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  • I Suicidi in Italia? Colpa della Politica: La Denuncia Shock dei Carabinieri

    I Suicidi in Italia? Colpa della Politica: La Denuncia Shock dei Carabinieri

    Sabato, Maggio 4th/ 2013

      Comunicato Stampa di "Associazione La Torre" –

    Italia, Roma, Carabinieri, Denuncia shock, Consiglio di Rappresentanza dell'Arma, Laura Boldrini, Cocer, Suicidi, Povertà, Dichiarazioni sconcertanti della Boldrini, funerali, vittime innocenti, Camera dei Deputati, Qui Europa, Associazione La Torre 

    I Suicidi in Italia? Colpa della Politica:

    La Denuncia shock dei Carabinieri 

    L'attacco per le dichiarazioni fuori dal mondo

    del Presidente della Camera, Laura Boldrini, e

    l'accusa contro l'élite politica responsabile 

    del disastro generalizzato

     

    di Associazione La Torre

    Suicidi in Italia - La Denuncia shock dei Carabinieri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Anche i Carabinieri sono stanchi ed escono allo scoperto                            

    Roma –   Nelle ultimi giorni ha destato molto clamore l'attacco del Consiglio di Rappresentanza dell’Arma (Cocer) contro la politica: “Siamo arrivati a non costruire un governo a distanza di oltre quaranta giorni dalle elezioni e – continua – abbiamo un presidente della Camera (Laura Boldrini) che non immaginava ci fosse tanta povertà”. E in tutto ciò la politica ed "antipolitica" continuano ad ignorare i gravi problemi che attanagliano, umiliano e distruggono il Paese. Sovranità monetaria rubata in primis: la madre di tutte le truffe. Ma a distanza di 40 giorni – nota il Cocer – anche  le commissioni parlamentari sono rimaste un oggetto misterioso: "cui costituzione è stata aggirata attraverso la previsione di fantomatiche commissioni speciali”.

      La denuncia della vergognosa dichiarazione di Laura Boldrini                 

    Quindi l’attacco a Laura Boldrini: “La stessa classe politica elegge un presidente della Camera che dichiara candidamente di non aver immaginato che in Italia oggi ci fosse tanta povertà. Gli stessi politici, inoltre – continua il Cocer – hanno determinato un’insanabile situazione di disagio e di imbarazzo agli stessi rappresentanti delle istituzioni presenti ai funerali di queste vittime innocenti, che sono stati fatti oggetto di tutta la comprensibile rabbia dei cittadini, ormai stanchi della colpevole inerzia dimostrata sino ad oggi dallo Stato, quella rabbia che, ormai quotidianamente, viene scaricata addosso alle forze dell’ordine, sempre più spesso chiamate a dover difendere queste istituzioni dal crescente malcontento”.

     I Carabinieri – Stanno con il popolo, contro la casta! Parola di Cocer       

    Ma ciò che stupisce di più è la netta presa di posizione del Cocer in favore del popolo, nella consapevolezza – aggiungiamo – che la "Democrazia Liberale" italiana sia – come ormai evidente – solo una lunga bufala reiterata dal 1946 ad oggi. “Non ci sentiamo, tuttavia, di condannare – ha aggiunto il Consiglio di Rappresentanza dell'Arma – quel popolo che ci insulta perchè ci identifica come l’interfaccia di uno Stato cinico e predatore, quello stesso Stato che da sempre manifesta la sua riconoscenza per l’opera svolta dalle forze armate e dalle forze di polizia con continui tagli e penalizzazioni”.

    Comunicato Stampa – Associazione La Torre 

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    Siria: La Guerra delle Falsità Occidentali e dell’Indifferenza – Muoviamoci!

    Venerdì,  Aprile 12nd/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Esteri, Siria, Aleppo, Guerra Civile, Bambini soldato, Persecuzioni, il volto della guerra, Povertà, Morte, Distruzion, Caritas Siria, Agenzia vaticana Fides, Cristiani perseguitati, Monsignor Antoine Audo 

    Aleppo: Bambini Soldato e Cristiani in Fuga.

    Una città sfigurata

    La denuncia straziante del vescovo della città: "Qui si

    muore di fame, di bombe e di indifferenza! Aiutateci!" 

