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  • Siria – Nuove Sanzioni Ue, Nuovi Crimini contro l’umanità

    Siria – Nuove Sanzioni Ue, Nuovi Crimini contro l’umanità

    Lunedì,  30 Maggio / 2016    
     

    – di Sergio Basile –

    Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Siria, Aleppo, Consilium, Donald Tus, Bruxelles, Ue, Unione Europea, crimini contro l'umanità, Sanzioni, Assad, Terrorismo, Testimonianza Cristiana, Terrasanta, Persecuzioni contro i Cristiani, martiri, famiglie in fuga, genocidio del popolo siriano, ipocrisia e silenzio, Onu, Vertici vaticani, europeismo, Isis, Usa, Gran Bretagna, Francia, Qatar, Arabia Saudita, Italia 

    Siria – Nuove Sanzioni Ue, Nuovi Crimini

    contro l'umanità

    Persiste l'ipocrita cappa di silenzio dell'Ue, di parte dei

    vertici vaticani, filo-europeisti, e dell'Onu.

    Il rovesciamento della verità sui crimini in Siria resta una

    delle contraddizioni più grandi del nostro tempo:

    informare è un dovere comune

     

    di Sergio Basile

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Consiglio Ue rinnova sanzioni contro la Siria (cioé contro il popolo)     

    Bruxelles, Aleppo, Damasco – di Sergio Basile   Lo scorso 27 Maggio, malgrado gli accorati appelli contrari provenienti da sacerdoti e laici, cristiani e non – puntualmente ignorati (1) – l'Ue ha deciso di rinnovare per un altro anno le sanzioni contro la Siria, o meglio contro il perseguitato popolo siriano. Le terribili sofferenze inferte ("secondo giustizia" – Sic!!) ad una popolazione allo stremo delle proprie forze psico-fisiche, saranno cioé riacuite fino all'1 giugno 2017. Ce lo chiede l'europeismo!

    (1) Vedi qui: Siria – La petizione per fermare le sanzioni e il doppio volto dell’Ue 

    Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione 

    La petizione, l’appello – Basta sanzioni alla Siria 

    Appello delle suore trappiste siriane – contro le sanzioni che annientano il popolo

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Un voto contro il "regime siriano" ?                                                               

    Ovviamente il sito (2) del Consiglio europeo (3), organo responsabile di questo grave atto, difende la scelta, con motivazioni di facciata a dir poco disarmanti: "Il 27 maggio 2016 – si legge –  il Consiglio ha prorogato le misure restrittive dell'UE nei confronti del regime siriano. (…) con l'imposizione e l'applicazione di sanzioni nei confronti del regime e dei suoi sostenitori. L'UE mantiene l'impegno a trovare una soluzione duratura al conflitto in Siria. (…) L'UE rafforzerà il proprio ruolo politico a sostegno di una ripresa credibile dei colloqui tra le parti siriane coordinati dall'inviato speciale delle Nazioni Unite De Mistura con l'obiettivo di raggiungere un accordo su un'autentica transizione politica in Siria" (virdolettato Ndrconformemente alla dichiarazione di Vienna del 17 maggio 2016 (…). L'UE – si legge infine – continuerà a sostenere la "fornitura di aiuti umanitari" a tutti i siriani che li necessitano in zone assediate e di difficile accesso".

    (2) Vedi qui: Consilium / comunicato 295/16  – 27 maggio 2016

    (3) Consiglio europeo: organo costituito dai capi di Stato o di governo dei 28 Stati membri dell'UE, dal presidente del Consiglio europeo, dal presidente della Commissione europea e – solo quando si discutono temi di politica estera – dall'alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza (oggi l'italiana Federica Mogherini, in carica dal 1º novembre 2014).

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Le sanzioni votate ( sulle spalle del popolo )                                                

    "Le sanzioni in vigore al momento continua il comunicato ufficiale del Consiglio Ue –  includono segnatamente un embargo sul petrolio, restrizioni su alcuni investimenti, un congelamento dei beni della banca centrale siriana nell'UE, restrizioni all'esportazione di attrezzature e tecnologie "che potrebbero essere usate a fini di repressione interna" (virdolettato Ndsnonché di attrezzature e tecnologie per il monitoraggio o l'intercettazione delle comunicazioni telefoniche od online. Inoltre, più di 200 persone e 70 entità sono oggetto di un divieto di viaggio e di un congelamento dei beni a causa della repressione violenta contro la popolazione civile in Siria (…)".

     Denuncia del vescovo siriano di Hassaké, prima del voto europeista     

    In merito, qualche giorno prima del voto, il Vescovo siriano di Hassakè, Mons. Jacques Behnan Hindo, aveva denunciato per l'ennesima volta (come riportato dal blog "Piccole Note", del 24 Maggio)  le gravissime, scellerate, decisioni europeiste (e dell'intera comunità internazionale targata Onu) in questi termini: "Una tragedia senza fine si è abbattuta sulla popolazione siriana. Le sanzioni imposte strangolano ancora di più la Siria. In aggiunta le organizzazioni non governative e l’Onu invece di aiutarci, ci affamano". Il prelato, testimone oculare dei crimini, in attesa del voto del Consiglio europeo, aveva analizzato la questione, sostanzialmente sotto 2 punti di vista: i presunti "aiuti" e il (presunto) "contrasto alle forze del male" (identificate per Onu e Ue, nel regime di Assad).

     Quali aiuti? A chi?                                                                                               

     1) I cosiddetti aiuti – "L'Onu – aveva ammonito Mons. Hindo – compra prodotti fuori dalla Siria per poi distribuirli (sotto forma di aiuti umanitari) in mamiera scriteriata: un terzo dei finanziamenti, infatti, finisce al personale Onu; il resto viene assorbito dai costi di trasporto". Le imprese siriane, dunque, sono tagliate fuori da questo "provvidenziale" ciclo economico e in tal modo l'Onu finisce per "ingrassare" altri ingranaggi e "gonfiare" altre tasche. "All’Occidente non interessa far finire questa guerra, dal momento che persegue i propri interessi, che poi sono in linea con quelli dell’Arabia Saudita, del Qatar e della Turchia (…) e ciò sotto gli occhi complici dei servizi segreti di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Italia (che sembrano non vedere i mercenari provenienti da tutto il mondo, assoldati dallo stesso Occidente e alleati mediorientali, per fare il gioco sporco – Nds).

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Il "contrasto al Male della Siria"                                                                     

    2) Il presunto contrasto armato alle forze sovversive e distruttive che annientano la Siria (Assad, per Ue, Consiglio europeo e Onu – Nds) – "Ci sono anche dei siriani tra le fila dei miliziani – aveva denunciato il vescovo siriano – reclutati con un sistema di arruolamento antico ma sempre efficace. Il libero esercito siriano paga 10.000 lire siriane al mese: al Nusra, la più terribile milizia jihadista (le cui stragi non hanno eco in Occidente) paga 25.000 lire, mentre Daesh, ovvero l’Isis, 50.000 lireCifre astronomiche per i normali stipendi siriani, che hanno sedotto i cuori di tanta povera gente che così ha trovato l’America (…). E che dire delle migliaia di pik-up Honda bianchi, con tanto di mitragliatrice posizionata nel retro, arrivate nel Paese: veicoli nuovi fiammanti che qualcuno ha comprato e girato ai miliziani e che oggi fanno bella mostra di sé in tutto il Paese. I “ribelli moderati” non esistono! I miliziani passano da un gruppo all’altro con estrema facilità, come anche le armi che l’Occidente fornisce ai loro protetti.

     Un mondo alla rovescia: la menzogna è verità, il bianco è nero               

    Guerra sporca, quella siriana, dove tutto è ribaltato e dove tutto è usato per uno scopo diverso da quello dichiarato. Anche il recente cessate il fuoco – secondo il vescovo siriano – è stato usato a scopo bellico: per rifornire di armi i jihadisti e per farne entrare di nuovi dai confini turchi: circa diecimila. Non abbiamo bisogno di protettori, abbiamo solo bisogno di essere lasciati in pace…" (dichiarazione di Mons. Jacques Behnan Hindo).

     Il vero obiettivo dell'europeismo e della sua "anima nera"                       

    Il vero "contrasto" al neminodifeso (propagandisticamente) dalle  forze europeiste e dall'ONU (4)   alla resa dei conti è uniformato unicamente a disintegrare il popolo siriano, in gran parte reo di essere cristiano o, comunque, non fanatico o allineato al mondialismo (Nuovo Dis-Ordine Mondiale5) cioé a quel movimento globale, pseudo-religioso, che vorrebbe asservire l'intera umanità ad un impero unico su scala planetaria, a trazione giudaico-massonica e a vocazione anti-cristiana. Ovviamente in Italia, nei salotti tv dei canali mainstream, come nei Tg di regime, tutto tace. Nessuno osa  uscire dai solchi; l'inversione della realtà è totale: forse troppo evidente e folle per essere creduta fino in fondo dall'intera comunità.

    (4)  La denuncia di Mons. Hindo è stata solo una delle ultime di un'infinita, inascoltata, serie

    (5) Vedi qui:  

    Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che si vince con le armi dello Spirito

    Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo 

    Ratzinger e il Nuovo Disordine Mondiale

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     L'assordante silenzio dei vertici vaticani e delle reti pseudo-cattoliche 

    Ma quel che meraviglia di più è l'assordante silenzio dei cosiddetti canali filo-cattolici, ad oggi, evidentemente, controllati da una grande mano invisibile che decide ciò che e "bene" sapere. Che decide, cioé, il grado di consapevolezze che le coscienze dei fedeli devono raggiungere affinché il "Grande Fratello" non venga disturbato. Intanto i crimini europeisti contro l'umanità continuano a consumarsi sotto il cielo di Aleppo, Damasco e dintorni. L'unico slancio di umanità, per il momento, resta quello dell'accoglienza ipocrita e strategica dei disperati sui barconi: ultima frontiera del piano immigrazionista (5) verso il quale anche gran parte dei vertici vaticani sembra convergere ormai da tempo. Malgrado gli "alberi piantati " in nome della giustizia (6) e  i "crimini invisibili" celati dietro le nuove, "provvidenziali", sanzioni europee.

    (5) Vedi qui: L’élite integrazionista del “Piano Kalergi” premia Bergoglio? 

    Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo 

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte / Seconda Parte 

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata 

    Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

    (6) Vedi qui: L’incontro per la Pace in Vaticano: bilanci e prospettive oltre i cerimoniali 

    Aleppo e il genodicio idrico tra il silenzio della comunità Internazionale

     

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video Allegato – il Piano Kalergi                                                                                      
     

    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     
    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI
     

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     Allegati – Approfondimenti                                                                                               

    Siria – La petizione per fermare le sanzioni e il doppio volto dell’Ue

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    Martedì,  Febbraio 16th/ 2016 – di Sergio Basile – Dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich con il contributo di Nicola Arena Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, Conflitto siriano, Siria, guerra in Siria, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, The Secret World […]

    Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo

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    Mercoledì, 25 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione, Giudaismo, Massoneria, Kalergi, Comenius, Saint-Yves, Nuovo Disordine Europeo, Fratelli Moravi, Fratelli Boemi, Rosacroce, Johann Valentin Andreae, Consultatio de rerum humanarum emendazione, Descriptio de republica cosmopolita, cosmopolitismo, Nuovo Prdine Mondiale, impero giudeo-massonico anti-cristiano, protestantesimo, ecumenismo, Lux ex tenebris, Pontificio Consiglio della Cultura, L’eredità di Comenius, bilancio di un centenario, Alexandre Saint-Yves d’Alveydre, Mission des […]

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

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    Lunedì, 9 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo, millenarismo «gioachimita», Gioacchino da Fiore, ecclesiologia della Nuovissima Alleanza, San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, Vangelo e Gesù, Puritanesimo, negazione della Santissima Trinità e la Divinità di Cristo, origine ebraica di Gioacchino,  Goffredo d’Auxerre, San Bernardo di Chiaravalle, Giudaismo padre della Massoneria, Massoneria anglo-americana, Rivoluzioni, Liberismo calvinista, Americanismo teo-conservatore, Plutocrazia dell’alta finanza apolide, vera Economia, Millenarismo gioachimita, Giudaismo, […]

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    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte

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    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta

    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata

    Sabato, Giugno 13rd, 2015 – L'editoriale di Sergio Basile, Direttore "Qui Europa"  –  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, iper immigrazione programmata, capo treno accoltellato a Milano, delinquenza in aumento, annullamento dell'identità di una nazione, promesse e strategie di Matteo Renzi, Massoneria, Cristianesimo, attacco al cuore del Cristianesimo  Società, Delinquenza e Iper-immigrazione programmata La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare […]

    Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

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    Lunedì,  Aprile 27th/ 2015       – di Arrigo Muscio, Sergio Basile e Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa, Arrigo Muscio, Sbarchi, colonia Italia, Unione Europea, cattolico-moderniste, giudaico-massoniche, Mare Nostrum e Triton, cercano di arrivare in Florida via mare, Cuba, prostituzione, attacco al cuore del Cattolicesimo,Usa, Cuba, Obama, social-comunismo, mondialismo  Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo La strana politica europeista sugli sbarchi e le […]

