Qui Europa

Tag: Missioni di Pace

  • 4 Novembre – Scandalo a Messina

    4 Novembre – Scandalo a Messina

    Martedì, Novembre 5th/ 2013

    – Comunicato Stampa di Vincenzo Mannello –

     – iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa 

    Italia, Sicilia,  Messina, 4 Novembre, Afghanistan, Missioni di Pace, Bandiera della Pace, Vertici dei carabinieri abbandonano la cerimonia, Protesta, Sindaco Accorinti, Art. 11 della Costituzione, F35, Missioni di guerra in Medioriente, Siria, Iran, Roberto Benigni 

    4 Novembre – Scandalo a Messina

    La Provocazione del sindaco Accorinti che ha

    fatto infuriare i vertici militari

    Carabinieri – Alti ufficiali abbandonano la cerimonia

     

    di Vincenzo Mannello

    iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

    Scandalo a Messina

     4 Novembre… Scandalo a Messina                                                                      

    Messina – di Vincenzo Mannello – Scandalo a Messina! Nella giornata di ieri, il sindaco pacifista Renato Accorinti, da sempre antimilitarista, ha piazzato la bandiera arcobaleno della Pace proprio in faccia alle autorità militari intervenute alla celebrazione del 4 novembre"L'Italia ripudia la guerra"! Il richiamo – evidente riferimento all'art.11 della Costituzione – era scritto sul drappo che ha urtato la sensibilità (come da note stampa) dei vertici militari presenti. Quelli dei Carabinieri si sono sentiti turbati ed hanno abbandonato la cerimoniaDa parte mia, non ritengo poter essere annoverato tra i pacifisti in servizio permanentemente effettivo, tuttavia mi sento in dovere di esprimere la mia opinione: ma scusate, cosa avrebbe dovuto fare un sindaco eletto dai cittadini proprio perché pacifista e pure anticonformista? Inneggiare al riarmo ed alle missioni "di pace" tipo Afghanistan?  Richiedere gli F35 per, magari, bombardare in futuro Siria o Iran (per umanità,ovviamente)? Varare navi da guerra lanciamissili, senza la garanzia di esclusivo uso raccolta profughi nel Mediterraneo? Suvvia, un poco di comprensione…… 

     Accorinti Promosso con lode                                                                                     

    Accorinti si è dimostrato, in questa occasione, persona seria e coerente. Rappresenta i messinesi che lo hanno eletto, con quel preciso mandato. Ha proseguito soltanto sulla strada intrapresa. Non rappresenta l'intera cittadinanza? Cavolo! Gli esponenti della partitocrazia se ne accorgono solo quando fa comodo? Al ballottaggio non votò il 55% dei messinesi. In una democrazia reale le elezioni sarebbero state nulle ed un sindaco così minoritario si sarebbe (non solo a mio parere) dovuto dimettere. Ma la nostra sarebbe, secondo il comico più pagato d'Italia, la "costituzione piú bella del mondo". Quindi, militari e politici vari, tenetevi il sindaco pacifista di Messina. Anzi,visto che l'art. 11 esiste davvero, premiate Accorinti quale esempio  di coerenza istituzionale. Sia pure di minoranza.

    Vincenzo Mannello 

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    Martedì, Dicembre 11th/ 2012 – Appello Nazionale per il Disarmo di "Tavolo della pace" –      Qui Europa aderisce e promuove l'Appello    Di Paola e l'incremento delle "spese militari" dell'Italia  / Esteri / Guerra / Articolo 11 della Costituzione / Armamenti / Dimissioni del ministro Di Paola / F-35 / Ordigni di morte / […]

    Chiediamo le Dimissioni del Ministro Di Paola e del Governo Monti, capace di trasformare l’Italia in un “Paese di Guerra”, tradendo l’Articolo 11 della Costituzione e gli stessi Italiani, umiliati dalla Crisi Indotta

    Chiediamo le Dimissioni del Ministro Di Paola  e del Governo Monti, capace di trasformare l’Italia in un “Paese di Guerra”, tradendo l’Articolo 11 della Costituzione e gli stessi Italiani, umiliati dalla Crisi Indotta

    Giovedì, Dicembre 6th/ 2012 – di Sergio Basile, Maria Laura Barbuto e di tutta la   Redazione dell'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" –    Di Paola e l'incremento delle "spese militari" dell'Italia  / Esteri / Palestina / Israele / Onu / Assemblea / Rivendicazioni /  Stato osservatore /  Parlamento Europeo /  Negoziati / Martin Schulz / Hannes […]

  • Dallo Shutdown Usa a quello Italico: fili spezzati

    Dallo Shutdown Usa a quello Italico: fili spezzati

    Mercoledì, Ottobre 2nd/ 2013

     – di C. Alessandro Mauceri e Sergio Basile –

    Obama, Letta, Berlusconi, Missioni di Pace, guerra in Afganistan, Siria, Regno Unito, ONU, Casa Bianca, Grand Old Party, ‘shutdown’, Libano, Kossovo, Somalia, HOMO POLITICUS, CNEL, Eurostat 

    Dallo Shutdown Usa a quello Italico: fili spezzati 

    La fine del modo di fare politica dei vari Obama, Letta,

    Berlusconi & Co.? Il fil rouge si è rotto! 

    Economic Hitman e Shock Economy – da Washington

    a Roma, stessa musica, stessa vergogna

    AAA… Cercasi dignità sociale e militari abbandonati

     

    di C. Alessandro Mauceri e Sergio Basile

    shut down - usa - letta - italia

     Usa, Ue, Italia – Un unico filo rosso                                                                     

    Washington, Roma – di C. Alessandro Mauceri Alla luce delle sconcertanti ed impopolari notizie sulle politiche anti-welfare perpetrate dal Congresso Usa, sfociate addirittura nella chiusura dello Stato Federale, ma anche guardando alla folle e completamente sballata politica di austerity perpetrata dalla casta politico-bancaria europea ed italiana, che anziché bloccare l'emorragia del debito pubblico indotta dallo stesso sistema bancario, non solo seguita a rafforzare ed accentrare il medesimo sistema – tramite i propri rappresentanti all'Europarlamento (vedi articolo in allegato) – ma procede verso distruttivi ed automatici baratri recessivi. E l'IVA al 22% non è che uno dei volti della dittatura reale che si respira ogni giorno. Ciò mentre l'anti-politica regge il gioco della "casta" (quella ufficiale)  e anziché bloccare il Parlamento e dichiararlo ormai largamente anti-costituzionale,  sta a guardare mantenendo posizioni a dir poco ambigue sull'euro: il simbolo di questo euro-inganno (vedi articolo in allegato). 

