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  • Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico

    Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico

    Sabato, 28 luglio / 2018

    – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Casaleggio,  Movimento, M5S,  Jean Jacques Rousseau  

    Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico

    L'ultima fase della rivoluzione "democratica", sotto il marchio

    del solito Rousseau

    di Roberto Pecchioli e Sergio Basile

     

    Premessa a cura di Sergio Basile

    CASALEGGIO, LA RETE E IL “NUOVO ORDINE  DEMOCRATICO

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Catanzaro – di Sergio Basile Lo schema triadico destra-sinistra-centro, inventato in Francia dalle forze sovversive anti-monarchiche e giudeo-massoniche, e funzionale all'avvio dell'era del parlamentarismo rivoluzionario, non è altro che un costrutto d'origine cabalistica e quindi diabolica, che ha nell'idealismo settecentesco il suo punto di Cournot. I parlamenti storicamente trovarono genesi in ambiente massonico, anti-cattolico, e furono gli oscuri laboratori del "progresso" degli stati liberali, istituzioni borghesi ed élitarie nascenti sulle ceneri delle monarchie cattoliche, distrutte a loro volta dall'usura e dall'azione coordinata e devastante dei banchieri centrali: primi veri macchinisti delle guerre religiose giudeo-protestanti, nonché scaltri maghi dispensatori della mortale alchimia chiamata moneta-debito (sterco ed essenza di satana). L'oppio dei popoli del mito utopico della "democrazia giacobina", cioé della legittimazione del potere esecutivo dei governi sulla base della formazione "spontanea e naturale" di un consenso popolare maggioritario è stato l'alibi ideale per mandare avanti la "rivoluzione" anti-cattolica in tutta Europa e – di seguito – fino agli estremi confini della Terra. Sul piano esoterico, lo schema destra-sinistra-centro non è altro che il riflesso dell'archetipo cabalistico dell'albero della vita, dell'Adam Kadmon (o uomo primordiale della Cabala) nonché il "passaggio verso l'ignoto" dello schema del tempio massonico, che muove magicamente ed alchemicamente dalla colonna di destra (Jachin) a quella di sinistra (Boaz) e trova sintesi nel mezzo (luogo intermedio che nel tempio è rappresentato dal pavimento a scacchi bicolore bianco-nero: simbolo per eccellenza del dualismo massonico). La rivoluzione del parlamentarismo, divampata nella Francia della reazione termidoriana e sigillata dalla Costituzione del 1795, segue dunque questo schema filosofico-religioso-esoterico di derivazione calalistica che – sfuggendo all'analisi sommaria ed acritica delle masse – procede seguendo l'onda di eterne e pianificate tesi, antitesi e sintesi,  trasmigrando dalla religione alla filosofia, e da quest'ultima alla politica.

                                       Secondo l'idea di "progresso massonico",

           la sintesi che chiude la fase precedente, diventa la nuova tesi da cui ripartire

                                  ed alla quale si opporranno speculari antitesi,

             tali da favorire la soluzione del "processo rivoluzionario" in nuove sintesi.

     L'eterna strategia dei "rivoluzionari"                     

    Cavalcando l'onda tragi-comica della falsa contrapposizione partitica – concepita e plasmata nelle incubatrici delle logge – si è giunti all'approvazione delle leggi più scellerate: dal divorzio all'aborto, dall'eutanasia al matrimonio sodomitico, e così via… Piccoli, lenti ma decisi passi vero il "pogresso", verso le "riforme", verso la decadenza! Ciò operando, se necessario, anche strategici "passi indietro" funzionali a improvvisi sprint in avanti. Il modello partitico destra-sinistra-centro è lo specchio della strategia rivoluzionaria triadica tesi-antitesi-sintesi: derivazioni poste entrambi – nettamente ed insanabilmente – in antitesi alla visione cristiana diatica, nella quale tutto ciò che è vero non può essere falso e tutto ciò che è male non può essere bene e viceversa, nel rispetto del principio di non contraddizione. E', dunque, dovere di ogni uomo davvero libero combattere la "Rivoluzione" ed opporsi a questo status quo; lo è ancor di più per un Cristiano autentico: è la sua missione di vita, la strada per l'Eternità.

                "Sia invece il vostro parlare sì, sì, no, no; il di più viene dal maligno"

                                       ( Vangelo secondo San Matteo, 5,37 )

      Combattere la Rivoluzione                                    

                                                    Combattere la Rivoluzione,

                         vuol dire quindi combattere il suo schema filosofico-religioso

                  impregnato di esoterismo, relativismo, nichilismo e idealismo massonico.

                               Combattere la Rivoluzione vuol dire, in ultima istanza

                   non uniformarsi e/o lasciarsi condizionare o ammaliare dal mito magico

                           del Parlamentarismo e del partitismo politico, riconoscendo

                            – come amavano ricordare Ezra Pound e Giacinto Auriti –

                   che in una società di stampo hegeliano, dominata dalla grande usura,

                             i politici non possono che essere i camerieri dei banchieri.

                                         Non sarà una rondine spuria a far Primavera!

                        Ecco perché – per rinascere davvero – è necessario che i politici

                 tornino ad essere i servitori del popolo: realtà possibile solo attraverso

                              la nascita di un regime di proprietà popolare della moneta

     L'ultima frontiera della Rivoluzione                      

    Oggi, nell'era della tecnologia totalizzante, invadente ed onnipresente – che sembra confiscare all'uomo l'ultima briciola di sovranità spirituale rimasta – lo schema "rivoluzionario" caro a Rousseau sembra rivivere, corroborato da una nuova linfa vitale "all'altezza dei tempi e delle mode"; sembra conoscere nuovi profili evolutivi, nuovi orizzonti sperimentali. Nulla sembra però cambiato nella sostanza. Anzi! Qualcuno sostiene che i tempi siano maturi per far entrare l'umanità nell'era della democrazia digitale, l'era del transumanesimo della rappresentanza, l'ultima frontiera del Nuovo Ordine "democratico", dove addirittura basta un clic di una piattaforma anonima (chiamata con profetica ironia e scarsa fantasia proprio "Piattaforma Rousseau": già il nome è tutto un programma…) per creare il consenso. Davvero inquietante! Alla luce di quanto detto, la fine del parlamentarismo tradizionale prospettata con trionfale compiacimento nelle ultime imbarazzanti dichiarazioni di Davide Casaleggioil nuovo guru del Movimento 5 Stelle caro a Grillo e Sassoon – non può essere altro che l'emblema, il presagio e/o la "minaccia" dell'avvio di un nuovo pericoloso ciclo rivoluzionario, ancor più subdolo e degenerato del primo. Se fossi un grillino inizierei con preoccupazione a farmi qualche domanda! Rousseau permettendo!

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

     

    di Roberto Pecchioli

    CASALEGGIO, LA RETE E IL “NUOVO ORDINE  DEMOCRATICO

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Casaleggio e quell'intervista rivelatoria                

    Roma – di Roberto Pecchioli L’intervista di Davide Casaleggio alla Verità dà ragione, una volta di più, all’intuizione di Carl Schmitt secondo cui le categorie del politico sono concetti teologici secolarizzati. Il pensiero del figlio ed erede di Gianroberto, ideatore del Movimento 5 Stelle, prima forza politica italiana, ne è la conferma. Un misto di utopismo, ambiguità, confusione, silenzi e banalità con al centro un concetto fuorviante e molto post moderno: la politica è un fatto tecnico, anzi un problema tecnico, che può essere risolto con appositi algoritmi. Il suo pensiero è articolato, ma si è tentati di dare ragione a Carlo Calenda, il rampante oligarca in quota PD, che a proposito di Casaleggio junior, conosciuto nell’evento semi riservato tenuto a Ivrea, ha commentato che gli è parso più “un ragazzino sprovveduto che un Darth Vader”. Premesso – ad uso di chi ignora la saga di Guerre Stellari – che Darth Vader è l’eroe negativo dal mantello nero, i giudizi liquidatori sono in genere frutto di arroganza. Il nuovo titolare della Casaleggio & Associati ci appare piuttosto una persona priva di cultura politica, dunque assai pericolosa, tenuto conto del suo ruolo e del controllo che esercita, attraverso la piattaforma informatica Rousseau, sul primo partito italiano.

     Superamento della democrazia rappresemtativa 

    Il brano dell’intervista che ha suscitato le reazioni più negative è quello in cui teorizza il superamento della democrazia rappresentativa (già di per sé non priva di contraddizioni e ambiguità – Ndr) a favore, addirittura, di quella partecipativa incardinata nella Rete e per questo ancor più grottesca. In merito va ricordato un celebre aforisma di Mark Twain:

                      Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare.

    Non sappiamo se sia stata una scelta dell’abile intervistatore, Mario Giordano, ma scrivere rete con la maiuscola ci ha colpito. Sostiene Casaleggio che “Internet che deve essere inteso come un diritto essenziale a cui tutti i cittadini devono avere accesso.” La portata epocale di Internet non sfugge ad alcuno, ma uno strumento non può essere un diritto essenziale.  Grazie alla Rete e alle tecnologie – prosegue Casaleggio – possediamo strumenti di partecipazione più efficaci in termini di rappresentatività del volere popolare di qualunque modello di governo novecentesco. Il superamento della democrazia rappresentativa è quindi inevitabile". Il giovanotto si spinge a profetizzare che tra qualche lustro il parlamento non esisterà più.

     La formazione del consenso tecnico                          

            Per lui, dunque, la formazione del consenso e la conseguente decisione politica

                                    si risolvono in un fatto essenzialmente tecnico.

    La democrazia partecipativa è migliore non in sé, ma in quanto più facilmente in grado, grazie alla connessione informatica, di fondare la volontà generale. Non è per caso che l’invenzione dei Casaleggio, la piattaforma Rousseau, ha questo nome. Noi consideriamo il pensatore ginevrino uno dei personaggi più negativi della filosofia politica moderna. La sua influenza resta uno degli elementi degenerativi più insidiosi da due secoli e mezzo.

         I capisaldi del pensiero di Jean Jacques Rousseau passati per osmosi a Casaleggio

                   sono il mito dell’uguaglianza naturale, l’utopia della democrazia diretta

                                                e l’inganno della volontà generale.

    La volontà generale russoviana non coincide con la decisione maggioritaria, ma è la realizzazione dell’ambiguo “io comune”, ovvero il volere collettivo degli individui suppostamente costituiti in corpo unico, senza garanzia alcuna per il dissenso e le minoranze. Una teoria dell’acclamazione (eterodiretta). Per contro va ricordato che la stessa "decisione maggioritaria pura" è un mito facilmente smascherabile; è un costrutto plasmabile dal potere corruttivo della moneta-debito e dai gruppi di pressione/potere (Ndr). Nella realtà, la volontà generale si trasforma facilmente nella legge del più forte, o con le parole di Roberto Michels, del più organizzato. “La legge sociologica fondamentale (…) può suonare così: l’organizzazione è la madre del predominio degli eletti sugli elettori, dei mandatari sui mandanti, dei delegati sui deleganti. Chi dice organizzazione dice oligarchia.” La tanto decantata rete, nel Casaleggio pensiero è il luogo nel quale “non servono baroni dell’intellighenzia che dicono cosa fare, ma persone competenti nei vari ambiti che ci chiedano verso quali obiettivi vogliamo andare e propongano un percorso per raggiungerli”. Dunque, tornano “i competenti”, gli illuminati, color che sanno, specialisti non nella soluzione dei problemi, ma nella formulazione delle domande giuste, la cui risposta è già nel quesito. Una tecnocrazia di tipo nuovo, tutt’altro che una presa del potere da parte del popolo.

     Rivoluzionario?!                                                           

    Ci si chiede se Casaleggio abbia una scarsa cultura politica (la tesi estremizzata di Calenda) o sia il consapevole banditore di un’era post politica e post ideologica fondata sulla tecnica, non diversa dalle premesse poste da Bernays o Lippman, con mezzi più pervasivi, la rete appunto. Tutto diventa questione tecnica da risolvere tecnicamente, come aveva compreso Martin Heidegger (falso profeta, espressione della degenerazione nichilista assieme a Nietzsche – Ndr) definendo gestell, impianto, ossatura essenziale della società contemporanea, l’imposizione della tecnica ancella della scienza, strumento di potere, mezzo di dominazione. Casaleggio è tutt’altro che un "rivoluzionario" (prendendo per buona l'accezione positiva del termine; o meglio è un rivoluzionario, se consideriamo per "rivoluzione" la guerra alla tradizione cristiana occidentale e al modello della società organica incarnato dalla Scolastica – Ndr). Nessuna messa in discussione del sistema socio economico vigente, nessuna analisi critica del neoliberismo tecnologico, accolto come fatto compiuto, indubitabile datità unica del secolo XXI. Quali sarebbero dunque i compiti della democrazia partecipativa a base di clic, se non si discute l’” impianto”, base del sistema? Su questo punto, l’imprenditore tecnologico, piccolo Mark Zuckerberg de noantri, tace. In compenso, interrogato sul ruolo futuro dei robot e sull’intelligenza artificiale che minaccia, insieme con milioni di posti di lavoro, l’umanità come l’abbiamo conosciuta finora, la risposta non è diversa da quella di ogni progressista e materialista: è un’opportunità, né vede o coglie controindicazioni, in termini morali, antropologici e politici.

     Transumanesimo light                                                 

    Al contrario, sembra inclinare verso un transumanesimo light, giacché “stiamo assistendo a un’evoluzione incredibile sul fronte della computazione dei processori e nello studio del cervello umano. Credo più in un’estensione delle capacità umane (…) che nella creazione di robot umanoidi come quelli che vediamo nei film”. Le preoccupazioni non sono che indici di arretratezza culturale, incapacità di antivedere, tanto da fargli affermare che “l’innovazione tecnologica consentirà la nascita di un nuovo umanesimo”. Nessuna critica ai giganti della new economy, i suoi modelli. Essi sono diventati tali per essere stati i più lesti a cogliere le opportunità, generando, udite udite, “profitti e lavoro diretto e indotto per milioni di persone. “Nessun accenno al lavoro distrutto e alla qualità infima di quello nuovo, la triste gig economy. Anche rispetto ai social media, Casaleggio non vede problemi o controindicazioni: basta saper scegliere.

        Ma quale pensiero critico insegna a distinguere tra vero e falso, giusto e sbagliato,

                          se tutte le carte sono in mano ai colossi della tecnologia,

                                      che controllano ormai il nostro cervello,

                sanno letteralmente a che stiamo pensando in questo momento?

    Il buon giorno dato da Cristiano Ronaldo via Internet scatena in pochi minuti quattro milioni di “like”. L’intera popolazione della Croazia cui “piace” il saluto di un calciatore e lo dimostra con il gesto dell’invio sulla tastiera. Casaleggio addirittura nega che le nuove tecnologie ci rendano più controllabili. Taglia corto con un infastidito “direi che il tema risieda altrove”, un luogo che si guarda bene dall’identificare. Del resto, non si può chiedere a un attore dell’economia tecnologica di andare contro i propri interessi. Preoccupa molto, tuttavia, poiché la piattaforma Rousseau forma, determina e mette a tema il pensiero politico del maggiore partito italiano, peraltro con poche decine di migliaia di partecipanti attivi, smentendo la narrazione sulla democrazia diretta.

     L'arte di non dire…                                                       

    Casaleggio ha imparato dai politici di vecchio stampo la capacità di non dire, di rimanere nel vago su temi decisivi. Alla domanda se abbia paura di un mondo in cui la tecnologia permetterà di cambiare i geni dell’uomo con un clic, ci fa sapere che “il metodo Crispr di editing (!!!) del DNA è sicuramente rivoluzionario e le sue applicazioni dovranno essere valutate dal punto di vista bioetico come altre innovazioni mediche del passato.” Non è così, giacché le vecchie scoperte mediche non ambivano a mutare l’essenza umana, ma si limitavano a curare specifiche patologie. Desta turbamento che non prenda posizione su questioni centrali: ciò che si può fare tecnicamente fare, si faccia, sembra concludere, magari dopo l’opportuna convocazione della piazza informatica, a cui i “competenti” avranno formulato la domanda nella forma più adatta per ottenere la risposta voluta, con il corollario, forse, delle consuete FAQ (le domande più frequenti) predisposte da chi controlla il sistema e fornisce, chiavi in mano, domanda e risposta.

     Intelligenza collettiva: demagogia organizzata       

    Il rischio più grande, nel sistema di pensiero di Davide Casaleggio, è avere ridotto tutto a questione tecnica, la cui soluzione sta nel pensiero semplificato, binario tipico della tecnologia informatica, gestell, impianto, contenitore e contenuto. La risposta è sì o no, apertura o chiusura, a reazione immediata, in “tempo reale”. Non è questo l’uomo, con le sue variabili, i chiaroscuri, le complessità che non si possono risolvere nel “mi piace, non mi piace” inventato da Mark Zuckerberg, né è sostenibile un individualismo senza principi condivisi, o banalmente quantitativo, fondato sulla figura del consumatore/ elettore/ decisore perennemente connesso. Bontà sua,

                     Casaleggio ammette che il famoso “uno vale uno” teorizzato dal padre

                     non significa uno vale l’altro, ma la dichiarazione d’intenti non va oltre,

                                naufraga nel fumo di un contratto sociale alla Rousseau

         in cui prevale l’umore immediato, la facile demagogia, l’egalitarismo programmatico,

                        l’indistinta volontà generale da giacobini fuori tempo massimo,

                            per cui “dal momento che la purezza è un valore positivo,

                                    ben vengano i più puri che epurano i meno puri.

