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  • Parigi – Francesi in Piazza contro il Decreto “Matrimonio e Adozione per Tutti”. Solidarietà dai movimenti Pro-life degli Usa

    Parigi – Francesi in Piazza contro il Decreto “Matrimonio e Adozione per Tutti”. Solidarietà dai movimenti Pro-life degli Usa

    Mercoledì, Gennaio 16th/ 2013

    – di Sergio Basile

    Francesi in Piazza  / Famiglia / Protesta / Francia / Toue Eiffel / Francesi in Piazza / Papà / Maman / Enfant / Manifestazione / Francois Hollande / Coppie gay / Adozioni alle coppie gay / Femen / Washington / Movimenti Pro-life Usa / Chiesa Cattolica / Cesare Mirabelli / Veld / Commissione europea / Parlamento europeo / Alberto Gambino / NWO / Femen / Nuovo Ordine Mondiale / Bilderbeg Club 

     Parigi – Washington    In Piazza per difendere la Famiglia                                         

    Parigi – Francesi in Piazza contro il Decreto

    "Matrimonio e Adozione per Tutti". 

    Solidarietà dai movimenti Pro-life degli Usa

    in attesa della Marcia del 25 Gennaio

    Il coro unanime sotto la Tour Eiffel: 

    "Enfant: Papa + Maman" 

    Il Piano – La strategia del NWO e le strane coincidenze ad

    orologeria da Roma a Parigi, da Bruxelles a Strasburgo

    Parigi Domenica scorsa oltre 800 mila Francesi – stima al ribasso per gli osservatori del governo Hollande – sono scesi in piazza ed hanno sfilato in un imponente corteo fin sotto la Tour Eiffel a difesa della famiglia tradizionale e per dire un secco "No" alle adozioni per le coppie gay. All'origine della manifestazione un discusso progetto di legge già approvato dal Consiglio dei ministri francese lo scorso  7 novembre dall'emblematico titolo: "Matrimonio e Adozione per tutti". Il corteo, che ha pacificamente inondato – come un fiume calmo – il centro di Parigi, si è poi spostato verso Champs-de-Mars. Qui il momento clou della giornata è stato quello della lettura di una un messaggio indirizzato al Presidente Hollande nel quale si caldeggiava la sospensione del progetto di legge in questione.  In effetti la sensazione dominante è che presto sul delicato tema possa giungersi all'indizione di un referendumHollande dal canto suo, pur riconoscendo la vastissima portata della manifestazione ha comunque dichiarato di non voler fare marcia indietro e di voler sottoporre il decreto al voto del Parlamento.

     NWO – Una stretegia planetaria per destabilizzare la Famiglia 

     Il decreto pro-adozioni per i gay del "Bilderberg Man" Hollande giunge in un momento molto particolare: dopo l'infelice uscita del Presidente sui cosiddetti "tradizionalisti cattolici – a suo dire – affetti da patologia religiosa (quasi come se credere fosse una malattia) e quasi contestualmente alla pronuncia della sentenza della Cassazione che in Italia ha aperto clamorosamente agli affidi gay, scaturendo sconcerto su più fronti. Sentimenti di contrarietà e disappovazione – con onestà intellettuale –  sull'accaduto, sono stati dimostrati anche da numerose coppie gay, contrarie alla legge che legittimerebbe loro stesse a tali forme di affido/adozione. Ma manove del genere si sono susseguite anche in altri Paesi Ue. In tal senso anche la plateale ed indecorosa protesta del gruppo ucraino "Femen" (gruppo in odore di "Nuovo Ordine Mondiale") in Piazza San Pietro, Domenica scorsa, sembra rispondere perfettamente a questa precisa strategia, a questo disegno che mira a destabilizzare dalle fondamento il concetto ed il ruolo della famiglia tradizionale, aprendo a derive omosessuali davvero pericolose per la crescita sana ed equilibrata di un bambino e/o un adolescente.  C'è la sensazione acclarata – per non dire la certezza –  come dichiarato più volte (e come ammesso domenica scorsa anche dal Presidente dell'Associazione Genitori Cattolici, Dott. Arrigo Muscio vedi aticolo in allegato) che nel mondo si stia compiento un grande sforzo congiunto – e aggiungiamo, portato avanti da oscuri burattinai –  per imporre la genitorialità gay come naturale ed innocua, comprovando il tutto con ricerche pseudo-scientifiche e pubblicazioni molto parziali quanto inconsistenti, miranti a sostenere “scientificamente” l’agenda gay. E ciò a partire proprio dal cuore dell'Europa comunitaria: Bruxelles e Strasburgo. Non dimentichiamo, per contro, che dietro questa deriva numerose sono le lobby e le multinazionali che spingono a suon di miliardi di dollari per lo sfaldamento della famiglia tradizionale: la maggior parte delle quali legate ad organizzazioni massoniche e di derivazione marxista protese a portare avanti le linee mondialiste e le derive eugenetiche sulla denatalità rilanciate con forza dal Club of Rome e da organizzazioni mondialiste similari rientranti nel cosiddetto piano per un "Nuovo Ordine Mondiale".