    Parlamento Europeo: Nouvo Vergognoso passo verso l’Impero ​Euro-Bancario Unico

    Parlamento Europeo: Nouvo Vergognoso passo verso l’Impero ​Euro-Bancario Unico

     

     

     

     

    Euro – La Coerenza del Grillo e la Morte dell’Italia

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     Il Filo si è Spezzato                                                                                                           

    Questo comune "fil rouge" dinnanzi all'iceberg compatto rappresentato dalla coscienza popolare, potrebbe rappresentare la resa dei conti, o meglio la fine del modo di fare politica di personaggi del calibro di Obama, Letta, Berlusconi, ecc.. e delle lobby e logge che manovrano tali personaggi. Anzi forse (e sarebbe pure ora) ciò potrebbe rappresentare la fine di una certa politica, quella basata sulla ricerca a tutti costi di interessi privati e scopi occulti. Quella basata, inoltre, su sotterfugi mediatici che, forse, oggi non incantano più la maggior parte della gente, stanca di sentirsi dire che, tra poco, tutti i problemi saranno risolti e tutto tornerà alla normalità. E poi vedere, magari, che non si riesce più a trovare un lavoro o ad arrivare a fine mese. In Italia a fare queste promesse di "fuoriuscita dal tunnel della crisi" (l'imbroglio abbiamo imparato anche noi, nostro malgrado, a chiamarlo così… nel gergo comune) fino a qualche tempo fa era Berlusconi, poi ha continuato Monti e ora non smette di farlo Letta, ma  nessuno ormai crede più alle loro promesse, tranne i loro impresentabili portaborse. Così come in America ormai non si crede più alle promesse di Obama. Come ormai nessuno più crede alle balle sull'austerity, per altro ampliamente smentite in sedi accedemiche (vedi articolo in allegato).

    Anche l’Università USA ammette l’Orribile Inganno Austerity

    Anche l’Università USA ammette l’Orribile Inganno Austerity

     

     

     

     

     La foglia di fico non copre più …                                                                                 

    E d'altra parte a dar parvenza di "normalità" poco servono le cosiddette “Missioni di Pace”, foglie di fico che non riescono a nascondere fino in fondo – come visto – piani mondiali di accentramento e strategie economiche per  favorire alcune aziende, quelle produttrici di armi e armamenti, che tra l’altro già di per sé operano in un mercato ristretto e con condizioni particolarmente favorevoli. Ma a poco servono anche quelle "Missioni" che, dopo la rimozione di leadership  locali in Paesi stranieri, favoriscono in questi Paesi la ricostruzione di infrastrutture “necessarie alla crescita”, facendo si che nei vari teatri (dal Medioriente all'Africa) vengano scelte le stesse imprese che avevano favorito l’insorgere di conflitti decennali. Vere e proprie guerre, a volte cominciate e mai finite, nonostante fantasiose dichiarazioni mediatiche come quelle di Bush  jr. che proclamò in tempi non sospetti di aver "vinto" la guerra in Afganistan: non scordiamo che ad oggi i militari americani sono ancora in quel Paese impegnati in una guerra che ha provocato finora migliaia di morti. Non scordiamo neppure che il traffico d'oppio internazionale è decuplicato…

     Dalla "Shock Economy" agli "Economic Hitman                                                  

    Forse, tra i leader mondiali, non sono molti quelli che ancora riescono a far credere al proprio popolo bugie come queste. Lo dimostra il fallimento dell’ultimo tentativo degli USA di dichiarare guerra alla Siria. Il presidente Obama ha fatto di tutto per convincere il proprio parlamento, le organizzazioni internazionali e gli altri Paesi che era “necessario” intervenire militarmente in Siria per rimuovere il regime di chi era stato eletto certo più democraticamente di quanto siano stati eletti i governanti di tutti gli Stati in cui si sono svolti conflitti armati negli ultimi anni. Gli unici che sembravano essere disposti a credere a quanto affermava Obama, erano il presidente francese e il primo ministro inglese. Ma poi il Regno Unito forse si è ricordato di essere uno dei Paesi che aveva venduto armi (e c’è chi dice anche parti di armi biologiche) ai ribelli-mercenari e jihadisti. Stile Boko Aran, per intenderci. E il presidente francese si è accorto (piani mondialisti di dominio globale a parte) che la sua ostinazione per scatenare un'altra guerra, forse – tra l'altro – supportata anche dal desiderio di recuperare gli spazi economici che le imprese del suo Paese avevano perso in Iraq ed in Afganistan, non sarebbe bastata a distrarre l’attenzione dei Francesi dagli scandali e dai problemi del suo entourage. Sì perché questo è quello che molti  dei Paesi maggiormente industrializzati del mondo fanno ormai da molti anni: cercano in tutti i modi di favorire la crescita economica delle proprie aziende creando mercati conquistati “diplomaticamente” grazie al supporto delle forze armate, e, al tempo stesso, tentano in questo modo di distrarre l’attenzione dei propri cittadini dai problemi interni (vedi approfondimenti negli articoli in allegato).

    Shock Economy – Il Liberismo imposto con lo Shock e l’Economia del Disastro

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    Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

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     Shutdown – Il Paradosso della Società Statunitense                                                       

    Così, mentre in Siria si continua a morire sottobanco (…)  Barack Obama (da molti definito, forse non a torto, un novello Stalin) concentrato nello sforzo sovrumano, peraltro rivelatosi inutile (e non grazie all’intervento dell’ONU, ma di altri Stati) di  scatenare un nuovo conflitto internazionale ripartendo proprio da Damasco, ha dimenticato di gestire la politica interna del proprio Paese. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la perdita dei posti di lavoro per circa 800mila statali. Musei, sportelli ministeriali e parchi naturali da ieri, primo ottobre, non possono più operare essendo venuta meno la relativa copertura finanziaria. Questa situazione di blocco senza precedenti per gli USA sarebbe stata provocata (ufficialmente) dall’incapacità di trovare un accordo tra Casa Bianca e il Grand Old Party. E la situazione è ancora peggiore nel settore sanitario. Il Congresso non ha trovato un’intesa sul finanziamento della macchina statale e così è scattato così il cosiddetto "shutdown": ovvero, la chiusura immediata di tutto. Dal primo ottobre sono dunque garantite solo le spese “obbligatorie” ovvero quelle sanitarie (Medicaid, Medicare) le pensioni, i buoni alimentari, gli assegni di disoccupazione. Resteranno in funzione, e non si sa per quanto, solo ed esclusivamente le attività che comportano “la salvezza della vita umana e la protezione della proprietà” (ad esempio ospedali, carceri, controllo aereo, vigili del fuoco, etc.). Tutto il resto è stato chiuso. Solo per le forze armate all’estero Obama ha potuto "evitare" il blocco immediato grazie ad un provvedimento ad hoc. In un videomessaggio diretto alle truppe, Obama  ha tenuto a rassicurare personalmente i militari. “Chi è in divisa manterrà il suo normale status di servizio”, ha affermato, sottolineando – ma guarda un pò… – che verrà fornito tutto il necessario per l’andamento delle missioni all’estero.

