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  • Italia – La Voglia di DisFARE del Governo Letta e la voglia di FARE le Valigie degli Italiani

    Italia – La Voglia di DisFARE del Governo Letta e la voglia di FARE le Valigie degli Italiani

    Mercoledì, Giugno 19th/ 2013
     

    – di  C. Alessandro Mauceri –

    Enrico Letta, Filippo Patroni Griffi, Monti, Berlusconi, Decreto del FARE, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Governo,  ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, Equitalia, Angelino Alfano, Pubblica amministrazione, Alessandro mauceri, Qui Europa, www.quieuropa.it 

    Italia – La Voglia di DisFARE del Governo Letta e

    la voglia di FARE le Valigie degli Italiani

    Tutte le prese in giro del "Decreto del FARE" del

    Governo Letta-Bilderberg

     

    di C. Alessandro Mauceri

    Disfare l'Italia, Fare Le Valigie - Decreto fare - Governo Letta

      Il Decreto del "Misterioso Fare"                                                                            

    Roma – Sabato 14 giugno, intorno alle 15,20 si è riunito il Consiglio dei Ministri, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi. Ordine del giorno della riunione, l’approvazione di un decreto legge recante “misure urgenti” in materia di “crescita” (di cosa non è stato detto) definito per la stampa, con un’azione mediatica degna del miglior Monti o del miglior Berlusconi, “decreto del FARE” (ancora una volta “FARE cosa” non è ben chiaro). I media infatti, concentrati sul “FARE” notizia, hanno riportato ciascuno solo alcune parti del decreto che, invece, per l’importanza che ha in un momento di grave crisi come quello attuale, andrebbero approfondite. Alcune misure contenute nel decreto hanno fato credere che, forse, era cambiato qualcosa rispetto ai precedenti governi. Poi, però, leggendo con attenzione le norme appena varate ci si è dovuti FARE da parteAd esempio, è vero che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha previsto che venga istituito un fondo di 2.030 milioni di Euro (per il quadriennio 2013-2017) per FARE in modo che restino aperti i cantieri in corso o per l’avvio di nuovi lavori. Ed è vero che per FARE andare meglio i treni (di chi?) sono stati stanziati  300 milioni di Euro (in realtà già disponibili, quindi il governo non ha dovuto FARE niente). In realtà, però, a ben vedere  la somma prevista è irrisoria visto lo stato delle ferrovie italiane (basti pensare ,a titolo di esempio, che si devono ancora FARE i lavori per il raddoppio della linea ferrata che congiunge l’aeroporto di Palermo con la città che si dovevano FARE  per i mondiali di Italia ’90 e che sono ancora lontani dall’essere ultimati). Anche sulle strade da FARE il percorso intrapreso non sembra molto lineare: tra le infrastrutture da FARE è stata prevista la realizzazione anche di un asse di collegamento tra la strada statale 640 e l’autostrada A19 Agrigento–Caltanissetta,  non si capisce per quale motivo, però, non  si sia previsto di FARE l’autostrada Palermo-Agrigento, asse di grande traffico ad oggi servito solo da una strada di scorrimento veloce e per di più pericolosissima.

    Letta Decreto Fare - Giochi di Prestigio

      FARE giochi di prestigio…                                                                                       

    Il governo “per consentire nell’anno 2013 la continuità dei cantieri in corso, ovvero il perfezionamento degli atti contrattuali finalizzati all’avvio dei lavori” ha deciso di FARE un fondo da 2 miliardi di Euro. Molti giornali, però, hanno dimenticato di FARE notare ai propri lettori che il Governo ha stornato le somme destinate a questi interventi da altri progetti già avviati con un modo di FARE che ricorda le scatole cinesi. Così 524 milioni verranno tolti alle imprese per FARE la Tav Torino-Lione, (così al progetto restano soltanto 4 milioni per il 2014, vale a dire cantieri chiusi), altri 50 milioni verranno prelevati da quelli stanziati per FARE il Ponte sullo Stretto di Messina, che non si può FARE, ma continua ad assorbire risorse, e 773 milioni da quelli per FARE il Terzo Valico a Genova. Vista l’evidenza di un simile storno il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha precisato, da vecchio lupo: “Non c’è nessun de-finanziamento nè blocco di grandi opere, c’è un utilizzo temporaneo di risorse già allocate, ma che non verrebbero utilizzate nel breve periodo”. Quindi il FARE è consistito nello spostare i soldi da una voce di bilancio ad un’altra senza dire, però, come FARE a rimetterla a posto e quando.

    Equitalia - Decreto FARE - Letta

      FARE … Danni su danni – Il Modello Equitalia                                               

    Anche su Equitalia il capo del Governo ha voluto mantenere le promesse. Quindi niente esproprio per prime case e capannoni. O quasi. Sì, perché, in realtà, la misura proposta dal governo non impedirà a Equitalia di FARE gli espropri. Con il decreto approvato sono solo stati  alzati i limiti. Quindi il contribuente non potrà contare su una immunità totale per questi beni: se ha debiti, per esempio verso le banche, i creditori diversi dallo Stato potranno comunque FARE l’espropriazione dell’immobile. Non solo, ma nel caso in cui il bene venga messo all’asta, Equitalia potrà FARE valere il diritto di prelazione sul ricavato. Circa l’altro nodo cruciale, la rateizzazione, Equitalia potrà FARE pagare il debitore con una dilazione fino a 72 rate mensili e, in caso di peggioramento delle condizioni economiche del debitore, con una ulteriore dilazione per ulteriori 72 rate mensili. Aumentabili entrambe a 120 rate mensili. In altre parole, chi deve i soldi allo Stato potrà FARE sonni tranquilli: pagherà in vent’anni. Ma “così lo Stato non farà chiudere l’impresa”, ha detto il vicepremier Angelino Alfano (dimenticando di aggiungere che, nel frattempo, sarà lo Stato a FARE bancarotta….). In compenso è stata confermata la proroga per la chiusura della concessione ad Equitalia del servizio di riscossione per conto degli enti locali (prevista dal dl 35/2013). Anzi hanno deciso di FARE di più, estendendola ai crediti non tributari (come sanzioni amministrative quali le multe). Sempre a proposito di Equitalia è stato anticipato a settembre 2013 il termine (prima era il dicembre 2013) entro cui adottare il Dm che ridefinirà il quantum dovuto a Equitalia con il superamento del sistema dell’aggio. 

    Governo Letta - Decreto FARE

     Italia – FARE giudicare le cause a giudici non togati                                       

    E dato che ormai siamo al 158° posto nel mondo nell’indice di efficienza di recupero del credito a causa dei tempi lunghi e 1.210 giorni è la durata media dei procedimenti civili per il recupero crediti si è deciso di FARE qualcosa anche nel settore della giustizia civile. Ad esempio, si è deciso di FARE la mediazione obbligatoria per numerose tipologie di cause, e di FARE gestire le cause a un contingente di 400 “giudici non togati”. Come dire: FARE giudicare una causa a chi non ha il titolo per FARE il giudice. Soluzione geniale.

