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  • La Storia non Raccontata – Il grande Caffè e Draghi, il cattivo allievo

    La Storia non Raccontata – Il grande Caffè e Draghi, il cattivo allievo

    Mercoledì,  Ottobre 16th/ 2013

    – di Maria Bianchi –

    Prelievo forzoso, Unione Europea, Salvatore Tamburro, Usurocrazia bancaria, Fiscal Compact, Aldo Moro, Enrico Mattei, Federico Caffè, Keynes, austerity, Fondo Monetario Internazionale, Mario Draghi, sicari dell'economia globale, Churchill, Hanry Kissinger, Bildenberg, Goldman Sachs, Trilateral Commission, Brigate Rosse 

     

    La Storia non Raccontata – Il grande Caffè

    e Draghi, il cattivo allievo

    Ingannati da una vita – Ecco perchè siamo così ignoranti.

    Seconda Parte – da Federico Caffè ad Aldo Moro.

    Mario Draghi: il cattivo allievo del buon maestro Caffè

    Video shock in allegato – La sinistra italiana e l'ombra

    "rossa" dei servizi segreti USA. Kissinger insegna!

     

    di Maria Bianchi

    Federico Caffè

     La Storia non raccontata – Da Federico Caffè a Moro…                                                                                                 

    Bruxelles, Roma – Stiamo assistendo impotenti all'ennesima iniquità targata UE. Mi riferisco alla proposta arrivata ieri dall'FMI di operare un prelievo forzoso sui conti correnti dell'Eurozona (addirittura del 10%). La notizia certamente non coglie di sorpresa chi ha avuto modo di informarsi correttamente, tuttavia credo che non ci renderemo conto mai abbastanza di quello che c'è in serbo per noi: la peggiore delle dittature di tutta la storia umana. L'immagine che mi viene in mente pensando a questa Euro-trappola è di un cappio che lentamente si va stringendo sempre più intorno al collo del giustiziato. Ci stiamo avvicinando sempre più ad un regime di strozzinaggio legalizzato, usurocratico, totale. Mentre un tempo hanno piegato i popoli accecandoli con faziose, perniciose ideologie, adesso lo stanno facendo con la finanza e con le solite, immancabili, ideologie. Ovviamente! Cosa, quest'ultima, che impedisce all'uomo medio italiano di aprire gli occhi e di smetterla di votare per chi non difende sul serio la nostra sovranità – nazionale in generale; monetaria in particolare – travestendo il tutto da operazioni economico-finanziarie giustificate da uno pseudo stato di necessità (ugualmente creato ad arte). 

      L'Italia sana ha il volto di questi eroi                                                                                                                                    

    Come capire, allora, come e perché siamo arrivati fino a questo punto? Dicevano gli antichi che le gesta dei grandi condottieri andavano custodite mediante la scrittura perché costituissero degli exempla: essi erano consapevoli del fatto che si deve sempre imparare dalla storia. D'altro canto un popolo senza coscienza del proprio passato è un popolo senza radici: quindi senza passato e senza futuro. Ne sono ben consapevoli i fautori dell'agenda sion-mondialista, il governo ombra che tiene davvero le redini del nostro Paese e di quasi l'intero mondo. Ma a ben vedere c'è un capitolo della storia italiana, forse il più nero, che è la chiave per capire la situazione attuale; un tempo proprio per questo mai approfondito seriamente da chi di dovere. Grazie a queste gravissime omissioni storiche siamo divenuti le vittime sacrificali di un vero e proprio sacco d'Italia, nel quale i banchieri e le masso-mafie unite sono i nuovi lanzichenecchi della situazione. L'italiano medio, in virtù di ciò disconosce completamente gli insegnamenti degli anni d'oro nei quali abbiamo avuto al governo e nelle istituzioni uomini del calibro di Aldo Moro e Giorgio La Pira; economisti valenti e liberi come Federico Caffè ed imprenditori coraggiosi come Enrico Mattei. Gli anni in cui oscuri poteri manovrati dall'Impero "rosso-nero" Sion-Anglo-Americano hanno decretato la fine della sovranità italiana. Churchill stesso ebbe a dire che «l’unica cosa che mancherà all'Italia è una totale libertà politica». Fotografia migliore della situazione attuale non poteva esserci!

     Caffè e il modello macroeconomico keynesiano                                                                                                               

    Un personaggio certamente poco noto e che merita un approfondimento è, in tal senso, Federico Caffè: uno dei principali diffusori della dottrina keynesiana. Keynes era l'economista che già 70 anni fa sosteneva che tagliare la spesa pubblica significa bloccare gli investimenti ed i consumi, generando disoccupazione. E' quello che hanno fatto in questi anni i tecnocrati di Bruxelles e continuano a fare con le folli politiche di austerity. Al centro delle riflessioni economiche di Caffè ci fu sempre la necessità di assicurare elevati livelli di occupazione e di protezione sociale, soprattutto per i ceti più deboli (cfr.: Giuseppe Amari, "Federico Caffè: un economista per il nostro tempo", Roma, Ediesse, 2009). Oltre ai suoi scritti accademici Federico Caffè fu un attento commentatore dell'attualità economica su giornali e riviste, collaborò assiduamente con "Il Messaggero" e "Il Manifesto". Gli articoli per Il Messaggero, dovuti alla richiesta di collaborazione avanzata da Aldo Maffey, e l'Ora, sono anch'essi stati raccolti in un volume (Contro gli incappucciati della finanza. Tutti gli scritti: Il Messaggero 1974-1986, L'Ora, 1983-1987, a cura di Giuseppe Amari, Castelvecchi, Roma, 2013). La concezione di un’economia democratica è riassunta nelle righe di apertura della sua ultima raccolta di scritti (In difesa del Welfare State, 1986). A più riprese Caffè affermò la necessità di arrivare a una separazione fra gestione dell’intermediazione finanziaria – affidata ai poteri pubblici – e attività produttiva: lasciata al mercato garantendo, però, condizioni effettivamente concorrenziali. Per queste ragioni, Caffè fu senza esitazione a favore di una concezione della politica economica che avesse potuto esaltare il momento discrezionale rispetto agli automatismi predicati dall’indirizzo monetarista neoliberista (cfr. Politica economica, cit., 2° vol., Problemi economici interni, 19712; Appunti sull’economia contemporanea: il ritorno agli studi sulle crisi finanziarie, «Moneta e credito», 1979, 128, pp. 445).

     Contro il neoliberismo nascente e la tecnocrazia                                                                                                             

     La sua preoccupazione per gli effetti negativi di un mercato che funziona da sé, ma senza regole eque, emerse anche nei suoi commenti sul ruolo del Fondo Monetario Internazionale (L.M. Milone, in Attualità del pensiero di Federico Caffè nella crisi odierna, 2010). Sostenitore di una concezione della cooperazione economica internazionale come collaborazione fra membri sostanzialmente paritari, Caffè lamentava il fatto che venissero adottati due pesi e due misure. Mi spiego: ai Paesi industrialmente più forti, come la Germania, veniva consentito di mantenere le proprie monete sottovalutate, e anche di attirare capitali grazie agli alti tassi di interesse reali, esportando perciò la deflazione (cfr. La problematica degli elevati tassi d’interesse reali, «Politica ed economia», 1983, 2, pp. 49 e segg.), mentre ai Paesi tradizionalmente debitori, come quelli del Terzo mondo, venivano imposte politiche restrittive e deflazioniste al proprio interno (coloniali). Secondo l'economista la rinuncia alla sovranità monetaria fu un danno immane in quanto finì per aggravare il divario fra Paesi ricchi e Paesi poveri. Dalla trattazione che Caffè sviluppa sul fenomeno dei movimenti «anormali» di capitali risulta tutta la sua diffidenza verso formule semplicistiche che affidino ad autorità sovranazionali di estrazione tecnocratica e non democratica l’esclusiva di siffatti controlli (cfr. Vecchi e nuovi trasferimenti anormali dei capitali, in Studi in onore di Marco Fanno, a cura di T. Bagiotti, 1° vol., Ricerche di metodologia e di teoria economica, 1966, in partic. pp. 36-41). 

      Caffè e le "Crisi Finanziarie"                                                                                  

    Le crisi finanziarie non dovevano più essere considerate, come al tempo degli economisti precedenti il 1929, positivi momenti di «selezione darwiniana» (Appunti sull’economia contemporanea, cit., p. 452), ma fatti patologici da superare attraverso un’effettiva collaborazione internazionale.  Nel 1982 egli elenca una specie di decalogo di orientamenti e misure di politica economica, comprendente: 1) l’attenzione per gli aspetti reali dell’economia rispetto a quelli finanziari; 2) la sospensione delle dissipazioni delle riserve valutarie per sostenere la parità della moneta; 3) il ripristino del «deposito previo» sulle importazioni (già introdotto nel 1976), per impedire le scorte speculative di prodotti importati; 4) lo stimolo alle produzioni agricole sostitutive delle importazioni; 5) l’impulso pubblico all’attività edilizia; 6) un’indagine sulle istituzioni creditizie, come preliminare a qualsiasi progetto di riprivatizzazione delle stesse; 7) l’utilizzazione delle forze giovanili nel quadro di un programma in cui lo Stato sia «occupatore di ultima istanza». Infine, due non interventi: 8) non aumentare tariffe e prezzi politici; 9) non toccare la scala mobile (Primo, secondo, terzo, quarto…, «L’Espresso», 28 novembre 1982, ora in "La solitudine del riformista", cit., pp. 241-43).

     Contro la speculazione finanziaria: una voce fuori dal coro                                                                                         

    L'intervento più coraggioso di Caffè contro la nascente dittatura della finanza fu sicuramente la sua definizione della borsa, che considera "un gioco spregiudicato che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di risparmiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione e il pratico spossessamento dei loro peculi" (Note e letture, «Il Manifesto», 12 marzo 1982). Per decenni Caffè ha denunciò gli autori di tali violenze che già dagli anni Settanta identificò negli “incappucciati” dell’economia.

    Federico Caffè

     La Retorica della mano invisibile                                                                          

    Alla retorica della “mano invisibile” contrappose la tesi secondo la quale i mercati e la finanza avevano un nome e un cognome ben precisi.., e come tali andavano identificati e combattuti. Eloquenti a riguardo furono le dichiarazioni di un (buono) allievo di Federico Caffè, Bruno Amoroso: «Quello che era un sistema bancario creato, così come fu creata la moneta, per una funzione vicina ai risparmiatori e a chi deve investire – questa è l'origine delle banche, quindi banche piccole – per cui chi deposita i soldi spesso anche li presta, o li prende in prestito e così via. Da questa funzione, sia il denaro quindi la moneta, sia le banche, si sono estraniate, sono diventate dei meccanismi di guadagno, con finanziarizzazione dell'economia, … è diventato uno strumento di rapina. Per cui oggi le grandi banche nazionali stanno utilizzando quella che loro chiamano "crisi", non è crisi, è un meccanismo di manipolazione e di esproprio di risparmio di milioni di persone». 

     La Tesi dello studente Mario Draghi – Euro: missione fallimentare        

    Caffè dagli anni Ottanta iniziò a criticare la sinistra (dalla quale rimase deluso perché non aveva nessuna intenzione riformatrice in favore dell'economia reale) e la finanza, ed il loro strettissimo connubbio con i poteri forti. Tra questi spiccò di certo Ignazio Visco ma soprattutto Mario Draghi. Nella sua tesi sull’Euro, scritta sotto la guida di Federico Caffè, Mario Draghi dimostrò come l’Euro fosse una missione impossibile, quindi sbagliata. Poi il soggiorno di studio negli Stati Uniti – dal quale Caffè cercò invano di farlo desistere invitandolo a rientrare in Italia per occuparsi di “cose serie” – gli cambiò le idee… il resto è oggi sotto gli occhi di tutti!

     Reclutato dai sicari dell'economia globale                                                         

    Draghi, in seguito all'esperienza statunitense, fu reclutato tra i “sicari dell’economia globale” e da allora la sua carriera fu fulminea: Banca Mondiale; Direzione italiana del Tesoro (per privatizzare le banche italiane – con la sapiente consulenza della Goldman Sachs (vedi allegato), della Lehman Brothers e dell’Ubs); direzione europea della Goldman Sachs e Banca d’Italia… Fino ad approdare alla direzione della Banca Centrale Europea. Draghi passò dunque dal ruolo – invocato da Federico Caffè – di “consigliere dei cittadini” a quello – vituperato – di “consigliere del principe”.

     Il Club System                                                                                                              

    Questa involuzione vale ancor di più oggi, in un'era nella quale non ci sono i soli “principi” ma assistiamo sempre più all'imposizione della sovrastruttura dei Clubs (Bilderberg, Goldman Sachs, Trilaterale, Club of Rome, ecc.) supportati fedelmente dalle nostre massonerie locali e dalle famose “P”. Certo è davvero paradossale vedere come quotidiani vicini alle caste – come “Corriere della Sera” e “La Repubblica” – riscoprano oggi che Caffè era un valente economista… Essi, tuttavia, dimenticano di ricordare che dagli anni Settanta – quando cioè l'economista iniziò a criticare le lobby finanziarie e l’ignoranza (?) e malafede della sinistra italiana – i suoi libri vennero praticamente ignorati dal sistema, e pubblicati solo da piccole case editrici, spesso cattoliche. Nell’epoca dei governi tecnici (dagli anni Novanta in poi) il suo nome, insieme a quello degli altri “innominabili” del mondo accademico (Augusto Graziani e Paolo Sylos Labini) non fu mai fatto. Ma quelli – come detto – furono anche gli anni in cui i suoi “cattivi allievi” iniziarono la loro iniqua scalata sociale nei palazzi del potere.

     Caffè, Moro, Auriti – Una razza a parte… Un Modello da seguire                                                                            

    Come tutti i grandi uomini che hanno avuto il coraggio di non compromettersi e andare contro questo sistema (al pari di Aldo Moro) Federico Caffè pagò a caro prezzo le sue scelte: non fu mai riconosciuto nei suoi meriti – come accadde allo stesso Giacinto Auriti ed alla sua battaglia aperta contro l'usurocrazia bancaria e sistemica – anzi, fu apertamente emarginato per essersi schierato contro gli inganni del capitalismo borsistico. Ebbe infatti ad affermare a riguardo: "lo Stato ha il dovere di informare il pubblico sul carattere ingannevole e fraudolento del mercato borsistico, sulla illusorietà di certe promesse di facili guadagni". Caffè scomparve nel nulla in circostanze mai accertate, in seguito all'uccisione di un suo amico e collega Ezio Tarantelli (autore anche di  "L'utopia dei deboli è la paura dei forti: saggi, relazioni e altri scritti accademici", FrancoAngeli, Milano, 1988) per mano delle Brigate Rosse (che in realtà sono state una copertura dei servizi segreti americani – vedi video in allegato su Aldo Moro e la telefonata di Henry Kissinger: ancor oggi tra i membri più influenti della Trilateral e del Club Bilderberg). L'economista fu dichiarato ufficialmente morto dal Tribunale di Roma nel 1998 dopo anni di inutili ricerche, ma la sua eredità è ad oggi incommensurabile…. come il suo inconfondibile "aroma". D'altronde vale sempre il detto: "l'Italia ha un buon Caffè".

    Maria Bianchi (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • La Moneta è del Popolo! Ecco i Limiti della MMT – Proprietari o Debitori? Schiavi o Liberi?

    La Moneta è del Popolo! Ecco i Limiti della MMT – Proprietari o Debitori? Schiavi o Liberi?

    Lunedì, Luglio 22nd/ 2013

    – Maria Bianchi, Sergio Basile 

    Giacinto Autiri, Il Sistema della Moneta Debito, Deriva Liberista, L'Inganno del Secolo, Modern Money Theory, MMT, Barnard e Mosler, Keynes, Proprietari o Debitori, Schiavi o Liberi, Schiavitù del Signoraggio, Teorie Auritiane, La proprietà della Moneta, FMI, Bretton Woods, Stato e magheggi finanziari, FMI, Banca Mondiale, Washington, USA, Paesi del Golfo, Aldous Huxley, Mondo Nuovo, Ezra Pound, Giulietto Chiesa, Lincoln, Kennedy, Aldo Moro 

    La Moneta è del Popolo! Ecco i Limiti della MMT

    – Proprietari o Debitori? Schiavi o Liberi?

    Ecco perchè la Sovranità Monetaria non basta ad evadere

    dalla Gabbia. Occorre la proprietà popolare della moneta

    Giacinto Auriti batte Barnard, Mosler e Keynes:

    MMT  e Teorie Auritiane messe a confronto.

    – Bretton Woods 1946 – La Deriva del "Mondo Nuovo"

    e il suggello liberista.

    – Le Sentinelle del Sistema – FMI, World Bank e GATT

     

     

    di Maria Bianchi e Sergio Basile

    Giacinto Auriti - I Limiti della MMT e il Problema Signoraggio

     La Moneta ed i Limiti della MMT – Proprietari o Debitori?                          

