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  • Mk Ultra – L’Efficacia del Controllo Mentale nelle Strategie del Nuovo Ordine Mondiale e degli Illuminati

    Mk Ultra – L’Efficacia del Controllo Mentale nelle Strategie del Nuovo Ordine Mondiale e degli Illuminati

    Venerdì, Settembre 13th/ 2013 

    – Rubrica di Emanuele Fardella, "Oltre La Musica"  –

    Emanuele Fardella, Il Lato Occulto della Musica, Oltre la Musica, Mengele, CIA, Usa, Nazismo, L'Eredità dell'Angelo della Morte, Josef Mengele, ricorso all'ipnosi, messaggi subliminali, LSD, cittadini americani e canadesi, Brainwashed, Cynthia Meyersburg, Mark Stokes, Tom Silver, Discovery Channel, James Holmes, luglio 2012, Il Cavaliere Oscuro il Ritorno, cinema del Colorado, Anders Behring Breivik, Adam Lanza, Strage di Newtown, Comunismo, Nuovo Ordine Mondiale, U.S. National Institute of Mental Health, George Tarjan, Premio Nobel per la Pace, Linus Pauling,  Neuropsychiatric Institute, UCLA, American Psychiatric Association, American Academy of Child Psychiatry, The Nature of the Beast, The Aquarian Press, Wellingborough, Northhamptonshire 

     

    Oltre la Musica – MK Ultra, l'Eredità CIA

    l'Angelo della Morte e gli Illuminati

    Mk Ultra – L'Efficacia del Controllo Mentale nelle

    strategie del Nuovo Ordine Mondiale e degli

    Illuminati

    – MK Ultra: Luoghi, Personaggi chiave, figure storiche

    – Alcuni casi emblematici e l'esperimento di Tom Silver

    – Le diverse maschere storiche del New World Order e

      l'MK Ultra

    – Il Video Shock – Assassini a comando

     

    di Emanuele Fardella e Sergio Basile

    MK ULTRA - Music and Cinema

     MK Ultra – L'Eredità degli Illuminati                                                                  

    USA – Avrete sicuramente sentito parlare di controllo mentale MK Ultrasenza alcun dubbio una delle pratiche più spregevoli della storia (l'Osservatorio Qui Europa ha dedicato al tema diversi articoli: vedi allegati). Ma di cosa si tratta? Evidentemente non è solo un fenomeno che riguarda la musica e l'industria dell'intrattenimento (vedi curiose foto in copertina) anzi! Ricordiamolo assieme e cerchiamo di aggiungere nuovi tasselli al puzzle. L'Mk ultra – come detto – è un programma di controllo mentale sviluppato (già prima del Novecento) perfezionato dalla CIA e testato su militari, dissidenti politici e civili. Le sue radici possono tuttavia essere ricondotte seguendo diverse piste direttamente agli Illuminati. Esso, infatti, fù esportato anche in Russia durante l'epoca comunista (vedi allegati) e fu poi adottato ed amplificato anche durante l'epoca nazista quando Josef Mengele (1911-1979), medico che lavorava nei campi di concentramento nazisti, sviluppò i primi studi più approfonditi sulla metodica del controllo mentale basato sul trauma. Possiamo definire l'MK Ultra (ed il correlato e successivo Monarch) un'arma di controllo del Nuovo Ordine Mondiale, a prescindere dai simboli e dalle bandiere (rosse, nere o a stelle e strisce…) che storicamente esso ha utilizzato per camuffarsi… nelle pieghe della storia, ingannando e falsando gli stessi libri di storia, cui autori si sono sempre guardati dal rivelare queste agghiaccianti verità.

    MK ULTRA - OLTRE LA MUSICA

     Il Contributo di Mengele                                                                                         

    Il Dott. Mengele passò alla storia – come noto – per aver condotto degli esperimenti macabri sugli esseri umani all'interno dei campi di concentramento. Mengele conduceva esperimenti pure sui bambini, motivo per il quale venne chiamato “l'angelo della morte”. Le ricerche di Mengele servirono come base ulteriore di perfezionamento agli illegali e segreti programmi di ricerca della CIA. Per chi ha compreso… due più due fa quattro… più due, sei.

    MK ULTRA - OLTRE LA MUSICA

      Migliaia di cittadini sottoposti a MK Ultra                                                        

    Gli esperimenti (a sfondo scientifico-satanico) svolti in seguito dalla CIA – denominati esperimenti di controllo psichico – prevedevano il ricorso all'ipnosi, a messaggi subliminali, LSD e ad altri tipi di violenze psicologiche e fisiche. In sostanza, con questi esperimenti l'unità della mente della vittima poteva essere “riprogrammata” per vari compiti o esperienze. Usando parole-chiave, suoni o segnali ipnotici si poteva indurre la vittima a comportarsi in una determinata maniera, non ricordando nulla di ciò che avrebbe fatto. Dei documenti ufficiali rivelano che tra il 1940 e il 1974 il Dipartimento della Difesa e l'Agenzia per la Sicurezza Nazionale hanno cospirato per sottoporre migliaia di cittadini americani e canadesi a rischiosi esperimenti per il controllo del pensiero.

    MK ULTRA - CIA

     Pionieri Contemporanei dell'MK Ultra                                                              

    Tra i luoghi simbolo – emblematici del fenomeno – è d'obbligo citare l'U.S. National Institute of Mental Health (NIMH), centro vicino alla CIA e specializzato, tra l'altro, in studi sui ritardi mentali. Tra i personaggi da "ricordare" – una sorta di pionieri dell'MK – il Dott. George Tarjan e il discusso scienziato e "Premio Nobel per la Pace", Linus Pauling. Tarjan fu tra l'altro professore di psichiatria al Neuropsychiatric Institute, UCLA, e presidente dell'American Psychiatric Association e dell' American Academy of Child Psychiatry. (Cfr.: Wilson, Colin, Aleister Crowley, The Nature of the Beast, The Aquarian Press, Wellingborough, Northhamptonshire).

    MK ULTRA - CIA

     Gli Scopi                                                                                                                         

    Lo scopo di tali esperimenti era quello di influenzare i comportamenti delle ignare vittime, al fine di far compiere loro azioni "particolari" contro la loro volontà. Il progetto MK Ultra prevedeva, quindi, un vero e proprio decriptaggio del codice della mente finalizzato al controllo incondizionato del pensiero della vittima. Curiose analogie possiamo trovarle – guardacaso – sia con l'epoca comunista che con quella nazista… Un comune e sottile filo rosso, dunque, lega evidentemente spaccati di storia ed epoche apparentemente "diverse". Recentemente, un documentario trasmesso da Discovery Channel ha provato l'efficacia del progetto MK Ultra. L'esperimento, intitolato Brainwashed, è stato curato dalla dottoressa Cynthia Meyersburg, dal dottor Mark Stokes e dall'ipnoterapeuta Tom Silver.

    MK ULTRA - OLTRE LA MUSICA

     L'MK Ultra e il Web                                                                                                   

    Ma innumerevoli sono i video presenti sul web.. anche se per il vero alcuni tendenziosi e protesi a dare del fenomeno una chiave di lettura "parziale" e politicizzata, al fine di confondere le acque su quello che nella storia è stato ed è ancora oggi il volto reale del Nuovo Ordine Mondiale, presentandoci dualismi politici in realtà falsi, fittizi, inesistenti e funzionali tra loro (Divide et Impera).

    MK ULTRA - OLTRE LA MUSICA

     Tom Silver e il caso di Ivan                                                                                     

    Ma tornando alla nostra analisi, ripartiamo da un personaggio ben preciso e ci chiediamo; chi è Tom Silver? Silver è uno dei maggiori esperti di ipnoterapia e ha collaborato con vari enti governativi statunitensi, nonché con governi esteri per l'utilizzo dell'ipnosi nell'ambito investigativo e interrogatorio. Inoltre è presidente-fondatore dell'USBCH (United States Board of Clinical Hypnosis) ente riconosciuto dal Ministero della Sanità degli Stati Uniti d'America. Nel documentario andato in onda, Tom Silver ipnotizzò decine di soggetti in modo da testare la profondità del loro stato ipnotico e quanto fossero suggestionabili. Dopo una serie di test, il campione venne ridotto a quattro partecipanti, i quali furono ipnotizzati per resistere a temperature vicine al congelamento in un bagno ghiacciato. Il soggetto in questione, Ivan 36 anni, dopo aver superato i vari test venne scelto come finalista per effettuare "l'assassinio premeditato". Ad Ivan fu detto che la sua presenza nello show non era più necessaria e che era libero di andarsene. Tuttavia, nel corso di una veloce intervista, Tom Silver ipnotizzò Ivan ordinandogli di assassinare un dignitario straniero davanti un albergo. Gli fu poi data una pistola finta che aveva lo stesso rinculo e gli stessi rumori di una pistola vera. Mentre Ivan era nella hall dell'albergo pronto per partire, l'ipnotista lo “attivò” tramite una parola-chiave creata in precedenza come comando per effettuare l'assassinio. Uscito dalla hall, Ivan eseguì l'ordine e “uccise” l'ignaro straniero. Esperimento riuscito. La dottoressa Cynthia Meyesburg così commentò: "l'esperimento è stato un successo e Ivan ha svolto le sue istruzioni: prendere la pistola da uno zaino rosso, attendere vicino alla corda di velluto e assassinare il suo obiettivo. Il documentario quindi, ha dimostrato chiaramente che gli individui possono essere portati, tramite il lavaggio del cervello, l'ipnosi e altre tecniche di controllo mentale, a compiere un assassinio".

    MK ULTRA - EPISODI STRANI E STRAGI SOSPETTE - OLTRE LA MUSICA

     MK Ultra – Casi Particolari e Video Shock                                                         

    Il progetto MK Ultra non è però un incubo legato al passato, ma sembrerebbe essere ancora attuato ai giorni nostri, e non solo – come visto – nel sulfureo campo dell'intrattenimento, ma anche in ambienti militari e civili. Si pensa che addirittura due milioni di soggetti siano stati sottoposti al "programma" (vedi video in allegato). Ma a parte questo, ci sono diversi soggetti che sembrano siano stati programmati addirittura per attuare massacri, passati alla ribalta della cronaca nera internazionale anche di recente. Uno di questi, sarebbe il giovane James Holmes, che nel luglio 2012 aprì il fuoco durante la proiezione della prima del film “Il Cavaliere Oscuro, il Ritorno” in un cinema del Colorado negli USA. Altra vittima “controllata mentalmente” potrebbe essere Anders Behring Breivik il terrorista norvegese, che nel luglio 2011 in Norvegia, come tristemente ricorderete, uccise 77 persone.

    MK ULTRA - GLI STARNI CASI HOLMES, BREIVIK E LANZA

     MK Ultra – Strage di Newton: esistono connessioni?                                    

    Tra i programmati ci sarebbe anche Adam Lanza che nel Dicembre 2012 sparò inspiegabilmente in una scuola elementare di Newtown causando la morte di 27 persone. Quelli nominati sono tutti soggetti che, durante i processi e gli interrogatori, hanno dato chiari segni di possibile “controllo mentale”. Alcuni di loro dichiararono, tra l'altro, di non ricordarsi nulla del reato che avevano commesso. Strategia per ottenere l'infermità mentale o verità? Beh, forse – questo è piuttosto palese – non sapremo mai con certezza matematica se questi ambigui personaggi (o povere vittime trasformatesi in carnefici) siano stati controllati mentalmente o meno. Ciò che può essere confermato, tuttavia, è il fatto che numerosi esperimenti hanno dimostrato inconfutabilmente che è possibile creare un assassino controllato mentalmente. Di seguito troverete il video completo dell'esperimento andato in onda su Discovery Channel.

    MK ULTRA - OLTRE LA MUSICA

     Mk Ultra quotidiani e plagio mentale dei Media di Regime                       

    Ma, video a parte, vi lasciamo con un'ulteriore spunto, spingendovi a riflettere sul fatto che il Nuovo Ordine Mondiale, oggi, è certamente una cospirazione internazionale guidata da una cerchia più o meno ristretta di personaggi, ma è anche (ad un livello parallelo) una mentalità, un modo di pensare diffuso, una contro-cultura materialistica e dissacrante espressione e figlia "nobile" dell'élite "illuminata". Una "cultura" del nulla che vuol convincere l'uomo che Dio non c'è, e se c'è vive in un mondo tutto suo… E soprattutto che il male (inteso come Satana) non c'è, e se c'è è magari anche qualcosa di gradevole o "conveniente". Niente di più falso amici, non lasciamoci ingannare! Questo è infatti il primo stadio "filosofico" della nostra inconsapevole adesione al Nuovo Ordine Mondiale e all'Agenda degli Illuminati. (vedi articoli in allegato: Ecco perchè l'Europa rema contro la Famiglia – Un Piano perseguito da secoli e "Moda e Nuovo Ordine mondiale: Circondati e sommersi dallo sterco di Satana). Ma i media ovviamente non  ci presenteranno mai questa realtà in tal guisa, piuttosto preferiranno vendercela come "merce rara ed appetibile" dietro parole come "progreso"; "emancipazione del genere umano" e (perchè no!) "democrazia"o "divertimento"… Tanti, troppi sono infatti gli MK Ultra ed i martellamenti mediatici quotidiani che subiamo sistematicamente davanti a radio, TV e sul web. Ma ora che conosciamo un pò meglio i nostri nemici, forse sapremo anche come meglio difenderci e "contro-informare". Perchè la nostra ignoranza è la loro principale forza!