    Disfare l'Italia, Fare Le Valigie - Decreto fare - Governo Letta

     P.A. – L'Ultima perla del FARE del Letta… Bilderberg                                   

    Ma la notizia che più di ogni altra ha fatto FARE salti di gioia agli Italiani è un’altra. Se la Pubblica Amministrazione non rispetta i tempi nel rilascio di pratiche, verrà sanzionata. Ciò dovrebbe FARE accelerare tutte le procedure in corso per il rilascio di permessi di vario genere (basti pensare che alcune pratiche, come, ad esempio, quelle per la valutazione delle sanatorie edilizie, giacciono ad ammuffire negli uffici pubblici ormai da diversi decenni). Non solo ma a FARE spauracchio per gli uffici pubblici dovrebbe esserci una sorta di indennizzo per il cittadino nel caso in cui la Pubblica Amministrazione non sia in grado di esaurire l’iter procedurale in tempo utile.  Ovviamente nel FARE la legge, i ministri hanno dimenticato di dire che il provvedimento sul ritardo della Pubblica Amministrazione, per avere efficacia giuridica e quindi FARE ciò che promette di FARE, necessita che venga approvata espressamente una norma che rivoluzioni il diritto amministrativo e che sancisca la fine della discrezionalità della Pubblica Amministrazione. Non solo, ma occorre FARE una norma ESPRESSA che preveda che tutti i termini della Pubblica Amministrazione, successivi ad una istanza dei cittadini, hanno carattere “perentorio” e non semplicemente “ordinatorio”. E senza FARE ciò, questa misura non ha alcuna rilevanza giuridica. Quindi di questa come di altre misure contenute nel decreto del FARE i cittadini non se ne potranno FARE niente.

    C. Alessandro Mauceri, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Monti non sia modesto: Entrano al Bilderberg solo “certi politici”

    Monti non sia modesto: Entrano al Bilderberg solo “certi politici”

    Giovedì,  Febbraio 14th/ 2013

    – di Mario Borghezio, eurodeputato – 

    Bilderberg Club / Bruxelles / Roma / Italia / Saint Moritz / Mario Borghezio / Mario Monti / Porte chiuse / Governo / Incontro romano / Anniversario 

    Monti non sia modesto: Entrano al

    Bilderberg solo "certi politici" 

    Io ci provai a Saint Moritz senza invito e

    fui malmenato e buttato fuori

    Mario Borghezio - Bilderberg Club - Saint Moritz

    Bruxelles, Roma, Saint Moritz – "Monti, come sua abitudine, pensa di liquidare le spinose osservazioni che gli vengono rivolte circa i suoi fortissimi legami con determinati circoli segreti e/o riservati come il Bilderberg, cercando di minimizzarne o banalizzarne il ruolo. Ma se le riunioni del Bilderberg sono cosà inoffensive, è lecito domandarsi perché siano tutte , sottolineo tutte, rigorosamente a porte a chiuse, ivi compresa quella più recente a Roma indetta, non casualmente nel primo anniversario della sua chiamata al Governo. Quanto poi all'auspicio che altri politici le frequentino, gli ricordo che cosa è capitato a me quando ho tentato di assistere, con tanto di tesserino del PE, alla riunione del Bilderberg a Saint Moritz: fui buttato fuori e malmenato dagli energumeni della sicurezza, per poi essere allontanato addirittura dal territorio su precisa richiesta dei potentissimi signori del Bilderberg…"

    On. Mario Borghezio – Eurodeputato                               

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    Dopo le Accuse di Imposimato, Monti

    chiarisca i legami con il Bilderberg 

    Bilderberg Club – Monti e Napolitano diano

    spiegazioni! 

    Strasburgo, Roma – "Le pesantissime accuse formulate pubblicamente da un autorevole magistrato come Ferdinando Imposimato circa il ruolo occulto svolto dal Club Bilderberg dietro le quinte dello stragismo esigono, da parte delpremier Monti, chiarimenti e spiegazioni. Come può non dover giustificare, a questo punto, i suoi stretti rapporti con il Bilderberg, che di recente, in occasione del primo anniversario della sua salita al Governo, lo ha festeggiato a Roma in una riunione a porte chiuse, durante la quale – come ha confermato questa mattina a Strasburgo il Ministro Fornero, anche essa presente – Monti ha pronunciato uno 'speech'…

      Monti e Napolitano diano spiegazioni 

    Monti deve queste spiegazioni – e, forse, le dovrebbe anche il Presidente Napolitano, che lo ha imposto e, oggi, non può dire di non conoscerne la vicinanza a questa super-loggia mondialista – posto che molti atti del suo Governo non hanno altra 'ratio' se non quella di rispondere agli interessi dell'alta banca e dell'alta finanza".

    On. Mario Borghezio – Eurodeputato

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    Presidente per conto del Bilderberg?

    La Lettera aperta di Borghezio a Mario Monti

    dopo il summit speciale del Bilderberg Club

    a Roma in concomitanza con il compleanno

    del governo tecnico

    Bruxelles, Roma – "Se alla cena e al summit segreto del Bilderberg a Roma interviene il Premier Monti e/o qualcuno dei suoi ministri, abbiamo il diritto di sapere! Se vi partecipano direttori di giornali, importanti anchorman, manager pubblici che influenzano la politica, l'economia e la finanza, abbiamo diritto di sapere! Se i temi in oggetto della riunione segreta a Roma riguardano, direttamente o indirettamente, il nostro Paese, abbiamo diritto di sapere! Se, ancora una volta, tutto avverrà nell'ombra, con esclusione totale di ogni orecchio e sguardo indiscreto, in un'atmosfera orwelliana di assoluta e blindata segretezza, siamo di fronte alla più evidente fattispecie di partecipazione ai lavori di una società segreta che tutto lascia pensare essere pienamente individuata dalle norme di cui alla legge, tuttora vigente nel nostro Paese, contro le società segrete. C'è un giudice non 'dormiente' alla Procura della Repubblica di Roma? Presidente Monti, Lei è Presidente del Governo italiano in nome e per conto del Bilderberg?"
     

    On. Mario Borghezio – Eurodeputato

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       Bilderberg Club  – Invitati, Linee programmatiche e Incontri                             

    Punti fondamentali che contraddistinguono
    gli obiettivia lungo termine del Bilderberg Club 
     1.     Un’identità internazionale: distruggere l’identità nazionale,
              cioè depauperare la sovranità degli Stati (come sta  
              accadendo sotto i nostri occhi, ndr), per stabilire valori universali
              obbedienti ad un unico governo mondiale.
    2.      Un controllo centralizzato della popolazione
     3.      Una società a crescita zero
     4.      Uno stato di disequilibrio perpetuo
     5.      Un controllo centralizzato dell’educazione
     6.      Un controllo centralizzato di tutte le politiche nazionali ed internazionali
     7.      La concessione di un maggior potere alle Nazioni Unite
     8.      Un blocco commerciale occidentale
     9.      L’espansione della NATO
     10.  Un sistema giuridico unico
     11.  Uno stato di benessere socialista
     
    Italiani partecipanti alle diverse riunioni
    del Bilderberg Club, dal 1954 al 2012.
     
