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  • Perchè sto per bruciare il mio passaporto israeliano?

    Perchè sto per bruciare il mio passaporto israeliano?

    Sabato,  Luglio 19th/ 2014

     – di Mira Bar Hillel  –

    Iniziativa di Libero confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa

    Redazione Quieuropa, Gaza, Palestina, Ayelet Shaked, Mira Bar Hillel, Comedonchisciotte, Indipendent, Genocidio del popolo palestinese, Renato Brunetta, anna frank, Cracovia 1939, Massimo bordin, Marco Pannella 

    Perchè sto per bruciare il mio passaporto israeliano?

    Chiedetelo a Ayelet Shaked!

    Mira Bar Hillel: "non posso più stare a guardare mentre i politici

    israeliani come Ayelet Shaked legittimano la morte di donne

    palestinesi e di bambini innocenti"

    Brunetta e Pannella: dichiarazioni sconcertanti e show pro-sionisti

    Video in allegato

     

    di Mira Bar Hillel e Redazione Qui Europa

    Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Quieuropa

    Gaza - Ayelet Shaked - Vergognose dichiarazioni - Brunetta - Pannella

     Israele Avanza via Terra – Altri 24 morti, tra cui un neonato                      

    Gaza  – Redazione Qui Europa – L'esercito dello stato sionista d'Israele nelle ultime ore è entrato nella Striscia di Gaza e al momento avanza nella sua "incursione via terra". Pare – a sentire Benyamin Netanyahu – che l'obiettivo siano i tunnel di Hamas… Ma francamente ci sembra la solita strategia dell'alibi facile per mettere a segno gli ennesimi crimini contro l'umanità! Infatti l'ordine impartito da Tal Aviv è quello di «tenersi pronti ad una possibile estensione significativa dell’operazione». Intanto già 24 sono state le vittime. Tra loro anche un neonato palestinese di 5 mesi! Un altro pericloso terrorista? Alla luce di questi crimini ben digeriti dall'ONU e da gran parte della comunità internazionale "democratica" (o demon – cratica… che dir si voglia) ripubblichiamo di seguito la traduzione italiana di un articolo apparso qualche giorno fa su l' "Indipendent (UK): una testimonianza che sicuramente servirà ad aprire gli occhi a molti!

    Gaza - Ayelet Shaked - Vergognose dichiarazioni - Brunetta - Pannella

     Brunetta difende Israele                                                                                          

    Ed anche a quanti come il signor Renato Brunetta (il sionista Renato Brunetta) sostengono ancora che Israele (lo stato illegale d'Israele) sia una realtà istituzionale e politica democratica. Infatti nelle ultime ore (malgrado gli oltre 250 palestinesi morti ammazzati o gli oltre 2000 feriti degli ultimi 10 giorni di genocidi quotidiani) Brunetta ha decantato per l'ennesima volta le lodi dei sionisti (vedi video in allegato) sostenendo come egli sia "dalla parte della pace, e cioè d'Israele (…) lo stato più democratico del Medioriente…". Ma Brunetta, d'altronde, non è nuovo a questo tipo di performance: nell'altro video in allegato lo vediamo infatti a Roma durante uma parata propagandistica (trasversale) di politici italiani pro-Israele: anche in questo caso gli slogan si persero tra disgusto… e mal di pancia: i nostri che osserviamo sconcertati queste immagini.

    Gaza - Ayelet Shaked - Vergognose dichiarazioni - Brunetta - Pannella

     2011 – Pannella interrompe digiuno al grido "Viva Israele"… nell'UE     

    Merita una nota particolare (di disappunto amaro) anche lo show di Marco Pannella del 2011 a "Radio Radicale" che dinanzi a Massimo Bordin – che gli annuncia i risultati di un sondaggio secondo il qualie gli israeliani sarebbero voluti entrare nell'Unione Europea – interrompe il suo digiuno della fame con una brioches al grido "Viva Israele!". No comment! A volte il silenzio è d'oro!

    Redazione Qui Europa

     

     

    Testimonianza di Mira Bar Hillel

    Gaza - Ayelet Shaked - Vergognose dichiarazioni - Brunetta - Pannella

     Ecco perché sto per bruciare il mio passaporto israeliano!                          