     Lo Shoutdown Italico, Economico-Sociale                                                                        

    Ma guardando agli Usa non possiamo meravigliarci più di tanto, visto che anche il nostro Paese ha dedicato tempo e denaro, e spesso per gli stessi motivi, alla conquista dei mercati internazionali per mezzo di “Missioni di Pace”.  E allo stesso modo, spesso e volentieri, per far ciò, ha "dimenticato" di gestire la “cosa comune” e di provvedere ad attuare quelle misure che servivano per la sopravvivenza del Paese. Ma di recente, ancora una volta, come ormai accade troppo di frequente vista la situazione di gravissimo commissariamento economico e sociale che attraversa l’Italia, il governo ha distolto la propria attenzione – e strategicamente quella dei cittadini – dai problemi concreti per concentrarsi su problemi personali  che riguarderebbero norme e leggine a favore di questo o di quel politico. Così mentre tutte le forze politiche venivano concentrate sullo sforzo collettivo di evitare che questo o quel politico finisse in carcere o che almeno dovesse, come vorrebbe la legge, abbandonare lo scranno in Parlamento, ci si è scordati che anche i nostri militari erano e sono impegnati nelle  ambigue e – consentiteci – diaboliche "Missioni di Pace".

    Dittatura 3.0 – L’Italia dei Soviet, dei Commissariamenti e dei Gamberi

    Dittatura 3.0 – L’Italia dei Soviet, dei Commissariamenti e dei Gamberi

     

     

     

     

     Lo Shoutdown Italico, Militare                                                                                               

    E non si è tenuto conto del fatto che, per alcuni di loro, quelli di stanza in Afganistan, Libano, Kossovo e Somalia, il mandato sarebbe scaduto il 30 settembre (Decreto Legge 28.12.2012 n° 227 , G.U. 28.12.2012). Dal ieri 1 ottobre, quindi, essendo venuta meno la base giuridica che legittimava la partecipazione delle forze armate italiane a queste missioni a seguito delle risoluzioni Onu, costituita da una serie di proroghe che hanno ripetutamente autorizzato l’intervento, i nostri soldati non sono più autorizzati a prendervi parte. Il problema è che venendo a mancare l’approvazione della missione, al tempo stesso è venuta a mancare la relativa copertura finanziaria, inclusa quella per il rimpatrio delle truppe e di tutti gli armamenti di stanza nei Paesi sopra indicati!  Anzi a volerla vedere bene non essendo più autorizzati a permanere in quei Paesi, i nostri soldati sono passati dall’essere “militari in Missione di Pace autorizzata dall’ONU” all’essere soggetti armati e non autorizzati in un Paese straniero (come dire che le autorità locali sarebbero autorizzate ad aprire il fuoco contro di loro e sarebbe dalla parte della ragione).

     AAA… Militari Cercasi…                                                                                                           

    E così mentre i nostri esemplari di Homo Politicus sono impegnati nel decidere se  dimostrare fedeltà a Berlusconi e presentare le dimissioni (rischiando in molti casi di perdere la pensione, non avendo completato il mandato) o lasciare che la giustizia e il governo Letta facciano il loro corso; mentre continuano a far finta di governare mentre i problemi del Paese aumentano (la disoccupazione ha raggiunto livelli che non si vedevano dal 1977, dati CNEL ed Eurostat, e il carico fiscale cresce senza che nessuno sappia porvi rimedio), i nostri militari sono in giro per il mondo in attesa che qualcuno si ricordi di loro…..   

     

    C. Alessandro Mauceri, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)  

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  • Dittatura a Stelle e Strisce – I Soviet Usa Commissariano l’informazione. Il Caso “Associated Press”

    Giovedì, Maggio 16th/ 2013

    – L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri –

    Guantanamo, Stati Uniti d’America, Obama, “missioni di pace”, Associated Press, Eric Holder, Jim Cole, Casa Bianca, Aviano, missili B61, B61 Mk12 teleguidati, Hans Kristensen,  the Guardian, MUOS, marines americani  

    Dittatura a Stelle e Strisce – I Soviet Usa

    Commissariano l'informazione. 

    Il  Caso "Associated Press"

    Lo Sgarro – Associated Press? Evidentemente sapeva troppo…

    Il Padadosso – TG Uno: Obama ora si scopre difensore

    della libera informazione e promette leggi ad hoc!

     

    L'approfondimento di C. Alessandro Mauceri

    Skyfall Press - Associated Press - USA

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Vera "Democrazia" in America – Alla Faccia di Tocqueville                  

    Washington, Roma – Molti di noi seguono i notiziari, leggono i giornali e pensano di essere ben informati in merito a ciò che avviene nel mondo, almeno per quanto ciò sia possibile. Tutti ormai diamo per scontato che certe cose non possano più avvenire e che, almeno nei Paesi cosiddetti evoluti e industrializzati, i diritti umani siano rispettati e riconosciuti. Eppure, da qualche tempo, le notizie che  ci giungono ci parlano di un progressivo stato di degrado che sembra non aver fine. Tutti noi siamo rimasti stupiti alla pesante azione del Presidente e del capo del governo russi per zittire alcuni giornalisti dell’opposizione che avevano osato dire qualcosa che loro non gradivano. Anche se il vero cancro globale oggi non è il governo Putin, anzi! La Russia – come traspare – sembrerebbe non voler aderire al Nuovo Ordine (Disordine) Mondiale in via di realizzazione, sotto l'egida di USA, NATO, Lega Araba e UE.

      Missioni di Pace, Azioni d Pace… Balle sulla Pace                                          

    Qualche tempo fa abbiamo riferito di ciò che avviene nel carcere di Guantanamo (vedi articolo in allegato) dove i diritti civili dei prigionieri, in barba alle convenzioni internazionali sottoscritte dagli Stati Uniti d’America, sono praticamente inesistenti e dove, nonostante le dichiarazioni ufficiali del Presidente Obama, di fatto  si continua a torturare (perché di questo stiamo parlando e non di detenzione) nascondendo i fatti dietro  lo scudo della “sicurezza nazionale”. Lo stesso scudo che, almeno secondo alcuni, avrebbe giustificato le guerre degli ultimi decenni, nascoste dietro parole ingannevoli e strumentali come “missioni di pace”, con le migliaia di morti che hanno causato e gli inesistenti risultati dal punto di vista sociale ed economico per i Paesi invasi dagli Stati Uniti e dalle nazioni alleate. In realtà tutte queste guerre hanno avuto un solo beneficio: consentire all’industria bellica di produrre enormi quantità di armamenti da vendere a entrambi i contendenti e imporre ai Paesi invasi la ricostruzione e lo sfruttamento delle risorse naturali, uno dei principali obiettivi – ma non il solo –  delle cosiddette “azioni di pace”, da parte delle multinazionali e degli addomesticati governi dei Paesi invasori.

