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  • Euro, Moneta ormai inutile a Livello Mondiale. Yuan verso la Leadership

    Euro, Moneta ormai inutile a Livello Mondiale. Yuan verso la Leadership

    Giovedì,  Aprile 4th/ 2013 

    – di Sergio Basile  

    Unione europea, Euro, Ue, Eurozona, Youan, Brucs, Competitività, Mercato mondiale, ruolo della moneta unica, inflazione, recessione, basilea 3,Credit Crunch, Aggiustamenti fiscali, Mario Draghi, BCE, Sovranità Monetaria, India, Cina, Italia, Pechino, New Dehli, Usa, Russia, Sudafrica, BRIC 

     
    Euro, moneta ormai inutile. Yuan verso
     
    la leadership mondiale col dollaro
     

    I Grandi mercati lo hanno rifilato in un cantuccio della storia

    Il Fallimento dell'Unione europea e della "Privata BCE":

    porte aperte a inflazione, e recessione

     

    di Sergio Basile 

    Bric

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Cina e India sul tetto del Mondo 

    Roma, Francoforte, Washington, Pechino, New Dehli – Ormai è ufficiale. Cina e India si apprestano a diventare le prime economie mondiali nonché di gran lunga i mercati più ambiti al mondo. Ma secondo le stime la moneta di riferimento del prossimo futuro sarà lo yuan, che affiancherà il dollaro. Rifilato in un cantuccio della storia, in una sorta di castigo frozato finirà l'euro: ormai utilizzato già fin d'ora come semplice moneta riservata allo scambio interno tra i Paesi dell'euro-gabbia. Ma d'altronde già dai suoi primi 10 anni di vità l'euro si è dimostrata una valuta priva di spessore, una moneta anonima, recessiva, inflazionistica e praticamente inutile. Specie dal punto di vista finanziario, rispetto al dollaro Usa.

     Il Fallimento dell'euro e della BCE 

    Inoltre il presunto compito di "controllo" dell'inflazione al quale sarebbe in teoria deputata la privata BCE di Mario Draghi si sta dimostrando completamente fallimentare. Tra i fattori di maggior incidenza: 1) l'emissione incontrollata di titoli di stato (massa monetaria di tipo surrogato): 2) Il credit crunch bancario favorito dai dissennati accordi di "Basilea 3" avallati e promossi dall'Ue; 3) il trasferimento dei continui e deleteri (per non dire recessivi) aggiustamenti fiscali verso i prezzi al consumo. La tassazione record (si pensi a Paesi come l'Italia) ovviamente incide sullo scoppio dei costi di beni e servizi, elemento questo che ci fa capire, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che questa BCE non serve davvero a nulla!

     Sovranità monetaria – E' suonata l'ora? 

    Ora la domanda è: cosa apettiamo a recuperare la nostra sovranità monetaria nazionale? Sarebbe bello chiederlo direttamente a Beppe Grillo (cioè alla cosiddetta antipolitica) visto che la cosiddetta politica ha espresso chiaramente in questi anni il suo pensiero. Purtroppo! Ma Grillo per ora sta ancora a guardare, mentrE l'Italia e l'Eurozona precipitano, ed i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) volano. Svegliatelo!

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Mercoledì,  Marzo 20th/ 2013

     Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi, di "Qui Europa" 

    – di Mario Borghezio, deputato al Parlamento europeo 

    Eurotruffa, Bruxelles, Eurogruppo, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Cipro, Truffa, Eurozona, Grecia, Nicosia, Prelevamenti truffa, Privatizzazioni, Salvataggio bancario, Sistema Bancario, Truffa Bancaria, Europa, Franklin Delano Roosevelt, FDIC, Wall Street, FDR, UE, Governo cipriota, Follia europeista, Truffa ai danni dei correntisti, Risparmiatori ciprioti truffati 

    Eurotruffa a Cipro – Perfino la Subdola FED, 

    nel '33 fece meglio dell'UE

    Prelievi forzosi dai c/c: l'Economia delle Promesse-Truffa

    potrebbe ripetersi a breve anche nei Pigs

     

    di Mario Borghezio

    Mario Borghezio

    Bruxelles, Nicosia, New York  Il 15 marzo l'Eurogruppo ha deciso di costringere il governo cipriota a imporre un prelievo del 6,7% sui depositi bancari fino a 100 mila euro, e del 9,9% su quelli più elevati. L'esproprio è finalizzato a raccogliere circa 6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 10 promessi dall'UE e ai 7-7,5 miliardi previsti dalle privatizzazioni. Questo sarebbe il pacchetto salvabanche (cipriote ed europee).

     Usa 1933 – Perfino la FED fece meglio dell'UE 

    Nel 1933, il Presidente americano Franklin Delano Roosevelt reagì alla "crisi" introducendo la protezione statale per i risparmi dei cittadini, con la Federal Deposit Insurance Corporation. La FDIC fu una pietra miliare nella politica della FED per difendere i cittadini dallo strapotere di Wall Street. O quasi!

     2012/2013 – Europa: l'Economia delle Promesse Truffa 

    Europa – 2012/2013L'UE ha intrapreso la direzione esattamente opposta, salvando le banche e derubando i risparmiatori. All'inizio della "cosiddetta crisi" si proclamò che "tutti i depositi dell'Eurozona" fossero protetti. Questa promessa si è rivelata una truffa. In realtà, solo le banche sono protette. Con l'esproprio si stabilisce un precedente dalle gravissime implicazioni. E' lecito domandarsi chi sarà il prossimo? La Grecia, la Spagna o l'Italia?

    Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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    Venerdì, Giugno 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile  – Unione Europea/ Cipro / Nicosia / Crisi / Bailout / Salvataggio Europeo / Atene / Finanza / Economia / Vassos Shiarly / Kornelios Korneliou / Paracadute di salvataggio fittizio / Controinformazione / Qui Europa / Maria Laura Barbuto / sergio Basile […]

    Signoraggio – Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 6: Evoluzione della Truffa e Stati Uniti d’Europa

    Signoraggio – Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 6: Evoluzione della Truffa e Stati Uniti d’Europa

    Venerdì, Febbraio 8th/ 2013 – Redazione Qui Europa – La Truffa Bancaria  / Schiavi di un Debito Illegale – Le Repubbliche Marinare / Truffa Bancaria / Crisi dell'Eurozona / Crisi del 1929 / Federal Reserve Act / FED / Signoraggio Bancario / Rinascimento  / Mercantilismo / Monte dei Paschi di Siena / Casa delle compere / […]

    Scandalo MPS – Le Curiose Affermazioni di Profumo e la Soluzione Monti-Bond

    Scandalo MPS – Le Curiose Affermazioni di Profumo e la Soluzione Monti-Bond

    Giovedì, Febbraio 7th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Scandalo MPS / MPS / Corte dei Conti / Scandalo bancario / Italia / Corruzione / Monte dei Paschi di Siena / Monti Bond / Alessandro Profumo / Mario Boghezio / Antonveneta / Denuncia MPS / Procura della Repubblica / Andrea Enia / Mario Draghi […]

    Scandalo MPS – L’Ombra di Goldman Sachs e il Ruolo Ambiguo di Draghi

    Scandalo MPS – L’Ombra di Goldman Sachs e il Ruolo Ambiguo di Draghi

    Mercoledì,  Gennaio 30th/ 2013 – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato –  Scandalo MPS – L'Ombra di Goldman Sachs e il Ruolo Ambiguo di Draghi / Monte dei Paschi di Siena / Scandalo del Monte dei Paschi di Siena / MPS / Banca Antonveneta / Bruxelles / Parlamento europeo / Commissione / Italia / Mario Borghezio / Denuncia […]

    Subprime – Le ovvie ammissioni della FED e l’altra Crisi Indotta, quella dell’Eurozona

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    Lunedì, Gennaio 28th/ 2013 – di Vincenzo Folino –  Subprime ed Eurozona – due crisi Diverse / Usa / Crisi Mutui Sub Prime / Crisi Usa / Crisi Eurozona / Federal Reseve / Bear Stearns / Lobby / Errori calcolati / Milliam poole / Euro   Federal Reserve     Washington             […]

    La Crisi potrebbe finire in un minuto, basterebbe volerlo davvero – Bce e caso Norvegia

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

    L’Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI

    L’Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI

    Sabato, Gennaio 12th/ 2013 – Pio XI, brano tratto da "Quadragesimo Anno" –  Enciclica del 1931 – Associazione Culturale La Torre L'Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI / Mondo / Capitalismo / Cattolicesimo / Crisi / Dottrina Sociale / Cristianesimo / Economia / Lavoro / Capitale /   Impegno Cristiano / Politica / Enciclica / […]

    Il Presidente Ceco a Napoli: L’Ue deve fare un passo indietro, Fuori dall’Euro!

    Il Presidente Ceco a Napoli: L’Ue deve fare un passo indietro, Fuori dall’Euro!

    Venerdì, Settembre 21th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Napoli / Praga / Repubblica Ceca / Presidente della Repubblica / Vàclav Klaus / Moneta unica / Euro / Democrazia / Università di Napoli Federico II / Incontro coi giovani dell'Ateneo Federico II / Stati Uniti d'Europa / Massimo Marrelli / Bruxelles /  Napoli  […]

    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

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    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

    Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!

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    Giovedì, Settembre 13th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Germania / Italia / Berlino / Karlsruhe / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio mediatico / Media / Rigore finanziario / Debito pubblico / […]

    Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario e sulle Strategie di Draghi

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    Sabato, Dicembre 8th/ 2012  – L'Editoriale, di Franco Cima e Sergio Basile  –   Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario / Mario Draghi / Bce / Francoforte / Roma / Banche / Signoraggio / Truffa del sistema monetario /  Il potere delle banche / Sistema bancario / Franco Cima  / Target 2 / Francoforte / Germania / Sergio Basile […]

    Digressioni sul Signoraggio Bancario e sulla più Grande Menzogna Liberale dei Nostri Tempi, in attesa delle Elezioni

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    Martedì, Dicembre 4th/ 2012  – L'Editoriale, di Franco Cima e Sergio Basile –  Digressioni sul Signoraggio Bancario / Grande Menzogna Liberale / Elezioni / Banche / Signoraggio / Truffa del sistema monetario /  Il potere delle banche / Sistema bancario / Franco Cima  / Benito Mussolini / Banca d'Italia  Signoraggio / Bri / Maurice Allais / Bretton Woods / […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manu

    el Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    BCE: prestiti condizionati. Moody’s declassa ancora l’Italia

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    Venerdì, Luglio 13th/  2012 – di Silvia Laporta – Bce / Roma / Mario Draghi / Bankitalia / crisi economica / Euro / Esm / Fiscal compact / Abi / Giuseppe Mussari / Austerity / Immobilismo europeo / Banche europee / Contro informazione / Mes / Meccanismo Europeo di Stabilità  / Europa / Banca Centrale Europea / […]

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio

    : Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio: Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