    “Sotto le mentite spoglie della volontà generale del visionario di Ginevra, risorge una forma corriva di società etica che dovrebbe fare orrore innanzitutto al pensiero liberale. Inoltre, la questione della piattaforma. Casaleggio la considera una comunità (virtuale, dunque non comunità…) che “attraverso strumenti di intelligenza collettiva e di democrazia diretta, sia in grado di definire e condividere il concetto di cittadinanza digitale”. Su questo punto ci arrendiamo senza combattere, poiché l’oscurità del concetto è superiore alle nostre forze di uomini del millennio passato. Ci spaventa l’accenno all’intelligenza collettiva, ci pare un sinonimo pericoloso di demagogia organizzata dai padroni degli strumenti tecnici su cui si basa. Quanto alla cittadinanza digitale, somiglia ai tanti concetti vaghi, retorici di facile suggestione ad uso delle masse “digitali” per celare una dominazione di tipo nuovo, realizzata attraverso meccanismi più potenti e totalizzanti di quelli di ieri.

     Dalla padella alla brace                                             

    La domanda resta la solita: quis custodiet custodes? chi ci garantisce un uso corretto, imparziale e volto al bene comune della Rete (maiuscola, per fare contento Casaleggio), se l’idea di Stato, di potere pubblico, sovranità resta indeterminata, un fondale rimovibile nel quale sguazzano i colossi transnazionali deterritorializzati? Chi sceglie i soggetti autorizzati a formulare le domande su cui i nuovi liberi cittadini digitali dovranno pronunciarsi, con un sì o un no perentorio entro il termine prefissato per la chiusura del sistema? I parlamenti, le assemblee reali, le discussioni concrete di uomini e donne in carne e ossa, pur con tutti i loro limiti, difetti e espedienti di potere, restano il mezzo meno puzzolente (poiché comunque voluto e imposto dai rivoluzionari della Cabala (1)) per "alimentare il dibattito" e come disse Luigi Einaudi (l'uomo imposto dai poteri forti anglofoni alla guida della neo-Italia – Ndr) per “conoscere per deliberare".

    (1) Cabala, Sessualità e natura demoniaca dello schema partitico

     Un altro lato della medaglia mondialista               

    Davide Casaleggio ci appare come un volto in più del sistema dominante, dall’ approccio benevolo, mite, un tecnocrate dal volto umano, un simil Zuckerberg senza maglietta grigia, ma con le stesse convinzioni, identica visione della vita e del futuro. Persino rispetto allo scandalo della compravendita dei dati personali, egli difende a spada tratta Facebook ed il sistema di cui è parte integrante. La vendita fu indiretta, perbacco, e alla domanda se condivida i timori sulla possibilità di influenzare in modo subdolo le elezioni o il pensiero di massa, il silenzio vale più di qualsiasi acrobazia verbale. Non intendiamo coinvolgere tutta la popolazione che sta dietro un intero partito nel giudizio negativo, ma Casaleggio figlio di Gianroberto e proprietario della piattaforma Rousseau, la cui sede coincide con i suoi uffici privati, ma solo perché, ribadisce seccato, i tempi non sono all’altezza della tecnologia e costringono a indicare un luogo fisico, ci sembra un esempio pericoloso di un mondo nuovo che assomiglia sinistramente a quello vecchio: potere smisurato a chi lo ha già ( i protagonisti della rivoluzione digitale), un giudizio positivo sul mondo che hanno creato, una democrazia diretta che sa tanto di finta o di rinnovata presa in giro per gli utenti digitali di “mi piace-non mi piace”. Il neoliberismo tecnocratico imperante può dormire sonni tranquilli, la rivoluzione non arriverà da Casaleggio, né verranno poste domande di senso, indicati progetti che cambino la direzione di marcia. Un nuovo elemento di stabilizzazione del sistema è in pista. I suoi sostenitori potrebbero non gradire e pretendere davvero il cambiamento, a partire dal modello di società. Ma “i competenti” permetteranno che la domanda venga posta? Più semplice, sicuro e innocuo lo sfogatoio della Rete, il nuovo diritto offerto graziosamente dai dominatori.   Alla fine, un bel referendum a base di clic incontrollabili non si nega a nessuno. Temiamo di dover rimpiangere persino i pessimi parlamenti partitocratici della fallita democrazia rappresentativa, se l’alternativa è una piattaforma Rousseau generalizzata, gestita da un’azienda privata che tira i fili del primo partito postmoderno. Non avranno il nostro “like”, la nostra Patria non sarà mai la Rete.  Casaleggio ci sembra la declinazione postmoderna dei pilastri della società di Ibsen, banditori del nuovo per convenienza. Ci vuole ben altro per opporsi al modello tecno-liberista nemico (e socialista – Ndr). Stabilizzatore del sistema, teso a cambiare qualcosa perché poco cambi ai piani alti, come il Tancredi del Gattopardo, al secondo Casaleggio si attaglia il commento sprezzante di un monatto al povero Renzo Tramaglino, scambiato per untore della peste.” Va, va, povero untorello, non sarai tu quello che spianti Milano”. Purtroppo.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

     

    di Roberto Pecchioli e Sergio Basile

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    Roma – di Roberto Pecchioli  Luigi Pirandello poteva nascere solo in Italia. Il suo sottile nonsenso, il suo teatro nel teatro,  con i personaggi che escono da se stessi, i titoli della sua drammaturgia così evocativi sono assolutamente “nostri”. Le recenti elezioni amministrative lo hanno confermato, per cui non si sa se è l’Italia ad essere pirandelliana, o se è il grande agrigentino ad avere espresso una parte importante dell’anima nazionale. A Napoli, i sostenitori del sindaco uscente e vincente, l’ex Saint Just della magistratura Luigi De Magistris, hanno festeggiato la larga vittoria del loro beniamino cantando Bella Ciao. A Roma, i grillini entusiasti per  Virginia Raggi, urlavano “onestà” a gola spiegataChe paese anacronistico, e purtroppo ridicolo il nostro! A Napoli non si ricordano partigiani, a meno di prendere sul serio l’epica delle quattro giornate del 1943, De Magistris è sindaco da cinque anni, i fascisti sono assenti da settanta, ma loro cantano Bella Ciao! Imbarazzante vintage, anacronismo ridicolo che però spiega molte cose della decadenza nazionale, o forse rafforza la verità delle tesi di René Girard sul capro espiatorio. La comunità, o meglio la sua parte più stupida, ha bisogno di un nemico su cui scaricare frustrazioni ed errori. Tutti i mali di Napoli, che sono davvero molti, uno dei quali, a sentire il garante dei minori della Campania, è la banalizzazione, in alcune zone e contesti subculturali, dell’incesto (!!!!!!), sono da attribuire ai fascisti, dai quali De Magistris ha liberato il generoso popolo partenopeo. Oltretutto, la grande tradizione musicale napoletana è così ricca che, per festeggiare, potevano scegliere centinaia di canzoni meravigliose, tranne ‘O surdato  ‘nnammurato – troppo militarista – o Malafemmena – maschilista. No, Bella Ciao: siamo fuori dalla storia per manifesta inferiorità, o per analfabetismo funzionale. Così è, se vi pare, scrisse Pirandello, e magari a De Magistris succederà la signora Frola . Napoli e teatro, infine, sono sinonimi! Quanto a Roma, la pur gradevole Raggi Virginia (nomen omen) è stata accolta dai sostenitori pentastellati al grido di “onestà, onestà”. Poche settimane fa, la stessa invocazione risuonò a Milano, ai funerali un po’ new age di Gianroberto Casaleggio, ideatore  e, a quanto sembra, proprietario del Movimento di cui Grillo è l’immagine esterna.  Ma non è una cosa seria, come scrivevi tu, Pirandello che sei stato anche un po’ fascista . L’onestà sembra, a chi scrive, piuttosto una premessa che un programma politico, e comunque tra un abile venditore di auto usate di incerta moralità, ma colto e capace, ed un irreprensibile cretino io scelgo il primo senza esitare.  Il cretino e l’incapace, possono diventare disonesti ed anche malvagi, ma non c’è possibilità alcuna che smettano di essere cretini o incapaci. Un pessimo soggetto, ma intelligente, è sempre più affidabile, e può cambiare condotta.

    presunti terremoti politici in Italia

     Lo specchio nostro                                                                                             

    Pirandello fu lungimirante, nel Piacere dell’Onestà. Lo spiantato  Angelo Baldovino, dopo una vita di espedienti, accetta di sposare l’amante incinta di un marchese e tenere per suo quel bambino, e cambia, profondamente, definitivamente: “Ecco qua: uno ha preso alla vita quel che non doveva e ora pago io per lui, perché se io non pagassi, qua un'onestà fallirebbe, qua l'onore di una famiglia farebbe bancarotta. Signor marchese, è per me una bella soddisfazione. Una rivincita!“. Insomma, è imbarazzante che alla politica si chieda solo una "presunta" (evanescente) onestà. E’ ben vero che i fatti indicano malaffare e  corruzione, ma che la folla invochi onestà non mi piace, e mi sembra una prova ulteriore di una schizofrenia davvero pirandelliana. Io non credo affatto che gli elettori siano migliori degli eletti, e sono quindi persuaso che il popolo italiano di oggi, quello vero e reale, non quello idealizzato da mitografia o retorica, sia rappresentato in maniera esatta, paradossalmente, (“onesta”) dai suoi politici ed amministratori. Purtroppo! Ad esempio, si fa un gran parlare di evasione fiscale, confondendo barbieri con banchieri, piccole partite IVA con società di capitali.  Ma siamo bravi a parlare di evasione  ed evasori (specie se piccoli, brutti e cattivi) in un mondo che ci ammazza d'usura, senza comprendere chi sono i veri aguzzini e chi le vittime. Senza rinunciare a tirare carrozzoni usurocratici, di voto in vto, di promessa in promessa (Ndr). Come possiamo pretendere dai politici comportamenti irreprensibili, se la corruzione, anche la più spicciola, è tanto diffusa e ci riguarda personalmente? Disonesti sono gli altri perché non sappiamo più, o non vogliamo, giudicare le nostre stesse azioni. Il nostro vergognoso e comodo collaborazionismoImmanuel Kant era certo un grande filosofo, ma  un inetto nella vita comune: senza la sorella, forse sarebbe diventato un barbone nel gelo di Koenigsberg, ma quel suo principio “il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me” ha fascino, ma è fuori dalla realtà. L’uomo, certo, possiede gli strumenti intellettuali per perseguire il bene, ma senza un fine morale esterno non sa vivere che nel male, nel peccato.

     Marxismo pratico e disonestà diffusa                                                           

    Siamo materia, intelletto, spirito, ma se conta solo la materia (marxismo pratico), il bene ed il male non esistono più, l’autonomia morale ci porta al tornaconto, alla disonestà.  Il personaggio di Raskolnikov  in “Delitto e Castigo” ne è l’emblema. Il giovane pietroburghese uccide una sordida usuraia senza un vero motivo, per affermare la sua soggettività sciolta dai principi correnti, il suo essere legge a se stesso. Attraverso Sonia, prostituta per bisogno, incontra l’amore e l’Altro, e , catturato, comprende che deve pagare il conto del male fatto. Il romanzo termina con il protagonista che va ad espiare la sua pena, sicuro che Sonia lo aspetterà, e ci sarà per entrambi, dopo, una vita nuova. Per moltissimi, non è così, il conto, con o senza fattura, si deve evitare ad ogni costo. Prendi i soldi e scappa, come il titolo del film di Woody Allen. O, per rimanere alla cinematografia, la cifra del presente è quella della “tragedia di un uomo ridicolo”, Ugo Tognazzi alias Primo Spaggiari, che di fronte al rapimento del figlio, cerca di truffare i rapitori per salvare la sua fabbrichetta in crisi.  Di che cosa stiamo parlando, quindi, se poniamo una generica “onestà” in cima ai programmi politici, ma non cambiamo di una virgola il nostro gretto materialismo, non facciamo più alcun esame di coscienza, non cerchiamo di essere migliori ed onesti soprattutto nella nostra vita individuale e sociale, per poi immaginare, progettare e realizzare i cambiamenti sociali.

    L'onestà dei grandi architetti dell'universo

     L’onestà non è un programma politico                                                          

    La favola della volpe e dell’uva di Esopo sembra scritta per l’italiano contemporaneo: molto spesso l’intransigente onestà pretesa dagli altri non è che la frustrazione per non essere al loro posto. In psicologia sociale si chiama dissonanza cognitiva.  In tutti gli ambienti, la competizione per la carriera si basa sulla maldicenza, l’opportunistica adesione ai modelli dominanti, la ricerca dell’appoggio o della tessera “giusta”, la pratica di forme sempre nuove di disonestà. Tuttavia, pretendiamo dai giustamente disprezzati politici di essere irreprensibili, migliori di noi. Nel merito, poi, l’onestà non è un programma politico.  Forse, non ruberanno, e questo è bene, ma che cosa vogliono fare? Per ora, sappiamo che un assessore della nuova giunta romana, il professor Berdini, è un sostenitore dell’abbattimento di Via dei Fori Imperiali. Un entusiasta sostenitore di De Gaulle gridò al passaggio del generale : “A morte tutti  cretini”. Il generale rispose: “Vasto programma, giovanotto“. Senza un progetto per il futuro, un’idea di città, di Italia, di mondo, tutto diventa cronaca, colore, moda. E se non si rompe con il sistema, non sarà l’onestà personale a cambiare le coseSenza una morale comune, che può venire solo da principi comunitari condivisi, il ritorno della vita spirituale “in interiore homine” , il ripristino della legge naturale, dunque della legittimità secondo coscienza ed intelletto, e non la banale legalità di un mondo che, ovviamente, detta le regole per la propria riproduzione e conservazione , non certo per affermare un’idea di bene, vietata dal liberalismo di tutti i colori e dai cascami del postmarxismo occidentale, onestà è parola altrettanto vuota che democrazia, libertà, progresso. Contenitori all’interno dei quali ognuno pone la sua soggettività verità.

     "L'onestà" di Grillo e del M5S                                                                               

    Nello specifico politico dell’attualità, poi, l’onestà del movimento di Grillo si infrange contro un paio di scogli piuttosto seri. Chi controlla, in nome della conclamata “trasparenza” la mitica rete,  il sistema operativo Rousseau inventato dai Casaleggio, che dovrebbe risolvere tutti i problemi, come l’Elisir d’Amore di Donizetti? E la famiglia Casaleggio, che cosa rappresenta, una dinastia di eminenze grigie o una forma postmoderna di monarchia ereditaria con tanto di legge salica? Anche il nome Rousseau mette i brividi, perché il pensatore ginevrino, straordinario esempio di incoerenza personale rispetto all’opera scritta, teorizza una “volontà generale” che sa tanto di follia giacobina alla Robespierre. Peraltro, anche l’Incorruttibile, devoto alla Dea Ragione, inventore del nuovo calendario illuministico (massonico – Ndr), si imbatté in qualcuno più radicale di lui, e ci rimise la testa. C’è di più: nell’orgia di idee rimasticate, i grillini parlavano di uscire dall’Euro o dall’Unione; adesso silenzio, anzi , corsa ad essere accettati nei salotti buoni, con la cravattina in tinta di Luigi Di Maio e la benedizione di alcuni settori dei poteri forti. Oppure, la vaga promessa di referendum, disonesta se non se ne chiariscono gli scopi veri e non si prende posizione, oltreché da chiarire sul piano giuridico. Una volta ancora, di che cosa stiamo parlando?

     L'onesto è chi ha onore…                                                                                        

    L’onestà cui aspirano sembra avvicinarsi alle pedanti raccomandazioni di Benjamin Franklin, la cui etica del mercante lo spingeva a non “sprecare tempo” in attività inutili (ragionare è una di queste), essere corretti e precisi negli affari perché “conviene”. Nessuna vera critica ad una realtà in cui prevalgono i numerosissimi Padron ‘Ntoni  dei Malavoglia di Verga, attaccati solo alla “roba”, o gli ipocriti, che seguono la corrente, per la quale l’onestà è un vocabolo omnibus, a definizione liberaIl vecchio, intramontabile vocabolario Zingarelli definisce l’onesto “chi ha onore”; tale è la radice latina, che richiama l’onus, il peso che si porta. Sì, perché l’onestà è un peso: costringe a non essere egoisti, a ragionare contro i propri interessi, spesso ad anteporre le ragioni altrui alle proprie. Quello è anche il concetto antico, rimosso, deriso dell’onore. Un intellettuale laico di scuola torinese “azionista”, seguace di Norberto Bobbio, Maurizio Viroli, lo definì spregiativamente un concetto premoderno. Aveva ragione: assai meglio l’immagine, ciò che sembra, appare, abbaglia, come il bel vestito, o il brutto, ma reso invidiabile come chi lo indossa dal marchio, dall’adesione acritica e cretina ad altri disonesti, quelli del consumismo!