    1954 Oosterbeek, Olanda 
    Alcide De Gasperi
    Raffaele Cafiero (senatore)
    Giovanni Malagodi (parlamentare)
    Alberto Pirelli (Amm. delegato Pirelli)
    Pietro Quaroni (Ambasciatore italiano in Francia)
    Paolo Rossi (parlamentare)
    Vittorio Valletta (Presidente Fiat)
     
    1955  Francia e  Germania Ovest – irreperibile
    1956 Fredensborg, Danimarca – irreperibile
    1957 St Simons Island, Georgia, USA
    Amintore Fanfani (Ministro Esteri)
    Longo Imbriani (BNL)
    Giovanni Malagodi (Presidente Senato)
     
    1958 – Palace Hotel, Buxton, Inghilterra
    Giovanni Agnelli
    Guido Carli (Direttore Banca d’Italia)
    Giovanni Malagodi (presidente del Senato)
    Alberto Pirelli (Presidente Gruppo Pirelli)
    Pietro Quaroni (Presidente RAI)
     
    1963 – Cannes, Francia 
    Alighiero De Micheli (Presidente Confindustria)
    Aurelio Peccei (Direttore Generale Italconsult)
    Mario Pedini (parlamentare)
    Alberto Pirelli (Presidente Gruppo Pirelli)
    Pietro Quaroni (Ambasciatore in Gran Bretagna)
    Vittorino Chiusano (nobile,  membro Cda Juventus)
     
     1964 – Williamsburg, Virginia, USA
     Giovanni Agnelli
    Ugo La Malfa (parlamentare)
    Ettore Lolli (Manager BNL)
    Franco Malfatti (Sottosegretario Ministro Industria e Commercio)
    Aurelio Peccei (Direttore Generale Italconsult)
    Giovanni Scaglia (parlamentare Democrazioa Cristiana)
    Paolo Vittorelli (senatore)
    Vittorino Chiusano (nobile, vedi 1963)
     
    1965 – Villa D’Este, Lago di Como
     Giovanni Agnelli (FIAT)
    Manlio Brosio (Segretario Generale NATO)
    Guido Carli (Direttore Banca d’Italia)
    Eugenio Cefis (parlamentare)
    Ugo La Malfa (parlamentare)
    Giovanni Malagodi (parlamentare)
    Mario Pedini (parlamentare e membro P2)
    Giuseppe Petrilli (Presidente IRI)
    Leopoldo Pirelli (Gruppo Pirelli)
    Mariano Rumor (parlamentare)
    Paolo Vittorelli (senatore)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Vittorino Chiusano (nobile, vedi 1963)
     
    1966 – Wiessbaden, Germania
    Giovanni Agnelli
    Piero Bassetti (politico e imprenditore azienda Bassetti)
    Manlio Brosio (Segretario Generale NATO)
    Franco Malfatti (parlamentare e giornalista)
    Mario Pedini (parlamentare e membro P2)
    Vittorino Chiusano (nobile, vedi 1963)
     
     1967 – Cambridge, Inghilterra
     Giovanni Agnelli
    Manlio Brosio (NATO)
    Principe Guido Colonna di Paliano (commissario europeo, diplomatico NATO)
    Mario Aggradi Ferrari (parlamentare, ministro, membro DC)
    Aurelio Peccei (manager FIAT e OLIVETTI, membro fondatore del Club di Roma)
    Leopoldo Pirelli (Gruppo Pirelli)
    Paolo Vittorelli (senatore)
    Vittorino Chiusano (nobile, vedi 1963)
     
    1968 – Mont Tremblant, Canada
     Giovanni Agnelli
    Roberto Olivetti (Gruppo Olivetti)
    Aurelio Peccei (manager FIAT, Olivetti, Club di Roma)
    Leopoldo Pirelli (Gruppo Pirelli)
    Alberto Ronchey (ministro, scrittore e giornalista Corriere della Sera)
    Altiero Spinelli (Club del Coccodrillo, commissario europeo, scrittore e politico)
    Ugo Stille (giornalista Corriere della Sera)
     
    1969 – Marienlyst, Danimarca
    Giovanni Agnelli
    Antonio Cariglia (senatore)
    Fabio Luca Cavazza (editore, scrittore, giornalista)
    Piero Ottone (giornalista Corriere della Sera)
    Lorenzo Vallarino Gancia (imprenditore Gruppo Asti-Gancia)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
     
    1970 – Bad Ragaz, Svizzera
    Giovanni Agnelli
    Renato Altissimo (parlamentare)
    Gilberto Bernardini (fisco e docente fisica nucleare Università di Bologna)
    Arrigo Levi (giornalista Corriere Della Sera, RAI)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
     
    1971 – Woodstock, Vermont, USA
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Emanuele Gazzo (giornalista, fondatore Agenzia Europa)
    Giuseppe Glisenti (Direttore Rai, cofondatore Democrazia Cristiana)
    Gian Giacomo Migone (docente universitario, NATO, ONU)
    Piero Ottone (giornalista Corriere della Sera)
    Gianfranco Piazzesi (giornalista Corriere della Sera)
     
    1972 – Knokke, Belgio
    Giovanni Agnelli
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Umberto Colombo (scienziato italiano)
    Principe Guido Colonna di Paliano (commissario europeo, diplomatico, NATO)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Arrigo Levi (giornalista Corriere della Sera, RAI)
     
    1973 – Saltsjöbaden, Svezia
    Giovanni Agnelli
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Raffaele Girotti (manager Montedison, ENI, senatore Democrazia Cristiana)
    Siro Lombardini (economista)
    Cesare Merlini (Presidente Istituto Affari Internazionali)
    Ugo Stille (giornalista Corriere della Sera)
     
    1974 – Hotel Mont D’Arbois, Megévè, Francia
    Giovanni Agnelli
    Enzo Bettiza (senatore, giornalista Corriere della Sera, cofondatore de Il Giornale)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Principe Guido Colonna di Paliano (commissario europeo, diplomatico, NATO)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Giorgio La Malfa (parlamentare)
    Arrigo Levi (giornalista Corriere della Sera, RAI)
    Franco Maria Malfatti (senatore)
    Alberto Rochey (giornalista Corriere Della Sera, scrittore)
     
    1975 – Golden Dolphin Hotel, Cesme, Turchia
    Giovanni Agnelli
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Guido Carli (politico e Presidente Confindustria)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Francesco Forte (docente universitario, parlamentare)
    Giorgio La Malfa (parlamentare)
    Arrigo Levi (giornalista Corriere Della Sera, RAI)
     