     La Strategia – Sentenze, risoluzioni e leggi ad orologeria 

    Un esempio molto valido di questa deriva organizzata, di questo golpe contro la famiglia tradizionale (dopo quello economico finanziario patito dagli stati "sovrani") che risponde in pieno al disegno per un "Nuovo Ordine Mondiale" lo possiamo individuare parimenti in quanto accadde (come denunciato da Qui Europa in data 16/3/2012 – vedi articoli in allegato) lo scorso mese di marzo 2012. All'Europarlamento passò la risoluzione secondo la quale gli stati non dovevano predefinire o mantenere ''definizioni restrittive di famiglia''. Ciò allo scopo di negare o limitare – evidentemente – la protezione alle "coppie tradizionali". Tale determinazione fu alla base del cosiddetto "Rapporto sulla parità di diritti uomo-donna" presentato dalla radicale di sinistra olandese Sophie in't Veld e passato con lo stupore di molti anche in seno all'Eurocamera. La Veld chiese alla Commissione europea una sorta di "imposizione forzata" del riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali all'interno dei diversi stati Ue, accomunando i diritti della cosidetta famiglia tradizionale a quelli delle coppie gay. Evidentemente educazione e adozione dei figli compresa. Ciò avvenne in base ad una fantasiosa interpretazione del principio di "uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale''. Dopo poche ore in Italia (ad orologeria) scattava l'azione "riformatrice" della Cassazione, che emetteva una sentenza (la n. 4184/2012) nella quale essa equiparava i diritti delle famiglie normali a quelle gay. La notizia destò sgomento non solo tra i cattolici ed i sostenitori – non cattolici – del modello di famiglia tradizionale, ma anche tra i rappresentanti più autorevoli del mondo giuridico. Tra i più critici Cesare Mirabelli – ex presidente della Corte costituzionale – e il giurista Alberto Gambino che videro nella sentenza un pericoloso attacco alla società, riconoscendo "radicalmente superata la concezione secondo cui la differenza di sessi non è presupposto indispensabile al matrimonio". Asserzione questa, in palese ed aperta antitesi con il diritto di famiglia”.  Ciò "a meno che – sostenne Gambino dalle pagine di Avvenire –  non si voglia intendere che la vita familiare sia ormai diventata sinonimo di qualunque forma aggregativa, dai club sportivi, alle famiglie aziendali, per passare ai vincoli solidaristici delle associazioni di tendenza”.  

     Solidarietà dagli Usa – March fo Life vicina ai manifestanti fancesi 

    Intanto oltreoceano l'eco europea è giunta anche nel cuore dell'impero Usa – Washington – dove centinaia di migliaia di statunitensi si stanno mobilitando in preparazione della cosiddetta "Marcia per la Vita" prevista per il prossimo 25 gennaio. Si tratta del tradizionale appuntamento dei movimenti e delle organizzazioni pro-life promossa a patire dal 1974 a seguito della decisione della Corte Suprema di Giustizia del 1973, che stabilì – a seguito del processo Roe vs. Wade – la legalizzazione dell’aborto nel Paese. Nelle scorse ore il presidente del March for Life Education and Defense Fund, Jeanne Monahan, ha sottolineato il fatto di come gli hotel della capitale siano stati già tutti occupati con largo anticipo: cosa mai accaduta rispetto al passato. Segno che i fatti che si stanno verificando in Europa e nel mondo hanno la loro influenza anche oltreoceano e negli Usa. Piena Solidarietà da parte degli organizzatori della March for Life è stata espressa nei confronti dei manifestanti francesi.

