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Tag: Giuliano Poletti

  • Sovranità alimentare e sostanziale: Proprietà Popolare della Moneta unica via

    Sovranità alimentare e sostanziale: Proprietà Popolare della Moneta unica via

    Mercoledì,  Ottobre 8th/ 2014 

    – di Giovanni Agostino / SdG Messina –

    Redazione Quieuropa, Giovanni Agostino, Sete di Giustizia, Giacinto Auriti, Messina, commissione Affari sociali alla Camera, Giuliano Poletti, proprietà popolare della moneta, Romania, Cinesizzazione, liberarsi dai debiti 

    Sovranità alimentare e sostanziale: Proprietà Popolare

    della Moneta unica via

    Diminuisce il pane, aumenta la Sete di Giustizia: solo la

    proprietà popolare della moneta può realizzare la

    politica del Padre Nostro

     

    di Giovanni Agostino / Sete di Giustizia Messina

    Proprietà Popolare della Moneta - Unica Soluzione

     La straordinaria scoperta del Poletti della situazione…                                ​

    Roma, Messina – di Giovanni Agostino SdG Messina – "In Italia si osserva l'impoverimento di un'area sempre più larga di cittadini, con l'apertura di una forbice tra le diverse fasce della società (…) Dai dati provenienti dai diversi organismi infatti, si rileva una situazione di peggioramento significativo". E' stata questa la perentoria dichiarazione (la "grande scoperta") del ministro del "Lavoro" e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, rilasciata nei giorni scorsi durante un'audizione in commissione Affari sociali alla Camera. Morale della favola? Il cibo – specie la carne ed il pesce – è ormai diventato un lusso per metà della popolazione italiana sulla via della cinesizzazione o – passateci il termine – "grecizzazione". Sorte già toccata nei decenni precedenti a paesi come la Romania (vedi qui C’era una volta la Romania – L’élite ha chiuso il cielo di Bucarest e video in allegato di Poetainazione – consigliato!!).

    Proprietà Popolare della Moneta - Unica Soluzione

     Aumenta la Sete di Giustizia                                                                                   

    Oggi, stretta nella gelida ed asfissiante morsa dell'indigenza, la gente avverte sempre di più, per  SETE DI GIUSTIZIA, il bisogno di liberarsi dai debiti, semplicemente perché essi non sono dovuti. La BCE (Banca Centrale Europea) si appropria, infatti, costantemente ed in maniera illegittima della moneta e la presta all'atto dell'emissione: la moneta, quindi, non è altro che un debito! Un trucco! Così come insegnò il Professor Giacinto Auriti, forte dei suoi ultratrentennali studi giuridico-monetari. La moneta va quindi accreditata a tutti i cittadini in quanto proprietari e sovrani della stessa.

    Proprietà Popolare della Moneta - Unica Soluzione

     L'unica via per la sovranità… anche quella alimentare                                 

    Alla sovranità monetaria consegue la sovranità alimentare, dal momento che se la disponibilità economica è carente il popolo non ha la possibilità di comprare gli alimenti. Con l'ottenimento del sacrosanto diritto dell'affermazione della proprietà popolare della moneta (vedi anche qui Proprietà popolare della moneta: unica via) tale giustizia (avente valore universale) verrà garantita a tutti i cittadini indistintamente. Verrà dunque garantito agli uomini, come base di partenza (es.: mensile) semplicemente perchè esistono, hanno un'innata dignità e partecipano al processo di creazione della ricchezza universale, un reddito monetario di cittadinanza che consentirà il soddisfacimento  delle esigienze alimentari primarie di tutti i popoli e delle comunità beneficiarie dello stesso. La soluzione la si può trovare nella Dottrina sociale della Chiesa in quanto nel Padre Nostro viene detto: “Dacci Oggi il Nostro Pane Quotidiano”. Il pane è nostro, si compra con il denaro, quindi il denaro deve essere NOSTRO (di nostra proprietà). Non ci sono altre soluzioni e vie di mezzo! Non ci possono essere compromessi!! (vedi qui Moneta Debito – Come il giorno e la notte… Contraddizioni dei profeti del nulla).

