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  • Berlusconi propone Monti a Palazzo Chigi: secco No della Lega – Le Strategie di Grillo

    Berlusconi propone Monti a Palazzo Chigi: secco No della Lega – Le Strategie di Grillo

    Sabato, Dicembre 15th/ 2012 

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile – 

     Berlusconi propone il Professor Monti a Palazzo Chigi: secco No della Lega / talia / Lega / Silvio Berlusconi / Palazzo Chigi / Roberto Maroni / Mario Monti / Beppe Grillo / Sovranità rubata / Trattato di Lisbona / Bruxelles / Unione europea / Politica / Inciucio montiano / Bilderbrg Club / Colaninno / Casaleggio Associati / Aspen Institute / élite illuminata 

    Berlusconi propone il Professor Monti a

    Palazzo Chigi: secco No della Lega 

    Il Carroccio –  " Noi non ci alleeremo mai con i

    tecnocrati"

    Grillo e la misteriosa scompasa dei "temi della

    prima ora". Che fine ha fatto il signoraggio?

    Roma, Bruxelles – Dopo aver espressamente annunciato di volersi ricandidare, l'ex-premier Silvio Berlusconi, continua le sue trovate politiche, o forse sarebbe meglio definirle più "mediatiche" o "demoscopiche" che politiche. L'impresa che il Cavaliere voleva intraprendere, ovvero quella di ripresentarsi davanti agli Italiani come capo del governo, era troppo anche per uno degli uomini più furbi d'Italia. Sia per i centristi che per il Pdl  non sarebbe stato poi tanto saggio, avendo a obiettivo il consenso popolare. Candidare un personaggio così – giustamente – discusso, forse non sarebbe stata la scelta giusta, e la minaccia di una sonora sconfitta spaventa tutti, persino Berlusconi. Così , il cavaliere, negli ultimi giorni – passando come per magia dalle accuse alle lodi verso il suo "avversario" – si è fatto protagonista di un altro dei suoi famosi e frequentissimi giri di valzer, insistendo su una coalizione allargata, dai centristi al Pdl, passando per la Lega, con Mario Monti, prima sfiduciato e adesso addirittura riproposto come Premier. E poi quanto a barzellette parlano male dei carabinieri!

     L'opportunismo di Silvio e la coerenza di Bobo 

    Ove il Presidente Monti decidesse di aderire a questa richiesta, io credo che tutto lo schieramento moderato aderirebbe anch’esso a questa possibilità” ha detto durante la presentazione del libro di Bruno Vespa. “Non ho nessuna ambizione personale con la storia che ho alle spalle. Sono l'italiano che è stato più tempo a Palazzo Chigi quasi 10 anni, più di De Gasperi, più di qualunque altro”. L'unico particolare è che, davanti alla Lega, Silvio Berlusconi non poteva pronunciare nome peggiore di quello del tecnocrate, nonchè vecchia conoscenza dello stesso Reuccio di Arcore. Il segretario leghista, Roberto Maroni, racchiude la sua indignazione in un "twit" velenoso: " Grande ammucchiata guidata da Monti, quello del record mondiale di tasse? No grazie. Prima il Nord". 

     Il commento del Professore da Bruxelles 

    Il professore sembra contrario alle candidature proposte.  Nella conferenza finale del Consiglio europeo  dice : "Non mi sembra né possibile né opportuno per me entrare su questo tema che riguarda gli elettori italiani e l'offerta che ci sarà – o non ci sarà – di partiti o personalità in occasione delle elezioni".  Sembra che Monti non voglia fare il ruolo di Jolly per il cavaliere. O è soltanto un comportamento di facciata? Non puntiamo sulla seconda opzione!