     

    di Maria Laura Barbuto

    Qui Europa - Siria

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      La Drammatica testimonianza del Vescovo di Aleppo                                      

    Aleppo – Morire di fame, vivere tra le macerie, subire stupri e vere e proprie esecuzioni: così, vivono (sopravvivono)  i cittadini siriani da due anni a questa parte, privati completamente della loro dignità dalle bombe di una guerra coloniale ed imperialistica (che si serve anche dell'appoggio dell'integralismo islamico di gruppi esterni) che non ha alcuna ragione di esistere. La legge dell’uomo (occidentale ed arabo integralista) che prevale sull’uomo stesso (cristiano e musulmano moderato), in una serie di controsensi e contraddizioni che hanno ormai  superato da tempo i limiti del dicibile e dell’umano. Una furia cieca che prefigura – come detto più volte – un nuovo ordine mondiale dittatoriale e liberticida, proteso a cancellare completamente la presenza cristiana in Medioriente ed in Siria, nello specifico. Una furia che continua a distruggere migliaia e migliaia di vite, senza alcuna pietà. In particolare, da Aleppo giunge la denuncia disperata del Vescovo della città, Monsignor Antoine Audo, presidente gesuita di Caritas Siria, in merito ad una situazione davvero drammatica e ad una fotografia di un paese raso quasi completamente al suolo. Si va avanti alla giornata – ha dichiarato Audo nele ultime ore all’Agenzia Vaticana Fides – ho l’impressione che le persone siano sempre più spossate. Sono tutti divenuti poveri e ognuno è alla ricerca di qualcosa da mangiare per sé e per la propria famiglia”. Una città, Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1986, ormai sfigurata dalla guerra. Uomini e donne vagano per le vie di Aleppo in cerca di un tozzo di pane, mancano acqua ed elettricità e il Paese è isolato dal mondo. Le uniche scene che possono vedere gli occhi dei siriani sono quelle della distruzione. Riferisce ancora Monsignor Audo: “ Chi si rifiuta di collaborare viene ucciso brutalmente e non si sa neanche dove seppellire i morti perché i cimiteri si trovano in territori particolarmente pericolosi”. 

     Tutti i Bambini del mondo sono Siriani! – Anche Ahmed                                  

    Nessuna degna sepoltura per le vittime innocenti, nessun ragguardevole esame di coscienza per capire che questa non è vita. A pagare il prezzo altissimo della guerra sono soprattutto i bambini: ha fatto davvero scalpore la storia di Ahmed, un bambino di otto anni che, rimasto orfano di entrambi i genitori, è stato costretto a prendere un kalashnikov in mano e a fare il soldato. “Gioca” a fare l’adulto Ahmed, con la sigaretta in bocca e colpi su colpi sparati ogni giorno da quel maledetto fucile. E come lui, tantissimi altri bambini sono stati costretti ad invertire il proprio destino, crescendo troppo in fretta a causa del delirio umano di onnipotenza.

     Basta con questo diabolico "Gioco del Silenzio" –                                                 

     Usiamo la Rete per denunciare! 

    Non è più ammissibile! Non si può più accettare passivamente il silenzio che regna sulla questione siriana (silenzio non solo dei media di regime, ma anche di mkolta stampa sedicente cattolica, o pseudo-tale) appositamente voluto dai media  per celare verità troppo scomode per l’Occidente. Ed intanto, ad Aleppo, accanto alle storie dei bambini soldato, anche altre tragedie sono all’ordine del giorno, come quella che riguarda i cristiani, costretti ad una fuga obbligata dal quartiere di Cheikh Maksoud, conquistato nei giorni scorsi dalla Milizie anti-Assad, per come racconta ancora il vescovo. In Siria, insomma, si vive giorno per giorno, senza progetti, senza speranze e senza futuro, con la sola consapevolezza che ogni minuto vissuto potrebbe essere sempre l’ultimo. Bisogna porre fine a questo scempio, bisogna tirare fuori la verità e bisogna farlo ora, anche perché non è rimasto molto tempo. Quanto a noi, non  resta che amplificare l'invito dell'Osservatorio "Qui Europa" a tutti i nostri lettori: parlate della Siria, utilizzate il Web per far conoscere queste terrificanti realtà. Potrebbe toccare presto a noi! E' questa – vi assicuriamo – non è retorica! Girate quete notizie a tutti. Parlatene in famiglia, in ufficio, con gli amici ed in ogni luogo. Parlatene con i vostri parroci e vescovi. La vita di migliaia di persone – nel bene e nel male – può dipendere anche e soprattutto dal nostro interesse. Accogliamo insieme il disperato appello della chiesa Siriana! Per carità!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Nabil Antaki e H. Emili Turú (Superiore Generale dei Fratelli Maristi) –   Natale in Siria / Inferno Siria – La Fede che Sfida e Vince la Paura – Un Augurio di Natale molto Speciale /  Dramma Siria / Incremento delle spese militari / Guerra / Armamenti Europa / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali / Distruzione […]

