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  • Basilea 3 e la nuova ricetta per cambiare il settore bancario? Diffidiamo!

    Basilea 3 e la nuova ricetta per cambiare il settore bancario? Diffidiamo!

    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012

    – di Sergio Basile e Silvia Laporta –

    Banche / Basilea 3 / Settore Bancario / riforma Banche / Josè Barroso / Ue / crisi economica / Banca centrale finlandese / Erkii Liikanen / presidente del mercato interno Michel Barnier / borsa / speculazioni bancarie / Basilea 3 / Confindustria/ Abi/ Cooperative/  rete imprese Italia / Antonio Tagliani / Pmi / assets bancari 

    Basilea 3 e la nuova ricetta per cambiare

    il settore bancario? Diffidiamo!

    Separare il settore bancario da quello

    dell'investimento

    Intanto Confindustria,  Abi, Cooperative e "Rete Imprese

    Italia"  scrivono una lettera a  Barroso per dissentire

    dalle nuove riforme di Basilea 3

     

    di Sergio Basile e Silvia Laporta

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Deriva Basilea 3                                                                                                             

    Bruxelles – Ristrutturare il settore bancario. E' questo il proposito avanzato da un gruppo di alto livello di 11 persone presiedute dal governatore della Banca Centrale Finlandese, Erkii Liikanen, incaricato un anno orsono –  dal commissario europeo del mercato interno Michel Barnier –  di proporre un assetto nuovo rispetto al precedente, per evitare che ulteriori crisi finanziarie e bancarie sconquassino l'Europa, già completamente dissanguata.  Erkii Liikanen – almeno nei suoi trionfalistici proclami delle ultime ore – vuole modificare il sistema bancario per renderlo più "sicuro, stabile, efficiente e al servizio delle esigenze dei cittadini e dell'economia", come egli stesso afferma. Per ora le sue sono proposte, che promette di trasformare in vere e proprie ordinanze entro l'estate, rimangono delle idee. Un'impresa ardua. Ci sarà da fidarsi? In cosa consiste il cambiamento dell'assetto bancario ad opera di Liikanen?

      La proposta di Liikanen                                                                                             

    L'idea – per altro già paventata da economisti e osservatori internazionali, da mesi – è quella di imporre una separazione netta tra attività di servizio al risparmio e alle imprese e quella di trading ed azioni di borsa o derivati; creando per quest'ultima un'entità legale separata, sempre all'interno dello stesso gruppo bancario. I soldi dei risparmiatori, quindi, non dovrebbero più essere usati per speculazioni o qualsiasi altro tipo di investimento pericoloso. Il gruppo di Liikanen, tuttavia, non chiede lo smembramento delle grandi banche ma solo una separazione interna. C'è da dire che questa separazione scatterebbe solo al di sopra di una certa soglia, ossia " solo qualora gli assets bancari detenuti per il trading disponibile per la vendita eccedessero la soglia del 15-25 % degli assets totali dell'istituto di credito o una somma di 100 miliardi di euro. In una seconda fase – ribadisce Liikanen – starà ai supervisori determinare la necessità di separazione sulla base di una quota degli assets ai quali sarebbe implicato tale principio ".

     Revisione dei requisiti di capitale Minimo                                                           

    Ma questa non è la sola proposta di riforma giunta dalla Finlandia e dall'europeista. Il gruppo presieduto da Liikanen chiede inoltre una revisione dei requisiti di capitale minimo di alta qualità per le operazioni di trading di azioni  e per i prestiti immobiliari. Un'altra proposta è quella di limitare i bonus ai manager o di versarli in forma di azioni del gruppo: in questo modo sarà il manager in prima persona a pagare per i propri errori e per le proprie politiche speculative, qualora ce ne fossero.

     Una letterina a Barroso                                                                                               

    Nel frattempo industria e banche vanno  – per usare un eufemismo – contro Josè Barroso, presidente della Commissione Ue,  e contro i commissari Ue all'Industria – Antonio Tajani – e al Mercato Interno – Michel Barner – per sostenere la posizione delle Pmi, nell'ambito del meccanismo di sconto di Basilea 3. Infatti, con un meccanismo di sconto nel calcolo degli assets ponderati per il rischio assunto dalle banche per i prestiti, questo stesso fantomatico sconto pari al 23,81% non avrebbe gli effetti desiderati. Confindustria, Abi, Alleanza Cooperative e Rete imprese Italia nelle scorse ore hanno dunque scritto una lettera indirizzata alla Commissione europea nella quale hanno spiegato come "la nuova versione del fattore di sostegno delle piccole e medie imprese darà pochi vantaggi a quelle banche che operano in paesi a bassa crescita e un forte supporto la dove ce n'è meno bisogno".

     Basilea 3 – Il Nocciolo del problema                                                                       

    Ma il vero nocciolo del problema a nostro avviso, sta proprio nel cosiddetto “Pmi Supporting Factor”, ovvero il presunto fattore di sconto per l’accesso al credito, rivolto alle piccole e medie imprese, che in teoria dovrebbe permettere agli istituti di credito di operare con maggiore libertà nella concessione dei prestiti alle piccole e medie imprese. Cosa finora rimasta una lontana chimera, visto il meschino e gravissimo fenomeno del credit crunch: stretta del credito, che strozza l'Europa avallando dismissioni, privatizzazioni, fallimenti e speculazioni aggiuntive. Basilea 3, in tutto questo, resta oggi quel "sacro ed inviolabile regolamento delle banche sovrane" fuori dal mondo reale e dai problemi del tessuto economico e sociale che ruotano intorno a famiglie e imprese. Ciò continuando a legittimare l’innalzamento del capitale che le banche  devono detenere (passato come pochi in Italia sanno, dall’8%  al 10,2% del patrimonio) per aumentare – secondo la casta tecnocratica europea – “la stabilità del sistema bancario e la sua capacità di assorbire le perdite”, scongiurando – secondo la retorica più becera – l’innescarsi di altri focolai di crisi. Ma questo è quello che dicono loro – i membri della casta bancaria  al potere, ed i maggiordomi sottostanti –  gli inquilini dei lussuosi e dispendiosi palazzi di Bruxelles e Strasburgo, compresa la maggioranza delle caste che si annidano tra i banchi dell'Europarlamento: oggi pronti ad avallare il mostro nascente dell'Unione Bancaria; ieri ad innalzare i coefficienti di Risarva Patrioniale delle stesse banche. Paradossale, ma vero!

       La dittatura delle banche  e il "Caso Equitalia"                                                 

    La verità è che – come denunciato dall'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" – ciò sta favorendo la nascita di una vera e propria dittatura finanziaria. Non a caso, sull'altro fronte – quello nazionale, ad esempio – c'è da notare come il 50% circa delle azioni di Equitalia (l'azienda più odiata dagli Italiani) sia oggi nelle mani delle stesse banche, che prima chiudono i rubinetti del credito, e poi lucrano sugli interessi passivi maturati sugli scoperti e sulle disgrazie degli Italiani. Basilea 3, non fa altro che regalare la piena autonomia alle banche, dunque. In questo modo, infatti, si fornisce  loro un insolito e pericoloso arbitrio: quello di decidere autonomamente di chiudere o limitare il “rubinetto del credito” da erogare. Ma non spettava al popolo ed ai suoi rappresentanti decidere ciò?

     La cancrena del Credit Crunch                                                                                 

    Il "Credit Crunch", in tal contesto, non è un fenomeno naturale della crisi, ma bensì uno scellerato patto tra lobby bancarie (le stesse che oggi, in effetti controllano la stessa BCE)  in base al quale per adeguarsi all’accordo, le banche, o raccolgono nuovo capitale, oppure riducono – come sta avvevendo da mesi a questa parte – le attività di portafoglio, aumentando tra l'altro il costo del credito. Se non è dittatura questa? Il problema è come trasmettere il messaggio ad un Europarlamento che sembra essere sordo, cieco e muto. E' questa la vera sfida del 2013.

      Sovranità monetaria rubata – Il Vero dramma dell'Europa                           

    In tal contesto l’azione del suddetto Pmi Supporting Factor, mirerebbe in teoria – ma solo in teoria – proprio a ridurre la quantità di capitale che le banche devono accantonare per statuto  per i crediti erogati alle piccole e medie imprese. Ciò in virtù di uno speciale moltiplicatore, pari al 76,19%, per far si che per i prestiti alle Pmi siano concessi con uno sconto tale da  consentire che l’accantonamento di capitale resti invariato rispetto alle norme attualmente in vigore. Ma il vero problema è che le norme attualmente in vigore non hanno proprio nulla di democratico. Come nulla di democratico ha il fatto che la BCE non finanzi direttamente gli stati ma si serva delle banche private, alimentando in maniera esponenziale il debito npubblico degli stati stessi. Sono queste le vere manovre da affrontare.

     Politici in TV – Diffidate dai venditori di Fumo!                                                  

    E questo i nostri politici venditori di fumo dovrebbero saperlo bene, ma persistono nel far finta di niente, riempiendoci la testa con i mali assoluti dell'evasione fiscale. Ed arrovellandosi su finti problemi legati a nuovi provvidenziali tagli o all'innalzamento dell'aliquota IVA. Buffonate, ovviamente! Populismo, puro ignorante e fastidioso populismo! E di populismo sono ricche le ultme dichiarazioni pro-euro di Giorgio Napolitano, riportate nell'articolo di ieri da "Qui Europa": in quest'ottica primo streguo e strategico difensore della perdita della sovranità monetaria, e di conseguenza della speculazione bancaria.

