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  • Lettera di una madre preoccupata – I miei figli  hanno avuto gravi reazioni ai vaccini

    Lettera di una madre preoccupata – I miei figli hanno avuto gravi reazioni ai vaccini

    Venerdì, 22 settembre/ 2017 

    di Mirella Fuccella

     Redazione Quieuropa,  Caccini, Mirella Fuccella,  abusi vaccinali, strategia. divieto analisi prevaccinale 

    Lettera di una madre preoccupata – I miei figli

    hanno avuto gravi reazioni ai vaccini

    Orwell 2017  – Vaccini: qual è la stretegia del Ministero della Salute?

     

    di Mirella Fuccella – Lettera alla redazione

    vaccini-lettera-alla-redazione-una-mamma-preoccupata-gravi-reazioni-sui-miei-figli

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Vaccini: imposizioni e strani divieti su analisi    

    Salerno – di Mirella Fuccella Sono una mamma di tre figli che hanno avuto gravi reazioni ai vaccini. In seguito all'approvazione della legge Lorenzin mi sono iscritta ad un gruppo per la libera scelta vaccinale e ad un gruppo di persone che hanno subito danni da vaccino. Attraverso tali gruppi sono venuta a conoscenza di

                                         tutta una serie di soprusi

                         che stanno avvenendo in varie parti d'Italia

                             a danno dei bambini e dei loro genitori.

    Ecco alcuni esempi piu' eclatanti: 1) in una testimonianza proveniente dal Nord Italia viene segnalato che è stata emanata una circolare da parte del Ministero che vieta ai pediatri di prescrivere qualsiasi tipo di analisi prevaccinale (cosa che invece sarebbe previsto dalla legge), se i pediatri le prescrivono saranno accusati di danno all'erario. Pensiamo che tale circolare riguardi i pediatri di tutta Italia perché anche da noi, in Campania, i pediatri rifiutano di prescrivere tali analisi. 2) molte persone in provincia di Belluno si sono sentite dire che tutti i laboratori di analisi sia pubblici che privati hanno il divieto assoluto di fare esami anticorpali, anche laddove le persone paghino di tasca propria. In pratica se un bambino ha già avuto il morbillo o altra malattia è impossibile dimostrarlo perché le analisi sono vietate! 3) altre persone dalla Sicilia segnalano che addirittura sono stati modificati i range di riferimento per le analisi anticorpali. Quindi persone che prima risultavano immuni alla rosolia, ora risultano non immuni. Cosa impossibile, visto che la rosolia, una volta contratta, "regala" immunità praticamente per tutta la vita. Mi auguro che si possa fare chiarezza in merito a queste cose, perché, al tempo del "controllo totale" alla George Orwell e della "Fattoria degli animali… totale"… i maiali artefici della rivoluzione contro l'uomo, sono ormai usciti allo scoperto (Ndr):

                          ormai è evidente che al Ministero della Salute

                        pensino a tutto tranne che alla salute pubblica,

    soprattutto ciò che conta è  il profitto delle multinazionali farmaceutiche…

        la disintegrazione delle coscienze e l'annullamento dell'essere (ndr)


    Mirella Fuccella (Copyright © 2017 Qui Europa)

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  • Ue – Nuove norme sui diritti dei detenuti

    Ue – Nuove norme sui diritti dei detenuti

    Sabato, Maggio 5th / 2012

    – di Mirella Fuccella –

    Unione europea / Consiglio Ue Giustizia e Affari Interni / Direttiva / Diritti / Stati Uniti / Detenuti / Diritto ad un avvocato difensore /  Consulenza legale gratuita / Diritto all'informazione sui capi d'imputazione / traduzione dei documenti del procedimento / diritto di non rispondere alle domande degli inquirenti / diritto di accesso a tutta la documentazione processuale / Diritto alla protezione consolare / Diritto alle cure mediche urgenti / Privazione libertà personale / armonizzazione dei diritti procedurali dei sospettati e degli accusati / riforma dell'accordo Pnr /  Quadro legislativo comune voli Ue-Usa / Privacy / Compressione del diritto alla Privacy / 11 Settembre / Twin Towers / Grande Fratello / Intelligence Usa / Accordi Ue-Usa / Accordi Ue-Canada / Mirella Fuccella 

