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  • BCE – Passata la Tempesta, odo Draghi far Festa!

    BCE – Passata la Tempesta, odo Draghi far Festa!

    Giovedì, Giugno 6th/ 2013

    – di Giovanni Antonio Fois  e Sergio Basile 

    Veneto, Bce, Benetton, Diadora, Lotto, Crisi internazionale, Lavoro, Proletariato, Oscurantismo mediatico, Francoforte, Treviso, Dolomite, Geox, Nordica, Cina,Banca Centrale Europea, Mario Draghi, Salvataggio banche, Die Zeit, Esm, Streee Test, MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, Fondo Ammazza Stati Permanente, Sistema Target2, Pay TV, Progetto Monarch 

    BCE – Dalle proteste al Piano Radicale

    per ingrassare le Banche Sovrane e

    terzomondializzare gli Italiani

    In Autunno quasi certe ricapitalizzazioni dirette attraverso

    il MES: il regime si organizza e serra la stretta

    Proteste Eurotower: cosa è rimasto? L'Esperienza degli

    imprenditori veneti e l'ultima beffa di Mario Draghi

     

    di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile
     
    Mario Draghi - BCE - MES
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     Le Ultime dall'Eurotower, passata la tempesta odo Draghi far…               
     

    Francoforte – Nelle ultime ore è trapelata la notizia (ANSA) secondo la quale la Banca Centrale Europea (BCE) starebbe lavorando a pieno ritmo ad un piano di  "risanamento radicale delle banche dell'Eurozona". La notizia è stata ripresa – a titolo di anticipazione – anche dal settimanale tedesco Die Zeit, secondo cui ''dall'autunno i banchieri centrali con le autorità di controllo esamineranno i bilanci di circa 140 banche con l'aiuto di stress test. Gli istituti che non riuscissero da soli a ricapitalizzarsi – secondo tale "piano" – dovrebbero essere aiutati dagli Stati membri con un possibile coinvolgimento del Fondo Esm (o MES) se non fossero in grado risanarle". Insomma si profila all'orizzonte l'ennesima presa per i fondelli, e proprio a pochi giorni dalla plateale e corposa protesta dei cittadini europei contro il sistema truffa Ue-BCE: protesta andata in scena proprio a Francoforte, sotto l'Eurotower. Un sistema, quello bancario, che come detto più volte costringe soprattutto gli Europei del Sud alla fame da anni. Ciò mediante meccanismi studiati ad hoc e ben occultati dai media, come il Sistema Target2 e lo stesso euro: moneta unica disastrosa, diabolica e funzionale (complementare) al primo (vedi articolo in allegato per approfondimenti).

    Mario Draghi - EBC Protest

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Connazionali veneti alla riscossa                                                                           

    Il mondo mediatico, come al solito, tace al riguardo. Così, sebbene i nostri connazionali veneti, in concerto con altre centinaia di migliaia di persone hanno manifestato pacificamente (ma con fervore) contro il governo centrale, gli organi d'informazione di bandiera hanno – come noto – lasciato la cittadinanza italiana all'oscuro, onde evitare tragici risvolti.  Stesso copione, come visto, per la rivoluzione che da giorni sta infuriando in Turchia contro il governo filo-europeista e filo-NAto di Erdogan (vedi aticoli in allegato). Eppure è proprio a questo che si sta andando incontro. I lunghi periodi d'austerity che hanno ridotto sul lastrico gli imprenditori e gli operai di tutte le nazioni europee sono i primi colpevoli del nervosismo e della disperazione, ormai dilaganti. Una folta delegazione di contribuenti del nord est italiano è partita alla volta di Francoforte, letteralmente indiavolata. Questi imprenditori e padri di famiglia onesti, tra i protagonisti assoluti del miracolo economico della regione veneta e dell'Italia intera negli anni '70 e '80 del ventunesimo secolo, hanno assistito alla progressiva chiusura di importanti aziende nei propri settori, costretti quindi a perdere posto di lavoro e salario. Ricordiamo ai lettori che in questa parte del nostro territorio sono spuntate come funghi imprese capaci di lanciarsi sui mercati mondiali, garantendosi introiti da capogiro e salvaguardando per anni lo stipendio dei lavoratori impiegati. Non dimentichaimoci che queste città hanno avuto per decenni le leadership di interi capitali industriali, venendo indicati dagli economisti mondiali come geni assoluti ed inarrivabili del mercato economico.

     Il Modello Montebelluna                                                                                         

    Basti pensare a comuni quali Montebelluna, nel trevigiano: per diverso tempo la terza città più ricca d'Europa, forte di imprese quali Diadora, Lotto, Dolomite e Nordica, protagoniste dell'abbigliamento sportivo e delle calzature da moto, acquistate, per l'appunto, in tutto il pianeta. Queste stesse persone, veri proletari italiani, hanno contribuito cospicuamente alla crescita di questo Paese, a forza di sudore e di sacrifici. Oggi le imprese trevigiane hanno spostato le produzioni nei paesi in via di sviluppo, dove la manodopera, come ben sappiamo, viene a costare cifre irrisorie. D'altra parte lo stato ha imposto ciò! Il prezzo era il fallimento! Così la Geox, nonostante continui a sbandierare al mondo l'etichetta Made in Italy, produce quasi la totalità delle proprie scarpe nel profondo Sud della Cina. La Benetton, fondata a Treviso nel 1965, si è avvalsa per anni delle prestazioni lavorative di migliaia di massaie venete, impiegate nella cucitura dei tessuti ma oggi ha optato anch'essa per la delocalizzazione. Gran parte della produzione si trova all'estero e migliaia di lavoratori veneti sono ridotti sul lastrico.

    Mario Draghi - BCE - MES

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     BCE-MES – Dopo il Danno la Beffa. E proprio dall'Italiano Draghi          

    Il tutto ovviamente è avvenuto nell'indifferenza più totale dell'Europa dei poteri occulti e dei camerieri obbedienti di Roma. Non importa quanti sacrifici abbiano fatto in passato, quante le ore di straordinario, quanto sudore e sangue abbiano lasciato sui propri passi. I proletari italiani si ritrovano con un pugno di mosche e il Veneto ne rappresenta il primo emblema. Eppure, nonostante le proteste, le manifestazioni, i lunghi viaggi fino a Francoforte, l'azione di queste persone viene oscurata dai principali organi d'informazione e le loro parole rimangono inascoltate. E – come se ciò non bastasse – dopo il danno la beffa finale: a pochi giorni dalla veemente protesta dinnanzi alla BCE, la notizia fresca fresca sulla ricapitalizzazione diretta delle "povere banche" mediante il MES. Il dittatoriale ed anti-costituzionale MES (vedi articolo in allegato). Questo è davvero l'ennesimo affronto. L'ennesimo schiaffo questa volta da non accettare facendo buon viso a cattivo gioco, come negli ultimi 20/30 anni i media di regime italioti ci hanno abituato a fare con un continuo e sistematico "Progetto Monarch", avallato e pilotato da questa TV spazzatura a trazione "sionista" e "liberal-stalinista". Una TV che ha annienato la nostra coscienza critica. La notizia sulle nuove strategie del caro Mario Draghi e dei colleghi della privata BCE – ci scommettiamo – domani nemmeno apparirà sui tabloid di regime, che qualora ne dovessero parlare, lo faranno con enfasi estrema, come accaduto con la storia ridicola ed ingannevole dell'abbassamento dei tassi d'interesse (vedi articolo in allegato – La Bufala: Taglio Tassi BCE e MES). Ci domandiamo allora – con una vena di sarcasmo – quali siano gli avvenimenti considerabili notiziabili e per quanto tempo ancora gli stessi telegiornali nazionali continueranno a far valere il loro oscurantismo. Perchè non anticipare le loro mosse è non disdire i nostri abbonamenti di Pay-TV e abbonamenti satellitari in massa? Sarebbe un piccolo-grande sgarro ai nostri aguzzini! Almeno in attesa di intraprendere le strategie giuste per riconquistare la nostra sovranità monetaria e finanziaria. I miracoli esistono! Basta crederci!

    Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Siria – Il Consiglio Diritti Umani ONU Fomenta Ancora Guerre e Ingerenze – Un gruppo di Stati Lotta per la Pace

    Siria – Il Consiglio Diritti Umani ONU Fomenta Ancora Guerre e Ingerenze – Un gruppo di Stati Lotta per la Pace

    Sabato,  Aprile 6th/ 2013 

    – di Marinella Correggia 

    ONU, New York, Ginevra, Consiglio dei Diritti Umani ONU, Geopolitica, Francia, Regno Unito, Cameron, Hollande, Francia, Siria, Bani Walid, Libia, Damasco, Primavera Araba, Democratizzazione del Medioriente, Nuovo Ordine Mondiale, Embarghi economici, Manuel Barroso, Commissione europea, Guerra in Siria, Decimo anniversario della Guerra in Iraq, Iraq, Qatar, Turchia, Venezuela, Ecuador, Cina, Russia, Carla del Ponte, Palazzo di Vetro, India, Filippine, Pakistan, Iran, Angola, Usa, Assad, Deferimento alla Corte Penale Internazionale del governo siriano, Nuovo Ordine Mondiale, Imperialismo Usa-Nato, Sibialiria, Marinella Correggia 

     

    Siria – Il Consiglio Diritti Umani ONU Fomenta

    Guerre e Ingerenze Malgrado gli sforzi di

    Venezuela, Cuba e Pochissimi Altri 

    Turchia, Francia, Qatar e "Nuova Libia" tra i principali

    sostenitori dell'imperialismo Nato contro la Pace 

    Due gli Obiettivi della Risoluzione ONU approvata:

    1) Giustificare un diretto appoggio bellico agli

    oppositori, contro il Governo Siriano;

    2) Deferire Assad alla Corte Penale Internazionale

     

    di Marinella Correggia

    L'Onu Fomenta la Guerra in Siria - Rapporto COI Contraddittorio

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'ONU fomenta ancora Guerre e Ingerenze in Siria 

    Ginevra, Damasco, New York – Intervenendo giorni fa alla sessione del Consiglio Onu per i diritti umani (Unhrc) con sede a Ginevra, l’organizzazione internazionale North South XXI ha indirizzato parole dure ai paesi membri del Consiglio, che sono quarantasette (47), a turno. Parole adatte alla commemorazione del decimo anniversario della guerra all’Iraq ma anche al tentativo in corso da parte delle potenze Nato e dei loro alleati arabi di fomentare la guerra in Siria: “Questo Consiglio non ha intrapreso azioni adeguate rispetto all’uso illegale della forza contro i popoli dell’Afghanistan e dell’Iraq (…) Stiamo commemorando l’anniversario dell’assassinio di un milione e mezzo di iracheni – secondo quanto pubblicato da The Lancet – ma il Consiglio non ha fatto nulla per porre fine all’impunità dei responsabili. E da quando la violenza è esplosa in Siria, alcuni stati membri del Consiglio hanno fornito e continuano a fornire armi che alimentano la violenza. Anche la Commissione d’inchiesta del Consiglio sulla Siria viene usata come arma da alcuni degli stati che hanno ucciso in Afghanistan e Iraq. Buona parte del rapporto si fonda su notizie non verificate che non rispondono al minimo standard della prova (…)”.

     Siria – Gli Sviluppi dopo il voto del Consiglio Diritti Umani ONU 

    Nella guerra per procura in Siria, condita da una propaganda forse ancora più forte perché a prova di durata, il Consiglio dei diritti umani aiuta la tragedia e sono i soliti paesi a denunciarlo. Abbiamo già riferito delle nostre critiche metodologiche e di contenuto (in francese con sintesi in spagnolo, vedi http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1334) al lunghissimo nuovo rapporto della Commissione Coi, la commissione di inchiesta sedicente “indipendente” sui diritti umani in Siria. Il lavoro della Commissione, capitanata fra gli altri dalla giudice svizzera Carla Del Ponte, è basato su racconti di parte e contiene molte accuse non verificate (anche circa i colpevoli di massacri e stragi), fondate solo su testimonianze” raccolte per skype, al telefono, o presso persone segnalate dall’opposizione armata (si parla però di “attivisti”); non comprova nemmeno le molte accuse di “bombardamenti indiscriminati” a panetterie (i video che lo proverebbero non provano nulla…), scuole e ospedali (spesso svuotati e occupati da gruppi armati). I racconti si contraddicono. Inoltre si minimizzano i casi di attentati e stragi da parte dell’opposizione.

     Fuori dal coro solo un Gruppo di Paesi 

    Aggirandoci per giorni nella sala XX nel Palazzo dell’Onu, sala dove si tengono le sedute plenarie, è stato possibile consegnare le nostre critiche (illustrandole il più velocemente possibile) a una trentina di paesi, ottenendo in verità qualche attenzione solo da alcune missioni di America Latina, Africa e Asia, e fra queste in particolare Venezuela, India, Filippine, Kazakhstan, Pakistan, Ecuador (che quest’anno sono nel Consiglio), e poi Cuba, Russia, Palestina, Iran, Cina che nel Consiglio non ci sono quest’anno. Incerti fino all’ultimo Pakistan e Angola.

    Siria e New World Order

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Marzo 2013 – Una Risoluzione contro la Pace 

    Una risoluzione molto sbilanciata, basata sul rapporto Coi e redatta da paesi occidentali e arabi è stata presenta e votata del Consiglio per i diritti umani lo scorso 22 marzo. Risultato del voto: 41 stati a favore (anche se con distinguo); Venezuela contro; astenuti India, Filippine, Uganda, Kazakhstan ed Ecuador. Quest’ultimo, unico altro membro della coalizione Alba presente nel Consiglio quest’anno, oltre al Venezuela, nella dichiarazione di voto ha ribadito il suo rifiuto delle ingerenze esterne e la non imparzialità della risoluzione.

     Settembre 2012 – Cuba, Russia e Cina votarono contro le ingerenze in Siria 

    In settembre l’Ecuador aveva votato a favore della risoluzione sulla Siria (preparata sulla base del precedente rapporto Coi) mentre contro avevano votato Cuba, Russia e Cina (che quest’anno non hanno diritto di voto). Il Venezuela non era allora nel Consiglio. In un certo senso Cuba e Venezuela si sono passati lo scomodo testimone in Consiglio. E stanno lavorando anche perché la pace sia finalmente riconosciuta come diritto umano. Hanno molti stati contro, come è ovvio.

     Una Risoluzione filo-imperiale 

    La risoluzione approvata rinnova per sei mesi il mandato della Commissione Coi e, pur condannando in via generale la violenza nel paese, si sofferma poi sulle “sistematiche e grossolane violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali da parte delle autorità siriane” con “uso di armi pesanti verso zone residenziali” (ma il regime sostiene che si tratta di aree svuotate di civili e occupate da terroristi), “massacri”, “attacchi sistematici verso la popolazione”. Delle violazioni commesse dai gruppi di opposizione, la risoluzione nota che sono in numero e gravità inferiori. La risoluzione chiede di proteggere il personale medico e di emergenza (decine di membri della Red Crescent siriana sono stati uccisi).

