario Massimo Viglione – scrittore, saggista, coordinatore del periodico "Radici Cristiane" è già  direttore editoriale della casa editrice "Il Minotauro" – in una recente conferenza (datata 26 Aprile 2014) afferente al recupero delle radici spirituali e morali più alte e nobili del nostro passato, partendo proprio dal periodo storico che "l'élite illuminata al potere" – responsabile di tali sfaceli – ha da sempre cercato di adombrare ed infangare: il Medioevo (vedi video giù in allegato)

     

     

     

    C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Articolo in Allegato – Approfondimenti sulla deriva "Basilea 3" – Art. 16/5/2012 
     

    Mercoledì, Maggio 16th / 2012

      di Sergio Basile –

    Unione europea / Parlamento europeo / Pacchetto Crd IV / Ecofin / Consiglio europeo / Commissione europea / Bruxelles / Basilea 3 / Eba / European Banking / Authority / Regno Unito / Gianni Pittella / Andrea Enria / Speculazione / Flessibilità / Finanza / Banche / Stretta creditizia /Credit crunch / Fregatura / Coefficiente di Riserva Patrimoniale / Coefficienti di liquidità bancaria  

    L'Europarlamento approva in commissione

    il rapporto su Basilea 3

    Passa sostanzialmente la lina del Regno Unito: 

    Le banche avranno maggior flessibilità nel decidere

    il livello di Coefficiente di Riserva Patrimoniale

    Soddisfatti i banchieri, meno gli Europei e le imprese

     

    di Sergio Basile

    Bruxelles  – Ieri, all’interno del faraonico edificio che ospita gli uffici dell’Europarlamento, in Rue Wiertz, è stata una giornata piuttosto delicata sul fronte dei presunti “rimedi” o “azioni” sulla crisi economica e finanziaria dell’Ue. E’ accaduto infatti che, in serata, laCommissione affari economici e finanziari ha esaminato, e di seguito approvato, il pacchetto Crd IV inerente alla disciplina per l’accesso all'attività bancaria – ed in particolare alla vigilanza prudenziale – ed al recepimento del regolamento di Basilea 3. Secondo il vicepresidente italiano dell’Eurocamera, Gianni Pittella, “con la votazione sarebbe stato raggiunto un compromesso a favore delle Pmi, in maniera tale – ha spiegato – da evitare che il processo dideleveraging non si fosse concentrato sui crediti erogati alle imprese, ed in particolare per quelli alle medio-piccole imprese”.

      Un "compromesso" che giova alle banche?                                        

    L’accordo stipulato sul “quanto mai discusso” recepimento dei requisiti di capitale per le banche europee (previste da Basilea 3) è stato frutto di un compromesso che in effetti lascia molti con l’amaro in bocca, apportando delle modifiche che, secondo la Bce, l'Eba e la Commissione,  hanno spostato l’equilibrio della bilancia verso quella flessibilità applicativa a livello nazionale negli ultimi mesi caldeggiata a gran voce dal Regno Unito. Come dire: pur non essendo parte dell’Eurozona ilRegno Unito di Sua Maestà (che è comunque tra i soci di maggioranza relativa all’interno del board della Bce, sia pur con le tasche piene di sterline) ha dettato legge in materia bancaria e quindi monetaria. Ma entrando nello specifico del rapporto votato – che “Qui Europa” ha analizzato per i suoi lettori – c’è da notare come l’articolo 118 fissi la ponderazione del rischio connesso all’esposizione delle banche con le piccole e medie imprese sulla soglia del 57%; 75% per privati cittadini e famiglie, con un tetto massimo di 2 milioni di euro.

      Nel nome della flessibilità                                                                         

    Per questo le tre istituzioni europee hanno sottolineato la necessità di "vigilare per evitare che si abusi di questa flessibilità" (?). Ma allora perché non impedirla a monte? Perché continuare a garantire ampi margini di riserva patrimoniale alle banche, che così facendo possono arbitrariamente decidere di chiudere o limitare il rubinetto del credito? Una cosa è certa, la decisione di oggi, e la prossima mossa del 23 maggio, possono definitivamente lasciare il fianco dell’Europa scoperto a reiterate e pericolose distorsioni nell’ambito del mercato interno Ue.  Per la gioia dei banchieri e la disperazione degli Europei. Il presidente dell'Eba, Andrea Enria, ha commentato l’esito del voto in commissione affari economici e finanziari dell’Europarlamento sostenendo che ''è necessario fissare principi comuni entro i quali esercitare la flessibilita''. Ma il vero problema è che quando si parla di flessibilità in Europa – che sia sul credito, che sia sui coefficienti di liquidità delle banche o del mondo del lavoro – si ha sempre la sensazione, anzi la certezza, che in fondo si tratti sempre di una grande fregatura.

      Due aspetti  fondamentali                                                                         

    E d’obbligo riconoscere, tuttavia, due aspetti:  il credito bancario rappresenta per le Pmi la linfa vitale per tutti i processi economici e produttivi, e come tale non potrebbe essere in nessun caso sospeso o limitato; la stretta creditizia praticata dagli 8.300 istituti bancari europei – malgrado gli ultimi 1000 miliardi di euro che la Bce ha “donato” alle banche europee, suggellando l’operazione con l’elegante quanto subdolo termine di “ricapitalizzazione” di “salvataggio” verso il sistema bancario (nei fatti, artefice dell’attuale abisso finanziario sfociato nella crisi del debito pubblico) – ha portato, solo in Italia, 17.000 imprese al fallimento in pochi mesi, favorendo la svendita all’estero di molte altre società sull’orlo del baratro. Ma come mai all’improvviso le banche si sono scoperte dispettose matrigne dal braccino corto? E’ una mirata strategia pianificata in esclusivi circoli élitari e segreti, o il naturale susseguirsi di un disastro economico che affonda le sue radici nella finanza e nella speculazione?Può darsi entrambi! Difficile da dimostrarsi con prove concrete. Più facile con deduzioni e congetture, o esaminando gli effetti concreti sul campo, o lo spostamento della ricchezza reale del Vecchio Continente nelle mani dei banchieri. Spostamento di benessere finanziario che,  così come avvenne negli anni Ottanta negli Usa con le disastrose e vampiresche strategie liberiste del PresidenteRonald Reagan (tristemente passate alla storia con il nome di “Reaganomics”) anche in Europa sta concentrando la ricchezza sempre più nelle mani di una piccola élite, in nome della “flessibilità”. Sta di fatto che quest’anno – ad esempio – un paese come l’Italia pagherà solo di interessi sul debito pubblico nazionale (gran parte del quale acquistato proprio dagli istituti "creditizi" europei, specie francesi e tedeschi) la ciclopica cifra di circa 80 miliardi di euro. Come dire: un paio di finanziarie gettate nello sconfinato mare del debito speculativo, e nei caveau delle banche.

      L’iter di recepimento delle misure di Basilea 3                                  

    Ora, dunque, il prossimo 23 maggio la “palla” passerà alle altre istituzioni Ue: saranno avviati, cioè, inegoziati tra l’Europarlamento del presidente Martin Schulz,  la Commissione di Manuel Barroso ed il Consiglio Ue presieduto da Herman Van Rompuy. L’obiettivo sarà quello di completare il recepimento del suddetto pacchetto. Misure che nelle scorse ore sono state presentate sul tavolo dell'Ecofin: il Consiglio dei ministri finanziari ed economici dei 27 Paesi membri dell’Ue, oggi sotto presidenza danese. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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     Video e Articoli in Allegato                                                                                              
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Banche / Basilea 3 / Settore Bancario / riforma Banche / Josè Barroso / Ue / crisi economica / Banca centrale finlandese / Erkii Liikanen / presidente del mercato interno Michel Barnier / borsa / speculazioni bancarie / Basilea 3 / Confindustria/ Abi/ Cooperative/  rete imprese […]

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    Mercoledì, Maggio 16th / 2012 –  di Sergio Basile – Unione europea / Parlamento europeo / Pacchetto Crd IV / Ecofin / Consiglio europeo / Commissione europea / Bruxelles / Basilea 3 / Eba / European Banking / Authority / Regno Unito / Gianni Pittella / Andrea Enria / Speculazione / Flessibilità / Finanza / […]

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    Sabato, Febbraio 16th/ 2013 – di Alessandro Mauceri – Unione europea , Colonialismo euro-tedesco , Influenza anglofona , rapporto Debito/PIL, Unione Europea, Regioni Obiettivo 1, Fondi Comunitari, Eurispes, Parlamento Europeo contributi, Italia, Monti, commissario europeo, Caucaso, Asia centrale, repubbliche dell’Ex Unione Sovietica, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Federazione russa, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan IVA, Gran Bretagna, Irlanda, […]

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    Mercoledì,  Febbraio 13rd/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Centrosinistra / Meeting / Unione Europea / Bruxelles / Torino / Incontro leader sinistra / Integrazione / Unità / Vertice Ue bilancio / Gran Bretagna / Francia / Crisi / Economia / Politica / Retorica politica / Euro / Tagli / Cameron / […]

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  • L’Europeismo è la distruzione dell’Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare!

    L’Europeismo è la distruzione dell’Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare!

    Giovedì,  22 maggio / 2014

     – di Sergio Basile e  C.Alessandro Mauceri –

    Redazione quieuropa, Unione europea, Sergio Basile, C.Alessandro Mauceri, Parlamento europeo 

    L'Europeismo è la distruzione dell'Europa.

    Ecco perchè non dobbiamo votare!

    Storicamente l'UE è un'organizzazione mondialista e massonico-bancaria

    protesa all'annientamento delle nazioni e dei popoli europei,

    a partire dalle loro prerogative economico-sociali,

    religiose e culturali

    Il commissariamento dei popoli e delle nazioni, oggi come allora: analisi storica ed

    indagine sui fatti storici più occultati del Novecento e sui parallelismi con

    l'attuale assetto comunitario

     Video in allegato

     

     

    di Sergio Basile e C.Alessandro Mauceri

    Europeismo - Elezioni 2014 - ecco perchè io non voto

     Dietro l'europeismo e le cessioni di sovranità                                                  

    Bruxelles, Londra, Roma – di Sergio Basile e C.Alessandro Mauceri – A tre giorni dall’elezione dei membri del Parlamento europeo è indispensabile per tutti i cittadini europei, e in modo particolare per quelli chiamati alle urne da Giorgio Napolitano e soci, fare una riflessione approfondita sull'opportunità, o meno, del voto (anzi del non-voto) e sul vero volto del cosiddetto "europeismo". Che una parte considerevole del potere di gestire la cosa comune, negli ultimi 57 anni, sia stata ceduta dai singoli Stati a chi comanda e gestisce l’Unione Europea è ormai cosa nota ed evidente. Anno dopo anno, passo dopo passo, parti considerevoli dell’autonomia di gestione e dell’indipendenza dei Paesi europei sono state regalate, senza avere nulla in cambio (e – aggiungiamo – in un mare di lacrime e sangue) all'élite di Bruxelles. Lo aveva annunciato perfino l'ex presidente della Commissione europea e padrino dell'euro, Romano Prodi, che tra l'altro ammise in un'intervista dei primi anni Novanta, rilasciata a Gianni Minoli che "chi ha troppo potere ne abusa per definizione". Evidentemente è proprio il caso dell'UE! (vedi video qui in basso, minuto 18:42)

     Provvidenziali cessioni di sovranità?                                                                  

    Ma lo dichiarava in tempi non sospetti, senza scrupoli, con agghiacciante nonchalance, l'uomo dello Yale, Mario Monti (vedi qui – MARIO MONTI: «ABBIAMO BISOGNO DELLA CRISI» ); lo ha ripetuto di recente Enrico Letta; lo ha confermato anche il tutore dei diritti degli italiani, il presidente Giorgio Napolitano quando ha rimarcato (il suo discorso è andato in onda su diversi telegiornali – vedi qui Napolitano Cedere quote di sovranita' all'Europa) il fatto che “sia necessario cedere parti della sovranità nazionale….”. Quello che nessuno ha detto, né agli italiani né ai cittadini degli altri Paesi europei, è che questa “cessione” ha e avrà ancor di più in futuro conseguenze tutt’altro che “democratiche”. Si tratta di azioni condotte con la strategia dei piccoli passi. La strategia che – come vedremo – mira alla creazione degli Stati Uniti d'Europa sulle ceneri dei popoli e delle nazioni, e delle loro nobilissime tradizioni. Sulle ceneri dello stesso Cristianesimo! almeno è quello che i padrini dell'UE – come vedremo di seguito – si augurano!

     Il modello "Fabian Society"                                                                                    

    La stessa identica strategia (quella dei piccoli passi) studiata e sdoganata (senza troppa pubblicità) da una delle organizzazioni comunitariste/internazionaliste (o internazional-socialiste) più potenti ed organizzate, chiamata "Fabian Society". L'organizzazione anglosassone è considerata alla base dei processi di globalizzazione che molti falsi dissidenti (di destra, centro e sinistra) oggi fingono di combattere, senza fare alcun cenno a tale macroscopica realtà.  Non a caso, infatti, il motto ufficiale della stessa organizzazione comunitarista ed élitaria è ancora oggi "When I strike, I strike hard!” (quando colpisco, colpisco duro) e non a caso i suoi simboli iconografici sono due: la tartaruga protesa all'attacco (determinata e dall'incedere deciso ed inesorabile, malgrado la lentezza dell'azione, spesso impercettibile…) e il lupo nascosto sotto la pelle dell'agnello.

     La strategia dei piccoli passi… il motto della Fabian Society                       

    La Fabian Society (leggiamo dal Treccani) è "un'associazione socialista sorta a Londra nel 1893-94 attorno a intellettuali (G.B. Shaw, S. Webb, H.-G. Wells). Ispirata alla tattica militare temporeggiatrice di Fabio Massimo, era vicina alle elaborazioni del socialismo riformista del continente e si riallacciava ad alcuni tratti del pensiero politico inglese, risentendo altresì dell’influenza marxista (Fabian essays in socialism, 1889). Propugnatrice di programmi circoscritti e di una serie graduale di riforme, fu presente nei congressi delle Trade Unions e contribuì alla formazione del Labour Party (1900), del quale ha costituito il maggior centro di elaborazione strategica. Rinnovata nel 1938 da B. Webb e G.D.H. Cole, pur rimanendo limitata nel numero degli associati (massimo 8400, nel 1946) ha fortemente alimentato il dibattito politico e influenzato la pubblica opinione". Mai una riforma decisa e unica, piuttosto decine di piccoli significativi interventi, piccoli lentissimi passi: è questa la vera essenza della cosiddetta "rivoluzione liberale e democratica" che oggi si nasconde dietro la parola europeismo e dietro le organizzazioni comunitariste ed internazionaliste che lo sorreggono! Oggi si cede il potere militare, o sue parti, un’altra volta il potere di decidere in campo finanziario (es.: Two Pack – vedi qui – Two pack – Ora l’Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie), un’altra volta l’obbligo di adeguare le leggi dei singoli Paesi alle decisioni dell’Unione Europea. Poi è la volta della politica fiscale e di bilancio comune, con la scusa della lotta all'evasione o dell'implementazione di un sistema impositivo omogeneo a tutti i Paesi Ue (vedi qui – Dittatura UE  ), e via così…

     Premesse comunitariste dell'UE – Rossi, Favarelli e la via europeista    

    Molto illuminante, per la comprensione delle premesse comunitariste all'evoluzione del progetto di accentramento europeista è – suo malgrado – il libro "Il socialismo al bivio: l'archivio di Giuseppe Faravelli, 1945-1950". I carteggi pubblicati in questo volume degli "Annali" sono stati conservati da Giuseppe Faravelli e rappresentano una delle più ricche e preziose documentazioni sul socialismo italiano dal 1945 al 1950, vale a dire dalla Resistenza alla Guerra Fredda. Si legge nell'introduzione all'opera: "Attraverso un rapporto epistolare senza reticenze e diplomatismi è possibile ricostruire la trama e le motivazioni profonde dello scontro drammatico all'interno del PSI (allora PSIUP) e della Sinistra sul dilemma autonomia socialista/partito unico socialcomunista, che porterà alla scissione di Palazzo Barberini, e sul dilemma Fronte Popolare/Unità socialista che caratterizzerà il 18 Aprile 1948 e gli anni successivi. In modo particolare è possibile riscoprire (….) i dirigenti del sindacalismo americano  (….)  coinvolti nella partita che ha per posta l'Europa, la collocazione internazionale dell'Italia, le scelte della sinistra, la posizione del sindacato, la fine dell'alleanza antifascista, le possibilità o meno di una "terza via" europea e socialista".

     Rossi – Origini federaliste, radicali e socialiste dell'europeismo                

    Ne "Il Socialismo al Bivio" spicca tra le altre la figura di primo piano di Ernesto Rossi, politico e giornalista italiano antifascista e radicale, tra i padri promotori (con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni) del federalismo europeo, cioè del progetto d'ispirazione massonico-sionista chiamato "Unione europea" (vedi qui Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – qui – Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia  – e qui – Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall’UE!), destinato a confluire – in un livello successivo – in un progetto ancor più totalizzante chiamato "Stati Uniti d'Europa". Ernesto Rossi condivise con Altiero Spinelli, inoltre, la stesura del "Manifesto di Ventotene", considerato "il suo libro più importante, nonché il suo testamento morale" (Cfr.:  A. Spinelli, Il Manifesto di Ventotene, Bologna, Il Mulino, 1991, pp. 1-3; Cfr. anche: E. Rossi, «Alleanza atlantica o neutralità?», in Il Ponte, XX, 1964, n. 4; A. Spinelli, Diario europeo. 1948-1969, Bologna, Il Mulino; G. Spadaccia, «Ernesto Rossi. La battaglia federalista (a colloquio con Altiero Spinelli)», in L’Astrolabio, V, 1967).

