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  • Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

    Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

    Giovedì, Maggio 23rd/2013

    – di Ulisse Scintu

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    Corporatocrazia Made in Usa – L'Altra Faccia

    del Nuovo Ordine Mondiale

    Utilizzo dell’High Frequency Trading e degli EHMs

    quali strumenti di accelerazione della strategia

    egemonico imperialista degli USA

    Imperialismo USA e NWO: High Frequency Trading

    ed Economic Hit Man. Cosa sono?

    Ecco come gli Usa influiscono sulla Geopolitica Mondiale

     

    di Ulisse Scintu 

    Corporatocrazia Usa e Nuovo ordine Mondiale - New World Order

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     High Frequency Trading  e EHM – Nuove Armi coloniali Made in USA 

    Bruxelles, Washington – La doverosa riflessione odierna riguarda una questione davvero cruciale quanto censurata dai media, ed attinente agli equilibri economico-sociali e finanziari dell'intero Vecchio Continente (e non solo) ed alla relativa supremazia Usa, o neo-colonialismo che dir si volgia: la questione della "Corporatocrazia" ed inerente e connessa accelerazione egemonica impressa dagli USA nello scacchiere Medio Orientale, attraverso l’utilizzo di strumenti quali l'H.F.T. (High Frequency Trading) e di organismi come l’EHM, tendenti a cambiare radicalmente la geopolitica mondiale a favore delle corporazioni USA, tramite: speculazioni finanziarie selvagge; intrighi; corruzioni internazionali ed azioni in contrasto con l’etica ed i programmi di sostenibilità ambientale, che stanno trasformando la repubblica americana in un impero globale, detestato da una crescente quantità di persone affamate e schiavizzate su tutto il pianeta.

      Il Vero Potere – Cos'è la Corporatocrazia?                                                          

    La "Corporatocrazia" si potrebbe definire l’equivalente moderno dell’imperatore, ossia: un leader che non è eletto, non ha un mandato a tempo determinato, e fondamentalmente non rende conto a nessuno delle proprie azioni. Un mostro totalmente arbitrario ed autoreferenziale. Oggi, a capo del moderno imperialismo USA, non vi è una singola persona, il “bastone del comando” è gestito da un gruppo èlitario, composto da persone che dirigono le più grandi e potenti corporazioni del mondo; questo si chiama “Corporatocrazia”. Costoro, essendo i più grandi finanziatori della maggior parte delle campagne politiche dei governi mondiali (in modo diretto, o attraverso i singoli azionisti) si servono anche di potenti gruppi di lobby, che controllano gli stessi governi.  Peraltro, controllano anche i principali organi di stampa: sia perché ne sono azionisti; altrimenti attraverso le pubblicità, che formano gran parte del budget.  E per via della famosa “porta girevole” in politica, fanno costantemente la spola tra i posti più prestigiosi nell’industria privata e tra quelli nel governo, controllando la maggior parte delle risorse e delle istituzioni del mondo.

    Corporatocrazia e Nuovo ordine Mondiale - New World Order

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      L'Economic Hit Man, il Sicario del'Economia                                                 

    Un altro concetto fondamentale da comprendere è quello di EHM, acronimo di Economic Hit Man (sicario dell’economia), definizione usata negli anni ’60 e ’70 per indicare gli appartenenti al nuovo ruolo di punta nell’economia globale I “ sicari dell’economia” o EHM, vennero creati negli USA, appositamente per coniugare gli interessi delle grandi multinazionali americane con l’estensione del predominio geopolitico degli USA, e svolgevano un ruolo chiave nella costruzione dell’economia e del dominio globale delle multinazionali. 

     EHM – Il Miglior alleato della Globalizzazione, verso il Dominio USA      

    Ciò avveniva nel momento in cui la globalizzazione nascente si rivelò migliore e più efficace di qualunque strategia militare per trionfare nella guerra a distanza con l’URSS (poi in effetti annacquatasi con gli accordi iper-liberisti posti in essere sotto-banco tra Reagan e Gorbachev) e consolidare il primato mondiale della superpotenza.  L’approccio più comune per gli EHMs consisteva/consiste nell’individuare paesi del Terzo Mondo con risorse a cui sono interessate le corporazioni statunitensi, come ad esempio il petrolio Successivamente l’impegno degli EHMs è consistito nel creare le condizioni perché – con il collaborazionismo delle organizzazioni internazionali e mondialiste – venisse effettuato un immenso prestito a quel paese, dalla Banca Mondiale o da un’organizzazione affiliata. 

