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  • Cannabis libera e autarchia: il sovrano è lieto dei sudditi storditi

    Cannabis libera e autarchia: il sovrano è lieto dei sudditi storditi

    Giovedì, 21 giugno / 2018 

    – di Roberto Pecchioli 

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, cabbabis, autarchia, anti proibizionisti, J-Ax, sudditi 

    Cannabis libera e autarchia: il sovrano è lieto

    dei sudditi storditi

    La lunga marcia degli anti proibizionisti funzionale

    agli interessi dell'élite

     

    di Roberto Pecchioli

    CANNABIS LIBERA

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La lunga marcia degli anti proibizionisti              

    Roma – di Roberto Pecchioli Sarà capitato anche a voi di vedere tanti negozi esibire la trionfante indicazione “qui cannabis legale” o “marijuana light”, accompagnata dall’immagine della caratteristica foglia verde della preziosa piantina di canapa light sativa. La varietà è stata specificamente selezionata perché ricca di CBD, il cannabidiolo, composto utilizzato anche per la produzione di marijuana medica, ma povera di THC, il tetraidro cannabidiolo responsabile degli effetti psicoattivi. Il mercato è in gran fermento, i commercianti sono entusiasti della risposta del pubblico alla vendita dell’erba. Le stime parlano di un giro d’affari che supererà i 50 milioni di euro nell’anno corrente, con istogramma in salita. I rivenditori specializzati sono almeno 350 e aumentano costantemente. La lunga marcia dei cosiddetti anti proibizionisti è giunta a una tappa fondamentale, conseguendo un’altra vittoria. Negli stessi giorni in cui abbiamo verificato il successo della cannabis legale, sono state pubblicate le conclusioni dell’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze, con dati allarmanti, specialmente sul consumo di cannabis e derivati. Contemporaneamente, si è levato il grido di allarme di operatori sanitari preoccupati per il numero e la giovane età degli assistiti per problemi di dipendenze. Una delle constatazioni è la diffusione dell’alcool unita al consumo di psicofarmaci, droghe di sintesi, e, appunto, di cannabis, la regina del mercato illegale con una quota di circa il 75 per cento. Chi è sul campo sottolinea il transito dall’alcool alle droghe cosiddette leggere, alla cannabis e alla vasta gamma dei prodotti chimici disponibili.

     Il caso J-Ax                                                                     

    Ci è chiara la distinzione tra l’uso di prodotti a base di THC a basso dosaggio e il problema delle tossicodipendenze. Tuttavia, non ci sembra un bel segnale il fiorire (è il verbo adatto) di produzione e commercio di cannabis. La legge di riferimento è la 242 del 2016, che ha accolto un regolamento esecutivo dell’UE. Nel caso specifico, invero, l’Unione legalizzava le piante con una percentuale di principio attivo dello 0,2 per cento. Una provvidenziale circolare del ministero dell’Agricoltura – ultimo lascito del governo Gentiloni – ha dissipato gli ultimi dubbi procedurali: è legale coltivare la canapa, dunque ne è libera la vendita, purché il tasso di THC non superi lo 0,6 per cento, in quanto entro quel limite si ritiene che non vi sia responsabilità del produttore. La norma italiana oltrepassa i paletti posti dai burocrati europoidi. L’entusiasmo è alle stelle. Il popolare rapper milanese J-Ax, noto per la partecipazione al programma televisivo The voice of Italy, ha aperto a Milano un punto vendita. Ha dichiarato “è arrivato il giorno che aspettavo da 20 anni". Mala tempora currunt. Il suo locale è preso d’assalto dai consumatori e un periodico economico scrive “ogni giorno si aprono nuove frontiere del business, la bravura sta nel saperle cogliere”, lodando J-Ax per la sua start-up. Egli garantisce un prodotto di qualità: “si troverà la marijuana legale più buona di tutte”. C’è anche chi si attrezza per fornire il servizio a domicilio, come un’azienda romana: dai pusher di strada ai pony express dell’erba legale. Fonti ministeriali si felicitano per una ricaduta positiva della legge 242, pensata per incentivare la coltivazione di canapa. Sembra che non dovremo più importare dall’Olanda la cannabis light, poiché siamo in grado di fare fronte alle esigenze del mercato con il prodotto nazionale.