     Rossi scrive a Favarelli – Comunitarismo e Stati Uniti d'Europa               

    Ne "Il Socialismo al Bivio" (Pag. 20) è riportata una lettera di Ernesto Rossi all'amico Giuseppe Favarelli, datata 16 Marzo 1945 ed inviata da Ginevra durante il confino in Svizzera. In essa emerge innanzitutto l'avvenuta fusione tra PC e Socialisti (PS), poi le simpatie per il partito laburista inglese, diretta derivazione della Fabian Society : "se fossi in Inghilterra – confessa Rossi a Favarelli – troverei il mio posto nel partito laburista. Mi trovo completamente d'accordo – continua – col Socialist Vanguard Group che pubblica la rivista "Socialist Commentary" ed ho molta stima per il "New Statesman" e per la "Fabian Society".

     1956 – Nascita del Partito Radicale                                                                       

    Più tardi, il 20 gennaio del 1956, Rossi fu tra i promotori della costituente del Partito Radicale, assieme a personaggi come Bruno Villabruna, Eugenio Scalfari (l'attuale direttore di "La Repubblica") e Leo Valiani. "L’assemblea si conclude con il reincarico al Comitato, denominato Giunta esecutiva, con la nomina di una direzione di quattordici membri. Viene inoltre formato uno speciale comitato di studio per i problemi economici, sociali e della scuola" (costituito oltre che da uomini come Calogero, Compagna, Boneschi, Messineo, da  Rossi e dallo stesso Scalfari).  "Il segretario della giunta e il vero animatore di un movimento politico che si presentava con caratteri del tutto originali – leggiamo – fu il direttore de  "Il Mondo", Mario Pannunzio" (Cfr.: Verbale del Primo Convegno nazionale – Italia: Roma, 4/5 Febbraio 1956 – Sede radicale a Via della Colonna Antonina).

     Convergenze storiche e humus che portò alla nascita dei "Radicali"        

    Ciò avveniva contestualmente a due fatti di non secondaria importanza. Anzi! La Rivoluzione Ungherese (vedi qui – Ungheria – La Grande Marcia per la Libertà: 23 Ottobre 2013 – Testimonianze sull’Inganno Comunista) e l'apertura dei lavori del XX Congresso del PCUS, nel quale Kruscev denunciava gli "errori" strategici di Stalin (senza ripudiare gli orrori del comunismo) e proponeva una nuova strategia di dominio, basata su una la coesistenza pacifica e – ovviamente – materialistica ed anticlericale, sulla scia dei principi del marxismo (Cfr.: Rapporto Kruscev XX Congressp PCUS). Il rapporto, proteso comunque ad osannare i meriti del comunismo (…) così terminava (tra gli applausi della sala):  "Degni di gloria immortale sono i servizi resi dai soldati sovietici e dai loro comandanti, dai lavoratori politici di ogni rango; dopo l'annien­tamento di notevole parte dell'esercito, nei primi mesi di guerra, non per­sero la testa e seppero riorganizzarsi mentre i combattimenti proseguivano. Essi crearono a rafforzarono, (….) un esercito forte ed eroico (…). Le magnifiche imprese di centinaia di milioni di persone, in oriente ed occidente, durante la lotta contro la minaccia di un dominio fascista che pendeva su di noi, rimarranno per secoli e millenni nella memoria dell'umanità grata. La parte principale e il merito maggiore della vittoriosa conclusione della guerra spettano al partito comunista, alle forze armate dell'Unione Sovietica e a decine di milioni di cittadini sovietici educati dal partito" (Cfr.: Rapporto Kruscev XX Congressp PCUS).

     L'europeismo del Manifesto di Ventotene                                                        

    L'europeismo (osannato dal "Manifesto di Ventotene" di Rossi e Spinelli) nacque dunque – come visto in altre sedi – con lo zampino degli USA e delle forze massonico-sioniste (vedi qui – Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa) mediante l'azione univoca e il contributo decisivo di formazioni partitiche internazionaliste (figlie di una ideologia di netto stampo marxista) tutte accomunate dal medesimo linguaggio ed animate dagli stessi obiettivi. Il vero problema, in realtà, è proprio questo: capire, alla luce di queste inconfutabili verità storiche, chi prende oggi le decisioni a livello europeo, surrogandosi alla volontà popolare di 530 milioni di cittadini. 

     Chi ha in mano il vero potere?                                                                               

    Ci chiediamo allora: chi ha in mano il vero potere? Chi e cosa si nasconde dietro quella bandiera blu e a stelle dorate? La quesytione, a ben vedere, va oltre l'esistenza e l'egemonia di gruppi mondialisti come Bilderberg, commissione Trilaterale, Club di Roma, ecc.. Infatti alle spalle di tali organizzazioni mondialiste vi sono ideologie ed un humus politico e religioso (esoterico) davvero poco indagato. Anche da personaggi come lo stesso Daniel Estulin, che si limita a tracciarne dei profili molto superficiali. Alla vigilia delle elezioni per il rinovo dell'Eurocamera, la risposta a questi interrogativi sipra esposti, potrebbe evincersi (come in parte riscontrato: vedi qui Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia) dall'analisi storica di alcuni dei personaggi più autorevoli delle istituzioni UE e del Parlamento europeo, vicini guardacaso a gruppi d'estrazione socialista, federalista, liberale e radicale, ma anche dall'analisi del funzionamento delle stesse strutture comunitarie. Questioni sulle quali i maedia di regime troppo spesso glissano, tra le pieghe di un silenzio assordante.

     Le funzioni del Parlamento europeo                                                                   

    Non tutti sanno che le principali funzioni del Parlamento Europeo sono di semplice orientamento e proposta. Le funzioni dell'Eurocamera, infatti, sono: il “controllo” sull'operato della Commissione Europea; l'esame delle proposte legislative della Commissione (non da solo ma insieme al Consiglio UE); l'approvazione del bilancio annuale dell'Unione (sempre insieme al Consiglio). In realtà tali “decisioni” e “scelte” non sono delegate solo al Parlamento, ma devono essere prese e condivise con altri “enti”: nessuno dei quali, tuttavia, eletto dai cittadini dell’Unione Europea.

    Europeismo - Elezioni 2014 - ecco perchè io non voto

     Un potere di facciata – Meri certificatori dei decisioni élitarie                    

    Il potere del Parlamento europeo, in altre parole, è solo quello di avallare decisioni prese da “altri”. Soggetti che non sono stati eletti né scelti in base a criteri meritocratici né in base a criteri selettivi “trasparenti”: essi sono stati semplicemente “incaricati”. Ad esempio, abbiamo detto che molte delle decisioni del Parlamento devono essere “condivise” con il Consiglio. Ebbene il Consiglio UE  è composto da un “rappresentante” a livello ministeriale per ciascuno Stato membro (art. 16 del Trattato sull'Unione europea) scelto in funzione della materia oggetto di trattazione. Questo “rappresentate”, quindi non è stato eletto o scelto dai cittadini, ma “incaricato” da qualcun altro con metodi che non hanno nulla a che vedere con processi elettorali equi o – come si dice – "democratici”. Metodi – aggiungiamo – introdotti per la prima volta nella storia durante l'epoca bolscevica, da Lenin in persona: il primo a sdoganare su larga scala il termine ed il concetto élitario e poco "democratico" di "commissione" (di nominati) dotata di pieni ed arbitrari poteri esecutivi.

     alle origini del "commissariamento europeo"                                                   

    La Čeka – da Večeka o "Commissione straordinaria di tutte le Russie per combattere la controrivoluzione e il sabotaggio" – fu il primo prototipo di "commissione" dotata di potere esecutivo ed arbitrario, istituita il 20 dicembre 1917 da Lenin e Feliks Edmundovic Dzerzinskij, con lo scopo di combattere i  cosiddetti "nemici" del nuovo regime russo. Essa evolse poi nel KGB. Dalla Čeka si passò al GPU, all'NKVD, per finire all'FSB. La Čeka, nel 1918, cambiò ancora in: "Commissione straordinaria di tutte le Russie per combattere la controrivoluzione, la speculazione e l'abuso di potere".

     I reali obiettivi della Čeka                                                                                          

    «In nome del nostro domani – si leggeva su un documento ufficiale del gruppo – metteremo al rogo Raffaello, distruggeremo i musei, schiacceremo i fiori dell'Arte». Ovvio che, con una simile «rivoluzione totale» da portare a compimento, il Partito comunista e i suoi «ingegneri delle anime umane» non si sarebbero più fermati fino a quando gli individui sottoposti al suo imperio non si fossero finalmente trasformati in «rotelle» impersonali e sostituibili di un «ingranaggio tecnico». Come può evincersi – tra l'altro – anche da un altra formazione di potere comunista (arbitrario ed élitaria) del tempo: la "Lega dei senza dio Militanti" (vedi qui, video in allegato)

    l'esoterismo nel comunismo parte 2

    La pazzia del bolscevismo – Distruzione sistematica delle chiese

     

     Nuovi metodi, vecchi risultati, uguali obiettivi                                                

    Parliamo evidentemente di organizzazioni disumanizzanti e perfettamente allineate, al cosiddetto «demone della distruzione e demiurgo della creazione» che fu Lenin. Oggi, ovviamente, i metodi sono più sottili e meno appariscenti, più subdoli: non si reprime più il nemico delle "rivoluzionarie riforme" con la repressione fisica, ma con la repressione debitocratica esercitata attraverso armi finanziarie e speculative. Ma poco importa: i risultati, a ben vedere, sono gli stessi… In Grecia ad esempio, il sistema usurocratico imposto dall'Unione europea sta mietendo altrettante vittime. Le sacche di sangue negli ospedali, ad esempio, sono ad oggi insufficienti per tutti (vedi qui – Sangue – In Grecia è Emergenza qui Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani). Anche l'attenzione per la desacralizzazione dell'uomo e della società ha indubbie ed evidentissime attinenze. Allora i cristiani venivano uccisi fisicamente  e perseguitati con ogni sorta di tortura… Oggi la "crisi" indotta e "sostenuta" (dall'UE e dai suoi organi) costringe le giovani mamme ad abortire e spinge i giovani alla convivenza quasi forzata. Conclude il quadretto l'attacco gender all'uomo ed alla sua identità e l'inesistenza programmata di politiche per la famiglia. L'Italia è uno specchietto esemplare di questa sottile e perversa realtà, in un momento storico che mai come prima ha visto – inoltre – un incremento esponenziale  del numero dei suicidi e degli aborti ed un attacco così robusto e programmato verso il sacramento del matrimonio (vedi qui Lo Stato Uccide – Aborti e Suicidi da Record – e qui Indissolubilità del Matrimonio e Famiglia: esiste un antico Piano Massonico Sovversivo).

     Un nuovo tipo di terrore…                                                                                      

    Anche allora, come oggi, a dettare le regole (poi ratificate da un gruppetto di fedeli passacarte chiusi nei recinti di presunte assemblee popolari "democratiche") vi fu l'azione di una "Commissione" investita dei più ampi poteri esecutivi. Nella prima metà del Novecento, la propaganda mediatica era di certo più debole ed impreparata rispetto ad oggi (non esisteva internet, la TV satellitare, il cinema di massa). Ma come riuscire, dunque, ad imporre al mondo intero un simile programma di "riforme rivoluzionarie" in così breve tempo? Semplice, i gerarchi comunisti si servirono del cosiddetto «Terrore rosso di massa» (Cfr.: Stephane Courtois. Il libro nero del comunismo. Capitolo 4: Il Terrore rosso. Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1998).  La commissione comunista permise allo stato totalitario di reggersi sull'arbitrio più totale. A tale riguardo va ricordato come un alto funzionario della Ceka, Iosif Unslicht, nelle sue memorie su Lenin (datate 1934), osservava con sconcertante e compiaciuto orgoglio: «Lenin trattava con implacabile brutalità i gretti membri del partito che deprecavano la spietatezza della Ceka (…)».

     La mente  e il braccio – Obiettivo "Homo Sovieticus"                                     

    Il partito, dunque, forniva l'Ideologia (un costrutto che nessuno poteva mettere in discussione ed uniformato al motto machiavelliano: «tutto è lecito, lavoriamo per la Storia» (Cfr.: Donald Rayfield – Stalin e i suoi boia. Un'analisi del regime e della psicologia stalinisti, Garzanti 2005), la Commissione (Ceka) rappresentava invece una «meravigliosa macchina per distruggere l'essere umano» fornendo il braccio operativo che attuava l'arbitrio assoluto dettato dall'ideologia stessa. Omicidi, torture e clima del sospetto – come nota Paolo Sensini in "Lenin l'Architetto del Terrore" – non furono eccessi dovuti alla guerra civile, ma piani preordinati per creare il nuovo «homo sovieticus». Tema trattato magistralmente ne "Il terrore rosso in Russia: 1918-1923" dello storico russo Sergej Mel'gunov: il libro fu tradotto in diverse lingue in tutta Europa, fuorché in Italia, paese-colonia (anglo-americana e sovietica) nel quale – guardacaso – non ha mai trovato nessun editore disposto a farne conoscere i compromettenti contenuti.

     28 Commissari – 520 milioni di cittadini commissariati                              

    Ma – a proposito di curiosi e calzanti parallelismi storici – analizziamo un altro degli aspetti (legato alla sfera del potere decisionale a livello comunitario) della Commissione Europea che si rifà a ben vedere sempre ai metodi decisionali della stessa commissione comunista detta Ceka. Sarà un caso – ci chiediamo – che il primo embrione dell'UE si chiamo CECA? L'organo esecutivo che ha sede a Bruxelles, infatti, è colui che emana le leggi ed i decreti, gestisce il bilancio, soprassiede all’applicazione delle norme comunitarie nei vari settori, riprende gli Stati membri che non si adeguano ai regolamenti, sanziona gli Stati inadempienti (spesso e volentieri in ragione a meccanismi ingannevoli e assurdi – vedi qui Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana) rappresenta l’Unione nella politica estera ed invia le direttive ai governi. Ebbene, la Commissione, come noto, è composta da 28 commissari, scelti tra “personalità di spicco” degli Stati membri (cui si aggiungono il Presidente e l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari Esteri e la politica di Sicurezza, PESC, in veste di vicepresidente). I commissari non sono legati da alcun titolo di rappresentanza con lo Stato da cui provengono, anzi: in quanto membri della Commissione devono agire nell'interesse generale dell'Unione e non nell’interesse dei singoli Paesi (art. 17 del Trattato sull'Unione Europea, TUE). È per questo che la Commissione viene definita come "organo di individui" (a differenza del Consiglio che è definito come "organo di Stati"). Anche il diritto di cedere agli elettori il potere dei eleggere il Presidente della Commissione, preannunciato da alcuni media e sancito dal TUE,  pare sia stato messo in discussione nei giorni scorsi (del resto, alzi la mano chi ha visto in Italia un solo spot con la candidatura a presidente della Commissione Europea).

     Il Commissariamento del potere monetario – la BCE                                    

    Altro organo dotato di forti poteri decisionali (dato anche il potere economico che detiene) è la Banca Centrale Europea. L'organizzazione della BCE, creata sulla falsariga della FED Usa e della Bundesbank tedesca, la quale prevede che organi direttivi siano (art. 109 del Trattato) il Comitato esecutivo (presieduto dal Presidente o Governatore e da quattro membri nominati dal Consiglio europeo: quindi nessuno eletto dai cittadini) e il Consiglio direttivo, che è costituito dai membri del Comitato esecutivo e dai rappresentanti delle altre banche appartenenti all'eurosistema (con l'esclusione dei rappresentanti delle Banche centrali dei Paesi non aderenti all'euro). Ancora una volta, come vedete, nessuno che sia stato eletto legittimamente! Per tacere sui privati proprietari che di fatto gestiscono la proprietà della BCE. La Banca Centrale Europea, infatti, (come pochi sanno)  e come si può vedere dal suo sito ufficiale (vedi giù, link in allegato) non è di proprietà dei popoli europei o degli stati, ma è di proprietà delle banche centrali degli stati, cioè di banche private (spacciate per pubbliche) territorialmente presenti in ciascuno dei paesi Ue aderenti all’Eurosistema (vedi SEBC).

     

     

     

     Dietro la BCE                                                                                                                  

    Come molti ignorano, ipnotizzati dalla propaganda "europeista" di regime, le suddette banche centrali, non hanno affatto l’obbligo di essere inquadrate come pubbliche. L'esempio emblematico e più diretto è quello di Bankitalia: istituto cui partecipanti al capitale sono per il 96% banche private in virtù da quanto deciso col celeberrimo Decreto Carli-Amato dell'11 Luglio 1992 (vedi qui – Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel). Ovviamente essendo la banca centrale una S.P.A., le quote appartengono agli azionisti – specie a quelli di maggioranza – e di conseguenza ai proprietari di tali banche. Rothschild in testa. Possiamo facilmente prendere coscienza del fenomeno analizzando il seguente diagramma strutturale:

     I Proprietari della Banca d'Italia dopo il Decreto Carli-Amato del 1992    

    Gruppo Intesa (27,2% + 17,23% San Paolo)    Banca Carige (3,96%) 

    Gruppo Capitalia (11,15%)                               BNL (2,83%) 

    Gruppo Unicredito (10,97%)                           MPS(2,50%) 

    Assicurazioni Generali (6,33%)                     Gruppo La Fondiaria (2%) 

    Altri privati (5,65%)                                           Gruppo Premafin (2%) 

    INPS (5%)                                                                Cassa di Risp. di Firenze (1,85%)

    Banca Carige (3,96%)                                          RAS (1,33%)

     I Proprietari della Banca Centrale Europea                                                        

    Banca Nazionale della Germania (23,40%)    Banca Centrale di Svezia (2,66%)

    Banca della Francia (16,52%)                            Banca nazionale d'Austria (2,30%)                

    Banca d’Inghilterra (15,98%)                            Banca del Portogallo (2,01%)            

    Banca d'Italia (14,57%)                                       Banca Naz. della Danimarca (1,72%)   

    Banca della Spagna (8,78%)                               Banca di Finlandia (1,43%)

    Banca della Grecia (2,16%)                                 Banca Centrale d’Irlanda (1,03%)

    Banca d’Olanda (4,43%)                                      Banca del Lussemburgo (0,17%)

    Banca Nazionale del Belgio (2,83%)   

    N.B.:

    La Banca  d’Inghilterra (nazione imperiale posta alla base del Commonwealth)

    è proprietaria – azionista – della BCE, pur non essendo parte dell'Eurozona.