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     La Strategia dei Prestiti Fittizi  – Cavalli di Troia                                              

    Il denaro, di fatto, non viene veramente consegnato a quel particolare paese. In realtà serve solo per assumere corporazioni americane perché costruiscano centrali elettriche, zone industriali, e altri progetti e infrastrutture nel paese. Questi progetti vanno solo a vantaggio di quelle poche, potenti famiglie locali e delle corporazioni americane, ma non aiutano la maggioranza della popolazione, troppo povera per usare l’elettricità o non abbastanza qualificata per lavorare in quelle zone industriali, e che in pratica vive al di fuori del sistema economicoCome da piano prestabilito, il paese finisce con un immenso debito che non è in grado di ripagare. A quel punto l’insolvibilità della Nazione presa di mira, pone l’ EHM nella condizione di dettare alternative alla solvibilità, che la nazione debitrice non può rifiutare. Una sorta di enorme trappola incentrata su una diabolica forma d'usura. Fortemente schiavizzante. Lo stesso indimenticato e grande Norberto Bobbio – come detto in più occasioni da Qui Europa – ne denunciò la portata distruttiva in opere come l'Età dei Diritti. Ciò lanciando precise accuse anche verso l'FMI.

      Obiettivi della strategia debitoria dell'EHM                                                       

    L’EHM, infatti, propone a pagamento del debito alternative quali: 1) vendita delle grandi aziende industriali, acquisite dalle corporazioni americane a prezzi irrisori rispetto al valore di mercato; 2) vendita di risorse naturali, quali ad esempio petrolio: che viene ceduto dal paese debitore a prezzi stracciati alle compagnie di petrolio americane; 3) oppure votare come indicato dagli USA nelle successive elezioni alle Nazioni Unite; 4) o ancora, mandando truppe militari del paese debitore nelle zone calde e di interesse strategico, in aiuto all’esercito statunitense dispiegato nello scacchiere medio orientale, come ad esempio l’Iraq, l’Afganistan ecc..

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     L'Intervento dei Professionisti dell'Imperialismo USA – Gli Sciacalli      

    In quelle rare occasioni in cui fallisce la missione degli EHM, ebbene in quel caso, subentrano altri professionisti del "terrorismo finanziario e geopolitico", chiamati “Sciacalli”, che vengono mandati nel paese preso di mira, con l’obiettivo di rovesciare il governo o assassinare quei governanti che gli EHM non erano riusciti a corrompere (come ad esempio: a Panama con Omar Torrijos; in Ecuador con Jaime Roldos; in Iraq con Saddam Hussein (vedi interessantissimo video in allegato); in Libia con M. Gheddafi; in Egitto con Moubarack; Libano con Hariri, Tunisia con Ben Alì, ecc., ecc… Per tacere sulla Siria e su Bashar Al-Assad).  

     La Carta Finale – La Forza Militare: Dividi et Impera                                       

    In ultima analisi, laddove anche gli sciacalli falliscono, allora interviene l’esercito americano,  come avvenuto ad esempio in Iraq in Libia, Afghanistan.  In sintesi gli Usa in linea con la strategia egemonica ed imperialista che li contraddistingue, tramite gli EHM stanno creando un impero globale; il primo nella storia che si sta espandendo con un ricorso minimo delle proprie forze armate, ma mettendo in contrasto attraverso guerre civili fittizio ed indotte – utilizzando spesso e volentieri organizzazioni dedite al rovesciamento dei regimi come Otpor e rientranti a pieno titolo nella strategia per la costituzione di questo diabolico Nuovo Ordine Mondiale – vedi articoli in allegato la popolazione della stessa Nazione, in linea con l’antica strategia romana “ Dividi et Impera”. 

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     Capire la Corporatocrazia per comprendere Crisi Attuali e Guerre           

    Spero che quanto esposto in questo scritto, sia di supporto agli interessati e permetta loro (comparando alcuni passi citati ed approfondendo con i relativi allegati e filmati propostidalla redazione) una maggiore ed approfondita riflessione su: crisi economica del nostro paese (e connesse strategie legate alle azioni destabilizzanti delle agenzie di rating filo-statunitensi); avvenimenti politici attuali; sugli avvenimenti Nazionali, Internazionali e Mondiali che stiamo vivendo sulla nostra pelle.  E’ necessario che le popolazioni mondiali, escano dallo stato catatonico attuale, e lottino per invertire la strategia della Corporatocrazia, consistente nel massimizzare i profitti schiavizzando le popolazioni, indipendentemente dal costo ambientale e sociale”.  

     Proposte – Cosa Fare nel Concreto                                                                         

    Bisogna costringere la corporatocrazia e desistere dai proponimenti che sono sotto gli occhi di tutti, ossia: 1) smantellamento dei diritti e delle tutele sociali, globalizzando la schiavizzazione delle popolazioni in nome – come detto – di un “Nuovo Ordine Mondiale” che non promette niente di buono; e che, peraltro, tramite la disinformazione imperante dei mass-media assoggettati, vuole impedire che i cittadini siano resi consapevoli ed intuiscano quale logica stia dietro i terribili avvenimenti di cui siamo tutti diretti testimoni oggi e che peggioreranno nel prossimo futuro. 2) Informare ed accrescere la consapevolezza sulla reale e devastante portata di tali disumani eventi, svegliandoci dal come e facendo di tali argomentazioni il centro delle nostre analisi quotidiane. La nostra ignoranza è la loro forza!