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • 21 Dicembre 2012 – Non fine del mondo, ma falò di protesta per l’Europa dei Popoli

    21 Dicembre 2012 – Non fine del mondo, ma falò di protesta per l’Europa dei Popoli

    Venerdì, Dicembre 21th/ 2012

    –  Comunicato Stampa di Mario Borghezio –   

       Deputato al Parlamento Europeo 

       (Iniziativa di Libero Confonto – Pensa e Scrivi di "Qui Europa")

    21 Dicembre 2012 / Unione Europea / Mario Borghezio / Sprechi / Bruxelles / Roma / Italia / Parlamento europeo / Iniziativa di Pubblico Confronto / Mario Monti / Ponte dello stretto / Studio di Fattibilità / Governo Monti / Commissione europea / Messina / Reggio Calabria / Interrogazione alla Commissione europea / Illeciti finanziari / Milioni di euro spesi / Trecento milioni di euro spesi in 30 anni / Pensa e Scrivi / Qui Europa / Protesta / Falò da Milano a Lampedusa / Movimento Malu Entu / Toscana / Marche / Abruzzo / Sardegna / Sicilia / Democrazia reale / Democrazia sospesa / Solstizio d'Inverno / Strumentalizzazione dei media per fini politici / Campagna di Libero Confronto 

    Ponte sullo Stretto – 300 milioni di euro

    spesi in 30 Anni. E non è finita!

    Solstizio d'Inverno: falò di protesta da

    Nord a Sud per l'Europa dei Popoli

    Interrogazione alla Commissione Europea sulla

    questione "Ponte sullo Stretto" 

    Nel 2014 il Governo Monti dovrà pagare altri 10 milioni

    di euro oltre ai 6 milioni annui. Lo sprettro di presunti

    illeciti finanziari. Solstizio di Protesta da Nord a Sud

     

     Ponte sullo Stretto, Sprechie e Stranezze: Chiesti chiarimenti all'Ue 

    Bruxelles, Roma – "In trent'anni il progetto per collegare la Sicilia alla terraferma è costato circa 300 milioni di euro, senza peraltro pervenire al minimo risultato. Al momento il governo Monti ha approvato un decreto legge che fissa in ulteriori due anni uno studio di fattibilità e, in caso di cancellazione definitiva del progetto. Nel 2014 lo Stato dovrà pagare altri 10 milioni di euro, oltre i 6 milioni annui degli stipendi della società che gestisce il progetto". Pertanto mi è sembrato opportuno chiedere alla Commissione Europea notizie dettagliate sui fondi già erogati per il progetto del "Ponte sullo Stretto di Messina" e chiedere alla stessa "se i soldi spesi finora siano stati oggetto di illeciti finanziari". Certo è che gli sprechi finora sono stati gravissimi, enormi ed evidenti. A fronte: zero risultati e nuove previsioni di spesa".

     La protesta del Solstizio – Falò da Milano a Lampedusa 

    "Quest'anno – continua il comunicato stampa – anche per questo (e non solo) ed alla luce dei gravissimi fatti che stanno avvenendo nell'Eurozona e nell'Italia "tecnocratica" e della Democrazia sospesa (fatti molti dei quali completamente ignorati o trasformati dalla stampa, che sembra scegliere sapientemente e strategicamente sono alcune notizie, enfatizzandole e strumentalizzandole a dovere per fini politici, a discapito di altre ben più gravi e dannose, che vengono del tutto ignorate o "raccontate alla rovescia") il solstizio d'inverno sarà celebrato in tutto il Nord con tantissimi "fuochi indipendentisti", che intendono rinnovare – continua Borghezio – una millenaria tradizione protesa alla reale libertà dei popoli, contro ogni forma di schiavitù anti-democratica imposta. L'iniziativa si è estesa tuttavia ben oltre i confini geografici del Nord, per cui nella notte del 21 dicembre p.v. saranno accesi falò di libertà anche in Toscana, Marche, Abruzzo, Sardegna (Movimento Malu Entu) e finanche a Lampedusa, in una grande unione ideale fra etno-federalisti, autonomisti e indipendentisti. Per la libertà e l'autoderminazione! Per l'Europa dei popoli e delle regioni !"