                             Marijuana libera e pure autarchica: viva l’azienda Italia.

     Circola più cannabis potente e dannosa                   

    I rivenditori si fregano le mani, affermando che il loro pubblico ha tutte le età, con la deplorevole eccezione dei più giovani, che sembrano preferire il prodotto, come dire, più robusto, illegale. L’Osservatorio europeo rivela: circola più cannabis, sempre più potente e dannosa. La domanda inevasa, quella che richiede risposte oneste, lontane dai cliché politicamente corretti e dalla retorica libertaria, resta la stessa:

                                               la cannabis fa male, o è innocua?

    Preso atto della differenza tra il prodotto somministrato ai sensi della legge 242 con i limiti della circolare esplicativa e l’enorme massa della cannabis ad alto contenuto di principio psicoattivo, qual è la verità? Da profani, non abbiamo risposta e non azzardiamo giudizi, tuttavia, si impone qualche riflessione. Il THC ha un uso terapeutico con effetti antidolorifici, antinausea, stimolanti dell’appetito e ipotensivi nella pressione oculare. Il cannabidiolo (CBD) è usato come antiinfiammatorio, analgesico, antipsicotico, ansiolitico e antiepilettico. Dunque, in dosi indicate da protocolli medici e sotto controllo sanitario, aiutano organismi malati. Non vengono certo prescritti a organismi sani. Se poi davvero, al di là dell’assuefazione o della dipendenza, assumere cannabis non avesse effetto alcuno, non si capirebbe come mai milioni di consumatori (i dati europei sono travolgenti, si parla di circa 40 milioni di persone che ne ha fatto uso almeno una volta) la assumano, anche nella versione legale con modica presenza del principio attivo.

     Chi dorme non piglia pesci                                           

    I commercanti riferiscono che i clienti la comprano con tranquillità perché rilassa, magari la fumano contro l’insonnia. Dietro la rancida retorica dei “diritti”, della “conquista di civiltà “(ogni capriccio è presentato come tale dalla grancassa progressista) fa capolino una parte di verità. Per un lato, mai farsi sfuggire un ‘occasione di guadagno (business, as usual), ma contemporaneamente, ecco un’altra poderosa arma di distrazione di massa. Maria, il nomignolo un po’ blasfemo della cannabis, nella sua versione light, è soporifera, addormenta, forse fa sognare a occhi aperti.

                                 Esattamente ciò che serve ai padroni del vapore,

                      generazioni narcotizzate dai consumi, dal piacere compulsivo,

       alle quali prescrivere una dose di Lete, la sostanza dell’oblio di Brave New World.

                Chi dorme non piglia pesci, ma soprattutto non si ribella, non riflette,

                                                     non diventa antagonista,

                           non si chiede se la realtà che vive sia buona o cattiva.

    Essenziale è avere – a credito – i soldi per il consumo e quelli per lo sballo. Le confezioni legali in pacchetti costano tra 20 e 40 euro. Se non fosse una cosa terribilmente seria sarebbe divertente navigare sui link consigliati: come funziona la marijuana creata per aiutare le donne a raggiungere l’orgasmo, ma anche, esiste una malattia rara collegata all’uso massiccio di marijuana. Ma si sa, è vietato vietare, l’obbligo del maggio parigino compie 50 anni.

     J-Ax, venditore felice…                                                 

    J-Ax, venditore felice, parla come un moralista d’altri tempi: “Il mercato illegale della cannabis ha un valore tra i 4 e i 9 miliardi di euro. Soldi che è meglio dare ai tabaccai, ai giovani imprenditori che stanno aprendo i negozi, a chi la coltiva e a chi la distribuisce”. Prosegue: “Soldi letteralmente bruciati, che con la cannabis legale vengono tassati e immessi nella società”. Un autentico filantropo che passa anche per ascoltato influencer sulle reti sociali. E’ anche merito suo se, come spiega giuliva la stampa,

                             nonostante le raccomandazioni degli esperti

            che la ritengono dannosa per la salute, il mercato è in espansione

    appoggiato anche dai genitori, che preferiscono accompagnare il figlio a comprare una sostanza legale, piuttosto che correre il rischio di fargliela acquistare al mercato nero“. Tombola! Ciò che diventa legale si trasforma inevitabilmente in giusto. In più, esprime l’asfissia di una società che ha rinunciato a definire il bene e il male, I genitori procurano anticoncezionali, assecondano ogni capriccio per paura di non essere abbastanza moderni, abdicazione alla funzione educativa, facile accomodamento. La chiamano riduzione del danno, ma almeno si parla di danno, di qualcosa giudicato negativo. Siamo oltre, come nel transito del significato di tolleranza. Si tollera, si accetta per quieto vivere o altre motivazioni qualcosa che non si approva, ma di tolleranza in tolleranza si abolisce il giudizio di valore. Il soggettivismo permea la società, diventa una lotta impari esprimere una visione alternativa.

