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  • Siria – Osservazioni sul Caso Dall’Oglio

    Siria – Osservazioni sul Caso Dall’Oglio

    Giovedì, Agosto 8th/ 2013

    – S.P. Redazione Qui Europa –

    Siria, Padre Paolo Dall'Oglio, Presunto Rapimento, Disinformazione mediatica, Samaan Daoud, Lettera di giovanni, L'elogio dell'uso di Armi chimiche, L'elogio dell'Assurdità, Hakoum Yahia, Università di leuven, Il frate che spalleggia i mercenari, Osservazioni sul caso dall'Oglio 

    Siria – Osservazioni sul Caso Dall'Oglio 

    Che fine ha fatto Padre Dall'Oglio, il "frate" sostenitore 

    di armi e ribelli-mercenari?

    Ricordate cosa accade all'Università di Leuven nel

    Novembre 2012?

    Osservazioni di Qui Europa e di un cristiano

    (cittadino italiano)

     

    S.P. Redazione Qui Europa

    Caso Paolo dall'Oglio - Siria

      Il Mistero Dall'Oglio e i "Ricami Mediatici"                                                      

    Damasco, Al Raqqa, Roma – Da oltre una settimana si rincorrono voci sul presunto rapimento di Padre Paolo Dall'Oglio il discusso ed anomalo gesuita amante della guerra e sostenitore dei mercenari assoldati per far fuori il governo siriano (ed evidentemente anche gli stessi cristiani di Siria… che dite?). A dir poco un caso ambiguo e controverso. Voci che si rincorrono tra una smentita e l'altra. Insomma un gioco mediatico che sta facendo storcere il naso a molti… E che magari dovrebbe far riflettere con più attenzione e discernimento molti dei cosiddetti "giornalisi cattolici occidentali". Ma tali inquietanti interrogativi non sembrano preoccupare più di tanto il nostro ministro degli esteri, Emma Bonino, che sta dimostrano – stando alle sue ultime dichiarazioni di questi giorni – un'attenzione inusuale e smodata per il dramma – nel caso specifico – di un "cristiano" di Siria. Ma di che tipo di "cristiano" si tratta in realtà?

    Paolo Dall'Oglio - L'Ambiguo monaco Pro Nato, non rappresenta i Cristiani di Siria

     La Lettera di Samaan                                                                                                 

    In uno stralcio di una lettera aperta a Padre Dall'Oglio pubblicata lo scorso 6 luglio e scritta da un cristiano di Siria (Samaan Daoud) amico e conoscente dello stesso gesuita si leggeva quanto segue: "Paolo, te lo dico con tanto dispiacere: hai perso tutti i tuoi punti, hai perso, e lo dico con tanta amarezza,  l’amore della maggioranza Cristiana. Secondo te l’intervento della Nato è la migliore uscita dei siriani? – Bombardare le città  principali (Damasco-Homs-Tartus-Lattakia-Aleppo) dove vive il maggior numero dei cristiani con questo intervento che invochi, è la soluzione migliore? Vuoi distruggere quello che è rimasto della Siria? Ti ho conosciuto da tanti anni, dal 1988, avevo in quel tempo 18 anni. All’inizio mi piacevano tantissimo le tue nuove idee sulle religioni. Mi piaceva la tua apertura verso gli altri, il tuo modo di fare, la fondazione di Mar Musa. Allora, Paolo, ti prego:  Abbi pietà del popolo siriano, particolarmente dei cristiani rimasti, e non commerciare col loro sangue,  perché  noi non ti abbiamo nominato delegato o portavoce dei cristiani della Siria. Ti prego, torna alla via retta, ascolta la  tua coscienza Cristiana che chiama all’amore e alla pace. Tieniti  lontano dalle idee Jihadiste estremiste, e lascia i salafiti ed i fratelli musulmani, … o vorresti essere uno di loro? Il tuo fratello in Cristo".

