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  • Stalin è tra noi! I Nuovi Tranelli Bancari per Dominare il Popolo Italiano

    Stalin è tra noi! I Nuovi Tranelli Bancari per Dominare il Popolo Italiano

    Sabato,  Marzo 23rd/ 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile 

    Italia, Bersani, Partito democratico, Bce, Media, evasione fiscale, Stato, Cipro, Nicosia, Orwell, Sistema bancario internazionale, Massoneria, stalinismo, Stalin, Dichiarazioni inquietanti, Crisi cipriota, Schiavitù perenne 

    Stalin è tra noi! I Nuovi tranelli bancari per

    dominare il popolo italiano

    Col Pretesto dell'Evasione Fiscale, Schiavizzeranno i popoli

    Un nuovo "Occhio Onniveggente" puntato a vita sugli Italiani 

     

    di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile

    L'Italia e lo Stalinismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Pretesto dell'Evasione per Derubare quel che Resta  

    Roma – Il neo Premier italiano, nonché leader del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, nelle ore precedenti la sua nomina rilasciava – tra "l'indifferenza" dei media – delle pesantissime ed inquietanti dichiarazioni riguardanti contribuenti e banche. I media minimizzano (al solito), eppure la gravità della situazione sta destando grosse preoccupazioni, sia tra la cosiddetta "alta borghesia", sia tra i piccoli risparmiatori. Dietro la scusa della ‘’lotta all’evasione fiscale’’, Bersani e compagni hanno escogitato un piano infallibile per il controllo ed eventualmente la confisca dei patrimoni dei contribuenti italiani. Uno degli otto punti presentati dalla coalizione del PD in campagna elettorale prevederebbe infatti le cosiddette ‘’misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale’’, promuovendo la sistematica ed inesorabile diminuzione del denaro contante e possibilmente (ma rimane ancora un'ipotesi)  la completa eliminazione del contante stesso. Ma dove sta l'inghippo? Semplice! Con questo possibile ed auspicato decreto legislativo ogni lavoratore italiano per avere accreditato il proprio stipendio dovrebbe necessariamente possedere un conto bancario.

     Stalin è tra noi! – Commissariati a vita! 

    Del resto la società già da anni implicitamente obbliga ogni dipendente e ogni pensionato ad avere un conto corrente aperto, pagando ovviamente le commissioni annuali all’istituto; per la prima volta il discorso viene però affrontato a livello politico, implicando importanti perdite di libertà e di privacy e una nuova liberticida prevaricazione dello Stato-lobby nei confronti dei singoli cittadini. Qualcuno parla già del ritorno di Stalin e di stalinizzazione del Paese. Come dargli torto?

     La Lotta al Risparmio e alla Famiglia 

    Tra non molto le banche italiane dovranno infatti trasmettere all’anagrafe tributaria tutti i dati relativi ai conti correnti italiani, rendendo visibili in pochi click i risparmi delle famiglie e la loro collocazione. Fermo restando il fatto che i grandi colossi finanziari (veri responsabili della crisi indotta dell'eurozona) conoscono molteplici magagne, scappatoie e diabolici tecnicismi finalizzati al trasferimento dei propri mega-capitali nei paradisi fiscali irrintracciabili per qualsivoglia sistema di controllo. Queste iniziative, in sostanza, vanno ancora una volta a discapito del proletariato urbano e rurale, sempre più costretto in regime di schiavitù ed a lavorare di più (anche la Domenica) per avere in compenso sempre meno diritti e tutele: dal reddito, alla previdenza, alla salute. Questa è dunque la vera anima "europeista" del PD? L'Incarnazione del sogno stalinista? Giudicate voi! Per il resto la lotta alla famiglia e l'istituzionalizzazione del caos sessuale, sta completando l' "idilliaco quadretto".

    Pierluigi Bersani, Giorgio Napolitano

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Progresso dei profeti del "Nuovo Ordine Mondiale" 

    Proprio in questi giorni, a seguito dello scandalo cipriota, i cittadini italiani (anche i più distratti e superficiali) stanno cominciando a prendere coscienza di come i mercati finanziari possano dettare legge nei confronti dei lavoratori costringendoli a lunghe file agli sportelli bancomat del Paese, onde evitare di perdere gli importi maturati col sudore d’una vita. Così anche i nostri connazionali mostrano pian piano (non è mai troppo tardi) il proprio marcato dissenso verso l'euro-sistema e il sistema bancario che, forte di queste nuove norme finanziarie, accrescerebbe ancor di più il potere esercitabile su contribuenti e Stato, schiacciando definitivamente entrambi. E' dunque questa l'ingannevole società di eguali profetizzata da Lenin e Stalin?  Eguali nella povertà e nella miseria? E' questo il progresso prospettato da decenni dai profeti del "Nuovo Ordine Mondiale" masso-bancario?

     I Burattini del Sistema tifano ancora per l'"Occhio Onniveggente" 

    Rendere il contante completamente virtuale contribuirebbe a ridurre la popolazione ad uno stato di schiavitù perenne: indebitati a vita con l’istituto bancario di riferimento e assoggettati al volere degli imperi economici. Lo scenario orwelliano arriva oggi al suo compimento, costringendo il contribuente a vivere costantemente con l’ennesimo occhio onniveggente sul proprio capo. Quel che stupisce di più, a questo punto, è vedere il persistere di una folta schiera di ciechi e dissennati seguaci di questi signori (profeti del nulla e della distruzione) dimenarsi ancora nelle segreterie dei "partiti del golpe" e nei loro circoli élitari di riferimento, procacciando con ogni mezzo voti, "fruste" e "bastoni" a chi sta letteralmente negando il fututo ai loro stessi nipoti, preparando nuovi diabolici strumenti di tortura. Ma ci chiediamo: perchè non provano vergogna? Può un briciolo di potere in più compensare la vendita dell'anima al Nemico?

    Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Orban, la Via Ungherese, la Via Irlandese e la Disinformazione Mediatica

    Orban, la Via Ungherese, la Via Irlandese e la Disinformazione Mediatica

    Venerdì,  Marzo 22nd/ 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois   

     Budapest, Dublino, Unione Europea, Viktor Orban,  Parlamento europeo, Inadeguatezza delle Politiche comunitarie, BCE, Big Brother, Golpe mercatista, Vertici internazionali, Rivoluzione pacifica, Salvaguardia della sovranità nazionale, Sovranità Monetaria, Fidesz, populismo, Nazionalismo, Media Europei, indipendent, la repubblica, Eugenio Scalfari, MES, FMI, Permanenza in Ungheria, laureati, Senza tetto, Clochard, Osservatorio Nazionale sulle Politiche dell'Ue, Qui Europa, Giovanni Antonio Fois 

    Orban, la Via Ungherese, la Via Irlandese

    e la Disinformazione Mediatica

    Dalle colossali proteste anti-Ue di dublino, alle 

    rivoluzionarie politiche di Viktor Orban

    I luoghi comuni dei detrattori di Orban su "Permanenza

    Obbligatoria" dei giovani ungheresi e sui "Clochard"

     

    di Giovanni Antonio Fois

    Ungheria e Irlanda

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Via Irlandese  

    Dublino, Budapest  –  La situazione politica del Vecchio continente appare oggi più confusa che mai. Molte voci, da tempo ammutolite dai grandi vertici internazionali, trovano oggi il coraggio di far sentire la propria voice, supportati d'altronde dalle stesse cittadinanze, ormai esauste. Migliaia di giovani di tutta Europa si sono riuniti a Dublino per protestare contro il sistema che li circonda e assedia, obbligandoli ad enormi sacrifici senza nessuna controparte. Un giovane su tre si trova oggi a rischio povertà e questo terribile dato sottolinea l’inadeguatezza delle politiche comunitarie, soprattutto in campo economico. Così la maggior parte dei paesi appartenenti all’UE spingono per l’abbandono di queste linee di condotta, sterili per il progresso futuro e, in molti casi, considerabili addirittura minatorie per le unità nazionali.

     La Via Ungherese 

    Così l’Ungheria, per mezzo del suo premier Viktor Orban, rappresenta la prima Nazione capace di negare il proprio consenso alle politiche economiche dettate dalla BCE. Il partito di riferimento, il Fidesz, palesa la propria ostilità a qualsiasi direttiva esterna al Paese, arrivando ad ipotizzare una propria sovranità monetaria. Una bella gatta da pelare per gli alti dirigenti del mondo politico-economico europeo che, forti del supporto dato dalla nazione ungherese durante gli ultimi anni, temono l’uscita del Paese dall’UE e di conseguenza dalla moneta unica. Quel che preoccupa maggiormente il sistema malato – che come l’occhio del Big Brother pretende di controllare ogni mercato finanziario – è la chiara attestazione del partito come speranza futura per la ripresa del Paese, condivisa da tutte le altre forze politiche del Paese, ad esclusione del Partito Socialista Ungherese. Quello che i media internazionali non esitano a definire "golpe", è in realtà una scelta congiunta di votazione democratica, espressa con 265 voti a favore e 11 contrari dal Parlamento ungherese, relativa a significative modifiche che danno di fatto maggiori poteri al governo, a discapito degli alti vertici internazionaliSi tratta di una vera e propria rivoluzione, senza spargimento di sangue

     Budapest – Rivoluzione Democratica o Populismo? 

    Eppure tutti gli organi di stampa internazionale, riempiendosi la bocca di termini quali populismo, antidemocrazia e (addirittura) fascismo, condannano severamente Orban e i propri seguaci, etichettandoli come un nuovo pericoloso regime, da combattere. Noi Italiani che il fascismo l’abbiamo conosciuto sulla nostra pelle ci teniamo a prendere le distanze da queste affermazioni, invitando i nostri colleghi giornalisti – specie quelli più accaniti o magari disinformati – ad utilizzare termini più consoni rispetto a quanto sta accadendo in Ungheria. Non ci risulta, infatti, che il Fidesz abbia raggiunto il potere a forza di olio di ricino, e che, tantomeno, abbia intrapreso una campagna antisemita.

     Le Accuse di comodo degli "Europeisti" a "Prescindere" 

    I media europei – o almeno gran parte di essi – come ben sappiamo al "servizio" delle principali forze politiche pro-BCE, lanciano pesanti invettive contro questo fantomatico ‘’nuovo regime’’, prendendo di mira le linee guida della politica orbaniana.  «Le notizie sulle campagne elettorali saranno riservate ai soli media di Stato» scrive l’Indipendent, mettendo in luce la propria incompetenza in merito e palesando disinformazione. In realtà le nuove direttive prevedono che gli spot elettorali potranno essere trasmessi solo dalle tv pubbliche, in par condicio.