     La strategia della Lega 

    Intanto la Lega si incontrerà il prossimo lunedì in un consiglio federale per capire che direzione dovrà prendere il partito. Una scelta saggia, viste le incongruenze all'interno del Carroccio. I più conservatori della Lega non vogliono assolutamente un'intesa con il Pdl, mentre i moderati auspicano un'eventuale vittoria in Lombardia di Maroni, se alleato col Pdl. Il segretario non sembra molto contrario all'intesa col Cavaliere, pregustando una vittoria che potrà portare, con Piemonte e Veneto, alla creazione di una micro-regione del Nord. Manca ancora un pò alle elezioni, ma i politici italiani iniziano già a scaldarsi. La tendenza del momennto sembra tuttavia confermare la definitiva morte della politica e disintegrazione della "Democrazia": ormai tutti – tranne qualche preziosa eccezione – sembrano parlare l'astruso linguaggio montiano. Che è lo stesso dell'euro-casta e probabilmente del Culb Bilderberg o di altre organizzazioni mondialiste. Dialettica nella quale le parole "tasse" e "sacrifici" (inutili) sono quelle che vanno per la maggiore, accanto a "spread" e ad "Europa". Ma quale Europa? Dov'è l'Europa? Questo ormai signori, non è altro che un grande e potente regime dittatoriale – controllato da banchieri privati e "personaggi occulti" – mascherato da democrazia.

     Grillo – L'oggetto del mistero 

    D'altra pate l'antipolitica di Beppe Grillo, alla quale noi in un primo momento avevamo creduto, si sta rivelando alquanto illusoria e demagogica. Insomma una sorta di grande bluff! Primarie via internet a parte (chi ha garantito la trasparenza, non si è capito!) il neo più grosso si chiama proprio Europa. Grillo attacca tutti, parla degli sprechi dei politici, della loro disonestà, ma non va al cuore del problema: il debito fittizio, il signoraggio bancario, il signoraggio monetario esercitato dalla Bce – e dai banchieri privati – e le sovranità nazionali usurpate.  Non dice che se il suo "partito" dovesse conquistare la maggioranza l'Italia il giorno dopo chiederà di andar via da questa gabbia di matti chiamata "Unione europea". Non dice che abbandonare l'euro o riformare il Trattato di Lisbona è l'unica via di scampo per tutti i Pigs. Perchè? E dov'è finito il cosiddetto "messaggio della prima ora"? Dov'è finita – ribadiamo – la lotta contro il signoraggio monetario e bancario? Abbiamo provato a chiederlo direttamente agli uomini di punta di Grillo in rete, ma ci siamo visti prontamente cancellare ogni nostro riferimento all'argomento in questione. Un piccolo particolare: a curare il blog di Beppe sarebbe il fratello di Gianroberto Casaleggio – il santone del Web – Davide. Perchè dunque, caro profeta Grillo, certi argomenti, determinate domande non compaiono sul tuo blog? Perchè poco dopo vengono puntualmente cancellati? D'altra parte una sorta di censura mediatica sembra regnare anche su  YouTube, dove video che parlano di "rapporti particolari" tra Casaleggio e Grillo si dissolvono come per magia con grande facilità. C'entrarà il rapporto della Casaleggio Associati con un certo tipo di lobbismo italo-americano che sembra ruotare attorno all'illuminato circolo élitario dell'Aspen Institute? C'enreranno i particolari collegamenti tra Casaleggio Associati e Colaninno? Boh! Giudicate voi! Allora – ribadiamo – manca ancora un pò alle elezioni, i politici italiani  fingono di scaldarsi, ma il risultato però è sempre lo stesso: riescono solo  a farci ridere!

    Silvia Laporta, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Lunedì, Maggio 28th  / 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta –  Eurozona / Ficht / Investitori / MES / Italia / Spagna / Germania / Crisi / Bce / Banche / Debito / Caste partitiche / Bluff / Media / Beppe Grillo / Movimento 5 Stelle / Alternativa / Giulietto Chiesa / Studenti / Cittadini […]

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    Sabato, Maggio 26th / 2012 – di Sergio Basile – Crisi Ue / Italia / Catanzaro / Disoccupazione / Disagio giovanile / Governo Monti / Responsabilità / Vere ragioni della crisi / Verità nascoste / Responsabilità dei Media / Crisi figlia della speculazione bancaria / Crisi legata alla speculazione / Ruolo delle banche nella crisi […]

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    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

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    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

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    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

    La Crisi potrebbe finire in un minuto, basterebbe volerlo davvero – Bce e caso Norvegia