    Consiglio Ue: Nuove norme e ingerenze su

    diritti dei detenuti e privacy  

    "Lettera dei Diritti" e Diritto all'avvocato difensore

    Voli Ue-Usa: Ingerenze sulla privacy dei passeggeri

    Bruxelles – Il Consiglio Ue Giustizia e Affari interni ha deciso all'unanimità di adottare una direttiva che introdurrà in tutta l'Unione europea il diritto ad un avvocato difensore. La direttiva prevede anche una procedura comune per ottenere consulenza legale gratuita, il diritto ad essere informati con precisione sulle accuse a proprio carico, quello all'interpretazione e traduzione dei documenti del procedimento e il diritto di non rispondere alle domande degli inquirenti. Le persone arrestate dovranno essere informate attraverso una "Lettera dei diritti" scritta in una delle lingue ufficiali dell'Ue, che risulti loro comprensibile. Essi dovranno avere accesso a tutta la documentazione processuale, alla protezione consolare, e alle cure mediche urgenti, oltre al diritto di sapere per quanto tempo saranno privati della libertà personale nel Paese in cui sono stati fermati. La direttiva sull'informazione adottata ieri dal Consiglio rappresenta la seconda parte di un pacchetto più ampio di misure che mirano ad armonizzare i diritti procedurali dei sospettati e degli accusati. Gli Stati membri introdurranno la direttiva negli ordinamenti nazionali entro due anni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea. 

      Ingerenze su privacy nei voli Ue-Usa  

    Il Consiglio Ue Giustizia e Affari interni ha anche approvato una riforma dell'accordo Pnr in vigore dal 2007, che entrerà in vigore a partire dal primo giugno 2012, e intende creare un quadro legislativo comune per i passeggeri dei voli tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti. L’obiettivo – almeno quello ufficialmente dichiarato –  sarebbe – almeno in teoria – quello di prevenire, individuare e perseguire eventuali "azioni terroristiche" e relativi "crimini transfrontalieri" con pena detentiva uguale o maggiore di tre anni. Tuttavia tale decisione ha fatto storcere il naso a numerosi osservatori internazionali, nonché al nostro Osservatorio: infatti si ha la palpabile sensazione che dietro la scusante del "solito terrorismo" e della sicurezza – un film per la verità già visto dopo gli attentati dell'11 settembre alle Twin Towers – il governo americano abbia oltrepassato il sottile limite della pricacy, trasformandosi in una sorta di "Grande Fratello", ed invadendo con gravi ingerenze la sfera privata dei cittadini anche e solo imbarcati su aerei sorvolanti determinate aree considerate d'interesse strategico. Intanto, sulla scia di quanto fatto con gli Usa, sono in corso nuove trattative sullo stesso tema tra l'Ue e il governo canadese. Che fine farà il diritto alla riservatezza dei cittadini europei? Cosa nasconde questa esagerata – o probabilmente pretestuosa – ossessione per il terrorismo? Qui Europa cercherà di svelarlo nelle prossime puntate di questa fiction.

    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa) 

  • L’Italia non rispetta i diritti umani

    L’Italia non rispetta i diritti umani

    Venerdì, Maggio 4th / 2012

    Unione europea / Italia / Diritti / Corte europea / Carceri / Giustizia lenta / Sovraffollamento  / Record di ricorsi / Amnistie / Irragionevole durata dei procedimenti / Credibilità internazionale / Durata dei procedimenti / Inefficienze sistematiche / Sovraffollamento delle carceri / Credibilità internazionale / Margine di valutazione nazionale / Riforma del sistema giustizia / Mirella Fuccella / Qui Europa  

    L’Italia non rispetta i diritti umani

    Una valanga di ricorsi intasano la Corte europea

    Strasburgo – Il presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo, il giudice britannico Nicolas Bratza, tiene periodicamente alcune visite presso ciascuno dei quarantasette Paesi del Consiglio d’Europa. Ieri è toccato all'Italia. Non si è trattato certo di una ispezione, ma gli incontri che il presidente della Corte europea ha tenuto ieri in Italia con il Presidente della Repubblica e il ministro della Giustizia sono stati l’occasione per chiarire alcuni punti critici. L’Italia ha molti conti in sospeso rispetto all’obbligo di protezione dei diritti e delle libertà assicurati dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. In primo luogo vi è la questione dell’inefficienza del nostro sistema giudiziario, con le sue complesse norme procedurali, l’uso che viene fatto delle risorse a disposizione, l’incidenza dell’imponente avvocatura italiana.