    Mercoledì, 16th Gennaio / 2013 – di Maria Laur

    a Barbuto – Europa / Italia / Crisi / Economia / Banche / Signoraggio bancario / Truffa / Falso in bilancio / Banca d'Italia / Elezioni politiche / Mes / Fiscal Compact / Movimento 5 stelle / Moneta / Euro / Bep

    pe Grillo / Giacinto Auriti / […]

    L’Europa s’infiamma – Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti

    L’Europa s’infiamma – Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti

    Lunedì, Marzo 18th/ 2013  –  di Sergio Basile – L'Europa s'Infiamma: Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti , BCE, Banca Centrale Europea, Troika, Mario Draghi, Viktor Orban, Pigs, Bruxelles, Martin Schultz, Gianni Pittella, Bollettino mensile BCE, Ue, Parlamento europeo, Manuel Barroso, Gianni Pittella, Herman Van Rompuy, Road-map èer l'Europa Unità, Stati Uniti d'Europa, Smantellamento degli stati […]

    Italia – Truffati e Commissariati a Vita: Quello che non si dice

     sull’Ue

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    Sabato, Febbraio 16th/ 2013 – di Alessandro Mauceri – Unione europea , Colonialismo euro-tedesco , Influenza anglofona , rapporto Debito/PIL, Unione Europea, Regioni Obiettivo 1, Fondi Comunitari, Eurispes, Parlamento Europeo contributi, Italia, Monti, commissario europeo, Caucaso, Asia centrale, repubbliche dell’Ex Unione Sovietica, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Federazione russa, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan IVA, Gran Bretagna, Irlanda, […]

    Imbroglio Ue – La Commissione europea: l’Italia vada avanti con l’austerity. Bukovskij: l’UE come l’URSS

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    Giovedì, Dicembre 20th/ 2012 – di Sergio Basile – Ue / Urss / Bruxelles / Roma / Romania / Conti pubblici / Austerity /Elezioni / Commissario agli Affari economici / relazione sulla sostenibilità dei conti pubblici / Vladimi  r Bukovskij  / Mikhail Gorbaciov / Strangolare abbracciando / coincidenze tra Ue e URSS / Stalin / Commissioni / Troike / Ue / Bce / Fmi / Napolitano / enorme […]

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

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    Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Diritti fondamentali nell'Ue / Menzogna / Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione  / Unione Europea / Parlamento europeo / Risoluzioni / Assistenza sanitaria / Aborto / Minoranze nazionali / LGBT / Diritti fondamentali / Libertà civile / Uguaglianza / Salute sessuale / Pianificazione […]

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

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    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

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    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Vertice Ue  / Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / […]

     

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

    Il Mezzogiorno, le supercaste bancarie e le critiche di Confindustria

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    Martedì, Maggio 22th / 2012   – Di Sergio Basile – Italia / Mezzogiorno / Campania / Calabria / Crisi Ue  / Fondi Ue / Occupazione e Crescita / Derivati / Ministero per la Coesione Territoriale / Bce / Morgan Stanley / Credit Crunch  / Commissione Trilaterale / Goldman Sachs / Brueguel / Bilderberg Club […]

    Speculazione e “Derivati”: i ruoli di Ue, Dr

    aghi e Monti

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    Venerdì, Marzo 30th / 2012 – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Commissione europea / Derivati / Regolamentazione / Commissione Industria / Antonio Tajani / Speculazione / Bce / Trichet / Mario Draghi / Mario Monti / Trasparenza / Swap / Bolla Usa / Crisi / Esma / Cers / Obblighi informativi / Reporting […]

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    Lunedì,  Marzo 4th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi –  – Comunicato Stampa di Mario Borghezio –     Deputato al Parlamento Europeo Bruxelles, Uova biologiche false, Commissione europea, Der Spiegel, Uova dichiarate Biologiche, Violazioni, Ministero Agricoltura tedesco, Bassa Sassonia, Inchiesta, Laender, Nord Reno, Westfalia, Macklenburg-Vorpommern,  Nuovo Scandalo Alimentare in Europa: Uova Biologiche […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / Gabbia del Debito […]

     

  • Elezioni 2013, Nulla di Nuovo nel Toto Europa – Idea Tremonti: un favore all’Aspen Institute Italia?

    Elezioni 2013, Nulla di Nuovo nel Toto Europa – Idea Tremonti: un favore all’Aspen Institute Italia?

    Martedì, Gennaio 8th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – 

    Elezioni 2013 / Europa / Unione Europea / Italia / Germania / Elezioni politiche / Cittadini / Democrazia / Eurozona / Indirizzo politico / Summit / Politica / Popolo / Urne / Angela Merkel / Mario Monti / Aspen Institute / Tremonti / Lega / Antieuropeisti / Miguel martinez / Gilulio Tremonti / Beppe Grillo / Enrico Sassoon

     Roma, Berlino   Italia, Germania                                                                                  

    2013 – Elezioni politiche in Italia e Germania:

    quali saranno i possibili scenari futuri?

    L'Agenda "pro-Europa" sembra prevalere. 

    L'incognita vera – Il Pdl continuerà ad appoggiare

    l'eurodisastro come fatto nel 2012, o farà concessioni

    all'anti-europeista Lega? 

    Idea Tremonti – Una poltrona doc per l'Aspen Institute?

    Roma, Berlino – “Anno nuovo, vita nuova”, il detto parla chiaro, ma è anche vero che "tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare". Il 2013 per l’Unione europea potrebbe essere l’anno delle rivelazioni positive, della fine della dittatura dei mercati; o sarà l'anno della definitiva capitolazione nel burrone finanziario della crisi indotta e della creazione dei deleteri "Stati Uniti d'Europa"?  Le difficoltà continuano ad essere all’ordine del giorno, così come i sacrifici "inutili" richiesti dai vari governi ai cittadini. Insomma, oseremmo dire un “vecchio inizio” visto che “il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Intanto, si parla ancora di politica ed il 2013 offre spunti eccezionali per costruire virtuali palcoscenici sui quali far esibire gli attori del momento. La rassegna teatrale politica europea del 2012 si è chiusa il 13 Dicembre scorso,  con il summit  dell’Eurozona che ha previsto la condivisione dei debiti sovrani dei singoli 17 Stati che ne fanno parte, con l’istituzione di Eurobond “leggeri”. Cioè di altri debiti da gettare sulle spalle dei popoli. Il 2013, però, non sarà di certo meno “emozionante”  (e svilente) del 2012  e, appena iniziato, già assicura una nuova stagione densa di appuntamenti: a Febbraio si partirà con le elezioni politiche in Italia; a Settembre sarà, invece, il turno della Germania. Due Paesi, questi, che restano fondamentali per l'esistenza stessa dell'Ue o per il suo fallimento istituzionale.

     La credibilità della Merkel    "Stiamo lavorando per voi"!                        

    Tra qualche mese, insomma, "in teoria" sarà possibile che l’Unione europea  modifichi il suo indirizzo politico e sociale sulla base dei risultati elettorali.  In "pratica" meno: infatti non si intrevedono per il momento segnali precisi di cambiamento dal solco europeista tracciato dai tecnocrati.  L'unica incognita sta nel fatto che nonostante la cancelliera tedesca Angela Merkel abbia tenuto in mano le redini europee per molto tempo, dovrà fare i conti con i risultati delle urne e con l'ormai poca credibilità che le viene accordata dagli stessi cittadini tedeschi. Quando afferma – come avvenuto nelle ultime ore – “Stiamo lavorando per lasciare ai nostri figli ed ai figli dei nostri figli un’Europa migliore”, chi ci crede più? In uno scenario europeo che ha rinnegato la tradizione e la democrazia e privato i cittadini della sovranità popolare, svuotando loro le tasche con una crisi creata ad hoc, non  c’è davvero mai fine al peggio!

     Italia    Panorama 2013                                                                                                             

    Prospettare un futuro diverso, dunque, appare davvero cosa difficile, soprattutto in Italia ed in Germania. E se in Germania – come detto – è tutto rimandato a settembre, l'ex Bel Paese vive con il fiato sospeso: come sarà il dopo-Monti? Anche qui, purtroppo, le previsioni non sono di certo molto rosee. Ciò che potrebbe essere peggio di un dopo-Monti è in assoluto un Monti-bis, in accoppiata, tra qualche mese, con un bis della Merkel. Ma le opzioni nefaste sono più di una. Un buco nero che si allargherebbe a dismisura in tutta Europa, fino a falcidiare qualsiasi forma di democrazia e autonomia; fino a ridurre i cittadini alla stregua di servitù di corte.  Ma d'altra parte tra i carrozzoni politici nessuno parla di fuoriuscita dall'euro-gabbia. In questo c'è una pressocchè totale inspiegabile omologazione. Neanche lo stesso Grillo (come d'altronde le sinistre e l'IDV) sembra dare garanzie in merito: oltrechè sul signoraggio bancario: cancro che il comico genovese considera stranamente come "una battaglia persa in partenza".

     Pdl-Lega    Concessioni antieuropeiste o favori all'élite dell'Aspen Tremonti?   

    Un'incognita rilevante è rappresentata in tal senso dall'unione tra Pdl e Lega. L'europeista Berlusconi, se vorrà restare a galla dovrà fare inevitabilmente concessioni alla Lega: l'unica finora a manifestare chiaramente la sua avversione per l'Europa dei debiti fittizi. Anche in seno all'Europarlamento – va ricordato per onor di cronaca – che gli unici a manifestare e votare contro le misure lacrime e sangue furono gli eurodeputati leghisti (c.d. indipendentisti), che presero fermamente le distanze da Mario Monti quando tutti gli altri a Bruxelles furuno pronti ad osannarlo pubblicamente con applausi e standing-ovation (dalla sinistra al PPE) mentre in Italia e nel Sud Europa tutto andava a rotoli e le imprese fallivano. Ma sul neo idillio Maroni-Berlusconi qualche preoccupazione desta il forte rilancio in cima a Palazzo Chigi del Presidente dell'élitario club (atlantista e filo-Usa) chiamato Aspen Institute, un certo Giulio Tremonti. Ipotesi non proprio condivisibile. Mah! E' più facile fare tredici che capirci qualcosa! Speriamo solo, dal canto nostro, che il 2013 non sia un prolungamento dell’anno precedente e che la gabbia europea possa scardinarsi permettendo ai popoli (le vere vittime del gioco) di evadere e di salvare il salvabile. Questi dovrebbero essere i buoni propositi per l’anno nuovo. 

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Approfondimenti   L'Aspen Institute                                                                                     

    Aspen Institute Italia – Organizzazione

    filantropico-culturale o fine della

    favola chiamata Democrazia?