     Un mondo di assuefatti e zombies                             

    Dunque, consumino la cannabis, bevano come spugne, sballino, ma il doppio divieto di proibire e giudicare si infrange poi sulla vita concreta. Milioni di persone assuefatte a psicofarmaci, bisognose di sostanze da prestazione come la cocaina (sarà un caso che Sigmund Freud ne fosse consumatore e assertore?), costrette poi ad assumere sonniferi, o, come dimostra il successo della cannabis legale, calmanti, soporiferi o euforizzanti. Siamo sempre più bipolari, meno male che c’è Maria, quella vera, non la Madonna, con l’immensa ipocrisia sociale che traveste da libertà individuale, tolleranza, diritti inviolabili ogni devianza e desiderio. Anche la canna libera è diventato un diritto acquisito, da esercitare a prezzi abbordabili: il potere vuole che sia comportamento di massa. Un noto giornalista, Alessandro Barbano, in un libro prende posizione contro quello che chiama “dirittismo”, l’Italia tradita dalla libertà per troppi diritti. Belle parole, ma pentimento tardivo, tanto più che l’autore se la prende con la crisi della mediazione, con la diffidenza verso la classe dirigente di cui egli stesso è parte. Colpa dei populisti, dunque, se tutto è scambiato per diritto, ma la verità è l’esatto contrario: siamo dove siamo in quanto da decenni diamo ascolto a quelli come Barbano, adesso afflitti perché gli allievi oltrepassano i cattivi maestri. Parla invano l’Osservatorio sulle dipendenze, con le cifre tremende, milioni di consumatori da cannabinoidi, la metà di quelli in terapia che ricadono nella dipendenza, la difficoltà di far capire i rischi che corrono. 

     Il sovrano lieto dei sudditi storditi                              

    Ovvio, al di là della retorica delle parole ufficiali, il Sovrano è ben felice di avere sudditi storditi, con la necessità di assumere sostanze o di istupidire dolcemente con surrogati legali, il nirvana onirico del trip a basso costo. Non si può socchiudere la porta e stupirsi se qualcuno la spalanca. Pensiamo all’impressionante auge delle scommesse che hanno condotto a una nuova patologia, la ludopatia. Ma gli affari sono affari: quando l’Italia legalizzò il sistema dei giochi d’azzardo, annunciarono con voce vibrante la sconfitta della criminalità legata alle scommesse. E’ accaduto il contrario: prospera il settore illegale, avanzano gli imprenditori allibratori. Si scommette su tutto, il denaro corre veloce nelle tasche dei soliti. Quel che importa, lo conferma J-Ax, musicista, modello generazionale, imprenditore, è che lo Stato, ex tutore del bene comune, abbia la sua parte. Siamo tutti felici, contenti e un po’ più “sconvolti”.  Forse essere dipendenti di qualcosa, cannabis, psicofarmaci, gioco, alcool, pornografia, ci rende consumatori più completi. Non sappiamo se la cannabis legale a basso contenuto di principi attivi faccia male, ma siamo convinti che faccia malissimo aver banalizzato un’altra condotta – il consumo di certe sostanze – che ha ricadute negative e può stimolare scelte ancora peggiori. Con il permesso dei superiori e la circolare ministeriale, viva la cannabis del tabaccaio, viva Maria libera e autarchica.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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  • The Voice – questa ci mancava davvero!

    The Voice – questa ci mancava davvero!

    Sabato, Marzo 22nd/ 2014

    – Redazione Quieuropa  –

    Il lato occulto della Musica, V, simbologia massonica, Raffaella Carrà, Satana, Litfiba, J-Ax, Piero Pelù, The Voice, Noemi, Suora rock, suora suonata, Suor Cristina Scuccia 

    The Voice – questa ci mancava davvero!