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    di Giovanni Agostino / SdG Messina (Copyright © 2014 Qui Europa)

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  • P2, Promesse Renziane e Inganno del Rapporto Debito/Pil

    P2, Promesse Renziane e Inganno del Rapporto Debito/Pil

    Giovedì, Marzo 6th/ 2014

    – di Sergio Basile  –

    Governo Renzi, Matteo Renzi, Ministro Padoan, Siracura, Bruxelles, Ue, Olli Rehn, Debito pubblico italiano, inganno del rapporto debito/Pil, Maastricht, L'Italia è il paese che paga più tasse al mondo, Programma massonico della P2, Piano di Rinascita Democratica della P2, Studenti a Siracura e propaganda renziana,  Jobs Act e Modello Grecia, Abolizione del senato, Giuliano Poletti, Walt Disney, Inganno del Rapporto Debito/Pil, Beppe Grillo 

    P2, Promesse Renziane e Inganno del Rapporto

    Debito/Pil

    Strategia Debito/Pil – L'Ue bacchetta l'Italia e chiede più

    sacrifici, mentre Renzi propaganda la crescita

     – Il Premier da Siracura rilancia Jobs Act e Abolizione Senato:

       dalla storiella dei fondi europei non spesi alla realizzazione

       piena del Piano di "Rinascita Democratica" della P2

     – Alcune Domande agli europeisti italiani e al commissario Rehn

    ►Video in allegato

     

    di Sergio Basile

    Renzi - Piano di Rinascita Democratica - Siracusa

     Italia – Debito, disoccupazione e… propaganda in crescita                                              

    Siracusa, Roma, Bruxelles – di Sergio Basile – La Commissione europea, come prevedibile è tornata ad esigere di più dall'Italia e il motivo ufficiale è il solito, l'eccessivo debito pubblico. Pertanto è chiaro come il "Modello Grecia" dei nuovi supertagli sociali sia – malgrado le chiacchiere – il vero obiettivo dei mondialisti al potere per questo straccio di Paese chiamato Italia (vedi qui – Grecia, Confortevoli Campi di Concentramento per chi non Paga il Debito di Stato Illegale ). Infatti il punto nevralgico della "questione debito" non consta nelle cosiddette riforme (tagli, privatizzazioni, dismissioni, riduzione ancor più drastica del deficit spending) ma nel fatto che: 1) l'Italia è il Paese che paga più tasse al mondo; 2) l'Italia è il Paese con il tasso (congenito e drogato) di crescita del debito più alto (vedi usura da Fondo Salva Stati Permanente – MES e vedi Patto di Bilancio – vedi qui per approfondimenti – Dittatura UE  ) malgrado la pressione fiscale da dittatura stalinista. Segno inequivocabile che il cancro si chiama usura da iper-interessi bancari passivi sui titoli di stato e sull'emissione della moneta-debito della BCE. Il terzo punto di criticità (3) è ravvisabile nel fatto che l'Italia abbia perso da tempo la sua capacità di rappresentanza democratica diretta. Quindi paradossalmente l'utilma cosa di cui avrebbe bisogno, oggi, è un'ulteriore compressione della base di rappresentanza parlamentare, malgrado il Parlamento – vista la violazione pratica di tutti i maggiori principi costituzionali – sia diventato un organo puramente fittizio e inutile… Un retropalco per comparse.

     A chi giova la riforma del Senato? Alla P2                                                        

    In pratica i cittadini chiedono una cosa (giustizia e lavoro) e i politicanti ne inscenano un'altra, cioè mantengono senza vergogna e dignità alcuna, la candela ai banchieri. Ma c'è di più: questa volta essi pensano a riduzioni ancor più vergognose della rappresentanza politca mediante l'idea del "premier" non-eletto, di abolire il Senato. Sulla riforma del Senato "mi gioco la vittoria della mia scommessa. Se non saremo in grado di farla avremo perso anche se l'economia riparte". Questo è quanto ha dichiarato Matteo Renzi nelle ultime ore parlando con gli imprenditori (e gli studenti/professori) a Siracusa. Il Senato sarà abolito dunque! Questo l'accordo sull’Italiacum, la nuova legge elettorale, che per il momento presenta un sistema ancora bicamerale con una legge elettorale per una camera e una legge elettorale per un’altra. Ma badate bene, il problema non si chiama "Senato". Questo della riduzione del numero dei parlamentari – come molti ignorano – è uno dei punti fondamentali del programma rosso e massonico della P2 (made in Usa) stilato dal gran maestro Licio Gelli e chiamato "Piano di Rinascita Democratica" (vedi qui per approfondimenti – Vecchie e Nuove Ombre Coloniali – Da Dullas ai giorni nostri). Per chi avesse ancora dubbi sul reale significato della parola "democrazia occidentale"… Punto che potrebbe essere continuato ed attuato – in nome del risparmio e della spending review, e quindi ingannevolmente – proprio dall'ex sindaco di Firenze.