    L'élite della politica italiana, dell'economia e della cultura

    tutta insieme appassionatamente per "illuminare" il

    futuro della Nazione:

    crescita illuminata o inganno "democratico"?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Cos'è l'Aspen Institute?   Ecco il Direttivo                                                                           

    Presidenti Onorari – Giuliano Amato, Gianni De Michelis, Cesare Romiti, 

    Carlo Scognamiglio

     

    Presidente Aspen Italia – Giulio Tremonti

    Vice-Presidenti Aspen – John Elkann, Enrico Letta,

    Paolo Savona (Vicario),Lucio Stanca (Tesoriere)

     Cos'è l'Aspen Institute?   Approfondimenti                                                                        

    Cos'è l'Aspen Institute? Pochissimi lo sanno! E la cosa non ci sorprende affatto! Il Club nasce come organizzazione internazionale non profit – a carattere mondialista – fondata nel 1950 da un gruppo di intellettuali e uomini d’affari made in USA, al fine di "incoraggiare le leadership illuminate" e affrontare "meglio" i problemi contemporanei mediante programmi culturali comuni, conferenze e iniziative di promozione della stessa  leadership. La sede centrale ufficiale è nella stessa sede dell'impero Usa, Washington. Oggi esistono sedi Aspen anche a Berlino, Lione, Tokyo, Nuova Delhi e in moltre altre nazioni.

     I Finanziatori  

    Vi chiederete, da chi è finanziata l'organizzazione? Presto detto! Carnegie Corporation, Rockefeller Brothers Fund e Ford Foundation. I criteri di finanziamento? Semplice: quote di iscrizione a seminari/stage/convegni e donazioni individuali. Walter Isaacson – ex presidente della CNN: il canale televisivo Usa più potente e noto al mondo – è il suo attuale presidente mondiale. 

     Sedi e componenti dell'Aspen Italia  

    In Italia l’organizzazione "atlantista" inzia ad operare nel 1984. Due le sedi: Roma (Via SS. Apostoli 49) e Milano (Via Vincenzo Monti 12). L’Aspen Institute Italia riunisce la créme dell’industria, del mondo bancario ed assicurativo, della cultura, del giornalismo, delle università e della politica. Fanno parte dell'Aspen uomini di punta di organizzazioni ed aziende storiche italiane come Enel, Fiat, Rai, Confindustria, Generali, Fincantieri, Mediaset, Pirelli, Poste Italiane, società Autostrade e molte altre. Tutti sostengono l'Aspen, ed in parte  (ovviamente) anche attraverso capitali pubblici. Fanno parte dell'Aspen anche uomini di punta della politica e della classe dirigente italiana come Giorgio Napolitano, Mario Draghi (BCE), Romano Prodi, Massimo D’Alema, Fedele Confalonieri, Lucia Annunziata, Paolo Mieli, Enrico Letta, Francesco Caltagirone, Cesare Geronzi, Franco Frattini, Gianfranco Fini, Luca Montezemolo, Sergio Marchionne, Emma Mercegaglia, Tommaso Padoa Schioppa, Giuliano Amato, John Elkann, Lucio Stanca e tanti altri. 

     Gli scopi ufficialie il "Metodo Aspen" – Leggendo dal Sito 

    “Aspen Institute Italia – leggiamo nel sito – è un’associazione privata, indipendente, internazionale, apartitica e senza fini di lucro caratterizzata dall’approfondimento, la discussione, lo scambio di conoscenze, informazioni e valori". Questo è il biglietto da visita dell'élite: un gruppo ben affiatato di pensatori che orientano al meglio le sorti del Paese ponendosi non il lucro come scopo ideale e reale, ma bensì valori come la "fratellanza" e "l'uguaglianza sociale", al fine dichiarato di sconfiggere i mali dell'Italia. Però! L'unico "difetto" è che il tutto avviene a porte rigorosamente "chiuse". Stile Bilderberg, per intenderci! Lo chiamano "Metodo Aspen". Che fantasia! A quanto pare, amici, il metodo del "silenzio" è diventato uno dei migliori metodi per curare le piaghe di questo mondo marcio. Che ne dite?

     Mission stretegica – Leggendo dal Sito 

    “La missione di Aspen Institute Italia è l’internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del Paese attraverso un libero confronto tra idee e provenienze diverse per identificare e promuovere valori, conoscenze e interessi comuni. L’Istituto – leggiamo dal sito -concentra la propria attenzione verso i problemi e le sfide più attuali dell’economia, della cultura e della società, con un’attenzione particolare alla business community italiana e internazionale“.

     Una Domanda scontata 

    Ma come possiamo credere che la politica e l'economia non interessino a questa élite di uomini strettamente insiti dei marchingegni più complicati e subdoli dell'alta finanza e del mondo bancario? Davvero non possiamo crederlo, malgrado ciò che sostenga la facciata del sito. Ma ciò che colpisce di più è l'altissimo grado di trasversalità politica del club. Non esiste né destra né sinistra. Tutti assieme appassionatamente. Ma tali impotanti temi, ci chiediamo, non dovrebbero essere discussi dal Parlamento. O il Parlamento è sempre più un teatro di pupi e burattini proteso a ratificare decisioni così alte e pensieri così illuminati, prese a porte chiuse? A voi la risposta!

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La critica dello studioso Miguel Martinez 

    Per questa struttura del club dai toni spiccatamente mondialisti, piramidali ed mmantati di aleatorietà e vaghezza, lo studioso Miguel Martinez ha definito l’Aspen Institute come una "fabbrica di tritanuvole" piuttosto sospetta. Ma perchè nessuno ne parla? Nessun Lerner, Gabanelli, Vespa, Travaglio, Santoro, Saviano, Fazio, ecc.. Eppure gli oggetti trattati dovrebbero essere pubblici, d'interesse pubblico e all'ordine del giorno. Molti parlano del Bilderberg! (oggi va di moda) Nessuno dell'Aspen! Come mai? Le riunioni non dovrebbero essere aperte a tutti i giornalisti, se è vero che le soluzioni proposte sono davvero prese per il bene di tutti. Non trovate anche voi?

     Oltre la nebbia  

    Certo, l'Aspen non è un’associazione segreta! I suoi membri sono conosciuti: tutti possono andare sul sito internet. Ma è anche vero che tutti possono andare sul sito della Commissione Trilaterale senza che nessuno sappia davvero cosa accada nella medesima. Anche se ciò si può intuire. Basta vedere quel che accade nel mondo, per farsene un'idea! Una cosa è certa: l'ambiguità regna sovrana! Ma se l'Aspen non è una loggia o un club che agisce nel segreto, perchè tutta questa nebbia intorno alle sulle riunioni? 

     Chi sono gli Aspen Junior Fellows? 

    Andando sul sito dell'Aspen italia, ci ha molto incuriosito l'espressione Aspen Junior Fellows: l'espressione con la quale vengono indicate le "fotunatissime" (miracolate) gionavi leve che fanno parte dei progetti “Aspen per la Nuova Leadership”. Ovviamente per farne parte come minimo devi essere "segnalato" da un socio dell’Aspen Institute. Ovvio!  D'altra parte qui si forma la classe dirigente del futuro! Mica roba per tutti! E il reclutamento, ovvio, è uno degli elementi portanti per assicurare nel lungo periodo l'esistenza "della specie".

     Il Motto dell'Aspen Institute   

    Sul sito e sul logo del "circolo culturale" appare chiara l'inquietante scritta “Timeless values, enlightened leadership” ovvero “Valori senza tempo e leadership illuminata".  Ma se ognuno di noi in una democrazia dovrebbe contribuire al bene comune avendo accesso ai palazzi che contano, come ci spieghiamo queste "anomalie democratiche"? Che significa leadership illuminata? Beh, non ci vuole troppa fantasia per capirlo! O no?

     Raschiando sul fondo del barile 

    Sarà che quella della "Democrazia liberale", amici, è stata la più grossa bufala mai raccontata? La senzazione è che – elezioni e partecipazione a parte; fazioni, colori e baracconi politici a parte – il nostro futuro sia già stato scelto per noi. In effetti più sveliamo gli altarini che si celano dietro la "politica latente" (non ufficiale); più raschiamo in fondo al barile e più cresce – purtroppo – la consapevolezza dell'inutilità di questo folle gioco chiamato "partecipazione politica". Almeno finché le regole del gioco restano quelle attuali, stile Porcellum. Anche se probabilmente i porcellum sono ormai troppi. D'altra parte si rivela parimenti inaffidabile e fumosa anche la cosiddetta antipolitica incarnata  al momento da Beppe Grillo. Sempre per restare in tema, soprende ad esempio che Enrico Sassoon, il più importante, socio/partner della Casaleggio Associati sia anche Presidente del comitato Affari Economici dell'America Chamber of Commerce in Italia: super-lobby internazionale di banche e grandi multinazionali che rappresenta da sola oltre il 2% del nosttro Pil nazionale.  Può Grillo non sapere? Può ignorare il fatto che lo stesso Enrico Sassoon siede a fianco di Monti, Tremonti & C. nell'Aspen Institute? Può l'intelligentissimo e sveglio Grillo ignorare il fatto che la gestione tecnica del suo dominio sia domiciliata nella sede di un’azienda legata al Gruppo Telecom, uno dei gruppi più "odiati" dallo stesso comico? Una cosa appare chiara: il trasversalismo regna sovrano ovunque! Quella della cosiddetta "patecipazione politica", alla luce di questi fatti, ci accogiamo come sia diventata – e sempe con maggiore evidenza – un giochino che dalle "Rivoluzioni" Settecentesche in poi (il secolo dei lumi e dei nuovi "Illuminati") passando per le Guerre Mondiali e la nascita delle istituzioni comunitarie ci ha fatto credere di essere liberi e padroni del nostro futuro, allontanandoci dal Bene Vero (che è Dio) e portandoci a sostituire alla società teo-centrica la società del teatrino della politica. Portandoci a sostituire al  culto per "Dio", il culto per la "dea ragione" ed i suoi accidenti. Questi sono i risultati! E la deriva controllata della politica e dell'economia (come del resto di alcuni ambienti élitari della stessa Chiesa: la stessa Vergine Maria lo profetizzò a Fatima, dicendo: "I fumi di Satana entreranno nella Chiesa, ma alla fine non prevarranno su di essa") ne sono il sintomo e l'effetto più evidenti. 