    La-lezione-di-Papa-Wojtyla-che-lOccidente-ha-Dimenticato-556x360

      Per non dimenticare – Così parlò all'Università di Leuven                         

    Ma d'altronde Padre Paolo si era superaro già nel Novembre del 2012 (vedi articolo integrale in allegato) in un'intervista rilasciata presso l'Università cattolica di Leuven, in Belgio, nell'ambito di un seminario sulla questione Mediorientale, con al suo fianco Hakoum Yahia, uno dei cinque studenti a sostegno della rivoluzione contro il regime di Assad. L'unico rimasto vivo... "Il popolo siriano – dichiarava Padre Dall'Oglio nell'occasione – si sente condannato a morte. Assad va avanti imperterrito nei suoi eccessi e nessuno lo richiama".  Già in quell'occasione, mentre sui canali Mediaset (Terra) andava in onda un curioso e a tratti ambiguo documentario sulla Siria, ci chiedemmo con sconcerto e meraviglia: chi è  davvero Padre Dall'Oglio? Emerse da una prima analisi la figura più o meno controversa di un gesuita che avrebbe dedicato la sua vita al dialogo tra cristiani e musulmani, cercando negli anni passati – tra l'altro – di mobilitare le Nazioni Unite e la Croce Rossa sulla "questione siriana", cercando di scrivere lettere aperte alla Chiesa cattolica e a Kofi Annan. Alla fine, il "nostro gesuita", pare sia stato espulso dal Paese per volontà dello stesso governo siriano. Ma perchè?

      Affermazioni pesanti e contraddittorie                                                             
     
    Beh, la posizione di Dall'Oglio non lasciava dubbi, come testimoniammo in uno dei nostri primi articoli a lui dedicati nel Novembre 2012: la comunità internazionale, a suo dire, avrebbe lasciato il popolo siriano al suo destino. Ma le strane dichiarazioni del "prelato" iniziarono già nel 2011. "intorno a Pasqua – dichiarava – abbiamo avuto l'impressione che la comunità internazionale stesse giocando un gioco sporco nei "nostri confronti" (…) dimostrandosi indifferente dinnanzi all'inasprimento delle violenze del regime di Assad (…)  Ma oggi – osò aggiungere – il caos in Siria non accenna a diminuire. I prigionieri vengono torturati o uccisi. I civili sono oggetto di violenze. Gli ospedali sono bombardati. Tuttavia, la rivoluzione in Siria non è una rivoluzione di sette o gruppi religiosi, (??) ma di persone, ispirata dalla "Primavera Araba" (?). Gente – denunciava Dall'Oglio – che sperava di avere il sostegno costante (?) del mondo esterno: un sostegno che però non è venuto (?). Assad – concludeva clamorosamente e con nostro grande sconcerto – rimane al potere grazie al supporto di amici vecchi e nuovi quali Iraq, Hezbollah, Russia,  Cina, Sudan e Algeria – e la sua audacia cresce di giorno in giorno. Dapprima con armi convenzionali, poi con carri armati, elicotteri, bombardieri e chissà… presto forse con armi chimiche " (Profeta della bugia? Giudicate voi!).
     

    La Bufala del rapimento di Dall'Oglio in Siria

     Il Presunto Rapimento                                                                                             

    Dunque nelle scorse settimane, neanche il tempo di digerire la "famosa" lettera al vetriolo dell'amico Samaan Daodu,  di cui sopra, che era piovuta (non so se dire provvidenzialmente) come un fulmine a ciel sereno la notizia del "rapimento" di Padre Paolo. Storia che in breve aveva fatto il giro del Web, riscuotendo un clamore inaspettato e fuori dal comune, almeno se paragonato al silenzio mediatico relativo al rapimento di altri sacerdoti e vescovi che si battono contro l'islamizzazione forzata del Paese e se si considera il silenzio mediatico e le frottole raccontate per mascherare gli oltre 100mila cristiani morti ammazzati in due anni di follia. Poi, nei giorni successivi al "presunto rapimento", emerse anche la notizia che Padre Dall'Oglio in realtà non fosse stato rapito, ma versava in ottime condizioni e al sicuro nella città di Al RaqqaA confermarlo anche l'Ufficio informativo dei Fratelli Musulmani Siriani (vedi articolo in allegato).