    di Mario Borghezio, Deputato europeo

    Comunicato Stampa – Iniziativa di Libero Confronto

    Pensa e Scrivi di "Qui Europa"

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     Cos'è la Campagna di Pubblico e Libero Confronto – "Pensa e Scrivi"           

     "Pensa e Scrivi" – Aderisci alla "Campagna per la Libertà e la Giustizia"      

    Cari lettori, ormai quel che accade in Europa è palese. Abbiamo detto e scritto in merito davvero tanto. L'abbiamo fatto dalle colonne dell'Osservatorio Nazionale Indipendente sulle Politiche dell'Ue (Qui Europa) e in numerosi convegni e seminari organizzati nel corno di questo "annus horribilis" 2012.

     Il Tempo dell'Inganno 

    Viviamo tempi difficili, quello che qualcuno ha tefinito il tempo dell'inganno globale. Pertanto è necessario aprire gli occhi e comprendere a pieno la direzione imboccata dall'Ue, perchè da essa dipende il futuro nostro e dei nostri figli. Di interi popoli, e di ben 500 milioni di cittadini. non facciamoci prendere in giro da un'Unione europea e da una cerchia di tecnici ed euroburocrati che riempiendosi la bocca di concetti stereotipati (come "europeismo" ed "unità nella diversità") in fondo non hanno alcuna intenzione – come ampliamente dimostrato finora – di distruggere o scardinare la gabbia del debito, né tantomeno di riconsiderare la portata distruttiva delle loro selvagge politiche neoliberiste.

     Pensare, Scrivere e Confrontarsi Liberamente – Senza Censure 

    Da parte nostra e della nostra redazione, auspichiamo  successo della linea del libero confronto e nella campagna per la libertà e la giustizia, "Pensa e Scrivi": ma non quella propinataci strategicamente dai nostri stessi carcerieri, quella caratterizzata da notizie alterate o occultate; quella della cosiddetta "stampa di regime". Ma bensì in quella nostra personale. Quella che dovrà scaturire inevitabilmente – auspichiamo –  nei lettori di questo articolo, negli amici che vediamo tutti i giorni, nelle famiglie, nei giovani che si affacciano sempre pèiù incerti ed intmoriti verso il loro futuro; quella dei cittadini che vogliono essere padroni delle loro scelte, dei giovani studenti e negli universitari che conservano e nutrono ancora un sogno. Malgrado tutto e tutti!

     Pensa e Scrivi al di là dei recinti della politica 

    E ciò a prescindere dall'appartenenza politica di ciascuno. La libertà prescinde dai colori delle maglie. Essa riguarda tutta l'universalità degli uomini. Pertanto, per tutti coloro che volessero aderire alla campagna di "Qui Europa", "Pensa e Scrivi", (cittadini italiani ed europei di ogni cultura, credo, partito politico) sarà possibile inviare i propri testi o le proprie "lettere aperte" – che da parte nostra cercheremo di pubblicare, nel limite del possibile e compatibilmente con le nostre priorità redazionali – confrontandosi direttamente con i nostri lettori, con i professori universitari e gli economisti che collaborano con noi, e con i giornalisti "indipendenti" della nostra redazione. Quanti fossero interessati all'iniziativa potranno scriverci all'indirizzo e-mail infounicz.europa@gmail.com – Un abbraccio sincero a tutti gli "uomini liberi", dalla redazione di "Qui Europa"!

    Sergio Basile – Direttore "Qui Europa"  

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     Decreto della Vergogna – Articolo correlato – On. Andrea Sarubbi – PD            

    Per onor di cronaca alleghiamo un articolo inviatoci 

    dall'On. Andrea Sarubbi (Pd) datato 5 Dicembre 2012.

    Diamo merito all'On. Sarubbi di non aver avallato questa assurdo

    decreto e di aver difeso i suoi valori cristiani  e morali in Aula.

