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  • Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani

    Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani

    Mercoledì,  Aprile 3rd/ 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile 

    Atene, Grecia, Ue, Bce, Fmi, arsenico, Sascifici umani, Satana, euro manicomio criminale, MES, Atene, Germania, BCE, Nuovo Ordine Mondiale, Porcate mercatiste, Ferrovie e aeroporti privatizzati, troika, Industrie farmaceutiche, Bayern, Dio Moloch  

     

    Follia Grecia – Questa non è Austerity,

    sono Sacrifici Umani

    Non si paga per rinascere, si paga per Morire: è un

    gioco d'usura fino all'ultima goccia di sangue 

    Neppure i malati gravi sono più garantiti: le

    industrie farmaceutiche bloccano la fornitura

    di medicinali destinati ai malati greci

     

    di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile

    Moloch

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Atene – Usurai sul tappeto rosso, le ultime dall'Euro-manicomio 

    Atene – Il momento è arrivato. Quel che temevamo da tempo riguardo allo stato ellenico sta arrivando al compimento, in un finale che supera le fantasie più malate, svelando – probabilmente – il vero volto delle democrazie occidentali: scatole vuote con sorprese amare, all'arsenico. I grossi magnati dei mercati internazionali continuano a dettare legge al popolo greco insinuando nuovi, importanti, sanguinosi ed insopportabili torture. Torture chiamate tagli. Due giorni fa le delegazioni europee della Troika sono atterrate ad Atene, accolti a braccia aperte dagli ipocriti e farisaici vertici parlamentari greci. Ai rappresentanti del Fondo Monetario Internazionale (FMI) è stata riservata una lunga passeggiata sul tappeto rosso, caratterizzata da continue strette di mano, tenendo rigorosamente fuori dal "percorso vip" le voci della miseria e della disperazione. Intanto, metre i padri di famiglia continuano a patire la fame, costretti a sacrifici immani pur di rimediare qualcosa da mangiare per mogli e figli, questi "importanti personaggi" continuano con arroganza estrema a decidere del destino della Nazione, proponendo come esca di scambio nuovi aiuti finanziari per un totale di 8 miliardi e mezzo di euro. Che servano – ci chiediamo – ad acquistare nuove fregate o  sottomarini da parcheggiare nel porto del Pireo? Vedremo! Ormai tutto è possibile in questo euro-manicomio criminale

      Follia Pura – Ora tocca ad Aeroporti e Ferrovie, domani? 

    Certo, i soldi sono già pronti, ma la Grecia (cioè l'élite greca) sa bene che per attingere a queste somme (da usare – tra l'altro – con assoluta discrezionalità) la plebe deve dimostrarsi disposta, adesso come nel passato, a versare ancora molto sudore, lacrime e sangue. A pochi giorni dalla privatizzazione dei principali aereoporti regionali, tocca adesso alla rete ferroviaria ellenica che, fino ad ora, era controllata al 100% dallo Stato. Così la BCE, sulla base di quanto esposto dal Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), ha inviato i suoi portavoce sul suolo ateniese: famelici lupi con la bava alla bocca, che puntuali – come in una battuta di caccia – hanno fiutato sotto vento nuove prede, nuove fonti di guadagno da sottrarre alla popolazione. Poco importa il laborioso lavoro compiuto dai Greci che per decenni si sono adoperati per la costruzione, la messa in funzione ed il mantenimento dei propri mezzi di trasporto su rotaia: quel che conta adesso è il salvataggio dei quattro principali istituti bancari del Paese ed il risanamento del debito accumulato negli ultimi anni dall'usura internazionale, che ora compiace e consola se stessa. Poco importano i sacrifici degli ultimi tempi, le politiche d'austerità adottate, i morti lasciati sul campo. Si continua su questa linea, depredando il suolo greco delle proprie risorse, riducendo la popolazione sul lastrico, pretendendo tassazioni ancor più salate, distruggendo famiglie e inducendo alla morte un esercito di disperati: probabilmente – a questo punto – il vero obiettivo di questo "Nuovo Ordine Continentale".

     Un Gioco d'usura fino all'ultima goccia di sangue 

    L'ultimo memorandum, denominato appunto ''lacrime e sangue'', non ha permesso alla popolazione di rialzarsi, costretta ancora al pagamento (pare a vita) di ingenti somme per il debito accumulato con gli strozzini della Troika. L'unica consolazione, per molti, è sapere che il debito cesserà all'altro mondo! Davvero una magra consolazione! Ma – ci chiediamo – cos'altro c'è rimasto da tagliare? Certo, qualcos'altro l'Ue troverà! Altrimenti che schiavitù sarebbe? Gli stessi vertici nazionali si sono dimostrati disponibili ad adottare nuove misure d'austerity pur di raccimolare gli ulteriori "spiccioli europei" richiesti e destinanti – peraltro – in buona parte allo stesso FMI. Come un cane che si morde la coda, questo infinito gioco d'usura costringe il proletariato greco a sottostare a tempo indeterminato alla tirannia dei poteri forti, vedendosi negare ogni possibilità di rimettersi in piedi.

     Non si paga per rinascere. Si paga per morire! 

    Non si paga per rinascere – questo è ovvio – ma si paga per morire! Sono previsti quindi numerosi licenziamenti nel settore pubblico entro fine anno: siluramenti sociali che  costringeranno alla disoccupazione altre 25 mila persone. La tassa sulla casa (che può essere considerata l'esempio greco dell'Imu italiana) è stata estesa a tutto il 2013, assieme al rincaro delle bollette per l'energia elettrica. D'altronde, per l'operaio medio, l'alternativa è quella di restare al buio.

     Malati condannati a morte! 

    In Grecia, le principali aziende nazionali appartengono oggi alla Germania e ad altri "importanti" stati del Nord Europa. Ma, nonstante questo,  Bayern e compagni hanno deciso di bloccare le forniture di centinaia di medicinali alla Grecia, a causa del debito maturato con le aziende farmaceutiche internazionali (pari ormai a 2 miliardi di euro). Pertanto anche la salute è un costosissimo ed ormai impossibile optional. Parte della popolazione è praticamente costretta all'espatrio, impossibilitata ad acquistare prodotti vitali, coperti da brevetto. Altra vergognosa porcata mercatista. La situazione diventa – pertanto – sempre più tragica per gli sfortunati colpiti da diabete, cancro o epatite.  I nuovi "condannati a morte dell'Europa "unita" stile repubblica sovietica stalinista.

    Moloch

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Robin Hood al Contrario 

    E pensare che tutto ciò accade a poche migliaia di chilometri da casa nostra. Intanto per le strade lo scenario si fa sempre più tetro eppure questa realtà, a noi prossima, ci appare ancora così distante. Ma è soltanto un'illusione, creata ad hoc dagli organi mediatici, onde evitare spinte rivoluzionarie nei Paesi circostanti. Un'illusione diabolica che mantiene vivo il paradigma di un'Unione Europea che appoggia a pieno la filosofia del Robin Hood al contrario: depredare i poveri pur di mantenere in piedi i ricchi e segnarne la sopravvivenza a discapito della stessa vita dei primi.

     Sacrifici Umani e Democrazia Liberale Satanica 

    Ma – ci chiediamo – se l'euro è semplice carta straccia (in quanto – come detto in più sedi – non garantito assolutamente da alcuna riserva aurea) e l'inlfazione si lascia comunque scoppiare con l'emissione indiscriminata ed allegra (senza alcun controllo) di titoli di stato a livello iper-industriale, (che rappresentano come la moneta un surrogato di essa, poichè incarnano comunque una promessa di pagamento ad interesse) perchè la BCE non interviene (applicando l'art. 11 del SEBC) con l'emissione diretta di moneta al fine di colmnare tutto il debito e salvare dal baratro milioni di vite umane? Evidentemente non esiste la volontà di farlo, perchè si seguono copioni scritti da sanguinari criminali. A chi giovano questi sacrifici umani? A quale sanguinario dio? Forse al satanico dio gufo, Moloch? Una cosa è certa, qui si oltrepassa la sfera del diabolico. Sarà un caso che proprio il gufo sia stato scelto come simbolo dell'euro ellenico? (vedi foto). Mah! A questo punto nulla più ci stupirebbe! Nella storia solo personaggi del calibro di Hitler, Stalin e pochi altri osarono tanto. E la storia ci insegna che essi furono tutti satanisti. E non è un eufemismo! Ma la vera domanda è: come fermare questi criminali? Che fare, se neppure le numerosissime denunce alle varie procure europee sembrano sortire effetti, in questa democrazia liberale dissacrante e satanica di senza Dio?

    Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Grecia, Recessione al 5% – Ministero della Difesa occupato dai leoni feriti della Hellenic Shipyards

    Grecia, Recessione al 5% – Ministero della Difesa occupato dai leoni feriti della Hellenic Shipyards

    Sabato,  Ottobre 6th/ 2012 

    – di Sergio Basile –

    Grecia / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo greco / Troika / Bce /  tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Antonis Samaras / sciopero /  Grecia / categorie sociali in rivolta / feriti / indignados / Rivoluzione / Nuova Costituzione / Dimissioni del Governo / Dimissioni del Parlamento / Hellenic Shipyards / Recessione / Ministero della Difesa / Ministero della Sanità / I nuovi Hitler / Manuel Barroso / Christine Lagarde / Mario Draghi / Herman Van Rompuy / Antonis Samaras / Qui Europa / Sergio Basile / Sciopera Generale in Grecia 

    Grecia, Recessione al 5% – Ministero della

    Difesa occupato dai leoni feriti della

    Hellenic Shipyards

    Nuovi aspri scontri di operai e medici contro i

    macellai della troika e i tagli governativi

    Indiscrezioni dalla stampa francese: "La Grecia potrebbe

    garantire gli aiuti con le riserve di gas di cui dispone".

    In vista nuovo sciopero generale per 17 e 18 Ottobre

    Grecia, Occupato il Ministero della Difesa

    Atene – Recessione al 5%Non è un dato sballato fuoriuscito da un calcolatore elettronico in tilt, ma bensì è l'amara realtà delle stime sull'economia ellenica, nell'era dell'Eurozona e dei vampiri della Troika. Intanto nelle ultime ore nuovi aspri scontri si sono registrati al Pireo – zona portuale di Atene – dove un centinaio di lavoratori dei cantieri navali dell’Hellenic Shipyards, azienda in odore di fallimento, sono tornati in pazza per protestare contro i nuovi tagli ai salari,  decisi dal governo Samaras su imposizione della solita "bestiale" Troika (Ue, Bce, Fmi).

     L'Odissea della Hellenic Shipyards 

    Storia davvero singolare quella dell'azienda greca, che già era stata venduta  nel 2010 dal gruppo tedesco ThyssenKrupp, al gruppo Abu Dhabi Mar. Ma i lavoratori dell'Hellenic Shipyards dimostrandosi solidali con il resto della popolazione ellenica, hanno rivendicato anche giustizia in merito alla  macelleria sociale fatta attraverso il gravissimo sfoltimento delle pensioni, mediante l'attuazione di privatizzazioni insensate a favore della speculazione estera, e soprattutto verso gli stipendi da terzo mondo che – tra l'altro – spesso e volentieri non vengono neppure pagati. Eppure – come puntualmente nota, stamane, la stampa francese – una domanda sorge spontanea: "ma la Grecia non potrebbe garantire il suo debito attraverso le ingenti riserve di gas di cui dispone, anziché avviare tali misure disumane e recessive?

     Ministeri sotto assedio 

    Ma andiamo ai fatti, e che fatti! Nelle scorse ore la protesta per la prima volta si è spostata addirittura all'interno di un palazzo istituzionale: i lavoratori del gruppo, infatti, eludendo ed in parte forzando la sorveglianza, come leoni feriti, sono irrotti all'interno del Ministero della Difesa, facendo vivere a tutta la popolazione greca incollata alla tv, lunghe ore di altissima tensione. Tensioni anche dinnanzi al Ministero della Sanità, per la protesta dei medici e del personale ospedaliero, denuncianti la distruzione del "Sistema Nazionale della Sanità e degli ospedali pubblici” ad opera dei padroni illegittimi dell'Europa. I nuovi dittatori (a tutti gli effetti, e senza eufemismi di sorta) dei popoli del Vecchio Continente. Intanto le forse sociali si stanno mobilitando attraverso una febbrile organizzazione per dar luogo ad una nuova giornata di sciopero generale per il 17 e 18 ottobre.  .