     Jobs Act e Modello Grecia                                                                                      

    Intanto la disoccupazione ovviamente sale e secondo le ultime (ottimistiche) stime ufficiali rese note stamane essa si sarebbe attestata al 12,9%. Ma l'impressione è che in effetti essa abbia abbondantemente superato la soglia del 40%/50%…  Secondo l'Istat "il numero dei dipendenti a tempo determinato e di collaboratori, è sceso a 2 milioni 611 mila, in calo di 197 mila unità in un anno (…) e gli occupati tra i 15 e i 34 anni in Italia sono diminuiti di 1 milione 803 mila unità tra il 2008, anno d'inizio della crisi (o meglio dell'inasprimento programmato di una truffa internazionale) e il 2013 (fonte ANSA). La medicina del Ministro del Lavoro – sulla falsa riga dei precedenti illegittimi premier – non si chiama ancora una volta sovranità monetaria: Giuliano Poletti ha indicato come panacea il  jobs act. ''Promuovere gli investimenti delle imprese, ridurre il cuneo fiscale, migliorare l'efficienza del mercato del lavoro, ridefinire il sistema degli ammortizzatori sociali e sviluppare le politiche attive per il lavoro''. Soluzioni che senza la sovranità monetaria equivalgono né più né meno all'inasprimento del "Modello Grecia" ed ai suoi ovvi risultati (vedi ancora qui – Grecia, Confortevoli Campi di Concentramento per chi non Paga il Debito di Stato Illegale ).

     Propaganda all'istituto Raciti                                                                                

    La propaganda renziana – dall'Istituto Salvatore Raciti, di Siracusa, dove il neo-premier ha incontrato studenti e insegnanti, tra sorrisi e strette di mano – è poi andata avanti: "Mercoledì presenterò il piano casa (…) e presenteremo anche il Jobs Act e le misure per la scuola, misure che mettiamo tutte insieme per non incatenare i sindaci, ma scatenarli". Ottime premesse, ma (1) difficilmente realizzabili, visto l'aumento delle tasse previsto nel 2014; (2) si tratta, in aggiunta, di una soluzione fittizia perchè ancora una volta non tocca l'onnipotenza del sistema bancario e dei suoi guardiani d'oltreoceano, al quale Renzi – come visto – è legato a doppio filo (vedi qui – Il vero volto di Matteo Renzi, il pupo caro alla Casa Bianca ). Certo gli slogan sono ottimi (i consulenti pubblicitari di Renzi sono in gamba – vedi qui – La squadra Renzi, il Gruppo Rothschild e il Ritorno al Passato) "ci sono 2 miliardi per l'edilizia scolastica" – ma la coperta è e sarà sempre troppo corta….

    Renzi - Piano di Rinascita Democratica - Siracusa

     Misure shock?                                                                                                            

    "Misure shock o sprechiamo la ripresa – ha poi ripreso – mi prendono in giro perché annuncio una misura al mese, ma non c'è alternativa: o proviamo a fare misure shock di cambiamento (?) o sprechiamo la ripresa come abbiamo già sprecato la crisi". "Non parliamo mai più di tavoli – ha ribadito in un altro passaggio – perché se entriamo nella logica di aprire i tavoli non si riesce a dare sostegno neanche ai mobilieri. No tavoli, please, only e-mail". D'altronde (il massone) Walt Disney, tirato in ballo da Renzi stesso diceva: "La differenza tra i sogni e i programmi è una data…". Quale? Chi l'ha decisa? Sono questi i quesiti da porre a Renzi!