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    "Quanta fretta" 

        di Andrea Sarubbi, deputato

    Con una rapidità estrema, rispetto ai tempi biblici del Parlamento, è arrivata in Aula la delega al governo per la revisione dello strumento militare. È una legge con parecchi chiaroscuri: non per quello che c’è scritto nel testo, ma per lo spazio enorme di manovra che lascia al ministro della Difesa e per la tempistica a mio parere inopportuna, trovandoci ormai a fine legislatura e dunque ad un passo dal cambio di governo. Dalla Tavola della pace e dalla Rete disarmo sono arrivate parecchie critiche, alcune un pò forzate ma altre no: nel mio intervento di stamattina, alla Camera, ho esposto anche i miei dubbi, convinto che non siano poi così isolati nel resto d’Italia.

    ANDREA SARUBBIParto da lontano: due anni e mezzo fa, Savino Pezzotta ed io presentammo una mozione, che chiamammo mozione Colomba e che arrivò in quest’Aula il 28 marzo scorso. La mozione approvata (poi divenuta risoluzione, per qualche inghippo procedurale, ma il senso è quello) era un po’ più morbida di quella inizialmente presentata, ma ci sembrò comunque un bel passo in avanti: impegnava il governo a “subordinare qualunque decisione relativa all’assunzione di impegni per nuove acquisizioni nel settore dei sistemi d’arma al processo diridefinizione degli assetti organici, operativi e organizzativi dello strumento militare italiano”. Per dirla con le parole della Tavola della pace, della Rete disarmo e di tutte le associazioni che invitavano in quei giorni il Parlamento a resistere alla tentazione di giocare a Risiko con i cacciabombardieri, “prima discutiamo compiti e obiettivi delle nostre Forze armate e poi decidiamo gli acquisti di cui abbiamo bisogno”.
    Oggi, in teoria, dovrebbe essere una bella giornata: il giorno in cui, appunto, discutiamo tutti insieme compiti e obiettivi delle nostre Forze armate. La realtà è invece diversa: innanzitutto – per quanto non ignori la richiesta del Consiglio supremo di Difesa, formulata pochi giorni fa, di approvare questa riforma entro fine legislatura – mi riesce molto difficile spiegare ai miei quattro elettori, e anche a me stesso, come mai questo Parlamento riesca amarciare così veloce quando si tratta di spese militari e poi siimpantani sulle riforme più attese. Inoltre, ed è questa la mia critica principale, io davvero pensavo che avremmo discusso il modello di difesa tutti insieme. Tutti insieme: lei, signor ministro ammiraglio, ed io, obiettore di coscienza a mani nude provvisoriamente deputato della Repubblica. Non avevo capito, perché non c’era scritto da nessuna parte, che il Parlamento avrebbe firmato una carta quasi in bianco – e se non è proprio in bianco il merito è del Pd – al ministro della Difesa, quando ormai la legislatura sta per finire, e che gli avremmo detto di pensarci lui. No, non era questo che noi intendevamo quando parlavamo di “revisione dello strumento militare”.
    Come gli addetti ai lavori ricorderanno, e come tutto il mondo pacifista sa bene, la proposta iniziale del PD, più di un anno fa, era quella di formare addirittura una “bicameralina”: la revisione dello strumento militare è una cosa seria e quindi bisognava farla bene, affidando al Parlamento il compito di procedere ad una revisione complessiva del modello militare, partendo dagli scenari internazionali e dai nostri obiettivi strategici. Perché il Parlamento rappresenta tutta la Nazione, tutte le sensibilità che – in modo particolare sulla difesa – nell’opinione pubblica sono davvero variegate. L’idea della bicameralina è saltata – per colpa di chi qua dentro è ancora maggioranza, fortunatamente ancora per poco – ma non viene meno l’esigenza che sia appunto il Parlamento a riscrivere una strategia di sicurezza nazionale. E dovrà avvenire nella prossima legislatura.
    Non solo il Parlamento qui rischia di non toccare palla, ma all’inizio questarevisione dello strumento militare assomigliava terribilmente a un blitz, che per fortuna al Senato è stato ridimensionato. Mi riferisco alla possibilità di acquistare armamenti da parte del ministero della Difesa: inizialmente si pensava a un parere solo consultivo delle commissioni parlamentari, ora – e di questo ringrazio i miei colleghi senatori che ci hanno lavorato – si dà la possibilità al Parlamento di bloccare un programma d’acquisto deciso dal governo, se questo programma non convince. Finalmente arriva un po’ di trasparenza, anche se la maggioranza richiesta è qualificata e anche se – come ho cercato di argomentare finora – mi sarebbe piaciuto che questo criterio valesse per tutto il contenuto del provvedimento, per tutta la revisione dello strumento militare.
    L’ultimo punto di grande preoccupazione, da parte mia, riguarda la tempistica. Non voglio sminuire il ruolo del governo – anche se ha una data di scadenza prossima, è un governo nella pienezza dei poteri – ma mi pare una leggerezza la previsione del “silenzio-assenso”: il fatto, cioè, che prima il ministro uscente scriva da solo i decreti attuativi, e poi – nel momento in cui le Camere si sciolgono – questi attuativi entrino in vigore perché il Parlamento è stato zitto. So che il ministro si è impegnato ad accogliere un ordine del giorno del Partito democratico che lo impegna a non avvalersi di questo silenzio-assenso, ma un ordine del giorno – come sappiamo – è cosa diversa da un testo di legge. E in ogni caso, per quanto mi riguarda, rimane un motivo di opportunità: con un governo e una legislatura ormai agli sgoccioli, con una maggioranza – e dunque, mi auguro, anche una linea politica – che è in procinto di cambiare, noi mettiamo mano oggi allo strumento militare, rischiando poi di dover ricominciare da capo tra qualche mese. Ha senso tutto questo, in un momento così difficile per l’Italia? Secondo me no, signor presidente e signor ministro, e per questo motivo – pur riconoscendo al mio partito un ruolo importante nel miglioramento del testo – sto pensando seriamente di non votare questo provvedimento.