    Roma – Uno dei motti preferiti da Aldo Moro era: "Quando si dice la verità, non bisogna dolersi di averla detta! La Verità è sempre illuminate! Ci aiuta ad essere coraggiosi". Beh, come dargli torto? La maggiorparte dei cosiddetti "euroscettici" che denunciano la natura truffaldina di questa "Unione Europea" sostengono giustamente la necessità di riappropiarsi della sovranità politica e monetaria, rifacendosi alle teorie keynesiane (confluite nella cosiddetta Modern Money Teory). Noi invece siamo per le teorie auritiane e vorremmo precisarne il motivo. La MMT sebbene formulata (almeno in teoria) con le migliori intenzioni ha inevitabilmente i suoi limiti, come tutte le teorie economiche del resto! L'unico ad aver capito davvero e senza alcuna riserva il punto cruciale della questione, a nostro avviso – e ad avviso di un esercito semi-sconosciuto ma molto attivo, di economisti italiani ed internazionali – è il professor Giacinto Auriti. Per questo i cercatori di verità lo citano con così tanta riverenza. Spieghiamo il perché di questa dichiarazione che potrà sembrare eccessiva: la radice del problema non è solamente di tipo economico ma anzitutto giuridico e riguarda la proprietà della moneta. In parole semplici: vogliamo essere debitori (prendendo in prestito la moneta dalle Banche centrali) o proprietari della nostra moneta, di ciò che è nostro? per avere un quadro chiaro ed esaustivo della situazione, è fondamentale ricordare come la moneta a partire dai trattati di Bretton Woods (nel '44) sia stata sganciata dal valore dell'oro quindi il suo valore nominale è oggi puramente fittizio, creato dal nulla attraverso un computer.

      Deriva Bretton Woods                                                                                               

    Ma a ben vedere, tali "Accordi" furono fondamentali anche per altri motivi ed elementi, che furono introdotti ad hoc, a sostegno di questa sorta di nuova gabbia mondiale. Alla luce di ciò,  di fatto, con Bretton Woods  fu sdoganato un sistema di regole e procedure per regolamentare, in ogni singolo meandro, la cosiddetta "politica monetaria internazionale". Le linee guida fondamentali di Bretton Woods furono due 1) La stabilizzazione del tasso di cambio ad un valore fisso rispetto alla nuova moneta egemone (il dollaro Usa) col benestare dei Paesi Arabi del Golfo che in cambio di protezione offrirono la disponiobilità dei propri pozzi di petrolio, ottenendo precise garanzie dagli USA e viceversa; 2) La Creazione di organismi internazionali sentinella come World Bank (Banca Internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo) ed FMI. In particolare, ed in teoria (ma solo in teoria) il compito assegnato al Fondo Monetario Internazionale (posto sotto il controllo dell'Europa, ed in particolare di Paesi come la Francia, mentre Banca Mondiale fu posta alle dirette "dipendenze reali" di Washington) fu quello di intervenire perentoriamente sugli squilibri causati dai pagamenti internazionali. Tali organismi divennero operativi subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1946. 

     Il Mondo Nuovo e il suggello liberista                                                                  

    Non va poi dimenticato il suggello liberista imposto a questa deriva finanziario-monetaria, posto con la creazione del GATT: una sorta di terza gamba del tripode sopra illustrato, firmato nel 1947 come Accordo guida o la Convenzione Generale sulle Tariffe ed il Commercio, avente il compito di liberalizzare il commercio internazionale. Mossa fondamentale per i signori del Nuovo Ordine Mondiale. Passo desisivo verso quel fenomeno chiamato globalizzazione, teorizzato successivamente dallo scrittore Aldous Huxley (nel 1957) in una delle opere cult e/o manifesto della stessa globalizzazione: "Il Mondo Nuovo". 

    Cosimo Massaro - Schiavi Moderni - Qui Europa - Signoraggio

     L'Inganno del Secolo – Il Sistema della Moneta Debito                                 

    Fatte queste doverose premessa, torniamo al nodo della questione. La moneta, dunque, con Bretton Woods è stata sganciata dal valore dell'oro, divenendo pura e semplice carta. O carta straccia, che dir si voglia. E qui sta l'inganno del secolo! Il suo valore nominale – ribadiamo – puramente fittizio, da quel momento fu creato dal nulla attraverso un computer. Allora capirete come oggi la moneta abbia un valore solo perché siamo noi a darglielo! Se stampassimo euro (sempre cartastraccia quindi, tale è in fin dei conti oggi la banconota) in un'isola deserta (celebre esempio del professore) a cosa servirebbe? I media di regime non ci dicono che attraverso l'Euro siamo ridotti ad una colonia di un ente privato (di banchieri poi! la BCE) da cui dipendiamo sia politicamente (grazie ai trattati firmati a nostra insaputa dai nostri politici) che economicamente in quanto ci facciamo prestare i nostri soldi. La Banca Centrale infatti (come detto in altre sedi – vedi allegati) ci addebita non solo il valore nominale della moneta ma anche gli interessi! Questo sistema, che in realtà, come visto, esistente da secoli – la prima responsabile di tale truffa fu la Banca d'Inghilterra nel '600, altro esempio molto noto agli "auritiani": cfr.: articoli in allegato – si chiama dunque più che sistema monetario internazionale, Sistema della Moneta-Debito e sin dai tempi delle monarchie è stato adottato per schiavizzare intere nazioni. Ma ciò, ovviamente, non viene raccontato nella storia ufficiale. La moneta-debito – ribadiamo – è stato uno dei motivi che ha portato al collasso le Monarchie (Cfr. allegato – Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito – di Gerardo Campagna). 

      Caro Barnard… Scusa ma non ci siamo!                                                              

    Questo del Signoraggio – malgrado ciò che possano obiettare in merito Barnard e Mosler; Giulietto Chiesa (vivace sponsor del Club di Roma) ed altri economisti e giornalisti – è il vero e principale crimine perpetrato ai danni dell'umanità in quanto i banchieri sanno benissimo che il debito che le nazioni contraggono è inestinguibile (e per questo si può dichiarare "detestabile", cioè non pagabile quindi annullarlo) e per di più – come visto e dimostrato – in cambio di carta straccia si prendono e pretendono le ricchezze reali del Paese. Vedi il caso "Grecia" e la svendita presocché totale della stessa ex-regina d'Europa: la nostra povera Italia! Per tacere, ovviamente, sull'Africa, oppressa – in primis – proprio dalle politiche coloniali ed imperialiste dei suddetti organi internazionali mondialisti.

    Giacinto Auriti - I Limiti della MMT e il Problema Signoraggio

     Caro Barnard… Riprenderci la Sovranità Monetaria non basta                 

    Tuttavia, Riprenderci la sovranità monetaria (come contemplato dalla teoria keynesiana o dalla Modern Money theory – MMT) non basta perché la moneta dev'essere accreditata al singolo portatore (non più quindi addebitata). Accreditata a noi come persone in carne ed ossa e non allo "Stato". Questo semplicemente perché dietro il "fantasma giuridico" dello Stato (come diceva il professore) può celarsi un'altra grande "mangiatoia" (sempre per pochi parassiti, come nel caso delle Banche Centrali).

     Grazie Auriti! – Solo noi possiamo decidere di uscire dalla Trappola        

    Ognuno nella storia dell'umanità dà il proprio contributo, grande o piccolo che sia, nel bene o nel male. Il professor Giacinto Auriti ha dato un grande contributo, ci ha dato lo strumento indispensabile per tirarci fuori da questa trappola criminale, usuraia, che è l'UE. Siamo soli contro dei titani ma noi cittadini unendoci (ponendo fine a sterili divisioni o inopportuni protagonismi) siamo gli unici che possiamo cambiare la situazione (ad esempio stampando moneta locale, ogni comune può farlo!). I politici si sono ridotti a semplici "camerieri dei banchieri" (definizione di Ezra Pound ripresa dal professore) ma "non per spirito servile" (come diceva Auriti), il motivo è che il capitale è in mano a questi ultimi. Sono quindi le "regole del gioco" che lo prevedono.

    Giacinto Auriti - I Limiti della MMT e il Problema Signoraggio

     Lincoln, Kennedy, Moro, Auriti  e la chiamata alla "Mobilitazione"         

    Se il sistema è andato così in malora è proprio per lo strapotere bancario vigente: un sistema diabolico imposto con i peggiori crimini (non escluso l'omicidio: vedi Lincoln, Kennedy e Moro). Noi che abbiamo la possibilità di sapere (grazie ad internet, finché non lo censureranno completamente) abbiamo il dovere di mobilitarci. Non è difficile capire ma credere, plagiati come siamo da generazioni dai media. In tv parlano persino di complottismo (com'è successo sabato 20 luglio su Rai 2) seppur non a scopo "divulgativo". Anzi! 

     Il Risveglio delle Coscienze                                                                                      

    E' un segno tuttavia che hanno paura del cosiddetto "risveglio delle coscienze". Non vi sembra un caso che invece non si parli mai del signoraggio bancario (se non sulla rete) o se può capitare l'argomento viene sminuito quando non addirittura ridicolizzato (il riferimento nello specifico è ad una recente battuta infelice della Littizetto). Del professor Auriti poi se ne parla meno che mai. Lo stesso Beppe Grillo in più occasioni ha affermato che "Auriti è Morto!". "E' un concetto del passato". Vedi Video in allegato. E ciò, cari lettori, nonostante l'epocale rivoluzione che ha coraggiosamente innescato.. Domandatevi il motivo e datevi una risposta seria!

    Maria Bianchi, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Redazione Qui Europa

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    L'INTERA GABBIA FINANZIARIA ED ECONOMICA MONDIALE) NON VIENE RICONOSCIUTO
    DA BARNARD – EPPURE L'INGANNO E' COSI' CHIARO… LA MONETA-DEBITO COME NOTO
    E – anostro avviso – INCONFUTABILE E, COME RICONOSCIUTO E PROVATO DA GIACINTO
    AURITI, SCHIAVIZZA I POPOLI E LE NAZIONI –EPPURE BARNARD… PERCHE'?
    – https://www.youtube.com/watch?v=UOxIfawhgIQ

    Rubrica – Schiavi Moderni, Prima Parte – Dalla Nascita della Moneta all’Inizio della Scalata Bancaria

    Rubrica – Schiavi Moderni, Prima Parte – Dalla Nascita della Moneta all’Inizio della Scalata Bancaria

    Lunedì, Luglio 22nd/ 2013   – Qui Europa – Rubrica, "Schiavi Moderni", di Cosimo Massaro – Italiani, Riconquistiamo la Sovranità Monetaria, per  Uscire dalla Crisi-Truffa Schiavi Moderni, Cosimo Massaro, Crisi truffa, Euro, Lira, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Goethe, Nascita della Moneta, Baratto, Metalli preziosi, Convenzioni Sociali, Conio e Signoraggio, L'Agio del signore, Moneta cartacea e Moneta Digitale, Prima […]

    Rubrica – Sete di Giustizia e Sovranità – Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito

    Rubrica – Sete di Giustizia e Sovranità – Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito

    Venerdì, Luglio 19th/ 2013 – di  Gerardo Campagna – Rubrica, Sete di Giustizia e Sovranità – Giacinto Auriti, Sete di Giustizia, Sovranità monetaria, Le Tre tentazioni di Satana, Deserto, Gesù Cristo, Satana, Moneta Debito, Commonwealth, Imperialismo, Dominio Globale, Svizzera vige la regola di essere ad un tempo “banchieri” e “protestanti”, Svizzera, Eucarestia, Sostituzione della religione col potere politico, […]

    Shock Economy – Il Liberismo imposto con lo Shock e l’Economia del Disastro

    Shock Economy – Il Liberismo imposto con lo Shock e l’Economia del Disastro

    Mercoledì, Luglio 17th/ 2013 – di Sandro Diaz, Dissertazioni su "Shock Economy", di Naomi Klein –  – iniziativa di libero confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa –  Usa, Developmentalist, New deal, Roosevelt, Keynes, Crisi del 1929, FED, FMI, BCE, BM, industrializzazione protesa verso il mercato interno, sistema economico-sociale, John Maynard Keynes, liberismo selvaggio, Milton Friedman, New Deal, Developmentalism, teoria scientifica e infallibile, privatizzazione di […]

    L’Armonia del Nuovo e la Scommessa della Sovranità Monetaria

    L’Armonia del Nuovo e la Scommessa della Sovranità Monetaria

    Sabato, Luglio 13th/ 2013 – di  Elena Valente – Differenziare il pensiero, Gangi, Geraci Siculo, Roberto Celico, Giuseppe ferrarello, Carmelo Nasello, borghi più belli d'Italia, negozi del baratto, abbandono dei vecchi schemi di pensiero, costruttori del nuovo, Sovranità monetaria, Arcipelago SCEC, Elena Valente, Elen Levante  L'Armonia del Nuovo e la Scommessa della Sovranità Monetaria Differenziare […]

    Rating Sovrano – Schiavi Italiani, Non Fiatate! – Parlano gli USA

    Rating Sovrano – Schiavi Italiani, Non Fiatate! – Parlano gli USA

    Mercoledì, Luglio 10th/ 2013 – di  Sergio Basile – Mario Monti, Moody's, Standar & Poor's, Enrico Letta, Rating, IVA, IMU, Declassamento criminale, 100 miliardi di euro, spazzatura, Sovovranità Finanziaria, Sovranità Monetaria, USA, Colonialismo  Standard & Poor's – Schiavi Italiani, Non Fiatate! Parlano i Padroni USA Le Castagne di Letta e il sonno vergognoso della casta e […]

    Lettera Aperta ai Vescovi – di Giacinto Auriti. Seconda Parte – La Moneta deve Nascere a Titolo Originario

    Lettera Aperta ai Vescovi – di Giacinto Auriti.  Seconda Parte – La Moneta deve Nascere a Titolo Originario

    Martedì, Luglio 9th/ 2013   – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti – Seconda Parte   – Comunicato Stampa di Rocco Carbone, Sete di Giustizia – Giacinto Auriti, La moneta deve nascere a titolo originario, San Francesco d'Assisi, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Dottrina sociale della Chiesa, Lettera Aperta ai Vescovi, giustizia, Cattolici, Sete […]

    Rubrica – Riconquistiamo la Sovranità Monetaria per uscire dalla Crisi-truffa

    Rubrica – Riconquistiamo la Sovranità Monetaria per uscire dalla Crisi-truffa

    Lunedì, Luglio 8th/ 2013   – Riconquistiamo la Sovranità Popolare della Moneta, di Cosimo Massaro –    Cosimo Massaro, Crisi truffa, Euro, Lira, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Banca d'Italia, BCE, Moneta Debito, Interessi da usura, Moneta Debito, La Caduta dell'Ultimo Impero, Schiavi di un Debito Inestinguibile, Antonio Fazio, Carlo Azeglio Ciampi, Induzione al suicidio, […]

    Reddito di Cittadinanza – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti

    Reddito di Cittadinanza – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti

    Giovedì, Luglio 4th/ 2013   – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti –    – Comunicato Stampa di Rocco Carbone, Sete di Giustizia – Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Attualità della Dottrina sociale della Chiesa, Dignità Giuridica, Diritto di Pretendere, Alcide De Gasperi, Giorgio la Malfa, Einaudi, Democrazia Cristiana, Bretton Woods, Giustizia […]

    La Nostra Priorità deve essere la Proprietà Popolare della Moneta

    La Nostra Priorità deve essere la Proprietà Popolare della Moneta

    Sabato, Giugno 22nd/ 2013   – di Rocco Carbone, Sete di Giustizia – Tavola Rotonda di L'Aquila, Padre Quirino Salomone, Redazione www.quieuropa.it, Settimanale, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Canale You Tube, Daniele di Luciano, www.losai.eu, www.setedigiustizia.org, Preghiera per la Conversione, Sistema truffaldino, Sete di Giustizia  La Nostra Priorità deve essere la Proprietà Popolare […]

    Inganno Monetario – Al Via la Settimana Antiusura. I Convegni di Bologna, Pescara e Catanzaro

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    Sabato, Maggio 11th/ 2013 – di Andrea Gurioli e Sergio Basile  – Bologna, Associazione Impegno Civico, Giovanni Lazzaretti, Normanno Malaguti, Alessandra Nucci, Andrea Gurioli, Settimana antiusura, Giacinto Autiri, Usura Internazionale, Massoneria, Poteri Forti, Moneta Debito, Sottomissione dei Popoli, Moneta di Satana, Qui Europa, Sergio Basile, Signoraggio, Pescara, Catanzaro, Signoraggio, Nascita della Banca d'Inghilterra, Settimana Anti […]

    Goldman Sachs, Rockeleffer e il Crack della Grecia – Fuori dall’Eurogabbia Ora!

    Goldman Sachs, Rockeleffer e il Crack della Grecia – Fuori dall’Eurogabbia Ora!