    New Worl Order - Mediterranean Sea

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Turchia, Francia, Qatar e "Nuova Libia" – Dichiarazioni "Illuminanti" 

    E’ stato illuminante ascoltare le dichiarazioni dei vari paesi in sede di discussione. La Turchia che ripeteva la solfa del “diritto all’autodifesa da parte del popolo siriano che non ha altro modo di reagire a una brutale guerra di aggressione”; idem per la Francia con il suo “tutto un popolo che resiste alla follia di un regime che massacra con Scud bombe incendiarie missili”. Il Qatar che ribadiva la condanna dei “bombardamenti mirati sulle panetterie” (in assenza di prove). La Libia (la nuova Libia) che “parlando in rappresentanza di 60 paesi” (fra i quali manco a dirlo Italia, Qatar, Turchia, Usa) raccomandava al Consiglio di Sicurezza “il deferimento del regime siriano alla Corte penale internazionale”: eppure la stessa Libia non consegna alla Corte in questione il figlio di Gheddafi, volendolo impiccare in proprio. Tutti poi a dire che “occorre una soluzione negoziale”; ma sono parole: anche i portavoce Nato mentre si bombardava la Libia sostenevano che occorreva una soluzione politica

     Cuba, Venezuela e Russia – Pesantissime critiche al Rapporto COI 

    Di segno opposto le osservazioni di Cuba, Venezuela e Russia. Cuba: “Il rapporto Coi si basa su informazioni frammentarie e manipolate, non ha la necessaria obiettività, non è corroborato da prove, può offrire argomenti per un’aggressione alla Siria anziché aiutare il dialogo e la pace”. Venezuela: “Il rapporto ha fonti poco affidabili. Denunciamo la campagna mediatica e le manipolazioni che favoriscono le ingerenze armate dall’esterno, fonte di tragedie. Non siate più complici di aggressioni imperiali come alla Libia, all’Afghanistan, all’Iraq che hanno fatto milioni di vittime”. Russia: “Il rapporto non è equilibrato, sono quasi ignorati i crimini dell’opposizione. Ignorato il ruolo delle sanzioni unilaterali occidentali e arabe. Non si condanna l’invio di armi”.

     Gli Iniqui Obiettivi della Risoluzione ONU 

    Due gli obiettivi della risoluzione sulla Siria approvata a maggioranza. 1) Primo, giustificare un più diretto appoggio in armi all’opposizione (l’Ue, Premio Nobel per la pace 2012 – come visto – ne ha discusso a Dublino in questi giorni, su pressione di Francia e Gran Bretagna); 2) Secondo, spingere per il deferimento del governo siriano alla Corte penale internazionale, anche se è quasi impossibile che Russia e Cina in Consiglio di Sicurezza votino a favore: dopo la scottante esperienza libica, con l’abuso da parte Nato delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza.

    Marinella Correggia, Sibialiria

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     Giovedì,  Febbraio 28th/ 2013  – Redazione Qui Europa, Rete No War Roma –   Siria, Roma, Italia, Ribelli, Usa, Nato, John Kerry, Esteri, Unione Europea, Guerra, Negoziati, Crisi siriana, Attentati,  Aiuti militari, Terroristi, Jihadisti, Giulio Terzi, Palazzo Madama, rete No War Roma, Emirati Arabi, al Khatib, Turchia,  Irruzione di un'attivista della Rete No War al vertice […]

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    Giovedì,  Febbraio 28th/ 2013  – di Sergio Basile e Fraternità Maria Gabriella –     in collaborazione con "Asianews" e "Ora Pro Siria"  Siria, Roma, Italia, Ribelli, Usa, Nato, John Kerry, Esteri, Unione Europea, Guerra, Negoziati, Crisi siriana, Attentati,  Aiuti militari, Terroristi, Jihadisti, Embargo commerciale, Forniture Armi, Terrorismo internazionale, Interessi occidentali, Giulio Terzi, Mario Monti, […]

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    Venerdì,  Febbraio 22nd/ 2013  – di Marinella Correggia –   Esteri / Siria / Unione Europea / Qatar / Guerra / Negoziati / Crisi siriana / Amici della Siria / Coalizione di Doha / Attentati / Aiuti militari / Terroristi / Jihadisti / Embargo commerciale / Forniture Armi / Legge 185 del 1990 / Dignità […]

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    Giovedì, Febbraio 21th/ 2013 – di Giuseppe Sacco, Redazione "Qui "Europa" e    "Redazione Ora Pro-Siria" – Appello Sorelle Trappiste Siriane –     vedi anche http://oraprosiria.blogspot.it/ Appello delle Sorelle Trappiste Siriane contro l'Embargo Ue in Siria /  sanzioni internazionali, morte provocata dalle bombe,  un padre di famiglia muore, guadagnarsi il pane, manca la benzina manca il pane, sanzioni […]

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    Primavere Arabe e Balle Mediatiche

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  • Euro, Moneta ormai inutile a Livello Mondiale. Yuan verso la Leadership

    Euro, Moneta ormai inutile a Livello Mondiale. Yuan verso la Leadership

    Giovedì,  Aprile 4th/ 2013 

    – di Sergio Basile  

    Unione europea, Euro, Ue, Eurozona, Youan, Brucs, Competitività, Mercato mondiale, ruolo della moneta unica, inflazione, recessione, basilea 3,Credit Crunch, Aggiustamenti fiscali, Mario Draghi, BCE, Sovranità Monetaria, India, Cina, Italia, Pechino, New Dehli, Usa, Russia, Sudafrica, BRIC 

     
    Euro, moneta ormai inutile. Yuan verso
     
    la leadership mondiale col dollaro
     

    I Grandi mercati lo hanno rifilato in un cantuccio della storia

    Il Fallimento dell'Unione europea e della "Privata BCE":

    porte aperte a inflazione, e recessione

     

    di Sergio Basile 

    Bric

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Cina e India sul tetto del Mondo 

    Roma, Francoforte, Washington, Pechino, New Dehli – Ormai è ufficiale. Cina e India si apprestano a diventare le prime economie mondiali nonché di gran lunga i mercati più ambiti al mondo. Ma secondo le stime la moneta di riferimento del prossimo futuro sarà lo yuan, che affiancherà il dollaro. Rifilato in un cantuccio della storia, in una sorta di castigo frozato finirà l'euro: ormai utilizzato già fin d'ora come semplice moneta riservata allo scambio interno tra i Paesi dell'euro-gabbia. Ma d'altronde già dai suoi primi 10 anni di vità l'euro si è dimostrata una valuta priva di spessore, una moneta anonima, recessiva, inflazionistica e praticamente inutile. Specie dal punto di vista finanziario, rispetto al dollaro Usa.

     Il Fallimento dell'euro e della BCE 

    Inoltre il presunto compito di "controllo" dell'inflazione al quale sarebbe in teoria deputata la privata BCE di Mario Draghi si sta dimostrando completamente fallimentare. Tra i fattori di maggior incidenza: 1) l'emissione incontrollata di titoli di stato (massa monetaria di tipo surrogato): 2) Il credit crunch bancario favorito dai dissennati accordi di "Basilea 3" avallati e promossi dall'Ue; 3) il trasferimento dei continui e deleteri (per non dire recessivi) aggiustamenti fiscali verso i prezzi al consumo. La tassazione record (si pensi a Paesi come l'Italia) ovviamente incide sullo scoppio dei costi di beni e servizi, elemento questo che ci fa capire, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che questa BCE non serve davvero a nulla!

     Sovranità monetaria – E' suonata l'ora? 

    Ora la domanda è: cosa apettiamo a recuperare la nostra sovranità monetaria nazionale? Sarebbe bello chiederlo direttamente a Beppe Grillo (cioè alla cosiddetta antipolitica) visto che la cosiddetta politica ha espresso chiaramente in questi anni il suo pensiero. Purtroppo! Ma Grillo per ora sta ancora a guardare, mentrE l'Italia e l'Eurozona precipitano, ed i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) volano. Svegliatelo!