    L'onestà dei grandi architetti dell'universo

     Gli onesti… che se ne fregano delle stragi Usa/Nato e dell'usura BCE   

    Non posso immaginare come possa essere onesta una civilizzazione che vive di pubblicità, ovvero di cosciente manipolazione della realtà, e di competizione economica, dove ogni bassezza è ammessa pur di conquistare quote di mercato.  Il punto è che per milioni di connazionali – e di europei – onestà è fare la raccolta differenziata dell’immondizia, non fumare in luogo pubblico, anzi non fumare affatto, inondare la quotidianità di regole e divieti per un mondo pulito come le stoviglie lavate con Mastro Lindo, batteriologicamente puro quanto certe acque minerali. Mi vengono in mente quelle persone che, mentre degustano una bresaola (marchio valtellinese, carne brasiliana) o una spigola al vapore, cibi energetici, salutari e leggeri, anzi light, danno degli assassini ai cacciatori, squittiscono se un genitore dà uno scappellotto al figlio, piangono per i morti del terrorismo islamico, ma se ne fregano delle stragi mostruose perpetrate nelle guerre promosse dagli Usa. Idem per l'usura esercitata dalla BCE, che anniente quotidianamente uomini, sogni, famiglie (Ndr). Ma loro sono buoni ed antirazzisti, i cattivi , come sempre, gli altri.

     L'onestà dei grandi architetti dell'universo                                                   

    E’ un’onesta igienizzata ed inutile, ed intanto in italiano se diamo del “dritto” a qualcuno, vogliamo enfatizzarne non la moralità o la probità, ma la capacità di farsi abilmente i fatti suoi. Sono persuaso che il pirandelliano “piacere dell’onestà” nulla abbia a che fare con un moto dell’animo, ma sia uno dei tanti rivoli della montante ipocrisia sociale, con l’indubbio vantaggio di porre se stessi dalla parte dei buoni, dei giusti, dei malcapitati in un mondo crudele, ma crudele solo quando non siamo noi a vincere la partita.  Pirandello allo stato puro: in tutti noi c’è un doppio, più virtuoso di quello reale, Uno, nessuno e centomila. Ciò che pretendiamo dagli altri è, di regola, quello che non riusciamo ad ottenere da noi stessi, e che, molto raramente tentiamo davvero di raggiungere . Onestà pubblica ed altrui invocata, pretesa perché le nostre sconfitte esistenziali sono colpa degli altri, della società, del destino, del cattivo di turno, come nello splendido “Siamo uomini o caporali ?” di Totò. Luigi Pirandello esordì nella grande letteratura, e forse nella filosofia, con Il fu Mattia Pascal, del 1904. Fallito sotto tutti i punti di vista, Mattia diventa Adriano Meis, ma passata l’iniziale euforia, ben poco cambia. Non si fugge da se stessi, a meno di cambiare davvero pelle. Non sembra che gli italiani abbiano questa intenzione: oggi sembra che, con il solito spirito gregario , l’Andrea Meis di turno sia a Cinque StelleIl potere vero lo sa, lo ha capito, e ce li ha mandati tra i piedi, ultimo jolly nel mazzo dei grandi architetti dell’universo. Finora, hanno vinto sempre, cambiando cavallo o fantino, persino ippodromo. Al Casinò di Sanremo , almeno c’è una possibilità su trentasette che la pallina rotoli sul numero giusto.  Altro che onestà, altro che Bella Ciao !

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)

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    Torino, il primo sindaco non targato FIAT e i presunti terremoti politici in Italia

    Martedì, 21 Giugno/ 2016

    – di Roberto Pecchioli  – 

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, comunali, elezioni, Raggi e Grillo, M5S, Piero Fassino, Virginia Raggi, De magistris, Fiat, Chiara Appendino, terremoti politici, Gianni Agnelli, Torino, Strapotere Fiat 

    Torino, il primo sindaco non targato FIAT e i

    presunti terremoti politici in Italia

    Comunali – Riflessione sui risultati elettorali

     

    di Roberto Pecchioli

    presunti terremoti politici in Italia

     Terremoti politici o presunti tali…                                                                 

    Roma  di Roberto Pecchioli – Le elezioni comunali hanno determinato un discreto terremoto politico (per molti preannunciato e pianificato, come probabilmente accaduto a Roma, dove si è avuta l'impressione che la politica che conta abbia fatto di tutto per far vincere il M5S di Raggi, Grillo & Co: come spiegare, altrimenti, le irrazionali divisioni che hanno "accomunato" i cosiddetti oppositori del centro-destra? – Ndr). Personalmente, non avrei partecipato ai ballottaggi di Roma, Milano e Napoli, per antipatia o insormontabile distanza da tutti i candidati. Sarei invece corso a votare contro il candidato di sinistra a Trieste. Amo quasi selvaggiamente quella città e l’Istria, terra di gente che ha voluto essere italiana e ne ha pagato il conto. Il PD locale, che millanta un "neo patriottismo" di facciata, si è presentato con doppia denominazione e sono quindi strafelice della sconfitta di Demokratska Stranka! Ugualmente, avrei votato con piacere Chiara Appendino a Torino. L’ho vista per la prima volta in TV dopo il primo turno: una ragazzona normale e felice, mamma da pochi mesi, l’aria di quelle giovani che riescono benissimo in ciò a cui si applicano. Ha detto cose di buon senso, con semplicità e senza quell’aria da padreterni/e che assumono così spesso i politici in carriera. L’ho poi seguita con piacere sui canali televisivi locali visibili in Liguria e ne ho tratto una bella impressione. Di fronte a Fassino, vizzo, palesemente svuotato, teso a ripetere come un disco rotto vecchie parole d’ordine cui è il primo a non credere, non c’era partita. Ora, per la bocconiana torinese inizia il difficile. Auguri.

     Il cambiamento (!?)                                                                                            

    La vera notizia, tuttavia, non è la sua vittoria, bensì la sconfitta della Torino che conta, il fatto che, dopo decenni, il sindaco non è espressione della Fiat, che, da domenica 19 giugno è diventata ancora di più la FCA con sede in Detroit. Una prova è lo stizzito titolo a tutta pagina della Stampa, il quotidiano della Real Casa Agnelli: “ha vinto la protesta”. Nel pomeriggio, persino il grande sconfitto granduca fiorentino ammetteva che no, il voto degli italiani, e dei torinesi, è stato di cambiamento. Ma sarà poi cambiamento reale? O un semplice assist giornalistico del "premier mai eletto" verso compagini, in fin dei conti, non troppo lontane dall'ideologia unica mondiale, social-mercatista? (Ndr). Fassino, che a circa 70 anni potrà godersi una meritata pensione dopo una carriera fortunata probabilmente al di là dei meriti, si è lamentato, terreo in volto e con l’aria di chi è stato investito da un treno anche in assenza di binari, del voto del centrodestra alla sua avversaria. Forse occorrerà spiegarglielo, ma il ballottaggio funziona proprio così: chi non ha i propri rappresentanti, sceglie, se vuole , chi ritiene meno peggio. Nel caso torinese, è di tutta evidenza che aprire le finestre, togliere l’aria viziata del potere della sinistra politico-automobilistica è un gesto di speranza e di vita.

     Strapotere Fiat                                                                                                    

    La Fiat, a Torino ed in Piemonte,  controlla tutto, comanda tutto, nel tempo ha assorbito o distrutto qualunque realtà estranea al suo dominio. Giovanni Agnelli dalla erre moscia e dall’orologio sopra il polsino fece di Torino il giardino di casa. Non si è mossa foglia, per troppo tempo, che l’Avvocato non volesse, come prima di lui Vittorio Valletta e successivamente Umberto, Lapo e tutti gli altri. La Stampa, alle elezioni, ha sempre preso posizione a favore dei graditi di Corso Marconi, che hanno poi regolarmente vinto la partita. I comunisti torinesi "critici" e di "vecchio stampo" , quando parlano fuori dai denti, considerano Fassino uno dei tanti “graditi” alla Real Casa fin dai tempi del grande partito operaio. Stavolta, ha vinto la giovane Appendino, che ha ribaltato l’esito del primo turno, incassato i voti della destra, con orrore del povero Grissino, e, indubbiamente ha perduto la Fiat. Che, davvero, il potere forte per eccellenza non sia più tale? O forse i torinesi, come la maggioranza degli italiani, sono così stanchi da non ascoltare più le sirene del potere.

    presunti terremoti politici in Italia

     I campioni del liberalismo progressista                                                        

    I giornalisti allineati della Stampa  sono da oltre mezzo secolo i campioni del liberalismo progressista, la cui variante torinese sono i detriti ultimi dell’azionismo gobettiano, bobbiano , gli intellettuali organici della casa editrice Einaudi e, naturalmente, i professoroni in grisaglia subalpina dell’Istituto Agnelli. Forse per i loro ottimi stipendi, più probabilmente per dovere d’ufficio, dimenticano che la protesta che tanto aborrono è quella di centinaia di migliaia di disoccupati o sottooccupati, pensionati a basso reddito, cassintegrati, giovani qualificati che tirano avanti con i voucher, commercianti distrutti dagli ipermercati e dalla criminalità straniera, che ha preso possesso di interi quartieri ( San Salvario, Porta Palazzo, ma anche le vecchie “barriere operaie”). Loro abitano alla Crocetta o a Santa Rita, più spesso in collina e non protestano. Certo,

     Contro la "Torino che conta"?                                                                          

    Chiara Appendino avrà contro di sé tutta la Torino che conta, quella che ha l’abbonamento in tribuna allo Juventus Stadium, quella dei capi e dei dirigenti Fiat, del potere culturale, i sindacati di potere, l’alta burocrazia comunale e regionale, che si metterà di traverso fin da oggi, i poteri bancariTorino è la città di Intesa San Paolo, e, attraverso la ex Cassa di Risparmio cittadina, conta molto in Unicredit. Sono i due maggiori azionisti di Bankitalia, dunque hanno un peso perfino nella BCE. Il loro management  (non sia mai che si dica dirigenza) se si è scomodato a raggiungere i seggi ha certamente votato Fassino, e loro non gradiscono le elezioni, fastidiosa occasione in cui, bene o male, bisogna contare i voti, e non “pesarli”, come sono abituati a fare nei loro consigli d’amministrazione. In più, amano la “stabilità”, che , nella lingua di costoro, vuole dire comandiamo noi e lasciateci fare.

    presunti terremoti politici in Italia

     Effetto banca Etruria                                                                                         

    Il governo, per bocca della dolce Maria Elena Boschi, aveva già minacciato i cittadini che non avessero scelto sindaci PD di chiudere i rubinetti del denaro statale. Peraltro, la poverina è stata sconfitta proprio nella sua città, Montevarchi, passata a destra dopo 70 anni (effetto banca Etruria…) , ma certo il giglio magico sarà particolarmente avaro con Roma e Torino, che hanno capovolto la mappa del potere municipale. Fiat, a sua volta, si metterà di traverso in ogni modo, anche se la Appendino ha svolto la tesi di laurea alla Bocconi sul bilancio della Juventus, oppure proverà a cooptarla nel sistema di potere. E’ il metodo più sicuro, che l’Avvocato teorizzò con il suo noto cinismo (da morto lo si può criticare…), affermando che il miglior governo di destra è quello di centro-sinistra.

     La strada e i chiodi                                                                                              

    Se Chiara e i suoi resisteranno alle lusinghe, e non sarà facile, passeranno alle minacce, alle campagne di stampa e a tutto l’armamentario di chi ha le redini del potere. Per ora, lasciamo che gli roda, e che si stupiscano del voto di quella città che hanno dominato, sfigurandola, almeno dagli anni 30 del novecento. E’ stato bello, comunque, leggere sul viso del loro vecchio amico lo stupore, l’incredulità, lo smarrimento. Per ora, grazie, dottoressa Appendino. Ma, sappilo da subito, non basta l’onestà, non bastano le buone intenzioni. Hai strappato la bicicletta a Coppi: adesso pedala, e cerca di avere ruote di prima qualità, perché la strada, a casa Fiat, è disseminata di chiodi, cocci di bottiglia, trappole e cunette. Da buona torinese, impara a diffidare dei sorrisi falsi e cortesi dei signori e delle madame del caffè San Carlo. Cerea, madamin!

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)
     
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    Martedì, 7 Giugno/ 2016 – di Roberto Pecchioli  –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, elezioni, politica, Roma, il lento abbandono delle urne, partecipazione degli elettori al voto, tasso di affluenza, educazione civica, sistema proporzionale, Serge Latouche, Movimento 5 Stelle, Woodstock 1969, colonizzazione dell'immaginario,  Ivan Illich, Teoria della "Decrescita felice" di Serge Latouche, Alla ricerca dell'anima perduta   Politica e società / Riflessioni alla chiusura delle urne  Italia – Il lento abbandono […]

    Repubblica Italiana: 70 anni di ipocrisia

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    Venerdì, 3 Giugno/ 2016 – di Roberto Pecchioli  –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Roma, 2 giugno, Repubblica Italiana,  Berlinguer ti voglio bene, Meccanismo Europeo di Stabilità, 70 anni di ipocrisia, i grandi architetti della Repubblica, Bruxelles e Francoforte, Repubblica dell'usura, Ciampi, Andreatta e Draghi, Renzi Repubblica Italiana: 70 anni di ipocrisia Da 70 anni al servizio di potenze straniere   […]

    Sotto falsa bandiera. Il referendum Renzi-Boschi

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    Martedì, 24 Maggio / 2016 – di Roberto Pecchioli  –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, referendum, riforma costituzionale, poteri forti,   incendio del Reichstag, Van der Lubbe, riforma di Renzi e della Boschi, lettera della BCE, comandante Diavolo, Piano di Rinascita Democratica, riduzione del numero dei parlamentari,  Italicum, abolizione della politica, leggi di iniziativa popolare, CNEL, ubriacatura federalista, false flag  Sotto falsa bandiera. Il referendum Renzi-Boschi Cambiare molto per lasciare tutto come […]

    Oligarchie per popoli molesti – 3 – Come raggiungere la sovranità reale?

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    Giovedì, 9 Giugno/ 2016 – di Roberto Pecchioli, con contributi di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Sergio Basile, Giacinto Auriti, John Maynard Keynes, Sete di Giustizia, oligarchia europea, Trattati di Maastricht e Lisbona, Vienna, Massoneria, Tolleranza, Voto e disinformazione, mercatismo, TTIP, TISA  Oligarchie per popoli molesti – 3 – Come raggiungere la sovranità reale? Le priorità economico-sociali da difendere per il […]

    Riflessioni dopo Vienna – Oligarchie per popoli molesti – II parte

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    Martedì, 31 Maggio/ 2016 – di Roberto Pecchioli  –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Vienna, Massoneria, Tolleranza, Voto e disinformazione, un trucco antico, Herbert Marcuse, Erich Fromm, Gender, Scuola di Francoforte, femminicidio, immigrazionismo, vantaggio analitico del voto austriaco, gender   Riflessioni dopo Vienna – Oligarchie per popoli molesti – II parte Analisi logica del voto austriaco, al netto della propaganda: tabù e parole d'ordine dei soliti "maestrini benpensanti" […]

    Riflessioni dopo Vienna – Oligarchie per popoli molesti – I parte

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    Sabato, 28 Maggio / 2016 – di Roberto Pecchioli  –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Vienna, Massoneria, Giovanni III Sobieski, Hofer, Van der Bellen, le oligarchie in Europa ed in Occidente, Israele, razzista, populista, xenofobo, estremista di destra, luoghi comuni, strategie mediatiche, lezione di Orwell, George Orwell, Jacques Sapir, Tolleranza, Voto e disinformazione, un trucco antico, Salvini in Israele, Papa Pio XII, Repubblica e Monarchia, paesi ex comunisti, democrazia e massoneria  Riflessioni dopo […]

    Sotto falsa bandiera. Il referendum Renzi-Boschi

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    Politica dell’acqua e beni comuni. Le insane strategie del potere mondialista – 2

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    Venerdì, 29 Aprile/ 2016    – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, acqua, volontà popolare, deputata PD Cristina Bargero, beni globali, atmosfera, clima, mari, conoscenza, Professor Giacinto Auriti, L'acqua e la truffa della Democrazia rappresentativa, Il nuovo tentativo di privatizzazione dell'acqua, FMI e Banca Mondiale, TISA, TTIP, grandi corporations, Le tre streghe di Macbeth, Canada e Stati Uniti, direttive comunitarie per costringere i governi  ad aprire ai […]