    Mercoledì, Luglio 3rd/2013 – Comunicato Stampa di Carlo Finazzi, Presidente F. R. –     Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa" Grecia, Carlo Finazzi, Goldman Sachs, Rockefeller, Crac Grecia, Rpockefeller, Rothschild, Mario Draghi, Mario Monti, Goldman Sachs, Commissione europea, BCE, Federal Reserve, Stati Uniti d'Europa  Goldman Sachs, Rockeleffer e il Crack  della Grecia Stati Uniti […]

    L’Italia e l’Ora della Sovranità Monetaria: si riparte da L’Aquila

    L’Italia e l’Ora della Sovranità Monetaria: si riparte da L’Aquila

    Martedì, Giugno 18th/2013 – di Sergio Basile –  L'Aquila, Abbruzzo, Italia, Sovranità Monetaria, Quieuropa.it, Losai.eu, Usura legalizzata, Euro, Lira, Sovranità Monetaria, Sovranità Finanziaria, uinta Colonna, Rating, Sistema Target2, Proposta di Nantes, Moneta Complementare, Suicidi in Italia, Sergio Basile, Padre Quirino Salomone, Daniele Di Luciano, Rocco Carbone, Cosimo Massaro, La Moneta di Satana, Decreto Carli-Amato, Divorzio […]

    Rubrica – Conoscere Giacinto Auriti: Digressioni su “Il Paese dell’Utopia”

    Rubrica – Conoscere Giacinto Auriti: Digressioni su “Il Paese dell’Utopia”

    Venerdì,  Marzo 29th/ 2013  – Rubrica: Conoscere Giacinto Auriti, di Sergio Basile – Signoraggio Bancario, Italia, Roma, Bankitalia, Banca d'Italia, Debiti Fittizi, Francoforte, bruxelles, Banca Centrale Europea, Ammissione di una truffa, Associazione Culturale la Torre, Redazione  Qui Europa, Truffa bancaria, Cipro, Caso Norvegia, Schiavi di un Debito illegale, Europa, Italia, Crisi, Economia, Banche, Signoraggio bancario, Truffa, Falso […]

    Eurovertice: Commissariamenti Reali e Blande Lotte alla Vera Evasione. Silenzio assoluto su Sovranità Monetaria. Dominio BCE

    Eurovertice: Commissariamenti Reali e Blande Lotte alla Vera Evasione. Silenzio assoluto su Sovranità Monetaria. Dominio BCE

    Giovedì, Maggio 23rd/ 2013 – di Sergio Basile  –   Bruxelles, Eurovertive, Vertice Ue, Jean Cloude Junker, BCE, Mario Draghi, Angela Merkel, Euro, Eurozona, Herman Van Rompuy, Italia, Truffa dell'eurozona, Pianidi salvezza, Unione Bancaria, Paradisi Fiscali, Commissariamento, Conti Correnti, Cipro, Grecia, Portogallo, Spagna, Manuel Barroso, Enrico letta, Francois Hollande, Auchan, Amazon, Lussemburgo, Austria, Accentramento bancario, Stati Uniti d'Europa, Cayman, Isole […]

    Ci risiamo: sale sul Cupolone di San Pietro contro il Distruttivo Euro. Santo Subito!

    Ci risiamo: sale sul Cupolone di San Pietro contro il Distruttivo Euro. Santo Subito!

    Martedì, Maggio 21st/ 2013 – Redazione Qui Europa  –  Italia, Truffa dell'eurozona, Mercello di Finizio, Euro, Idee chiare, Cupolone di San Pietro, Roma, Vaticano, Protesta, Siria, Banche, Papa Francesco, Referendum ingannevoli sull'euro, Sovranità Monetaria, Santo Subito  Ci risiamo: sale sul Cupolone di San Pietro contro il Distruttivo euro. Santo Subito!  L'imprenditore Di Finizio ha le idee davvero chiare! Fuori dall'euro-massacro […]

    Catastrofe Euro: Progetto concepito per la Distruzione del Continente. La Confessione di Lafontaine

    Catastrofe Euro: Progetto concepito per la Distruzione del Continente. La Confessione di Lafontaine

    Martedì, Maggio 7th/2013 – S.P. Redazione Qui Europa – Germania, Italia, Francia, Berlino, Eurozona, Euro, Oskar Lafontaine, Euro, Imperialismo, Colonialismo, Distruzione dell'Europa, Grecia, Università Luiss, Mario Draghi, Europa, Moscovici, Governo Hollande, Ville Lumière, Enrico Letta, Professor Kerber, Hans Magnus Enzensberger, Morte del Principio di Sussidiarietà, MES  Catastrofe Euro: Progetto concepito per la Distruzione del Continente. La confessione di Lafontaine  Uno […]

    Italia, Morire di Lavoro? Non ci suiciderete!

    Italia, Morire di Lavoro? Non ci suiciderete!

    Mercoledì,  Maggio 1st/ 2013  – di Gianluca Monaco, Associazione Terra Nostra – 25 Aprile, Pescara, Sovranità Monetaria, Liberazione dall'Usura di Stato, Terra Nostra, Suicidio, Marino Valentini, Espropriazione di massa, Vendita dei beni reali, San Giuseppe Artigiano, 1° Maggio, Festa del lavoro, Ministero della Sanità, Non ci suiciderete, Cesare Padovani  Italia, Morire di Lavoro? Non ci suiciderete! Risuona […]

    La Grande Menzogna della Tassazione – Trichet difende ancora l’Euro

    La Grande Menzogna della Tassazione – Trichet difende ancora l’Euro

    Sabato, Aprile 27th / 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, Francia, Italia, Sistema bancario internazionale, Credit Suisse, Tassazione, Eurozona, Unione Europea, Web, Organi informazione, Impero mediatico, Multinazionali, Mes, FMI, Controinformazione    La Grande Menzogna della Tassazione: Seconda Parte – Trichet difende ancora il Progetto Euro L'ultima balla dell'ex […]

    Orgoglio Del Vecchio – Il Fondatore di Luxottica attacca il Sistema Bancario

    Orgoglio Del Vecchio – Il Fondatore di Luxottica attacca il Sistema Bancario

    Lunedì, Aprile 15th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Leonardo Del Vecchio, Luxottica, Sistema bancario internazionale, Unione Europea, Assicurazioni Generali, Ray-Ban, Persol, Oakley, Partito Democratico, Popolo Della Libertà, Lega Nord, Recessione, Italia, Francesco Profumo, Credito Italiano, Avantgarde, Unicredit, Telecom, Equitalia   Storia di Leonardo Del Vecchio – Il Padre di Luxottica attacca il sistema bancario: ''Così non si va da nessuna […]

    Truffa Italia: Ecatombe di Imprese – Luoghi Comuni e Controsensi

    Truffa Italia: Ecatombe di Imprese – Luoghi Comuni e Controsensi

    Giovedì,  Aprile 11th/ 2013  – di Sergio Basile e Giuseppe Sacco – Prima rete continentale d'imprese distrutta, Giardino d'Europa trasformato in un orrido deserto, Industria Italiana, Indagine Cerved, Credit Crunch, Pressione fiscale, società protestate Italia, ecatombe di imprese, Prima rete d'impresa continentale, Ricette Ue, Ricetta Monti, Parlamentari italiani, Pd, Pdl, Udc, Svendita del Paese, Fallimento migliaia […]

    Impariamo dalla Storia – Le Verità Nascoste del Movimento 5 Stelle

    Impariamo dalla Storia – Le Verità Nascoste del Movimento 5 Stelle

    Venerdì, Aprile 5th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Movimento 5 Stelle, Casaleggio, Beppe Grillo, Stalin, Hitler, Napoleone, Moti del 48, La comune, Rivoluzione d'ottobre, Rivoluzione Francese, Illuminati, Nuovo Ordine Mondiale, Enrico Sassoon, Washington, Malthus, Teorie Malthusiane, Controllo delle nascite, Migrazioni di massa, Mario Monicelli, Gaia, Democrazia on-line, New Age, Mickhail Gorbachev, […]

    Euro, Moneta ormai inutile a Livello Mondiale. Yuan verso la Leadership

    Euro, Moneta ormai inutile a Livello Mondiale. Yuan verso la Leadership

    Giovedì,  Aprile 4th/ 2013  – di Sergio Basile  – Unione europea, Euro, Ue, Eurozona, Youan, Brucs, Competitività, Mercato mondiale, ruolo della moneta unica, inflazione, recessione, basilea 3,Credit Crunch, Aggiustamenti fiscali, Mario Draghi, BCE, Sovranità Monetaria, India, Cina, Italia, Pechino, New Dehli, Usa, Russia, Sudafrica, BRIC    Euro, moneta ormai inutile. Yuan verso   la leadership mondiale col […]

    Italia – Commissariamento dietro l’angolo: l’Ultimatum di Bruxelles

    Italia – Commissariamento dietro l’angolo: l’Ultimatum di Bruxelles

    Mercoledì,  Aprile 3rd/ 2013  – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Ue, Deficit, Commissione europea, Olivier Bailly, Spagna, Portogallo, Francia, Olli Rehn, Eurostat, MES, Fiscal Compact, Eurostat, Affari Economici e Monetari, Eurozona, Palazzo Chigi  Italia – Commissariamento dietro l'angolo: l'ultimatum di Bruxelles  Debtocracy – Dalla Commissione Europea, proroghe solo per Francia, Portogallo e Spagna Italia sulla scia […]

  • Shock Economy – Il Liberismo imposto con lo Shock e l’Economia del Disastro

    Shock Economy – Il Liberismo imposto con lo Shock e l’Economia del Disastro

    • Mercoledì, Luglio 17th/ 2013

      – di Sandro Diaz, Dissertazioni su "Shock Economy", di Naomi Klein – 

      – iniziativa di libero confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa – 

      Usa, Developmentalist, New deal, Roosevelt, Keynes, Crisi del 1929, FED, FMI, BCE, BM, industrializzazione protesa verso il mercato interno, sistema economico-sociale, John Maynard Keynes, liberismo selvaggio, Milton Friedman, New Deal, Developmentalism, teoria scientifica e infallibile, privatizzazione di tutti i servizi, neoliberismo imposto con lo shock, economia dei disastri, globalizzazione, Barack Obama, difesa di Eichmann al processo in Israele, Hanna Arendt, Sandro Diaz, Shock Economy, Naomi Klein 

      Shock Economy – Il Liberismo imposto

      con lo Shock e l'Economia del Disastro

      Gli Inganni del Neo-liberismo da Friedman ai giorni nostri

      Impoverimento indotto dei popoli e delle nazioni: ecco

      la vera missione del neo-liberismo

       

      di Sandro Diaz, dissertazioni da Shock Economy, di Naomi Klein

      Shock Economy - Disaster Economy

        Il nodo neo-liberista di Milton Friedman                                                          

      Roma – Lo scritto che segue si pone fermamente in opposizione contro l'attuale sistema economico-sociale che domina il nostro tempo, ed in particolare contro il neo-liberismo applicato dagli uomini della finanza, dalle multinazionali e da tutti gli organi internazionali, come FMI, BCE, BML’argomento del libro di Naomi Klein, Shock Economy, è pertanto il Neoliberismo economico. Klein ci descrive nascita, diffusione e applicazione di questa teoria concepita da Milton Friedman, (1912-2006), docente all’università di Chicago e premio Nobel per l’Economia nel 1976. Friedman è il carismatico creatore e diffusore di una teoria ideata in opposizione all’allora trionfante teoria di Keynes. Chi era keynes? Beh, John Maynard Keynes (1883.1946) – per chi non lo conoscesse – fu un economista inglese dalla visione pragmatica dell’economia, protendente per soluzioni speculari dell’impatto che l'economia stessa aveva sulla società, diametralmente opposte a quelle liberiste. Egli roponeva soluzioni che evitassero l’estremizzarsi dei conflitti sociali dovuti all’esasperarsi delle disparità economiche tra ceti sociali differenti. Non credendo, inoltre, alla capacità del mercato di autoregolarsi suggeriva un controllo mirato dello stato.

       Developmentalist – L'Economia dello Sviluppo                                               

      Per uscire dalla crisi del 1929, provocata dal liberismo selvaggio e monopolista delle corporation (multinazionali) della Finanza e delle banche, il democratico Roosevelt, allora appena eletto presidente, si ispirò alle teorie di Keynes sviluppando un capitalismo misto di pubblico e privato. Era nato il New Deal”, che introdusse il controllo dello stato nell’economia e il welfare, cioè una rete di protezione sociale per i cittadini, riuscendo a porre fine alla crisi economica (ricordiamo, indotta e creata con lo zampino della FED) . Dopo la Seconda Guerra Mondiale questo nuovo modo di concepire l’economia con il nome di Developmentalism (economia dello sviluppo), si diffuse soprattutto nel Cono del Sud America (Argentina e Cile soprattutto), portando un diffuso benessere economico, sanità e istruzione pubblica di ottimo livello. Il Developmentalism, invece di basarsi sull’esportazione, verso U.S.A ed Europa, delle materie prime, i cui prezzi erano in declino, proponeva una industrializzazione protesa verso il mercato interno, proteggendo fino a nazionalizzare materie prime e industrie strategiche. Questa strategia di difesa economica provocò la reazione delle multinazionali, banche e finanza che già erano contrarie a quel tipo di economia in U.S.A. ed Europa, poiché dal loro punto di vista il loro peggior nemico non era il comunismo, contro il quale era facile promuovere una battaglia ideologica, bensì la socialdemocrazia che con i risultati ottenuti riscuoteva grandi consensi popolari. A questo scopo questa triade sostenne il neoliberismo di Friedman, fornendo enormi mezzi finanziari alle università come quella di Chicago che promulgava la sua teoria, e un imponente appoggio mediatico per propagandarla.

        Friedman il privatizzatore cronico                                                                        

      Il neoliberismo di Friedman si propone di eliminare qualunque forma di controllo (lacci e laccioli) dello stato in economia perché viene considerato un freno allo sviluppo economico. La mancanza di controllo da parte dello stato sul mercato lo indurrebbe invece ad autoregolarsi, facendo corrispondere un generale aumento di ricchezza per tutte le classi sociali. Friedman consiglia anche la privatizzazione di tutti i servizi (sanità, scuola, trasporti), la riduzione dei fondi sociali, tasse uguali per tutti senza distinzione in base al reddito. Le merci devono essere vendute in tutto il mondo, gli stati non devono proteggere le industrie locali, i diritti acquisiti dai lavoratori devono essere cancellati e i beni dello stato (come l'acqua) regalati ai privati, in base al principio che la libertà del mercato ha come conseguenza la vera Democrazia e l’arricchirsi del singolo porterà ricchezza anche agli altri (cfr. Capitalismo e libertà di M.Friedman, Studio Tesi, 1995). Il Neoliberismo è considerato da Friedman una teoria scientifica e infallibile ed è chiusa a qualsiasi critica e verifica sull’attendibilità dei risultati ottenuti, essendo sostanzialmente una forma di integralismo fondamentalista in economia. Se ne parla volutamente in modo confuso, per ovvi motivi di interesse allo scopo di non far capire cosa accade realmente, con l’ambiguo termine di globalizzazione, che è la conseguenza e non la causa dei cambiamenti economici e sociali iniziati tra la fine egli anni ’70 e l’inizio degli ’80 e arrivati sino ad oggi. Il Neoliberismo è dominante perché è appoggiato da decenni con entusiasmo dalle multinazionali, banche e finanza che guardano a questa teoria economica come lo strumento per un arricchimento senza limiti.

      Shock Economy

        Shock Economy – Il Liberismo imposto con lo shock                                  

      Preceduta da un prologo, che spiega come l'uso perverso dell'elettroshock in medicina sia stato esteso anche alla politica (tortura), l’analisi parte dalle origini storiche del neoliberismo e del suo sviluppo negli anni, cominciando ad esaminare le prime sperimentali applicazioni che partono dagli anni ’50 (Iran e Guatemala) ma soprattutto cominciano nei '60 (Indonesia e Brasile) del secolo scorso. Negli anni ’70 nel Latino America (Argentina e Cile) e dopo l'esperimento in Indonesia, viene messa a punto quella che Klein definisce shock economy ossia il neoliberismo imposto con lo shock. In parole povere i colpi di stato, le repressioni con uccisioni di massa e tortura affinché il terrore impedisca la ribellione delle popolazioni, che altrimenti non accetterebbero una riforma economica che le rende povere per arricchire multinazionali, banche e finanza soprattutto europee e statunitensi. Friedman consigliò personalmente Pinochet e, in un'intervista di ritorno dalla Cina (1988), dopo che Deng Xiaoping aveva iniziato ad imporre un'economia liberista, affermò di aver consigliato lo stesso trattamento subito dal Cile. Le proteste in Cina erano volte non solo ad avere più libertà civili ma anche contro il modello neoliberista che Xiaoping diffondeva. In seguito, la repressione sanguinaria di Piazza Tienammen (1989) dimostra come, dal colpo di stato in Indonesia in poi, le dittature promosse da U.S.A. ed Europa siano fiancheggiate da squadre di economisti neoliberisti, come per la progettazione del golpe avvenuto in Cile.