    Emanuele Fardella, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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    MK ULTRA: L'Efficacia del Controllo Mentale – VIDEO – http://youtu.be/Gr6s8v__cvI

     

     

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    Qui Europa – http://www.youtube.com/watch?v=dsOWWYptK2s

     

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    Emanuele Fardella è nato a Palermo nel 1984 dove attualmente vive. Dopo aver lavorato per un lungo periodo nel campo della musica come Deejay nel 2004 scrive il suo primo libro "Il Lato Occulto della Musica" ripubblicato in una nuova versione nel 2010 divenendo un best seller del passaparola. Reduc…

     

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     Dietro i processi di Legittimazione del Potere                                                   

    Questa nuova Rubrica dell'Osservatorio Nazionale sulle politiche Ue, giunta al secondo capitolo, spiega, in pratica, quando sia importante, fondamentale, comprendere il divenire dei processi di legittimazione del potere a livello internazionale, al fine di evitare di rimanere inconsapevolmente ingabbiati in convinzioni e teoremi assunti dal sistema al grado di verità incontrovertibili (o inspiegati e presunti dogmi) sui quali – magari – costruire castelli di carta di natura politica o economica. Castelli creati ad hoc da alcuni grandi burattinai occulti della storia, al fine di conservare il potere e legittimare azioni e gesti spesso ingiustificabili ed assolutamente (umanamente e moralmente) insensati. Ma andiamo per ordine, iniziando dalle origini. In particolare la nostra analisi trova genesi da un fatto davvero particolare. Un fatto – come visto nel Primo Capitolo – che sarebbe stato destinato a far discutere il mondo, gettando nello sconcerto gran parte di esso. Il tutto può essere ricondotto ad una data ben precisa: 12 ottobre 2012, giorno in cui il Premio Nobel per la Pace – come noto – è stato attribuito all'Unione europea "per avere, per oltre sei decenni, contribuito all'avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa”. Questa è stata la paradossale, fantasiosa ed a tratti – consentiteci – imbarazzante citazione incisa a grandi lettere nello stesso documento del Premio. Questa bizzarria ci ha portato ad indagare sulla composizione del Comitato di assegnazione del Nobel per la Pace e sulle dinamiche palesi ed occulte che stanno e sono state dietro la sua assegnazione. Ferma restando, ovviamente, l'assegnazione di alcuni Nobel a personsaggi assolutamente meritevoli. Tra tutti ci piace citarne uno: Madre Teressa di Calcutta, premiata nel 1979  "per il lavoro compiuto nella lotta per vincere la povertà e la miseria, che costituiscono anche una minaccia per la pace"(video in allegato).

    Nobel per la Pace all'Unione Europea

      L'Asse Oslo-Bruxelles-Washington                                                                    

    Ma perchè questo premio, dopo essere stato assegnato addirittura ad Obama, ora dà bella mostra di sé sulla scrivania dei membri di spicco dell'euro-casta? E' soprattutto chi è stato il vero artefice di questa scelta? Abbiamo cercato di dar risposta a queste domande, partendo da lontano, analizzando cioè il curriculum vitae e la carriera dei membri dello stesso comitato di assegnazione: singolare realtà che si compone, ad oggi, di 5 membri ufficiali nominati dallo Storting – il Parlamento Norvegese – più uno aggiunto. Ricapitolando, essi sono: 1) Thorbjon Jagland (presidente del Nobel da 3 anni; ultra europeista, spesso tacciato in Norvegia di incompetenza e non certo noto per il suo acume; 2) Kaci Kullmann-Five, al comitato Nobel da 9 anni; 3) Berit Reiss-Andersen, avvocato privo, tuttavia, di particolari competenze in diritto internazionale, al comitato Nobel da meno di uno anno; 4) Inger-Marie Ytterhorn, di un partito di destra, al comitato Nobel da 12 anni; 5) Ågot Valle, proveniente da un partito di sinistra, da 4 anni al comitato Nobel; 6) Geir Lundestadclasse '45, professore ultra-competente in materia internazionale, legato a doppio filo alla dirigenza americana e Grande Direttore dell'Istituto Nobel, nonché segretario del Comitato Nobel da 23 anni. Lundestad – come visto nella prima parte – ha ricoperto il ruolo di ricercatore in "questioni internazionali" presso l'Università di Harvard e al Woodrow Wilson International Center, "santuario dell'intellighenzia americanista" sito nel cuore dell'Impero Usa, Washington D.C.

      Lo Stupore del Mondo                                                                                               

    Adesso, continuando la nostra indagine, compiamo un'altra piccola trasmigrazione, tornando ad Oslo ed analizziamo il contesto geografico-urbano nel quale sorge l'istituto Nobel. Guardandoci attorno, scopriamo interessanti e nuove prospettive di analisi. Nuovi sorprendenti scenari. L'ambasciata degli Stati Uniti si trova curiosamente a soli 57 metri dall'edificio che ospita il Comitato Nobel!, cioè l'organo che assegna ogni anno "il gioiello" per eccellenza dei tesori della Norvegia. Ospitarlo (Il Nobel) è un onore assimilabile, anche se con diverse ed ovvie scale di valori, al prestigio che riveste Roma, nell'ospitare il rappresentante della Chiesa Universale. O meglio – esempio più calzante e consono – l'onore che vanta Bruxelles nell'ospitare non solo gli avveneristici e faraonici edifici delle istituzioni comunitarie, ma anche la sede della NATO (poco distante) nonché la base logistica di quasi tutte le principali multinazionali continentali ed internazionali.  Ma a parte questa parentesi, una cosa è certa: ospitare il Nobel per la Pace per la Norvegia è uno spot senza prezzo. Un privilegio unico, capace di scatenare attorno ad Oslo, passioni ed interessi altissimi, veicolando l'attenzione su fatti che nell'economia delle relazioni internazionali possono essere considerati, a ragione, decisivi per la formazione di idee e consapevolezze diffuse a livello planetario. Torniamo sempre al solito discroso: oggi più che mai si tratta di un processo di legittimazione del potere. In tal senso è interessante continuare la nostra digressione, esaminando il profilo degli illustri premiati. Ciò – senza scomodare personaggi come il Dalai Lama e/o Aung San Suu Kyi – focalizzando la nostra analisi sull'ultimo quadriennio utile: 2009-2012.

    Le Verità Nascoste sul Premio Nobel - Nobel Price for Peace

     2009 – Barack Obama, Premio Nobel per la Pace?                                         

    Molti sono rimasti sorpresi dell'attribuzione del Nobel per la Pace ad Obama mentre sotto la sua Presidenza, gli Stati Uniti sono stati il primo paese al mondo per spese belliche. Il bilancio militare americano è infatti superiore addirittura alla somma dei bilanci militari di tutti gli altri paesi del mondo messi assieme (Fonte: dipertimento della Difesa Usa, 2012). Pazzesco! Ancor più paradossale è ricordare – in tal ottica – il fatto che Barack Obama sia stato (ed è) anche colui il quale ha autorizzato (ed autorizza) con molta nonchalance l'utilizzo, in diversi teatri, di strumenti di morte e distruzione come i droni e gli sniper (Es.: Vedi paradigmaAfghano). Ma nei giorni che seguirono la premiazione alcuni quotidiani norvegesi osarono disallinearsi dal "politically Correct" e un paio di essi titolarono "Nobel-flertallet argumenterte mot obama", che significa: "una maggioranza dei Nobel erano contro Obama…" ed è logico. Ma se 3 dei 5 membri del comitato erano contro, allora perché Obama ha ricevuto il Nobel per la Pace? Beh, la conclusione è logica: l'americanista Geir Lundestad si è attribuito un diritto di voto implicito: diritto che – in caso di pareggi o divisioni – evidentemente vale doppio. Quindi il comitato Nobel non è costituito di 5 membri ma da 5+1! E scopriamo addirittura che il famoso quinto membro aggiuntivo è capace di ribaltare – a quanto pare – le decisioni "democratiche" dei restanti membri eletti dallo Storting.

     2010 – Il Curioso caso del Cinese Liu Xiaobo                                                    

    Un altro caso molto eloquente è stato quello che ha visto protagonista l'anno seguente (2010) il dissidente cinese Liu Xiaobo. Ma chi è Xiaobo? Interessante è la ricostruzione biografica che ne fa sul proprio sito France Culture. Il sito dipinge il 54enne professore (nel 1989, ritornato degli States) come uno dei protagonisti della cosiddetta “Primavera di Pekino”, in Piazza Tiananmen. Qui Xiaobo iniziò uno sciopero della fame all'epoca molto strumentalizzato dai media. Tra 1989 e 1990 fu imprigionato senza essere stato condannato (quid de Guantanamo) e alcuni anni dopo (1996) fu mandato in un campo di lavoro per una sorta di rieducazione forzata, fino al 1999. Dieci anni dopo (2009) fu condannato a 11 anni di carcere per “condotte sovversive" contro lo stato. A conclusione di questo peregrinare, il comitato gli assegnò, in data 7 ottobre 2010, il Premio Nobel per la Pace. Questa almeno è stata la presentazione mediatica fatta al pubblico occidentale! Una propaganda – evidentemente – filo-americanista, protesa a demonizzare oltre ogni limite il governo Cinese. Non che si tratti di una schiera celeste di angeli! Intendiamoci!

    Nobel per la Pace 2010 - Liu Xiaobo

     Oltre la Propaganda Ufficiale – Chi è davvero Liu Hiaobo?                          

    Ma ora facciamo un balzo in avanti, dimentichiamo "France Culture" e scopriamo davvero chi è il Prof. Liu Xiaobo, dietro l'immagine del Nobel Liu Xiaobo. Docente presso le Univesità di Oslo, Hawaii e Columbia (New York) in un intervista del 1988 al giornale di Hong Kong “Liberation Monthly”, il nostro professore osò dichiarare quanto segue: “se a Hong Kong ci sono voluti 100 anni di colonizzazione, per farla diventare com'è oggi, ci vorrebbero 300 anni di colonizzazione alla Cina, per farla divenire come Hong Kong. Ma non sono sicuro che ciò sarebbe sufficiente”. Si tratta – come vedete – di un cinese che auspica che le potenze occidentali possano ricolonizzare il suo Paese d'origine! Davvero patriottico! Non trovate? Ma Liu in quell'occasione si superò e – giusto per non farsi mancare nulla – aggiunse: “la modernizzazione è sinonimo di occidentalizzazione totale”; e ancora: “scegliere di vivere significa scegliere il modo di vita occidentale! La differenza tra il modo di vita occidentale e il modo di vita cinese è la stessa differenza che c'è tra umani e non umani. Non c'è compromesso! L'occidentalizzazione è la scelta non della nazione ma della razza umana”. Degno di nota anche quanto Liu Xiaobo osò esternare qualche tempo dopo. Una dichiarazione al limite della decenza. Anzi decisamente indecente e fuori dal mondo: “il mondo libero sotto direzione degli Stati Uniti ha lottato contro tutti i regimi che non rispettano i diritti umani. Le importanti guerre fatte dal governo americano sono difendibili sul piano etico”. (Confronta anche "Ren yu renquan, Humanity and Human Rights, Gennaio 2007"). Cosa dire? Si commenta da sé! In effetti è proprio una dichiarazione da "Premio Nobel"… Si, ma per la paraculaggine!

      Esaltazione delle "Guerre Etiche" degli Usa                                                     

    Ora, un tipo dotato di una tale patente di "legittimità internazionale" avrebbe potuto e dovuto fare ben altre dichiarazioni, visti e considerati i tempi tremendi nei quali viviamo, ma stranamente il professor Xiaobo ha optato per le esternazioni più fuoriluogo e contraddittorie di sempre, sostenendo come le guerre Usa (si pensi ad esempio all'Iraq-Kuwait o alla Libia) siano difendibili sul piano etico! Perchè? Cerciamo di comprenderlo assieme.

    Nobel per la Pace 2010 - Liu Xiaobo

      La Longa Manus della CIA?                                                                                  

    Secondo Il Quotidiano del Popolo (giornale cinese) il professor Xiaobo iniziò a lavorare negli Anni Novanta per la rivista Cina Democratica, ricevendo (nel 1995) uno stipendio, niente male, pari a 23mila dollari. Sapete da chi era finanziata la rivista? Beh non ci vuole troppa fantasia! Dalla National Endowment for Democraty o NED, con i fondi provenienti in gran parte dal Dipartimento di Stato, longa manus della CIA (anche Wikipedia lo dice). Successivamente, nel 2004, il nostro "patriota" pubblicò un libro titolato "Victory to the Anglo-American Freedom Alliance", nel quale dipinse le guerre Usa intervenute dopo la cosiddetta "Guerra Fredda" come “il miglior modo in cui le guerre devono essere fatte per una moderna civilizzazione”, divenendo in tal senso profeta del cosiddetto "Iraq Libero". Pertanto fu un supporter della stretegia del NWO in Iraq. Però! Non c'è male finora come quadretto! Ma ora ecco venire il gran finale: durante le elezioni presidenziali americane del 2004, Xiaobo si congratulò con il Presidente uscente George Bush per il suo sforzo bellico in Iraq, rincarando la dose con un'altra perla americanista: "qualunque sia la gravità dei rischi per sconfiggere Saddam Hussein l'inattività potrebbe causare un rischio ancora maggiore, come dimostrano la Seconda Guerra Mondiale e l'11 Settembre": in pratica 2 dei più grandi inganni e falsi storici dell'umanità.

     La Guerra in Iraq, "una guerra giusta!"                                                             

    Ma per il saggio e acculturato professore era tutto ok. "La guerra contro Saddam Hussein – ammise in un altro clamoroso passaggio – è giusta e la decisione del Presidente Bush è buona". Ricordiamo che – chiacchiere a parte – si trattò di una guerra illegale secondo il diritto internazionale, istituita su un falso alibi, quello del possesso di armi di distruzione di massa al quale il Consiglio di Sicurezza dell'ONU non diede mai la propria approvazione. Gli unici a detenere armi di distruzione di massa, furono gli stessi invasori, cioè gli Stati Uniti.  Questa guerra con embarghi e tutto ciò che ne seguì, fece centinaia di migliaia di morti. Ma evidentemente questi raccapriccianti dati poco interessarono al nostro "Paladino della Pace", il quale – e chiudiamo in bellezza – dal 2003 al 2007, fu presidente del Chinese Pen Center, un organismo situato in Svezia e finanziato anche lui dalla NED. Dopo questa sfilsa importante di indizi  prodotti, siete ancora convinti della trasparenza nell'assegnazione del Nobel per la Pace a  Liu Xiaobo? Non potrebbe sorgere nell'anticamera della vostra mente il sospetto che si tratti di un agente d'influenza degli Stati Uniti? Beh, noi in effetti qualche piccolo dubbio in merito ce l'abbiamo!

    Nobel per la Pace 2011 - Le Paladine delle Primavere Arabe

      Premio Nobel per la Pace – 2011                                                                           

    Ora passiamo al 2011, anno in cui il Nobel per la Pace fu assegnato a tre donne tra le quali Ellen Jonhson Sirleaf, presidente dello Liberia, fresca di studi negli Stati Uniti, ed eletta presidente solo pochi anni prima, nel 2005. Non prima però di essere stata protagonista di altri strani eventi, come quello datato 5 novembre 2007, quando George Bush gli riconobbe la medaglia della libertà. 4 anni dopo ecco giungere il Nobel, una "manna dal cielo" proprio in piena campagna elettorale, un provvidenziale segno che la aiutò a farsi rieleggere alla guida della Liberia. Come se Sarkozy – cari lettori – avesse ricevuto il "Premio" nel bel mezzo dei due turni per le presidenziali 2012. Quando si dice la Provvidenza! Anche in questo caso, dunque, esistono un buon numero di indizi per azzardare l'ipotesi  che Ellen Jonhson Sirleaf sia in realtà un agente di influenza americano.