    di Ulisse Scintu (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Video e  Articoli Correlati  – Approfondimenti                                                           

    Qui Europa – NUOVO ORDINE MONDIALE E CORPORATOCRAZIA – LA STRATEGIA IMPERIALISTICA DEGLI USA PER SCHIAVIZZARE I POPOLI – http://www.youtube.com/watch?v=l0DCl2SfVsU – PARTE I

     
    Qui Europa – NUOVO ORDINE MONDIALE E CORPORATOCRAZIA – LA STRATEGIA IMPERIALISTICA DEGLI USA PER SCHIAVIZZARE I POPOLI – PARTE 2 –http://www.youtube.com/watch?v=YeScFd8zyEE

     

    Qui Europa – INCREDIBILE INTERVISTA DI VESPA A SADDAM HUSSEIN – ANALISI IMPECCABILE DEL CAPO DI STATO ASSASSINATO – IRAQ 1991 – http://www.youtube.com/watch?v=wNBfhyFLlEA

    Qui Europa – PER CAPIRE DAVVERO COSA SI NASCONDE DIETRO IL SIONISMO – VIDEO CONSIGLIATO – http://www.youtube.com/watch?v=YLZoLvnAd5Y

    Il Sionismo smascheratO

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    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Costi politica / Paradosso / Italia in Crisi / Disinformata ma ben armata / Sprechi statali / Tavola della Pace / Guerra Afghanistan / Diritti umani / Rai / Sedi estere Rai / Flavio Liotti / Dipartimento Politiche Globali Cgil / F- 35 / […]

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  • Ungheria Vs Commissione Ue: Secondo Round – Intanto a Budapest va in scena il Congresso Ebraico Mondiale

    Ungheria Vs Commissione Ue: Secondo Round – Intanto a Budapest va in scena il Congresso Ebraico Mondiale

    Martedì, Maggio 7th/2013

    – di Rosario Giglio e Sergio Basile 

    Europa, Qui Europa, Viktor Orban, Ungheria,  Josè Manuel Barroso, Unione Europea, Costituzione, Corte costituzionale,  presidente commission europea, commissione europea,  Consiglio d'Europa, Trattati Ue,  Rosario Giglio, Budapest, Reding, lettere amministrative, Congresso ebraico mondiale 

    Ungheria Vs Commissione: Secondo round

    Commissione Ue avvia seconda procedura di infrazione: 

    tra i punti più caldi, l'indipendenza della Banca Centrale Magiara

    Budapest – Congresso Ebraico Mondiale, tra le proteste

    Vona: "gli Ungheresi non dovrebbero leccare i piedi degli ebrei sionisti!"

     

    di Rosario Giglio e Sergio Basile

    Indipendenza in Ungheria - Viktor Orban e le Lettere della Commissione europea

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Budapest, Bruxelles – Dopo la riforma approvata l’11 marzo 2013 in Ungheria e la relativa risposta dell’Ue, ora siamo al secondo round di questo scontro politico. Come visto  (https://www.quieuropa.it/bruxelles-per-i-media-europeisti-la-difesa-della-democrazia-in-ungheria-fa-rima-con-dittatura/ – vedi allegato) la riforma approvata dal premier ungherese Viktor Orban, non è stata presa di buon grado dall’Unione europea viste le modifiche sostanziali apportate alla Costituzione magiara e – soprattutto – il tentativo di svincolarsi dalla morsa dell'usura internazionale mediante l'affermazione dell'indipendenza della Banca Centrale Ungherese. Dopo il primo botta è risposta, c’è stato un ulteriore passo da parte della Commissione Barroso e nelle scorse ore sono state inviate tre lettere amministrative verso Budapest, in modo da aumentare le pressioni su Orban, dichiarando espressamente come “la Commissione si aspetti che l'Ungheria prenda in debita considerazione il rapporto che questa sta preparando insieme alla commissione Venezia del Consiglio d'Europa, e quello in preparazione all'Europarlamento”. Per la precisione, per seguire il secondo stadio della procedure di infrazione, sono stati inviati due pareri motivati e due lettere amministrative. Siccome è stata applicata una procedura accelerata, ora invece dei classici due mesi, una risposta ungherese è attesa entro un mese.

     Indipendenza Banca Centrale Magiara: la spina nel fianco dell'Ue         

    Per quanto riguarda la questione dell’indipendenza della Banca Centrale Ungherese, invece, la Commissione ha manifestato la propria disponibilità a non proseguire oltre nella procedura, a condizione che l’Ungheria adotti effettivamente le modifiche da quest’ultima prospettate. Una sorta di ultimatum senza condizioni!