     Skyfall – I Padrini USA e lo Sgarro di Associated Press                                  

    Oggi, però, è stata resa nota una notizia che è riuscita a sorprenderci. Alcuni organi degli Stati Uniti d’America, per diverso tempo, hanno spiato la sede dell’Associated Press, un'agenzia di stampa internazionale, con sede negli Stati Uniti d'America, senza alcuna autorizzazione giudiziaria e senza alcuna motivazione ufficiale. Più di venti linee telefoniche, tra aprile e maggio del 2012, sono state oggetto di questo spionaggio. Decine e decine di reporter sono stati sottoposti a controlli nelle sedi sotto vigilanza. Non solo, ma lo hanno fatto a totale insaputa degli organi di governo (almeno questo è ciò che è stato ufficialmente  confermato) demandati al loro controllo. E' ciò che nelle ultime ore (paradossale davvero) ha dichiarato lo stesso Obama (nel video-notizia trasmesso dal TG di Rai Uno delle 13,30) il quale ha aggiunto (leggete e remate.. o ridete) che la Casa Bianca farà di tutto per varare leggi a difesa della libertà di stampa. Peccato che il Presidente abbia omesso di dire come tali leggi già esistano e come a non rispettarle sia proprio la stessa Casa Bianca.

    Associated Press Scandal - Eric Holder, Jim Cole

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Dittatura Bianca                                                                                                    

    A questo punto non si sa cosa sia più grave: che il governo di un Paese che ha tra i propri diritti costituzionali la libertà di stampa, decida, di fatto di limitarla; o che le autorità competenti lo abbiano fatto senza avere nessuna autorizzazione da parte degli organi superiori;  o che il procuratore generale Eric Holder (foto sopra a sinistra) abbia affermato che la decisione è stata presa dal suo vice, Jim Cole (foto sopra a destra), a sua insaputa; o che la Casa Bianca abbia affermato che il presidente Barack Obama non era a conoscenza dell’operazione; o che la stessa casa Bianca abbia tenuto a specificare che, anche se lo avesse saputo, nulla sarebbe cambiato; oppure, che nessuno degli organismi internazionali per la tutela dei diritti sia intervenuto per condannare quanto avvenuto.   

     La Colpa dell'Associated Press                                                                               

    In realtà, la vera colpa dell’Associated Press, come chi ha illecitamente spiato il giornale ha serenamente ammesso, era stata solo quella di rendere pubblici, in un articolo del 7 maggio 2012, i dettagli di un’operazione antiterrorismo condotta in Yemen dalla CIA e realizzata, come ormai di consueto, ai limiti della legalità (o forse anche oltre). Tanto è bastato perché lo Stato che negli ultimi decenni si è levato a paladino dei diritti civili di tutti i Paesi del mondo, al punto di scatenare diversi conflitti mondiali ancora in corso, decidesse, senza alcuna autorizzazione, di spiare una testata giornalistica. E di farlo dicendo che, se anche chi doveva, non avesse autorizzato un simile intervento, lo avrebbero fatto lo stesso! In realtà, ciò che dovrebbe sorprendere è il silenzio mediatico che nasconde fatti di una gravità enorme condotti senza che la popolazione ne venga informata, al fine di evitare che una sua reazione possa compromettere lo svolgimento di azioni spesso al limite della legalità. 

    USA, il Gendarme del Mondo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Tempo del Silenzio… che uccide                                                                       

    E, allora (ad esempio)  non si deve sapere, se non  a cose fatte, che gli Stati Uniti d’America hanno fatto un’incursione in un Paese sovrano (Pakistan) con mezzi militari per andare a uccidere un sedicente terrorista senza processarlo e senza neanche informare le autorità locali, se non a cose fatte. Non si deve sapere che gli Stati Uniti d’America, che pure hanno sottoscritto il trattato internazionale per la denuclearizzazione bellica, hanno poi speso miliardi e miliardi di dollari per aggiornare i propri armamenti nucleari e li hanno poi, strategicamente e silenziosamente, collocati in Italia (ad Aviano) e in mezza Europa (Belgio e Olanda, ad esempio). Vendendoli massicciamente agli stessi alleati: vedi Arabia Saudita (articolo in allegato). Che, pur avendo promesso la denuclearizzazione, hanno aggiornato il proprio arsenale nucleare sostituendo i missili B61 con i nuovi B61 Mk12 teleguidati che, come ha affermato Hans Kristensen del Guardian, hanno permesso “un aumento significativo delle potenzialità nucleari statunitensi in Europa”. E senza che nessuno proferisse parola.

     Italia – L'imperialismo USA in Sicilia e i media ben addomesticati            

    E ancora. Non si deve sapere a cosa serve il famoso MUOS, posizionato dall’esercito americano in Sicilia (ma anche in altri Paesi europei) nonostante il diniego del Presidente della Regione Sicilia, il quale, per Statuto regionale, è anche capo delle forze di polizia. Eppure già il fatto stesso che un simile impianto militare non sia un impianto della NATO, ma sia di esclusiva proprietà, e gestione, degli Stati Uniti d’America, e sia posizionato in territorio italiano (nel territorio della colonia Italia) dovrebbe sorprendere e giustificare la curiosità dei mezzi di informazione. Senza dimenticare che i seri dubbi che sono sorti circa la possibilità di ricadute sull’ambiente e sulla salute umana causata da questi impianti che, però, non è mai stato possibile analizzare correttamente essendo proprietà USA (ma “piazzati” in Sicilia). E non si deve sapere in base a quale diritto nelle scorse settimane l’esercito americano ha effettuato diversi sbarchi con elicotteri su aree e terreni privati della Sicilia e senza darne comunicazione alcuna. Salvo poi dire che si era trattato di una esercitazione e che le autorità competenti avevano dimenticato di informare. Figuriamoci poi se qualcuno debba giustificare lo sbarco di 500 marines americani e il loro collocamento in una base dell’esercito americano in Sicilia. Per tacere su Sigonella e sul caso Libia. A pensarci bene, dopo quello che sta avvenendo in Sicilia, in Italia e nel mondo non crediamo si possa parlare di “dimenticanze” di informazione. Semplicemente non lo si è detto perché non lo si è voluto dire. In questo modo, Italiani o Americani o altro, possono sempre dire, dopo che un fatto è avvenuto, che il loro operato è stato reso necessario da eventi contingenti e regolato da accordi (che non esistono) e  nel rispetto di leggi (ormai tante volte violate o non rispettate che non ci si fa più caso).