     "Medaglia della Libertà e "Women of Courage Award" – L'investitura   

    La Seconda donna a ricevere il Nobel per la pace nel 2011 è stata Tawakkul karman, ricevuta pochi giorni dopo, con gran enfasi dall'intero entourage del Dipartimento di Stato USA e da Hillary Clinton (in data 28 ottobre 2011). Si tratta di una donna d'origini turco-yemenite, nata nel 1979, quindi "Nobel per la Pace" ad appena 32 anni: un record! Una sorta di ragazza prodigio! Ma cosa avrà fatto di così grande e mirabile, in supporto dell'umanità? Beh semplice: nel 2010 la Tarman riceve il Premio Donna di Coraggio (Women of Courage Award) dal Dipartimento di Stato Americano. Quindi ormai traspare piuttosto chiaramente bontà della regola secondo cui per avere il Nobel, bisogna prima passare da Washington. In pratica, come dire, è preferibile avere prima una medaglia americana… la "Medaglia della Libertà" o la "Women of Courage Award" per esempio. Ma in ogni famiglia c'è una pecora nera… E' forse per questo che suo fratello, il poeta Tariq Karman, in tempi non sospetti l'accusò pubblicamente di "collaborazionismo con gli Stati Uniti". Sarà stato per invidia? Che dite? Ma Tawakkul non si scompose  più di tanto, rispondendo per le righe: "Io ho infatti legami strategici con organizzazioni americane impegnate nella difesa dei diritti umani, con le ambasciate degli Stati Uniti e con funzionari del Dipartimento di Stato americano. Ma sono rapporti tra pari, io non sono il loro oggetto". Ma dimenticavamo di aggiungere che Tawakkul karman – per chi non lo sapesse – è stata, intellettualmente parlando, una delle principali sostenitrici delle rivoluzioni della cosiddetta "Primavera Araba", ribattezzate in centinaia di articoli dall'Osservatorio "Qui Europa" con il più appropriato termine di "Primavere della Morte". Anche la Tarman – come la Sirleaf e il professor Hiaobo – potrebbe considerarsi, pertanto, un agente di influenza americano. Che dite?

    Le Verità nascoste sul premio Nobel per la Pace

      Il "pericolo Al Qaeda"…                                                                                            

    Intanto, mentre scriviamo questa storia apprendiamo con sorpresa la notizia che gli Usa nelle ultime ore hanno lanciato un ennesimo allarme planetario sul "pericolo" di nuovi ed eventuali "attentati terroristici" (probabilmente stile 11 Settembre?) riconducibili ad Al Qaida. A lanciarlo lo stesso Dipartimento di Stato, all'indirizzo di tutti i turisti americani che in questa calda estate intendessero solcare i cieli del Medio Oriente, Nord Africa e Penisola arabica. Un "Travel altert" che scadrà il 31 agosto. Un appello da leggere e,  evidentemente, rileggere utilizzando i codici  e le password concettuali sopra fornite. Buone Vacanze a tutti! e alla prossima (Continua…)

    Luigi Armentano, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      Video e Articoli in Allegato                                                                                                        
     
    Qui Europa – QUI EUROPA – PER NON DIMENTICARE – "ABORTO, MINACCIA ALLA PACE" – STORICO DISCORSO DI MADRE TERESA DI CALCUTTA – NOBEL PER LA PACE 1979 – ERA L'11 DICEMBRE 1979 – https://www.youtube.com/watch?v=FMtgEIMgWI0

    Qui Europa – PER NON DIMENTICARE – NOBEL PER LA PACE ALL'UNIONE EUROPEA – IL PARADOSSO DEI TEMPI MODERNI – MENTRE L'INFERNO IMPERVERSA IN EUROPA, AFRICA E MEDIORIENTE – https://www.youtube.com/watch?v=cJy_pUqxL5Q

     

     

     

     

     

     

     

    Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

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    Giovedì, Agosto 1st/ 2013 – Rubrica, Le Verità nascoste sul Premio Nobel – -Rubrica di  Luigi Armentano –  Premio Nobel, Accademia di Norvegia, Svezia, Paride Nobel, Premio Nobel per la Pace  all'Unione Europea, Ue, Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, Angela Merkel, Jacques Delors, Piano Delors, Francois Hollande, Orwell 1984, Jacques Barrot, Barack Obama, Hillary Clinton, Sarah Luzia […]

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    Oslo – All’Ue il Nobel delle Contraddizioni e del Dissenso

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    Medioriente e il Ruolo dell’Ue, Nobel per la Pace

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    Mercoledì, Dicembre 5th/ 2012  –  di Sergio Basile –  Medioriente e Ruolo dell'Ue, Nobel per la Pace / Medioriente: I nodi Siria e Palestina, il pretesto delle armi chimiche, la Questione Irachena e il Ruolo dell'Ue, Nobel per la Pace / Pace / Unione europea / Embargo / Iran / Teheran / Palestina / Paride Nobel / Giorgio La […]

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     Altri Articoli in Allegato  –  Approfondimenti                                                                           

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    Venerdì,  Marzo 15th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois –  Grecia, Euro, Svendita, Privatizzazioni, tedeschi, Samaras, Yannis Stournaras, Atene, Grecia, Austerity, Austerità, BCE, Taiped, Sistema bancario internazionale, Signoraggio bancario, Miseria, povertà, fame, AlphaBank, Eurobank Equities Investment, Banca Nazionale, Banca del Pireo, Muller, Yogurt greco, Boroume.gr, proteste e fame ad Atene, Unione europea, Troika, Crimini contro l'umanità  Grecia, il […]

    Che cosa dovrebbe fare l’Europa in Siria – Lettera aperta a Herman Van Rompuy

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    Lunedì, Aprile 22nd/2013 – di Padre Daniel Maes – Europa,  Qui Europa, Robert Schumann,  Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi, unione europea, Siria, Francia, Germania, Damasco, Al Jazeera, consiglio europeo, presidente del consiglio europeo, Herman Van Rompuy, Daniel Maes, Damasco, cristianesimo, ebrei, musulmani, America, Israele, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, cristiano, Padre Daniel Maes, Che cosa dovrebbe fare l'Ue […]

  • Speciale Datagate – Scacco Ecuador. Assange si allea con Snowden

    Giovedì,  Luglio 4th/ 2013 

    – L'Approfondimento di Sergio Di Cori Modigliani  

    Ecuador, Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, Wikileaks, Edward Snowden, Cia, National Security Agency, Datagate, Pentagono, Unione Europea Assange, Ue, Accordo di Libero Scambio, Germania, Sergio Di Cori Modigliani, Russia, Vladimir Putin, Barack Obama, Brasile, Julian Assange, Guardian, Talpa, Richard Rorty 

    Datagate – Scacco Ecuador. Assange si allea

    con il "super-ricercato" Snowden

    Scacco al potere – Wikileaks segnala la Via.

    Ecco perchè l'Occidente vuole Snowden vivo o morto

    Intanto L'ex uomo CIA vola verso Quito scortato dalla flotta

    russa, inattaccabile. Pena la Terza Guerra Mondiale 

    In Europa e in Italia serve una Nuova Stagione di

    Verità Inoppugnabili.

    I Brasiliani in piazza e l'Ecuador insegnano

     

    L'Approfondimento di Sergio Di Cori Modigliani

    Special Datagate - Quito - Snowden

     Datagate – Snowden in volo verso Quito, inattaccabile                                

    Washington, Londra, Mosca, Quito, Rio – Mentre sto scrivendo, Edrward Snowden, la cosiddetta talpa del Guardian, ovverosia l'analista della Cia che ha scelto e deciso di confessare la propria attività ai giornalisti britannici, è in volo su un aereo militare verso Quito, la capitale dell'Ecuador, nazione alla quale ha chiesto formalmente asilo politico. L'aereo è scortato da quattro aerei della flotta russa, quindi inattaccabile, pena la Terza Guerra Mondiale. Il velivolo sul quale Snowden si trova, infatti, appartiene all'aereonautica militare di Putin. Ufficialmente, infatti, (ma lo sarà soltanto per altre sei ore) Edward Snowden è un "diplomatico al servizio dell'ambasciata della Russia", con regolare contratto internazionale. E' un ingegnoso quanto affascinante capitolo della geo-politica del post-Maya, pianificato, ideato e orchestrato dalla sezione britannica di wikileaks, gestito in prima persona da Julian Assange, dall'interno dell'ambasciata dello staterello dell'Ecuador, dove lui abita senza poter uscire, pena l'arresto immediato da parte dell'intelligence service che lo impacchetterebbe consegnandolo a specialisti omologhi della Cia. Due giorni fa, infatti, Assange ha messo a segno un piccolo e complesso capolavoro diplomatico, approfittando del fatto che Putin ha il dente avvelenato contro l'occidente, soprattutto contro Obama, la Gran Bretagna e l'Italia.

     Datagate – Un riassunto dal G8 in poi: Banche, Siria e altri accidenti…  

    Alla riunione dei G8 in Irlanda gli sono andati contro sulla faccenda della Siria, e su questioni inerenti i suoi depositi bancari su diverse banche svizzere, dato che lui protestava (li rivoleva indietro) perchè a Cipro, lo scorso autunno, in una botta sola e a tradimento gli avevano portato via ben 23 miliardi di euro che dei suoi prestanome, amorevolmente, avevano depositato in quell'ameno paradiso fiscale in zona euro. Il G8 in Irlanda – come visto, vedi allegato – è andato malissimo. Questa è l'attuale realtà. Poco a poco, cominciano a trapelare notizie da diverse fonti attendibili, che rivelano come si sia trattato del più conflittuale, agguerrito incontro (e dal punto di vista diplomatico, perdente) che si sia mai verificato negli ultimi 30 anni in Occidente. Hanno litigato su tutto: Siria, forniture militari, Libya, Egitto, Turchia. Ma soprattutto banche, banche, banche.

    Richard Rorty

     Datagate – Perchè lì sta il bello… Rorty Insegna                                             

    Non è certo casuale che dieci secondi dopo che il G8 era finito, tutte le borse mondiali hanno iniziato ad andare a picco, con scuse tecniche diverse, davvero ridicole. Perchè se c'è una cosa che gli analisti di borsa e i grandi finanzieri odiano è quando i politici ad alti vertici si scontrano. Loro adorano pilotarli, foraggiarli, usarli, pacificarli tra di loro, farli eleggere, sentire che li tengono in pugno per essere liberi di manovrare i mercati lucrandoci a piacimento. Sono talmente liberi (nelle loro menti perverse) nonchè equanimi, da essere sempre equidistanti sia dalla destra che dalla sinistra, dalle democrazie e dalle dittature, dalle economie forti e da quelle deboli. Perchè "loro" sono superiori a tutti. Non sarebbero, altrimenti, quella che il compianto filosofo americano Richard Rorty, nel 2002, aveva identificato e definito come "the overclass", una super casta a prova d'urto, di cui l'Italia, con il governo Monti, ne ha avuto un primo tenero assaggio sulla propria pelle. Che cos'è che li ha gettati nel panico? Degli eventi incrociati. Vediamo!

     Tre Eventi incrociati – 1) Guerre e Geopolitica – Siria, Libia e Mali         

    1) Siria/Lybia/Mali: chi vende più armi e a chi. Ma soprattutto, come riuscire a convincere le singole nazioni di zona euro (Italia in testa, a questo servono i Tornados) a cominciare ad allestire l'ennesima forza di pace che potrebbe rivelarsi un ottimo affare per le industrie belliche europee (noi qui siamo in prima fila), le quali stanno premendo con l'acceleratore a tavoletta per dimostrare – conti alla mano – di essere in grado di risolvere la cosiddetta "crisi economica occidentale" almeno per un annetto. Il che dovrebbe rabbonire i popoli europei in aperta ebollizione; partendo dall'elementare assunto che, tanto per fare un esempio, se agli Italiani togliete l'Imu per sempre, abbassate l'Iva, assumete tre persone, aumentate le pensioni di 17 euro a testa e lanciate un programma massivo di assunzione di personale giovanile disoccupato in specifiche e predisposte aziende europee (tutte coinvolte nella guerra ma nessuno lo saprebbe), saranno tutti contenti e chiuderanno un occhio se poi si inviano 8.000 bersaglieri nel cuore dell'Africa, si fa il lavoro sporco ad Aleppo per conto degli Usa, e ci si infogna in Libia creando un solido Vietnam nel Mar Mediterraneo. Quattro paghette strategiche a quegli straccioni di Italiani, Spagnoli e Francesi, e in men che non si dica ci si trasforma tutti in sostenitori delle "forze di pace nel mondo".

    Special Datagate - Quito - Snowden

     La Russia e la questione greca – Alle porte del Mediterraneo                     

    Ma la Russia ha subodorato un'apparente truffa (ai suoi danni si intende) e ha detto no. E se in Europa la Russia dice no, non parte neppure un soldato, neppure una commessa militare. E la Russia, in questo momento, è forte, avendo realizzato – proprio il giorno dopo la fine del G8, toh! guarda che coincidenza – la propria antica ambizione mai sopita: arrivare dal portone principale nel Mare Mediterraneo. La crisi greca è esplosa non per la tivù pubblica cancellata, macchè. Quella è retorica bella e buona. Ma per il fatto che l'Azerbaigian ha acquistato cash really cash il 52% delle azioni della società per il gas greca e tre società di Putin si sono assicurate, grazie ad accorti derivati, la maggioranza di controllo nelle partecipate che gestiscono la distribuzione dell'acqua pubblica che è privata. Quindi, se domani mattina Putin si sveglia di malumore, può dire "oggi sono arrabbiato, quindi chiudo il rubinetto, e i greci non bevono e non cucinano, che s'arrangino, che ci pensi la Ue e la BCE". I deputati socialisti si sono dimessi. Altro che televisione.

     2 – Banche e Finanza                                                                                                

    2) I complottisti d'assalto ci hanno abituato a immaginare che i colossi finanziari e le grandi banche siano composte da pool di manager in perfetto accordo, che si amano tra di loro e vivono in armonia, uniti dal fatto che mangiano le nostre esistenze. Non è proprio (esattamente) così! Questo funziona soltanto quando gli squali incontrano numerosi sciami di pesciolini sbandati e ce n'è per tutti. Ma quando è finito il plancton e i pesciolini muoiono dalla fame, e quindi c'è carestia (ovvero recessione) siccome agli squali piace il pesce vivo, in mancanza di meglio, uno squalo si accontenta di mangiarsi un altro squalo. Un anno fa avevo visto uno splendido documentario della BBC su una battaglia sottomarina tra dieci squali affamati. Terrificante. Hanno vinto in sei e si sono divisi gli altri quattro. Non è rimasto nulla, neanche una scaglia. E' quello che sta accadendo all'interno del sistema bancario mondiale.