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]

    Euro, Signoraggio e Bankitalia – Ammissione di una Truffa

    Euro, Signoraggio e Bankitalia – Ammissione di una Truffa

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – Redazione "Qui Europa" e "Associazione Culturale la Torre" – Signoraggio Bancario, Italia, Roma, Bankitalia, Banca d'Italia, Debiti Fittizi, Francoforte, bruxelles, Banca Centrale Europea, Ammissione di una truffa, Associazione Culturale la Torre, Redazione  Qui Europa, Truffa bancaria, Cipro, Caso Norvegia, Schiavi di un Debito illegale  Euro, Signoraggio e Bankitalia. Ammissione di una truffa – […]

    Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario e sulle Strategie di Draghi

    Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario e sulle Strategie di Draghi

    Sabato, Dicembre 8th/ 2012  – L'Editoriale, di Franco Cima e Sergio Basile  –   Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario / Mario Draghi / Bce / Francoforte / Roma / Banche / Signoraggio / Truffa del sistema monetario /  Il potere delle banche / Sistema bancario / Franco Cima  / Target 2 / Francoforte / Germania / Sergio Basile […]

    Euro – Guerra tra Falsari

    Euro – Guerra tra Falsari

    Mercoledì, Febbraio 20th/ 2013 – di Giuseppe Sacco e Sergio Basile –  Euro – Guerra tra Falsari , Ue: Lettera ai Ministri delle Finanze, monete falsificate, Taglio da 2 euro il privilegiato, 531 mila banconote falsificate, misure preventive, Proposte, Commissione Europea, regolamento, autenticazione delle monete, euro, nuove banconote, Mario Draghi, Banda degli Onesti, Monopoli, BCE, Francoforte, Dea […]

    Euro: non è nato sotto una buona stella, e si è visto…

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    Mercoledì, Giugno 20th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Europa / Roma / Francoforte / Bruxelles / Euro / Lira / Moneta Unica / Unione Monetaria / Unione politica / Maastricht / Tangentopoli / Spot euro / Euroscettici / Giulio Andreotti / Gianni de Michelis / Guido Carli / Pierre […]

    La Polonia ci ripensa: Euro? No Grazie! Per ora non ci riguarda!

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    Mercoledì,  Marzo 20th/ 2013   – di Sergio Basile e Giuseppe Sacco –  Polonia, Euro, Eurozona a rischio collasso, Bruxelles, Varsavia, Donald Tusk, Bronislaw Komorowski, Jacek Rostowsky, Austerity, Presidente Polacco, Premier Polacco, Banche centrali privatizzate, Sistema Target2, Varsavia, Pil polacco, Conti Pubblici, Contagio fittizio, Norvegia, Italia, Eurozona, Euro, Cenerentola, Regina d'Europa, Industria pesante tedesca, Deutsche Bundesbank, Bruxelles, […]

    Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

    Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

    Giovedì, Agosto 2nd/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Unione Europea / Bruxelles / Debito Pubblico / Sovranità nazionale / Euro / Moneta unica / Politica / Economia / Finanza / Comunità / Unità politica / Deficit / Crescita / Crisi / Mercati finanziari / Francia / Spagna / Finlandia / Monti […]

    L’impegno Greco: Tasse in cambio di Privatizzazioni e Licenziamenti

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    Giovedì, Luglio 26th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Grecia / Crisi Eurozona / Atene / Bruxelles / Troika / Samaras / Barroso / Commissione europea / Privatizzazioni / Licenziamenti / Reuters / Fondo Monetario Internazionale  / Trattativa  / Alexis Tsipras / Bce / Antoine Colombani  / Ateneo Magna Graecia / Catanzaro  Crisi Eurozona – […]

    La Crisi potrebbe finire in un minuto, basterebbe volerlo davvero – Bce e caso Norvegia

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

    Italia – Tentacoli sulla Riserva Aurea per salvare una Euro-gabbia da Rottamare

    Italia – Tentacoli sulla Riserva Aurea per salvare una Euro-gabbia da Rottamare

    Martedì, Luglio 24th/ 2012  – di Sergio Basile –  Italia / Eurozona / Crisi Ue / Economia / Debito pubblico / Alberto Quadrio Curzio / Il Giornale / Riserve auree / Prestito garantito / Tentacoli sull'oro italiano / Speculazioni / Furbizie / Recessione / Bilderberg Club / Goldman Sachs / Jim O'Neill / Economia della […]

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

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    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    Martedì, Luglio 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare  […]

    Italia – Commissariamento dietro l’angolo: l’Ultimatum di Bruxelles

    Italia – Commissariamento dietro l’angolo: l’Ultimatum di Bruxelles

    Mercoledì,  Aprile 3rd/ 2013  – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Ue, Deficit, Commissione europea, Olivier Bailly, Spagna, Portogallo, Francia, Olli Rehn, Eurostat, MES, Fiscal Compact, Eurostat, Affari Economici e Monetari, Eurozona, Palazzo Chigi  Italia – Commissariamento dietro l'angolo: l'ultimatum di Bruxelles  Debtocracy – Dalla Commissione Europea, proroghe solo per Francia, Portogallo e Spagna Italia sulla scia […]

    Rubrica – Conoscere Giacinto Auriti: Digressioni su “Il Paese dell’Utopia”

    Rubrica – Conoscere Giacinto Auriti: Digressioni su “Il Paese dell’Utopia”

    Venerdì,  Marzo 29th/ 2013  – Rubrica: Conoscere Giacinto Auriti, di Sergio Basile – Signoraggio Bancario, Italia, Roma, Bankitalia, Banca d'Italia, Debiti Fittizi, Francoforte, bruxelles, Banca Centrale Europea, Ammissione di una truffa, Associazione Culturale la Torre, Redazione  Qui Europa, Truffa bancaria, Cipro, Caso Norvegia, Schiavi di un Debito illegale, Europa, Italia, Crisi, Economia, Banche, Signoraggio bancario, Truffa, Falso […]

    Stalin è tra noi! I Nuovi Tranelli Bancari per Dominare il Popolo Italiano

    Stalin è tra noi! I Nuovi Tranelli Bancari per Dominare il Popolo Italiano

    Sabato,  Marzo 23rd/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Italia, Bersani, Partito democratico, Bce, Media, evasione fiscale, Stato, Cipro, Nicosia, Orwell, Sistema bancario internazionale, Massoneria, stalinismo, Stalin, Dichiarazioni inquietanti, Crisi cipriota, Schiavitù perenne  Stalin è tra noi! I Nuovi tranelli bancari per dominare il popolo italiano Col Pretesto dell'Evasione Fiscale, Schiavizzeranno i popoli Un […]

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Lunedì, Febbraio 11th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Sistema Target2 / Mario Draghi / Angela Merkel / Svalutazione dell'euro / Francois Hollande / Parlamento europeo / Tunisia / Paradigma dell'allevatore / Fronte del Nord / Pigs / BCE / Euro / Eurozona  Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa […]

    Accordo sul Bilancio Ue, ma a quale Prezzo?

    Accordo sul Bilancio Ue, ma a quale Prezzo?

    Sabato, Febbraio  9th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Unione Europea / Parlamento Europeo / Consiglio Europeo / 27 stati membri / Bilancio Ue / Trattative finanziarie / Crisi / Tagli / Germania / Regno Unito / Banca Centrale Europea / Euro / Ripresa economica / Van Rompuy / Cameron   Accordo […]

    La Morsa dell’Usura Internazionale, Berlusconi e i Retaggi della P2

    La Morsa dell’Usura Internazionale, Berlusconi e i Retaggi della P2

    Lunedì, Febbraio 4th/ 2013 – L'Editoriale di Sergio Basile e Vincenzo Folino  –  La Morsa dell'Usura Internazionale, Berlusconi e i Retaggi della P2 /  Crisi eurozona / Crisi Europa / Debito /Italia /  Romania / Ucraina / Berlusconi / Bucarest / Roma / P2 / Massoneria / Piano di Rinascita Democratica / Silvio Berlusconi / Scandalo MPS / […]

    Elezioni 2013, Nulla di Nuovo nel Toto Europa – Idea Tremonti: un favore all’Aspen Institute Italia?