    Dramma Siria – La Scomoda Domanda a Terzi e la “non risposta” del ministro – S.O.S. del Vescovo di Aleppo

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    Lunedì, Dicembre 17th/ 2012 – di Marinella Correggia –   Dramma Siria – La Scomoda Domanda a Terzi e la "non risposta" del ministro –  S.O.S. del Vescovo di Aleppo / Dramma Siria / Le Scomode Domande a Terzi e Rogozin / Le non risposte di Terzi e le Conferme del Vicepremier Russo / Italia / […]

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    Siria – Una Guerra imperialistica e coloniale per cercare di stabilire un Nuovo Ordine Mondiale dittatoriale sotto l’egemonia Usa

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    Lunedì, Dicembre 10th/ 2012  – Lettera Aperta di Bülent Demiral  –  Iniziativa Editoriale di Pubblico confronto "Pensa e Scrivi" – di "Qui Europa" Lettera Aperta al Direttore – Siria, Usa e Nato  Cari lettori, nell'ambito dell'iniziativa di pubblico confronto, "Pensa e Scrivi", promossa dall'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" – posta in essere in collaborazione e su richiesta di enti, […]

     

  • Dittatura Ue: Madrid deve chiedere aiuto alla Bce – Prodi loda Monti

    Dittatura Ue: Madrid deve chiedere aiuto alla Bce – Prodi loda Monti

    Mercoledì, Settembre 19 th/ 2012

    – di Silvia Laporta –

    Mario Monti /  intervista a Romano Prodi /  Bce /  Mario Draghi /  Unione Europea / Crisi Economica / Mariano Rjoy /  Jean Claude Juncker / Povertà / dittatura Europea /  Mes /  Spagna / Madrid /  Roma /  Leggo / Portogallo 

    La dittatura Europea inizia alla grande:

    "Madrid deve chiedere aiuto alla Bce"

    Cordialità tra professori –  Intanto il Professor

    Prodi fà i suoi complimenti al

    Professor Monti

    Madrid – Roma – Non per essere retorici, ma noi di "Qui Europa" ve l’avevamo detto, cari lettori. Più volte, nei nostri articoli, vi abbiamo spiegato dettagliatamente tutte le magagne e gli inghippi dei provvedimenti e dei piani dell’Unione europea in materia fiscale, bancaria ed economica;  ma, soprattutto, vi abbiamo raccontato ed allertato in merito alle mire totalitaristiche dei nuovi padroni arroganti dell’Europa di ultima generazione, d'intesa con la casta bancaria, o meglio con l'élite dei banchieri europei ed internazionali. Partendo da una dittatura economica finendo con quella lesiva della nostra libertà di espressione e azione, l’Unione europea sta inglobando piano piano, nelle sue maglie – e proprio sotto il nostro naso –  i poteri e le sovranità di tutti e 27 i paesi facenti  parte del Vecchio Continente. Presto 28, con l'ingresso della Croazia. Ebbene, arriva proprio oggi, l’esempio pratico di come questa dittatura sia concreta e di come, i suoi despoti, la applichino attraverso il ricatto.  E precisamente l’allarme arriva dalla Spagna.

      Le pressioni dell'Eurogruppo sulla povera Spagna 

    La Spagna dovrà prepararsi ad accettare condizioni molto dure se vorrà avere gli aiuti internazionali”. Dopo aver accettato di rivedere e ammorbidire gli obbiettivi di risanamento concordati ( ovviamente disattesi ) e dopo aver sorvolato sulle indecisioni e sui ritardi nel chiedere il salvataggio delle Banche, l’Unione Europea non è più disposta a fare concessioni al governo Spagnolo. Ma questo è quello che afferma Jean-Claude Juncker – Presidente dell'Eurogruppo, cioè dei 17 Paesi Ue aderenti all'euro –  nel ricordare a Mariano Rajoy che non ci sono più margini di trattativa. O forse questo è quello che vogliono farci credere!