    Casaleggio e il Movimento 5 Stelle – il grande equivoco

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    Giovedì, 28 Aprile/ 2016    – di Elia Menta – Redazione Quieuropa, Movimento 5 Stelle, Elia Menta, Casaleggio, Grillo, politica della sedia a dondolo, Nuovo Ordine Mondiale, incanalare la protesta verso un binario morto, illusione, immobilismo del Movimento 5 Stelle, moneta, Nato   Casaleggio e il Movimento 5 Stelle – il grande equivoco  M5S: strumento prefabbricato dal "Nuovo Ordine Mondiale" […]

    In morte di Casaleggio, l’abile illusionista – Uno non vale uno

    In morte di Casaleggio, l’abile illusionista – Uno non vale uno

    Mercoledì, 13 Aprile/ 2016    – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Gianroberto Casaleggio, morte, illusionista, burattinaio, Beppe Grillo, Movimento 5 Stelle, Democrazia eterodiretta, reddito di cittadinanza,  M5S, Stampella del governo, critica del Professor Becchi, Sovranità economica e monetaria, bizzarra parabola di Gianroberto Casaleggio  In morte di Casaleggio, l'abile illusionista – Uno non vale uno La morte di Gianroberto Casaleggio […]

     

  • In morte di Casaleggio, l’abile illusionista – Uno non vale uno

    In morte di Casaleggio, l’abile illusionista – Uno non vale uno

    Mercoledì, 13 Aprile/ 2016   

    – di Roberto Pecchioli –

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Gianroberto Casaleggio, morte, illusionista, burattinaio, Beppe Grillo, Movimento 5 Stelle, Democrazia eterodiretta, reddito di cittadinanza,  M5S, Stampella del governo, critica del Professor Becchi, Sovranità economica e monetaria, bizzarra parabola di Gianroberto Casaleggio 

    In morte di Casaleggio, l'abile illusionista

    – Uno non vale uno

    La morte di Gianroberto Casaleggio ha scatenato, oltre ai

    consueti “coccodrilli” dell’informazione, interpretazioni

    sul suo ruolo di suggeritore, forse di “grande vecchio”

    del Movimento Cinque Stelle, previsioni e vaticini

    sul futuro del movimento

    Video in allegato – Riflessione di Elia Menta

     

     di Roberto Pecchioli

    casaleggio - morte

     In morte di Casaleggio – L'illusionista New Age                                          

    Roma   di Roberto Pecchioli  Disinteressiamoci, almeno noi, del domani grillino, e cerchiamo di valutare il passato e presente di quel partito, in cui si riconosce, sembra, un italiano su quattro. Innanzitutto, Casaleggio. Leggere le sue idee sul futuro, rigorosamente in e-book (per i cavernicoli come me, libro in formato elettronico e non cartaceo) è stato imbarazzante: un misto di millenarismo, new age da era dell’acquario, e quella data finale, 2054, che coincide, guarda caso, con il centenario della sua nascita.  Chiusura delle tabaccherie e delle macellerie, ma anche delle librerie ( brrrr….!), proibita la caccia. Eliminazione dei barbieri ( mah !) . Dalle edicole andranno tolti i quotidiani, venderanno solo fumetti alla Tex Willer. I corrotti verranno esposti in gabbia lungo le circonvallazioni o inviati in apposi centri yoga di rieducazione, abolizione dei partiti. Una  Scientology de noantri in salsa vegetariana e telematica. Chiede anche l’abolizione dei partiti, idea assai popolare nei bar e nei mercati rionali, ma che se fosse stata avanzata da settori politici di un altro tipo avrebbe scatenato polemiche fierissime e probabilmente retate di polizia. E cosa dire della riflessione sui rettiliani di alcuni esponenti del suo M5S? (vedi qui M5S e Bufala Rettiliani: ennesima strumentalizzazione?).

     Tre novità                                                                                                            

    Come organizzatore politico, al contrario, tanto di cappello: con una spesa relativa, anzi probabilmente guadagnandoci, ha costruito ,attraverso la rete Internet ed attorno al blog di Beppe Grillo, una comunità virtuale che si è trasformata in movimento di popolo.  Il comico genovese ha messo a disposizione il suo carisma, un istinto infallibile per il pubblico e la comunicazione, la capacità di trascinare in piazza, dal Vaffa-Day in poi, molta più gente di quella intercettata via web. Delle idee di Casaleggio, tre mi sembrano importanti: il rifiuto, o almeno la presa di distanza dalla democrazia rappresentativa in favore della partecipazione diretta, la ripresa dell’idea di referendum sui temi cruciali, e l’intuizione vincente del ruolo centrale delle reti informatiche, in generale dei nuovi media, nel lancio, discussione e propagazione delle nuove idee e nella costruzione del consenso. L’altro elemento interessante , forse legato più alla personalità di Grillo che a quella del Grande Suggeritore, è l’aver superato d’un balzo le antiche categorie destra/ sinistra. Del resto, non si arriva al 25 per cento dei voti- ed i sondaggi attuali sembrano confermare la tendenza – se non si ha la capacità di parlare a molti, fuori e oltre vecchie categorizzazioni.

     Democrazia eterodiretta                                                                                  

    Epperò…..  Non tutto è oro quel che riluce, anzi. Casaleggio teorizza una democrazia diretta attraverso la rete web, ma non ci dice chi dovrebbe organizzarla dal punto di vista tecnologico, chi e come la controllerà, mantenendone la libertà, la trasparenza ed il libero accesso (vedi anche qui Video incredibile che smaschera la “democrazia diretta del M5S”). Democrazia, o webcrazia? All’interno del movimento, pare di capire che dalla democrazia diretta, si sia passati a quella eterodiretta da lui stesso, Gianroberto. Il mitico blog , inoltre, è una società per azioni, che adesso sarà controllata dal figlio. E’ una forma nuova di monarchia, un normale avvicendamento azionario legato alle leggi sulla successione? Al di là della manipolazione simbolica costruita con la classe di un maestro di programmazione neurolinguistica (PNL) , e dell’innovazione indiscutibile, sotto il vestito, che cosa resta? Intanto, un’operazione non sgradita al potere, quello vero.

    casaleggio - morte

     Tante belle promesse.. reddito di cittadinanza (ma a debito!)                 

    Si è sempre parlato di frequentazioni con l’ambasciata americana  (vedi qui Sassoon-Rothschild, Moneta e M5S), e nelle rarissime interviste, nelle quali prometteva i soliti tagli alla spesa, senza aggredire il falso sistema del debito, ed anche a Cernobbio, invitato dai vertici industriali e finanziari, elegantissimo in blu, con il cappellino a nascondere le cicatrici della malattia, non ha certo esposto idee rivoluzionarie. La solita minestra, a linguaggio cambiato, e con l’indubbio vantaggio di un’intelligenza brillante e dell’abitudine dell’imprenditore a trattare a determinati livelli. Semplificando al massimo il programma, che nel 2013 si ridusse all’invettiva contro i politici , ha centrato il bersaglio di uno straordinario consenso elettorale costruito sulle performances di Beppe Grillo. Pensavano in molti che i temi del blog sarebbero emersi dopo, nella dialettica parlamentare, nazionale ed europea: reddito di cittadinanza (rigorosamente a debito… e non a credito), messa in discussione dell’euro, sovranità monetaria, ripudio o rinegoziazione del  debito, opposizione a Equitalia, rifiuti radioattivi, lotta alla corruzione, l’ opposizione al MUOS in Sicilia che pareva obiezione alla Nato.

     Il vero volto delle trovate "democratiche" di Casaleggio & Co                

    I fatti, in Parlamento, hanno visto la truppa di Casaleggio e Grillo, nel frattempo decimata da contrasti ed espulsioni decise via web (o da Casaleggio che ne era un esperto … vedi qui La Verità sul M5S – La Denuncia dei 4 Senatori Espulsi), impegnarsi per eliminare il reato di clandestinità (vedi qui Clandestini – Il nuovo (ordine mondiale) che avanza e qui M5S, Kalergi & Co – In Italia non esisterà più il Reato di …), favorevoli alla distruzione della famiglia naturale (vedi qui Le Adozioni gay e la sinistra mano del M5S), astenersi sullo ius soli, accettare l’indottrinamento scolastico della teoria del gender, mettere la sordina alla lotta contro l’oligarchia di Bruxelles, lanciare a metà referendum sull’euro privo di prospettive legali (vedi qui Le ultime bufale tossiche del M5S vendute per buone e qui Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni …), persino accordarsi con Renzi sulla nomina di un giudice costituzionale (vedi anche qui – La sinistra e il M5S salvano i magistrati dalla responsabilità …).  Parlavano, anzi urlavano a gola spiegata  di reddito di cittadinanza (a debito.. sic!) , ma non ne hanno mai chiarito seriamente il funzionamento (vedi qui Le ultime bufale tossiche del M5S vendute per buone e qui Riflessioni sul Reddito di Cittadinanza auritiano e sull ..), salvo riconoscerne il diritto anche a stranieri residenti da almeno due anni (e la cittadinanza?), hanno raccolto firme contro l’euro, ma non hanno dichiarato fino in fondo che cosa ne pensano e, eventualmente come uscirne (vedi qui Sassoon-Rothschild, Moneta e M5S: una riflessione per il … e qui Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni …).

     Referendum propositivo… non pervenuto, messaggi in codice si          

    Probabilmente Casaleggio temeva il responso proprio di quella rete alla quale voleva attribuire tutto il potere. Il referendum, poi, è legalmente improponibile, ma non si è vista alcuna battaglia per istituire il referendum propositivo. In compenso, la regia di Casaleggio, gravemente malato, si è avvertita nella scelta dei candidati sindaci di Roma e Milano. Tutta la sua simbologia, poi, richiama vicinanza con mondi quantomeno inquietanti, come quello della massoneria (vedi qui Grillo, Garibaldi, i fratelli e quei messaggi in codice e qui Lo strano gesto della Ciprini (M5S) mentre parla del …). Sua, indubbiamente, è stata anche la scelta di passare da un movimento “liquido”, idea di Grillo, ad un partito ibrido, con un gruppo dirigente nominato formalmente dai militanti, ma concretamente cooptato, nello stile della costruzione delle élite descritto da Gaetano Mosca. C’è stato anche qualche piccolo scandalo, come la possibile violazione della posta elettronica dei parlamentari. O di alcuni di essi. Del resto, chi meglio di un esperto di informatica applicata può elaborare strategie di controllo in quel settore?

    casaleggio - morte

     M5S – Stampella del governo: la critica del Professor Becchi                   

    Il professor Paolo Becchi, filosofo del diritto genovese, considerato un ideologo del movimento, dimettendosi dal M5S, ha accusato il movimento di essere stampella del governo, di aver edulcorato messaggi e progetto, specie sul problema dell’euro e del debito (vedi qui Un articoletto sul signoraggio dopo 10 anni – Incredibile Grillo!), su cui ha scritto un libro fieramente critico. Ha ragione, quanto meno nel senso che se il successo della creatura di Grillo si basa sull’invettiva e su una certa antipolitica, la linea di Casaleggio è sembrata piuttosto quella di non dire, non affermare, tenere le mani libere al movimento, trasformandolo intanto in un partito, per quanto ibrido, rete per tenere uniti i militanti, ma classe politica per organizzare la scalata al potere, sotto lo sguardo non più malevolo delle classi dirigenti italiane ed europee. Un esempio su tutti: la lotta alla corruzione è certamente un tema sentito, su cui il consenso pubblico è certo. Scagliarsi contro i politici paga sempre, di questi tempi, ma è un’opposizione facile, di comodo. Rovesciare la classe politica è un passaggio necessario, non certo l’obiettivo vero di chi vuol cambiare le cose.

     Sovranità economica e monetaria (andare oltre le buone intenzioni)   

    Abbattuto il Renzi di turno, andrà al potere un altro che non potrà fare alcunché, al di là delle buone intenzioni, se non recupererà la sovranità economica e quella monetaria (vedi qui Proprietà Popolare della Moneta e qui Proprietà popolare della moneta: unica via), se non affronterà di petto l’ideologia del debito (vedi qui Spinti a far Debiti dal mitico Stato-Apparato, qui Cosa non ci dicono sull’emissione monetaria e sui Titoli di Stato e qui La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito), se non rifiuterà di privatizzare anche i beni comuni (penso all’acqua) , se non aiuterà senza paura i settori economici in difficoltà, se non ripristinerà le frontiere dinanzi all’invasioneSu tutto ciò, mentre Grillo si è talora esposto, Casaleggio ha organizzato acrobazie neurolinguistiche, e forse lavorato nell’ombra per tessere reti di potere riservato, per cui non sappiamo che cosa pensa, se pensa qualcosa, il movimento che è ora orfano del suo Cardinale Richelieu, sui temi veri, immigrazione, sovranità ed Europa su tutti.

     Uno vale uno (?)  – La bizzarra parabola di Gianroberto Casaleggio       

    Infine, il capolavoro dialettico di Casaleggio: uno vale uno, il coerente manifesto dell’iperdemocrazia. Uno vale uno se è connesso, se è gradito al blogger e a chi orienta i clic informatici, i “mi piace” su facce e persone. Uno vale uno se è membro del gruppo, altrimenti qualcuno definisce brutta la candidata sindaco milanese, o espelle chi dissente o semplicemente pensa, a furore di tanti zero che si sono creduti uno, onnipotenti all’atto di cliccare l’invio sulla tastiera del pc o dello smartphone, nuove armi assolute nel casaleggio-cosmoNo, uno non vale uno, e non è mai stato così. Ad essere benevoli, diffondere tale credenza è abuso della credulità popolare; negli altri casi è inganno. La stessa parabola di Gianroberto Casaleggio ne è prova: egli valeva ben più di uno, con le sue idee innovative, la sua padronanza del web e delle possibilità dell’informatica, nell’aver riportato al centro del dibattito la democrazia partecipativa, aver suscitato, con l’aiuto essenziale della personalità pirotecnica di Beppe Grillo, energie ed entusiasmo.

    casaleggio - morte

     Il geniale pompiere che piace al popolo ma non scalfisce i potenti         

    Tuttavia, noi rimaniamo attaccati alla definizione di Moeller Van den Bruck : "la democrazia è la partecipazione di un popolo al proprio destino". Non c’è destino, non c’è neanche popolo, e non ci sarà speranza, se non si offre un progetto, un programma, un’agenda che smuova i cuori. In questo senso, Casaleggio è sembrato più un geniale pompiere, uno che ha canalizzato una giusta collera in un logorroica serie di invettive che piacciono al popolo ma non scalfiscono i potentiAlle folle piace “uno vale uno” sinché si tratta di abbassare il nemico e vederlo nella polvere. Se però il nemico è finto, o addirittura sbagliato (la classe politica anziché le oligarchie del potere economico e finanziario, da Bruxelles a New York) il popolo non partecipa al proprio destino, ma alla propria distruzione.

     Inedita dittatura tecnologica travestita da volontà generale                     

    Ci inchiniamo con rispetto alla memoria di un protagonista e di un innovatore come Gianroberto Casaleggio, ma continuiamo a pensare che la  sua creatura, dovunque vada dopo di lui, non sia, non possa e nemmeno voglia essere il destino del popolo italianoRimarrà, probabilmente, il primo consapevole tassello politico di una inedita dittatura tecnologica travestita da volontà generale. Il peggio di Rousseau, tanto amato da Casaleggio, con una spruzzata di RobespierreAnche l’incorruttibile , tuttavia, salì le scale del patibolo che aveva costruito per i nemici della rivoluzione. Poi venne Napoleone, e Uno valse ben più di uno.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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      Video Correlato – Riflessione di Elia Menta                                                        

    SE NE VA UN ILLUSIONISTA. CHE DIO ABBIA PIETA'

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  • Intervento USA in Iraq: Punti di vista diversi a confronto e propaganda “illuminata”

    Intervento USA in Iraq: Punti di vista diversi a confronto e propaganda “illuminata”

    Giovedì,  Luglio 21st/ 2014

    – di Arrigo Muscio, Vincezo Mannello e Redazione Quieuropa –

    Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e scrivi" di Quieuropa

    Redazione Quieuropa, Arrigo Muscio, Vincenzo Mannello,  Papa Bergoglio, Brescia, Catania, Roma, Genitori Cattolici, intervento in Iraq, USA, Barack Obama, legittima difesa, ONU, wahabismo, integralismo islamico, Alessandro di Battista, M5S, Marco Pannella, Cristiano Magdi Allam 

    Intervento USA in Iraq: Punti di vista diversi a

    confronto e propaganda "illuminata"

    I suggerimenti sull'Iraq, da Pannella a Di Battista, da Allam

    e Papa Bergoglio – Pareri a confronto

     

    di Arrigo Muscio, Vincezo Mannello e Redazione Quieuropa

    Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e scrivi" di Quieuropa

    Integralismo islamico - iraq - sionismo

     Premessa – Confronto tra posizioni sull'intervento del Papa sull'Iraq      

    RomaRedazione "Qui Europa" – Vi presentiamo di seguito le riflessioni di Vincenzo Mannello e Arrigo Muscio che hanno commentato le recentissime parole di Papa Bergoglio sull'intervento Usa in Iraq, inviandoci in redazione le loro rispettive impressioni. Prima però premettiamo che consideriamo – in linea con la sua storia e relativamente all'ultimo secolo – assolutamente NON provvidenziale l'intervento armato in Iraq da parte degli USA (co-artefici in prima linea del caos bellico, morale e ideologico noto come "Nuovo (Dis)Ordine Mondiale"); come ovviamente prendiamo le distanze e condanniamo apertamente il diabolico sterminio dell'integralismo islamico wahabita (sul quale tanto abbiamo detto – vedi qui La Carneficina irachena e la propaganda mediatica massonico-sionista qui Speciale – Così il sionismo creò l’integralismo islamico – Prima Parte qui Seconda Parte e qui Terza Parte) ai danni – soprattutto ma non solo – delle popolazioni cristiane mediorientali ed irachene, nel caso specifico. Se ci pensate è un pò come affidare la difesa delle pecore ai lupi stessi… o no?