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

    Il portale di Barca sbarca sul Web: Open-Coesione è Online

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    Giovedì, Luglio 18th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Italia / Open Coesione / Banca dati / Open date / Ministero per la Coesione territoriale / Fabrizio Barca / Governo Monti / Notte Piccante / Catanzaro  Barca sbarca sul web: "Open-Coesione" è online: ma la vera "Coesione" passa per il Welfare State Finora pochi progetti a […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Post-Vertice Ue: Menzogne Mediatiche ed Economia della Truffa

    Post-Vertice Ue: Menzogne Mediatiche ed Economia della Truffa

    Martedì, Luglio 3rd / 2012 – di Silvia Laporta – Commissione Ue / casta / disinformazione / Consiglio Europeo / Vertice Europeo sulla crisi / lobby / politiche di austerity / Germania / Finlandia / Olanda / Vittorio Emanuele Tasi / Marcello De Cecco / Agenzie di Rating / Bce / Spread / Provvedimento Anti-Spread / Hollande […]

     

  • Si della Camera al Decreto “Anti-corruzione” – In aula è caos – Si di Monti al Lobbismo

    Si della Camera al Decreto “Anti-corruzione” – In aula è caos – Si di Monti al Lobbismo

    Venerdì, Giugno 15th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Italia / Roma /  Camera / Disegno di legge / Corruzione / Controinformazione  / Qui Europa / Pdl / Antonio Di Pietro / Lega / Pdl / deputati / Parlamento / voto / astensione / Incandidabilità / Disegno di Legge Anti-corruzione / governo tecnico / Monti / Spacchettamento concussione / Traffico Di influenze / Corruzione tra privati / incompatibilità / niente regali per gli statali / favoritismi / Raccomandazioni / Immobilismo sociale / Fabrizio Cicchitto / Lobbismo / Banche  

    Si della Camera al Decreto anti-corruzione 

    In aula è caos: Pdl, Lega e Di Pietro si scagliano

    contro il disegno di legge

    Monti pensa a salvare banche e lobbismo

    Decreto Anti Corruzione – Monti salva le Lobby Bancarie

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma –  Il via della libera della Camera al disegno di legge contro la corruzione, sembra aver causato non poche polemiche di tantissimi partiti in aula,  particolarmente il Pdl. 114 Articoli passano con una maggioranza decisamente “risicata”, 354 si (Pd, Fli, Udc, Api) 25 no (Idv) e poi  una valanga di astensioni: 102 su 379 votanti tra cui anche la Lega. Il Pdl si sgancia totalmente: del 210 deputati del gruppo,  solo 138 hanno partecipato al voto e di questi 98 erano favorevoli e 112 tra voti contrari, non partecipanti al voto e astenuti.

      I punti caldi  

    Ma vediamo, in breve, per giudicare anche noi in modo oggettivo, alcuni punti caldi del disegno di legge. 1) Incandidabilità – Con l’articolo 10 del ddl si  delega il governo ad adottare un decreto legislativo per vietare le candidature al Parlamento Europeo, il Parlamento Italiano negli enti locali e nella pubblica amministrazione, a coloro i quali abbiamo riportato pene definitive superiori a due anni. 2) Spacchettamento concussione – Nasce il nuovo reato di dare o promettere utilità, punendo il privato concusso con pene dai 3 agli 8 anni; 3) Traffico di influenze – Reato anti-cricca. Punisce da 1 a 3 anni chiunque “sfruttando relazioni esistenti, con un pubblico ufficiale fa dare o promettere denaro o altro vantaggio patrimoniale, come prezzo della propria mediazione illecita; 4) Corruzione tra privati – Pene da 1 a 3 anni per amministratori e dirigenti che compiono o omettono atti vi violazione degli obblighi inerenti ai loro uffici;  5) Incompatibilità – I condannati, ex colpevoli di reato contro la Pubblica Amministrazione, non potranno assumere per un anno, incarichi dirigenziali nella stessa amministrazione dove sono stati eletti;  6) Niente regali per gli statali – Divieto di tutti i dipendenti pubblici di chiedere o accettare a qualsiasi titolo, compensi regali o altre utilità. In più il governo definisce il codice di comportamento dei dipendenti. Al fine di assicurare la qualità dei servizi, la prevenzione dei fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà e imparzialità la violazione dei doveri contenuti nel codice è fonte di responsabilità disciplinare.