      "Irragionevole" durata dei procedimenti  e  inefficienze sistematiche  

    Da quasi trent’anni la Corte segnala il grave problema, condannando l’Italia per la continua violazione del diritto alla ragionevole durata dei procedimenti. Non solo tali condanne cadono nel vuoto, ma addirittura da qualche tempo l’Italia compie nuove violazioni, ritardando il pagamento delle somme che le Corti di appello assegnano ai ricorrenti per riparare la violazione del loro diritto. Un altro grave problema riguarda le condizioni dei detenuti, che per il sovraffollamento delle carceri sono spesso tali da poter essere definite come “trattamento inumano e degradante”.

      Questione di credibilità  

    Sono temi ormai improrogabili, che danneggiano anche la credibilità internazionale del nostro Paese. Già il governo precedente aveva dato luogo a forti proteste da parte del Consiglio d’Europa, per aver ignorato le disposizioni della Corte di non espellere alcune persone in Tunisia, dove sarebbero state esposte a rischio di torture. Si trattava di condannati in Italia per "presunte" attività di sostegno a "presunte" reti terroristiche, ma il divieto di tortura garantisce tutti ed è inderogabile. Tali violazioni commesse dall’Italia sono passate da noi quasi inosservate, ma in ambito europeo hanno leso fortemente la reputazione dell’Italia.

      "Inflazione" da ricorsi   

    I ricorsi provenienti dal nostro Paese superano la cifra di 50.000 all’anno. Tutto questo schiaccia le strutture della Corte, causando un forte ritardo nelle decisioni. Il Regno Unito, dunque, spingeva perché si inserisse nella Convenzione una disposizione che obbligasse la Corte a riconoscere agli Stati un largo margine di valutazione nazionale nell’adempiere gli obblighi. Qui però si parla di diritti inderogabili, come la libertà personale, il divieto di tortura o di trattamenti degradanti. Il tentativo del regno Unito, dunque, – per fortuna – non è andato in porto. Sarà ancora compito della Corte elaborare la propria giurisprudenza in merito, senza cedere agli interessi dei governi a danno della protezione dei singoli. Ci auguriamo che tutto questo porti finalmente ad una seria riforma del sistema giudiziario italiano, studiata in modo da rendere finalmente più “umani” i tempi della giustizia: di certo una parte del sovraffollamento delle carceri è dovuto proprio alla presenza di un gran numero di detenuti in attesa di giudizio. La vera soluzione al problema, infatti, non possono essere le periodiche amnistie, che spesso mettono in libertà indistintamente innocenti e colpevoli.

    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Amsterdam: Permessi di soggiorno esosi

    Amsterdam: Permessi di soggiorno esosi

    Venerdì, Aprile 27th / 2012

    – di Mirella Fuccella –

    Europa / Corte di Giustizia Ue / Commissione europea / Immigrazione / Paesi Bassi  / Permessi di soggiorno / Mirella Fuccella / Qui Europa  