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    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

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    Giacinto Auriti e la Lettera aperta al Pentagono, per fermare il terrorismo

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    Gli angeli di Homs e la nostra Sete di Giustizia

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    Ratzinger e il Nuovo Disordine Mondiale. La trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità

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    Lunedì, Giugno 1st, 2015 – Prefazione del Card. Joseph Ratzinger – 1997 –  al libro "Nuovo disordine mondiale. La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità" di Mons. Michel Schooyans Redazione Quieuropa,  Nuovo Disordine Mondiale, Papa Benedetto XVI, Cardinal Joseph Ratzinger, Gender, Conferenza di Pechino, Nuovo Ordine Mondiale, Ideologia gender, Joseph Ratzinger, Michel Schooyans, Cairo, Una […]

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    Giovedì, Maggio 28th, 2015 – di Sergio Basile e Massimo Mancinelli  –  Redazione Quieuropa, Madonna di Fatima, Terzo Segreto di Fatima, Massimo Mancinelli, Sergio Basile, San Pio da Pietrelcina, San Giovanni Paolo II, Conciclio Vaticano II, Benedetto XV, Benedetto XVI, Popolo eletto, apostasia, tradimento di Dio, Giudeo-Massoneria, Ebraismo, Giusta interpretazione della Bibbia, nemici di Cristo, Ecumenismo, 13 Maggio 1981, Mehmet Ali Agca, […]

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  • Aleppo – Testimonianza di Fra Ibrahim: una comunione meravigliosa, malgrado la morte

    Aleppo – Testimonianza di Fra Ibrahim: una comunione meravigliosa, malgrado la morte

    Martedì,  Maggio 5th/ 2015    
     

    – Redazione Qui Europa –

    Testimonianza di Fra Ibrahim Sabbagh, parroco latino di Aleppo

    Redazione Quieuropa, Siria, Aleppo, Terrorismo, Fra Ibrahim Sabbagh, Testimonianza Cristiana, Terrasanta, Persecuzioni contro i Cristiani, martiri, famiglie in fuga, meravigliosa comunione 

    Aleppo – Testimonianza di Fra Ibrahim: una comunione

    meravigliosa, malgrado la morte

    Prima dell'inizio della persecuzione, vivevano ad Aleppo un

    milione di Cristiani. Fra Ibrahim: "trovo sempre persone 

    disposte ad aiutare con molta facilità… è meravigliosa

    la comunione che si è creata… malgrado tutto…"

     

    Testimonianza di Fra Ibrahim Sabbagh, parroco latino di Aleppo

    FRA IBRAHIM - ALEPPO

     La situazione ad Aleppo oggi – Secondo Fra Ibrahim Sabbagh                

    Milano, Aleppo – Mentre il mondo mediatico guarda a Milano e al suo Expo, in Siria i problemi sono ben altri: si continua a morire tra l'indifferenza generale per il solo fatto di essere cristiani: inoltre non è ormai un mistero per nessuno il fatto che le politiche occidentali negli anni, anziché porsi a tutela della civiltà cristiana siriana, abbiano incoraggiato questo orribile status quo, nonché l'esodo stessp dei cristiani (vedi qui Siria – Le Politiche Occidentali incoraggiano l’esodo dei Cristiani). L'ultimo drammatico fotogramma della situazione – raccolto da terrasanta.net – può cogliersi nelle vive parole di Fra Ibrahim Sabbagh, parroco latino di Aleppo, l'antica perla del Medioriente trasformata in una landa desolata; in terra di razzie di ogni sorta e morte: «Ad Aleppo si muore – ha dichiarato Sabato scorso il prelato – la gente diventa ogni giorno più povera e siamo certi che le cose peggioreranno. Ma quello che mi dà speranza – ha aggiunto – è che molti cristiani non vogliono andarsene. L’esercito ha aumentato le difese. Ho la sensazione che la città possa resistere e non cadere nelle mani dei fondamentalisti…(…) I nostri “martiri”, cioè i cristiani morti in città negli ultimi tre anni sotto i bombardamenti sono 178 – puntualizza fra Ibrahim – tra i quali 20 della Chiesa latina, 20 melchiti, 14 greco-ortodossi, 9 siro-ortodossi, 7 siro-cattolici, 7 maroniti e 101 armeni.

    FRA IBRAHIM - ALEPPO

     Prima della persecuzione, un milioni di Cristiani vivevano ad Aleppo   

    Aleppo prima che scoppiasse la guerra contava circa un milione di cristiani. Oggi nessuno sa quanti siamo rimasti: forse un terzo, forse un quarto… Quando facciamo l’incontro periodico tra tutti i responsabili delle Chiese di Aleppo, nessuno dice di conoscere il numero delle famiglie o il numero delle persone della sua Chiesa. Ma alcuni dati possono farci immaginare la situazione: le 9 scuole cattoliche della città due anni fa contavano 10.500 bambini iscritti, adesso il numero è sceso a 2.500. Questo confermerebbe che i cristiani sono diventati un quarto, un terzo in due anni… E quelli che rimangono, diventano più poveri di giorno in giorno. Secondo i dati di cui dispongo, abbiamo sicuramente 442 famiglie iscritte alla nostra associazione di beneficenza parrocchiale. Quando sono arrivato ad Aleppo, a fine 2014, vi erano iscritte soltanto 220 famiglie: in cinque mesi sono raddoppiate. Lentamente credo che tutte le famiglie busseranno alle porte dell’associazione… Secondo i sondaggi della Caritas, il 70 per cento delle persone che vivono oggi ad Aleppo è sotto la soglia della povertà. Diversamente da quanto avviene a Damasco, dove la maggior parte della popolazione lavora, ad Aleppo solo un quinto degli abitanti lavora ancora».

    FRA IBRAHIM - ALEPPO

     Una comunione meravigliosa                                                                          

    «Il cibo – denuncia Fra Ibrahim – in città arriva, ma a volte chi lo vende se ne approfitta e il prezzo cresce fino a diventare insopportabile. La gente è davvero molto povera: ultimamente ci capita addirittura di dover pagare tutte le spese dei funerali perché non hanno soldi neppure per questo…  Nonostante tutto, ci sono diverse cose che mi danno speranza: innanzitutto il fatto che molti cristiani di Aleppo sono decisi a non abbandonare la città. Amano Aleppo e sanno in ogni caso che se lasciano la città perderanno tutto. È positivo il fatto che pensino che ci sono ancora le condizioni per restare! Nonostante l’assedio e i bombardamenti la vita non si ferma: la biblioteca che noi frati abbiamo inaugurato alcuni mesi fa per gli studenti universitari, continua a rimanere aperta e i ragazzi continuano a studiare e a dare esami; le classi di catechismo hanno continuato a svolgersi fino all’ultima lezione, a cui erano presenti oltre 170 bambini. E poi mi consola molto vedere come ci sia tanta gente buona: trovo sempre persone disposte ad aiutare con molta facilità, disponibili, pazienti. Tra noi sacerdoti, infine, è meravigliosa la comunione che si è creata proprio in questa situazione di guerra».
     

    Redazione Qui Europa (Copyright © 2015 Qui Europa)

    Testimonianza di Fra Ibrahim Sabbagh, parroco latino di Aleppo

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  • L’Indifferenza Mediatica dei nostri governanti verso Aleppo e i genocidi di cristiani nel mondo: arma Mondialista

    L’Indifferenza Mediatica dei nostri governanti verso Aleppo e i genocidi di cristiani nel mondo: arma Mondialista

    Lunedì,  Maggio 12th/ 2014

     – di C.Alessandro Mauceri / Sergio Basile / Redazione Quieuropa –

    Libia, Silvio Berlusconi, Mu'ammar Gheddafi, Matteo Renzi, Roberto Maroni, Mario Monti, Ospedale Kindi, AleppoNigeria, Somalia, Mali, Congo, Pakistan, Egitto, Frans Van der Lugt, Siria, Center for the Study of Global Christianity, CESNUR, Accademia di Scienze Umane e Sociali, Barrett, BBC, martiri, C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile, Aleppo, Cristianesimo,  genocidio dei cristiani nel mondo, indifferenza dei media, iper immigrazione e mondialismo, piano kalergi, Siria 1° Maggio 2014, Lettera di Nabil Antaki , economia annientata, patrimonio saccheggiato, èlite in esilio, ricchezze depredate, 150.000 morti, 4 milioni di rifugiati, 8.000.000 di sfollati interni, atti di ferocia e di barbarie che nessuno poteva immaginare, 45 milioni di cristiani uccisi 

    L'Indifferenza Mediatica dei nostri governanti verso

    Aleppo e i genocidi di cristiani nel mondo:

    arma mondialista da distruggere

    Quarantacinque milioni i cristiani uccisi nel XX secolo a causa

    della loro fede. Il paradigma odierno è l'estrema opzione:

    morire in patria o nel Mediterraneo?

    Drammatica testimoniaza da Aleppo, di Mouna Alno-Nakhal:

    la cristiada non è mai cessata 

    Video in allegato

     

    di C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile e Redazione Quieuropa

    Cristiada - Aleppo - medioriente

     La "Cristiada" non è mai cessata…                                                                       

    Aleppo, Lampedusa, Catanzaro – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Venerdì scorso nella sala principale del "Circolo San Francesco" del convento Sacro Cuore di Catanzaro Lido, nell'ambito del consueto appuntamento del Venerdì, è stato proiettato lo struggente e meraviglioso (quanto censuratissimo ed introvabile) film "Cristiada", narrante della rivolta degli eroici "Cristeros" che tra 1926 e 1929, fu combattuta dai cattolici messicani contro il governo massonico,  di stampo bolscevico ed anticlericale del Presidente Plutarco Elias Calles, che perseguitava la chiesa cattolica. Per la cronaca, il termine "Cristeros" deriva dall'espressione "Cristo Reyes" ("Cristi Re") come cioè gli uomini e i compagni-massoni di Calles definivano in senso dispreggiativo gli insorti cattolici (che combatterono – alla lunga vittoriosamente – al grido "Viva Cristo Re", contro il regime di Calles e i suoi alleati Usa..) riprendendo il tema della "Regalità di Cristo" riproposto con forza attraverso l'enciclica "Quas Primas" da Papa Pio XI. Il film, che le lobby massoniche hanno censurato e boicottato nel nostro "Bel Paese" "libero e democratico", impedendo che fosse proiettato nelle sale cinematografiche ed addirittura che fosse messo in commercio e doppiato in italiano, ha riscosso un grande successo di critica.

     L'eredità dei Cristeros e la faccia ipocrita del Bel Paese                               

    Lacrime e vera commozione… Risveglio delle coscienze ed apertura degli occhi del cuore, per troppo tempo sbarrati dall'ignoranza e dall'indifferenza. Questi i leitmotiv della serata. Questa l'eredità lasciata dal film che difficilmente potrà essere gettata nel dimenticatorio. Nel breve dibattito che ha preceduto la proiezione si è parlato, ovviamente, di Medioriente e Siria; di primavere arabe; di rivoluzioni colorate; di mondialismo; di esportazione della masso-democrazia occidentale e di iper-immigrazione di massa. Ciò, cercando di tracciare un file rouge comune che potesse aiutare a capire, oltre la disinformazione mediatica, il perchè oltre mille profughi al giorno siano costretti a rifugiarsi in Italia per sfuggire alla morte. Ormai, infatti, come ogni anno, da almeno un decennio a questa parte, con l’arrivo della bella stagione, si intensificano gli sbarchi in massa in Italia di clandestini provenienti da mezzo mondo, Medioriente ed Africa in testa. A poco o niente sono serviti i viaggi  d'interesse di Silvio Berlusconi – da presidente del governo – in Libia (forse passeranno alla storia più per il famoso baciamani a Gheddafi che per i risultati raggiunti). A niente sono servite le misure dell’allora ministro Roberto Maroni né quelle del capo del governo tecnico e golpista Mario Monti o quelle dei suoi degni successori Enrico Letta e Matteo Renzi (ultimo mandatario).

     Ebola, mondialismo ed altre malattie… dietro l'iper immigrazione         

    Il problema – come da copione – non è stato risolto neanche dopo che era stato paventato il rischio del diffondersi  di epidemie come quelle del virus ebola, della tubercolosi o dell'iper-tbc: nei giorni scorsi, va detto, come un’immigrata clandestina, pare sia stata trasportata d’urgenza in elicottero in un centro specializzato in quanto malata di non si sa quale malattia contagiosa. Le sole cose che sono state fatte, a parte distruggere la vita e l’economia dei lampedusani e di molte altre città-rifugio italiane, sono state quelle di riempire di pagine i giornali con domande strategiche e fuorvianti (è giusto o no accogliere i clandestini? e in quale modo? l’immigrazione clandestina è da considerare reato penale o no?) e mostrare come i governi e i parlamenti che si sono succeduti negli ultimi decenni non siano – "ovviamente" e come da copione – riusciti a risolvere il problema “immigrazione clandestina”. E mentre le prime pagine dei quotidiani venivano impegnate a raccontare questo o quello sbarco (ormai si parla di migliaia di immigrati clandestini al giorno), nessuno trovava – e trova – il tempo o lo spazio per portare l’attenzione dei lettori su un altro problema che riguarda, da vicino anche quello delle cosiddette minoranze.