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    Martedì, Gennaio 8th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Elezioni 2013 / Europa / Unione Europea / Italia / Germania / Elezioni politiche / Cittadini / Democrazia / Eurozona / Indirizzo politico / Summit / Politica / Popolo / Urne / Angela Merkel / Mario Monti / Aspen Institute / Tremonti / […]

    Italia – Quintali di Carbone per l’Eurocasta

    Italia – Quintali di Carbone per l’Eurocasta

    Domenica, Gennaio 6th/ 2013 – di Vincenzo Folino – Italia – Quintali di Carbone per l'Eurocasta / Carbone all'Eurocasta / Eurocasta / Carbone / Befana / Mario Draghi / Mario Monti / Berlino / Francoforte / Bruxelles / Università / Cuneo fiscale / Pressione fiscale / Stato Totalitario / Stalinismo / Povertà dilagante / Codacons / Istat / […]

    L’Inganno delle Riforme Strutturali e la Morsa del Rating Sovrano – La Costituzione ora la scrive Moody’s

    L’Inganno delle Riforme Strutturali e la Morsa del Rating Sovrano – La Costituzione ora la scrive Moody’s

    Sabato, Dicembre 15th/ 2012  – di Vincenzo Folino –  Rating Sovrano / Moody’s / Agenzie di rating / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Elezioni politiche / Pierluigi Bersani / Previsioni economiche / Pil Eurozona / Pigs / Legge di Stabilità / Jean Claude Juncker / Imu / Vetice Ue di Giugno  Nella Morsa del Rating Sovrano – […]

    Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti

    Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti

    Giovedì, Dicembre 14th/ 2012 – di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto  –  Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti / Unione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Commissione Europea / Pacchetto bilancio / Conti 2012 / Crescita / Produzione / Fondi Emilia Romagna / Occupazione […]

    Super commissario europeo: No grazie. Già basta il MES

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    Martedì, Ottobre 30th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Super commissario europeo / Mes / Nazismo bianco  / Unione Europea / Europa / Crisi / Economia / Sovranità / Bce / Berlino / Bruxelles / Der Spiegel / Neofascismo / Bond / Spread / Euro / Mario Draghi / Angela Merkel / Miguel Gotor  Mario Draghi […]

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    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Sergio Basile – Quarto reich / Benvenuti / Spread / unione Bancaria / Eurozona / Accentramento Bancario / Spread / Rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Merrill Lynch / Klaus Regling / Quanto Reich / ESM / MES / Fondo […]

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Vertice Ue  / Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / […]

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

     

  • La Cina e i Villaggi del Cancro

    La Cina e i Villaggi del Cancro

    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013

    – di C.Alessandro Mauceri – 

    Unione Europea, finanziamenti, BEI, Banca Europea per gli Investimenti, Cina, cambiamento climatico, energie alternative, efficienza energetica, Magdalena Alvarez Arza, crescita, “villaggi del cancro”, Ministero dell’Ambiente cinese, salute, Mali, Iraq, Afganistan, Pechino, morti per cancro, Philip Pan, Herald Tribune, Caijing, Xinhua, viceministro delle Risorse Idriche, WTO, G8, Olimpiadi. 

    La Cina e i Villaggi del Cancro: il Prezzo

    del Mercatismo Euro-Comunista

    Il 40% dei Corsi d'acqua altamente inquinato: 200

    milioni di condannati a morte, nelle campagne. 

    L'Ue aiuta questa macchina di distruzione di massa

    Cina – Da Paradiso Idilliaco a Bestiale Inferno – Il Progresso Mercatista

    di C.Alessandro Mauceri

    Made in China

    Bruxelles, Pechino – Qualche tempo fa destò scalpore la notizia che un istituto dell’Unione Europea che si occupa di finanziamenti, la BEI, Banca Europea per gli Investimenti, aveva concesso alla Cina un prestito da 500 milioni di Euro per aiutarla ad arginare gli effetti del cambiamento climatico attraverso investimenti nelle energie alternative e per migliorare l'efficienza energetica. Venne fuori che l'accordo era conseguenza di un prestito iniziale di 500 milioni di euro offerto alla Cina nel 2007. Al di là delle ovvie considerazioni circa quali potrebbero essere i benefici derivanti da questa azione per i cittadini europei cui dovrebbero essere rivolte le azioni della BEI, desta una  certa sorpresa il fatto che, nonostante quanto affermato dal vice-presidente della Banca, Magdalena Alvarez Arza, secondo la quale “tutti i progetti che hanno beneficiato della prima tranche del prestito hanno ottenuto come risultato una riduzione di tre milioni di tonnellate di anidride carbonica l'anno", la Cina, il mese scorso,  ha ammesso di essere quello, tra tutti i Paesi del mondo, che emette le maggiori quantità di gas nocivi che provocano il riscaldamento del pianeta. Come se non bastasse, i funzionari cinesi hanno fatto sapere, al tempo stesso, che, in barba al motivo per cui aveva ricevuto il cospicuo finanziamento da parte dell’UE, non avevano alcuna intenzione di ridurre il livello di emissioni considerato che per loro era prioritaria la crescita dell'economia! Al di là di qualsiasi ovvia considerazione circa lo sperpero dei fondi comunitari e circa le conseguenze per l’ambiente che certi modi di produrre stanno causando sull’ecosistema globale, resta il fatto che la maggior parte dei beni in circolazione in Europa e nel nostro Paese proviene dalla Cina dove vengono prodotti  con tecniche di produzione nocive alla salute degli stessi cittadini che vivono nelle vicinanza delle fabbriche.

     I Villaggi del Cancro 

    È di alcuni giorni fa la notizia che, per la prima volta in un rapporto ufficiale in materia di inquinamento e salute pubblica, il governo cinese ha ammesso l’esistenza dei cosiddetti “villaggi del cancro”. Con questo termine sono state indicate città in cui con incidenza di cancro molto superiore alla media e le cui cause sono da attribuire all’inquinamento dell’aria e dell’acqua da parte delle industrie. Il Ministero dell’Ambiente cinese, infatti, ha dichiarato che le industrie locali  utilizzano abitualmente  sostanze chimiche tossiche e nocive per la salute umana e per l’ambiente. Tralasciando quanto sia moralmente assurdo da parte di molti Paesi del mondo, vietare l’utilizzo di materiali, sostanze e di processi produttivi altamente tossici, all’interno dei propri confini e, al tempo stesso consentire (e, come visto, certe volte incoraggiare) la produzione e l’acquisto di questi beni realizzati in altri Stati con processi produttivi  gravemente nocivi per la salute, è sorprendente che nessuno, sino ad oggi, abbia mosso un dito per imporre a Paesi come la Cina il rispetto delle norme più elementari per la salvaguardia della salute dei lavoratori e della popolazione. E che nessuno pare abbia intenzione di muoverlo. Del resto, chi oserebbe mettersi contro un colosso economico come la Cina? Se una cosa del genere fosse avvenuta nel Mali, in Iraq o in Afganistan allora sarebbe risultato “necessario” intervenire per “salvaguardare la salute dei poveri cittadini”. Se, invece, a fare certe cose è un colosso economico e militare come la Cina…

     Il Dossier dell'Herald Tribune – Oltre 400 Villaggi del Cancro 

    Eppure già nel 1974, in un piccolo villaggio cinese delle montagne a Sudovest di Pechino, le morti per cancro avevano cominciato a decimare la gente senza distinzione di sesso o d'età. Gli organi colpiti erano diversi: polmoni, fegato, gola, stomaco. "All'inizio le morti non apparivano sospette. Ma, durante i successivi 27 anni, quasi tutte le famiglie sono state toccate dalla disgrazia: in alcuni casi sono morte famiglie intere" racconta Philip Pan in un reportage sull'Herald Tribune. La popolazione del villaggio sospettò che la causa dei suoi guai fossero le vicine industrie (due fabbriche di fertilizzanti e un'acciaieria, di proprietà del governo locale, e un impianto radio dei militari). Per questo motivo dei volontari cercarono, anche contro le regole imposte dal sistema politico cinese, di rilevare e far analizzare campioni di suolo che mostrarono alti tassi di sostanze cancerogene. I livelli di arsenico e piombo nella farina e nel suolo superavano di molto i livelli di sicurezza per la salute. Non servì a molto. Ci vollero due decenni perché, dopo la pubblicazione di questi dati, nel maggio 2001, il governo centrale ordinasse all'Agenzia statale per la protezione ambientale di aprire un'inchiesta. Secondo la pubblicazione finanziaria Caijing , a partire dagli anni 90, il cancro sarebbe la principale causa di morte dei Cinesi. E, secondo il portavoce di Stato, Xinhua, il numero dei "villaggi del cancro" potrebbe essere superiore a 400. La sensazione è che, se in un Paese in cui la stampa è controllata dal regime, finalmente si parla di questo problema, allora la situazione potrebbe essere ben peggiore da quanto si dice tanto da costringere il governo ad intervenire.