    Sergio Basile, Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

     

     

     

     

  • Italia – La scure del Rating sul Gruppo Fiat, ma anche Berlino suona l’Allarme Rosso

    Italia – La scure del Rating sul Gruppo Fiat, ma anche Berlino suona l’Allarme Rosso

    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012

    – di Vincenzo Folino –

    Unione europea / Eurozona / Italia / Germania / Der Spiegel / Agenzie di rating / Declassamenti Fiat / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / declassamenti pilotati / Incriminazione / Europa / Attacco all'Italia / Christine Lagarde / Fondo Monetario Internazionale / Fmi / Europa / Sergio Marchionne / Fiat / Commissione europea / Accordi di libero scambio / Livello pre crisi / Giappone / Corea / Crisi dell'auto / Ripresa dell'auto nel 2018 / Panorama / Michele Boldrin / Ester Faia / Dante Roscini / Acea / Associazione dei Costruttori Europei / Harvard University / Reaganomics / Ronald Reagan / Concentrazionin industriali / Licenziamenti / Spese di Natale / Regali di Natale / Confindustria / Fiom / Sindacati  

    Italia – La scure del Rating sul Gruppo Fiat

    Da Bruxelles, Marchionne punta il dito sull'Ue

    Recessione settore auto – Ora anche Berlino suona

    l'allarme. L'achtung del "Der Spiegel"

    Bruxelles, Roma, Torino, Berlino – In questi giorni si è tornato a parlare di rating, e di questi tempi si sà, nessuno vorrebbe essere oggetto delle "sue" attenzioni. Ne sa qualcosa  l'Ad Fiat, Sergio Marchionne, che c'ha dovuto fare nuovamente i conti  lo scorso 10 ottobre, quando Moody's ha abbassato il rating di Fiat da Ba2 a Ba3, con outlook negativo, ed ha anche minacciato ulteriori tagli: sulla "bocciatura" graverebbero il calo della domanda di auto italiane e l'aumento della concorrenza in Brasile. Ma l'Ad Fiat non si è mostrato affatto sorpreso, e parlando a Bruxelles nelle veste di presidente di Acea (Associazione dei Costruttori Europei) ha definito "la valutazione di Moody's comprensibile rispetto alle difficoltà del mercato italiano", ma ha subito puntualizzato che ciò "non riflette la solidità finanziaria del gruppo".

     Il monito di Marchionne contro il liberista Barroso e l'Ue 

    Al contrario Marchionne ha puntato il dito contro l'Unione europea che, a suo avviso, deve "smetterla di firmare accordi di libero scambio" (pensiamo a quelli siglati con la Corea del Sud e da siglare col Giappone), e ha poi continuato sostenendo che bisogna evitare che ogni paese si muova da solo, e che al contrario occorre "un'azione coordinata a livello dell'Ue per ristrutturare il settore". Il panorama, comunque, resta desolante, visto che l'altra celeberrima (e plurindagata) agenzia, S&P, stima che la vendita di nuove auto nell'Ue non tornerà ai livelli pre-crisi prima del 2018.

     Ripresa – Il balletto dei numeri del mercato auto 

    E così, mentre Marchionne ammette di vedere nero anche per il 2013, sale pure la tensione negli stabilimenti italiani del gruppo, ormai quasi privi di prospettive per il futuro (la prossima settimana è previsto il faccia a faccia tra Marchionne e i sindacati, Fiom esclusa). Ma se, come abbiamo detto, nessuno vuole essere oggetto delle attenzioni del rating, l'atteggiamento cambia nei riguardi di parole come "crescita" o "ripresa". Basti pensare semplicemente all'innegabile "eccesso di fiducia" con cui il ministero dell'Economia prevede, per il periodo 2014-2015 una crescita rispettivamente del +1,1 e +1,3%. Ed allora via con il toto-ripresa: il governo la stima nel primo trimeste 2013, l'Fmi di Christine Lagarde forse nel 2014;  Confindustria (un pò più pessimista) solo nel 2015.

     Il "momento opportuno" 

    Ma ad essere pessimisti sono comprensibilmente in tanti. Solo il governo italiano, i "sapienti tecnici" continuano a buttare fumo negli occhi dei cittadini. E pensare che Mario Monti, come qualcuno dei nostri lettori ricorderà, parlavo impropriamente di crescita e di "uscita dal tunnel" già fin dalla scorsa primavera a Pechino. Ma si sà, i tecnici non pagheranno per alcun tipo di menzogna. Perchè? Semplice, nessuno li ha mai eletti! Al momento opportuno, quando gli ultimi saldi saranno finiti (magari Eni, Enel, Finmeccanica e la stessa Fiat) e la ricchezza nazionale spoliata per sempre (il lavoro di intere generazioni di Italiani) basterà salutare, ringraziare e sbattere il portone di Palazzo Chigi. Un giochetto semplicissimo, specie se si può cntarre sul pieno appoggio dei media di bandiera (ribattezzato da "Qui Europa" con l'espressione "media di regime" da quasi un anno a questa parte) e dei carrozzoni politici: vedi PD, PDL e UDC tra tutti.

     Recessione – L'allerta di Panorama e del mondo accademico 

    Giusto per fare un esempio "Panorama" ha riportato il parere a riguardo di tre importanti professori di economia, operanti in illustri università internazionali: secondo, ad esempio, Michele Boldrin, già il solo "fermarsi" – fermare la spirale recessiva – nel 2014 sarebbe una ripresa; un'altra economista, Ester Faia,  si domanda invece se troppo ottimismo non finisca per essere dannoso, rallentando le riforme; ed infine Dante Roscini, secondo il quale "una vera ripresa in Europa e in Italia non arriverà nel 2013 e con buona probabilità neanche nel 2014".

     Sotto gli occhi di tutti, anche dei tedeschi 

    Ma di certo non bisogna insegnare alla Harvard University per condividere queste tesi. Basta analizzare – per chi capisce, anche un pizzico, di economia – i fondamentali del nostro assetto economico oggi: una recessione galoppante che per contro non conosce prospettive di investimento. E senza investimenti produttivi, si sà, il moltiplicatpore economico non può funzionare, ed all'orizzonte non si possono che presagire nuovi licenziamenti per migliaia di dipendenti. D'altra parte l'allarme rosso sta salendo anche in Germania, anche nei ricchi e floridi land, dove finora la crisi è stata davvero poco avvertita, anche se i fantasmi della decrescita aleggiano sul plumbeo cielo di Berlino da mesi. Senza la domanda interna sostenuta da paesi come l'Italia, infatti, la stessa produzione delle industrie tedesche non può che scemare, fino ad annullarsi. Terreno fertile, anzi fertilissimo, per la speculazione delle grandi lobby industriali e bancarie, (specie statunitensi ed asiatiche) che in tal modo potranno fare spese grosse – acquisti di Natale – a prezzi da super saldi. Ciò che si chiama concentrazione della ricchezza nelle mani di una mera élite. Un pò cio che avvenne negli anni Ottanta negli Usa con la distruttiva Reaganomics di Ronald Reagan, ma innalzato alla massima potenza. Pertanto, visto questo comprensibile scetticismo, non stupisce affatto se addirittura in Germania, il perno industriale del Continente, il settimanale "Der Spiegel" titoli: "Achtung Inflation!" 

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, Settembre 15th/ 2012 – Sergio Basile –  Parlamento europeo / Commissione europea / Strasburgo / Plenaria / Andor / Barroso / Sciopero / Diritto allo sciopero /  Limitazione del diritto allo sciopero / Parlamenti Nazionali / Italia / Mario Monti / Casta italiana / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori  Strasburgo: Bocciato tra i […]

    No Jobs For Europe

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    Martedì, Settembre 11th/ 2012 – di Mario Luongo – Bruxelles / Roma / Conferenza Jobs for Europe / Pacchetto occupazione / Risultati Semestre Europeo 2012 / Mercato del lavoro in Europa / Ocse / Disoccupazione / Povertà ed esclusione sociale / Josè Manuel Barroso / Herman Van Rompuy / Christopher Pissarides / Riforma Fornero / […]

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

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    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

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    Martedì, Settembre 4th/ 2012  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino –  Ue / Bce / Berlino / Roma / Bruxelles / Angela Merkel / Mario Draghi / Mario Monti / Finlandia / Unione Bancaria / Esm / Scudo Anti-Spread / Acquisto titoli di Stato /  Covered Bond / Rating / Moody's / Lehman Brothers / Kere […]

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    Lunedì, Settembre 3rd/ 2012  – L'Editoriale del Lunedì –  Ue / Francia / Francoise Hollande / Consiglio Ue / MES / Tour Eiffel / Calo di popolarità / Austerity / Le Figaro / Ipsos / Crisi Eurozona / Nicolas Sarkozy / Bohémienne / Parigi / Eliseo / Los Angeles Times / Merkozy / Angela Merkel […]

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    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

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    Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

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    Domenica, Luglio 5th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / […]

    Terzi-Monti, doppiopesismo cronico in salsa neo-liberal

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    Sabato, Maggio 5th/ 2012 – Di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Ministro degli Esteri / Giulio Terzi / Diritti / Democrazia / Soprusi / Dittatura / Libertà / Compressione delle libertà umane / Famiglia / infanzia / Ruolo della donna / Minoranze etniche / esodati / Precarietà / Ruolo di madre / […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

     

  • Dissertazioni sulla Tobin Tax: i pro e i contro della tassa sulle Transazioni Finanziarie

    Dissertazioni sulla Tobin Tax: i pro e i contro della tassa sulle Transazioni Finanziarie

    Venerdì, Ottobre 5th/  2012  

    – di Vincenzo Folino –

    Unione europea / Mezzogiorno / Italia / Tobin Tax / Opportunità o Sfacelo / Roma / Bruxelles / Identità europea / Speculazione finanziaria / Investimenti / Condivisione su larga scala / Unanimità / Democraticità / Rappresentanza / Mediterraneo / Eurozona / Sovranità / La Padania / Insorgenza civile / Nando Dicé / Colonialismo / Questione Meridionale / Lobbismo europeo 

    Dissertazioni sulla Tobin Tax: pro e contro

    della tassa sulle Transazioni Finanziarie

    Opportunità o Clamoroso Strumento recessivo?

    E' una questione di opportunità: ma dobbiamo

    evitare nuovi fenomeni "colonialistici".

    ​La storia della "Causa Meridionale" e del lobbismo insegna!

    Tobin Tax

    Roma, Bruxelles Che strano spettacolo l'Europa. Sembra che abbiamo a che fare più con una fiction che con una "presunta" identità europea, oppure con un'istituzione sovranazionale e legittima. Dipende da come la si voglia considerare. Così potremmo spingerci fino ad una improbabile analogia con la celebre soap opera americana "beautiful", dove in ogni puntata succede qualcosa che ribalta la situazione "amorosa" dei vari personaggi; in Europa è diverso, o almeno dovrebbe esserlo, visto che non abbiamo a che fare con inciuci familiari e con improbabili matrimoni,  ma con il nostro futuro reale e spietatamente materiale. Il meccanismo è molto simile, ogni giorno vengono rilasciate dichiarazioni e vengono prese decisioni che, nel migliore dei casi stridono con quelle del giorno prima, in altri casi ci troviamo di fronte a veri e propri ribaltamenti. Senza dilungarci ulteriormente nella questione, credo visibile ai più, possiamo fare l'esempio della Tobin Tax.

     Tobin Tax: opportunità globale o pericoloso flop nazionale 

    Se solamente ieri la gran parte dei quotidiani italiani ed europei pubblicavano notizie riguardanti l’imminente approvazione della legge sulle transazioni finanziare, oggi la notizia è già quasi “completamente” smentita, ed aggiungiamo, non a tutti i torti. Infatti la Tobin Tax porta con sè alcuni problemi per niente irrilevanti, primo fra tutti quello che potremmo definire dell' "unanimità". Ovvero, tale provvedimento potrebbe avere un senso solo se "planetario", se condiviso su larga scala, altrimenti i grandi investitori, pardon gli speculaori, si troveranno a dover scegliere se fare affari con un paese in cui vigge la legge sulle transazioni finanziare, o farli con altri in cui questa tassa non c'è.