    Cristiada - Aleppo - medioriente

     Indifferenza mediatica verso i genocidi di cristiani: arma mondialista  

    Mentre l’Unione Europea e l’Italia fanno di tutto per presentarsi al mondo come "rispettose dei diritti umani e delle minoranze etniche e religiose" (senza dire che, in realtà, questa tolleranza di copertura deriva dal loro bisogno di manodopera a basso costo… ma soprattutto dalla volontà di portare a termine il disegno di paneuropeizzazione del continetevedi qui Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa e qui La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta) nel resto del pianeta la tolleranza religiosa pare essere un ricordo e i metodi per imporre le scelte della maggioranza pare stiano diventando sempre più crudeli. Le atrocità di Diocleziano e Nerone, in compenso, se paragonate all'attuale situazione, sembrano davvero una inezia o giù di lì… Non passa giorno, ormai, senza che giornali di tutto il mondo (pochissimi in Italia) riportino la notizia che uomini e donne uccisi perché accusati di essere “cristiani”. Solo ad Aleppo, in Siria (leggi nota correlata) se ne contano mediamente 24 al giorno (vedi qui – Aleppo, Siria: noi resistiamo – Lettera di un Missionario Marista). In uno degli ultimi raccapriccianti episodi riportati nelle ultime ore, è emerso come i cristiani uccisi fossero siriani di guardia all’ospedale Kindi, sito proprio dell'ormai ex-oasi di pace tutto il Medioriente, chiamata Aleppo. In rete girano dozzine di video-testimonianza, tra i quali uno che non lascia dubbi sul modo atroce in cui sono stati giustiziati. Nessun "paradossale processo" sul fatto se essere “cristiani” sia un problema civile oppure un reato penale (come in Europa con l’immigrazione clandestina)… 

     Solo nel 2012, oltre 100 mila cristiani trucidati per la loro fede                

    Ma quel che è più grave è che il caso dei giorni scorsi è solo l’ultimo di una lunga, infinita serie… Una serie di morte ed indifferenza che solo in Siria conta ormai oltre 150 mila vittime, come testimoniato dalle colonne di Quieuropa (vedi allegati) da tre anni a questa parte. Secondo dati resi noti recentemente da numerosi tabloid internazionali, solo nel 2012 sarebbero stati oltre centomila i cristiani uccisi non per motivi politici o durante guerre, ma solo per la loro religione di appartenenza. Quasi una persona ogni cinque minuti…. E senza che nessuno dedichi loro una parola. Non ne parlano i media. Non fanno niente gli organismi internazionali (troppo impegnati a dire se il premier russo, Vladimir Putin, faccia bene o no a partecipare ad una manifestazione in Crimea… Ma a proposito – ci chiediamo in merito – perchè il benefattore Putin non invia ufficialmente le sue truppe in siria in difesa di Aleppo? Forse qualcuno dovrebbe chiederselo. O no? Tanto ormai gli appoggi esterni (arabi e occidentali) ai cosiddetti ribelli sono stati smascherati!

     L'assassinio di padre Frans Van der Lugt                                                         

    I Paesi dove più che in altri sarebbero state uccise delle persone a causa della loro fede cristiana sono quelli dove più forte è la presenza del fondamentalismo islamico (Nigeria, Somalia, Mali, Congo, Pakistan ed Egitto) ma anche quelli dove esistono regimi totalitari di stampo comunista.. Eppure spesso si trattava di persone impegnate in missioni di pace o di assistenza ai malati come Frans Van der Lugt, sacerdote gesuita di 75 anni, di cui circa 50 passati come missionario. È stato ucciso nei giorni scorsi in Siria, ad Homs, martire in una città definita essa stessa “martire” a causa della guerra di aggressione dei nemici di Cristo (stile Cristiada… anche se si tratta per lo più di mercenari esterni al Paese), in una zona occupata dagli islamici e assediata dall’esercito siriano.

    Cristiada - Aleppo - medioriente

     45 milioni                                                                                                                     

    Secondo uno studio condotto dal Center for the Study of Global Christianity di South Hamilton, nel Massachusetts, CESNUR e Accademia di Scienze Umane e Sociali, sarebbero quarantacinque milioni i cristiani morti nel XX secolo a causa della loro fede. E il loro numero continua a crescere: solo nel primo decennio 2000-2010, secondo Barrett, sono stati un milioneRecentemente la BBC ha obiettato che non si tratterebbe di “martiri”, ma di “persone uccise in situazioni di testimonianza” (la diatriba sarebbe nata circa la definizione di alcune persone morte uccise da una bomba fatta esplodere in una chiesa con numerosi fedeli all’interno). Eppure pochi o forse nessun notiziario in prima serata ha dedicato una parola a questi “numeri”.

     Il bivio: morire in patria o nel Mediterraneo?                                                 

    Nelle scorse settimane i giornali hanno riempito le prime pagine della notizia dei clandestini annegati nel MediterraneoDato che di numeri si deve parlare (per non toccare la sensibilità di nessuno), ebbene forse i “numeri” dei cristiani che hanno perso la vita solo a causa della loro fede sono maggiori e di molto. Non solo, ma tra questi due “numeri” c’è anche un’altra differenza tutt’altro che secondaria: gli immigrati clandestini hanno scelto coscientemente (seppure spinti da una situazione di estrema crisi politica, economica e sociale dei loro Paesi di provenienza, minacciati dalla "democrazia occidentale" che va a braccetto col fondamentalismo islamico) di correre il rischio che comportava salire sulle “carrette del mare”. Le centinaia di migliaia di cristiani che hanno perso la vita non hanno avuto scelta: sono stati barbaramente e volontariamente uccisi da altre persone. La loro unica colpa è stata quella di essere “fedeli”. Non nel senso di aver dedicato la propria vita ad un partito politico o a un movimento estremista, ma nel senso di avere una Fede e di voler credere in Dio. Credere in Gesù Cristo. Ma forse oggi essere “fedeli” per molti non ha più molta importanza. E, quindi, non è un buon motivo per morire (figurarsi poi per darne notizia nei telegiornali…).

     La "Grande Bellezza"                                                                                                 

    Tra coloro che oggi denunciano questa situazione non troviamo curiosamente alcun politico, ne tra la casta, né tra i membri della cosiddetta anti-casta, né tra i cosiddetti dissidenti leghisti nemici dell'iper-immigrazione. Allora capita che l'Italia-bene continui a vomitarsi a dosso la "Grande Bellezza", scordandosi completamente del "Grande Dolore". Ma questa è l'epoca dalle "Grande Indifferenza": il mostro maggiore da sconfiggere, ben annidato tra le ipocrisie della nostra coscienza. Preghiamo per la Siria! Parliamo della Siria! Indignamoci per la siria! Scendiamo in piazza per la Siria! Allarmiamoci per la Siria e il quotidiano dei cristiani nel mondo! Basta dormire il sonno della morte…

    C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa) 

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Allegato – Testimonianza da Aleppo                                                                                       

    Un grido dal cuore di Aleppo: Bisogna che tu dica…

    Siria – Il popolo di Aleppo ripete le parole di Cristo

    sulla Croce: "Ho sete…"

     

    Testimonianza di Mouna Alno-Nakhal, Aleppo Siria, 1° Maggio 2014 

    Cristiada - Aleppo - medioriente

    Aleppo, SiriaTestimonianza di Mouna Alno-Nakhal Mercoledì, 30 aprile: "L'elettricità è finalmente tornata ad Aleppo. Ho potuto caricare il telefono e raggiungere  i nostri figli per rassicurarli . Siamo vivi ! Ma per quanto tempo? Si dovrebbe chiederlo a tutti coloro che speculano sulle nostre spalle,  per non dire sui nostri cadaveri! Inoltre, da dove siamo, vediamo il cortile dell’ospedale “ al-… " [ Intenzionalmente oscurato ] … mucchi di cadaveri … civili e anche soldati apparentemente. Non possiamo nemmeno attraversare la strada per vedere di chi si tratta. Per quanto riguarda l'acqua , evviva, un filo ! Passo sopra i dettagli delle sfide che mi sono prefissata per cavarmi l’ idea che "loro" alla fine riusciranno a farmi vivere in una casa sporca … mi dico che le nostre nonne conoscevano questa miseria … salvo che loro disponevano di  bacinelle adatte all'età della pietra … e soprattutto l’olio. Settecento lire siriane al litro! Centocinquanta  £ un mazzo di prezzemolo … Andiamo , passo così sulla lista della spesa. Chi? Ma i profittatori di guerra naturalmente. E ' bella la  rivoluzione!  Trabocca di fantasia un rivoluzionario!  La loro ultima scoperta: organizzarsi  per vendere uno stock incredibile di "generatori " ad un prezzo fissato sulla testa del cliente;  questo spiega … penso che tu mi capisci. Sì , l'ultima volta che ho parlato con te , ho concluso su una nota di speranza [ * ]. Ma oggi , devo confessarti che dopo aver vissuto gli orrori delle ultime due settimane, abbiamo sicuramente la sensazione che Aleppo è abbandonata … E’ forse ingiusto parlare di abbandono quando tanti dei nostri soldati sono caduti. Rimane tuttavia che Aleppo è " sbranata" . Noi lo vediamo bene!

     Qui nessuno si aspetta di essere ascoltato…                                                     

    Ma io non ti chiamo per questo . Volevo dirti che ti leggo. No … non hai tradito né le mie parole né il mio pensiero. Pensi che la gente ti leggerà? Cosa si può fare? Qui , nessuno si aspetta di essere ascoltato. Più nessuno pensa di risvegliare le coscienze. Anche i nostri media, quando riusciamo ad ascoltarli, non rispecchiano la realtà delle tragedie che ci uccidono. Vien da chiedersi se sono consapevoli del fatto che nelle ultime due settimane è la " m …. " ! Mio Dio ! Hai sentito? Un rumore terribile … " . Comunicazione interrotta… Niente da fare! E poi infine, va, poi taglia, poi riprende: "Non preoccuparti … solo le finestre! E’ stata una granata. Dico granata, mentre io non so cosa  veramente fosse. L'esplosione ha scosso tutti gli edifici del quartiere. E continua … Ho sentito che ci sono persone colpite nella nostra strada. Ciò significa che, entro  cinque minuti, vedremo arrivare i taxi gialli trasformati in  ambulanze per l'occasione; le cabine servono per il trasporto  dei feriti; i cofani sono riservati ai cadaveri senza vita. Si dirigeranno agli ospedali, almeno quello che ne è rimasto, per essere curati o identificati dai loro parenti … un'ultima volta per tutte . Le notizie che ci arrivano si riassumono nel  dire che nessuna soluzione si profila all’orizzonte.

     Erdogan e le porte dell'inferno…                                                                                ​

    Aleppo è un disastro, e ora ecco che ci viene predetto che nei prossimi giorni sarà peggio! Ci viene detto che Erdogan (leader turco) ha deciso di demolire la Cittadella per rialzare il morale delle sue truppe di  sanguinari … Dopo la conferma della tenuta delle  presidenziali alla data prevista , sembra che egli sia riuscito ad aprire tutte le porte dell’ inferno. Gira una voce che il nostro esercito è determinato a finirla , che non è lontano e che si mette male più che mai . Quindi, ci si consiglia di prepararci. Prepararci?!?

     Siamo circondati! Tutti quelli che potevano andarsere se ne sono andati! 

    Giovedì, 1 maggio: "L'elettricità è tagliata di nuovo, e quindi niente acqua, in quanto è necessaria per  pompare. "Loro" stanno giungendo al loro scopo … Siamo circondati! No, non siamo armati. Difenderci? Contro dei cecchini? Contro mine sotterranee che esplodono ovunque? Contro  bombe che polverizzano  interi edifici? La prova che Erdogan e la sua banda intendono entrare in Aleppo svuotata dei suoi abitanti. Sì … ne siamo convinti. D’altro canto, tutti coloro che potevano andarsene se ne sono andati. Dove? Alcuni ancora in direzione di Latakia, ma la maggioranza va in Libano e in Turchia. Sì … in Turchia. Potete immaginare!

     Unica difesa rimasta: la Preghiera. Il resto? infamia inconcepibile…            

    Tu puoi  capire che ormai il nostro unico modo per difenderci è la preghiera, lo sprezzo del pericolo, così come il disprezzo per questo avido Occidente che ci gioca la sua partizione umanitaria?Bisogna che tu dica tutto il disgusto che i vostri dirigenti  ci ispirano, essendo l’ "errore" dei nostri non aver immaginato fino a che punto essi avrebbero potuto dimostrare ancora la loro infamia ; infamia, senz’altro più elegante e sofisticata di quella di Erdogan e dei despoti ignoranti dei paesi del Golfo, ma comunque infamia inconcepibile!