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, Luglio 4th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Italia / Finanza / Economia / Interessi / Mutui / Manipolazione indici / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Scandalo Libor / Libor / Euribor / Barclays / Procura di Trani / Antitrust / Avaz / Indici truccati: scandalo in […]

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    Sabato, Agosto 4th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Eurozona / Germania / Berlino / Merkel / La Bild / Hollande / Draghi / Eurozona / Banche / Moneta unica / Friedrich Sell / Hans Werner Sinn / Financial Times / Bulgaria / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Informazione / Crisi economica  / Euribor / Target […]

    La Crisi potrebbe finire in un minuto, basterebbe volerlo davvero – Bce e caso Norvegia

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

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    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

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    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

     

  • In Grecia e Spagna Scoppia la Rivoluzione

    In Grecia e Spagna Scoppia la Rivoluzione

    Giovedì,  Settembre 27th/ 2012 

    – di Silvia Laporta –

    Grecia / Spagna / Madrid / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo spagnolo / governo greco / Troika / Bce / Christian Laguarde / tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Europarlamento / Antonis Samaras / sciopero /  Grecia / Gsee / Adedy / categorie sociali in rivolta / feriti / indignados / Rivoluzione / Nuova Costituzione / Dimissioni del Governo / Dimissioni del Parlamento 

    Stop austerity: in Grecia e Spagna scoppia

    la Rivoluzione

    I cittadini esasperati e stremati dalla macelleria sociale,

    si riversano nelle piazze e nelle strade delle città a decine

    di migliaia, per manifestare contro il governo e l'Europa

    Dimissioni dei politici, Nuova Costituzionee e Nuova

    Assemblea costituente tra le richieste

    Gli scontri più violenti ad Atene e Madrid

    Atene, Madrid – I cittadini dicono basta! Lo scontento e la rabbia dei cittadini ridotti a vivere in schiavitù aleggia da giorni minaccioso sulle due città europee in pieno tracollo economico: Atene e Madrid. I cittadini ellenici non hanno più neanche un euro da mendicare per risanare i debiti faraonici di cui – tra l'altro – non sono neppure responsabili. Nessuno regge più banchieri e politici assetati di soldi e adesso la situazione si fa pericolosa. Siamo sull'orlo della Rivoluzione! E non è un eufemismo! Dopo che il governo di Antonis Samaras ha annunciato di essere pronto a varare nuovi tagli ai danni del popolo, ieri, si è indetto un altro  sciopero generale di 24 ore in Grecia, il terzo di quest’anno. Organizzato dai due principali sindacati del paese, Gsee e Adedy, ha visto l’adesione di tutte le categorie sociali del paese: impiegati statali, lavoratori dell'erario e delle dogane, lavoratori delle Autonomie locali, liberi professionisti e commercianti, ecc. Uomini scesi in piazza per protestare contro l’austerità, contro la fame e la carestia auto-indonna dai magnati europei.

     Atene – Bombe molotov in Piazza Syntagma 

    E proprio ieri, la manifestazione di protesta, è finita in violenza. Animati scontri si sono verificati nelle prime ore del pomeriggio nella famosa Piazza Syntagma di Atene, proprio vicino al Parlamento. Dalla folla sono volate bombe molotov. Lanci ai quali la polizia ha risposto sparando gas lacrimogeni e granate stordenti per disperdere la folla. Nessuno osanna la violenza come risoluzione dei problemi, certo, ma mettiamoci nei panni del popolo greco. Panni che stiamo per indossare anche noi Italiani.

     Rivoluzione contro la Dittatura più subdola della storia 

    Dopo il tracollo economico subito, il popolo nutriva la speranza che le cose sarebbero potute cambiare  e che sarebbero potuti arrivare tempi migliori: magari ignorando ingenuamente in qual grave forma di dittatura reale l'Europa e gli europei si sono cacciati.  Ma le misure approvate dal secondo governo, per volere della Troika, hanno – ovviamente – previsto un ulteriore inasprimento della macelleria sociale, con nuovi tagli ai salari, alle pensioni e alla previdenza sociale oltre che e riforme strutturali inutili quanto disumane. Le stesse avviate in Italia dal governo Monti, per intenderci! Ed i risultati apocalittici si stanno vedendo anche in Italia.

     Il Muro della Troika 

    Le chiamano – prendendoci per i fondelli – “privatizzazioni crescenti per introdurre maggiore concorrenza” , ma sarebbe meglio definirle un ulteriore "frode"  per garantire denaro  ai Signori banchieri. O meglio per toglierne ai comuni mortali: il miglior mezzo per controllare i popoli e tenerli a bada! Lo strumento degli usurai europei (Ue-Bce-Fmi) avallato da Samaras, pronto a varare un pacchetto di austerità di 15 miliardi: entrate fiscali che colpiranno pensioni, stipendi e innalzeranno l’età pensionabile a 67 anni. Ma non è finita certo qui! Il voto di questo pacchetto da parte del Parlamento sarà la condizione per sbloccare una tranche di 31,5 miliardi di euro di prestiti (o meglio di aiuti a "morire") da parte di Ue e Fmi, destinati soprattutto a ricapitalizzare le banche greche. Cioè destinati agli stessi artefici principali di questa crisi indotta: le banche!

     Le 10 Fatiche d'Ercole contro gli euro-mostri 

    Atene, intanto, continua a sprofondare nella recessione più nera, senza nessun segno di risanamento dell’economia. Ed è normale. Dopo i miliardi già ricevuti nel quadro di una serie di tranche del prestito avviato nel maggio 2010, il debito non fa altro che lievitare all’infinito. La necessità di un terzo intervento di sostegno sembra ormai guadagnare terreno tra i finanziatori del Paese, ma l'FMI,  il Fondo Monetario Internazionale, non intende rinegoziare il debito a sue spese preferendo addebitare il conto agli Stati dell’Unione europea nel loro insieme. Il direttore dell’Fmi, Christine Lagarde, lo definisce un “problema di finanziamento del Paese” sottolineando la necessità di una rapida e risoluta definizione del problema del debito greco. Il suo “geniale piano” è molto semplice:  i greci dovranno pagare fino all’ultimo centesimo i prestiti ad usura contratti con i “Signori del danaro”! Così come – sempre gli schiavi Greci – l'anno scorso pagarono con misure lacrime e sangue l'acquisto per miliardi dieuro di sottomarini e armamenti pesanti imposto dalla mostruosa coppia Merkel-Sarkozy al  Governo Papandreou, a vantaggio dei "gerarchi" dell'industria franco-tedesca. 

     L'arroganza senza limiti dei Padroni d'Europa 

    Ma ora il popolo ellenico sembra non poterne davvero più. Il limite a quanto pare è stato valicato. La misura è colma! E’ stremato, arrabbiato, frustrato, ma soprattutto povero! Schiavo di un debito illegale, fittizio e costruito a tavolino. E adesso? Chi se la sente di biasimare una città in rivolta? A Bruxelles, intanto, fonti europee confermano la necessità di “rivalutare la situazione”, tenuto conto del grande  buco di bilancio con il quale Atene deve fare i conti. Gli eurocrati propongono una  soluzione. Quale? Molto semplice: accollare la colpa a tutti i popoli europei imponendo nuove tasse, privatizzazioni e tagli allo stato sociale, o meglio a quello che rimane dello stato sociale.

     La Rivoluzione di Madrid – Nuova Costituzione e Nuova Costituente 

    Più tragico il bilancio dei feriti della manifestazione tenutasi martedì sera scorso da migliaia di “indignados” nel cuore di Madrid: sessanta feriti, tra cui 27 agenti della polizia, e 35 arresti. Gli indignados erano in 6000 mila , concentrati sotto il Congresso dei deputati spagnoli per denunciare il sequestro della democrazia a danno dei politici spagnoli ed europei, e chiedere il salvataggio di quest’ultima, con una nuova Costituzione.  La tensione è arrivata all’apice intorno a mezzanotte, quando  gli scontri tra poliziotti e manifestanti si sono ripetuti in varie zone del centro storico di Madrid. Una città messa a ferro e fuoco dalla rabbia dei cittadini, tanto che il delegato del governo è  intervenuto per sottolineare le conseguenze delle sommosse: “Interverrà  la legge con tutte le conseguenze del caso”, ha dichiarato. Parole che vogliono far tacere il malcontento, opponendovi una sorta di improbabile ed inopportuno bavaglio. Vogliono semplicemente chiudere la bocca agli “indignados” ma senza la minima intenzione di cambiare qualcosa. Mission Impossible!

     Il Plauso delle forze dell'ordine agli schiavi in rivolta 

    Purtroppo è tardi. Ormai il dado è tratto e il popolo non vuole più stare a guardare. Non si tratta di criminalità, ma di una vera e propria esigenza di vita, o di lotta contro la morte. La ragionevolezza delle pretese  è testimoniata dal fatto che anche alcuni  agenti delle forze dell’ordine in Spagna hanno solidarizzato con altri manifestanti, si sono tolti il casco e si sono seduti accanto a loro tra gli applausi. E’ avvenuto durante  un’altra manifestazione tenutasi domenica scorsa, quando migliaia di dipendenti pubblici si sono mobilitati, dopo il calar del sole, bloccando per diverse ore il centro di Madrid. I dipendenti protestavano contro i tagli del governo centrale che prevedono, tra le altre cose, provvedimenti pesantissimi, come la soppressione della tredicesima, la riduzione delle ferie e dei permessi sindacali.  Tra i manifestanti, c’erano insegnanti, operatori sanitari, funzionari e dipendenti della pubblica amministrazione, pompieri compresi.  Una scelta nobile quella fatta da alcuni membri delle forze dell’ordine: avere il coraggio di sedersi al fianco e fare un plauso agli onesti cittadini, impegnati tra l’altro in una manifestazione pacifica. Mettersi dalla parte dei “giusti” , ma soprattutto “dei buoni”. “Anche noi  siamo penalizzati dai tagli, molte nostre famiglie lamentano una situazione drammatica”, hanno dichiarato i poliziotti. “Noi non siamo qui a picchiare le brave persone, il nostro ruolo è reprimere il crimine, non la gente onesta che lavora e viene penalizzata”. Un gesto che però ha trovato  il contrasto del governo e degli altri esponenti dell’ordine pubblico, che al contrario in altre città spagnole hanno represso con durezza i manifestanti. Questi ultimi hanno chiesto, durante le proteste , le immediate dimissioni del governo e di tutti i parlamentari e l’avvio di un nuovo processo costituente per cambiare il Paese e la politica. Una giusta pretesa, l’unico spiraglio di luce per avere la speranza di un futuro migliore.

     La freddezza del "Dominus" Rajoy 

    I dati economici del Paese, infatti, sono a dir poco preoccupanti. Da quanto emerso dal bollettino mensile della Banca di Spagna, il Paese resta in recessione nel terzo trimestre, con un Pil che continua a diminuire “a un ritmo significativo”, sintomo di “uno stress finanziario ancora intenso”. E’ emerso, inoltre dal documento, che la pressione alla quale Madrid è sottoposta spingerà la quarta economia dell’Eurozona a chiedere un nuovo piano di salvataggioIntanto il premier spagnolo, Mariano Rajoy,  in un’intervista al Wall Street Journal ha dichiarato di poter “assicurare al cento per cento che ove ve ne sarà bisogno”, la Spagna “chiede un nuovo piano di salvataggio”, ma solo se “i termini degli eventuali aiuti lo consentiranno”. Il primo ministro ha aggiunto di avere la volontà di creare un nuovo organismo indipendente di monitoraggio del deficit, spiegando che la nuova autorità “avrà il compito di vigilare sul rispetto degli obiettivi di bilancio”. Insomma nessuna risposta al grido di aiuto esasperato del popolo spagnolo. Nessun risultato. D’altronde, finché la situazione europea rimarrà tale, sarebbe matematicamente impossibile sollevarsi dal macigno del debito che pende sulle loro spalle. L’unica via, e i cittadini lo hanno ben capito, è quella di cambiare totalmente le cose. Sovvertire un sistema perverso e maligno e trovare quella lontanissima luce alla fine del tunnel, che ancora non si vede.