     Paradigma "Associated Press – Svegiamoci!                                                         

    Forse, è questo il vero problema, che dovrebbe sorprenderci e farci reagire: il fatto che sia ormai diventata un’abitudine il mancato rispetto delle leggi locali, nazionali ed internazionali da parte di alcuni insulsi ed iniqui soggetti demandati, da personaggi altrettanto oscuri, alla gestione della cosa comune. Come dire: "fate quello che dico io, tanto poi io decido di fare quello che voglio e me ne frego delle leggi che vi ordino di rispettare”. E allora forse non sorprenderà che la stampa non sia più libera e che si possano sorvegliare di nascosto le comunicazioni dell’Associated Press…

    C. Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5 – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Lunedì, Novembre 5th/ 2012 

    – L'editoriale del Lunedì, di Sergio Basile e Silvia Laporta – 

    Schiavi di un Debito Illegale / Denaro e Banche / Segreti dei nuovi Padroni del Mondo /  Crisi eurozona / Le Confessioni di Sir Josiah Stamp / Denaro / Bibbia / Vangelo / Mammona / Francoforte / Bruxelles / Sistema Bancario / Società moderna / Gesù / Giuda / Tradimento per 30 danari / Missioni di Pace / Esportazione della democrazia / Età dei Diritti / Politically Correct / Sir Josiah Stamp / Banca d'Inghilterra /  Il Fine reale del denaro della società moderna / Federal Reserve / Bce / Banca Mondiale / Fondo Monetario Internazionale / Banca dei Regolamenti Internazionali / BRI /  Trilateral Commission / Bilderberg Club / Goldman Sachs / Banche speculative / Banche d'affari / Wall street / City of London / G20 / Messico / Terzo Mondo / Quarto Mondo/ Logge / Club Mondialisti / Usa / Africa / Nuovo ordine Mondiale / Classifiche sul Debito Pubblico / Pigs / Schiavi di un Debito Illegale / Fed / Federal Reserve / Bank of North Dakota / Wall Street / Bce / Mario Monti / Yale University / Beniamino Andreatta / Carlo Azeglio Ciampi / Silvia Laporta / Sergio Basile / Austerity / Signoraggio / Banca d'Inghilterra 

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5

    – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi

    Padroni del Mondo

    Sovranità Finanziaria e Sistema bancario:

    Le Confessioni di Sir Josiah Stamp e il lato

    oscuro e occulto della Crisi

    I casi Giappone, Norvegia e North Dakota, i segreti

    e le battaglie per la sovranità di  Orban e Mussolini

    Bruxelles, Roma, Washington, Londra, Francoforte – Denaro. E' proprio lui che fa muovere il mondo; almeno quello marcio, quello che sembra poter fare a meno dell'amore. Lo è anche nelle Sacre Scritture, nella metaforica rappresentazione del male, personificato nei Vangeli nella figura di "Mammona". Da qui l'interrogativo che Gesù pone ai suoi discepoli: "chi servirete, Dio o Mammona? Nessuno può servire due padroni (si legge nel Vangelo di Matteo) perchè amando l'uno, odierà l'altro", e viceversa. Morti, guerre, disastri, diritti calpestati, ingiustizie, abusi di potere. Tutte reazioni a catena causate dal denaro, dalla sete di potere e dalla perenne ricerca dell'esercizio del controllo sul Prossimo. L'amore al denaro è la negazione di Dio, il suo tradimento più grande. Non per nulla Giuda stesso tradì per 30 danari Dio in persona, Gesù Cristo: colui che è la personificazione del bene assoluto. Azione emblematica e in fondo profetica: esempio per intere generazioni, valido ancora oggi. E' quasi come se fosse una legge di branco, applicata però alla società civile. Secondo qualche sociologo, se ci fosse ancora quel branco così selvaggio e primitivo non esisterebbero le istituzioni e non esisterebbe neanche il denaro; magari risolveremmo i nostri problemi semplicemente con la violenza, togliendoci la vita. Ma il vero problema è che ciò accade ancora! Leggi o non leggi! Diritti o non diritti! Nella società moderna uccidere qualcun'altro fisicamente – in teoria – è un reato; tuttavia ci sono molti omicidi occultati e molti altri crimini simili legalizzati, forse peggiori di questo, più efferati. Come scordarsi dell'aborto? D'altronde spesso uccisioni e torture, persistono, e non solo in continenti come Africa o Asia, o macro-aree sub-continentali come il Medioriente, ma anche in Occidente, negli Usa ed in Europa. Crimini abilmente celati dai media, occultati, magari con espressioni "politically correct" come "Missioni di Pace" o "Esportazione della Democrazia", "Primavere arabe" ed altri accidenti. Ma vi sono anche molte vittime di crimini diversi, vittime del debito e di una sorta di nazismo bianco che opprime centinaia di milioni di uomini. Il denaro sta dietro a tutto e regge tutto. Esso storicamente ha assunto – per poter sussistere – una struttura ben delineata, piramidale e gerarchica: potremmo dire quasi burocratica. Quella che potremmo definire una "piramide di potere", un'organizzazione ben definita ed autoreferenziale, che trae le sue radici moderne non dal caso o dall'imponderabile, ma bensì dalla nascita e crescita del sistema bancario. Un sistema sovranazionale capace di ergersi addirittura al di sopra delle costituzioni e dei parlamenti. Al di sopra dei popoli e delle nazioni, a suon di diktat e dogmi tecnici. 

     Le Confessioni di Sir Josiah Stamp                                                                     

    E' lo stesso Stamp ad ammetterlo!  Sir Josiah Stamp – direttore della Banca d’Inghilterra (la prima banca privata al mondo, nonché la prima a godere del diritto di signoraggio)  dal 1928 al 1941 – scrisse le seguenti gravi ed emblematiche impressioni, una sorta di vera e propria confessione: "Il moderno sistema bancario crea denaro dal nulla. Il processo è forse il più sbalorditivo trucco da prestigiatore che sia mai stato escogitato. Il sistema bancario fu concepito nel crimine e generato nel peccato. I banchieri posseggono il mondo; se glielo si sottraesse, ma gli si lasciasse ancora il potere di creare denaro, con un tratto di penna riuscirebbero ad avere abbastanza denaro per ricomprarselo (…) Gli si sottraesse invece il potere, tutti i grandi patrimoni come il mio scomparirebbero, rendendo il mondo migliore e più felice. Ma se tu accetti di continuare ad essere schiavo delle banche – concludeva Sir Stamp – lascia che le banche continuino a creare denaro e controllare il credito". Questo è forse il volto più subdolo del male signori!