      Guerra tra squali per il controllo mondiale e "Debiti Compositi"             

    L'idea del Giappone si è dimostrata peregrina: è durata due mesi. Per evitare l'implosione del sistema basato sulla speculazione artificiale dei derivati, hanno costruito una gigantesca architettura di debiti composti (che paghiamo noi da cinque anni a questa parte, a nostra insaputa) e hanno iniziato a scaricarseli a vicenda come una palla da tennis. Non sono riusciti a trovare un accordo per l'Italia, che ha bisogno entro il 30 settembre di una immediata ricapitalizzazione di almeno 200 miliardi di euro subito, pena la bancarotta e il collasso del sistema interno bancario, e quindi di quello mondiale. Per la Spagna ne servono altri 100, e così via dicendo per il resto d'Europa. Ci si troverebbe, quindi, a ridosso delle elezioni tedesche, con una fuoriuscita da parte della BCE di circa 1.000 miliardi di euro, con spaventosi rischi finanziari. Tant'è vero che la Merkel ha dovuto candidamente ammettere che nel cuore della Germania sta prendendo piede a velocità esponenziale una solida élite interna (banchieri locali, imprenditori, giuristi, economisti, media borghesia che conta) che vogliono cambiare passo. E lo vogliono fare alla tedesca, non all'italiana; il che vuol dire: subito.

    Datagate - Der Spiegel - Guardian

     3 –Datagate –  Il Caso Snowden e l'alleanza con Assange                             

    3) Il caso Snowden. Gli Usa e i paesi della zona euro lo vogliono vivo o morto nelle loro mani. Perchè? Per un semplice, banale, motivo: è in possesso di tutte le intercettazioni telefoniche avvenute negli ultimi 40 mesi tra i massimi dirigenti finanziari planetari, tra amministratori delegati di banche che parlano con altri amministratori delegati di altre banche. E come aggravante, un accordo d'alleanza mediatica stabilito tra Snowden e Assange. Sommando queste tre vicende, il risultato del G8 è stato una catrastrofe. E lì si è inserito Assange. Il tutto, in una cenetta formale e – all'apparenza – di ordinaria amministrazione tra l'addetto culturale dell'ambasciata russa a Londra, Assange e l'ambasciatore ecuadoregno. Hanno raggiunto un accordo. E così, all'indomani della fine del G8, Snowden scompare da Hong Kong, compare dentro l'ambasciata russa con passaporto diplomatico.

     Verso Quito – Attaccare Snowden? Come dichiarar guerra alla Russia!   

    Ha tutte le credenziali internazionali a posto, che lo mettono in una posizione "formale" di salvaguardia dal diritto internazionale: è un membro del corpo diplomatico russo, chi lo attacca sta dichiarando guerra alla Russia. Vola a Mosca dove formalizza la propria richiesta di asilo politico alla Repubblica dell'Ecuador che ha già risposto "stiamo valutando la sua posizione, nel frattempo siamo disposti a offrirle ospitalità, ricordandole che il nostro governo non riconosce il concetto di estradizione con l'amministrazione degli Usa e della Gran Bretagna". E così Snowden vola a Quito.

     Confessioni da Datagate – C'è da divertirsi                                                        

    C'è da divertirsi, non vi è dubbio! Sembra che in Germania, questa cosiddetta "nuova élite" si stia diffondendo grazie all'applicazione di un banale concetto umano che, in questo momento e in questo periodo, sta diventando fondamentale: la confessione delle raccapriccianti modalità banditesche dei gestori dell'euro. Proprio come ha fatto Edward Snowden. Ci aspettiamo che la nuova onda diventi moda. Che la moda dilaghi. Che il dilagare della moda si affermi anche in Italia. Che l'affermazione del dilagare della moda frutto della nuova onda, produca nel nostro paese l'unica strada percorribile per poter pensare a una possibilità realistica, a breve e brevissimo termine: la confessione spontanea dei professionisti della cupola mediatica, di importanti dirigenti bancari e dei funzionari di partito dal medio livello in su. 

    Italia - Datagate

     Europa, Italia – Serve una stagione di Verità Inoppugnabili                        

    Questo è lo shock che ci serve, non una iniezione di cash. E lo si può fare. Basterebbe pensare che in questo momento una delle più piccole e modeste nazioni del mondo, uno staterello che davvero conta "ufficialmente" molto poco, l'Ecuador, tiene in scacco l'intero pianeta. Perchè ha detto: no, questo gioco vostro noi non lo facciamo più! Quel gioco in Europa si sta facendo molto duro. Serve una stagione di Verità inoppugnabili, di chiarezza, di trasparenza.

     Il Segnale Brasiliano – Verso una Nuova Consapevolezza planetaria       

    Il segnale brasiliano è molto chiaro per chi sa e vuole leggere. I totem delle droghe di stato hanno fatto il loro tempo. E i cariocas stanno realizzando una autentica rivoluzione culturale che fa loro onore. Al grido di "chissenefrega del calcio, vogliamo soldi per l'istruzione e per la sanità" annunciano l'inizio della diffusione di una nuova consapevolezza planetaria. Come a dire "o cominciate a occuparvi delle esigenze della gente oppure noi inizieremo a non consumare più le vostre droghe che abbiamo tanto amato" che sia il calcio, la televisione, il divismo, il gioco d'azzardo, il danaro facile, i talk show, poco importa, sono tutti equivalenti. 

     Il Post Maya e lo "Squarcio del Velo" – Dostoevskij insegna!                      

    Il post-Maya è questo! L'accettazione del principio che la vita è un'illusione, viviamo una realtà coperta dal velo di Maya, e quindi si sceglie e ci si sottrae alla logica dei paradisi artificiali squarciando il velo. Allo squarcio si aggiunge, inevitabilmente, la citazione di una delle frasi più enigmatiche, profonde e affascinanti della letteratura mondiale, che ci mostra la strada da percorrere. Si trova ne "I Demoni", di Fedor Mickailovitch Dostoevskij, quando un personaggio, nel rispondere alle sollecitazioni del suo interlocutore che gli chiede cosa fare e come farlo per il bene collettivo dell'umanità, risponde: "Ma è così semplice, davvero. Basta vedere il flusso naturale. Vedi, l'Essere Umano, in verità è felice. Gli Esseri Umani sono tutti felici, nessuno escluso, solo che non lo sanno. Basta spiegarglielo". E noi tutti sappiamo davvero con certezza che cosa sia la vera felicità. Basta vederla, auspicarla, evocarla, pretenderla. Per poterla affermare. Ritrovare dentro ciascuno di noi gli autentici valori formativi dell'esistenza è il primo grande passo verso la felicità. E' davvero facilissimo.

    Sergio Di Cori Modigliani

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     Video e Articoli Allegati – Approfondimenti                                                                              

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    Primavere Arabe e Balle Mediatiche

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    Sabato, Febbraio 16th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Viaggio tra le Primavere Arabe  / Esteri / Mondo arabo / Primavere arabe / Tunisia / Medio Oriente / Nord Africa / Rivoluzioni / Proteste / Ribelli / Avere vent'anni a Tunisi e al Cairo / Europa / Occidente / Libertà individuali / Diritti […]

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  • Speciale Datagate – Il Collaborazionismo Italia-Usa e le rivelazioni di Der Spiegel e Guardian

    Speciale Datagate – Il Collaborazionismo Italia-Usa e le rivelazioni di Der Spiegel e Guardian

    Lunedì,  Luglio 1st/ 2013 

    – L'Approfondimento di Sergio Basile  

    Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ARPANET, Wikileaks, Stati Uniti d'America,Edward Snowden, Cia, National Security Agency, Datagate, Pentagono, Unione Europea Assange, Ue, Accordo di Libero Scambio, Germania, Sergio Basile, www.quieuropa.it, Collaborazionismo Italia-Usa, Parlamento europeo, eurocasta. Martin Schulz, Enrico Letta, Poteri occulti, Scontro tra Usa e Russia, Vladimir Putin, Barack Obama 

    Datagate – Il Collaborazionismo Italia-Usa

    e le rivelazioni di Der Spiegel e Guardian

    Datagate – La Colonia Europa scopre l'acqua calda:

    "Intercettati telefonicamente gli edifici diplomatici

    dell'Unione europea negli States"

    Le reazioni dell'eurocasta e le ultime dichiarazioni

    di Assange e Snowden, nell'analisi di Qui Europa

    Intanto Correa e Putin difendono l'Hacker ex-Agente

    CIA e rigettano eventuali Ingerenze USA, che intanto

    minacciano ritorsioni commerciali

     

    L'Approfondimento di Sergio Basile 

    Datagate - Der Spiegel - Guardian

     Datagate – L'Eurocasta finge di scoprire l'acqua calda…                               

    Washington, Bruxelles, Roma, Berlino – Il caso datagate s'infiamma, e nelle ultime ore vi è stato un vibrante botta e risposta tra Barack Obama e Vladimir Putin. Secondo la Casa Bianca – che vorrebbere ora mettere le grinfie sul ricercato speciale più ricercato del pianeta, Edward Snowden – “La richiesta di estradizione di Snowden si fonda su chiare basi legali”. Dal canto suo, tuttavia, Putin aveva difeso e legittimato la mancata estradizione del fautore del Datagate, asserendo come “non esistano trattati in materia” che possano dar seguito alle richieste di Washington, mentre il giovane (supportato dallo stesso super-ricercato Julian Assange) minaccia di fare altre eccellenti rivelazioni e di rendere noti altri  dossier caldi sulla Casa Bianca. "Se qualcosa di brutto dovesse accadere – ha rivelato Snowden nelle ultime ore – i documenti verrebbero resi di pubblico dominio". A confermare le intenzioni di Snowden anche Glenn Greenwald, del Guardian: colui il quale diede peso e risonanza mondiale alle straordinarie scoperte di Snowden in versione 007. “Edward – ha ribadito lo stesso – ha preso precauzioni estreme per garantirsi che parecchie persone in varie parti del mondo avessero gli archivi e assicurare che le storie saranno inevitabilmente pubblicateTutti in caso di problemi potranno accedere agli interi archivi di snowden”.

     Oltre il Datagate – Colonialismo Usa dalla Seconda Guerra Mondiale   

    L’imbarazzo per Obama è, dunque, sempre più evidente e malcelato. Dopo la Cina, dunque – che si rifiutò, comer detto, di estradare il super-ricercato hacker (vedi allegati) – ora la fiera difesa della Russia. Ma non finisce qui. Nelle ultime ore la spy-story ed i suoi devastanti effetti si sono allargati a macchia d'olio anche nel Vecchio Continente, travolgento gli eterei palazzi del potere di Bruxelles, il cuore dell'impero. L'Ue, socondo le ultime rivelazioni pubblicate dal Der Spiegel, nei dossier della discordia veniva bollata dagli USA come un "target". Cosa che per la verità non mi lasciano per nulla sorpreso, viste le scottanti e agghiaccianti verità emerse sulle strategie di colonizzazione dell'Europa ben evidenti dall'esame degli scritti sul cosiddetto "Piano Kalergi" (vedi articoli in allegato), cioè sul piano che coinvolse i cosiddetti padri fondatori dell'Ue (Alcide De Gasperi compreso) nella creazione di un unico super-stato continentale proteso al controllo totale di 500 milioni di europei, sotto il controllo della CIA e degli USA.

    Eurocasta - Colonialismo Usa e Datagate -Snowden

     Il cerchio si chiude – Perchè tanta meraviglia?                                                 

    Piano che – come visto – doveva passare per la paneuropeizzazione del continente, mediante una massiccia ed incontrollata immigrazione (vedi allegati). Quindi perché tutto questo stupore? Certo ora  il calderone – grazie a Snowden – è stato aperto a livello globale, e nessuno più può nascondersi dietro un dito o gettare discredito su tali documenti "segreti", elaborando tutta una serie di collegamenti che disegnano un puzzle sempre più inquietante quanto reale. Ma cosa ha rivelato di preciso il Der Spiegel? Vediamo. L'Agenzia Usa Nsa – secondo il tabloid tedesco – si è infiltrata nella rete di computer dell'Ue e "la National Security Agency americana ha intercettato telefonicamente gli edifici delle missioni diplomatiche europee a Washington e all’Onu".

     Dalla CECA all'UE agli Stati Uniti d'Europa – Cinquant'anni di misteri  

    Come dire: un modo per controllare se i sottoposti stessero facendo a puntino il lavoretto commissionato ed avviato negli anni Cinquanta, cioè dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e  appena prima della definizione del progetto CECA, che secondo le rivelazioni dello scrittore – poi posto agli arresti e messo a tacere – Gerd Honsik fu un primo importante passo verso la colonizzazione dell'Europa da parte degli USA. Tra l'altro questo piano coloniale – da realizzare tramite il supporto di una super-immigrazione selvaggia dall'Africa e dall'Asia verso Europa – fu confermato da alcune dichiarazioni dell'allora capo dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) G. Brock Chisholm. "Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare – dichiarò Chisholm – è praticare la limitazione delle  nascite e i matrimoni misti (tra razze differenti), e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale". Un razza facilmente governabile, dunque, poiché priva di una precisa identità nazionale e religiosa e sottoposta al controllo dei padroni USA. D'altronde dietro il Piano Marshall in Italia ancora molte restano le ombre. Molti i fantasmi. Come del resto palesi furono i magheggi che diedero vita alla stessa Repubblica Italiana, dietro il successo di un contestatissimo ed ambiguo referendum pro-Repubblica. Per questo ci sembrano piuttosto curiose le reazioni del Presidente dell'Europarlamento, il tedesco Martin Schulz. "Se l’accusa fosse provata – ha sbottato l'atlantista Schulz – saremmo di fronte, ad un grande scandalo, che potrebbe causare, un forte strappo nelle relazioni tra l’Ue e gli Usa". Se – come traspare con chiarezza – il collaborazionismo tra Ue ed Usa in questi decenni è stato pressocché totale, perché ora tutto questo scalpore? Qual'è – mi chiedo – secondo Schulz e l'euro-casta il concetto e lo spessore dell'espressione "colonialismo"?