    On. Andrea Sarubbi – PD

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Roma – I lavoratori protestano, il Bilderberg festeggia Monti

    Roma – I lavoratori protestano, il Bilderberg festeggia Monti

    Sabato, Novembre 17th/  2012  

    – Redazione Qui Europa –

    Roma / Bilderberg festeggia Monti / Italia / Bilderberg Club / Mario Monti / Sindacati / Austerity / Protesta  / Cgil / Cisl / Uil / Confederazione europea dei sindacati / Disoccupazione dilagante / Politiche liberiste / Patrizia Maestri / Sciopero / Goldman Sachs / Moody's / Scontri di piazza / Solidarietà 

    Roma – I lavoratori protestano, il Bilderberg

    festeggia Monti

    Sindacati e lavoratori in piazza contro l'austerity:

    gravissima assenza di Cisl e Uil  

    Intanto il Club Bilderberg si riunisce a Roma per

    festeggiare il suo beniamino, Mario Monti

    Roma – Se la missione del Ces (Confederazione europea dei sindacati) fin dalla sua origine, nel 1973, sarebbe dovuta consistere nel creare un’Europa unita, fondata sulla pace e sulla stabilità, nella quale i lavoratori e le loro famiglie avessero potuto godere pienamente dei diritti umani, civili, sociali e dell’occupazione, nonché di un elevato tenore di vita, si può senza alcuna difficoltà constatare che ad oggi l’obiettivo non è semplicemente lontano dal diventare realtà, ma risulta praticamente incompatibile ed assolutamente antitetico con le politiche economiche, fiscali e sociali messe in atto da Ue, Bce e Fmi. Politiche capitalistico-liberiste che, se valutate sul piano oggettivo dei risultati reali ottenuti, non potrebbero che essere bocciate, e per di più, senza alcun appello. Questi sono i principali motivi alla base della giornata di sciopero generale proclamata lo scorso 14 novembre in tutta Europa dal Ces.