    1977 – Torquay, Inghilterra
    Giovanni Agnelli
    Tina Anselmi (politica, partigiana e Presidente della
    Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Guido Carli (politico, Presidente Confindustria)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Marcella Glisenti (scrittrice)
    Carlo Sartori (pittore)
    Francesco Cossiga
     
    1978 – Princeton, New Jersey, USA
     Giovanni Agnelli
    Nino Andreatta
    Gian Gasperi Cesi Cittadini
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Piero Ottone (giornalista Corriere Della Sera)
    Paolo Savona (economista, docente universitario)
    Stefano Silvestri (sottosegretario Affari Europei, consulente Difesa)
     
    1979 – Baden, Austria
    Giovanni Agnelli
    Vittorio Barattieri (Direttore generale Ministero Industria)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini
    Stefano Silvestri (sottosegretario Affari Europei, consulente della Difesa)
    Nicola Tufarelli (FIAT)
     
    1980 – Aachen, Germania
     Luigi Barzini (scrittore)
    Giorgio Benvenuto (sindacalista, segretario generale UIL)
    Marchese Gian Gasperi Cesi Cittadini
    Luigi Ferri (giurista)
    Romano Prodi
    Stefano Silvestri (sottosegretario Affari Europei, consulente della Difesa)
    Barbara Spinelli (giornalista, cofondatrice Repubblica)
     
    1981 – Burgenstock, Svizzera
     Giovanni Agnelli
    Romano Prodi
    Stefano Silvestri
     
    1982 – Sandefjord, Norvegia
    Piero Ostellino (giornalista Corriere della Sera)
    Romano Prodi
    Virginio Rognoni (Ministro Affari Interni)
    Stefano Silvestri
     
    1983 – Montebello, Quebec, Canada
    Umberto Agnelli
    Piero Bassetti (Bassetti Spa)
    Mario Monti
    Paolo Zannoni
     
    1984 – Saltsjobaden, Svezia 
    Giovanni Agnelli
    Mario Monti
     
    1985 – Rye Brook, New York, USA
    Giovanni Agnelli
    Umberto Cappuzzo (Generale Esercito Italiano)
    Mario Monti
    Guido Rossi (giurista e avvocato)
    Giovanni Sartori (Docente Columbia University)
    Paolo Zannoni (FIAT)
     
    1986 – Gleneages, Scozia, Regno Unito 
    Giovanni Agnelli
    Antonio Maccanico (politico, segretario generale Ufficio Presidenza Repubblica)
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa (Direttore Banca d’Italia)
    Renato Ruggiero (Segretario Ministero Affari Esteri)
    Gaetano Scardocchia (editore, La Stampa)
    Luigi Spaventa (docente economia Università La Sapienza)
    Paolo Zannoni (FIAT)
    Alfredo Ambrosetti (Presidente Studio Ambrosetti)
     
    1987 – Villa D’Este, Cernobbio, Lago di Como, Italia 
    Giovanni Agnelli
    Luigi Caligaris (senatore)
    Guido Carli (senatore)
    Carlo Azelio Ciampi
    Francesco Cingano (Direttore Banca Commerciale Italiana)
    Raul Gardini (Direttore generale Ferruzzi Spa)
    Mario Monti
    Romano Prodi
    Franco Reviglio (Direttore ENI)
    Cesare Romiti (FIAT)
    Renato Ruggiero (Segretario Ministero Affari Esteri)
    Gaetano Scardocchia (editore, La Stampa)
    Paolo Zannoni (FIAT USA)
    Alfredo Ambrosetti
    Alessandro Vanzetto (FIAT)
     
    1988 – Telfs-Buchen, Austria
    Giovanni Agnelli
    Giorgio La Malfa
    Mario Monti
    Ugo Stille (Capo Editore Corriere della Sera)
    Paolo Zannoni
     
    1989 – La Toja, Spagna 
    Giovanni Agnelli
    Enrico Braggiotti (Banca Commerciale Italiana)
    Raul Gardini (Ferruzzi Spa)
    Mario Monti
    Filippo Maria Pandolfi (politico Democrazia Cristiana, vice presidente Commissione Comunità Europea)
    Paolo Zannoni
     
    1990 – Glen Cove, New York, USA 
    Giovanni Agnelli
    Enrico Braggiotti (Banca Commerciale Italiana)
    Raul Gardini (Ferruzzi Spa)
    Mario Monti
    Romano Prodi
    Renato Ruggiero (Ministro Commercio Estero)
    Paolo Zannoni
     
    1991 – Baden Baden, Germania 
    Giovanni Agnelli
    Giampiero Cantoni (Direttore Banca Nazionale del Lavoro)
    Gianni De Michelis (Ministro Affari Esteri)
    Mario Monti
    Renato Ruggiero (politico e diplomatico)
     
    1992 – Evian-les-Bains, Francia
    Giovanni Agnelli
    Mario Monti
    Sergio Romano (La Stampa)
    Renato Ruggiero
    Paolo Zannoni
     
    1993 – Atene, Grecia
    Giovanni Agnelli
    Mario Monti
    Renato Ruggiero
    Barbara Spinelli
    Marco Tronchetti Provera (Pirelli Spa)
     
    1994 – Helsinki, Finlandia
    Giovanni Agnelli
    Umberto Agnelli
    Alfredo Ambrosetti (Gruppo Ambrosetti)
    Franco Bernabè (Telecom, ENI, banchiere e vicepresidente Rothschild Europa)
    Innocenzo Cipolletta (Direttore Confindustria)
    Mario Draghi
    Mario Monti
    Renato Ruggiero
     
    1995 – Zurigo, Svizzera
    Giovanni Agnelli
    Umberto Agnelli
    Mario Draghi
    Renato Ruggiero
     
    1996 – Toronto, Canada 
    Giovanni Agnelli
    Franco Bernabè
    Mario Monti
    Valter Veltroni
     
    1997 – Lake Lanier, Georgia, USA 
    Giovanni Agnelli
    Umberto Agnelli
    Carlo Rossella (La Stampa)
    Stefano Silvestri
     
    1998 – Turnberry, Ayrshire, Scozia 
    Giovanni Agnell
    Franco Bernabè
    Luigi Cavalchini
    Rainer Masera (Direttore Gruppo SanPaolo IMI)
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Domenico Siniscalco
    Enrico Mattei
     
    1999 – Sintra, Portogallo
    Agnelli Umberto
    Franco Bernabè
    Francesco Giavazzi (Università Bocconi)
    Paolo Fresco (FIAT)
    Alessandro Profumo (Unicredit)
     
    2000 – Genval, Bruxelles, Belgio
    Giovanni Agnelli
    Umberto Agnelli
    Alfredo Ambrosetti
    Franco Bernabè
    Paolo Fresco
    Gianni Riotta (La Stampa)
    Renato Ruggiero (Schroder Salomon Smith Barney Italia)
    Giulio Tremonti
     