      La rivolta  

    Di fronte a questo disegno di legge, che sembra voler mettere a posto l’Italia dei favoritismi, delle raccomandazioni e dell’immobilismo sociale causato dalla mancanza di meritocrazia, il caos! Il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, si è scagliato contro i magistrati : “ Uso politico della giustizia. Questo testo deve cambiare al Senato nella parte della corruzione, della concussione e del traffico di influenze. Oppure noi voteremo contro sulla responsabilità civile dei magistrati se il governo metterà la fiducia”.  Una specie di minaccia. O cambiate il disegno di legge o vi facciamo mancare la fiducia. Un clima di tensioni che non si vedeva da tanto tempo, stranamente per un provvedimento che vorrebbe – almeno da una prima analisi del testo – combattere la corruzione . Ma forse quello che c’è da cambiare in primis è la mentalità. Non piace forse ai politici che sia legittimo in Italia dire No alle raccomandazioni? Non piace ai politici italiani punire la corruzione e imporre a chi non ha una fedina penale cristallina l’entrata nelle pubbliche amministrazioni?  

      La postilla della discordia   

    Neanche a Di Pietro piace questa legge. “E’ un’altra occasione sprecata. Uno specchietto per le allodole e anzi, aver deciso di punire il concusso, è qualcosa che favorisce l’omertà”Ma ecco che il disegno di legge del governo, nasconde la firma inconfondibile di Monti : “ Il governo si è impegnato a definire la differenza tra traffico di influenze illecite e lobbysmo, attività Lecita” . Ecco qua una bella postilla con cui il caro Professore salva quello che davvero gli sta a cuore della nostra bella Italia: Le Banche.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa) 

  • Italia – Patto di stabilità: il governo  battuto in bicamerale

    Italia – Patto di stabilità: il governo battuto in bicamerale

    Mercoledì, Maggio 30th /  2012

    – di Silvia Laporta – 

    Italia / Commissione europea / Comuni / Campania / Calabria / Commissione bicamerale / Emendamenti / Province / Patto di stabilità interno / De Magistris / Napoli / Vibo valentia / Catanzaro / Fiscal compact / Crisi / Tasse / Tagli di bilancio / Pd / Lega / Economia / Rolando Nannicini / Nazismo bianco / Flessibilità / Enzo Moavero / Emminenza grigia  / Six Pack / Silvia Laporta / Quii Europa / Europa 

    Patto di stabilità: il governo battuto

     in bicamerale

    La risposta (recessiva) degli euro-tecnocrati

    passa per il "Patto di Stabilità": servizi

    minimi-essenziali? No! Troppo lusso!

    Parlamento – Patto di stabilità bocciato in Bicamerale

    Roma –  Il Patto di stabilità interno per i Comuni, sta diventando una vera e propria spada di Damocle, sulle spalle dell’economia e dei servizi offerti ai cittadini, di province e comuni italiani. L’inasprimento del patto di stabilità interno frena pesantemente gli investimenti su scuole, viabilità ed ambiente; ma soprattutto sugli investimenti per fornire incentivi all’economia del territorio prevedendo tagli a tutti i settori produttivi della comunità. effetto disastroso e dirompente se unito – tra l'altro – all'incomprensibile austerity che si traduce in un taglio netto del deficit spending, con una insana spending review legata al recessivo fiscal compact. Tradotto in soldoni: zero servizi, e zero crescita, a dispetto di tasse e assistenzialismo a banche dal braccino corto.