     Bisogna che tu dica…                                                                                                       ​

    Bisogna che tu dica ai vostri "diritto-umanitaristi" corrotti e che si presentano come  "liberatori" del popolo siriano, che oggi grazie alla loro preoccupazione ignobile tutti i civili siriani hanno uguali diritti sotto le bombe! Tutti i civili: Mohamad,  suo cugino  Hussein, e suo fratello Georges, non  dispiacciano loro! essi saranno senz’altro felici di sapere che le vittime nelle zone "controllate dal regime" sono per il 99% popolazione civile; vittime innocenti che, se fossero cadute nelle zone apparentemente "liberate dai ribelli" avrebbero attirato l' attenzione dei vostri media bugiardi che accusano  "il regime di accanirsi , per via aerea , sui suoi cittadini innocenti ".

     Bisogna che tu dica…                                                                                                       

    Bisogna che tu dica che i loro cosiddetti "ribelli" non sprecano il loro tempo e fanno il massimo uso delle elargizioni di questo Occidente che passa sotto silenzio i loro misfatti, e i propri!    Abbiamo bisogno che tu dica … ". No … non posso dirti che la gente mi legge. Sono così pochi in grado di sfuggire alla doxa dominante. E se mi leggono, ciò è probabilmente con la punta degli occhi e la mente altrove! Ma ti prometto, lo dirò. Abbi cura di te e dei tuoi! E perdonami  per non essere in grado di fare nulla …

     

    Mouna Alno-Nakhal, Aleppo, Siria – 1° maggio, 2014

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     Video in Allegato                                                                                                              

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Speciale Siria – Straordinaria Testimonianza di Padre Maes, sul NWO nel Paese culla del Cristianesimo

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    Lunedì, Agosto 19th/ 2013 – Straordinaria Testimonianza oculare di Padre Daniel Maes, Siria –   Redazione Qui Europa Siria, Aleppo, Cristiani, Persecuzione contro i cristiani, complotto massonico, Padre Daniel Maes, Straordinaria testimonianza di Padre Maes, Homs, Damasco, Bashar Al Assad, Guerra occidentale contro la Siria, La Resistenza del Grande Popolo Siriano, 6000 profughi al giorno e minorenni […]

  • Siria – Il Piano NWO, l’Appello del Papa e il discorso di Assad, che i Media  Occidentali Censurarono

    Siria – Il Piano NWO, l’Appello del Papa e il discorso di Assad, che i Media Occidentali Censurarono

    Domenica, Settembre 1st/ 2013

    Redazione Qui Europa 

    – Dichiarazione di Guerra di Obama

    – Discorso all'Angelus di Papa Francesco

    – Discorso in Forma integrale del Presidente Bashar Al-Assad

      (Pronunciato a Damasco, Gennaio 2013)

    Cristiani, Bashar Al-Assad,  Discorso in Forma Integrale, Damasco, Teatro dell'Opera di Damasco, Desiderio di Pace, Terrorismo, Palestina, Primavera araba, Le False Primavere, Patria, Siria, Profughi, Martiri, Sicurezza delle frontiere, Ricostruzione della Siria, Interessi del Popolo Siriano, Luoghi comuni sulle primavere arabe, Lotta comune al Terrorismo, Dialogo e Sovranità Popolare, Patria prima di tutto, Sangue dei Martiri, Donne in lutto, Alture del Golan, Collaborazione, Comunità Internazionale, Dio è al nostro fianco, Papa Francesco, Angelus, Pace bene di tutta l'Umanità 

     

    Siria – Il Piano NWO, l'Appello del Papa 

    e il discorso di Assad, che i Media

    Occidentali Censurarono 

    Barack dichiara Guerra, Francesco chiede Pace.

    Il Papa indice per il 7 Settembre una giornata

    mondiale di digiuno e preghiera per la Siria

    e per la Pace nel Mondo.

    – Il vero volto della Siria e il desiderio della Pace

      che i falsi profeti dell'imperialismo Occidentale

      e del Terrorismo non cercano 

    – I Luoghi comuni sulle "False Primavere Arabe"

      fomentate dai signori della Guerra

    I Punti del Piano di Pace di Assad ignorato

     

    Redazione Qui Europa

    Papa Francesco - Angelus - Barack Obama - Syria

     Il Discorso del Papa – Giornata Mondiale di Preghiera e digiuno              

    Damasco, Roma, Washington – Solo le 12,15 di Domenica 1° Settembre 2013. Papa Francesco si è appena affacciato su Piazza San Pietro per l'Angelus. Come al solito c'è un bagno di folla ad attenderlo. Ma oggi più che mai! Tutti restano come sospesi in trepidante attesa. In attesa cioè di ascoltare una parolina magica di 4 lettere… PACE. E Francesco non delude le attese! Un discorso (più che un semplice Angelus domenicale) destinato ad entrare nella storia e dedicato interamente alla Siria e alla Pace nel mondo, in queste ore di sconcerto mondiale e febbrile attesa per la deriva franco-statunitense sulla Siria. "In questi giorni – ha esordito il Papa – il mio cuore è profondamente ferito per ciò che sta accadendo in Siria e per i drammatici sviluppi… Mai più la guerra! La Guerra chiama la Guerra! (…) Ascoltate la vostra coscienza, un giorno verrà il giudizio di Dio sulle nostre azioni.. ed anche un giudizio della storia al quale non si può sfuggire (…) Mi unisco al grido del mondo, un grido di Pace! (…) Per questo ho deciso di indire per tutta la Chiesa il 7 settembre prossimo, vigilia della ricorrenza della Natività di Maria Regina della Pace, una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, nel Medio Oriente e nel mondo intero. Non è mai l'uso della violenza che porta la pace – ha proseguito il Papa – la guerra chiama guerra, la violenza chiama violenza. Con tutta la mia forza  chiedo alle parti in conflitto di ascoltare la voce della propria coscienza, di non chiudersi nei propri interessi ma di guardare all'altro come a un fratello e di intraprendere con coraggio e con decisione la via dell'incontro e del negoziato … per il bene di tutta la popolazione siriana" (…). L'invito del Papa – che ha ricordato l'ultima "strage chimica" in Siria – non è solo per i cattolici, ma per tutti i cristiani, i credenti delle altre religioni e "per tutti gli uomini di buona volontà". L'appuntamento dato dal Papa è per il 7 settembre (ore 19,00) in Piazza San Pietro. Ma l'invito a pregare e digiunare è rivolto a tutti i fedeli delle parrocchie e diocesi del mondo. Anzi a tutto il mondo!

    Papa Francesco - Angelus - Barack Obama - Syria

     Il Mondo chiede Pace per la Siria                                                                          

    Questo drammatico ed accorato appello del Pontefice giunge – come noto – a poche ore dalla sostanziale  sconcertante dichiarazione di guerra del "Nobel per la Pace" Barack Obama alla pacifica Siria (l'ordine c'è, manca solo il formale ok del Congresso). Ma – come solennemente ribadito da Papa Francesco – il mondo chiede Pace. In ogni  angolo della Terra in milioni stanno manifestando contro la guerra in Siria ed ogni tipo di intervento bellico. Anche dinnanzi all'edificio simbolo dell'impero: la Casa Bianca. Cosa avvenuta anche mentre Obama pronunciava il suo discusso discorso (vedi video). Una corposa mobilitazione pacifica anche a Londra, dove nelle scorse ore un corteo di circa 2 mila persone ha sfilato con bandiere siriane e striscioni con slogan pro-Siria e anti-Obama. Molti i parallelismi, sia con la Libia che con la guerra criminale voluta da Bush contro Saddam Hussein (allora, ricorderete, dipinto come un mostro fino al suo assassinio) e il popolo iracheno. Una guerra scatenata sulla base di pretestuosi sospetti mai confermati su presunte armi di distruzione di massa mai trovate. Una scusa orribile ed infamante che provocò – complice l'immobilismo ONU – una carneficina che ancora oggi è fonte di morte e caos. Ma contro la guerra in Siria e la disarmante decisione del "reuccio dell'Eliseo" di appoggiare il progetto sionista di dominio mondiale, dimostrazioni imponenti si stanno svolgendo anche a Parigi. Idem in Turchia. Così ha commentato la notizia dell'attacco USA un manifestante: “Non siamo stupidi. Io ho lavorato in Iraq per due anni e mezzo. Dicevano che c’erano armi nucleari, poi hanno dovuto chiedere scusa. Intanto la gente continua a morire. E adesso vorrebbero fare lo stesso in Siria”.

    Qui Europa –  obama syria white house 

     Il Piano del NWO e il Discorso di Obama                                                              

    Ma ormai il piano è chiarissimo. Il Nuovo Ordine Mondiale non è più "cosa da complottisti" (come molti falsi intellettuali hanno sostenuto in questi anni, gettando discredito su quanti osavano denunciare il sistema in maniera chiara e trasparente) ma "cosa comune". Da un secolo a questa parte dozzine e dozzine di attacchi a paesi pacifici ed inermi, dozzine di "missioni di Pace" a nascondere un piano imperialistico di dominio globale. Lo stesso Obama nel suo discorso di ieri sera ha ammesso che gli Usa hanno permesso l'instaurazione di un "Nuovo Ordine"… giocando con le parole e lanciando messaggi tra le righe ben precisi (come nel suo stile – vedi video in allegato) che solo i profondi conoscitori della tematica mondialista hanno potuto cogliere fin da subito…

    Assad Censurato

     Il Piano di Pace di Assad che l'Occidente Imperialista censurò                  

    Dunque – in tal paradossale contesto – ci sembra opportuno riproporvi di seguito il discorso pronunciaro dal Presidente Siriano Bashar Al-Assad, a Damasco, in data 6 Gennaio 2013. Un discorso che (a differenza di quello di Obama: chissa perchè…) fu completamente censurato dai media italiani e dalla stragrande maggioranza dei media occidentali mondialisti. Un discorso – come potrete constatare voi stessi – diametralmente opposto a quello pronunciato da Obama, considerabile (quest'ultimo, a differenza del primo) un vero e proprio "manifesto" al Nuovo Ordine Mondiale. Da allora numerosi furono i tentativi di discreditare la Siria e il suo legittimo governo. Decine di migliaia i morti e centinaia le chiese distrutte. Embarghi, violenze e morte. Ma il Piano di Pace di Assad – un capolavoro di pacifica diplomazia e raro spirito patriottico accolto benevolmente da molti paesi, Russia in testa – che l'Occidente censurò è qui dinnanzi a noi. Basta avere gli occhi per vedere e un pò di pazienza per leggere. Fatelo! Ve lo consigliamo vivamente!

    Qui Europa – 6 GENNAIO 2013 – DISCORSO DI ASSAD ALLA NAZIONE
    – GRAN PARTE DEI MEDIA OCCIDENTALI (SPECIE I TG ITALIANI) LO CENSURARONO COMPLETAMENTE

      BOLLANDOLO SOMMARIAMENTE COME "INACCETTABILE" (GIUDICATE VOI)

     –http://www.youtube.com/watch?v=v5aRN0mGNfQ

    Discorso Assad censurato dai media Italiani

      6 Gennaio 2013 – Assad's Speech                                                                        

    Damasco – Discorso in forma integrale pronunciato da Assad in data 6 Gennaio 2013 – (articolo di "Qui Europa" pubblicato in data Venerdì, 11 gennaio 2013 – vedi allegato) – Il presidente Bashar Al-Assad Domenica ha pronunciato il suo atteso discorso alla Nazione presso il Teatro dell'Opera di Damasco, in cui ha toccato i punti più critici dei più recenti sviluppi della questione siriana. Ciò in una prospettiva di pace e riconciliazione, ma ponendo innanzi a tutto il rispetto della sovranità nazionale del Paese e gli interessi del popolo siriano. Riportiamo di seguito il testo integrale. Un discoso, tuttavia, passato completamente inosservato all'attenzione della maggior parte dei media di regime occidentali, i quali – senza analizzarne i passi più salienti e alti dello stesso – si sono limitati a giudicarlo in maniera sommaria, bocciandolo – probabilmente senza neppure averlo letto o ascoltato – in maniera inspiegabile ed irriguardosa. Tipico sintomo, questo, di una profonda disonestà intellettuale. Disonestà che caratterizza ormai, in maniera pressocché sistematica, tutti i "media di regime" allineati al piano neocolonialistico occidentale. Al fine di poter apprezzare i punti più alti e condivisibili dell'intervento del Presidente Bashar Al-Assad, i contenuti morali e civili più profondi del discorso, l'Osservatorio Nazionale sulle Politiche dell'Ue "Qui Europa" ha deciso di tradurlo per voi dall'inglese in lingua italiana, affinché lo scrito non resti per molti lettera morta, ma possa aiutarci a capire davvero cosa sta accadendo nella martoriata terra di Siria: terra considerata – assieme alla Palestina – come la culla del Cristianesimo.

    Assad Censurato

     Il Discoso di Bashar Al-Assad  Censurato dall'Occidente                             

    "Ministri, capi e membri delle direzioni delle organizzazioni popolari e dei sindacati, Sorelle e fratelli, Oggi guardo i vostri volti e i volti della gente del nostro Paese segnati dal dolore. Guardo negli occhi dei bambini della Siria e vedo l'innocenza rubata;  non vedo giocattoli che inducono al sorriso i loro volti. Guardo le mani delle persone anziane aprirsi alla preghiera, chiedendo sicurezza per figli e nipoti. Ci incontriamo oggi con sofferenza per fare il punto sulla situazione della terra siriana, una situazione che non lascia spazio alla gioia in alcun angolo della Patria. Sicurezza e protezione sono scomparsi dalle strade del Paese e nei vicoli. Ci incontriamo oggi e ci sono madri che hanno perso i loro figli; famiglie che hanno perso i loro padri; bambini che sono diventati orfani e fratelli che sono stati separati gli uni dagli altri. Molte le persone martirizzate, costrette alla fuga e sottratti alle famiglie.
     