    La suora che canta e fa le corna in tv…

     

    Redazione Qui Europa

    suor cristina - the voice

     La Banda della V e la novità che mancava                                                         

    Roma –  Già una suora a "The Voice" suona strano… ma poi una suora che accettando l'assist di Piero Pelù, il paladino di "El diablo", si esalta dopo la sua performance canora con il gesto del "dio cornuto" (le corna) davvero è uno spettacolo disarmante, sconcertante quanto insolito. La prima reazione che abbiamo avuto osservando questa bizzarra scena è stata: "ma questa dove l'hanno tirata fuori!?" E soprattutto: "ma ci è … o ci fa!?" Senza voler essere moralisti, apprezziamo il fatto che esistano suore allegre e coinvilgenti, ma davvero questa proprio no…! Come direbbe San Paolo: "tutto è lecito ma non tutto giova!".. sia agli occhi che all'intelligenza.

     L'eccezione che conferma… la cavolata                                                              

    Nell'articolo pubblicato la settimana scorsa, titolato "La banda della V – Viaggio nell'occulto"- vedi qui La Banda della V – Viaggio nell’occulto – facevamo un quadretto niente male sui protagonisti di "The Voice", elencando aneddoti ed esperienze particolari vissute ed esternate sul filo dell'occulto (e anche oltre) e del simbolismo a sfondo satanico. Esperienze che hanno contraddistinto nel tempo la loro storia, o parte di essa e della loro "arte". Ma la domanda è: poteva la suora non sapere? Può una ragazza di 25 anni, sposa di Cristo, non conoscere il simbolismo occulto del rock e soprattutto il dissacrante repertorio di Pelù e dei suoi colleghi più ribelli? Le loro campagne pro-droga libera (vedi J-Ax) e pro libertinaggio sessuale, divorzio e simili? E poi che necessità c'era di andare in una trasmissione del genere? Perchè?

    suor cristina - the voice

     Simbolismo… e non solo                                                                                         

    Certo, in un mondo nel quale i simboli ed il simbolismo occupano uno spazio sempre maggiore, ci chiediamo: una rappresentante di Cristo in buona fede – e che porta al collo un simbolo di amore, vittoria sulla morte e resurrezione come la Santa Croce – può essere tanto leggera e superficiale dinanzi ad una simbologia addirittura antitetica a quella espressa con l'abito sacro che indossa? La risposta è ovvia! Il rischio ovviamente è quello di bypassare strani e confusionari messaggi ai giovanissimi incollati alla tv, confondendo in un paradossale e sulfureo cocktail, sacro e profano. Anzi, sacro e anti-sacro. Come dire: tutto fa brodo!

     La morale della favola                                                                                               

    Molti i commenti in rete e tra i media. Secondo i maggiori detrattori si tratterebbe di un' "infiltrata" senza una vera vocazione o di una suora scovata ad hoc dagli autori del programma per sfatare le accuse anti-cristiane legate all'esternazione ed ostentazione di simboli d'estrazione satanica all'interno del programma; per altri di una sempliciotta capace di coinvolgere loro malgrado altre 4 ingenue e non coltissime consorelle... Si tratterebbe, dunque – in quest'ottica – solo di una grossolana ingenuità; altri ancora (i più maligni e maliziosi) hanno addirittura sostenuto che quella di mandare in tv una suora rock con tanto di "corna" e versi accompagnatori esibiti con gran nonchalance consisterebbe – udite udite – in una "strategia della chiesa stessa per accattivarsi la simpatia dei giovani". Ma francamente, prendendo le distanze da queste bizzarre performance e dalle fantasiose ricostruzioni che girano sul web, quello che questa esperienza ci insegna è che bisogna stare sempre in guardia e – da cristiani – misurare sempre la lunghezza dei propri passi o vigilare sui passi del nostro prossimo. Questo perchè le correzioni fraterne sono un gesto di carità e d'altronde perchè le strumentalizzazioni e le occasioni di gridare allo scandalo e demonizzare l'intera "istituzione chiesa" sono sempre dietro l'angolo nel nuovo mondo del nuovo disordine mondiale che ci circonda… ma non sormonta: il nemico è furbo, si sa… ma la Provvidenza di Dio non conosce confini! Niente scandalo dunque! Ci pensa già la coscienza di ciascuno a giudicare le proprie opere… Solo un sano e robusto sentimento di compatimento, nell'auspicio che la sorella – se ispirata da vera vocazione (?) – si dedichi ad altri tipi di attenzioni canore, probabilmente più vicine e consone alla sua missione di portatrice della bellezza e regalità del Cristo. Questo singolare evento d'altra parte induce ad un'altra riflessione: le numerose strumentalizzazioni del sacro al fine di alimentare facili speculazioni retoriche e demagogiche ci mostrano quanto il sacro stesso spaventi le menti illuminate dei detrattori della chiesa e di Gesù. Meglio sarebbe, allora, cambiare canale!