      Le pressioni di Draghi e l'impazienza del "dio mercato" 

    Opporremo a queste parole una semplice domanda: come si fa a cavar sangue da una rapa? Come si possono chiedere altri soldi o voler concedere forzatamente dei prestiti al fine di “risanare l’economia” se non fanno che aumentare artifiziosamente e senza sosta alcuna il debito pubblico di un paese ormai in ginocchio, in preda a una gravissima recessione economica? Beh non è, ovviamente, né possibile né ammissibile. Ma sembra che Mario Draghi non la pensi cosi. “Ci troviamo in una sorta di limbo politico nel quale i mercati stanno aspettando che la Spagna chieda aiuto. Qualora la Spagna non richiedesse l’aiuto dell’Unione europea, aumenterà la frustrazione e impazienza dei mercati e gli annunci fatti alla Bce, non potranno avere alcun effetto.” E’ cosi che Mario Draghi lancia il suo avvertimento semi-mafioso alla Spagna.

      I Vuoti richiami all'unità di Re Juan Carlos e la Recessione 

    A Madrid, intanto, Re Juan Carlos invita il paese a rimanere unito contro la crisi economica; annunciando che la recessione è nel suo pieno e che dividersi aumentando i dissensi è l’ultima cosa da fare in questo momento. Ma sappiamo tutti benissimo che la recessione è solo all'inizio per l'intera Eurozona! Rajoy, intanto, dal canto suo, guarda ai mercati e rifiuta per ora di ospitare la Troika  a casa sua! Madrid sta valutando, dunque, i tempi, i modi e i dettagli della richiesta di salvataggio all’Unione europea: un passaggio che nasconderebbe – a detta del primo ministro spagnolo, amico dei tecnocrati di Bruxelles –  la ferma volontà,  di decidere da soli (?) le proprie strategie economiche e non farsi imporre da nessuno le misure da adottare. La Spagna vuole avere le carte in regola per chiedere aiuto senza doversi piegare alle condizioni di Bruxelles. I rendimenti dei titoli del debito spagnolo, sono troppo alti da sostenere nel lungo periodo. Lo sarebbero per qualunque paese!  Dunque, con i bonos decennali sempre vicini al 6%. la situazione è davvero tragica. E Madrid diventa sempre più vittima alla mercè dei carnefici europei che sguazzano nelle difficoltà economiche del paese ed esigono sempre più soldi, sempre più sacrifici e sempre più ristrettezze decisionali nei confronti dellintera Penisola Iberica (cioè anche nei confronti del vicino e sventurato Portogallo).

      Il "Dramma Italia" e l'ipocrisia dei "Professori" 

    Nel nostro paese, intanto, non si ferma il festival dell’ipocrisia pre-elezioni. Il professor Romano Prodi si lascia andare, in un’intervista su "!Leggo", a discorsi e frasi veramente scandalosi. Sarà forse la solidarietà tra professori, (europeisti ed entrambi ex colleghi alla Goldman Sachs ed ex colleghi tra i banchi di Bruxelles) ma Prodi sostiene con fermezza le politiche di Monti. “Mario Monti ha finalmente dato dignità all’Italia: prima eravamo esclusi da decisioni importanti perché gli altri capi di stato non capivano quale fosse la nostra politica economica.” Continua poi Prodi :” Gli eurobond servono per raggiungere la vera integrazione . E poiché la Merkel ha lavorato contro di noi in questi anni, a questo risultato si arriverà dopo le elezioni tedesche del 2013.” Eccone un altro. Ecco l’ennesimo politico italiano che si è dimenticato, forse volutamente, di accendere il cervello. Dire che Monti ha dato dignità all’Italia è come sputare in faccia alla sofferenza e al dolore delle migliaia di famiglie italiane che, grazie al professore, vivono in un'estrema condizione di povertà ma, soprattutto, significa non portare rispetto a chi , per le condizioni italiane, sulla propria di dignità c’è passato sopra. Stiamo parlando di tutti gli imprenditori che hanno deciso di togliersi la vita, piuttosto che vedere crollare il proprio futuro come un castello di carte.

      L'Ora della Reazione e del Buon Senso! 

    Ma sembra che il rispetto per la nostra dignità sia ormai un optional, un qualcosa che non è obbligatorio portare. Spagna, Italia ma anche tanti altri paesi europei come la Grecia, sono l’esempio calzante di come l’Europa ci sta facendo sprofondare in un baratro oscuro e prima che la luce non s’intraveda più alla fine del tunnel, dobbiamo reagire. Dobbiamo riprenderci quello che è nostro. 