     Dramma Grecia – Le soluzioni ci sono, ma non si vogliono prendere 

    Ma la pazzia dittatoriale dei nuovi "Hitler" della Troika (Barroso, Van Rompuy, Lagarde e Draghi) – fautori di una dittatura di tipo economico-finanziario – non si è fermata neppure dinnanzi a tali proteste, ma anzi ha rincarato la dose, annunciando – sempre nelle ultime ore – un aumento dei tagli previsti nel 2013 e – addirittura –  l’approvazione di un nuovo pacchetto di austerità che permetterà – pensate un pò – l'accesso a "nuovi aiuti da usuraio". E pensare che basterebbe  abbandonare l'iniquo e subdolo sistema europeo di regolazione interbancaria "Target 2" (vedi approfondimento in allegato) o rinazionalizzare la Banca Nazionale ellenica, riformare il Trattato di Lisbona (Art.123) ed abbandonare l'Eurozona atraverso forme di "uscita" progressive e controllate per risolvere la situazione. Ma l'Europa dei tecnocrati preferisce far finta di niente, e continuare a tirare la corda, alla faccia dei principi di sussiduarietà ed uguaglianza tanto decantati dagli stessi trattati europei (completamente traditi) e dei diritti umani.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

    Dittatura MES: la Germania dice No alla licenza bancaria, pagheranno i cittadini

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    Giovedì, Agosto 2nd/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Eurozona / Vertici Ue / Monti / Hollande / Crisi economica / Bce / Merkell / Germania / Esm / Fondo salva stati permanente / Barack Obama / Palazzo Chigi / Democrazia / Radio Uno / Eurozona / Austerità / Mario Draghi / scudo anti- […]

    L’impegno Greco: Tasse in cambio di Privatizzazioni e Licenziamenti

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    Giovedì, Luglio 26th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Grecia / Crisi Eurozona / Atene / Bruxelles / Troika / Samaras / Barroso / Commissione europea / Privatizzazioni / Licenziamenti / Reuters / Fondo Monetario Internazionale  / Trattativa  / Alexis Tsipras / Bce / Antoine Colombani  / Ateneo Magna Graecia / Catanzaro  Crisi Eurozona – […]

    Spagna, tra Accentramento e Pareggio di Bilancio: le Regioni insorgono alla Macelleria Sociale

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    Martedì, Luglio 24th/ 2012  – di Mario Luongo – Crisi economica Spagna / Mariano Rajoy / Sistema amministrativo spagnolo / Partito popolare / Andalusia / Consiglio di politica fiscale e finanziaria / Spending review / Bilanci truccati / Madrid / Valencia / Catalogna / Mercati obbligazionari / Titoli di Stato / Belgio /  Rapporto tra […]

    Farsa Spagna – 100 miliardi di ricapitalizzazioni bancarie

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    Venerdì, Luglio 20th/ 2012 – di Sergio Basile – Spagna / Crisi Eurozona / Ue / Consiglio europeo / Cristobal Montoro / Olli Rehn / Mariano Rajoy / Proteste e manifestazioni pubbliche / Manuel Barroso / Ricapitaliazzazioni bancarie / 1000 miliardi / Wolfgang Schaeuble / Bendestag / Vittorio Grilli / Giorgio Squinzi / Debitocrazia / Furto legalizzato […]

    Madrid: La “Marcia Negra” avanza contro l’Europa dell’Austerity

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    Giovedì, Luglio 12th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Spagna / Madrid / Mariano Rajoy / Manovra / Euro / Marcia Nera / Tagli / Movimento di protesta / Soppressione della tredicesima / Dipendenti statali / Austerity / Iva al 21% / Minatori spagnoli  Spagna: varata una nuova manovra da 65 miliardi di euro Madrid monta […]

    Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

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    Giovedì,  Luglio 12th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Germania / Finlandia / Olanda / Romania / Euro / Crisi economica / Esm / fiscal compact / Andreas Vosskule /  Jyrki Katainen / agenzie rating / Badescu / Usl / referendum popolare / malcontento / Fmi / Venti nuovi in Europa: […]

    Grecia – Barroso chiama, Samaras si dà per Malato

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    Domenica, Giugno 25th / 2012 – di Silvia Laporta – Eurozona / Elezioni Grecia / Grecia / Atene / Unione europea / Commissione europea / Bruxelles / Governo di Coalizione Greca / Nea Dimokratia / Pasok / partito socialista / partito di centro destra / crisi / economia / collasso economico/  Sinistra Democratica / Evangelos Venizelos / […]

    Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

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    Mercoledì, Giugno 20th / 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Eurozona / Grecia / Italia / Germania / Spagna / Economia / Banche e finanza / Strategie / Accentramento Ue / Contro informazione / Proposte / Qui Europa / Syryza / Nuova Democrazia / Pasok / Alexis Tsipras / Paolo Ferrero / […]

    La Spagna, il Rating e il pozzo senza fondo del debito – Prossima vittima l’Italia?

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    Giovedì,  Giugno 14th / 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Spagna / Eurozona / Declassamento / Rating / Fitch / Commissione Ue / Speculazione / Sistema perverso / Strategie mercatiste dittatoriali / Italia / Debito fittizio / Pozzo senza fondo / Il pozzo senza fondo della speculazione / Il debito senza fine  Spagna: i […]

    100 miliardi per ingrassare banche Spagnole – Pagano anche Italiani

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    Martedì, Giugno 12th / 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Spagna / Banche e Finanza / Frode Ue / Frob / Stratagemma del governo spagnolo / Mariano Rajoy / Anche l'Italia paga per le banche spagnole / Piigs / Grecia / Irlanda / Italia / Mario Monti / Governo servo dei banchieri / Dittatura […]

    Spagna – La truffa del “salvataggio”

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    Martedì, Giugno 12th / 2012 – di Sergio Basile – Spagna / Unione europea / Aiuti alle banche / 100 miliardi dui euro / Il più grande regalo della storia dell'Europa fatto alle banche / Troika / Madrid / Banca e Finanza / Pseudo-crisi / Bankia / Inganno / Truffa / Dittatura delle banche / […]

    I mercati minacciano Madrid – Rajoy s’inchina ai banksters

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    Martedì, Maggio 29th /  2012 – di Silvia Laporta – Spagna / Madrid / Crisi Ue / Eurozona / Unione europea / Debtocracy / Mariano Rajoy / Bankia / Aiutare le povere banche / Dittatura dello spread / Diktak del rating / Alibi / Paradossi della casta bancaria / Controinformazione / Qui Europa / Fallimento dell'economia europea / […]

    Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

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    Martedì, Maggio 29th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione europea / Commissione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Grecia / Atene / Crisi / Banche / Finanziamenti / Piano di aiuti / Trojka / Economia / Pil / Debito pubblico / Barroso / Van Rompuy / Debitocrazia / Herman Van Rompuy […]

    L’Ue dei banksters e delle lobbies teme l’evasione greca

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    Venerdì, Maggio 25th / 2012 – di Sergio Basile –   Unione europea / Eurovertice / Consiglio europeo / Grecia / Eurozona / Fallimenti Ue / Troika / Commissione europea / Fondo Monetario Internazionale / Bce / Bundesbank / Washington / Christine Lagarde / Mario Draghi / José Manuel Barroso / Angela Merkel / Lucas […]

    Troika e Merkel, dal G8, tentano l’ultima carta per ingabbiare la Grecia

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    Sabato, Maggio 19th / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Grecia / Troika / Ue / Bce / Fmi / Karel De Gucht / Antonio Tajani / Atene / Camp David / G8 / Angela Merkel / Austerity / Debtocracy / Paul Krugman / Fuoriuscita dall'Eurozona / Strategia di exit / Regno […]

    Grecia – La rinascita di Afrodite e l’anima dell’Europa

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    Mercoledì, Maggio 16th / 2012 –  di Domenico Apicella – Unione europea / Eurozona / Euro / Grecia / Germania / Democrazia / Tecnocrazia / Germania / Dracma / Troika / Europa senz’anima / Comunità / Polis / Araba fenice / Antica Grecia / Rinascita / Anima europea / Istanze popolari / Partiti politici greci […]

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    Giovedì, Maggio 10th / 2012 – di Sergio Basile e Franco De Domenico –  Europa / Germania / Grecia / Francia / Euro / Mario Monti / Romano Prodi / Surplus / Nicolas Sarkozy / Crisi / Lira / Marco / Nazismo Bianco /  Lucas Papademos / Armamenti / Industria bellicas / Scandali / Perdita […]

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione Europea / Grecia / Crisi / Governi Ue / Neo-liberismo / Nuova Democrazia / Pasok / Vassilis Primikiris / Syrizia / Berlinguer / Fallimento dei tecnocrati / Troika / Eurozona / Fallimento del dogmatismo neo-liberal / Abolizione del piano di Salvataggio / Austerity / […]

    La rivincita dell’Olimpo

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    Lunedì, Maggio 7th/ 2012 – di Sergio Basile – Grecia / Crisi Ue / Elezioni / Voto di protesta / Atene / Fondo Monetario Internazionale / Troika / Lucas Papademos / Destrra / Nuova democrazia / Sconfitta dell'austerity / Governo di unità nazionale / Governo tecnico / Rivincita / Aiuti   Atene / Merkel / Lagarde […]

    Tragedia Greca – l’Olimpo cede agli dei della Troika

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    Venerdì, Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Grecia / Atene / Ocse / Troika / Crisi / Lavoro / Disoccupazione / Suicidi / Pensione / Tagli / Giovani / Pasok / Chrisoxoidis / Polibos / Metoikidis  / Perdita delle radici cristiane dell'Europa  La Grecia nelle sabbie mobili della crisi […]

    Grecia – l’altra crisi: quella dell’infanzia

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    Venerdì, Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Grecia /Atene / Crisi / Minori / Soglia di Povertà / Lavoro Minorile / Esclusione Sociale / Reddito Minino / Unicef / La condizione dell’infanzia in Grecia 2012 / Eapn / Barroso  Grecia: la vera crisi è quella dell’infanzia […]

    Italia-Spagna: Guerra tecnocratica

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    Giovedì, Aprile 12th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Spagna / eurozona / Unione Europea / Crisi / Spread / Investitori / Debito Pubblico / El Mundo / Monti / Rajoy / Pagliuzza e trave / Spread  Italia-Spagna: colpi bassi a suon di dichiarazioni  El Mundo: "E’ una guerra sporca!" Rajoy […]

    Madrid sotto assedio – Tagli e diktat

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    Mercoledì, Aprile 11th/ 2012 – di Sergio Basile –  Spagna / Crisi Ue / Eurozona / Euro / Commissione europea / Approvazione tagli / Madrid / Misure di Austerity / Olivier Bailly / Governo Rajoy / Governo Zapatero / Dittatuta del mercato / Democrazia / Spread / Deficit regionale / Eurostat /  Dopo Lisbona, nuove […]

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    Martedì, Febbraio 7th / 2012 Crisi Ue / Grecia / Atene / Euro Salvare Atene senza uccidere l'euro: qualcuno ci crede ancora  Usa ed Europa: pronti gli avvoltoi della speculazione Pressioni su Papademos di Merkel e Sarkozy: "Non ha scelta!” Atene – Da 150 a 250 miliardi di euro di passivo.. Queste le cifre deprimenti […]

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     Giovedì, 1st Dicembre/ 2011 – di Sergio Basile – Consiglio Ue / Crisi / Sovranità Nazionale / Summit /  Van Rompuy / Monti Van Rompuy, per acquietare il “dio-mercato” auspica ridimensionamento  delle sovranita’ nazionali La probabile nascita di un superstato Ue dietro gli euro summit  di 8 e 9 dicembre Bruxelles – Ormai appare chiaro come la […]

     

  • Ora i fantasmi della crisi indotta minacciano anche Londra e Parigi

    Ora i fantasmi della crisi indotta minacciano anche Londra e Parigi

    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 

    – di Alessandra De Rose e Sergio Basile  –

    Eurozona / Proteste / Manifestazioni / Londra / Parigi / Atene / Roma / Spread / Fernando Jimenez Latorre / Tagli / Finanziaria / 2013 / Grecia / Regno Unito / David Cameron / Referendum / Liberismo / Ricapitalizzazioni bancarie / Stress test bancari  / Euroscettici 

    Ora i fantasmi della crisi indotta minacciano

    anche Londra e Parigi

    Londra pensa ad un Referendum per uscire dall'Ue,

    Cameron sotto pressione degli "Euroscettici"

    Parigi: in arrivo 20 miliardi di euro di nuove tasse e 

    una finanziaria da 37 miliardi

    Atene, Madrid, Parigi, Londra, RomaBisogna diminuire lo spread. È questo l'appello – il tormentone propagandistico – lanciato dagli "economisti italiani" che quotidianamente indicano le "azioni necessarie" per fingere di porre un freno allo stato di crisi in cui versa oggi l'Unione europea. L'intero continente è in agitazione. Nelle piazze ateniesi continuano a susseguirsi senza sosta gli scioperi, e le manifestazioni indette dai sindacati danno voce alla disperazione che sta dilagando come unmorbo presso l'intero popolo greco. Nel frattempo il governo ellenico fa fronte alla crisi nella maniera più sbagliata e perseverando – seguendo l'immorale e vampiresco copione scritto dalla Troika – Ue, Bce, Fmi) in una politica di tagli lineari senza metter mano a vere e proprie riforme strutturali antispeculative e riducendo alla fame il proprio popolo.