     Cina – Inquinato il 40% dei corsi d'acqua – 200 milioni di condannati 

    E infatti la realtà è ben peggiore di quanto si dicaIl viceministro delle Risorse Idriche ha dovuto ammettere che il 20% dei fiumi sono così tossici da sconsigliare anche solo il contatto con la pelle e che il 40% dei corsi d'acqua sono seriamente inquinati. La tv di Stato ha mandato in onda un documentario che mostra come il 55% delle risorse delle falde acquifere sotto le grandi città è pericoloso e si calcola che 200 milioni di abitanti delle campagne cinesi non abbiano accesso a fonti di acqua pulitaNon più tardi di venti o trenta anni fa, l’immagine che letteratura rurale cinese dava della Repubblica Cinese era quasi idilliaca.

     Una Metamorfosi da Film Horror – I Progressi del Mercatismo 

    Da allora c’è stato il boom economico e molto è cambiato. La Cina, fino ad allora interessata principalmente al proprio mercato interno, ha aperto le porte ai Paesi stranieri per far si che propri prodotti venissero venduti in tutti i Paesi del mondo e alle imprese estere per acquisire, producendo in Cina a condizioni eccezionali, il know how per essere sempre più competitivi sui mercati internazionali. Nel 2001 la Cina è entra nel WTO, nel G8 e si è aggiudicata le Olimpiadi del 2008. Questo decennio di crescita vertiginosa, però, ha avuto un costo, ed è il popolo cinese a pagarlo: le campagne della Cina non sono più luoghi verdi e incontaminati in cui si vive a strettissimo contatto con la natura, ma luoghi  di morte. (Continua…)

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • La Turchia tenta di provocare una Guerra contro la Siria

    La Turchia tenta di provocare una Guerra contro la Siria

    Venerdì, Ottobre 5th/ 2012

    – di Tony Cartalucci – 

    Esteri / Europa / Siria / Guerra / Turchia / Stati Uniti d'AMerica / Esercito siriano / Nato / Al Qaeda / CIA / Media / Pace / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali /  Distruzione / Crimini / Manipolazione mediatica / Ribelli / Armi / Controllo del territorio / Jihadisti / Terrorismo / MEK / Diritto alla vita / Profughi / Turchia / Guerra / Erdogan / Ankara / Aleppo / Damasco / Ammissioni del New York Times / Brookings Institution / Diritti Umani / Nato / Russia / Cina 

    La Turchia tenta di provocare una

    Guerra contro la Siria 

    La Turchia spara sulla Siria dopo che degli

    sconosciuti hanno attaccato una città di

    confine turca 

     

     

     

     

     

    Ankara, Damasco, Aleppo – Dopo aver ospitato terroristi stranieri e sostenuto le loro operazioni lungo tutto il confine siriano-turco per oltre un anno, la Turchia, membro della NATO, ha sostenuto di aver risposto militarmente contro “obiettivi” in Siria, per un presunto attacco al territorio turco che essa attribuisce al governo siriano. Nonostante le organizzazioni terroristiche pesantemente armate che operano in gran numero su entrambi i lati del confine turco, con l’esplicita approvazione e il supporto logistico della Turchia, il governo di Ankara sembra aver escluso la possibilità che queste forze terroristiche, non l’esercito siriano, siano responsabili dell’attacco con dei colpi di mortaio, che i militanti armati sono noti usare ampiamenteIl New York Times, nel suo articolo intitolato L’artiglieria della Turchia spara su obiettivi siriani in rappresaglia per la morte di civili”, ammette che: “Non si sa se i proiettili di mortaio siano stati sparati dalle forze governative siriane o dai ribelli che combattono per rovesciare il governo del presidente Bashar al-Assad. La risposta turca sembrava dare per scontato che il governo siriano ne sia responsabile”. L’immediato atto ingiustificato di aggressione militare della Turchia, insieme all’istintiva condanna degli Stati Uniti, ha tutte le caratteristiche di un evento orchestrato, o per lo meno, di un tentativo di cogliere opportunisticamente un caso isolato per far avanzare in modo infido l’agenda geopolitica collettiva dell’Occidente. La Siria non ha evidentemente alcun interesse a minacciare la sicurezza della Turchia, né alcun motivo di attaccare il territorio turco, cosa che fonirebbe sicuramente la scusa che si cerca per poter intervenire direttamente a fianco dei fallimentari terroristi fantocci della NATO.

     Il Pretesto della Turchia per la guerra alla Siria 

    E’ stato precedentemente riportato che la Turchia è stata designata dalla NATO e, più specificamente, da Wall Street e Londra, a guidare gli sforzi per ritagliare “zone franche” nel nord della Siria, e di farlo tramite una falsa forza“umanitaria” o un falso pretesto per la “sicurezza”. Ciò è stato confermato dal Brookings Institution, un think-tank sulla politica estera degli Stati Uniti, finanziato daFortune-500, che ha stilato i progetti per il cambiamento di regime in Libia così come in Siria e Iran. Nella sua relazione Valutazione delle opzioni di un cambio di regime si afferma: “Un’alternativa agli sforzi diplomatici su come concentrarsi per porre fine alle violenze e avere accesso umanitario,come si sta facendo sotto la guida di Annan. Ciò potrebbe portare alla creazione di zone franche e corridoi umanitari che dovrebbero essere sostenuti da un limitato potere militare. Ciò, naturalmente, non raggiunge gli obiettivi degli Stati Uniti per la Siria, in cui Assad potrebbe conservare il potere. Da questo punto di partenza, però, è possibile che una vasta coalizione con un mandato internazionale possa aggiungere ulteriori azioni coercitive ai suoi sforzi“. Pagina 4, ‘Valutazione delle opzioni per il cambiamento di regime’, Brookings Institution. Il Brookings continua descrivendo come la Turchia potrebbe allineare grandi quantità di armi e truppe lungo il confine, in coordinamento con gli sforzi israeliani nel sud della Siria, che potrebbe contribuire a un violento cambiamento del regime vigente in Siria: “Inoltre, i servizi di intelligence d’Israele hanno una forte conoscenza della Siria, così come delle attività nel regime siriano, che potrebbero essere utilizzate per sovvertire la base di potere del regime e avviare la rimozione di Assad. Israele potrebbe inviare truppe su o vicino le alture del Golan e, in tal modo, potrebbe distogliere le forze del regime dal reprimere l’opposizione. Questa posizione può evocare la paura nel regime di Assad di una guerra su vari fronti, in particolare se la Turchia è disposta a fare lo stesso sul suo confine, e se l’opposizione siriana è alimentata continuamente con armi e addestramento. Una tale mobilitazione potrebbe, forse, convincere la leadership militare della Siria a cacciare Assad al fine di preservare se stessa. I sostenitori argomentano che questa pressione supplementare potrebbe far pendere la bilancia contro Assad in Siria, se altre forze vi si allineano correttamente”.Pagina 6, ‘Valutazione delle opzioni per il cambiamento di regime’, Brookings Institution.