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     Il possibile terzo stadio della procedura                                                                                                                                                            

    Prima dell’estate, la Vice-presidente Reding convocherà un meeting con il Network dei Presidenti delle Corti Supreme degli Stati membri, dove i rappresentanti ungheresi saranno invitati a spiegare la situazione dell’Ungheria. Se la risposta magiara non sarà di gradimento, la Commissione europea procederà al terzo stadio della procedura d’inchiesta e quindi il governo ungherese potrebbe andare incontro a gravi conseguenze, come  previsto dall'attuazione delle disposizioni dell’articolo 7 che limitano anche – addirittura – il diritto di voto in consiglio. Alla faccia dell'indipendenza e della sovranità dei popoli e delle nazioni! Ma il cristiano Orban non sembra intenzionato a mollare. Per fortuna!

      Attacchi Esterni – La questione del presunto antisemitismo                    

    Frattanto continuano gli attacchi al fastidioso governo, e proprio ieri l'esecutivo magiaro di Orban è stato invitato a sostenere la propria linea di "tolleranza zero" verso un presunto risveglio di spirali di anti-semitismo nella società ungherese: anche se a ben vedere si tratta di attacchi gratuiti tendenti a minare la credibilità della voglia di cambiamento e liberta della società ungherese. In tal senso Viktor Orban ha ribadito la linea pacifica e tollerante del suo governo, aprendo i lavori del Congresso ebraico mondiale, a Budapest. Nell'occhio del cilone,  nello specifico, negli ultimi mesi era finito il partito Jobbik, accusato di posizioni "anti-semite", probabilmente per la sua dichiarata antipatia verso il sionismo ebraico. Per la cronaca va ricordato come oggi l'Ungheria ospiti la prima (a livello numerico) comunità ebraica dell'Europa dell'est, formata da circa 100mila ebrei.

     La Denuncia – "Gli Ungheresi non devono leccare i piedi agli Ebrei"       

    Frattanto, proprio ieri, i leader di Jobbik avevano denunciato il Congresso ebraico mondiale, sostenendo come "la decisione di tenere la riunione in Ungheria sia un'aperta provocazione". Infatti va detto che curiosamente la sessione plenaria del Congresso si sta tenendo fuori da Israele solo per la seconda volta dal 1966. Seplice coincidenza?  "Il nostro Paese – ha dichiarato Marton Gyongyosi, deputato di Jobbik – è vittima della sottomissione sionista, una colonia presa di mira dal sionismo dove noi, cittadini locali, giochiamo solo una piccola parte. Solo una dimostrazione di forza è efficace contro l'avanzata sionista". Dal canto suo, il presidente del partito, Gabor Vona, ha rincarato la dose, sostenendo come "gli Ungheresi non dovrebbero leccare i piedi degli ebrei. Ma al contrario – ha aggiunto – I conquistatori, gli investitori e gli espansionisti israeliani dovrebbero cercare un Paese in un'altra parte del mondo perché l'Ungheria non è in vendita".

    Rosario Giglio, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Venerdì, Maggio 3rd/2013

    – di Rosario Giglio 

    Europa, Qui Europa, Viktor Orban, Ungheria,  Josè Manuel Barroso, Unione Europea, partito comunista, Costituzione, Corte costituzionale, Thomas Hammarberg, Thorbjorn Jagland, presidente commission europea, commissione europea,  Consiglio d'Europa, Trattati Ue, Fidesz, Rosario Giglio 

    Bruxelles – Per i Media europeisti  "Democrazia

    in Ungheria" fa rima con Dittatura 

    Campagna mediatica vergognosa contro Viktor Orban

    dopo l'approvazione delle riforme costituzionali del

    Parlamento ungherese

    Dio, Famiglia e Nazione al Centro: L’Ue insorge! Come mai?

     

    di Rosario Giglio

    The Victor Orban's Revoltion

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il "Golpe di Orban" che tanto paura all'Ue                                                         

    Budapest, Bruxelles – Lo scorso 11 marzo 2013 – come detto – sono state approvate dal Parlamento ungherese tutte le riforme alla Costituzione volute dal premier Viktor Orban. Diverse le manifestazioni contro queste riforme, tra cui quella del 15 marzo, in Ungheria giorno di festa nazionale. "Muore la libertà in Ungheria!". O almeno così dicono Josè Manuel Barroso e l’Unione Europea. A quasi due mesi dalla delicata questione, dunque, torniamo sull'argomento al fine di illustrare un quadro completo delle novità che hanno fatto infuriare l'euro-casta, tutta concentrata a distruggere il senso di nazione, prospettando la nascita degli "Stati Uniti d'Europa" come soluzione finale di una crisi voluta, indotta e supportata ad hoc. Ed al fine di stemperare e far vedere sotto liucre diversa i termini della vergognosa campagna mediatica occidentale levatasi attorno alla figura del coraggioso premier magiaro. Vediamo.