    Paesi Bassi – Permessi di soggiorno

    troppo esosi 

    La Ue tutela i diritti dei cittadini stranieri

    Amsterdam, Bruxelles, Lussemburgo – L’importo dei contributi richiesti per rilascio di permessi di soggiorno ai cittadini di paesi terzi ed ai loro familiari, non deve costituire un ostacolo all’esercizio dei propri diritti conferiti dall’Unione europea: a stabilirlo è stata la Corte di Giustizia Ue, con la sentenza C 508/10. In merito, una direttiva europea del 2003 dispone che gli Stati membri conferiscono lo status di “soggiornante di lungo periodo” ai cittadini di paesi terzi che hanno soggiornato legalmente e ininterrottamente per cinque anni nel loro territorio, immediatamente prima della presentazione della relativa domanda, e che soddisfano determinate condizioni. La direttiva 2003/109 prevede anche che gli Stati membri concedano permessi di soggiorno ai cittadini di paesi terzi che hanno già ottenuto tale status in un altro Stato membro nonché ai loro familiari. Nei Paesi Bassi, i cittadini di paesi terzi, ad eccezione dei cittadini turchi, che richiedono permessi di soggiorno sono tenuti al pagamento di contributi il cui importo varia da 188 € a ben 830 €.

      Il "Prezzo dell'integrazione"  

    La Commissione europea, nei giorni scorsi, ha ritienuto che tali contributi siano sproporzionati, poiché, ai sensi della direttiva, essi devono essere di importo ragionevole ed equo e non devono scoraggiare tali cittadini dall’esercitare il loro diritto di soggiorno. Pertanto, la Commissione ha proposto un ricorso per inadempimento nei confronti dei Paesi Bassi. Nessuna disposizione della direttiva fissa l’importo dei contributi che gli Stati membri possono esigere per il rilascio di permessi e titoli di soggiorno, tuttavia, pur essendo ovvio che gli Stati godono di un margine discrezionale, quest’ultimo non può essere illimitato. Il livello di tali contributi, dunque, in base alla decisione della Corte, non deve avere né per scopo né per effetto di creare un ostacolo al conseguimento dei diritti conferiti dalla direttiva, il cui obiettivo è proprio quello dell’integrazione. 

      Il pensiero della Corte europea   

    In tale contesto, la Corte ha rilevato che gli importi dei contributi richiesti dai Paesi Bassi variano all’interno di una forbice il cui valore più basso è circa sette volte maggiore rispetto all’importo richiesto per una carta nazionale d’identità. Un simile divario mostra la natura sproporzionata dei contributi richiesti. La Corte dichiara che tali contributi, eccessivi e sproporzionati, creano di fatto un ostacolo all’esercizio dei diritti conferiti dalla direttiva europea. Di conseguenza, a quanto pare, i Paesi Bassi dovranno porre rimedio a questa “ingiustizia” e adeguarsi alla direttiva. 

    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

    Domenica, Aprile 22th / 2012

    – di Mirella Fuccella e Sergio Basile – 

    Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica al servizio della tecnocrazia / Morte dello Stato /  La bufala della "Crisi" e il "Cerchio magico" dei "Montiani"  /  Finanziamento iniquo e immorale / Onestà intellettuale / Bisogno di una rivoluzione-politica "pacifica" dal basso / Smantellamento del Welfare / Balla Neo-liberista / Conflitto d'interesse e Collusione partitico-aziendale / Nuovo Ordine Mondiale / Dio-danaro / Corte dei Conti / Giulietto Chiesa / Beppe Grillo / Movimenti fuori dal coro / Popli disillusi / Censura / Libertà / Democrazia indiretta / Pressioni politiche / Referendum /  Responsabilizzare i leader politici / Commissione di Alti Magistrati / Rinascita spitrituale e morale / Riscoperta valori sacri / Confronto politico / Menzogna neoliberista / Deducibilità del finanziamento ai partiti   

    Italia da record: anche nei contributi ai partiti

    Finanziamento iniquo ed immorale per la "super-casta":

    La musica cambia nel resto d’Europa

    Re Giorgio Napolitano sta a guardare la "Nuova Tecno-Casta"

    che Egli stesso ha favorito

    Roma, Parigi, Londra, Berlino, Madrid – Tra i temi più caldi trattati dai media nazionali, negli ultimi giorni, uno ci ha particolarmente colpito in negativo, soprattutto in un periodo ci austerity (sia pure ingiustificato: visto che l'Italia è, contrariamente a quanto qualcuno vorrebbe farci credere, un Paese finanziariamente robusto, con un avanzo primario, un bedito privato d'impresa ed un livello di risparmio da prime della classe nell'intera Europa) nel quale in governo Monti, appoggiato ciecamente e spesso insensatamente da tutti i principali leader di partito (Bersani, Alfano e Casini tra tutti) sta letteralmente opprimendo il popolo italiano. E ciò mentre i partiti ingrassano di notte, nel sonno. Allora, analizzando le modalità di finanziamento dei partiti nei diversi stati europei, come al solito, constatiamo che una delle maggiori fonti di spreco in Italia è ancora una volta, proprio, la vita politica. 