     Il Misterioso Teorema                                                                                              

    Ma, tuttavia, il teorema del rapimento continua a sussistere ed a reggersi misteriosamente come una casa in via di demolizione che non vuol saperne di venire giù… Una casa che ri regge per forza di inerzia. Ma i dubbi ed i misteri del caso "Dall'Oglio" sono comuni a più lettori e menti libere. Ecco – in tal senso – una lucidissima analisi rintracciabile nella lettera di Giovanni, un cittadino italiano (cristiano). Lettera inviata alla redazione "amica" di Ora Pro Siria, che vi riproponiamo di seguito, lasciando a voi le conclusioni.

    Caso Paolo dall'Oglio - Siria

     La Lettera di Giovanni, cittadino italiano,  a "Ora Pro Siria"                       

    "Sul rapimento Dall'Oglio (presunto rapimento del gesuita Paolo Dall'Oglio) la questione appare delicata e spinosa. Ciò che appare in queste ore sui siti di informazione cattolici a proposito di Padre Dall’Oglio è abbastanza sconcertante. Forse, per salvaguardare la giusta carità di fronte alla preoccupazione per la sua sorte, e la giusta verità di fronte alle sue posizioni fuori dall’ insegnamento del Vangelo e della Chiesa, sarebbe meglio tacere. O almeno praticare un discernimento più attento, prima di canonizzarlo mediaticamente, anche pensando alle sue più recenti affermazioni.   

     L'Elogio dell'uso di Armi chimiche                                                                       

    Il religioso è arrivato giusto qualche giorno fa, fra le altre cose ad elogiare l’uso di armi chimiche come uno strumento legittimo per risvegliare le coscienze, e lottare per la pace. Non solo, ma anche ad identificarsi pienamente , attraverso un “noi” ripetuto ad oltranza, con la militanza armata. Fino alla minaccia. Su questo, stranamente, ahimè, nessun segno di reazione; eppure ci si sarebbe aspettati qualche presa di posizione chiarificatrice, in ambito cattolico, su questo atteggiamento di Padre Paolo e sulla prassi non violenta della Chiesa. P. Paolo ovviamente è libero di agire e pensare come crede (lasciando però liberi gli altri di dissentire dal suo profetismo visionario).

    Caso Paolo dall'Oglio - Siria

     Padre Paolo e l'Elogio dell'Assurdità                                                                    

    Ma, in questo momento del suo percorso politico, associare alla figura di Charles de Foucauld (che per Cristo si è fatto mite e disarmato) l’immagine di Dall’Oglio e il suo impegno nella lotta; fare di lui l’unico ed autentico interprete del desiderio di pace e giustizia dei Siriani; esaltare il suo interventismo come amore di un prete per il dialogo islamo-cristiano, è l’elogio dell’assurditàPreoccupiamoci per lui, per la sua incolumità. Rattristiamoci per le tante vittime della violenza, per quelli che la subiscono e anche per quelli che la scelgono. 

     Non Facciamo di tutta l'erba un fascio                                                                

    Ma non dimentichiamo che P. dall’Oglio è rientrato clandestinamente in Siria, sotto la protezione delle armi, con un progetto preciso, e non come un qualsiasi civile inerme; non assocerei la sua scomparsa di questi giorni alla vicenda dei Vescovi, dei sacerdoti o di altri civili rapiti, se non altro per il disprezzo con cui P. Paolo si esprime a proposito dei cristiani siriani, specie se in qualche posizione di autorità nella Chiesa. Questo non per togliere qualcosa alla compassione per lui, ma per restare almeno un po’ nella realtà.” (Giovanni, cittadino italiano e cristiano)

    S.P. _Redazione Qui Europa (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      Articoli in Allegato                                                                                                                       

    Siria – Padre dall’Oglio e la Bufala del Rapimento

    Siria – Padre dall’Oglio e la Bufala del Rapimento

    Mercoledì, Luglio 31th/ 2013 – di S.P._Redazione Qui Europa, Siria –  Siria, Padre Paolo Dall'Oglio, Fratelli Mussulmani, Rapimento falso, Al Raqqa, Papa Francesco, Papa Bergoglio, Sant'Ignazio di Loyola, San Francesco Saverio, Padre Pedro Arrupe, Bashar Al Assad, Disinformazione mediatica, Samaan Daoud  Siria – Padre dall'Oglio e la Bufala del Rapimento La smentita direttamente sul sito dei Fratelli Mussulmani  […]

