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Tag: Innovazione

  • Bruxelles – Presentato piano Ue per rilancio mercato auto

    Bruxelles – Presentato piano Ue per rilancio mercato auto

    Mercoledì, Giugno 6th / 2012 

    – di Silvia Laporta – 

    Commissione europea / Commissione Ue / Commissione Industria / Antonio Tajani / Industria dell'auto / Rilancio del mercato dell'auto in Europa / Cars21 / Crisi economica / Crisi del setore automobilistico / 80 miliardi di euro / Barriere doganali / Liberismo economico / Qui Europa / Europa / Silvia Laporta / Innovazione / Apertura dei mercati / Regolamentazione intelligente 

    Il Commissario  Tajani presenta il piano Ue

    per il rilancio del mercato dell'auto

    "Liberalizziamo tutto!" La principale ricetta Ue 

    per rilanciare il mercato dell'auto

    Cars21 – Piano Ue di rilancio del mercato dell’Auto in Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – La Commissione Europea, punta a sostenere un settore chiave dell’economia del “Vecchio Continente”, il mercato delle auto. Si chiama Cars21 il foro voluto dall’esecutivo Ue, che riunisce gruppi automobilistici e associazioni imprenditoriali. Il promotore, Antonio Tajani, commissario dell’industria, nonché promotore del progetto, vuole proporre un progetto ambizioso che miri al superamento della crisi nel settore automobilistico degli ultimi tempi. Questo settore, è uno dei più rilevanti a livello europeo, dando lavoro a 12 milioni di persone e investendo ogni anni circa 28 miliardi di euro. E’ fonte di profitti, grazie alla domanda in crescita nei paesi emergenti e Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) , ma anche grazie al mercato di esportazione: si preannuncia infatti, una crescita del mercato cinese da 41 a 125 auto ogni mille abitanti, nel 2020. Nello stesso tempo, troppe aziende e troppe fabbriche, nel settore delle utilitarie, danno luogo a un preoccupante sovraccarico.

      Nasce Cars21 – Le 3 linee guida per il rilancio dell'auto nell'Ue 

     Innovazione, Liberalizzazioni e Regolamentazione intelligente 

     Da qui, Cars 21. Sotto la promozione del ministro Tajani, il progetto si basa su tre linee guida principali: l’ innovazione, l’apertura dei mercati, e una “regolamentazione intelligente” che non pesi ingiustamente sull’industria. Nel campo dell’innovazione, la Commissione metterà a disposizione nuovi fondi: circa 80 miliardi di euro, nel bilancio comunitario 2014/2020, “ di cui almeno un miliardo a disposizione del settore auto”, precisa il Commissario dell’industria. Il motore a caldo rimarrà il più diffuso nel prossimo decennio. Va migliorato, reso meno inquinante e meno costoso. Nel frattempo, le imprese europee devono poter cavalcare il futuro, vale a dire il motore elettrico e il motore ibrido. . In questo contesto, Tajani vuole che la Commissione applichi una filosofia della regolamentazione che sia “selettiva e intelligente”.

     Sarà la giusta strada per rilanciare il settore?  

    "Un eccesso di norme in un momento di recessione economica, unita a una forte concorrenza internazionale – secondo il Vicepresidente della Commissione europea – rischierebbe di compromettere gli sforzi del mercato europeo". "Toccherà anche – ha dichiarato nelle swcorse ore –  trovare un sottile equilibrio che tenga conto delle prerogative industriali, ma anche di quelle ambientali". Tajani sostiene che dopo una prima fase definibile “greener” – più verdi: ocioè con una particolare attenzione all'ambiente – bisognerà entrare nella fase “green”: cioè più incentrata sulle posizioni economiche. Infine, per quanto riguarda le “regolamentazioni intelligenti”, anche per evitare – secondo la commissione -barriere doganali surrettizie in alcuni paesi, Tajani vuole puntare su accordi internazionali nel campo della regolamentazione e degli standard tecnici. Sperando però, aggiungiamo, che le "solite liberalizzaziooni" del mercato non ci portino a competere – così come avviene negli altri settori, soprattutto quello manifatturiero – con gli altri mercati (soprattutto la Cina) a condizioni inique e palesemente impari. D'altro canto le politiche liberiste fin qui selvaggiamente praticate dall'Europa non hanno fatto altro che danneggiare le piccole aziende, in favore delle solite multinazionali. Sarà questo il metodo per rilanciare il mercato dell'auto europeo? Non sarebbe necessario incrementare prima i livelli reddituali dei cittadini? Come si può infatti  investire nel settore e  acquistare auto quando manca, spesso e volentieri, il necessario per vivere? A voi la scontata risposta!

