Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street / Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital / Qui Europa / Sergio Basile / Super computer / Operazioni short / operazioni Over-nigth / Liberismo / Anarco capitalismo
Dall'Europa a Wall Street, l'egemonia del
lobbismo e l'economia della truffa
Il Caso Knight Capital e le "Menzogne" dei
profeti del dio-Mercato
Cosa fare nel concreto? Lo spunto di Galbraith e
l'appello di "Qui Europa"
New York, Bruxelles – Mentre l'Europa continua ad essere vessata dai diktat dei mercati, del rating e del debito illegale, oltreoceano, a New York, altri paradossi finanziari si susseguono di giorno in giorno. Segno di come questo modello capitalistico sia ormai "globalmente" fuori controllo e suscettibile di immediate "rivoluzionarie" misure correttive. In particolare, nella settimana appena conclusasi nel tempio mondiale della finanza per antonomasia, Wall Street, ha tenuto banco il caso della Knight Capital, società affondata nel vortice della speculazione elettronica e nel mare burrascoso del trading. Ciò, proprio nell'ambito dell'inaugurazione da parte del New York Stock Exchangedi una nuova "piattaforma di scambio"esclusa alle grandi-movimentazioni e protesa a proteggere – solo in teoria – i piccoli risparmiatori dalla speculazione dei super-compures.
Knight Capital – Quando la volpe cade nella sua stessa trappola
In pratica è accaduto che la Knight Capital, pur di continuare a speculare anche in questo nuovo "limitatoorticello del trading" ha bluffato, modificando i codici dei propri programmi, al fine di anticipare gli altri concorrenti specialisti del “Flash Trading” (contrattazioni lampo che avvengono in frazioni di secondo). Dunque, per farla breve, questa volta qualcosa non avrebbe funzionato a dovere, ed ecco che la volpe è finita inconsapevolmente col diventare la preda del sistema, trovandosi costretta a vendere milioni di titoli acquistati erroneamente, e subendo una imprevedibile perdita pari a 440 milioni di dollari in un solo giorno.
L'economia dell'azzardo e della truffa
Questa grave vicenda ha riacceso i riflettori di "Qui Europa" sul rapporto bizzarro oggi esistente tra economia, finanza e società civile, partendo dalla constatazione che il 50/70% delle contrattazioni nelle principali piazze finanziarie è di fatto controllato da “traders specializzati” muniti di super-computer. Speculatori artefici di un'economia dell'azzardo che devasta l’economia reale. In questo mare scuro e burrascoso un "potente e luminoso faro" che ci aiuta a ritrovare la via ed a comprendere il reale rapporto "malato" che lega il comune cittadino alla moderna società capitalistica, è senza'altro “L’economia della truffa” di John Kenneth Galbraith. L'autore si chiede: può una truffa essere innocente? Può l’innocenza essere disonesta? E’ questo l'interrogativo, il filo conduttore dell'opera che offre scenari di preziosa riflessione sui paradossi del nostro tempo e sulle priorità "economico-sociali" da rivoluzionare, al fine di potersi considerare davvero cittadini, ovvero membri attivi di una società civile e giusta.
Gli aspetti ambigui del cosiddetto "Mercato"
La disquisizione di Galbraith, in particolare, gioca sul sottile ed ambiguo filo del significato letterale delle parole, che nella moderna società capitalistica vengono spesso alterate o deformate, divenendo strumenti impropri di condizionamento e "conversione di massa" abilmente veicolati dai media di regime. L'autore, in tal senso, nota innanzitutto come il nuovo nome attribuito al sistema socio-economico moderno (monopolizzato dalle lobby) non sia più "capitalismo", ma bensì "mercato": termine "alternativo" al primo e molto più digeribile, più accettabile, meno ingombrante. Una sorta di "alternativa benevola al capitalismo" frutto di pura cosmesi terminologica. Termine che tuttavia, nella sostanza, non muta il concetto di base e l'immagine di una società completamente asservita alla logica delle lobbies, della produzione. Un modello socio-economico dominato dai privati, capace abilmente di manipolare la domanda e di controllarla; ma capace anche di tirare le fila della stessa finanza, finanziarizzando l'economia attraverso veri e propri golpe democratici tendenti a ridimensionare il ruolo ed i diritti degli stessi cittadini, a tutto vantaggio di una stretta élite ( o loggia ) di privati.