     Le Principali Riforme                                                                                                                                                      

    1) La Corte Costituzionale potrà esaminare cambiamenti della Costituzione solo da un punto di vista formale, non sui contenuti. Oltretutto non potranno più essere richiamate le sentenze della corte stessa emanate prima del 2012; 2) La libertà di opinione verrà limitata se dovesse ferire la "dignità della nazione ungherese". 3) Gli studenti laureati non potranno espatriare subito dopo la laurea per un tempo minimo che va dalla durata del corso di laurea fino a dieci anni, pena il pagamento degli studi superiori sostenuti (tentativo evidente di salvaguardare l'integrità della cultura e delle tradizioni magiare); 4) Nessuno, nemmeno i senzatetto, potranno dormire sul suolo pubblico; 5) I dibattiti elettorali sono vietati su tv e radio private (se vediamo quel che accaduto in Italia durante il ventennio berlusconiano o quel che accade ancora oggi sulle reti pubbliche grazie a profeti pseudo-sinistroidi sedicenti "difensori dei popoli", probabilmente capiamo perchè); 6) Saranno considerate famiglie e avranno diritto ad agevolazioni solamente le coppie sposate con figli. (finalmente un leader che difende la cellula fondamentale della società). Per coppie omosessuali, non sposate o senza figli, nessuna agevolazione. (Ci sembra sacrosanto!) 7) Il vecchio partito comunista è considerato organizzazione criminale. (una netta rottura con la radice dello stalinismo? Probabilmente si!)  8) Tutte le confessioni religiose dovranno essere approvate dal Parlamento: probabilmente un tentativo di limitare la nascita di movimenti settari protesi a destabilizzare la società.

     Opinioni europee                                                                                                                                                                                                      

    Il Commissario per i diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, nelle ultime settimane ha rilascito pesanti dichiarazioni in merito: “La democrazia è in pericolo in Ungheria. Dopo le recenti riforme costituzionali, che non tengono conto dei principi essenziali dei diritti umani, è in pericolo la libertà di espressione, oltre che l'indipendenza del potere giudiziario. Persino la libertà di culto è messa in discussione. Il quadro è molto preoccupante e suscita viva inquietudine”. Il Presidente della Commissione europea,  Jose Manuel Barroso, insieme al segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, hanno emanato un comunicato congiunto nel quale affermavano che “le modifiche della legge fondamentale ungherese sollevano preoccupazioni per quanto riguarda il principio del primato del Diritto, il Diritto dell'Unione europea e lo spirito dei suoi trattati, e le norme del Consiglio d'Europa". Ma finora ad essersi beccati una sflilsa di denuncie per "crimini contro l'umanità" per il "trattamento di favore" riservato ai Greci, sono stati Van Rompuy e il resto dell'eurocasta. Non dimentichiamolo, al fine di dare a tutto il giusto peso e la giusta gradazione di colori, al fine di non abboccare alle solite balle mediatiche che tendono sempre a criminalizzare coloro i quali tentano di prendere le distanze dall'attuale vergognoso status-quo filo-europeista.

     Possibili sanzioni Ue e Abolizione del Diritto di Voto in Consiglio                      

    Ora – come noto (?) – l’Ungheria potrebbe essere sottoposta alle disposizioni dell’articolo 7 dei Trattati Ue. Cosa comporterebbe questo? beh, un qualcosa che non ha precedenti storici nel vecchio Continente: la concreta possibilità che al Paese dei Magiari vengano applicate sanzioni economiche e politiche come la sospensione del diritto di voto in Consiglio Ue. La risposta ungherese? Alcuni responsabili della Fidesz (partito di cui il premier Orban fa parte) hanno dichiarato: “E' assurdo pretendere che noi accettiamo ordini dall'estero, che non si facciano nessuna speranza!". Ora ci viene da chiedere: è dittatura quella ungherese o anche quella che impone l’Unione europea? A voi "l’ardua sentenza". 

    Rosario Giglio (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Venerdì,  Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Corte di Giustizia Ue / Ungheria / Bruxelles / Budapest / Indipendenza Banca Centrale / Indipendenza Magistratura / Authority nazionale per la protezione dei dati personali /  Pensionamento anticipato / Vivian Reding / Viktor Orban   Ue–Ungheria: un tiro […]

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    Venerdì,  Marzo 15th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois –  Grecia, Euro, Svendita, Privatizzazioni, tedeschi, Samaras, Yannis Stournaras, Atene, Grecia, Austerity, Austerità, BCE, Taiped, Sistema bancario internazionale, Signoraggio bancario, Miseria, povertà, fame, AlphaBank, Eurobank Equities Investment, Banca Nazionale, Banca del Pireo, Muller, Yogurt greco, Boroume.gr, proteste e fame ad Atene, Unione europea, Troika, Crimini contro l'umanità  Grecia, il […]

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    Martedì, Marzo 12nd/ 2013  – di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto –  Unione Europea / Parlamento Europeo / Bruxelles / Stereotipi di genere / Eliminare la pornografia / 1 milione di mail di protesta contro la mozione anti-pornografia / Libertà / Libertà del web / Libertà di scelta / Istinti sessuali / Risoluzione Ue / […]