     Sindacati e Lavoratori nelle piazze d'Europa 

    Toma la Huelga“, prendi lo sciopero, è stato il grido scandito non solo a roma, ma in tutte le principali piazze europee, dalla Grecia al Portogallo, dalla Spagna all’Italia, dalla Francia alla Germania, fino in Polonia ed oltre. Alla fine della giornata si sono registrati scontri e violenze un pò in tutti i paesi e un pò in tutte le piazze, tante le persone rimaste ferite e contuse, sia tra i manifestanti che tra le forze dell’ordine. A proposito sarebbero molte le parole da spendere, al di là dei commenti riguardo alle manganellate ormai tristemente famose e verso le quali non c’è alcuna attenuante. Mi limito ad un personale pensiero: ovvero all'incontrovertibile constatazione che queste proteste e violenze, anche se “eticamente” sconvenienti,  sono il frutto di una sempre crescente diseguaglianza, dentro e fuori i singoli Stati. Disparità sociale evidente  che oltre ad alimentare il nostro status di “schiavi”, ha portato  ad un vertiginoso aumento della disoccupazione, specie giovanile, e specie nei paesi del Sud Europa (Pigs).  

     Roma – La Grave ed ingiustificata assenza di Cisl e Uil 

    Insomma, ormai sembra palese e chiaro davvero a tutti (nessuno escluso) come i popoli europei siano stanchi di queste politiche di austerity, e non riescano più a sorreggere i pesantissimi sacrifici imposti loro dall’usura internazionale di banche e di organismi mondialisti. Per quanto riguarda il nostro Paese, poi, bisogna sottolineare alcune questioni aggiuntive anche a livello di rappresentanza sindacale. Innanzitutto bisogna menzionare l’assenza di Cisl e Uil, che non sono scese in piazza al fianco di Cgil e Cobas. Questo – tra l'altro – anche  la constatazione del segretario Cgil Patrizia Maestri e che condividiamo in pieno. "Noto con sconcerto – ha dichiarato nelle scorse ore la Maestri – che gli altri due sindacati non abbiano partecipato all'ultima manifestazione, ed a manifestazioni di questo tipo!".

     Il Bilderberg festeggia il suo "uomo migliore" – Mario Monti 

    Un’altra cosa da precisare, per dover di cronaca, è che a Roma, contestualmente alla manifestazione contro l’austerity, si teneva una riunione straordinaria del criticatissimo e segretissimo Bilderberg: il club privè del mondo economico, politico e bancario.  Una riunione nella quale i ceffi di Wall Street e della City, ed i loro supporters europei e nazionali, hanno voluto celebrare il primo anno di governo del nostro carissimo Mario Monti, l'uomo Bilderberg italiano per eccellenza (con il suo record assoluto di oltre 30 presenze in altrettanti anni di entusiasmanti riunioni); l’ex consulente di Goldman Sachs e di Moody’s.  Che ci sarà poi da festeggiare? Vabbè! Questo, evidentemente, è un “nostro” problema!

    Vincenzo Folino  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì,  Settembre 27th/ 2012  – di Silvia Laporta – Grecia / Spagna / Madrid / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo spagnolo / governo greco / Troika / Bce / Christian Laguarde / tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Europarlamento / Antonis […]

    Fiscal Compact, Quando la Scuola diventa un Nemico

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    Martedì, Settembre 25th/ 2012  – di Alessandra De Rose – Scuola / Concorsone / Fiscal Compact / Italia / Consiglio europeo / Mario Monti / Spending Review / Patto di Bilancio / Istruzione / Europa / Crisi / Concorsi / Miur / Ministro Profumo / Costi sociali / Posti di lavoro / Cittadinanzattiva / Concorso […]

     

  • Strache e il Post della verità! L’Europa sulla scia di Adolf Hitler

    Strache e il Post della verità! L’Europa sulla scia di Adolf Hitler

    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012 

    – Reportage-Dossier di "Qui Europa" – 

     Austria / eurozona / dittatura / Banchieri / FPO / Heinz-Christian Strache / Facebook / Banksters / Stella di David / Povero col piatto vuoto /Der Sturmer / Iconografia antisemita / Protesta / Associazioni ebraiche / Proteste strumentali / MES / Fondo Salva Stati / Dittatura Mascherata / Umiliazione dei popoli europei / Distruzione della Costituzione / Adolf Hitler / Ermachtigunggesetz / Repubblica di Weimar / Incubo / Novecento / 