        Impoverimento indotto – La vera Missione del Neoliberismo                  

      La ricerca, pur progredendo linearmente dagli anni '50, riguarda prevalentemente i giorni nostri e per gli avvenimenti degli ultimi anni Klein (nata nel 1970), alterna l’indagine dei documenti al metodo del reportage direttamente sul campo, come in Iraq, con interviste e descrizioni. Partendo dall’analisi dei dati reali, la giornalista vuole verificare se sia vero che il neoliberismo porti democrazia e benessere in ogni paese, e quali metodi siano stati usati e con quali risultati. Alla fine del libro l’autrice giunge a dimostrare, provandolo con i fatti, che il neoliberismo, lungi dal portare democrazia e ricchezza diffusa, provoca l’impoverimento della stragrande maggioranza a beneficio di pochi che diventano sempre più ricchi e solo l'interesse di multinazionali, banche e finanza ha impedito la conoscenza di ciò che avveniva realmente. 

       Rapido e Devastante… L'Economia dei Disastri                                             

      Il modello di shock che è necessario per attuare il neoliberismo deve essere rapido e devastante per stordire prima che si creino gli anticorpi per reagire. Approfittando delle opportunità del momento che può essere una crisi economica reale (Polonia), o inventata , vedi Asia (o, aggiungiamo, Italia ed Eurozona). Una "crisi" percepita come tale o la stessa guerra, come in Iraq (o, aggiungiamo, Libia e Medioriente) oppure calamità naturali di massa come lo tsunami o l'uragano Katrina a New Orleans. il neoliberismo sviluppa l'economia dei disastri (definizione indovinata da parte di Naomi Klein), dando origine ad un'ulteriore occasione propizia di arricchirsi per i soliti noti. Gli stati che prevalentemente sono esaminati nel libro sono lontani dall’Europa e forse l’argomento potrà sembrare arido e anche duro da affrontare ma, con il progredire della lettura il lettore si accorgerà come gli effetti dell’applicazione del Neoliberismo siano già reali da tempo anche in Italia e come l'ideologia che ne deriva sia tuttora molto popolare e applicata.

      Shock Economy - Disaster Economy

        Dietro la "Globalizzazione"                                                                                     

      La comprensione di avvenimenti e parole come globalizzazione, sui quali l’informazione ha volutamente creato ad arte una notevole confusione, risulteranno allora molto chiari. Alla luce della crisi economica mondiale e soprattutto europea, scatenata dal crollo del mercato americano (e, aggiungimo, dalla truffa dell'Eurozona) le decisioni economiche che verranno prese risulteranno sicuramente più comprensibili. Klein ci mette in guardia anche per il presente, sebbene il risultato delle recenti elezioni abbia scelto un "democratico" come Barack Obama Presidente degli Stati Uniti. Sottolineando ancora una volta la natura non omogenea delle crisi e la valutazione attenta delle conseguenze, visto che per Multinazionali, banche e finanza esse rappresentano l’occasione propizia per incrementare ulteriormente i loro fondi monetari, mentre la maggioranza è alla disperazione e alla fame. Che lo sia allora anche l'attuale crisi economica? Ovviamente la domanda è in tono eufemistico.

       L'Assoluta banalità del male e il paradigma Eichmann                                

      Questo libro non è soltanto la verifica sperimentale di una teoria, ma potrebbe anche essere la base per istituire una nuova Norimberga per i delitti contro l’Umanità, visto che gli effetti che il neoliberismo ha avuto in larga parte del mondo non sono stati solo economici ma hanno provocato la morte violenta (a cominciare dal milione di morti in Indonesia) o per fame, come avviene da decenni in AfricaPer una strana coincidenza, dopo che erano stati conosciuti gli effetti dei loro suggerimenti economici, provocati anche da interessi personali, molto di ciò che gli economisti hanno detto a loro discolpa, ricorda molto la difesa di Eichmann al processo in Israele: “Io non ho ucciso nessuno (vero). Ho solo organizzato i trasporti (ma non di patate, di persone destinate alla soluzione finale)". Di fronte quindi alla deresponsabilizzazione di gente come Eichmann (“ho solo eseguito gli ordini”), valgono tutte le considerazioni che Hanna Arendt ha efficacemente esposto nel suo libro sulla assoluta banalità del male (La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Feltrinelli, 2003, prima edizione nel 1963). In conclusione possiamo dire che l’autrice si è documentata rigorosamente sul periodo e sui fatti, sia con testimonianze sia con testi di conclamato spessore, riuscendo a costruire una bibliografia solida e approfondita. Le fonti prese in considerazione sono prevalentemente documenti ufficiali del Congresso, del Senato e del Governo U.S.A.; del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e della Banca Mondiale; confrontandosi anche con giornali di rilievo nazionale ed internazionale come il New York Times. (Naomi Klein, Shock Economy)

      di Sandro Diaz – Digressioni su Shock Economy, di Naomi Klein – Q.E.

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         Video e Articoli Correlati                                                                                                               

      Qui Europa – LA VERA ANIMA (NERA) DEL LIBERISMO – L'IMPOVERIMENTO INDOTTO DEL MONDO, LA SCHIAVIZZAZIONE E DISTRUZIONE DELLE NAZIONI – LE MENZOGNE DEGLI ECONOMISTI LIBERALI IN UN FILM DA VEDERE E DIFFONDERE –http://www.youtube.com/watch?v=UFFS_aL6R60

       

      Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

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      Giovedì, Maggio 23rd/2013 – di Ulisse Scintu – Europa, Qui Europa, Unione Europea, Costituzione, Corte costituzionale, Ulisse Scintu, Stati Uniti D'America, high frequency trading, H.F.T., EHMS, economic hitman, corporatocrazia, strategia egemonica imperialista, EHEM, EHM, Otpor, NWO    Corporatocrazia Made in Usa – L'Altra Faccia del Nuovo Ordine Mondiale Utilizzo dell’High Frequency Trading e degli EHMs quali strumenti di accelerazione della strategia […]

      Margaret Thatcher: il Pugno di Ferro nemico della Gran Bretagna – Prima Parte

      Margaret Thatcher: il Pugno di  Ferro nemico della Gran Bretagna

      Martedì, Aprile 9th / 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Morte di Margaret Thatcher, Regno Unito, Liberismo economico, Londra, City of London, Lady di Ferro, Hotel Ritz, Primo Ministro Britannico, Collasso sociale ed economico, Battaglia contro i minatori, Disoccupazione, Mario Monti, Ronald Reagan, Mickhail Gorbachev, Reaganomics, Perestroika, Guerra delle Falkland, Argentina, Privatizzazioni, Discorso […]

      Margaret Thatcher – Il Pugno di Ferro della Sacerdotessa del Liberismo. Seconda Parte

      Margaret Thatcher – Il Pugno di Ferro della Sacerdotessa del Liberismo. Seconda Parte

      Venerdì,  Aprile 12nd/ 2013  – di Giovanni AntonioFois e Sergio Basile – Morte di Margaret Thatcher, Liberismo economico, Londra, City of London, Lady di Ferro, Hotel Ritz, Primo Ministro Britannico, minatori, Disoccupazione, Mario Monti, Ronald Reagan, Argentina, Privatizzazioni, Mandela, Guerra, Alleati Usa, Londra, Regno Unito, Irlanda, Bobby Sands, Pinochet, Argentina, Falklands, Malvinas, Liberismo, Privatizzazione, pioniera di […]

      Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

      Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

      Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Max Cittadino – Italia / Spagna / Unione europea / Crisi economica / Spending review / Tagli alla spesa Pubblica / Pagine economiche dei TG / Welfare / Politiche liberiste / Neoliberismo / Scuola Austriaca / Shumpeter / Keynes / Lavoro produttivo / Scandali bancari / […]

       

      Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

      Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

      Mercoledì, Agosto 8th/ 2012 – L'editoriale di Sergio Basile –    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital […]

      Dittatura 3.0 – L’Italia dei Soviet, dei Commissariamenti e dei Gamberi

      Dittatura 3.0 – L’Italia dei Soviet, dei Commissariamenti e dei Gamberi

      Venerdì,  Maggio 31st/ 2013  – L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri – Enrico Letta, L.675/1996, Accordi di Schengen, privacy Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, decreto legislativo n.196/2003, Testo unico sulla privacy, direttiva 95/46/CE, tutela dei dati personali, Monti, Dl 201 del 2011, Garante della Privacy, Agenzia delle Entrate, Anagrafe Tributaria, Unione Europea, Ecofin, Michael Noonan, Grande Fratello, […]

      Anche l’Università USA ammette l’Orribile Inganno Austerity

      Anche l’Università USA ammette l’Orribile Inganno Austerity

      Sabato, Maggio 25th/2013 – di Sergio Basile –  Usa, Austerity, unione Europea, Debito Pubblico, Falsi maestri, Thomas Herndon, Angela Merkel, Manuel Barroso, Amherst, Massachussetts University, Harvard University, Keynes, Paul Krugman, Eurozona, Joseph Stiglitz, G20, Barak Obama, Samaras, mariano Rajoy, Carmen Reinhart, Kenneth Rogoff, Meccanismo del Moltiplicatore, Growth in a time of Debt, Australia, Nuova Zelanda, Canada, […]

      Rubrica – Riconquistiamo la Sovranità Monetaria per uscire dalla Crisi-truffa

      Rubrica – Riconquistiamo la Sovranità Monetaria per uscire dalla Crisi-truffa

      Lunedì, Luglio 8th/ 2013   – Riconquistiamo la Sovranità Popolare della Moneta, di Cosimo Massaro –    Cosimo Massaro, Crisi truffa, Euro, Lira, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Banca d'Italia, BCE, Moneta Debito, Interessi da usura, Moneta Debito, La Caduta dell'Ultimo Impero, Schiavi di un Debito Inestinguibile, Antonio Fazio, Carlo Azeglio Ciampi, Induzione al suicidio, […]

      Reddito di Cittadinanza – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti

      Reddito di Cittadinanza – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti

      Giovedì, Luglio 4th/ 2013   – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti –    – Comunicato Stampa di Rocco Carbone, Sete di Giustizia – Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Attualità della Dottrina sociale della Chiesa, Dignità Giuridica, Diritto di Pretendere, Alcide De Gasperi, Giorgio la Malfa, Einaudi, Democrazia Cristiana, Bretton Woods, Giustizia […]

      Cipro – Per Salvare il dio euro, Grinfie sui Beni Ecclesiastici e Commissariamento totale delle Operazioni Bancarie

      Cipro – Per Salvare il dio euro, Grinfie sui Beni Ecclesiastici e  Commissariamento totale delle Operazioni Bancarie

      Lunedì,  Aprile 1st/ 2013  – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Cipro, Unione europea, Dittatura Europea, Banche, Conti correnti, Prelievo Forzoso, Banca Centrale di Cipro, Bank of Cyprus, prelievo forzoso del 37,5%, Ricatto Psicologico, Crisostomo II, Chiesa Ortodossa, Presidente Russo Medved, Anastasiades, Nicosia, Cancro Euro    Cipro – Per Salvare il dio euro,  grinfie sui beni ecclesiastici e  commissariamento […]

      Caso Cipro – La Decisione dell’Eurogruppo e L’Apertura dei Saldi di Primavera

      Caso Cipro – La Decisione dell’Eurogruppo e L’Apertura dei Saldi di Primavera

      Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – di Sergio Basile – Nicosia, cipro, saldi, Decisione dell'Eurogruppo, Depositi bancari, Bad Bank, Good bank, garanzia europea sui deporiti, prestito BCE, Mario draghi, Angela merkel, Fondo monetario internazionale, MI, Troika, Ue, bruxelles, presidente dell'Eurogruppo, euro Zona, fuga di capitali, Laiki bank, Bank of Cyprus, Jeroen Dijsselbloem, privatizzazioni, Privatizzazioni stile Grecia, Magnati […]

      Euro, Signoraggio e Bankitalia – Ammissione di una Truffa

      Euro, Signoraggio e Bankitalia – Ammissione di una Truffa

      Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – Redazione "Qui Europa" e "Associazione Culturale la Torre" – Signoraggio Bancario, Italia, Roma, Bankitalia, Banca d'Italia, Debiti Fittizi, Francoforte, bruxelles, Banca Centrale Europea, Ammissione di una truffa, Associazione Culturale la Torre, Redazione  Qui Europa, Truffa bancaria, Cipro, Caso Norvegia, Schiavi di un Debito illegale  Euro, Signoraggio e Bankitalia. Ammissione di una truffa – […]

      Eurotruffa a Cipro – Perfino la Subdola FED nel ’33 fece meglio dell’UE

      Eurotruffa a Cipro – Perfino la Subdola FED nel ’33 fece meglio dell’UE

      Mercoledì,  Marzo 20th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi, di "Qui Europa" – – di Mario Borghezio, deputato al Parlamento europeo – Eurotruffa, Bruxelles, Eurogruppo, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Cipro, Truffa, Eurozona, Grecia, Nicosia, Prelevamenti truffa, Privatizzazioni, Salvataggio bancario, Sistema Bancario, Truffa Bancaria, Europa, Franklin Delano Roosevelt, FDIC, Wall Street, FDR, UE, Governo cipriota, Follia europeista, […]

      Italia – Attenzione all’Impasse ed ai Veneratori del Dio Spread

      Italia – Attenzione all’Impasse ed ai Veneratori del Dio Spread

      Martedì,  Marzo 5th/ 2013 – di Giuseppe Sacco e Mario Luongo –  Mercati Choc, Crolla Piazza Affari, Spread, Giorgio Napolitano, Presidente Della Repubblica, Angela Merkel, Olli Reh,  Beppe Grillo, Visita Napolitano In Germania, Elezioni 2013, Peer Steinbruck,  Pd, Governissimo, Pdl, Quirinale, Mercati Europei, Credit Suisse, Goldman Sachs, Horst Seehofer, Movimento 5 Stelle, Commissione Europea, Goldman […]

      Goldman Sachs, Rockeleffer e il Crack della Grecia – Fuori dall’Eurogabbia Ora!

      Goldman Sachs, Rockeleffer e il Crack della Grecia – Fuori dall’Eurogabbia Ora!

      Mercoledì, Luglio 3rd/2013 – Comunicato Stampa di Carlo Finazzi, Presidente F. R. –     Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa" Grecia, Carlo Finazzi, Goldman Sachs, Rockefeller, Crac Grecia, Rpockefeller, Rothschild, Mario Draghi, Mario Monti, Goldman Sachs, Commissione europea, BCE, Federal Reserve, Stati Uniti d'Europa  Goldman Sachs, Rockeleffer e il Crack  della Grecia Stati Uniti […]

      Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

      Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

      Giovedì, Gennaio 3rd/2013 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Egemonia anglofona / Delors / Egemonia Anglofona sull'Europa / Gran Bretagna / Jacques Delors / Commissione europea / Ue / Charles De Gaulle / Mario Monti / David Cameron / Tobin Tax / City / Usa / Neocolonialismo / Board Bce / Sacco del Britannia /Bce […]

      Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà: Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

      Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà:  Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

      Giovedì, Dicembre 13th/ 2012 – Redazione Qui Europa  – Strasburgo / Tobin Tax / Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Adesione Italia / Cooperazione rafforzata / No della Gran Bretagna / James Tobin / Delocalizzazione finanziaria / Fuga di capitali europei all’estero / Angela Merkel / Francois Hollande  / Tassa sulle transazioni finanziarie / Codecisione […]

      Stiglitz: Combattere il Debito con la Spesa Produttiva

      Stiglitz: Combattere il Debito con la Spesa Produttiva

      Martedì, Ottobre 23th / 2012  – di Sergio Basile – Joseph Stiglitz / Paul Krugman / Austerity / Predatory lending / Buffet Rule / Pretesto della recessione / Deficit Spending / Unione europea / Surplus / Eurozona / Economia / Finzanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / Debito pubblico / Controinformazione / Qui […]

      City of London Corporation – La Denuncia di Borghezio

      City of London Corporation – La Denuncia di Borghezio

      Martedì,  Giugno 11st/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Strasburgo, 11 Giugno 2013 – Comunicato di M. Borghezio City of London, Commissione europea, Unione europea, Mario Borghezio, Strasburgo, Riciclaggio, Paradisi fiscali Ue, Emissione di Bonds, Emissione di obbligazioni, Commissione CRIM, Sonia Alfano, Ue, City of London Corporation  Borghezio: City of […]

      Ecco perché evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso

      Ecco perché evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso

      Mercoledì, Settembre 5th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile –  Ue / Italia / crisi eurozona / Mario Monti / Casta parlamentare / MES / Evasione Fiscale / Faccenda notarile / San Tommaso d'Aquino / Sant'Agostino / Morale cattolica / Padri della Chiesa / Debito illegale / Legge iniqua / Abuso di potere / Tasse giuste […]

      Pazzie di fine estate: Ruolo Bce, caro carburanti e speculazione sul Patrimonio Nazionale

      Pazzie di fine estate: Ruolo Bce, caro carburanti e speculazione sul Patrimonio Nazionale

      Martedì, Settembre 4th/ 2012  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino –  Ue / Bce / Berlino / Roma / Bruxelles / Angela Merkel / Mario Draghi / Mario Monti / Finlandia / Unione Bancaria / Esm / Scudo Anti-Spread / Acquisto titoli di Stato /  Covered Bond / Rating / Moody's / Lehman Brothers / Kere […]