    Non lo trovate alquanto strano e rivelatorio?                           

     I Proprietari della Federal Reserve USA                                                               

    Rothschild Bank di Londra            Kuhn Loeb Bank di New York

    Warburg Bank di Amburgo             Israel Moses Seif Banks d’Italia

    Rothschild Bank di Berlino            Goldman, Sachs di New York

    Lehman Brothers di New York      Warburg Bank di Amsterdam

    Lazard Brothers di Parigi               Chase Manhattan Bank di New York

     Schiavizzazione delle masse mediante la Moneta-Debito                        

    Queste banche private, ovviamente, non hanno mai avuto a cuore – né allora, né tantomeno oggi – il bene comune e lo sviluppo delle società, ma – ovviamente – la massimizzazione dei loro profitti e l'annientamento degli uomini, costretti a regime di schiavitù reale mediante l'espropriazione dell'universalità dei loro beni riconducibile al diabolico meccanismo della moneta-debito. Maccanismo del quale abbiamo gìà ampliamente parlato in molteplici contesti (vedi qui es.:  Nell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo e qui – Ogni strumento è progettato per raggiungere uno scopo… Anche l’Ue) palesando l'inganno più occultato della storia: l'esistenza di un debito che non si potrà mai estinguere (vedi qui – Inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le chiavi del Regno). Attraverso questo meccanismo, tali gruppi di potere possono decidere le sorti di intere nazioni: farle fallire oppure salvarle, forzarle ad adottare una forte politica di privatizzazione in modo da far divenire ciò che prima era di tutti, acquistabile da chi ha più denaro perchè può crearlo dal nulla…. Non a caso i comunisti sotto Stalin furono i primi a privatizzare (da cosiddetti "paladini del proletariato") la Banca Centrale Russa, facendo gli interessi dei veri padri della rivoluzione: i massoni e banchieri statunitensi ed ebraico-sionisti (vedi qui – Giacinto Auriti – Schiavi del sistema bancario imperialista e qui – Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale). Tale logica scriteriata e diabolica (ricordiamo che Stalin e Lenin oltre ad essere esoteristi, erano anche massoni appassionati di esoterismo e satanismo – vedi video giù in allegato) fu causa di numerosi suicidi di piazza e della morte per fame e freddo di milioni di persone. Le analogie con l'attuale deriva europeista sono davvero impressionanti. Ma oggi come allora (nella prima metà del Novecento), il mostro unico massonico-bancario (o liberal-capitalista e social-comunista, che dir si voglia) non esitò ad avviare una campagna di espropriazioni, privatizzazioni ed accorpamenti di immense proprietà – nelle mani di pochi eletti – di proporzioni uniche nella storia, incentrate su opere di "collettivizzazione forzata" e su genocidi programmati (Vedi giù, video in allegato).

    L'esoterismo nel comunismo Parte 1

    Stalin e la vergogna comunista (e liberal-capitalista)

     

     La "Democratica" Corte di Giustizia europea                                                  

    Ma la nostra analisi non finisce qui! La storia ed i parallelismi continuano con la Corte di Giustizia, che è composta – come pochi sanno – da un giudice per ogni Stato membro, assistito da otto avvocati generali. Naturalmente sia i giudici che gli avvocati generali sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri (e non dai Parlamenti, cioè da chi è stato eletto). Ancora una volta si tratta di soggetti scelti da persone non elette democraticamente e vicine all'élite europeistaE così, via discorrendo  per le varie “agenzie” (sono diverse decine) sparse in giro per l’Europa e delegate alla gestione o all’analisi di problemi specifici (dall’immigrazione clandestina alla ricerca, dalla formazione ai problemi del traffico marittimo): nessuna di queste (sebbene gestite grazie ai soldi dei contribuenti europei) è diretta da persone elette dai cittadini europei. Si tratta – ovviamente – di personaggi eletti (illuminati dalla fulgida luce dell'europeismo) e fedelissimi alla causa mondialista (vedi qui Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia ).

     MES                                                                                                                               

    Per non parlare dei fondi autonomi e degli enti ultimi nati, come il Redemption Found e i suoi oscuri ed ambigui reggenti o il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati permanente, istituito nel 2011, in seguito alle modifiche al Trattato di Lisbona (art. 136) e nato come fondo finanziario europeo per la presunta (ed illusoria) "stabilità finanziaria" della zona Euro (e quindi non legato a tutti i Paesi UE). Esso, tuttavia, ha assunto ben presto il ruolo di organizzazione intergovernativa: infatti  la sua struttura è organizzata con un “consiglio di governatori” formato da “rappresentanti” degli Stati membri ed un consiglio di amministrazione. Tutte persone mai elette da nessun cittadino europeo e non assoggettabili a processi o perquisizioni, poste a garanzia della gabbia usurocratica europeista (vedi qui – L’euforia di Regling, il MES avrebbe Raggiunto il suo Obiettivo). Eppure a questo ente è stato attribuito il potere di imporre ai singoli Stati alcune scelte sulla politica macroeconomica interna. Quindi un potere enorme ben al di là dei confini nazionali, sebbene lasciato nelle mani di persone selezionate non si sa sulla base di quali criteri (e di certo non elette). E si potrebbe continuare a lungo. La verità è che, passo dopo passo, goccia dopo goccia, tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi decenni (anche quelli nominati da Parlamenti illegittimi, eletti con un sistema elettorale incostituzionale) hanno permesso che si creasse un sistema di gestione della “cosa pubblica” italiana, che, non solo non è più italiano (dato che è stato ceduto e continua a esserlo, giorno dopo giorno, senza che nessuno dica una sola parola), ma (cosa ancora peggiore) non è diretto da soggetti eletti dai cittadini europei.

     Ua strategia antica di 300 anni e più…                                                               

    Oggi, tutte le decisioni che riguardano gli oltre 500 milioni di europei, vengono prese da gruppi di potere a trazione massonico-bancaria (questo è il loro vero nome) durante riunioni a porte chiuse. Ma  a ben vedere questo andazzo è la naturale conseguenza di un sistema nato all'indomani dei grandi sconvolgimenti epocali che interessarono l'Inghilterra e la Francia durante l'Ottocento e la fine del Settecento. Sconvolgimenti che furono posti quali pilastri alla nascita dello stato liberale e che furono suggellati con la celeberrima tripartizione del potere dettata dal Barone di Montesquieu, che nel suo schema, liquidò provvidenzialmente il potere monetario, che da allora in poi – col benestare dei governi liberal-massonici che sostituirono le monarchie cattoliche cadute sotto il peso dei debiti bancari – fu una prerogativa ad esclusiva spettanza dell'élite illuminata (liberal-capitalistica e social-comunista) provvidenzialmente distinta dall'intellighenzia occulta in partiti ed ideologie apparentemente opposti e conflittuali. Questo se ci pensate è stato il grande limite di un filosofo ed economista come Karl Marx. Non aver compreso – o meglio aver nascosto ed a tratti alimentato – tale incredibile inganno.

     Ecco perchè la democrazia e l'europeismo sono balle!!!                             

    Alla luce di ciò, si comprendono due cose: 1) la democrazia dal 1789 in poi è stata solo una favola enfatizzata a dovere per catturare ed imprigionare attraverso il "diritto-non-diritto" quanti più polli possibili; 2) l'europeismo, ultima creatura nata da questa matrigna secolare chiamata "democrazia" (liberale, liberal-capitalista o social-comunista che dir si voglia) è un grande inganno retto per l'annientamento programmato dei popoli e delle nazioni. Per chi avesse ulteriori dubbi, dopo aver letto questo articolo, consigliamo di indagare la storia delle vere origini dell'UE mediante la conoscenza dello sconcertante "Piano Kalergi" (vedi qui Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – e qui – Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte. Vedi anche il video giù in allegato).

    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     L'europeismo e lo squarcio del velo                                                                        

    Allora comprendiamo il vero motivo per il quale il bilancio dello Stato italiano, la spesa sociale, gli aiuti alle imprese, ma anche le medicine da prendere o la scelta dei prodotti da mangiare o meno, le opere pubbliche da realizzare, tutto viene deciso da “soggetti”non-eletti. Comprendiamo perchè i fondi comunitari siano stati trasformati in strumenti elitari e atti ad alimentare un vergognoso clientelismo politico-elettorale e capiamo anche perchè anziché ascoltare le istanze di giustizia e libertà levate dai popoli europei, l'élite di Bruxelles abbia pensato (sotto l'ala protettrice di Usa e Nato) di creare i super-poliziotti europei, con poteri praticamente illimitati, chiamati eurogendfor, con compiti repressivi di eventuali tumulti e proteste, ben definiti (vedi qui – Eurogendfor: l’esercito comune Ue contro i disperati). E mentre in Italia i gruppi politici si scambiano fittizie accuse e mettono in scena scaramucce teatrali preelettorali (inutili dato che i candidati sono spesso gli stessi esemplari di Homo Politicus che hanno causato disastri nella prima e nella seconda repubblica – per la terza si stanno dando da fare – e che provengono dagli stessi gruppi di potere decisionale paralleli alle istituzioni repubblicane – vedi qui Nulla di Nuovo nel Toto Europa – un favore all’Aspen Institute Italia) in Europa il potere è stato concentrato nelle mani di poche decine di persone. 

     Ecco perchè non andremo a votare                                                                          

    Tra pochi giorni gli elettori europei (quelli più illusi) andranno alle urne (anche se molti prevedono, ovviamente, un’affluenza irrisoria). Per quei pochi che entreranno nei seggi elettorali la cosa più triste non sarà trovare in cima alle varie liste, esemplari di Homo Politicus ormai arcinoti (magari riciclati dagli scarti delle istituzioni nazionali e regionali) né sapere che queste persone parteciperanno solo sporadicamente alle sedute del Parlamento europeo (pur godendo di lauti compensi). La cosa  più triste è che andranno a votare forse coscienti, dopo un’attenta riflessione, che la loro vita e quella dei loro figli sarà nelle mani non dei rappresentanti eletti dalla maggioranza dei cittadini europei, ma di altri, nessuno dei quali mai eletto, nessuno dei quali mai “scelto”, nessuno dei quali si curerà mai dei loro interessi, ma solo ed esclusivamente degli interessi (bancari) di chi li messi come pedine a ricoprire quella posizione… E dalle ricostruzioni storiche ed i parallelismi posti in essere, forse oggi abbiamo le idee più chiare sui fatti ed i presupposti ideologici che portarono alla nascita di questa gabbia chiamata "Unione Europea". Noi la nostra scelta l'abbiamo fatta: Domenica 25 andremo a goderci il sole in spiaggia assieme a tutti gli esponenti della lista del non-voto!

    Sergio Basile, C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2014 Qui Europa) 

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video e Articoli in Allegato                                                                                    
     
     

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    Mercoledì,  Aprile 3rd/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato – Interrogazione alla Commissione Europea  – Parlamento europeo, Interrogazione parlamentare, Interrogazione alla Commissione europea, Mario Borghezio, Sangue, Grecia, Atene, Servizio sanitario svizzero, plasma, dimezzamento delle scorte di plasma, Manuel Barroso, talassemia, anemia mediterranea, Commissione europea  […]

    Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani

    Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani

    Mercoledì,  Aprile 3rd/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Atene, Grecia, Ue, Bce, Fmi, arsenico, Sascifici umani, Satana, euro manicomio criminale, MES, Atene, Germania, BCE, Nuovo Ordine Mondiale, Porcate mercatiste, Ferrovie e aeroporti privatizzati, troika, Industrie farmaceutiche, Bayern, Dio Moloch     Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani Non si […]

    La Grecia a un passo dal collasso

    La Grecia a un passo dal collasso

    Lunedì, Febbraio 18th/ 2013 – – di C. Alessandro Mauceri –  La Grecia a un passo dal collasso, Kostas Tsapogas, Eleftherotypia, Pensionati del Parlamento europeo, Unione europea, Italia, Grecia, Kostas Tsapogas, crisi, Parlamento Europeo, Italia, tasse, bollette, Unione Europea, BCE, autorità greca per le comunicazioni (ESR), Ministero delle Finanze, Atene, protesta, primo ministro, Antonis Samaras, Pireo, Prodotto […]

    Siamo Tutti Greci – Vittime della “Democrazia” Europea

    Siamo Tutti Greci – Vittime della “Democrazia” Europea

    Giovedì,  Febbraio 14th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Siamo Tutti Greci / Atene / Grecia / Troika / BCE / FMI / Mario Draghi / SEBC / yogurt greco / Muller / Henkel / Cultura Classica / Culla del Cristianesimo / To Vima / Tragedia Greca / Misure Lacrime e sangue / […]

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Giovedì, Gennaio 24th/ 2013 – di Sergio Basile – Crimini contro l'umanità / Nobel per la Pace / Denuncia / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso / Christine Lagarde / Wolfgang  Schauble / Herman van Rompuy / BCE / Quanto Reich / Troika / FMI / Federazione Europea / Unione europea / […]

    Lo Scandalo delle Fregate Francesi imposte alla Grecia da Hollande

    Borghezio denuncia lo Scandalo delle Fregate Francesi imposte alla Grecia da Hollande

    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi – Comunicato Stampa dell'eurodeputato Mario Borghezio, Bruxelles Bruxelles, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Grecia, Scandalo delle Fregate Francesi, Armi, Usura Internazionale, Francois Hollande, Antonis Samaras, Commissione eurooea, interrogazione alla Commissione europea di Mario Borghezio, Il popolo greco muore di fame, Finmeccanica, FMI, Christine Lagarde, […]

    Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media

    Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media

    Giovedì, Febbraio 21th/ 2013 – – di Giovanni Antonio Fois –  Grecia, tasse, bollette, Unione Europea, BCE, Atene, protesta, Antonis Samaras, Pireo, Fondo Monetario Internazionale, Sionismo, Media Occidentali, Censura mediatica, Prezzo del gasolio, Giovanni Fois, Aiuto disperato, Dittatura, Notizie da Bassa campagna elettorale  Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media Greci, Italiani ed Europei incatenati in […]

    Il Piano Ue – La Prostituta Grecia ora tra le braccia dell’Emiro del Qatar

    Il Piano Ue – La Prostituta Grecia ora tra le braccia dell’Emiro del Qatar

    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – Sergio Basile –  Grecia, Euro, Svendita, Privatizzazioni, Qatar, Isole Greche, colonialismo, Europa sotto attacco, La Distruzionedella grecia e dei popoli europei, Atene, Emiro del Qatar, Troika, Ue, FMI, Bce, Mafiosi, Cancellazione della cultura cristiana. Il Piano di Stalin, Schiavi Greci, Porto del pireo, Cinesi, tedeschi, Samaras, Yannis Stournaras  Il Piano […]

    Europee 2014 – L’Italia deve recarsi alle urne senza avere notizie della nuova guerra del pane di Atene

    Europee 2014 – L’Italia deve recarsi alle urne senza avere notizie della nuova guerra del pane di Atene

    Giovedì, Aprile 10th/ 2014 – S.B. Redazione qui Europa  –  Qui Europa, Atene, Troika, Ue, BCE, FMI, Angela Merkel, asse franco-tedesca, falso spot sui siccessi dell'Unione europea, spot Rai, bomba ad atene, cantiere europa, BCE, Jefferson, Visita di Angela Merkel, Troika, guerra del pane    Europee 2014 – L'Italia deve recarsi alle urne senza avere notizie della nuova guerra del […]

    Premesso che l’Euro è una Moneta di Distruzione di Massa… c’è di più

    Premesso che l’Euro è una Moneta di Distruzione di Massa… c’è di più

    Martedì, Marzo 25th/ 2014 – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di "Qui Europa" Sergio Basile, Sovranità Monetaria, Euro, Lira, Emissione a debito della moneta, Vincenzo Mannello, iniziativa di Libero confronto pensa e scrivi, redazione Quieuropa, Marine Le Pen, Francois Hollande, euroscettici contro europeisti, il problema è l'emissione a debito […]

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

    Lunedì, Marzo 24th/ 2014 – di Sergio Basile  – Italia,  Matteo Renzi, consiglio europeo, Bruxelles, Pier Carlo Padoan, Herman Van Rompuy, Manuel Barroso, Unione europea, vincolo del 3%, Patto di stabilità, impossibilità della crescita, Commission eeuropea, riformeliberiste, privatizzazioni indotte, Distruzione dell'economia italiana, vicolo cieco, Pie Carlo Padoan, Pensioni e forze armate, tagli e nuove privatizzazioni, Poste Italiane, […]

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    Mercoledì, Marzo 19th/ 2014 – di Sergio Basile –  Germania, Italia, Consulta Tedesca, Trattato di Maastricht, Patto di Stabilità, Consulta tedesca, esattori per conto dello Stato, Eurozona, Euro Gabbia, Angela Merkel, Matteo Renzi, Romani Prodi, Mario Draghi, Privatizzazione della Banca d'Italia, SAcco del Britannia, Mani Pulite, George Soros, MIlena Gabanelli  MES, Britannia & Co – Quel […]

    Europee 2014 – No Soldi No Party… Anzi No Voto!