     La storiella dei fondi europei non spesi                                                            

    L' "uomo della provvidenza" del PD (che non sta per P2, ma per "Partito Democratico") ha poi tirato fuori dal cilindro la solita e "provvidenziale" storiella dei fondi europei non spesi (se ne parla da cinquant'anni…. che noia… ) ma ha omesso di dire che se l'Italia non versasse il suo miliardario obolo a Bruxelles e non passasse all'eurocasta il suo 3% del PIL senza averne nulla in cambio, l'Italia non si porrebbe neppure il problema dei fondi UE mal gestiti dalla casta. Il problema evidentemente sta a monte, ed è legato sempre a quella sovranità rubata di cui parlavamo all'inizio. "La questione dei fondi europei riguarda tutto il Paese – ha monito Renzi – ma al Sud ci può essere la possibilità di intervenire".

     Il futuro dei bambini e il modello Grecia                                                           

    La frase emblematica della giornata siracusana può sintetizzarsi nella rassicurazione finale di Renzi esternata dinnanzi ai bambini siciliani: "torno a Roma felice perché so di poter contare sui bambini di Siracusa!". Bambini, aggiungiamo, destinati a non avere un futuro, se Palazzo Chigi deciderà da copione di continuare a non affrontare mai l'evidenza: il delitto della sovranità rubata dall'Europa. Un'Europa che contestualmente, non contenta, è tornata a bacchettare l'Italia, pretendendo un'accelerazione ancor più brusca verso – ribadiamo – il "Modello Grecia": un Paese dove da mesi anche il sangue per le trasfusioni è diventato un lusso (vedi qui – Sangue – In Grecia è Emergenza )… tra il silenzio generale (vedi qui – Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani  qui – Siamo Tutti Greci – Vittime della “Democrazia” Europea ).

    Renzi - Piano di Rinascita Democratica - Siracusa

     L'Europa chiede nuovi sacrifici all'Italia?                                                        

    "L'Italia ha fatto progressi (???) verso il raggiungimento dell'obiettivo di medio termine" dei conti pubblici – ha dichiarato in una nota scritta l'Ue, imbeccata dal Commissario agli Affari Monetari, Olli Rehn – ma nonostante questo "l'aggiustamento strutturale per il 2014 appare insufficiente, soprattutto alla luce della necessità di ridurre il debito ad un passo adeguato (?) " (…) "L'Italia (nel gruppo dei peggiori dell'Ue, malgrado la tassazione da record del mondo: segno ulteriore che la strada intrapresa è semplicemente folle) ha squilibri macroeconomici eccessivi che richiedono uno speciale monitoraggio da parte dell'Ue che farà rapporto all'Eurogruppo sulle riforme italiane e a giugno deciderà ulteriori passi".  Tra gli squilibri, come detto nel preambolo: debito alto, scarsa competitività, aggiustamento strutturale insufficiente. L'analisi approfondita degli squilibri macroeconomici effettuata su 17 Paesi dalla Commissione Ue ha posto l'Italia in una lista nera assieme a Croazia e Slovenia, inserendola nel gruppo di Paesi dove gli squilibri sono considerati in assoluto i più disastrosi. E questo la dice lunga sulla bontà delle promesse renziane e sulla sua dissonanza cognitiva pratica tra parole e realtà. E la dice lunga anche sulle ultime rassicurazioni ("minacce") del ministro dell'Economia Padoan, che ha proposto un'intensificazione dei tagli alla spesa pubblica.