    Redazione Qui Europa (Copyright © 2014 Qui Europa)

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    La Banda della V – Viaggio nell’occulto

    La Banda della V – Viaggio nell’occulto

    Mercoledì, Marzo 12th/ 2014 – Rubrica – Il Lato occulto della Musica  – Redazione Qui Europa Il lato occulto della Musica, V, simbologia massonica, Capro, Dualità, musica pop, Raffaella Carrà, Satana, Litfiba, J-Ax, Piero Pelù, The Voice, Noemi, Winston Churchill, Fratelli Musulmani, V Day, Movimento 5 Stelle, Anonymous  La Banda della V – Viaggio nell'occulto Curiose […]

  • La Banda della V – Viaggio nell’occulto

    La Banda della V – Viaggio nell’occulto

    Mercoledì, Marzo 12th/ 2014

    – Rubrica – Il Lato occulto della Musica  –

    Redazione Qui Europa

    Il lato occulto della Musica, V, simbologia massonica, Capro, Dualità, musica pop, Raffaella Carrà, Satana, Litfiba, J-Ax, Piero Pelù, The Voice, Noemi, Winston Churchill, Fratelli Musulmani, V Day, Movimento 5 Stelle, Anonymous 

    La Banda della V – Viaggio nell'occulto

    Curiose analogie legano i quattro conduttori

    dello show canoro Rai, "The Voice 2"

     

    Il Lato Occulto della Musica – Redazione Qui Europa

    The Voice - La Banda della V

     La Banda della V                                                                                                         

    Roma –  Il segno "V" come pochi sanno, ha un significato che aliena da quello comunemente noto nell'immaginario collettivo: simbolo di vittoria e successo politico, sportivo, ecc… Esso ha un significato massonico. Il simbolo in questione, usato anche da molti seguaci di Anonyomus e dagli stessi Fratelli Musulmani nelle ingannevoli "Primavere Arabe", in Africa e Medioriente, trae origine storicamente dagli Illuminati e dall'Illuminismo ed è spesso associato (in diverse piazze, concerti rock, ma anche teatri di guerra e rivoluzione) a un altro simbolo massonico, quello del pugno chiuso alla "Otpor" (simbolo anche del comunismo). La "V", dunque,  è stata spesso e volentieri curiosamente inquadrata anche in diverse piazze durante focolai di protesta e rivoluzioni "colorate" (stile "rivoluzione Arancione ucraina") e non. I casi sono molteplici e ricchi di documentazioni fotografiche e video… basta fare un giro sul web: Egitto, Serbia, Libia,  Turchia, ecc.. Molti adepti dei cosiddetti "Fratelli Musulmani" (organizzazione musulmana massonico-illuminista e, come visto e dimostrato in più sedi – vedi allegati – filo-integralista islamica ma anche filo-occidentale) l'hanno esibito con fierezza in centinaia di video, anche dopo numerosi rituali e omicidi seriali ai danni di civili cristiani e musulmani moderati. Ma molti personaggi storici di primo piano, nel Novecento, hanno poi esibito il simbolo della "V" in diversi contesti e foto ufficiali, quasi a dimostrare una precisa appartenenza. E il caso dello stessogran maestro filo-sionista Winston Churchill arcinoto massone del 33° Grado, nonché "Compagno" e membro della setta dei Druidi.