    2001 – Stenungsund, Svezia
    Franco Bernabè
    Mario Draghi
    Gian Maria Gros-Pietro (FIAT, Atlantia, Seat, Edison)
    Mario Monti
    Gianni Riotta
     
    2002 – Chantilly (Virginia), USA
    Mario Draghi
    Mario Monti
     
    2003 – Versailles, Parigi, Francia
    Alfredo Ambrosetti
    Rodolfo De Bendetti (CIR)
    Franco Bernabè
    Mario Draghi
    Mario Monti
    Marco Panara (La Republica)
    Corrado Passera (Banca Intesa BCI)
    Roberto Poli (ENI)
    Paolo Scaroni (Enel)
     
    2004 – Stresa, Italia
    Alfredo Ambrosetti
    Rodolfo De Benedetti
    Franco Bernabè
    Ferruccio De Bortoli (RCS Libri)
    Lucio Caracciolo (Direttore rivista italiana di geopolitica Limes)
    Mario Draghi
    Gabriele Galateri (Mediobanca)
    Francesco Giavazzi (docente Bocconi)
    Cesare Merlini
    Mario Monti
    Corrado Passera (Banca Intesa Spa)
    Gianni Riotta (Corriere della Sera)
    Paolo Scaroni (Enel)
    Domenico Siniscalo
    Giulio Tremonti
    Marco Tronchetti Provera
    Ignazio Visco (Banca d’Italia)
     
    2005 – Rottach-Egern, Germania
    Franco Bernabè
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Paolo Scaroni
    Domenico Siniscalo
     
    2006 – Ottawa, Canada
    Franco Barnabè
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Paolo Scaroni
    Giulio Tremonti
     
    2007 – Istanbul, Turchia
    Franco Bernabè
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Paolo Scaroni Paolo
    Domenico Siniscalco
    Giulio Tremonti
     
    2008 Chantilly, Virginia, USA
    Franco Bernabè
    Mario Draghi
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
     
    2009 – Atene, Grecia
    Franco Bernabè
    Mario Draghi
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa, Minister of Finance, President “Notre Europe”
    Romano Prodi
    Domenico Siniscalco
     
    2010 –  Sitges, Spagna
    Franco Bernabè Franco, CEO, Telecom Italia s.p.a
    Fulvio Conti Fulvio (ENI)
    John Elkann John
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Gianfelice Rocca (Gruppo Techint, Confindustria)
    Paolo Scaroni
     
    2011 – Sant Moritz, Svizzera 
    Franco Bernabè
    John Elkann
    Mario Monti
    Paolo Scaroni
    Giulio Tremonti Giulio
     
    2012 – Roma
  • Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

    Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

    Venerdì, Settembre 14th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Roma / Governo / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori / Decreto Legge 138 del 2011 / Referendum / Occupazione / Disoccupazione / Sinistra Italiana / Università Roma 3 / Cassazione / Sinistra Ecologica e Libertà / Italia dei Valori / Verdi / Rifondazione Comunista / Fiom / Cgil / Partito Comunisti Italiani / Popolo della Libertà / Antonio Di Pietro / Nicky Vendola / Paolo Ferrero / Elsa Fornero / Massimo D’alema / Sergio Cofferati / Mario Monti 

    Il paradosso del professore: “lo Statuto

    dei Lavoratori ha frenato l’occupazione

    Polemiche e grandi polveroni politici si sollevano

    contro il Governo "tecnico"

    Intanto l’Italia si prepara al Referendum

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Occupazione, crescita e lavoro: un tris che l’Italia non conosce e che, continuando sulla scia  recessiva tracciata dal governo Monti, ovviamente, non metterà mai a segno. Nuove polemiche infiammano la “politica–dittatura” italiana e ad alimentare le fiamme ed il malcontento nazionale e popolare ci pensa proprio lui, il professore, che nelle scorse ore ha messo in discussione l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, al quale ha attribuito, per determinate disposizioni,  la responsabilità di una insufficiente creazione di posti di lavoro, pur riconoscendone – oseremmo dire quasi sarcasticamente – il nobile intento di tutela dei più deboli. Lo stesso statuto, tra l'altro, addirittura osannato nei giorni scorsi a Bruxelles, nell'ambito di un convegno di "europeisti" sul tema lavoro e occupazione, dal paradossale titolo "Jobs for Europe". Paradossale a dir poco, visto che in Europa oggi – per colpa della crisi indotta e dei golpe dei governi tecnici dei banchieri – vi sono milioni di disperati, divisi accuratamente in circa 166 milioni di poveri e 55 milioni, circa, di disoccupati!

     Monti – Un Autogol clamoroso al novantesimo! 

    Ma tornando all'ennesima gaffe montiana, la notizia del giorno è che il "Presidente del Consiglio" si è lasciato andare a queste  dichiarazioni fuori luogo – e alquanto ambigue – in occasione del Congresso annuale della Società italiana di Scienza Politica, tenuto nella capitale presso l’Università Roma 3, creando immediato scompiglio tra i rappresentanti delle varie parti politiche. Caduta di stile quella del Professore liberista, il quale è scivolato sulla buccia di banana da lui stesso posta sul largo viale di Palazzo Chigi. Ed ecco, dunque, che giunge – per contro – come una sorta di dirompente ed inaspettato boomerang la notizia secondo la quale un gruppo di politici (alcuni dei quali fino ad un momento prima intenti a sorregere ossequiosamente la valigetta allo stesso Monti: vedi il Sel di Vendola) hanno avanzato la proposta di un referendum per l’abolizione delle modifiche apportate dal Ministro dell'ammazza-welfare, Elsa Fornero, all’articolo 18 del tanto discusso Statuto dei Lavoratori;  e per l’abrogazione dell’articolo 8 del decreto legge 138 del 2011. Tali politici ed esponenti di varie parti sociali, in particolare, hanno provveduto a depositare questi due quesiti referendari in Cassazione: quesiti, per i quali le relative firme legittimative saranno raccolte a partire dal prossimo 12 ottobre. L’iniziativa è partita, principalmente da "Sinistra Ecologia e Libertà di Nicky Vendola – e con tempismo alquanto anomalo, vista la prospettiva di sodalizio politico paventata tra lo stesso Vendola ed il fedelissimo di Monti, Pierluigi Bersani – e dall’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, ai quali si sono uniti anche Rifondazione Comunista, i Verdi, la Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici–Cgil) ed il Partito dei Comusti italiani.