     L'Inganno del Rapporto Debito/Pil                                                                     

    Per l'Ue resta inoltre "una sfida, raggiungere e mantenere un avanzo primario molto alto – sopra la media storica – e una robusta crescita del pil per un periodo prolungato, entrambi però necessari a mettere il debito su un percorso discendente (?)". Ma anche in questo caso – e chi conosce i fondamentali dell'economia lo sa bene – ci si accorge del profondo inganno: come noto il limite del 3% del rapporto debito/Pil è un costrutto matematico assolutamente aleatorio e irrealistico. Infatti senza investimenti in economia (blocco dovuto al Fiscal Compact introdotto dall'UE e ai folli patti di (IN)Stabilità imposti ai comuni) il Pil  (misura che indica il denominatore della frazione) non può che diminuire essendo una grandezza che si evolve in funzione a variabili economiche come gli investimenti in infrastrutture e macchinari, il numero di imprese sul mercato e la loro produzione reale, il numero di lavoratori attivi, ecc… Pertanto – anche oltre certi limiti strutturali – è una grandezza limitata e che – nella migliore delle ipotesi – non può crescere all'infinito anche a causa di fenomeni fisiologici e  di altri correlati come la delocalizzazione delle imprese all'estero e la stessa automazione in sostituzione della forza lavoro. Mentre (quanto al denominatore del rapporto: il debito) gli interessi bancari gonfiati da spread e rating – e legati all'emissione della moneta-debito della BCE – fanno scoppiare il debito pubblico all'infinito (il numeratore della frazione tende quindi a più infinito). Di conseguenza – come denunciato dall'Osservatorio "Qui Europa" in altre sedi (vedi qui Il Vero Volto del Consumismo e l’inganno del Rapporto Debito/PIL ) l'impossibilità di rispettare il parametro deciso a Maastricht è una questione congenita all'attuale sistema usurocratico. Col sigillo della stessa Ue (vedi anche – Italia – Rehn e la Clausola dei “Non Investimenti”). Trattasi perciò di truffa legalizzata volta a giustificare dismissioni facili del patrimonio nazionale e altri allegri saldi… al fine di concentrare la ricchezza nelle mani di pochi eletti.

     Alcune domande per Olli Rehn e per gli europeisti italiani                         

    Allora si comprende come la proposta di Padoan sia matematicamente inaccettabile perchè diminuendo ancor di più la spesa senza frenare l'emorragia da interessi bancari sul debito pubblico, si pone in essere di fatto un qualcosa di assoltutamente assurdo, anacronistico, poiché si agisce con un impatto ancor più disinibitorio sul rapporto Debito/Pil (<  o =) al 3%, in quanto tale riduzione inibisce gli investimenti e quindi il PIL e fa aumentare ancor più il numeratore della frazione (come fotografato, sia pur "parzialmente" dalla stessa matrigna Ue). "Invitiamo il nuovo Governo ad affrontare gli squilibri che richiedono urgenti politiche e a fare le riforme per rafforzare crescita e occupazione" ha poi concluso Rehn. Ma il commissario – come tutta la cricca europeista che va da Berlusconi a Monti, dal presunto "uomo anticasta" Grillo a Renzi, e via dicendo – farebbe bene a meditare sul sistema dittatoriale europeo di cui è (sono) parte integrante e a chiedersi: ne vale davvero la pena? (vedi qui – Dittatura UE   ) A cosa è stata ridotta la dignità dell'essere umano? E' questo l'altissimo scopo delle menti illuminate di Bruxelles e Washington? Annienatre l'essere umano? Meditate europeisti… meditate!

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

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  • La squadra Renzi, il Gruppo Rothschild e il Ritorno al Passato

    La squadra Renzi, il Gruppo Rothschild e il Ritorno al Passato

    Domenica, Febbraio 23rd/ 2014

    – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile –

    Governo Renzi, Ministri, Nuova Squadra, Berlusconi, “seconda repubblica”, Renzi, Mani Pulite, Monti, Letta, Ledeen, "New York Post", USA, Israele, Arabia Saudita, Yoram Gutgeld, Marco Carrai, Marco Bernabè, Ugo Sposetti, Massimo D'Alema, Morgan Stanley, Davide Serra, Fedele Confalonieri, Albert Nagel, Diego Della Valle, Vittorio Colao, Leonardo Del Vecchio, Marco Tronchetti Provera, Giorgio Gori, Cesare Romiti, Martina Mondadori, Fabrizio Palenzona,  Claudio Costamagna, Giuliano Poletti, Patrizio Bertelli,  Fabrizio Palenzona, Bruno Valentini,  Briatore, Carlo de Benedetti, Compagnie Finanzière Edmond de Rothschild di Parigi, Michel Curiel, Siotto Pintor, Rothschild, C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile 

    La squadra Renzi, il Gruppo Rothschild

    e il Ritorno al Passato 

    Chi ha scelto davvero i nuovi ministri?