     The End 

    Come fare? Perseverando e aprendo gli occhi a tutte le categorie sociali sulla pura verità dello stato delle cose. A quel punto, se lo stato e l’Europa non daranno risposte, saranno loro a portare i cittadini all’esasperazione e alla rivolta. La colpa non è della folla, ma di quello che sta a monte. Del governo, delle manovre sbagliate e di tutti quei provvedimenti che hanno rubato la vita e la dignità di noi cittadini. Mentre noi soffriamo, loro rimangono a guardare dall'Europarlamento e dalle lussuose sedi della Commissione europea. Ma quanto riusciranno ancora a farlo?

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì,  Settembre 20th/ 2012

    – di Silvia Laporta –

    Unione Europea /  Olanda / Elezioni Olanda 12 Settembre 2012 /  Mark Rutte / Diederik Samsom / Berlusconi / Mario Monti / Mario Draghi / Bce / Crisi economica / elezioni italiane / Pdl / Pd / Barroso / Palazzo Chigi 

    Olanda pro-casta: le elezioni che dovevano

    salutare l’Europa, rivelano amare sorprese

    In Italia , intanto, tiene banco la  fantapolitica

    pre-elezioni: Monti alla Commissione europea

    Draghi capo dello stato

    Amsterdam, Roma – Sembrava un secco “No” all'Europa quello dell’Olanda. I sondaggi sembravano alquanto chiari! All’interno del Paese erano tutti d’accordo. Destra, sinistra e soprattutto cittadini. Ogni membro della comunità voleva, insomma, chiudere i ponti col passato. Basta austerity, basta tasse, basta tagli ma soprattutto basta all’Europa con le sue politiche dittatoriali. Gli Olandesi non volevano certo vedere le loro autonomie nazionali sparire ed essere assorbite, piano piano, dal blocco finanziario degli Stati Uniti d’Europa. Il 12 Settembre, giorno delle elezioni olandesi, doveva essere un giorno di cambiamento e rivoluzione. 24 ore in cui finalmente qualcosa si sarebbe smosso e l’Unione europea, questa deriva di Unione "delle banche", avrebbe incassato un bel pugno nello stomaco. Il welfare doveva essere protetto con le unghie e con i denti! E invece… no!

     La sorpresa – Amsterdam, la dittatura delle banche continua!

    I risultati delle elezioni , a prima vista, sembrano infatti favorire il ritorno dell’Olanda alla normalità politica e al consenso europeista. Il partito del premier uscente, il liberale di destra Mark Rutte, si è imposto con il 26,6% dei voti. I laburisti di Diederik Samsom hanno realizzato un grande recupero ottenendo il 24,8%. Il Partito Socialista è rimasto fedele agli stessi voti di sempre, ossia circa il 9%. Con 41 e 39 seggi ciascuno, dunque, in un Parlamento di 150 membri, i liberali e i laburisti sono in grado di formare un governo stabile e duraturo. Sono partiti che non intendono mettere in discussione la potestà imperialista dell’Unione europea. Il leader liberale insiste: “ la politica dell’austerità deve proseguire”. Insomma un fuoco di paglia: anche in Olanda la dittatura continua.

     La sorpresa italica – Che aspetta Silvio? 

    In casa nostra, invece, non sono mancati gli spunti sarcastisi ed ilari! Sarà forse il clima pre-elettorale che stimola tanto la fantasia e la creatività dei "vecchi e prodi eroi" candidati al governo? A ben vedere, ed a sentire i loro ultimi proclami, infondo uno peggio dell’altro! Berlusconi che cosa farà? Questo sembra l'interrogativo del momento attorno al quale si arrovellano i penseri ed i timori dei seguaci fedeli del Pdl. Ma, in affetti, quanto meno per curiosità, se lo stanno chiedendo tutti gli Italiani. Desiderosi di capire fin dove possa arrivare il coraggio del nostro "caro" ex premier. Silvio, a nostro avviso, prima di scoprirsi aspetta in modo cauto due eventi: le elezioni siciliane – per verificare lo stato di salute del Pdl – e le primarie del Pd , per valutare il potenziale di uno dei suoi avversari.

     Ecco il "Toto-Monti" 

    In molti nel Pdl – e non è un mistero – non sono certo contrari a un Monti–Bis, ma con una correzione sul fronte fiscale. Tradotto per i comuni mortali: una bella ipocrisia e un bell’inganno per mandare avanti sempre le solite politiche pro-casta. Ma Monti – e neppure questo è ormai un mistero – vorrebbe puntare al Colle. Non ha mai nascosto il desiderio di abbandonare il governo per recarsi dove le decisioni vengono prese con “maggiore autorevolezza” ; insomma parafrasando, come sempre, un altro bel palliativo per nascondere i propri brogli. Oppure , il professore, potrebbe puntare all’all-in: la candidatura a presidente della Commissione europea, dopo Barroso in scadenza nel 2015.  E lì le cose si metterebbero ancora peggio!

     Il futuro dell'élite tecnocratica e il consiglio di "Qui Europa" 

    Continuando con la fantapolitica, qualcuno nelle ultime ore ha ipotizzato addirittura Mario Draghi  a Palazzo Chigi o al Quirinale. Ma di certo non c'è bisogno di alcun commento! A noi viene soltanto da ridere! Ma, nello stesso tempo, confidiamo nell’ingordigia del presidente della Bce. Potrebbe mai  lasciare le riserve di soldi di uno degli ingranaggi più potenti del signoraggio bancario? Mah! Forse per entrambi il pensionamento sarebbe l'idea migliore: speriamo che ci ascoltino! Ma ovviamente non è neppure escluso che tornino ad occuparsi a tempo pieno dei loro passatempi migliori: aggirarsi per i corridoi a scacchi del Bilderberg Club e della Commissione Trilaterale o studiare qualche altra mega strategia speculativa presso i piani alti del grattacielo della Goldman Sachs. Vediamo chi indovina, sono aperte le scommesse!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, Luglio 4th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Italia / Finanza / Economia / Interessi / Mutui / Manipolazione indici / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Scandalo Libor / Libor / Euribor / Barclays / Procura di Trani / Antitrust / Avaz / Indici truccati: scandalo in […]

    Germania – La Bild fa chiarezza sulla Crisi e sulla Dittatura Tedesca

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    Sabato, Agosto 4th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Eurozona / Germania / Berlino / Merkel / La Bild / Hollande / Draghi / Eurozona / Banche / Moneta unica / Friedrich Sell / Hans Werner Sinn / Financial Times / Bulgaria / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Informazione / Crisi economica  / Euribor / Target […]

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

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    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

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    Martedì, Luglio 10th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / Parlamento Europeo / Banca Centrale Europea / BCE / Mario Draghi / Ecofin / Firewall / Fondo Salva Stati / Maggiori poteri alla Bce / Efsf / Mes / Esm / Meccanismo Europeo di Stabilità / Accentramento / Sovranità / Ltro […]

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    Mercoledi, Luglio 4th/ 2012  – di Silvia Laporta – Bruxelles / Roma / Unione Europea / Italia / scudo anti-spread / Mario Monti / agenzie di Rating /Mario Draghi / Palazzo Cighi / Goldman e Sachs / Stati Uniti / Bolla immobiliare / crisi econonomica / Esma / Major / Mes / Indagini / Parigi […]

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  • Dittatura MES: la Germania dice No alla licenza bancaria, pagheranno i cittadini

    Dittatura MES: la Germania dice No alla licenza bancaria, pagheranno i cittadini

    Giovedì, Agosto 2nd/  2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile – 

    Eurozona / Vertici Ue / Monti / Hollande / Crisi economica / Bce / Merkell / Germania / Esm / Fondo salva stati permanente / Barack Obama / Palazzo Chigi / Democrazia / Radio Uno / Eurozona / Austerità / Mario Draghi / scudo anti- spread 

    MES: la Germania indietreggia, No alla licenza 

    bancaria per fronteggiare il debito

    dell'Eurozona

    Le famiglie italiane ed europee provvederanno a

    finanziare il dittatoriale MES con tagli e tasse

    Monti – Hollande – Obama – Merkel: un pò di sano teatro

    in attesa della decisione della Consulta Tedesca

    sulla legittimità del MES

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Parigi – Quella di Martedì scorso è stata una giornata alquanto positiva per il nostro premier Mario MontiIncontratosi con il presidente francese Francoise Hollande a Parigi, ha discusso circa i problemi e le presunte soluzioni da intraprendere per il "bene dell’Eurozona" e dell'euro, fissando un appuntamento per un formale ennesimo vertice bilaterale a dicembre. In mattinata, in preda ad una indecifrabile euforia, si era addirittura sbilanciato intervenendo in diretta in un programma radiofonico su Radio Uno, dicendo : “Ci stiamo avvicinando alla fine del tunnel, intravediamo una luce”. Ma probabilmente doveva trattarsi di un messaggio in codice: non c'è altra spiegazione razionale! Peccato, infatti, che a questa farlocca, impossibile e pretestuosa “fine del tunnel” il popolo italiano troverà soltanto una gabbia, una trappola dalla quale non potrà più uscire. E forse era proprio questo a rendere così felice il professore. 

      Vogliono salvare l'euro sulla pelle dei cittadini   

    Ma da notare come, sempre Martedì, mentre il professore si trovava faccia a faccia con il collega Francoise Hollande,  sia giunta a Parigi con tempistica svizzera una notizia "inattesa" ma comunque già caldeggiata in tempi non sospetti dallo stesso panzer tedesco, Angela Merkel: la Germania non fornirebbe la licenza bancaria all’Esm (o Mes). Cioè non avallerebbe la possibilità per il celeberrimo Fondo Salva Stati Permanente (di cui più volte vi abbiamo indicato i caratteri negativi ed estremamente dittatoriali) di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Cosa quest'ultima che – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italianeMa in tal modo la "stretta" dei padroni della Germania e dell'euro-casta sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leaders (tra i quali la stessa Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo (cioè utilizzando direttamente gli euro della Bce) si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE, in condizioni normali, di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Ma perchè barricarsi ancora impietosamente dietro questo dogmatico Trattato?