    Datagate - Der Spiegel - Guardian

     Datagate – Dall'Ue all'Ecuador – Correa: "nessuna ingerenza USA"        

    Ma – tornando a noi – gli effetti dello scandalo Datagate – definito a ragione "il più grande caso di spionaggio della storia dell’umanità" – dicevo, dopo Russia, Cina ed Europa, sta toccando indirettamente anche l'America Latina. insomma, una bomba mondiale in puro stile "Guerra Fredda". Nelle scorse ore, infatti, il vicepresidente americano Joe Biden ha chiesto al presidente ecuadoriano Rafael Correa di "rifiutare la richiesta di asilo" del giovane Snowden. Ma secca è stata la risposta di Correa: "la decisione è solo nostra!”. Ma le parole di Correa  suonano come una canzone stonata alle orecchie dell'amministrazione Usa, che nelle ultime ore ha minacciato ritorsioni contro l'Ecuador. Infatti il senatore democratico Robert Menendez (presidente della Commissione Esteri del Senato) ha paventato la possibilità di blocco del rinnovo del programma Generalized System of Preferences, che garantisce anche all'Ecuador e alle sue imprese commerciali la possibilità di esportare negli Usa al netto di dazi doganali.

     Datagate – Le Nuove rivelazioni shock di Wayne Madsen                            

    Ma l'aspetto che più mi incuriosisce – e che ci riguarda più da vicino – è sicuramente quello relativo al ruolo giocato dall'Italia nell'ambito di questo "collaborazionismo spionistico" tra Europa ed Usa. L'Italia – come detto – è di fatto una colonia Usa dal 1946. Non è più un mistero per nessuno. O quasi. Il Guardian ha rivelato come "almeno sei paesi della Ue, tra cui l’Italia, collaborano con gli Usa nella raccolta di dati personali in virtù di accordi internazionali di intelligence". La dritta sarebbe stata fornita per vie traverse da un ex luogotenente NSA della Marina Usa, tale Wayne Madsen. Dalle notizie trapelate e rese note dal Guardian, tale forma di "colonialismo spionistico" tra Europa e Usa coinvolgeva Paesi come Gran Bretagna, Danimarca, Olanda, Francia, Germania, Spagna e (naturalmente) l'americanizzatta Italia. Secondo il Guardian, Madsen avrebbe deciso di "cantare" poiché comunque personaggio scomodo e al corrente di verità che prima o poi sarebbero emerse sul filone del caso Datagate. "Non riesco a capire – ha dichiarato nelle scorse ore Madsen – come Angela Merkel possa chiedere assicurazioni da Obama e dalla Gran Bretagna mentre la Germania ha gli stessi rapporti’’. Paradossale, non trovate? E un pò la stessa meraviglia che contestavo al Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz.

    La Democrazia in America - Il Caso Edward Snowden

     Datagate – La difesa di Assange e Putin                                                              

    Intanto Julian Assange, dalla Russia, difende l'amico Snowden: “Non c‘è modo di fermare il processo di pubblicazione – rientrante nel progetto di monitoraggio globale USA chiamato Prism – a questo stadio",  ha dichiarato nelle ultime ore. Ma quali sarebbero i rapporti attuali tra Snowden e il Cremlino, specie ora che si è appresa la notizia della revoca del passaporto Usa dell'hacker ex agente CIA? Beh, una cosa è certa: Putin farebbe di tutto pur di evitare che Snowden cadesse nelle grinfie degli Usa. Anche se l'arrivo del giovane a Mosca  ha del curioso e resta avvolto in un alone di provvidenziale mistero. Infatti le autorità russe – fonte Interfax – sarebbero state informate solo successivamente della faccenda: almeno una settimana dopo la revoca del passaporto di Snowden. "Se la notizia fosse stata comunicata prima – sostiene Interfax – Snowden probabilmente non sarebbe partito per Mosca e l’intera vicenda non sarebbe accaduta”. A confermare questa tesi anche le ultime dichiarazioni del segretario alla giustizia di Hong Kong Rimsky Yuen, secondo il quale il giovane ricercato sarebbe riuscito a lasciare Hong Kong diretto (solo “di passaggio” a Mosca) solo grazie a un errore degli Usa nel comunicare il suo (secondo) nome alle autorità locali. Egli non fu indicato come Edward Joseph Snowden, ma come “Edward James Snowden”. Il mistero continua, ma la provvidenza, come vedete sta giocando contro gli spioni del Nuovo Ordine Mondiale. Una cosa che mi rincuora e non poco!

    Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • La Legge è Uguale per Tutti! Guantanamo Insegna

    La Legge è Uguale per Tutti! Guantanamo Insegna

    Martedì, Aprile 23rd/ 2013

    – L'approfondimento di C.Alessandro Mauceri – 

    Corte europea dei diritti umani, carcere di Busto Arsizio, detenuti, ministro della Giustizia, Severino, governo Monti, decreto ‘salva carceri’, Guardasigilli, articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, Stati Uniti d’America, Guantanamo, Cuba, Amnesty International, Nazioni Unite, Chuck Hagel, Jay Rockefeller, detenzioni clandestine, CIA, Senate Intelligence Committee, Navi Pillay, presidente dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite, Bush, Obama Camp 6. 

    Democrazia in America: La Legge è Uguale

    per Tutti! 

    Dal sistema delle "Porte Girevoli" ai Lager del terrore

    Made in Usa

    I Paradossi del Sistema Guantanamo e la miopia occidentale 

     

    L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri

    Democrazia in America - Carceri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      La Legge è…                                                                                                                      

    Washington, Roma, Guantanamo – Qualche mese fa – ma come al solito la maggior parte dei giornali ha dedicato poca attenzione a certe notizie –  la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per trattamento inumano e degradante di sette carcerati detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza e ha condannato in nostro Paese – come già ampliamente trattato dall'Osservatorio Nazionale Qui Europa – a pagare un risarcimento di 100mila Euro per danni morali per le condizioni in cui i detenuti sono costretti a vivere. Nella sentenza, inoltre, la Corte ha invitato l'Italia a porre “immediatamente” rimedio alle condizioni di vita dei "residenti" particolari che sempre più numerosi affollano le carceri. Poco dopo il  ministro della Giustizia, Severino affermava che a seguito di questa sentenza era "profondamente avvilita”, ma non stupita e che si sarebbe battuta “perché le condizioni dei detenuti fossero state degne di un Paese civile”. Stando a quanto affermato dal ministro Paola Severino per il sistema carcerario italiano sarebbero da prendere urgenti ed improrogabili “misure strutturali”. E, infatti, il governo Monti si è subito mosso in questo senso: nei primi mesi del 2012 è stato varato il decreto ‘salva carceri’ (divenuto legge nel febbraio del 2012), che ha proposto una soluzione alla situazione ormai drammatica delle carceri. Infatti, come ha riferito il Guardasigilli, i detenuti che nel novembre del 2011 erano 68.047, sono ora scesi a 65.725.

     Nel Paese delle Porte Girevoli                                                                                      

    Entrambi, però, hanno trascurato di far presente come tale diminuzione del numero di detenuti sia stata realizzata mediante il cosiddetto sistema delle “porte girevoli”, vale a dire gli ingressi in carcere per soli due-tre giorni, e sulla durata della detenzione domiciliare allungata da 12 a 18 mesi.  Misure che non hanno affatto risolto il problema delle carceri, ma  lo hanno solo nascosto statisticamente.

     La Violazione dell'Art.3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani        

    In realtà, la situazione di degrado delle carceri italiane era già ben nota. Infatti, negli ultimi quattro anni, l’Italia è stata condannata già quattro volte da Strasburgo, di cui l’ultima l’estate scorsa per aver violato l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani che sancisce che "nessuno può essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti". A poco serve la giustificazione della stessa corte che tale violazione in Italia non è stata volontaria, ma è stata dovuta a “inerzia e mancanza di diligenza”. Eppure, senza nulla levare alle colpe ed alle responsabilità di cui possono andare fieri i nostri governanti, c’è chi, nel settore carceri, sta peggio di noi.

     Usa  VS  Italia – Guantanamo batte San Vittore                                                     

    Il Paese che forse più di ogni altro al mondo si è levato a paladino, almeno dal punto di vista mediatico, per la salvaguardia dei diritti dei cittadini sono senza dubbio gli Stati Uniti d’America, al punto di portare le proprie forze armate in giro per tutto il pianeta, al fine di imporre ai governi che non sembravano rispettarli, i diritti dei propri cittadini. Forse sarà stato l’enorme sforzo fatto per compiere questa missione ad aver fatto sì che gli Stati Uniti d’America dimenticassero i diritti dei detenuti nelle proprie carceri e, in modo particolare nel carcere di Guantanamo.

      Universo Guantanamo – Il Buco Nero della Giustizia Usa                               

    Il campo di prigionia di Guantanamo è una struttura detentiva statunitense di massima sicurezza interna alla base navale di Guantanamo, sull'isola di Cuba. Il numero di prigionieri detenuti nella prigione di Guantanamo oggi ammonta a 166  (sebbene si siano raggiunti massimi di oltre 800 unità). Il problema è che di questi carcerati, detenuti da 11 anni o poco meno, non solo non si sa nemmeno quanti siano esattamente (da un recente inchiesta è emerso che una ventina di loro non risultavano nei registri pur essendo detenuti e altri dieci sono stati rintracciati rinchiusi in altre carceri dopo essere scomparsi dai registri di Guantanamo) ma, il più delle volte, non si sa nemmeno per quale motivo siano stati incarcerati:  solo per 10 di loro, infatti, pare sia  stato formalizzato un capo d'imputazione con conseguente rinvio a giudizio.

      Prigione o Lager?                                                                                                             

    E la cosa più grave è che questa situazione è nota già da molto tempo: nel 2006 Amnesty International pubblicò un rapporto nel quale affermava che il 93% dei 554 detenuti esaminati , nel marzo 2004, erano da considerarsi a tutti gli effetti “combattenti nemici”. Eppure, stando al rapporto, ai detenuti non era stato concesso un rappresentante legale e molti di loro avevano rinunciato a partecipare alle udienze dei CSRT Combatant Status Review Tribunal, dove venivano  utilizzate prove segrete e testimonianze estorte sotto tortura. Fu forse per questo motivo che nell'agosto 2005, un imprecisato numero di reclusi iniziò lo sciopero della fame per protestare contro la perdurante mancanza di accesso a una corte indipendente e contro le dure condizioni di detenzione, che sarebbero state caratterizzate anche da violenze e pestaggi. Diversi detenuti denunciarono di essere stati vittime di aggressioni fisiche e verbali e di aver riportato lesioni causate dall'inserimento brutale di cannule e tubi nel naso. Ovviamente il governo americano negò qualsiasi maltrattamento. Nel novembre 2005, tre esperti in diritti umani delle Nazioni Unite furono inviati per un’ispezione a Guantanamo, ma poiché il governo americano impose restrizioni contrastanti con quanto normalmente stabilito dagli standard internazionali sulle ispezioni di questo tipo, si rifiutarono di visitare la base. E tutto continuò come prima.  

     Cibo ingurgitato attraverso il naso ed altre follie Made in Usa                         

    A febbraio 2013 al neo-segretario alla Difesa americano, Chuck Hagel, fu consegnata una lettera sottoscritta da oltre 50 avvocati difensori dei detenuti per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul dramma silenzioso dei 166 prigionieri trattati nel completo disprezzo delle più normali norme del diritto internazionale che pure gli Stati Uniti d’America continuano a imporre a tutti i Paesi del mondo. Alcuni dei detenuti in sciopero della fame, sarebbero anche stati sottoposti ad alimentazione forzata, con i medici militari che avrebbero utilizzato un metodo che prevede l’inserimento di un apposito tubo nel naso del detenuto per far passare elementi nutritivi direttamente nello stomaco. Tale procedura è quasi universalmente considerata come una forma di torturaDopo aver letto le 6.000 pagine sul programma di detenzioni clandestine della CIA preparato dal Senate Intelligence Committee, il senatore  Jay Rockefeller affermò che il rapporto era stato condotto da persone “ignoranti sulla questione”.

     Finanche l'ONU ha condannato il "Modello Guantanamo"                               

    Più di recente, Navi Pillay, presidente dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite, ha affermato che  "la detenzione arbitraria e perpetua per la maggioranza dei detenuti a Guantanamo, già prosciolti da ogni accusa o processo, e pronti ad essere trasferiti nei loro rispettivi Paesi, o in Paesi terzi disposti ad accoglierli, è una sistematica violazione del diritto internazionale da parte degli Stati uniti". E ha aggiunto: "Guantanamo deve essere chiusa, come più volte annunciato dalla stessa amministrazione Obama, impegno che è sempre stato disatteso. Oltre la metà dei 166 detenuti – ha proseguito Pillay – è ancora prigioniera a Guantanamo, malgrado sia già stata prosciolta dall'amministrazione Bush nel 2006 e successivamente anche da Obama. Di fatto i prigionieri continuano ad essere rinchiusi a languire a Guantanamo a incarcerazione perpetua, malgrado gli Stati uniti si ergano a padrini dei diritti umani e siano sempre pronti a condannare la violazione di tali diritti da parte di altri". 

      Tutto tace sotto il cielo di Guantanamo                                                                      

    E infatti, nel 2009, il presidente Barack Obama firmò l'ordine di chiusura del carcere. Ad oggi, però, a Guantanamo  niente è cambiato e da sessanta giorni, 136 detenuti su 166 hanno proclamato uno sciopero della fame a Camp 6, il comparto speciale di massima sicurezza. E nessuno, né Strasburgo (che pure per quattro volte negli ultimi quattro anni ha sanzionato l’Italia per il regime delle carceri) né l’ONU né il Vaticano né la Nato, ha mosso un dito per impedire che i diritti civili di centinaia di persone venissero violati, costantemente e continuamente, da chi poi si proponeva agli occhi del mondo come il paladino di questi diritti.

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • IMU – Confagricoltura e CIA denunciano: Settore allo sfascio, l’IMU è iniqua!

    IMU – Confagricoltura e CIA denunciano: Settore allo sfascio, l’IMU è iniqua!

    Venerdì,  Febbraio 15th/ 2013

    – di Vincenzo Folino – 

    IMU / Confagricoltura / CIA / Confederazione Italiana Agricoltori / IMU agricola / Fallite migliaia di imprese / Azioni legali / Governo Tecnico / Maria Catania / Vittorio Grilli / Decreto Legislativo n.201  del 2011 / Maria Teresa Bertuzzi / Paolo De Castro / Agenda Europea / Commissione Agricoltura del Parlamento europeo / Parlamento Europeo / Mario Monti / Chiusura Imprese Agricole Italiane / Tributo Iniquo 

    IMU – Confagricoltura e CIA denunciano:

    Settore allo sfascio, l'IMU è iniqua! 

    Sensa sostenibilità economica non può esserci

    sostenibilità ambientale. Anzi: non c'è impresa!