    Qual è il copione del momento? 

    Esiste davvero il dissenso?

     

    di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile

    Governo Renzi - La Squadra

     La Misura… della Squadra                                                                                       

    Roma, Palermo, Catanzaro – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Nelle scorse ore, tramite "giuramento", è stata predisposta la "nuova" squadra di governo di Matteo Renzi: 16 ministri, dei quali otto uomini e otto donne. Età media 48 anni. Qualcuno (decisamente la minoranza degli Italiani) ha salutato con fiducia l'avvento del più giovane presidente del Consiglio italiano che la Repubblica abbia mai avuto, posto – ribadiamo illegittimamente – a capo del più giovane esecutivo della controversa storia politica italiana. Il tutto è nato ufficialmente dopo due ore e mezzo di colloquio con Napolitano e dopo il tradizionale giuramento di ieri. E curioso notare – a margine – come siano curiosamente scomparsi i ministeri degli Affari Europei e dell'Integrazione. Forse perchè troppo esposti alle critiche degli Italiani consapevoli e perchè forse ormai tutti – ma proprio tutti – lavorano per l'integrazionismo e per l'imbastardimento proprammato della cultura italica e delle nostre tradizioni e radici cristiane e – sull'altro verso – perchè ormai tutti lavorano instancabilmente per la creazione degli Stati Uniti d'Europa e per la finale disintegrazione politica e reale delle nazioni. Insomma tutti si prodigano per un unico grande e deleterio "omogeneizzato": un ricco e gustoso pasto da confezionare e propinare allegramente alle giovani generazioni di italiani, per la loro "sana crescita" e il loro "nutrimento". Ma andiamo per ordine.

     All'Economia un uomo dell'FMI, BCE e Banca Mondiale                            

    Chi sono i nuovi ministri? Il nome più atteso era quello scelto per il dicastero dell'Economia, al quale è andato Pier Carlo Padoan, il neo-ministro più anziano con i suoi 64 anni suonati, già membro della commissione Affari Costituzionali del Senato e capo economista dell'Ocse, nonché direttore esecutivo per l'Italia del discusso ed iniquo Fondo Monetario Internazionale: la lunga mano del mondialismo contemporaneo. Insomma, un uomo di "garanzia" del sistema. Ma scorrendo il suo nutrito curriculum, salta all'occhio un'altro elemento particolare: Padoan – professore di Economia all'Università La Sapienza di Roma – è anche direttore della chiacchierata fondazione legata a Massimo D'Alema, “Italianieuropei”. Ma non finisce qui: il nuovo reggente vdell'Economia è stato consulente alla Banca Mondiale, della Commissione Europea e addirittura della BCE. Insomma, l'uomo giusto per la "rivoluzione"… 