    Strache e il post della verità! L'Europa

    sulla scia di Adolf Hitler 

    Grandi polemiche in Europa per il post del

    leader del partito austriaco di Destra,

    Heinz-Christian Strache

    Il MES distruggerà la Democrazia in Europa

    L'Analisi di "Qui Europa" e la strada tracciata da Adolf Hitler

    Vienna – Sta facendo molto clamore in Europa la vignetta che Heinz-Christian Strache, leader del partito austriaco di destra Fpo, ha taggato ieri su facebook. L'immagine – inequivobabile e paradossale parodia, ben dipinta, della guerra innescata nel Vecchio Continente dall'Europa dei banksters – presenta un grasso banchiere seduto ad un tavolo ed intento a banchettare  lautamente (con tanto di gemelli a forma di stella di David ai polsi) dinnanzi ad un povero col piatto vuoto. Molti tabloid e quotidiani europei (in Italia lo ha fatto il Corriere) hanno parlato di esplicito richiamo all'iconografia antisemita diffusa nell'Austria nazista e "portata nelle case tedesche da riviste come Der Sturmer". Tale azione ha suscitato l'immediata protesta delle associazioni ebraiche austriache ed europee, dichiaratesi all'unisono indignate per l'accaduto.

      La Replica di Strache  

    Ma altrettanto immediata è stata la replica di Strache che, al fine di sfatare falsi miti e non dar adito a facili e strumentali proteste, ha ribadito che il senso della sua vignetta era esattamente l'opposto di quello percepito dai rappresentanti delle comunità ebraiche. Secondo il meravigliato politico austriaco, infatti, la vignetta non era a favore dell'antisemitismo, ma bensì (come comprensibile , visto il precipitare, giorno dopo giorno, della cosiddetta "Democrazia made in Ue") contro i banchieri che tengono in pugno l'Europa e la loro dittatura mascherata che umilia i popoli europei. Aggiungiamo: sotto una coltre indecorosa e meschina di  una selvaggia  disinformazione.

     La "Dittatura MES" e la distruzione dell'Europa  

    Secondo Heinz-Christian Strache, infatti, l'entrata in vigore del MES (Fondo Salva Stati Permanente) "distruggerà non solo lo Stato, ma anche la Democrazia e la Costituzione". Da parte nostra lo abbiamo più volte sottolineato, denunciando come il MES – una sorta di stato con poteri illimitati all'interno del superstato Ue nascente  – sia una vera e propria dittatura che consentirà all'Ue di ottenere il pieno controllo sugli stati membri, mediante l'esercizio di un potere finanziario ed economico illimitato e profondamente invasivo. Esso potrà chiedere ed ottenere, entro una settimana, tutte le risorse che vorrà dagli stati dell'Euro-gabbia.

     Possibile sospensione dei Diritti Elettorali  

    In caso di mancato rispetto delle condizioni creditorie alle quali i Paesi Piigs (Italia, Grecia, portogallo, Spagna, Irlanda) ed altri – che dovessero aggiungersi alla lista nera –  sarebbero presumibilmente sottoposti, lo stesso MES sensa interferenza alcuna (Meccanismo Europeo di Stabilità – è bene ricordarlo – assunto a creditore privilegiato dei popoli destinatari degli iniqui aiuti ad interesse usuraio)  potrà chiedere la sospensione dei diritti elettorali in quegli stati cui cittadini dovessero manifestarsi morosi o inadempienti. Roba da manicomio criminale insomma!

      Sulla via tracciata da Hitler  

    Dunque l'Europa sembra sulla buona strada che porta alla distruzione della Democrazia. Come riuscì di fare ad Adolf Hitler con la Ermachtigunggesetz: il decreto dei pieni poteri che distrusse e pervertì la Repubblica di Weimar, dando vita al più grande (e non isolato) incubo europeo del Novecento. Siamo avvisati! La storia – insegna Gianbattista Vico – può ripetersi sotto i nostri occhi e mentre noi dormiamo. Nel cuore della notte! Che alba ci aspetterà dunque, se non riusciremo a staccare la spina ai governi dei tecnocrati e dei maggiordomi dei banchieri?

    (Copyright © 2012 Qui Europa)

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