     Spagna – La reiterata cecità dell'eurocasta – Robin Hood alla Rovescia  

    Stesso scenario nelle piazze di Madrid, dove il 26 settembre scorso è stata organizzata una "biblica" manifestazione contro i tagli. Ma la cecità dell'eurocasta continua, malgrado le proteste e la nascente rivoluzione. Secondo quanto è emerso dagli stress test bancari, infatti, le banche spagnole avrebbero bisogno di una ricapitalizzazione di circa 59 miliardi di euro, ed il segretario di stato spagnolo per l'economia Fernando Jimenez Latorre ha dichiarato nelle scorse ore come "sia necessario un aiuto europeo per il settore bancario – ribadiamo "per il settore bancario" – di circa 40 miliardi di euro". Le banche (le principali responsabili della crisi, in complicità con i tecnocrati dell'Ue) saranno dunque quasi certamente le nuove e sole destinatarie degli aiuti: ecco le meraviglie dei nuovi Robin Hood nalla rovescia. Si ruba ai poveri per dare ai ricchi!

     Crisi – Anche la Francia ora è sotto assedio 

    Intanto in Francia è stata presentata una finanziaria da 37 miliardi di euro per il 2013 per ridurre il deficit al 3% del Pil: sono previsti 20 miliardi di euro in nuove tasse a carico sia delle famiglie che delle imprese.

     Regno Unito – Referendum per uscire dall'Unione europea 

    Nel Regno Unito, invece, le pressioni degli euroscettici sembrano condizionare fortemente la politica di David Cameron il quale ha recentemente ribadito (come Beppe Grillo e Roberto Maroni lo hanno fatto im Italia per l'euro) l'ipotesi dell'indizione di un referendum sulla permanenza nell'Unione EuropeaI sondaggi svolti tra la popolazione britannica circa la necessità di tale referendum, sono eloquenti: il 67% dei cittadini britannici lo vuoleRiguardo l'utilità, o meno, della presunta uscita della Gran Bretagna dall'ambito Europeo si susseguono numerose considerazioni. Punto forte degli euroscettici è sicuramente l'inevitabile influenza della crisi europea sul mercato britannico.

     La blanda difesa degli "Europeisti anglosassoni" 

    Gli eurofili, al contrario – ed in maniera opinabilissima ed alquanto vaga – sostengono come la metà delle esportazioni del Regno Unito siano dirette all'interno dell'Unione europea e sostengano il liberismo europeo. Ma se la crisi dei Paesi dell'Eurozona – obiettiamo a tale posizione – è anche una crisi di consumi ovviamente la stessa industria del Regno unito, alla lunga, ne farà le spese. E' matematico! In secondo luogo le blande  osservazioni a difesa della permanenza nell'Ue da parte dei teorici dell'europeismo anglofono, rivendicano come un'uscita dallo scenario europeo comporterebbe una minore considerazione nell'ambito politico ed economico internazionale. Ma questo a ben vedere è un'argomentazione retorica ed inconsistente. Questo, a nostro avviso, è sicuramente il minore dei problemi, rispetto ai disastri che stanno causando le politiche neoliberiste dell'Ue e la trappola dell'Eurozona: avvertite – ricordiamolo – sia pur marginalmnete dai cittadini del Regno Unito, che come noto si sono guardati bene (furbi loro) dall'aderire alla moneta unica e dal perdere (svendere) la propria sovranità monetaria.

     Un Autunno caldissimo 

    Si profila, dunque – e non solo a livello climatico – un autunno caldissimo poiché all'orizzonte non si intravedono elementi di ripresa. Occorre, dunque, un'azione concertata e coordinata da parte delle istituzioni dell'Unione europea per porre uno stop serio alle politiche deleterie e mercatiste perseguite finora. Uno stop a questo inganno del debito pubblico fittizio ed autorigenerante. In poche parole si deve tornate alla rinazionalizzazione delle banche centrali (sull'esempio di paesi come la Norvegia) o alla fuoriuscita dall'Eurozona, seguendo l'esempio degli scaltri inglesi. Altrimenti l'uscita dall'Eurogabbia di molti paesi non sarà solo una minaccia, ma una provvidenziale ed auspicabile necessità. Meglio la disgregazione e l'allontanamento da un progetto fallito ed autolesionistico, che la morte per stenti e fame! Che dite?

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  • In Grecia e Spagna Scoppia la Rivoluzione

    In Grecia e Spagna Scoppia la Rivoluzione

    Giovedì,  Settembre 27th/ 2012 

    – di Silvia Laporta –

    Grecia / Spagna / Madrid / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo spagnolo / governo greco / Troika / Bce / Christian Laguarde / tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Europarlamento / Antonis Samaras / sciopero /  Grecia / Gsee / Adedy / categorie sociali in rivolta / feriti / indignados / Rivoluzione / Nuova Costituzione / Dimissioni del Governo / Dimissioni del Parlamento 

    Stop austerity: in Grecia e Spagna scoppia

    la Rivoluzione

    I cittadini esasperati e stremati dalla macelleria sociale,

    si riversano nelle piazze e nelle strade delle città a decine

    di migliaia, per manifestare contro il governo e l'Europa

    Dimissioni dei politici, Nuova Costituzionee e Nuova

    Assemblea costituente tra le richieste

    Gli scontri più violenti ad Atene e Madrid

    Atene, Madrid – I cittadini dicono basta! Lo scontento e la rabbia dei cittadini ridotti a vivere in schiavitù aleggia da giorni minaccioso sulle due città europee in pieno tracollo economico: Atene e Madrid. I cittadini ellenici non hanno più neanche un euro da mendicare per risanare i debiti faraonici di cui – tra l'altro – non sono neppure responsabili. Nessuno regge più banchieri e politici assetati di soldi e adesso la situazione si fa pericolosa. Siamo sull'orlo della Rivoluzione! E non è un eufemismo! Dopo che il governo di Antonis Samaras ha annunciato di essere pronto a varare nuovi tagli ai danni del popolo, ieri, si è indetto un altro  sciopero generale di 24 ore in Grecia, il terzo di quest’anno. Organizzato dai due principali sindacati del paese, Gsee e Adedy, ha visto l’adesione di tutte le categorie sociali del paese: impiegati statali, lavoratori dell'erario e delle dogane, lavoratori delle Autonomie locali, liberi professionisti e commercianti, ecc. Uomini scesi in piazza per protestare contro l’austerità, contro la fame e la carestia auto-indonna dai magnati europei.

     Atene – Bombe molotov in Piazza Syntagma 

    E proprio ieri, la manifestazione di protesta, è finita in violenza. Animati scontri si sono verificati nelle prime ore del pomeriggio nella famosa Piazza Syntagma di Atene, proprio vicino al Parlamento. Dalla folla sono volate bombe molotov. Lanci ai quali la polizia ha risposto sparando gas lacrimogeni e granate stordenti per disperdere la folla. Nessuno osanna la violenza come risoluzione dei problemi, certo, ma mettiamoci nei panni del popolo greco. Panni che stiamo per indossare anche noi Italiani.

     Rivoluzione contro la Dittatura più subdola della storia 

    Dopo il tracollo economico subito, il popolo nutriva la speranza che le cose sarebbero potute cambiare  e che sarebbero potuti arrivare tempi migliori: magari ignorando ingenuamente in qual grave forma di dittatura reale l'Europa e gli europei si sono cacciati.  Ma le misure approvate dal secondo governo, per volere della Troika, hanno – ovviamente – previsto un ulteriore inasprimento della macelleria sociale, con nuovi tagli ai salari, alle pensioni e alla previdenza sociale oltre che e riforme strutturali inutili quanto disumane. Le stesse avviate in Italia dal governo Monti, per intenderci! Ed i risultati apocalittici si stanno vedendo anche in Italia.

     Il Muro della Troika 

    Le chiamano – prendendoci per i fondelli – “privatizzazioni crescenti per introdurre maggiore concorrenza” , ma sarebbe meglio definirle un ulteriore "frode"  per garantire denaro  ai Signori banchieri. O meglio per toglierne ai comuni mortali: il miglior mezzo per controllare i popoli e tenerli a bada! Lo strumento degli usurai europei (Ue-Bce-Fmi) avallato da Samaras, pronto a varare un pacchetto di austerità di 15 miliardi: entrate fiscali che colpiranno pensioni, stipendi e innalzeranno l’età pensionabile a 67 anni. Ma non è finita certo qui! Il voto di questo pacchetto da parte del Parlamento sarà la condizione per sbloccare una tranche di 31,5 miliardi di euro di prestiti (o meglio di aiuti a "morire") da parte di Ue e Fmi, destinati soprattutto a ricapitalizzare le banche greche. Cioè destinati agli stessi artefici principali di questa crisi indotta: le banche!

     Le 10 Fatiche d'Ercole contro gli euro-mostri 

    Atene, intanto, continua a sprofondare nella recessione più nera, senza nessun segno di risanamento dell’economia. Ed è normale. Dopo i miliardi già ricevuti nel quadro di una serie di tranche del prestito avviato nel maggio 2010, il debito non fa altro che lievitare all’infinito. La necessità di un terzo intervento di sostegno sembra ormai guadagnare terreno tra i finanziatori del Paese, ma l'FMI,  il Fondo Monetario Internazionale, non intende rinegoziare il debito a sue spese preferendo addebitare il conto agli Stati dell’Unione europea nel loro insieme. Il direttore dell’Fmi, Christine Lagarde, lo definisce un “problema di finanziamento del Paese” sottolineando la necessità di una rapida e risoluta definizione del problema del debito greco. Il suo “geniale piano” è molto semplice:  i greci dovranno pagare fino all’ultimo centesimo i prestiti ad usura contratti con i “Signori del danaro”! Così come – sempre gli schiavi Greci – l'anno scorso pagarono con misure lacrime e sangue l'acquisto per miliardi dieuro di sottomarini e armamenti pesanti imposto dalla mostruosa coppia Merkel-Sarkozy al  Governo Papandreou, a vantaggio dei "gerarchi" dell'industria franco-tedesca. 

     L'arroganza senza limiti dei Padroni d'Europa 

    Ma ora il popolo ellenico sembra non poterne davvero più. Il limite a quanto pare è stato valicato. La misura è colma! E’ stremato, arrabbiato, frustrato, ma soprattutto povero! Schiavo di un debito illegale, fittizio e costruito a tavolino. E adesso? Chi se la sente di biasimare una città in rivolta? A Bruxelles, intanto, fonti europee confermano la necessità di “rivalutare la situazione”, tenuto conto del grande  buco di bilancio con il quale Atene deve fare i conti. Gli eurocrati propongono una  soluzione. Quale? Molto semplice: accollare la colpa a tutti i popoli europei imponendo nuove tasse, privatizzazioni e tagli allo stato sociale, o meglio a quello che rimane dello stato sociale.

     La Rivoluzione di Madrid – Nuova Costituzione e Nuova Costituente 

    Più tragico il bilancio dei feriti della manifestazione tenutasi martedì sera scorso da migliaia di “indignados” nel cuore di Madrid: sessanta feriti, tra cui 27 agenti della polizia, e 35 arresti. Gli indignados erano in 6000 mila , concentrati sotto il Congresso dei deputati spagnoli per denunciare il sequestro della democrazia a danno dei politici spagnoli ed europei, e chiedere il salvataggio di quest’ultima, con una nuova Costituzione.  La tensione è arrivata all’apice intorno a mezzanotte, quando  gli scontri tra poliziotti e manifestanti si sono ripetuti in varie zone del centro storico di Madrid. Una città messa a ferro e fuoco dalla rabbia dei cittadini, tanto che il delegato del governo è  intervenuto per sottolineare le conseguenze delle sommosse: “Interverrà  la legge con tutte le conseguenze del caso”, ha dichiarato. Parole che vogliono far tacere il malcontento, opponendovi una sorta di improbabile ed inopportuno bavaglio. Vogliono semplicemente chiudere la bocca agli “indignados” ma senza la minima intenzione di cambiare qualcosa. Mission Impossible!