     Il Fine reale del denaro della società moderna                                                

    Ma dunque a che cosa serve tutto questo denaro oggi? A cosa, in un tempo dove banche private come Federal Reserve e Bce, dotate di pieni poteri di signoraggio (potere di emissione di danaro, trattenendo un utile) sembrano essere diventate monarchie assolute ed onnipotenti, quanto incontrastabili? Semplice! A dare forza e linfa vitale al potere! A dare forza ai Signori dei mercati e della Borsa! Ed in ultima istanza – dunque – a conferire loro un potere evidentemente incondizionato ed illimitato sui popoli e sulle nazioni. Potere arrogatosi illegittimamente da una ristrettissima élite di personaggi: i nuovi veri padroni del mondo. Un potere che ci sta rendendo schiavi legalizzati, piccole pedine in un sistema mondiale troppo complicato e meschino per rispettare la nostra libertà. Peronaggi capaci di battere moneta (senza alcuna garanzia a copertura: specie dopo il divieto di conversione del denaro circolante in oro, sancito con Bretton Wood) e di controllare la vita economica e finanziaria di interi continenti.

     Il Denaro, il Potere e il lato oscuro della Crisi                                                  

    Alla luce di tale premessa, è più facile comprendere come l’attuale crisi sia stata interamente causata dal sistema finanziario e non dall’economia reale. Per non parlare poi della crisi dell'Eurozona, causata non dal "cosiddetto contagio Usa", ma da perversioni finanziarie intestine alla stessa Unione europea (sempre più colonia statunitense ed anglo-tedesca) e legittimate dagli stessi trattati Ue, come quello di Lisbona (vedi soprattutto l'articolo 123). Questo significa che colpevoli non siamo noi lavoratori e comuni cittadini, ma lo sono le banche, le grandi banche d'affari e speculative; gli agglomerati bancari; le mega unioni (vedi progetto Ue dell'Unione bancaria europea nascente) la finanza internazionale; gli speculatori del potere mondialista, ossia organismi sovranazionali – che utilizzano i politici come una sorta di camerieri privati – come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), la Trilateral Commission, il Bilderberg Club, la Goldman Sachs e le altre grandi, enormi, banche statunistensi. Organismi che detengono oggi il potere reale e decisionale, dietro il sottile e fumoso velo della Democrazia Occidentale. Organismi ben più potenti di qualsiasi stato, e degli stessi Usa: che altro non sono – stando a quanto sta accadendo – che le segreterie burocratiche e notarili di questi grandi poteri, organizzati in rete sottoforma di vere e proprie logge mondialiste. Mammona, dunque, ha dei volti ben precisi, ed una casa ben precisa. O meglio case e templi. In tal senso, i due maggiori luoghi di culto occidentali di questa sorta di "nuova religione mondialista", possono esser considerati Wall street negli Usa e la City of London in Europa. Attenzione a questo passaggio, è fondamentale!

     Un complotto mondiale contro la civiltà – Carnefici di Noi stessi             

    La cosa paradossale è che seppur questi apparati siano totalmente colpevoli di farci vivere nella condizioni di schiavismo e povertà in cui versiamo, le decisioni dei vertici che si susseguono in giro per il mondo – i vari G20 o G8, per intenderci – sono tutti protesi ad aiutare e sostenere un siffatto sistema, cioè il sistema bancario, non i popoli. In tal senso un esempio emblematico ci pare l'ultimo G20 tenutosi in Messico (Vedi articolo in allegato). Per non parlare dei cosiddetti Terzo e Quarto Mondo.  Anzi, ai popoli si chiede di pagare il conto: da Roma a New York, da Madrid a Francoforte, da Parigi a Berlino, da Atene a Londra, senza distinzione alcuna. Ai cittadini del mondo – del villaggio globale – si chiede dunque di "consumare" e di pagare per gli errori che essi non hanno commesso. Cioè di pagare per gli abusi dei padroni, rivestendosi da agnelli sacrificali, sull'altare del liberismo economico. Gli si chiede di essere i carnefici di se stessi, e di farlo di buon grado e magari col sorriso stampato sulle labbra, accettando dogmi falsi come la "crisi", la "globalizzazione" e la "crisi globale". Un complotto a livello mondiale (o Nuovo Ordine Mondiale), una specie di mafia allargata che decide le sorti del mondo. Gli usurai comandano le nostre vite e vorrebbero farcele vivere nel rispetto dei precetti del denaro. Un inganno che oggi si alimenta con lo stratagemma del debito pubblico.
     
     Un Inganno Globale, chiamato "Debito Pubblico" – Il Caso Giappone    

    Ma come funzionano questi meccanismi di potere?  Guardiamo alle attuali statistiche e classifiche del debito pubblico.  Noteremo tra i primi posti al mondo  la Grecia,  la Spagna, l’Italia, gli Stati Uniti, l’Irlanda e il Portogallo. Ma la nazione con il debito pubblico percentualmente più alto rispetto al PIL è il Giappone, (con i suoi oltre 8000 miliardi di euro di debito: quattro volte il debito dell'Italia, per intenderci) che supera addirittura il 233%. Come mai il Giappone non figura in questa classifica? Come mai non figura nella classifica dei Paesi in crisi o dei cosiddetti "Paesi Maiali" (Pigs)? La risposta la si può trovare osservando un’altra graduatoria, quella riguardante le percentuali dei Titoli di Stato piazzati all’estero e tra gli speculatori internazionali: titoli oggi capaci di elargire – come noto – interessi d'oro grazie alle altrettanto ingannevoli e dannose armi (di supporto) quali il rating e lo spread. Nella classifica di cui sopra, troviamo al primo posto l’Irlanda, con una percentuale dell'85%. A seguire: il Portogallo col 75%, la Grecia col 70%, gli USA con il 51%, la Spagna con il 46% e l’Italia con il 44%. E il Giappone? Incredibile ma vero! Ma esso è in fondo alla graduatoria, con uno striminzito ed irrisorio 4%. Allora, possiamo comprendere come il problema reale non sia la consistenza del debito pubblico o il mancato pareggio di bilancio (come ingannevolmente nello scorso fine settimana Angela Merkel è tornata a ripetere, prospettando altri 5 anni di rigore ed austerity per l'Europa), ma il vero punto focale è comprendere chi ha in mano i Titoli. Capire chi possiede le redini del carrozzone. Se le banche internazionali o i risparmiatori nazionali. Allora il problema è di sovranità finanziaria e monetaria, non è una questione di improbabili e pretestuosi contagi o crisi cicliche mondiali. E un complotto signori! Un vile complotto!