      Una amnesia nociva alle famiglie italiane   

    Ma d'altra parte i leaders europei e la stessa Merkel sembrano soffrire di una strana forma di amnesia e di non ricordare che il finanziamento diretto del debito statale da parte della BCE sarebbe previsto nei casi di emergenza (e questo che viviamo è un contesto di emergenza estrema) dall'articolo 11 del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei (in un continuo teatrino di responsabilità, volto allo scaricabarile) anziché decidere di far intervenire in maniera indolore la Bce, è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

      L'Eroica opposizione legale dei cittadini tedeschi  

    Il MES – e con esso il sedicente "Scudo Anti-Spread", ricordiamolo – entrerà in vigore, salvo imprevisti, il prossimo 12 Settembre, ovvero dopo che la Consulta tedesca ne avrà eventualmente valutato la costituzionalità. Poco tempo fa, infatti, un  gruppo di cittadini  formato da professori, avvocati e  attivisti, avevano portato, davanti alla Corte Costituzionale, un ricorso circa la conformità costituzionale del MES. Cittadini che ci hanno visto lungo e che stanno tentando l'ostica strada "legale" per ribellarsi alla conseguenze che seguiranno alla ratifica del trattato e del suo statuto: stanchi di pagare il prezzo della crisi e le conseguenze amare dell'austerità che oggi colpisce indiscriminatamente anche gli stessi cittadini tedeschi, a vantaggio dei banchieri tedeschi.

      Ue-Usa – Un pò di teatro non guasta  

    La decisione di Angela Merkel – a detta di Monti ed Hollande – sarebbe giunta come un fulmine a ciel sereno sull'Eliseo, innescando un allarme avvertito fino agli Usa: dove Barack Obama, sempre più in "tensione" per gli esiti della crisi dell’Eurozona (che per ora, tuttavia, vista la situazione sta tornando utile alle banche d'affari Usa) si è subito apprestato a contattare Roma, chiedendo garanzie sul fatto che la difesa della moneta unica resti di fatto l'obiettivo primario e costante dei leaders europei; e che tutte le misure (misure-gabbia) decise nel vertice del 28 e 29 Giugno, possano essere attuate in breve tempo. 

     Tagli e Tassazione per finanziare i folli MES e Scudo anti-spread 

    Davanti a questa situazione Mario Monti e Francoise Hollande hanno confermato il mandato pieno alla Bce di Mario Draghi, omettendo però di ricordare agli europei – come detto – che non sarà la Bce a tirar fuori la provvidenziale grana per coprire i debiti fittizi degli stati, ma bensì la Bce sarà soltanto l'organo deputato a controllare e gestire il MES: fondo autonomo i cui fabbisogni finanziari di copertura saranno ovviamente garantiti dal Pil degli stati, pro-quota: cioè da noi cittadini tramite la tassazione e i tagli alla spesa. Tagli, inutile dirlo, operati con la disastrosa e pretestuosa Spending Review.

     UE-MES: Pura Dittatura! 

    Ma la cosa ancor più grave e vergognosa è che se l'Italia e gli altri Paesi in difficoltà non si impegneranno a ridurre il proprio debito (debito tra l'altro illegale ed auto-rigenerante) per 40 miliardi l'anno, potrebbero perdere anche il diritto di voto alle elezioni. Dittatura pura! Il politico Hitler, a confronto, era un vero dilettante!

      L'Ultima speranza dei cittadini dell'Eurozona  

    La pretestuosa parola d'ordine, come detto, è: “far di tutto per salvare l’euro” e mettere in pratica le misure decise il 28 e il 29 Giugno inerenti all'entrata in funzione dell'ingannevole scudo anti-spread. Quindi, per ora, non ci rimane – paradossalmente – che sperare in un no categorico della Consulta Tedesca al MES e – di conseguenza – al suddetto scudo, sperando che i cittadini tedeschi non mollino nella loro eroica e nobilissima attività di contestazione verso forme e misure economiche così palesemente inadatte e anti-democratiche.

    Silvia Laporta, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Giovedì, Luglio 19th/  2012

    – di Silvia Laporta –

    Crisi economica / Bce / Mario Draghi / agenzie di rating / Disoccupazione / crisi del settore della costruzioni / Mario Ciaccia / Ministro delle Infrastrutture / Banca d'Italia / Usa / Cassa Integrazione / debito illegale / Fillea / Filca / Feneal / Patto di Stabilità  / Parlamento / Fiscal Compact  / Barzelleta / Giuliano Amato 

    La crisi pilotata continua a mietere vittime:

    meno mezzo milione di posti di lavoro 

    Illusioni di Bankitalia: la recessione finirà nel 2013

    L'ipocrisia della casta e la trasformazione latente

    dello stato di benessere, suggellata dalla ratifica 

    del Fiscal Compact in Parlamento

    La Barzelletta di Amato "consulente agli sprechi"

    Roma – Tempi duri. La disoccupazione è salita pericolosamente all’11 % – secondo stime ufficiali: anche se ci sono regioni dove è addirittura al 50% – e aumenta il ricorso alla Cassa Integrazione, scendono le retribuzione reali, si flettono i consumi, i debiti aumentano e prosegue la fuga di capitali stranieri. Ne abbiamo parlato mille volte della crisi "pilotata" e dei suoi effetti trasversali sulla vita dei cittadini, uniche vittime di un debito illegale ed immorale che i media continuano a trattare nella stragrande maggioranza dei casi con un'aurea di "normalità" davvero sconcertante. Il prezzo da pagare sta diventando troppo alto e, giorno dopo giorno, cresce l’insofferenza e la frustrazione. 400 mila posti di lavoro spazzati via nel settore delle costruzioni, mezzo milione contando gli indotti. Per denunciare l’inadeguatezza dei provvedimenti governativi a riguardo, i sindacati di categoria, hanno organizzato un presidio sotto il ministero delle Infrastrutture, per ottenere perlomeno un tavolo di confronto in cui, il vice ministro Mario Ciaccia, si dice intenzionato all’apertura e alla trattativa per il rilancio. Un modesto risultato teorico che però, se non sarà affiancato anche da un tornaconto pratico, vedrà l’economia del settore delle costruzioni pericolosamente in ginocchio.

      Intanto la Camera ratifica il recessivo Fiscal Compact  

    Intanto, mentre tra il compiacimento della maggioranza del Parlamento, stamane, si è giunti – in un'aula decimata dalle assenze – alla ratifica dello scellerato e recessivo "fiscal compact". Lo stesso sventurato provvedimento rinviato dai Tedeschi; per far ripartire il settore, i sindacati ripropongono la piattaforma unitaria della manifestazione nazionale dello scorso 3 Marzo, sottolineando che in questi mesi il governo non ha dato un’adeguata  risposta in termini di crescita e tutela sociale; ma, nel frattempo, la situazione di crisi  ha continuato a dilagare indisturbata. 

      La proposta dei sindacati  

    La piattaforma unitaria sollecita una politica di rilancio delle infrastrutture che si concentri su obbiettivi prioritari condivisi. Il pacchetto di proposte inizia con il varo di piani di intervento sulle città, gli incentivi per la messa in sicurezza del rischio sismico e per il risparmio energetico; continuando poi con l’attuazione della patente a punti per la qualificazione dell’impresa e del Durc  ( il documento di regolarità contributiva ) per congruità nei lavori privati , insieme allo sblocco selettivo del Patto di Stabilità per gli enti locali, in modo di consentire ai Comuni virtuosi di fare investimenti. Fillea, Filca e Feneal sollecitano anche misure per agevolare l’accesso al credito di privati e imprese impiegando le banche per immettere liquidità sul mercato utilizzando i fondi prestati dalla Bce, insieme all’avvio degli accordi per rilanciare la ripresa dei distretti e delle aree industriali.

      La stima-bufala di Bankitalia   

    La recessione in Italia finirà non prima del 2013. E’ la "stima-bufala" contenuta nel Bollettino Economico della Banca d’Italia che, però, aggiunge subito – mettendo le mani avanti – che i  veri risultati non si avranno prima nel 2014. Ma queste previsioni verranno mantenute sempre se lo spread non impennerà e, bisogna ricordare, che sono sempre e solo previsioni diffuse dalla Banca d’Italia – istituto come noto sotto l'egemonia dei privati: privatizzata nel 92 da Amato – uno dei corresponsabili della recessione. A giudicare dalla situazione italiana, sembra quasi una “favoletta” che piace loro raccontarci per tenerci buoni buoni e tranquilli; siccome continuerà a perpetrarsi lo stesso sistema dittatoriale e al servizio delle banche e delle agenzie di rating. Queste, oggi, come in passato, più volte indagate e messe sotto accusa per il loro operato, continuano il loro lavoro di truffa e sottomissione ingiustificata delle imprese. Persino Mario Draghi, presidente della Bce – dopo uno strategico sonno – ha finalmente aperto gli occhi – o cambiato gli occhiali – e ora,   sta scoprendo – come un bambino scopre la luce – le incongruenze tra analisti e uffici delle agenzie che producono il rating.  E allora, potremo chiederci: ma come mai questi apparati esistono ancora ma soprattutto vengono considerati come metri di giudizio affidabili? Forse perché la “convenienza” non è unilaterale, ma coinvolge soprattutto la Bce.

      Italia – Stato "Dittatoriale" di "Benessere Socialista"  

    Non sarebbe più semplice “levarle di mezzo”? Beh, se questo non viene fatto, c’è sicuramente una motivazione di interesse, un interesse che vogliono tenerci nascosto dietro le frasi ipocrite di Mario Draghi, in questa ormai "sanguinosa" e palese guerra tra casta e plebe, in uno stato dittatoriale di "benessere socialista", caratterizzato da una precarietà sempre più diffusa e ben distribuita (grazie ad un cuneo fiscale da record del mondo) e dalla scomparsa della borghesia, e dalla concentrazione delle ricchezza nazionale nelle mani di una circoscritta élite di "vincitori senza scrupoli e valori morali".