      Da Napoli, il monito di De Magistris  

    Tra i contenuti più “allucinanti” di questo Patto di stabilità interno, quello di imporre ai comuni che hanno soldi in cassa, di non spenderli per poter garantire un "pareggio di bilancio" – caro alla coppia Merkel-Monti – o quello riguardante la gestione dell'Imu, perfettamente spiegato dalle parole di De Magistris: «il meccanismo per cui i Comuni introducono nuove tasse il cui 50% va poi allo Stato, è inaccettabile, visto che il governo non è in grado di rivedere questa posizione, almeno faccia una modifica in modo tale che risorse, tasse e imposte che i cittadini danno per i servizi rimangano ai comuni, cioè ai cittadini stessi». Queste le parole del Sindaco di Napoli, uno dei tanti comuni arrabbiati e messi in ginocchio dai tagli di bilancio statali, che chiedono una revisione del patto di stabilità interno in modo da tenere conto di tutte l’emergenze di questo momento, sia quella dei conti dello Stato a livello nazionale, ma anche  quella del mantenimento in vita e possibilmente della crescita dell’economia del territorio. 

      Piccoli segni di rinsavimento  

      Nella Bicamerale chiesto l'allentamento del Patto di Stabilità  

    Allentare la pressione fiscale dalle tasche ormai svenate dei cittadini? Il governo è andato sotto. La caduta è avvenuta  in commissione Bicamerale, su un emendamento presentato dal Partito democratico e passato con i voti a favore di Italia dei valori e Lega, che chiede l'allentamento del patto di stabilità interno sul 2010 per i Comuni. La proposta di modifica al documento sullo stato di attuazione del federalismo fiscale, che a breve deve andare in Aula, ha ricevuto il parere contrario del sottosegretario all'Economia Vieri Ceriani, ma il Pd, tranne il capogruppo in commissione Walter Vitali, ha votato contro il parere dell'esecutivo e l'emendamento è passato. La modifica, riguardante le sanzioni per i comuni che nel 2010 hanno sforato il patto di stabilità e che ne chiedeva l’allentamento,   è stata  presentata dal presidente del Pd Rolando Nannicini.

      A Bruxelles l'emminenza grigia al lavoro  

    Intanto da Bruxelles il ministro per gli Affari Europei, Enzo Moavero – altrimenti detto l'emminenza grigia – nelle scorse ore ha annunciato qualche progresso nella trattativa  in sede europea per dare più strumenti finanziari alla crescita economica. Anche se lasciando intonso il deleterio "fiscal compact" non si comprende davvero come questo miracolo possa avvenire. E non ci risulta . fino a prova contraria – che né Moavero, né tantomeno Barroso, siano dotati di poteri particolari o siano in odore di santità. Anzi! Raccogliendo l’ “attenzione” di Francia e Gran Bretagna, il ministro ha spiegato che la questione della “regola aurea”( che in economia rappresenta, quel particolare tasso che massimizza il livello dei consumi di "stato stazionario" – come si evince nel celebre modello della crescita dell'economista Solow – ossia rende la propensione al risparmio  tale che il consumo pro-capite è costante e massimo) non deve essere circoscritta a un periodo di tempo determinato, ma va inquadrata nell’ambito della flessibilità già prevista dalle norme europee sui conti pubblici quali il Patto di stabilità, il six pack e il Fiscal Compact e questo senza pregiudicare lo sforzo di riduzione del debito cui siamo tenuti. Anche se Moavero non spiega a che cavolo serva questo maledetto pareggio!

      La via dell'Islanda  

    In Islanda hanno preso la via più corta, votando un referendum che ha sempèlicemente bandito il debito, riconoscendolo non onorabile, perchè iniquo e generato fittiziamente grazie allo spread e ad un euro-disastro: cosa da proporre in linea generale anche in paesi come Grecia, Italia, Spagna, Irlanda e Portogallo. Affermazioni, dunque, che sfiorano l’assurdo!

      Il paradosso dei tecnocrati?  Addio ai "servizi minimi" statali!  

    Ciò accade, evidentemente, mentre i comuni e gli enti provinciali (che hanno ad esempio permesso in molte regioni d'Italia l'esplosizone degli addizionali sui premi assicurativi: vedi ad esempio ciò che è accaduto in Calabria, nelle province di Catanzaro e Vibo Valentia) non hanno – malgrado l'inasprimento fiscale a livello locale – i soldi per garantire i servizi minimi ai cittadini: dalla costruzione di una scuola, al risanamento di una strada; e mille famiglie non riescono ad arrivare a fine mese è paradossale come ancora si possa usare, più che eufemisticamente,  il termine “flessibilità” per descrivere gli ulteriori sacrifici che lo Stato non smette di imporci, in questa neo forma di nazismo, chiamato "Nazismo Bianco".