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    Lunedì, Marzo 18th/ 2013  –  di Sergio Basile – L'Europa s'Infiamma: Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti , BCE, Banca Centrale Europea, Troika, Mario Draghi, Viktor Orban, Pigs, Bruxelles, Martin Schultz, Gianni Pittella, Bollettino mensile BCE, Ue, Parlamento europeo, Manuel Barroso, Gianni Pittella, Herman Van Rompuy, Road-map èer l'Europa Unità, Stati Uniti d'Europa, Smantellamento degli stati […]

  • Romania: Solo il Quorum salva il Presidente Basescu dall’Impeachment

    Romania: Solo il Quorum salva il Presidente Basescu dall’Impeachment

    Mercoledì, Agosto 1st/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Romania / Bucarest / Unione europea / Referendum / Destituzione Basescu / Mancato raggiungimento del Quorum / Victor Ponta / Traian Basescu / Manuel Barroso / Commissione europea / lettera di impegni / Golpe / Corte Costituzionale / 

    Romania – Il Quorum salva il Presidente

    Basescu dall'Impeachment

    Sospiro di sollievo per il Presidente amico della

    Troika e per Barroso

    Quasi il 90% dei Romeni ha votato per la destituzione

    del Presidente della Repubblica

    Il Premier Victor Ponta, "vincitore morale" dello

    scontro istituzionale

    Bucarest – Alla fine, ad urne chiuse, dalla capitale della Romania giunge la notizia del nulla di fatto per  il referendum sull'impeachment chiesto a gran voce dal premier Victor Ponta e dal Parlamento nei confronti del Capo dello Stato Traian Basescu. Probabilmente un grosso sospiro di sollievo per l'intera tecnocrazia europea e per il Presidente della Commissione europea Manuel Barroso: tra i più nervosi alla vigilia del voto. I risultati  di Domenica hanno infatti mostrato un clamoroso fallimento delle consultazioni, emalgrado l'87,55% dei Romeni votanti si fosse dimostrato favorevole alla destituzione di Basescu. Un default dovuto al mancato raggiungimento del quorum minimo del 50,1% degli aventi diritto. Inutile, in tal senso, era stato il tentativo del premier Victor Ponta di modificare tale quorum al 50% più 1 dei votanti effettivi: tentativo bloccato sul nascere dallo stesso Barroso, mediante una perentoria "letterina di impegni". In pratica un diktat nel quale il capo non eletto della Commissione europea "sconsigliava" il premier Ponta e la maggioranza parlamentare  – a pena di drastici ed immediati provvedimenti – dal porre in essere qualsiasi tipo di "misure urgenti" protese, tra l'altro, a facilitare la destituzione di Basescu: Presidente – inutile nasconderlo – notoriamente amico e vicino alla tecnocrazia europea, all'FMI ed a Banca Mondiale.

      Il quorum salva l'amico della Troika   

    Ai seggi si sarebbe recato soltanto il 46,1% degli aventi diritto. Amara delusione, dunque, per quella maggioranza della popolazione romena attivamente impegnata in politica – e seriamente preoccupata per le sorti economiche del Paese – che non aveva per nulla gradito le gravissime ingerenze perpetrate da Basescu ai danni del Welfare e dell'economia della Romania. Presidente – ricordiamolo – reo di aver scavalcato l'esecutivo aprendo il portone agli sgraditi ospiti della Troika e di Banca Mondiale, e di aver causato – come effetto diretto di ciò – l'avvio di una serie infinita di misure di austerity stile Grecia, capaci di sgretolare l'economia reale romena e di dissanguare le finanza del Paese; e per contro di costringere la popolazione ad accettare aiuti per 20 miliardi di euro – con interessi da usura – da tali organismi internazionali. D'altra parte il governo Ponta – malgrado l'estate e malgrado milioni di Romeni fossero mentalmente o fisicamente lontani dalla bagarre politica, probabilmente rapiti dai miraggi delle spiagge del Mar Nero o del Mediterraneo – nulla aveva lasciato di intentato per "sistemare" una volta per tutte l'odiato Basescu. Per aumentare l’affluenza alle urne, infatti, aveva addirittura fatto installare seggi elettorali anche in luoghi improbabili come hotel, bar e ristoranti delle più rinomate località di villeggiatura della Nazione. 

      Democrazia: una partita ancora aperta   

    Emerge dalla vicenda, a conti fatti, la figura di un Victor Ponta deluso, ma comunque intenzionato – almeno nelle prime dichiarazioni a caldo – a non voler “cercare lo scontro ad oltranza” con Basescu. Ma sulla convivenza pacifica dei due contendenti nutriamo seri dubbi: soprattutto vista la criticità della situazione rumena, il larghissimo dissenso popolare nei confronti di Basescu (vicino al 90%), emerso dal referendum e – soprattutto – le pesantissime ed inique misure di austerità varate in nome della disciplina fiscale chiesta dal Fondo Monetario Internazionale di Christine Lagarde, con le quali il disastrato popolo romeno sarà costretto a fare i conti quotidianamente. Altro ulteriore motivo di dissenso – che lascia apertissima la partita ed aspramente acceso il contendere tra i due litiganti –  anche le pesanti rivendicazioni levate da Ponta nei confronti della Corte costituzionale, accusata di essere completamente asservita al volere del Presidente della Repubblica golpista. 