     La barzelleta di Giuliano Amato "Consulente agli sprechi"  

    E lo si capisce anche dai piccoli particolari. Sapete chi ha nominato Mario Monti come "consulente agli sprechi"? Un signore che guadagna 1047,00 euro di pensione, ma non al mese (che avevate capito) al giorno.Un altro impresentabile "gran tecnico venerabile" da 50 anni in sella alla politica: due volte Presidente del Consiglio; sei volte Ministro della Repubblica; nonché Presidente dell’Istituto della Enciclopedia Treccani; impresentabile conduttore televisivo proteso a spiegarci la crisi dalle reti RAI, ma soprattutto colui il quale privatizzò nel 1992 (con il celeberrimo decreto "Carli-Amato" la Banca d'Italia, privando gli Italiani della propria sovranità monetaria nazionale e regalandola ai banchieri privati. In pratica tra i più fedeli esecutori del famoso "piano segtreto dei privatizzatori del Britannia" del quale abbiamo più volte parlato. Ma gli Italiani, probabilmente lo ricordano ancor più per la famosa "rapina dei conti correnti" degli Anni Novanta, avvenuta all’improvviso, o per la vergognosa riforma delle pensioni. Un Amato, oggi non troppo "amato", dunque. L'uomo giusto di Monti per la lotta agli sprechi. Proprio lui, con quei miseri 31.411 euro di pensione al mese.  Che vergogna!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    La Crisi Economica e Sociale dell’Ue: analisi e prospettive di una studentessa del Mezzogiorno

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    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Federica Santoro –   Articolo selezionato nell'ambito del concorso interscolastico lanciato dal quotidiano "Qui Europa" tra gli studenti delle quarte e quinte classi  degli Istituti d'Istruzione Secondaria Superiore di Catanzaro sul tema "La crisi Economica e Sociale dell'Ue: Analisi e Prospettive " in occasione del Convegno Nazionale Organizzato presso l'Ateneo UMG […]

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    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

  • L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    Martedì, Luglio 17th/ 2012 

    – di Silvia Laporta –

    Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare 

    Austerity –  l’amore ingiustificato per l’euro

    Ci sta portando alla rovina, eppure ancora molti lo

    considerano l’unica via d’uscita dalla crisi

    Pazzia Pura – Grilli: Per uscire dalla Crisi e salvare l'euro, dobbiamo

    svendere il Patrimonio Immobiliare nazionale per 20 milioni l'anno

    Bruxelles – Non ci vuole certo una laurea per rendersi conto dei disastri legati alla moneta unica. Avrebbe dovuto essere la nostra “via di scampo” ; un collante sociale, oltre che un’ottima iniziativa economica. Eppure, a distanza di poco più di 10 anni dall’adozione dell’Euro, i risultati ottenuti, hanno reso la situazione di gran lunga peggiore della precedente. Quanti di noi rimpiangono di aver detto "no" a  quelle 1936, 27 lire? Già dal principio la situazione sarebbe dovuta puzzare di stipendi dimezzati e prezzi raddoppiati.  Eppure, quasi come rintontiti da quella che molti analisti internazionali definiscono come un’acuta "sindrome di Stoccolma" i paesi dell’Ue,  hanno continuato per la loro strada, intraprendendo la via tortuosa e zeppa di ostacoli della moneta unica, lasciandosi letteralmente plagiare da campagne mediaticche incentrate sulla pura propaganda: campagne che evidentemene ancora non sessano di confonfere gli Italiani.

      L'Euro: l'arma della speculazione 

    I Paesi più culturalmente evoluti, dove invero esiste da decenni – se non secoli – sia il senso dello stato che una coscienza critica ed una capèacità non indifferente di discernimento; o quanto meno in quesi Paesi Ue rappresentati da una classe politica di una certa levatura, non si sono certo fregati con le proprie mani! Norvegia, Svezia, Danimarca, per esempio, non hanno aderito totalmente al progetto o, come l’Inghilterra, vi hanno aderito parzialmente sono per trarne i benefici. Anche se per quest’ultimo caso, ci sarebbe da aprire un lungo discorso, circa la sovranità finanziaria. Ma il punto è un altro: l’euro ci sta letteralmente strangolando! 30 imprese chiuse ogni giorno, suicidi, tagli alle pensioni, tagli alla spesa pubblica, tagli all’istruzione e dismissione del patrimonio pubblico e dei "gioielli di famiglia" a vantaggio di lobby e banche d'affari. Tutto ciò, sofferto a discapito del Welfare e del benessere dei cittadini  per salvare la moneta unica, la (a uqesto punto) maledetta moneta unica; ossia per salvare il male più pericoloso di tutti, in questo momento. Per salvare i guadagni della speculazione.

      L'Euro: la m0neta dei Golpe 

    E non ci aiutano poi, le misure e le politiche austere e neo-liberaliste, che non fanno altro che stringere il cappio ancora più stretto.  Nonostante sia una situazione chiara e sotto gli occhi di tutti, esiste ancora chi difende a spada tratta la moneta unica. Un esempio? Il nostro presidente del consiglio, Mario Monti. Al di la dei brogliacci bancari di cui è ed è stato artefice, il suo totale disinteresse per il popolo che è chiamato a governare, trasuda  anche da ogni scelta presa alla luce del sole: Fiscal compact, Mes, tassazioni a livelli esorbitanti. E ora – annuncia il Ministro Grilli – dismissioni del patrimonio pubblico nazionale per circa 20 miliardi di euro l'anno. Porcata su porcata. Ma come si fa a non vedere? Come si fa a non capire?  Eppur vedendo la crisi negli occhi del popolo e nelle speranze dei giovani, non c’è modo di fermare questo suicidio! I Soldi prima di tutto! Il capitalismo dittatoriale è ormai dilagato in Italia, come in Europa e nel mondo a ritmi ben pianificati e scadenzati. Guardando la cartina dell'Europa, ci si accorge come i "golpe dei governi tecnici" negli ultimi mesi si sono susseguiti a ritmi incessanti sotto un'unica malefica ed antidemocratica regia mondialista. L'ultima nazione europea in ordine temporale a dover subire gli ennesimi diktat targati Troika è – in queste ore – la Romania di Victor Ponta. Nazione non naderente alla moneta unica ma in recessione dall'ingresso dell'Ue, e già visitata dai temibili vampiri del Fondo Monetario Internazionale.

      L'Euro: Cibo da Propaganda 

    Lo stato dovrebbe emettere denaro per i suoi cittadini e lo dovrebbe immettere per servizi resi (lavoro) o per diritto (welfare). Invece il denaro è emesso per altri servizi e destinato ad altre persone, diverse dagli onesti cittadini : gli speculatori bancari. Si fa un bell’investimento sulla speculazione e noi, utilizzando l’euro, non facciamo che riciclare questo denaro sporco: come nelle più spettabili organizzazioni a delinquere. Ma allora? Se è cosi lapalissiano agli occhi di tutti, perché la situazione non riesce a cambiare? Forse perché il sistema è ormai corrotto fino al midollo  e tutto viene ottimamente nascosto grazie  all’appoggio – come detto – di una vasta e capillare propaganda mediatica. Ma possibile che noi, cittadini italiani, non abbiamo voglia di cambiare questa situazione? Perchè dunque credere ancora alle favole o a trasmissioni televisime spudoratamente parziali, disinformative e tendenziose? Certo, agli occhi di un Olandese o di un Inglese gli Italiani favorevoli agli strazi di Monti Bilderberg devono apparire proprio come degli emeriti idioti masochisti. Contenti di essere torturati a morte, e per giunta per una causa immorale, quanto falsa – un debito pubblico che si auto-alimenta ogni giorno che passa:c ome ampliamente dimostrato nei precredenti editoriali di "Qui Europa" – "Schiavi di un Debito Illegale – Prima, Seconda e Terza Parte – solo perchè la TV (lo strumento che un Santo del tenotre di Padre Pio considerava, addirittura, come la personificazione moderna e tecnologica di Lucifero, il Demonio) dice che l'europa ce lo chiede. Sigh! Ma quando azioneranno il cervello questi poveri illusi?

      MES – Un provvidenziale rinvio 

    Intanto a Bruxelles i grandi capi non gioiscono. L’approvazione del Mes, è stata rimandata: la Corte costituzionale Karlsruhe deve riesaminare i ricorsi di un gruppo di economisti, avvocati e cittadini attivisti tedeschi, che hanno mosso una serie di critiche verso il fasullo Meccanismo di Stabilità. La decisione è rinviata al 12 Settembre.

      Non cediamo la sovranità del nostro Cervello 

    E’ decisamente cambiando il clima di serenità dello scorso summit europeo: adesso i paesi litigano e battibeccano tra loro, e nessuno si fida di nessuno. La Germania ricorda minacciosamente alla Spagna il suo impegno di restituzione dei fondi che sono stati versati per risanare le banche, nonché di rispettare i vincoli imposti dall’Unione Europa: miliardi e miliardi che verranno direttamente levate dalle tasche dei cittadini, così, come per magia! Austerità che continua imperterrita nella sua direzione neo-liberalista. Una direzione pericolosa, imposta. Prima di trovarci anche noi nella stessa situazione della Spagna – o peggio ancora della Grecia – forse è meglio decidere di cambiare rotta autonomamente. Per una volta, magari, sarebbe il caso di non cedere la sovranità del nostro cervello, ricordandoci semplicemente di metterlo in funzione. Ciò malgrado il nostro demoniaco alter-ego – quello che ci dice di fidarci della TV della favole – sia sempre in agguato e pronto a confonderci con sorrisi e sguardi ammalianti. Ma d'altronde, Lucifero – l'angelo decaduto e maledetto – non era in principio forse l'angelo più bello?

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

    Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

    Giovedì,  Luglio 12th/ 2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Unione Europea / Germania / Finlandia / Olanda / Romania / Euro / Crisi economica / Esm / fiscal compact / Andreas Vosskule /  Jyrki Katainen / agenzie rating / Badescu / Usl / referendum popolare / malcontento / Fmi /

    Venti nuovi in Europa: qualcosa finalmente

    si smuove

    Germania: ricorsi contro l'Esm e il Fiscal Compact

    Finlandia e Olanda: secco no contro l'Europa

    In Romania, la rivoluzione politica.

    Piazze d’Europa in fermento contro l’Euro-Dittatura e l’Euro-Casta – Vergognosa censura e Campagna Disinformativa della maggior parte dei Media italiani

    Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Bucarest, Helsinky – Non sono momenti facili, quelli che si stanno consumando nelle ultime ore in Europa. A Berlino, il destino dell’Euro, sembra essere nelle mani del capo della Corte Costituzionale tedesca, il magistrato Andreas Vosskuhle, che potrebbe pronunciare la sentenza di condanna per la moneta unica europea. La corte, infatti, deciderà se gli impegni presi dal Governo tedesco con Bruxelles, possano sopravvivere ai sei ricorsi fatti contro l’Esm, il terribile e dittatoriale (cosiddetto) "Meccanismo di Stabilità Europeo" che avrà a disposizione un fondo permanente di 500 miliardi di euro, e contro il Fiscal Compact, il recessivo ed insensato patto di bilancio concordato a Marzo a Bruxelles. Secondo il capo della Corte costituzionale tedesca, c’è bisogno di un tempo ragionevole per valutare il peso di questioni molto importanti. A presentare i ricorsi, un gruppo di politici, economisti e cittadini attivisti, ( per la precisione 172) che lamentano il fatto che la politica di salvataggio dell’Eurozona sarebbe ormai una minaccia grave alla democrazia tedesca e al potere del Bundestang, il Parlamento. I contribuenti tedeschi, del resto, chiedono di fermare il provvedimento prima che la Germania si sporchi del debito pubblico degli altri paesi, sventrando lo stato e costringendo i cittadini con obblighi rovinosi, ed ancora peggiori di quelli che la Merkel ha propinato finora alle famiglie tedesche.