    Siria – Le Tecniche per Screditare chi lavora per la Pace

    Siria – Le Tecniche per Screditare chi lavora per la Pace

    Giovdì, Luglio 25th/ 2013 – di Padre Daniel Maes, Mar Yakub, Siria –  Siria, Aleppo, Cristiani, Persecuzione contro i cristiani, complotto massonico, Complotto con gli integralisti islamici, Nuovo Ordine Mondiale, Attacco sacrileg, Testimonianza, Ora Pro Siria, padre Daniel Maes, Mar Yakub, Madre Marie-Agnès, Padre Daniel Maes, Tecniche per Screditare chi lavora per la Pace, Israel Zolli, Pio XII, Ministero […]

    Siria – Lettera Aperta a Paolo Dall’Oglio di un Cristiano dall’Inferno di Damasco

    Siria – Lettera Aperta a Paolo Dall’Oglio di un Cristiano dall’Inferno di Damasco

    sabato, Luglio 6th / 2013 – di Samaan Daoud, Lettera Aperta a Paolo dall'Oglio dalla Siria  –  Esteri, Siria, Guerra, Cristiani, Persecuzioni cristiani, Sacerdote cattolico, Convento di San Simone, Saccheggi, Cattolici, Islam, Occidente, Estremisti religiosi, Il mio Nome è mai più, Padre Francois Murad, Padre Paolo dall'Oglio, Fratelli Mussulmani  Siria – Lettera Aperta a Paolo Dall'Oglio di […]

    Orrore Siria – Padre Paolo Dall’Oglio: Chi Rappresenta?

    Orrore Siria – Padre Paolo Dall’Oglio: Chi Rappresenta?

    Venerdì, Novembre  9th/ 2012 – Sergio Basile – Siria / guerra / Paolo dall'Oglio / Esteri / Leuven / Università cattolica di Leuven / Damasco / Bombardamenti / Vittime / Morti / Ribelli / Usa / Nato / Armi / Europa / Unione Europea / Stati Uniti d’America / Esercito siriano / Nobel per la pace […]

  • Siria – Padre dall’Oglio e la Bufala del Rapimento

    Siria – Padre dall’Oglio e la Bufala del Rapimento

    Mercoledì, Luglio 31th/ 2013

    – di S.P._Redazione Qui Europa, Siria – 

    Siria, Padre Paolo Dall'Oglio, Fratelli Mussulmani, Rapimento falso, Al Raqqa, Papa Francesco, Papa Bergoglio, Sant'Ignazio di Loyola, San Francesco Saverio, Padre Pedro Arrupe, Bashar Al Assad, Disinformazione mediatica, Samaan Daoud 

    Siria – Padre dall'Oglio e la Bufala del

    Rapimento

    La smentita direttamente sul sito dei Fratelli Mussulmani 

    Anche Papa Bergoglio si era scomodato….

     

    di S.P._Redazione Qui Europa, Siria

    La Bufala del rapimento di Dall'Oglio in Siria

     La Bufala del Rapimento di Padre dall'Oglioin Siria                                      

    Damasco, Al Raqqa, Roma – Nelle ore scorse la notizia del rapimento in Siria dell'ambiguo e discusso "gesuita interventista", Padre Paolo Dall'Oglio aveva fatto il giro del Web. Qui Europa ha atteso a dare la notizia, cercando di indagare sulla faccenda, chiedendo notizie direttamente ai propri ganci siriani. Ed ecco che – meraviglia delle meraviglie – sbucare, come per magia, il coniglietto dal cilindro della disinformazione: dall'Oglio non è stato affatto rapito, ma sta benissimo, ed è in gran forma nella città di Al Raqqa

    Paolo Dall'Oglio - L'Ambiguo monaco Pro Nato, non rappresenta i Cristiani di Siria