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Settembre 13th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Germania / Italia / Berlino / Karlsruhe / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio mediatico / Media / Rigore finanziario / Debito pubblico / […]

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

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    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

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    Martedì, Luglio 24th/ 2012  – di Sergio Basile –  Italia / Eurozona / Crisi Ue / Economia / Debito pubblico / Alberto Quadrio Curzio / Il Giornale / Riserve auree / Prestito garantito / Tentacoli sull'oro italiano / Speculazioni / Furbizie / Recessione / Bilderberg Club / Goldman Sachs / Jim O'Neill / Economia della […]

     

  • Esteri – Africa: allarme siccità e non solo

    Esteri – Africa: allarme siccità e non solo

    Martedì, Agosto 28th/ 2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Africa / comunità europea / Siccità / Povertà / Nilo / Malattie / Egitto / Acqua / Sudan / Nilo / Mediterraneo / Nordafrica / Fiume / Land Grabbing / Nestlé / Sahara / Deserto del Sahara / Protocollo di Kyoto / BRICS / Primavera Araba 

    Esteri – Allarme siccità in Africa: la

    situazione è destinata a peggiorare

    L'Unione Europea vara pseudo-programmi

    per salvaguardare le risorse, ma l'impegno

    è esiguo è largamente insufficiente

    Land Grabbing, carenza d'acqua e scandalo del latte Nestlé:

    il sempre più triste presente della colonia africana.

    Ecco cosa fare nel concreto 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    El Cairo, Bruxelles – Una terra bella quanto sfortunata e purtroppo dimenticata, più che da Dio, dagli uomini di buona volontà in giacca e cravatta. L'Africa, bistrattata colonia di multinazionali; orticello di lobby e governi (Occidente e Cina in testa) oggi destinato a gigantesche coltivazioni per scopi industruiali – mediante il fenomeno, denunciato da "Qui Europa", chiamato Land Grabbing – tanto per cambiare soffre e sarà destinata a soffrire ancora per molto tempo. Oltre ai problemi legati alla povertà, alla fame, all'istabilità politica ed alla diffusione delle malattie per mancanza di assistenza sanitaria, anche la siccità dell'estate 2012, sta avendo il suo  peso schiacciante. Una siccità che va – ovviamente – di pari passo con il fenomeno dello sciogliemnto dei ghiacciai ai poli. Insomma, sul banco degli imputati, per una questione o per un'altra c'è sempre l'Occidente e le sue lobby; le sue dissennate politiche industriali che non sembrano voler rispettare (Usa in testa) i parametri sulle emissioni di CO2 sanciti nei protocolli di Kyoto: e nemmeno dopo gli ultimi allarmi lanciati nella recente conferenza mondiale tenutasi in primavera in Brasile. Intanto cresce di pari passo a quella europea e statunitense, la responsabilità dei paesi industrializzati emergenti, i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).

      La piaga idrica dei "fratelli africani"  

    Come nell'antichità, anche oggi, le risorse idriche costituiscono un patrimonio di fondamentale importanza, soprattutto per quei paesi che da sempre ne hanno un accesso limitato. L'Africa è il vero esempio lampante di questo disagio. Rispetto al bacino del Nilo, i trattati stipulati nell'era coloniale riservano il 90% dell'acqua a Egitto e Sudan, lasciando a secco centinaia di milioni di cittadini africani che vivono – "sopravvivono" –  sulle sponde del fiume. E' lapallissiano come questa situazione sia destinata, purtroppo, a peggiorare. Com'è ugualmente evidente che gli interventi per cercare di salvare il salvabile e impedire un  peggioramento troppo grave della situazione devono essere diversi dal passato. A poco servono le centinaia di conferenze, conventions, convegni. Palliativi, misure efficaci solo a livello teorico e totalmente carenti a livello pratico. Basta con le belle parole; con perentorie e dislegate argomentazioni che sono un piacere solo per noi che le ascoltiamo, ma che non rientrano minimamente e seriamente nei programmi di sviluppo e solidarietà dei paesi industrializzati; basta con l'ipocrisia e le "flebili misure" che non giovano certo a migliorare le pessime condizioni di vita subite da milioni di nostri "fratelli" Africani.  Sarà più opportuno pensare a progetti ad hoc, calcolando le effettive possibilità di riuscita, ma soprattutto le tempistiche necessarie, risparmiando per tali scopi i migliaia di miliardi di euro che gli stati  occidentali (Italia inclusa) utilizzano per le guerre e per sostenere le politiche imperialistiche degli Usa. 