    Europee 2014 – No Soldi No Party… Anzi No Voto!

    Venerdì, Marzo 14th/ 2014 – di Vincenzo Mannello – Vincenzo Mannello, Catania, Roma, Bruxelles, Ideologia europeista, Matteo Renzi, Giorgio Napolitano, Palazzo Chigi, Europee 2014, Parlamento Europeo, No Soldi No Party, Elemosina in busta paga, Pensionati ed esodati dimenticati, Monarchia Repubblicana, Prima Repubblica, Modello DC  Europee 2014 – No Soldi No Party.. Anzi No Voto! Dal Modello "Achille Lauro" alla vecchia "Logica […]

    Schaeuble e le strategie per indurre gli europei a recarsi alle urne

    Schaeuble e le strategie per indurre gli europei a recarsi alle urne

    Giovedì, Aprile 3rd/ 2014 – di Sergio Basile – Bruxelles, Berlino, Ministro delle Finanze tedesco, Handeslblatt, Wolfgang Schaeuble,eurogruppo, Unione bancaria, BCE, proprietà popolare della moneta, Giacinto Auriti, trappola degli Stati Uniti d'Europa  Schaeuble e le strategie per indurre gli europei a recarsi alle urne Le "provvidenziali" ricette del ministro delle Finanze tedesco, per indorare una pillola […]

    Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee

    Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee

    Lunedì,  Aprile 7th/ 2014 – di Daniele Di Luciano / Redazione Losai / Redazione Qui Europa  – Daniele Di Luciano, Elezioni europee, programma del movimento 5 stelle, Eurobond, Fiscal Compact, Referendum sull'euro, permanenza nell'euro, deputato Sorial, Mario monti, Nuovi Debiti, Debtocracy, perchè non voto il movimento 5 stelle, il referendum è una presa in giro  Ecco […]

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    Mercoledì, Marzo 19th/ 2014 – di Sergio Basile –  Germania, Italia, Consulta Tedesca, Trattato di Maastricht, Patto di Stabilità, Consulta tedesca, esattori per conto dello Stato, Eurozona, Euro Gabbia, Angela Merkel, Matteo Renzi, Romani Prodi, Mario Draghi, Privatizzazione della Banca d'Italia, SAcco del Britannia, Mani Pulite, George Soros, MIlena Gabanelli  MES, Britannia & Co – Quel […]

    Dittatura UE 

    Dittatura UE – Dichiarazione unica IVA in nome di Risparmio ed Evasione?

    Giovedì, Febbraio 27th/ 2014  – IVA Lavori Europarlamento Settimana 26 Febbraio 2014 – – di Sergio Basile – Redazione "Qui Europa" – Parlamento Europeo, Strasburgo, Assemblea,Sessione 26 Febbraio 2014, Iva, Tassazione, Regime usurocratico, MES, Fiscal Compact, Stati Uniti d'Europa, Dichiarazione IVA unica, accentramento, Paradisi fiscali, Lussemburgo, Two Pack, Commissario Semeta, evasione fiscale e usurocrazia, MES, Fiscal Compact, Dittatura […]

    Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana

    Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana

    Lunedì, Marzo 10th/ 2014 – di Sergio Basile –  Trattato di Maastricht, Romano Prodi, Trattato di Lisbona, Trattati di Roma del 1957, Iniquità del rapporto debito/Pil, Parametri di Maastricht, Redazione Quieuropa.it, Redazione losai.eu, Alessio Pascucci, Daniele Di Luciano, Losai.eu, Patto di Stabilità, Sindaco di Cerveteri, Dentro la Notizia, Conseguenze del Patto di Stabilità, Conseguenze del patto […]

     

     

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

    Lunedì, Marzo 24th/ 2014 – di Sergio Basile  – Italia,  Matteo Renzi, consiglio europeo, Bruxelles, Pier Carlo Padoan, Herman Van Rompuy, Manuel Barroso, Unione europea, vincolo del 3%, Patto di stabilità, impossibilità della crescita, Commission eeuropea, riformeliberiste, privatizzazioni indotte, Distruzione dell'economia italiana, vicolo cieco, Pie Carlo Padoan, tagli e nuove privatizzazioni, Poste Italiane, […]

    La distruzione dell’Italia passa per l’Europa: vogliono ucciderci!

    La distruzione dell’Italia passa per l’Europa: vogliono ucciderci!

    Martedì, Giugno 4th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Unione Europea, Europa, Crisi indotta, Sovranità nazionale, Euro, Moneta Unica, Governanti, Commissione Santer, Suicidi, Eliminazione dei popoli europei, Ordine mondiale americano, "Contro l'Europa,  Mario Monti, Emma Bonino, Ida Magli  La Profezia di Ida Magli: l'Europa vuole ucciderci! Lo diceva nel 1997 Fa tutto parte di […]

    Dittatura MES – Roma Ancora Schiava di Berlino: pagati 11,4 Mld

    Dittatura MES – Roma Ancora Schiava di Berlino: pagati 11,4 Mld

    Giovedì,  Ottobre 31th/ 2013 – di Sergio Basile – Italia, MES, Fondo Salva Stati Permanente, Schiavitù, Meccanismo Europeo di Stabilità, Berlino, Bund, Titoli di Stato, Pagare on Demand, Nuovi Debiti in Circolazione, Saccomanni, Dittatura Europea  Dittatura MES – Roma Ancora Schiava di Berlino: pagati 11,4 Mld MES – La Guerra "Diversa" che annienta le Nazioni ►MES: l'Italia vessata finanzia la […]

    Two pack – Ora l’Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie

    Two pack – Ora l’Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie

    Sabato, Giugno 1st/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois –   Commissione europea, Two Pack, Fondo monetario internazionale, Meccanismo europeo di stabilita', Italia, politiche finanziarie, strozzinaggio internazionale, Unione europea, Bruxelles, sistema bancario internazionale, Equitalia    Two pack – Ora l'Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie  Nuovi poteri alla Commissione Liberal-Stalinista Le ultime reazioni dopo l'approvazione del […]

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Lunedì, Febbraio 11th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Sistema Target2 / Mario Draghi / Angela Merkel / Svalutazione dell'euro / Francois Hollande / Parlamento europeo / Tunisia / Paradigma dell'allevatore / Fronte del Nord / Pigs / BCE / Euro / Eurozona  Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa […]

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

    Domenica, Febbraio 24th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Nazioni, Ue, Bruxelles, Accentramento, Parlamento Europeo, Hans Gert Poetterong, Altiero Spinelli, Distruzione degli Stati Nazionali, Massoneria Internazionale, Progetto Mondialista, Nuovo Ordine Mondiale, Mariolina Sattanino, Mondialismo, Carlo De Benedetti, Enzo Moavero, Gianni Pittella, Ferdinando Nelli Feroci, Esercito Comune, Politica Estera Comune, Mani sui popoli europei  […]

    24 febbraio 2013No CommentRead More#

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

    Lunedì, Gennaio 21st/ 2013 – Dott.ssa Patrizia Stella –   Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa Unione europea / Crisi morale / Piano Massonico / Ilva / Sovranità Nazionale / Sovranità Rubata / Complicità dei Media / Demonio / Distruzione della Famiglia / Nuovo Ordine Mondiale / Laicismo / Lobby […]

    21 gennaio 20132 CommentsRead More#

    Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

    Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

    Giovedì, Agosto 1st/ 2013 – Rubrica, Le Verità nascoste sul Premio Nobel – -Rubrica di  Luigi Armentano –  Premio Nobel, Accademia di Norvegia, Svezia, Paride Nobel, Premio Nobel per la Pace  all'Unione Europea, Ue, Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, Angela Merkel, Jacques Delors, Piano Delors, Francois Hollande, Orwell 1984, Jacques Barrot, Barack Obama, Hillary Clinton, Sarah Luzia […]

    Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Giovedì, Gennaio 3rd/2013 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Egemonia anglofona / Delors / Egemonia Anglofona sull'Europa / Gran Bretagna / Jacques Delors / Commissione europea / Ue / Charles De Gaulle / Mario Monti / David Cameron / Tobin Tax / City / Usa / Neocolonialismo / Board Bce / Sacco del Britannia /Bce […]

    Documento shock del 1959 su Crisi, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione: verità occultate

    Documento shock del 1959 su Crisi, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione: verità occultate

    Mercoledì, Aprile 30th/ 2014  – A cura di Massimo Mancinelli –  Iniziativa di Pubblico Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Quieuropa" Da un Estratto di "Rivoluzione e Contro-rivoluzione" di Plinio Correa de Oliveria – San Paolo, Brasile 1959  – 1a Ed. "Dell'albero – Torino – 1963 – Traduzione Giovanni Cantoni – – Ultima edizione – Associazione Luci sull'Est, Roma – Massimo Mancinelli, […]

    Budapest – Testimonianze di Italo-Ungheresi: L’ideologia e l’euro hanno rovinato l’Italia

    Budapest – Testimonianze di Italo-Ungheresi: L’ideologia e l’euro hanno rovinato l’Italia

    Sabato, Novembre 2nd/ 2013  – Redazione Qui Europa e Andras Kovacs, Budapest  – Qui Ungheria, Nuova Lettera Aperta agli Italiani di Kovacs Andras, Cittadino Ungherese, Manifestazione Nazionale del 23 Ottobre, usurocrazia internazionale, Testimonianza di giovani italiani e ungheresi da Budapest, Testimonianza di Manuela, Testimonianza di Valerio, Testimonianza di Antonio, Valerio Vitaliano, FMI, Discorso di Viktor Orban  Budapest 23 […]

    Ungheria – La Grande Marcia per la Libertà: 23 Ottobre 2013 – Testimonianze sull’Inganno Comunista

    Ungheria – La Grande Marcia per la Libertà: 23 Ottobre 2013 – Testimonianze sull’Inganno Comunista

    Venerdì, Ottobre 25th/2013   – Rubrica, Qui Ungheria, di Edina Karossy –   Intervista, Testimoni oculari, Edina Karossy, Ungheria, Budapest, Edina Karossy, Marcia nazionale, Governo Orban, Festa Nazionale, Regime comunista, orrori del Comunismo, Budapest, Stalin, Marcia per la Libertà, Famiglia, Storia, Religione, Viktor Orban    Ungheria – La Grande Marcia per la Libertà: 23 Ottobre 2013 – Testimonianze oculari tra passato e presente Intervista a […]

    L’Ungheria si prepara alla Grande Marcia per la Libertà del 23 Ottobre

    L’Ungheria si prepara alla Grande Marcia per la Libertà del 23 Ottobre

    Martedì,  Ottobre 22nd/ 2013 – Rubrica, Qui Ungheria, di Edina Karossy – Edina Karossy, Ungheria, Budapest, Edina Karossy, Marcia nazionale, Governo Orban, Festa Nazionale dal sapore particolare, Regime comunista, orrori del Comunismo, Péter Gergényi, Ipocrisia, Contro storia, Media di regime, Censura Mediatica, La nazione in Piazza contro l'Usurocrazia, Danubio, Budapest, vecchi fantasmi, Stalin, Marcia per la Libertà, Famiglia, Storia, Religione, Cultura, Identità, Sovranità, valori non negoziabili, popolo […]

    Nell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo

    Nell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo

    Giovedì, Maggio 1st/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Qui Europa, Nicola Arena e Sergio Basile, 1° Maggio 2014,  festa dei disoccupati, Susanna Camusso, emissione a debito ed illegittima da parte delle banche centrali di carta-moneta, nell'era della moneta-debito, progettare il malessere di interi popoli, guerre coloniali, lo sfruttamento ed il controllo della persona umana, Giacinto Auriti, Ezra Pound, Comprendere il fondamento schiavista del sistema debito, status debitocratico perenne, il […]

    Ogni strumento è progettato per raggiungere uno scopo… Anche l’Ue

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    Mercoledì,  Aprile 23rd/ 2014  – di Nicola Arena – Nicola Arena, Moneta Debito, Moneta Credito, Emissione a debito, moneta strumento di dominio, moneta mezzo per facilitare gli scambi, UE, piano europeista, egemonia di Bruxelles, Europee 2014, il trucco di Bruxelles, Nicola Arena, Sete di giustizia, Qual è il vero scopo dell'Ue  Ogni strumento è progettato per raggiungere  […]

    Inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le chiavi del Regno

    Inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le chiavi del Regno

    Venerdì, Maggio 16th/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Qui Europa, Nicola Arena e Sergio Basile, La consapevolezza del bene,  13 Maggio 2014 Nel Segno della Consapevolezza e della Speranza, Moneta e consapevolezza del bene, Legittimazione della Moneta, Un macroscopico vuoto giuridico, Cosa occorre per distinguere il bene dal male?, False rivoluzioni e vere rivoluzioni, da Montesquieu in poi…, Rivoluzione Francese o Rivoluzione Bolscevica, Le chiavi […]

    L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione

    L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione

    Venerdì, Maggio 9th/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Sergio Basile, professor Giacinto Auriti, Stampa del denaro a costo nullo, trucco tipografico, Teoria del Valore Indotto della Moneta,  Valore Indotto, simbolo di costo nullo, reddito di cittadinanza, sopravvivenza propria, male autoprodotto, giustificabili agli occhi di Dio, signoraggio bancario, banconota di 100 euro, simbolo di costo nullo, conferiamo il […]

    Denaro e Prostituzione: come tornare ad esser liberi di scegliere il proprio destino?

    Denaro e Prostituzione: come tornare ad esser liberi di scegliere il proprio destino?

    Mercoledì, Maggio 7th/ 2014  – di Nicola Arena – Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Denaro e prostituzione, liberi di scegliere il proprio destino, giudizi di valore, Il valore dell’amore,valore del sesso, In vendita per denaro, sesso dietro compenso, bisogno di denaro per vivere, cos’è il denaro, professor Giacinto Auriti,  Unità di misura del valore dei beni, potere d’acquisto, contenitore materiale di un valore,  spirituale, fattispecie giuridica, diritto di proprietà […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Schiavi del sistema bancario imperialista – 5

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti. 5 – Moneta: Così si diventa schiavi del sistema bancario imperialista

    Martedì, Aprile 1st/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Quinta Parte – di Giacinto Auriti  – I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, crollo dell'impero romano, i popoli cristiani erano demonetizzati, i misteriosi signori della moneta, sovranità politica e sovranità monetaria, proprietà popolare della moneta, verso chi ci si inbedita, […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale – 6

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale

    Venerdì, Marzo 11th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Sesta Parte – di Giacinto Auriti  –  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Sistema Bancario, Redazione Quieuropa, il governo occulto, Nuovo Ordine Mondiale, Umanesimo Gnostico, il numero della bestia, liberalcapitalismo, Socialcapitalismo, falsa contrapposizione Usa-Urss, filiali dei […]

    Speciale – Tasse, Imposte, Prese in Giro e Sacrifici Umani

    Speciale – Tasse, Imposte, Prese in Giro e Sacrifici Umani

    Martedì, Ottobre 8th/ 2013 – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Tasse, ICI, Monti, Guardia di Finanza, Fondazioni, Letta, IVA, Service Tax, IMU, Governo, Parlamento, Robin tax, IRES, Tobin tax, Osservatorio sulla salute nelle Regioni italiane, Sole24Ore, Banca d’Italia, Commissione Europea, Umberto Rapetto    Speciale – Tasse, Imposte, Prese in Giro e Sacrifici Umani Letta […]

    Elezioni 2013: Tutti ai nastri di partenza tra Noia e Spread

    Elezioni 2013: Tutti ai nastri di partenza tra Noia e Spread

    Mercoledì, Gennaio 9th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Elezioni 2013 / Elezioni / Noia e Spread / Italia / Politica / Elezioni politiche 2013 / Presidenza del Consiglio / Schieramenti politici / Sovranità nazionale / Democrazia / Politici / Retorica politica / Crisi / Economia / Cittadini italiani / Voto / Alleanze / […]

    Elezioni 2013, Nulla di Nuovo nel Toto Europa – Idea Tremonti: un favore all’Aspen Institute Italia?

    Elezioni 2013, Nulla di Nuovo nel Toto Europa – Idea Tremonti: un favore all’Aspen Institute Italia?

    Martedì, Gennaio 8th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Elezioni 2013 / Europa / Unione Europea / Italia / Germania / Elezioni politiche / Cittadini / Democrazia / Eurozona / Indirizzo politico / Summit / Politica / Popolo / Urne / Angela Merkel / Mario Monti / Aspen Institute / Tremonti / […]

  • Altro che Corea del Nord… Guardiamo a casa nostra!

    Altro che Corea del Nord… Guardiamo a casa nostra!

    Venerdì, Marzo 21st/ 2014

    – di C.Alessandro Mauceri  / Redazione Quieuropa –

     Corea del Nord, Kim Jong-un, Suprema Assemblea del Popolo, monte Paekdu, Monti, Letta, Renzi Cavaliere, Kcna, Classifica della Libertà di Stampa, Reporter senza Frontiere, Cina, Jiang Zemin, Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Emirati Arabi Uniti, C.Alessandro Mauceri. Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, Eritrea, Isaias Afwerki

    Altro che Corea del Nord… Guardiamo a casa nostra! 

    Democrazia in Europa: un parallelismo con la Corea che

    va stretto ai coreani

    Video in allegato:

         Esempi di "Democrazia" francese e ONU in Africa (Costa d'Avorio)

         

    di C.Alessandro Mauceri / Redazione Quieuropa

    democrazia corea, europa, occidente e italia a confronto

     Altro che Corea del Nord… Guardiamo a casa nostra!                                   