     Il Plauso delle forze dell'ordine agli schiavi in rivolta 

    Purtroppo è tardi. Ormai il dado è tratto e il popolo non vuole più stare a guardare. Non si tratta di criminalità, ma di una vera e propria esigenza di vita, o di lotta contro la morte. La ragionevolezza delle pretese  è testimoniata dal fatto che anche alcuni  agenti delle forze dell’ordine in Spagna hanno solidarizzato con altri manifestanti, si sono tolti il casco e si sono seduti accanto a loro tra gli applausi. E’ avvenuto durante  un’altra manifestazione tenutasi domenica scorsa, quando migliaia di dipendenti pubblici si sono mobilitati, dopo il calar del sole, bloccando per diverse ore il centro di Madrid. I dipendenti protestavano contro i tagli del governo centrale che prevedono, tra le altre cose, provvedimenti pesantissimi, come la soppressione della tredicesima, la riduzione delle ferie e dei permessi sindacali.  Tra i manifestanti, c’erano insegnanti, operatori sanitari, funzionari e dipendenti della pubblica amministrazione, pompieri compresi.  Una scelta nobile quella fatta da alcuni membri delle forze dell’ordine: avere il coraggio di sedersi al fianco e fare un plauso agli onesti cittadini, impegnati tra l’altro in una manifestazione pacifica. Mettersi dalla parte dei “giusti” , ma soprattutto “dei buoni”. “Anche noi  siamo penalizzati dai tagli, molte nostre famiglie lamentano una situazione drammatica”, hanno dichiarato i poliziotti. “Noi non siamo qui a picchiare le brave persone, il nostro ruolo è reprimere il crimine, non la gente onesta che lavora e viene penalizzata”. Un gesto che però ha trovato  il contrasto del governo e degli altri esponenti dell’ordine pubblico, che al contrario in altre città spagnole hanno represso con durezza i manifestanti. Questi ultimi hanno chiesto, durante le proteste , le immediate dimissioni del governo e di tutti i parlamentari e l’avvio di un nuovo processo costituente per cambiare il Paese e la politica. Una giusta pretesa, l’unico spiraglio di luce per avere la speranza di un futuro migliore.

     La freddezza del "Dominus" Rajoy 

    I dati economici del Paese, infatti, sono a dir poco preoccupanti. Da quanto emerso dal bollettino mensile della Banca di Spagna, il Paese resta in recessione nel terzo trimestre, con un Pil che continua a diminuire “a un ritmo significativo”, sintomo di “uno stress finanziario ancora intenso”. E’ emerso, inoltre dal documento, che la pressione alla quale Madrid è sottoposta spingerà la quarta economia dell’Eurozona a chiedere un nuovo piano di salvataggioIntanto il premier spagnolo, Mariano Rajoy,  in un’intervista al Wall Street Journal ha dichiarato di poter “assicurare al cento per cento che ove ve ne sarà bisogno”, la Spagna “chiede un nuovo piano di salvataggio”, ma solo se “i termini degli eventuali aiuti lo consentiranno”. Il primo ministro ha aggiunto di avere la volontà di creare un nuovo organismo indipendente di monitoraggio del deficit, spiegando che la nuova autorità “avrà il compito di vigilare sul rispetto degli obiettivi di bilancio”. Insomma nessuna risposta al grido di aiuto esasperato del popolo spagnolo. Nessun risultato. D’altronde, finché la situazione europea rimarrà tale, sarebbe matematicamente impossibile sollevarsi dal macigno del debito che pende sulle loro spalle. L’unica via, e i cittadini lo hanno ben capito, è quella di cambiare totalmente le cose. Sovvertire un sistema perverso e maligno e trovare quella lontanissima luce alla fine del tunnel, che ancora non si vede.

     The End 

    Come fare? Perseverando e aprendo gli occhi a tutte le categorie sociali sulla pura verità dello stato delle cose. A quel punto, se lo stato e l’Europa non daranno risposte, saranno loro a portare i cittadini all’esasperazione e alla rivolta. La colpa non è della folla, ma di quello che sta a monte. Del governo, delle manovre sbagliate e di tutti quei provvedimenti che hanno rubato la vita e la dignità di noi cittadini. Mentre noi soffriamo, loro rimangono a guardare dall'Europarlamento e dalle lussuose sedi della Commissione europea. Ma quanto riusciranno ancora a farlo?

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Venerdì, Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Grecia / Atene / Ocse / Troika / Crisi / Lavoro / Disoccupazione / Suicidi / Pensione / Tagli / Giovani / Pasok / Chrisoxoidis / Polibos / Metoikidis  / Perdita delle radici cristiane dell'Europa  La Grecia nelle sabbie mobili della crisi […]

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  • Pazzie di fine estate: Ruolo Bce, caro carburanti e speculazione sul Patrimonio Nazionale

    Pazzie di fine estate: Ruolo Bce, caro carburanti e speculazione sul Patrimonio Nazionale

    Martedì, Settembre 4th/ 2012 

    – di Sergio Basile e Vincenzo Folino – 

    Ue / Bce / Berlino / Roma / Bruxelles / Angela Merkel / Mario Draghi / Mario Monti / Finlandia / Unione Bancaria / Esm / Scudo Anti-Spread / Acquisto titoli di Stato /  Covered Bond / Rating / Moody's / Lehman Brothers / Kere Halonen /Martii Hatemaeki / Debtocracy / Accise / Carburante / Colosseo / Partenone / Grinfie degli speculatori sul patrimonio nazionale / Grecia / Atene / Italia 

    Le ultime pazzie di fine estate: Ruolo Bce,

    caro carburanti e speculazione

    sul Patrimonio Nazionale

    Come la Banda Monti e l'euro-casta si preparano

    ad affrontare l'Autunno caldo 

    Intanto Mario Draghi, Angela Merkel e l'Ocse

    scoprono l'acqua calda

    Grinfie della speculazione su Partenone e Colosseo?

    L'Analisi di "Qui Europa"

    Roma, Berlino, Bruxelles – Settembre, tanto per cambiare, sia sul fronte europeo che nazionale è iniziato sulle ali di funesti auspici, mentre dopo la Grecia, anche l'Olanda si scopre sempre più euroscettica e sempre più avversa alla moneta unica: un euro ormai in bilico e dal futuro dubbio, malgrado quanto si possa leggere su molti giornali. Tra i suddetti "funesti auspici", oggi ne analizziamo tre, quelli più caldi ed attuali: il sempre più ambiguo ruolo della Bce nella crisi; la lievitaziose anarchica dei prezzi del carburante, e gli strascichi della pazzia finlandese dei  "Covered Bond" e della speculazione a 360° sui gioielli del Patrimonio Nazionale da porre in garanzia di debiti illegali, o addirittura già regalati agli speculatori. Ma analizziamoli per ordine, nel dettaglio.

     1 – Ruolo della BCE: Unione Bancaria e "Scudo Anti-Spread" 

    1) L'inciucio in salsa Ue dell'Unione Bancaria si fa sempre più vicino e reale: una sorta di super-cupola bancaria sotto l'egida della Bce di Mario Draghi. Un  Draghi, che ieri – su "assist" dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo che riunisce le 30 economie più avanzare del mondo) – all'Europarlemanto ha dichiarato che in attesa dell'entrata in vigore (da parte nostra speriamo proprio di no) dell'ESM acquisterà titoli di stato dei paesi dell'Eurozona in difficoltà, sul mercato secondario (era ora: avrebbe potuto farlo già l'anno scorso evitando crisi e speculazioni) sottolineando bene, però, che non si tratta di aiuti diretti ai suddetti stati.  In particolaree secondo il numero uno dell'OCSE, Gurria, "Draghi dovrebbe partire con l'acquisto illimitato di bond, e prima lo fa meglio è". Altrettanto curiose, poi, sono state  le altre dichiarazioni diffuse stamane, secondo le quali la "rigorista" Merkel (scoprendo l'acqua calda) ha ammonito come "i mercati lavorino contro i popoli, e come pochi si siano arricchiti (aggiungiamo soprattutto le banche e gli industriali tedeschi) e molti abbiano dovuto pagare". Ma che acume! Che statista!; e dell'agenzia di rating Moody's, (l'indagata e straripante di conflitti d'interessi, Moody's, cioè) secondo la quale "il rating dei Paesi dell'Eurozona dovrebbe essere allineato con quello da tripla A di Francia, Germania, Olanda e Regno Unito". Ma cosa spinge Moody's a dispensare questi "saggi consigli" se non il tentativo finora riuscitissimo di alimentare le casse dei suoi amici speculatori? A quanto pare il sole di fine estate da ancora alla testa a molti. Quanto all'ormai famigerato e "pericolosissimo" (per le libertà nazionali) progetto dello Scudo Anti-Spread (dell'inutile ed ingannevole "Anti-Spread"), esso sarà presentato ufficialmente dalla Commissione europea di Manuel Barroso nella prossima settimana, per la gioia dello stesso Draghi, degli amanti del "debito gonfiato" e del professor Monti: suo più convinto sostenitore.

     2 – L'anarchia dei prezzi dei carburanti  

    2) i nuovi, vergognosi ed ingiustificati rincari dei prezzi del carburante: trend ingiustificato e gravissimo che continua ad alimentare la recessione n Italia: va solo ricordato (per chi non lo sapesse) che inclusi nei prezzi record dei vari carburanti, vi sono ancora numerosissime accise statali protese a finanziare missioni di guerra o "stati di crisi momentanei" ormai morti e sepolti e riconducibili a fatti di 60 anni fa e oltre. Qualche esempio? Eccovi serviti! Guerra di Etiopia (1935 – 1,90 lire ); Crisi di Suez (1956 – 14 lire); Guerra del Libano (1983 – 205 lire); Missione in Bosnia (1996 – 22 lire); Acquisto di autobus ecologici  (2005 – 0,005 euro); Finanziamento alla cultura (2011 – da 0,0071 a 0,0055 euro); Emergenza immigrati dovuta alla crisi libica (2011 – 0,04 euro); Alluvione Liguria e la Toscana (novembre 2011 – 0,0089 euro); Decreto Monti, "Salva Italia" (dicembre 2011.0,082 euro). Senza scordare poi le cosiddette "Missioni di Pace" in Iraq e Afghanistan e il finanziamento (quello almeno sacrosanto) degli ultimi drammi sismici nazionali in Abruzzo, Molise ed Emilia. Ma che fine fanno, ci chiediamo, gli introiti miliardari del gioco e del superenalotto e delle varie lotterie quotidiane? Nessun altro governo nazionale può contare su tanti e tali introiti, come quello italiano! Perchè dunque il carburante venduto in Italia  (ed in tempo di crisi) resta il quarto più caro al mondo, senza neppure reinvestimento degli utili statali (come avviene in Norvegia) in servizi pubblici tradizionali? Che strategia all'autodistruzione è mai questa? Quanto ancora dovranno subire queste gravissime vessazioni gli schiavi italiani?

     3 – La pazzia finlandese dei "Covered Bond" 

    3) Particolare anche l'episodio, non isolato, e destinato probabilmente ad avere un seguito nel prossimo autunno, dei "Covered Bond" finlandesi, in attesa che la Consulta tedesca si pronunci sulla legittimità del MES (Fondo Ammazza Stati Permanente). In tal sede, poniamo i riflettori del nostro Osservatorio, proprio sulla portata distruttiva quanto bizzarra di tale ultima euro-proposta. Negli ultimi giorni di un agosto bollente – e non solo per le temperature – come ricorderete, giunsero a Roma in "missione speciale" due membri del governo finlandese. Trattasi del Segretario di Stato agli Affari europei, Kare Halonen, e del sottosegretario alle Finanze, Martii Hatemaeki, giunti nella Città Eterna con l'obiettivo di discutere con i colleghi italiani quella che potremmo definire la "blasfema ricetta finlandese per uscire dalla crisi". Quello dei "Covered Bond" ha rappresentato, e rappresenta, uno dei più clamorosi e bizzarri capitoli della tragi-comica farsa dell'era di Debtocracy. La paradossale ricetta anti-debito del governo finlandese. 

     All'origine del fastidio finlandese 

    Dalla ratifica del MES – intervenuta a fine Giugno – la piccola Finlandia resta uno dei paesi dell'area euro più reticenti rispetto all'idea dell'utilizzo dell'ingannevole scudo anti-spread mediante il ricorso allo stesso MES.  Al contrario, il "nostro" caro professore, Mario Monti, vorrebbe tanto riuscire ad attenuare tale diffidenza, propinando senza tanti fronzoli e garanzie di sorta (d'intesa con gli altri eurocrati e con la Bce)  l'utilizzo di fondi pubblici da dirottare presso il celeberrimo MES. Ciò, come detto, al fine di illudere l'opinione pubblica di poter "raffreddare gli spread" ed i soffi di fuoco dei "draghi" del mercato. Ma come visto è tutta una misera messa in scena che finirà solo per alimentare ancor di più il nostro già elevatissimo debito pubblicoIl motivo della diffidenza del leader finlandese è semplice: salvare la sua poltrona in Patria, ma nello stesso tempo allinearsi ai diktat di Monti & Co nel continuare a sostenere l'inganno del Fondo Salva Stati. Al MES, infatti, dovrebbero partecipare pro-quota tutti i 17 malcapitati Paesi dell'Eurozona. O meglio i loro sventurati cittadini, Italiani e Finlandesi inclusi. Casta esclusa, ovviamente! Il che potrebbe penalizzare il governo finlandese in termini elettorali.