      Il Dittatoriale MES appeso a un filo in Germania    

    La Corte Costituzionale, deciderà prima sui ricorsi e poi emetterà una sentenza sulla costituzionalità del liberticisa MES entro i primi mesi del 2013. Nonostante i pareri discordanti di molti politici, i cittadini tedeschi, sono per la maggiore schierati dalla parte dei ricorsi. Si sa, tuttavia, che senza la Germania, in Europa, non si va da nessuna parte! Quindi, gli altri paesi europei, sono tutti in attesa e appesi a un filo, rispetto alle decisioni che verranno emanate!

      Un'ottima notizia malgrado la disinformazione dei Media   

    Nonostante ciò che potrete leggere sui giornali o ascoltare in Tv, questa,  è una buona notizia! Fermare il Meccanismo di Stabilità e il Fondo Salva Stati (EFSF), due provvedimenti atti all’unificazione centralistica e tecnocratica dell’Europa e alla formazione della “dittatura legale” (che ci stanno imponendo) è una mossa intelligente da parte del gruppo di economisti, politici e cittadini attivisti della Germania; anche se sicuramente, le motivazioni che li spingono, sono innanzitutto la salvaguardia dei propri interessi. Gli interessi di un Paese ricco come la Germania: capace di un tenore di vita che i cittadini tedeschi non vogliono perdere. I Tedeschi, d'altronde, non vorranno mica diventare una massa di schiavi come noi!

      Finlandia e Olanda pronte a Smontare l'Eurogabbia  

    Anche Finlandia e Olanda tornano all’attacco. “La situazione dell’Eurozona è pericolosa, molto pericolosa”; avverte il primo ministro finlandese Jyrki Katainen “non ci si fida più come prima”. Succede infatti che, persino loro, i proverbiali paesi “benestanti” dell’Eurozona, sono stati bacchettati dalle varie agenzie di rating, dal livello AAA a quello A. Perciò i paesi, sono decisi a non fidarsi più dell’euro e all’occorrenza, anche a uscire della moneta unica, se necessario. Ed a giudicare dalle proteste di piazza di Amsterdam ed Helsinky, i cittadini questa volta sembrano fare sul serio.

      Terremoto politico in Romania    

    A Bucarest, invece – da inizio 2012 – si susseguono veri e propri terremoti politici. Il 29 Luglio la Romania, sarà chiamata al referendum per votare sull'ipotesi di destituzione del Presidente Basescu, sospeso per votazione del Parlamento. Ma facciamo un passo indietro. Il 3 Luglio il Parlamento, o per meglio dire l’opposizione dell’Usl, si è liberata in un sol colpo di tutti gli uomini del presidente, giudicati personaggi scomodi. Sono stati sollevati uno dopo l’altro da due delle più alte cariche dello Stato: quella del presidente del senato (con il "liberale" Antoneschu che ha preso il posto di Vasile Blaga) e quella del presidente della Camera (con Roberta Anastase sostituita da Valeriu Zgonea). Il tutto dopo che le elezioni amministrative avevano marcato la netta vittoria dell’Usl, la coalizione di centro sinistra: partito intenzionato, a quanto pare, a rispettare le ingerenze della Troika e di Banca Mondiale, per il "bene del Paese".  frase già sentita di recente a Roma ed Atene, dopo le misure lacrime e sangue intraprese all'indomani dei "golpe tecnici" da Mario Monti e Lucas Papademos . L’Usl, ha fatto totalmente piazza pulita anche dell’avvocato del popolo, decidendo di subordinare al controllo del governo il “Monitur Official”, una sorta di Gazzetta Ufficiale. Cercando inoltre di modificare con urgenza anche la stessa legge sul referendum, proponendo la possibilità di convalidarlo  a quorum del 50 % + 1 dei votanti, contro il precedente 50 % + 1 degli aventi il diritto raggiunto. 

      Nei palazzi di Bruxelles Tremano i Tecnocrati   

    Davanti a questa situazione, non sono mancate le proteste dell’Unione europea, che già aveva manifestato il suo dissenso sulle vicissitudini politiche della scorsa settimana. Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schultz, ha definito l’Europa troppo silenziosa nei confronti della sospensione del Presidente Basescu. Anche Vivian Reding, Commissario europeo alla Giustizia, nelle ultime ore ha espresso il proprio allarmante parere, vedendo  in questa situazione un grosso pericolo per la stabilità della Romania, che – a suo dire – "deve essere difesa dall’Esecutivo Ue, il quale ha il dovere di monitorare gli sviluppi della vicenda". Il premier Ponta è stato convocato oggi a Bruxelles, da Barroso, per una relazione sulla situazione del suo Paese. Ma evidentemente la voglia di Democrazia vera e di riscatto del popolo contro questo euro-baraccone è tanta, troppa. Cosa potrà fare il piccolo tecnocrate Barroso contro la sete di Giustizia e Democrazia dei popoli? Pensiamo davvero nulla!

      Bucarest: la protesta del popolo contro l'Euro-gabbia  

    Nel frattempo in Romania, da giorni ormai, le tensioni sociali la stanno facendo da padrone. Diverse, nelle ultime ore, le veementi proteste nelle strade e nelle piazze di Bucarest contro l'austerity avallata dal governo: si pensa che sia questo infondo il vero motivo dello scontro tra Basescu e Ponta. Il malcontento è nato a seguito delle imposizione delle solite "cure inique" dell’Fmi: misure simili a quele adottate per la sventurata Grecia: troppo austere per il popolo, che ha dato il la all’avanzata dell’ opposizione politica. Non è mai troppo tardi! Intanto, Si è tutti in attesa  del 29 Luglio, quando Basescu sarà “guidicato” dal referendum popolare, mentre – intanto – la fiducia nell’Europa ha fatto registrae cali importanti, imbarazzanti. Insomma, qualcosa si smuove. Il sogno europeo dell'accentramento si sta sciogliendo come neve al sole: il sole della democrazia e della giustizia!

      Eurogabbia in frantumi!  

    Molti cittadini, iniziano a sentire il peso insopportabile dei provvedimenti ruba soldi dell’Europa, e sono decisi a fare qualcosa, e non starsene a guardare come spettatori passivi. Il brutto è che, inevitabilmente, possono far sentire la propria voce soltanto “sbattendo i piedi”. La democrazia europea, l’abbiamo dimostrato tante volte, è soltanto uno specchietto per le allodole. Nessuno di noi ha voce in capitolo, circa i provvedimenti che, tutti i giorni vengono presi. Ma fortunatamente, la voglia di riprendersi quello che è proprio non è svanita del tutto. E la Germania, la Finlandia, l’Olanda e la Romania, ma anche la Spagna, la Grecia e la Germania (intesa come popolo tedesco) ne sono in queste ore l’esempio più lampante. Ma qualcosa si smuove ormai anche a Roma.

      La Storia siamo Noi   

    Tra le centinaia di manifestazioni di protesta susseguitesi fin dalle scorse settimane, e con maggior intensità nelle ultime ore, una in particolare ci ha commosso di più: quella delle chitarre innalzate al cielo di Amsterdam, quasi a voler simboleggiare che nella musica ci sono le idee, le idee sono libere e non possono essere imprigionate da nessuna euro-gabbia, da nessuna dittatura finanziaria e (per quanto forte ed organizzata) da nessuna forza imperialistica e protesa a schiavizzare le masse e ad asservire le coscienze umane alle malsane logiche dei mercati e del danaro. Chi può mettersi contro le idee? Chi oserà scagliarsi ancora contro la dignità umana e la stessa umanità dei popoli? E allora nelle immagini di Amsterdam, come in quelle catturate nelle piazze di Atene, Helsinky, Madrid, Bucarest, Berlino ed in tutti quei luoghi dove il grido delle giustizia e della fraternità (non evidentemente quella falsa e pilotata dalle forze giacobine e dal massone Napoleone durante la Rivoluzione Francese di fine Settecento) si sta levando unanime alto e pacifico nel cielo, diventa difficile trattenere le lacrime e non assaporare un dolce profumo di speranza. Respirare a pieni polmoni un'aria nuova e ritemprante: l'aria della Democrazia vera. Un qualcosa di estremamente nuovo e rivoluzionario per l'Europa. A memoria d'uomo non si era mai visto qualcosa del genere, e non solo in Europa, ma nel mondo intero. Mai almeno da quel lontano 28 agosto 1963, passato alla storia per quel fiume umano di 300 mila persone, ed oltre, che sulle note della musica di Joan Baez, travolse lento ed imponente Washington in nome dei diritti civili e facendo da cornice ideale alla voce fiera, sicura e penetrante di Martin Luther King. Allora l’inno generazionale era “We Shall Overcome”.

      Le Note del Cambiamento   

    Sulle stesse frequenze – per tornare ai giorni nostri – abbiamo registrato ed impresso nel cuore le gesta dei coraggiosi giovani newyorkesi e non solo (accorsi da tutti gli Stati Uniti e da tutti i continenti) in occasione della storica "Occupy Wall Street". Ora, malgrado il tentativo di giornali e tv di coprire la verità, mascherare e censurare eventi che stanno facendo la storia dell'Europa di oggi (malgrado qualcuno fra noi forse non se ne sia neppure accorto, stordito dal vuoto frastuono di altri tipi di suoni ed immagini e dall'euforia dell'Estate) il movimento di protesta invaderà ben presto – e potente – anche la Città Eterna. L'unico neo – contrariamente agli anni Sessanta – è la completa assenza di una "colonna sonora" alla Joan Baez (per intenderci), capace di risuonare forte in tutto il "Giardino d'Europa" e capace di riempire i cieli d'Italia, da Palermo a Milano,. Riempire il cielo e le coscienze di quest'aria di rinnovamento.  La musica d'altra parte – secondo la stessa Joan Baez (che nei giorni scorsi si è esibita a Milano) "ha  sempre giocato un ruolo molto importante nei Paesi che poi hanno messo in atto il cambiamento". Non ci resta che trovare al più presto le note giuste ed iniziare a suonare!