     Orban e le bufale mediatiche de "La Repubblica" 

    Anche "La Repubblica" si attesta sulle medesime posizioni: «Gli studenti saranno obbligati, dopo la laurea, a restare in Ungheria per un periodo almeno lungo come il corso di laurea, e in alcuni casi fino a dieci anni, e sarà loro vietato di cercare lavoro all’estero. Se violeranno tale norma dovranno ripagare le spese degli studi superiori». Una notizia completamente errata, che mette in evidenza importanti ‘’incomprensioni’’ (chiamiamole così) da parte della testata italiana. La norma tirata in ballo dal giornale fondato da Scalfari, prevede l’obbligo di lavorare in Ungheria solo per chi beneficerà degli aiuti statali e, se vorrà lavorare all’estero, dovrà rimborsare ratealmente la somma ricevuta allo stato ungherese. Un tantino diverso no?

     La Questione dei "Senza Tetto" – Altra Mirata Disinformazione di Regime 

    Ancor più aberrante è l’interpretazione data dal mondo mediatico circa le posizioni assunte dal governo ungherese sui senzatetto, che secondo gli organi stampa, sarebbero stati addirittura criminalizzati. Per quel che riguarda i clochard esiste una nuova norma che vieta categoricamente il vagabondaggio in alcuni dei principali luoghi pubblici ma, lo stesso emendamento, obbliga il governo centrale e quelli locali a fornire un alloggio a chi è senza fissa dimora, incoraggiandone l’inserimento nella società. Si tratta dell’ennesimo tentativo da parte dei volti noti dell’alta borghesia internazionale di criminalizzare ogni sorta di spinta reazionaria nei confronti del governo centrale UE, che, per mezzo dei famigerati e criminosi FMI e MES, continua a logorare le nazioni europee. L’Ungheria, in realtà, sta dimostrando di poter alzare la testa ed è un grande esempio per il resto del Continente. Questo è quel che ci interessa! Per il resto è tutta becera propaganda di regime!

    Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Via al Fondo Ammazza Stati: 11° Comandamento, Servi il Mercato Dio Tuo!

    Via al Fondo Ammazza Stati: 11° Comandamento, Servi il Mercato Dio Tuo!

    Martedì, Ottobre 9th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Germania / Italia / Lussemburgo / Francoforte / Board BCE / Verona / Arena di Verona / Ecofin / Unione europea / BCE / Mario Graghi / Mario Monti / Olli Rehn / Manuel Barroso / Vittorio Grilli / MES / ESM / Fondo Salva Stati / Fondo Ammazza Stati / Banche / Dittatuta Finanziaria / Tobin Tax / Fitoussì / Adriano Celentano / Gian Antonio Stella / Sergio Rizzo / La Casta / Fiscal Compact / Morgan stanley / Goldman Sachs / Giovanni Monti / Speculazione internazionale / Klaus Regling / Impero europeo / Spread / Rating / Jens Wiedmann / Bundesbank / Licenza bancaria / Schiavi dell'Eurozona 

    Ue – Via al Fondo Ammazza Stati:

    11° Comandamento, Servi il 

    Mercato Dio Tuo 

    Ecco a voi l'Accentramento Totalitaristico

    e la Dittatura Finanziaria: il punto di

    "Qui Europa" su MES, UE e BCE

    Verona: la delusione di Rock Economy e le

    superficiali osservazioni di Fitoussì sulla crisi

    Francoforte, Lussemburgo, Verona – Ieri, a Lussemburgo, in occasione dell'atteso Ecofin (Consiglio europeo dei 27 ministri finanziari dell'Ue) che si è tradotto in un nulla di fatto per la Tobin Tax (soprattutto per l'opposizione del ministro italiano Vittorio Grilli – e in maniera indiretta di Monti – alla tassa sulle transazioni finanziarie) l'Europa, in pompa magna, ha  accolto in passerella , con tanto di foto ricordo, l'entrata in funzione del dittatoriale e liberticida MES (Fondo "Salva Stati" – si fa per dire – Permanente) sul quale abbiamo fatto scorrere ideali "fiumi di inchiostro" (vedi allegati)  allertando gli Italiani ed i nostri non pochi lettori che ci seguono dal resto dell'Europa, come esso sia uno strumento altamente ingannevole e distruttivo per l'economia dei paesi membri Ue rientranti nell'Eurozona, e sul fatto che esso sia in realtà una forma di dittatura mascherata, a tutti gli effetti.

     MES-Media: Ignoranza o Mala Fede sul "Salva-Stati"? 

    Intanto, non troppo confortante è la situazione a Francoforte, malgrado gli ingiustificati toni trionfalistici usati impropriamente dai Tg nazionali di bandiera e dalla  stragrande maggioranza degli amici della carta stampata: cui redazioni evidentemente o non hanno studiato a dovere gli articoli dei nuovi trattati europei nascenti o – gioco forza – sono palesemente in mala fede. Ignoranza o mala fede? A voi la scelta, carissimi lettori!

     BCE – Draghi lascia ivariati i Tassi d'Interesse 

    Infatti nelle scorse ore, e stando alle nostre previsioni, la BCE di Mario Draghi ha deciso di lasciare invariati i tassi d'interesse: manovra non concepibile, in un tempo di credit crunch e di imprese strozzate dalla mancanza forzosa di accesso al credito. Nella tradizionale conferenza stampa che segue i consigli del board BCE (cioè la riunione di "banchieri privati"che decide le sorti economiche e monetarie dell'Europa, surrogandosi ai rispettivi ministeri del Tesoro e Banche centrali degli stati nazionali, o di quel che ne resta) Draghi, ha ribadito che la Bce si adopererà nel comprare titoli annuali o triennali  dei Paesi con lo spread alle stelle (es.: BOT italiani e Bonos spagnoli) ma sulla base di un mezzo ricatto concertato con i "compari" di Bruxelles. O meglio di un ricatto bello e buono: gli stati non solo dovranno approvare il Fiscal Compact, il Patto di bilancio, per rafforzare la fiducia dell'onnipotente ed incontrastabile dio mercato; ma anche non permettersi assolutamente di sgarrare nei conti. Detto in soldoni gli europei con l'euro in tasca (ed in particolar modo Italiani, Greci, Spagnoli, Portoghesi ed Irlandesi)  dovranno continuare a pagar tasse folli ed a tapparsi la bocca per decenni.

     La Ricetta Ue di "Fallimonti" e l'ulteriore impennata del Debito Pubblico 

    Davvero un prospettiva rincuorante, non c'è che dire! Soprattutto considerando che dall'estate 2011 ad oggi il debito pubblico – con la ricetta di "FalliMonti": come lo ha giustamente ribattezzato Bobo Maroni – è aumentato di ben 100 miliardi di euro. E malgrado un livello di tassazione record vicina al 50-60% (70% se si considerano le inique accise statali da record del mondo) e senza il corrispettivo di servizi e welfare adeguato: vedi taglio di 7000 posti letto nella sanità, solo per fare un piccolissimo esempio! Da ciò si comprende e "giustifica" l'estrema contentezza di TG e giornali nel dare la provvidenziale notizia dell'entrata in vigore del Fondo "Ammazza Stati" Permanente, per l'appunto. Roba da pazzi! I cittadini degli Stati membri dell’eurogabbia dovranno quindi  prestarsi ad essere ancora cavie sacrificali del sistema, accollandosi la riduzione del debito pubblico creato all'80/90% dalla speculazione bancaria (attraverso l'emssione a debito della moneta: signoraggio bancario) ed al 10/20% dalla mala politica. Ma poco importa! Il prezzo lo dobbiamo pagare noi onesti cittadini! E i furbetti della finanza? Quelli no! La Tobin Tax resta un miraggio! Il preside della Bocconi ha deto no!

     11° Comandamento: Servi il Mercato dio Tuo! 

    Ma ci verrebbe da prendere il primo volo per Francoforte, recarci alla BCE e chiedere al caro Draghi: che vuol dire che tutto dipende dalla fiducia dei mercati? Che senso ha parlare di spread e "fondo anti spread" quando speculatori e multinazionali che controllano i consigli di amministrazione delle private e plurindagate agenzie di rating fanno a loro uso e consumo il bello ed il cattivo tempo, orientando rovinosamente e tenendo sotto scacco l'economia di un intero continente? Non ha davvero nessun senso, carissimo Draghi! Ancora oggi, d'altronde con lo spread "stabile" a quota 350 punti, malgrado gli indicatori economici degli stati registrino ciclopici sforzi in termini di austerity, quella a goderne resta pa speculazione internazionale, che si arricchisce con gli alti tassi d'interesse da usura alle spalle dei cittadini-schiavi. E ciò mentre gli ex uomini di Goldman Sachs e Moody's (tra i quali proprio Draghi e Monti: quest'ultimo addirittura "ex" membro/dipendente di entrambi le società) continuano a reggere il moccolo della speculazione e dei loro amici d'oltreoceano. Per non tacere sul figlio (di papà) del "professore", tale Giovanni Monti, pezzo grosso della "banca d'affari" Morgan Stanley. D'altra parte il noto detto sulla Goldman parla chiaro: "Chi è entrato in Goldman Sachs resta uomo Goldman Sachs a vita". E si vede! 

     Ecco a voi l'Accentramento Totalitaristico e la Dittatura Finanziaria 

    Ma quali sono i prossimi piani di questo folle disegno speculativo e di accentramento totalitaristico? Semplice: l'Unione bancaria e il definitivo smantellamento reale delle Bance Centrali (che sarà in tal modo irreversibile, condannando per sempre i cittadini a pagare a debito il proprio denaro); l'Unione di Bilancio (definitivo svuotamento del ruolo economico e politico-economico degli stati nazionali) e l'Unione Fiscale: possibilità reale di controllare da vicino le cavie da laboratotio (per non dire i sorci) dell'Eurogabbia. Il tutto sotto l'egida della BCE, del Consiglio europeo (nel quale abbondano i leaders  in odore di Trilateral, Bilderberg e Goldman) e della  Commissione europea dei tecnocrati non eletti mai in nessun Parlamento nazionale ed in nessun collegio. Tecnocrati semplicemente chiamati (eletti) per opera e virtù dello "spirito speculativo" del sacro dio mercato. Questo signori è il quadretto che ci aspetta, inaugurato proprio ieri tra foto ricordo e sorrisi a profusione di Grilli, Rehn e combricola bella.

     BCE – L'ultima commedia, nei migliori teatri di Francoforte 

    L'ultima commedia è poi stata inscenata – per aumentare il grado di realismo e magari per non far capire che il copione da seguire era stato già scritto altrove – a Francoforte, all'interno del suddetto board BCE: in esso il prode Draghi, mistificando completamente la realtà dei fatti, ha tenuto un simpatico siparietto con Jens Weidmann (boss della Bundesbank) che aveva votato "no" all’acquisto dei titoli triennali. Ma la verità e ben diversa e – malgrado tutto – senza la rottamazione dello scellerato "Sistema Target 2" (vedi approfondimenti in allegato) la Germania delle banche e dell'industria pesante (cioè Berlino) continuerà sempre a regnare (assieme a Bruxelles, Londra – quanto a speculazioni finanziarie sull'euro – e Francoforte) nel sacro impero europeo, anglo-germanico.