     Fine dell'Euro-Dittatura? Basterebbe zittire le agenzie di rating! 

    Come detto sarebbe molto più facile evitare questo pandemonio debitocratico aggiuntivo, delegittimando con una semplice leggina le impresentabili agenzie di rating: ricordando a tutti – tra l'altro – che quelli del rating sono semplici opinioni non vincolanti! Come sostenuto a loro difesa dalle stesse agenzie all'indomani dei disastri da loro stesse causati in merito al fallimnento della Lehmann Brothers negli Usa. Fallimento indotto (un pò come accaduto con i giudizi errati sull'Italia)  proprio grazie a giudizi errati su un rating da tripla A affibiato alla Lehman il giorno precedente del suo fallimento per bancarotta. Ma così facendo, cioè delegittimando le regine del rating, l'intero castello del debito (comprese le sue prigioni destinate ad Italiani, Greci, Spagnoli, Irlandesi, Portoghesi e Spagnoli) che sul rating si regge, rischierebbe di crollare, per la disperazione di banche, banchieri e speculatori di ogni sorta.  L'eurodittatura costituitasi sarebbe così a rischio!

     La vera priorità? Non assecondare MES e "Scudo Anti-Spread" 

    Ma in fondo quella finlandese – per ora – è solo una provocazione. Questa sorta di ossessione per le garanzie potrebbe essere interpretata – almeno per il momento – come un segnale di sfida, di chi non ci sta a rischiare di perdere voti presso il suo elettorato, per aiutare la formazione di un fondo permanente anti-spread, ed in ultima istanza per "aiutare"(o ingabbiare) Paesi molto più grandi del loro, ma anche decisamente molto più in affanno: pur trattandosi di affanni creati a tavolino, cioè indotti e pilotati. Tant'è che il romanziere greco Vassilikos, nei giorni scorsi, si chiedeva come fosse possibile che un Paese con poco più di 5 milioni di abitanti, potesse condizionare in tal modo le modalità di accesso al Fondo salva-Stati di Paesi di non solo maggiori dimensioni, ma anche di maggiore peso specifico. Ma il punto vero non è come finanziare e sostenere il MES: questo è un falso problema alimentato strategicamente dai media, e destinato solo ad accrescere la confusione degli Europei. Il vero problema è che il MES è una trappola antidemocratica ed illegittima da cestinare e rispedire al mittente. Come spiegato ed illustrato, non è così che si batte lo spread!

     Giù le mani dal Colosseo e dal Patrominio Nazionale 

    Ma tornando al piano finnico, il piano dei "Covered bond", ed esaminandone nel dettaglio i tratti salienti, comprendiamo come l'idea (la malsana idea) vertirebbe su un sistema di prestiti garantiti, dallo stesso patrimonio storico nazionale, che in caso di bancarotta potrebbe essere dunque espropriato, passando nelle gringie di avidi speculatori. Avete capito bene! Il Colosseo potrebbe – magari, per assurdo – andare a far parte della collezione privata di qualche ricco banchiere, accanto magari a qualche Lamborghini e ad una decina di Ferrari. Roba da manicomio! Ipotesi, tuttavia, non proprio fuori dal mondo: soprattutto dopo i tristi ed inattesi sviluppi – come visto – del caso Lehman Brothers negli Usa e della connessa crisi dei mutui sub-prime, che ha letteralmente gettato sul marciapiede migliaia di famiglie americane destinatarie di mutui collegati a strumenti speculativi. Uno strumento improprio e pericoloso – dunque – quello dei "Covered Bond" che  – a detta del governo finlandese – dovrebbe permettere di poter finanziare più facilmente il debito degli stati in difficoltà. Già in occasione del Consiglio europeo di fine Giugno la Finlandia aveva suggerito che i Paesi in difficoltà (Grecia, Spagna e Italia) avrebbero dovuto rendere i loro titoli più attraenti per gli investitori, garantendoli con proventi dell'erario o con proprietà dello Stato. Da qui la suggestione di vedere il Partenone prima, ed il Colosseo dopo, non più come beni storici e culturali di inestimabile valore (testimonianze di un passato che ormai molto spesso rimpiangiamo) ma come semplici garanzie di un debito: un debito, hainoi, addirittura falso, poiché illegale e gonfiato. La proposta finlandese affonda le sue "bizzarre e mostruose radici" nella stessa esperienza storica del Paese scandinavo. Infatti, quando all'inizio degli anni '90 una forte recessione colpì lo stato nordico, la cura utilizzata fu proprio l'offerta di beni dello Stato come "garanzie collaterali". Ma in quel caso, evidentemente, la tipologia e la genesi del debito erano ben diverse, e di ben altra natura. Così, l'idea finlandese per Italia e Spagna è quella di emettere, in funzione anti-spread, "covered bond", cioè titoli ad alta garanzia e basso rischio: in pratica si tratta di raccogliere crediti sul mercato, garantendoli, però, con propri beni, allentando così le pressioni sui tassi d'interesse e facilitando l'accesso al mercato dei finanziamenti. Questa l'ultima pazzia di fine estate prospettata per l'Italia. Una prerogativa che sarebbe totalmente controllata dagli umori di mercati e speculatori. Allora, dopo aver gridato "Giù le mani dal Partenone!",  non ci resta che gridare: "Giù le mani dal Colosseo!". Ciò malgrado il professor Monti abbia già pensato ad approvare l'alienazione di Beni storici  nazionali  per 20 miliardi di euro l'anno! La gloriosa Italia, trasformata grazie al caro professore in prostituta d'alto  borgo, è già stata messa in vendita! Ma  nessuno (tra Rai, Mediaset, La7, Sky, ecc..) sembra gridare o aver gridato allo scandalo! Anzi!

    Sergio Basile, Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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      Appendice tecnica – Approfondimenti                                     

     

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    Venerdì, Agosto 10th/ 2012 – Sergio Basile  –    Italia / Mario Monti / Governo tecnico/ Banche e Finanza / Speculazioni / Economia della Truffa / Pil / Debito Pubblico / recessione / Robin Hood / Commissariamento dell'alta finanza / Morte della politica / Annientamento degli stati / Annientamento dei parlamenti / Club del coccodrillo […]

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

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    Domenica, Luglio 5th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / […]

    Si alla Spending Review: Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

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    Martedì, Luglio 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama […]

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

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    Mercoledì, Giugno 6th /  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Roma / Governo Monti / Tasse da record / tasse inique / Dittatura / Debtocracy / Casta parlamentare / Appoggio cieco al governo dei banchieri / L'Italia sta morendo / Corte dei conti / Giampaolino / Alfano / Bersani / […]

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    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

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    Giovedì, Agosto 23th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Europa / Italia / Spagna / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Lira / Moneta Unica / Unione Monetaria / Unione politica / Crisi indotta / Economia / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti […]

     

     

     

  • Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova macelleria sociale

    Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova macelleria sociale

    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012 

    – Sergio Basile – 

    Grecia /Antonio  Samaras / Troika / Platone e Socrate / Lucas Papademos / Ue / Bce / Fmi / Tagli alla spesa pubblica / Trilateral Commission / Merkel / Sarkozy / Pacchetto Salva Grecia / Stournaras / Adriano Celentano / Democrazia / Europa / Pazzia nell'Eurozona 

    Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova

    macelleria sociale

    Tagli per 13,5 miliardi per pagare gli interessi ai

    falchi della speculazione: una bomba ad orologeria

    destinata ad esplodere

    Quel buco in bilancio da "armamenti" che pesa come un

    macigno sulla coscienza dei potenti d'Europa

    Atene – Ennesima alba davvero triste per la patria di Platone e Socrate. Infatti nelle scorse ore è giunta ufficiale la notizia che Antonio Samaras – leader sostenuto dal centro-destra e dai socialisti – ha accettato i diktat della Troika (Ue, Bce, Fmi) e che di conseguenza si appresterà a completare l'avvio della macelleria sociale già inaugurata dall'uomo (guardacaso) della Trilateral Commission e di Goldman Sachs, Lucas Papademos, ad inizio 2012. I dati parlano da soli: tagli alla spesa pubblica per 13,5 miliardi (un'enormità, considerando anche che la popolazione greca è oggi un sesto di quella italiana); Inizialmente si era parlato di 11,5 miliardi, ma pare che i conti dei macellai non tornassero, e quindi giù con altri 1,5 miliardi di euro. Samaras darà l'ufficialità del nuovo "Pacchetto Salva-Grecia" (?) al presidente dell'Eurogruppo Jean Cloude Junker, oggi in visita ad Atene.

      Macelleria Atene: Ipotesi proroga al 2016  

    L'unica consolazione per i poveri Greci viene dalle parole del Ministro delle Finanze ellenico Stournaras, che ha parlato di una eventuale proroga nell'applicazione dei nuovi tagli, facendo slittare il tutto – con l'eventuale benestare dell'Ue e degli altri padroni dell'Europa – dal 2014 al 2016. Davvero una magrissima consolazione per giovani disoccupati e pensionati, oggi ridotti in stato di estrema povertà. Ma che razza di economia è mai questa, che non riesce (non vuole) a porre l'essere umano al centro dello sviluppo della società. Ma ormai si sà, la soglia della pazzia nell'Eurozona è stata ampliamente superata da un pezzo.

     La bomba è innescata 

    Viviamo in una società completamente disumanizzata ed impazzita. La vera scommessa è quella di comprendere chi sarà il primo dei nostri cari euro-potenti a rinsavire ed a mettersi una mano sulla coscienza. Per il momento, comunque, pare che la decisione di Samaras non abbia ancora suscitato alcuna sommossa o protesta nelle piazze, ma c'è chi giura che sia solo una questione di ore. Una bomba ad orologeria destinata ad una imminente deflagrazione.

      Interessi da speculazione e ….. 

    In tal drammatico contesto, a far riflettere sono – tra l'altro – le dichiarazioni di Norbert Barthle (autorevole membro del Cdu al Bundestag tedesco) che non ha escluso una revisione al ribasso degli interessi passivi di Atene sugli "aiuti" (per così dire) ricevuti. Sarà, ma questa operazione di usura legalizzata sulla pelle di milioni di famiglie, proprio non ci va giù. Ma sentite come ha commentato la notizia il liberale tedesco Christian Lindner: "l'ipotesi di una deroga non deve preoccupare nessuno. Non bisogna lasciare che tutto vada a rotoli per qualche giorno di ritardo". Certo, l'importante – sembra di capire – è tutelare i guadagni della speculazione!

     …buchi in bilancio da "armamenti imposti" 

    Come, d'altra parte, l'importante è aver continuato a perseverare diabilocamente nell'avallare la stipula di ottimi contratti miliardari tra i gerarchi dell'industria bellica tedesca e francese (inutili e costosissimi sottomarini, elicotteri e carri armati) e gli esponenti del governo ateniese, nel nome e per conto del "popolo sovrano". Per la cronaca, era il tempo del "mostro Merkozy". Risorse "rubate" ai cittadini greci ed alle speranze delle nuove generazioni, giusto l'anno scorso. Nel Bel Paese, l'unico ad accennare ad una plateale forma di protesta pubblica ed a cantarle ai tecnocrati – come ricorderete – fu Adriano Celentano a San Remo. Un cantante, per l'appunto! Adriano, snobbato dalla stampa nazional-popolare completamente asservita al potere, fu – come noto – duramente criticato e ammonito dalla stessa Rai. Ma capace comunque, con coraggio, di accendere i riflettori sul terribile scandalo delle risorse sottratte al bilancio pubblico greco – dal potentato franco-tedesco – per miliardi di euro. Risorse che oggi mancano clamorosamente all'appello. Poco importa! Tanto a saldare il conto ci penseranno sempre i soliti noti. Solo un altro piccolo, piccolissimo esempio, su come si eserciti oggi la Democrazia in questo inferno a cielo aperto chiamato Europa.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Banche italiane speculano su “Dramma Grecia”

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    Domenica, Giugno 10th / 2012 –  di Sergio Basile e Silvia Laporta – Unione europea / Sistema bancario europeo / Italia / Francia / Germania / Banche / Meccanismo speculativo / Mercati / Troika / Aiuti alla Grecia / Meccanismo Europeo di Stabilità / MES / ESM / Contributo dell’Italia / Elezioni / Sergio Basile […]

    Cipro – Nuvole su Nicosia? 800 mila Ciprioti temono la Troika

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    Venerdì, Giugno 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile  – Unione Europea/ Cipro / Nicosia / Crisi / Bailout / Salvataggio Europeo / Atene / Finanza / Economia / Vassos Shiarly / Kornelios Korneliou / Paracadute di salvataggio fittizio / Controinformazione / Qui Europa / Maria Laura Barbuto / sergio Basile […]

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione Europea / Grecia / Crisi / Governi Ue / Neo-liberismo / Nuova Democrazia / Pasok / Vassilis Primikiris / Syrizia / Berlinguer / Fallimento dei tecnocrati / Troika / Eurozona / Fallimento del dogmatismo neo-liberal / Abolizione del piano di Salvataggio / Austerity / […]

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    Sabato, Marzo 17th/ 2012 Grecia / Troika / Fmi / Bce / Ue / Chiesa / Dottrina Sociale / Ripresa /Parti sociali / Massoneria / Capitalismo / Diktat / Neo-liberismo / 2013 / Crisi / Debito sovrano / Solidarietà sociale / Organizzazioni cristiane / Leone XIII  La Troika, la Rerum Novarum" e il "baratro Grecia": […]

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  • Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

    Sabato, Agosto 17th/ 2012

    – di Mario Luongo e Sergio Basile –

    Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / Mes / Sentenza giudici Karlsruhe / Destino della Democrazia Europea / Dittatura / Debtocracy / 11 settembre / Parlamento europeo / Controllo totale della BCE / Angela Merkel / Costituzione tedesca / Fiscal Compact / Ratifica / Gruppo Europolis / Euro / Markus Kerber 

    MES – L'insofferenza tedesca: a settembre

    le risposte

    In ballo il futuro della Democrazia in Europa: 

    la coraggiosa battaglia del prof Marcus Kerber 

    contro Mes, Euro e Rigore.