Il predominio del lobbismo privato
Lo spunto di Galbraith ci aiuta a capire come alla radice dei mali ci sia – dunque – il predominio anarchico del lobbismo privato sulla politica e sulla società: meri esecutori delle decisioni prese all'interno di gruppi di potere più o meno occulti o di Cda di grandi multinazionali. Un asservimento, questo, che attutisce e spesso annienta sia i "valori" di una comunità (religiosi, etici, statali e giuridici) sia la "morale". Tutto in nome del dio danaro. Allora comprendiamo perchè leggi assurde continuano a seminare ingiustizia ed iniquità, negli Usa come in Europa ed in Asia: vedi depenalizzazione del falso in bilancio; predominio assoluto delle agenzie di rating sulla sovranità nazionale degli stati (vedi Eurozona); inesistenza, a livello internazionale, di precise regole che colpiscano le speculazioni finanziarie, le operazioni off-shire, le operazioni in derivati, ecc.. Ciò nonostante gli abili ed avidi profeti di questa nuova forma di religione pagana (gli adoratori del dio mercato: liberisti; neo-liberisti, anarco-capitalisti e turbo-capitalisti) attribuiscano gli sfaceli da essi stessi cagionati, allo stato istituzione o al fallimento dei più antichi e sacri valori morali, spirituali e culturali: eredità più antica, fondante e preziosa delle stesse comunità sociali occidentali, e non solo.
Il Nuovo Totalitarismo imperialistico dei "mercati"
Essi, oggi, sono gli stessi che auspicano il predominio totalitaristico del mercato sugli investimenti un tempo spettanti agli stati (vedi concepimento in ambito comunitario, da parte dell'Ue, dei "project bond") o la stessa creazione di un super-stato europeo, accentratore e liberticida: vedi MES e Stati Uniti d'Europa, proteso ad annientare gli stati nazionali e ad omologare culture, usi e costumi in un unico minestrone "mondialista". Tali falsi profeti sono gli stessi che difendono con mille sotterfugi i profitti faraonici dei banchieri e delle banche e nel contempo predicano ipocritamente e falsamente il libero mercato e la libera concorrenza, gettando fumo negli occhi ai cittadini.
La deleteria propaganda liberale e l'uso distorto delle parole
Gli stessi che – tra l'altro – mandano avanti le industrie della guerra, destinando oltre il 40% del bilancio degli stati a spese belliche o militari nel nome (anch'esso ipocrita) di improbabili "missioni di pace". Spesso e volentieri vere e proprie "Occupazioni" militari animate da beceri interessi privatistici, e mascherate da missioni umanitarie (vedi caso Siria).
Il Privato che occupa il pubblico
Scenari nei quali la pace e la guerra cessano di essere, anche formalmente, una dimensione del pubblico e diventano espressione di un privato che occupa il pubblico. Disorientando l'opinione pubblica e facendo scordare come in effetti la guerra sia la sconfitta dell’umanità, e come il centro dell'economia e della politica non siano né il profitto, né il pil, né tantomeno il reddito; ma bensì l'uomo e le sue prerogative sociali. D'altra parte ciò che importa non è tanto "restare vivi" in questa società, quanto "restare umani".
Un buon inizio
Un buon inizio, nella nostra "NuovaEuropa ideale", sarebbe pertanto quello ti tagliare le unghie alla finanza, definanziarizzando l'economia. Come? Tanto per iniziare delegittimando le agenzie di rating; mettendo al bando da subito le operazioni short e i supercomputers; riformando o abolendo le operazioni in derivati, i depositi over-nigth e le operazioni off-shore. Tutte misure che dobbiamo iniziare a pretendere con forza fin dalle prossime settimane – e col dialogo attivo – da chi oserà candidarsi alle prossime elezioni, malgrado in Italia, le prospettive del "gran partito" pro-banchieri e pro-Monti (A.B.C. più Vendola) non promettano, in tal senso, nulla di buono.
Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli del Debito Pubblico / Eurobond / Sistema speculativo / Target2 / Bretton Woods / SEC / Destabilizzazione del Sistema Economico / Creazione di uno stato di Schiavitù / Creazione di uno stato di Schiavitù / Creazione di una Dittatura tramite il Debito
Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte
Ecco perchè il Debito che ci impongonoè in
gran parte illegittimo e non onorabile
Una Truffa per ingabbiare e schiavizzare i cittadini
Bruxelles, Roma – Nella Prima Parte dell'Editoriale sulla fondatezza e legittimità del "Debito" degli stati di Eurolandia (Qui Europa – Giovedì 21 Giugno) abbiamo visto come l’accumularsi del suddetto debito, malgrado le crescenti ed incalzanti chiacchiere e menzogne mediatiche diffuse da un tipo di giornalismo propagandistico e spudoratamente di parte, non sia qualcosa di “naturale” e “legale”, ma bensì sia (in larghissima parte) un qualcosa di costruito ad arte. Di seguito – Prima di passare alla Terza parte inerente al ruolo del Sistama Bancario nel suo complesso ed inerente al ruolo delle banche centrali con il nuovo sistema "Target2" introdotto dall'Unione europea contestualmente all'adozione dell'Euro – riproponiamo ai nostri lettori una sintesi schematica, su quanto concluso nella "Prima Parte", al fine di migliorarne la comprensione e l'apprendimento.
Una premessa essenziale – Il Debito è in gran parte illegale
Il “Debito” al quale quotidianamente, ormai da mesi, immoliamo gran parte del nostro lavoro e della nostra ricchezza, è un qualcosa di “indotto”, un raggiro verso i cittadini del Sud-Europa e dell’Italia, perpetrato allo scopo di creare precarietà diffusa ed una becera ed immorale subalternanza classista. In parole povere il debito, che l’Ue e il professor Monti ci dicono di pagare a caro prezzo, è fittizio e proteso a “schiavizzare” i cittadini, imprigionandoli in una gabbia finanziaria sempre più asfissiante. Ciò mediante la cosiddetta "finanziarizzazione dell'economia". Vediamo perché, in questo "Secondo Capitolo", dopo una breve sintesi di quanto detto finora.
Sintesi 1ª Parte – L’Europa e l’Inganno del Debito
Gran parte del debito pubblico che stiamo “fingendo” di pagare (e poi vedremo perché ho usato il verbo “fingere”) è come detto nella "Parte Prima" (e come dimostreremo ancor meglio di seguito) dunque, illegale e “non onorabile”. Ciò, come ribadiamo, malgrado la disinformazione sul tema e la gravissima reticenza della stragrande maggioranza dei media nazionali, controllati direttamente dal governo o da grandi lobby e multinazionali in palese conflitto d’interesse, che impediscono di comprendere le vere motivazioni della crisi in atto. Come detto nell’articolo pubblicato su “Qui Europa” lo scorso giovedì 21 giugno, dobbiamo ricordare ai nostri lettori almeno 6 cose.
1 – Il valore del denaro non equivale più all’oro
Nel 1933 – come spiegato – gli stati del mondo sono andati verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che azzerrarono i rispettivi debiti a prezzo (di lì a poco) della incontrovertibilità (divieto di cambio) della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, poi controllato attraverso la nascita della "Bank for International Settlement" (BIS), con sede in Svizzera, a Basilea. Le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York. Stesso destino toccò alla "Società Italia" che si trasformò, di fatto, in una “ Società Privata”.
2 – Il denaro, dal 1944, non vale nulla – È un Semplice Strumento
Abbiamo visto, inoltre, che dopo gli accordi di Bretton Woods del 1944, con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispettivo in oro – cioè con il divieto di cambiare una banconota di carta con l’analogo corrispettivo in oro: operazione prima ammessa – la moneta sia diventata una "ricchezza fittizia" contrapposta alla “ricchezza reale”: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. (cose che invece rappresentano la vera ricchezza, quella – come vedremo – ambita dai furbi del sistema). La moneta divenne uno strumento di controllo di massa e tale da favorire lo spostamento della ricchezza reale, mediante la creazione di crisi e l’autoalimentazione del debito: per ogni euro che la “privata” BCE emette, come visto, c’è un automatico interesse da pagare.