     Uno damanda per ciascun cristiano ( Papa compreso ) e non…                 

    Si può – ci chiediamo – consentire ad uno stato a trazione sionista (gli USA: Paese in cui a dettar legge sulla politica della White House sono da oltre un secolo – cioè da fine Ottocento – le banche ebraico-sioniste) di intervenire in "difesa" di cristiani e non, in un teatro di guerra come l'Iraq assaltato da forze integraliste islamiche wahabite, sapendo che esse furono fomentate nell'Ottocento dallo stesso sionismo con il collaborazionismo degli inglesi e dell'Arabia Saudita, seguiti a ruota dagli Usa stessi? (vedi link in basso).Ci piacerebbe conoscere il parere di Papa Bergoglio in merito a ciò! Elemento che sembrerebbe passare ancora una volta del tutto inosservato presso l'intera stampa nazionale: sia di regime che di cosiddetta "contro-informazione".

    Integralismo islamico - iraq - sionismo

     Una domanda da porre ad Alessandro Di Battista e Marco Pannella       

    E ci piacerebbe sapere cosa ne pensa in relazione a questa alleanza occulta, anche lo stesso grillino Alessandro Di Battista che in merito sembra non riuscire a porre in essere i giusti e logici collegamenti… suggerendo il "dialogo" con gli assassini wahabiti. Perchè?? Sarebbe interessante chiederlo anche a Marco Pannella (il sionista e filo-israeliano Pannella che da sempre loda le politiche israeliane – vedi video in basso) che nelle ultime ore ha esortato Papa Bergoglio ad "ascoltare Di Battista"… (vedi qui Iraq: Pannella a Papa Francesco, ascolta Di Battista – Abruzzo) Pazzesco!!!

     

    VIDEO Le menzogne dei filosionisti 

     

     La sconcertante linea pro-Israele di Magdi Cristiano Allam                         

    Come sconcertanti sono le parole di Cristiano Magdi Allam,  il quale (in un articolo del 2012 – vedi qui I cristiani perseguitati e Israele ci salveranno dal terrorismo islamico) nel 2012 sosteneva (e sostiene ancora oggi) che "Israele ci avrebbe salvato dal terrorismo islamico…." Cosa dire? La contraddizione fatta persona!!! Poveri noi! Magari per schiarire un pò le idee ad Allam, Pannella e ai politici italiani filo-sionisti e nel tempo stesso anti-wahabiti (???) consigliamo la lettura di questi quattro articoli di seguito riportati. (La Redazione)

    La Carneficina irachena e la propaganda mediatica massonico-sionista

    Speciale – Così il sionismo creò l’integralismo islamico – Prima Parte

    Speciale – Così il sionismo creò l’integralismo islamico – Seconda Parte

    Speciale – Così il sionismo creò l’integralismo islamico – Terza Parte

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Vincenzo Mannello – Passaggio sull'intervento di Papa Bergoglio              

    Catania, Roma, Baghdad – Papa Francesco sa benissimo che con il verbo "fermare" gli Usa intendono radere al suolo tutto ciò che si oppone ai loro disegni di "pace". BombObama ha "fermato" già "pericoli" in tanti,troppi posti ed in altri ci tenta. Irak,Afghanistan,Libia,Siria,Yemen,Somalia sono le principali destinazioni delle amorevoli cure americane. Sempre con contorno di migliaia di morti di donne e bambini,"effetti collaterali" delle azioni. Spesso e volentieri autorizzate da quell'Onu richiamato impropriamente da Francesco come legittimato a decidere chi sia "buono o cattivo".  E che,ma Francesco fa finta di non saperlo,con veti e controveti di soli 5 stati,tutto è tranne che "democratico". Faccio pure notare ( metto un carico sgradito a tanti) che mai e poi mai un Papa ha chiesto di "fermare" Israele che pure si è annessa Gerusalemme e che per  stragi di civili non scherza, Personalmente,e me ne assumo responsabilità,ritengo quindi questa uscita papale degna non del Vicario di Cristo ma del "cappellano militare di BombObama".

     

    Passaggio di Arrigo Muscio

    Integralismo islamico - iraq - sionismo

     Arrigo Muscio – Passaggio sull'intervento di Papa Bergoglio                        

    Brescia, Roma, Baghdad –  di  Arrigo Muscio  Papa Bergoglio, intervistato circa 48 ore orsono da alcuni giornalisti, ha risposto che “non bisogna bombardare o fare la guerra agli aggressori” . Resta quindi da capire com’è possibile fermare certi personaggi definiti animali pericolosi” da un "sacerdote che ha addosso l’odore delle sue pecore" (vedi qui Animali feroci | Futuro Europa): con battute e baci? Con sorrisi e pacche sulle spalle? Con il dialogo? Con gli inviti a Santa Marta per una preghiera interreligiosa? Riportiamo, alla fine delle dichiarazioni di Bergoglio, nonché le considerazioni del magistero della Chiesa a tale riguardo.

     Il Papa sull'intervento in Iraq                                                                                     

    “Le forze miliari Usa da poco hanno cominciato a bombardare i terroristi in Iraq, per prevenire un genocidio e proteggere il futuro delle minoranze. Santità, lei approva questo bombardamento americano in Iraq? 
«Grazie della domanda così precisa. In questi casi dove c’è una aggressione ingiusta, soltanto posso dire che è lecito fermare l’aggressore ingiusto».

     Una sola nazione non può giudicare come si ferma l'aggressore ingiusto 

    Papa Francesco parla a una settantina di giornalisti di tutto il mondo nel volo che lo riporta a Roma dalla Corea del Sud. Risponde a tutto e senza perifrasi, com’è sua abitudine. Chiaro che gli si chieda subito degli jihadisti dell’Isis. «Sottolineo il verbo: fermare. Non dico bombardare o fare la guerra. Dico: fermarlo. I mezzi con i quali si possono fermare dovranno essere valutati. Fermare l’aggressione ingiusta è lecito. Ma dobbiamo avere memoria, pure: quante volte, sotto questa scusa di fermare l’aggressore ingiusto, le potenze si sono impadronite dei popoli e hanno fatto una bella guerra di conquista? Una sola nazione non può giudicare come si ferma questo, come si ferma un aggressore ingiusto.

    Integralismo islamico - iraq - sionismo

     Il ruolo dell'ONU                                                                                                         

    Dopo la Seconda guerra mondiale, sono state create le Nazioni Unite, là si deve decidere: c’è un aggressore ingiusto, come lo fermiamo? Soltanto questo, niente di più. Secondo, le minoranze. Parlano dei poveri cristiani che soffrono; i martiri, è vero, ci sono tanti martiri… Ma qui ci sono uomini e donne, minoranze religiose non tutte cristiane e tutte sono uguale davanti a Dio. Fermare l’aggressore ingiusto è un diritto che l’umanità ha. Ma è anche un diritto che ha l’aggressore di essere fermato perché non faccia del male». (Papa Bergoglio – vedi qui Iraq, il Papa: «È lecito fermare l’aggressore ingiusto»)

     La legittima difesa – Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica           

    Secodo il Catechismo della Chiesa Cattolica – Art. 2263 – la legittima difesa delle persone e delle società non costituisc un’eccezione alla proibizione di uccidere l’innocente, uccisione in cui consiste l’omicidio volontario. « Dalla difesa personale possono seguire (1737) due effetti, il primo dei quali è la conservazione della propria vitamentre l’altro è l’uccisione dell’attentatore » (39) « Nulla impedisce che vi siano due effetti di uno stesso atto, dei quali uno sia intenzionale e l’altro preterintenzionale »(40 – 2196 – 2264).

     Diritto a salvae la propria vita come amore a sé stessi e a chi ci ha creati 

    L’amore verso se stessi resta un principio fondamentale della moralità. È quindi legittimo far rispettare il proprio diritto alla vitaChi difende la propria vita non si rende colpevole di omicidio anche se è costretto a infliggere al suo aggressore un colpo mortale: « Se uno nel difendere la propria vita usa maggior violenza del necessario, il suo atto è illecito. Se invece reagisce con moderazione, allora la difesa è lecita […]. E non è necessario per la salvezza dell’anima che uno rinunzi alla legittima difesa per evitare l’uccisione di altri: poiché un uomo è tenuto di più a provvedere alla propria vita che alla vita altrui » (41 – 2265).

    Integralismo islamico - iraq - sionismo

     Diritto e grave dovere                                                                                                

    La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene  comune esige che si ponga l’ingiusto aggressore in stato di non nuocere. (Vedi 2308): A questo titolo, i legittimi detentori dell’autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità (Catechismo della Chiesa Cattolica).

     Giovanni Paolo II – Conferenza Internazionale 
sulla Nutrizione              

    Intervento di Papa Giovanni Paolo II – Sabato, 5 dicembre 1992 – "Molto spesso situazioni in cui manca la pace, in cui la giustizia viene schernita, in cui l'ambiente naturale viene distrutto, mettono popolazioni intere nel grave pericolo di non poter soddisfare i bisogni alimentari primari. Non bisogna che le guerre tra le nazioni e i conflitti interni condannino civili indifesi a morire di fame per motivi egoistici o di parte. In questi casi, si devono garantire in ogni modo gli aiuti alimentari e sanitari ed eliminare tutti gli ostacoli, compresi quelli che si giustificano con il ricorso arbitrario al principio della non ingerenza negli affari interni di un paese. La coscienza dell'umanità, ormai sostenuta dalle disposizioni del diritto internazionale umanitario, chiede che sia reso obbligatorio l'intervento umanitario nelle situazioni che compromettono gravemente la sopravvivenza di popoli e di interi gruppi etnici: è un dovere per le nazioni e la comunità internazionale, come lo ricordano gli orientamenti proposti durante questa Conferenza(vedi qui Conferenza Internazionale sulla Nutrizione, 5/12/1992).

     Intervento di Mons. Ernesto Gallina- Manila, 26 ottobre 1993                  

    Il diritto-dovere dell’ingerenza umanitaria – "Quando in una regione del mondo prevale l’irrazionalità e la brutalità, e per colpa di minoranze agguerrite e prepotenti la massa delle popolazioni è schiacciata inesorabilmente dal peso delle sofferenze e della morte, può ancora parlarsi di “non-ingerenza negli affari interni degli Stati”? O invece il fermarsi a guardare diventa colpa grave di complicità? C’è un diritto-dovere di «ingerenza umanitaria»? Tra gli elementi che maggiormente sono inseriti nella problematica dei diritti fondamentali, spicca il riferimento alle «principali tendenze in atto nel settore dei diritti umani». Il nesso con un ordine mondiale rinnovato è evidente: resta il problema di precisare quale siano le «sfide in atto» in grado di permettere una piena attuazione delle garanzie fondamentali per le persone e i popoli. Non è facile intravedere il vero nodo del problema; rendere effettivo il riconoscimento e la tutela dei diritti fondamentali, fino ad oggi inteso quasi esclusivamente come un compito che gli stessi Stati realizzano al loro interno, nonostante le limitazioni imposte dal diritto internazionale che vengono discrezionalmente – o purtroppo, arbitrariamente – attese o disattese. La linea che sembra profilarsi è quella di sostenere l’attività dei meccanismi di controllo istituiti a livello internazionale per sorvegliare sull’osservanza dei diritti umani e, in parallelo, di prevedere un’azione diretta della Comunità internazionale attraverso le sue istituzioni, quando in un Paese sussistono palesi violazioni dei diritti fondamentali: la cosiddetta «ingerenza umanitaria».

    Integralismo islamico - iraq - sionismo

     Difendere il diritto alla vita (Giovanni Paolo II a Denver – 1993)             

    Dell’ingerenza umanitaria ha parlato Giovanni Paolo II, aprendo il 5 Dicembre 1992 a Roma la Conferenza Internazionale sulla Nutrizione (vedi qui Conferenza Internazionale sulla Nutrizione, 5/12/1992), affermando che "è ormai la coscienza comune dell’umanità a ritenere un obbligo per la Comunità internazionale di intervenire in caso di conflitti bellici che mettono in discussione i più basilari dei diritti di persone e gruppi etnici: il diritto alla vita, alla sopravvivenza e alla nutrizione. Un’ingerenza chiaramente finalizzata a garantire la tutela dei diritti fondamentali e non a limitare, discrezionalmente i singoli Paesi: ecco perché definita come obbligo con evidenti richiami etici e non come diritto del più forte. Una linea che il Papa ha ribadito nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1° Gennaio 1993 (vedi qui Messaggio XXVI Giornata mondiale della pace, 8/12/1992 – Giovanni Paolo II) sottolineando come la negazione di un fondamentale diritto dei Popoli, quello allo sviluppo, pone per la Comunità internazionale «il dovere di intervenire in loro soccorso».

     Mons. Gallina – Sulla non indifferenza – Da L'Osservatore Romano       

    Lo stesso tema dell’ingerenza umanitaria poi, ha costituito per il Santo Padre motivo di forte richiamo nel tradizionale discorso al corpo diplomatico (vedi qui – Ai membri del Corpo diplomatico, 16 gennaio 1993) presso la Santa Sede il 16 gennaio 1993, con la chiara affermazione che «quando le possibilità offerte dai negoziati diplomatici, i processi previsti dalle convenzioni e dalle organizzazioni internazionali siano stati messi in atto, e che, nonostante questo, delle intere popolazioni sono sul punto di soccombere… gli Stati non hanno più il diritto all’indifferenza».

     La prospettiva di un "Nuovo Ordine Mondiale?"                                              

    Proprio il tema dell’ingerenza umanitaria, con le aperte convergenze tra l’esperienza del diritto internazionale umanitario e quella del valore internazionale dei diritti umani, dimostra che per i diritti fondamentali e la loro tutela si apre ormai un capitolo nuovo che sfugge al dibattito in corso nelle relazioni internazionali, fosse troppo legato alla prospettiva di un nuovo ordine mondiale che si preoccupa di difendere le “divisioni” piuttosto che sottolineare le “condivisioni”. Ma questo capitolo nuovo deve essere preso in seria considerazione. Sarà forse il centro della futura politica mondiale (vedi qui – www.vatican.va –  da L'Osservatore Romano 1993/11/17 p.5.).

    di Arrigo Muscio, Brescia

    Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e scrivi" di Quieuropa

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    Messaggio XXVI Giornata mondiale della pace, 8/12/1992 – Giovanni Paolo II

    Messaggio ai membri del Corpo diplomatico, 16 gennaio 1993

    www.vatican.va

    Animali feroci | Futuro Europa

    San Giovanni Paolo II – Il Santo Padre – La Santa Sede

    Iraq, il Papa: «È lecito fermare l’aggressore ingiusto»

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    Daniele Di Luciano
    Redazione Losai / Redazione Qui Europa (Copyright © 2013 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    “Monti criminale, se mi denuncia sono felice!”