      Ponta vincitore morale, Basescu vincitore tecnico   

    Scampata "gogna" per un rinato Basescu che, spavaldo, nelle scorse ore osava dichiarare: “Sono sopravvissuto a un colpo di stato, un voto che ha riguardato più la Romania che la mia persona. Sono disposto ad aprire comunque la porta all’USL (partito di Ponta) se dimostrerà di aver imparato la lezione che i Romeni gli hanno insegnato”. Certo che al cattivo gusto del saggio Traian non c'è mai limite! O almeno ce ne sarebbe uno temporale, il 2014: anno in cui scadrà il mandato naturale del contestato presidente. Un Basescu che, però, sa bene che d'ora in poi non potrà più permettersi di giocare con il fuoco, ignorando il risultato di un referendum davvero umiliante. Sull'altro fronte una cosa è certa: Ponta (vincitore morale della partita) non potrà omettere di difendere con tutti i mezzi legali i Romeni che hanno votato in stragrande maggioranza a favore dell'impeachment. Ma D'altronde il premier – intenzionato ad isolare politicamente Basescu – ha fin da subito messo le mani avanti, lanciando nelle scorse ore un secco monito sia al rivale che alla stessa Ue; e ridimensionandone la voce ed il ruolo di entrambe. Un inequivocabile avviso sintetizzabile nella seguente domanda lanciata a mezzo stampa: “Cosa c’è mai da discutere con un uomo che è stato respinto dai romeni?”. Proprio nulla! 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Salva la legge 194 contro il “Miracolo della Vita” – Salve, per ora, le coscienze sporche

    Salva la legge 194 contro il “Miracolo della Vita” – Salve, per ora, le coscienze sporche

    Venerdì, Giugno 22st / 2012

    –  di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Roma / Spoleto / Corte Costituzionale / Giudice Tutelare / Aborto / Legge 194 del 1978 / Concepito / Embrione / Vita / Tutela donne / Donne / Mamme / Figli / Tribunali / Social Network / Antiabortisti / Pro Life / Natura / Omicidio / Maria Laura Barbuto / Qui Europa 

    Aborto: Rimane intatta la legge

    194 delle coscienze sporche

    Scontro politico e sociale: il caso sollevato

    da una 16enne di Spoleto

    Chiede di interrompere la gravidanza senza 

    coinvolgere i suoi genitori

    Corpo e Anima – The Spark of life – La Vita è sempre un Miracolo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – La legge 194 del 1978 che disciplina i casi di interruzione volontaria di gravidanza non verrà toccata: questa è la decisione della Corte Costituzionale che, nelle scorse ore, ha dichiarato “manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale” dell’articolo 4 della suddetta legge sollevata da un Giudice tutelare di Spoleto, a seguito della richiesta di aborto da parte di una ragazza 16enne, con il mancato coinvolgimento dei propri genitori. Il Giudice di Spoleto si era basato su quanto stabilito, nell’ottobre del 2011, dalla Corte di Giustizia Europea che si era pronunciata “riconoscendo l’embrione come un soggetto da tutelare in maniera assoluta”. E’ vero che la sentenza riguardava le pratiche scientifiche portate avanti sui concepiti, ma è altrettanto vero che il principio morale che ha regolato la decisione del Giudice tutelare di certo non è sbagliato.

      Scoppia il caso sui Social Network  

    La vicenda, da scontro giuridico, si è trasformata in un vero e proprio scontro politico e sociale: la sinistra italiana e la maggior parte dei membri del Partito Democratico hanno cantato vittoria a seguito dell’esito della vicenda, al contrario, ovviamente di tutti coloro che hanno deciso di dire “si” alla vita. I Social Network hanno riportato milioni di post sulla vicenda ed, anche in questo caso, il popolo internauta appare spaccato tra coloro che supportano la legge 194 e coloro che disegnano il sogno della sua “fine”.  

      Un bambino non è mai un errore!  

    Ma l’argomento assume ulteriore importanza se si pensa che una ragazzina  di 16 anni non ha avuto la maturità di capire che un bambino non è mai un errore e che, qualora lo considerasse tale, non può pagare per errori commessi da altri, però ha avuto la prontezza di rivolgersi ai Tribunali ed affidare alla giustizia due vite: la sua e quella del suo bambino, che vuoi o non vuoi, è parte di lei. Purtroppo, l’aborto è praticato con estrema facilità e, soprattutto, chi si sottopone a questa pratica omicida, spesso, non è nenache consapevole delle conseguenze che una donna dovrà vivere con il passare del tempo. Mamme mancate, la cui coscienza non verrà di certo ripulita dalla giustizia: ogni uomo e ogni donna, in merito alla propria unione, ha una missione da compiere nel suo percorso, una missione cristiana legata alla volontà di Dio che ci rende partecipi del ciclo naturale della vita.