    L'IMU col senno di poi – Ora i partiti fanno la voce grossa

    CIA Confagricoltura IMU

    Roma, Bruxelles – La CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) e Confagricoltura, in una lettera inviata ai ministri delle Politiche agricole Mario Catania e dell'Economia Vittorio Grilli, hanno chiesto al governo di fare massima chiarezza sul gettito dell’Imu agricola, ovvero, di rispettare gli impegni presi. La  richiesta di informazioni è dettata dal fatto che nei confronti del tavolo tecnico sull’Imu “il Governo – scrivono i presidenti delle due organizzazioni – si assumeva il lodevole impegno di provvedere ad un’eventuale revisione delle aliquote relative ai fabbricati rurali strumentali ed ai terreni agricoli, ad opera di un decreto del Consiglio, da emanarsi entro il 10 dicembre 2012”“A suo tempo – proseguono – abbiamo già provveduto a sollecitare l’emanazione del decreto, ben consapevoli delle difficoltà temporali rappresentate anche dal termine dell’accatastamento dei fabbricati rurali, a oggi iscritti nel catasto terreni, fissato al 30 novembre scorso”. Tuttavia, con la solita velocità e coerenza che contraddistingue chi ci governa, siamo giunti alla metà di febbraio e tutto tace.

     Cia e Confagricoltura verso possibili azioni legali? 

    Insomma,  Confagricoltura e Cia non stanno facendo altro che chiedere il rispetto degli impegni contenuti nel decreto legislativo n.201/2011 istitutivo dell’imposta, che prevede l’introduzione di una “clausola di salvaguardia” per il settore primario; e dopo “aver concesso un congruo periodo di tempo sia alla verifica del gettito Imu dell’anno 2012, sia all’attività di monitoraggio del processo di accatastamento dei fabbricati rurali”, si sono dichiarate pronte non solo ad iniziative di carattere sindacale, ma anche a vere e proprie azioni legali.

     IMU – Senza Sostenibilità Economica non c'è Sostenibilità Ambiantale  

    Nel segno della critica, per quanto attiene le politiche agricole messe in atto dal governo tecnico, possono essere inquadrate anche le recenti dichiarazioni della senatrice Pd Maria Teresa Bertuzzi, e del presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro. La prima ha dichiarato che “senza sostenibilità economica non ci sarà sostenibilità ambientale”, ricavandone la necessità e l’urgenza “di mettere al centro dell’attenzione della politica e del prossimo governo l’impresa agricola e l’imprenditore agricolo”. La Bertuzzi ha poi precisato come il saldo negativo della nostra redditività agricola sia dovuto a cause strutturali (alto costo di trasporti ed energia, peso burocratico e fiscale) sulle quali è necessario intraprendere azioni valide sul lungo periodo; nonché a cause che potremmo definire di malgoverno e sulle quali al contrario, come nel caso dell’Imu agricola, “bisogna agire da domani mattina, poiché contiene una dose di iniquità”.

     "Piove Governo Tecnico!"  

    Il presidente della Commissione Agricoltura del PE, dal canto suo, ha ribadito come “siamo davanti a un errore tecnico, l’Imu è una tassa sul patrimonio, mentre qui si tassano i mezzi di produzione, che errore!” Insomma, ci troviamo di fronte ad un tipico caso di italian tecno-style,  un “errore tecnico” commesso da un “governo di tecnici”! Forse d'ora in poi – e considerando le migliaia di aziende agricole che Monti e l'Agenda Europea" hanno fatto fallire, sarà proprio il caso di dire: "piove, governo tecnico!", in attesa che si rassereni e che finalmente si "apra" questo cielo cupo. Certo la cosa alquanto paradossale è vedere come finora i partiti di maggioranza siano stati tutti solidali nel votare e mandare avanti una porcata simile (qual è l'IMU) ed ora vestano il ruolo di oppositori della politica dei tecnici. Mah!

    Vincenzo Folino  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Mercoledì, Ottobre 3rd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Giorgio Napolitano / Euro / Crescita impossibie / Mariano Rajoy / Paul Krugman /Integrazione politico – economica / Abbandono Euro /  Scandalo Regione Lazio / Francesco Fiorito / Andrea Augello / Sfaldamento Pdl / Commissariamento regione Lazio / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Andrea […]

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    Sabato, Settembre  22st/ 2012 –  di Sergio Basile – Europa / Italia / Goldman Sachs / Mario Monti / Mario Drqaghi / Gianni Letta / Romano Prodi / PD / Elezioni 2013 / GS tifa per Bersani / Pierferdinando Casini / Golpe neoliberista / Beppe Grillo / Movimento 5 Stelle / Vendita e dismissione strategica […]

    Gli Ignoranti del Debito

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    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

    Ecco perché evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso

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    Mercoledì, Settembre 5th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile –  Ue / Italia / crisi eurozona / Mario Monti / Casta parlamentare / MES / Evasione Fiscale / Faccenda notarile / San Tommaso d'Aquino / Sant'Agostino / Morale cattolica / Padri della Chiesa / Debito illegale / Legge iniqua / Abuso di potere / Tasse giuste […]

    Continua l’abbuffata della casta politica italiana: 185 milioni per le regionali 2010 – La riflessione di Bregantini

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    Venerdì, Agosto 31th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Italia / Partiti politici / Corte dei conti / Furto di 185 milioni / Regionali 2010 / Rimborsi / Partiti nazionali / popolo delle libertà / Agazio Loiero / Partito Democratico / Lega Nord / Io amo la Lucania / La Puglia prima di tutto […]

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

    Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

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    Lunedì, Luglio 23th/ 2012 – L'Editoriale, di Vincenzo Folino –  Ue / Eurozona / Agenzie di rating / reazioni della Politica / Commissione europea / Pierluigi Bersani / Mummie / Ibernati / Declassamenti impropri / Bacon / Conoscenza è potere / Silvio Berlusconi  / Morti viventi  Fiction-Italia – Il ritorno dei "Morti Viventi" Trailer ufficiale […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

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    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

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    Martedì, Luglio 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare  […]

    Monti: “Non resterò dopo il 2013″

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    Mercoledì, Luglio 11th/  2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti   Monti : "Non resterò dopo il 2013" Le perle di saggezza del professore […]

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

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    Domenica, Giugno 17th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / Gabbia del Debito […]

     

  • Siria – Oscuri burattinai e Costruttori di Pace: Sottoscrivi l’Appello contro la Guerra e Invialo al Governo Monti

    Siria – Oscuri burattinai e Costruttori di Pace: Sottoscrivi l’Appello contro la Guerra e Invialo al Governo Monti

    Lunedì, Dicembre 3rd/ 2012 

    L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – 

    Siria, Appello per la Pace al Governo Monti –

    Lettera/Appello al Governo Monti contro la Guerra in Siria

    Siria – Oscuri burattinai e Costruttori di Pace:  quello che dobbiamo sapere e fare per la Pace.  Sottoscrivi l'Appello al Governo Monti / Pace in Siria / Movimenti pacifisti / cattolici / Guerra / Morti / Vittime / Patriot / Missili / Potenziale militare / Ribelli Assad / Erdogan / Cameron / Regno unito / Welsey Clark / 11 Settembre / Pentagono  / Usa / Nato / Onu / Vescovi inglesi / Chiesa inglese / Bernard-Henry Levy / Sionismo / Israele / Medioriente / Siria / Oasi / Preghiera nazionale / Giornata speciale di preghiera / Damasco / Sal Giovanni Damasceno / Costruttori di Pace / Media occidentali /Appello per la Pace / Testimonianza di Suor Agnese-Maria della Croce / Lettera al Governo Monti / Caos / Washington / Barack Obama / Cia  / Oscuramento di internet / Web Renesys e Akamai Technologies Inc / Appello per la Pace / Lettera al Governo Monti / Campagna di sensibilizzazione sulla Siria /Web Renesys / Akamai Technologies Inc Web  / Mario Monti / Giulio Terzi / Lettera alla farnesina 

    Siria – Oscuri burattinai e Costruttori di Pace:

    quello che dobbiamo sapere e fare per la Pace

    Sottoscrivi l'Appello al Governo Monti

    Il ruolo del sionismo e le relazioni con la Nato: chi è

    Bernard-Henry Levy?

    Costruttori di Pace: L'iniziativa pro-Siria dei vescovi inglesi

    seguendo i passi del santo siriano, Giovanni Damasceno,

    e la Testimonianza di Madre Agnese-Maria della Croce

    Damasco, Parigi, Londra – Per comprendere ancor meglio ed ancor più a fondo il mostruoso livello di disinformazione sulla "questione siriana" ed al fine di ricostruire le trame che gli oscuri signori della guerra tessono nel silenzio per incastrare Assad e rovesciare il governo siriano, un tassello fondamentale ci viene fornito dal'analisi approfondita di un personaggio chiave:  Bernard-Henri Levy.

     Chi è Barnard-Henry Levy?  

    Si tratta di un nome poco noto tra i tabloid ed i media occidentali, ma conosciuto dagli agenti delle intelligence di mezzo mondo e dalle rispettive diplomazie. Levy è  un sionista francese, architrave negli schemi della Nato in quel paradossale e mistificato fenomeno chiamato "Primavera Araba". Bernard Levy è colui il quale ha guidato i capi militari in Libia e in altri paesi invasi dalla NATO, forte – tra l'altro – di un rapporto ferreo con i leader sionisti in Israele. Non a caso in tempi non sospetti è apparso in una intervista televisiva con Tsibi Lifni  – intervista registrata, badate bene, nel 2010 – quando la Siria era l'oasi di pace del Medioriente che noi tutti conoscevamo, e Assad era universalmente considerato come uno tra i leader più equilibrati ed amati dell'intero Medioriente. In quell'emblematica intervista, Bernard-Henry Levy spiegava la necessità di cambiare la leadership in Siria a beneficio di "Israele". Volontà confermata dallo stesso anche in alcuni messaggi apparsi poi su Facebook, e scritti in portoghese. Allora si comprende – e questo e solo uno dei mille tasselli protesi a dare un'immagine sempre più chiara della situazione –  come l'attacco alla Siria sia il frutto di un complotto orchestrato dal sionismo e dagli Usa all'indomani dell'11 Settembre 2012. Come rivelato tra l'altro in una intervista video pubblicata su youtube e ripubblicata poi dal nostro osservatorio, dall'ex generale e uomo del Pentagono, Welsley Clark

     Siria – Gli sviluppi delle ultime 48 ore 

    Intanto, nelle ultime 48 ore, gli sviluppi di quanto sta accadendo in Medioriente e in Siria, non promettono nulla di buono. Il caos e le dichiarazioni che provengono da Washington e dalle altre capitali, uniti al caos dei "ribelli" sembra far strada all'ipotesi di chi pensa ad una drammatica svolta imminente nella crisi siriana. Tra questi, stando al New York Times, vi sarebbe il presidente americano Barack Obama, che starebbe pensando ad un’azione più decisa per affrettare la caduta del regime di Bashar al Assad. Tra le opzioni prese in considerazione, il rifornimento diretto di armi per alcuni gruppi dell’opposizione siriana e l’invio sul terreno di agenti della Cia per lavorare a fianco dei ribelli.

     Siria – L'Oscuramento di internet – Chi c'è dietro? 

    Inoltre, un mistero denso di possibili minacce regna sull’oscuramento avvenuto in Siria, nelle scorse ore su Internet. Secondo due compagnie americane, Web Renesys e Akamai Technologies Inc:"il governo ha spento Internet in tutto il Paese". Gli Lcc hanno confermato la circostanza, aggiungendo che anche le linee telefoniche fisse e dei cellulari sono fuori uso nella gran parte della regione di Damasco, in quelle di Homs, Daraa, Dayr az Zor e Raqqa. Secondo i Comitati ciò potrebbe significare che "il regime si stia preparando a qualcosa". Mentre il Comando congiunto dei ribelli della regione di Damasco parla esplicitamente di "forte timore che il regime possa far uso di armi chimiche". Ma il ministero dell’Informazione di Damasco nega ogni responsabilità, affermando che sono stati "i terroristi" ad aver "attaccato le linee"…". A che gioco si sta giocando? A prezzo di che?

     La Risposta della Chiesa cattolica inglese 

    Dinnanzi a questo ennesimo atto di barbarie, ed al progressivo intensificarsi del conflitto, il mondo cattolico e laico, votato alla Pace ed alla Giustizia si sta muovendo in tutto il mondo, e con diverse iniziative. Molte delle quali assolutamente taciute da numerosi media italiani ed europei filogovernativi e succubi della stessa Nato e dei suoi supporters. L'ultima in ordine temporale è quella che ha visto protagonisti i vescovi cattolici inglesi. Ricordiamo, in tal senso che il Regno Unito di Cameron, è uno dei Paesi che più sta fomentando la guerra in Siria, appoggiando l'esercito dei cosiddetti ribelli. La Chiesa cattolica inglese, in particolare, si è mobilitata ed ha indetto per martedì prossimo – 4 Dicembre 2012 – una speciale giornata di preghiera e pubblica sensibilizzazione sulla Siria. “Consapevoli della guerra civile in atto in Siria e del suo impatto sulle nazioni confinanti – si legge in una nota – i vescovi di Inghilterra e Galles hanno deciso di indire una giornata di preghiera in segno di solidarietà con le popolazioni della regione”.

     Costruttori di Pace, seguendo l'esempio di San Giovanni Damasceno 

    La scelta del 4 dicembre non è casuale: in quel giorno, infatti, la Chiesa celebra la Festa di San Giovanni Damasceno, dottore della Chiesa, nato per l'appunto a Damasco nel 675 e morto a Gerusalemme nel 749. La sua figura, quindi, scrivono i presuli, rappresenta “il legame della Chiesa antica con le attuali comunità del Medio Oriente cristiano e con la loro vocazione di costruttori di pace”. Di qui, l’auspicio dei vescovi che “la vita di San Giovanni Damasceno possa ispirare cristiani, musulmani ed ebrei a lavorare per la riconciliazione e la giustizia, affinché coloro che sono uniti nel cuore possano perseverare in ciò che è buono e coloro che sono in conflitto possano dimenticare il male ed essere, così, guariti”. 

     La Testimonianza di Madre Agnese Maria della Croce 

    Ma uno dei contributi più importanti alla causa della pace in Siria, è stato finora sicuramente quello dato da Madre Agnese-Maria della Croce (in foto a sinistra), 60 anni, testimone oculare degli orrori della guerra, anzi delle pulizie etniche e degli eccidi gratuiti perpetrati contro migliaia di indifesi cittadini siriani, massacrati  dai cosiddetti "ribelli" (mercenari appoggiati dall'esterno con lo scopo di rovesciare il governo Assad). Una suora – della quale già molto abbiamo scritto nei mesi scorsi – costretta a fuggire dal suo monastero nei pressi di Homs, in Siria, a causa delle sue opinioni espresse sul conflitto in corso; e costretta poi a rifugiarsi in esilio in Libano, dal giugno di quest'anno assieme a Suor Carmela di San Giovanni Battista (in foto a destra).
     