    Venerdì,  Giugno 6th/ 2014    – di Daniele Di Luciano – Redazione Quieuropa, Daniele di Luciano, Redazione Losai.eu, Salvo Mandarà, La Gabbia, Mario Monti, copenaghen, Bilderberg 2014, Monica Maggioni  Il dopo Bilderberg 2014 – L'Intervento di Mandarà “Monti criminale, se mi denuncia sono felice!”   Video incredibili: Mandarà a La Gabbia e Monti alla CNN Bilderberg – Il Gruppo […]

    Lo strano gesto della Ciprini (M5S) mentre parla del Bilderberg in Parlamento

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    Mercoledì,  Giugno 4th/ 2014    – di Daniele Di Luciano – Redazione Quieuropa, Daniele di Luciano, Redazione Losai.eu, Beppe Grillo, Movimento 5 Stelle, Massoni, Massoneria, Mano dei lebbrosi, Napoleone Bonaparte, Karl Marx, George Washington, Wolfgang Amadeus Mozart, il Marchese de Lafayette, Salomon Rothschild, Simon Bolivar, Joseph Stalin, Camillo Benso di Cavour, Giuseppe Mazzini, il Segno della Mano Nascosta dell’Uomo […]

    1. Grillo, Garibaldi, i Fratelli e quei Messaggi in Codice

      Grillo, Garibaldi, i Fratelli e quei Messaggi in Codice

      Giovedì, Gennaio 9th/ 2014 – di Daniele Di Luciano e Redazione Qui Europa –   Crisi democratica, Movimento 5 Stelle, Video, Daniele Di Luciano, Italia, Beppe Grillo, Giuseppe Garibaldi, Occupy Wall Street, Grande Opera Massonica, Mario Draghi, George Soros, Mikhail Gorbachev, Lucis Trust, Millennium Forum,  Nazioni Unite, Grande Oriente Democratico, Vittorio Feltri, Rothschild, Enrico Sassoon, Dissenso Controllato, Giuliano Di Bernardo, Giorgio Napolitano, Indignados, Micah White  […]

      Impariamo dalla Storia – Le Verità Nascoste del Movimento 5 Stelle

      Impariamo dalla Storia – Le Verità Nascoste del Movimento 5 Stelle

      Venerdì, Aprile 5th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Movimento 5 Stelle, Casaleggio, Beppe Grillo, Stalin, Hitler, Napoleone, Moti del 48, La comune, Rivoluzione d'ottobre, Rivoluzione Francese, Illuminati, Nuovo Ordine Mondiale, Enrico Sassoon, Washington, Malthus, Teorie Malthusiane, Controllo delle nascite, Migrazioni di massa, Mario Monicelli, Gaia, Democrazia on-line, New Age, Mickhail Gorbachev, […]

       

      Grillo, Vespa e lo Zoo della Disinformazione

      Grillo, Vespa e lo Zoo della Disinformazione

      Martedì, Maggio 20th/ 2014 – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello – Roma, Sergio Basile, Vincenzo Mannello, Beppe Grillo, Bruno Vespa, Giacinto Auriti, Mario Monti, Elezioni europee, Tv di regime, disinformazione mediatica, referendum sull'euro, reddito di cittadinanza fittizio, proprietà popolare della moneta, moneta e debito pubblico, bugie sul debito pubblico, inutilità del referendum sull'euro, il ciclo di Jefferson  […]

      Attenti ai Rettiliani

      Attenti ai Rettiliani

      Lunedì, Marzo 17th/ 2014  – di Paolo Baroni / Centro San Giorgio  –    Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi, di "Qui Europa" Centro San Giorgio, Paolo Baroni, Rettiliani, David Icke, Massoneria, Nuovo Ordine Mondiale, Madame Blavatsky, Annie Besant, Congresso dei Liberi Pensatori, Massone Lafargue, the biggest secret, fratellanza babilonese, ufologia, new age, scientology, repubblica universale  […]

      Un articoletto sul signoraggio dopo 10 anni – Incredibile Grillo!

      Un articoletto sul signoraggio dopo 10 anni – Incredibile Grillo!

      Venerdì, Marzo 7th/ 2014 – di Daniele Di Luciano –  Daniele Di Luciano, Losai.eu, Beppe Grillo, Giacinto Auriti, Signoraggio bancario, Blog di Beppe Grillo, Esperimento del SIMEC, Soluzione alla crisi-truffa, Proprietà Popolare della Moneta, intervento di Sibilia, intervento senza alcun seguito, Incredibile Grillo, Video interessanti sul signoraggio bancario  Un articoletto sul signoraggio dopo 10 anni  – […]

      La Verità sul M5S – La Denuncia dei 4 Senatori Espulsi

      La Verità sul M5S – La Denuncia dei 4 Senatori Espulsi

      Sabato, Marzo 1st/ 2014  – di Daniele Di Luciano  – Daniele Di Luciano, Beppe Grillo, Movimento 5 Stelle, Pavia, Roma, Palermo, espulsione di 4 senatori per motivazioni ridicole, la denuncia dei senatori espulsi, la comunicazione del M5S  La Verità sul M5S – La denuncia dei 4 senatori espulsi  ►Il Video Battista, Bocchino, Campanella, Orellana: ecco come funzione la […]

      Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee

      Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee

      Lunedì,  Aprile 7th/ 2014 – di Daniele Di Luciano / Redazione Losai / Redazione Qui Europa  – Daniele Di Luciano, Beppe Grillo, Elezioni europee, programmadel movimento 5 stelle, Eurobond, Fiscal Compact, Referendum sull'euro, permanenza nell'euro, deputato Sorial, Mario monti, Nuovi Debiti, Debtocracy, perchè non voto il movimento 5 stelle, il referendum è una presa in giro  Ecco […]

      Italia – La Sinistra e il M5S Salvano i Magistrati dalla Responsabilità Civile Diretta

      Italia – La Sinistra e il M5S Salvano i Magistrati dalla Responsabilità Civile Diretta

      Sabato, Maggio 3rd/ 2014  – di Davide Mura  – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e scrivi di "Qui Europa" Iniziativa di Libero confronto, Pensa e scrivi di Quieuropa, responsabilità civile diretta dei magistati, Un'esterofilia che non regge, DDL sulla responsabilità civile diretta dei magistrati,  la sinistra il PD e il M5S hanno bocciato in commissione il DDL sulla responsabilità civile diretta dei magistrati, La […]

      M5S, Kalergi & Co – In Italia non esisterà più il Reato di Immigrazione Clandestina

      M5S, Kalergi & Co – In Italia non esisterà  più il Reato di Immigrazione Clandestina

      Mercoledì,  Gennaio 15th/ 2014 – di QE e Vincenzo Mannello – Iniziativa di libero Confronto, pensa e Scrivi di "Qui Europa" Roma, Sicilia, Italia, Abolizione del reato di immigrazione clandestina, Piano Kalergi, Movimento 5 Stelle, Vincenzo Mannello, Libero Confronto, genocidio indotto della Nazione Italiana  M5S, Kalergi & Co – In Italia non esisterà più il reato di immigrazione clandestina […]

      Parlamento – Dissenso Controllato e Teatrini a Cinque Stelle

      Parlamento – Dissenso Controllato e Teatrini  a Cinque Stelle

      Mercoledì,  Febbraio 5th/ 2014 – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello – Iniziativa di libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Vincenzo Mannello, Libero Confronto, Movimento 5 Stelle, Augias e Boldrini, Beppe Grillo, Casaleggio, M5S, Dissenso Controllato, Attacco al bunker in Parlamento, Trucchi di distrazione di massa, Giorgio napolitano, Moneta Debito, Giacinto Auriti, Opposizione di cartone, Sergio Basile  […]

      Euro – La Coerenza del Grillo e la Morte dell’Italia

      Euro – La Coerenza del Grillo e la Morte dell’Italia

      Sabato, Settembre 28th/ 2013 – di Daniele Di Luciano –   Crisi democratica, Video, Daniele Di Luciano, Italia, privatizzazione, moneta unica, euro, Beppe Grillo, coerenza e parole al vento, sovranità monetaria, Auriti, Marcia in dietro  Euro – La Coerenza del Grillo e la Morte dell'Italia Moneta Unica – Grillo prima: “Uscire dall’Euro!” Grillo dopo: “Mai detto di uscire […]

      M5S e Bufala Rettiliani: ennesima strumentalizzazione?

      M5S e Bufala Rettiliani: ennesima strumentalizzazione?

      Venerdì,  Novembre 8th/ 2013 – di Daniele Di Luciano  –  Controinformazione, Bufala dei rettiliani, David Icke, Opera massonica, extraterrestri, Notizie per sviare le verità sul Nuovo Ordine Mondiale, Minestrone dell'informazione, Truffa del signoraggio messa in secondo piano, Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, Uscita dall'euro messa in secondo piano, Le verità del Professor Auriti messe in cattiva luce  M5S […]

      Scie Chimiche – il M5S prende le Distanze

      Scie Chimiche – il M5S prende le Distanze

      Mercoledì, Ottobre 2nd/ 2013  – Redazione Losai / Qui Europa – Beppe Grillo, Movimento 5 Stelle, Scie Chimiche, Maurizio Elia Spezia, Modena Today, Conferenza a Modena,  Scie Chimiche – il M5S prende le distanze  Ai vertici del Movimento 5 Stelle, non piace la chimica   di Maurizio Elia Spezia   Modena – M5S bocciato in Chimica     […]

      Elezioni 2013: Tutti ai nastri di partenza tra Noia e Spread

      Elezioni 2013: Tutti ai nastri di partenza tra Noia e Spread

      Mercoledì, Gennaio 9th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Elezioni 2013 / Elezioni / Noia e Spread / Italia / Politica / Elezioni politiche 2013 / Presidenza del Consiglio / Schieramenti politici / Sovranità nazionale / Democrazia / Politici / Retorica politica / Crisi / Economia / Cittadini italiani / Voto / Alleanze / […]

      Elezioni 2013, Nulla di Nuovo nel Toto Europa – Idea Tremonti: un favore all’Aspen Institute Italia?

      Elezioni 2013, Nulla di Nuovo nel Toto Europa – Idea Tremonti: un favore all’Aspen Institute Italia?

      Martedì, Gennaio 8th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Elezioni 2013 / Europa / Unione Europea / Italia / Germania / Elezioni politiche / Cittadini / Democrazia / Eurozona / Indirizzo politico / Summit / Politica / Popolo / Urne / Angela Merkel / Mario Monti / Aspen Institute / Tremonti / […]

      Ecco perchè Non Crediamo alla Teoria della Decrescita Felice

      Ecco perchè Non Crediamo alla Teoria della Decrescita Felice

      Giovedì, Dicembre 27th/ 2012  – di Sergio Basile –   Limiti alla Teoria della Decrescita Felice di Serge Latouche  / Ecco perchè Non Crediamo alla Teoria della Decrescita Felice di Serge Latouche / Decrescita Felice / Serge Latouche / Catastrofismo / Club di Roma / Occidentalizzazione del mondo / Limiti allo Sviluppo / Stalin / Lenin / The […]

       

  • Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    Sabato, Maggio 10th/ 2014 

    – di Sergio Basile –

    Bruxelles, Varsavia, Washington, New York, ALDE, federalisti, Altiero Spinelli, Stati Uniti d'Europa, M5S, Belle Brillo, PFE, ideale filo-imperialista, Guy Verhofstadt, Manuel Barroso, Jacque Delors e  Richard Coudenhove Kalergi, Speech by Guy Verhofstadt at the European Policy Centre on September 21, 2000, rivoluzioni colorate, Beppe Grillo, European Policy Centre: an indipendent think tank, at the cutting edge of EU affairs, 11 settembre 2001, Torri gemelle, Twin Towers, Varsavia, colleggio d'europa, Consiglio Europeo, commissione europea, EURSS, URSS, UE, USA, Commonwealth, primavere arabe, Stefania Schipani, Sud, lista Scelta europea, Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa,  NAFTA, Usa-Canada-Messico, 'UNASUR, paesi dell'America latina, EAU, SAARC, Lega Araba; Lega Africana, AU,  GCC, paesi cuscinetto, PIF, Australia, Lega dell'estremo Oriente denominata ASEAN, Commonwealth, l'impero più vasto e totalizzante mai esistito nella storia,  Moneta Debito, si arroga senza alcuna legittimità popolare il potere esecutivo, Lenine Stalin hanno fatto scuola, L'UE come l'URSS, George Bush, Saddam Hussein, Sergio Basile 

    Il vero volto dell'Unione Europea

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce

    della stessa medaglia

    L'identikit e l'ideologia europeista di Guy Verhofstadt: candidato

    alla guida della Commissione UE, del gruppo ALDE

    e dei federalisti europei

    Gli emblematici discorsi del leader del gruppo ALDEl il progetto UE e la

    legittimazione del disegno mondialista del Nuovo Ordine Mondiale

     

    di Sergio Basile 

    europeismo - federalismo - nuovo ordine mondiale - commonwealth - europee 2014

     UE – Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!                                                             

    Bruxellesdi Sergio Basile – Due vecchi proverbi recitano: "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei" (versione inglese, europeizzata: "A man is known by the company he keeps") e "Il pesce puzza dalla testa". Sarà vero nell'Europa unita e paneuropeizzata? Varrà  – mi chiedo con vena ironica – questa saggezza popolare per l'Europa targata UE? In uno dei miei ultimi articoli esternavo nettamente la mia posizione anti-europeista, riesaminando ancora una volta figure chiave poste quali architrave del progetto comunitario, come Jacque Delors e  Richard Coudenhove Kalergi (vedi qui – Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall’UE!). Ma, sulla questione, accendiamo nuovi riflettori, alla luce degli ultimi sviluppi pre-elettorali e sulla scia dei nuovi forti venti federalisti che soffiano su Bruxelles! Oggi il termine "europeismo" fa sempre più rima con "federalismo" e, anche se non vi è alcuna assonanza metrica, con "Stati Uniti d'Europa". Non è un mistero più per nessuno! Ad eccezione di qualche mosca bianca, di qualche falso dissenziente (controllato) o pseudo-indipendentista di comodo, alla Margaret Thatcher, per intenderci (vedi qui Margaret Thatcher: il Pugno di Ferro nemico della Gran Bretagna – e qui Margaret Thatcher – Il Pugno di Ferro della Sacerdotessa del Liberismo). Infatti, tutti, ma proprio tutti tifano per una unione federale di stati quale unica salvezza dal disfacimento indotto dell'Europa, ovvero per l'accentramento politico e la contestuale dissoluzione degli stati nazione in un grande "contenitore mondialista per  omogeneizzati" made in Commonwealth. Un impero che – senza alcun mandato popolare – si appresta a governare un "non-popolo" sempre più variegato e multiforme, grazie alla globalizzazione ideologica ed al meltinpot razziale figlio dell'iper immigrazione indotta, che ormai da oltre un decennio ha assunto un carattere di disarmante "normalità".

     Welcome in Europe!                                                                                                 

    Lo scorso 6 Maggio, il Partito Federalista Europeo (PFE) – probabilmente la massima espressione, quella più pura, dell'ideale filo-imperialista incarnato del piano denominato "Stati Uniti d'Europa" – ha presentato a Bruxelles i propri candidati in vista dell'appuntamento elettorale di fine mese. Eccezionale prova del nove per carpire – qualora esistessero ancora dubbi in merito – la veridicità ed il valore assoluto dei nostri "proverbi popolari" di cui sopra. Lo slogan scelto per l'occasione (Fonte ANSA) è stato in linea con i pilastri ideologici dell'europeismo contemporaneo: "siamo l'alternativa al crescente euroscetticismo, nella convinzione che l'unico modo per affrontare le attuali sfide sia costruire un'Europa più forte!". Ricordiamo che candidati federalisti sono presenti, oltre che in Italia anche in Austria, Belgio, Francia, Grecia e Portogallo.

    europeismo - federalismo - nuovo ordine mondiale - commonwealth - europee 2014

     Europeismo e Mondialismo                                                                                   

    Va inoltre rammentato come gli "Stati Uniti d'Europa", che in molti – ed il sottoscritto tra questi – identificano nella celeberrima "Terza Roma" degli illuminati, di mazziniana memoria (la Roma masso-sionista, dei "new romans", che ha surrogato la Roma degli imperatori e dei papi, delegittimando ogni espressione di potere-carismatico spirituale e/o temporale precedente all'attuale status quo) oggi rappresentano un tassello chiave del piano mondialista proteso alla realizzazione di un nuovo ordine, collocandosi a livello storico-concettuale come un modello estremo nato sulla falsa riga di altre realtà mondialiste e di accentramento planetario, che superano ed in un certo senso delegittimano il concetto stesso di nazione. Si pensi al NAFTA (Usa-Canada-Messico); all'UNASUR (paesi dell'America latina); alla lega asiatica dell'EAU e del SAARC; alla Lega Araba; alla Lega Africana dell'AU. O ancora a realtà poco indagate dalla stampa nazional-popolare come GCC (che ingloba i paesi cuscinetto posizionati tra due aree di alto interesse strategico e geopolitico, come Medioriente e Asia Sud-Occidentale); PIF (Australia); Lega dell'estremo Oriente  ASEAN. Ovviamente su tutte domina la realtà imperial-mondialista per eccellenza, denominata Commonwealth: l'impero più vasto e totalizzante mai esistito nella storia. "Tutto il mondo è Commonwealth!" diceva Giacinto Auriti. (vedi qui – Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito ).

     USA + UE + URSS = EURSS                                                                                 

    Ma il modello di riferimento più vicino all'attuale piano mondialista e federalista denominato "Stati Uniti d'Europa", resta l'URSS. Ricordiamo, in merito, come il primo a coniare e sdoganare il concetto di "commissione", dal quale possiamo far derivare le origini dell'attuale istituzione comunitaria che si arroga senza alcuna legittimità popolare il potere esecutivo, fu Lenin (vedi "Lenin e Stalin hanno fatto scuola"giù nell'appendice in allegato – paragrafo tratto da un mio articolo del 20 dicembre 2012, "L'UE come l'URSS"). Alla luce di ciò, una domanda sorge spontanea: chi sono i nuovi paladini del federalismo europeista?

     Il Partito più europeista che c'è!                                                                           

    In Italia l'uomo di punta di turno (anzi la donna) dei federalisti è Stefania Schipani, candidata a Sud nella lista "Scelta europea" dell'Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa (Alde). L'ALDE è probabilmanete il partito più europeista che c'è. Anche un finto dissidente come Beppe Grillo, in merito, ne sa qualcosa, visto che vi ha aderito in occasione dell'imminete tornata elettorale europea (vedi qui Eurodissidenti ed Eurosimpatie – Grillo chiama ALDE ) e oggi – di conseguenza – sostiene la candidatura del capogruppo dello stesso ALDE, On. Guy Verhofstadt, al trono della presidenza della Commissione Ue.  Scranno oggi occupato da Manuel Barroso. Ma chi è Guy Verhofstadt per aspirare a tantoCapirlo è essenziale, se è vero il detto della premessa: "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!".