     La Preoccupazione di Bergoglio                                                                             

    Nella giornata di ieri persino Papa Francesco, celebrando la messa con i confratelli gesuiti nella chiesa del Gesù, in occasione della ricorrenza di Sant'Ignazio di Loyola, si era "scomodato" per il discusso Dall'Oglio, ricordandolo nella preghiera. Il Pontefice aveva ricordato – nell'occasione – le figure di due gesuiti che diedero la vita nel loro ministero: San Francesco Saverio e Padre Pedro Arrupe. Paragoni soggetti a distanze siderali, ovviamente! Bergoglio, in particolare aveva aggiunto con preoccupazione: "Penso a padre Paolo…!". Ma la vera esclamazione, o meglio, più che altro la domanda da fare e da farsi ,sarebbe un'altra: "A chi pensa davvero Padre Paolo? Ai cristiani?". Beh, a giudicare dagli ultimi articoli pubblicati dall'Osservatorio Nazionale Qui Europa (vedi allegati) e dalla durissima lettera aperta del cittadino siriano Samaan Daoud, all'indirizzo del religioso (vedi in allegato) possiamo, senza ombra di dubbio, dar risposta a questo interrogativo. Non proprio! Anzi per nulla!

    La Bufala del rapimento di Dall'Oglio in Siria

     Ma cosa faceva Padre Paolo ad Al Raqqa?                                                         

    Dunque Padre Paolo Dall'Oglio non è stato rapito! A confermarlo anche l'Ufficio informativo dei Fratelli Musulmani Siriani. In particolare, secondo il sito del gruppo islamico siriano "Paolo Dall'Oglio sta bene (…) non è stato rapito a dispetto delle strane voci messe in giro dai media ieri". Ma che ci faceva Dall'Oglio ad Al Raqqa? Beh, a quanto pare era lì per incontrare un emiro locale di Al Qaeda. Però! Non ditelo a Papa Bergoglio… Preghiamo piuttosto per i poveri cristiani siriani, nostri fratelli, che ogni giorno perdono la vita per mano di quegli stessi integralisti che Dall'Oglio difende e spalleggia, osteggiando il governo libero e sovrano di Bashar Al Assad e difendendo le ragioni dei cosiddetti "ribelli" (o mercenari al soldo dell'integralismo islamico e dell'Occidente liberal-socialista, che dir si voglia!) O no?

    S.P. _Redazione Qui Europa (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      Articoli in Allegato                                                                                                                       

    Siria – Le Tecniche per Screditare chi lavora per la Pace

    Siria – Le Tecniche per Screditare chi lavora per la Pace

    Giovdì, Luglio 25th/ 2013 – di Padre Daniel Maes, Mar Yakub, Siria –  Siria, Aleppo, Cristiani, Persecuzione contro i cristiani, complotto massonico, Complotto con gli integralisti islamici, Nuovo Ordine Mondiale, Attacco sacrileg, Testimonianza, Ora Pro Siria, padre Daniel Maes, Mar Yakub, Madre Marie-Agnès, Padre Daniel Maes, Tecniche per Screditare chi lavora per la Pace, Israel Zolli, Pio XII, Ministero […]

    Siria – Lettera Aperta a Paolo Dall’Oglio di un Cristiano dall’Inferno di Damasco

    Siria – Lettera Aperta a Paolo Dall’Oglio di un Cristiano dall’Inferno di Damasco

    sabato, Luglio 6th / 2013 – di Samaan Daoud, Lettera Aperta a Paolo dall'Oglio dalla Siria  –  Esteri, Siria, Guerra, Cristiani, Persecuzioni cristiani, Sacerdote cattolico, Convento di San Simone, Saccheggi, Cattolici, Islam, Occidente, Estremisti religiosi, Il mio Nome è mai più, Padre Francois Murad, Padre Paolo dall'Oglio, Fratelli Mussulmani  Siria – Lettera Aperta a Paolo Dall'Oglio di […]

    Orrore Siria – Padre Paolo Dall’Oglio: Chi Rappresenta?

    Orrore Siria – Padre Paolo Dall’Oglio: Chi Rappresenta?