     Il dolore incombe come una nuvola scura sopra il Paese                             
     
    Se il dolore incombe come una nuvola scura sopra il Paese, la sublimità del nostro spirito (speranza) non è sufficiente a compensare la perdita di persone care o a ripristinare la sicurezza e la pace; a garantire le forniture di pane, acqua, carburante e medicine a livello nazionale. Fuori dal grembo del dolore dovrebbe essere generata la speranza, e dal profondo della sofferenza dovrebbero maturare le soluzioni. Ma come la nube oscura la luce del sole, nascondendo il cielo, così essa porta nella sua pioggia strati di purezza e speranza per il futuro. Questi sentimenti di angoscia, tristezza, determinazione, costituiscono fonte di un'energia enorme. Un'energia tuttavia insufficiente a far riemergere la Siria, se essa non sarà trasformata in una mobilitazione pacifica globale, in una campagna senza precedenti. Questo processo/mobilitazione nazionale è il balsamo per le profonde ferite che hanno afflitto la nostra società e stavano per dividerla.  Essa rappresenta l'unica strada in grado di preservare la Siria geograficamente e renderla più forte politicamente.
     
    Siria, Attacco alla Patria
     
     Un attacco lanciato contro la Patria                                                 
     
    Ogni cittadino è responsabile ed è in grado di fornire qualcosa anche se la sua azione è limitata. La Patria è di tutti, tutti la difendono, ciascuno secondo le proprie capacità e le proprie possibilità. Le idee sono forme di difesa; le posizioni sono forme di difesa; la costruzione è una forma di difesa e di tutela delle proprietà e delle persone. Dal momento che l'attacco è lanciato contro la Patria (e verso tutti gli abitanti ed i propri mezzi materiali) l'essere passivi – in attesa che il tempo o gli altri risolvano i nostri problemi – è un modo per spingere il Paese verso l'abisso. Non contribuire a dare soluzioni è un modo per bloccare ogni progresso verso la Pace ed il superamento delle odierne difficoltà.
     
     Un conflitto tra la Patria e i suoi nemici                                          
     
    Molti sono caduti nella trappola che tende a rappresentare la situazione attuale come un conflitto tra un governo e un'opposizione, rimanendo neutrasli alla disputa.  Di conseguenza è nostro dovere – di tutti – riproporre chiaramente all'esterno la nostra visione delle cose. Il conflitto è quello tra la Patria e i suoi nemici, tra il popolo e gli assassini, tra il pane dei cittadini, l'acqua e il calore – da un lato – e quelli che cercano di privarli di tutto, dall'altro. E' unconflitto mirante a creare e diffondere uno stato di paura e panico nella vita delle persone.
     
    Siria
     
     Hanno ucciso gli Innocenti per uccidere la Luce                          
     
    Hanno ucciso i civili e gli innocenti per uccidere la luce e la luminosità nel nostro Paese. Hanno assassinato persone qualificate e distinte, al fine di diffondere dubbi e contraddizioni. Hanno sabotato le infrastrutture costruite con i soldi della gente per far si che la sofferenza potesse pervadere la nostra vita. I bambini  sono stati privati ​​delle loro scuole;  devastato il futuro del Paese sotto un velo di ignoranza. Hanno tagliato le forniture di energia, le linee di comunicazione e di consumo di carburante, lasciando gli anziani e i bambini a soffrire il freddo senza medicine a conferma della loro ferocia. Hanno distrutto silos di grano e derubato le scorte di grano e farina, per indure i cittadini a sognare un pezzo di Pane e per far morire di fame la gente. Quindi, questo è un conflitto per il potere!? Si tratta di una lotta per il potere, o si tratta di vendetta contro il popolo siriano, che non ha dato a quegli assassini e terroristi la parola chiave per smembrare la Siria e la sua società? Essi sono inemici del popolo, e i nemici del popolo sono i nemici di Dio e nemici di Dio saranno bruciati dal fuoco dell'inferno, il Giorno del Giudizio.
     
     Hanno cercato di fomentare una falsa rivoluzione                        
     
    All'inizio volevano fomentare una falsa rivoluzione, ma il popolo siriano si è ribellato contro di loro; poi hanno cercato di imporsi di nascosto attraverso il denaroi media e la loro manovalanza, e quando non sono riusciti nell'intento hanno puntato l'attenzione sulla "Seconda fase del piano": verso una sorta di finta rivoluzione pacifica, spingendo per un uso palese delle armi che invero già stavano usando in maniera occulta e celata. Ciò intensificando i loro tentativi protesi ad occupare alcune città e ad attaccare altre città. La loro brutalità non intimidisce il nostro popolo, grazie alla nostra consapevolezza e fermezza, così la nostra gente li ha respinti e ha svelato le loro bugie. Perciò hanno deciso di vendicarsi sul popolo attraverso ladiffusione del terrorismo sistematico ed in maniera indiscriminata.
     
    Syria e NWO
     
     Una rivoluzione non è contro gli interessi di un popolo             
     
    La chiamano "Rivoluzione", ma in realtà ciò non ha nulla a che fare con una rivoluzione. Una rivoluzione ha bisogno di pensatori. Una rivoluzione è costruita sul pensiero. Dove sono i loro pensatori? Una rivoluzione ha bisogno di leader. Chi è il leader? Le rivoluzioni sono costruite sulla scienza e il pensiero,  non sull'ignoranza; sul progresso, non sul regresso sociale ed economico; sulla diffusione della luce, e non sul taglio delle linee elettriche. Una rivoluzione è fatta solitamente dal popolo, e non mediante l'ingresso nel Paese di mercenari stranieri, ed attraverso tecniche di convincimento di questi ultimi nei confronti del popolo per indurli a ribellarsi. Una rivoluzione è nell'interesse delle persone non contro gli interessi del popolo. Si tratta di una rivoluzione? Sono questi rivoluzionari? Si tratta di una banda di criminali!
     
     Il pensiero Takfiri è estraneo al nostro Paese                                
     
    I Takfiri stavano agendo nelle retrovie attraverso attentati e uccisioni di massa, lasciando le bande armate in prima linea, ma l'unità del popolo siriano e dell'esercito li ha costretti a spostarsi a combattere in prima linea, dove hanno preso il timone di una nave di sangue, causando uccisioni e mutilazioni. Siccomeil pensiero takfiri è estraneo al nostro Paese, hanno dovuto importarlo dall'estero per mezzo di terroristi. Così è stato per i terroristi takfiri – membri di Al Qaeda che si fanno chiamare jihadisti in streaming da tutto il mondo – per il comando delle operazioni di combattimento a terra. Gli uomini armati hanno perpetrato sequestri di persona, saccheggi e sabotaggi, al fine di indurre i cittadini a servire i criminali takfiri che parlano solo il linguaggio della macellazione e dello scempio. Stiamo combattendo contro questi soggetti –  la maggior parte dei quali non sono Siriani – e questi luoghi comuni che fanno rientrare nel termine di "Jihad"ma nulla può essere più lontano dalla Jihad e l'Islam.
     
    Terroristi in Siria
     
     Terra di Jihad – Terroristi vicini ad Al-Qaeda favoriti dall'Occidente       
     
    La maggior parte di loro sono terroristi vicini al pensiero di Al-Qaeda, e credo che la maggior parte di voi sa come questo tipo di terrorismo è stato favorito tre decenni fa in Afghanistan da parte dell'Occidente ed attraverso i finanziamenti arabi. Successivamente la missione di questi terroristi si è conclusa con la disintegrazione dell'Unione Sovietica. Con  l'abbandono dell'Afghanistan da parte dei Russi, il terrorismo si è scatenato e ha iniziato a colpire in tutto il mondo arabo, il mondo islamico e poi si è spostato verso l'Occidente. Hanno cercato di sbarazzarsi di esso attraverso la guerra in Afghanistan e in seguito della guerra in Iraq, ma il terrorismo è stato inflessibile e pervasivo e ha iniziato a infiltrarsi nelle società occidentali. Quindi, gli eventi nel mondo arabo – in particolare quelli in Siria –  hanno rappresentato per le potenze occidentali, la possibilità di trasferire il ​​maggior numero possibile di terroristi  in Siria, per trasformare il Paese in terra di Jihad e permettere l'indebolimento della Siria.
     
     La maggior parte dei terroristi è venuta in Siria                             
     
    Un'organizzazione specializzata nel terrorismo un mese fa ha diffuso un rapporto sulla diminuzione degli atti terroristici in generale, ed in particolare in Medio Oriente e in Asia: rapporto vero, poiché la maggior parte dei terroristi è venuto a Siria da questi paesi e alcuni addirittura vengono da Paesi occidentali. Tali infiltrazioni di terroristi in ogni comunità è una minaccia per la sicurezza, ma è possibile vincere quando abbiamo la volontà di farlo. Un elemento ancora più pericoloso  è rappresentato da una infiltrazione sociale e intellettuale. Il pericolo maggiore si ha quando questo tipo di pensiero si infiltra in una società, deformandola. La Siria, così come la conosciamo, non ci sarà, non (necessariamente) geograficamente parlando, ma la Siria come società si. Questo pensiero oggi incita alla distruzione della geografia del Paese, mediante il "concetto politico" di una società che lo invade. Si tratta di una grande responsabilità, e dobbiamo aiutarci l'un l'altro.
     
    Terrore in Siria
     
      Paesi che cercano un posto in una storia che non hanno                           
     
    La crisi ha altre dimensioni, non solo quelle interne, come è apparso chiaro a tutti coloro che vogliono vedere. A livello regionale ci sono partiti che cercano di dividere la Siria, altri a indebolirla, e alcuni partiti stanno supportando i criminali con fondi e armi, mentre altri stanno fornendo loro assistenza e formazione. Non siamo sorpresi di quello che alcuni paesi vicini hanno fatto per indebolire e controllare il popolo siriano. Non ci meravigliamo dei paesi che cercano un posto in una "storia che non hanno". La storia si sta scrivendo con il sangue di Siriani innocenti, ma la Siria è fatta da persone forti, che non dimenticano.
     
     La Siria è sempre stato un Paese Libero e Sovrano                                        
     
    La Siria è sempre stata, e resterà, un paese libero e sovrano che non accetta ingerenzeCiò ha rappresentato un fastidio per l'Occidente,così hanno cercato di approfittare di eventi interni per guidare la Siria fuori "dall'equazione politica", sbarazzandosi di questo problema fastidioso; colpendo la cultura della resistenza al fine di trasformarci in un popolo di servi obbedienti. Ma l'Occidente non rappresenta l'intera comunità internazionale, in quanto vi sono paesi del mondo – in particolare la Russia, la Cina ei paesi BRICS, e molti altri paesi – che non cercano di intromettersi negli affari interni di paesi e di destabilizzare le regioni in base ai loro principi. Essi rispettano gli interessi ed hanno a cuore la libertà del popolo siriano e la loro autodeterminazione. A quei paesi va il mio ringraziamento, vale a dire laRussia, la Cina e l'Iran, e a tutti coloro i quali aiutano il ​​popolo siriano ad essere autonimi ed atrefici del proprio destino.
     
    Assad Censurato
     
     I Punti essenziali del Discorso                                                           
     
    Alla luce di quanto detto, non si possono contemplare soluzioni che possano prescindere da questi fattori: a livello interno, regionale e internazionale. Qualsiasi misura che non consideri questi fattori non è una soluzione reale e non ha alcun impatto. Sul fronte interno: se alcuni tendevano a dipingere la situazione come una sorta di disaccordo interno tra lealisti e l'opposizione, questo disaccordo in un mondo civile dovrebbe essere il modo di costruire la patria, non quello di distruggerla. Un mezzo per progredire, e non per distruggere il Paese e regredire di decenni. Quando una parte del popolo diventa legato a potenze straniere, il conflitto diventa tra la patria e poteri esterni, tra l'indipendenza del Paese e l'egemonia su di esso:  quindi il problema diventa difendere la patria e i cittadini, non cedere agli aggressori esterni, pur se aiutati da alcune frange interne.  
     
     Chi sono i nemici?                                                                                
     
    Così, quando usiamo l'espressione "opposizioni esternenon intendiamo necessariamente il luogo fisico dove vivono queste persone, ma piuttosto la loro formazione ideologica, il grado della loro affiliazione e schiavitù in funzione al grado dei finanziamenti percepiti. Questo è ciò che intendiamo con il termine "esterno": a prescindere che tali soggetti vivano all'interno o all'esterno della Siria. Com'è vero d'altra parte che ci sono persone che vivono al di fuori della Siria, ma difendono il nostro Paese. Non è dunque una questione geografica! Non è una questione di fedelissimi contro l'opposizione, ma di bande militari e criminali.
     