      L’impegno Greco: Tasse in cambio di Privatizzazioni e Licenziamenti

      L’impegno Greco: Tasse in cambio di Privatizzazioni e Licenziamenti

      Giovedì, Luglio 26th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Grecia / Crisi Eurozona / Atene / Bruxelles / Troika / Samaras / Barroso / Commissione europea / Privatizzazioni / Licenziamenti / Reuters / Fondo Monetario Internazionale  / Trattativa  / Alexis Tsipras / Bce / Antoine Colombani  / Ateneo Magna Graecia / Catanzaro  Crisi Eurozona – […]

      Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

      Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

      Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

      Paul Krugman: follia dell’eurocasta, vogliono curare il Debito con altri Debiti

      Paul Krugman: follia dell’eurocasta, vogliono curare il Debito con altri Debiti

      Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

      Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

      Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

      Venerdì, Agosto 24th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Unione Europea / Europa / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Moneta Unica / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti  /  Dittatura MES / ESM / Previsioni di Moody's / Bundesbank / Autunno caldo / […]

      Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova macelleria sociale

      Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova macelleria sociale

      Mercoledì, Agosto 22th/ 2012  – Sergio Basile –  Grecia /Antonio  Samaras / Troika / Platone e Socrate / Lucas Papademos / Ue / Bce / Fmi / Tagli alla spesa pubblica / Trilateral Commission / Merkel / Sarkozy / Pacchetto Salva Grecia / Stournaras / Adriano Celentano / Democrazia / Europa / Pazzia nell'Eurozona  Grecia: […]

      Robot Monti: circuiti in tilt, zero cuore – L’uscita dal Tunnel è un Problema Culturale

      Robot Monti: circuiti in tilt, zero cuore – L’uscita dal Tunnel è un Problema Culturale

      Giovedì, Agosto 17th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Italia / Debito pubblico / Nuovo Record Negativo / Crisi Eurozona / Bruxelles / Privatizzazioni / Meccanismo Europeo di Strabilità / MES  / ESFS  / IMU / Accise sulla benzina  / Mussolini / Agenzie di rating / Beppe Grillo  / Signoraggio bancario / […]

      Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

      Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

      Giovedì, Agosto 2nd/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Unione Europea / Bruxelles / Debito Pubblico / Sovranità nazionale / Euro / Moneta unica / Politica / Economia / Finanza / Comunità / Unità politica / Deficit / Crescita / Crisi / Mercati finanziari / Francia / Spagna / Finlandia / Monti […]

      La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

      La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

      Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

      Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

      Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

       Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

      Romania – Sanguinosa Austerity, ma questa volta Dracula non c’entra

      Romania – Sanguinosa Austerity, ma questa volta Dracula non c’entra

      Lunedì,  Luglio 23th/ 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – Unione Europea / Romania / Commissione europea / Parlamento europeo / Manuel Barroso / Martin Schulz / Terremoto politico / Traian Basescu / Crisi economica / Esm / Fiscal compact / Usl / Referendum popolare / Malcontento / Fmi / Manuel Barroso / Victor Ponta  […]

      Esteri – Libero scambio Ue: dopo il Giappone tocca all’Ucraina

      Esteri – Libero scambio Ue: dopo il Giappone tocca all’Ucraina

      Domenica, Luglio 22th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Commissione europea / Esteri  / Ucraina / Commercio / Libero scambio / Kiev / Bruxelles / Petro Poroshenko / Iulia Timoshenko  Esteri – Libeo scambio Ue: dopo il Giappone tocca all'Ucraina Propaganda e liberismo: dalle denunce e finte ritorsioni diBarroso, per la mattanza dei cani a […]

      Commissione Ue verso libero scambio con Giappone

      Commissione Ue verso libero scambio con Giappone

      Giovedì, Luglio 19th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Commissione europa / Giappone / Accordo / Libero scambio / Karel De Gucht / Corea del Sud / Politiche liberiste / Export / Disastri del liberismo / Marchionne / Fiat / Industria automobilistica / Crisi / Piigs   La Commissione Ue verso un accordo di libero […]

      Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

      Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

      Giovedì, Luglio 19th/  2012 – di Silvia Laporta – Crisi economica / Bce / Mario Draghi / agenzie di rating / Disoccupazione / crisi del settore della costruzioni / Mario Ciaccia / Ministro delle Infrastrutture / Banca d'Italia / Usa / Cassa Integrazione / debito illegale / Fillea / Filca / Feneal / Patto di Stabilità  / […]

      Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

      Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

      Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

      L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

      L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

      Martedì, Luglio 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare  […]

      Francia e Italia in Retromarcia: Peugeot-Citroen e Fiat nel Baratro

      Francia e Italia in Retromarcia: Peugeot-Citroen e Fiat nel Baratro

      Lunedì, Luglio 16th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Crisi automobilistica / AlixPartners / Sovraccapacità / Psa Peugeot-Citroen / Renault / Fiat / Francoise Hollande / Francia / Rossignolo / De Tomaso / Varin / Marchionne / Tagli   / Concumismo / Mali del capitalismo  Francia – Default delle 4 ruote: il Gruppo Peugeot-Citroen   annuncia […]

      Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

      Trani inguaia Moody’s.  Gli Scheletri nell’armadio di Monti

      Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

      Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

      Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

      Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

      2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

      2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

      Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

      Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

      Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

      Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Vertice Ue  / Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / […]

      Terzi-Monti, doppiopesismo cronico in salsa neo-liberal

      Terzi-Monti, doppiopesismo cronico in salsa neo-liberal

      Sabato, Maggio 5th/ 2012 – Di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Ministro degli Esteri / Giulio Terzi / Diritti / Democrazia / Soprusi / Dittatura / Libertà / Compressione delle libertà umane / Famiglia / infanzia / Ruolo della donna / Minoranze etniche / esodati / Precarietà / Ruolo di madre / […]

      Crisi Ue: le “strane misure” di Consiglio e Commissione

      Crisi Ue:  le “strane misure” di Consiglio e Commissione

      Lunedì, Aprile  30th / 2012 – di Sergio Basile – Unione Europea / Commissione europea / Manuel Barroso / Commissione al Mercato Interno / Crescita / Recessione / Fiscal compact / Crisi / Governi Ue / Lettera / Ricette / Liberismo / Deregulation / Linea liberista / Bilderberg Club / Trilateral Commission / Mario Monti / Francoise […]

      Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

      Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

      Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

      UE – La “sconfitta morale” del Mercato

      UE – La “sconfitta morale” del Mercato

      Giovedì,  Aprile 26th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / politica / Rigore / Fiscal Compact / Germania / Italia / Francia / Olanda / Danimarca / Papa Giovanni Paolo II / Bob Kennedy / Discorso sul Pil / Angela Merkel / francois Hollande / Nicolas Sarkozy / Mario Monti / Geert Widers /  Beppe […]

      Grecia: cavia del fallimentare neo-liberismo

      Grecia: cavia del fallimentare neo-liberismo

      Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione Europea / Grecia / Crisi / Governi Ue / Neo-liberismo / Nuova Democrazia / Pasok / Vassilis Primikiris / Syrizia / Berlinguer / Fallimento dei tecnocrati / Troika / Eurozona / Fallimento del dogmatismo neo-liberal / Abolizione del piano di Salvataggio / Austerity / […]

      Paradosso Monti: La crisi è finita! Dalla Cina con stupore

      Paradosso Monti: La crisi è finita! Dalla Cina con stupore

      Martedì, Aprile 3rd / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Esteri / Crisi Eurozona / Cina / Asia / Investitori / Vertice / Mario Monti / Interessi privati / Liberismo / Neo-liberismo / Debito pubblico / Eni / Imprese in crisi / delocalizzazione delle imprese / Svendita dell'Italia / Terra […]

      Crisi: Pericoli e strategie dell’Ue “liberista”

      Crisi: Pericoli e strategie dell’Ue “liberista”

      Martedì, Febbraio 21th / 2012 – di Sergio Basile – Unione Europea / Consiglio europeo / Crescita / Crisi / Governi Ue / Lettera / Ricette / Liberismo / Deregulation / Commissione Ue  / Agenzie di rating / Abolizione progressiva delle Golden Share statali / Regolamentazione dei servizi finanziari / Mercato europeo integrato / Deregulation […]

  • Anche l’Università USA ammette l’Orribile Inganno Austerity

    Anche l’Università USA ammette l’Orribile Inganno Austerity

    Sabato, Maggio 25th/2013

    – di Sergio Basile – 

    Usa, Austerity, unione Europea, Debito Pubblico, Falsi maestri, Thomas Herndon, Angela Merkel, Manuel Barroso, Amherst, Massachussetts University, Harvard University, Keynes, Paul Krugman, Eurozona, Joseph Stiglitz, G20, Barak Obama, Samaras, mariano Rajoy, Carmen Reinhart, Kenneth Rogoff, Meccanismo del Moltiplicatore, Growth in a time of Debt, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Giappone, Italia, Governo letta, governo Monti, Sergio Basile, Qui Europa 

    Anche l'Università USA costretta ad ammettere

    l'orribile inganno chiamato "Austerity"

    Lo studentello che sconfessa i distratti professoroni

    Carissimi, Ora ditelo agli Europei e all'Unione Europea!

    Lo scandalo del G20 e la curiosa scomparsa…

    Continueranno i politicanti italiani a recitare questa assurdità?

     

    di Sergio Basile 

    Thomas Herndon - Bluff Austerity

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Austerity –  Il Discepolo Supera il Falso Maestro                                             

    Amherst, Massachussetts, Usa – Il ventottenne laureando in economia, lo statunitense Thomas Herndon, è solo l'ennesimo testimone della bestiale bufala chiamata "Austerity" (detta in altri termini dittatura dell'Eurozona, per comprenderci) e lo è diventato – suo malgrado – in un modo davvero curioso: preparando la sua tesi di laurea presso l'University of Massachussetts. In particolare il giovane Thomas non ha fatto altro che dar seguito – nel modo più serio e semplice possibile – ad un compito assegnatogli dai suoi professori. Mai avrebbe immaginato, in tutta onestà, di poter diventare per molti un eroe, per altri (pensiamo a Draghi, alla Merkel, a Barroso, Monti e Letta) un vero e proprio incubo. Nonché prova tangibile della mala fede di molti, che con la scusa della truffaldina crisi hanno finito per imporre una dittatura reale ai danni di oltre 200 milioni di cittadini del Sud Europa e dell'Irlanda, trasformandole in sottocolonie della colonia Usa, chiamata Europa. Il Giovane Herdon ha dunque demolito dalle fondamenta – è davvero il caso di riconoscerlo – addirittura lo pseudo-studio posto a base delle politiche di austerità intraprese dai governi liberisti e socialisti in Europa. Pensiamo al governo Hollande in Francia. Pensiamo soprattutto ai governi Samaras, Monti-Letta e Rajoy, in Grecia, Italia e Spagna. 

    Stiglitz-la-Spesa-Pubblica-Produttiva-e-la-ricetta-al-Debito-Pubblico-556x360

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Growth in a Time of Debt                                                                                         

    Ma chi c'è all'origine della curiosa faccenda e del grande inganno? I professori della Harvard University, Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, autori dello studio “Growth in a Time of Debt” (Crescita al tempo del Debito). L'assioma o assunto di base posto come pilastro teorico della ricerca ritiene che "se il debito pubblico di una nazione raggiunge la soglia del 90% del Pil, diventa un ostacolo insuperabile alla crescita".  Assunto tra l'altro – come trattato in più occasioni da Qui Europa – più volte smentito nella realta da economie come il Giappone: Paese col più alto debito pubblico al mondo. Ma un assunto dogmatico, questo, più volte criticato e rigettato da numerosi premi Nobel per l'economia e studiosi di rilievo internazionale, del calibro di Joseph StiglitzPaul Krugman (vedi articoli in allegato). Anche grazie ad "operette comiche" come "Growth in a Time of Debt", si preferì sostituire alle politiche di crescita keynesiana, incentrate sul Deficit Spending (oggi di fatto abolito, facendo venir meno il ruolo stesso dello stato elo stesso requisito giustificativo della tassazione: i servizi restituiti dallo stesso Stato)  e sulla possibilità di creare ricchezza grazie alla spesa a debito ed al Meccanismo del Moltiplicatore economico.

    Thomas Herndon - Bluff Austerity

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Tutto per caso                                                                                                               ​ 

    "I miei professori di Amherst – ha dichiarato nei giorni scorsi il giovane Thomas Herndon – mi avevano assegnato un compito molto comune: prendi una ricerca fatta da altri  (nel caso specifico quella di Reinhart e Rogoff) economisti, e prova a dimostrare che sei capace di replicarne il risultato. (…) Essi – continua Thomas – mi hanno messo a disposizione tutte le loro fonti originarie da cui avevano attinto i dati sulla crescita. Mi hanno dato accesso anche alle varie versioni dei loro calcoli".

      La Svista – Due Catastrofici, Grossolani, infami Errori?                              

    A questo punto la scoperta del giovane universitario fu davvero eclatante: gli economisti di cui sopra avevano commesso due grossolani e catastrofici errori, quella che lo stesso Herndon ha definito generosamente come una "svista di allineamento” (?) nelle colonne delle cifre da addizionare usando il software Microsoft Excel. Sbaglio (o pseudo-tale) apparso ancor più grave se si considera il fatto che la coppia di titolati e noti professori omise clamorosamente di includere nella ricerca i risultati ottenuti (ed in palese controtendenza con le loro conclusioni finali) da tre nazioni esaminate, cioè  Australia, Canada e Nuova Zelanda. In questi Paesi (così come avvenuto col Giappone) la crescita economica non fu di fatto mai penalizzata da un elevato livello di debito pubblico.

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     Tre legittimied inquietanti  interrogativi                                                            

    Anzi! Ma allora ci chiediamo: 1) perchè i professori non ricontrollarono i loro studi, appotando le dovute correzioni? 2) Perchè tali clamorose ed inquietanti esclusioni? 3) Forse per facilitare le mire espansionistiche Usa in Europa e per conferire loro un alibi, dando nel contempo un pretesto valido di legittimità all'euro-casta? Voi che dite? Certo, a pensar male (come diceva Giulio Andreotti) spesso ci si indovina. Mah! Questi americani!

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     Una dolorosa smentita – Eurocasta KO anche sul piano teorico               

    Dinnanzi a tutto ciò i geni dell'economia Made in Usa Reinhart e Rogoff, hanno dovuto fare il loro doloroso e doveroso mea culpa publlico scegliendo come "patibolo", le colonne del New York Times. Come? semplice: ammettendo il macroscopico errore e prendendo le distanze dalle politiche di austerity. O meglio dalle distruttive politiche di austerity.  Cio avveniva prima dell'ultimo G20.

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     Avvenne al G20 – Vergognoso                                                                               

    Ciò  – con estrema inquietitudine – spiega il perchè nell'ambito dello stesso vertice dei potenti della Terra, dal comunicato finale, sia stato fatto letteralmente sparire ogni riferimento al rapporto debito/Pil, per effetto di questa raccapricciante scoperta. Ma dinnanzi a tutto ciò, Angela Merkel, Manuel Barroso e i politici italiani, continueranno ancora a recitare l'assurda ed ignobile farsa sull'austerità e l'altrettanto assurda storiella della riduzione (lacrime, sangue e suicidi) del debito pubblico? un debito pubblico (ricordiamolo) assolutamente non creato dai cittadini, ma da banche sovrane e politica infame. Che fa anche rima!

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Direttive Ue – La Maglia Nera dell’Italia e la Linea Repressiva di Bruxelles

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    Martedì, Dicembre 4th/ 2012 – Sergio Basile, Maria Laura Barbuto –  Linea Repressiva di Bruxelles / direttive Ue / Maglia Nera dell'Italia / Unione Europea / Europa / Commissione Ue / Corte di Giustizia / Crisi / Infrazioni / Diritto Ue / Leggi europee / Norme  / Trasporti / Mercato interno /    Direttive Ue – […]

  • Fiscal Compact ed Euribor: Ingannevoli strumenti imperiali

    Fiscal Compact ed Euribor: Ingannevoli strumenti imperiali

    Mercoledì, Dicembre 12th/ 2012

    –  di Sergio Basile –

    Euribor / Fiscal Compact / Mario Borghezio / Parlamento europeo / Strasburgo / sistema di connivenza nella fissazione dell'Euribor / Ministro Moavero / Emminenza grigia / Giuseppe Guarino /  commissione Crim del Parlamento europeo / Nuovo Ordne Mondiale / global governance / Eba / andrea Enria / Procura di Trani / Truffa alle famiglie italiane / Mutui / Unione Bancaria / Stati uniti d'Europa / Keynes / Deficit spending / imbroglio dell'Eurozona / servizi pubblici / Vaclav Klaus / David Cameron / Regno Unito / Repubblica Ceca / Basilea 3 / Sergio Basile / Wall Sytreet Journal 

    Euribor e Fiscal Compact: Ingannevoli

    strumenti di estorsione e controllo

    sui cittadini europei

    Politiche di accentramento sull'onda di una nuova

    governance mondiale

    Fiscal Compact: Borghezio contesta Moavero a 

    Strasburgo e interpella la commissione Ue sul

    caso Euribor

    Bruxelles, Strasburgo – Lo scorso 5 Marzo, la discussa proposta tedesca di un patto fiscale per dare – sosteneva la Merkel – “stabilità all’Europa” diveniva realtà con l’agoniata firma del nuovo trattato fiscale all’eurosummit di Bruxelles. Con la ratifica del suddetto documento "imperiale", i venticinque (su 27) paesi che lo sottoscrissero si impegnarono reciprocamente a introdurre il “principio del pareggio di bilancio” all’interno delle loro Carte costituzionali: ovvero si impegnarono – in altri termini – a ripagare un debito pubblico in gran parte "gonfiato e fittizio" per decine di miliardi di euro l'anno ( 45 miliardi l’anno per l'Italia, per 20 anni, grazie alla spending rewiew) e ad eliminare per sempre la voce “deficit spending” da ogni dizionario o manuale economico, accettando implicitamente – evidentemente per assecondare voleri e poteri esterni alieni da qualsivoglia forma di democrazia o logica democratica – di mandare in recessione le economie dei propri paesi. Cioè di autodistruggere – a maggior ragione – quesi Paesi presi di mira dai mercati e le cui economie non fossero state coperte dall'ombrello del "Sistema Target 2": sistema commerciale di regolamentazione interbancaria delle banche centrali dell'Ue, studiato su misura per assecondare le mire espansionistiche del reich tedescho. 