      Europa – 3 Progetti Ue per il 2012, ma sono solo palliativi  

    Da questo punto di vista, quello dello cooperazione e lo sviluppo, nella cooperazione regionale tra Ue e Nordafrica, ci giunge notizie di come il nuovo corso varato con l'Unione per il Mediterraneo, abbia  messo in campo 3 progetti per il 2012, con l'obiettivo di non disperdere e sfruttare al massimo le poche risorse a disposizione. Uno tra questi, il dissalatore a Gaza, atto allo sfruttamento anche dell'acqua non dolceSono progetti come questi di cui necessita la comunità africana, per muoversi in una direzione di concreta risoluzione di problemi e questioni di vitale importanza per i paesi, purtroppo, meno fortunati di noi: in quanto vittime di secoli di barbaro colonialismo, che va avanti ipocritamente anche oggi, travestito magari da "Primavera Araba". E pensare che se solo i governi occidentali (dominatori e sfruttatori storici dell'Africa) si mettessero per un istante una mano sulla coscienza, anziché buttare miliardi di euro in guerre e campagne di morte per l'egemonia su gas e petrolio, potrebbero avviare lo scavo di pozzi nel deserto del Sahara: a pochi metri di profondità, infatti, pare vi sia un gigantesco bacino d'acqua sotterraneo, capace di salvare la vita a centinaia di milioni di esseri umani stroncati dalle piaghe di terribili carestie, della sete e della siccità. Ma l'Europa sembra aver altro a cui pensare; come altre – e non certo nobili – sono le reali e primarie preoccupazioni delle "solite" multinazionali. 

     La moralità delle multinazionali in Africa – Il caso Nestlé 

    In merito citiamo un caso tra tutti: l'emblematico caso della francese Nestlé, che nelle scorse settimane ha distribuito latte in polvere gratuito a migliaia di "povere" mamme africane, per nutrire i loro figli. Nobile gesto, almeno fin quando non si è scoperto che tale latte finiva per inibire il formarsi del latte materno naturale nelle ghiandole mammarie delle ignare donne. Mamme – udite udite – costrette successivamente ad acquistare il latte "artificiale" dalla stessa Nestlé. Un inganno che ci lacia basiti! Una sorta di cavallo di troia immorale e meschino, dunque. Un fatto, questo, che ha lasciato indifferenti i media di regime occidentali, ma che ha suscitato grande scalpore presso numerose comunità cristiane, su iniziativa di centinaia di missionari che operano incessantemente da decenni in questo lembo di mondo violentato ed umiliato. Umiliato da un finto progresso espressione del più immorale capitalismo industriale.

     Così Nestlé sta uccidendo migliaia di bambini 

    Nestlé, in pratica,  per aumentarne le vendite del suo latte in polvere nei paesi poveri sta usando metodi scorretti per indurre le neomamme a non allattare al seno: tra di essi, l'uso di cartelloni pubblicitari in cui l'allattamento artificiale è presentato sistematicamente come "moderno" e "civile": alternativa all'allattamento al seno, presentato dalla multinazionale come una cosa "da terzo mondo". La Nestlé, da molti mesi, sta dunque distribuendo – come detto – confezioni omaggio di latte che durano quanto basta per far andar via il latte naturale delle mamme. Ma non finisce mica qui! Pressioni psicologiche; persone che si spacciano per medici o infermieri sguinzagliati in Africa, presso centinaia e centinaia di comunità e tribù, per elogiare i miracolistici effetti del latte in polvere. Bufale che stanno letteralmente uccidendo migliaia di bambini. Ecco come!  Il latte in polvere, come noto, costa più di quanto possano permettersi molte delle mamme africane plagiate dalla Nestlé. Pertanto, molte di esse tendono a diluire il latte in polvere con dosi spesso eccessive d'acqua. In tal modo il neonato – già pesantemente penalizzato dal venir meno delle sostanze nutritive del preziosissimo latte materno – non viene nutrito a sufficienza e non assume i giusti anticorpi. Inoltre l'acqua, che come detto in Africa scarseggia, è spesso e volentieri inquinata,  sporca o infetta. Migliaia di neonati sarebbero già deceduti sotto gli effetti di queste miscele velenose. Da parte nostra, l'unico modo per contribuire concretamente alla salute dei bambini africani, è quello di boicottare la Nestlé esortando i nostri lettori a non acquistare prodotti della multinazionale francese, nonché – almeno finché questa pazzia continui ad andare avanti – a diffondere questo articolo ad amici e parenti. Una piccola, ma preziosa, goccia di giustizia in un oceano di iniquità.