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     Chi è Guy Verhofstadt?                                                                                            

    Già 47° Primo Ministro del Belgio, dal 1999 al 2008, il complesso e misterioso personaggio è stato anche presidente del Consiglio europeoPer comprendere meglio lo spessore e il profilo del candidato, capace di attirare e sé così tanti consensi, è utile andare a ripercorrere i suoi trascorsi, e specie i discorsi pronunciati in occasioni solenni, all'interno dei luoghi simbolo delle istituzioni europee.  Analizzando attentamente alcune delle sue più celebri ed eloquenti "dichiarazioni" si scopre davvero un universo per molti ignoto. Nell'estate del 2012, mente Mario Monti si apprestava a dettare le sue ricette europeiste per "curare l'Italia" (cioè svenderla per salvare la moneta imperiale) Verhofstadt dichiarava tutto il suo amore per la stessa moneta unica, "avvertendo" la Commissione Ue del fatto che avrebbe rischiato di perdere il sostegno del Parlamento europeo se non avesse prodotto in tempi brevi un piano per salvare l'Euro, rifacendosi al modello federale di altre realtà mondializzate"Affermare strenuamente che non abbiamo nulla da imparare – dichiarò – equivale a non capire qual é il punto. Immaginare che l'Unione europea non abbia nulla da imparare dagli Stati Uniti, dal Giappone, dal Brasile o dal Canada è chiaramente sbagliato" (vedi qui – Verhofstadt a Barroso sul G20).

     Federazioni compiute con una moneta unica                                                  

    "Questi paesi sono federazioni compiute con una moneta unica, una sola politica economica, un'unica politica di bilancio e un unico mercato obbligazionario. L'Unione ha ancora molto da imparare in questo campo così come alcuni dei suoi leaders (…) È solo attraverso un profondo cambiamento di rotta nell'evoluzione dell'Unione che riusciremo a superare la crisi" (vedi qui – Verhofstadt a Barroso sul G20). In un altro articolo, pubblicato nello stesso periodo,  dichiarò ancora: "solo un salto in avanti politico in direzione di un'unione federale tra cui un mercato obbligazionario comune può salvare l'euro. Tuttavia, i vari vertici europei hanno dimostrato che i leader politici nazionali non sono in grado di giungere ad un comune piano atto a salvare l' euro". E ancora: "Ora, è responsabilità della Commissione europea di Barroso definire un pacchetto globale e completo sul tavolo europeo, proteso all''istituzione di un Fondo europeo di redenzione collettiva (Redemption Found – ovviamente a debito dei cittadini europei) con una dimensione stimata di 2,3 miliardi di euro, come richiesto dal Parlamento europeo nella sua risoluzione sulla crisi durante la sua ultima sessione di luglio (dichiarazione ANSA, estate – 2012)".

     I pezzi di maggior pregio – Bruxelles 2000 / Varsavia 2001                       

    Ma i pezzi di scuola europeista di maggior "pregio" Verhofstadt li ha regalati il 21 settembre del 2000, a Bruxelles, presso il think tank EPC ("European Policy Centre: an indipendent think tank, at the cutting edge of EU affairs" ovvero "centro di pensiero indipendente all'avanguardia sugli affari europei" – come ama definirsi sulla home page del suo sito: vedi qui  EPC – European Policy Centre – Independent think tank) e il 17 Ottobre del 2001, a Varsavia, a poco più di un mese dall'attentato alle Twin Towers di New York.

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     Verso l'abolizione delle sovranità nazionali – Bruxelles 2000                   

    Il 21 settembre del 2000,  Verhofstadt – allora primo ministro belga – descrisse candidamente il sotterfugio adottato per giungere all'impostazione embrionale dell'UE (vedi in allegato il discorso integrale in lingua inglese dal sito dell' CVCE: "Speech by Guy Verhofstadt at the European Policy Centre on September 21, 2000" – http://www.cvce.eu/content/publication.). "Con la CECA (Comunità Europea Carbone e Acciaio– leggiamo, traducendo dall'inglese – i semi dell'Unione europea di oggi sono stati seminati (in effetti, come ribadito in diversi articoli, la CECA servì sostanzialmente a commissariare ed accentrare il carbone e l'acciaio: elementi essenziali all'industria pesante, che vennero sottratti alla libera gestione delle nazioni e dei popoli europei – vedi qui Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall’UE!). "E 'stato l'impulso iniziale allo sviluppo di un approccio comunitario – continua il politico – ad aver forgiato passo dopo passo l'integrazione europea, unendo e talvolta anche abolendo la sovranità nazionale in un approccio comune".

     Varsavia 2001 – A qualche giorno dalla tragedia dell'11 Settembre          

    Ma la perla più rara, quanto a  megalomania e spirito assolutizzante, è quella regalata all'umanità il 17 Ottobre del 2001, dinanzi alla platea polacca del "Colleggio d'Europa" e dinanzi a cittadini europei scossi per "l'attacco terroristico" (fu spacciato come tale) di New York. Il titolo dell'intervento fu già tutto un programma: "Il Nuovo Ordine Mondiale dopo l'11 Settembre" (vedi qui l'originale in PDF https://www.coleurope.eu/speeches – "The New World Order since 11 September" – Speech by Guy Verhofstadt , Prime Minister of Belgium at the opening of the academic year at the College of Europe, Natolin (Warsaw) campus 23 October 2001 del quale vi riproponiamo, di seguito, i passaggi più inquietanti e disarmanti).

     Discorso sul Nuovo Ordine Mondiale dopo l'11 Settembre                         

    "Signor Rettore , Signor Vice Rettore , Ospiti , Signore e Signori (…) in questa speciale cerimonia che segna l'inizio dell'anno accademico nella capitale del più grande dei 12 paesi europei con i quali l'Unione europea sta attualmente negoziando l'adesione . (…) Ho scelto di intitolare il mio intervento : " Il Nuovo Ordine Mondiale dopo l'11 settembre ", e ciò ad appena sei settimane dagli attacchi terroristici contro il World Trade Center di New York e il Pentagono a Washington (…). Questi attacchi – esordì Verhofstadt – sono stati i primi massacri ad essere mai stati trasmessi dal vivo e per intero in televisione. E 'difficile razionalizzare tali eventi di massa, ma l'unica cosa che veramente colpisce è il contrasto evidente tra il piccolo numero di attaccanti e l'enorme impatto delle loro azioni (…)." Poi ovviamente emerse la verità sugli attacchi e sulla reale identità dei mandanti degli stessi. Una verità ben diversa da quella dipinta da Verhofstadt  (vedi qui 11/9 – Oltre il Sonno della Menzogna e l’Ira del Nemico e qui 11/9 – Nessun aereo contro le torri gemelle? Lo dicono la Boeing e numerosi piloti).

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     Gli attacchi e il Grande Bluff                                                                                  

    "Gli attentati dell'11 Settembre – sostenne ancora – possono legittimamente essere descritti come attacchi militari. Sei o sette mila persone, tutti civili, sono morti nel giro di 90 minuti a New York e a Washington , nel cuore degli Stati Uniti. Nessun generale americano o un politico – aggiunse a torto… – avrebbe osato suggerire una tale operazione militare prima dell'11 settembre. In precedenza avremmo pensato che solo un'altra superpotenza, l'Unione Sovietica prima del 1989 o forse la Cina nel giro di poche generazioni, sarebbero stati in grado di minacciare gli Stati Uniti". Smentiamo tale ricostruzione storica, ricordando ai nostri lettori che la stessa Guerra Fredda, fu un grande bluff, come ci ricorda Auriti in "Il Danaro: Dio o Mammona?" (vedi qui Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale)".

     La legittimazione della "cura democratica" degli USA                                  

    "Ma nullaasserì l'europeista Verhofstadt  potrebbe essere più lontano dalla verità. Ci sono voluti solo 40 uomini, una dozzina dei quali erano pronti a soddisfare la loro morte. Certo, erano fanatici… (…) Se fossero qui in questa stanza oggi, probabilmente, non si distinguerebbero dal resto di noi… Quaranta uomini e un leader del male, Osama bin Laden" (?)". Beh, un cosa è certa, un leader del male ci fu davvero, Verhofstadt qualcosa di giusto, suo malgrado, la disse, ma il suo nome è ed era ben più altisonante. Non trovate? (…) "Ma saremo in grado di catturare i terroristi-talebani?" Non saremo obbligati a dar loro la caccia per anni a venire? Dovremo sopportare diversi anni di una maggiore vigilanza?" domandò in un altro passaggio successivo l'europeista, legittimando evidentemente le "missioni di pace democratiche" degli Usa, che di lì a poco avrebbero ancor di più travolto il pianeta.

    europeismo - federalismo - nuovo ordine mondiale - commonwealth - europee 2014

     "Terrorismo" e Delegittimazione degli stati-nazione                                     

    Ma ecco giungere subito dopo, puntuale, la sua marzulliana auto-risposta al fine di legittimare lo status quo del nuovo ordine – sorretto dall'alibi del terrorismo – e delegittimare sempre più il senso ed il ruolo degli stati nazionali: "Qualunque sia l'esito del conflitto in corso – continuò Verhofstadt – dovremo affrontare le conseguenze degli attentati perpetrati a New York e Washington. I confini nazionali continuano a diventare sempre meno rilevanti. (…) Gli stati deboli o impoveriti possono facilmente diventare basi per o addirittura cadere nelle mani degli estremisti e delle organizzazioni terroristiche".

     Legittimazione di uno stato di polizia                                                                  

    "Come risultato – concluse –  abbiamo bisogno di stabilire una rete di polizia e di intelligence in alcuni paesi, attraverso la quale essi saranno meglio informati di ciò che sta accadendo rispetto alle autorità locali. Gli eventi dell'11 settembre hanno reso la questione della polizia e della sicurezza interna una questione politica urgente per il mondo intero". Alla luce di queste chiarissime affermazioni forse qualcuno inizierà a comprendere meglio un'altra sfaccettatura dell'espressione "europeismo", dando ad esso un significato più disincantato e realistico.

     Le Primavere di Verhofstadt                                                                                   

    "La stessa logica si applica agli affari militari. (…) Dopo l'ultima guerra condotta contro Saddam Hussein, il mondo – osservò – ha avuto a che fare con guerre intra-nazionali eccessivamente complesse,  dal Ruanda (…) alla Jugoslavia. Ora il nemico ha colpito con estrema violenza il cuore delle due città in Occidente (New York e Washington). Questo nemico – continuò – non rispetta i confini nazionali, e non ha nemmeno il coraggio di rivendicare la responsabilità per le proprie azioni…".

     Il disegno dietro l'attacco all'Iraq                                                                          

    Prima di continuare rarebbe interessante guardare il seguente video nel quale, in una intervista, Saddam Hussein spiega a Bruno Vespa i magheggi imperialistici dell'Occidente e i diktat del "Nuovo Ordine Mondiale" targato Usa-Nato-Israele. (vedi qui in basso). "Questo tipo di conflitto – continuò il pupillo del gruppo ALDE e dei federalisti-europeisti – richiede sempre l'impegno di piccole unità militari che combinano flessibilità ad elevata mobilità". L'ovvio riferimento è alle cosiddette "Missioni di Pace" di Usa, Nato e alleati. Chiaro!

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Necessario ruolo dell'UE nel nuovo disordine mondiale                           

    "La prima importante conclusione che possiamo trarre in questo contesto  – asserì –  è che nessuno può semplicemente ignorare ciò che sta accadendo nel resto del mondo. Questa è certamente una lezione per gli Stati Uniti che negli ultimi tempi hanno mostrato segni di voler andare da soli, prersentando una visione più introspettiva…. Eppure – aggiunge provvidenzialmente – era George Bush padre che nel 1991, due anni dopo la caduta del muro di Berlino e poco dopo la vittoria contro Saddam Hussein ha lanciato un appello per un Nuovo Ordine Mondiale (…) Un Nuovo Ordine Mondiale costruito o protetto con soli Stati Uniti si è rivelata un'illusione..". Quindi questo nuovo dis-ordine mondiale evidentemente nella visione del politico europeista si sarebbe dovuto realizzare con l'aiuto della stessa colonia sionista ed anglo-americana denominata UE…. 

    europeismo - federalismo - nuovo ordine mondiale - commonwealth - europee 2014

     Necessità del nuovo Ordine mondiale e leadership USA                             

    "Eppureriprese – ora abbiamo bisogno di un Nuovo Ordine Mondiale più che mai! Un ordine mondiale in cui la leadership americana rimarrà ovviamente un elemento chiave, se non altro perché rimarrà l'unico paese con una forza militare globale fino al momento in cui l'Europa svilupperà una capacità di difesa (unica) propria (vedi qui Difesa Europea Unica – e qui Eurogendfor: l’esercito comune Ue contro i disperati ). Ma gli altri continenti e in particolare l'Europa – ribadì – devono dare un contributo importante alla costruzione di questo Nuovo Ordine Mondiale. (…) Nessuno – meno di tutti l'Unione europea – vuole vedere una continuazione degli eventi recenti, in cui i paesi più poveri in Africa, America Latina e nei Balcani sono stati dilaniati e diventare un rifugio per i criminali e pirati moderni capaci di colpire in qualunque modo essi scelgono, dove e quando vogliono". Sarebbe interessante – col senno di poi – chiedere a Verhofstadt, come giudicherebbe oggi, a telecamere spente, gli effetti disumani degli embarghi UE contro Siria e Iran (vedi qui ONU, Siria, Iran – Tra Diplomazia e Doppiopesismo e qui Bruxelles Affama Teheran – Nuova Stretta ).

    Siria, Ribelli Massacrano Civili Curdi. Gli “Amici della Siria” Tacciono! Vergogna UE

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    Martedì, Agosto 6th/ 2013 

     

     

     

     Non populismo, ma solo Antieuropeismo consapevole!                             

    Ma – ci chiediamo – Verhofstadt ha reale contezza della gravità di quel che dice? Conosce i veri mandanti delle guerre nel mondo? (vedi qui – Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman); Conosce le dinamiche perverse ingenerate dal mondialismo attraverso organizzazioni sovversive e filo-Usa come Otpor, ed il loro ruolo nel fomentare le falsissime "rivoluzioni arabe" e le altrettanto false ed abominevoli "rivoluzioni colorate" in tutto il mondo? (vedi qui – Un Inganno Chiamato “Primavera Araba” – Seconda Parte ). Beh crediamo proprio di si! Ed è proprio questo che ci inquieta, spingendoci a gridare il nostro convinto, profondo e consapevole "antieuropeismo". E' questo dunque l'uomo che dovrebbe e potrebbe essere presto chiamato alla guida della Commissione europea e che meglio incarna il "nobile e pacifico" sentimento europeista, del quale si va predicando? Beh, evidentemente si, almeno per i profeti degli Stati Uniti d'Europa. (continua…)

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al pubblico dibattito – infounicz.europa@gmail.com

     Appendice 1 – Lenin e Stalin hanno fatto scuola                                     

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    (Da "Quieuropa" del 20/12/2012 – di Sergio Basile) D'altra parte si chiamavano "Commissioni" e "Commissari" le stesse strutture totalitarie di contollo ideate da Lenin durante il primo governo rivoluzionario russo. Anche all'ora, come oggi nell'Ue, i suddetti commissari non venivano assolutamente eletti, ma nominati dall'alto. Da una strettissima cerchia di oligarchi. In tal modello analogie anche tra Europarlamento e Duma: entrambi – a quanto pare – organi di facciata, protesi a garantire lo status quo e ad eludere le masse, fornendo interpretazioni fantasiose su fatti gravissimi e cruenti come l'attuale crisi dell'euro e della moneta-debito. La moneta imperiale. Se così non fosse davvero non ci spieghiamo come possa resistere ancora il regime delle private e plurindagate agenzie di rating in Europa; e come la frottola dello spread continui a mietere vittime tra l'indifferenza generale. Per tacere sul credit crunch e sulle politiche della Bce e di Basilea 3: altra grande analogie copiata questa volta dal vecchio Stalin. Il primo – guardacaso – a privatizzare la Banca Centrale dell'Unione Sovietica (Gosbank), sottraendola al controllo del popolo: l'origine di tutti gli imbrogli dell'economia moderna.

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     Link, Video e Articoli allegati                                                            

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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     PDF – Discorso di Guy Verhofstadt – Bruxelles 21/9/2000 EPC      

    http://www.cvce.eu/content/publication

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     PDF – Discorso di Guy Verhofstadt – Varsavia 23/10/2001                 iscorso di Guy Verhofstadt – Bruxelles 21/9/2000 EPC      

    Discorso sul Nuovo Ordine Mondiale del 23/10/2001 – https://www.coleurope.eu/speeches

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Libia e “Democrazia” – Terribile Massacro di Civili a Bani Walid. Disperato S.O.S.