     Aleppo e il ruolo dei Turchi 

    I leader turchi hanno chiaramente passato molto tempo a fabbricare scuse varie per soddisfare le richieste di Washington, fabbricando o approfittando delle violenze che la stessa Turchia promuove lungo il confine con la Siria. La relazione menzionerebbe anche il ruolo della Turchia nel contribuire a minare, sovvertire e staccare l’antica città settentrionale di Aleppo“Poiché la creazione di un’opposizione nazionale unificata è un progetto a lungo termine che non avrà probabilmente mai pieno successo, il gruppo di contatto, pur non abbandonando questo sforzo, può chiedere obiettivi più realistici. Ad esempio, potrebbe concentrare il massimo sforzo per l’attesa frattura tra Assad e, diciamo, l’elite di Aleppo, la capitale commerciale e città in cui la Turchia ha il maggior effetto leva. Se Aleppo dovesse cadere in mao all’opposizione, l’effetto demoralizzante sul regime sarebbe notevole. Se questa opzione fallisce, gli Stati Uniti potrebbero semplicemente accettare una pessima situazione in Siria o intensificare una delle seguenti opzioni militari”. Pagina 6, ‘Valutazione delle opzioni per il cambiamento di regime’, Brookings Institution.

     La nota del Brookings Institution e i "Diritti Umani" 

    Le opzioni militari comprendono tutto ciò che serve a perpetuare le violenze, secondo la Brookings, “facendolo sanguinare, si mantene un avversario regionale debole, evitando i costi dell’intervento diretto“, dalla “no-fly zone” in stile ad libico a una vera invasione militare. E’ chiaro, leggendo la nota della Brookings, che la cospirazione ha avuto inizio fin dalla sua redazione; con varie opzioni militari in fase di preparazione e vari cospiratori che si posizionano per eseguirle. Per la Brookings Institution le “zone franche” e i “corridoi umanitari” sono destinati ad essere creati dal membro della NATO, la Turchia, che per mesi ha minacciato di invadere parzialmente la Siria, al fine di raggiungere questo obiettivo. E mentre la Turchia sostiene che tutto ciò si basa su “questioni umanitarie”, esaminando la situazione abissale dei diritti umani in Turchia, oltre alle proprie attuali campagne di genocidio contro il popolo curdo, sia all’interno che all’esterno delle sue frontiere, è chiaro che sta semplicemente adempiendo agli ordini dettati dai suoi padroni occidentali di Wall Street e della City di Londra.

     Le implicite ammissioni del New York Times 

    Questo ultimo scambio a fuoco tra la Turchia e la Siria non è il primo. La Turchia ha fabbricato storie su pretesi ‘attacchi’ delle truppe siriane oltre il confine turco-siriano. The New York Times ha pubblicato queste accuse in grassetto, prima di ammettere, in fondo pagina, che “non è chiaro che tipo di armi hanno causato danni, domenica, a circa sei miglia all’interno del territorio turco“, e che “ci sono resoconti contrastanti circa l’incidente“. Come lo sono tutte le accuse fatte dalla NATO, dall’ONU e dai singoli Stati membri per giustificare l’ingerenza negli affari della Siria, questi resoconti comprendo le voci sparse dagli stessi ribelliE’ chiaro che la Turchia, la NATO e le Nazioni Unite tentano continuamente di inventarsi un pretesto per la creazione di “zone franche” e “corridoi umanitari” destinati ad aggirare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha visto i tentativi di via libero all’intervento militare bloccati dal veto multiplo posto da Russia e Cina. Che le Nazioni Unite non siano riuscite del tutto a condannare le provocazioni combinate e l’ingerenza negli affari della Siria, illustra il fallimento assoluto della sovranazionalità, per non parlare della governance globale.

    Articolo di Tony Cartalucci – Land Destroyer Report

    ( Traduzione di Alessandro Lattanzio )

    in collaborazione con www.silviacattori.net e www.quieuropa.it

    di Silvia Cattori e Sergio Basile

     

    Testo originale in inglese 
    http://landdestroyer.blogspot.ch/2012/10/turkey-attempts-to-trigger-war-vs-syria.html

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    Mercoledì, Luglio 18th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Esteri / Siria / Russia / Stati Uniti / Francia / Inghilterra / Damasco / Trimse / Hama / Vittime / Stragi / Esercito / Scontri / Ribelli / Stampa internazionale / Terrorismo / Al Qaida / Elicotteri da battaglia / Attentati / Attacchi […]

     

  • Stato-Mafia: “La Trattativa c’è stata”

    Stato-Mafia: “La Trattativa c’è stata”

    Martedì, Luglio 10th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Italia / Stato / Mafia / Papello / Cosa Nostra / Accordo stato-mafia / Trattative / Bombe / Reati / Associazione mafiosa / Organizzazione Criminale / Estorsione / TgCom / Top secret / Sentenze / Processo / 41 bis / Pentiti / Ros / Istituzioni / Bagarella / Brusca / Riina / Provenzano / Cinà / Subranni / de Donno / Mori / Mannino / Dell’Utri / Mancino / Ciancimino / Conso / Capriotti / Gargani / Ingroia /

    Trattativa Stato–Mafia: indagati boss, politici

    ed ex Ros

    Tra i politici posizioni scomode anche per Mancino,

    Dell'Utri, Mannino e l'eurodeputato Gargani

    Ingroia a “Top Secret”: “la trattativa c’è stata. Pressioni di

    Cosa Nostra sullo Stato per un allentamento

    della repressione

    Trattativa Stato-Mafia – Tra i Nomi Eccellenti Spuntano anche quelli dei Politici Mancino, Dell’Utri e Gargani

      Roma –  Piaga della società moderna, la mafia prima ancora di essere un’organizzazione criminale, viene definita come un’organizzazione di potere che influenza e colpisce, come ben noto, anche il mondo della politica. Un accordo presunto, quello tra lo Stato e Cosa Nostra, che affonda le radici nei primi anni ’90: gli attentati a Giovanni Falcone e  Paolo Borsellino e le bombe della stagione 1992-1993 sono eventi manifesti di volontà latenti, di nomi importanti.  A quanto pare, comportamenti illeciti e pressioni di una certa entità avrebbero portato molti nomi importanti dell’epoca a tentare di concludere un patto con la mafia, non in proprio, “ma per conto dello Stato”.“Ci sono sentenze definitive : ci fu la trattativa tra Stato e Mafia che si è concretizzata nei termini di un’estorsione nei confronti del potere statale da parte di Cosa Nostra – afferma il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, intervistato da TgCom nel programma “Top Secret” – La Mafia minacciava lo Stato con le stragi in cambio di un allentamento della repressione”.

       Il Papello   

    Presunte trattative tra elementi di Cosa Nostra e pubblici ufficiali dello Stato contenute nel famoso “papello”, con cui la mafia chiedeva una revisione della sentenza del Maxi-processo, l’annullamento del decreto legge 41 bis, la revisione della legge Rognoni–La Torre, riguardante proprio il reato di associazione mafiosa, la riforma della legge sui pentiti e tante altre misure che andassero a vantaggio degli uomini coinvolti, appartenenti all’organizzazione criminale. “Se ci sono uomini dello Stato – continua Ingroia – anche ministri di governo sottoposti a minaccia, che non hanno detto la verità e hanno fatto da tramite, non risponderanno solo per aver trattato ma anche per il reato di falsa testimonianza” .