    Tel Aviv, Gaza, Londra – di Mira Bar Hillel  –  E’ giovane. E’ carina. E’ laureata ed è un ingegnere informatico. E’ anche una parlamentare della Knesset – e adesso vi spiego il motivo per cui io sono sul punto di bruciare il mio passaporto israeliano. Perché dietro quel viso innocente con gli occhi spalancati si cela un'Angelo della Morte. Ayelet Shaked rappresenta il partito di estrema destra Jewish Home party (Casa ebraica) nel parlamento israeliano. Questo significa che lei è ben più a destra di Benyamin Netanyahu, nel caso in cui si pensava  che una cosa del genere non era possibile. Lunedi ha postato questo sulla sua pagina Facebook: "“Dietro ogni terrorista ci sono dozzine di uomini e donne senza i quali non potrebbe fare niente. Sono tutti nemici combattenti, e il loro sangue cadrà su tutte le loro teste. Comprese le madri dei martiri che li accompagnano all’inferno con fiori e baci. Dovrebbero seguire i loro figli, nulla sarebbe più giusto. Dovrebbero andarci e le loro case, dove hanno allevato i loro serpenti, dovrebbero essere annientate. Altrimenti li cresceranno altri serpenti

     Ayelet Shaked – L'angelo della morte                                                                 

    La settimana scorsa, poco prima di compiere 17 anni, Mohammed Abu Khudair è stato rapito e bruciato vivo, e la Shaked ha scritto: “Questa è una guerra. Non è una guerra contro il terrore, non è una guerra contro l’estremismo e neppure contro l’autorità autonoma palestinese. Sarebbe disconoscere la realtà. Questa è una guerra fra due popoli. Chi è il nemico ? Il nemico è il popolo palestinese. Perché ? Domandateglielo, sono loro ad aver iniziato la guerra”. Quindi, anche prima che il ragazzo morisse in modo così orribile lei dichiarava che lui era un suo nemico, e poi, senza alcun accenno apparente di colpa o rimorso, lei ha invocato  per la morte di donne innocenti e i loro bambini non ancora nati.

    Gaza - Ayelet Shaked - Vergognose dichiarazioni - Brunetta - Pannella

     Come i nazisti a Cracovia – 1939                                                                            

    Lei mi ha fatto venire in mente la sorella di mia madre Klara e i suoi tre figli piccoli che vivevano a Cracovia nel 1939, quando i tedeschi la invasero. Decisero che gli ebrei – tutti gli ebrei – erano il nemico e dovevano essere eliminati, non da ultimo le donne e i piccoli serpenti che stavano crescendo. "Perché? Chiedete a loro. Sono loro che hanno iniziato", così i nazisti avrebbero risposto se  qualcuno glielo avesse domandato. Non ho mai incontrato Klara i suoi figli sono tutti morti nel 1942. Ho incontrato mio zio Romek, che sopravvisse lavorando nella fabbrica di Oskar Schindler e sua moglie Yetti che è sopravvissuta perché parlava bene il tedesco e fu in grado di fingere che era un bella donna tedesca che aveva cacciato suo marito ebreo polacco, mentre sorrideva graziosamente ad ogni nazista che incrociava. Il fratello di mio padre Shmuel e la sua giovane famiglia anche essi morirono prima che io nascessi, catturato in Olanda, da dove erano fuggiti da Berlino, morti nello stesso campo di Anna Frank.

     La Shaked ha ottenuto quello che voleva                                                          

    So cosa vuol dire essere stati vittime indifese, vivere e morire sotto gli stivali di oppressori razzisti e so che gli israeliani di oggi non sono più le vittime, ma i responsabili della crisi attuale. Sì, Hamas sono assassini pieni di odio terribile e guai a Israele, se avessero avuto i mezzi per svolgere le loro intenzioni. Ma resta il fatto che è Israele che ha i carri armati, bombardieri, artiglieria, testate nucleari e difese missilistiche di Golia, mentre gli abitanti di Gaza non avevano nulla una settimana fa e tanto meno oggi, come ospedali e scuole che sono anche stati bombardati. La Shaked ha ottenuto quello che voleva: il bilancio dei morti a Gaza si avvicina al numero 100 (ad oggi 250) uno su quattro sono bambini. Centinaia di altri hanno gravi lesioni in un luogo dove gli ospedali sono stati bombardati e le forniture mediche si stanno esaurendo. In Israele, nonostante "l’impegno di Hamas", nessun morto è stato registrato, né tantomeno feriti gravi, anche se una festa di nozze è stata interrotta e la notiza data al telegiornale.