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    Lunedì, Agosto 12th/ 2013 – di  S.P._Redazione Qui Europa – Nuovo Ordine Mondiale, Libia, Bani Walid, Integralismo islamico, Integralisti islamici, Fratelli Mussulmani, Bengasi, Gheddafi, Misurata, Tripoli, USA, Canada, Gran Bretagna, Ambasciate Europee, Diniego visti d'ingresso, Il Calvario del povero Aiman Abdel  Libia e "Democrazia" – Terribile Massacro di Civili a Bani Walid. Disperato S.O.S.  Bande […]

    Siria, Ribelli Massacrano Civili Curdi. Gli “Amici della Siria” Tacciono! Vergogna UE

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  • Svelato il trucco di Bruxelles per tener fuori dai piedi gli scocciatori alle prossime europee

    Svelato il trucco di Bruxelles per tener fuori dai piedi gli scocciatori alle prossime europee

    Mercoledì,  Aprile 23rd/ 2014

     – di Vincenzo Mannello e Sergio Basile –

    Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa 

    Europee 2014, Vincenzo Mannello, Sergio Basile, iniziativa di libero confronto, pensa e scrivi di Quieuropa, zappingduepuntozero, Lega, M5S, dissenzo controllato, Jacque Delors, Giancarlo Loquenzi, dissenzo controllato, formazione dei gruppi alle europee, il trucco di Bruxelles 

    Lo show europeista di Zappingduepuntozero

    Svelato il trucco di Bruxelles per tener fuori dai piedi gli

    scocciatori alle prossime europee

     

    di Vincenzo Mannello e Sergio Basile

    Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

    Europee 2014

     Continua la battaglia RAI per affermare la fede europeista                        

    Roma, Milano – di Vincenzo Mannello e Sergio Basile –  Un'altra medaglia è stata portata a casa da RadioTiranauno Rai nella battaglia per l'UEismo continentale. Ieri sera, a Zappingduepuntozero – è andata in onda una "divertentissima" puntata su "populismo e giro elettorale sulle prossime elezioni europee" e  – come prevedibile – ne abbiamo viste, anzi sentite, davvero delle belle. Dotte citazioni ed analisi di professoroni nella prima parte. Si parte da Le Pen padre, a Chávez all'estrema destra omosessuale, giungendo a Marine Le Pen (figlia) in Francia, Alba Dorata in Grecia e Jobbik in Ungheria. Tutti inseriti a torto o a ragione, nel medesimo calderone. Ma il bello deve ancora venire!

     Il trucco di Bruxelles per tener fuori dai piedi gli scocciatori                      

    La ciliegina sulla torta la offre un "professore" dell'europeismo che – suo malgrado – afferma (gap o strategia voluta chissà…) una verità indicibile: rivela che il sistema elettorale messo su dall'UEismo al potere terrà fuori dal parlamento milioni di cosiddetti "euroscettici" con un trucco da magliari: per far gruppo occorrerà avere rappresentanti in 7 nazioni, quindi europeisti "euroscettici" per convenienza, popolari e socialisti potranno stare tranquilli. Meno evidentemente gli altri, i cosiddetti "populisti" meno organizzati e irregimentati dei primi. Anche Jacques Delors potrà stare tranquillo: uno dei padri nobili dell'Europa unita che in tempi non sospetti dichiarò con molta nonchalance che in Europa si doveva ridurre il grado di "democrazia", in quanto ve ne era troppa! (vedi qui – Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall’UE!). Male – quello della partecipazione pubblica – da estirpare e "commissionare" a suon di leggi e leggine élitariste e tecnocratiche. Ma poi, a pensarci bene.. la Democrazia cos'è davvero? Cosa è stata negli ultimi secoli, almeno dal 1789 ad oggi? Beh, basta leggere i libri di storia non "politically correct" per capirlo e far svanire i dubbi residui! (vedi qui – Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la storia…)

     Il vero vincitore che i "critici" non vedono…                                                    


    Nessun cenno – ovviamente – è stato fatto nei confronti del probabile – probabilissimo, per usare un eufemismo – trionfo dell'astensionismo: il "signor astensionismo", proprio lui, il già grande vincitore nel 2009 con il 57% dei non votiPer il solito ed inimitabile Giancarlo Loquenzi (conduttore di sicura fede UEista) questo è tuttavia un dettaglio insignificante che mai ha posto ai propri ospiti: uomini di fiducia rigorosamente scelti tra i rappresentanti del regimeInfatti, mai una volta neppure per sbaglio, pur reclamizzando un numero di telefono accessibile al "vasto pubblico" e disponibile per l'invio di "democratici" sms, si è potuta ascoltare una critica al contenuto ed alla conduzione della trasmissione, fuori dal coro. Non lo trovate un pochino strano? Ma giusto un pò! Anche statisticamente parlando, se la matematica non è un'opinione!

    Europee 2014

     Il Servizio Pubblico che non c'è e lo Zapping europeista                              

    Il sottoscritto (Mannello) d'altronde – facile all'invio e colpito da sindrome sms – ha fatto presente che, parlando di populismo, la cosa più saggia e democratica sarebbe stata quella di ascoltarne almeno uno dei cosiddetti dissenzienti. O No? Bah che illuso! D'altra parte pensare ancora ad un sistema radio-televisivo libero è da illusi… lo sappiamo bene! Eppure, in Europa di anti-europeisti ce ne sono a milioni, può essere che solo in Italia Loquenzi non ne riesca a troviare neppure uno? Vada su internet dunque! Si informi ed eviti questi patetici spettacoli! Le testate giornalistiche indipendenti ospitano tutti e tutto. Ma zappingduepuntozero lo compie il nobile servizio dello "zapping pubblico"? Beh scusate la battuta, ma ci viene spontanea: Pubblico no di sicuro,"servizio" all'UEismo si. E' evidente! Tanto evidente da meritare la "medaglia di latta" per il coraggio dimostrato eliminando in un sol colpo la maggioranza degli europei astensionisti ed "euroscettici sul serio"… o anti-europeisti che dir si voglia.

     I dissenzienti utili al sistema                                                                                   

    Da notare, inoltre, come i politici intervistati in studio, che potrebbero assumere posizioni "antieuro" (Lega e M5S) non rappresentino (per loro stessa ammissione) il "populismo" e l'astensionismo di cui sopra. Essi rientrano evidentemente in quella schiera di dissenzienti controllati che tornano ben utili allo stesso sistema tenuto in piedi dalla tecnocrazia di Bruxelles al fine di dare una parvenza di "democrazia" alla baraccaInfatti essi fanno parte della partitocrazia parlamentare e come tale godono del privilegio di poter parlare a RadioTiranauno. Non ve ne eravate accorti? Schieramenti capaci addirittura di parlar male – a tratti – dell'euro (moneta transitoria e di momentaneo dominio…. propedeutica a nuove forme di emissione debitocratiche di moneta: vedi moneta unica mondiale, lira emessa a debito o moneta elettronica… vedi qui – Expo 2015: palcoscenico per la Moneta Unica Mondiale?) ma mai, davvero mai, capaci di spingere i propri elettori a tirarsi fuori dall'eurobaraccone. Mai capaci di parlare di alternativa all'UE e di signoraggio o usurocrazia da "moneta-debito". Forse sarebbe utile per Loquenzi & Co, studiare o quantomeno leggere qualche libro del professor Giacinto Auriti. Iniziando magari da questo scritto – e contestuali allegati – che volentieri segnialiamo (vedi qui – Dalla Nuova Torre di Babele al Tempo della Grande Speranza – 7 ).

    Vincenzo Mannello / Sergio Basile / Redazione Qui Europa

    Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

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    Lunedì, Marzo 24th/ 2014 – di Sergio Basile  – Italia,  Matteo Renzi, consiglio europeo, Bruxelles, Pier Carlo Padoan, Herman Van Rompuy, Manuel Barroso, Unione europea, vincolo del 3%, Patto di stabilità, impossibilità della crescita, Commission eeuropea, riformeliberiste, privatizzazioni indotte, Distruzione dell'economia italiana, vicolo cieco, Pie Carlo Padoan, Pensioni e forze armate, tagli e nuove privatizzazioni, Poste Italiane, […]

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

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    Mercoledì, Marzo 19th/ 2014 – di Sergio Basile –  Germania, Italia, Consulta Tedesca, Trattato di Maastricht, Patto di Stabilità, Consulta tedesca, esattori per conto dello Stato, Eurozona, Euro Gabbia, Angela Merkel, Matteo Renzi, Romani Prodi, Mario Draghi, Privatizzazione della Banca d'Italia, SAcco del Britannia, Mani Pulite, George Soros, MIlena Gabanelli  MES, Britannia & Co – Quel […]

    Italicum – Strada Spianata all’Anarchismo Politico Made in Usa

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    Giovedì, Marzo 13th/ 2014 – di C.Alessandro Mauceri  / Redazione Quieuropa –  “Italicum”, “Bastardellum”, Giuseppe Civati, “Mezzitalicum”, Luigi Di Maio, “Pregiudicatellum”, Porcellum, Costituzione, Corte Costituzionale, Homo Politicus, C.Alessandro Mauceri, in violazione agli articoli 3 e 48 della Costituzione, Giovanni Sartori, Luigi Di Maio  Italicum – Strada Spianata all'anarchismo politico Made in Usa Una nuova legge […]

    Show in Syracuse – Renzi, il Duce, Forza Nuova e Grillo

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    Venerdì, Marzo 7th/ 2014 – Vincenzo Mannello –  Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Show in Syracuse, Vincenzo Mannello, Siracusa, Matteo Renzi, Striscioni obamiani, Istituto Scolastico Raiti, I have a dream, Ovra, Forza Nuova, M5S, Proteste, Camicie nere  Show in Syracuse – Renzi, il Duce, Forza Nuova e Grillo… Che confusione! Istituto Raiti: "Clap […]

    P2, Promesse Renziane e Inganno del Rapporto Debito/Pil

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    Giovedì, Marzo 6th/ 2014 – di Sergio Basile  – Governo Renzi, Matteo Renzi, Ministro Padoan, Siracura, Bruxelles, Ue, Olli Rehn, Debito pubblico italiano, inganno del rapporto debito/Pil, Maastricht, L'Italia è il paese che paga più tasse al mondo, Programma massonico della P2, Piano di Rinascita Democratica della P2, Studenti a Siracura e propaganda renziana,  Jobs Act […]

    Saremo a Sovranità Limitata, fino a quando avremo un Debito così alto… Praticamente per sempre

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    Domenica, Febbraio 23rd/ 2014 – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Governo Renzi, Ministri, Nuova Squadra, Berlusconi, “seconda repubblica”, Renzi, Mani Pulite, Monti, Letta, Ledeen, "New York Post", USA, Israele, Arabia Saudita, Yoram Gutgeld, Marco Carrai, Marco Bernabè, Ugo Sposetti, Massimo D'Alema, Morgan Stanley, Davide Serra, Fedele Confalonieri, Albert Nagel, Diego Della Valle, Vittorio […]

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    Stratagemmi Democratici e Patetiche Lezioni

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    Martedì,  Ottobre 29th/ 2013 – di Arturo Pegorari e Sergio Basile – Italia, Politica, Roma, elettorato attivo, dittatura, Matteo Renzi, Governo tecnico, larghe intese, Arturo Pegorari, Sergio Basile, Sacco del Britannia, Leopolda, ENI, Enrico Mattei, Casta, Falsi dissidenti, Tancredi, milla rivoluzionari, Decreto carli-Amato, privatizzazione della Banca d'Italia, Mario Monti, Giorgio Napolitano, Enrico Letta  Stratagemmi Democratici e Patetiche […]

  • Show in Syracuse – Renzi, il Duce, Forza Nuova e Grillo

    Show in Syracuse – Renzi, il Duce, Forza Nuova e Grillo

    Venerdì, Marzo 7th/ 2014

    – Vincenzo Mannello – 

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    Show in Syracuse, Vincenzo Mannello, Siracusa, Matteo Renzi, Striscioni obamiani, Istituto Scolastico Raiti, I have a dream, Ovra, Forza Nuova, M5S, Proteste, Camicie nere 

    Show in Syracuse – Renzi, il Duce, Forza Nuova

    e Grillo… Che confusione!

    Istituto Raiti: "Clap and jump" per Renzi e striscioni

    obamiani?

    Video in allegato: Renzi contestato a Siracusa

     

    di Vincenzo Mannello

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    Renzi a Siracusa

     A Siracusa arriva il direttore                                                                                    

    Siracusa – di Vincenzo Mannello – Ho aspettato alcune ore per metabolizzare i fatti ed i commenti relativi alla "visita" di Renzi agli studenti di Siracusa. Infatti l'evento, peraltro successivo a qualcosa di simile accaduto a Catania con quella di Napolitano, mi ha provocato un turbinio di ricordi d'infanzia e di "reimmaginazioni" storiche tali che ho dovuto rimettere ordine partendo dai fatti. La certezza, documentata in tutte le salse: Matteo Renzi, ultimo "uomo della provvidenza" in carica, giunge a Siracusa per "visitare" la scuola Raiti. Lo attendono, oltre autorità ,media e codazzi vari, circa 800 pargoli e pargoletti (tra asilo,elementari e medie) con i loro grembiulini e magliette multislogan perfettamente in ordine; con assistenti ed insegnanti pronti a disciplinare le coorti nei movimenti sia fisici sia canori (non mancava un folcloristico gruppo musicale in costume siculo con tanto di zufoli); tra domande dei più piccoli al limite della incoscienza ("perché hai fatto questo lavoro ?") striscioni obamiani globalizzanti  ("i have a dream") e palloncini volanti, il premier (rigorosamente in inglese, prego) ha pure goduto di un omaggio non concesso neppure a Napolitano : "Clap and jump" per Renzi (volgarmente tradotto in "arriva il direttore") è il canto di gioia che è risuonato per tutta Siracusa al momento dell'arrivo.

     Un tuffo nel passato…                                                                                               

    Discorsi e risposte del putto fiorentino rigorosamente in linea con la sua storia e con le promesse di cambiamento. All'uscita una cinquantina (cifra in verità molto deprimente vista la coalizione di protestanti) di appartenenti al Movimento 5 Stelle, ai disoccupati, ai precari e con la presenza di Forza Nuova ha contestato sonoramente Renzi… senza creargli alcun problema. I miei ricordi infantili (non so quanto possano fregare a chi legge ma forse sono utili per creare un paragone): dato che non c'ero (sono nato nel 1949) mia nonna materna, insegnante nel "ventennio", mi illustrava ove, a Messina, nella splendida piazza della Fiera di Massassina, a mare, sbarcò Mussolini tra una marea di gente entusiasta con, in prima fila, legioni di "figli della lupa, balilla e giovani italiani". Tra i quali, altrettanto in visibilio, partecipavano mia madre e mia zia con movimenti di gruppo degni del più geometrico disegno di massa, canzoni ed inni patriottici collegati a slogan sull'ineluttabilità del trionfo del Fascismo e del suo Duce.

     Accoglienza trionfale costruita?                                                                            

    Poi, rendendomi conto della sproporzione storica esistente tra i due personaggi, mi sono risaliti a galla ricordi più pertinenti, del mio asilo e della scuola elementare. Già, è vero, quando entrava il direttore ci trovava tutti in piedi e, con il sostegno degli insegnanti, rispondevamo alle sue domande dopo averlo accolto cantando la nota filastrocca, con tanto timore e reverenza. Ma i tempi cambiano. Forse alla visita di Renzi potrei associare quella di un "Provveditore agli studi" dell'epoca. Tutti in cortile, con i grembiuli in ordine, allineati e coperti….a cantare "il Piave mormorò…". Ricordo l'entusiasmo che pervase noi ancora imberbi: saremmo stati pronti a partire per difendere la Patria. Ovviamente oggi dubito che il Provveditore lo avremmo ritrovato al fronte. Oddio, siccome mi reputo persona (parzialmente) corretta una considerazione la evidenzio subito: sotto la bieca dittatura nessuno si era o si sarebbe permesso di contestare il Duce. Non ho mai capito, trattandosi peraltro di Messina e Sicilia ed avendo analizzato lo sbarco del 1943, se ogni dissenso fosse impossibile causa Ovra (il Kgb alla matriciana) oppure perché tutti si dichiaravano entusiasticamente fascisti. Fatto sta che Renzi ha realmente goduto di una accoglienza trionfale, almeno a scuola. Costruita o meno, "non lo so"….

     Acume politico che viaggia al contrario…                                                         

    Può davvero essere che la Raiti sia un istituto modello, con insegnanti ed alunni di lingua statunitense. Con ugole canterine di primo livello e con acume politico che viaggia al contrario….dai bimbi agli insegnanti. Pertanto Renzi può legittimamente prendere le distanze dalle vecchie cerimonie di regimele "camicie nere" erano fuori, addirittura in simbiosi con i populisti dall'antipolitica grillina. Signori, questa è democrazia : popolare, costituzionale ed antifascista.

    di Vincenzo Mannello

    Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

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