     Klaus Regling e il Regno del MES 

    Ma c'è un'altra fregatura a conclusione della storia: il tanto lodato MES o ESM (Fondo "Ammazza Stati" Permanente) posto sotto il controllo (guardacaso) di un tedesco (tale Klaus Regling) da ieri è entrato in azione e potrà acquistare i titoli degli stati che dovessero avere la sventura di chiederne l'intervento (una sorta di meccanismo Ue stile FMI e Banca Mondiale, per intenderci) attraverso la dotazione di fondi pubblici, sottratti già in partenza agli stessi stati: o meglio agli stessi cittadini. Non sarà la BCE a finanziare il MES (non esiste licenza bancaria) ma bensì gli schiavi ignoranti e creduloni dell'Eurozona.

     Verona – La Delusione di Rock Economy e le Superficiali osservazioni di Fitoussì 

    Questo, a condizione, che – ovviamente – qualcuno non si decida di smontare baracca e burattini, uscendo dall'Eurozona e da questa dittatoriale Ue. Auguri! Certo ci saremmo aspettati nella serata di ieri – nella cornice mozzafiato dell'Arena di Verona – ben altre considerazioni sulla dittatura finanziaria nata. Ben altre considerazioni in merito alla "Crisi" da parte del saggio Fitoussì e di Celentano, Rizzo e Stella, nell'"Arena" di Rock Economy: ma le omissioni su tali drammatiche realtà sono state davvero tante. Troppe! Ed anche per un estimatore, qual sono, del molleggiato: soltanto l'ombra del Celentano "guerriero" apparso a San Remo. Speriamo almeno possa rifarsi nella serata di stasera!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Grecia, Recessione al 5% – Ministero della Difesa occupato dai leoni feriti della Hellenic Shipyards

    Grecia, Recessione al 5% – Ministero della Difesa occupato dai leoni feriti della Hellenic Shipyards

    Sabato,  Ottobre 6th/ 2012 

    – di Sergio Basile –

    Grecia / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo greco / Troika / Bce /  tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Antonis Samaras / sciopero /  Grecia / categorie sociali in rivolta / feriti / indignados / Rivoluzione / Nuova Costituzione / Dimissioni del Governo / Dimissioni del Parlamento / Hellenic Shipyards / Recessione / Ministero della Difesa / Ministero della Sanità / I nuovi Hitler / Manuel Barroso / Christine Lagarde / Mario Draghi / Herman Van Rompuy / Antonis Samaras / Qui Europa / Sergio Basile / Sciopera Generale in Grecia 

    Grecia, Recessione al 5% – Ministero della

    Difesa occupato dai leoni feriti della

    Hellenic Shipyards

    Nuovi aspri scontri di operai e medici contro i

    macellai della troika e i tagli governativi

    Indiscrezioni dalla stampa francese: "La Grecia potrebbe

    garantire gli aiuti con le riserve di gas di cui dispone".

    In vista nuovo sciopero generale per 17 e 18 Ottobre

    Grecia, Occupato il Ministero della Difesa

    Atene – Recessione al 5%Non è un dato sballato fuoriuscito da un calcolatore elettronico in tilt, ma bensì è l'amara realtà delle stime sull'economia ellenica, nell'era dell'Eurozona e dei vampiri della Troika. Intanto nelle ultime ore nuovi aspri scontri si sono registrati al Pireo – zona portuale di Atene – dove un centinaio di lavoratori dei cantieri navali dell’Hellenic Shipyards, azienda in odore di fallimento, sono tornati in pazza per protestare contro i nuovi tagli ai salari,  decisi dal governo Samaras su imposizione della solita "bestiale" Troika (Ue, Bce, Fmi).

     L'Odissea della Hellenic Shipyards 

    Storia davvero singolare quella dell'azienda greca, che già era stata venduta  nel 2010 dal gruppo tedesco ThyssenKrupp, al gruppo Abu Dhabi Mar. Ma i lavoratori dell'Hellenic Shipyards dimostrandosi solidali con il resto della popolazione ellenica, hanno rivendicato anche giustizia in merito alla  macelleria sociale fatta attraverso il gravissimo sfoltimento delle pensioni, mediante l'attuazione di privatizzazioni insensate a favore della speculazione estera, e soprattutto verso gli stipendi da terzo mondo che – tra l'altro – spesso e volentieri non vengono neppure pagati. Eppure – come puntualmente nota, stamane, la stampa francese – una domanda sorge spontanea: "ma la Grecia non potrebbe garantire il suo debito attraverso le ingenti riserve di gas di cui dispone, anziché avviare tali misure disumane e recessive?

     Ministeri sotto assedio 

    Ma andiamo ai fatti, e che fatti! Nelle scorse ore la protesta per la prima volta si è spostata addirittura all'interno di un palazzo istituzionale: i lavoratori del gruppo, infatti, eludendo ed in parte forzando la sorveglianza, come leoni feriti, sono irrotti all'interno del Ministero della Difesa, facendo vivere a tutta la popolazione greca incollata alla tv, lunghe ore di altissima tensione. Tensioni anche dinnanzi al Ministero della Sanità, per la protesta dei medici e del personale ospedaliero, denuncianti la distruzione del "Sistema Nazionale della Sanità e degli ospedali pubblici” ad opera dei padroni illegittimi dell'Europa. I nuovi dittatori (a tutti gli effetti, e senza eufemismi di sorta) dei popoli del Vecchio Continente. Intanto le forse sociali si stanno mobilitando attraverso una febbrile organizzazione per dar luogo ad una nuova giornata di sciopero generale per il 17 e 18 ottobre.  .

     Dramma Grecia – Le soluzioni ci sono, ma non si vogliono prendere 

    Ma la pazzia dittatoriale dei nuovi "Hitler" della Troika (Barroso, Van Rompuy, Lagarde e Draghi) – fautori di una dittatura di tipo economico-finanziario – non si è fermata neppure dinnanzi a tali proteste, ma anzi ha rincarato la dose, annunciando – sempre nelle ultime ore – un aumento dei tagli previsti nel 2013 e – addirittura –  l’approvazione di un nuovo pacchetto di austerità che permetterà – pensate un pò – l'accesso a "nuovi aiuti da usuraio". E pensare che basterebbe  abbandonare l'iniquo e subdolo sistema europeo di regolazione interbancaria "Target 2" (vedi approfondimento in allegato) o rinazionalizzare la Banca Nazionale ellenica, riformare il Trattato di Lisbona (Art.123) ed abbandonare l'Eurozona atraverso forme di "uscita" progressive e controllate per risolvere la situazione. Ma l'Europa dei tecnocrati preferisce far finta di niente, e continuare a tirare la corda, alla faccia dei principi di sussiduarietà ed uguaglianza tanto decantati dagli stessi trattati europei (completamente traditi) e dei diritti umani.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Venerdì, Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Grecia /Atene / Crisi / Minori / Soglia di Povertà / Lavoro Minorile / Esclusione Sociale / Reddito Minino / Unicef / La condizione dell’infanzia in Grecia 2012 / Eapn / Barroso  Grecia: la vera crisi è quella dell’infanzia […]

    Italia-Spagna: Guerra tecnocratica

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    Giovedì, Aprile 12th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Spagna / eurozona / Unione Europea / Crisi / Spread / Investitori / Debito Pubblico / El Mundo / Monti / Rajoy / Pagliuzza e trave / Spread  Italia-Spagna: colpi bassi a suon di dichiarazioni  El Mundo: "E’ una guerra sporca!" Rajoy […]

    Madrid sotto assedio – Tagli e diktat

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    Mercoledì, Aprile 11th/ 2012 – di Sergio Basile –  Spagna / Crisi Ue / Eurozona / Euro / Commissione europea / Approvazione tagli / Madrid / Misure di Austerity / Olivier Bailly / Governo Rajoy / Governo Zapatero / Dittatuta del mercato / Democrazia / Spread / Deficit regionale / Eurostat /  Dopo Lisbona, nuove […]

    Bilancio: Bruxelles bacchetta Madrid

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    Lunedì, Marzo 5th / 2012 Commissione europea / Commissione Affari / Spagna / Bilancio / Rehn / Rajoy Bilancio: Bruxelles bacchetta Madrid Scostamento rispetto a 2011 Bruxelles – Nelle scorse ore il commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, Olli Rehn, tramite il suo portavoce Amadeu Altafaj, ha espresso le sue perplessità sulla situazione di […]

    Grecia: sovranità nazionale da 130 miliardi?

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    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Grecia / Commissione Ue / Eurogruppo / Debito / Crisi / Papademos / Barroso   Grecia: sovranità nazionale da 130 miliardi ? N0n convine l'accordo "Salva-Grecia" Atene – E’ stato raggiunto, la notte scorsa, l’accordo Salva-Grecia che prevede, da parte dell’Unione Europea un prestito […]

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    Mercoledì, Febbraio 8th / 2012 Troika / Crisi Ue / Grecia / Atene / Default / G20 / Nuovo Ordine Mondiale / Crisi / Now / Banksters / New Order World / Default / Corriere della Sera  La culla della civiltà, verso il fallimento La patria di Platone e Socrate verso un Nuovo Ordine Mondiale  […]

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  • Le Falsità di Draghi-Barroso: “Impossibile uscire dall’Euro!” – L’Olanda fa le valigie, Washington pressa Madrid

    Le Falsità di Draghi-Barroso: “Impossibile uscire dall’Euro!” – L’Olanda fa le valigie, Washington pressa Madrid

    Venerdì, Settembre 7th/  2012

    – di Silvia Laporta –

    Unione europea / Bruxelles / Francoforte / Amsterdam / Madrid / Washington / Bce / Eurozona / Eurogruppo / Barroso / Junker / Omama / Rajoy / Mario Draghi / BCE / Olanda / Spagna / Euro / Fine della moneta unica / Art. 140 / Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea / Obama / Colonialismo / Imperialismo Usa / Nuova Guerra Fredda / Titoli di Stato / Nuovo Ordine Mondiale 

    Draghi-Barroso: "Ormai è impossibile uscire

    dall’euro!" Le falsità dei Tecnocrati

    Intanto l’Olanda si ribella, "No al Mes!" 

    Amsterdam auspica di uscire dalla moneta unica!

    Intanto gli Usa offrono il loro “aiuto” alla Spagna.

    La riflessione dell'eurodeputato Claudio Morganti:

    "Utilizzano fittiziamente i trattati Ue per speculare sull'euro e

    giustificare i propri magheggi e l'assenza di Democrazia!"