    Silvia Laporta, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Decreto sul Lavoro: Passera accelera la riforma d’intesa con l’Ue e la Casta

    Decreto sul Lavoro: Passera accelera la riforma d’intesa con l’Ue e la Casta

    Martedi, Giugno 19th / 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Italia / Decreto Sviluppo / Decreto Lavoro / Corrado Passera / Assisi / meeting internazionale economia / Parlamento / Unione Europea / sviluppo sostenibile / crisi / lavoro / economia / Project Bond / Grecia / Atene / Italia / Banche / Eurozona / Qui Europa / disoccupazione / povertà 

    Decreto sul Lavoro: Passera accelera la

    riforma d'intesa con la tecnocrazia Ue

    Tutti i dati confutano Monti, Passera e la Fornero

    smontano i facili entusiasmi dei tecnici

    Ma la casta approva il lavoro dei tecnocrati

    Corrado Passera soddisfatto per i progressi fatti – Il plauso della casta

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Assisi, Roma – Nel corso del meeting internazionale di economia, tenutosi ieri ad Assisi, il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, è sembrato abbastanza  – anzi troppo – ottimista. La riforma sul lavoro, d'altra parte, è già in cantiere: una volta approvata dal Parlamento – d'intesa con Bersani, Alfano e Casini – ci sarebbero tutti i presupposti perché possa essere presentata all’appuntamento europeo: un’occasione – sostiene Passera – per muoversi non solo in direzione del “rigore” – come fatto fin ora – ma anche in direzione  “crescita”, facendo passi avanti nella ripresa economica del Paese. Il ministro ha quindi sbandierato ai quattro venti la sua "decisa volontà" di voler puntare sul lavoro: dare degli incentivi importanti facendo capo allo sviluppo economico sostenibile, prendendo gli errori del passato ad esempio, in modo da non reiterarli nel futuro. Anche se francamente ormai è chiaro che "rigore" e "crescita" sono due aggettivi tra loro incompatibili, anzi del tutto contrari.

      Entusiasta? E di cosa?  

    Sul tema sviluppo il ministro si è dimostrato egualmente soddisfatto: Nel decreto ci sono stimoli sull’economia – ha dichiarato – ma ci sono soprattutto riforme strutturali come nel campo fallimentare, come nel campo della finanza d’impresa, che sicuramente aiuteranno le imprese. E’ chiaro – aggiunge– che noi non verremo mai meno all’impegno di mantenere i conti pubblici in ordine, come ci siamo impegnati con il resto del mondo, però risorse private, comunitarie e anche pubbliche, ne vengono mobilitate parecchie e da molti settori ci viene il plauso per quello che abbiamo fatto” .  Nei giorni scorsi, noi dell'Osservatorio Nazionale "Qui Europa", abbiamo analizzato il Decreto Sviluppo che, seppur appaia dalle parole del governo Monti, come un ambizioso progetto per una "quanto evidentemente improbabile crescita", è pesantemente intrisa di lacune e contraddizioni. Alcune anche particolarmente gravi, circa proprio la situazione lavoro (vedi articolo in archivio). Emblematico, in merito, è l'impressionante numero dei cosiddetti esodati che ormai va oltre i 300.000 – neanche fossimo in periodo di guerra armata – e che come rivelato dai sindacati nei giorni scorsi non corrisponde a quanto sostenuto dalla "signora Elsa Fornero". Il Ministro del Lavoro che, pur avendo il dovere di conoscere i veri  dati dichiarati  e depositati dall'INPS, non ha diffuso le cifre esatte.  Per non parlare dell’immancabile postilla “tecnica”, Project Bond: cioè dei nuovi debiti, soggetti ad interesse,  introdotti nel sistema, sempre a carico dei cittadini, con lo scopo di finanziare opere pubbliche, che dovrebbe sostenere lo stato  ma che saranno affidate in maniera esclusiva ed incomprensibile al capitale privato. Quindi cosa troviamo nel Decreto Sviluppo? Nuovi debiti! Una bella sorpresina “di sviluppo” per gli Italiani !