    Finlandia pronta ad uscire dall'euro!

    Intanto l'Austerity porta alle stelle il debito nell'Eurozona, 

    l'insolvenza di famiglie e imprese e le sofferenze bancarie: 

    Grecia, Italia e Spagna curiosamente in "maglia nera"          

    Bruxelles, Berlino – L'involuzione della crescita nell’Europa del Sud, pilotata dallo strapotere dei mercati e della finanza internazionale in complicità con le istituzioni Ue, negli ultimi nove mesi ha portato molti creditori, sia aziende che privati, all’insolvenza, venendo così a creare una generale “sofferenza” delle banche. La società di consulenza finanziaria Pricewaterhouse Coopers ha pubblicato nelle ultime ore un rapporto concentrato principalmente su un dato preoccupante: i “non performing loans”, ossia i prestiti non restituiti alle banche dai creditori. Come in molti altri settori, anche in questo, dai dati si evince una forte spaccatura tra il Nord ed il Sud dell'Europa, specie per quanto concerne l’incremento di questa “sofferenza bancaria” rispetto ai due anni precedenti. E come spesso accade quando si parla di trend negativi l’Italia del dopo Monti è tra i primi stati dell’Eurozona, con un incremento del 37%, seconda solo alla disastrata Grecia, la quale tra il 2010 ed il 2011 è salita da 27 a 40 miliardi. La medaglia di bronzo va prevedibilmente alla Spagna con una crescita del dato del 23%.

      La Germania del "Quarto stato" e quella dei "Banchieri" 

    Dall’altro lato c’è la faccia chiara della luna (o quella ipocrita, dipende dai punti di vista). Il volto fresco di quell’Europa che – grazie al disastroso e paradossale euro; e all'imbroglio legalizzato del Sistema Target 2, ad esso connesso, voluto dalle istituzioni europee nel 2007 – presenta regolarmente tutti i "compiti a casa fatti",  i bilanci in pari e di conseguenza il rigore imposto, rispettato a puntino (per ovvi motivi).  La Germania, ca va san dire, fa contemporaneamente da prima della classe, insegnante e preside della scuola–Europa, con la consapevolezza di chi conta un pò di più nelle politiche collettive e di chi non vuole le altrui ingerenze nelle decisioni euro-tedesche. Ma un dato non ci deve indurre in errore: a star meglio non è la Germania del cosiddetto "Quarto Stato", la Germania dei proletari, ma bensì la Germania degli industriali e dei banchieri.

      L'insofferenza tedesca sul controllo bancario totale  

    La richiesta di diritto di veto in tutte le questioni da parte dei parlamentari tedeschi Willsch e Schaeffler, che in questi ultimi giorni sta facendo molto parlare. Da molti è letto come uno dei vari modi in cui si esprime questa insofferenza tedesca verso limitazioni al proprio potere o aumento di quello degli altri stati. Così si spiega anche – in parte –  il tentativo, sempre tedesco, di frenare o quantomeno smorzare il controllo della Bce su tutti gli istituti bancari, specialmente le piccole casse di risparmio e le banche cooperative. La cancelliera Angela Merkel e i sempre più numerosi “falchi tedeschi"  sono più propensi – comprensibilmente – ad un’azione di controllo da parte della Bce solo sulle 25 maggiori banche nazionali. 

      Sarà un 11 Settembre?  

    Comunque è ancora tutto da vedere, dato che il progetto della Commissione europea sulla creazione di una sola autorità bancaria di vigilanza sarà presentato l’11 Settembre all’Europarlamento. Data simbolica, questa, che potrebbe richiamare alla mente sfocate e terribili immagini, nonché oscuri presagi.

     La battaglia per la Democrazia in Europa 

    Ed è curioso che proprio il giorno successivo ci sia la sentenza dei giudici di Karlsruhe sulla compatibilità della Costituzione tedesca con le leggi di ratifica del Fiscal compact e dell’Esm (o MES) il tremendo Meccanismo Europeo di Stabilità, ribattezzato (da "Qui Europa") "Morte Europea Sicura" . Il ricorso, sollevato da un’ennesima proposta dei membri del Gruppo Europolis, guidati dall’economista Marcus Kerber, si basa sul fatto che i meccanismi dell’Esm impoveriscano il parlamento tedesco di alcune sue funzioni, prima fra tutte la possibilità di legiferare sul bilancio dello Stato, con pesanti ripercussioni sulla democrazia tedesca. Senza dimenticare il fatto che il Mes rappresenta – per tutti i comuni mortali dell'Eurozona del Sud – una vera e propria minaccia, in quanto – come visto – è una sorta di vero e proprio "stato autonomo" mascherato da fondo dotato di personalità giuridica, con pieni ed illimitati poteri finanziari e di ingerenza sugli stati. Insomma, una dittatura mascherata!

     La guerra anti MES del Prof  Markus Kerber  

    Ma la dura, coraggiosa e giusta battaglia del Professor Markus Kerber è anche verso l'euro. "Abbiamo fatto un calcolo, all'associazione. – ha dichiarato nei giorni scorsi – Siamo accademici, alcuni piccoli imprenditori. Se il fondo salva Stati (MES) venisse approvato, costerebbe alla Germania 3.700 miliardi, il 150% del Pil. Abbiamo chiesto ai giudici di tenerne conto. Ma si sa, iudex non calculat. (…) la cifra è stata ottenuta – continua – sommando gli aiuti, fino ai soldi che saranno necessari per il salvataggio di Spagna, Italia e Francia".

      Il MES e la follia francese  

    Secondo l'accademico – in una intervista al Corriere della Sera – infatti, anche la Francia sarebbe in discussione. Dichiara, infatti, Kerber: "mentre l'Italia ha un buon avanzo primario, una grande tradizione di finanze pubbliche, una gestione professionale del debito, (per carità non fatelo sapere a Monti!) la Francia ha un deficit strutturale, 12 miliardi quest'anno, fino a 40 l'anno prossimo; vive al di sopra dei propri mezzi. Ha ambizioni militari (vogliono costruire sei sottomarini da un miliardo ciascuno!) incompatibili con il bilancio. E la classe politica fa finta di niente". Ma la perversità del MES, secondo il professore tedesco si evincerebbe anche da altri fattori: "Il meccanismo del Salva Stati Permanente, dice, è perverso: appena un Paese chiede gli aiuti, smette di pagare per gli altri". Ma è anche vero che – d'altra parte – Qui Europa obietta come lo stesso MES sia in fondo già un costo di per sé buttato sulle spalle dei cittadini dell'Eurozona, che comunque pagano in partenza per il suo sostentamento. Ma evidentemente, da quanto emerge dall'analisi del professor Kerber, alla lunga anche per la Germania (cioè per i cittadini tedeschi) il MES sarà una pura follia, nonché un "costo insostenibile".

     La crociata anti Euro di Markus Kerber e l'alternativa "Guldmark"  

    Ma nel cuore del problema alla fine torna sempre lui, sempre lo stesso tormentone: l'euro. Lo stesso professore, dall'alto della sua onestà intellettuale, ha riconosciuto che una moneta unica non può esistere per economie così diverse (Vedi anche l'articolo in allegato sui paradossi del "Sistema Target 2") . In pratica l'euro, così come concepito è economico per la Germania, ma sconvenientissimo per i paesi del Sud Europa e per l'Italia. Lo stesso Markus Kerber dichiara come esso sia stato in realtà "un progetto pilotato dai francesi per abolire la Deutsche Mark". Ecco perchè propone la sua alternativa: la Guldmark, una nuova moneta da affiancare, esclusivamente nei paesi del Nord, all'euro.  Le due monete potrebbero coesistere, "però – ammette Kerber – la Volkswagen non potrà pagare gli stipendi in euro e vendere le auto in Guldmark".

      Finlandia: tutto pronto per uscire dall'euro  

     Intanto proprio ieri dalla Finlandia – paese parte integrante dell'Eurozona – sono giunte notizie non proprio positive per i fanatisi sostenitori dell'euro "ad ogni costo": il paese nord'europeo, in netta decrescita rispetto alla cugina Norvegia (paese senza euro e senza alcuna crisi, anzi!) avrebbe annunciato attraverso un'agenzia governativa che sarebbe tutto pronto per un piano di fuoriuscita dall'euro.

     Un Settembre infuocato  

    Uno strumento di disequità, dunque l'euro: un pozzo senza fondo il MES: uno pseudo "fondo di salvataggio" (invero di distruzione) che sarà continuamente alimentato (qualora dovesse passare) dagli schiavi dell'Eurozona, cittadini taliani e tedeschi compresi. Uno scherzetto che da Maggio ad ora ci è già costato il 3% del Pil nazionale, nonché un aumento esponenziale del debito pubblico italiano, schizzato come visto da 1965 miliardi (Maggio) a 1973 miliardi e oltre. E come diceva il principe Totò: "e io pago!" Quello che aspetta l’Europa intera è insomma un Settembre che si preannuncia davvero infuocato quanto l’estate che sta per volgere al termine.

    Mario Luongo, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Domenica, Giugno 10th / 2012 –  di Sergio Basile e Silvia Laporta – Unione europea / Sistema bancario europeo / Italia / Francia / Germania / Banche / Meccanismo speculativo / Mercati / Troika / Aiuti alla Grecia / Meccanismo Europeo di Stabilità / MES / ESM / Contributo dell’Italia / Elezioni / Sergio Basile […]

    La riflessione del Nobel – Paul Krugman e la fine dell’euro

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    Sabato, Giugno 9th / 2012  – di Silvia Laporta – Unione europea / Eurozona / Economia / Finzanza / Instabilità dell'Eurozona / Intervista a Paul Krugman / Banca Finanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / 6 pericoli immediati per l'Europa / Cecità dei leader europei / Consiglio europeo / Fiscal compact […]

    Barroso – Dalla Repubblica delle Banane a quella delle Banche

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    Venerdì, Giugno 8th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Unione europea / Banche e Finanza / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Manuel Barroso / Michel Barnier / Banche al potere / Alibi / Ricapitalizzazioni / Repubblica delle Banche / Mario Monti / Commissione Trilaterale / Giorgio Napolitano / Repubblica Italiana / […]

    Bce: Draghi mantiene all’1% i tassi e fa “scaricabarile”

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    Giovedì, Giugno 7th / 2012  – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Banca Centrale Europea / Francoforte / Crisi / Economia / Finanza / Inflazione / Eurozona / Austerity / Crescita economica / Mario Draghi   / Scaricabarile   Bce: Draghi mantiene all’1% i tassi e accusa: La colpa della crisi non è […]

    7 giugno 2012No CommentRead More#

    Basilea 3 e la dittatura della casta bancaria – Vogliono uccidere le Pmi

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    Mercoledì, Maggio 23th / 2012  – di Silvia Laporta – Europa / Unione Europea / Banche / Pmi / Banca d’Italia / Basilea 3 / debito / crisi / tasse / aziende  / Dittatura delle banche / Nazismo bianco / Vogliono uccidere le piccole e medie imprese / Qui Europa / Pmi Supporting Factor  / 66 imprese ogni […]