    Bruxelles, Francoforte, Asterdam, Madrid, Washington – "Uscire dall’euro è irreversibile!" Lo ha dichiarato nelle scorse ore Mario  Draghi, il presidente della Bce, spalleggiato da Jean Cloude Juncker – presidente in carica dell'Eurogruppo – che ha definito  la fine della moneta unica come “tecnicamente impossibile”; e dalla Commissione europea, (di Manuel Barroso) che si rifà all’art. 140, richiamando il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. In realtà questo articolo fa riferimento alla fissazione irrevocabile del tasso al quale l’euro è subentrato alle monete nazionali degli stati membri; ma viene malamente utilizzato dalla Commissione, per poter giustificare le proprie torbide e confuse manovre. Ce lo ha fatto notare ieri l’eurodeputato della Lega Nord, Claudio Morganti,  che ha obiettato: “ Perlomeno Draghi non si è appellato ad alcuni titoli dei trattati che non hanno alcuna attinenza con l’irreversibilità della moneta unica, senza speculare su quello che essi dicono o non dicono”. Da queste affermazioni – continua l’eurodeputato leghista –   si deduce che se uno stato decidesse di uscire dalla moneta unica, dovrebbe recedere necessariamente anche dall’Unione. Un meccanismo che testimonia l’oscurità dei trattati europei e la scarsa democraticità di questa zavorra, che presto ci porterà tutti alla deriva”.

     L'UE sempre più sgretolata – Verso lo Sfaldamento Finale 

    L’Unione europea, dunque – malgrado i proclami TV ed i titoloni illusori della stampa di regime – è sempre più sgretolata. Il denaro, gli interessi e il profitto personale, dividono gli stati del Vecchio Continente. Saranno forse i Trattati europei che fanno acqua da tutte le parti? Oppure è solamente una questione di "tradimento dei Trattati"? Beh – come visto nei giorni scorsi – un pò sia l'una che l'altra ipotesi! Ma fortunatamente in Europa non sono tutti plagiati come noi Italiani: altrove la stampa è infinitamente più libera e veritiera.

     Olanda – "Pronta a far le Valigie" 

    Ne è esempio il sistema olandese: Paese Ue, l'Olanda, aderente all'euro, nel quale il confronto democratico e la stampa obiettiva hanno permesso di far maturare un forte e libero dissenso verso l'Ue e la stessa Euro-gabbia. E l’Olanda, dunque, alza la testa e si appresta a fare le valigie. Nel paese dei mulini e dei tulipani, infatti, si intensifica giorno dopo giorno,  ora dopo ora, il coro contrario al MES ed alla formazione degli Stati Uniti d’Europa. Si respinge cioè la dittatura e il totalitarismoIl 12 Settembre gli Olandesi saranno chiamati, per la seconda volta in due anni, alle urne: queste elezioni saranno decisive su welfare ed Europa. A questo proposito gli Olandesi sono davvero  stanchi: già lo Stato sociale ha subito dei profondi tagli  e adesso nessuno vuol vedere lo sgretolamento del welfare e salutare altri miliardi che prendono la via di Bruxelles, destinati al Fondo Salva Stati Permanente: il totalitaristico e liberticida MES. La maggior parte dell’ostilità si rivolge all’Europa politica, vista come un mostro burocratico, un leviatano di tocquevilliana memoria che minaccia la sovranità olandese e consuma risorse. E nelle prossime elezioni, entrambi le ali politiche, hanno cavalcato questo sentimento di insofferenza: da una parte l’estrema destra vorrebbe l’uscita dalla moneta unica e dalla stessa Unione europea; dall’altra i socialisti intendono limitare l’ingerenza di Bruxelles nelle questioni nazionali e tagliare i trasferimenti alle istituzioni europee.

     Il Timore dell'Eurocasta  

    Un messaggio che fa tremare Angela Merkel, Mario Monti, Francoise Hollande e – ovviamente – gli stessi Mario Draghi, Jean Cloude Junker, Herman Van Rompuy e Manuel Barroso, che vedono ormai la loro politica pro-austerity vacillare sempre di più, venendo a mancare – come pare – l’appoggio di un altro tassello importante di questo aborto mostruoso di Unione europea. L'Olanda, appunto! Tutto ciò accade, come trattato nella giornata di ieri – da "Qui Europa" – mentre l'Osservatorio Statistico europeo della Commissione Barroso (Eurobarometro) dà curiosamente e – consentiteci – "misteriosamente" il sentimento "europeista" tra gli stessi cittadini europei in forte e continua ascesa! Che dire?! Divertente! Molto divertente davvero! Solo che non è una battuta!

     USA-EUROPA – Una Seconda Guerra Fredda del Debito? 

    Oltreoceano, invece, qualcuno si “preoccupa” per noi europei. Ma attenzione alle virgolette! Mentre l'Europa attende con trepidazione la decisione ufficiale della Consulta Tedesca sulla legittimità del MES, e Mario Draghi – nelle scorse ore – ha di fatto commissariato l'Italia, aprendo all'acquisto diretto di titoli di stato solo dietro il ricatto degli "aiuti" (a morire) della famigerata Troika (Ue, Bce, Fmi) gli Stati Uniti di Obama hanno lanciato una bomba: il tesoro americano, vuole stanziare le sue riserve di decine di milioni di dollari, a favore della Spagna. Il motivo di questo intervento esplosivo è parrebbe piuttosto variegato: innanzi tutto Madrid è vittima di una pressione tedesca, che Obama vorrebbe smorzare; In secondo luogo la Spagna è importante per l’economia dei paesi Sudamericani; in terzo luogo – a detta di Washington – quella annunciata vorrebbe essere una "provocazione istituzionale" nei confronti del Vecchio Continente, del tipo: “voi non fate niente, ci pensiamo noi!”. Ma la verità e che la globalizzazione dei mercati, la finanziarizzazione dell'economia e la globalizzazione del debito (vedi anche i pesantissimi interessi della Cina sui titoli di stato europei) ma soprattutto l'esproprio forzato della sovranità monetaria degli stati, hanno finito per aprire i portoni dell'Europa  – con il pretesto di un debito artificiale – ad ogni sorta di barbari invasori, e con la complicità di quelli che dovrebbero essere i custodi (neo-liberisti) delle nazioni! Ed in tutto ciò – come sempre: la storia del Novecento ce lo insegna – l'imperialismo USA ci sguazza, all'insegna del progetto mondialista di un Nuovo Ordine Mondiale filo-statunitense. Insomma quasi una Seconda Guerra Fredda. Un conflitto, questo, che si combatte però a botta di "menzogne e grana": compravendite di stati, per i propri interessi. Alla fine chi la spunterà non ha importanza: l’unica sconfitta – se tutto dovesse restare invariato – sarà quella personale, quella che riguarda le dignità della povera gente, vittima della crisi indotta, ormai diventata merce di scambio. Ormai tagliata a trance e rivenduta come avviene col pesce in un qualsiasi mercato rionale.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Agosto 2nd/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Unione Europea / Bruxelles / Debito Pubblico / Sovranità nazionale / Euro / Moneta unica / Politica / Economia / Finanza / Comunità / Unità politica / Deficit / Crescita / Crisi / Mercati finanziari / Francia / Spagna / Finlandia / Monti […]

    La Crisi potrebbe finire in un minuto, basterebbe volerlo davvero – Bce e caso Norvegia

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

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    Martedì, Luglio 24th/ 2012  – di Sergio Basile –  Italia / Eurozona / Crisi Ue / Economia / Debito pubblico / Alberto Quadrio Curzio / Il Giornale / Riserve auree / Prestito garantito / Tentacoli sull'oro italiano / Speculazioni / Furbizie / Recessione / Bilderberg Club / Goldman Sachs / Jim O'Neill / Economia della […]

    Farsa Spagna – 100 miliardi di ricapitalizzazioni bancarie

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    Venerdì, Luglio 20th/ 2012 – di Sergio Basile – Spagna / Crisi Eurozona / Ue / Consiglio europeo / Cristobal Montoro / Olli Rehn / Mariano Rajoy / Proteste e manifestazioni pubbliche / Manuel Barroso / Ricapitaliazzazioni bancarie / 1000 miliardi / Wolfgang Schaeuble / Bendestag / Vittorio Grilli / Giorgio Squinzi / Debitocrazia / Furto legalizzato […]

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    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

    La riflessione del Nobel – Paul Krugman e la fine dell’euro

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    Sabato, Giugno 9th / 2012  – di Silvia Laporta – Unione europea / Eurozona / Economia / Finzanza / Instabilità dell'Eurozona / Intervista a Paul Krugman / Banca Finanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / 6 pericoli immediati per l'Europa / Cecità dei leader europei / Consiglio europeo / Fiscal compact […]

    Il monito del Nobel Krugman: “L’Ue abbandoni l’Euro”

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    Sabato, Aprile 21th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Banca Centrale Europea /Bce / Crisi / Spagna / Regno Unito / Euro / Bolla immobiliare / Disoccupazione / Suicidi / Austerità / Inflazione /  Times / New York Times / Paul Krugman / Simon Wolfson / Premio Nobel  / Abbandono dell'euro […]

    Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il rigore!

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    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012 Unione Europea / Crisi /  Rigore / Nobel / Paul Krugman   Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il  rigore!         Il duro monito di Paul Krugman all'Ue New York – Sentir parlar male dell’eccessivo rigore economico da un cittadino medio potrebbe non suscitare effetti importanti, […]

     

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

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    Domenica, Giugno 17th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / […]

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

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    Venerdì, Giugno 15th / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore / […]

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

    Giovedì, Marzo 29th / 2012 Grecia / Troika / Ue  / Bce / Fmi / Commissione europea / Crisi / Banche  / Dignità umana / Spread / Rating / Blocco consumi / Protesta / Multinazionali  Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika Quando l'euro vale più della dignità umana Ma “l’usura” non era un reato? […]

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    Martedì, Luglio 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare  […]

    Euro: non è nato sotto una buona stella, e si è visto…

    Euro: non è nato sotto una buona stella,  e si è visto…

    Mercoledì, Giugno 20th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Europa / Roma / Francoforte / Bruxelles / Euro / Lira / Moneta Unica / Unione Monetaria / Unione politica / Maastricht / Tangentopoli / Spot euro / Euroscettici / Giulio Andreotti / Gianni de Michelis / Guido Carli / Pierre […]

     

  • Dittatura MES: la Germania dice No alla licenza bancaria, pagheranno i cittadini

    Dittatura MES: la Germania dice No alla licenza bancaria, pagheranno i cittadini

    Giovedì, Agosto 2nd/  2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile – 

    Eurozona / Vertici Ue / Monti / Hollande / Crisi economica / Bce / Merkell / Germania / Esm / Fondo salva stati permanente / Barack Obama / Palazzo Chigi / Democrazia / Radio Uno / Eurozona / Austerità / Mario Draghi / scudo anti- spread 

    MES: la Germania indietreggia, No alla licenza 

    bancaria per fronteggiare il debito

    dell'Eurozona

    Le famiglie italiane ed europee provvederanno a

    finanziare il dittatoriale MES con tagli e tasse

    Monti – Hollande – Obama – Merkel: un pò di sano teatro

    in attesa della decisione della Consulta Tedesca

    sulla legittimità del MES

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Parigi – Quella di Martedì scorso è stata una giornata alquanto positiva per il nostro premier Mario MontiIncontratosi con il presidente francese Francoise Hollande a Parigi, ha discusso circa i problemi e le presunte soluzioni da intraprendere per il "bene dell’Eurozona" e dell'euro, fissando un appuntamento per un formale ennesimo vertice bilaterale a dicembre. In mattinata, in preda ad una indecifrabile euforia, si era addirittura sbilanciato intervenendo in diretta in un programma radiofonico su Radio Uno, dicendo : “Ci stiamo avvicinando alla fine del tunnel, intravediamo una luce”. Ma probabilmente doveva trattarsi di un messaggio in codice: non c'è altra spiegazione razionale! Peccato, infatti, che a questa farlocca, impossibile e pretestuosa “fine del tunnel” il popolo italiano troverà soltanto una gabbia, una trappola dalla quale non potrà più uscire. E forse era proprio questo a rendere così felice il professore. 