     Il Debito italiano negli ultimi 40 Anni – ecco com'è andata                           

    A questo riguardo è molto interessante osservare il grafico del debito pubblico italiano negli ultimi quarant’anni. Con lievi oscillazioni, durante gli anni Settanta, il valore si era stabilizzato sul 50% del PIL. Nel 1981 – anno in cui, tra l'altro, un giovane Mario Monti fresco di laurea presso la Yale University, iniziò a collaborare in veste di consulente finanziario, con i precedenti governi italiani succedutisi – esso iniziò a salire fino a sfiorare il 120%. Cioè iniziò stranamente a scoppiare. Ed è proprio in questo stesso anno – tra l'altro – che  Andreatta e Ciampi esentarono la Banca d’Italia dall’acquisto dei Titoli di Stato. Da allora prese piede una spirale mortale per la Repubblica: una spirale che coincise con la ricerca di acquirenti – finanziatori – all’estero. Questo fu l'inizio della fine! Potrebbe essere dunque corresponsabile dell’aumento del debito pubblico la diminuzione di sovranità finanziaria, oltre che la perdita della sovranità monetaria? Certamente si! Inoltre è proprio negli anni Ottanta che si è verificato un aumento della pressione fiscale dal 31 al 40%. Le cose, allora, non sono proprio come ci vengono descritte. La crisi finanziaria è stata dunque frutto delle pressioni di forti poteri esterni – e relative concessioni interne da parte di politicanti e "tecnici"- che hanno reso il popolo succube, privo di libertà e di indipendenza finaziaria ed economica, senza dargli altra scelta.  

     L'Europa e la Sovranità Rubata                                                                               

    Privati della propria sovranità finanziaria i cittadini italiani sono divenuti vittime sacrificali ignare, mute e docili, immolate sull'altare del debito. La situazione si è poi aggrava – come noto – grazie all'incompetenza di una leadership politica lunga decenni,  incompetente, arrogante, impunita e devota a favoritismi e criminalità.  Ma soprattutto asservita ai grandi burattinai del sistema bancario. L'unico che provò a contrastare con forza questa china fu Mussolini, durante il suo Ventennio, rifiutandosi di privatizzare la Banca d'Italia e di sottrarla in tal modo al controllo del Parlamento. L'ultimo, in tal senso, a tentare qualcosa di simile in Europa, nei mesi scorsi, fu il premier ungherese Victor Orban, che riformò la Costituzione ponendo la Banca Centrale Ungherese sotto il controllo del Parlamento. Ma Orban, come noto, fu repentinamente bloccato nel suo intento – accusato ingenerosamente di nazionalismo e "derive liberticide" – a suon di minacce di sanzioni e sospensione di fondi dalla Commissione europea di Manuel Barroso. La Grande garante dello status quo bancario, a livello continentale.

     Tutto nel Rigoroso Silenzio                                                                                       

    Ma la cosa più grave è certamente la cappa mediatica e lo spesso velo di silenzio caduto su tutto ciò da oltre mezzo secolo a questa parte. La spirale di silenzio nella quale sono cadute e cadono ad oggi tutte queste importanti informazioni, che potrebbero – se portate al centro del pubblico dibattito politico – fare la differenza nella vita dei cittadini, nella vita di ciascuno di noi, riscattandoci da una insensata ed asfissiante dittatura chiamata austerity. Oggi, grazie al web, possiamo in parte contrastare questo grave gap culturale ed informativo, rileggere la storia e reinterpretarla. Possiamo imparare a difenderci da essa e da quanti – celandosi dietro enormi menzogne – ci hanno dipinto realtà immaginarie, finendo per rinchiuderci in una sorta di gabbia sociale, dove debito e tassazione sono diventate due armi tra loro speculari, nonchè facce opposte della stessa moneta. Una moneta coniata dai nostri stessi aguzzini per comprarci, renderci schiavi. In tal senso una storia da conoscere assolutamente, e che si ricollega prepotentemente a quanto detto finora, aiutandoci a comprendere meglio, è quella dell'americana Federal Reserve.
       
     La Nascia della Fed e il caso della Banca del North Dakota                           
     
    Nel 1913, quando fu delegata ad operare come Banca Centrale Usa la privata Fed, tutti i parlamenti dei singoli stati federali furono chiamati a ratificare il voto del Senato. Tutti approvarono, cari lettori, tranne uno. Il North Dakota, uno Stato al confine con il Canada, che anziché aderire all'inciucio bancario, diede vita ad una propria Banca di Stato, in opposizione a Wall Street e ai banchieri privati che tiravano le fila della Fed. La Banca del North Dakota è rimasta un istituto pubblico indipendente dall'iniquo sistema della Federal Reserve, con una storia costellata da successi e prosperità. Anche nel 1929, mentre la grande crisi fece traballare tutte le banche statunitensi, essa continuò imperturbabile la propria attività. Inoltre, mentre tutte le banche del circuito federale sono governate da personaggi nominati dall’"alto", cioè su investitura ufficiale e benedizione di Wall Street, la triade di massimi dirigenti della Banca del North Dakota è eletta dai cittadini, dando un esempio di democrazia e trasparenza a tutti gli Americani ed al mondo intero. Un esempio analogo in Europa, è la Norvegia (Vedi articolo in allegato). Nessun inganno, nessuna crisi!
     

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

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    Debito Pubblico e Ruolo della Bce – Un Sistema Bancario Immorale

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    Martedì, Luglio 3rd / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Sistema bancario / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Sistema Target2 / Germania / Industria tedesca / Angela Merkel / I debiti […]

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

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    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

    La Crisi potrebbe finire in un minuto, basterebbe volerlo davvero – Bce e caso Norvegia

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

    Esteri – G20 Messico, un vertice per i banchieri?

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    Giovedì 21 th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta – G20 / Messico / Eurozona / Los Cabos / Monti / Hollande / Mekell / Usa / Banche Svizzera / Italia / Spagna/ Francia / Benoit Coeurè / Commissione Ue / Bond / debito pubblico / titoli statali / Fondo Salva Stati /  European […]

    G20 – Crisi Ue e Rifinanziamento Fmi: Soluzioni pro banche?