    Silvia Laporta,  Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Bruxelles – Si parte con il Delirio Project Bond

    Bruxelles – Si parte con il Delirio Project Bond

    Giovedì, Luglio 12th/ 2012 

    – di Vincenzo Folino –

    Ecofin / Bruxelles / Crisi economica / Monti / Merkel / Pil / Spagna / Juncker / Unione europea / El Pais / Project bond / Finanza / Banche / Raccomandazioni / Austerity / Rajoy / Ue alla resa dei conti / Debitocrazia / Delirio Project Bond 

    Bruxelles – Al via la fase pilota dei project

    bond. Partono anche gli “pseudo-aiuti”

    per la Spagna

    Quadretto Project Bond: efficacia ipotetica, garanzie

    aleatorie, nuovi debiti e stati de-sovranizzati

    e posti sotto lo scacco della speculazione 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Project Bond – Uno schiaffo agli stati                                                                  

    Bruxelles – Al termine della ennesima riunione di Ecofin (il Consiglio Economia e Finanza, a cui partecipano, come noto, i ministri dell'economia e delle finanze degli stati membri), e nel più ampio quadro di una serie di incontri che da tempo si susseguono incessantemente, e che hanno coinvolto non solo i paesi dell'Eurozona, ma tutti gli Stati membri dell'Ue, sono state adottate diverse decisioni. Innanzitutto si è avuta, e aggiungiamo purtroppo, la conferma dello scudo anti-spread ("presa in giro" che in teoria dovrebbe salvarci dalle speculazioni e dalla crisi, ma che come visto ieri, non è così) tema tanto caro a Mario Monti (ma anche ai giornali "di Monti", che in seguito all'incontro romano con la Merkel lo hanno celebrato quasi come fosse il salvatore della patria). Come ha ribadito il professore della Bocconi, dovremo essere un paese "virtuoso" (in realtà dovrebbe esserlo lui e la sua casta politica di sostenitori) in regola cioè con gli impegni assunti a Bruxelles per il risanamento dei bilanci. A questo punto, quello che il grande Totò diceva all'onorevole Trombetta, noi lo urliamo a Monti "ma mi faccia il piacere!".

      Project Bond: al via la fase pilota                                                                         

    In sede Ecofin si è assistito anche all'approvazione della fase pilota dei project bond. Ricordiamo che i project bond sono emissioni obbligazionarie, finalizzate alla realizzazione di un progetto, e che il loro rimborso dipende dai flussi finanziari che il progetto è in grado di assicurare. Insomma, dobbiamo fare i conti con uno strumento che viene "giustificato" facendo riferimento alla sua capacità (per ora solo ipotizzata) di coinvolgere capitali privati nel finanziamento di opere infrastrutturali, soprattutto in una fase storica in cui le tradizionali fonti di finanziamento (i bilanci statali e il credito bancario) non sono in grado, si dice, di assicurare le risorse necessarie.

      Project Bond: Un golp finanziario al cuore dello stato                                

    Ma la cosa più paradossale e che si è fatto di tutto per depauperare gli stati delle loro tradizionali prerogative d'investimento economico con il pretesto di un debito creato dalle stesse persone che ora ci propinano i project bond.

      Project Bond: garanzie aleatorie                                                                         

    In tutto ciò, l'intervento della Commissione europea di Barroso e della Bei (Banca europea degli investimenti), che hanno messo a punto un modello di intervento congiunto basato non su un'unica garanzia ma sul tranching: il prestito è suddiviso in più tranches con diversi gradi di rischio e la Bei – finanziata sempre con soldi pubblici – si dovrebbe far carico della parte più rischiosa. Tale modello dovrebbe consentire (sempre ipoteticamente) un forte effetto moltiplicatore. Al di là delle critiche dei cosiddetti complottisti (che chiameremo con il nome più appropriato di "realisti") si possono facilmente rintracciare una serie di limiti riguardo il suddetto progetto.

      Project Bond: efficacia ipotetica e Stati in Scacco                                         

    Incominciamo dal dire che, se l'obiettivo è attivare meccanismi rapidi (per avviare la crescita dell'economia), i project bond non sono lo strumento migliore: infatti sono collegati ad opere pubbliche (gestite e decise dalla trecnocrazia non eletta) che, per la loro realizzazione, richiedono molti anni; in secondo luogo occorre considerare che l'eventuale declassamento della Bei da parte delle ormai "famigerate" agenzie di rating, potrebbe vanificare in parte il presunto vantaggio di questo schema di condivisione del rischio. Senza accennare alla questione spinosissima ed iniqua di "debiti","prestiti" e "tassi d'interesse": una spirale debitocratica senza limiti. Inoltre c'è il serissimo rischio che qualora gli stati – vista questa assurda "forma di crisi" – non rieswcano ad onorare gli impegni a suon di euro, i sottoscrittori (sarebbe meglio dire "speculatori", con il MES in testa) terrano sotto pressione e ricatto gli stati ed i loro cittadini. In effetti è come se i creditori divenissero i reali padroni degli stati. Assurdo! Ma passiamo, ora, al provvedimento concreto. Secondo quanto comunicato dal Consiglio Europeo, il piano si estenderà per il 2012-2013 e avrà come scopo la mobilizzazione di 4,5 miliardi di euro destinati al settore privato per l'implementazione di progetti infrastrutturali.

      Project Bond: emissione                                                                                       

    I bond saranno emessi dall'Unione Europea per sponsorizzare i progetti, proprio come fanno le società private con i project bond ordinari. Approssimativamente, 200 milioni di euro saranno destinati ai progetti legati ai trasporti, 10 milioni per scopi energetici e 20 milioni per le telecomunicazioni. Sempre da quanto comunicato dal Consiglio europeo, in caso di buona riuscita del progetto pilota, la vera e propria fase operativa dovrebbe essere attuata tra il 2014 e il 2020. Inoltre, a conclusione dell'Ecofin, sono state rese note, per ciascuno dei Paesi membri, delle precise "raccomandazioni", volte al mantenimento degli impegni di stabilità. 

      Project Bond: il ricatto per gli Spagnoli                                                           

    In particolare, per quanto riguarda la Spagna, alla quale è stato concesso un anno in più (quindi entro il 2014) per il raggiungimento dell'obiettivo di riduzione del deficit al 3% del Pil, sono richieste riforme nel settore pubblico, una migliore gestione e sorveglianza delle amministrazioni locali, la ristrutturazione del settore bancario ( settore contaminato e minato artificialmente – come visto nei giorni scorsi – dal Sistema di pagamenti interbancari denominato TARGET 2, adottato nel 2007 e favorevole alla Germaniariforma del lavoro (cioè creazione di nuova disoccupazione e precarietà) e miglioramento dell'accesso al credito delle piccole e medie imprese. Ma la notizia principale, come annunciato dal presidente dell' Eurogruppo, Jean Claude Juncker, è che gli "aiuti" per le banche spagnole (ma sarebbe meglio parlare di "presiti" o di "debiti") partono subito, con un primo intervento di 30 miliardi di euro che saranno erogati già a luglio, e che dovranno essere restituiti in 15 anni. Ma come scrive il quotidiano spagnolo "El Pais", le condizioni imposte a Madrid dalla Ue sono molto dure.

      Spagna: Aiuti ad usura                                                                                          

    Infatti gli "aiuti" alla Spagna saranno concessi a tassi di interesse intorno al 3%, senza contare sul fatto che – prosegue "El Pais"- in cambio "la Spagna cede la sovranità sul proprio sistema finanziario, perdendo anche la sovranità fiscale". E' quasi inevitabile lasciarsi andare a un semplice commento: tutto questo è stato pensato ed attuato per "fingere" di salvare le banche (anche se in realtà per "salvare le banche" – come visto – si poteva agire senza "spargimento di sangue" e di "euro" semplicemente rottamando il "Sistema TARGET 2") ed ioltre, a quale prezzo? Per rispondere a questa domanda bisogna rivolgersi al popolo spagnolo, ai cittadini e lavoratori di Spagna, che dovranno fare i conti (come noi italiani, noi pigiis! Noi Maiali!) con sempre più oppressive misure di austerity.

      Spagna: Addio a ferie, tredicesima  e Iva al 21%                                          

    Giusto per citarne qualcuna: il governo del premier spagnolo Mariano Rajoy ha previsto la soppressione della tredicesima per i dipendenti pubblici, oltre che l'aumento dell'Iva dal 18 al 21%;  inoltre sono stati ridotti i permessi sindacali ai dipendenti pubblici, così come le ferie a cui avranno diritto (forse sono io che non riesco ad inquadrare la situazione, ma in questi provvedimenti mi sembra di rintracciare la violazione di diritti acquisiti nel corso di decenni e che ora, sotto la spinta di questo nuovo Sovra-Stato, possono essere spazzati via, oppure modellati, come carta pesta). Per quanto riguarda la Grecia, invece, l'unica "raccomandazione" è quella di attenersi alle misure firmate nel marzo di quest'anno, che sono la base su cui poggiano gli aiuti ricevuti dall'Ue. Inoltre, è stata posticipata la discussione riguardante la richiesta di Atene di avere più tempo, almeno due anni, per il risanamento. A proposito di Jean Claude Juncker, premier del Lussemburgo, oltre che presidente dell'Eurogruppo, dobbiamo segnalare che rimarrà alla guida dell'élitario club dell'euro ancora per sei mesi, fino all'inizio di gennaio 2013; compito che ha "barattato" con la nomina nel board della Bce, del governatore della Banca Centrale del Lussemburgo, Yves Mersch.

      L'Ue alla Resa dei Conti                                                                                        

    Ma in tutto ciò si ha sempre più la sensazione che l'immoralità dilaghi senza freno; la dignità umana sia stata buttata nel dimenticatoio della storia da una élite di arroganti liberisti e che l'Ue – tuttavia – sia giunta ad un bivio epocale: o inverte la rotta e torna a parlare di welfare e diritti (in un'Europa con 48 milioni di disoccupati) o sarà inevitabilmente travolta e cancellata dalla storia, sotto l'onda durto devastante dei popoli in fermento in tutte le piazze d'Europa.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Monti: “Non resterò dopo il 2013”

    Monti: “Non resterò dopo il 2013”

    Mercoledì, Luglio 11th/  2012

    – di Silvia Laporta –

    Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti  

    Monti : "Non resterò dopo il 2013"

    Le perle di saggezza del professore , in

    attesa delle nuove elezioni politiche

    Mario Monti – La sua esperienza a Palazzo Chigi dovrebbe finire nel 2012

    Roma – Si chiacchiera e si parla in giro di questo strano “nuovo che avanza”. Nuovi progetti per salvare l’euro e nuovi piani per l’economia. Tuttavia queste “novità” e questo clima di curiosità per il cambiamento, sono frutto di macchinazioni politiche, e non di provvedimenti contro la recessione, che continua a dilagare indisturbata. Dopo l’Ecofin, nelle scorse ore, Mario Monti a dichiarato – un pò a sorpresa – che non rimarrà al governo. Il suo mandato di premier e capo del governo tecnico finirà nel 2013, e non è volontà del professore, quella di continuare la “carriera”. Il suo obiettivo, dice, “E’ quello di rimanere Senatore a vita”. D’altronde, chi non vorrebbe esserlo? Con tutte le provvigioni e privilegi che sono dovuti  a questa carica, tante volte immeritata, nell'Italia dei favoritismi.