      Vogliono salvare l'euro sulla pelle dei cittadini   

    Ma da notare come, sempre Martedì, mentre il professore si trovava faccia a faccia con il collega Francoise Hollande,  sia giunta a Parigi con tempistica svizzera una notizia "inattesa" ma comunque già caldeggiata in tempi non sospetti dallo stesso panzer tedesco, Angela Merkel: la Germania non fornirebbe la licenza bancaria all’Esm (o Mes). Cioè non avallerebbe la possibilità per il celeberrimo Fondo Salva Stati Permanente (di cui più volte vi abbiamo indicato i caratteri negativi ed estremamente dittatoriali) di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Cosa quest'ultima che – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italianeMa in tal modo la "stretta" dei padroni della Germania e dell'euro-casta sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leaders (tra i quali la stessa Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo (cioè utilizzando direttamente gli euro della Bce) si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE, in condizioni normali, di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Ma perchè barricarsi ancora impietosamente dietro questo dogmatico Trattato?

      Una amnesia nociva alle famiglie italiane   

    Ma d'altra parte i leaders europei e la stessa Merkel sembrano soffrire di una strana forma di amnesia e di non ricordare che il finanziamento diretto del debito statale da parte della BCE sarebbe previsto nei casi di emergenza (e questo che viviamo è un contesto di emergenza estrema) dall'articolo 11 del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei (in un continuo teatrino di responsabilità, volto allo scaricabarile) anziché decidere di far intervenire in maniera indolore la Bce, è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

      L'Eroica opposizione legale dei cittadini tedeschi  

    Il MES – e con esso il sedicente "Scudo Anti-Spread", ricordiamolo – entrerà in vigore, salvo imprevisti, il prossimo 12 Settembre, ovvero dopo che la Consulta tedesca ne avrà eventualmente valutato la costituzionalità. Poco tempo fa, infatti, un  gruppo di cittadini  formato da professori, avvocati e  attivisti, avevano portato, davanti alla Corte Costituzionale, un ricorso circa la conformità costituzionale del MES. Cittadini che ci hanno visto lungo e che stanno tentando l'ostica strada "legale" per ribellarsi alla conseguenze che seguiranno alla ratifica del trattato e del suo statuto: stanchi di pagare il prezzo della crisi e le conseguenze amare dell'austerità che oggi colpisce indiscriminatamente anche gli stessi cittadini tedeschi, a vantaggio dei banchieri tedeschi.

      Ue-Usa – Un pò di teatro non guasta  

    La decisione di Angela Merkel – a detta di Monti ed Hollande – sarebbe giunta come un fulmine a ciel sereno sull'Eliseo, innescando un allarme avvertito fino agli Usa: dove Barack Obama, sempre più in "tensione" per gli esiti della crisi dell’Eurozona (che per ora, tuttavia, vista la situazione sta tornando utile alle banche d'affari Usa) si è subito apprestato a contattare Roma, chiedendo garanzie sul fatto che la difesa della moneta unica resti di fatto l'obiettivo primario e costante dei leaders europei; e che tutte le misure (misure-gabbia) decise nel vertice del 28 e 29 Giugno, possano essere attuate in breve tempo. 

     Tagli e Tassazione per finanziare i folli MES e Scudo anti-spread 

    Davanti a questa situazione Mario Monti e Francoise Hollande hanno confermato il mandato pieno alla Bce di Mario Draghi, omettendo però di ricordare agli europei – come detto – che non sarà la Bce a tirar fuori la provvidenziale grana per coprire i debiti fittizi degli stati, ma bensì la Bce sarà soltanto l'organo deputato a controllare e gestire il MES: fondo autonomo i cui fabbisogni finanziari di copertura saranno ovviamente garantiti dal Pil degli stati, pro-quota: cioè da noi cittadini tramite la tassazione e i tagli alla spesa. Tagli, inutile dirlo, operati con la disastrosa e pretestuosa Spending Review.

     UE-MES: Pura Dittatura! 

    Ma la cosa ancor più grave e vergognosa è che se l'Italia e gli altri Paesi in difficoltà non si impegneranno a ridurre il proprio debito (debito tra l'altro illegale ed auto-rigenerante) per 40 miliardi l'anno, potrebbero perdere anche il diritto di voto alle elezioni. Dittatura pura! Il politico Hitler, a confronto, era un vero dilettante!

      L'Ultima speranza dei cittadini dell'Eurozona  

    La pretestuosa parola d'ordine, come detto, è: “far di tutto per salvare l’euro” e mettere in pratica le misure decise il 28 e il 29 Giugno inerenti all'entrata in funzione dell'ingannevole scudo anti-spread. Quindi, per ora, non ci rimane – paradossalmente – che sperare in un no categorico della Consulta Tedesca al MES e – di conseguenza – al suddetto scudo, sperando che i cittadini tedeschi non mollino nella loro eroica e nobilissima attività di contestazione verso forme e misure economiche così palesemente inadatte e anti-democratiche.

    Silvia Laporta, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Si alla Spending Review: Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

    Martedì, Luglio 31th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama / Vertici / Tagli lineari / ANCI / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Finmeccanica / Porcellum / Legge elettorale / Eni / Enel / Finanza tecno-mafiosa / Menzogne / Ronald Reagan 

    Guerra delle poltrone e "Spirito Montiano":

    E' bagarre sull'ipotesi di "voto anticipato"

    Parlamento, ok "Piano Monti": Si a  Dismissioni e

    "Spending Review". L'imbarazzante complicità di ABC

    Timoty Geithner in Europa: propaganda imperislistica

    Usa e lodi all'austerity

    Monti – Settimana decisiva per l'Euro: al via la ruota dei vertici

    Roma – La settimana appena iniziata potrebbe essere "decisiva" per l’Eurozona e lo si comprende anche dalla fitta agenda di vertici fissata dal professor Monti con i leader di Francia, Spagna e Germania. Intanto in Italia l’ipotesi “voto anticipato” è  un’incognita sempre meno aleatoria, malgrado gli inviti distensivi di Giorgio Napolitano. Negli ultimi giorni, in tal senso, abbiamo assistito ad un frenetico walzer di incontri più o meno ufficiali tra Monti e ABC (Alfano, Bersani e Casini) ovvero i tre leaders dei partiti “amici” che lo sorreggono. Ma un dato sembra ormai assodato: le caste partitiche, rispetto agli Italiani ed alle loro esigenze reali, agiscono sempre più indisturbate – in totale "libertinaggio" – e sempre più sganciate da un ideale mandato elettorale, ampliamente tradito a discapito della sovranità nazionale e degli stessi cittadini, trovatisi – grazie ad una improbabile ed anti-democratica “proprietà transitiva”  – ad appoggiare un “governo tecnico” trasformatosi a tutti gli effetti in governo politico. Come non parlare di golpe? Una combricola di “tecnici”, come se non bastasse, assolutamente incapace di risolvere i problemi del Paese, ma anzi, capace addirittura di peggiorare la situazione economica generale, appoggiando in tutto le scelte del ministro dell'"Anti-Welfare", Elsa Fornero, e abbandonando – impuniti – gli Italiani nelle braccia del neo-liberismo più distruttivo, sinonimo di dismissioni aziendali, dismissioni del patrimonio nazionale e in ultima istanza di recessione da record.

      ABC e lo sdoganamento della "bestemmia economica"  

    Altro risultato concreto della compagine governativa e dello stuolo di maggiordomi parlamentari al suo seguito, è stato il livellamento al ribasso e la compressione selvaggia dei redditi  di quasi tutte le categorie produttive e dei pensionati. Ciò in nome di una “bestemmia economica” chiamata abolizione del deficit spending: effetto dell’istituzionalizzazione del pareggio di bilancio promosso da Monti e dai suoi colleghi europei ed avallato senza discutere da Pd, Pdl e Udc. Ieri, a coronamento di ciò, alla Camera (in un clima di disarmante tranquillità) si è votato per l’approvazione di spending review e dismissioni patrimoniali. Cioè vi è votato per darla vinta a speculatori e banchieri in maniera definitiva. Si! Proprio così! Infatti i sacrifici definitivamente impostici nella giornata di ieri da questi signori serviranno proprio a ciò: a ripagare gli interessi miliardari sul debito alla speculazione bancaria.

     Avanti con i tagli lineari malgrado l'ANCI 

    Quindi avanti con  tagli lineari, malgrado le veementi proteste giunte nella settimana appena conclusasi dai sindaci italiani e dall’ANCI. Operazione legittimata dal professore in nome dei mercati ed al fine di dar compimento a quei famosi “compiti a casa” voluti dall’Europa e dagli Usa: nuovi “padroni aggiunti dell’Europa”. E la visita in Europa – ed i giudizi – del segretario al tesoro Usa Timothy Geithner al ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble lo dimostrano.