3 – Nasce l’Economia della Truffa – I Privati controllano gli stati
Abbiamo poi visto come il debito pubblico iniziò a “scoppiare e moltiplicarsi” con la successiva privatizzazione delle banche centrali e contestuale perdita della sovranità monetaria degli stati: come detto, Bankitalia fu privatizzata nel 1992 grazie al decreto Carli-Amato, che “regalò” – con l’assegnazione del 96% delle azioni – alle banche ed assicurazioni private il controllo dell’istituto un dì responsabile dell’emissione della moneta nazionale, la lira, sottraendo tale “controllo” ai cittadini ed agli organi prima deputati alla salvaguardia della sovranità monetaria degli stati: il Tesoto prima, e la Banca d’Italia poi. In seguito, il potere di batter moneta passò – in un palese disegno di accentramento – nelle mani dei “banchieri privati” della Bce (Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte, in Germania). Questa iniziò a “regalare” (attraverso aste fasulle, ed a tassi bassissimi: es.: 1%) gli euro stampati alle banche europee (ovviamente private). Banche private che poi ancora oggi, rivendono lo stesso denaro (che dovrebbe essere di proprietà dei cittadini) agli stati europei e quindi ai cittadini a tassi da usura (oggi 6%) con ricavi altissimi (es.: 5% netto) e senza muovere un dito. Con un solo click di un pc. A istituzionalizzare e legalizzare questa vera e propria “truffa”, poi, ci ha pensato l’Ue, con l’Art. 123 del Trattato di Lisbona, che “obbliga gli stati a rifinanziarsi sui mercati internazionali, e presso le banche private”. Cioè gli stati – addirittura – diventano semplici correntisti. Paradossale ma vero!
4 – L'Arma impropria dei Titoli del Debito Pubblico
Lo stesso Mario Monti, come trattato in precedenti articoli, fu consulente di molti governi avvicendatisi negli ultimi decenni in Italia, e fu tra gli artefici della diffusione dei titoli del debito pubblico su larga scala. Come noto tali titoli permisero agli stati di ottenere liquidità da investire nell’economia. Come premio i sottoscrittori (privati e banche) ottenevano a scadenza del titolo, il capitale “prestato” maggiorato di interessi. Tale prassi iniziò ad ingenerare l'impennata del debito pubblico statale e gli interessi passivi a carico dei cittadini crebbero a vista d'occhio (oggi, paghiamo solo di interessi circa 80 miliardi all'anno alle banche private). Oggi, in aggiunta, lo stesso Monti in veste di premier ha di fatto esautorato lo stato italiano, privandolo della facoltà di investire in economia, (Vedi Fiscal Compact) vietando con la complicità della Germania e dell'Unione europea (con la scusante del controllo sul debito – che lo stesso Monti ha contribuito a creare) il cosiddetto "Deficit Spending": possibilità prima riconosciuta allo stato di investire a debito nell'economia nazionale, per creare e moltiplicare la ricchezza. Funzione attribuita, oggi, al solo capitale privato ed alla speculazione.
5 – L'Europa nelle grinfie dei Privati – Rating e Spread
Come visto, un tempo le agenzie di rating (agenzie private controllate da lobby) giudicavano la “salute” delle sole società private. Successivamente i politici europei le legittimarono a “giudicare” anche gli stati sovrani, causando una nuova esplosione del debito pubblico degli stati (non più sovrani, ma trattati come semplici società, o meglio, come burattini). Ciò fu “favorito” dall’euro: la moneta comune permise di mettere in paragone economie differenti della stessa Ue e di far esplodere il cosiddetto spread, favorendo l'esplodere la speculazione. Il meccanismo fu incentivato proprio dagli attacchi delle famigerate agenzie di rating. Ecco un piccolo esempio: il declassamento di uno stato come l’Italia (declassamento – come visto nei precedenti articoli – improprio e pretestuoso) rispetto alla Germania implica un aumento del differenziale d’interesse tra titoli (spread). Tale "declassamento", cioè, implica l’aumento del differenziale (espresso in punti: come accade per un termometro che misura il livello della febbre) tra gli interessi sui titoli pubblici italiani, rispetto a quelli tedeschi. Risultati? Sette almeno, e tutti distruttivi:
6 – Effetti disastrosi dello Spread sull'Economia Reale
Spread – La Bestia è libera e vuol divorare l’Italia e l’Eurozona
A) Aumentano di Miliardi gli Interessi sul Debito da pagare
A carico dei cittadini e a vantaggio di chi sottoscrive (anche a speculatori, dunque) i titoli italiani: oggi – come detto – paghiamo ogni anno alle banche private circa 80 miliardi (l'equivalente del valore di due manovre finanziarie);
B) Aumenta la Tassazione
Aumentano le trattenute statali, le accise sul carburante, le tasse e le imposte da pagare, sulle spalle dei cittadini;
C) Aumentano i Ricavi degli Speculatori
Aumentano i ricavi della speculazione e delle banche: peggiore è il giudizio delle agenzie sull’Italia, maggiore sarà lo spread, maggiori saranno i ricavi della speculazione.