     Siamo in uno stato di Guerra nel senso pieno della parola           
     
    Siamo in uno stato di guerra, nel senso pieno della parola. Stiamo respingendo una feroce aggressione dall'esterno celatasi dietro un nuovo travestimento. Un qualcosa che è più letale e pericoloso di una guerra tradizionale, perché non utilizza i suoi classici strumenti per colpirci, ma cerca di realizzare i propri progetti attraverso una frangia di Siriani e una moltitudine di stranieri (mercenari). Tale guerra si caratterizza dal tentativo di difendere la Patria in parallelo alla necessità di una auspicata riforma. Un qualcosa che non può cambiare la realtà della guerra, eppure ci rafforza e rafforza la nostra unità di fronte alla guerra. Qualcuno potrebbe pensare che in ciò si trovi la soluzione, o che le riforme risolveranno il problema. Ma ciò non è vero!
     
    Assad Censurato
     
     Le Riforme e i luoghi comuni sulla "soluzione di chiusura"         
     
    Le riforme rappresentano un fattore influente ma non rappresentano la soluzione. Una riforma senza sicurezza è come una "sicurezza" senza riforme. Nessuna delle due avrà successo senza l'altra. Coloro che continuano a ripetere a pappagallo che la Siria ha optato per una "soluzione di chiusura" non vuole vedere o sentire. Abbiamo più volte detto che le riforme e la politica vanno di pari passo con l'eliminazione del terrorismo. A chi distorce i fatti diciamo: quando qualcuno viene attaccato e si difende, si dice che egli si è difeso o che ha scelto una "soluzione di chiusura"?Perché quando uno Stato difende il suo popolo e quando la gente difende la propria patria, essi dicono che si opta per una soluzione di chiusura
     
     Difendere la patria – L'Unica scelta!                                                 
     
    Difendere la patria è un dovere che non è in discussione ed è un dovere legale, costituzionale e religioso. E' l'unica scelta! Una "soluzione di chiusura" è un'altra cosa! Qui vi è una scelta incentrata sull'auto-difesa. Se abbiamo scelto la soluzione politica, proponendola fin dai primi giorni, questo non significa non difendere noi stessi; se abbiamo scelto la soluzione politica fin dai primi giorni, questo significa che abbiamo bisogno di partner disposti ad assisterci in un processo nazionale. Per essere più chiaro – ad esempio – se qualcuno vuole sposarsi e ha cercato per questo un partner, ma malgrado le ricerche non ha trovato qualcuno disposto a sposarlo, questo non significa che egli non vuole sposarsi. Pertanto, qualsiasi luogo comune in base al quale la Siria avrebbe optato per una soluzione di "chiusura" non è corretto. D'altra parte nessun funzionario dello Stato ha sostenuto il fatto che la Siria abbia optato per una soluzione di chiusura.
     
     Non abbiamo scelto la Guerra – La Guera è stata imposta alla Siria           
     
    Quando sei sotto attacco e ti difendi, si chiama autodifesa, non chiusuraNon abbiamo scelto la guerra, la guerra è stata imposta alla Siria, e quando lo stato difende la gente, e noi ci difendiamo, nessuna persona ragionevole può parlare di questa scelta come di uno "stato di chiusua".Difendere la patria è un dovere! E una scelta unica! Accettare una soluzione politica non significa rinunciare a difendere noi stessi, ma piuttosto vuol dire contemplare la presenza di un partner politico capace di dialogo ed essere disposti ad impegnarsi nel dialogo. Non abbiamo mai rifiutato la soluzione politica così come l'abbiamo proposta fin dal primo giorno, basandoci sul dialogo come suo pilastro principale, prestando la nostra collaborazione a coloro i quali dimostrano di avere un progetto politico nazionale capace davvero di far progredire la Siria.
     
    Assad Censurato
     
     Con chi dobbiamo condurre il Dialogo?                                            
     
    Ma con chi dobbiamo condurre il dialogo? Con quelli che incarnano il pensiero estremista, e non credono che nel sangue, nell'uccisione e nel terrorismo? Dovremmo condurre il dialogo con le bande che ricevono i loro ordini dall'estero, seguendo uno straniero che ordina loro di rifiutare il dialogo, perché ritiene che il dialogo possa sventare i suoi piani volti a indebolire e minare la Siria?
     
     I loro cittadini annegano nelle menzogne                                        
     
    I leader di alcuni paesi della ragione sulla "Crisi Siriana" sanno solo menzogne, i loro cittadini annegano nelle menzogne,  avallando indirettamente i loro Paesi a sostenere il terrorismo, coinvolgendoli nello spargimento di sangue e nell'uccisione di innocenti. Per quanto riguarda l'Occidente – l'artefice del colonialismo e il titolare del primo sigillo nella politica di divisione e nella spregevole conflittualità settaria – esso è quello che ha chiuso la porta del dialogo non noi, poiché abituato a dare ordini a "sottomessi". Noi siamo stati allevati con spirito indipendente e libero, dignitoso ed orgoglioso, e così rimarremo. Quindi, come si può dialogare? Pertanto, coloro che parlano di una soluzione politica unica e ignorano questi fatti o sono ignoranti, e non conoscono i fatti come stanno davvero, o sono deboli. Essi non offrirebbero il loro Paese e gli stessi abitanti in pasto a criminali o ai personaggi che vi stanno dietro.  Non accetterebbero di vendere la loro gente e il sangue dei loro martiri.
     
    Bugie dei Media sulla Siria
     
     Soluzione globale:  Politica, Sociale e contro il Terrorismo                        
     
    Alcuni parlano della soluzione politica unica, altri solamente di lotta contro il terrorismo, ma questo modo di vedere è impreciso (parziale), in quanto la soluzione deve essere globale e deve contenere più elementi: quellopolitico; quello della lotta contro il terrorismo e – terzo elemento di fondamentale importanza – quello della soluzione sociale. Abbiamo gli esempi di Homs e Daraa, in particolare (…) dobbiamo sempre ritornare al rispetto delle radici sociali. Saluto coloro che hanno ottenuto risultati positivi – in tal senso – nell'ambito delle rispettive nazioni, ciascuno secondo le proprie capacità. Con alcuni di essi mi sono incontrato personalmente, altri li ho solo sentiti parlare. Ci sono altri attori sconosciuti ai quali comunque guardiamo con interesse puntando sulle loro proposte/iniziative pacifiche.
     
     E' stata indotta nei media la consapevolezza che noi rifiutiamo il Dialogo 
     
    E' stata indotta nei media la consapevolezza che noi rifiutiamo il dialogo, ma non è così! Noi saremo semprepronti a tendere le nostre mani al dialogo. Avremo un dialogo con tutti coloro i quali, pur in disaccordo politico con noi e fermi su  posizioni contrarie alla nostra, si dimostreranno in buona fede e vicini agli interessi nazionali. Avremo un dialogo con tutti quei soggetti in buona fede – che non vendono la patria agli stranieri – e con quelli che hanno abbandonato le armi per ritrovare in vero spirito siriano. Saremo gli onesti interlocutori di ogni cittadino onesto e patriota che lavora per gli interessi della Siria, per la sua sicurezza e per la sua stabilità.
     
    Assad Censurato
     
     Proposte concrete per il Dialogo e la Pace                               
     
    Di conseguenza, ferme restando la sovranità e l'indipendenza dello Stato, e sulla base dei principi e degli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale – protesi a sottolineare la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale degli stati, nonché la non-ingerenza di soggetti esterni negli affari interni degli stati sovrani – crediamo nel dialogo con il popolo siriano, al fine di ristabilire una pacifica atmosfera di sicurezza e stabilità. In virtù di ciò, al fine di addivenire ad una  soluzione politica in Siria, proponiamo:
     
     Fase 1                                                                                                   
     
     Fine dei Finanziamenti ai Terroristi e Ritorno dei Profughi in Patria      
     
     1 – Finanziamenti ai Terroristi e Ritorno Profughi                       
     
    1) Che i Paesi s'impegnino a porre fine ai finanziamenti ed al rifornimento di soggeti armati. Che i soggetti armati si decidano adinterrompere i loro atti e le loo operazioni terroristiche, al fine di facilitare il ritorno dei profughi siriani presso i loro luoghi d'origine e le loro case, in tutta sicurezza. Che le Forze Armate fermino le operazioni militari, preservando tuttavia il diritto di rispondere nel caso in cui la Patria, i cittadini e le strutture pubbliche e private, dovessero essere fatti oggetto di attacchi.
     
     2 – Rispetto Accordo e Sicurezza delle Frontiere                              
     
    2) Che i Paesi s'impegnino a trovare un meccanismo al fine di assicurare che tutti siano impegnati nel rispetto dei suddetti punti, con particolare riguardo al controllo delle frontiere.
     
     3 – Dibattito Nazionale con tutti gli attori sociali                             
     
    3) L'avvio di intensi contatti in tutti gli ambiti sociali e con tutti gli attori della società siriana, con tutte le sue parti ed organismi, al fine di condurre una discussione aperta atta a favorire lo svolgimento di un dibattito di carattere nazionale, in cui tutte le forze collaborino per la ricerca di una soluzione in Siria, siano essi all'interno o all'esterno del Paese.
     
    Assad Censurato
     
     Fase 2                                                                                                       
     
     Patto Nazionale che riconosca la Sovranità della Siria e Referendum         
     
     1 – Sovranità, Unità e Rigetto delle Ingerenze straniere in Siria   
     
    1) L'azione governativa sia finalizzata ad  dialogo nazionale ed internazionale al fine del raggiungimento di un patto nazionale che riconosca la sovranità della Sirial'unità e l'integrità territoriale, nonché al rigetto delle ingerenze negli affari interni del Paese, del terrorismo e della violenza, in tutte le sue forme. L'appello del governo alle parti ed agli attori sociali sia proteso alla definizione dei criteri da adottare per la realizzazione del suddetto processo di dialogo che di seguito potrà avviarsi. Per quanto riguarda il patto, che esso possa disegnare il futuro politico della Siria, proponendo un rinnovamento del sistema costituzionale e giudiziario, politico ed economico; la maturazione armonica – tra le parti – di un nuovo  accordo sulla definizione di nuove leggi, sul sistema elettorale,  amministrativo, ecc..
     
     2 – Referendum                                                                                     
     
    2) Il suddetto "patto nazionale" sarà sottoposto a referendum;
     
     3 – Governo allargato alle varie componenti sociali                       
     
    3) Un governo allargato sarà formato per rappresentare le varie componenti della società siriana, coerentemente alle disposizioni delineate  nel suddetto patto nazionale;
     
     4 – Referendum sulla Nuova Costituzione                                       
     
    4) La nuova costituzione sarà sottoposta a referendum, e dopo essere stata approvata dal governo si adotteranno delle disposizioni legislative scritte secondo la nuova costituzione, tra cui la legge elettorale. In seguito, si svolgeranno nuove elezioni parlamentari. Le riforme saranno subordinateal raggiungimento di un accordo – delineato all'interno del suddetto "confronto nazionale" – che sarà presentato dal governo una volta raggiunta una intesa sullo stesso.
     
    Assad Censurato
     
     fase 3                                                                                                     
     
     Nuovo Governo e Amnistia verso una Riconciliazione Nazionale             
     
     1 – Formazione di un Nuovo Governo secondo la Nuova Costituzione  
     
    1) Un nuovo governo sarà formato secondo la costituzione esistente al momento.
     
     2 – Amnistia verso i Detenuti a causa degli eventi                                          
     
    2) una "conferenza generale" per la "riconciliazione nazionale" si terrà e un'amnistia generale sarà concessa a coloro che sono detenuti a causa degli eventi, preservando i diritti civili dei querelanti.
     
     3 – Ricostruzione e Riconciliazione Nazionale                                                 
     
    3) Si lavorerà per la riabilitazione delle infrastrutture e la per laricostruzione, soccorrendo le persone colpite dagli eventi. Per quanto riguarda l'amnistia, i diritti civili dei ricorrenti saranno conservati; lo Stato potrà rinunciare al suo diritto, ma non avrà diritto di disconoscere i diritti dei ricorrentiCredo però che nel momento in cui si dovesse raggiungere questo stadio, vi sarà un'amnistia concessa non solo dallo Stato ma anche da coloro che hanno diritti. Poi avremo praticamente raggiunto lariconciliazione nazionale, quando cioè tutti avranno perdonato e si saranno riconciliati l'un l'altro. Queste sono i principali punti della soluzione politica. Il governo si occuperà di questa questione, in quanto avrà il compito di disegnare i dettagli del suddetto piano ampliandone i contenuti e presentandolo mantenendo fede agli elementi di cui sopra.
     
    Assad Censurato
     
     Ripristinare la verità e uscire da false interpretazioni                 
     
    Poniamoo ogni singolo problema nel suo contesto reale, dal momento che stiamo vivendo in un'epoca di falsificazione e di interpretazioni vaghe in contrasto con il loro significato reale. Quindi, cerchiamo di mettere le cose nel loro contesto e correggere le idee ed i termini proposti.
     