     Tracciamo il cerchio… intorno al resto della squadra                                    

    All'Interno è stato confermato Angelino Alfano; agli Affari Esteri Federica Mogherini (Pd) (già responsabile Esteri e Europa della segreteria Pd, che ha preso il posto della Bonino); alla Giustizia Andrea Orlando (Pd) (ministro dell’Ambiente nell'esecutivo Letta, componente della Commissione Giustizia della Camera); alla Difesa Roberta Pinotti (Pd) (primo ministro della Difesa donna dell'Italia repubblicana); allo Sviluppo Economico Federica Guidi (imprenditrice modenese, figlia di Guidalberto Guidi, storico vicepresidente di Confindustria e proprietario della Ducati Energia); alle Infrastrutture e Trasporti è stato "riconfermato" Maurizio Lupi; alla Salute Beatrice Lorenzin, anch'ella riconfermata evidentemente per "meriti e competenza"… ; alle Politiche Agricole Maurizio Martina (Pd) (tra i fondatori – nel 2007 – del Partito Democratico); all'Ambiente  Gianluca Galletti (Udc) (sottosegretario all'Istruzione con Letta); al Lavoro e Politiche Sociali Giuliano Poletti (già presidente nazionale di Legacoop ed ultimo segretario della federazione di Imola del Partito Comunista); all'Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini (Sc) (senatrice e segretario di Scelta Civica e già rappresentante per l'Italia nel Comitato di Selezione del programma Erasmus Mundus presso la Commissione Europea fino al 2009); alla Semplificazione e P.A. Marianna Madia (Pd) (già membro "veltroniano" dell'Arel, l'Agenzia di ricerche e legislazione fondata da Nino Andreatta); al dicastero "Beni e attività culturali" ritroviamo Dario Franceschini (Pd) (tra i fondatori della Margherita: Ministro per i Rapporti con il Parlamento con Letta, nonché segretario del Pd prima di Bersani e vice di Veltroni);  alle Riforme e Rapporti con il Parlamento la "renziana" Maria Elena Boschi (Pd) (candidatura in Parlamento nel listino per via diretta, cioè senza passare per le primarie, e già Responsabile Riforme del Pd); agli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta (Pd) (già sindaco di Monasterace, in Calabria: fatta oggetto di alcune presunte intimidazioni mafiose, in tempi non sospetti). Ecco dunque la "Terza Repubblica"! Ma si sa, è un modo di dire… Perchè in fondo non ci crede nessuno: neppure gli stessi ministri, chiamati a recitare la loro parte mantenendo fede ai vecchi copioni scritti all'indomani della Seconda Guerra Mondiale, dall'élite anglo-americana. Copioni ben noti ai reggenti della Prima e della Seconda Repubblica: fase quest'ultima che secondo molti osservatori potrebbe considerarsi chiusa con la definitiva (ma in certi casi questo termine non può essere assoluto) uscita dal Parlamento di Silvio Berlusconi.

     Mani pulite e le "Tre Repubbliche"                                                                       

    Da un’analisi storica approfondita ciò che ha caratterizzato il passaggio dalla prima alla seconda repubblica, non è stato il cambio delle ideologie. Anzi! Né la sconfitta della corruzione dei politici a tutti i livelli: questo avrebbe dovuto essere il risultato finale della famosa – e chiacchierata – campagna "Mani Pulite", che avrebbe dovuto dare il colpo di grazia (o la parvenza dello stesso) alla prima repubblica, ma che fu in grado di condannare e portare in galera – guardacaso – pochi, anzi pochissimi politici.  Ciò che davvero caratterizzò il passaggio dalla prima alla seconda repubblica fu il declino di molti uomini politici che vennero sostituiti da imprenditori e industriali. In questo modo non fu più necessario per la gente chiedersi chi c’era dietro a questo o a quel politico o a favore di chi erano state emanate le leggi. Per un ventennio o forse più è apparso evidente che la maggior parte delle leggi varate dal Parlamento (o, a volte direttamente dal governo senza neanche passare dalle Camere) erano finalizzate direttamente o indirettamente  a favorire la crescita economica (e non solo) di un ristretto  numero di persone che non avevano più adoperato i mezzi “necessari” durante la prima repubblica, ma erano  scesi in campo direttamente e avevano deciso di votare in di persona leggi a proprio favore. A volte anche rischiando il ridicolo (come quando un solo personaggio aveva acquisito – con la curiosa e strana complicità della" sinistra ufficiale" – il controllo di quasi tutte le televisioni nazionali). Negli anni della cosiddetta "Prima Repubblica la situazione non era diversa in molte altre parti del mondo. In molti Paesi era evidente che a prendere le decisioni non erano i politici che rappresentavano “democraticamente” il popolo, ma solo alcuni soggetti particolarmente "influenti”. Poi, più di recente, molti di quei soggetti hanno scelto di non essere più costretti a forzare qualcuno a votare leggi a loro comode e hanno preferito scriverle e votarle loro stessi. Ciò mentre l’Italia continuava (e continua) ad essere distrutta dalle misure adottate o imposte dai camerieri dei banchieri: Berlusconi prima, Monti e Letta per ultimi.