     Ecco cosa avvenne l'11 Marzo 2012- "La mia vita cambiò per sempre!"  
     
    Il giorno in cui avvenne uno dei massacri più cruenti ai danni della comunità cristiana (in data 11 marzo 2012), quando decine di donne e bambini furono letteralmente macellati, i cosiddetti "ribelli" (c.d. "Esercito Siriano di Liberazione") non  consentivano di vedere o filmare i corpi in ospedale a Homs, o le persone a pezzi per le strade. In quel giorno le due suore scesero per le strade e s'inoltrarono coraggiosamente attraverso luoghi molto pericolosi, esposte sia al fuoco che alle minacce delle bande armate anti-Assad."Per farci forza – appremdiamo dalle vive parole delle due suore – parlavamomo del Signore, parlavamo della nostra fede, cantavamo inni, pregavamo. Quello che abbiamo visto e vediamo – testimoniano le coraggiose suore – è in contrasto con la storia dei media in merito a una guerra civile. Non è una guerra civile! Si tratta di terroristi, estremisti, che vengono in Siria uccidendo la nostra gente".  In un solo giorno a Homs, Madre Agnese ha visto 100 persone uccise e mutilate. Ammette piangendo Madre Agnese: "La mia vita è cambiata da questo momento". Ma la sua fede è salda: non l'ha mai persa, perché – dichiara – "non è Dio che sta facendo questo, ma è l'essere umano!". "Avrei preferito morire per una buona ragione – per l'amore e la verità, continua – che per nulla. Nel villaggio in cui sorge il nostro monastero le minacce di morte sono all'ordine del giorno". "Ma Gesù, in Siria, come in Libano dove poi siamo state costrette a rifugiarci, non è solo una parola, viviamo con lui ogni minuto. Viviamo la realtà di Dio". 
     
     La Nostra personale Risposta 
     
    Quanto a noi, edificati da queste straordinarie esperienze, e da anime così belle, non possiamo che unirci idealmente e fattivamente a loro – così come ai vescovi inglesi – e farci noi stessi portatori di altre simili iniziative concrete all'interno delle nostre realtà sociali e parrocchiali. Limitandoci nel nostro piccolo, anche a dire a tutti la verità sulla Siria e su questo barbaro attacco mascherato da guera civile – o peggio ancora, da "lotta dell'Occidente (Nato e Usa) per l'esportazione della Democrazia" – o fesserie del genere, che ogni giorno sentiamo a raffica nei nostri TG di Regime. Ma non possiamo fermarci a guardare, dobbiamo premere anche sui media e sull'opinione pubblica, svegliandola da questo assurdo torpore di coscienza nella quale sembra essersi irrimediabilmente (?) persa.
     
     Non subiamo passivamente la storia…. Scriviamola! 
     
    Non subiamo passivamente la storia, cari lettori! Scriviamola! Anche per questo, così come stanno facendo centinaia e centinaia di Italiani di Buona Volontà, vi chiediamo di sottoscrivere l'appello che segue, all'indirizzo del Governo Monti, inviando e firmando una semplice mail agli indirizzi sottoindicati. Ciò al fine di chiedere ufficialmente al nostro governo, di desistere dal fomentare un'ulteriore intensificazione di un conflitto che grida vendetta agli occhi di Dio, di non appoggiare più la Nato e gli alleati (gli Usa in testa) in questa follia. Vi chiediamo, dunque, di aderire in maniera convinta e decisa al nostro appello, ed a quello di dozzine e dozzine di associazioni laiche e cattoliche italiane – già attivatesi in merito – che odiano la guerra e credono nella Pace. Diffondetelo più che potete presso le vostre parrocchie, associazioni, uffici e luoghi di lavoro. Diffondetelo attraverso il web. Fatelo in maniera convinta e celere, senza perdere tempo, come dovere cristiano e/o morale, e prima che il pacifico popolo siriano possa essere sppazzato definitivamente dalla faccia della Terra. L'indifferenza uccide quanto, se non più, delle bombe!  "Beati gli Operatori di Pace, perchè saranno chiamati Figli di Dio!" (Matteo 5,9). 
     

    Sergio Basile

    ___________________________________________________________________________

      Aderisci all'Appello per la Pace in Siria e nel Medioriente , scrivi al Governo 

    Indirizzi mail a cui mandare la lettera via internet

    gabinetto.ministro@cert.esteri.itgabinetto@esteri.itggap7@esteri.it

    dgap8@esteri.itgiulio.terzi@esteri.itgiandomenico.milano@esteri.it

    comm03a@senato.itcentromessaggi@governo.it

    O in alternativa, Indirizzi fisici cui spedire la lettera

    C0 / Ministero Affari Esteri – Piazzale della Farnesina,1  – 00135 Roma 

    Co / Presidenza del Consiglio dei Ministri – Palazzo Chigi – Piazza Colonna,

            370 – 00183 Roma

    __________________________________________________

    _________________________ 

    Lettera di Appello per La Pace in Siria

    Al Governo Monti, da parte delle associazioni pacifiste,

    cattoliche e laiche e di tutti gli uomini di Buona Volontà

    Per Dire No alla Fornitura di Armi alla Coalizione Nazionale

    Siriana e Si al Dialogo, accogliendo l’invito di

    Papa Benedetto XVI, a “lavorare per la Pace” 

     

    Mittente

    _____________________________

    _____________________________

                                                              Alla C.A.

                                                  Ministro Giulio Terzi

                                                  Presidente del Consiglio, Prof. Mario Monti

                                                           

                                                              Co/ Ministero Affari Esteri

                                                              Piazzale della Farnesina,1 

                                                               00135 Roma 

                                                                        

                                                               Co/Presidenza del Consiglio dei Ministri

                                                               Palazzo Chigi

                                                               Piazza Colonna, 370

                                                               00183 Roma

    Oggetto:

    No alla fornitura di armi

    alla Coalizione Nazionale Siriana, 

    SI al dialogo e al negoziato

    Il Governo Italiano smetta di fomentare

    la guerra in Siria!

     

    On. Presidente del Consiglio,

    On. Ministro degli esteri,

    La Coalizione Nazionale Siriana – che unisce gruppi di opposizione all’attuale governo della Siria – si è costituita domenica 11 novembre  con la firma di un accordo contenente alcuni punti fondamentali. 

    Tra questi c’è l’ impegno dei sottoscrittori a non dialogare e a non aprire alcun negoziato con lo stato siriano e con il suo leader,   Bashar al Assad. E’ evidente quindi il proposito di combattere con le armi l’esercito governativo ad oltranza, fino alla sconfitta di quest’ ultimo.

    Per questo motivo riteniamo che:

    –  1) Fornire armi a questa Coalizione equivalga a contribuire ad una guerra che potrà essere lunga, sanguinosa e distruttiva per quel Paese;

    – 2) Definire difensive queste armi sarebbe un’ipocrisia scoperta: questo conflitto ha come scopo dichiarato la sconfitta dell’ esercito siriano ed é quindi una guerra  offensiva;

    –  3) Istituire alcune no fly zone in territori cosiddetti liberati sarebbe inoltre solo un pretesto per aiutare le attività in funzione offensiva del cosiddetto “Esercito Libero Siriano” che non sembra avere le forze, senza aiuto di paesi stranieri, per sconfiggere militarmente lo stato siriano.

    Esprimiamo quindi la nostra totale contrarietà all’adesione del governo italiano a scelte che contengano i propositi illustrati precedentemente. Ricordiamo che sulla fornitura di armi in Siria c'è un embargo dell'Unione Europea e che la decisione di mantenerlo o abolirlo spetta al Consiglio dei Ministri degli Esteri dell'Unione Europea. Francia e Gran Bretagna hanno già dichiarato che chiederanno di togliere l'embargo. Pertanto

                                        Chiediamo

    invece l’impegno dell’Italia – anche presso l’Ue e presso le rappresentanze ufficiali degli altri Paesi membri e della Nato – seguendo l’esempio di uomini di Pace come Giorgio La Pira e Giovanni Paolo II, per l’apertura immediata di un negoziato senza precondizioni tra le parti coinvolte in questo sanguinoso conflitto, allo scopo di trovare una soluzione politica e pacifica all’attuale crisi e favorire ogni sforzo di riconciliazione. Nella speranza che le S.V. Vogliano ascoltare l’accorato appello di milioni di cittadini Italiani, e non solo, attendiamo fiduciosi, e Porgiamo i Sensi della Nostra più Alta Considerazione verso Coloro i quali si facciano veri portatori di Pace         

     

    Luogo e Data ­­____________________________

     

    Firma/Firme

    _____________________________________ 

     

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      Leggi Articoli in allegato – Approfondimenti                                           

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    16 agosto 2012No CommentRead More#

     

    Reportage Siria – La vile e menzognera guerra per il Gas

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    Venerdì, Agosto 3rd/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile –   Ue / Esteri / Siria / Guerra / Strategia del terrore / Assad / Obama / Putin / Georgieva / Consiglio di Sicurezza dell'Onu / Disastro umanitario / Dittatura dell'Occidente / Mistificazioni mediatiche / Propaganda Occidentale / Occupazione forzata / Morte / Nuovo Ordine […]

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    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

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  • La Turchia tenta di provocare una Guerra contro la Siria

    La Turchia tenta di provocare una Guerra contro la Siria

    Venerdì, Ottobre 5th/ 2012

    – di Tony Cartalucci – 

    Esteri / Europa / Siria / Guerra / Turchia / Stati Uniti d'AMerica / Esercito siriano / Nato / Al Qaeda / CIA / Media / Pace / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali /  Distruzione / Crimini / Manipolazione mediatica / Ribelli / Armi / Controllo del territorio / Jihadisti / Terrorismo / MEK / Diritto alla vita / Profughi / Turchia / Guerra / Erdogan / Ankara / Aleppo / Damasco / Ammissioni del New York Times / Brookings Institution / Diritti Umani / Nato / Russia / Cina 

    La Turchia tenta di provocare una

    Guerra contro la Siria 

    La Turchia spara sulla Siria dopo che degli

    sconosciuti hanno attaccato una città di

    confine turca 

     

     

     

     

     

    Ankara, Damasco, Aleppo – Dopo aver ospitato terroristi stranieri e sostenuto le loro operazioni lungo tutto il confine siriano-turco per oltre un anno, la Turchia, membro della NATO, ha sostenuto di aver risposto militarmente contro “obiettivi” in Siria, per un presunto attacco al territorio turco che essa attribuisce al governo siriano. Nonostante le organizzazioni terroristiche pesantemente armate che operano in gran numero su entrambi i lati del confine turco, con l’esplicita approvazione e il supporto logistico della Turchia, il governo di Ankara sembra aver escluso la possibilità che queste forze terroristiche, non l’esercito siriano, siano responsabili dell’attacco con dei colpi di mortaio, che i militanti armati sono noti usare ampiamenteIl New York Times, nel suo articolo intitolato L’artiglieria della Turchia spara su obiettivi siriani in rappresaglia per la morte di civili”, ammette che: “Non si sa se i proiettili di mortaio siano stati sparati dalle forze governative siriane o dai ribelli che combattono per rovesciare il governo del presidente Bashar al-Assad. La risposta turca sembrava dare per scontato che il governo siriano ne sia responsabile”. L’immediato atto ingiustificato di aggressione militare della Turchia, insieme all’istintiva condanna degli Stati Uniti, ha tutte le caratteristiche di un evento orchestrato, o per lo meno, di un tentativo di cogliere opportunisticamente un caso isolato per far avanzare in modo infido l’agenda geopolitica collettiva dell’Occidente. La Siria non ha evidentemente alcun interesse a minacciare la sicurezza della Turchia, né alcun motivo di attaccare il territorio turco, cosa che fonirebbe sicuramente la scusa che si cerca per poter intervenire direttamente a fianco dei fallimentari terroristi fantocci della NATO.

     Il Pretesto della Turchia per la guerra alla Siria 

    E’ stato precedentemente riportato che la Turchia è stata designata dalla NATO e, più specificamente, da Wall Street e Londra, a guidare gli sforzi per ritagliare “zone franche” nel nord della Siria, e di farlo tramite una falsa forza“umanitaria” o un falso pretesto per la “sicurezza”. Ciò è stato confermato dal Brookings Institution, un think-tank sulla politica estera degli Stati Uniti, finanziato daFortune-500, che ha stilato i progetti per il cambiamento di regime in Libia così come in Siria e Iran. Nella sua relazione Valutazione delle opzioni di un cambio di regime si afferma: “Un’alternativa agli sforzi diplomatici su come concentrarsi per porre fine alle violenze e avere accesso umanitario,come si sta facendo sotto la guida di Annan. Ciò potrebbe portare alla creazione di zone franche e corridoi umanitari che dovrebbero essere sostenuti da un limitato potere militare. Ciò, naturalmente, non raggiunge gli obiettivi degli Stati Uniti per la Siria, in cui Assad potrebbe conservare il potere. Da questo punto di partenza, però, è possibile che una vasta coalizione con un mandato internazionale possa aggiungere ulteriori azioni coercitive ai suoi sforzi“. Pagina 4, ‘Valutazione delle opzioni per il cambiamento di regime’, Brookings Institution. Il Brookings continua descrivendo come la Turchia potrebbe allineare grandi quantità di armi e truppe lungo il confine, in coordinamento con gli sforzi israeliani nel sud della Siria, che potrebbe contribuire a un violento cambiamento del regime vigente in Siria: “Inoltre, i servizi di intelligence d’Israele hanno una forte conoscenza della Siria, così come delle attività nel regime siriano, che potrebbero essere utilizzate per sovvertire la base di potere del regime e avviare la rimozione di Assad. Israele potrebbe inviare truppe su o vicino le alture del Golan e, in tal modo, potrebbe distogliere le forze del regime dal reprimere l’opposizione. Questa posizione può evocare la paura nel regime di Assad di una guerra su vari fronti, in particolare se la Turchia è disposta a fare lo stesso sul suo confine, e se l’opposizione siriana è alimentata continuamente con armi e addestramento. Una tale mobilitazione potrebbe, forse, convincere la leadership militare della Siria a cacciare Assad al fine di preservare se stessa. I sostenitori argomentano che questa pressione supplementare potrebbe far pendere la bilancia contro Assad in Siria, se altre forze vi si allineano correttamente”.Pagina 6, ‘Valutazione delle opzioni per il cambiamento di regime’, Brookings Institution.