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Agricoltura – Il valore del Biologico e il pericolo degli Ogm

    Agricoltura – Il valore del Biologico e il pericolo degli Ogm

    Venerdì, Maggio 25th / 2012

    – di Mirella Fuccella –

    Italia / Verona / Agricoltura / Industria / Innovazione / Biotecnologie / Paolo Campostrini /  Alberto Ferrarese / Andrea Zerminiani / Metodi naturali di bonifica del territorio / Universitò di verona / Ogm / Primo premio Agristartup / Paolo de Castro / Mario Catania 
     
    Agricoltura – Il valore del Biologico
    e il pericolo degli Ogm
     
    Le biotecnologie al servizio del territorio
     

    Agricoltura biologica

    Verona – In un articolo di Gianni Bertaglin, pubblicato nei giorni scorsi su “L’Arena” di Verona – che abbiamo voluto riprendere e segnalare, per la rilevanza della notizia, e visto lo sfacelo provocato dai micidiali Ogm: vedi articoli nell'archivio di "Qui Europa" – si parla di un recente riconoscimento speciale assegnato a tre giovani veronesi neolaureati, che propongono significative innovazioni nel campo della bonifica del suolo attraverso metodi biologici. I tre neodottori sono Paolo Campostrini, Alberto Ferrarese e Andrea Zerminiani, laureati in biotecnologie agroindustriali all'Università di Verona, i quali si sono distinti con la loro "idea di impresa" non solo a livello locale, ma anche in due concorsi a carattere nazionale, tra cui il 1° premio Agristartup, lanciato da Agriventure, società del gruppo Intesa San Paolo, dedicata al settore agroalimentare, agroindustriale e agroenergetico. Il riconoscimento è stato attribuito in occasione del convegno tenutosi a Firenze nel marzo scorso, sul tema "L'agribusiness per il rilancio economico del paese", che ha avuto fra i relatori il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Mario Catania; il presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro; il presidente di Ismea Arturo Semerari; il coordinatore della commissione Politiche agricole della Conferenza Stato-Regioni.
     
      La rivoluzionaria Bio-idea Anti-Ogm  
     
    Per partecipare al concorso Agristartup i giovani dovevano presentare un'idea imprenditoriale innovativa nel settore agricolo e agroindustriale. Tra le cento proposte imprenditoriali pervenute, un comitato ha selezionato le venti migliori idee. Il primo progetto è stato proprio "Fitobiorimedio", presentato dai tre veronesi.  I tre hanno di recente fondato una nuova azienda, la Bio Soil Expert, che si occupa di trattamenti di bonifica del suolo, con metodi biologici, in particolare con piante e microorganismi. L’azienda si occuperà di prevenzione del rischio idrogeologico, bonifica di aree industriali e di terreni inquinati. La proposta è rivolta sia agli enti pubblici che si occupano di gestione del territorio, sia a soggetti privati, per gli interventi in agricoltura.   
     
      Un preziosissimo consiglio  
     
    Finalmente qualcuno che premia chi va contro gli Ogm e le poitiche di sconvolgimento agricolo degli ecosistemi. Un consiglio a tutti i lettori: guadagnamoci anche noi un premio. Iniziamo a chiedere solo semi biologici e a boicottare quei consorzi che acquistano cereali, soia e grano geneticamente modificati. I nostri figli ci ringrazieranno! (Vedi video in galleria Multimediale)
     
    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)
     
     
  • L’Italia: non è un Paese per innovatori

    Martedì, Febbraio 7th/ 2012

    – di Franco De Domenico –

     Italia  /  Inchieste europee  /  Ricerca  /  Innovazione / Steve Jobs / Paesi europei / Statistica / Cenerentola / Ricerca e Sviluppo / Innovazione / 

    L’Italia: non è un Paese per innovatori

    Oggi, il nuovo Steve Jobs non nascerebbe

    di certo in Italia

    Roma – L’Italia è, purtroppo, molto indietro per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo. E’ un “innovatore moderato”, secondo una ricerca Ue, al pari con Grecia, Portogallo, Malta, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Spagna e Repubblica Ceca. Invece, in Europa solo la Germania è un innovatore “leader”, la Gran Bretagna e la Francia sono “innovatori gregari”. Infatti, la classifica della Commissione europea preposta a questa indagine ha stilato quattro categorie: gli innovatori leader, gli innovatori gregari (follower in inglese), gli innovatori moderati e gli innovatori modesti. La Commissione indica anche i rimedi: modernizzazione dell’amministrazione pubblica, promozione di partenariati pubblici-privati, accesso al capitarle di rischio (venture capital in inglese). Ma l’analisi è impietosa: il grande debito pubblico dell’Italia lascia poco denaro da spendere in ricerca, negli investimenti infrastrutturali e nell’istruzione (ebbene sì, in Europa badano anche a questa, che per noi è una Cenerentola). Poi, una grossa critica è che in Italia si premia l’appartenenza a una o più caste, non il merito. Burocrazia, gerontocrazia, partitocrazia, tutti nemici della meritocrazia che da noi non è mai arrivata. E siamo al fanalino di coda anche per pubblicazione di articoli scientifici. Purtroppo non c’è niente da fare: abbiamo tanto da elogiare l’iniziativa italiana, la creatività (siamo ancora un Paese di inventori, al nono posto per il numero di brevetti), ma quando si tratta di concretizzare le idee, uno Steve Jobs non nasce in Italia. O se è italiano, va a lavorare all’estero.

    Franco De Domenico(Copyright © 2012 Qui Europa)