    Basilea 3 – Ok dell’Europarlamento a rapporto banche

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    Mercoledì, Maggio 16th / 2012 –  di Sergio Basile – Unione europea / Parlamento europeo / Pacchetto Crd IV / Ecofin / Consiglio europeo / Commissione europea / Bruxelles / Basilea 3 / Eba / European Banking / Authority / Regno Unito / Gianni Pittella / Andrea Enria / Speculazione / Flessibilità / Finanza / […]

    16 maggio 2012No CommentRead More#

    L’Europa sulla scia del Titanic

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    Venerdì, Aprile 13th / 2012 – di Mirella Fuccella – Unione europea / Bce / Crisi finanziaria / Italia / Spagna / Tasse  / Finanza / Speculazione L’Europa sulla scia del Titanic: Il naufragio dei piani finanziari della Bce Monti segue l'iceberg Draghi nel mare infuriato della finanza globale.  Spread oltre quota 400 Roma, Francoforte – […]

    13 aprile 20121 CommentRead More#

    Crisi: Celente boccia Draghi e politica Bce

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    Martedì,  Aprile 3rd/ 2012 – di Alessandro Pavanati – Bce / Crisi Eurozona / LTRO / Bolla / Banche e Finanza / Federal Reserve / Banche / Gerald Celente / Mario Draghi   BCE: La salita verso il baratro – La Ltro nasconde una bolla? I rischi del prestito a  basso tasso della BCE agli istituti […]

    Speculazione e “Derivati”: i ruoli di Ue, Draghi e Monti

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    Venerdì, Marzo 30th / 2012 – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Commissione europea / Derivati / Regolamentazione / Commissione Industria / Antonio Tajani / Speculazione / Bce / Trichet / Mario Draghi / Mario Monti / Trasparenza / Swap / Bolla Usa / Crisi / Esma / Cers / Obblighi informativi / Reporting […]

    Draghi The King: decision maker di quest’epoca

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    Venerdì,  Marzo 29th/ 2012 Bce / Mario Draghi / Banche centrali / Ltro / Istituti di credito  Bce: vero decision maker di quest’epoca? Pare di si – E la democrazia? La Bce si è sostituita alla politica: Draghi nuovo Re dell'Europa Roma, Francoforte – Le istituzioni governative hanno il tradizionale compito di regolare la vita […]

    29 marzo 20122 CommentsRead More#

    Eurosistema – in Europa il modello finanziario più perverso? Europei vittime sacrificali? La vera storia delle Banche Centrali

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    Mercoledì, Marzo 21th / 2012 – di Sergio Basile – Bce / Eurogruppo / Banche e finanza / Eurozona / Sebc / Bankitalia / Spread / Rating / Agenzie di rating / Ricapitalizzazioni / Basilea II / Basilea III / Coefficienti di riserva patrimoniale / Modello Fed / Bank of England / Crisi / Speculazione […]

    Rehn, la “Natura giuridica dell’euro” e il signoraggio

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    Mercoledì, Marzo 21th / 2012  – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Interrogazione / Commissione Ue / Commissione Affari Economici e Monetari / Banche e finanza / Bce / Eurosistema /Sebc / Bankitalia / Modello Fed / Crisi / Sacre Scritture / Mammona / Vangelo / Speculazione internazionale /       Goldman Sachs […]

    Le banche sempre più ricche: Weidmann contro Draghi

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    Mercoledì, Marzo 21th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Bce / Bruxelles / Banche  / Prestiti / Tassi di interesse / Credit Crunch / Eurotower / Draghi / Weidmann / Dozzo  Le banche sempre più ricche: nuovi prestiti dalla Bce – Weidmann contro Draghi Il Carroccio chiede impegno dell’esecutivo per allentare la stretta del credito. Famiglie e […]

    21 marzo 2012No CommentRead More#

    Il prestito della BCE non garantisce contro la stretta. E’ il dominio dei banchieri?

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      Mercoledì,  Marzo 14th/ 2012 Italia / Bce / Ltro / Banche / Rifinanziamento / Stretta creditizia / lobby / Draghi  Il prestito della BCE non garantisce contro la stretta. E' il dominio dei banchieri? La Long Term Refinancing Operation non vincola sull’utilizzo dei fondi prestati Milano – Il maxi prestito accordato dalla Banca Centrale Europea […]

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    Mercoledì,  Marzo 14th/ 2012 Unione Europea / Tobin Tax / Banche / Ecofin / Eurogruppo Transazioni finanziarie nell’Ue: Tobin Tax, accordo possibile? Interrogativo retorico. L’opposizione dei piccoli, della City e delle lobby Londra, Bruxelles – E i piccoli si misero di traverso. E se i governi dei piccoli agissero quali nom de plume delle grandi banche? […]

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    Martedì, Marzo 13th / 2012 – di Franco De Domenico –  Unione Europea / Bce / Banche e Finanza / Politica fiscale / Draghi Mario Draghi e la doppia anima della Bce Draghi con una mano presta, con l’altra bacchetta Francoforte – Il presidente della Bce, Mario Draghi, fa marciare la Banca Centrale con due […]

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  • L’impegno Greco: Tasse in cambio di Privatizzazioni e Licenziamenti

    L’impegno Greco: Tasse in cambio di Privatizzazioni e Licenziamenti

    Giovedì, Luglio 26th/ 2012

    – di Vincenzo Folino –

    Grecia / Crisi Eurozona / Atene / Bruxelles / Troika / Samaras / Barroso / Commissione europea / Privatizzazioni / Licenziamenti / Reuters / Fondo Monetario Internazionale  / Trattativa  / Alexis Tsipras / Bce / Antoine Colombani  / Ateneo Magna Graecia / Catanzaro 

    Crisi Eurozona – La Troika ad Atene per

    "buttare fuori strada" la Grecia

    Atene – Samaras: sono tutti irresponsabili!

    Atene, Bruxelles – Nella giornata di ieri, come avviene ormai da diversi mesi, sono ripresi gli incontri tra gli ispettori della Troika (ispettori internazionali della Banca Centrale Europea, del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione europea) e le autorità greche, per discutere di come "rimettere in carreggiata" il programma economico del Paese. Una discussione che dovrebbe durare circa una settimana, ma – come ha detto il portavoce della Commissione, Antoine Colombani – soltanto a settembre la Troika "definirà il giudizio finale sull'implementazione del programma. Prima di allora è troppo presto per trarre conclusioni". 

       I Gatti e il Topo    

    Secondo il nostro modestissimo parere, è improbabile – evidentemente – che la Grecia riesca a onorare i propri impegni. Iniqui e sanguinosi ed "anti-democratici" impegni . Ma ciò potrebbe, come annunciato ieri anche dall'agenzia britannica Reuters, far scattare la trappola per topi di "un'ulteriore ristrutturazione del debito del paese". L'agenzia di stampa britannica parla di tre fonti ufficiali dell'Ue, secondo le quali "gli ispettori della Troika non potranno che rilevare come la Grecia (già oggetto di due piani di salvataggio) sia ancora fuori strada per quel che riguarda il raggiungimento degli obiettivi di risanamento (…) ciò significa – prosegue "Reuters" – che i creditori pubblici della Grecia (Bce e Paesi dell'Eurozona: e ovviamente banchieri privati dell'Eurozona) dovranno ristrutturare parte dei 200 miliardi di euro di debito greco detenuto, per poter riportare Atene su un percorso di sostenibilità finanziaria. Anche se al momento sembra mancare del tutto la determinazione a livello di banca centrale e di governi per procedere in tale direzione". Ma la sensazione palpabile e che si tratti di un impari gioco assassino tra una banda di gatti affamati ed un topo stremato e messo nell'angolo.

       Grecia: prima cavia del "Nazismo Bianco"  

    D'altra parte, come detto ieri, dobbiamo riconoscere e far riflettere quanti ignorano le dinamiche della "fanta-economia" che la Grecia è stata la prima grande cavia di una crisi nei confronti della quale l'Europa dei potenti continua a parlarsi addosso, senza alcuna "determinazione" o volontà di voler porre in essere quei semplici provvedimenti urgenti atti a riumanizzare il rapporto tra istituzioni e cittadini ellenici. Ciò lo si nota soprattutto se prendiamo in considerazione l'operato della Bce (il suo immobilismo e le sue omissioni gravissime); la speculazione delle banche italiane sul debito greco o le politiche imperialistiche perseguite finora da Francia e Germania in pieno regime di "Nazismo Bianco": tanto per utilizzare un termine coniato a Maggio, a Catanzaro, dal nostro amico Giulietto Chiesa, nel convegno sulla crisi dell'Eurozona promosso da  "Qui Europa" alla presenza di 500 giovani calabresi, presso l'Ateneo Magna Graecia  (Vedi articolo correlato). 

       Atene – Samaras lancia "l'allarme Pil"   

    In ogni caso, dall'altro versante, il premier greco Samaras ha dichiarato che il Pil potrebbe scendere di oltre il 7% nel 2012, mentre una ripresa non è prospettabile prima del 2014. Anche se ovviamente non ci crede nessuno: neanche lui! Non meno preoccupante il fatto che "la disoccupazione ha già superato il 24%, mentre fra i giovani supera il 50%". Per quanto riguarda le riforme – ha proseguito l'europeista Samaras – "non dobbiamo fallire" (?)  e dobbiamo dimostrare che "in Grecia qualcosa è cambiato". Ma il primo ministro greco, in particolare – magari per copione –  ha anche a suo modo attaccato, o finto di farlo, tutti quei "responsabili europei" che stanno "sabotando" gli sforzi del paese per "restare a galla", e garantirne la permanenza nell'Eurozona. "sono tutti irresponsabili – ha concluso Samaras – e, in ogni caso, dimostreremo loro che hanno torto". Per il momento, nonostante l'auspicio un tantino ipocrita dell'europeista premier ellenico che –  a differenza delle proposte di inversione ad "U" paventate da sempre dal leader dell'opposizione Alexis Tsipras, leader di Siryza – continua a "trattare", legittimando in qualche modo sia questa Eurozona che la connessa austerity", il cielo sopra la Grecia, malgrado l'estate, rimane sempre piuttosto cupo, con una tempesta che sta dietro l'angolo del Monte Olimpo, sempre pronta a scatenarsi.

     L'impegno Greco: Tasse in cambio di privatizzazioni e licenziamenti 

    Ciò potrebbe accadere, per esempio, se alcune delle folli misure accettate dalla Grecia ed avallate da Samaras – per ottenere, entro settembre,  una nuova tranche da 32 miliardi di euro da restituire con gli interessi  dovessero passare così come pretenderebbero gli ispettori della "troika". Tra queste misure rientrano le privatizzazioni, ma soprattutto il licenzamento del personale del settore pubblico per 150.000 unità totali entro il periodo 2013/2014. Non rimane che dire: solidali con il popolo greco. In fondo "Siamo tutti Greci!"

       Il Silenzio e la Speranza   

    Popolo che intanto continua a protestare e ad accalcarsi nelle piazze di Atene, malgrado la TV ed i media italiani – e molti di quelli europei, controllati dall'euro-regime e dai suoi maggiordomi – abbiano deciso di stendere sul caso delle "proteste elleniche" un pietoso velo di silenzio. Ma alla fine qualcuno sembra dimenticare come nella storia tutte le dittature siano cadute! Come ci insegna il maestro Gian Battista Vico infondo e questione di "corsi e ricorsi storici". 

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Venerdì, Giugno 15th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore /  Voto in Grecia /Ritorno alla dracma / Possibili scenari per l'Euro / Fondo Salva Stati / Speculazione internazionale / Disoccupazione / Indicatori economici europei pessimi / Cieca politica europeista / Bollettino mensile Bce / Mario Draghi Two Pack / Fondo di riscatto del Debito / Giorgio Napolitano / Fondo perla crescita / Bocciatura della Golden Rule / Bei / Banca Europea degli Investimenti / Cittadini europei consapevoli e stufi / Strasbismo di Monti e Napolitano / G20 / Eurovertice di fine giugno 

    Eurozona – Le prospettive del voto greco

    e lo strasbismo di Monti, Hollande

    e Napolitano

    Grecia al voto: Possibile ritorno alla Dracma e vittoria

    della sinistra radicale

    I ciechi moniti pro-euro di Schulz, Merkel e Napolitano 

    Il Bollettino Bce: malissimo tutti gli indicatori economici

    Eurozona – Prospettive e Strasbismo di un Europeismo Cieco

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Atene, Berlino, Parigi, Bruxelles – Mentre oggi alla Camera si vota sul cosiddetto "Decreto sviluppo" e sui "tagli ai ministeri", ieri nella Città Eterna è stato il giorno del mini-vertice europeo tra Mario Monti e Francoise Hollande, completamente incentrato e proteso a mantenere in vita un malato terminale chiamato euro, mentre la Grecia si prepara al voto che potrebbe sancire l'addio all'Eurozona. Parigi-Roma, dunque, inaugurano un nuovo asse pro-euro, con la benedizione di Re Giorgio Napolitano, invitato – tra l'altro – dal Presidente Hollande per fine anno all'Eliseo. Ma la parola decisiva sarà espressa nell'imminente vertice del Consiglio europeo di fine Giugno (28), ferma restando la non secondaria tappa che aspetta i leader europei e mondiali al prossimo G20 in programma in Messico. Tra i più entusiasti, ieri, dopo i tifosi italiani che al gol di Pirlo hanno praticamente fatto prendere un colpo al cuore al povero Monti, proprio nel bel mezzo del suo discorso di benvenuto all'amico Hollande – forse timoroso per un principio di rivoluzione a Palazzo Chigi – proprio Re Napolitano I, che ha commentato positivamente l'incontro franco-italiano, parlando di "occasione per la crescita e l'equità per l'intera Eurozona". Ma a ben vedere le parole di Napolitano erano intrise di un cieco europeismo strabico. 