      Corpo e anima – La vita è sempre un miracolo!  

    Ecco, non contribuiamo a snaturarlo ed a snaturaci. Nessuno può pagare per gli errori degli altri. Il problema non è un bambino in grembo, ma è l’incoscienza che ha dominato gli istinti: ed è proprio questa che meriterebbe di essere punita.  Ma malgrado tutto crediamo che la vita, ogni vita, non sia un caso. Per il cristiano tutto corrisponde ad un preciso disegno di Dio, che può passare anche da presunti "errori" o "disgrazie". Non dobbiamo mai dimenticare che ogni vita ha anche in se un'anima che il Creatore genera all'interno del grembo materno fin dal momento del concepimento. La Misericordia di Dio è infinita, e la Misericordia è vita! In ogni caso, e di fronte ad ogni situazione: anche a quelle che possono sembrare paradossali o incomprensibili.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Fecondazione eterologa – La Corte Europea dice No ai figli in provetta

    Fecondazione eterologa – La Corte Europea dice No ai figli in provetta

    Mercoledì, Maggio 23th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Corte Europea / Strasburgo / Grande Chambre / Convenzione dei diritti dell’Uomo / Austria / Milano / Firenze / Catania / Tibunali / Figli / Provette / Fecondazione eterologa / Genitori /Sentenze / Corte Costituzionale / Movimento  per la Vita / Legge 40 del 2004 / Vita in provetta / Vita / Scienza & Vita / Carlo Casini / Gabriella Palmieri / Lucio Romano 

    No ai figli in provetta: così è stabilito!

    Il divieto di fecondazione eterologa stabilito dalla

    Corte Europea dei diritti dell’Uomo è il “rispetto

    della certezza delle relazioni familiari

    Vita – Dono Sacro del Creatore

    Strasburgo, Roma – “No” ai figli in provetta: il divieto di fecondazione eterologa non viola la Convenzione dei diritti dell’uomo. A stabilirlo è la sentenza della Grande Chambre della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 3 novembre 2011 che,  a seguito della richiesta avanzata da una coppia austriaca in merito alla fecondazione assistita con ovociti o gameti non appartenenti ai potenziali futuri genitori, si è così espressa.  La “polemica” , partita dall’Austria, aveva trovato spazio, in precedenza, anche nelle aule dei Tribunali di Catania, Firenze e Milano ai quali si erano appellate 3 coppie sterili. La questione era stata rimandata ai piani alti per presunta illegittimità e discriminazione dell’articolo 4 della legge 40 del 2004 e, ieri, la sentenza con la quale si è pronunciata la Corte Costituzionale, oltre a rispedire gli atti al mittente, ha ribadito il divieto dei “bimbi precofenzionati” e, soprattutto, ha frenato gli entusiasmi facili dei sostenitori della “vita in provetta”. Il presidente del Movimento per la Vita, Carlo Casini, si è detto pienamente soddisfatto per la decisione della Corte Europea di “lasciare agli Stati la libertà di decidere sulla fecondazione medicalmente assistita e, per questo, l’Italia prende a modello la legge 40 che – continua Casini – così come l’articolo 3 della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, considera che l’interesse del minore debba avere precedenza rispetto ai desideri degli adulti”.

      La tutela dei diritti del nascituro  

    L’avvocato dello Stato, Gabriella Palmieri, ha fatto riferimento anche al fatto che su questa tematica sarebbe importante una consultazione parlamentare, in quanto solo l’istituzione in questione può decidere sul divieto della fecondazione eterologa, decisione che non può essere determinata da nessun giudice. Rendere nulla la legge 40, significherebbe creare anche un vuoto normativo di profondità considerevole, aspetto, questo, che non può e non deve essere sottovalutato. Quindi, vince “l’esigenza di garantire il diritto del nascituro a riconoscere i propri genitori – afferma il presidente dell’Associazione Scienza & Vita, Lucio Romano – in rispetto del principio di certezza delle relazioni familiari”. E a proposito di relazioni familiari, in ogni nucleo familiare che si rispetti, ci sono, o ci sono stati, 2 genitori responsabili della procreazione che nel caso della fecondazione eterologa diventerebbero 3 o 4.

      La vita è un dono sacro del Creratore, non un capriccio  

    Diventare genitori sarà un grandissimo desiderio per tantissime persone ma non dobbiamo mai dimenticare che gli impulsi ed i bisogni umani non sono una giustificazione per chi pensa di “comandare” sulla natura e sulla vita. La fecondazione assistita, tra l’altro, prevede diversi tentativi, ognuno dei quali corrisponde ad un figlio in provetta: tentativi che, qualora fossero fallimentari, come avviene spessissimo, saranno cestinati pur essendo, ormai, vita. Non lasciamo che i nostri figli, non siano solo “nostri”. Non rendiamoci complici della sfida contro la natura e , soprattutto, contro la volontà di chi ci ha creato, l’unico che può essere e che è davvero Padre di tutti.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)