     Tutti fischiano, anche la "Curva dei propri ultras" 

    Insomma, una sinistra colpita al cuore dalle esternazioni di Mario Monti, e che non ha risparmiato frecciatine al "caro" professore: “Quello che dice il premier non mi stupisce – ha affermato il Segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero –  Del resto si tratta del governo più antioperaio della storia”. Anche il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha commentato le dichiarazioni ribadendo che “sarebbe un semplice errore se a criticare l’esistenza dello Statuto fossero due persone ubriache in un bar di periferia. Ed è un dolo, una malvagità gravissima fatta dai cosiddetti professori”. Le critiche nei confronti del premier hanno trovato spazio addirittura – udite udite – nel Partito Democratico, attraverso la voce di Massimo D’Alema il quale, oltre a ritenere la frase di Monti “palesemente sbagliata”, ha ricordato che la riforma è stata fatta proprio dal Presidente del Consiglio ed ha sottolineato, pertanto (cercando, a quanto pare, di buttare acqua sul fuoco) l’inutilità della polemica. Quasi a voler subito "scusare" il professore.

     Palazzo Chigi tenta, invano, il salvataggio in calcio d'angolo 

    L’eurodeputato del PD, Sergio Cofferati, ha definito “tristi le parole di Monti perché prova di un vuoto di proposte” . Solo il PDL di Angelino Alfano (il confusionario PDL) si è dimostrato tendenzialmente d’accordo con il "premier" ma, ormai, la frittata è fatta: ormai è stato sollevato un polverone politico non indifferente e di portata ancora non del tutto decifrabile. Ciò nonostante il tentativo di salvataggio in extremis di Palazzo Chigi, che nelle scorse ore ha provveduto – in calcio d'angolo – ad informare con un perentorio quanto insufficiente comunicato stampa del fatto che "in realtà le parole di Monti non avevano come obiettivo quello di scatenare la polemica e non si riferivano all’attualità politica". Ma come disse il "collega" Cesare, "il dado è tratto"!   Ma d'altronde era inevitabile: quello del professore è da mesi un politichese insopportabile e contraddittorio, che prima o poi avrebbe finito per implodere su se stesso. E' una questione di matematica! Una cosa è ormai palese: malgrado il tentativo dei media di regime di dipingere realtà politiche ed economiche idilliache (quanto, in effetti, illusorie e distanti dal vero) l’antipopolarità di questo governo tecnico, figlio di una sorta di colpo di stato (supportato da una semplice letterina della BCE e dai giudizi infondati e completamente sballati delle agenzie di rating)  è giunta a livelli inimmaginabili e clamorosi. Di buono, per ora, c'è soltanto il fatto che qualcuno finalmente sembra essersi levato le grosse fette di prosciutto che gli coprivano gli occhi ed ostruivano la vista, comprendendo forse che in un Paese cosiddetto "Democratico", la distruzione e l'immolazione dello stato sociale – e dei diritti sacrosanti dei lavoratori – sull'altare pagano dei mercati non è proprio quello che si dice un qualcosa di "normale, accettabile e civile".

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Venerdì, Agosto 31th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Italia / Partiti politici / Corte dei conti / Furto di 185 milioni / Regionali 2010 / Rimborsi / Partiti nazionali / popolo delle libertà / Agazio Loiero / Partito Democratico / Lega Nord / Io amo la Lucania / La Puglia prima di tutto […]

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

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    Domenica, Luglio 5th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / […]

    Si alla Spending Review: Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

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    Martedì, Luglio 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama […]

    Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

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    Giovedì, Luglio 19th/  2012 – di Silvia Laporta – Crisi economica / Bce / Mario Draghi / agenzie di rating / Disoccupazione / crisi del settore della costruzioni / Mario Ciaccia / Ministro delle Infrastrutture / Banca d'Italia / Usa / Cassa Integrazione / debito illegale / Fillea / Filca / Feneal / Patto di Stabilità  / […]

    Mezzogiorno: se continua così dopo l’Estate “si andrà tutti in Grecia”

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    Venerdì, Luglio 13th/ 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Ue / Mezzogiorno / Europarlamento / Commissione parlamentare per lo sviluppo regionale / Consiglio Ue / Proposta co-finanziamento / Politica di coesione / 2014 – 2020 / Regioni meridionali / Abruzzo / Molise / Basilicata / Sardegna / Regioni in transizione / Media europea […]

    Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

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    Lunedì, Luglio 23th/ 2012 – L'Editoriale, di Vincenzo Folino –  Ue / Eurozona / Agenzie di rating / reazioni della Politica / Commissione europea / Pierluigi Bersani / Mummie / Ibernati / Declassamenti impropri / Bacon / Conoscenza è potere / Silvio Berlusconi  / Morti viventi  Fiction-Italia – Il ritorno dei "Morti Viventi" Trailer ufficiale […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

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    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione […]

    Il portale di Barca sbarca sul Web: Open-Coesione è Online

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    Giovedì, Luglio 18th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Italia / Open Coesione / Banca dati / Open date / Ministero per la Coesione territoriale / Fabrizio Barca / Governo Monti / Notte Piccante / Catanzaro  Barca sbarca sul web: "Open-Coesione" è online: ma la vera "Coesione" passa per il Welfare State Finora pochi progetti a […]

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    Martedì, Luglio 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare  […]

    Monti: “Non resterò dopo il 2013″

    Monti: “Non resterò dopo il 2013″

    Mercoledì, Luglio 11th/  2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti   Monti : "Non resterò dopo il 2013" Le perle di saggezza del professore […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012 – L'editoriale di Sergio Basile –    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital […]

    Ue: Radio Marte e il vertice degli alieni

    Ue: Radio Marte e il vertice degli alieni

    Mercoledì, Maggio 9th / 2012 – di Sergio Basile e Federica Aloisio – Consiglio Ue / Vertice straordinario / Bruxelles / Herman Van Rompuy / Martin Schulz / Manuel Barroso / Commissione europea / Parlamento europeo / Paesi Ue / Francoise Holland / Francia / Angela Merkel / Germania / Nicolas Sarkozy / Fiscal compact […]

    Un piano Marshall per l’Europa

    Un piano Marshall per l’Europa

    Venerdì, Maggio 4th / 2012 – di Franco De Domenico – Europa / Italia / Crisi / Piano Marshall / Keynes / Fondi statali / Disoccupazione giovanile    Il Titanic – Europa vuole un salvagente Un piano Marshall, ma i fondi mancano Bruxelles – I piani ci sono, sono pronte le strategie, come si diceva […]

     

  • Italia, A.D. 2012 – Guerra IMU e Morte del Principio di Sussidiarietà

    Italia, A.D. 2012 – Guerra IMU e Morte del Principio di Sussidiarietà

     

    Lunedì, Maggio 21th / 2012 

    – di Domenico Apicella –

    Crisi Ue / Italia / Governo / Imu / ici / Anci / Ifel / Guerra di numeri / Arresti preventivi in Germania / Latitanza sindacale / Allarmismo sociale / Dipartimento delle Finanze / Qui Europa / Francoforte / Attentato Brindisi / Domenico Apicella / Morte del principio di sussidiarietà tra Stato ed enti-locali / Morte della Costituzione / Attentato alla Costituzione  