     Giorgio Napolitano: come sempre fuori luogo!  

    D'altra parte non poteva essere alrimenti, per l'uomo grazie al quale l'Italia ha dovuto sorbire da Dicembre ad oggi la "dietetica cura Monti": e questo pur non essendo "grassa", ma anzi con qualche chilo in meno! Secondo Napolitano, infatti, questa "benedetta crescita" passerebbe per Two Pack e Fiscal Compact: ovvero per l'accentramento europeo di disciplina fiscale, pareggio ed unione di bilancio. Bella novità! E per fugare tutti i dubi e le incertezze, il caro "Re Giorgio Nazionale" ha messo in guardia la patria dai "pericoli del nazionalismo" – cioè dalla voglia esagerata dei popoli di abbandonare l'euro della discordia e della speculazione per far ritorno alle proprie valute nazionali: dracma, peseta, lira e via dicendo – che per Napolitano sarebbero "sempre in agguato". ma per adesso "l'agguato" è quello che l'Europa ha teso agli Europei. Ed a dirlo non sono i soliti antieuropeisti noiosi, ma addirittura un altro Re di quest'Europa allo sbando: nientepopodimenoché Mario Draghi, che dal bollettino mensile Bce, sull'economia dell'Eurozona reso noto nelle scorse ore, ha evidenziato come nel regno di sua maestà l'euro tutti gli indicatori economici vanno malissimo e la recessione ha ormai assunto proporzioni da codice rosso. Altro che nazionalismi, dunque,  caro Napolitano! Qui va a fondo la baracca con tutti i burattini: dipende ovviamente di quali burattini parliamo! 

     Le Misure concordate da Monti e Hollande  

    Tra le misure concordate tra Monti e Hollande – oltre agli eurobond' (vedi nota in basso) ed al già ammesso" Two Pack' (vedi nota in basso) – si è trovata un'intesa "facile" sul "Fondo Riscatto debito" e sul cosiddetto (che fantasia!) "Fondo per la Crescita". Il primo consiste nel sistema di conferire al Fondo Europeo di redenzione (European Redemption Found) la parte di "debito sovrano" (di debito fatto dai sottoscrittori per l'acquisto di titoli italiani e degli altri paesi Piigs) eccedente al 60% del rapporto Debito/Pil dei Paesi non sotto assistenza. Un qualcosa pari a 2.300 miliardi di euro, per capirci; La seconda misura concordata dalla copia italo-francese (Fondo per la Crescita) consiste nella creazione di un fondo tramite lo smobilizzo dell'1% del Pil europeo (cioè della ricchezza economica nazionale degli stati Ue) per ogni anno e per dieci anni. Tale smobilizzo sarà messo a disposizione (tanto per cambiare musica) di una banca: la BEI. La Banca Europea per gli Investimenti potrà infatti utilizzare il capitale smobilizzato (sottoforma di obbligazioni a progetto) per investimenti in infrastrutture. Permettete in merito 2 brevissime considerazioni:1) alla fine è sempre una banca – e posta nelle mani della stessa tecnocrazia europea che ha provocato con indifferenza o  premeditazione quresto eurodisastro) a gestire la ricchezza degli stati; 2) gestire obbligazioni per destinarle ad investimenti, in parole povere vuol dire creare nuovo debito da gettare sulle spalle degli europei, e d'altra parte togliere agli stati la capacità e la facoltà di investire per la propria economia (mandando al diavolo ogni politica di intervento kyenesiano per lo sviluppo) e regalare l'opportunità di creare le "cosiddette infrastrutture" (come magari la Tav della discordia) a ricchi speculatori privati che satellitano tra Bruxelles, Strasburgo, Berlino e Francoforte. Inoltre gli stati (accantonata la Golden Rule che addirittura mirava a considerare debito pubblico tutte le quote di fondi gestite dall'Europa) dovranno dettagliare le suddette spese per investimento che però gestirà l'eurocrazia, estromettendo gli stati, e pertanto i cittadini che non potranno mettere il becco su tali questioni, ma dovranno solo accollarsi il "peso" del debito. Complimenti per la genialata! 

     Il Default "controllato" degli stati e il "tiepido monito" di Schulz da Agorà 

    Secondo le ultime direttive concordate da Monti ed Hollande, nella giornata di ieri a Roma, inoltre i Paesi a rischio saranno assoggettati ad un vero e proprio commissariamento (come ai tempi della Russia di Stalin), chiamato col curioso nome di "tutela giuridica Ue". Gli interessi sui prestiti saranno "congelati" ed i crediti dovranno essere per statuto comunicati entro 2 mesi, se no si considereranno estinti. La pillola è stata ben indorata, ma la sostanza resta drammatica: si continuano a prendere misure "minori", "secondarie" quanto deleterie, anzichè bloccare la speculazione bancaria (ipotesi suggerita ieri – in diretta telefonica alla trasmissione Rai Agorà – dal presidente dell'Europarlamento Martin Schulz, poi contraddittoriamente – però – tornato a lodare le politiche recessive di Monti dimostrando una coerenza pari a zero. Non si fa nulla, in pratica, per  evitare di far speculare le banche sullo spread (cioè sui differenziali d'inetresse dei Paesi declassati dalle agenzie di rating, rispetto alla Germania)  ed evitando che le banche stesse rivendano al tasso (da usura) del 6% il danaro ricevuto in "regalo" dalla Bce (Mario Draghi) al modico tasso dell'1%, . 

     La minaccia – Dalla Gabbia dell'Eurozona è praticamente  vietato uscite: lo dicono i Trattati  

    Il Presidente del Parlamento europeo ha poi intimato il popolo greco – quasi come se esso fosse costretto in eterno in una gabbia sempre più asfissiante ed inviolabile – che uscire dall'euro (in vista dell'imminente voto per decidere su un eventuale ritorno alla dracma, sponsorizzato in tutte lre salse dalla sinistra radicale) è un'ipotesi impensabile. Secondo Schulz infatti "Non è ammesso uscire dall'Euro senza uscire dall'Ue (come dicevamo è dunque una prigione bella e buona!) e l'uscita dell'Ue è proibitiva e non conveniente per gli stati, secondo quanto previsto dallo stesso Trattato di Lisbona". Ma vorremmo ricordare al carissimo e contraddittorio Schulz che il Trattato di Lisbona resta pru sempre una mezza fregatura propinata ai popoli europei: infatti esso s'innalza a "costituzione" ma in realtà è un aborto di costituzione, un surrogato votato durante l'estate di qualche anno fa da un gruppo di leader europei, e dopo le cocenti bocciature dei referendum sulla nascta di una "Costituzione Europea" intervenute in paesi come Olanda, Francia e Irlanda. A testimonianza del fatto che i popoli credono poco in questo progetto di accentramento che facendo leva sull'instabilità cronica della moneta comune (o euro-disastro) vorrebbe propinarci quale risoluzione a questa crisi indotta dell'Eurozona un ancor più truce e deleterio accentramento di tutti i poteri statali nelle mani di un unico grande stato. Gli "antostorici" Stati Uniti d'Europa dominati da eurocrati non eletti ma chiamati per virtù sconosciute, quali Barroso, i suoi "super-commissari" e lo stesso capo del Consiglio Ue, lo "sconosciuto" signor Herman Van Rompuy, con personaggi come Monti a far da spendida cornice a tutto ciò.

     L'eco della Merkel da Berlino 

     Dal canto suo, Angela Merkel, malgrado le critiche piovute dalla stampa nazionale, dice più o meno le stesse cose di Monti e Hollande: non poteva essere razionalmente diverso. Il panzer tedesco, infatti, nella giornata di ieri – dal Parlamento tedesco – in occasione della presentazione del prossimo G20 che si terrà – come detto – in Messico, ha ribadito il concetto secondo il quale la cosiddetta crescita (che stando alle condizioni attuali è un qualcosa di impossibile ed è frutto di puro becero propagandismo populista) non può che andare di pari passo con il rigore di bilancio. Cioè ha detto in pratica – leggendo tra le righe – che (così come ribadito da Mario Monti) lo stato deve farsi da parte nello sviluppo dell'Europa, mentre i privati devono prendere il sopravvento: cioè la speculazione deve trionfare ed allargarsi a macchia d'olio, ed all'ennesima potenza.

     Cittadini stufi dell'effetto euro  

    Ma tornando ad analizzare il nodo di quest'Eurozona da quarto mondo, l'euro, dobbiamo ammettere con onestà intellettuasle che finora a ben vedere tutte le mosse dell'Ue sono state fallimenateri. Perchè dunque i cittadini dell'Unione dovrebbero continuare a fidarsi dell'Europa difesa a spada tratta da Monti, Napolitano, Merkel, Hollande, Schulz e dall'eurocasta che ne loda le distruttive gesta? Perchè continuare a dissanguare i popoli con inutili tasse che finiscono puntualmente nelle tasche dei banchieri e dei lobbisti. Finora 18 Eurosummit non sono valsi a nulla. Né tantomeno, stando alle anticipazioni rese note ieri, cambierà nulla nel prossimo vertice Ue del 28 Giugno. Ed i Greci lo sanno bene. Quasi 500 miliardi di euro sono stati spesi finora per arricchire gli speculatori  e gli acquirenti del debito ellenico. perchè dunque continuare a fidarsi delle ricette per mantenere in vita un euro-mostro a suon di nuovi debiti (MES, Project Bond, Eurobond) ed opportunità per lobbisti ultramiliardari vicini alla casta europea? La verità che Monti e Napolitano fanno finta di non comprendere ciò che invece i Greci, come gli Italiani e gli altri cittadini europei hanno compreso benissimo. I cittadini sono ormai arci stufi di queste politiche pro-eurozona e pro-euro: politiche che puntualmente si ripercuotono rovinosamente sulle spalle delle famiglie europee attarvero tasse, imposte, sacrifici rigoristi, nuovi debiti mascherati dall'ingegneria finanziaria (eurobond). E tutto ciò rispetto ad un "Debito Pubblico" che anziché diminuire (come promesso dal professore di Palazzo Chigi) aumenta ogni giorno a dismisura per la gioia dei banchieri e degli amici dei banchieri. Allora il voto greco potrebbe rappresentare davvero una svolta a questa ondata di euro-bugie.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

      Appendice tecnica – Parole chiave  

     Eurobond  

    Nel contesto della crisi economica dei debiti sovrani (cioè del debito pubblico degli stati europei) dei Paesi Ue rientranti nell'area monetaria dell'euro (17 stati su 27), a partire dalla estate 2011, il termine Eurobond (o Stability bond) è stato utilizzato per indicare l'ipotetica creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi facenti parte dell'Eurozona, da emettersi a cura di un'apposita agenzia Ue, la cui solvibilità sia garantita congiuntamente dagli stessi Paesi dell'eurozona. I detrattori di questi strumenti finanziari lamentano che atraverso gli eurobond non si faccia altro che creare nuovi debiti da immettere nel sistema economico e che in ultima istanza finiranno per pesare sugli stessi cittadini europei, senza risolvere il problema principale della crescita, che è legato allìeccessiva tassazione dovuta per pagare gli interessi bancari della speculazione.

     Two Pack  

    Proposta di conferire alla Commissione europea maggiori poteri decisionali sui bilanci nazionali. Manovra pericolosa in quanto potrebbe rappresentare un passo decisivo verso la creazione di una sorta di superstato con ingerenze sistematiche all'interno dei bilanci degli stati. Si tratta di un provvedimento ambiguo che potrebbe dare un potere enorme alla Commissione Barroso, che resta pur sempre una commissione di membri non eletti democraticamente ma nominati per chiamata diretta. Qui Europa auspica pertanto che non si vada avanti su questa strada.