       Nomi eccellenti – Mancino, Dell'Utri e l'eurodeputato Gargani  

    12 gli indagati, a seguito della chiusura delle indagini avvenuta il 14 giugno, 5 i nomi dei mafiosi, Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Totò Riina, Bernardo Provenzano e Antonio Cinà e tra gli uomini delle istituzioni e i politici figurano i nomi dell’ex generale Antonio Subranni, l’ex colonnello dei Ros Giuseppe de Donno, l’ex generale del Ros Mario Mori, l’ex ministro Calogero Mannino ed il senatore Marcello Dell’Utri. Come si legge dalle colonne de “Il Fatto Quotidiano”, per loro le accuse sono di violenza o minaccia a corpo dello stato,  mentre l’ex ministro dell’interno, Nicola Mancino è indagato per falsa testimonianza e Massimo Ciancimino per concorso in associazione Mafiosa e calunnia aggravata. Ancora, Giovanni Conso, ex ministro della giustizia, l’ex capo del Dap, Adalberto Capriotti e l’europarlamentare dell’Unione di Centro, Giuseppe Gargani, sono accusati di false informazioni al Pm. Insomma, un binomio, quello tra lo Stato e la mafia che, presumibilmente, esiste da sempre. Ma tutto ciò appare davvero paradossale in uno Stato di diritto, in cui la legalità, la verità, la professionalità, la competenza dovrebbero essere un biglietto da visita. Eppure, purtroppo, nel paese della bugia, la verità è una malattia.

    Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Trattativa Stato-Mafia: le pressioni di Mancino sul Colle

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    Venerdì, Giugno 22th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile –                                       Italia / Mafia / Trattativa Stato-Mafia / Intercettazioni telefoniche / Nicola Mancino / Loris D’Ambrosio / Quirinale / Giorgio Napolitano / Giuseppe Gargani / Tribunale di Palermo / Vincenzo Scotti / Claudio Martelli / Avocatura / Coordinamento / Pietro Grasso / […]

       

  • La tratta: Vite umane a 20.000 euro

    La tratta: Vite umane a 20.000 euro

    Mercoledì, Giugno 20th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Parlamento europeo / Commissione Europea / Consiglio d’Europa /Europa / Nigeria / Cina / Bulgaria / Romania / Tratta esseri umani / Schiavitù / Vita / Sfruttamento / Lavori forzati / Organizzazione Internazionale del Lavoro / Minori / Sruttamento Minorile / Giustizia / Trafficanti / Europol / Eurojust / Coalizione europea delle imprese / Direttiva 36 del 2011 / Cecilia Malmstrom 

    Traffici umani: schiavitù e mercificazione

    del corpo

    Commissione Ue – La Malmstrom chiede giustizia

    20,9 milioni le vittime e 25 mld di euro i guadagni annui

    delle organizzazioni criminali che gestiscono le tratte

    Paradossi dell’era Moderna – Nigeria, tra Paesi cardine nel Traffico di esseri umani verso l’Europa
    Roma, Bruxelles – La vera miseria della natura umana è la possibilità, da parte dell’uomo stesso, di limitare la libertà dei suoi simili rendendoli “merce” e privandoli della propria dignità e – cosa ancor più grave – chi è responsabile della mercificazione del corpo umano “rischia” anche di rimanere impunito e libero di agire attraverso leggi dettate da una coscienza sporca ed impura. 

     5,5 milioni i Minori venduti  

    I numeri, purtroppo, parlano chiaro : in tutto il mondo, secondo i dati forniti dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro,  sono ogni anno 20,9 milioni le vittime di sfruttamento, sia di quello relativo al lavoro forzato che di quello sessuale. Ancora più grave è che tra esse si contino 5 milioni e mezzo di minori, letteralmente “venduti” in veri e propri mercati di esseri umani: 20.000 euro per acquistarli ed addestrare loro a svolgere al meglio diversi tipi di attività illegali e criminali. Ogni anno, a detta della Commissione europea, 25 miliardi di euro finiscono nelle tasche di chi gestisce la “tratta degli schiavi” dei giorni nostri.

     Nigeria, Cina, Romania e Bulgaria – Le vie della tratta 

    Le vittime dello sfruttamento, spesso, provengono da paesi terzi – in modo particolare Nigeria e Cina – ma, secondo le stime, questo tipo di traffico umano è in crescita in tutta l’unione Europea: i paesi dai quali arriva il maggior numero di donne, uomini e bambini destinati a finire sui mercati sono la Bulgaria e la Romania. Questi dati forniti dal Commissario degli Affari Interni dell’Ue, Cecilia Malmstrom, ai colleghi di “Avvenire”, rivelano che le donne sono le vittime preferite dai trafficanti di vite umane i quali, fin troppo spesso, sfuggono alle condanne e rimangono in circolazione a piede libero. Infatti dal 2008 al 2010 le condanne nei confronti dei responsabili dei traffici umani sono scese da 1500 a 1250 ed è proprio per questo motivo che, ieri e per il periodo 2012-2016, l’Unione europea ha adottato un pacchetto di misure strategiche per tentare di bloccare questo fenomeno che, attualmente, appare sempre più in crescita.

     Gli ultimi provvedimenti annunciati dall'Ue  

    l’obiettivo – secondo quanto dichiarato nelle scorse ore dalla Malmstrom – è quello “dell’istituzione di unità nazionali di contrasto specializzate nella tratta di esseri umani, la creazione di squadre investigative comuni ed il coinvolgimento di Europol ed Eurojust in tutti i casi di tratta transfrontaliera”. Prevista anche l’introduzione di una Coalizione europea delle Imprese e di un ulteriore meccanismo Ue in grado di proteggere ed assistere le vittime. La Malmstrom chiede giustizia e ricorda che il provvedimento previsto sarà discusso dal Parlamento europeo e dal Consiglio d’Europa e che, entro aprile 2013, i singoli Stati dovranno recepire la direttiva antitratta, la n° 36 del 2011. Gli esseri umani non sono merce e la loro vita ha valore assoluto che non può essere mai determinato da un prezzo reale.

     Una semplice riflessione  

    Probabilmente, però, una delle panacee, se non il modo migliore per contribuire ad attenuare o risolvere il problema potrebbe essere quello di creare un maggior benessere diffuso eliminando quelle imbarazzanti sacche di povertà che possono spingere soggetti disperati – e ovviamente privi di scrupoli – ad uscire dalla povertà dandosi al crimine ed a queste pratiche abberranti: una vera e propria lotta tra disperati – spesso e volentieri – una lotta dove sembra dominare ancora la legge della giungla e del più forte. Certo le politiche ammazzareddito dell'Ue non aiutano neppure questo processo di umanizzazione dei popoli.

     Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Cina – Nel cappio dell’Impero di Mezzo

    Cina – Nel cappio dell’Impero di Mezzo

    Mercoledì,  Aprile 11th/ 2012

    di Alessandro Pavanati

    Europa / Esteri / Cina / Fmi / Eurozona  

    Nel cappio dell’Impero di Mezzo

    La Cina nel 2014 ritratterà il proprio peso

    all’interno del Fondo Monetario Internazionale.

    A quale prezzo?

    Pechino, New York, Bruxelles – E alla fine ci siamo arrivati. La speculazione finanziaria, nata dalla crescita vertiginosa, fuori controllo e forse un po’drogata delle economie emergenti ha portato al collasso di un intero sistema economico basato sui canoni occidentali di produzione e lavoro. Eppure il malato sarà costretto a chiedere aiuto proprio al carnefice. Già, perché fra circa 2 anni la Cina ritratterà il proprio peso – al rialzo – all’interno del Fondo Monetario Internazionale, che si trova sotto l’onere di sostenere parzialmente il peso insopportabile di Eurolandia. La domanda sorge spontanea: cosa chiederà la Cina in cambio della cessione di maggiori aiuti? E cosa profila all’orizzonte il potenziale scontro della Cina con una presidenza americana di stampo repubblicano? Già, perché il candidato in pectore Mitt Romney ha promesso misure severe a tutela dell’economia americana (leggesi a difesa dell’aggressività capital-comunista di Pechino). Rimane indubbia la debolezza del vecchio blocco occidentale, che con le sue mani ha costruito armi improprie, ora al servizio di sistemi economici con una difficilmente contenibile sete di riscatto sulla scena mondiale.  

    Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)