     Il Pretesto della crisi globale 

    Il tutto mascherando l'inganno con il subdolo pretesto della "Crisi Globale". Una espressione per coprire un'altra verità mai raccontata ufficialmente dalla stampa di regime, chiamata semplicemente "imbroglio dell'Eurozona". Da quel celeberrimo mese di Marzo, e dal successivo vertice del Consiglio Ue di fine Giugno, i giochi furono – anche se solo per quei pochi che non diedero ascolto alle fandonie dei TG di prima fascia – molto chiari: con il Fiscal Compact (di lì a poco adottato a tempo di record e senza alcun dibattito dal Parlamento italiano) se il cittadino europeo avesse pagato 110 euro di tasse, lo stato avrebbe restituito in servizi  allo stesso, solo 100, o comunque 110, ma mai di più. Una “fregatura legalizzata”, che ha di fatto tolto agli stati Ue aderenti ogni possibilità pratica di “investire a debito” e di aumentare la ricchezza mediante il “moltiplicatore economico”.  Oltre che a togliere il presupposto oggettivo di legittimazione della stessa "tassazione pubblica": l'ottenimento di adeguati servizi pubblici.

     Fiscal Compact: la Reaganomics europea 

    Ciò, facendo la fortuna dei grandi gruppi privati, resi onnipotenti da privatizzazioni a livello industriale e Project Bond. Insomma, una nuova "Reaganomics europea". Il prodromo di un nuovo esproprio di massa iperliberista, o stalinista (secondo noi sinonimi o comunque facce della stessa medaglia). Cosa che di fatto sta avvenendo da mesi in maniera sistematica e nella "normalità" più disarmante. Sempre a Marzo il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, osava dichiarare con molta nonchalance come attraverso misure come il FC il ritorno della fiducia nella zona euro – che ne sarebbe scaturito – avrebbe portato "alla crescita e all’occupazione”.

     Il disfacimento programmato degli stati nazionali  

    Allora criticammo molto questa folle uscita: non si capiva il senso di tale affermazione, visto che con il “Fiscal Compact” le risorse per gli investimenti statali venivano annullati, gettando nel fuoco praticamente tutti gli scritti di Keynes, sulla spesa produttiva.  Solo il saggio governo ceco (supportato dai consigli dall'altrettanto saggio Presidente Vaclav Klaus) e l'opportunista e scaltro esecutivo dell'UK di David Cameron (per mantenere la solita leadership finanziaria sul Continente e per non tradire le attese autonomiste dell'opinione pubblica inglese) driblarono l'accordo, come dridlarono abilmente tutte le domande dei giornalisti, in quel fatidico 5 Marzo. Solo adesso anche i più scettici (europeisti a senso unico) alla luce di quanto accaduto stanno iniziando a comprendere i veri scopi dell'euro-casta: la creazione di un super-stato accentratore – altrimenti detto Stati Uniti d’Europa – che possa uniformarsi a puntino ai piani di un Nuovo Ordne Mondiale, e di una global governance. Piano – cosa oggi sempre più evidente – che pone in cima ai suoi obiettivi,  proprio il disfacimento degli stati nazionali.

     Fiscal Compact – Borghezio attacca Moavero 

    In merito, puntuale e pertinente c'è dunque sembrato l'interveto di Mario Borghezio, deputato europeo "indipendentista" della Lega Nord, fatto stamane a Strasburgo nell'ambito dell'incontro tra il Ministro Moavero (la cosiddetta emminenza grigia di Bruxelles)  e gli eurodeputati italiani. Borghezio ha chiesto spiagazioni a Moavero sul motivo per il quale il governo Monti faccia finta di ignorare la dimostrazione che, con rigore scientifico, un grande giurista come il Professor Giuseppe Guarino ha dato sull'inapplicabilità, secondo il diritto vigente dell'Ue (art. 126 del Trattato di Lisbona) del regime imposto dal Fiscal Compact". 

     La tesi del Professor Giuseppe Guarino 

    Questa tesi ampiamente divulgata non solo in un saggio tecnico, ma anche in un articolo pubblicato da "Milano Finanza", si basa sul fatto che lo stesso Trattato del Fiscal Compact stabilisce (vedi artt. 2,1 e 2) che "il presente Trattato si applica nella misura in cui è compatibile con i Trattati – e con il diritto – su cui fonda l'Unione europea". Ora, poiché il diritto vigente stabilisce la legittimità del deficit al 3%, ne deriva che la regola del Fiscal Compact – come sostenuto dallo stesso Borghezio a Strasburgo –  è di fatto inapplicabile". 

     Anonime giustificazioni   

    Il Ministro Moavero, pur riconoscendo l'autorevolezza del professor Guarino, ha ribattutto all'eurodeputato sostenendo come i dubbi sollevati in merito fossero stati dal governo ritenuti sormontabili sulla base di un "elaborato dei servizi giuridici della Presidenza del Consiglio" (?). Ma non si è sbilanciato oltre. Ovviamente! "Ne ho subito chiesto copia – ha reso noto Borghezio –  ottenendo l'assenso del Ministro". "In un altro Paese – ha dichiarato successivamente l'europarlamentare – un simile autorevole intervento sarebbe piombato sul dibattito politico come un macigno, costringendo il governo a confrontarsi in maniera aperta e trasparente. Ma il governo dei Professori – ha notato – preferisce trincerarsi dietro anonimi pareri, sfuggire al confronto e snobbare i più autorevoli giudizi. Forse è una regola appresa dal Club Bilderberg?". Quella che ne emerge è a nostro avviso l'immagine nitida di un disegno ben orchestato, e lungo nel tempo. Un disegno portato avanti da organizzazioni mondialiste indissolubilmente intrecciate con lobby e grandi gruppi bancari. Un imbroglio che ora qualcuno vorrebe trasformare in dogma, istituendo a margine di questo impero, un'Unione bancaria sovrana ed autoreferenziale. Un mostro tentacolare, di tocquevilliana memoria, senza alcun limite e freno, creato dai banchieri privati che ruotano intorno alla Bce, in nome della "Libertà" e con il fine ingannevole di "bloccare la crisi". Una crisi da loro stessi alimentata.

     Borghezio, l'Euribor e le accuse del WSJ    

    Forse è per questo che, sempre nelle scorse ore, lo stesso eurodeputato leghista con una interrogazione urgente alla Commissione europea ha chiesto conferma "delle rivelazioni giornalistiche (del Wall Street Journal) circa il coinvolgimento di alcune banche in uno scandalo che, dopo quello sulla manipolazione del Libor, sembra dover investire l'Euribor". Tali banche europee (precisamente una dozzina) sarebbero coinvolte nell'accusa di aver manipolato i tassi interbancari europei. Tra di esse, la Société Générale, il Crédit agricole, la HSBC e la Deutsche BankSecondo quanto riportato dalla fonte citata, sarebbero stati rinvenuti scambi di messaggi decisamente compromettenti fra alcuni traders di queste banche e quelli della Barclays di Londra. Indiscrezioni dalle quali emergerebbe un sistema di connivenza nella fissazione dell'EuriborBorghezio ha annunciato inoltre che investirà della questione la commissione Crim del Parlamento europeo. 

     Le presunte truffe delle "povere" banche europee in "crisi" 

    Come già trattato dall'Osservatorio "Qui Europa" – lo scorso 4 Luglio – una potenziale manipolazione dell’Euribor, che nel 2008 era al 5,93%, avrebbe provocato danni di 2,9 miliardi di euro a 2 milioni e mezzo di famiglie italiane indebitate con i mutui. Cifre da capogiro – sulle quali sta indagando la "solita" Procura di Trani – che, nel frattempo, hanno fatto sì che lievitassero le casse delle banche e che si gonfiassero a sproposito le tasche dei banchieri. Banche poi fatte oggetto di immorali ricapitalizzazioni e blindate dall'innalzamento dei coefficienti di riserva patrimoniale di Basilea 3. Ed il tutto sotto gli occhi della pachidermica ed addormantata EBA, la cosiddetta Autority Bancaria Europea, diretta dall'italiano Andrea Enria

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

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    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

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  • Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

    Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012

    – L'Editoriale del Lunedì, di Max Cittadino –

    Italia / Spagna / Unione europea / Crisi economica / Spending review / Tagli alla spesa Pubblica / Pagine economiche dei TG / Welfare / Politiche liberiste / Neoliberismo / Scuola Austriaca / Shumpeter / Keynes / Lavoro produttivo / Scandali bancari / Fallimento del Liberismo / Globalizzazione / Responsabilità dei professoti / Ruolo delle università / Reaganomics / Ronald Reagan / Henry Ford / Sergio Marchionne / Spirito imprenditoriale 

    Spending Review e Politiche Neoliberiste:

    il Nocciolo della Menzogna 

    Ecco perchè e come si muore di tasse per "Filosofia"

    I saggi insegnamenti di Smith e Keynes e il fallimento

    storico del neoliberismo e delle politiche liberiste

    Madrid, Roma –  Crisi dell'EurozonaPartiamo dalla situazione di Madrid per ritrovare alcuni punti che ci accomunano sempre più – nostro malgrado in maniera indotta e forzata  – a questo Paese, come d'altronde agli altri Paesi Piigs (porci) fatti oggetto di questa assurda ondata speculativa, e ancor più afflitti dall'implementazione di politiche economiche che a mio avviso – e come dimostrato da quasi 10 mesi a questa parte dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" – sono deleterie per ogni tipo di sistema, sia comunitario (Ue), che nazionale che regionale. Continuando la disserzione sul tema "Crisi Eurozona" e "Spending Review" – e sulla scia del precedente articolo a mia firma – ribadisco che i tagli alla spesa pubblica  devono essere mirati a far si che tutto ciò si traduca in un aumento dell'occupazione; devono essere fatti – dunque – in quei settori improduttivi, come il settore della politica (ad esempio) dove si pongono in essere delle attività  che, come sosteneva il massimo esperto Adam Smith, per ovvi motivi sono da considerarsi improduttive, in quanto non generanti ricchezza ponderabile.

     Spending Review – Il Nocciolo del Problema 

    E’ questo il punto da cui si deve partire, cari lettori! Non dal Welfare! Partite dal welfare, come si sta facendo, è follia pura.  Dico ciò, perchè ascoltando i Tg o leggendo i quotidiani nazionali (di regime) è ormai evidente a tutti come la "confusione strategica" su tale argomento sia tanta. Non si è ancora voluto intendere (strategicamente e volontariamente) questa fondamentale differenza tra lavoro improduttivo e produttivo, spaziando su argomenti che non arrivano mai al dunque, perchè si continuano a fare solo congetture su massimi sistemi. Il dramma di questo governo, e dei suoi fedelissimi e stolti seguaci, e dunque quello di continuare a nascondersi dietro un dito, ed a bendarsi meschinamente gli occhi. Ribadisco: non si vuole far vedere come stanno realmente le cose. E' uno stato di menzogna, questo, reiterato e continuo, anche sul terreno più prettamente economico e dottrinario. Ma può una stato moderno e democratico (o pseudo tale) fondarsi e vivere incessantemente nella menzogna?

     La Bocciatura storica delle politiche liberiste e neoliberiste 

    Ormai credo che stia sotto gli occhi di tutti come le politiche liberiste ed ultraliberiste siano fallite, e lo dimostrano inequivocabilmente i fatti, soprattutto gli ultimi scandali bancari susseguitisi in Europa come negli Usa. Ma la lettura dei nuovi padroni arroganti dei popoli e del mondo è completamente diversa. Essi utilizzano alla stregua di armi i media amici per gridare le loro menzogne a pensionati, malati, disoccupati che – ovviamente – fanno fatica a capire. Non si può capire ciò che è irrazionale e completamente paradossale! Non è un mistero, infatti, come oggi le pagine economiche dei Tg le comprendano solo il 4-5% dei telelespettatori. E quel poco che si comprende (a fatica) è davvero disarmante!

     Il Vero obiettivo dell'aumento delle aliquote IVA 

    Per porre rimedio ai disastri da loro stesso ingenerati, i governi neoliberisti hanno da sempre fatto ricorso a regimi di tassazione iniqui ed insopportabli. Vedi  la famigerata e vampiresca Reaganomics degli anni Ottanta negli Usa, che causò il progressivo ed inesorabile spostamento della ricchezza nelle mani del 10% e poi dell'1% della popolazione; o le stesse politiche di Lady Margaret Tathcher,  la Lady di Ferro. Tassazioni che hanno colpito sempre e solo le famiglie: ossia la base del sistema economico; il motore dei sistemi economici e sociali, nazionali. Come fare altrimenti per indebolire i sistemi statali e favorire golpe, svendite e privatizzazioni? Altrimenti – con l'adozione di altre politiche di welfare – sarebbe impossibile! La spoliazione non sarebbe attuabile. Spoliazione pilotata che qualche professorone della Bocconi e qualche progeta del neoliberismo oggi chiama – per convenienza – "Crisi". Tra le misure più in voga storicamente intraprese (in tal senso il paradigma spagnolo la dice tutta) vi furono negli anni ottanta, e vi sono ancora oggi, gli aumenti dell'aliquota IVA: un suicidio che come noto non serve neppure ad aumentare il gettito statale, poichè è scientificamente provato che aumentando il valore delle imposte indirette (sui consumi) la domanda di beni e servizi diminuisce, viene inibita, e di conseguenza le stesse entrate fiscali subiscono significativi ridimensionamenti. Perciò in questa ottica si comprende come alzare l'Iva serva in realtà solo a schiavizzare e rendere "controllabili" i popoli. Vessarli al fine di prenderne in mano le redini ed orientarne le abitudini di vita, impedendo loro di alzare latesta, pensare e reagire.

     Italia – Morire di Tasse per "Filosofia" 

    Anche il Grande Keynes (il padre del welfare state) per contro, nella famosa equazione faceva riferimento al valore degli investimenti produttivi al fine di uscire dalle crisi. Ma sicuramente non è il nostro caso, poiché questa è una crisi voluta e pilotata. Figuriamoci se i nostri aguzzini vogliano davvero la rinascita dei paesi, degli stati nazionali oggetto di attacchi speculativi! Sarebbe ingenuo e fuorviante il solo pensarlo, poiché perderemo di vista il vero nocciolo del problema, finendo per parlare di tagli e basta, e cadendo nella trappola demagogica e retorica dei nostri carcerieri. Ciò spiega, per chi non l'avesse ancora capito (ed in giro ce ne sono purtroppo ancora molti, specie in Italia) il perchè sia stato chiamato un professore tecnico (amico di banche, club occulti e lobbies) che sfoggiando chilometrici curriculum ed un ottimo inglese, non ha trovato miglior soluzione che ammazzare gli Italiani di tasse: ribadisco ammazzare la povera gente che già sbarcava a fatica il lunario. Altro paradigma neoliberista dei nostri tempi, lo sfacelo della Fiat targata Marchionne, al quale abbiamo dedicato numerosissimi articoli ed editoriali (vedi in allegato).

      L'Economia e la Responsabiità dei Professori 

    Ma credo – per correlazione – che per creare ricchezza e benessere sociale ed economico (vedi a proposito il paragone tra l'attuale Fiat in Italia e la Ford negli Usa) sia scontato come a contare sia lo spirito imprenditoriale, ma orientato verso un'ottica di sviluppo equo e solidate, e che non tenga conto del solo profitto e del solo benessere dei "mercati". Per la Ford, ad esempio, contò lo spirito imprenditoriale di Schumpeter e non gli illusori sistemi teorici neoliberisti diffusisi come Vangelo  nelle università americane e poi "rivenduti"  in Italia ed Europa come oro colato, come "la Buona Notizia". In tal senso molte, in Europa, sono state le colpe degli stessi "teorici" della Scuola Austriaca, come Von Mises e Von Hayek. Ma fino a quando reggerà in Europa la balla liberista? Fino a quando le università continueranno a divulgare simili scempi dottrinari? La rivoluzione culturale deve partire anche e soprattutto dalle scuole e dalle università, specie quelle di Economia. Ed in questo i professori restano i primi responsabili della rinascita o del definitivo affossamento dei popoli e dei sistemi economici nazionali.