     Aleppo e il ruolo dei Turchi 

    I leader turchi hanno chiaramente passato molto tempo a fabbricare scuse varie per soddisfare le richieste di Washington, fabbricando o approfittando delle violenze che la stessa Turchia promuove lungo il confine con la Siria. La relazione menzionerebbe anche il ruolo della Turchia nel contribuire a minare, sovvertire e staccare l’antica città settentrionale di Aleppo“Poiché la creazione di un’opposizione nazionale unificata è un progetto a lungo termine che non avrà probabilmente mai pieno successo, il gruppo di contatto, pur non abbandonando questo sforzo, può chiedere obiettivi più realistici. Ad esempio, potrebbe concentrare il massimo sforzo per l’attesa frattura tra Assad e, diciamo, l’elite di Aleppo, la capitale commerciale e città in cui la Turchia ha il maggior effetto leva. Se Aleppo dovesse cadere in mao all’opposizione, l’effetto demoralizzante sul regime sarebbe notevole. Se questa opzione fallisce, gli Stati Uniti potrebbero semplicemente accettare una pessima situazione in Siria o intensificare una delle seguenti opzioni militari”. Pagina 6, ‘Valutazione delle opzioni per il cambiamento di regime’, Brookings Institution.

     La nota del Brookings Institution e i "Diritti Umani" 

    Le opzioni militari comprendono tutto ciò che serve a perpetuare le violenze, secondo la Brookings, “facendolo sanguinare, si mantene un avversario regionale debole, evitando i costi dell’intervento diretto“, dalla “no-fly zone” in stile ad libico a una vera invasione militare. E’ chiaro, leggendo la nota della Brookings, che la cospirazione ha avuto inizio fin dalla sua redazione; con varie opzioni militari in fase di preparazione e vari cospiratori che si posizionano per eseguirle. Per la Brookings Institution le “zone franche” e i “corridoi umanitari” sono destinati ad essere creati dal membro della NATO, la Turchia, che per mesi ha minacciato di invadere parzialmente la Siria, al fine di raggiungere questo obiettivo. E mentre la Turchia sostiene che tutto ciò si basa su “questioni umanitarie”, esaminando la situazione abissale dei diritti umani in Turchia, oltre alle proprie attuali campagne di genocidio contro il popolo curdo, sia all’interno che all’esterno delle sue frontiere, è chiaro che sta semplicemente adempiendo agli ordini dettati dai suoi padroni occidentali di Wall Street e della City di Londra.

     Le implicite ammissioni del New York Times 

    Questo ultimo scambio a fuoco tra la Turchia e la Siria non è il primo. La Turchia ha fabbricato storie su pretesi ‘attacchi’ delle truppe siriane oltre il confine turco-siriano. The New York Times ha pubblicato queste accuse in grassetto, prima di ammettere, in fondo pagina, che “non è chiaro che tipo di armi hanno causato danni, domenica, a circa sei miglia all’interno del territorio turco“, e che “ci sono resoconti contrastanti circa l’incidente“. Come lo sono tutte le accuse fatte dalla NATO, dall’ONU e dai singoli Stati membri per giustificare l’ingerenza negli affari della Siria, questi resoconti comprendo le voci sparse dagli stessi ribelliE’ chiaro che la Turchia, la NATO e le Nazioni Unite tentano continuamente di inventarsi un pretesto per la creazione di “zone franche” e “corridoi umanitari” destinati ad aggirare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha visto i tentativi di via libero all’intervento militare bloccati dal veto multiplo posto da Russia e Cina. Che le Nazioni Unite non siano riuscite del tutto a condannare le provocazioni combinate e l’ingerenza negli affari della Siria, illustra il fallimento assoluto della sovranazionalità, per non parlare della governance globale.

    Articolo di Tony Cartalucci – Land Destroyer Report

    ( Traduzione di Alessandro Lattanzio )

    in collaborazione con www.silviacattori.net e www.quieuropa.it

    di Silvia Cattori e Sergio Basile

     

    Testo originale in inglese 
    http://landdestroyer.blogspot.ch/2012/10/turkey-attempts-to-trigger-war-vs-syria.html

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    gravissima complicità dei parlamenti

    occidentali

    Londra, Washington, Damasco – Nella capitale siriana si continua a morire, giorno dopo giorno. Circa 1000 morti, solo negli ultimi 5 giorni. E' un genocidio di proporzioni apocalittiche, ma in fondo sembra il funesto epilogo di un libro già letto; o meglio, i drammatici minuti finali di un film già visto e rivisto: uno di quei gialli noir di mediocre fattura, dove – malgrado i tentativi del regista di nascondere il nome dell'assassino e di creare suspance – i giochi sembrano fin troppo chiari, nonosante la costruzione di fantasiosi alibi. Non ci sorprende più di tanto, dunque, l'ultima dichiarazione del ministro degli Esteri britannico, William Hague, secondo il quale Londra si sta apprestando a donare altri 5 miliardi di sterline (6,3 milioni di euro) ai ribelli dell’Esercito siriano libero (Els) nella guerra contro il regime di Assad.  

     Lo scomodissimo "Memorandum" del Pentagono 

    Al levarsi di questi pungenti venti d'oltremanica – malgrado l'afa estiva che ancora attanaglia l'Italia – bussano alle porte della nostra memoria – chiare e forti – le parole pronunziate qualche anno orsono dell'ex-generale della Nato Wesley Clark, che dopo l'attentato alle Twin Towers di New York, una decina di giorni dopo dell'11 Settembre, dichiarò di essere venuto a conoscenza – presso il Pentagono – dell'esistenza di un memorandum nel quale era stata ben delineata la strategia egemonica degli Usa, in Medioriente ed in Africa. Clark dichiarò davanti alle telecamere come in realtà esistesse un piano segreto degli Usa, targato Rumsfeld-Bush, proteso a far fuori 7 nazioni in 5 anni.  E precisamente Iraq, Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e Iran. Roba da far accapponbare la pelle e da rimettere in discussione la stessa posizione dell'Italia dinnanzi agli Usa ed agli altri alleati della NATO. Ma al nostro Parlamento la guerra. e le sorti di milioni di uomini innocenti, pare non interessare più di tanto!

     Iraq: una farsa annunciata 

    Di lì a poco, come noto, gli Usa del guerrafondaio George W. Bush ed il Regno Unito di Tony Blair, avrebbero dato inizio alla celeberrima e sanguinaria guerra preventiva contro il regime di Saddam Hussein, col pretesto della detenzione da parte di quest'ultimo, della  famose armi di distruzione di massa. Alibi rivelatosi poi falso come i soldi del monopoli, e pretestuoso come l'episodio della celebre favola nella quale il lupo, travestito da innocente creatura, finisce per divorare la nonna. D'altra parte ogni guerra per essere tale ha bisogno, da parte del potere, di trovare una sua giustificazione. Un pretesto più o meno accettabile per avere la sua  legittimazione,  e ciò indipendentemente dalle ragioni o dalla morale.

      La testimonianza di Scott Ritter  

    Scott Ritter, ufficiale statunitense, eroe dei marines che partecipò per sette anni alla missione di disarmo in Medioriente, in qualità di ispettore Onu, nel libro-intervista" Guerra all'Iraq" all'indomani della destituzione e uccisione di Saddam Hussein, raccontò molto bene la menzogna usata a giustificazione di una sporca guerra, in un vero e proprio "controdossier": una verità che andrebbe urlata nei parlamenti occidentali. Una denuncia così destabilizzante e fastidiosa da meritare, allora, la risposta stizzita del segretario di stato Usa Colin Powell La domanda che Ritter si pose è semplice e dovrebbe farci riflettere tutti: com'è possibile iniziare una guerra contro un paese sovrano? Semplice! Conclude l'ex-ispettore ONU: "I diplomatici dicono bugie ai giornalisti e poi, una volta che le vedono pubblicate, ci credono". Negli Usa, all'indomani del crollo delle  Torri Gemelle, i cattivi furono additati fin da subito in Al Qaeda e Bin Laden: lo stesso Osama bin Laden e gli stessi talebani  che fino an qualche tempo prima risultavano essere nel libro paga della Cia, quando l'intelligence americana organizzava la resistenza islamica  all'occupazione militare sovietica dell'Afghanistan.  E' davvero sconcertante vedere come appena un mese prima dell'11 settembre, tutti – buoni e cattivi – fossero  appassionatamente insieme nella progettazione e realizzazione del nuovo oleodotto del consorzio angloamericano Unocal: poi – curiosamente – realizzato a fine guerra da Hamid Karzai, neopresidente afghano, ex consulente dell'Unocal e – si presume – agente Cia.

      Canaglie o amici?  

    D'altra parte non va scordato come negli anni Ottanta, ad armare il braccio di Saddam (anche con armi chimiche) fu lo stesso Presidente Usa Ronald Reagan: convinto sostenitore del suo regime nella guerra contro l'Iran. Non va infatti scordato come dall'inizio degli anni Ottanta l'Iraq venne cancellato dalla lista nera dei paesi canaglia –  come sarebbero poi stati definiti da George W. Bush – perchè utile agli Usa nel contrastare l'influenza sovietica nella regione mediorientale. Una guerra, quella tra Iran ed Iraq, sporca e che costò due milioni di morti: come raccontato dallo stesso New York Times nel 2002. Gli Stati uniti, dunque, sapevano che Saddam Hussein usava armi chimiche contro l'Iran, ma continuavano a fornirgli armi e assistenza. Evidentemente la ricetta Usa della "democrazia" ad orologeria doveva ancora scattare! Ma, a questo punto, si può ancora supportare la bufala mediatica dell'esportazione della "Democrazia" in Medioriente? Furono poi sempre gli Usa, nel 1984, a sorvolare sui massacri perpetrati da Saddam e ad opporsi alla destituzione dello stesso regime iracheno. Per non parlare dell'ipocrisia usata in Afghanistan – dove negli ultimi anni (dopo l'arrivo degli alleati e dei marines Usa) la produzione e lo spaccio di oppio sono aumentati del 400%; o in Libia ai danni di Gheddafi. Fino a qualche settimana prima della destituzione dell'eccentrico leader libico, lo stesso -come ben noto – fu "usato" dai "leader dei paesi amici", alleati Nato, per concludere contratti miliardari, e considerato uno dei più grandi partner dei leader europei: di destra e di sinistra, Berlusconi in testa. 

      La morte della Democrazia in Occidente  

    Ma la cosa più sconcertante è che, malgrado le guerre in Medioriente – come visto e dimostrato – siano state portate avanti con strategici inganni e criteri puramente utilitaristici e tornacontistici per l'accaparramento delle risorse energetiche (petrolio e gas) i parlamenti occidentali, come quelli succedutisi negli ultimi decenni in Italia, abbiano continuato e continuino a sostenere gli Usa in queste barbare azioni, gettando tra l'altro in spese militari oltre al 40% delle proprie risorse finanziarie in bilancio. Non ci sarebbero modi più umani e utili per giustificare – in tempi di crisi e non – i gettiti fiscali provenienti dalle accise sul carburante e da forme barbare di tassazione? Le tasse, in democrazia – nella "versione ufficiale propinataci" – non dovevano servire a creare servizi ed investimenti utili ai cittadini? E' chiaro! Oggi non più! O meglio: oggi – a quanto pare – non viviamo più in un regime democratico! E specie dopo l'approvazione del "Fiscal Compact" (il nuovo ingannevole patto di bilancio europeo) che ha finito per snaturare il ruolo stesso dello stato, inibendo e boicottando il "deficit spending" e la possibilità dello stato stesso di creare ricchezza dal moltiplicatore economico. Oggi, dunque, le sostanze degli Italiani – a quanto pare – servono per un buon 60-70% a sostenere discutibilissimi azioni militari (magari travestite da missioni di pace) sotto la regia degli Usa; pagare interessi passivi miliardari a banche speculative come Goldman Sachs (grazie alla complicità ed al potere dato alle plurindagate agenzie di rating) e ad alimentare illusori fondi di salvataggio europei come il MES e l'EFSF.

     Medioriente: Obama e Cameron come Bush e Blair?  

    E intanto, giorno dopo giorno, in Siria si continua a morire sotto gli occhi di Nato e Onu. In poco più di un anno un paese notoriamente ospitale e proteso all'integrazione tra popoli e culture come la Siria (probabilmente il più ospitale e rispettoso di usi, culture e credenze religiose dell'intera area mediorientale) come sostenuto da centinaia di testimonianze rese da abitanti siriani (e da suore e missionari da anni impegnati a diffondere il Vangelo nella regione) si è d'un colpo trasformato – per tutti i media ed i "governi democratici" occidentali – in un sanguinario regime da rovesciare ad ogni costo. Ciò mentre Obama e Cameron non disdegnano di supportare e sostenere i cosiddetti "ribelli" dell'ELS (Esercito Libero Siriano) che secondo molti testimoni scampati agli eccidi, non sarebbero altro che mercenari provenienti dal confine con la Turchia, mentre non mancano – per stessa ammissione del ministro degli Esteri britannico, William Hague – "notizie di atrocità commesse dalle stesse forze di opposizione”.

      Siria: un macabro teatro dell'assurdo  

    Per giustificare l’invio di aiuti milionari a chi si è macchiato di tali “atrocità”, Hague si è però affrettato a ribadire come in effetti i telefoni satellitari e le radio  fornite da Londra “possono essere utilizzate per avvertire i civili degli imminenti assalti del regime”. Pertanto, se due più due fa quattro, anche gli stessi giobbotti antiproiettile inviati ai "ribelli", invece di essere indossati da miliziani e mercenari, serviranno – evidentemente – come “dispositivi di protezione per i civili”, o per la formazione e l'assistenza a fantomatici  gruppi siriani per i “diritti umani”. Del resto, a inviare le armi ai ribelli ci pensano già da tempo gli agenti della Cia che operano al confine con la Turchia. Come riportato a giugno dal solito New York Times. Nel frattempo – è la stessa intelligence israeliana a rivelarlo – giungono ad ingrossare le fila dell'ELS, contro assad, migliaia di combattenti provenienti da Iraq, Giordania, Yemen e Arabia Saudita. Ma la strategica azione di Obama e degli Usa, non si limita a questri aiutini! Infatti, mentre Londra annuncia l’invio di altri 5 milioni di sterline di aiuti ai ribelli, gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni economiche contro Damasco e i sostenitori del governo siriano. Quando il Parlamento italiano si deciderà a porre fine a questo macabro teatro dell'assurdo?

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