     Tobin Tax – Gli effetti collaterali e il fronte del "NO" 

    E' la tendenza è proprio quest'ultima, o meglio, il fronte dei "no" sulla Tobin Tax è particolarmente affollato, e per di più da paesi di primo piano: gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, gran parte dei Paesi Asiatici, oltre a numerosi Stati dell'Eurozona. A tutto ciò si aggiunga, come ha scritto oggi Danilo Taino sul "Corriere della sera", "non è nemmeno detto, infatti, che la Tobin Tax prenda ai ricchi per dare ai pavori, dal momento che i grandi operatori finanziari hanno gli strumenti per passarla interamente ai loro clienti", il classico escamotage insomma. L'analogia Europa-fiction può essere utilizzata anche con riferimento ad altri infuocati dibattiti che riguardano l'Unione europea, quello sulla sua "democraticità", quello che attiene alla "sovranità" degli Stati membri, e non ultimo quello inerente la "rappresentatività".

     Italia e colonialismo  – La storia insegna 

    Per quanto riguarda  quest'ultimo tassello, è di oggi l'intervista rilasciata su "La Padania" da Nando Dicè, presidente di "Insorgenza Civile", un movimento con identità espressamente Meridionalista. L'intervendo di Dicè, partendo dallo slogan "Niente da festeggiare", che il movimento ha utilizzato in occasione del 150° anniversario della cosiddetta "Unità d'Italia", punta a precisare come il Risorgimento non sia stato altro che "una semplice invasione-annessione" delle diverse parti dello stivale "da parte dello Stato piemontese, vassallo delle massonerie internazionali"; per di più  il Sud, già geopoliticamente tagliato fuori dal circuito pangermanico, dovrebbe semplicemente prendere coscienza di sè, e dovrebbe farlo soprattutto la sua "collusa" classe politica, riconoscendo nelle sue "vocazioni mediterranee l'unica possibilità di collocazione economica stabile". Insomma, il Sud "come cerniera fra l'Europa e l'Africa settentrionale in forte espansone economica (..) altro che Eurozona".

     Centro e periferia 

    Infatti, ci sono cose rigurdanti l'Europa, intesa come palazzo in costruzione, che non possono più essere ignorate, per esempio il fatto che i "lobbisti europei" incidono sull'80% delle decisioni legislative che vengono adottate dai singoli governi, e questo non è che un esempio. Così, come la storia ha svelato che l'unità d'Italia  si sia risolta in una colonizzazione del Sud, la stessa storia ci dice che se non lotteremo frontalmete contro questi "sergenti della finanza" al soldo delle banche, contro la nuova cricca tecnocratica al potere, nessun cambiamento reale potrà mai avvenire. Dovrà pur arrivare il momento dei "fatti". Altrimenti la storia della colonizzazione tra Nord e Sud (questa volta dell'Europa) sarà ben presto un qualcosa di irreversibile e micidiale.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Ora i fantasmi della crisi indotta minacciano anche Londra e Parigi

    Ora i fantasmi della crisi indotta minacciano anche Londra e Parigi

    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 

    – di Alessandra De Rose e Sergio Basile  –

    Eurozona / Proteste / Manifestazioni / Londra / Parigi / Atene / Roma / Spread / Fernando Jimenez Latorre / Tagli / Finanziaria / 2013 / Grecia / Regno Unito / David Cameron / Referendum / Liberismo / Ricapitalizzazioni bancarie / Stress test bancari  / Euroscettici 

    Ora i fantasmi della crisi indotta minacciano

    anche Londra e Parigi

    Londra pensa ad un Referendum per uscire dall'Ue,

    Cameron sotto pressione degli "Euroscettici"

    Parigi: in arrivo 20 miliardi di euro di nuove tasse e 

    una finanziaria da 37 miliardi

    Atene, Madrid, Parigi, Londra, RomaBisogna diminuire lo spread. È questo l'appello – il tormentone propagandistico – lanciato dagli "economisti italiani" che quotidianamente indicano le "azioni necessarie" per fingere di porre un freno allo stato di crisi in cui versa oggi l'Unione europea. L'intero continente è in agitazione. Nelle piazze ateniesi continuano a susseguirsi senza sosta gli scioperi, e le manifestazioni indette dai sindacati danno voce alla disperazione che sta dilagando come unmorbo presso l'intero popolo greco. Nel frattempo il governo ellenico fa fronte alla crisi nella maniera più sbagliata e perseverando – seguendo l'immorale e vampiresco copione scritto dalla Troika – Ue, Bce, Fmi) in una politica di tagli lineari senza metter mano a vere e proprie riforme strutturali antispeculative e riducendo alla fame il proprio popolo.

     Spagna – La reiterata cecità dell'eurocasta – Robin Hood alla Rovescia  

    Stesso scenario nelle piazze di Madrid, dove il 26 settembre scorso è stata organizzata una "biblica" manifestazione contro i tagli. Ma la cecità dell'eurocasta continua, malgrado le proteste e la nascente rivoluzione. Secondo quanto è emerso dagli stress test bancari, infatti, le banche spagnole avrebbero bisogno di una ricapitalizzazione di circa 59 miliardi di euro, ed il segretario di stato spagnolo per l'economia Fernando Jimenez Latorre ha dichiarato nelle scorse ore come "sia necessario un aiuto europeo per il settore bancario – ribadiamo "per il settore bancario" – di circa 40 miliardi di euro". Le banche (le principali responsabili della crisi, in complicità con i tecnocrati dell'Ue) saranno dunque quasi certamente le nuove e sole destinatarie degli aiuti: ecco le meraviglie dei nuovi Robin Hood nalla rovescia. Si ruba ai poveri per dare ai ricchi!

     Crisi – Anche la Francia ora è sotto assedio 

    Intanto in Francia è stata presentata una finanziaria da 37 miliardi di euro per il 2013 per ridurre il deficit al 3% del Pil: sono previsti 20 miliardi di euro in nuove tasse a carico sia delle famiglie che delle imprese.

     Regno Unito – Referendum per uscire dall'Unione europea 

    Nel Regno Unito, invece, le pressioni degli euroscettici sembrano condizionare fortemente la politica di David Cameron il quale ha recentemente ribadito (come Beppe Grillo e Roberto Maroni lo hanno fatto im Italia per l'euro) l'ipotesi dell'indizione di un referendum sulla permanenza nell'Unione EuropeaI sondaggi svolti tra la popolazione britannica circa la necessità di tale referendum, sono eloquenti: il 67% dei cittadini britannici lo vuoleRiguardo l'utilità, o meno, della presunta uscita della Gran Bretagna dall'ambito Europeo si susseguono numerose considerazioni. Punto forte degli euroscettici è sicuramente l'inevitabile influenza della crisi europea sul mercato britannico.

     La blanda difesa degli "Europeisti anglosassoni" 

    Gli eurofili, al contrario – ed in maniera opinabilissima ed alquanto vaga – sostengono come la metà delle esportazioni del Regno Unito siano dirette all'interno dell'Unione europea e sostengano il liberismo europeo. Ma se la crisi dei Paesi dell'Eurozona – obiettiamo a tale posizione – è anche una crisi di consumi ovviamente la stessa industria del Regno unito, alla lunga, ne farà le spese. E' matematico! In secondo luogo le blande  osservazioni a difesa della permanenza nell'Ue da parte dei teorici dell'europeismo anglofono, rivendicano come un'uscita dallo scenario europeo comporterebbe una minore considerazione nell'ambito politico ed economico internazionale. Ma questo a ben vedere è un'argomentazione retorica ed inconsistente. Questo, a nostro avviso, è sicuramente il minore dei problemi, rispetto ai disastri che stanno causando le politiche neoliberiste dell'Ue e la trappola dell'Eurozona: avvertite – ricordiamolo – sia pur marginalmnete dai cittadini del Regno Unito, che come noto si sono guardati bene (furbi loro) dall'aderire alla moneta unica e dal perdere (svendere) la propria sovranità monetaria.

     Un Autunno caldissimo 

    Si profila, dunque – e non solo a livello climatico – un autunno caldissimo poiché all'orizzonte non si intravedono elementi di ripresa. Occorre, dunque, un'azione concertata e coordinata da parte delle istituzioni dell'Unione europea per porre uno stop serio alle politiche deleterie e mercatiste perseguite finora. Uno stop a questo inganno del debito pubblico fittizio ed autorigenerante. In poche parole si deve tornate alla rinazionalizzazione delle banche centrali (sull'esempio di paesi come la Norvegia) o alla fuoriuscita dall'Eurozona, seguendo l'esempio degli scaltri inglesi. Altrimenti l'uscita dall'Eurogabbia di molti paesi non sarà solo una minaccia, ma una provvidenziale ed auspicabile necessità. Meglio la disgregazione e l'allontanamento da un progetto fallito ed autolesionistico, che la morte per stenti e fame! Che dite?

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  • Da Twitter a Facebook le secche repliche alle sparate del Cavaliere

    Da Twitter a Facebook le secche repliche alle sparate del Cavaliere

    Giovedì, Settembre 20th/ 2012

    – di Federica Santoro e Sergio Basile  –

    Italia / Le sparate del Cavaliere / Roma / Eurozona / Germania / Angela Merkel / BCE / Silvio Berlusconi / Calo di consensi / Critiche governo Monti / Fiscal compact / Imu / Grillo / Movimento 5 Stelle / Francesco Storace / La Destra / Spread / 37 Fiducie / Populismo / Manovre elettorali / Sergio Basile / Federica Santoro / Qui Europa / Osservatorio Nazionale Indipendente / Università di Catanzaro / Magna Graecia 

    Da Twitter a Facebook le secche repliche

    alle sparate del Cavaliere

    Francesco Storace da Twitter attacca mister B sul

    sostegno al Fiscal Compact: "Perchè l'ha votato?"

    I Grillini inondano si post Facebook e il sito del M5S:

    37 fiducie al Governo dei banchieri non sono bruscolini

    Roma –  L’ex premier, Silvio Berlusconi, come annunciato ieri dalle colonne di "Qui Europa", sembra aver riaperto ufficiosamente la sua personalissima campagna elettorale con i suoi  classici slogan, le sue dichiarazioni forti – spesso sopra le righe – ed i suoi pirotecnici modi che non di rado – come i nostri lettori ricorderanno – hanno finito per far presa sui cittadini abbagliati dall'ambiguo e distorto riflettore dell' "uomo forte"". Aboliremo l'Imu", è tornato a promettere! La cancellazione dell'odiata tassa municipale sugli immobili. "Come abbiamo abrogato l'Ici, – ha dichiarato – così aboliremo subito l'Imu", e lo ha detto attaccando (col solito siparietto da avanspettacolo)  la sinistra di Bersani (“non possiamo lasciare l’italia in mano alla sinistra”, ha sbottato, rispolverando un suo vecchio propagandistico cavallo di battaglia), e dichiarando come il primo punto del suo "nuovo" programma sia l'imposta patrimoniale anche sui piccoli appartamenti. Forse lo ha fatto – ed è più di una supposizione – per recuperare un pò di consensi facili. Un'arma populistica da controbbattere al calo verticale nelle simpatie dei suoi stessi elettori storici, subito dal Cavaliere negli ultimi nove mesi a questa parte. Un'emorragia, evidentemente, da tenere a bada con ogni mezzo!