    Palermo – di C.Alessandro Mauceri – Qualche giorno fa si sono svolte le elezioni in Corea del Nord. Kim Jong-un, più volte indicato dai giornali come un dittatore, ha ottenuto il 100 per cento delle preferenze nel suo collegio ed è stato “eletto” alla Suprema Assemblea del Popolo, una specie di parlamento (si poteva votare solo “sì” o “no” all’unico candidato per ciascun collegio). Nella sua circoscrizione, quella del monte Paekdu, l’affluenza è stata del 99,8%! Ovviamente si sono subito levate alcune critiche al sistema elettorale nordcoreano. C’è stato chi ha fatto notare che la Suprema Assemblea del Popolo non conta nulla dato che spesso sarebbe sostituita da un organo più ridotto e con appena più poteri, il Praesidium (qualcosa di non molto diverso dai nostri governi che ormai sempre più spesso legiferano a colpi di decreti legge). Molti hanno colto l’occasione per sottolineare come la Corea del Nord sia una delle dittature più severe sulla Terra e che le elezioni non sono state altro che un strumento utilizzato dal despota per sottolineare “l’espressione del totale sostegno e della profonda fiducia che la gente e i militari provano per il leader supremo Kim Jong-un, e di come siano completamente devoti a restargli fedeli”. Nessuno, però, ha pensato che le elezioni nella Corea del Nord – e i nord-coreai ci scuseranno per il parallelismo – offrivano  l’occasione (invero molto ghiotta) per fare un confronto con la realtà dei Paesi occidentali davvero “democratici”. A cominciare dall’Italia. Tanto più che la nuova legge elettorale è appena stata votata alla Camera….

     La Democrazia in Italia                                                                                               

    In Italia, per trovare l’ultima elezione di un capo di governo bisogna risalire addirittura al 2008. Sì perché, per strano che possa sembrare, da allora nessuno di quelli che hanno guidato il Paese è stato designato a farlo dai cittadini con una maggioranza. Né Monti, né  Letta, né Renzi hanno rappresentato coalizioni scelte dalla maggioranza degli elettori. Ma anche l’ultimo governo “politico” e non “tecnico” né frutto di “inciuci” (o, come si usa dire con un eufemismo, “di larghe intese”) non si può dire che fosse davvero rappresentativo:  la coalizione guidata dal Cavaliere (ma il titolo non doveva essere ritirato dopo la condanna?) ebbe 17.066.397  voti, pari al 46,81% dei votanti. Ma, dato che alle urne si recò solo il  79,90% degli elettori, a conti fatti il compito di gestire il Paese fu dato a chi aveva ricevuto “solo” il 37,4% delle preferenze, ossia poco più di un terzo. E per di più con un sistema elettorale che è stato poi dichiarato incostituzionale…..

     Un parallelismo con la Corea… Che va stretto ai coreani…                           

    In Corea del Nord, tutti i altri distretti hanno presentato un solo candidato (non solo quello del cosiddetto ”dittatore”, ma questo i giornali hanno dimenticato di dirlo). E in tutti i distretti i candidati sono stati eletti con preferenze quasi del 100%. Quindi, probabilmente, più che di una mossa mediatica potrebbe essersi trattato di un diverso sistema elettorale per “confermare” (analogamente a quanto avviene in Italia per il referendum) più che per scegliere qualcosa che riguarda tutti. Il parlamento nord-coreano, però, in questo modo, può vantare un’assoluta legittimità, dal momento che l’elettorato nordcoreano, in massa, lo ha “confermato”. La stessa cosa non si può dire dell’Italia, dove a candidarsi realmente sono i partiti e i loro leader che poi “nominano” e non “eleggono”. C’è stato chi ha detto che Kim Jong-un, in realtà, non è un candidato, ma un dittatore che utilizza la propaganda di regime per far apparire la situazione del Paese migliore di quanto non sia in realtà.  Sarà…. La frammentarietà delle notizie che giungono dall'estremo oriente è sempre troppo considerevole e le manipolazioni mediatiche all'ordine del giorno… Ma di sicuro la situazione coreana non è peggiore di quello europea… Anzi!

    democrazia corea, europa, occidente e italia a confronto

     Una classifica a parte                                                                                                

    I giornali occidentali hanno sottolineato che le elezioni in Corea del Nord sono state solo una mossa mediatica: l’agenzia di Stato Kcna avrebbe detto che tutti i cittadini sono andati a votare e che la macchina elettorale nordcoreana ha funzionato alla perfezione e centrato i due obiettivi preposti solo per legittimare il potere e ampliare controllo dei cittadini. Stranamente gli stessi media non hanno detto nulla di ciò che avviene in altri Paesi del globo. In Birmania, ma il nome ufficiale è Myanmar, a governare, e da diversi anni, sono i militari che hanno il controllo assoluto dei poteri esecutivo, giudiziario e legislativo e possiedono o controllano tutti i mezzi di comunicazione. Ma nessuno ne parla. E nulla si dice della Guinea Equatoriale, che è ai primi posti nella classifica mondiale dei Paesi più corrotti… Italia ed Europa a parte… loro oggi occupano una classifica a parte… Qui il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo governa dal 1979 ed è stato rieletto nel 2009 con il 95,4% dei voti. Anche qui esiste un parlamento unicamerale, formato da cento membri, 99 dei quali fanno parte del partito del presidente che è stato più volte accusato di essere al potere grazie ai guadagni dell’industria petrolifera…..O ancora dell’Eritrea, dove, dopo 17 anni di indipendenza, si devono ancora tenere le prime elezioni democratiche per eleggere parlamento un presidente. Anche qui c’è un solo partito, il Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia guidato da Isaias Afwerki, che mantiene il controllo del paese.

     La Democrazia in America                                                                                      

    E certo la libertà concessa ai cittadini della Corea del Nord non è minore di quella concessa dalla Cina (Jiang Zemin, Presidente della Repubblica Popolare Cinese dal 1993 al 2003 è stato accusato di crimini contro l’umanità, ma nessuno ha mai pensato di arrestarlo) o dagli Emirati Arabi Uniti (dove addirittura è vietato anche l’uso di Skype…). E la lista sarebbe lunga molto, troppo lunga. Fino ad arrivare ai “democraticissimi” USA, che continuano ad operare centinaia di luoghi di detenzione disumani come Guantanamo (Obama si era impegnato a chiuderli già appena eletto per il primo mandato, ma non ha mai mantenuto la promessa, anzi ha riconfermato l’”utilità” di certe “procedure” utilizzate in questi luoghi), dove non passa settimana che il presidente decida di scatenare una nuova guerra (prima in Corea del Nord, poi in Siria, ora in Ucraina), dove si cerca in ogni modo di imporre la propria volontà, anche militarmente (droni statunitensi sono stati abbattuti in molti Paesi del mondo) e dove, anche per le scelte interne, la democrazia sembra essere scomparsa: "Ogni volta che potrò migliorare le opportunità degli americani senza passare attraverso l'iter legislativo, io lo farò", ha detto Obama. Più “democratico” di così…. Eppure nessuno si è mai sognato di dire che antidemocratico il modo di gestire gli USA o di valutare quanto siano state “democratiche” le elezioni, ammesso che se ne svolgano, in Cina o negli Emirati ……

     Il curioso commento di "Report Senza Frontiere"                                         

    La Corea del Nord, secondo Reporter senza Frontiere, oggi occuperebbe una delle ultime posizioni della Classifica della Libertà di Stampa (2013)… giudicare questo dato e questa analisi dall'Europa non è cosa semplice… ma per contro una cosa è palese: il nostro Paese, baluardo della democrazia e della libertà, nella stessa classifica occupa la 57esima posizione preceduto da Paesi come Niger e  Botswana!  E la situazione in Italia non sembra essere destinata a migliorare. Anzi. Nella classifica Global Democracy Ranking, negli ultimi quattro anni, il BelPaese ha perso ben 3 posizioni. Il commento dell’organizzazione internazionale al giudizio, pur dando giudizi parziali e a tratti – come si legge – ambigui, dice: “Mr Renzi has ambitious reform plans but no experience of national government and no direct electoral mandate.” (…..il Sig.Renzi ha programmi di riforma ambiziosi (?), ma non ha alcuna esperienza nella gestione del Paese e non ha ricevuto un mandato diretto dagli elettori….). Sembra quasi che alcuni analisti siano diventati gobbi: parlano dei presunti difetti degli altri (la Corea del Nord) e non vedono ciò che accade sotto i loro occhi ……  La famosa trave evangelica nei propri occhi….

     Un piccolo esempio di Democrazia occidentale in Africa                           

    Basta vedere ciò che accade in Siria, in Palestina e in Medioriente per capirlo. Ma un ottimo metro di giudizio è rappresentato anche dalle politiche "democratiche" perseguite negli aultimi decenni dall'ONU e dai francesi in Costa d'Avorio. Vi consigliamo di vedere il video in allegato per capire cosa vuol dire oggi "democrazia"….

    C.Alessandro Mauceri / Redazione Quieuropa (Copyright © 2014 Qui Europa) 

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     Video in Allegato                                                                                                     

    ►Video in allegato:

        Esempi di "Democrazia" francese e ONU in Costa d'Avorio – ITA

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    Domenica, Febbraio 23rd/ 2014

    – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile –

    Governo Renzi, Ministri, Nuova Squadra, Berlusconi, “seconda repubblica”, Renzi, Mani Pulite, Monti, Letta, Ledeen, "New York Post", USA, Israele, Arabia Saudita, Yoram Gutgeld, Marco Carrai, Marco Bernabè, Ugo Sposetti, Massimo D'Alema, Morgan Stanley, Davide Serra, Fedele Confalonieri, Albert Nagel, Diego Della Valle, Vittorio Colao, Leonardo Del Vecchio, Marco Tronchetti Provera, Giorgio Gori, Cesare Romiti, Martina Mondadori, Fabrizio Palenzona,  Claudio Costamagna, Giuliano Poletti, Patrizio Bertelli,  Fabrizio Palenzona, Bruno Valentini,  Briatore, Carlo de Benedetti, Compagnie Finanzière Edmond de Rothschild di Parigi, Michel Curiel, Siotto Pintor, Rothschild, C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile 

    La squadra Renzi, il Gruppo Rothschild

    e il Ritorno al Passato 

    Chi ha scelto davvero i nuovi ministri?

    Qual è il copione del momento? 

    Esiste davvero il dissenso?

     

    di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile

    Governo Renzi - La Squadra

     La Misura… della Squadra                                                                                       

    Roma, Palermo, Catanzaro – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Nelle scorse ore, tramite "giuramento", è stata predisposta la "nuova" squadra di governo di Matteo Renzi: 16 ministri, dei quali otto uomini e otto donne. Età media 48 anni. Qualcuno (decisamente la minoranza degli Italiani) ha salutato con fiducia l'avvento del più giovane presidente del Consiglio italiano che la Repubblica abbia mai avuto, posto – ribadiamo illegittimamente – a capo del più giovane esecutivo della controversa storia politica italiana. Il tutto è nato ufficialmente dopo due ore e mezzo di colloquio con Napolitano e dopo il tradizionale giuramento di ieri. E curioso notare – a margine – come siano curiosamente scomparsi i ministeri degli Affari Europei e dell'Integrazione. Forse perchè troppo esposti alle critiche degli Italiani consapevoli e perchè forse ormai tutti – ma proprio tutti – lavorano per l'integrazionismo e per l'imbastardimento proprammato della cultura italica e delle nostre tradizioni e radici cristiane e – sull'altro verso – perchè ormai tutti lavorano instancabilmente per la creazione degli Stati Uniti d'Europa e per la finale disintegrazione politica e reale delle nazioni. Insomma tutti si prodigano per un unico grande e deleterio "omogeneizzato": un ricco e gustoso pasto da confezionare e propinare allegramente alle giovani generazioni di italiani, per la loro "sana crescita" e il loro "nutrimento". Ma andiamo per ordine.

     All'Economia un uomo dell'FMI, BCE e Banca Mondiale                            

    Chi sono i nuovi ministri? Il nome più atteso era quello scelto per il dicastero dell'Economia, al quale è andato Pier Carlo Padoan, il neo-ministro più anziano con i suoi 64 anni suonati, già membro della commissione Affari Costituzionali del Senato e capo economista dell'Ocse, nonché direttore esecutivo per l'Italia del discusso ed iniquo Fondo Monetario Internazionale: la lunga mano del mondialismo contemporaneo. Insomma, un uomo di "garanzia" del sistema. Ma scorrendo il suo nutrito curriculum, salta all'occhio un'altro elemento particolare: Padoan – professore di Economia all'Università La Sapienza di Roma – è anche direttore della chiacchierata fondazione legata a Massimo D'Alema, “Italianieuropei”. Ma non finisce qui: il nuovo reggente vdell'Economia è stato consulente alla Banca Mondiale, della Commissione Europea e addirittura della BCE. Insomma, l'uomo giusto per la "rivoluzione"… 

     Tracciamo il cerchio… intorno al resto della squadra                                    

    All'Interno è stato confermato Angelino Alfano; agli Affari Esteri Federica Mogherini (Pd) (già responsabile Esteri e Europa della segreteria Pd, che ha preso il posto della Bonino); alla Giustizia Andrea Orlando (Pd) (ministro dell’Ambiente nell'esecutivo Letta, componente della Commissione Giustizia della Camera); alla Difesa Roberta Pinotti (Pd) (primo ministro della Difesa donna dell'Italia repubblicana); allo Sviluppo Economico Federica Guidi (imprenditrice modenese, figlia di Guidalberto Guidi, storico vicepresidente di Confindustria e proprietario della Ducati Energia); alle Infrastrutture e Trasporti è stato "riconfermato" Maurizio Lupi; alla Salute Beatrice Lorenzin, anch'ella riconfermata evidentemente per "meriti e competenza"… ; alle Politiche Agricole Maurizio Martina (Pd) (tra i fondatori – nel 2007 – del Partito Democratico); all'Ambiente  Gianluca Galletti (Udc) (sottosegretario all'Istruzione con Letta); al Lavoro e Politiche Sociali Giuliano Poletti (già presidente nazionale di Legacoop ed ultimo segretario della federazione di Imola del Partito Comunista); all'Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini (Sc) (senatrice e segretario di Scelta Civica e già rappresentante per l'Italia nel Comitato di Selezione del programma Erasmus Mundus presso la Commissione Europea fino al 2009); alla Semplificazione e P.A. Marianna Madia (Pd) (già membro "veltroniano" dell'Arel, l'Agenzia di ricerche e legislazione fondata da Nino Andreatta); al dicastero "Beni e attività culturali" ritroviamo Dario Franceschini (Pd) (tra i fondatori della Margherita: Ministro per i Rapporti con il Parlamento con Letta, nonché segretario del Pd prima di Bersani e vice di Veltroni);  alle Riforme e Rapporti con il Parlamento la "renziana" Maria Elena Boschi (Pd) (candidatura in Parlamento nel listino per via diretta, cioè senza passare per le primarie, e già Responsabile Riforme del Pd); agli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta (Pd) (già sindaco di Monasterace, in Calabria: fatta oggetto di alcune presunte intimidazioni mafiose, in tempi non sospetti). Ecco dunque la "Terza Repubblica"! Ma si sa, è un modo di dire… Perchè in fondo non ci crede nessuno: neppure gli stessi ministri, chiamati a recitare la loro parte mantenendo fede ai vecchi copioni scritti all'indomani della Seconda Guerra Mondiale, dall'élite anglo-americana. Copioni ben noti ai reggenti della Prima e della Seconda Repubblica: fase quest'ultima che secondo molti osservatori potrebbe considerarsi chiusa con la definitiva (ma in certi casi questo termine non può essere assoluto) uscita dal Parlamento di Silvio Berlusconi.

     Mani pulite e le "Tre Repubbliche"                                                                       

    Da un’analisi storica approfondita ciò che ha caratterizzato il passaggio dalla prima alla seconda repubblica, non è stato il cambio delle ideologie. Anzi! Né la sconfitta della corruzione dei politici a tutti i livelli: questo avrebbe dovuto essere il risultato finale della famosa – e chiacchierata – campagna "Mani Pulite", che avrebbe dovuto dare il colpo di grazia (o la parvenza dello stesso) alla prima repubblica, ma che fu in grado di condannare e portare in galera – guardacaso – pochi, anzi pochissimi politici.  Ciò che davvero caratterizzò il passaggio dalla prima alla seconda repubblica fu il declino di molti uomini politici che vennero sostituiti da imprenditori e industriali. In questo modo non fu più necessario per la gente chiedersi chi c’era dietro a questo o a quel politico o a favore di chi erano state emanate le leggi. Per un ventennio o forse più è apparso evidente che la maggior parte delle leggi varate dal Parlamento (o, a volte direttamente dal governo senza neanche passare dalle Camere) erano finalizzate direttamente o indirettamente  a favorire la crescita economica (e non solo) di un ristretto  numero di persone che non avevano più adoperato i mezzi “necessari” durante la prima repubblica, ma erano  scesi in campo direttamente e avevano deciso di votare in di persona leggi a proprio favore. A volte anche rischiando il ridicolo (come quando un solo personaggio aveva acquisito – con la curiosa e strana complicità della" sinistra ufficiale" – il controllo di quasi tutte le televisioni nazionali). Negli anni della cosiddetta "Prima Repubblica la situazione non era diversa in molte altre parti del mondo. In molti Paesi era evidente che a prendere le decisioni non erano i politici che rappresentavano “democraticamente” il popolo, ma solo alcuni soggetti particolarmente "influenti”. Poi, più di recente, molti di quei soggetti hanno scelto di non essere più costretti a forzare qualcuno a votare leggi a loro comode e hanno preferito scriverle e votarle loro stessi. Ciò mentre l’Italia continuava (e continua) ad essere distrutta dalle misure adottate o imposte dai camerieri dei banchieri: Berlusconi prima, Monti Letta per ultimi.