      Il finanziamento in Francia  

    In base ai dati riportati dall'esperto Pierluigi Martini, responsabile riforme Ist, sappiamo che in Francia il finanziamento della politica dipende da un contributo annuale, fissato con la legge finanziaria, a cui si accompagnano rimborsi in occasione delle elezioni. È previsto l'obbligo di rendiconti annuali previa certificazione di due revisori dei conti. In caso di irregolarità, il partito perde il diritto al contributo per l'anno successivo, e sono altresì previste anche sanzioni pecuniarie per il mancato rispetto delle parità tra i generi. Sempre in Francia, il contributo annuale ai partiti è di 80 milioni di euro: cifra alla quale si aggiungono i contributi dei privati, che possono essere fatti solo da persone fisiche, in misura non superiore a 7.500 euro l'anno, e con la deducibilità fiscale del 66%.

       In Germania   

    Anche in Germania il finanziamento è pubblico e non può superare la soglia dei 133 milioni l'anno. C'è il controllo sulla contabilità da parte del presidente del Bundestag, sulla base di una relazione giustificativa firmata da un revisore, mentre il presidente è, a sua volta, controllato dalla Corte federale dei Conti.

       In Spagna   

    In Spagna, il finanziamento della politica è misto, essendo composto dai contributi annuali dello Stato centrale e da quelli delle comunità autonome. La misura è stabilita nella legge finanziaria. Sulla contabilità c'è il controllo della Corte dei Conti, mentre il contributo annuale ordinario, al netto da quello locale, è in media di circa 60 milioni.

      Nel Regno Unito   

    Nel Regno Unito vi sono norme che privilegiano il finanziamento pubblico dei partiti di opposizione e la trasparenza dei finanziamenti privatiDunque nei paesi europei è previsto un finanziamento pubblico dei partiti equo e ordinato, e sono sempre presenti meccanismi di controllo sull'uso del finanziamento. Infine sono di solito stabiliti limiti massimi e forme di deducibilità fiscale

     L'anomalia tutta italiana  –  Fondare un partito?  Meglio di un'azienda! 

    In ogni caso, in tutti i modelli sopraesplicati, la misura del contributo pubblico ai partiti è ben inferiore a quanto previsto in Italia, dove è di 4 euro per voto. Dunque sarebbe giusto un forte ridimensionamento di questo importo, sommando alla riduzione del 30% – già decisa con il D.L. 98 del 2011 – almeno un ulteriore 20/30% minimo. Ciò facendo pressioni sui nostri rappresentanti politici diretti, affinchè pongano tali questioni ai rispettivi direttivi: sempre più simili a delle supercaste di intoccabili, con schemi che puntano – a quanto pare – a vere e proprie performance a carattere aziendale, ed a rischio zero.

      Elite politica al servizio della tecnocrazia – E' la morte dello Stato?  

    Veramente inaccettabile in un Paese che la stessa classe politica (quella che conta: dovremmo parlare forse di ristretta élite politica retta da un pugno di uomini) accanto ad una insensata classe di tecnocrati non eletti, sta contribuendo a distruggere, continuando a parlare di mercati, spread e nuovi tagli alla spesa pubblica (stamane Alfano al TG1) come se fosse la regola. Come se fossero cose normali e reali. Roba da circo, insomma! Peccato che tali personaggi si celano dietro ai numeri e ad un presunto consenso elettorale che in effetti ad oggi non avrebbero più! Almeno a giudicare dai quotidiani allarmati e disgustati commenti di milioni di persone che non ce la fanno più ad andare avanti: nei mercati, nelle piazze, nei bar, nei treni, nelle scuole, sul web, negli oratori e dovunque la gente comune abbia la possibilità di confrontarsi ed affrontare in libertà – e senza censura di alcun genere – tali delicatissimi argomenti, che i media che contano toccano solo di striscio e mai a fondo. In un paese nel quale i suicidi nell'anno appena conclusosi hanno toccato il drammatico numero di 17.000 casi: ed in una Europa sotto scacco dei poteri forti, che ha visto andare in funo in pochi mesi 6 milioni di posti di lavoro. grazie ad insensate ed immorali politiche di austerity.