     Dall'IMU all'attacco a Berlino sulla "Licenza Bancaria" della BCE 

    Mister B. ha poi attaccaco senza mezzi termini la Germania e la politica monetaria di Francoforte, dichiarando inaccettabile il fatto che la Merkel non consenta che la Bce (Banca Centrale Europea) possa batter moneta: ovvero sia investita dei pieni poteri della cosiddetta "licenza bancaria d'emissione" nella sua attività di controllo e gestione del cosiddetto "Scudo Anti-Spread". E questa – così come ribadiamo da mesi noi di "Qui Europa" – non è una novità: è un mattone che pesa in maniera tragica sull'accrescimento del debito pubblico e delle sofferenze bancarie dell'intera Eurozona. Il Cavaliere ha poi aggiunto come anche il calo dello spread, dovuto – pare – alla decisione della Bce di acquistare direttamente i titoli di stato (anche se ormai sappiamo ed abbiamo ampliamente dimostrato in dozzine di articoli come lo spread ed le "previsioni" del rating siano solo delle balle colossali da non seguire assolutamento come riferimento e termometro economico-finanziario) sia solo un effetto provvisorio e non durerà a lungo. Anche in quest'ultima scoperta da "acqua calda" concordiamo, ovviamente, con il Re di Arcore! Solo un ipocrita, un furbetto del questierino europeo, o un ignorante, in tal circostanza non lo farebbe!

     Troppo comodo carissimo Mister B 

    Berlusconi, ha poi ipocritamente ricordato i mali del Fiscal Compact (lo stesso che ha contribuito a votare) reo di impedire la crescita economica (ed anche su questa ovvietà non possimo che concordare con il Cavaliere smemorato dalle mille facce). Quella di Berlusconi, sarebbe dunque una dichiarata presa di posizione (sia pur tardiva e strategica) contro i vincoli di bilancio previsti dagli accordi europei. Ma perchè allora non stacca la spina al governo Monti? Mistero! Perchè ha votato in questi mesi a favore del governo del rigore e della recessione ben 37 fiducie? Troppo comodo carissimo mister B.!

     L'Indispettita replica di Storace a Mister B. da twitter 

    Le parole del Cavaliere, anche nelle ultime ore – come ormai da giorni – hanno comprensibilmente causato una sorta di terremoto politico con varie scosse di assestamento. Tra gli spunti e le repliche più interessanti, senza dubbio quella  del  leader de "La Destra", Francesco Storacevia Twitter. Domanda legittimamente al cavaliere, l'amico Storace: Se non vi piacciono le norme sul Fiscal Compact, "allora perché le avete approvate?" forse l’ex premier dimentica che tutti i provvedimenti di austerity attualmente in vigore nel nostro paese sono stati approvati e votati dal suo partito, e con ben – ribadiamo ancora per non scordarlo – 37 fiducie. un record che l'Europa ed il mondo di certo non ci invidiano!

     Dall'IMU all'attacco a Berlino sulla "Licenza Bancaria" della BCE 

    Ma il Cavaliere ne ha avuto di frecciatine (francamente fuori luogo ed ingiustificate) anche per il Movimento 5 Stelle e per il suo leader, dichiarando che Grillo è un ottimo comico, ma tale resta. Ovviamente le parole di Berlusconi non potevano lasciare indifferenti gli umori dei membri del popolo grillino, che da Facebook e dal sito ufficiale del Movimento hanno subbissato – e lo continuano a fare incessantemente – di "fischi ideali" il ritorno del mai domo padroncino di Arcore, che di Monti oggi – malgrado tutto – resta il principale fan e sostenitore. Anche questa è la "Seconda Repubblica". A questo punto non ci resta che sperare nella "Terza"!

    Sergio Basile, Federica Santoro (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Gli Ignoranti del Debito

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    Martedì, Settembre 11th/  2012 – Redazione Qui Europa  – Italia / Roma / Mario Monti / Pierferdinando Casini / Rocco Buttiglione / Matteo Renzi / Pierluigi Bersani / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Trattato di Lisbona / Benito Mussolini / Ignoranza / Signoraggio Bancario / UDC / PD / Ventennio fascista / Contestazioni a Fassina […]

  • Le Falsità di Draghi-Barroso: “Impossibile uscire dall’Euro!” – L’Olanda fa le valigie, Washington pressa Madrid

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    Venerdì, Settembre 7th/  2012

    – di Silvia Laporta –

    Unione europea / Bruxelles / Francoforte / Amsterdam / Madrid / Washington / Bce / Eurozona / Eurogruppo / Barroso / Junker / Omama / Rajoy / Mario Draghi / BCE / Olanda / Spagna / Euro / Fine della moneta unica / Art. 140 / Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea / Obama / Colonialismo / Imperialismo Usa / Nuova Guerra Fredda / Titoli di Stato / Nuovo Ordine Mondiale 

    Draghi-Barroso: "Ormai è impossibile uscire

    dall’euro!" Le falsità dei Tecnocrati

    Intanto l’Olanda si ribella, "No al Mes!" 

    Amsterdam auspica di uscire dalla moneta unica!

    Intanto gli Usa offrono il loro “aiuto” alla Spagna.

    La riflessione dell'eurodeputato Claudio Morganti:

    "Utilizzano fittiziamente i trattati Ue per speculare sull'euro e

    giustificare i propri magheggi e l'assenza di Democrazia!"

    Bruxelles, Francoforte, Asterdam, Madrid, Washington – "Uscire dall’euro è irreversibile!" Lo ha dichiarato nelle scorse ore Mario  Draghi, il presidente della Bce, spalleggiato da Jean Cloude Juncker – presidente in carica dell'Eurogruppo – che ha definito  la fine della moneta unica come “tecnicamente impossibile”; e dalla Commissione europea, (di Manuel Barroso) che si rifà all’art. 140, richiamando il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. In realtà questo articolo fa riferimento alla fissazione irrevocabile del tasso al quale l’euro è subentrato alle monete nazionali degli stati membri; ma viene malamente utilizzato dalla Commissione, per poter giustificare le proprie torbide e confuse manovre. Ce lo ha fatto notare ieri l’eurodeputato della Lega Nord, Claudio Morganti,  che ha obiettato: “ Perlomeno Draghi non si è appellato ad alcuni titoli dei trattati che non hanno alcuna attinenza con l’irreversibilità della moneta unica, senza speculare su quello che essi dicono o non dicono”. Da queste affermazioni – continua l’eurodeputato leghista –   si deduce che se uno stato decidesse di uscire dalla moneta unica, dovrebbe recedere necessariamente anche dall’Unione. Un meccanismo che testimonia l’oscurità dei trattati europei e la scarsa democraticità di questa zavorra, che presto ci porterà tutti alla deriva”.

     L'UE sempre più sgretolata – Verso lo Sfaldamento Finale 

    L’Unione europea, dunque – malgrado i proclami TV ed i titoloni illusori della stampa di regime – è sempre più sgretolata. Il denaro, gli interessi e il profitto personale, dividono gli stati del Vecchio Continente. Saranno forse i Trattati europei che fanno acqua da tutte le parti? Oppure è solamente una questione di "tradimento dei Trattati"? Beh – come visto nei giorni scorsi – un pò sia l'una che l'altra ipotesi! Ma fortunatamente in Europa non sono tutti plagiati come noi Italiani: altrove la stampa è infinitamente più libera e veritiera.

     Olanda – "Pronta a far le Valigie" 

    Ne è esempio il sistema olandese: Paese Ue, l'Olanda, aderente all'euro, nel quale il confronto democratico e la stampa obiettiva hanno permesso di far maturare un forte e libero dissenso verso l'Ue e la stessa Euro-gabbia. E l’Olanda, dunque, alza la testa e si appresta a fare le valigie. Nel paese dei mulini e dei tulipani, infatti, si intensifica giorno dopo giorno,  ora dopo ora, il coro contrario al MES ed alla formazione degli Stati Uniti d’Europa. Si respinge cioè la dittatura e il totalitarismoIl 12 Settembre gli Olandesi saranno chiamati, per la seconda volta in due anni, alle urne: queste elezioni saranno decisive su welfare ed Europa. A questo proposito gli Olandesi sono davvero  stanchi: già lo Stato sociale ha subito dei profondi tagli  e adesso nessuno vuol vedere lo sgretolamento del welfare e salutare altri miliardi che prendono la via di Bruxelles, destinati al Fondo Salva Stati Permanente: il totalitaristico e liberticida MES. La maggior parte dell’ostilità si rivolge all’Europa politica, vista come un mostro burocratico, un leviatano di tocquevilliana memoria che minaccia la sovranità olandese e consuma risorse. E nelle prossime elezioni, entrambi le ali politiche, hanno cavalcato questo sentimento di insofferenza: da una parte l’estrema destra vorrebbe l’uscita dalla moneta unica e dalla stessa Unione europea; dall’altra i socialisti intendono limitare l’ingerenza di Bruxelles nelle questioni nazionali e tagliare i trasferimenti alle istituzioni europee.

     Il Timore dell'Eurocasta  

    Un messaggio che fa tremare Angela Merkel, Mario Monti, Francoise Hollande e – ovviamente – gli stessi Mario Draghi, Jean Cloude Junker, Herman Van Rompuy e Manuel Barroso, che vedono ormai la loro politica pro-austerity vacillare sempre di più, venendo a mancare – come pare – l’appoggio di un altro tassello importante di questo aborto mostruoso di Unione europea. L'Olanda, appunto! Tutto ciò accade, come trattato nella giornata di ieri – da "Qui Europa" – mentre l'Osservatorio Statistico europeo della Commissione Barroso (Eurobarometro) dà curiosamente e – consentiteci – "misteriosamente" il sentimento "europeista" tra gli stessi cittadini europei in forte e continua ascesa! Che dire?! Divertente! Molto divertente davvero! Solo che non è una battuta!

     USA-EUROPA – Una Seconda Guerra Fredda del Debito? 