    Governo Renzi - La Squadra

     Dissenso controllato e falso antagonismo                                                         

    Intanto giornali e telegiornali non fanno altro che parlare di Renzi, del “nuovo” leader politico portando più o meno volontariamente consensi al furbo Grillo urlatore, sempre più "eroe della patria" e del popolo scontento, ma solo sulla carta e nelle intenzioni, tra uno sketch teatrale e l'altro: l'ultimo il bizzarro confronto con Renzi durante le consultazioni per la formazione del nuovo governo, in diretta streamingper tacere sulla comparsata dello stesso Grillo e sul semi-serio assist di Fabio Fazio a Sanremo. Ma – ci chiediamo – possiamo andare avanti con questi siparietti? Possiamo andare avanti con queste forme di dissenso controllato che non portano mai all'attenzione degli italiani i veri cancri che ci stanno distruggendo? La distruzione indotta della famiglia e della morale, l'allontanamento pilotato da Dio e dalle sue eterne leggi e la distruzione dell'economia – e contestuale espropriazione forzata della ricchezza reale degli italaini – mediante l'esercizio di forme di usura che non conoscono limiti e vergogna (vedi qui Padre Quirino e la Verità sulla Crisi – Il Video che sta facendo il giro del Web) sembrano non rientare tra gli argomenti di denuncia né della casta unita, né della cosiddetta "anti-casta" grillina.

     Amici Miei                                                                                                                         

    La verità è che, con la “caduta” (ma non la fine politica)  di Berlusconi e  la contemporanea ascesa al colle di Renzi, non è iniziata la terza repubblica. Anzi – come detto più volte e in più salse (vedi qui Il vero volto di Matteo Renzi, il pupo caro alla Casa Bianca ) a ben vedere non c’è niente di “nuovo”: si è ufficialmente tornati alla "Prima Repubblica": a condizione che si possa ancora parlare con serietà di "fasi repubblicane"!Quanto poi alle parole del “leader politico”, anche su queste ci sarebbe da riflettere. Per rendersene conto basta "rivedere" (vedi articoli in allegato) chi c’è dietro Renzi. Si perché il nuovo leader politico ha mostrato di volere al suo fianco giovani e facce nuove. Ma in realtà – come visto e detto nei giorni scorsi – alle sue spalle ci sono vecchie volpi che non sono certo nuove né al mondo della politica né a un certo modo di fare politica.  Primo fra tutti Ledeen, già consulente strategico per la Cia e per la Casa Bianca (per diversi presidenti) e una delle menti della guerra al terrore da Reagan a Bush, alla Guerra Fredda e alla guerra  in Iraq. In Italia Ledeen è stato consulente del Sismi negli anni della Strategia della tensione. Per tacere – come visto – sull'influenza di De Benedetti & Soci (vedi qui Matteo Renzi verso Palazzo Chigi e lo zampino del Bilderberg ) .

     Il Clan Rothschild e l'ideologia anti-cristiana dietro i paraventi politici 

    Dietro Renzi, dunque, non ci sono solo “tecnici” e consulenti. Dietro Renzi, addirittura secondo un tabloid come il "New York Post" e secondo le nostre modeste analisi, ci sarebbero (per usare un eufemismo) tutti gli ambienti del partito unico della destra repubblicana Usa e del socialismo democratico del suo idolo Obama: poli legati all'unisono alle lobby pro Israele e pro Arabia Saudita. Interessante  e poi vedere chi sono i consulenti di Renzi e i vip della finanza e dell'industria italiana che lo appoggiano (vedi qui: Il vero volto di Matteo Renzi, il pupo caro alla Casa Bianca ). Quindi, evidentemente, a decidere la candidatura e il successo del “nuovo che avanza” (Renzi e ministri annessi) non sarebbero stati né gli elettori (peraltro Renzi non è mai stato eletto in Parlamento né Napolitano ha ritenuto necessario nominarlo d’urgenza senatore a vita come aveva fatto con Monti)  né quelli che lo hanno votato alle primarie, ma il gruppo economico ispirato dall'intellighenzia mondialista liberal-socialista che, da molti anni, viene indicata come primo attore delle scelte politiche di molti Stati. Lo stesso regime che, non da oggi, ma ormai da oltre un secolo controllerebbe anche l’Italia e le sue politiche finanziarie. Già nel 1863 il senatore Siotto Pintor diceva: “Il malcontento è grave, un senso di malessere si diffonde in tutte le classi della società. Le sorgenti della ricchezza vanno a disseccarsi. Noi facciamo il lavoro di Tantalo o di Penelope. Il signor Rothschild, re del milione, è, finanziariamente parlando, re dell’Italia”  (Atti Parlamentari, Discussioni del Senato, sess. 1863-65, v. IV, p.3091.). Così Siotto Pintor descriveva la devastante influenza che il Clan Rothschild esercitava – ed esercita ancor oggi attraverso il controllo dei pacchetti di maggiornaza dei principali gruppi bancari italiani – sul Bel Paese. Ad avanzare, dunque, non è assolutamente "il nuovo" ma è solo il potere di un gruppo e della sua ideologia di base – anti-cristiana e anti-umana – secondo i soliti copioni. Così come – tra l'altro – non sono nuovi, anzi, gli strumenti adottati per placare l’impeto di alcuni imprenditori di gestire a loro piacimento (con la seconda repubblica) la cosa comune degli italiani. Quello che avanza è il ritorno alla prima repubblica con un ristretto numero di personaggi politici posizionati nei posti chiave per gestire la cosa comune a vantaggio di chi sta alle loro spalle. L’unica differenza, forse, è che mentre prima chi gestiva la cosa comune almeno si sforzava di  rispettare – o fingere di rispettare – la Costituzione e le procedure parlamentari, oggi, chi è stato scelto (non dagli elettori) di gestire l’Italia non si è preso neanche la briga di rispettare certe formalità. Anzi, ha proposto ed ottenuto rapide riforme costituzionali, salvo poi mandare in TV i suoi arieti (comici) di riferimento a decantarne pubblicamente le lodi… (vedi qui PD alla Riscossa – Benigni a caccia di voti, tra Bruxelles e Roma).

    C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

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  • Marò – Soldati in India e Affari Sporchi – 4

    Marò – Soldati in India e Affari Sporchi – 4

    Sabato, Febbraio 15th/ 2014

    – di C.Alessandro Mauceri –

    Massimiliano Latorre, Salvatore Girone, India, ministro degli Esteri, Emma Bonino, La Russa, Monti, affidavit, Mancini, Corte del Kerala, Terzi, Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, Sua Act, Bureau centrale di polizia, Nia, National investigation agency, Angela Del Vecchio, Staffan De Mistura, Nazioni Unite, Unione Europea, Sonia Gandhi, Letta, Ashton, Ban Ki-moon, petroliera Enrica Lexie, Noviello, Finmeccanica, Times of India, C.Alessandro Mauceri 

    Marò  Soldati in India e Affari Sporchi – 4

    Tragica Telenovela Marò: avanti tra contraddizioni, assurdi errori

    procedurali e indifferenza sostanziale dei governi italiani

    – Il ruolo impalpabile di Lady Ashton (UE) e Ban Ki-Moon (ONU)

    – Lo sfogo di Massimiliano Latorre: "Scrivete la Verità!"

    Video e articoli in allegato: Marò, per capire, per non dimenticare

     

    di C. Alessandro Mauceri

    Vicenda Marò

     Telenovela Marò – La Bonino scarica il barile su "La Russa"                      

    Roma, Kerala – Ormai Massimiliano Latorre e Salvatore Girone vivono in India da oltre due anni. Per dirla con le loro stesse parole “in casa, ma non a casa”. E la soluzione di questa sporca vicenda non sembra essere prossima. Sì, “sporca” perché non è possibile definire in altro modo tutto quello che riguarda l’avventura dei nostri connazionali. Mesi fa (vedi qui Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte   qui Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte  e  qui Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte ) era già apparso evidente che i motivi che impedivano ai nostri marò (come se chiamarli così bastasse a farli sentire “in famiglia”) di tornare in Italia non avevano nulla a che vedere con ciò che avevano fatto (o non fatto). Per paradossale che possa sembrare, anche il nostro ministro degli Esteri Emma Bonino (parte di un governo di larghe intese e ministro appartenente ad un partito che non ha nemmeno un seggio in Parlamento: i radicali), in un momento tanto delicato ha affermato «il problema è la legge La Russa, che prevede la presenza di militari a bordo senza definire linee di comando». Invece di pensare alla salute dei nostri connazionali, il ministro ha pensato che fosse più saggio scaricare il barile sull’ex ministro delle Difesa (La Russa, N.D.R.). Come se questo “fattaccio” fosse un problema “tecnico”. In realtà, proprio dal punto di vista “tecnico” la vicenda che ha come protagonisti i nostri connazionali, presenta una sconvolgente sequenza di errori e imprecisioni degna di una telenovela di quart’ordine.

     Mario Monti, l'arbitrato ONU e le prime contraddizioni legali                   

    Gli errori nel modo di gestire questa faccenda cominciano con Mario Monti, senatore a vita in fretta e furia e capo del governo con il mandato di "salvare l’Italia" (cosa che come tutti sanno non è avvenuto anzi, semmai, la situazione del Bel Paese è peggiorata grazie alle misure adottate dal professore). Fu Monti a sollecitare l’arbitrato delle Nazioni Unite (come sia stata accolta questa richiesta si vedrà in seguito). Poi il governo dichiarò che era doveroso che a giudicare i marò fosse la magistratura italiana. Salvo poi, contraddirsi con l’affidavit, l’impegno firmato dall’ambasciatore Mancini per la Corte del Kerala che garantiva il ritorno in India dei due marò, «nell’ambito dell’esercizio delle garanzie costituzionali». Eppure la Procura di Roma aveva aperto un’indagine per omicidio volontario a carico dei due marò. Quindi, in base alle prerogative della Costituzione italiana, l’azione penale era obbligatoria e prioritaria. Come, peraltro, suggerito dall’allora ministro Giulio Terzi: una volta che Girone e Latorre erano in Italia, c’era “l’opportunità, o meglio l’esigenza di segnalare formalmente alla Procura della Repubblica di Roma il ricorrere delle condizioni affinché la nostra giurisdizione fosse effettivamente esercitata”. Ciò avrebbe consentito ai due marò di non rientrare in India. Eppure nessuno si servì di questi strumenti. Perché? In un alternarsi di smentite e cambi di direzione, le voci ufficiali mutarono fino a rimandare i nostri connazionali in India. Nessuno tenne in alcun conto i suggerimenti (invero validi) di Terzi (tra i quali, che l’India «escludesse dalla competenza della Corte, fattispecie di reato tra cui l’omicidio volontario e il terrorismo, per le quali la normativa indiana prevede la pena di morte»).

     In Violazione alla Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE – Art. 19             

    Anche il ricorso alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che, all’articolo 19, riporta “Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti”. Quindi, se solo avesse voluto, l’Italia avrebbe potuto avvalersi del “diritto” di non rimandare i marò in India e l’Unione Europea avrebbe potuto sostenere questa decisione apertamente. Invece, si decise di rimandare i nostri marò in India, violando, di fatto, un trattato comunitario e, quindi, rischiando pure una "procedura di infrazione" da parte di Bruxelles. Nessuno di questi suggerimenti fu tenuto in alcun conto e Monti, con le elezioni ormai alle porte, pensò che fosse meglio farsi fotografare mentre rispediva i nostri connazionali in India piuttosto che garantire per le loro vite…

     Il Rientro in India e la Nuova accusa formale: "Terrorismo"                      

    Rientrati in India, a sorpresa l’accusa nei confronti dei nostri connazionali fu cambiata in “terrorismo”. Così come quando erano stati richiamati in porto, nessuno aveva detto loro che dovevano farlo perché accusati di omicidio, allo stesso modo, prima del loro ritorno in India, nessuno aveva detto ai marò che sarebbero stati accusati non più “solo” di omicidio, ma di terrorismo. Ancora una volta i nostri politici dimostrarono grande competenza e rilevante peso politico. Nessuno capì che il solo motivo per cui l’India si era intestardita a ricorrere alla Sua Act, era che la legge antiterrorismo sulla sicurezza marittima estende la giurisdizione indiana a 200 miglia nautiche. Il motivo, peraltro palese, era che questo era l’unico modo per l’India per poter procedere legalmente contro i nostri marò, dato che il fattaccio, ammesso che sia avvenuto, pareva essersi verificato in acque internazionali, dove secondo il diritto del mare delle Nazioni Unite, ovvero le norme della convenzione di Montego Bay (ratificata sia dall'Italia che dall'India), il tribunale del Kerala non aveva alcuna competenzaMa non basta. 

    Marò e Bugie

     L'Inversione dell'onere della prova                                                                       

    Con il ricorso alle leggi antiterrorismo si è, di fatto, invertito l’onere della prova: se prima era la pubblica accusa a dover dimostrare la colpevolezza dei marò italiani, ora sono Latorre e Girone a dover dimostrare la propria innocenza. Anche il peggior avvocato penalista al mondo capirebbe subito le gravi conseguenze a cui si andava incontro con un simile gesto, ma non i nostri politici, che si sono ostinati a voler seguire la vicenda in modo “diplomatico”. Ciliegina sulla torta è il fatto che, proprio avendo fatto ricorso al Sua Act, a gestire le indagini non è più il Bureau centrale di polizia, ma la Nia, la National Investigation Agency. Che, come tutte le omologhe degli altri Paesi, opera con livelli di segretezza e di permissività e coinvolgimento dei legali difensori dei marò ben diversi dal Bureau….

     La presenza in aula di Staffan De Mistura? Un grave errore!                       

    Ma gli errori fatti nel gestire la vicenda “Marò” non sono  finiti. Come ha confermato Angela Del Vecchio, docente di Diritto Internazionale Progredito alla Luiss di Roma, l’invio di Staffan De Mistura come incaricato del ministro della Difesa e “inviato speciale” del Governo, e la sua presenza in aula fu "sbagliatissima”, “perché significa accettare la competenza indiana: è come se l'India giudicasse l'Italia, perché i marò rappresentavano a tutti gli effetti il nostro Paese". Invece secondo un principio generale di diritto internazionale (che dovrebbe essere ben noto ai nostri politici e ai legali incaricati di gestire la questione) "par in parem non habet iurisditionem", ovvero soggetti di pari grado non possono citarsi in giudizio e giudicarsi l'uno con l'altro. Quindi agire in questo modo, ha di fatto significato riconoscere la competenza indiana e ammettere che i marò, rappresentando l’Italia ed essendo nell'esercizio delle proprie funzioni, abbiano fatto violare a tutta l’Italia le norme che regolamentano le operazioni antipirateria e gli obblighi internazionali, contratti in sede di Nazioni Unite e di Unione Europea. Naturalmente, dato che si tratta di soldati italiani, in questo caso i nostri militari, avrebbero dovuto potersi avvalere dell’”immunità” ed essere giudicati in Italia….Eppure anche questo non è stato chiesto.

     Altre strane omissioni e gravi errori di procedura                                            

    E ancora, perchè l'Italia non ha insistito che la vicenda fosse giudicata dal Tribunale internazionale per il diritto del mare? Tale organo sarebbe il giudice internazionale competente in questi casi e che avrebbe valutato in tempi molto più rapidi e senza costringere l’Italia a questo stato di sottomissione nei confronti dell’India. Latorre e Girone, in realtà, non sono più imputati di un processo: sono diventati strumenti nelle mani della politica. Sia la nostra che quella indiana, dal momento che anche in India esistono forti conflitti tra le varie forze politiche e tra i vertici dei partiti, che si sono scontrati prima in occasione delle elezioni nello stato indiano del Kerala e poi con le politiche. Lo dimostra il fatto che i media in India non fanno altro che accusare i marò indicandoli non come italiani, ma come connazionali di una delle figure politiche di spicco, la leader del Congresso, Sonia Gandhi.

     Il ruolo di Lady Ashton (UE) e Ban Ki-Moon (ONU) nella vicenda          

    Nei giorni scorsi Emma Bonino ha “rivendicato” il "grandissimo sforzo politico-diplomatico condotto per ottenere il sostegno delle organizzazioni internazionali". Lo stesso, ovviamente, ha fatto Enrico LettaLa verità è che la rappresentante per la politica estera dell’Unione, Lady Ashton, si è limitata a dichiarare che è “biasimevole” ciò che sta avvenendo in India e niente di più. Dall’altro, alla richiesta più volte avanzata sia dal governo Monti che dal governo Letta di intervento da parte delle Nazioni Unite, la risposta del segretario generale Ban Ki-Moon è stata la dichiarazione che a decidere sulla controversia tra India e Italia devono pensare i due Paesi e nessun altro (favorendo in tal modo la scelta “astensionistica” di tutti gli altri Paesi solo sulla carta alleati dell’Italia). Ma non finisce ancora. Da tempo si parla di una possibile mediazione offerta da Vinod Sahai, soprannominato «l'uomo che in India apre tutte le porte», il quale pare abbia più volte tentato di risolvere la questione “amichevolmente”.