    V Sign

     Una doverosa premessa                                                                                           

    Ma perchè questo simbolo è tanto importante per particolari personaggi e globalmente diffuso? Vediamo! Il segno "V" per massoni e cabalisti rappresenta più nello specifico la Dualità, ma anche le corna del Capro: Baphomet/Lucifero.  Simbolo inflazionato anche grazie al successo cinematografico del film "V per Vendetta", manifesto dei presunti oppositori ed attisti anti-Nuovo ordine Mondiale. Film, tuttavia, zeppo di riferimenti massonico-esotrici che prefigura la venuta di un Messia nero nella veste di liberatore dal potere oscurantista della Chiesa: nel film presentata come uno dei mali assoluti. Simbolo poi curiosamente adottato dagli stessi grillini, nel "V Day" e – in evidenza – all'interno dello stesso simbolo del M5S.

    V Sign - Churchill

     The Voice – Show all'insegna dell'occulto                                                          

    Proprio oggi, guardando la TV abbiamo notato che al termine dello spot di "The Voice 2", la nota trasmissione canora RAI, i conduttori (Carrà, Pelù, Noemi e J-Ax) concludono lo spot col celeberrimo simbolo della "V". Che come visto non rappresenta un mero segno di vittoria, ma una vittoria che prefigura un tipo di messaggio ben più occulto e profondo… Allora ci siamo chiesti: pura coincidenza o c'è qualcosa di più? Come mai la RAI tra tanti artisti ha optato per questi 4 nomi? Cosa li lega? In effetti qualcosa di strano abbiamo notato, riservandoci di lasciare ogni eventuale commento e conclusione al giudizio oggettivo e soggettivo del lettore.. Noi ci limitiamo a notare le curiose coincidenze ed affinità che legano indirettamente la storia e la rappresentazione scenica e mediatica dei 4 noti personaggi in questione.

     Il quartetto e la Carrà che non ti aspetti…                                                           

    La Carrà all'inizio della sua carriera si esibì presentanto un pezzo dal titolo inequivocabile, "Satana", targato Gianni Boncompagni, Raffaella Pelloni (cioè dalla stessa Carrà) e Bracardi. Nel testo della canzone  il principe delle tenebre veniva dipinto come una "magica divinità" e come un "brivido di libertà"… (figura evidentemente cara ai massoni) e la Carrà cantava – rivolgendosi al protagonista assoluto della canzone – "truccami come vuoi tu… (…) Portami all'inferno, pago per amore, Lascio tutto e vengo via con te". L'inciso ripeteva poi un mantra piuttosto ambiguo reiterato ad oltranza: "vamos a bailar…". Forse il riferimento ad un rituale satanico-esoterico, o che cosa? Beh, non abbiamo ulteriori elementi per pronunciarci in merito, ma quanto letto ci lascia già un sensibile senso di sconcerto… Specie se questa bizzarra scoperta riguarda la Raffaella nazionale.

     J-Ax e Noemi – emblematiche foto                                                                        

    Altre curiose analogie simboliche legano poi Noemi e J-Ax, raffigurati in numerosi albun in posizioni e gestualità tipiche del repertorio degli "illumnati". In particolare in un diverse foto Noemi appare con delle scarpe rosse e con alle spalle dei fiori che ricordano l'immaginario fiabesco del Mago di Oz, film simbolo – per eccellenza – della Programmazione Monarch e degli Illuminati. In molte altre foto è ben visibile la cantante scimmiottare probabilmente l'occhio di Horus massonico (compare spesso e volentieri con un occhio oscurato o coperto dalle mani o dai capeli) e in un'altra foto, poi, è ben visibile la cantante con sullo sfondo un pavimento a scacchi bianco e nero (pavimento delle logge). Idem J-Ax, fotografato in dozzine di pose ambigue e non solo all'interno delle diapositive scelte come copertine dei suoi album (vedi foto di copertina). Anche in questo caso coincidenza? Beh fate voi!