    Venerdì, Novembre  9th/ 2012 – Sergio Basile – Siria / guerra / Paolo dall'Oglio / Esteri / Leuven / Università cattolica di Leuven / Damasco / Bombardamenti / Vittime / Morti / Ribelli / Usa / Nato / Armi / Europa / Unione Europea / Stati Uniti d’America / Esercito siriano / Nobel per la pace […]

  • Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

    Mercoledì, Luglio 18th /  2012 

    – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  –

    Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / IRI / Britannia / Prvatizzazioni / Mario Draghi / Mario Monti / Eurogabbia / Disinformazione dei media / Contro informazione  / Statio Uniti d'Europa / Accentramento / Svendita del patrimonio nazionale / 20 miliardi di euro all'anno  / progetto Mondialista / Jim O'Neill / Sergio Basile / Vincenzo Folino / Qui Europa / Europa / Sistema Target 2 / Paul Krugman / Quadrio Curzio  / Trattato di Lisbona / Art. 123 / SEBC / Bce / Piano mondialista / Riserva aurea italiana  

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo

    per salvare il dio-euro

    Secondo l’europarlamentare Angelilli, è tutta colpa di

    Prodi. In effetti non ha tutti i torti!

    ll ruolo del Trio delle Meraviglie – Prodi, Draghi, Monti –

    nell'Euro-disastro

    Roma – Ieri, ne il "Secolo d'Italia", ha fatto molto discutere l'intervista ad uno dei 14 vicepresidenti del Parlamento europeo, l'europarlamentare Roberta Angelilli, in merito allo "stato di salute" in cui versa la nostra moneta, l'euro. E' già dal mese di giugno che nel nostro paese si è riaperto uno di quelli che potrebbe essere tra i temi più caldi dell'estate: euro sì, euro no. All'intensificarsi del dibattito  hanno contribuito anche le esternazioni dell'ex premier Silvio Berlusconi, il quale ha affermato, in sostanza, la possibilità per l'Italia di uscire dall'euro e tornare alla Lira ("non credo sia una bestemmia" ha detto). Ma è da oltre 8 mesi che alcuni eurodeputati euro-scettici vedono nel ritorno alla lira l'unica via di salvezza. Vedi Magdi Cristiano Allam; come pure molti economisti e Premi Nobel, come Paul Krugman.

     Un euro a due velocità? 

    A queste esternazioni hanno fatto seguito le voci provenienti dall'altra parte della barricata, con Romano Prodi in testa, secondo cui abbandonare l'euro sarebbe una follia. Polemiche che fanno seguito all'evidente constatazione (che aggiungiamo essere "piuttosto tardiva", ma giusto per voler essere educati), della presenza, per così dire, di due euro: un super-euro dei paesi "forti e virtuosi", trainato dalla Germania; ed un euro-debole, di "serie b", che caratterizza i paesi dell'area mediterranea. Intervistata intorno a questi temi, l'europarlamentare Roberta Angelilli, ha concentrato la sua argomentazione sul ruolo giocato in quegli anni decisivi (gli anni del TUE e dell'Unione Monetaria), da Romano Prodi, all'epoca premier ed anche commissario europeo.

       Prodi e la Marginalizzazione dell'Italia   

    A riguardo la Angelilli ha parlato di "scelte anti-italiane", accusando Prodi di essere stato tra i maggiori responsabili della marginalizzazione dell'area mediterranea, di non essersi battuto abbastanza sul tasso di cambio lira/euro, "sfavorevole per noi", di aver giocato come se fosse un "nemico dell'Italia", e di averlo fatto in momenti decisivi. Altro "errore fatale" dell'euroentusiasta Romano Prodi, fu quello – dichiara – di non aver contrastato l'egemonia ed il rafforzarsi del "direttorio franco-tedesco: infatti i due paesi hanno goduto di "mille eccezioni rispetto alle regole del Patto di Stabilità". Insomma, gli anni del governo Prodi ci lascierebbero un bilancio catastrofico