     Sahai, l'Uomo che apre tutte le porte… Tranne una…                                     

    Vinod Sahai ha riferito, in una recente intervista, di aver avuto, circa un anno fa, contatti con il presidente della Corte suprema, Altamas Kabir, il quale gli riferì che, per sbloccare la questione, sarebbe bastata un’istanza formale proveniente dall’Italia. Per questo motivo Sahai aveva predisposto una petizione a nome degli indiani residenti in Italia in cui si chiedeva alla Corte Suprema di autorizzare il governo indiano a trovare una soluzione extragiudiziale oppure di rinviare il caso a un tribunale internazionale. Ebbene, secondo Sahai, prima sarebbe stato il ministro Di Paola a fermarlo, impuntandosi sul fatto che a risolvere la questione dovevano essere gli indiani e non gli italiani; poi, reiterata la richiesta al ministro Bonino, non avrebbe avuto alcuna risposta.  Il risultato degli sforzi diplomatici dei nostri politici è che non sono neanche riusciti a far sì che la pena di morte venisse in ogni caso esclusa, ovvero di imporre il rispetto dello straccio d’impegno sottoscritto a Roma tra India e Italia. Anzi, in un impeto di bravura diplomatica (sarebbe interessante sapere presso quale università hanno studiato i legali che stanno difendendo i nostri marò….), l’Italia ha confermato di aver “accettato” la giurisdizione indiana.

    Caso Marò - Finmeccanica

     Massimiliano Latorre: "scrivete la verità!"                                                        

    Massimiliano Latorre, uno dei nostri militari e nostro connazionale non ha potuto far altro che dire: "scrivete la verità. Ci sono due inchieste aperte. Non posso essere io a chiarire le cose". E ha invitato poi "a riascoltare l'intervista al comandante in seconda della petroliera Enrica Lexie,  Noviello". In realtà, nonostante siano trascorsi due anni, decine di inchieste e pubblicazioni in merito, non è ancora chiaro cosa sia avvenuto realmente. E nemmeno dove.

     La Morte dei pescatori indiani – Un'invenzione?                                             

    In una intervista Noviello aveva definito "un'invenzione" la morte dei pescatori indiani. Secondo la sua versione dei fatti, i due marò avrebbero sparato colpi di avvertimento “in acqua” nel rispetto delle procedure previste. Il vero scontro a fuoco, invece, sarebbe avvenuto all'interno del porto di Kochi e senza il coinvolgimento dell'Enrica Lexie, ma tra la guardia costiera locale e un'imbarcazione sospetta che stava tentando l'approccio alla nave su cui si trovavano fucilieri della marina italianaAncora una volta sulla vicenda è intervenuto in modo “determinante” il nostro ministro degli Esteri. "Sul dossier dei marò e sull'inaffidabilità del regime indiano io credo che serva un'unità italiana", ha detto il ministro Emma Bonino a Zapping 2.0, su Radio Uno. E ha continuato: "Lasciamo per dopo la ricostruzione su cosa è successo, su chi ha sbagliato. Per ora tutto il Paese è teso ad affermare la dignità e lo stato di diritto applicato ai nostri due marò". Ma come! Per decidere se i nostri connazionali sono innocenti o meno, non è fondamentale conoscere come sono andate le cose?

     Il Nocciolo della Questione                                                                                      

    Forse, a ben guardare, proprio questo è il nocciolo della questione: di come siano andati realmente i fatti forse non è mai importato a nessuno. Non importava al governo Monti, che a detta degli esperti avrebbe commesso una quantità di ingenuità dal punto di vista legale e dal punto di vista diplomatico (tanto da portare forse alle dimissioni di un ministro!). Non è importato al nuovo governo e al nuovo ministro degli Esteri, che hanno pensato solo a sfruttare l’occasione per attaccare una legge antecedente e non condivisa (il decreto legge del 12 luglio 2011: che rende possibile imbarcare militari italiani su navi civili, e la convenzione che la Difesa – allora guidata da La Russa – e Confitarma, la Confederazione Italiana Armatori, hanno firmato pochi mesi dopo) e il prosieguo degli scambi commerciali internazionali. Non importa alle grandi imprese italiane che in India fanno affari che generano profitti a nove zeri.

     Affari & Co – La Commessa Finmeccanica                                                        

    In merito, infatti, non va dimenticato che proprio nelle ore in cui il governo Monti, con l’ammiraglio Di Paola alla Difesa e Terzi alla Farnesina, rispediva in India i nostri marò, il ministro della Difesa di New Delhi annunciava il via libera per una generosissima commessa con il gruppo Finmeccanica. Come confermato anche dal Times of India che, in un articolo, si è domandato se il ritorno dei marò non fosse stato “influenzato” da valutazioni di ordine commerciale: “Non è chiaro se gli imprenditori italiani abbiano fatto pressioni al governo italiano per rimandarci i marò e a che livello”. Non importa alle circa 400 società italiane che operano in India con scambi che si aggirano intorno ai 8,5 miliardi di dollari a cui si devono aggiungere i 1.000 miliardi di grandi opere che l’India vorrebbe realizzare entro il 2017 e che sono una sorta di miniera per le industrie di tutto il mondo.

     Altri "non importa" di peso                                                                                      

    Non importa al governo indiano, che, anzi, vede l’opportunità di confermare, a livello internazionale, la propria forza e, a livello interno, per attaccare gli avversari politici in vista delle elezioniNon importa alle organizzazioni internazionali, Nato, ONU e Unione Europea in primis, che ormai sembrano intervenire solo e unicamente per tutelare gli interessi economici di pochi, anzi pochissimi. E l’Italia, evidentemente, non è tra questi…. Gli unici a cui importa qualcosa della vicenda sono i nostri militari che, in cambio  di aver operato,  probabilmente, nel rispetto di protocolli sottoscritti per tutelare gli interessi delle grandi multinazionali che gestiscono gli scambi internazionali, dovranno subire due processi, rischiando l’esilio, la qualifica dispregiativa di “terroristi” e, forse, anche la pena capitaleLa verità è che, nonostante gli sforzi di tutti i nostri parlamentari governanti per far credere agli italiani che l’Italia è ancora uno dei maggiori Paesi del mondo, oggi il Bel Paese è solo un “bel mercato” per le aziende da sfruttare per vendere ai cittadini questo o quell’oggetto prodotto altrove. Spesso proprio in India.

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2014 Qui Europa)

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      Video e Articoli in allegato – Approfondimenti                                                                

     

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – India, ministro della Giustizia, Ashwani Kumar, Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, Napolitano, New Delhi, pena di morte, Alta Corte di Kerala Fucilieri di Marina, atto terroristico, Pil, Financial Times,  Global 500, Stefano Beggiora, Università Ca’ Foscari, India e Nordest: il mercato del terzo Millennio, Forze […]

    Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

    Venerdì, Giugno 21st/ 2013   – di C.Alessandro Mauceri – SIPRI, Stati Uniti d’America, ONU, NATO, Russia, Germania, Francia, Cina, Regno Unito, Spagna , Italia, Afghanistan, Iraq, Libia, Lockheed Martin, Arabia Saudita, Joe Parker, consorzio Eurofighter, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Siria, New York Times, Financial Times, International Peace Research Institute di Stoccolma, Turchia, Obama, Ben Rhodes, […]

  • La Cena Sospetta e i Conti Impagabili. Tra 10 anni dell’Italia non rimarrà nulla

    La Cena Sospetta e i Conti Impagabili. Tra 10 anni dell’Italia non rimarrà nulla

    Giovedì,  Ottobre 24th/ 2013

    Speciale di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile 

    Letta, manovra finanziaria, Tasi e Tari, Unirec, debiti non pagati, agenzie di recupero crediti, Roberto Orsi, London School of Economics and Political Science, Berlusconi, Monti, Letta, IVA, Mediobanca Securities, UniCredit, Mps, Grecia, Cipro, La cena sospetta, Mario Draghi, Eugenio Scalfari, Enrico Letta, Giorgio Napolitano, Laura Boldrini, Britannia 2, Stato di necessità 

     

    Regime, Tasse e Finanziaria – Gli Italiani non

    sono più in grado di pagare i propri conti

    I dati raccolti parlano chiaro: Non ce la facciamo più a

    pagare i nostri conti.

    Il terribile rapporto Unirec e gli insoluti

    Tra 10 anni dell'Italia non rimarrà davvro nulla:

    "destinati a scomparire!"

    La Situazione del Debito aggregato di stato

    E' pari a 6000 miliardi di Euro: il 400% del Pil

    ►Britannia 2 – La cena sospetta: Draghi da Scalfari 

    con Letta, Napolitano e Boldrini

    Un metaforico incontro? L'Ultima cena degli Italiani?

     

    di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile

    Britannia 2 - La Cena SegretaBritannia 2 - La Cena Segreta

     Gli Italiani non sono più in grado di pagare i loro conti                                 

    Palermo, Roma –  di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Proprio ieri il capo del governo, Enrico Letta, si è vantato dei benefici di cui potranno godere gli Italiani grazie agli interventi previsti dalla sua manovra finanziaria. In realtà le conseguenze sulla qualità della vita della gente a causa delle misure adottate dal governo non si sapranno fino in fondo nel minimo dettaglio, ma si intuiscono benissimo… sarà tutto più chiaro quando i Comuni definiranno quanto far pagare ai propri cittadini di Tasi e Tari. Per contro, sempre più spesso, le prime pagine dei giornali vengono riempite di titoli a quattro colonne che lanciano l’allarme contro questo o quell’aumento. Qual è la realtà? 

     Il Terribile Rapporto Unirec                                                                                    

    Forse la risposta a questa domanda è già contenuta nei dati del rapporto pubblicato in questi giorni dall’Unirec, l’associazione che riunisce le principali società di recupero crediti. In questo caso, infatti, non si parla di proiezioni basate su analisi e previsioni senza alcun fondamento, ma di dati reali. Ebbene i fatti (non promesse come quelle dei vari esemplari della casta) mostrano che mediamente gli Italiani non sono più in grado di pagare i propri conti. Ovviamente ora qualcuno affermerà che si tratta di una situazione già nota e che non sarebbe una novità. E invece non è così. Sì, perché la situazione è di gran lunga peggiore di quella che ci si potrebbe aspettare leggendo i giornali. Negli ultimi due anni gli insoluti sono praticamente raddoppiati fino a raggiungere, nel 2012, la cifra mostruosa di 34 miliardi di Euro. E la situazione continua a peggiorare.

     Andati in fumo 60 miliardi di prestiti solo nel 2012                                        

    Ma non basta. A questa cifra, già di per sé preoccupante, devono essere sommate le pratiche relative a debiti non pagati da famiglie e imprese che faticano sempre di più a onorare le proprie obbligazioni e rimborsare i prestiti contratti. Queste pratiche, affidate ad agenzie di recupero crediti, aumentano del 6/8%  all’anno. Sono ormai milioni le cartelle da cui emerge la difficoltà delle famiglie (prima invitate, anzi quasi “costrette” grazie ad attente campagne di marketing a comprare di tutto e poi incapaci di pagarne le rate). Le pratiche affidate per il recupero crediti scaduti e non pagati passate alle aziende di riscossione continuano a crescere giorno dopo giorno. Grazie alla restrizione dei criteri adoperati per i prestiti, sarebbero andati in fumo 60 miliardi di Euro di prestiti solo nel 2012. Solo i sospesi nei confronti di banche, finanziarie e multiutilities hanno raggiunto quota 34 miliardi (33,7 per l’esattezza), con un incremento nell’ultimo anno del 17% e addirittura del 48% rispetto al 2010.

    Britannia 2 - La Cena SegretaBritannia 2 - La Cena Segreta

     Negli ultimi due anni i Debiti sono raddoppiati                                                

    Quindi stando ai dati, non a previsioni o a studi o a teorie economiche più o meno di parte, negli ultimi due anni i debiti sono raddoppiati. E, di questi 24 miliardi di Euro sono debiti a carico di famiglie. Sono 25,4 miliardi le pendenze nel settore bancario e finanziario relative a rate di prestiti, acquisto di beni di largo consumo, rate di mutui, scoperti bancari, certe di credito revolving e canoni leasing. E poi 14,6 miliardi per bollette insolute per beni e servizi di prima necessità (come luce, acqua, gas e telefono). Tanto necessari che spesso gli Italiani sono stati costretti a rivolgersi alle banche per poter pagarle: non è un caso se le cambiali sono aumentate del 44% rispetto al 2009. Cambiali che spesso non possono essere pagate e così anche i protesti sono aumentati.

     In 10 Anni dell'Italia non resterà più nulla                                                         

    Questa è la situazione in cui oggi vivono gli Italiani. Dopo aver letto questi dati non sorprende il risultato dell’analisi condotta Roberto Orsi della London School of Economics and Political Science, in base alla quale continuando di questo passo nel giro di 10 anni del nostro Paese non rimarrà più nulla. E di chi è la colpa di tutto ciò? Prima di tutto della classe politica che non sa fare altro che aumentare le tasse nascondendosi dietro parole come “stabilità” o “ripresa”. Lo faceva Berlusconi. Lo ha fatto Monti. E lo sta facendo anche Letta. Anzi, nei giorni scorsi, è stato accusato dal suo predecessore e mentore di non “massacrare” abbastanza gli Italiani! Ma le msure prese invero ci sembrano fotocopie le une delle altre… La verità è che la situazione di usurocrazia dominante (sistema della moneta-debito: resa ancor più funesta dal "fattore euro") e – in aggiunta – la situazione di "terribile gestione finanziaria, infrastrutture inadeguate, corruzione onnipresente, burocrazia inefficiente, il sistema di giustizia più lento e inaffidabile d’Europa" è ormai chiara a tutti. Lo hanno detto le tanto osannate (quanto plurindagate e  denunciate) agenzie di rating (che, infatti, continuano ad abbassare i rating del nostro Paese a ritmi altalenanti e spesso discordanti tra loro), lo dicono gli studiosi (quelli veri e non politicizzati) e gli economisti di mezzo mondo, intellettualmente onesti (e non venduti). Gli stessi secondo i quali “gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale". Gli stessi che, da anni ormai, continuano a ripetere (e noi tra quelli), come del resto ovvio, che, aumentando le tasse, i ricavi dalla tassazione diretta non sarebbero aumentati, ma, anzi, oltre un certo valore sarebbero diminuiti. E infatti a luglio sono calati del 7%, con in più un rapporto deficit/Pil ben al di sopra del 3% e con il debito pubblico che ha superato il 130%.

     Effetto Monarch di Massa – La Balla Criminale e Reiterata sulla Ripresa  

    E continuando a "gestire" (per usare un eufemismo) così il Paese, la situazione non potrà che peggiorare. Ma quello che è più grave è che il governo sa perfettamente che la situazione è insostenibile. Non può non saperlo visto che tali dati sono sotto i suoi occhi. Solo che non "sarebbe in grado di trovare altre strade" a parte quella di aumentare le tasse, come l’IVA (infatti il gettito Iva diminuito del  6,8% nei primi 5 mesi del 2013). Ma come dire: non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere… Magari per copione! Sono anni ormai che tutti esemplari della casta partitica in circolazione e molti dei rappresentanti delle nuove caste politiche da poco sulla scena (finti dissidenti) unitamente alla stampa principale, non fanno altro che cercare di tranquillizzare strategicamente la popolazione promettendo una ripresa imminente. Una ripresa che non è mai arrivata e che semmai, nel migliore dei casi (davvero qualcuno degli Italiani può ancora credere che nel giro di un anno il nostro Paese sarà in grado di ridurre il gap che la separa dagli altri Paesi in continua crescita?), potrà essere una riduzione del peggioramento attuale. Anche se ciò è matematicamente e scientificamente impossibile. A patto ovviamente che ci si svegli e si comincino ad attuare le misure che potrebbero permettere agli Italiani di lavorare: magari iniziando a mettere al centro del piatto l'unico vero cancro che ci distrugge, nonché il padre di tutti i mali: il problema della sovranità monetaria rubataci dall'Europa delle banche. Ma i giorni passano inesorabili, il debito criminale aumenta e l'economia si distrugge col lievitare delle tasse… questa fantomatica "ripresa" è dunque non difficile ma quasi impossibile, visto che ormai il 15% del settore manifatturiero (che prima della crisi era secondo solo la Germania all’interno dell’UE), è stato distrutto o venduto a imprese estere e che 32.000 aziende sono scomparse solo negli ultimi mesi. Con la conseguenza che la disoccupazione ha raggiunto cifre vergognose per un "paese democratico" e "civile", ma degne di uuna repubblica di stampo stalinista.. Oltre la soglia del 38% è giunta oggi la disoccupazione giovanile: il dato peggiore dal 1977.

    Britannia 2 - La Cena SegretaBritannia 2 - La Cena Segreta

      Apocalisse Italia                                                                                                         

    Questo "miracolo" sarebbe altresì possibile (premesso che l'Italia possa recuperare – ribadiamo – la propria sovranità monetaria) a patto che i cosiddetti politici, e i saggi da loro chiamati per "salvare l’Italia", possano rendere più competitive le nostre imprese e possano permettere loro di resistere alla concorrenza dei prodotti a basso costo provenienti dai Paesi asiatici: la smettano cioè di adottare misure insensate di svendita programmata del paese e di distruzione indotta dell'economiaco. indice ne è l’aumento dell’IVA e quindi dei prezzi dei prodotti nazionali (resi in tal modo ancora meno concorrenziali)! La conseguenza di questa gestione è che, nel mese di Maggio 2013, le entrate tributarie sono scese di 0,7 miliardi di Euro rispetto allo stesso mese del 2012. Ma loro non si sono fermati e hanno fatto di peggio. Hanno firmato una serie di accordi internazionali e li hanno fatti ratificare da un Parlamento “ingenuo” (che sta per consenziente e complice) costringendo il nostro Paese a rispettare performance impossibili che stanno già oggi avendo come conseguenza la perdita del potere decisionale e della ricchezza reale nazionale, con un evidente e connesso processo di espropriazione di massa in atto. Ciò non ha fatto altro che far aumentare ancora le tasse (e, paradossalmente, far diminuire ulteriormente le entrate dell’erario in una spirale recessiva di proporzioni storiche..anzi apocalittiche). E allora l’unica soluzione estrema trovata dai saggi governanti è stata quella mettere in vendita parti delle imprese statali o e i beni dello Stato, immobili di proprietà degli Italiani…. Anche se probabilmente questo era il vero obiettivo della crisi indotta fin dal principio… Malgrado il sonno di authority, magistratura, garanti della "Costituzione" e sindacati….