      La bufala della "Crisi" e il "Cerchio magico" dei "Montiani"   

    Ciò quando tutti sanno benissimo che questa crisi è una grossa bufala inventata per realizzare anche in Italia una sorta di Nuovo Ordine Mondiale, sotto l'egida e la regia del "dio-danaro" e delle forze occulte che dominano finanza e sistema economico: ed ora vorebbero infinocchiare anche i popoli. Un "New World Order" portato avanti – sono i fatti degli ultimi mesi a dirlo con eloquenza estrema e cruda – da banche e servi delle banche, più o meno occulti, con la complicità immorale della stragrande maggioranza dei media. Intanto, ed a ragione, crescono – e ce lo dicono molti sondaggi ufficiali – movimenti fuori dal coro, come il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo, o "Alternativa" di Giulietto Chiesa, che stanno denunciando con coraggio questo pazzesco gioco al massacro. 

      Onestà intellettuale – Urge "Rivoluzione pacifica" dal basso   

    Ma tornando alla necessità di cambiamento di tale assurdo sistema, che umlia e svilisce la dignità degli Italiani tutti – a prescindere dal colore politico – possiamo concludere che – già prima delle prossime "Elezioni Politiche" – sono necessarie riforme serie e mirate, magari su iniziativa popolare (visto che la super-casta aziendale della politica, farà di tutto per lasciare tutto comè) nonché, seguendo l'esempio degli altri nostri cugini europei, dei controlli rigorosi sulla contabilità, con l'obbligo di certificazione dei bilanci effettuabile da soggetti qualificati, nonché il controllo dei bilanci da parte di una Commissione di alti magistrati. Ciò senza ricorrere ed usare la facile scusa "neoliberista" degli scandali di alcuni personaggi politici per accellerare un processo di disintegrazione di secoli di costituzionalismo, conquiste sociali, Democrazia e Sovranità: Popolare e Nazionale.

      Lo smantellamento "assurdo" del Welfare e la "Balla Neo-liberista"  

    Tutto per instaurare una "Nuova" forma di contollo economico, finanziario e psicologico delle masse, dove ciascuna élite avrebbe la sua fetta di torta, ai danni della dignità e della libertà umana. Insomma: per migliorare gli stati e cancellare la corruzione, non serve "smantellare lo stato ed il welfare" (privatizzandolo, svendendolo o rottamandolo, e sostituendolo con tecnocrati falsi e falsi profeti neoliberisti) ma serve sostanzialmente e semplicemente una rinascita morale e spirituale del popolo tutto. Urgono, ancora, meno deleghe morali a terzi, la riscoperta dei nostri alti e sacri valori morali e religiosi (quale premessa fondamentale a tutto il resto), nonché una maggiore partecipazione sociale e politica. Un maggiore controllo sui nostri rappresentanti ritornando ad utilizzare in maniera saggia tutti gli strumenti di democrazia indiretta o latente di cui i popoli occidentali dispongono (come la pressione politica, il referendum o il confronto/dibattito pubblico) ad iniziare dalle scuole, dalle università, dalla rete e dai luoghi pubblici d'incontro e formazione.

      Il conflitto d'interesse e la "collusione partitico-aziendale"  

    Sarebbero indispensabili anche sanzioni più severe per gli amministratori che sottraggono fondi dal contributo pubblico dei partiti per fini personali, e sanzioni per i candidati che superano i tetti di spesa consentiti. Sull’esempio francese, si potrebbe prevedere inoltre una maggiore deducibilità del finanziamento ai partiti proveniente dai cittadini, e non dalle imprese, che non votano e possono generare conflitti di interesse. Intanto Re >Giorgio Napolitano sta a guardare l'evolversi di una nuova "Tecno-casta" che Egli stesso ha contribuito ha creare per la "salvezza dell'Italia" e la reverenza al "dio-mercato". 