     1 – Lotta al Terrorismo                                                                                              
     
    1) In primo luogo, per quanto riguarda quest'aspetto, alcuni saranno preoccupati in merito, considerando le nostre ragioni incentrate sulla sicurezza come un passo indietro (…) ma quando si parla di lotta al terrorismonon ci fermeremo fino a quando in Siria vi sarà anche un singolo terrorista. Non fermeremo questa lotta al terrorismo. ciò che facciamo in merito – i progressi nella lotta contro il terrorismo – rappresenta una possibilità reale per il successo e la liberazione della nostra Terra.
     
     2 – Un Piano rivolto solo a chi vuole il Dialogo                                                
     
    2) In secondo luogo, questo "piano", questa iniziativa di riconciliazione, èrivolta a tutti coloro che vogliono il dialogo e a tutti coloro che vogliono trovare una soluzione politica nel prossimo futuro in Siria. Esso non è rivolto a coloro che non vogliono il dialogo.  A coloro i quali rifiutano questo piano diciamo in anticipo: perché rifiutare qualcosa che non è indirizzata a voi in prima persona? Non occorre che essi sprechino il loro tempo.
     
    Assad Censurato
     
     3 – Proposte di Dialogo protese ad aiutare i Siriani                                        
     
    3) In terzo luogoogni iniziativa proposta da un nostro interlocutore deve essere fatta per il bene della Siria, il che significa che nessuna iniziativa può sostituire ciò che noi consideriamo come una soluzione alla crisi siriana. Ogni proposta di dialogo deve essere protesa ad aiutare i Siriani, e non sostituirsi a questa volontà. Una volta manifestata/delineata la linea del nostro governo, qualsiasi proposta che viene dall'esterno deve essereprotesa a collaborare con il nostro piano di riconciliazione. Non c'è bisogno di sprecare il nostro tempo e il tempo degli altri con iniziative che si discostano da questo contesto. Allo stesso tempo, se ci chiediamo come possano esserci di aiuto proposte/iniziative estere, possiamo individuare due punti in merito:
     
     A) Lavoro Politico                                                                                                        
     
    1) Un lavoro di carattere politico, e un fronte comune verso la lotta al terrorismo. Nel primo punto, non abbiamo bisogno di aiuto, noi Siriani siamo in grado di portare avanti un processo integrato di carattere politico, e coloro che vogliono aiutare la Siria in modo pratico, reale e onesto, ed auspiano un successo reale di questo processo di pace,   possono concentrarsi sul tema delterrorismo.
     
     B) Lotta al Terrorismo                                                                                                
     
    2) Possono darci una mano nel  fermare l'ingresso di uomini armati in Siria, fermando le armi ed i finanziamenti ai terroristi. Questo è un messaggio per tutti gli osservatori esteri, al fine di permettere loro di focalizzare meglio i punti critici.  Non vogliamo che qualcuno venga in Siria imponendoci processi politici forzati. Un paese che ha migliaia di anni di storia, sa come gestire i propri affari.
     
     4 – Ogni Proposta deve servire i reali interessi siriani                                     
     
    4)  Sostenere utili iniziative/proposte maturate in Paesi esteri, fuori dai confini siriani,  non significa affatto accettare obbligatoriamente piani esterni, se tali piani non coincidono con quanto detto. Non accettiamo alcuna proposta che non sia  protesa a servire i reali interessi siriani.
     
    Assad Censurato
     
     L'Iniziativa di Ginevra e la "Fase Transitoria"                                                  
     
    In merito a ciò, va detto che l'iniziativa di Ginevra è stata ben vista dalla Siria, ma essa contemplava al suo interno un articolo ambiguo: l'articolo che parlava della "fase transitoria". Quando parliamo di "transizione", la cosa più ovvia che possiamo chiederci è cosa significhi "transizione", capire cioè da cosa si parte e dove si arriva o verso cosa si arriva. 
     
     Cosa significa "Transizione"?                                                                                 
     
    Ci chiediamo allora, significa – per esempio – passare da un paese libero e indipendente ad un paese sotto occupazione? Ciò significa, per caso, passare da un Paese sovrano  (stato sovrano) ad uno stato di caos, o ad un Paese senza uno stato? Oppure  rinunciare alla nostra sovranità nazionale, consegnandola agli stranieri? Naturalmente, gli oppositori auspicherebbero tutte e tre le soluzioni esposte. Per noi, in tali circostanze, "fase transitoria" vuol dire invece passare dall'instabilità alla stabilità:  qualsiasi altra interpretazione in merito, non ci riguarda. In altre situazioni se non ci fosse stata una crisi, una transizione naturale avrebbe permesso di passare da uno stato ad uno stato migliore. Ciò avviene nel contesto di un processo di sviluppo, nel quale qualsiasi "transizione" avviene attraverso mezzi costituzionali. Per noi, quello che proponiamo oggi, questo piano appena illustrato, rappresenta una fase di transizione.
     
      5 – Principio di Sovranità, Volontà Popolare  e Referendum                     
     
    5) In quinto luogo, ogni iniziativa finora accettata, è stata presa in quanto basata sul principio di sovranità e sulla volontà popolare. Le iniziative che sono state proposte ed alle quali abbiamo lavorato sono state incentrate su questo punto fin dall'inizio. Di conseguenza, gli accordi che saranno presi all'interno della Siria o fuori di essa dovranno essere presi nel rispetto della sovranità e delle volontà popolare. Così, anche il "patto nazionale" che potrebbe essere approvato dalla "conferenza di dialogo nazionale" non passerà senza un referendum. Questo significa che ci deve essere un referendum popolare su qualsiasi cosa, soprattutto in queste condizioni difficili. Qualunque decisione dovà passare da un referendum popolare e non da volontà arbitrarie: né dal Presidente, né dal Governo, né da qualsiasi altra cosa. Si tratta di un tipo di garanzia adottata nel rispetto del consenso popolare e dell'interesse nazionale. Se tutti capiamo queste parole semplici e chiare, coloro i quali verranno in Siria , non verranno imponendo diktat, ma verranno con proposte concrete. Noi siamo disposti ad accettare proposte, consigli ed aiuti, non tirannia.
     
    Arabic Spring
     
      La menzogna delle "Primavere"                                                      
     
    Sulla base di quanto detto,  tutto quello di cui sentiamo parlare attraverso i media ed i funzionari non ci riguarda, se ciò che si dice viene identificato ancora con il termine di "primavera" (Primavera Araba). Si tratta di bolle di sapone, come la "primavera" non è altro che una bolla di sapone che scompareQualsiasi interpretazione o linea di pensiero che alieni e si discosti dal rispetto della sovranità siriana è per noi vana. Quanti sostengono il contrario hanno il diritto di sognare e possono vivere nel loro mondo di fantasia, possono sognare, ma non possono costringerci a vivere nel loro mondo; e noi da parte nostra non attueremo mai alcuna azione che non sia basata sulla realtà siriana, sugli interessi e sui desideri del popolo.
     
      La Patria prima di Tutto                                                                    
     
    Sorelle e fratelli, la Patria viene prima di tutto, e la Siria è sopra tutti. Siamo in grado di rafforzare/proteggere la Siria attraverso iniziative politiche e di difendere ogni singolo granello del suo suolo. I Siriani abbondano in perdono e tolleranza, ma nello stesso tempo senso di dignità e patriottismo scorrono nelle loro vene. La maggior parte dei Siriani si sonoribellati al terrorismo. Alcuni hanno collaborato con le autoritàfornendo informazioni utili che hanno permesso l'interruzione di attacchi terroristici contro i cittadini. Altri si sono opposti ai terroristi senza alcun supporto/aiuto, scendendo in piazza per protestare contro uomini armati; molti Siriani nel tentativo di opporsi ai terroristi sono stati uccisi divenendo martiri; altri ancora hanno difeso le loro città, i distretti e le infrastrutturecollaborando fianco a fianco con le  nostre forze armate. Citerò in merito, l'esempio di un piccolo villaggio di nome Raas al-Eina Nord della Siria, nella provincia di al-Hasaka – al confine con la Turchia – dovegiovani abitanti valorosi, costretti per diversi giorni a subire moltepliciattacchi terroristici, sono stati capaci di resistere ai terroristi provenienti dalla Turchia. Quindi, diamo il nostro saluto a questo villaggio. Ci sono stati altri uomini che hanno combattuto, hanno perdonato e sono stati perdonati attraverso iniziative di riconciliazione nazionale a livello locale; che hanno bloccato per tempo i terroristi impedendo escalation di violenza, e ripristinando la pace. I cittadini hanno dimostrato profonda consapevolezza.
     
    Nuovo Ordine Mondiale in Siria - Testimonianza di Padre Daniel Maes
     
     La Pace non viene da Fughe all'estero o Esodi Forzati                
     
    La via della Pace non viene dalle fughe all'estero o dagli esodi forzati.Se i Siriani non troveranno pace in Siria, non la troveranno in nessun altro paese. La Patria non è per quelli che vi abitano, ma bensì per coloro che la difendono. La Patria non è per coloro i quali hanno goduto delle sue benedizioni all'ombra e poi si sono tirati indietro nel momento del bisogno, quando la Patria aveva bisogno di loro.
     
      Il Sangue dei martiri ha vinto la "Falsa Primavera"                     
     
    Essa è per quanti sono capaci di sopportare tutte le afflizioni pur di aiutare la Patria nel momento del bisogno. Questo è il momento per dare, e il popolo non si sta tirando indietro. Alcuni sono stati onorati con il martirio, e il loro sangue ha vinto la falsa "Primavera", gli inganni che all'inizio stavano prendendo piede. Il loro sangue ha vinto ciò che l'Occidente chiama falsamente "primavera" (Primavera Araba), ma che in realtà si è rivelato come un fuoco vendicativo che divora qualsiasi cosa passi sulla sua strada attraverso un  abominevole settarismo, un odio cieco e spartizionismi ripugnanti. Si è trattato di una "Primavera" solo per chi ha progettato questo piano cercando di portarlo ad attuazione, ma che ora è al collasso.
     
    Vescovi rapiti in Siria
     
      Il Sangue dei Martiti protegge la Patria                                         
     
    Il sangue dei martiri protegge la Patria e la regione, e protegge la nostra integrità territoriale, rafforzando l'intesa tra di noi, e al tempo stesso purificando la nostra società dalla slealtà e dal tradimento, impedendo declini morali, umani e culturali: che è la più forte vittoria. La Patria non dimentica coloro i quali si sono sacrificati per il suo bene. Vorrei estendere il mio saluto a chi lo merita di più: l'esercito siriano arabo che  ha versato molto del suo sangue e del suo sudore per la Siria.
     
      L'Esercito Siriano e la Lotta al Terrorismo                                   
     
    Auguri alle nostre forze armate che combattono la più feroce delle guerre e sono determinati a ripristinare la sicurezza e la stabilità in patria attraverso lo sradicamento del terrorismoLe forze armate hanno scritto pagine epiche con il loro eroismo, grazie alla loro coesione, fermezza e unità nazionale che riflettono quelle del popolo, proteggendo i cittadini ed infondendo loro orgoglio/dignità. Gloria a ogni soldato che sta completando la missione dei suoi colleghi scomparsi. Saluto ogni singolo cittadino che ha ottemperato ai suoi doveri verso la nazione collaborando con le forze armate, ciascuno nel suo ruolo. Essi sono l'orgoglio della Siria, ed i loro nomi passeranno alla storia, perché stanno scrivendo la storia con il loro sangue e il loro valore.
     
    Strage in Siria - Dai video emergono particolari inquietanti
     
      Un momento doloroso e difficile                                                    
     
    So – come tutti sapete – che la terra di Siria sta attraversando un momento doloroso e difficile, e sento vicino il dolore della maggior parte del popolo siriano per la perdita dei propri cari e per il martirio di figli e parenti; so come il fuoco del rancore abbia raggiunto tutti, pure le bare dei martiri, le case di molti, e io sono uno di loro, perché vengo dal popolo e rimarrò tale. Gli uffici di Stato e di governo sono transitori, ma la Patria è eterna.
     
     Le lacrime delle Madri in lutto e le anime pure dei defunti       
     
    Le lacrime delle madri in lutto si aggiungono alle anime pure dei defunti,  loro amati, contro quei criminali che hanno rubato le risate dei nostri figli e oggi stanno cercando ancora di rubare il loro futuro in un Paese sicuro, forte e stabile. La Siria rimarrà così com'è e tornerà, se Dio vuole, più forte. Non vi è alcuna volontà di cedere i nostri diritti o cedere sui nostri principi. Coloro che hanno puntato sull'indebolimento della Siria in maniera tale che essa potesse dimenticare il Golan e le sue terre occupate, si sbaglia.
     