     

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Italia – La sconfitta delle caste partitiche lecchine delle caste bancarie

    Italia – La sconfitta delle caste partitiche lecchine delle caste bancarie

    Mercoledì, Maggio 23th / 2012 

    – di Franco De Domenico –

    Europa / Italia / Beppe Grillo / Lega / Partiti / Astensione / Antipolitica / Carrozzoni che hanno tradito l'elettorato / Movimento 5 Stelle / Sconfitta delle caste partitiche / Partiti lecchini dei banchieri  / Italia, Paese più tartassato del mondo  

    In Italia si sveglia l'anti-politica

    Un Paese che non ama più i partiti

    La sconfitta delle odiate caste partitiche 

    lecchine delle caste dei banchieri

    La sconfitta delle Caste

    Roma, Parma – Beppe Grillo non ha detto che la sua vittoria "era nell'aria": ma il Movimento Cinque Stelle ha raccolto, senza alcun dubbio e al di là delle previsioni, tanti consensi prima riservati forse a partiti di opposizione o che venivano visti come fautori di rinnovamento, come storicamente la Lega, il Pd, e anche il Pdl. Carrozzoni che però, oggi, dopo il terremoto elettorale si son rivelati pachidermi di cristallo completamente vuoti di contenuti. Tutti, in pratica, hanno segnato il passo malgrado la proverbiale "tenuta" della sinistra storica, in molte grosse città. Ma la disillusione è ormai pressocché totale. I giornali sono stati lenti, e prudenti, nel prevedere il successo di Grillo e delle sue "proteste";   interpretate per lo più, come sterili, incoerenti, lamentose, senza volontà di costruire alcunché. Vedremo nel tempo come queste critiche siano profetiche o solo scontentezze di chi scrive pensando al passato. Certo, se Grillo seguirà la strada della Lega, possiamo immaginarlo tra vent'anni a subire processi veri e mediatici, tra fango e scandali: ma se invece fosse davvero una forza che risveglia l'Italia più onesta, più attiva? Staremo a vedere! Oppure ad astenerci, come tanti hanno preferito: e lo  attesta il fatto che l'affluenza nei 118 comuni chiamati al ballottaggio per la poltrona di sindaco è stata del 54,03%, in calo del 13,25 rispetto al primo turno di due settimane fa.

    La morte delle caste di partito, lecchine del governo dei banchieri

    Ma in alcune città le cifre dell'astensione sono state da record. Un dato che viene analizzato come disaffezione degli italiani "ai partiti", ma forse dovrebbe essere visto come disaffezione "a questi partiti", a "questa classe politica. Ed ecco che la Lega, dopo i suoi scandali interni, perde 7 sindaci su 7; e il Pdl deve registrare la sconfitta più cocente da quando è sulla scena. Solo Bersani ha cantato vittoria, perché ha mantenuto "quasi" tutti i sindaci già presenti, con la grande eccezione di Parma, ceduta al Movimento 5 stelle, e altre sconfitte come quella importante di Palermo, dove sappiamo bene che Leoluca Orlando, Idv, ha pesantemente trionfato su Ferrandelli, candidato ufficiale della sinistra e indirettamente del Pd (che però lo aveva "digerito" nelle primarie). La storia del Pd si fa complicata, e ora Grillo e Bersani sono agli insulti pesanti, come succede sempre a chi si fa concorrenza sullo stesso terreno. Non si sa bene chi abbia vinto, se il qualunquismo, se la scontentezza, se un comico visionario o semplicemente rompiballe; ma si conosce bene chi ha perso: le vecchie logiche del potere, dei partiti, delle poltrone della Prima e ancora di più della Seconda Repubblica, e probabilmente un appoggio cieco ad un governo tecnico (o governo dei banchieri che dir si voglia) che ha fatto precipitare l'Italia (il paese più tassato del mondo) in un tristissimo pantano da "Quarto Mondo". Vedremo che accadrà alle prossime politiche: vedremo se i "politici comici" saranno sconfitti dal "comico politico", o se vincerà il partito dell'astenzionismo.