     L'Europa  e l'egemonia dell'imperialismo Usa  

    Ormai il futuro dell’Eurozona non sembra più una decisione spettante agi stati sovrani (smantellati quasi completamente) ma addirittura una prerogativa degli Stati Uniti. Ingerenza intollerabile che tuttavia traspare dapprima dallo strapotere delle agenzie statunitensi del rating e successivamente – come se non bastasse – dalle stesse dichiarazioni giunte nelle ultime ore dal segretario Usa, manifestatosi "fiducioso per le misure varate dall’Eurozona per riformarsi e arrivare in ultima istanza a una maggiore integrazione fra i paesi membri”; nonché "pienamente soddisfatto per il fatto che la scorsa settimana i leader europei si sono detti pronti ad intraprendere qualsiasi passo necessario per salvaguardare la stabilità finanziaria nell'euro". Quindi complimenti a profusione ed apparenti successi di facciata. Ma evidentemente e solo vuota enfasi propagandistica pro Usa e pro-Obama: presidente – è utile ricordarlo – in piena campagna elettorale. Ma la verità è ben diversa. L’approvazione della Spending Review da parte dei maggiordomi di Mario Monti porta con sé amare e paradossali verità. Allora – anche se non avremo di certo la benedizione del regime imperialistico euro-statunitense – sarebbe più realistico e decoroso parlare di porte spalancate a povertà e degrado in tutti i comuni e le città italiane, in uno tsunami mercatista che ci staaccomunando tutti alle stesse disavventure indotte e toccate ai cittadini portoghesi, irlandesi, spagnoli e greci. 

     Una menzogna lunga un anno  

    Segno inequivocabile del raggiungimento degli obiettivi egemonici di una nuova forma di imperialismo e nello stesso tempo di una menzogna lunga un anno, inaugurata con la famosa “letterina” della BCE indirizzata a Slvio Berlusconi all’indomani del fallimento del piano nazionale di privatizzazioni bocciato dal referendum popolare giusto un anno fa. Ma prendendo spunto dai diktat dei bravi a Don Abbondio nel capitolo più celebre de “I Promessi Sposi”: “questa privatizzazione sa ’da fare!”. E allora, quale miglior strada se non quella di inscenare una crisi e prendersela col “nervosismo dei mercati”, con una evanescente “Europa” e con un “governo di non eletti”? Un’occasione storica, epocale: soprattutto se si può contare sull’asservimento pressocché totale di giornali e tv. Gli stessi che stamane brindano all’asta dei Btp italiani, scordandosi che gli interessi pagati restano faraonici per colpa di uno spread alle stelle. Ma ormai ciò – nel regime Monti – sembra rientrare nella normalità. Tanto a pagare saranno i cittadini.

     Avanti tutta nel nome dello spirito di Monti  

    E allora avanti tutta con l’ipotesi di un Monti Bis, o – in alternativa – di un "Piano Monti Bis" anche senza l'ingombrante presenza fisica del professore. Ciò che conta, evidentemente, è il suo spitiro! Ipotesi caldeggiata dai leader amici come panacea per la rinascita del Paese: lo stesso Paese che ieri – in assenza di contraddittorio e discussioni di sorta – hanno appena finito di rottamare, dopo aver depredato per decenni: e con la collaborazione dello stesso Mario Monti in veste – oculatamente celata – di gran suggeritore finanziario dei governi pregressi. E – ironia della sorte – in nome di un debito creato da banche e dagli stessi uomini che ora mandano avanti il governo dei banchieri ed i piani paralleli dei loro amici della Goldman, della Trilaterale e del Bilderberg.

     I Vertici del fallimento  

    In questa ottica il proliferare degli incontri del professore, rappresenta un palese segno di debolezza e di resa: dinnanzi allo smantellamento statutario della giustizia sociale e dinnanzi alla crisi, frattanto cresciuta a livelli esponenziali, con uno spread agli stessi livelli di quello imperante durante gli ultimi giorni di regno del cavaliere.

     La grave complicità del Cavaliere nello sfacelo  

    Cavaliere che tuttavia (avendo ad oggi la maggioranza in Parlamento) resta ancora il principale complice e responsabile dello sfacelo italiano (assieme ai fedeli Bersani e Casini) e della vittoria incontrastata dell’anti-democrazia e dei poteri forti. Gli stessi incarnati da Monti, e – come del resto – dallo stesso Berlusconi e dai suoi seguaci. Anche l’ingombrante figura messianica del Professor Monti è dunque finita con lo sprofondare nella melma della recessione. Il vero risultato ottenuto, a conti fatti, resta – così come avvenne ai tempi del liberista Reagan – una redistribuzione verso l’alto e verso le banche della ricchezza nazionale. Vedi “Goldman Sachs”: la banca d’affari cara a Monti (Draghi e Prodi) diventata nel frattempo “padrona” di mezza Italia.

      ABC: i veri perdenti morali  

    Ma, agli occhi di tutti gli Italiani onesti, i veri perdenti morali di questo “devastante giochino dei ruoli”, sono stati proprio loro, i partiti di “maggioranza”: gli stessi degli scandali di “Finmeccanica”, del “Porcellum” e del debito facile. Gli stessi impresentabili personaggi che ora ci vorrebbero propinare la ricetta Monti (tagli lineari, tassazione da record del mondo e dismissioni del patrimonio statale per 20 miliardi di euro l’anno) anche dopo il 2013 e per lunghissimi anni. E ciò – come detto – anche dopo la destituzione dello stesso professore, che ormai sembra aver esaurito il suo “vero” mandato. Almeno Mussolini realizzava il suo piano egemonico senza nascondersi dietro il dito dei mercati o dell’Europa. I nostri nuovi “dittatori”, al contrario, preferiscono esercitare pieni poteri e conservare lo status quo con continui rimpalli di responsabilità. Ma dove sono finiti i dittatori di una volta? E’ alquanto probabile, dunque, che l’alleanza fra i tre – ABC – nonostante le finte discordie da telecamera, prosegua con grande passione anche dopo il voto anticipato o quello della naturale scadenza del 2013, nel tentativo di non deludere i padroni della Bce, dell’Fmi e dell’Ue.

     Il cupo futuro di Finmeccanica, Eni ed Enel  

    Ora a farne le spese saranno probabilmente altri gioielli della famiglia Italia – gli ultimi rimasti di una vastissima e prestigiosissima collezione gettata nell'oceano della speculazione – come Finmeccanica, Eni e Enel, i tre maggiori gruppi nazionali a stuzzicare ancora il palato dei mercati internazionali e degli speculatori artefici della crisi del debito. 

      Per uscire dalle grinfie della finanza tecno-mafiosa  

    Il vero problema, dunque, Monti o non Monti, è che nulla cambierà per gli Italiani se i partiti (o gli Italiani stessi nelle urne) non opteranno per strade alternative e di rottura rispetto a quella seguita finora. E per rottura s’intende ovviamente la rinazionalizzazione della Banca d’Italia, svenduta ai banchieri privati e l’abbandono del fallimantare euro e di tutti i suoi occulti e non pubblicizzati accidenti: Sistema Target 2, Euribor e predominio indotto (da nazismo bianco) dei banchieri e dell’asse franco-tedesco. Uniche vere strade per uscire dalla crisi e per ridare centralità al welfare e ai cittadini europei soggiogati da una finanza tecno-mafiosa avallata dal Trattato di Lisbona e dagli accordi di Basilea.

     La guerra delle poltrone 

    Ma l’unico vero cruccio nel quale si arrovellano le menti di ABC in queste ore – archiviata velocemente (quanto vergognosamente) la “banale pratica” della Spending Review in Parlamento – sembra essere quello della conservazione del potere e delle seggiole, mediante una riforma di legge elettorale il più vantaggiosa possibile agli schieramenti in corsa. Allora, mentre il Pdl spinge per le preferenze – trovando un alleato nell’Udc di Casini – il Pd è a favore dei collegi uninominali. E’ bene dire che attorno a questa bagarre scorrono i fiumi della demagogia. Non è affatto vero come dicono Bersani e la Finocchiaro che il ripristino delle preferenze è un ritorno al voto di scambio. Anche con il sistema maggioritario, infatti, le cose non sono andate diversamente, con i tanti casi di corruzione. La verità è che la corruzione è una costante sia nell’uno che nell’altro sistema, e che a decidere in Parlamento sono sempre più le logge ed i gruppi di potere occulti che da decenni controllano tutte le dinamiche “cosiddette democratiche” del Paese.

     Per evitare il male maggiore  

    Quindi l’unica cosa da fare sarebbe mandare a casa tutti gli schieramenti che da trent’anni a questa parte rispondono agli stessi occulti burattinai e che vorrebbero continuare a farla franca anche quando il professor Monti sarà tornato – magari a tempo pieno –  ad adempiere al suo nobile compito di leader per l'Europa della Trilateral Commission o di compiaciuto ed attivo consulente finanziario di Goldman Sachs o di altre banche d’affari made in Usa. Pertanto, onde evitare il male maggiore, sarebbe meglio lasciare che siano i cittadini a decidere chi mandare in Parlamento e non le segreterie di partito – o le logge –  per interessi diversi. Allora non proprio così fuori dal mondo e paradossali risuonano le ultime dichiarazioni di  Grillo secondo il quale "Nella discesa agli inferi, i Caronte, Berlusconi e Bersani, coloro che ci hanno traghettato nell'abisso di un enorme debito pubblico, ci danno lezioni e si propongono al governo nel 2013 come salvatori. Oltre al danno, anche la beffa. I cialtroni tornano sempre sul luogo del disastro". Beh questa volta il "Grillo Parlante" – critiche di Mastro Geppetto Napolitano a parte – sembra non aver tutti i torti a tirare le lunghe e pelose orecchie da ciuchi ai pinocchi della politica.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione […]

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    Decreto sul Lavoro: Passera accelera la riforma d’intesa con l’Ue e la Casta

    Martedi, Giugno 19th / 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Decreto Sviluppo / Decreto Lavoro / Corrado Passera / Assisi / meeting internazionale economia / Parlamento / Unione Europea / sviluppo sostenibile / crisi / lavoro / economia / Project Bond / Grecia / Atene / Italia / Banche / Eurozona / Qui Europa / […]

    L’Appello di “Qui Europa” – Cara casta gli Italiani pagano troppe Tasse, è ora di Finirla!

    L’Appello di “Qui Europa” – Cara casta gli Italiani pagano troppe Tasse, è ora di Finirla!