    Oltreoceano, invece, qualcuno si “preoccupa” per noi europei. Ma attenzione alle virgolette! Mentre l'Europa attende con trepidazione la decisione ufficiale della Consulta Tedesca sulla legittimità del MES, e Mario Draghi – nelle scorse ore – ha di fatto commissariato l'Italia, aprendo all'acquisto diretto di titoli di stato solo dietro il ricatto degli "aiuti" (a morire) della famigerata Troika (Ue, Bce, Fmi) gli Stati Uniti di Obama hanno lanciato una bomba: il tesoro americano, vuole stanziare le sue riserve di decine di milioni di dollari, a favore della Spagna. Il motivo di questo intervento esplosivo è parrebbe piuttosto variegato: innanzi tutto Madrid è vittima di una pressione tedesca, che Obama vorrebbe smorzare; In secondo luogo la Spagna è importante per l’economia dei paesi Sudamericani; in terzo luogo – a detta di Washington – quella annunciata vorrebbe essere una "provocazione istituzionale" nei confronti del Vecchio Continente, del tipo: “voi non fate niente, ci pensiamo noi!”. Ma la verità e che la globalizzazione dei mercati, la finanziarizzazione dell'economia e la globalizzazione del debito (vedi anche i pesantissimi interessi della Cina sui titoli di stato europei) ma soprattutto l'esproprio forzato della sovranità monetaria degli stati, hanno finito per aprire i portoni dell'Europa  – con il pretesto di un debito artificiale – ad ogni sorta di barbari invasori, e con la complicità di quelli che dovrebbero essere i custodi (neo-liberisti) delle nazioni! Ed in tutto ciò – come sempre: la storia del Novecento ce lo insegna – l'imperialismo USA ci sguazza, all'insegna del progetto mondialista di un Nuovo Ordine Mondiale filo-statunitense. Insomma quasi una Seconda Guerra Fredda. Un conflitto, questo, che si combatte però a botta di "menzogne e grana": compravendite di stati, per i propri interessi. Alla fine chi la spunterà non ha importanza: l’unica sconfitta – se tutto dovesse restare invariato – sarà quella personale, quella che riguarda le dignità della povera gente, vittima della crisi indotta, ormai diventata merce di scambio. Ormai tagliata a trance e rivenduta come avviene col pesce in un qualsiasi mercato rionale.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012 Unione Europea / Crisi /  Rigore / Nobel / Paul Krugman   Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il  rigore!         Il duro monito di Paul Krugman all'Ue New York – Sentir parlar male dell’eccessivo rigore economico da un cittadino medio potrebbe non suscitare effetti importanti, […]

     

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

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    Domenica, Giugno 17th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / […]

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

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    Venerdì, Giugno 15th / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore / […]

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

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    Giovedì, Marzo 29th / 2012 Grecia / Troika / Ue  / Bce / Fmi / Commissione europea / Crisi / Banche  / Dignità umana / Spread / Rating / Blocco consumi / Protesta / Multinazionali  Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika Quando l'euro vale più della dignità umana Ma “l’usura” non era un reato? […]

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

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    Martedì, Luglio 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare  […]

    Euro: non è nato sotto una buona stella, e si è visto…

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    Mercoledì, Giugno 20th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Europa / Roma / Francoforte / Bruxelles / Euro / Lira / Moneta Unica / Unione Monetaria / Unione politica / Maastricht / Tangentopoli / Spot euro / Euroscettici / Giulio Andreotti / Gianni de Michelis / Guido Carli / Pierre […]

     

  • Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4:  Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4: Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Lunedì, Agosto 27th/ 2012

    – L'Editoriale di Sergio Basile –

    Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio Ciampi / Guido Carli / Mario Draghi / Romano Prodi / Giuliano Amato /   Jean-Baptiste Colbert / Federal Reserve / Bretton Woods / Oro / Trattato di Lisbona / Sacco del Britannia / Convertibilità in oro / Bankitalia / Basilea / Ignazio Visco / Euro / Target 2 / Truffa legalizzata / Qui Europa / Eurozona / IRI / Beniamino Andreatta / Stalin / Armand Hammer / BRI / Banca dei Regolamenti Internazionali 

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4°:

    storia delle Banche Centrali e del

    Signoraggio. Una storia che tutti

    dovrebbero conoscere

    Ecco com’è nata la truffa del Debito Pubblico

    e come continua a schiavizzare i popoli

    Debito: gli inganni di Mario Monti e dell’Ue

    Ecco cosa fare nel concreto per riscattarci dal Debito

    Roma, Bruxelles, Londra, Francoforte – Che siamo vittime spesso “ignoranti e inermi” di una crisi finanziaria globale indotta e pilotata, a causa di una disinformazione dilagante e sistematica, ormai lo stanno capendo anche i bambini; le menti più ottuse; e/o i cittadini più distratti. Il responsabile di ogni male ci viene dipinto oggi come il debito pubblico. Ma non è proprio così. Esso è solo l’effetto del più grande inganno mai perpetrato da una élite di uomini ai danni dell’umanità intera: il tentativo del principe del denaro e dell’egoismo di corrompere mediante il vile danaro tutto il creato e le creature che il Signore Dio, nella Sua immensa bontà ha generato. La stampa di regime ed i politici da strapazzo dicono che il debito pubblico sia il risultato di una spesa statale fuori controllo,  ed immorale, questo è vero. Ma solo in parte, in piccola parte! Sostenere l’esclusività e l’assolutezza di questa tesi equivale a mentire grossolanamente! Come equivale a mentire il sostenere che la crisi sia originata dal Debito pubblico. Ne è prova l’indebitato, ma ricco Giappone: paese in continua crescita, malgrado abbia un debito pubblico (il più alto al mondo) 4 volte maggiore a quello italiano. Ma, dunque, come nasce in realtà il mito del debito pubblico? Chi è oggi il proprietario del debito pubblico delle nazioni fatte oggetto della misteriosa crisi indotta? Che rapporto intercorre tra debito e grado di schiavitù dei popoli europei? Abbiamo cercato di rispondere a questi interrogativi nei precedenti tre editoriali di “Qui Europa” dedicati al tema, dal titolo “Schiavi di un Debito Illegale”. Oggi, tuttavia cerchiamo di comprendere come tutto storicamente abbia avuto inizio, partendo proprio dalla nascita, dall’evoluzione e dal controllo delle Banche Centrali e della moneta nazionale: il vero cuore del nostro problema!

      Louis Even e la storiella che tutti dovrebbero conoscere  

    Emblematico, in tal senso è il racconto di Louis Even, il sostenitore più convinto del Credito Sociale. “Cinque naufraghi riuscirono a raggiungere un’isola deserta. Si trattava di un muratore, un contadino, un allevatore, un agronomo e un ingegnere. Secondo le rispettive competenze, i cinque si dettero da fare per realizzare una comunità organizzata. Ciascuno diede il suo apporto in funzione alle sue competenze. L’economia dell’isola era incentrata sul baratto. Sull’isola vi era però armonia. Successivamente  arrivò sull’isola il sopravvissuto di un altro naufragio. Sbarcò da una scialuppa portando con sé una pressa, una cassa piena di carta e un barile sigillato. Il nuovo arrivato fu ben accolto.  Si trattava di un banchiere. Il neo-arrivato, preso atto delle attività dei cinque, disse: “Per far funzionare bene le cose vi manca solo il denaro”. Allora con la carta e la pressa iniziò a stampare 1000 dollari, coprendoli in garanzia con un barile d’oro portato in salvo dal naufragio. Egli prestò duecento dollari a testa all’interesse del 2% annuo. Prestito garantito dai frutti delle attività, dalle capanne e dagli attrezzi dei beneficiari del credito.

      L’inganno del banchiere  

    Ma la felicità sull’isola durò ben poco. L’ammontare del loro debito, ben presto,  – capitale più gli interessi maturati – divenne superiore all’intero importo del circolante, cioè superò i 1000 dollari stampati ed immessi nell’economia dell’isola. In quell’isola era così nato il debito pubblico. Un debito destinato ad aumentare anno dopo anno. Il risultato diretto di questo fu l’incremento incessante e progressivo dei beni del banchiere, che – con questo stratagemma – stava diventando il padrone indiscusso di tutti i beni presenti sull’isola. Non solo, il banchiere ben presto finì anche per interferire nella vita politica (privata e pubblica) degli abitanti dell’isola, dicendo loro – in virtù del suo potere – come dovevano fare o non fare. Tutti i cittadini divennero dunque succubi e schiavi del banchiere. Ma se il denaro se lo fossero stampato loro, senza l’intromissione di quel banchiere venuto dal mare, si sarebbero ridotti a questo stato di indebitamento, subalternanza e condizionamento? Sicuramente no! L’interesse sul debito non sarebbe mai scoppiato.

      La reazione degli isolani  

    Questo perché il denaro rappresentava il valore dei beni presenti sull’isola (era il corrispettivo e l’espressione dei beni, dei servizi e delle attrezzature presenti) e quindi, essendo loro i proprietari dei beni, avrebbero dovuto essere anche i proprietari del denaro sul quale nessuno avrebbe potuto pretendere il pagamento di interessi. I cinque allora, compreso il sottile inganno, si ribellarono, e ricacciarono violentemente in mare il disonesto banchiere. Come ciliegina sulla torta,  Even racconta che, “quando i cinque andarono a dissotterrare il barile che doveva rappresentare la copertura aurea della moneta stampata dal banchiere, scoprirono che esso era pieno di sassi”. Cioè, il denaro stampato dal banchiere disonesto, non era altro che misera carta straccia! Assolutamente non garantita da alcun lingotto d’oro.

      Uso improprio della tassazione   

    Tale racconto e tutt’altro che paradossale: si pensi ad esempio che già nel 1696, in Inghilterra, a fronte di 1.750.000 sterline stampate, esisteva una riserva di cassa di sole 36.000 sterline d’oro. Fin da allora, in aggiunta – come accade esattamente anche oggi – il 40-50% delle finanze statale furono dirottate in spese per armamenti e guerre. Anche se oggi c’è chi le chiama “missioni di pace”!  Tra interessi bancari passivi e guerre, gli stati – sotto l’egida di organismi internazionali – spendono oggi tra il 60 e il 70% dei fondi reperiti attraverso – spesso e volentieri – barbare forme di tassazione. Allora comprendiamo meglio la celebre frase dell’economista francese Jean-Baptiste Colbert che nel Seicento scriveva: “La tassazione è l’arte di spennare l’oca in modo tale da avere il massimo di piume con il minimo possibile di starnazzi”.

      Origini storiche del Signoraggio  

    Un tempo il potere di coniare moneta era riservato alla massima autorità: imperatori, re,  principi. Ricchi mercanti e possidenti di argento e oro giungevano dunque alla zecca dello Stato o del Regno, e trasformavano in monete i metalli preziosi. Una piccola parte di questo metallo veniva trattenuta dal signore di turno come compenso per l’operazione di conio. Questo compenso si chiamava signoraggio: privilegio gelosamente difeso dall’autorità statale. Ma poi qualcosa iniziò subdolamente a cambiare, il demone del denaro prese il sopravvento, ed il gioco fu ben presto chiaro, anche se non del tutto per l’ingenuo popolino.