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Borghezio: Ue e Russia si aprano al mistero di Fatima

    Borghezio: Ue e Russia si aprano al mistero di Fatima

    Martedì, Maggio 15th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Roma / Fatima /  Madonna di Fatima / Terzo segreto di Fatima / Rivelazioni / Apparizioni / Crisi Economica Mondiale / Lega / Rapporti Ue-Russia / Mario Borghezio / Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria 

    Borghezio: l'Europa e la Russia si aprano alla

    Madonna di Fatima

    L’europarlamentare del Carroccio chiede ai colleghi

    di prendere una posizione sulla consacrazione della

    Russia al Cuore Immacolato di Maria.

    Roma – Che l’europarlamentare leghista Mario Borghezio fosse un personaggio “fuori dalle righe” o almeno dal "politically correct" (cioè che riserva sempre molte sorprese) era cosa acclarata ma, di certo, nessuno si aspettava che decidesse di chiamare in causa direttamente la Madonna di Fatima ed il suo terzo segreto. Il rappresentante del Carroccio, nel convegno “Fatima: la nostra ultima possibilità”, tenuto a Roma, è intervenuto per chiedere all’Europa di ricordarsi della rivelazione che la Madonna fece ai pastorelli portoghesi circa una catastrofica crisi economica mondiale ed ha sottolineato che farà presente questo messaggio nell’aula di Strasburgo in modo che il Parlamento Europeo possa riflettere sulle apparizioni mariane. Il leghista ha aggiunto che chiederà ai colleghi della Commissione Ue-Russia di prendere una posizione sulla consacrazione del paese al Cuore Immacolato di Maria. Adesso, Borghezio sarà anche un personaggio colorito che, all’occorrenza toglie dal cilindro la carta “vincente”, ma se ci soffermiamo sul contenuto del messaggio, esso non è poi così assurdo. Anzi! Le vie del Signore, d'altra parte, sono davvero infinite! L’Europa, le cui radici cristiane, seppur non inserite nella Costituzione, sono solide e note, farebbe bene ad affidarsi maggiormente al Signore e meno ai politici di turno e dovrebbe avere fede e diffondere tra i cittadini, fedeli e non, i sentimenti di speranza e accettazione della sofferenza, tipici del difficile cammino cristiano. Certo, come è successo in passato,  non è una mossa azzeccata che una delegazione del Carroccio raggiunga Fatima per pregare per la secessione.  Dell’assurdità leghista, però, lasciamo da parte il peggio per cercare di trarre il meglio. Amen!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Monti: Nuova Lega anti-Bossi

    Monti: Nuova Lega anti-Bossi

    Venerdì, Aprile 13th / 2012

    – di Franco De Domenico –

     Italia / Europa / Partiti / Lega / Mario Monti / Umberto Bossi / Roberto Maroni / Carroccio   

    Monti: verso una nuova Lega anti-Bossi

    Nasce un nuovo partito, che più

    montiano non si può

    Milano – Con la benedizione del filosofo Massimo Cacciari, e il tacito sguardo affettuoso di Mario Monti, nasce un nuovo partito, dalle ceneri già imputridite della Lega. Dovrebbe chiamarsi “Verso Nord”, e interpretare tutti i canoni del montismo: riformismo, meno articolo 18, riforma del lavoro, più tasse, meno spesa, eccetera. La continuità del nuovo movimento con la Lega Nord è assicurata dal suo fondatore, Alessandro Cè, ex capogruppo leghista alla Camera, ora approdato a lidi meno protestatari e più professorali. Dal “celodurismo” della camicia verde ai professori in giacca e cravatta, il passaggio deve far piacere allo stesso presidente del Consiglio, che ha dichiarato recentemente che in passato osservava con interesse certe spinte leghiste, augurandosi che andassero verso il liberalismo; ma che ora non poteva essere a fianco di Maroni. Dopo la bufera che ha travolto la lega, la prudenza ha dato buon gioco al nostro premier, che si ritrova già con un partito nato con buoni auspici. Tanti auguri agli elettori del Nord Italia, sperando non si trovino di nuovo tartassati, oltre che coinvolti in scandali.

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)