D) Destabilizzazione del Sistema economico
La ricchezza economica reale, visto l’abbassamento dei consumi e della produzione si riduce, e si crea prima la crisi del sistema e poi la recessione, con contestuale peggioramento della situazione iniziale ed aumento della disoccupazione;
E) Creazione di uno Stato di Schiavitù
Si crea uno stato di gravissima schiavitù reale che impedisce di reagire e di vivere decorosamente, aumentando il controllo da parte delle classi politiche compiacenti e colluse, nonché delle stesse banche. Non va dimenticato, infatti, che in una situazione di crisi la gente ingabbiata dal lavoro e dalle scadenze ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere e cambiare il sistema, che in tal modo si autoconserva e autodifende.
F) Spostamento della Ricchezza Reale
Spostamento della ricchezza Reale (non denaro, ma case, terreni, oro, gioielli, pietre preziose, ecc..) o redistribuzione di classe, nelle mani di una ristretta élite di grandi speculatori (grandi gruppi bancari e finanziari) ed impoverimento delle classi medie e basse. Ciò anche attraverso l’impossibilità di pagare i debiti (es.: mutui casa) in corso visto l'altissimo livello raggiunto dal cuneo fiscale. Tali beni sono dunque soggetti a pignoramenti o a processi di svendita (quando i debitori sono semplici cittadini e padri di famiglia); privatizzazione (quando i "cosiddetti" debitori sono gli enti locali); fallimento (quando a non poter onorare più i "debiti" sono le imprese.
G) Creazione di una Dittatura tramite il Debito
Si propagandano false panacee economiche (eurobond, project-bond e Fondo Salva Stati) anziché delegittimare la speculazione e "de-finanziarizzarel'economia" (ad esempio delegittimando le agenzie di rating, impedendo loro di "giudicare arbitrariamente gli stati sovrani) e intanto si procede verso un maggior accentramento del potere (vedi Stati Uniti d'Europa, MES, Fiscal Compact, Two Pack – vedi articoli precedenti) nelle mani di chi ha provocato la crisi, creando una sorta di regime che comprime e controlla sempre più ogni singola libertà dei cittadini, ridotti a mere pedine, meri schiavi obbedienti e muti. Nonché ignoranti, "grazie" alla complicità degli organi d'informazione (o disinformazione) compiacenti. Insomma, è una vera e propria "Truffa Legalizzata". Dunque, finché le banche commercializzeranno “derivati” guadagnando sul nulla (vedi in archivio – operazioni off-shore e depositi over-night); ma soprattutto finché la BCE non comprerà direttamente i titoli del debito pubblico degli stati dell’Ue; oppure finché non si tornerà alla stampa diretta delle monete da parte del Ministero del Tesoro e delle Banche Centrali (a costo zero); finché non si delegittimeranno le agenzie di Rating (ponendo fine alle ingerenze dello spread) o – in ultima ed estrema istanza – non si abbandoni l'euro attraverso un percorso di uscita controllato, la truffa continuerà, e la nostra economia continuerà ad essere basata prevalentemente sul debito inestinguibile ed illusorio, che accumuliano – come visto – addirittura ancor prima di nascere. Pazzesco, ma vero!
Riepilogo Conclusioni Prima Parte
1) Il Debito aumenta a discrezione dei privati
Il debito Pubblico non l'hanno fatto gli Italiani, ma bensì esso è esploso a causa della "Finanziarizzazione dell'Economia". Il debito non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati.
2) Il Debito è in gran parte illegale
Il debito – come detto – non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati, dunque è un circolo vizioso che non avrà mai fine. Dunque esso è in gran parte da considerare come illegale.
3) Il Debito è in gran parte da considerare come "non onorabile"
Essendo sostanzialmente – ed in gran parte – "illegale", esso è ingannevole e pertanto può essere considerato in gran parte "assolutamente non onorabile". Ciò in quanto è in gran parte "non certo" e "non esibibile". E' la Costituzione Democratica e le Leggi della Repubblica Italiana che lo prevedono. Inoltre -come vedremo nel dettaglio, nella successiva Terza Parte di "Schiavi di un Debito Illegale" – il debito pubblico degli stati dell'Eurozona è alimentato in maniera subdola e forzata, grazie alla complicità di un sistema bancario creato ad hoc e grazie al metodo "TARGET 2".
Mercoledì 27 Giugno – Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte
Ruolo dell'Ue e del Sistema Bancario – TARGET 2
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