    Mercoledì, Giugno 6th /  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Roma / Governo Monti / Tasse da record / tasse inique / Dittatura / Debtocracy / Casta parlamentare / Appoggio cieco al governo dei banchieri / L'Italia sta morendo / Corte dei conti / Giampaolino / Alfano / Bersani / […]

    Caro carburante – Accise e Speculazione annientano anche l’agricoltura

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    Martedì, Maggio 15th / 2012  – di Sergio Basile –  Italia / Crisi Ue / Agricoltura / Caro gasolio agricolo / Decrementi produttivi / Chiusura aziende / Confagricoltura / Guerre / Accise statali / Sviluppo economico / Settore Primario / Costo carburante fuori controllo / Speculazione / Zootecnia / Sottosegretario allo Sviluppo Economico / Claudio […]

    Passera: immagine di un governo allo sbando

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    Venerdì, Maggio 11th / 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Governo Monti / Corrado Passera / Ministro allo Sviluppo Economico / Parole contraddittorie / Mea Culpa / Recessione / Futuro Buio / Giorgio Napolitano / Elsa Fornero / Vittorio Grilli / Mario Draghi / Dimissioni  / Sbugiardati / Confindustria / Fiscal Compact / […]

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

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    Domenica, Aprile 22th / 2012 – di Mirella Fuccella e Sergio Basile –  Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

     

  • Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

    Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

    Giovedì, Luglio 19th/  2012

    – di Silvia Laporta –

    Crisi economica / Bce / Mario Draghi / agenzie di rating / Disoccupazione / crisi del settore della costruzioni / Mario Ciaccia / Ministro delle Infrastrutture / Banca d'Italia / Usa / Cassa Integrazione / debito illegale / Fillea / Filca / Feneal / Patto di Stabilità  / Parlamento / Fiscal Compact  / Barzelleta / Giuliano Amato 

    La crisi pilotata continua a mietere vittime:

    meno mezzo milione di posti di lavoro 

    Illusioni di Bankitalia: la recessione finirà nel 2013

    L'ipocrisia della casta e la trasformazione latente

    dello stato di benessere, suggellata dalla ratifica 

    del Fiscal Compact in Parlamento

    La Barzelletta di Amato "consulente agli sprechi"

    Roma – Tempi duri. La disoccupazione è salita pericolosamente all’11 % – secondo stime ufficiali: anche se ci sono regioni dove è addirittura al 50% – e aumenta il ricorso alla Cassa Integrazione, scendono le retribuzione reali, si flettono i consumi, i debiti aumentano e prosegue la fuga di capitali stranieri. Ne abbiamo parlato mille volte della crisi "pilotata" e dei suoi effetti trasversali sulla vita dei cittadini, uniche vittime di un debito illegale ed immorale che i media continuano a trattare nella stragrande maggioranza dei casi con un'aurea di "normalità" davvero sconcertante. Il prezzo da pagare sta diventando troppo alto e, giorno dopo giorno, cresce l’insofferenza e la frustrazione. 400 mila posti di lavoro spazzati via nel settore delle costruzioni, mezzo milione contando gli indotti. Per denunciare l’inadeguatezza dei provvedimenti governativi a riguardo, i sindacati di categoria, hanno organizzato un presidio sotto il ministero delle Infrastrutture, per ottenere perlomeno un tavolo di confronto in cui, il vice ministro Mario Ciaccia, si dice intenzionato all’apertura e alla trattativa per il rilancio. Un modesto risultato teorico che però, se non sarà affiancato anche da un tornaconto pratico, vedrà l’economia del settore delle costruzioni pericolosamente in ginocchio.

      Intanto la Camera ratifica il recessivo Fiscal Compact  

    Intanto, mentre tra il compiacimento della maggioranza del Parlamento, stamane, si è giunti – in un'aula decimata dalle assenze – alla ratifica dello scellerato e recessivo "fiscal compact". Lo stesso sventurato provvedimento rinviato dai Tedeschi; per far ripartire il settore, i sindacati ripropongono la piattaforma unitaria della manifestazione nazionale dello scorso 3 Marzo, sottolineando che in questi mesi il governo non ha dato un’adeguata  risposta in termini di crescita e tutela sociale; ma, nel frattempo, la situazione di crisi  ha continuato a dilagare indisturbata. 

      La proposta dei sindacati  

    La piattaforma unitaria sollecita una politica di rilancio delle infrastrutture che si concentri su obbiettivi prioritari condivisi. Il pacchetto di proposte inizia con il varo di piani di intervento sulle città, gli incentivi per la messa in sicurezza del rischio sismico e per il risparmio energetico; continuando poi con l’attuazione della patente a punti per la qualificazione dell’impresa e del Durc  ( il documento di regolarità contributiva ) per congruità nei lavori privati , insieme allo sblocco selettivo del Patto di Stabilità per gli enti locali, in modo di consentire ai Comuni virtuosi di fare investimenti. Fillea, Filca e Feneal sollecitano anche misure per agevolare l’accesso al credito di privati e imprese impiegando le banche per immettere liquidità sul mercato utilizzando i fondi prestati dalla Bce, insieme all’avvio degli accordi per rilanciare la ripresa dei distretti e delle aree industriali.

      La stima-bufala di Bankitalia   

    La recessione in Italia finirà non prima del 2013. E’ la "stima-bufala" contenuta nel Bollettino Economico della Banca d’Italia che, però, aggiunge subito – mettendo le mani avanti – che i  veri risultati non si avranno prima nel 2014. Ma queste previsioni verranno mantenute sempre se lo spread non impennerà e, bisogna ricordare, che sono sempre e solo previsioni diffuse dalla Banca d’Italia – istituto come noto sotto l'egemonia dei privati: privatizzata nel 92 da Amato – uno dei corresponsabili della recessione. A giudicare dalla situazione italiana, sembra quasi una “favoletta” che piace loro raccontarci per tenerci buoni buoni e tranquilli; siccome continuerà a perpetrarsi lo stesso sistema dittatoriale e al servizio delle banche e delle agenzie di rating. Queste, oggi, come in passato, più volte indagate e messe sotto accusa per il loro operato, continuano il loro lavoro di truffa e sottomissione ingiustificata delle imprese. Persino Mario Draghi, presidente della Bce – dopo uno strategico sonno – ha finalmente aperto gli occhi – o cambiato gli occhiali – e ora,   sta scoprendo – come un bambino scopre la luce – le incongruenze tra analisti e uffici delle agenzie che producono il rating.  E allora, potremo chiederci: ma come mai questi apparati esistono ancora ma soprattutto vengono considerati come metri di giudizio affidabili? Forse perché la “convenienza” non è unilaterale, ma coinvolge soprattutto la Bce.

      Italia – Stato "Dittatoriale" di "Benessere Socialista"  

    Non sarebbe più semplice “levarle di mezzo”? Beh, se questo non viene fatto, c’è sicuramente una motivazione di interesse, un interesse che vogliono tenerci nascosto dietro le frasi ipocrite di Mario Draghi, in questa ormai "sanguinosa" e palese guerra tra casta e plebe, in uno stato dittatoriale di "benessere socialista", caratterizzato da una precarietà sempre più diffusa e ben distribuita (grazie ad un cuneo fiscale da record del mondo) e dalla scomparsa della borghesia, e dalla concentrazione delle ricchezza nazionale nelle mani di una circoscritta élite di "vincitori senza scrupoli e valori morali".

     La barzelleta di Giuliano Amato "Consulente agli sprechi"  

    E lo si capisce anche dai piccoli particolari. Sapete chi ha nominato Mario Monti come "consulente agli sprechi"? Un signore che guadagna 1047,00 euro di pensione, ma non al mese (che avevate capito) al giorno.Un altro impresentabile "gran tecnico venerabile" da 50 anni in sella alla politica: due volte Presidente del Consiglio; sei volte Ministro della Repubblica; nonché Presidente dell’Istituto della Enciclopedia Treccani; impresentabile conduttore televisivo proteso a spiegarci la crisi dalle reti RAI, ma soprattutto colui il quale privatizzò nel 1992 (con il celeberrimo decreto "Carli-Amato" la Banca d'Italia, privando gli Italiani della propria sovranità monetaria nazionale e regalandola ai banchieri privati. In pratica tra i più fedeli esecutori del famoso "piano segtreto dei privatizzatori del Britannia" del quale abbiamo più volte parlato. Ma gli Italiani, probabilmente lo ricordano ancor più per la famosa "rapina dei conti correnti" degli Anni Novanta, avvenuta all’improvviso, o per la vergognosa riforma delle pensioni. Un Amato, oggi non troppo "amato", dunque. L'uomo giusto di Monti per la lotta agli sprechi. Proprio lui, con quei miseri 31.411 euro di pensione al mese.  Che vergogna!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

  • Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

    Mercoledì, Luglio 18th /  2012 

    – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  –

    Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / IRI / Britannia / Prvatizzazioni / Mario Draghi / Mario Monti / Eurogabbia / Disinformazione dei media / Contro informazione  / Statio Uniti d'Europa / Accentramento / Svendita del patrimonio nazionale / 20 miliardi di euro all'anno  / progetto Mondialista / Jim O'Neill / Sergio Basile / Vincenzo Folino / Qui Europa / Europa / Sistema Target 2 / Paul Krugman / Quadrio Curzio  / Trattato di Lisbona / Art. 123 / SEBC / Bce / Piano mondialista / Riserva aurea italiana  

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo

    per salvare il dio-euro

    Secondo l’europarlamentare Angelilli, è tutta colpa di

    Prodi. In effetti non ha tutti i torti!

    ll ruolo del Trio delle Meraviglie – Prodi, Draghi, Monti –

    nell'Euro-disastro

    Roma – Ieri, ne il "Secolo d'Italia", ha fatto molto discutere l'intervista ad uno dei 14 vicepresidenti del Parlamento europeo, l'europarlamentare Roberta Angelilli, in merito allo "stato di salute" in cui versa la nostra moneta, l'euro. E' già dal mese di giugno che nel nostro paese si è riaperto uno di quelli che potrebbe essere tra i temi più caldi dell'estate: euro sì, euro no. All'intensificarsi del dibattito  hanno contribuito anche le esternazioni dell'ex premier Silvio Berlusconi, il quale ha affermato, in sostanza, la possibilità per l'Italia di uscire dall'euro e tornare alla Lira ("non credo sia una bestemmia" ha detto). Ma è da oltre 8 mesi che alcuni eurodeputati euro-scettici vedono nel ritorno alla lira l'unica via di salvezza. Vedi Magdi Cristiano Allam; come pure molti economisti e Premi Nobel, come Paul Krugman.

     Un euro a due velocità? 

    A queste esternazioni hanno fatto seguito le voci provenienti dall'altra parte della barricata, con Romano Prodi in testa, secondo cui abbandonare l'euro sarebbe una follia. Polemiche che fanno seguito all'evidente constatazione (che aggiungiamo essere "piuttosto tardiva", ma giusto per voler essere educati), della presenza, per così dire, di due euro: un super-euro dei paesi "forti e virtuosi", trainato dalla Germania; ed un euro-debole, di "serie b", che caratterizza i paesi dell'area mediterranea. Intervistata intorno a questi temi, l'europarlamentare Roberta Angelilli, ha concentrato la sua argomentazione sul ruolo giocato in quegli anni decisivi (gli anni del TUE e dell'Unione Monetaria), da Romano Prodi, all'epoca premier ed anche commissario europeo.