    Max Cittadino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Lunedì, Aprile  30th / 2012 – di Sergio Basile – Unione Europea / Commissione europea / Manuel Barroso / Commissione al Mercato Interno / Crescita / Recessione / Fiscal compact / Crisi / Governi Ue / Lettera / Ricette / Liberismo / Deregulation / Linea liberista / Bilderberg Club / Trilateral Commission / Mario Monti / Francoise […]

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

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    Giovedì,  Aprile 26th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / politica / Rigore / Fiscal Compact / Germania / Italia / Francia / Olanda / Danimarca / Papa Giovanni Paolo II / Bob Kennedy / Discorso sul Pil / Angela Merkel / francois Hollande / Nicolas Sarkozy / Mario Monti / Geert Widers /  Beppe […]

    Caso Repsol-YPF: Europarlamento vs Argentina

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    Sabato, Aprile 21th/ 2012 – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Bruxelles / Esteri / Argentina / Espropriazione della YPF / Neoliberismo / Multinazionali / Presidente argentino Kirchner / Repsol / Spagna / Sergio Basile / Controinformazione     Caso Repsol-YPF: Parlamento Ue contro l'Argentina –  Guerra neo-liberista tra multinazionali e democrazie In ballo […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

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    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

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    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico […]

    Italia chiama Grecia: Presentato Rapporto Previsionale Ue

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    Lunedì, Maggio 14th / 2012   – di Sergio Basile – Commissione europea / Italia / Bruxelles / Crisi Ue / Commissione agli Affari Economici e Monetari / Olli Rehn / Debito pubblico / Recessione / Crescita / Rapporto sulla crisi / Rapporto debito-Pil / Rapporto previsionale di primavera / Por-Fse 2007-2013 / Mario Monti […]

     

    Monti, Bersani, il PD e i sogni Goldman Sachs per il 2013

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    Sabato, Settembre  22st/ 2012 –  di Sergio Basile – Europa / Italia / Goldman Sachs / Mario Monti / Mario Drqaghi / Gianni Letta / Romano Prodi / PD / Elezioni 2013 / GS tifa per Bersani / Pierferdinando Casini / Golpe neoliberista / Beppe Grillo / Movimento 5 Stelle / Vendita e dismissione strategica […]

    Meeting di Rimini – Il miracolo del Professore: il tecno-messia muta l’acqua inquinata in vino

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    Lunedì, Agosto 20th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Rimini / Meeting / Crisi Eurozona / Meeting CL / Comunione e Liberazione / Uscita dalla crisi / Rai / Euro / Europa / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Giovani allontanati per proteste contro Monti  Meeting di Rimini – Il miracolo del Professore: […]

    Robot Monti: circuiti in tilt, zero cuore – L’uscita dal Tunnel è un Problema Culturale

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    Giovedì, Agosto 17th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Italia / Debito pubblico / Nuovo Record Negativo / Crisi Eurozona / Bruxelles / Privatizzazioni / Meccanismo Europeo di Strabilità / MES  / ESFS  / IMU / Accise sulla benzina  / Mussolini / Agenzie di rating / Beppe Grillo  / Signoraggio bancario / […]

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

    Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012 – L'editoriale di Sergio Basile –    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital […]

    No Jobs For Europe

    No Jobs For Europe

    Martedì, Settembre 11th/ 2012 – di Mario Luongo – Bruxelles / Roma / Conferenza Jobs for Europe / Pacchetto occupazione / Risultati Semestre Europeo 2012 / Mercato del lavoro in Europa / Ocse / Disoccupazione / Povertà ed esclusione sociale / Josè Manuel Barroso / Herman Van Rompuy / Christopher Pissarides / Riforma Fornero / […]

    Monti Bis – I compari del Bilderberg scendono in campo

    Monti Bis – I compari del Bilderberg scendono in campo

    Sabato, Settembre 29th/ 2012  – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Roma / Bilderberg Club / Guerra Mediatica / Mario Monti / Monti Bis / Campagna elettorale / Miliardi / Investimenti / Sky / Mediaset / Rai / La Repubblica / Il Corriere della Sera / Pierferdinando Casini / Pierluigi Bersani / […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

     

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

    Pazzie di fine estate: Ruolo Bce, caro carburanti e speculazione sul Patrimonio Nazionale

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    Martedì, Settembre 4th/ 2012  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino –  Ue / Bce / Berlino / Roma / Bruxelles / Angela Merkel / Mario Draghi / Mario Monti / Finlandia / Unione Bancaria / Esm / Scudo Anti-Spread / Acquisto titoli di Stato /  Covered Bond / Rating / Moody's / Lehman Brothers / Kere […]

    FIAT – Svelato il Teatrino dell’ovvio di Marchionne

    FIAT – Svelato il Teatrino dell’ovvio di Marchionne

    Sabato, Settembre 15th/ 2012 – Sergio Basile –  Italia / FIAT /Torino / Roma /  Sergio Marchionne / Mario Monti / Crisi / Chiusura stabilimenti italiani / Termii Imerese / FIOM / Sindacati / Piano Fabbrica Italia / Cobas / Pomigliano / Mirafiori / Agnelli / Elkann / Chrysler / Exit Strategy / Colosseo / […]

    Francia e Italia in Retromarcia: Peugeot-Citroen e Fiat nel Baratro

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    Lunedì, Luglio 16th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Crisi automobilistica / AlixPartners / Sovraccapacità / Psa Peugeot-Citroen / Renault / Fiat / Francoise Hollande / Francia / Rossignolo / De Tomaso / Varin / Marchionne / Tagli   / Concumismo / Mali del capitalismo  Francia – Default delle 4 ruote: il Gruppo Peugeot-Citroen   annuncia […]

    Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

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    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

    Welcome in Italy, L’ex Giardino d’Europa

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    Venerdì, Settembre 28th/ 2012  – di Federica Santoro – Italia / Roma / Milano / Bruxelles /  Welcome in Italy / Agenzia Ue per l'Ambiente / Inquinamento e polveri sottili / Record Negativo / Mobilità innovativa / Corrado Clini / Schiavi italiani / Accise statali / Biciclette / Rischio cancro  Welcome in Italy – Monossido […]

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

    Domenica, Luglio 5th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / […]

     

  • Robot Monti: circuiti in tilt, zero cuore – L’uscita dal Tunnel è un Problema Culturale

    Robot Monti: circuiti in tilt, zero cuore – L’uscita dal Tunnel è un Problema Culturale

    Giovedì, Agosto 17th/ 2012

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile  –

    Italia / Debito pubblico / Nuovo Record Negativo / Crisi Eurozona / Bruxelles / Privatizzazioni / Meccanismo Europeo di Strabilità / MES  / ESFS  / IMU / Accise sulla benzina  / Mussolini / Agenzie di rating / Beppe Grillo  / Signoraggio bancario / Robot Monti / Keynes / Falsi profeti del liberismo / Umanesimo / Mago di Oz / Prostitute intellettuali  

    Debito, nuovo record negativo per Monti

    che pensa al taglio di altri 10 mld alle P.A.

    Robot Monti: troppi circuiti, zero cuore!

    E' una Guerra culturale: per uscire dal tunnel bisogna

    innanzitutto riumanizzare gli uomini e  sbugiardare i

    falsi profeti del liberismo

    Roma – Nel mese di giugno l'Italia ha segnato un nuovo record. Ma non fatevi ingannare, il riferimento non è alle buone prestazioni tenute dai suoi atleti alle Olimpiadi, o cose del genere; si tratta del nuovo record storico del debito pubblico italiano, che a giugno ha toccato la quota 1.972,9 miliardi di euro. A buon ragione si è parlato di "beffa", in quanto a pesare sui conti pubblici non sono solo gli interessi, ma anche il contributo ai cosiddetti Fondi europei di salvataggio: prese in giro chiamate Efsf (European financial stability facility) e MES (Meccanismo Europeo di Stabilità). Il che ha fatto sì che le maggiori entrate tributarie dei primi sei mesi dell'anno, con particolare riferimento all'Imu e all'aumento delle accise sulla benzina, che  hanno  ovviamente pesato (e peseranno non poco) sulle spalle dei cittadini – cioè sulle spalle di quello che una volta si chiamava popolo – non sono state in grado di incidere sulla montagna del debito che incombe sulle nostre teste e, come previsto e preannunciato da "Qui Europa",  sono state subito riassorbite. Come saranno – ovviamente – totalmente riassorbiti i 10 miliardi di euro (di tagli alle P.A. italiane) che nelle ultime Monti e Bondi avrebbero individuato ed annesso alla lista delle priorità per la crescita (?). Senza parole!

      Una domanda ricorrente  

    Molti lettori ci chiedono: ma a noi, allora, chi ci salva? Di certo non la nostra attuale compagine politica, per cui, forse, ha davvero ragione Beppe Grillo, il quale negli scorsi giorni, dalle pagine del suo blog, ha rievocato ironicamente Mussolini ed ha sostenuto: "chiudete il Parlamento. Camera e Senato sono ridotti peggio dell'aula grigia evocata da Mussolini; i parlamentari a larve di democrazia ben pagate", proponendo la diffusione su scala regionale di una sorta di moneta locale emessa a costo zero (eludendo il signoraggio bancario) sottoforma di buoni spendibili nelle singole regioni come surrogato della moneta. Grillo sarà anche un "moderno Savonarola", come paventato da molti suoi critici, ma certamente la sua è una provocazione, e come tale va inquadrata, focalizzando il fatto che tocca dei punti deboli, molto deboli, primo fra tutti quello relativo al ruolo che dovrebbe svolgere un Parlamento nazionale, ruolo che è, come dire, evaporato nel tempo. Ma non andiamo oltre su questi temi, che rimarranno comunque sterili se non verranno seguiti dalla consapevolezza e dall'azione della gente, dei cittadini, di coloro che vengono manovrati come burattini, senza averne, neanche minimante, cognizione. E' per tale ragione che tutti noi siamo chiamati a fare informazione. per contrastare la disinformazione dilagante di tv e giornali: efficace soprattutto su coloro i quali non utilizzano lo strumento del web. 

      Agenzie di rating e MES: due minacce da sventare  

    Inoltre, in questi giorni, sono due i temi che stanno facendo da sfondo alle zuffe tra pseudo-politicanti: quello relativo allo slittamento della decisione da parte della Corte Costituzionale tedesca sulla legittimità costituzionale del MES; e quello, che ritorna ciclicamente e invano, relativo alle agenzie di rating. Per quanto riguarda quest'ultimo punto, a pronunciarsi è stato questa volta Lorenzo Fontana, eurodeputato della Lega Nord, il quale ha affermato che "lo strapotere di queste agenzie è divenuto un elemento di non più tollerabile instabilità ed i mercati sono già sufficientemente in preda al caos. I casi Parmalat e Lehman Brothers, soggetti classificati con una tripla A e poi falliti, sono un chiaro esempio dei danni potenziali che queste agenzie possono causare; inoltre i legami poco chiari tra molte banche e le società chiamate a pronunciarsi sulla loro affidabilità si traducono in un colossale conflitto di interessi", e Fontana prosegue, "sarebbe il caso che l'Europa decidesse di istituire al più presto una propria agenzia".

       La trappola dei titoli del Debito Pubblico  

    Ma da parte nostra (ormai da 9 mesi a questa parte) sosteniamo linee più radicali:  per uscire dal tunnel non resta che rinazionalizzare Bankitalia, uscire dall'euro e rimandare letteralmente in pensione le "sole addomesticate" del rating,  riscrivendo nuove regole per la regolamentazione dei mercati, atte a tagliare le ali alla speculazione. Regole magari meno ingannevoli. E poi – d'altra parte – perchè continuare a dare così tanta importanza al finanziamemnto pubblico statale mediante titoli del debito pubblico. Perchè continuare a seguire la china del bedito indicata dallo stesso Mario Monti ai governi fin dal 1981? Keynes suggerì altre stade, ma i fanatici del mercato e delle privatizzazioni selvagge parlano altre lingue a noi incomprensibili, continuando a sostenere gli sporchi interessi dei padroni del mondo, senza mostrare alcun sentore di umanità.

      Una guerra culturale per un nuovo umanesimo  

    Forse il punto cruciale è proprio questo: riumanizzare l'uomo! Come detto, non è importante restare vivi. L'essenziale è restare umani. Quindi cari lettori, è un dovere morale isolare i politici che continuano a dire menzogne, disumanizzando la società. Ciò, senza lasciarsi abbindolare dalle solite promesse e dai soliti favoritismi strategici pre-elettorali. Chi vi promette qualcosa in cambio del voto (magari un aiuto economico, un improbabile lavoro, e via dicendo) ricordate che vi sta prendendo in giro. Bisogna avere (mai come in questo tempo oscuro) la levatura morale ed etica di rinunciare al denaro. Non possiamo più permetterci di essere merce di scambio, prostitute intellettuali. Questa è soprattutto una guerra culturale, prima ancora che economica e politica. E' vero, la crisi rende deboli, spinge a stringere compromessi, ma non c'è alternativa. Prima ci liberiamo di questi signori, prima l'Italia potrà rialzare la testa e risorgere. Il robot Monti questo lo sa bene, ma dimentica un particolare: nella  celebre favola del Mago di Oz (lasciando da parte il significato occulto ed esoterico dell'opera, che nell'idea dell'autore, il teosofista Frank Baum, rappresentava una sorta di cammico simbolico per gli illuminati, utilizzato anche per i programmi di controllo mentale Monarch) anche il robot di latta – pue essendo immortale, e pur non avvertendo il peso dei morsi della fame  – alla fine stanco di essere prigioniero di se stesso, andò alla ricerca di un cuore. Nella favola alla fine l'uomo di latta scopre di non averne bisogno, perchè già capace di amare: ma evidentemente non è il caso di chi ci governa. Non è il caso di noi poveri comuni mortali.

    Vincenzo Folino, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / Lavoratori / Risorse / A carte 48 / Insieme Salute / Famiglia Cristiana / Potzolu / Ceffa / Prodi / Keynes / Von Hayek  

    Stato sociale: una ulteriore via d’uscita dalla

    crisi. Keynes aveva ragione

    Carenze statali da integrare con il mutuo soccorso: 

    viaggio nel passato per costruire il futuro

    Ma nell'Ue crescono i disoccupati: oggi sono 48 milioni

    Intanto Romano Prodi da "Famiglia Cristiana" dà moralistiche

    lezioni di unità politica

    Keynes aveva ragione – Nell’Europa liberista di Von Hayek, che ha ucciso il Welfare State, 48 milioni di disoccupati

    Roma –  Un ritorno al passato per costruire il futuro: la crisi europea si traduce in una crisi profonda dello Stato sociale. Quel Welfare State tanto caro a John Maynard Keynes, che lo propose quale modello socio-economico di sviluppo: costruzione osteggiata – a torto – da liberisti e anarcocapitalisti, dei quali maestro ed ispiratore – in sintesi – possiamo considerare Von Hayek e gli economisti della Scuola Austriaca. Nato come evoluzione dello Stato liberale ottocentesco, lo Stato sociale dovrebbe avere come fine supremo quello di proclamare l’uguaglianza sostanziale tra i cittadini (e non solo quella formale) e di garantire diritti e servizi sociali come ad esempio l’assistenza sanitaria, l’istruzione pubblica, eventuale indennità di disoccupazione, previdenza sociale e l’accesso alle risorse culturali del paese. Dalla definizione, noi Italiani, potremmo chiederci se la nostra bella Nazione  può, concretamente, assolvere ancora ai compiti di Welfare state oppure se sullo Stato sociale non sia calato definitivamente il sipario. I tagli previsti, e quelli già operati, in diversi settori dell’economia italiana, hanno portato anche ad un taglio netto della tradizione culturale e sociale del nostro Paese. Tutti ne sono responsabili, ma nessuno si è realmente rimboccato le maniche al fine di assicurare il rispetto e la tutela di alcuni diritti fondamentali dei cittadini.