    Gaza - Ayelet Shaked - Vergognose dichiarazioni - Brunetta - Pannella

     Il mio passaporto Israeliano e una scatola di fiammiferi…                          

    E, come le bombe piovono su Gaza, i ragazzi israeliani hanno preso, succintamenre vestiti, a twittare selfies sui loro sentimenti politici. In due tweets ora eliminati, uno con  scritto "Morte a tutti voi arabi transfag", mentre un altro proclama "arabi possiate paralizzarvi e morire con grande sofferenza!" Un altro ragazzo ha semplicemente twittato "Morte a questi f****** arabi ", con allegata una foto di loro stessi imbronciati. Guardando questi volti angelici del male che diffondono questa retorica genocida, prendo il mio passaporto israeliano e una scatola di fiammiferi. "Non in mio nome,  gente. Non in mio nome! "

    Mira Bar Hillel Indipendent / Redazione Qui Europa

    Fonte: www.independent.co.uk 

    Traduzione in italiano a cura della redazione www.comedonchisciotte.org 

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video in Allegato                                                                                                        
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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  • Orban, la Via Ungherese, la Via Irlandese e la Disinformazione Mediatica

    Orban, la Via Ungherese, la Via Irlandese e la Disinformazione Mediatica

    Venerdì,  Marzo 22nd/ 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois   

     Budapest, Dublino, Unione Europea, Viktor Orban,  Parlamento europeo, Inadeguatezza delle Politiche comunitarie, BCE, Big Brother, Golpe mercatista, Vertici internazionali, Rivoluzione pacifica, Salvaguardia della sovranità nazionale, Sovranità Monetaria, Fidesz, populismo, Nazionalismo, Media Europei, indipendent, la repubblica, Eugenio Scalfari, MES, FMI, Permanenza in Ungheria, laureati, Senza tetto, Clochard, Osservatorio Nazionale sulle Politiche dell'Ue, Qui Europa, Giovanni Antonio Fois 

    Orban, la Via Ungherese, la Via Irlandese

    e la Disinformazione Mediatica

    Dalle colossali proteste anti-Ue di dublino, alle 

    rivoluzionarie politiche di Viktor Orban

    I luoghi comuni dei detrattori di Orban su "Permanenza

    Obbligatoria" dei giovani ungheresi e sui "Clochard"

     

    di Giovanni Antonio Fois

    Ungheria e Irlanda

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Via Irlandese  

    Dublino, Budapest  –  La situazione politica del Vecchio continente appare oggi più confusa che mai. Molte voci, da tempo ammutolite dai grandi vertici internazionali, trovano oggi il coraggio di far sentire la propria voice, supportati d'altronde dalle stesse cittadinanze, ormai esauste. Migliaia di giovani di tutta Europa si sono riuniti a Dublino per protestare contro il sistema che li circonda e assedia, obbligandoli ad enormi sacrifici senza nessuna controparte. Un giovane su tre si trova oggi a rischio povertà e questo terribile dato sottolinea l’inadeguatezza delle politiche comunitarie, soprattutto in campo economico. Così la maggior parte dei paesi appartenenti all’UE spingono per l’abbandono di queste linee di condotta, sterili per il progresso futuro e, in molti casi, considerabili addirittura minatorie per le unità nazionali.

     La Via Ungherese 

    Così l’Ungheria, per mezzo del suo premier Viktor Orban, rappresenta la prima Nazione capace di negare il proprio consenso alle politiche economiche dettate dalla BCE. Il partito di riferimento, il Fidesz, palesa la propria ostilità a qualsiasi direttiva esterna al Paese, arrivando ad ipotizzare una propria sovranità monetaria. Una bella gatta da pelare per gli alti dirigenti del mondo politico-economico europeo che, forti del supporto dato dalla nazione ungherese durante gli ultimi anni, temono l’uscita del Paese dall’UE e di conseguenza dalla moneta unica. Quel che preoccupa maggiormente il sistema malato – che come l’occhio del Big Brother pretende di controllare ogni mercato finanziario – è la chiara attestazione del partito come speranza futura per la ripresa del Paese, condivisa da tutte le altre forze politiche del Paese, ad esclusione del Partito Socialista Ungherese. Quello che i media internazionali non esitano a definire "golpe", è in realtà una scelta congiunta di votazione democratica, espressa con 265 voti a favore e 11 contrari dal Parlamento ungherese, relativa a significative modifiche che danno di fatto maggiori poteri al governo, a discapito degli alti vertici internazionaliSi tratta di una vera e propria rivoluzione, senza spargimento di sangue

     Budapest – Rivoluzione Democratica o Populismo? 