    Raid Israeliani in Siria
     
     Le alture del Golan, la Palestina e il valore della Resistenza      
     
    Il Golan è nostro e Palestina è la nostra causa per la quale abbiamo offerto ogni cosa preziosa, sangue e martiri. Ci rimangono i sostenitori della resistenza contro il nostro primo nemico. La resistenza è una cultura, un pensiero e saper cogliere le opportunità. Gli uomini che hanno portato il peso del sostegno al popolo palestinese nella loro giusta causa per decenni, nonostante tutte le difficoltà ed i costi che ogni cittadino siriano ha pagato materialmente ed emotivamente in termini di pressioni e minacce, non possono che essere in sintonia con i palestinesi. Ogni tentativo di coinvolgere i Palestinesi negli eventi siriani è volto a deviare l'attenzione dal principale nemico, ed è vano. I Palestinesi in Siria stanno facendo il loro dovere verso la loro seconda patria come qualsiasi siriano. Noi siamo responsabili, come popolo siriano e come stato, nel fare il nostro dovere nei loro confronti come nei confronti di qualsiasi cittadino siriano. Saluto tutti i Palestinesi onesti che avendo a cuore le sorti della Siria non trattano il Paese come se fosse un hotel, da abbandonare quando le condizioni diventano scomode.
     
      La Siria, il Bene più Prezioso – Dio è sempre al nostro fianco   
     
    Sorelle e fratelli, a dispetto di ciò che è stato pianificato nei confronti della Siria e a dispetto di ciò che è stato fatto, questo non ci potrà cambiare mai. Il patriottismo scorre nel nostro sangue e la Siria è il bene più prezioso di tutti. La fermezza del Paese, da più di due anni, dice al mondo intero che la Siria è impermeabile al collasso e il popolo siriano impermeabile all'umiliazione. La Fermezza e lo spirito di resistenza sono profondamente radicati nel nostro intimo, quali beni ereditati di generazione in generazione. Sarà sempre così. Andiamo avanti insieme mano nella mano nonostante tutte le ferite, sperando in un futuro migliore per la SiriaAndremo avanti e non ci faremo spaventare dai loro proiettili, non cadremo in preda al panico per il loro odio, perché abbiamo dei diritti e Dio è sempre al nostro fianco". (Discorso integrale del Presidente Siriano, Bashar Al-Assad – 6 Gennaio 2013)
     
    Redazione Qui Europa
     

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      Video e Articoli – Per Capire e non Dimenticare!                                                                       

     
    Qui Europa –  obama syria white house – DA NOTARE FUORI DAL RECINTO DELLA CASA BIANCA LE
    PROTESTE DI UN FOLTO GRUPPO DI CITTADINI STATUNITENSI
    Qui Europa – DA VEDERE OGI GIORNO, TRE VOLTE AL GIORNO, POSSIBILMENTE DOPO I PASTI…
    http://www.youtube.com/watch?v=QxkSe237mQY

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  • Genocidio Siria, 60.000 omicidi – Che il Mondo Sappia la Verità! I potenti della Terra che l’hanno causato si Fermino!

    Genocidio Siria, 60.000 omicidi – Che il Mondo Sappia la Verità! I potenti della Terra che l’hanno causato si Fermino!

    Venerdì, Gennaio 4th/ 2013

    – Testimonianza di Mons. Giuseppe Nazzaro, Aleppo – 

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     Aleppo   Siria                                                                                                      

    Genocidio Siria, 60.000 morti:

    Che il Mondo sappia la verità!

    Qui Regnava la Pace

    La Testimonianza e l'Appello di Mons. Nazzaro:

    I Potenti della Terra che hanno causato questo

    genocidio si fermino! 

    Intanto i morti ammazzati salgono a 60.000:

    La coscienza nera dell'Occidente

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Aleppo – Che in Europa si sappia bene che cosa sta succedendo qui e per colpa di chi. Questa è soprattutto una guerra di commercio. Siamo nella nuova colonizzazione.

     La testimonianza da Aleppo   di Mons. Giuseppe Nazzaro  

     Buio e freddo avvolgono Aleppo dove la notte la temperatura scende a sotto lo zero. Mancano elettricità e riscaldamento e a farne le spese sono soprattutto i bambini che si ammalano. Il rischio di morire per freddo e stenti è alto, soprattutto per chi vive nei campi profughi e per le strade perché a causa dell’embargo in Siria mancano anche le medicine. È una testimonianza drammatica quella che da Aleppo mons. Giuseppe Nazzaro Ofm, vicario apostolico di Aleppo dei Latini, racconta al Sir.

     L'Intervista   a Monsignor Nazzaro 

     Ci parli come è la situazione ad Aleppo!

     Sappiamo che non c’è elettricità!

     Le famiglie vivono al buio e al freddo!

     È così, eccellenza? 

    Esattamente come sto adesso io. Siamo qui con il giaccone addosso e il cappello in testa per proteggerci dal freddo. La sera siamo completamente al buio ma anche durante il giorno non c’è elettricità. Ieri per esempio, non abbiamo avuto corrente dalle 3 e mezza di pomeriggio fino a questa mattina, quando è ritornata verso le 11 e mezza”. E i bombardamenti…“Noi sentiamo le bombe da dove partono ma non sappiamo dove arrivano. Il problema qui è che chiunque prenderà il potere domani, prima di preoccuparsi di mettere a posto il Paese e ricostruire sulle macerie, dovrà fare i conti con gli animi che vivono di odio e di disperazione. Se non passano due o tre generazioni, qui ora la situazione è disastrosa”.

     Come è la situazione per le strade?

    “Per la strada bisogna fare giri incredibili per andare da un posto all’altro della città a causa dei blocchi dappertutto e i controlli per la sicurezza. Questa è la situazione”.

     Sappiamo che i bambini a causa del freddo si stanno ammalando 

     È così? 

    “È normale. Tra l’altro siamo anche senza medicine. L’embargo che hanno voluto le Nazioni Unite oltre a togliere i viveri hanno privato la popolazione delle medicine. È chiaro che in una situazione del genere se nei campi dei rifugiati muore un bambino per il freddo, è normale visto che non ci sono neanche le medicine per curarlo. Siamo tutti senza gasolio, senza riscaldamento, senza gas per cucinare, senza elettricità e senza pane, senza quindi i più elementari mezzi di sussistenza. Ma noi qui abbiamo ancora un tetto sopra la testa, che ci protegge. Chi vive invece sotto una tenda e peggio ancora per la strada, come fa a sopportare il freddo? Qui la notte la temperatura scende sotto lo zero. Mi chiedo se i signori che siedono al Palazzo di vetro, si pongono questo problema”.

     Vuole lanciare un appello per la fine dell’embargo sulla Siria? 

    “Io lancio un allarme non soltanto per l’embargo ma per tutta la situazione che siamo obbligati a vivere oggi. I potenti della terra che l’hanno causata, la devono smettere, la devono finire. Noi stavamo benissimo. Vivevamo in pace. Ci hanno portato una guerra che è diventata guerra fratricida, che sta distruggendo un paese che era bellissimo, ricco di storia, ricco di civiltà. Ed ora è tutto distrutto. Sono fatti di una storia che si ripete in tutto il Medio Oriente. Guardiamo per esempio che cosa sta succedendo in Egitto”.

     Ieri l’Alto Commissariato dell’Onu ha fornito dati agghiaccianti 

     60 mila morti dal 15 marzo 2011 ad oggi.

     Che impressione le fanno questi numeri? 

    “L’alto Commissariato dell’Onu ha mai detto quanti sono stati i morti durante il conflitto in Iraq. Ci hanno sempre dato soltanto i numeri dei marines morti ma non hanno mai detto le migliaia e migliaia di iracheni civili morti. Che vuol dire, che in una guerra i civili sono solo carne da macello? Che non meritano di essere contati. Quando una bomba parte, crea distruzione e morte”.

    In Italia la gente si è abituata a questi “numeri”.

     Lei che cosa ha da dire? 

    “Quello che mi sta a cuore è che in Europa si sappia bene che cosa sta succedendo qui e in tutto il Medio Oriente e per colpa di chi. Questa è soprattutto una guerra di commercio. Siamo nella nuova colonizzazione che si traduce: ‘io vi do le armi, voi vi autodistruggete e poi vengo io a ricostruire tutto’. Ma poi tutto questo è pagato questo con la nostra vita”.

     Ha un auspicio per il 2013 che comincia? 

    “Io non ho mai perso la speranza perché sono convinto che ci vuole un pizzico di buona volontà. Prima o poi noi avremo la pace. Il giorno in cui arriverà la pace, sarà stata pagata a caro prezzo, al prezzo di tante vite umane che se ne sono andate via. E al prezzo di tanti animi distrutti e angosciati, pieni di odio e di vendetta l’uno contro l’altro”.

    Freternità Maria Gabriella, Ora Pro Siria 

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    2012: Ucciso un Cristiano ogni 5 minuti – La Forza della Fede nella Croce: il Perdono e la Resurrezione

    Lunedì, Dicembre 31st/ 2012

    di Maria Laura Barbuto

    Vittime cristiane / Cristianesimo, nel 2012, 105.000 vittime / Religione / Cultura / Società / Cristianesimo / Nigeria / Egitto / Mali / Pakistan / Corea del Nord / India / Fede / Vittime / Persecuzioni / Fedeli / Perdono / Vendetta / Santo Stefano / Martiri / Cammino cristiano / Sofferenze / Islamismo / Comunismo / Identità nazionale 

     Roma   Mondo                                                                                                   

    Cristianesimo: nel 2012, 105.000 vittime in

    tutto il mondo

    Un morto ogni 5 minuti, persecuzioni e violenze: ma 

    la forza della fede cristiana va oltre la morte

    Roma – Si conclude oggi il 2012, un anno di crisi (indotte e di valori), di truffe e di profondi cambiamenti a livello europeo e mondiale. Ma anche un anno di sacrifici, di restrizioni e privazioni. Eppure la fine dell’anno in corso ha sempre il suo sapore, soprattutto per chi, come noi, vive le festività natalizie con fede e sentimento cristiani. E c’è chi, da cristiano, ancora oggi, è vittima di ben altre persecuzioni rispetto a quelle economiche e sociali imposte dai singoli governi e dall'Ue. C’è chi viene ucciso a causa della propria fede e costretto a subire le peggiori angherie. Oggi, il nostro pensiero “redazionale” va proprio a tutti coloro, seguaci di Cristo, che hanno difeso la propria fede fino alla morte. Come Santo Stefano, primo martire, che mentre veniva lapidato chiese al Signore di perdonare questo immane peccato ai suoi assassini.

     Un morto ogni 5 minuti  Peggio delle persecuzioni del Colosseo 

    Secondo le statistiche, solo quest’anno, hanno perso la vita per mano di “aguzzini della religione”, 105.000 cristiani in diverse regioni del mondo. Un morto ogni 5 minuti, una vittima innocente riconosciuta come colpevole solo perché cristiana. Peggio di ciò che accadeva nell'Antica Roma imperiale, all'interno del Colosseo. Sono tanti i paesi in cui, purtroppo, i fedeli sono costretti a regime di terrore e paura: paesi da dividere in categorie, tra le quali ricordiamo quelli in cui  vi è una fortissima presenza del fondamentalismo islamico, come la Nigeria, la Somalia, il Pakistan, il Mali ed alcune zone dell’Egitto; quelli in cui regna ancora una qualche forma di comunismo "palese" (da distinguere dal "comunismo occulto" e mascherato, che invece vige in altre aree industrializzate del globo) come avviene in Corea del Nord, ed i paesi in cui  la religione identifica l’identità nazionale, come avviene in India.

     Intolleranza e Perdono  Due strade, due distintivi   

    Un’intolleranza esercitata nei confronti dei fratelli cristiani davvero ingiustificata: non solo di tipo religioso, ma anche e soprattutto, culturale e sociale. Un’intolleranza cieca che risponbde a diabolici piani e che sparge sangue in tutto il mondo.  Ma chi abbraccia la cristianità abbraccia anche la più grande delle virtù, ovvero la capacità di perdonare e saper vivere nella croce. Il perdono, cari lettori, è la caratteristica principale del cristianesimo autentico, ciò che distingue la nostra religione da tutte le altre e l’ha resa, nel tempo, civilizzatrice e – chiacchiere da treno e strumentalizzazioni politico-filosofiche a perte – capace di sostituire la logica della vendetta proprio con quella del perdono.  

     Il "Privilegio" della Croce  La pazzia del mondo…  

    Questa non è certo “cosa da tutti” ed ecco perché avere la possibilità di vivere il cristianesimo significa essere dei privilegiati, significa avere la forza di affrontare le sofferenze che la vita ci impone. Proprio per questo motivo, l’ultimo pensiero dell’anno va a tutti coloro che sono morti in nome di Gesù Cristo, così come Egli è morto per noi. La nostra non è di certo propaganda, ma una semplice riflessione dalla quale non si può sfuggire: non è un caso che il Signore sia morto sulla croce; Egli ha patito le sofferenze umane ed ha vinto Satana nel suo regno, quello della carne. La libertà di religione è un diritto che ognuno di noi può decidere di esercitare come meglio crede, ma l’imperativo universale e comune è il rispetto della vita, unica e sola e per questo irripetibile. Una vita aperta all'infinito e che supera la stessa sfera della morte. Questa è la nostra speranza. Questo il nostro augurio più grande per il 2013: saper andare oltre le nostre morti quotidiane, confidando in Lui: senza però scordarci di pregare e porgere una mano d'aiuto concreta – in risorse economiche, cibo o medicinali – a quei fratelli cristiani che ogni giorno subiscono abusdi di ogni tipo e che muoiono uccisi per il loro credo: circa quaranta mila, solo in Siria.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

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