       Prodi – Chiacchiere da accentratore  

    ovviante il professore non la vedrebbe così! Dalle sue ultime interviste, conferenze ed articoli (tra cui gli ultimi pubblicati si "Famiglia Cristiana"), emerge infatti che, se gli ponessimo domande di questo genere: come mai l'Eurozona è la vittima numero uno della crisi? Cos'è che ha fatto dell'Europa Meridionale il capro-espiatorio? La risposta di Prodi (ed è lui stesso a dirlo), sarebbe "estremamente semplice". Secondo lui il punto fondamentale è che "l'Europa è divisa", è diventata la principale vittima della crisi a causa della frammentazione che la caratterizza. Egli sostiene che, insieme e parallelamente all'Unione Monetaria, si sarebbero anche dovute prevedere delle “azioni comuni” in campo economico, mentre ciò non è avvenuto; a suo avviso si è risentito della mancanza di un'autorità che controllasse i conti ed i bilanci, e per questo spinge nella prospettiva di creare un “Tesoro europeo”, che si occupi proprio di svolgere tali funzioni (sarà, ma questa proposta – come dimostrato più volte – oltre a non convincerci per nulla, sarebbe una mossa di autolesionismo senza remissione e ritorno). A questi elementi ne aggiunge altri, come il fatto che i tedeschi hanno ristrutturato la loro economia, ottenendo dei grandi vantaggi, che hanno creato un "distacco reale" con gli altri paesi. Conclusione completamente falsa ed errata perchè il vantaggio per i tedeschi è stato creato – come dimostrato – a tavolino  e proprio nel 2007, quando il caro Prodi dominava la scena, con il SISTEMA TARGET 2 dei pagamenti transnazionali. (vedi articoli correlati)

       Euro: l'alibi per la nascita di un Super-Stato Ue 

    Ma a ben vedere, ed esaminando con un briciolo in più di onestà intellettuale le reali ragioni della crisi – come la redazione di "Qui Europa" ha fatto fin dall'inizio della sua fondazione – vediamo come quelle di Romano Prodi siano in fondo vuote chiacchiere da accentratore: il vero obiettivo degli europeisti più intransigenti e miopi – legato all'instabilità dell'euro – infatti,  sarebbe quello di avere un buon alibi per l'accentamento dei pieni poteri (un tempo prerogative degli stati membri) nelle mani di un unico ed egemonico super-stato europeo: gli Stati Uniti d'Europa. Progetto "mondialista" che evidentemente, come dimostrato in più sedi, fu concepito in tempi non sospetti e da lungo tempo, in esclusivi ed élitari club: club cari da decenni alla tecnocrazia ed allo stesso Romano Prodi. 

      Il Trio delle Meraviglie e la Fine del Sogno Italia 

    Si proprio lui, il nostro carissimo "europeista Prodi", affezionato frequentatore – tra l'altro –  del Bilderberg Club, (assieme agli amici Mario Monti e Mario Draghi) nonchè (curiosamente) "ex" uomo di fiducia di Goldman Sachs  (vedi sempre Mario Monti e Mario draghi) e privatizzatore a buon mercato (IRI, SME e Cirio-Bertolli-De Rica): vedi – tanto per cambiare, e 2 più 2 fa quattro – Mario Monti e Mario Draghi. Il primo (che dopo aver distrutto, svenduto e mandato in recessione la "ricca Italia", ora vorrebbe – per comlare un debito illegale creato in maniera fittizia (ingerenze del rating, sistema TARGET 2, Art. 123 del Trattato di Lisbona)  inestinguibile e che si auto-alimenta – svendere 20 miliardi l'anno di beni pubblici rientranti nel patrimonio immobiliare "storico" italiano e magari scendere la nostra riserva aurea – la terza del mondo – per finanziare il dittatoriale MES).