    Italia – Anci-Governo: è scontro sull’IMU

    Il prezzo delle famiglie italiane per coprire la

    voragine della speculazione 

    A.d. 2012 – La morte del Principio di Sussidiarietà

    Roma – Mentre nelle ultime ore gli inquirenti di Brindisi stanno meticolosamente cercando di capire “di che pasta sia fatto” quest’ultimo attentatore – autore di un bestiale attacco a tutto il genere umano – mentre a Francoforte giovani e pacifici ragazzi vengono arrestati e sequestrati “preventivamente” per motivi di sicurezza, ecco che contemporaneamente, tra gli italici confini – nella città eterna – scoppia una furibonda lite tra gli esponenti dei comuni e gli “alti” rappresentanti del governo. L’Ifel (istituto per la finanza e l’economia locale dell’Anci) prevede infatti un ammanco-dovuto all’introduzione dell’Imu – di circa 2,5 miliardi di euro del normale gettito fiscale, con la conseguente necessità per gli enti locali di immettere nel sistema tributario nuove imposte che ripristino questa “voragine” creatasi. Palazzo Chigi – dal canto suo – smentisce e rilancia: “nessun allarmismo; i dati dell’Ifel sono diversi e meno “rappresentativi” dei dati dell’esecutivo”. Vediamo perché: l’Ifel  si basa su un campione di comuni equivalente al 15% della totalità degli stessi mentre il governo produce le sue stime in base  a tutti gli immobili censiti negli archivi del catasto integrando le informazioni relative alle rendite catastali con i dati riportati nelle dichiarazioni dei redditi dei proprietari e con i versamenti Ici trasmessi telematicamente al Dipartimento delle Finanze.

    Il regalo alle banche ( della speculazione sul debito )

    Questa impercettibile sottigliezza, sfuggita ai più probabilmente per la costante apprensione dovuta ad  un  clima di progressiva tensione che prepotentemente sta occupando un terreno fertile non governato e non gestito in nome di una fase di transizione anti-crisi, è stata illustrata dal distinto sottosegretario all’economia Vieri Ciriani che, oltre a garantire il recupero di  circa 10 miliardi di euro – entro giugno –  dei 21  globali che la “manovra IMU” dovrebbe far incassare, con conseguente rassicurazione per gli increduli e sprovveduti cittadini che temevano in un innalzamento delle aliquote per il saldo di metà dicembre, conferma che la nuova imposta (ex Ici) sarà modestissima: circa 200 euro a famiglia.

    Attentato alla Costituzione – Morte del Principio di Sussidiarietà

    Un’ulteriore diatriba astratta, fatta di numeri e statistiche, che nella sua complessità di impostazione logica e  metodologica, a noi contribuenti fa comprendere tuttavia un messaggio quanto mai esplicito e banale ”pagate di più”:  e nel frattempo “lentamente muore”  il sudato e guadagnato” principio di sussidiarietà” tra stato ed enti locali. Ma a che prezzo tutto questo? Quante vittime dovremo ancora tollerare, quanti e quali rischi ancora saremo esposti e disposti a subire!!

      Sindacati – Un film inedito. Anzi, immaginato  

    Ciriani intanto ritiene che si dovrà immediatamente avviare la riforma del catasto dei fabbricati per attenuare l’estrema varietà delle rendite catastali sul territorio italiano, per far pagare equamente un pò a tutti questa crisi (falsa e indotta) per non dimenticare nessuno; ed è qui che  spuntano come rapaci in fremente attesa di afferrare la loro preda, i sindacati con i loro rappresentanti, che sollevando  un megafono, con voce tuonante, con una giusta dose di irruenza, per le vie della città esclamano con forza: “abolite l’Imu  sulla prima casa, aumentate le detrazioni per reddito da lavoro fino a 400 euro ed ai pensionati fino a 55 mila euro”; che fulgida immaginazione, perdonate la disattenzione, mi sarò confuso con un trailer di un film di Nanni Moretti.

    Domenico Apicella (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Italia: Cercasi sindacati!

    Italia: Cercasi sindacati!

    Giovedì, Maggio 17th / 2012

    – di Domenico Apicella –

    Italia / Roma / Finmeccanica / Ansaldo Energia / Crisi / Svendita / Lavoro / Disoccupazione / Investimenti / Sindacati / Azienda / Governo / Cgil / Fiom / Orsi / Cofferati / Sindacati / Forze sociali  

    Italy – Aaa… Rappresentanza sindacale Cercasi

    Il monito di Cofferati e il sonno dei sindacalisti

    Intanto, tra i silenzi, oscure mani si allungano

    su Finmeccanica

    Roma – Finmeccanica  è un baluardo 100% made in italy, è un colosso che negli  ultimi decenni ha assorbito quasi tutte le aziende italiane attive nei settori dell’aerospazio e della difesa; è una grande famiglia che ha regalato, in modo significativo al sud, il sogno di un’Italia all’avanguardia che non ha bisogno di lezioni serali per ottenere il diploma delle “capacità” (quelle sono insite nel nostro Dna). Sergio Cofferati, attuale eurodeputato in forza al Pd, ha scagliato un’offensiva contro il governo Monti, ribadendo con forza  il  prestigio mondiale di Finmeccanica ed il ruolo “sostanziale” che ricopre nel “Bel Paese”; “Sarebbe – continua Cofferati- utile utilizzare le attività di Finmeccanica per porre in essere una crescita nel paese, non per fare cassa – ed ancora – il governo Monti deve rendersi conto che gli impegni annunciati per la crescita non saranno credibili se, nel frattempo, si lasceranno smembrare importanti campioni dell'industria nazionale. Glielo chiedono i lavoratori in lotta, glielo chiedono le istituzioni ma, ancor prima, lo rivendicano il buon senso e la coerenza''. 

      Aaa… Sindacati cercasi  

    Il nostro caro Cofferati, ex Segretario Generale Cgil, pochi anni fa esigeva il rispetto della categoria dei lavoratori attraverso manifestazioni di piazza, come dimenticare infatti, quella memorabile tenutasi al circo massimo il 23 marzo del 2002 con milioni di persone che difendevano “l’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori”. Oggi invece, quasi furtivamente, rintracciamo qualche commento sparuto, estemporaneo dei nostri sindacalisti, che non hanno una direzione, non indicano la strada da percorrere ma pongono semplicemente il problema, qualche manifestazione di tanto in tanto, ed il lavoro è bello e fatto. Grazie per le belle parole, ma né abbiamo sentite tante, troppe. Dove sono i sindacati di una volta? Dove sono i sindacalisti di una volta? La verità, signori e signore, è che in Italia non manca solo la politica, in Italia manca una vera rappresentanza sindacale che ha dato tanto ma che da tempo da poco o niente.