     L'universo oscuro di Piero Pelù                                                                              

    Infine un discorso a parte merita Piero Pelù, artista notoriamente in odore di satanismo. Nel 1980 venne eseguito il primo pezzo interamente scritto dal suo gruppo storico, i Litfiba. Un pezzo dall'emblematico titolo: "A Satana". Certo che come battesimo non c'è male! Il brano prersentato come un pezzo contro la guerra, era invero pieno di frasi ambigue. Due anni dopo, nel 1982 – come testimoniato dal manager del gruppo, Bruno Casini – Piero in un'esibizione al "Casablanca" uscì da una bara – portata sul palco tra la gente seduta – con la faccia truccata, tutta bianca… La gente rimase sconvolta, anche perché la bara era vera. "La leggenda – spiegò in un'intervista dell'85 lo stesso manager – vuole che Piero, che non nascondeva la sua attrazione per l'esoterismo, la magia e argomenti affini, la conservasse in cantina a mo' di feticcio". (Cfr. P. PELÙ-M. COTTO, Perfetto difesstoso, Mondadori, Pag.13). In un'intervista del tempo Casini chiese a Pelù: «Sei molto attratto dall'occulto, dall'oscuro, dal demoniaco, le prime uscite dei Litfiba avevano in te questa immagine, e adesso»?. «All'inizio – rispose Pelù – traspariva questa mia versatilità in maniera molto estetica (trucco, abbigliamento), adesso è meno estetica ma più interiore, più radicata».

    The Voice - La Banda della V

     Simbolismo occulto negli album dei Litfiba                                                      

    Inoltre c'è da notare come sia i testi che le immagini degli album dei Litfiba e di Pelù siano stati spesso e volentieri incentrati sul simbolismo occulto e sull'attenzione decadente per teschi e per la de-sacralizzazione di simboli cristiani. Vedi ad  esempio la copertina dell'EP Transea – IRA, 1986,  in cui Pelù è fotografato a torso nudo con al collo diversi rosari e con in mano un'immaginetta della Madonna con Gesù Bambino.  In un'altra intervista del febbraio del 1991, lo stesso Pelù, parlando della religione cattolica, la dipingeva con toni piuttosto dissacranti: "la religione – dichiarò – è fede per chi non ha un c…zo nella vita" (…).

     Testi espliciti ed inequivocabili                                                                                

    Ma numerosi – come noto – sono i riferimenti "particolari" all'interno dei testi dell'artista: nel brano "Ballata" si parla di «vendere l'anima»; in "17 Re" canta: "Diciassette re chiusi in un quadro Fanno la guardia al sacro sepolcro ed a un mito di cenere". Il El Diablo (CGD), Pelù è ancora più esplicito: "Giro di notte con le anime perse. Sì della famiglia io sono il ribelle. Tu vendimi l'anima e ti mando alle stelle. E il paradiso è un'astuta bugia, Tutta la vita è una grassa bugia. 666 arriva arriva El Diablo..". In merito c'è da dire che Pelù durante un concerto squarciò il velo della blasfemia: al posto di «6-6-6», il numero del diavolo, urlò «Ra-tzin-ger» sventolando la bandiera del Vaticano. (vedi video giù in allegato). In "Pirata" (CGD, 1990) compare invece una copertina zeppa di elementi dell'iconografia demoniaca (il serpente, le corna, il tridente). Una curiosità riguarda poi i 4 album successivi (c.d.: «tetralogia degli elementi»). Ogni disco è stato associato evidentemente (non si può parlare di coincidenza) ad uno dei quattro elementi base della dottrina massonico-alchemica (F.A.T.A.): Fuoco (El Diablo, 1990), Terra (Terremoto, 1993), Aria (Spirito, 1995), Acqua (Mondi Sommersi, 1997).

     Il Patto e l'Angelo oscuro                                                                                            

    In un altro testo si legge: "firmerò il mio patto di sangue, con Lucifero io non ho no no, paura no no no". In "Larasong" invece l'artista canta: "oltre il buio c'è la verità Sentirai il pregiudizio su di te accetta questa realtà (..) Ora c'è… un angelo oscuro una nuova identità Ora c'è… un angelo oscuro una nuova identità".  Ma i riferimenti sono davvero numerosissimi… Il dissacrante Pelù, in seguito non esitò a far trasparire in numerose interviste la sua predilezione verso le canne e l'abuso di alcool;  l'allergia per il matrimonio e per la fedeltà coniugale (messaggi che trapelano chiaramente anche da testi di numerose canzoni come "Gioconda", "Il mistero di Giulia" e "Regina di Cuori"); e l'apertura all'eutanasia e all'aborto.  Perciò non c'è che dire: questa volta la Rai ha calato proprio un bel poker… con – tra l'altro – la new entry J-Ax. Tutte coincidenze? Diciamo di si…. 

    Redazione Qui Europa (Copyright © 2014 Qui Europa)

     

     

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