      La Grecia e il "Passero" pensiero  

    Tornando al “Passero Solitario”, il ministro, ha anche commentato l’esito del voto in Grecia:  “ Atene sta dicendo “Dobbiamo farcela”! Il voto di ieri è sicuramente positivo – ha commentato nelle ultime ore il ministro – e conferma tutto quello che abbiamo sempre pensato: Atene deve rimanere dentro l’Eurozona e va aiutata a superare questo momento difficile”.  A giudicare dalle condizioni economico-sociali, ormai disastrose, della città ellenica,  forse questo è sempre quello che hanno pensato “loro” e non gli Ateniesi ed il resto della popolazione ellenica! Se l’Eurozona pensa di aiutare l’economia Greca con la sua classica strategia di rimpinzare, a nostre spese, le casse delle banche per ricavarci una bella fetta di interesse, come al solito, forse questo tanto millantato “plauso” – di cui parla Passera – si potrebbe trasformare in un frastuono molto più forte! E l'enorme consenso avuto dall'estrema sinistra anti-rigorista di Syriza in Grecia nelle scorse ore è, in merito, un chiaro avviso all'eurocasta ed allo stesso Fmi di Christine Lagarde.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Crisi – Europarlamento: la difesa di Barroso

    Crisi – Europarlamento: la difesa di Barroso

    Giovedì, Aprile 19th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Commissione Europea / Strasburgo / Occupazione / Lavoro / Crisi /Povertà / Giovani / Donne /Anziani / Disoccupati / Eurobond / Fondo di riscatto / Barroso /Andor / Rehn / Arigho / Monti / Maria Laura Barbuto  

    "All in" dell’Europa per crescita e occupazione.

    Che non sia un bluff?

    Barroso a Strasburgo – “Nuovi posti di lavoro:

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    e telecomunicazioni.

    Bruxelles, Strasburgo –  L’Unione Europea gioca la carta “occupazione e crescita economica” con un tris di misure che punta allo sviluppo dei settori dell’economia verde, dell’assistenza sanitaria e sociale e delle telecomunicazioni, nel tentativo di creare, entro il 2020, 17.600.000 posti di lavoro e raggiungere, così, l’obiettivo del 75% di occupazione nel mercato del lavoro internazionale. La Commissione Europea cala il poker “vincente” mirando a coniugare la flessibilità dell’impiego con un salario minimo, sussidi e dialogo sociale per come esposto nella comunicazione “Verso una ripresa ricca di lavoro”, presentata e discussa questa mattina, al Parlamento di Strasburgo, dal presidente della Commissione Josè Manuel Barroso e dai commissari alle politiche sociali e all’economia, Laszlo Andor ed Olly Rehn. Nella relazione imposta all’attenzione degli europarlamentari vengono tracciate linee guida che dovrebbero “rappresentare una pietra miliare nella costruzione di un dinamico mercato di lavoro”, per come ha affermato Barroso, e che fanno riferimento ad un salario minimo adeguato e a sussidi di inserimento per le categorie “svantaggiate” come quelle dei giovani, delle donne, lavoratori anziani e disoccupati da lungo tempo. La portavoce di Andor, Cristina Arigho, ha specificato che “La Commissione non mira ad imporre una soglia europea di salario, ma i salari minimi svolgono un ruolo importante nella lotta alla povertà” che riguarda l’8% dei cittadini europei.

      Barroso si difende con gli Eurobond  

    Ma se da un lato la buona volontà dell’Unione Europea cerca di mettere una toppa “ideale ed ipotetica” alla crisi del mercato del lavoro, dall’altro l’Europarlamento non subisce passivamente i buoni propositi della Commissione, che pone sotto accusa insieme ai vari governi, per aver ignorato gli stimoli per la crescita e abbracciato misure di austerità troppo pesanti per i bilanci pubblici. Barroso, davanti al Parlamento europeo riunito in seduta plenaria, ha affermato di “non aver mai dichiarato che la crisi è passata” e ha invitato gli europarlamentari a “riconsiderare gli Eurobond o il fondo di riscatto per mutualizzare il debito pubblico europeo”. Rimane solo da chiedersi se, per il problema del mercato del lavoro, quello dell’Unione Europea  sarà un “All in” vincente oppure un grande Bluff? E intanto, in Italia, il caro Prof. Monti, pensa ancora all’articolo 18 ma, qualora lo avesse dimenticato, gli ricordiamo che non si può  vincere sempre bluffando!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)