     Europa: 48 milioni di disoccupati 

    I disoccupati europei si contano in 48 milioni di persone (l'equivalente all'intera popolazione, bambini inclusi, di un intero grande stato) di cui 14 milioni hanno perso il lavoro proprio a causa della crisi pilotata: come fare, quindi? Una delle ipotetiche soluzioni atte a tamponare una crisi che si allarga, giorno dopo giorno a macchia d’olio, potrebbe essere una macchina del tempo virtuale che ci riporti nel lontano ottocento, quando sul finire del secolo, il mutualismo diventava una pratica diffusa ed efficiente che garantiva ai più disagiati  il rispetto dei propri diritti. Combinare ed integrare l’azione e l’operato statale con le pratiche mutuali – al di là comunque del rating e della de-finanziarizzazione dell'economia – potrebbe essere la carta vincente per dare uno schiaffo alla crisi economica: basti pensare che fino al 2011, le mutue europee hanno impiegato 350.000 persone generando un “guadagno” di 180 miliardi di euro. In Italia ne esistono 1500, alcune delle quali vantano una storia centenaria e una tradizione di efficienza e competenza. Operano soprattutto nel centro–nord ed aderiscono alla Federazione Italiana Mutualità Integrativa Volontaria: “Fino a 10 anni fa – ha dichiarato il presidente della Fimiv, Placido Putzolu, ai colleghi di “A carte 48” – il mutualismo era un fenomeno circoscritto. Ma oggi, che la spesa sanitaria delle famiglie continua a crescere e lo Stato sociale non riesce più a garantire prestazioni efficienti, la mutualità si propone come un soggetto no-profit. Il nostro intervento – continua Potzolu – è integrativo, non sostitutivo rispetto a quello del pubblico”.

     Mutualismo: una carta preziosa  

    Ma se, da un lato, il binomio Stato sociale–mutualismo potrebbe essere un asso nella manica per far fronte ad una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo e permetterebbe di mettere una “toppa” e far tirare un sospiro di sollievo, dall’altro, tutelerebbe anche i lavoratori autonomi e precari, ai quali non vengono riconosciute tutele per la maternità, infortuni o malattie, trasformandosi per queste categorie, in una vera e propria risorsa. “Il vero problema – afferma il direttore di Insieme Salute, Valerio Ceffa – è come riempire il vuoto che sta lasciando lo Stato: al cittadino viene detto di arrangiarsi per quanto riguarda il settore pubblico e di pagare (a peso d’oro) qualora si rivolga ad un esercizio privato. Il mutualismo – continua Ceffa – in questo senso, è una ulteriore possibilità e chi si associa, avrà sempre il diritto di essere curato anche perché per noi le persone sono soci e non clienti”. Della serie “l’unione fa la forza” quindi: la collettività, rispetto alle sole potenzialità statali, potrebbe rappresentare, se unita, una forza in più per una società disagiata, una boccata di ossigeno in questo periodo di crisi.

      Unità politica dell'Ue e Moralismo Neo-Liberal di Prodi  

    Stesso parere, seppur da un punto di vista molto diverso, lo ha espresso Romano Prodi nell’intervista rilasciata a “Famiglia Cristiana”. “Separati non contiamo nulla – ha dichiarato l’ex Presidente del Consiglio che ci ha letteralmente buttato tra i tentacoli dell'euro – L’unità politica dell’Europa è necessaria, come necessaria è la guida internazionale del Vecchio Continente da parte della Germania”. Beh, in fin dei conti Prodi non ha fatto proprio un’analisi riguardo il futuro dell’Europa, piuttosto un funesto presagio hainoi già evidente nel presente: è quello che sta succedendo. Una Germania “regina” che detta  leggi austere e professa il rigore politico e tanti sudditi “costretti” a rispettarne le regole. Ma non sarà mica vero che lo Stato sociale non esiste più? Di certo non definiremmo “vere” né “profetiche” le dichiarazioni di Prodi, che ha disegnato il progetto più che dell’unità politica europea, della distruzione nazionale dei singoli paesi.

    Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Martedì, Maggio 8th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli / Vittorio Daniele / Mons. Raffaele Facciolo / Paolo Romano / Sergio Basile / Qui Europa / Problema delle risorse / Giovanni paolo II / Rerum Novarum / Populorum Progressio / Capitalismo / Comunismo / Mali del Novecento / Keynes / Galbraith / Chomsky / Giraffe keynesiane / Cina / Brics / Spread / Rating / Neo-liberismo / Neo-colonialismo / Smantellamento del welfare / Accaparramento delle risorse / Nazismo bianco / Debito pubblico / Trattato di Lisbona / Fed / Lehman Brothers / Bolla Usa 2007  / Articolo 123 del Trattato di Lisbona / rifinanziamento obbligato sui mercati internazionali  

    Catanzaro – Le Vere Origini e Motivazioni della

    Crisi esposte presso l’Unicz

    Un convegno, promosso da "Qui Europa", destinato a

    lasciare il segno tra le giovani generazioni

    Mattatore del convegno, il giornalista e scrittore Giulietto Chiesa

    Catanzaro – Ogni giorno tutti noi, cittadini europei, sentiamo parlare della crisi, ci confrontiamo e facciamo i conti in tasca per capire se arriveremo o meno a fine mese. Un bombardamento mediatico che risuona nelle orecchie come una fastidiosa eco che ripete di continuo la stessa parola: “crisi”. Nonostante ne parlino tv, giornali, radio ed internet, nessuno ci ha spiegato il perché, nessuno ha identificato le cause di una situazione drammatica che pesa “solo” sulle spalle di tutti i cittadini europei. Abbiamo provato a farlo noi di “Qui Europa”, nel nostro piccolo, (in collaborazione con l’Osservatorio Giuridico della Conferenza Episcopale Calabra, diretto da Alberto Scerbo; l’Ufficio Direct Europe, diretto da Paolo Romano; e con l’Ufficio per le Autonomie Territoriali dell’Unicz) nel tentativo di cominciare a sensibilizzare le coscienze partendo dalla Calabria, dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, dal Campus di Germaneto, e dall’aula intitolata a Giovanni Paolo II. Proprio lui, il Papa-Santo che in tempi non sospetti, all’indomani della caduta del Muro di Berlino, non esitò a denunciare tra i grandi mali dell’era moderna, oltre al “Comunismo ateo e materialistico” ed agli assolutismi, anche l’altrettanto grande nemico della storia, dell’Europa e dell’umanità intera: il “Capitalismo Neo-liberista”, e tutti i suoi eccessi, che oggi – purtroppo – sono sotto gli occhi di tutti.

      Crisi – Studenti alla ricerca di consapevolezza  

    Un’aula gremita di studenti di tutte le età, (circa 400) studenti provenienti dagli istituti superiori del Capoluogo calabrese e dalla provincia, nonché comuni  cittadini e studenti universitari di svariate facoltà, da giurisprudenza, a medicina e scienze motorie. Un convegno partecipato, sentito, che ci ha permesso di inseguire e realizzare un obiettivo: quello di creare consapevolezza sulla nostra identità nazionale ed europea e soprattutto sulla nostra sovranità nazionale, umana, economica, monetaria e (forse la più importante di tutte) spirituale.  La preziosa presenza degli ospiti ci ha aiutato a far venire al pettine molti nodi, ci ha permesso di aprire una finestra sulle reali ragioni della crisi, quanto sulle sue cause. Ciò per comprendere (una volta individuata chiaramente la malattia) quali cure apportare. Ad aprire il convegno è stato il responsabile dell'Ufficio Europe Direct dell'Ateneto Magna Graecia di Catanzaro, Paolo Romano, che nel presentare ufficialmente la nuova sede dell'ufficio (inter-universitario) ha ricordato – in occasione dell'imminente festa dell'Europa – l'importanza di creare una cultura europea trasparente e non alimentata da vane propagande e vuoti slogan retorici.

     Mario Caligiuri – Crisi: Il Ruolo dei Media  

     La Crisi tra proclami, frammentarietà informativa e disinformazione

    La crisi economica e sociale dell’Unione Europea: analisi e prospettive”: dell’apertura del tema trattato  se n’è occupato l’assessore all’Istruzione, Università, Cultura e Ricerca, della Regione Calabria, Mario  Caligiuri,  che ha sottolineato l’importanza della comunicazione in Europa ed all'interno del territorio nazionale, al fine di capire quali siano i reali vantaggi dell’appartenenza all’Ue, quali i vincoli , quali i rapporti tra gli Stati membri.  Caligiuri, che ha ricordato come l’informazione non sia un linguaggio “neutro” – ma, anzi, come essa abbia la capacità di incidere fortemente come nessun altro strumento sulla metamorfosi del pensiero dell'opinione pubblica – ha puntato il dito sulle colpe e responsabilità dei media élitari di bandiera (che tutti gli altri sono pronti ciecamente a seguire a ruota, come una sorta di sudditi fedeli, uniformando in maniera spesso sconcertante le proprie idee) rei di promuovere una grave frammentarietà informativa che non aiuta a comprendere il reale addivenire delle cose. Oggi, però – ha continuato Caligiuri – nel mondo frenetico in cui  viviamo, l’informazione assume determinate caratteristiche: deve essere immediata, rapida e tempestiva. “Ma la nostra non è più la società dell’informazione, bensì quella della disinformazione!”, ha sbottato l’assessore. Caligiuri, come supporto al suo pensiero sulla comunicazione,  ha più volte citato Noam Chomsky, uno dei più grandi linguisti – fondatore della grammatica generativo-trasformazionale – e ha ricordato che per la prima volta nella storia, l’Europa si è resa protagonista di un’unione monetaria che ha preceduto quella politica.  Le sue conclusioni hanno fatto riferimento, poi, al fatto che la Costituzione europea non contempli il riconoscimento  delle radici cristiane del Vecchio Continente, con tutti gli accidenti connessi a questa sorta di tradimento storico. 

      La lezione di Daniele e le giraffe keynesiane  

    Alla domanda “Quali sono i rapporti tra la crisi economica e l’Europa?”  ha cercato di rispondere – in maniera molto esaustiva e puntuale – Vittorio Daniele, docente di Economia Politica e Politica Economica presso l’Ateneo di Catanzaro, il quale, facendo un excursus storico, ha analizzato le origini della crisi – o meglio, alcune di esse – partendo dalla bolla Usa del 2007, quando – prima del fallimento di Lehman Brothers, e dello scoppio della bolla sui mutui casa – essa, la crisi, riguardava solo una parte ristretta del mercato finanziario americano e che, pertanto, non colpiva direttamente i redditi delle famiglie. Daniele ha spiegato come negli anni 2000 in America si sviluppò in modo esponenziale il mercato immobiliare, tanto che le banche cominciarono a concedere mutui anche a coloro che non offrivano garanzie totali a causa di “redditi incerti”. A lungo andare, il baricentro economico del mondo – secondo il docente – si è spostato dall’Occidente – che continua a perdere posti di lavoro, in una emorragia senza fine – all’Oriente dove si registra il boom di Cina, India e Giappone. Lo scoppio della bolla immobiliare negli Usa ha avuto ripercussioni in tutto il mondo, arrivando a colpire, ovviamente, anche l’Europa. Nel caso della nostra penisola, il docente ha precisato che se ci chiedessimo se il debito pubblico italiano è alto, non potremmo rispondere in senso assoluto, ma potremmo dire che è alto rispetto al pil solo perché pari al 120%. Il confronto con il resto del mondo è d’obbligo se pensiamo che il Giappone presenta un debito pubblico di oltre il 200%, la Germania dell’81% e la Spagna del 73%. Ma per quale motivo il Giappone è una potenza a livello mondiale? “Semplicemente perché – ha spiegato – è un paese che ha grandi capacità di produzione e di crescita che, in prospettiva, permetteranno agli asiatici di creare nuovi posti di lavoro, quindi nuovi redditi che porteranno, probabilmente – secondo l'economista – ad estinguere il debito. Ma soprattutto – ha poi continuato –  i nipponici hanno una banca centrale, mentre gli europei si sono imbrigliati nell’affidare i poteri nazionali alla Bce”. Secondo Daniele, Keynes  in modo efficacissimo spiegava che se lo scopo della vita era quello di cogliere le foglie che si trovavano sui rami più alti degli alberi, il miglior modo per raggiungere l’obiettivo sarebbe stato quello di lasciare che le giraffe più alte e con il collo più lungo, potessero mangiare le foglie, lasciando morire di fame quelle dal collo più corto.  “Se abbiamo a cuore il benessere di tutte le giraffe – ha continuato – non dobbiamo trascurare le sofferenze di quelle che hanno il collo più corto e muoiono di fame, o le foglie succulente che cadono a terra e vengono calpestate nella lotta, o l’eccesso di nutrimento degli esemplari dal collo lungo, o la triste espressione di ansia e di combattiva avidità stampata sui miti musi della mandria”. Tradotto in termini politici: se i potenti hanno a cuore il benessere della collettività , devono necessariamente invertire la rotta, perché in questo momento essi sono le giraffe dai colli più lunghi.

    Alessandro Morelli – "Costituzionalismo e Sovranità”

    L’Unione Europea è un ibrido – ha spiegato Alessandro Morelli, docente in Diritto Costituzionale presso l’Ateneo Magna Graecia, poi subentrato  come relatore a Daniele – non è né una confederazione di Stati perché i paesi membri non mantengono completamente la sovranità propria, né una federazione di Stati. Il fulcro e la sintesi della relazione del docente è in effetti riconducibile alla seguente espressione: “La cosa principale – ha indicato – è comprendere che la comunità deve riprendere in mano le sorti della Costituzione che ha subito una battuta d’arresto, ricordando, tuttavia, che la libertà e l’uguaglianza sono strettamente collegate tra loro, mai in contrapposizione. Ciò  perché solo se si è completamente uguali si è liberi, e viceversa”.

      Sergio Basile – L’Italia? Non era un paese in crisi!  

      Italia: Vittima di una gravissima montatuta mediatica  

    Degno di nota anche lo spunto di Sergio Basile – direttore di “Qui Europa”, co-promotore e moderatore del convegno – che, analizzando una serie di fattori economici afferenti al “Bel Paese”, ha ricordato che l’Italia possedeva (fino all’avvento del governo Monti) tutti i requisiti propri di un paese ricco, ed in parte “secondi” solo a quelli espressi dall’economia della ricca Germania. Un avanzo primario di primo livello (differenza tra le entrate fiscali e la spesa pubblica); Un risparmio delle famiglie da prima della classe (frutto del laborioso lavoro di intere generazioni di Italiani); La terza riserva aurea del mondo; un bassissimo livello di indebitamento delle imprese privare (imprese che, assieme alle famiglie, sono le vere vittime di questa "gravissima montatura mediatica" chiamata crisi) pari ad appena 40 miliardi di euro (una bazzecola rispetto ai 7000 miliardi di euro delle imprese francesi: da notare che la Francia è considerato un paese semi-virtuoso); ed un debito pubblico (pur se alto: il terzo del mondo dopo Giappone e Usa) pari, comunque, alla metà del debito pubblico giapponese. Da notare che il Giappone, malgrado questo faraonico debito, ad oggi è un Paese in netta crescita e non è assolutamente considerato un Paese in crisi. Ciò malgrado i suoi 4000 miliardi di euro di debito. Basile, ha inoltre ricordato come l’Italia – fin a prima dell’estate – poteva godere della più fitta, larga  robusta rete di Pmi, a livello europeo. Va ricordato, in tal senso – ed a supporto di quanto asserito – che l’area “padana” del Nord Italia, è stata considerata negli ultimi decenni come la regione europea più ricca in assoluto: da far impallidire perfino la potente ed organizzata Germania. Infine Basile ha ricordato come l’Ue continui a far orecchie da mercante su una sistematica ed urgente riforma del sistema del rating e delle agenzie di rating: legittimate dalla politica – in maniera dissennata e grave – a porre voti anche agli stati sovrani, ed in base a valutazioni spesso infondate e sballate, ridicolizzandone ed usurpandone la sovranità nazionale, ed alimentando in maniera deleteria e destabilizzante (per l’intera economia europea e non solo) la forbice dello spread. Anticamera della speculazione internazionale e del debito.

     S.E.Raffaele Facciolo – Dottrina sociale della Chiesa ed economia etica 

    Monsignor Raffaele Facciolo, vicario episcopale dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, nel suo intervento, ha riproposto – di seguito – l’importanza della Rerum Novarum (l'enciclina di Papa Leone XIII, oggi presto accantonata da uno spavaldo ed antisociale liberismo mercatista, e dai servi ossequiosi di quest'ultimo) che ha rivoluzionato il mondo cattolico e ha sempre messo l’uomo al centro della società, e della stessa “Populorum Progressio” di Papa Paolo VI, che ne riprendeva le fila. “Oggi – nota Monsignor Facciolo – si assiste alla spersonalizzazione dell’individuo che viene considerato secondario al mondo economico. La Chiesa è sempre attenta a queste problematiche – ha ricordato – e già nel 1981, Giovanni Paolo II parlò della crisi occidentale, così come ne ha parlato Benedetto XVI riprendendo gli insegnamenti di Paolo VI, facendo riferimento alla “pianificazione” dell’umanità che deve passare dalla massificazione alla personalizzazione, il solo processo in grado di riportare l’uomo al centro della società. Diversi sono gli ambiti in cui operare – ha concluso – il primo quello della famiglia e del matrimonio tradizionale, il secondo riguarda l’autenticità del cristiano che deve aprirsi al dialogo interreligioso, il terzo relativo alla solidarietà perché non viviamo da soli, ma è nella diversità che rintracciamo la ricchezza ed un ultimo ambito che riguarda il rispetto del Creato”.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)