      Mario Monti – Fin qui un ottimo bilancio a prescindere  

    A prescindere dall’abbandono di Monti, che ci strappa un sorriso sulle labbra ma anche un velo di preoccupazione pensando a un suo probabile “degno successore” tra i suoi fedelissimi sostenitori, la situazione politica italiana evidentemente peserà molto sulla schizzofrenia dilagante dei mercati. Monti, prima di levarsi di torno, tuttavia, ne ha combinati di "storici" (distruzioni e sfaceli) ed ancora, molto probabilmente, ne combinerà in Italia e nell'Ue, come ben sappiamo dopo le conclusioni dei vertici europei. Per adesso, la volontà di salvare l’euro (anche a discapito degli Italiani e degli Europei) è chiara, a detta del professore. Intanto, e malgrado la nuova minaccia dello presunto "Scudo Anti-spread", la nave italiana, sta  per essere travolta dall’onda anomala del debito, e Monti, capitano della nave, lo sa bene; essendo stato lui uno dei principali responsabili. Ma come Schettino insegna, a un certo punto è meglio abbandonare l'equipaggio, per salvarsi la pellaccia!

      Le ultime pillole di saggezza   

    Ma cosi parla il premier: “Oggi, il peso nel determinare lo spread dipende da quale sarà la capacità di governance dell’Italia: dalle riforme istituzionali, dal comportamento dei partiti. A novembre gli occhi di tutti erano concentrati su quanto questo governo sarebbe riuscito a fare. Quando saremo a gennaio è chiaro che sarà quasi irrilevante quanto questo governo riuscirà a fare e sarà invece dominante il peso della seconda componente”. Forse non rimarrà cosi irrilevante per tutte quelle famiglie colpite dalla crisi e le centinaia di esodati rimasti senza lavoro e tanti ragazzi che hanno perso le speranze per il futuro! Guarda un pò!

      Il sogno dell'accentramento    

    Ma seppur deciso ad andarsene,  il premier vuole portare a termine il diabolico progetto degli Stati Uniti d’Europa, prima delle prossime elezioni. “Più si va a fondo per risolvere  problemi immediati, più si vede che è difficile farlo senza ulteriori passi verso una nuova integrazione” – blatera il professore e poi aggiunge – Il lavoro svolto dall’Eurogruppo e dall’Ecofin, evidenzia la volontà di fare tutto quello che è necessario, per salvaguardare la nostra moneta e far progredire il progetto politico europeo”. Tra le proposte delineate nell’ultimo vertice europeo, quella di una sorveglianza unificata sulle banche “è tra le più urgenti”. Voi avevate dubbi? Mettiamo in stand by tutte le altre problematiche, cosi tante da poterci scrivere un trattato, perché le povere banche hanno bisogno di noi, e necessitano di un dittatore che le controlli nel modo giusto!  Cari cittadini! Ma non è finita mica qui. Nelle ultime ore Monti è stato un fiume in piena: “Per salvare l’Europa ci vuole più Europa”, ha incitato (o minacciato) il premier.. La solita frase retorica, senza un significato concreto; pura propaganda per portare avanti questo progetto liberticida , di cui più volte abbiamo parlato nei dettagli. In realtà per salvare l’Europa, ci vorrebbe tutt’altro. Tanto per cominciare, che economisti sanguisuga come Monti – con tanto di scagnozzi e fedelissimi sostenitori – e tutto il carrozzone dell'euro-casta, se andassero al diavolo!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

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    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

    Clamoroso – Mario Monti & Moody’s: premier responsabile del declassamento dell’Italia?

    Clamoroso – Mario Monti & Moody’s: premier responsabile del declassamento dell’Italia?

    Mercoledì, Giugno 6th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Italia / Roma / Consiglio dei Ministri / Palazzo Chigi / Moody’s / Agenzie di rating / Libero / Declassamento Italia / Paese a rischio debito / Presidente Bocconi / Consulenze / Procura Trani / Procura Milano / Mario Monti / […]

    Italia, A.D. 2012 – Guerra IMU e Morte del Principio di Sussidiarietà

    Italia, A.D. 2012 – Guerra IMU e Morte del Principio di Sussidiarietà

      Lunedì, Maggio 21th / 2012  – di Domenico Apicella – Crisi Ue / Italia / Governo / Imu / ici / Anci / Ifel / Guerra di numeri / Arresti preventivi in Germania / Latitanza sindacale / Allarmismo sociale / Dipartimento delle Finanze / Qui Europa / Francoforte / Attentato Brindisi / Domenico Apicella / […]

     

    Il Mezzogiorno, le supercaste bancarie e le critiche di Confindustria

    Il Mezzogiorno, le supercaste bancarie e le critiche di Confindustria

    Martedì, Maggio 22th / 2012   – Di Sergio Basile – Italia / Mezzogiorno / Campania / Calabria / Crisi Ue  / Fondi Ue / Occupazione e Crescita / Derivati / Ministero per la Coesione Territoriale / Bce / Morgan Stanley / Credit Crunch  / Commissione Trilaterale / Goldman Sachs / Brueguel / Bilderberg Club […]

     

     

    22 maggio 2012No CommentRead More#

     

     

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    RAI Fiction Presenta – Monti-Merkel in “Vacanze Romane”

    RAI Fiction Presenta – Monti-Merkel in “Vacanze Romane”

    Giovedì,  Luglio 5th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Mini-Vertice Ue / Roma / Vacanze Romane / Mario Monti / Angela Merkel / Palazzo Madama / Vertice di Bruxelles / Unione Euoropea / Europei di calcio 2012 / Efsf /  Fondo Monetario / Fondo Salva Stati / Mes / Diritto del […]

    ABC, il Cavaliere e il Professore: “Nuovo Macello Italia S.P.A.”

    ABC, il Cavaliere e il Professore: “Nuovo Macello Italia S.P.A.”

    Giovedì, Luglio 5th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Palazzo Grazioli / Politica / Vertice Pdl / Popolo della Libertà/ Alleanza Nazionale / Unione di Centro / Partito Democratico / Esecutivo / Larga Coalizione / Elezioni Politiche / Primarie / Crisi Economica / Silvio Berlusconi / […]

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico […]

    Roma, Bruxelles e gli Euro-Ipocriti

    Roma, Bruxelles e gli Euro-Ipocriti

    Venerdì, Giugno 29th /  2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Parlamento europeo / Bruxelles / Europarlamento / suicidi / Crisi economica / Fine dello Stato sociale / Grecia / Stati Uniti d'Europa / Roberto Bertolini / Madrid / Josè Luis Ayuso Mateos / Organizzazione mondiale della sanità / Commissione All'ambiente / Indifferenza dei media […]

    Quale Europa vogliamo?

    Quale Europa vogliamo?

    Mercoledì, Giugno 27th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Unione Europea / Europa / Roma / Stati Uniti d’Europa / Chiesa / Cristianesimo / Cristianità / Radici cristiane europee / Unità politica / Spiritualità / Educazione / Storia / Tradizione / Civiltà / Persona / Società / Bioetica […]

    Ue, Bilderberg e Laqueur: Profezie Avverate

    Ue, Bilderberg e Laqueur: Profezie Avverate

    Venerdi, Giugno 22th / 2012 – di Federica Santoro e Sergio Basile –  Unione europea / Eurozona / Euro / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Walter Laqueur / Nuovi modelli d'integrazione / Trilateral Commission / Bilderberg Club 2012 / Nigel Farage / Herman Van Rompuy / Super-stato Ue fine a se stesso / The Last Days of […]

    Merkel esce allo scoperto: “Lavoriamo per l’accentramento!”

    Merkel esce allo scoperto: “Lavoriamo per l’accentramento!”

    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Sergio Basile – Unione Europea / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Germania / Angela Merkel / Manbuel Barroso / Michel Barnier / Belgio / Berlino / Francoforte / Bruxelles / Accentramento del sistema bancario / Accentramento politico / Stati Uniti d'Europa / Nuovo Leviatano / […]

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

    2 Giugno: Festa della Repubblica? Ecco perchè non c’è proprio nulla da festeggiare!

    2 Giugno: Festa della Repubblica? Ecco perchè non c’è proprio nulla da festeggiare!

    Sabato, Giugno 2nd / 2012   – di Sergio Basile – Italia / Roma / Parata 2 Giugno / Festa della Repubblica / Demagogia / Retorica / Terremoto in Emilia / Giorgio Napolitano / Renato Schifani / Mario Monti / Roberto Maroni / Disoccupati / Perdita della sovranità nazionale / Perdita della sovranità monetaria / […]

    Tragedia Italiana: in fumo altri 130mila posti di lavoro

    Tragedia Italiana: in fumo altri 130mila posti di lavoro

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Roma / Sfacelo / Licenziamenti / Recessione / Austerity / Verso la Grecia / Distruzione dell'economia / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Mezzogiorno  / Perdita di 130.000 nuovi posti di lavoro   Tragedia all'italiana: in fumo nuovi 130mila posti di lavoro  L'Italia sempre più […]

    Napolitano e Monti denunciati per attentato alla Costituzione

    Napolitano e Monti denunciati per attentato alla Costituzione

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Sovranità popolare / Sovranità monetaria / Sovranità fiscale / Denuncia alla Procura della Repubblica / Costituzione Italiana / Vertici dello stato denunciati / Giorgio Napolitano / Mario Monti / Parlamento / Governo Monti / Paola Musu / Procura di Cagliari […]

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

    Giovedì,  Aprile 26th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / politica / Rigore / Fiscal Compact / Germania / Italia / Francia / Olanda / Danimarca / Papa Giovanni Paolo II / Bob Kennedy / Discorso sul Pil / Angela Merkel / francois Hollande / Nicolas Sarkozy / Mario Monti / Geert Widers /  Beppe […]

     

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

    Domenica, Aprile 22th / 2012 – di Mirella Fuccella e Sergio Basile –  Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica […]

    Paradosso Monti: “La crisi è finita!” – Dalla Cina con stupore!

    Paradosso Monti: “La crisi è finita!” – Dalla Cina con stupore!

    Martedì, Aprile 3rd / 2012 Italia / Crisi Ue / Esteri / Crisi Eurozona / Cina / Asia / Investitori / Vertice / Mario Monti / Interessi privati / Liberismo / Neo-liberismo / Debito pubblico / Eni / Imprese in crisi / delocalizzazione delle imprese / Svendita dell'Italia / Terra del Gragone / De Tomaspo […]

    Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal?

    Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal?

    Venerdì, Febbraio 10th / 2012 Italia / Usa / Crisi Ue / Washington / Monti / Obama / Peterson Institute / Opinione Pubblica / Mercati / Trilateral Commission / Bilderberg Club / Poteri occulti / Tempio pagano finanza  Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal? Domani, Monti a Wall Street, nel tempio pagano del […]