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    Martedì 19th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta –  Los Cabos / Messico / Vertice mondiale / Banche / G20/ America / Cina / Germania / Francia / Italia / Camp david / G8 / Crisi europea / Crisi economica / Banche / Politica / Potenze mondiali / Barack Obama / Angela Merkel / […]

    G20 – Crisi: dal 2008 licenziati in 21 milioni

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    Martedì, Giugno 19th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile  – Unione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Messico / G20 / Summit / Usa / Grecia / Atene / Euro / Crisi / Elezioni greche / Conservatori greci / Mercati / Economia / Crescita / Governo di corresponsabilità nazionale / […]

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    Sabato, Agosto 4th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Eurozona / Germania / Berlino / Merkel / La Bild / Hollande / Draghi / Eurozona / Banche / Moneta unica / Friedrich Sell / Hans Werner Sinn / Financial Times / Bulgaria / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Informazione / Crisi economica  / Euribor / Target […]

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    Giovedì, Agosto 2nd/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Eurozona / Vertici Ue / Monti / Hollande / Crisi economica / Bce / Merkell / Germania / Esm / Fondo salva stati permanente / Barack Obama / Palazzo Chigi / Democrazia / Radio Uno / Eurozona / Austerità / Mario Draghi / scudo anti- […]

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    Giovedì, Agosto 2nd/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Unione Europea / Bruxelles / Debito Pubblico / Sovranità nazionale / Euro / Moneta unica / Politica / Economia / Finanza / Comunità / Unità politica / Deficit / Crescita / Crisi / Mercati finanziari / Francia / Spagna / Finlandia / Monti […]

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    Martedì, Agosto 14th/  2012 – di Sergio Basile –   Eurozona / Expo 2015 / Crisi / Moneta unica / Mondialismo / Nuovo Ordine Mondiale / NWO / Eurodollaro / Moneta Unica / Barack Obama / Beppe Grillo / Mario Draghi / BCE / Lira / Dracma / Teschi / Farfalla Monarch / Bohemian Wood […]

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    Martedì, Ottobre 23th / 2012  – di Sergio Basile – Joseph Stiglitz / Paul Krugman / Austerity / Predatory lending / Buffet Rule / Pretesto della recessione / Deficit Spending / Unione europea / Surplus / Eurozona / Economia / Finzanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / Debito pubblico / Controinformazione / Qui […]

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    Mercoledì, Settembre 26th/ 2012 – di Max Cittadino e Sergio Basile – Unione europea / Eurozona / Bruxelles / Strasburgo / Francoforte / Berlino / Germania / Euro / Helmut Kohl / George Soros / Fiat / Fabbrica Italia / CFR / Council on Foreign Relations / Ceca / Sme/ Mec / Europa austroungarica / […]

    Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Max Cittadino – Italia / Spagna / Unione europea / Crisi economica / Spending review / Tagli alla spesa Pubblica / Pagine economiche dei TG / Welfare / Politiche liberiste / Neoliberismo / Scuola Austriaca / Shumpeter / Keynes / Lavoro produttivo / Scandali bancari / […]

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

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    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Italia / Cultura / Tagli alla cultura / Progetto erasmus / Nuova Legge di stabilità / Parlamento Italiano / Unione europea / Disoccupazione / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi / Disoccupazione / Welfare […]

    Monti scambia gli Euroscettici per Nazionalisti e Rilancia l’Unione Bancaria per fine 2012

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    Mercoledì, Ottobre 17th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Parlamento Europeo / Bruxelles / Crisi / Eurozona / Mercato unico europeo / Debito pubblico / Mario Monti / Angela Merkel / Corrado Passera   Mercato Unico Europeo: Monti avverte “Attenzione, potrebbe scomparire!” Il premier italiano scambia gli "euroscettici" per "nazionalisti" e […]

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    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012 – di Max Cittadino – Unione bancaria / Bruxelles / Francoforte / Roma / Eurozona / Bce / Mario Draghi / Too Big To Fail / Rinazionalizzazione della banca d'Italia / Nazionalizzazione dei Gruppi bancari / Humus criminogeno / Project Bond / Unione Bancaria / Signoraggio bancario / Euro / Lira […]

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    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Banche / Basilea 3 / Settore Bancario / riforma Banche / Josè Barroso / Ue / crisi economica / Banca centrale finlandese / Erkii Liikanen / presidente del mercato interno Michel Barnier / borsa / speculazioni bancarie / Basilea 3 / Confindustria/ Abi/ Cooperative/  rete imprese […]

    Bruxelles – Si parte con il Delirio Project Bond

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    Giovedì, Luglio 12th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Ecofin / Bruxelles / Crisi economica / Monti / Merkel / Pil / Spagna / Juncker / Unione europea / El Pais / Project bond / Finanza / Banche / Raccomandazioni / Austerity / Rajoy / Ue alla resa dei conti / Debitocrazia / Delirio Project Bond  […]

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Monti, Bersani, il PD e i sogni Goldman Sachs per il 2013

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    Sabato, Settembre  22st/ 2012 –  di Sergio Basile – Europa / Italia / Goldman Sachs / Mario Monti / Mario Drqaghi / Gianni Letta / Romano Prodi / PD / Elezioni 2013 / GS tifa per Bersani / Pierferdinando Casini / Golpe neoliberista / Beppe Grillo / Movimento 5 Stelle / Vendita e dismissione strategica […]

    Il Presidente Ceco a Napoli: L’Ue deve fare un passo indietro, Fuori dall’Euro!

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    Venerdì, Settembre 21th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Napoli / Praga / Repubblica Ceca / Presidente della Repubblica / Vàclav Klaus / Moneta unica / Euro / Democrazia / Università di Napoli Federico II / Incontro coi giovani dell'Ateneo Federico II / Stati Uniti d'Europa / Massimo Marrelli / Bruxelles /  Napoli  […]

    Gli Ignoranti del Debito

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    Martedì, Settembre 11th/  2012 – Redazione Qui Europa  – Italia / Roma / Mario Monti / Pierferdinando Casini / Rocco Buttiglione / Matteo Renzi / Pierluigi Bersani / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Trattato di Lisbona / Benito Mussolini / Ignoranza / Signoraggio Bancario / UDC / PD / Ventennio fascista / Contestazioni a Fassina […]

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

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    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

    Ungheria – Si alla Vita e Sgambetto all’Aborto

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    Lunedì, Ottobre 8th/ 2012  –  di Maria Laura Barbuto –  Europa / Unione Europea / Ungheria / Budapest / Aborto /  Diritto alla vita / Famiglia / Concepimento / Vittime / Genocidio / Madri / Figli / Genitori / Costituzione / Uno di Noi / Movimento per la vita / Antonio Socci / Madre Teresa […]

    Ue–Ungheria: continuo tiro alla fune

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    Venerdì,  Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Corte di Giustizia Ue / Ungheria / Bruxelles / Budapest / Indipendenza Banca Centrale / Indipendenza Magistratura / Authority nazionale per la protezione dei dati personali /  Pensionamento anticipato / Vivian Reding / Viktor Orban   Ue–Ungheria: un tiro […]

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       Mercoledì, Marzo 14th / 2012 Consiglio Ue / Ecofin / Affari Economici / Ungheria / Democrazia / Rehn Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi  all'Ungheria Il Commissario Rehn accomuna Budapest a Madrid.    Bruxelles – Nelle scorse ore è giunta la notizia – per la verità attesa quanto grave […]

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