    Domenico Apicella  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Sconcerto Finmeccanica: il silenzio del Governo

    Sconcerto Finmeccanica: il silenzio del Governo

    Giovedì, Maggio 17th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Roma / Finmeccanica / Ansaldo Energia / Crisi / Svendita / Lavoro / Disoccupazione / Investimenti / Sindacati / Azienda / Governo / Cgil / Fiom / Orsi / Cofferati / Manganaro 

    Finmeccanica: il silenzio del Governo davanti

    a 3000 posti di lavoro a rischio

    La società italiana sarà svenduta pur essendo sana.

    L’ira dei sindacati che accusano l’esecutivo.

    Roma – Non sarà di certo un bel discorso, preparato probabilmente a tavolino e nei minimi particolari, a smontare certezze e convinzioni circa la situazione di Finmeccanica: la società, a seguito della pseudo-crisi (pilotata) che sta attraversando, sarà, in pratica, svenduta, anche se a questo termine viene preferito, dal presidente e amministratore delegato del gruppo, Giuseppe Orsi, quello di “dismissione delle attività con minore valenza strategica, ovvero quelle civili”. In parole povere, si avrà una notevole riduzione dei posti di lavoro. Ciò che loro dicono in modo tecnico, noi lo diciamo in modo semplice e, soprattutto, comprensibile. Sono oltre 3000 i posti di lavoro a rischio, soprattutto nelle città di Genova, dove ha sede, da sempre, la ditta “Ansaldo Energia” che ha in mano le sorti di circa 2000 operai che, probabilmente, da un giorno all’altro, si ritroveranno ad essere disoccupati. Tutto questo viene giustificato dalla “necessità di investimenti più selettivi capaci di ingrossare le casse della società, attualmente tutt’altro che piene”: questo è quanto emerso, ieri,  dall’assemblea degli azionisti di Finmeccanica, al termine della quale non c’è stata la solita conferenza stampa, ma solo un saluto di rispetto e “contentino” ai colleghi giornalisti da parte delle personalità di vertice dell’azienda. Giustamente, non avrebbero avuto nient’altro da aggiungere e, probabilmente,  hanno preferito evitare la “fossa dei leoni”, prediligendo il “sentiero dei conigli”.

      Il monito di Cofferati  

    Un buco di oltre 2 miliardi di euro mette in ginocchio, non tanto la società, che corre ai ripari con i licenziamenti ed investimenti mirati, ma 3000 famiglie italiane. La reazione dei sindacati non si è fatta aspettare e, furiosa, ha chiamato in causa il Governo italiano ed il silenzio dei suoi tecnici bocconiani di “altissimo livello”:  “Il Governo – dice l'eurodeputato Pd ed ex segretario Cgil, Sergio Cofferati – deve mettere la parola fine allo stato di incertezza che grava su Finmeccanica. Le attività del gruppo devono essere rilanciate tutte, senza esclusione e deve essere abbandonata ogni ipotesi di cessione. In una congiuntura negativa come quella che sta attraversando la nostra economia, le attività di Finmeccanica sono ancor più preziose e devono essere utilizzate per favorire la crescita e non certo per far cassa”.  Dello stesso avviso è Bruno Manganaro, della segreteria della Fiom, che accusa Monti ed i suoi seguaci affermando che “è tutto quanto molto strano: che credibilità può avere questo Governo se dice di voler promuovere  iniziative di ripresa e crescita e poi tace davanti alla vendita di un’azienda sana?” . Sembra che lo smembramento di importanti industrie nazionali sia ormai alle porte e, come al solito, a pagarne il prezzo più alto sono i lavoratori. Lo stesso Cofferati sollecita a gran voce un intervento immediato dell’esecutivo, ricordando che lo stesso è richiesto dai lavoratori in lotta, dalle istituzioni ma, ancor prima, è rivendicato dal buon senso e dalla coerenza.  Sì, ma a parlare di buon senso e coerenza bisogna fare attenzione: il Governo, probabilmente, non capirebbe! 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • I grandi da Seoul lodano Monti sull’art 18 – Roma, proteste contro Bin Loden

    I grandi da Seoul lodano Monti sull’art 18 – Roma, proteste contro Bin Loden

    Martedì, Marzo 27th / 2012

    – di Franco De Domenico –

      Italia / Europa / Governo Monti / Seolul / Roma /  Lavoro / Riforma del lavoro / Articolo 18 / Cgil / Pd / Elezioni in Francia / Obama / Monti / Merkel / Sarkozy 

    I grandi da Seoul lodano Monti sull'art.18

    Intanto a Roma monta la protesta

    contro "Bin Loden"

    Chi guarda a Monti come un esempio,

    chi come una piaga

    Roma – Per le piazze della capitale nelle scorse ore è esplosa la protesta proletaria e dei giovani disoccupati e disillusi contro il rigore del Governo Monti (ribattezzato per l'occasione "Bin Loden") e la sua riforma dell'Art.18 dello Statuto dei Lavoratori. Intanto, dal forum sul nucleare di Seoul (foto) i grandi della Terra lodano il Professore in loden per la sua drasticità Reaganiana sull'articolo 18 (vedi Obama) anche dall’Europa c'è qualcuno che guarda al governo italiano come a un modello da seguire. Naturalmente, sono Sarkozy (in apprensione per la campagna elettorale che lo da per ora nettamente sconfitto), le lobbies bancarie ed i capi dell’economia finanziaria, nonché i leaders della destra merkeliana: preoccupati, in questo momento, soprattutto del futuro della Francia post–elezioni. Qualcuno ha già ipotizzato un “Mariùs Montì” in salsa bourguignonne: i primi 100 giorni del nuovo governo francese dovrebbero, per piacere a questa parte politico–economica, somigliare ai primi 100 giorni del Mario nostrano. Quindi, riforma drastica delle pensioni, puntare al pareggio di bilancio, e misure draconiane, come da noi. Ma sembra molto difficile che François Hollande, che ha promesso pane e governo sociale, faccia il gioco della destra europea. Piuttosto, questa punterà su un Sarkozy–bis.  Ma dove il nostro Ambrogino d’Oro mostra già un poco la corda, è sul piano strettamente politico–diplomatico. E’ riuscito, sì, a mettere una certa zizzania sotterranea tra Cgil e Pd. Ma con un attacco troppo spinto all’articolo 18, le tensioni sociali rischiano di aumentare, e già il capo del Governo comincia a comportarsi da professore scontento dei propri allievi riottosi, che non capiscono la giusta e sacrosanta lezione. Le sue esternazioni di queste ore parlano di un Paese “non ancora pronto”, a causa del quale il governo potrebbe andarsene. E’ un modo un po’ paternalistico di trattare con le opposizioni e con i cittadini: tutti allievi da rimandare a settembre. Ma lavoratori e parti sociali scontente degli sconcertanti attacchi al Welfare State e al deficit spending, in realtà hanno già da tempo "rimandato"… il professor Monti. 

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)