      I Capolavori di Mario Draghi  

    E poi c'è l'europeista Mario Draghi: tra i principali artefici di un piano di privatizzazione nazionale senza precedenti (avviatosi segretamente sul piroscafo della Regina Elisabetta – "Britannia" – nel 1992 a Largo di Civitavecchia) e poi – da capo della Bce – sordo ed inerte attore di un mancato salvataggio dell'Eurozona. Mario Draghi, come molti ignorano (a causa ad una vergognosa e dilagante disinformazione di TV giornali) prima dell'ingresso sulla scena di Monti e del "golpe tecnico" ai danni della democrazia, si rifiutò di intervenire in favore dell'Eurozona, mantenendo volutamente chiusi i rubinetti della BCE. Malgrado l'art. 11 del SEBC (Sistema Europea delle Banche Centrali) prevesse in casi urgenti interventi simili (vedi protocollo SMP ). Il signor Mario Draghi, cioè, pur potendo intervenire personalmente (con le illimitate disponibilità della Banca Centrale Europea) nell'acquisto dei titoli italiani del debito pubblico, non fece assolutamente nulla, contribuendo in maniera sostanziale ad esporre l'Italia (la "sua Italia") alle grinfie della speculazione internazionale sul debito pubblico: cosa che come noto ha innescato una spirale diabolica di debito, tassazione, recessione e privatizzazioni. Ciò lo fece pronunziando 3 celeberrimi "No": "No, No, No!". Emulo della "collega liberista" Margaret Thatcher. Prima, tuttavia, contribuì ad accelerare – con ingerenza gravissima – la caduta del governo Berlusconi (vedi "antidemocratica" letterina BCE a Napolitano) favorendo – complice lo stesso Napolitano – la salita al trono del professor Monti: divenuto nel giro di poche ore da "semplice" uomo di fiducia di banche d'affari e club-loggia mondialisti – gran parte dei quali segretissimi ed occulti –  a senatore a vita e leader del governo italiano. Nonchè autorevole membro di punta (per l'intera Europa) della Commissione Trilaterale (poi dimessosi per tentare – invano – di salvare la faccia). 

     Gli "amici" di Goldman Sachs "salvano" l'Europa   

    Ma c'è di più! Jim O'Neill,  presidente di Goldman Sachs Asset Management, in tempi non sospetti dettò 3 punti per "salvare l'Europa": 1) l’Europa deve parlare con voce unica nei summit internazionali (non 27 voci – troppo rischioso – ma una) e al G8: magari utilizzando uomini di fiducia come lo stesso Monti 2) creare gli Eurobond, (cioè altri debiti mascherati per i cittadini dell'Eurozona): interessante è il piano di Prodi-Goldman per gli Eurobond 3) Attivare il Fondo Salva-Stati (e magari renderlo permanente: vedi ESM o MES) proteso – inoltre – ad aiutare le "povere banche europee", e non – badate bene – gli schiavi Piigs, le imprese alla canna del gas e le famiglie degli stati dell'Eurozona. Il piano è stato ovviamente avallato da tutti e tre i nostri patriottici eroi, e poi controfirmato anche da un economista di nota fama: Quadrio Curzio.

      Italia – Tentacoli sulla riserva aurea  

    Vediamo ora l'altro problema risolto dal magnifico trio. Come si partecipa al capitale del MES, visto che la maggioranza degli Stati Piigs sono in grave recessionerisposta: si compartecipa in quote (ovviamente con soldi pubblici statali) e poi "magari" si  versano le riserve auree del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC). E se non basta si procede con la sottoscrizione di obbligazioni e azioni stimate a "valori reali" e non a prezzi di mercato! Tanto a decidere sono in fondo uomini ("ex") di Goldman Sachs! Ma chi ci garantisce – tra l'altro – da un altro mega-pacco di Romano Prodi, come quello dell'IRI e della SME?  Goldman Sachs?  La Banca che ha contribuito a far svendere (gettandone a terra le valutazioni) già una grossa fetta di patrimonio italiano: vedi caso di "Credito Italiano". Ecco, dunque, cosè l'Eurogabbia: un luogo di perdizione: nonché un mezzo proteso a creare debito, dipendenza e precariatà per sempre; schiavizzare i cittadini al dio euro  – con l'alibi della crisi "indotta" –  ed infine privare gli Stati della sovranità e – già che ci siamo – delle riserve auree: e l'Italia, come detto, ha l'ambitissima terza riserva aurea del mondo!  

      Prodi, Monti, Draghi e il piano Mondial-liberista  

    Dopo la svendita del Patromonio immobiliare italiano (per 20 miliardi l'anno: annunciato nelle ultime ore da Monti ne Grilli) sarà la volta magari della svendita di Enel, Eni e Finmeccanica (già girano voci)! Insomma è la realizzazione pratica del "Progetto Britannia" di cui sopra, delle macchinazioni Goldman Sachs e dei progetti mondialisti Bilderberg e Trilateral. E quando i beni saranno tutti svenduti (invano!)  chi o cosa svenderanno ancora, per salvare il dio euro?

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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