    Eppure tutti gli organi di stampa internazionale, riempiendosi la bocca di termini quali populismo, antidemocrazia e (addirittura) fascismo, condannano severamente Orban e i propri seguaci, etichettandoli come un nuovo pericoloso regime, da combattere. Noi Italiani che il fascismo l’abbiamo conosciuto sulla nostra pelle ci teniamo a prendere le distanze da queste affermazioni, invitando i nostri colleghi giornalisti – specie quelli più accaniti o magari disinformati – ad utilizzare termini più consoni rispetto a quanto sta accadendo in Ungheria. Non ci risulta, infatti, che il Fidesz abbia raggiunto il potere a forza di olio di ricino, e che, tantomeno, abbia intrapreso una campagna antisemita.

     Le Accuse di comodo degli "Europeisti" a "Prescindere" 

    I media europei – o almeno gran parte di essi – come ben sappiamo al "servizio" delle principali forze politiche pro-BCE, lanciano pesanti invettive contro questo fantomatico ‘’nuovo regime’’, prendendo di mira le linee guida della politica orbaniana.  «Le notizie sulle campagne elettorali saranno riservate ai soli media di Stato» scrive l’Indipendent, mettendo in luce la propria incompetenza in merito e palesando disinformazione. In realtà le nuove direttive prevedono che gli spot elettorali potranno essere trasmessi solo dalle tv pubbliche, in par condicio.

     Orban e le bufale mediatiche de "La Repubblica" 

    Anche "La Repubblica" si attesta sulle medesime posizioni: «Gli studenti saranno obbligati, dopo la laurea, a restare in Ungheria per un periodo almeno lungo come il corso di laurea, e in alcuni casi fino a dieci anni, e sarà loro vietato di cercare lavoro all’estero. Se violeranno tale norma dovranno ripagare le spese degli studi superiori». Una notizia completamente errata, che mette in evidenza importanti ‘’incomprensioni’’ (chiamiamole così) da parte della testata italiana. La norma tirata in ballo dal giornale fondato da Scalfari, prevede l’obbligo di lavorare in Ungheria solo per chi beneficerà degli aiuti statali e, se vorrà lavorare all’estero, dovrà rimborsare ratealmente la somma ricevuta allo stato ungherese. Un tantino diverso no?

     La Questione dei "Senza Tetto" – Altra Mirata Disinformazione di Regime 

    Ancor più aberrante è l’interpretazione data dal mondo mediatico circa le posizioni assunte dal governo ungherese sui senzatetto, che secondo gli organi stampa, sarebbero stati addirittura criminalizzati. Per quel che riguarda i clochard esiste una nuova norma che vieta categoricamente il vagabondaggio in alcuni dei principali luoghi pubblici ma, lo stesso emendamento, obbliga il governo centrale e quelli locali a fornire un alloggio a chi è senza fissa dimora, incoraggiandone l’inserimento nella società. Si tratta dell’ennesimo tentativo da parte dei volti noti dell’alta borghesia internazionale di criminalizzare ogni sorta di spinta reazionaria nei confronti del governo centrale UE, che, per mezzo dei famigerati e criminosi FMI e MES, continua a logorare le nazioni europee. L’Ungheria, in realtà, sta dimostrando di poter alzare la testa ed è un grande esempio per il resto del Continente. Questo è quel che ci interessa! Per il resto è tutta becera propaganda di regime!

    Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Referendum irlandese sul patto di stabilità – L’Ue minaccia sospensione Fondi

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    Mercoledì, Marzo 28th / 2012 Unione europea  / Parlamento europeo / Irlanda / Referendum / Patto di Stabilità / Eamon Gilmore / Trattato di Nizza / trattato di Lisbona / Preoccupazione /  Referendum irlandese sul patto di stabilità Il ricatto: se l’Irlanda rifiuta non godrà dei piani di salvataggio Dublino – Il prossimo 31 maggio […]

    Irlanda, festa nazionale per San Patrizio: il “santo del trifoglio” che evangelizzò l’Isola verde d’Europa

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    Irlanda / Radici cristiane / Festa di San Patrizio / Religione  Irlanda, festa nazionale per San Patrizio: il "santo del trifoglio" che evangelizzò l'Isola verde d'Europa Grande parata a Dublino, per il "santo del trifoglio" Dublino – Da stamane sono iniziati i festeggiamenti per l'emblema della nazione, San Patrizio, il vescovo cattolico caro a tutta […]