     La Situazione del Debito Aggregato di Stato                                                      

    Oggi, grazie alla gestione degli ultimi decenni di mala politica, all'euro ed alla perdita della sovranità (monetaria, finanziaria, fiscale, programmatica, politica, ecc..) gli Italiani si trovano  ad avere un livello di tassazione che è tra i più alti al mondo. Anzi il più alto! E senza neppure avere in cambio i relativi servizi: grazie all'abolizione del "Deficit Spanding" (cioè della irrinunziabile prerogativa statale di creare ricchezza investendo a debito) dovuta al Patto di Bilancio europeo impostoci, le infrastrutture sono pessime, la corruzione è dilagante, la burocrazia è assolutamente inefficiente e il debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche ha raggiunto la cifra record di circa 6000 miliardi di Euro pari al 400% del Pil. Pil che, alla faccia di tutte le promesse e di tutte le previsioni continua a diminuire (-2% quest’anno e -2,4 del 2012). 

     Gli unici miracolati? I Banchieri e i loro istituti                                                   

    Gli unici a beneficiare degli aiuti deliberati dal Parlamento negli ultimi decenni sono stati gli istituti bancari. Secondo i dati de il Sole 24 Ore, le banche del Belpaese hanno goduto di aiuti continui e prosperi che avrebbero portato nelle loro casseforti, di recente, circa un miliardo di Euro. Ma non era ancora abbastanza, così si è pensato di varare nuove norme sulla deducibilità fiscale di svalutazioni e perdite sui crediti che permetteranno alle banche di incrementare gli utili del 7% nel 2014 e del 5% nel 2015 (stime Mediobanca Securities). Tradotto in “soldoni”, mentre gli Italiani vengono privati della possibilità di farsi una pensione, né classica, né integrativa (l’INPS evidentemente non sarà in grado di pagare tutte le pensioni) alle prime nove banche italiane verranno regalati un miliardo di Euro di profitti in più, in due anni, con i benefici maggiori che serviranno alle banche con la situazione più problematica sul fronte dei crediti per recuperare denaro. Secondo la stima degli economisti di Banca Imi (come detto: vedi allegato) il beneficio fiscale 2013 per UniCredit sarebbe di 271 milioni (più 236 nel 2014 e 219 nel 2015), di 101 milioni per Mps e così via per tutte le altre banche. La norma dovrà essere prima ufficializzata e poi passare al vaglio di Camera e Senato, ma non sembra che nessuno sino ad ora abbia osato obiettare nulla. Tanto i soldi che saranno utilizzati saranno quelli raschiati dalle tasche dei cittadini. In tal modo le banche in questione potranno godere di un miglioramento sensibile dei loro profitti che oscillerebbe dal 3 al 6%. Letta dunque anziché colpire le prime responsabili della "crisi indotta" dell'Euro-zona (e di riflesso dell'intera economia continentale) costringendo il sistema bancario a restituire ai contribuenti il maltolto – da signoraggio di primo e secondo livello (cioè quello da riserva frazionaria) – fa esattamente il contrario: ruba ai poveri per dare ai ricchi. Ma questa volta il buongusto del governo ha superato anche quello manifestato in dozzine di occasioni dal predecessore – e "dimissionario" – Mario Monti. Per tacere sul fatto che – come visto: vedi allegato) la nuova finanziaria, questa volta non risparmia neppure i morti, finora esentati, decretando per il 2014, sui funerali, l'ntroduzione dell'IVA al 10%.

    Britannia 2 - La Cena SegretaBritannia 2 - La Cena Segreta

     Avanti tutta con le ultime privatizzazioni                                                           

    Per contro, come detto in altre sedi, la parola d'ordine sarà anche nel 2014 "privatizzazioni". Nel mirino della banda Letta – fonte Washington Post – a quanto pare ci sarebbero ora Fincantieri e Terna, con il collocamento sul mercato estero di percentuali rispettivamente del 49% e del 4,9%. Il tutto rientrerebbe nel piano "Destinazione Italia"con il supporto  e dietro la regia del Comitato per le privatizzazioni istituito non presso il Cremlino di dei primi decenni del Novecento, ma presso il "Ministero dell'Economia e Finanze", fatto oggetto nei giorni scorsi di pesanti contestazioni e proteste. 

     L'alibi dello Stato di Necessità e le elezioni che spaventano la casta         

    L'anima nera della squallida vicenda si chiama “stato di necessità”: "quello che secondo Karl Schmitt autorizzerebbe a sospendere la Costituzione". In realtà, come ricordato in questi giorni da illustri osservatori "lo stato di necessità è dettato dall’imperativo di salvare il sistema oligarchico". I meccanismi e le misura di cui sopra, non sono altro – dunque – che strumenti atti ad assicurare che possano essere prese fino alla fine (la nostra) decisioni conformi allo "stato di necessità" decretato dall'UE. Ciò significa che le elezioni vanno evitate a tutti i costi e che il golpe avviato con la nomina di Mario Monti deve proseguire. E ciò anche perchè la casta unita non può permettersi brusche modifiche di copioni… in ballo ci sono anche le elezioni al Parlamento Europeo.. figuriamoci se l'élite potrebbe permettersi lo sconvolgimento dei sapienti e funzionali (alla loro causa) equilibri creatisi a Strasburgo e Bruxelles… Nuovi partiti e movimenti presumibilmente vincenti in Parlamento potrebbero portare tra gli scranni dell'Eurocamera rappresentanti nuovi e personaggi davvero comodi e "pericolosi" per lo status quo venutosi a creare in questa sorta di Terza Roma Mazziniana. Magari qualcuno potrebbe tornare a parlare con forza di "sovranità monetaria"… Non sia mai!

     Burattini e Burattinai a cena                                                                                   

    Il tutto – secondo quanto rivelato da numerosi quotidiani di controinformazione nei giorni scorsi – sarebbe stato deciso in una cena privata che ha avuto luogo lo scorso 20 settembre a Roma, e che avrebbe visto confluire allegramente a casa di Eugenio Scalfari nientepopodimenoché Mario Draghi, Enrico Letta, Giorgio Napolitano e Laura Boldrini: tutti  insieme appassionatamente. Tutti strenui difensori dello "stato di necessità" che legittima ed "autorizza" le "riforme" e tutti allegri supporters delle privatizzazioni e del prelievo forzoso suggerito dalla Troika (Bail-in). Insomma dopo il sacco del Britannia stiamo assistendo al sacco del "Britannia 2". Temiamo tuttavia che nelle sale non vedremo mai il sequel (Britannia 3). perchè? Beh semplice: non c'è rimasto più nulla da rubare e distruggere!

    di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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    Mercoledì, Settembre 11th/ 2013 – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri  –  Forum Ambrosetti, Villa d'Este, Cernobbio, Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive, The European House – Ambrosetti, G20, Napolitano, Bilderberg, Trilateral BBC World, CNBC, CNN, Financial Times, RAI, Obama, Putin, Casaleggio, Letta  Dopo Cernobbio – Che ne è stato dei Principali Indicatori Economici? Forum […]

  • Obama elogia Letta: Italia sulla strada giusta (il Precipizio)

    Obama elogia Letta: Italia sulla strada giusta (il Precipizio)

    Venerdì,  Ottobre 18th/ 2013

     Sergio Basile, Redazione Qui Europa  

    Legge di Stabilità, Lege di instabilità, Barack Obama, Enrico Letta, Mario Monti, Sciopero, Tasse, ICI, Monti, Fassina, Governo, Parlamento, Spot coloniale, Scelta civica, Dimissioni di Monti, Cobas, Saccomanni, Usa, Washington, Roma, Debito Pubblico, Tassazione, Obama elogia Letta, Mario Monti Gruppo Misto, Austerity, Sceneggiata all'italiana, Italia nel baratro 

    Obama elogia Letta: Italia sulla strada giusta

    (oltre il Precipizio). E si vede!

    L'ennesimo spot coloniale in onda sulle tv di regime

    per lodare la legge di Instabilità.

    Il quadretto della devastazione indotta dell'ex prima

    rete aziendale continentale, in dettaglio: peggio della

    Seconda Guerra Mondiale

    Intanto in italia il co-artefice della disrtuzione del "Bel Paese",

    Mario Monti, inscena le dimissioni da "Scelta Civica":

    "contrario alle scelte del governo!" (La fotocopia delle sue)

    – Fassina tenta di imitarlo…

    – Cobas & Co oggi in piazza contro la Finanzaria e l'Austerity:

      ma finora dov'erano? 

    – Pil crollato del 10%, tasse in aumento malgrado le chiacchiere

     

    di Sergio Basile 

    Obama - Letta

     Tanti motivi per auto-compiacersi – Britannia 2                                             

    Washington, Roma – Mentre in Italia Mario Monti mandava in scena le "clamorose" (si fa per dire…) dimissioni da "Scelta Civica", contrariato – a suo dire – dalle misure della legge di (in)stabilità varate dal "governo di (ir)responsabilità nazionale e considerate non adeguate, ma stranamente molto vicine (per non dire la fotocopia) di quelle poste in essere dal suo governo tecnico, a Washington Enrico Letta incassava il pieno sostegno e il pubblico elogio di Barack Obama per il varo della finanziaria e per il fedele rispetto dei diktat europei, sulla scia di quanto fatto dallo stesso Monti. Misure giudicate dal Presidente Usa come "utili" e necessarie "per smuovere il Vecchio Continente e spingerlo a passare finalmente dalla fase dell'austerità a quella della (presunta, quanto ingannevole) "crescita". Ma come vedremo meglio di seguito crescere – come noto – è impossibile… a prescindere da tutto… e semplicemente perchè non è rimasto praticamente più nulla in "Casa Italia". La colonia Italia sarebbe dunque per Obama sulla "strada giusta" (?): forse – mi chiedo – magari per via della svendita di castelli, edifici antichi e dei fiori all'occhiello del made in Italy? O per la svendita programmata dei gioielli dell'edilizia e dell'architettura – del patrimonio pubblico nazionale – da sempre invidiati dal mondo intero, ed espressione massima della nostra italianità? Certo i motivi per essere soddisfatti ci sono tutti, ed hanno tutti nomi, cognomi e destinazioni ben precise. Ma un denominatore comune: la svendita all'estero della prima rete d'impresa a livello continentale fino al 2011. Di seguito un quadro abbastanza eloquente dei presunti motivi (evidentemente solo alcuni dei presunti motivi) di soddisfazione della complice ed affiatata coppia Obama-Letta.

     I motivi della soddisfazione di Letta e Obama?                                             

    A chi è stato svenduto il glorioso ed impareggiabile patrimonio aziendale nazionale, dunque? Vediamo: De Tomaso – Auto – (ai Cinesi); Ferretti-Yackt – (ai cinesi di Shig-Weichai);  Scotti – (agli spanoli Ebro foods); San Pellegrino, Buitoni, Perugina, Motta, Antica Gelateria del Corso, La Valle degli Orti, Maggi – (agli Svizzeri della Nestlè);  Gancia – (al russo Roustam Tariko); Parmalat, Galbani, Cademartori, Invernizzi, Locatelli  (ai  francesi di Lactalis); Algida – (alla Unilever, multinazionale anglo-olandese); Bertolli, Carapelli, Sasso, Minerva Oil – (agli spagonoli della Deoleo); Fiorucci alimentari – (agli Spagnoli Campofrio Food Holding); Peroni – (ai sudafricani di SABmiller); Ar Alimentari, leader nei pelati – (alla multinazionale anglo-nipponica Princes-Mitsubishi); Star – (agli spagnoli Agrolimen); Rigamonti salumi – (ai Brasiliani della Jbs); Bulgari, Emilio Pucci, Fendi, Acqua di Parma (ai francesi di  Lvmh); Chianti Classico Casanova ''azienda Gallo Nero'' –  (ai Cinesi); Gucci – (ai francesi Pinault-Printemps-Redoute); Pernigotti – (ai Turchi Sigh); Alitalia – (ai francesi); Coin –  (ai francesi di Pai Partners); Standa – (agli austriaci Billa); Gianfranco Ferrè – (al Paris Group di Dubai); Valentino – (agli ingressi di Permira); Fiorucci – (ai giapponesi di Edwin International); Bottega Veneta, Sergio Rossi calzature – (ai Francesei di François Henri Pinault); Safilo  – (agli olandesi di Hal Holding); Fastweb – (agli svizzeri Swisscom); Wind – (oggi ai russi di VimpelCom); Ercole Marelli, Fiat Ferroviaria, Parizzi,  Sasib Ferroviaria, Passoni & Villa –  (ai Francese di Alstom); Acciaierie Lucchini – (ai Russi di Severstal); Fiat Avio – (ai lussemburghesi di Bcv Investments sca); Benelli – (ai Cinesi di QianJiang); Sps Italiana Pack Systems – (agli statunitensi Pfm Spa); Edison – (ai francesi Eléctricité de France); Loquendo – (agli statunitensi di Nuance); tutta la grande distribuzione italiana è praticamente in mano ai francesi di Carrefour, Auchan, Castorama e Leroy Merlin, Leclerc. Senza scordare la leadership di aziende tedesche come Lidl ed Eurospin. Infine la Ciliegina Telecom, che – come noto – ha preso il volo verso Madrid. Per tacere sui passaggi di proprietà di squadre di calcio come Roma e Inter… ed altre assolute nefandezze di sorta, in quello che potremmo definire il "Britannia 2".
     
     Grazie per la stima!                                                                                                    

    Dinnanzi a questi crimini, indotti ed avallati da regimi debitocratici creati ad arte e retti ed occultati da "politici" e media a dir poco criminali, quanto arroganti e impuniti, il premier Letta ha ricambiato la fiducia di Obama, congratulandosi con l'amico Barack per il "successo nel braccio di ferro sul debito". E forse (in cuor suo) – mi chiedo – anche per il lavoretto svolto dalle care agenzie di rating Usa e – di riflesso – dai registi europei e filo-americanisti di Basilea 3? Attori che hanno permesso  rispettivamente di mantenere alle stelle il livello di debito pubblico, e di contribuire a serrare i rubinetti del credito, costringendo  tali gloriose realtà imprenditoriali (e tante altre piccole e grandi aziende italiane, colonizzate e rimpiazzate magari da "impresari" cinesi) ad annegare tra i debiti fittizi e gonfiati e a svendere all'estero il lavoro certosino e geniale portato avanti da intere generazioni. Che dire: Grazie di cuore per la stima!

     Che fare?                                                                                                                       

    Beh, voglio chiudere questo disarmante e vergognoso quadretto, con alcune proposte concrete che ho provveduto stamane ad inoltrare anche ai coordinatori della Consulta Nazionale Antiusura costituitasi lo scorso 24 Settembre a Roma, e della quale "Qui Europa" fa parte. Premesso che la fuoriuscita dall'euro e il recupero della nostra sovranità monetaria (assieme alla linea della proprietà popolare della moneta, suggerita e teorizzata dal grande Prof. Giacinto Auriti) devono essere al primo posto in un programma di orgoglio nazionale da difendere fino alla morte in tutte le sedi, istituzionali e non… Ciò se vogliamo salvare  veramente dal baratro migliaia/milioni di vite e di famiglie italiane; nonché gli ultimi cocci rimasti della nostra meravigliosa e povera Italia: essendo il problema del signoraggio il vero cancro primario che ci sta distruggendo. Come dimostrato in maniera inequivocabile – tra l'altro – dallo stesso Auriti e dai suoi molteplici studi. In merito ho chiesto personalmente di aggiungere all'attenzione del dibattito programmatico in corso tra le parti costitutive, tre elementi prioritari per contribuire a smontare il folle e criminale teorema del debito pubblico: 1) Richiesta di delegittimazione delle Agenzie di Rating in merito al loro rapporto con gli stati-nazione, sulla scorta della strada battuta dalla Procura di Trani: tali agenzie, infatti, non sono altro che speculatori privati al servizio di multinazionali, autorizzati (?) a disintegrare le nazioni nel mirino dei cosiddetti "mercati", arrogandosi il diritto di mettere voticini agli stati sovrani, superando addirittura istituzioni e Costituzione, e sulla base di elementi – come dimostrato – spesso e volentieri sballati e volutamente alterati… ciò per far lievitare gli interessi (spread) e di conseguenza il debito pubblico… alibi non più tollerabile ormai anche dal più folle e "distratto" dei "poltici" e funzionale al commissariamento, alla svendita ed alla contestuale distruzione del nostro Paese; 2) Richiesta diretta alle istituzioni e/o referendum e/o petizione nazionale (o europea) per abolire il sistema Target2: sistema di regolamentazione interbancario tra le banche centrali dell'Eurozona, ampliamente illegittimo e proteso a creare – come spiegato in più sedi – surplus indotto in favore della Germania e deficit gonfiati per gli altri paesi malcapitati dell'eurogabbia; 3) Istanza alla Corte UE – e/o altre strade – per chiedere la revisione delle misure di Basilea 3, ed in particolare la revisione e abolizione dei criteri e delle misure d'innalzamento del livello dei coefficienti di riserva patrimoniale delle banche: vera causa del famigerato credit crunch – dissimulata dai media – e della distruzione indotta di migliaia di aziende rimaste senza credito e – dunque – ossigeno. Intanto, mentre scrivo, (ore 6,00) apprendo con sorpresa dell'oscuramente della nostra pagina facebook.. spero sia momentanea o che sia un errore… o uno scherzo… di cattivo gusto.

    Sergo Basile – Redazione Qui Europa 

     

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