      Società private chiamate “Banche Nazionali”  

    William Paterson – ricco speculatore – sul finire del Seicento, nel Regno Unito ottenne dal sovrano il privilegio di coniare moneta. Nacque così la “Banca d’Inghilterra”: istituzione rigorosamente privata, malgrado il nome ingannevole. Paterson sintetizzò il senso dell’operazione con una frase disarmante quanto emblematica: “La banca trae beneficio dall’interesse che pretende su tutta la moneta che crea dal nulla”. Sul modello della banca di Paterson furono istituite: nel 1695 la Bank of Scotland, nel 1765 la Königliche Giro und Lehnbanco di Berlino, nel 1782 il Banco di San Carlo di Madrid, nel 1800 la Banca di Francia. Le banche di emissione, dunque, dopo il 1694 divennero quasi tutte private. Negli Usa ciò accadde il 23 dicembre 1913 con il “celeberrimo” Federal Reserve Act: l’atto istitutivo della Banca Centrale americana, la più grande banca privata del mondo. Nel 1937, Stalin privatizzò anche quella dell’Unione Sovietica: con la complicità del petroliere ebreo-americano Armand Hammer.

      La nascita della Banca d’Italia  

    Nel Bel Paese, nel 1874, le banche autorizzate a emettere moneta erano sei: la Banca Nazionale del Regno d’Italia, la Banca Nazionale della Toscana, la Banca Toscana di Credito, la Banca Romana, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia. Nel 1893, dopo lo scandalo e il fallimento della Banca Romana, i 4 istituti dell’Italia centro-settentrionale vennero fusi, dando vita alla Banca d’Italia, che nel 1926 restò l’unica con diritto di battere moneta. Mussolini – bisogna dargliene atto – durante il suo ventennio cercò con ogni mezzo di mantenere l’autonomia della Banca d’Italia. Costretto a sottostare alle minacce di Usa e Inghilterra, non poté nazionalizzarla, (per non andare in urto con i due massimi creditori internazionali dell’Italia) ma, con la riforma del 1926, escogitò un sistema di controllo – indiretto – dell’Istituto di emissione della lira. La Banca d’Italia rimase un Istituto indipendente – prima una Società autonoma, poi una Società per Azioni – la cui proprietà però fu affidata a Enti statali, Casse di Risparmio e Banche d’interesse nazionale che qualche anno dopo sarebbero diventate (con l’IRI) proprietà dello Stato. Ciò, evidentemente, evitò lo scoppio del debito pubblico, salvaguardando da minacce esterne la sovranità monetaria nazionale; e custodendola nelle mani del popolo italiano. Né è prova – tra l’altro – il fatto che Mussolini, in quegli anni, riuscì addirittura ad ottenere il pareggio di bilancio: e ciò, senza alcuna manovra lacrime e sangue stile Monti, per intenderci.

      Lo snaturamento del ruolo finanziario e monetario dello stato  

    Un colpo mortale allo snaturamento del ruolo della Banca Centrale fu dato nei primi anni Ottanta da Carlo Azeglio Ciampi (governatore di Bankitalia) e da Beniamino Andreatta (ministro del Tesoro). Nel 1981, infatti, fu sancito il diritto della Banca Centrale a non sottoscrivere i Titoli di Stato del debito pubblico: grande primo regalo fatto alla speculazione internazionale. Stranamente in quell’anno – è bene rammentarlo – iniziò a collaborare col governo – come consulente finanziario – un giovane di “belle speranze” chiamato Mario Monti. Ovviamente, per l’Italia, fu l’inizio dell’era del debito pubblico, che ben presto andò  “alle stelle” per la gioia della speculazione internazionale.

      Il Sacco del Britannia  

    L’indipendenza monetaria poi fu duramente minata negli anni Novanta da Romano Prodi (uomo Goldman Sachs, che avviò un piano di privatizzazioni e liberalizzazioni senza precedenti) e da Giuliano Amato, che da presidente del Consiglio, con il celeberrimo decreto “Carli-Amato” del 1992, privatizzò la Banca d’Italia, derubando gli Italiani della propria sovranità nazionale. Essa passò dunque – mediante il trasferimento del 96% delle azioni – nelle mani di banche private come Banca Intesa e Unicredit. Allo stato restò un misero 4% Mediante Inps e Inail. Nel 1992, poi, il Ministro del Tesoro, Guido Carli, abolì il controllo del governo sul tasso di sconto: che rimase prerogativa unica della Banca d’Italia, e quindi della speculazione privata. Oggi prerogativa – ricordiamolo – della privata BCE di Mario Draghi. Il piano segreto concordato sul Real Panfilo della Regina Elisabetta II, chiamato Britannia (che vide tra i protagonisti guardacaso  proprio uomini come Draghi, Amato, Carli, Andreatta, Prodi e Ciampi: uomini di destra e di sinistra tutti insieme appassionatamente) fu attuato in pieno, e oggi quasi terminato  – pare – proprio all’azione del governo dei banchieri di Mario Monti. Un particolare curioso, che poniamo poi alla vostra attenzione, riguarda la recente nomina a capo di Bankitalia di Ignazio Visco: Visco – pochi lo sanno – è un uomo del BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) di Basilea (Istituto di coordinamento di tutte le Banche centrali del mondo) controllato oggi dalla Federal Reserve e dalla Banca d’Inghilterra, che ne posseggono nel complesso il 40% delle azioni. A Capo di Bankitalia, oggi vi è pertanto un uomo espressione di questo ingannevole status quo internazionale.

      Un passaggio fondamentale  

    Fin dalla nascita dlla Banca d’Inghilterra – passaggio fondamentale da comprendere –  la convertibilità in oro di quella cartamoneta fu da subito un fatto formale: essa – è doveroso saperlo – fu sospesa nel 1914, molto prima del dollaro: giunta solo il 15 agosto 1971, qualche anno dopo, cioè, dall’assassinio del Presidente John Kennedy. Ma il culmine degli eccessi fu raggiunto con la Firma degli Accordi di Bretton Woods, nel 1944, che legalizzò l’incontrovertibilità tra oro e banconote circolanti: trasformando gli stati in una sorta di aziende in bancarotta più o meno perenne!

      la nascita del Debito Pubblico permanente  

    Il tumore del debito, quindi, cominciò ad incancrenirsi fin dal 1694: da quando cioè si diffuse la moda di delegare l’emissione del denaro a banchieri privati: i nuovi reggenti, gerarchi, dei popoli. Non fu, dunque, più il ricco signore – o lo Stato – mediante il trasferimento del proprio oro a garantirsi i benefici del signoraggio, ma bensì i banchieri privati: speculatori il cui mestiere non fu (e non è) quello di perseguire gli interessi della Nazione, ma bensì il perseguimento dei propri utili. Da allora l’umanità poté assistere ad un sostanziale e aberrante cambiamento: la trasformazione del debito pubblico da temporaneo (in genere ripagato da governi o creditori dopo guerre o missioni di vario tipo) a permanente. Non bisogna, infatti, mai dimenticare che il debito pubblico nell’Inghilterra di fine Settecento, in meno di un secolo, passò da 13 milioni di sterline all’incredibile cifra di 245 milioni di sterline. Esso non si sarebbe mai più ridotto!

      L’ UE e l’inganno del Trattato di Lisbona: l’Europa degli speculatori  

    In tal ottica l’amara torta in Europa fu confezionata dall’Ue con il Trattato di Lisbona (Art. 123) che addirittura obbligò gli stati ad indebitarsi con le banche private – ed a tassi da usura – per ottenere in cambio denaro atto a mandare avanti la macchina statale: delegittimando una volta per tutte le banche centrali nazionali e la loro autonomia. Ma non è finita! Anche i giudici e gli arbitri del mercato sono stati comprati! Come? Semplice! Delegando – con insane leggi – ad affaristi privati e lobbisti (società di rating) il compito di decidere (attraverso semplici voti) la misura degli interessi passivi che gli stati sotto mira di un “golpe finanziario” devono pagare ai banchieri privati. E di conseguenza il livello iniquo di tassazione che la popolazione di quel disgraziato paese deve sopportare per ripagare gli interessi “illegittimni” ai soliti banchieri privati. Tutto ciò, cari lettori, è davvero pazzesco! Sembra la trama di un film horror, ma non è altro che la dura e cruda realtà.

      La schiavitù dei popoli e la reticenza dei media  

    Ma come porre i suddetti stati in perenne condizione di instabilità e subalternanza economica? Semplice! Nel Vecchio Continente ci ha pensato sempre l’Ue, introducendo l’euro e il suo connesso sistema di regolamentazione interbancaria, il cosiddetto “Sistema Target 2”, del quale abbiamo abbondantemente parlato. Sistema che finisce per premiare l’economia pesante tedesca (posta al centro del sistema) a discapito di quella dei paesi del Sud Europa e dell’Italia. Una mega truffa legalizzata dunque!  Ma c’è di più! L’attuale sistema, in Italia, oltre che su una serie infinita di contraddizioni e paradossi, si basa su un atto illegale, del quale però i giornali e i TG non parlano.

      Italia – La beffa della Legge 262/2005  

     Il 28 dicembre 2005, con la Legge 262 di tutela del Risparmio, articolo 19 c.10, si stabilì che entro il 12 gennaio 2009, tutte le quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti privati (come Banca Intesa, Unicredit ed altre) dovessero essere ri-trasferite a enti statali. Ma nulla di ciò è mai avvenuto: i proprietari di Bankitalia sono ancora oggi banchieri privati, detentori illegittimi della sovranità monetaria degli Italiani. Un altro motivo per ritenere ancor più illegale ed iniquo il debito pubblico che oggi Monti e l’Ue (con la complicità della casta parlamentare) vogliono far pagare in maniera fraudolenta ed immorale a noi cittadini Italiani, e non solo.

      Ecco come “Mammona” si sta impadronendo del mondo  

    Da quanto detto emergono con chiarezza inconfutabile i tratti di un vero e proprio complotto orchestrato da oscuri burattinai e dai loro complici: politici traditori degli stati. Gioco al massacro diretto da una decina di banchieri internazionali che – mediante le loro logge e organizzazioni segrete – tengono sotto scacco i popoli, divenendo sempre più, letteralmente, i padroni del mondo. Acquistando stati o pezzi di essi. E ciò, mediante crisi provocate, privatizzazioni, vendite forzate, mutui inevasi e svendite di patrimoni pubblici nazionali. Ecco perché chi si pone a favore del governo di Mario Monti è, oggi, in mala fede e dovrebbe essere accusato di alto tradimento e attentato alla Costituzione ed alla sovranità nazionale. O almeno, frattanto,  avere il buon gusto di dimettersi e scomparire per sempre dalla scena pubblica. Eclissarsi nella polvere! Un'ultima curiosità: i protagonisti in negativo di questa storia – qualora per qualcuno ciò non fosse ancora chiaro – sono tutti, o quasi tutti, "fratelli".

      Il futuro è nelle nostre mani  

    Quadro, questo, semplice e drammatico nello stesso tempo! Ditelo a tutti! Dite la verità! La rinascita dell’Italia e dell’Europa dei popoli e della giustizia parte dalla piena consapevolezza della "truffa legalizzata” del Debito Pubblico". Smascheriamo insieme – specie a partire dalla prossima campagna elettorale, e sul web – i politici corrotti e falsi: i meschini servi di questi “pseudo-padroni del mondo”. Sarà un buon passo verso un probabile e ancora possibile riscatto! L'importante non è tanto restare vivi, quanto restare umani e liberi!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)  

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