    Mirella Fuccella, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Ladri di cartone: Altri paradossi della “crisi”

    Ladri di cartone: Altri paradossi della “crisi”

    Domenica, Aprile 22th/ 2012

    – di Mirella Fuccella –

    Italia / Crisi Ue / Campania / Salerno / Ladri di cartone / Povertà / Dignità umana / Multe salate / Mirella Fuccella  / Guerra tra pazzi e disperati / Austerity  

    Ladri di cartone: i paradossi al tempo della crisi

    Nullatenenti multati a Salerno. L'accusa?:

    "Sono ladri di cartone!"

    Salerno – È partita di recente a Salerno la “crociata” contro i ladri di cartone… A quanto pare si tratterebbe di bande di extracomunitari che ruberebbero la carta ed il cartone che vengono conferiti dai cittadini nella raccolta differenziata. Alcuni di questi nullatenenti sono stati fermati dalla polizia e puniti con multe molto salate. Qualunque sia l’uso che queste persone farebbero dei cartoni, c’è tuttavia da chiedersi se davvero possano essere trattati come ladri, questi poveracci che si inventano un particolare tipo di “riciclo creativo” dei rifiuti. Siamo al punto che la spazzatura è considerata un bene della collettività. E chi se ne appropria dunque è un ladro? Da sempre i più poveri hanno cercato di vivere con le briciole che cadono dalla tavola dei ricchi. Adesso però anche questo è vietato. Sono inoltre stati diffusi appelli ai cittadini affinché si sforzino di conferire la carta nella raccolta differenziata, in quanto il calo, oltre ad essere dovuto ai segnalati furti, sarebbe anche un “calo fisiologico”. Se questo significa che la carta viene per errore gettata con l’indifferenziato, allora è giusto ricordare ai cittadini che essa va invece riciclata. Tuttavia, una vera educazione ambientale dovrebbe essere rivolta, al contrario, alla riduzione dello spreco. La carta che ho in casa non deve servire ad arricchire le casse della nettezza urbana, ma deve essere usata con la consapevolezza che per produrla sono stati abbattuti molti alberi. Dunque ben venga se prima di gettare via un foglio lo uso da entrambi i lati. Ben venga se per scrivere la lista della spesa riciclo il retro degli scontrini, o se uso le scatole vuote dei biscotti per “fabbricarmi” contenitori un po’ originali! Prima di buttare via la carta dobbiamo pensarci bene, perché è vero che essa può essere riciclata, ma non è riciclabile all’infinito. Più carta gettiamo, più alberi abbattiamo.

      Una guerra tra pazzi e "ladri di cartone"  

    Sui ladri di cartone c’è da dire che, in base alle indagini e alle segnalazioni ricevute, alcuni di essi si sarebbero organizzati con furgoni e che il furto potrebbe essere finalizzato alla rivendita del cartone. In tal caso è vero che c’è dietro un’attività illecita, tuttavia non si può far finta di non vedere lo stato di necessità in cui vivono le persone che hanno compiuto queste azioni (rumeni, extracomunitari e senza tetto) nell'estremo tentativo di salvare la propria vita, difendendosi dalla morza del gelo notturno. E rinunciando a tal fine ad ogni forma di pudore, dignità e orgoglio. Che civiltà è mai questa? Che fine ha fatto la pietà cristiana? E poi, d'altra parte, per restare al gioco di chi giudica "fuori-legge" tali disperati e diseredati: noi stessi siamo proprio certi di non aver mai prelevato un cartone all’esterno di un supermercato? Magari ci serviva per il trasloco o per spedire un pacco postale. Ci è mai passato per la mente che quello forse era un furto? Durante questa pazza ed insensata "pseudo-crisi" qualcuno ci sta costringendo a far passare per normale anche ciò. Ma i pazzi alla fine chi sono?

    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)