       Prodi e la Marginalizzazione dell'Italia   

    A riguardo la Angelilli ha parlato di "scelte anti-italiane", accusando Prodi di essere stato tra i maggiori responsabili della marginalizzazione dell'area mediterranea, di non essersi battuto abbastanza sul tasso di cambio lira/euro, "sfavorevole per noi", di aver giocato come se fosse un "nemico dell'Italia", e di averlo fatto in momenti decisivi. Altro "errore fatale" dell'euroentusiasta Romano Prodi, fu quello – dichiara – di non aver contrastato l'egemonia ed il rafforzarsi del "direttorio franco-tedesco: infatti i due paesi hanno goduto di "mille eccezioni rispetto alle regole del Patto di Stabilità". Insomma, gli anni del governo Prodi ci lascierebbero un bilancio catastrofico

       Prodi – Chiacchiere da accentratore  

    ovviante il professore non la vedrebbe così! Dalle sue ultime interviste, conferenze ed articoli (tra cui gli ultimi pubblicati si "Famiglia Cristiana"), emerge infatti che, se gli ponessimo domande di questo genere: come mai l'Eurozona è la vittima numero uno della crisi? Cos'è che ha fatto dell'Europa Meridionale il capro-espiatorio? La risposta di Prodi (ed è lui stesso a dirlo), sarebbe "estremamente semplice". Secondo lui il punto fondamentale è che "l'Europa è divisa", è diventata la principale vittima della crisi a causa della frammentazione che la caratterizza. Egli sostiene che, insieme e parallelamente all'Unione Monetaria, si sarebbero anche dovute prevedere delle “azioni comuni” in campo economico, mentre ciò non è avvenuto; a suo avviso si è risentito della mancanza di un'autorità che controllasse i conti ed i bilanci, e per questo spinge nella prospettiva di creare un “Tesoro europeo”, che si occupi proprio di svolgere tali funzioni (sarà, ma questa proposta – come dimostrato più volte – oltre a non convincerci per nulla, sarebbe una mossa di autolesionismo senza remissione e ritorno). A questi elementi ne aggiunge altri, come il fatto che i tedeschi hanno ristrutturato la loro economia, ottenendo dei grandi vantaggi, che hanno creato un "distacco reale" con gli altri paesi. Conclusione completamente falsa ed errata perchè il vantaggio per i tedeschi è stato creato – come dimostrato – a tavolino  e proprio nel 2007, quando il caro Prodi dominava la scena, con il SISTEMA TARGET 2 dei pagamenti transnazionali. (vedi articoli correlati)

       Euro: l'alibi per la nascita di un Super-Stato Ue 

    Ma a ben vedere, ed esaminando con un briciolo in più di onestà intellettuale le reali ragioni della crisi – come la redazione di "Qui Europa" ha fatto fin dall'inizio della sua fondazione – vediamo come quelle di Romano Prodi siano in fondo vuote chiacchiere da accentratore: il vero obiettivo degli europeisti più intransigenti e miopi – legato all'instabilità dell'euro – infatti,  sarebbe quello di avere un buon alibi per l'accentamento dei pieni poteri (un tempo prerogative degli stati membri) nelle mani di un unico ed egemonico super-stato europeo: gli Stati Uniti d'Europa. Progetto "mondialista" che evidentemente, come dimostrato in più sedi, fu concepito in tempi non sospetti e da lungo tempo, in esclusivi ed élitari club: club cari da decenni alla tecnocrazia ed allo stesso Romano Prodi. 

      Il Trio delle Meraviglie e la Fine del Sogno Italia 

    Si proprio lui, il nostro carissimo "europeista Prodi", affezionato frequentatore – tra l'altro –  del Bilderberg Club, (assieme agli amici Mario Monti e Mario Draghi) nonchè (curiosamente) "ex" uomo di fiducia di Goldman Sachs  (vedi sempre Mario Monti e Mario draghi) e privatizzatore a buon mercato (IRI, SME e Cirio-Bertolli-De Rica): vedi – tanto per cambiare, e 2 più 2 fa quattro – Mario Monti e Mario Draghi. Il primo (che dopo aver distrutto, svenduto e mandato in recessione la "ricca Italia", ora vorrebbe – per comlare un debito illegale creato in maniera fittizia (ingerenze del rating, sistema TARGET 2, Art. 123 del Trattato di Lisbona)  inestinguibile e che si auto-alimenta – svendere 20 miliardi l'anno di beni pubblici rientranti nel patrimonio immobiliare "storico" italiano e magari scendere la nostra riserva aurea – la terza del mondo – per finanziare il dittatoriale MES).

      I Capolavori di Mario Draghi  

    E poi c'è l'europeista Mario Draghi: tra i principali artefici di un piano di privatizzazione nazionale senza precedenti (avviatosi segretamente sul piroscafo della Regina Elisabetta – "Britannia" – nel 1992 a Largo di Civitavecchia) e poi – da capo della Bce – sordo ed inerte attore di un mancato salvataggio dell'Eurozona. Mario Draghi, come molti ignorano (a causa ad una vergognosa e dilagante disinformazione di TV giornali) prima dell'ingresso sulla scena di Monti e del "golpe tecnico" ai danni della democrazia, si rifiutò di intervenire in favore dell'Eurozona, mantenendo volutamente chiusi i rubinetti della BCE. Malgrado l'art. 11 del SEBC (Sistema Europea delle Banche Centrali) prevesse in casi urgenti interventi simili (vedi protocollo SMP ). Il signor Mario Draghi, cioè, pur potendo intervenire personalmente (con le illimitate disponibilità della Banca Centrale Europea) nell'acquisto dei titoli italiani del debito pubblico, non fece assolutamente nulla, contribuendo in maniera sostanziale ad esporre l'Italia (la "sua Italia") alle grinfie della speculazione internazionale sul debito pubblico: cosa che come noto ha innescato una spirale diabolica di debito, tassazione, recessione e privatizzazioni. Ciò lo fece pronunziando 3 celeberrimi "No": "No, No, No!". Emulo della "collega liberista" Margaret Thatcher. Prima, tuttavia, contribuì ad accelerare – con ingerenza gravissima – la caduta del governo Berlusconi (vedi "antidemocratica" letterina BCE a Napolitano) favorendo – complice lo stesso Napolitano – la salita al trono del professor Monti: divenuto nel giro di poche ore da "semplice" uomo di fiducia di banche d'affari e club-loggia mondialisti – gran parte dei quali segretissimi ed occulti –  a senatore a vita e leader del governo italiano. Nonchè autorevole membro di punta (per l'intera Europa) della Commissione Trilaterale (poi dimessosi per tentare – invano – di salvare la faccia). 

     Gli "amici" di Goldman Sachs "salvano" l'Europa   

    Ma c'è di più! Jim O'Neill,  presidente di Goldman Sachs Asset Management, in tempi non sospetti dettò 3 punti per "salvare l'Europa": 1) l’Europa deve parlare con voce unica nei summit internazionali (non 27 voci – troppo rischioso – ma una) e al G8: magari utilizzando uomini di fiducia come lo stesso Monti 2) creare gli Eurobond, (cioè altri debiti mascherati per i cittadini dell'Eurozona): interessante è il piano di Prodi-Goldman per gli Eurobond 3) Attivare il Fondo Salva-Stati (e magari renderlo permanente: vedi ESM o MES) proteso – inoltre – ad aiutare le "povere banche europee", e non – badate bene – gli schiavi Piigs, le imprese alla canna del gas e le famiglie degli stati dell'Eurozona. Il piano è stato ovviamente avallato da tutti e tre i nostri patriottici eroi, e poi controfirmato anche da un economista di nota fama: Quadrio Curzio.

      Italia – Tentacoli sulla riserva aurea  

    Vediamo ora l'altro problema risolto dal magnifico trio. Come si partecipa al capitale del MES, visto che la maggioranza degli Stati Piigs sono in grave recessionerisposta: si compartecipa in quote (ovviamente con soldi pubblici statali) e poi "magari" si  versano le riserve auree del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC). E se non basta si procede con la sottoscrizione di obbligazioni e azioni stimate a "valori reali" e non a prezzi di mercato! Tanto a decidere sono in fondo uomini ("ex") di Goldman Sachs! Ma chi ci garantisce – tra l'altro – da un altro mega-pacco di Romano Prodi, come quello dell'IRI e della SME?  Goldman Sachs?  La Banca che ha contribuito a far svendere (gettandone a terra le valutazioni) già una grossa fetta di patrimonio italiano: vedi caso di "Credito Italiano". Ecco, dunque, cosè l'Eurogabbia: un luogo di perdizione: nonché un mezzo proteso a creare debito, dipendenza e precariatà per sempre; schiavizzare i cittadini al dio euro  – con l'alibi della crisi "indotta" –  ed infine privare gli Stati della sovranità e – già che ci siamo – delle riserve auree: e l'Italia, come detto, ha l'ambitissima terza riserva aurea del mondo!  

      Prodi, Monti, Draghi e il piano Mondial-liberista  

    Dopo la svendita del Patromonio immobiliare italiano (per 20 miliardi l'anno: annunciato nelle ultime ore da Monti ne Grilli) sarà la volta magari della svendita di Enel, Eni e Finmeccanica (già girano voci)! Insomma è la realizzazione pratica del "Progetto Britannia" di cui sopra, delle macchinazioni Goldman Sachs e dei progetti mondialisti Bilderberg e Trilateral. E quando i beni saranno tutti svenduti (invano!)  chi o cosa svenderanno ancora, per salvare il dio euro?

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

    La Crisi Economica e Sociale dell’Ue: analisi e prospettive di una studentessa del Mezzogiorno

    La Crisi Economica e Sociale dell’Ue: analisi e prospettive di una studentessa del Mezzogiorno

    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Federica Santoro –   Articolo selezionato nell'ambito del concorso interscolastico lanciato dal quotidiano "Qui Europa" tra gli studenti delle quarte e quinte classi  degli Istituti d'Istruzione Secondaria Superiore di Catanzaro sul tema "La crisi Economica e Sociale dell'Ue: Analisi e Prospettive " in occasione del Convegno Nazionale Organizzato presso l'Ateneo UMG […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

    Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il rigore!

    Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il  rigore!

    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012 Unione Europea / Crisi /  Rigore / Nobel / Paul Krugman   Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il  rigore!         Il duro monito di Paul Krugman all'Ue New York – Sentir parlar male dell’eccessivo rigore economico da un cittadino medio potrebbe non suscitare effetti importanti, […]

     

     

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Domenica, Giugno 17th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / […]

     

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Venerdì, Giugno 15th / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore / […]

     

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

    Giovedì, Marzo 29th / 2012 Grecia / Troika / Ue  / Bce / Fmi / Commissione europea / Crisi / Banche  / Dignità umana / Spread / Rating / Blocco consumi / Protesta / Multinazionali  Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika Quando l'euro vale più della dignità umana Ma “l’usura” non era un reato? […]