    Governo Renzi - La Squadra

     Dissenso controllato e falso antagonismo                                                         

    Intanto giornali e telegiornali non fanno altro che parlare di Renzi, del “nuovo” leader politico portando più o meno volontariamente consensi al furbo Grillo urlatore, sempre più "eroe della patria" e del popolo scontento, ma solo sulla carta e nelle intenzioni, tra uno sketch teatrale e l'altro: l'ultimo il bizzarro confronto con Renzi durante le consultazioni per la formazione del nuovo governo, in diretta streaming… per tacere sulla comparsata dello stesso Grillo e sul semi-serio assist di Fabio Fazio a Sanremo. Ma – ci chiediamo – possiamo andare avanti con questi siparietti? Possiamo andare avanti con queste forme di dissenso controllato che non portano mai all'attenzione degli italiani i veri cancri che ci stanno distruggendo? La distruzione indotta della famiglia e della morale, l'allontanamento pilotato da Dio e dalle sue eterne leggi e la distruzione dell'economia – e contestuale espropriazione forzata della ricchezza reale degli italaini – mediante l'esercizio di forme di usura che non conoscono limiti e vergogna (vedi qui Padre Quirino e la Verità sulla Crisi – Il Video che sta facendo il giro del Web) sembrano non rientare tra gli argomenti di denuncia né della casta unita, né della cosiddetta "anti-casta" grillina.

     Amici Miei                                                                                                                         

    La verità è che, con la “caduta” (ma non la fine politica)  di Berlusconi e  la contemporanea ascesa al colle di Renzi, non è iniziata la terza repubblica. Anzi – come detto più volte e in più salse (vedi qui Il vero volto di Matteo Renzi, il pupo caro alla Casa Bianca ) a ben vedere non c’è niente di “nuovo”: si è ufficialmente tornati alla "Prima Repubblica": a condizione che si possa ancora parlare con serietà di "fasi repubblicane"!Quanto poi alle parole del “leader politico”, anche su queste ci sarebbe da riflettere. Per rendersene conto basta "rivedere" (vedi articoli in allegato) chi c’è dietro Renzi. Si perché il nuovo leader politico ha mostrato di volere al suo fianco giovani e facce nuove. Ma in realtà – come visto e detto nei giorni scorsi – alle sue spalle ci sono vecchie volpi che non sono certo nuove né al mondo della politica né a un certo modo di fare politica.  Primo fra tutti Ledeen, già consulente strategico per la Cia e per la Casa Bianca (per diversi presidenti) e una delle menti della guerra al terrore da Reagan a Bush, alla Guerra Fredda e alla guerra  in Iraq. In Italia Ledeen è stato consulente del Sismi negli anni della Strategia della tensione. Per tacere – come visto – sull'influenza di De Benedetti & Soci (vedi qui Matteo Renzi verso Palazzo Chigi e lo zampino del Bilderberg ) .

     Il Clan Rothschild e l'ideologia anti-cristiana dietro i paraventi politici 

    Dietro Renzi, dunque, non ci sono solo “tecnici” e consulenti. Dietro Renzi, addirittura secondo un tabloid come il "New York Post" e secondo le nostre modeste analisi, ci sarebbero (per usare un eufemismo) tutti gli ambienti del partito unico della destra repubblicana Usa e del socialismo democratico del suo idolo Obama: poli legati all'unisono alle lobby pro Israele e pro Arabia Saudita. Interessante  e poi vedere chi sono i consulenti di Renzi e i vip della finanza e dell'industria italiana che lo appoggiano (vedi qui: Il vero volto di Matteo Renzi, il pupo caro alla Casa Bianca ). Quindi, evidentemente, a decidere la candidatura e il successo del “nuovo che avanza” (Renzi e ministri annessi) non sarebbero stati né gli elettori (peraltro Renzi non è mai stato eletto in Parlamento né Napolitano ha ritenuto necessario nominarlo d’urgenza senatore a vita come aveva fatto con Monti)  né quelli che lo hanno votato alle primarie, ma il gruppo economico ispirato dall'intellighenzia mondialista liberal-socialista che, da molti anni, viene indicata come primo attore delle scelte politiche di molti Stati. Lo stesso regime che, non da oggi, ma ormai da oltre un secolo controllerebbe anche l’Italia e le sue politiche finanziarie. Già nel 1863 il senatore Siotto Pintor diceva: “Il malcontento è grave, un senso di malessere si diffonde in tutte le classi della società. Le sorgenti della ricchezza vanno a disseccarsi. Noi facciamo il lavoro di Tantalo o di Penelope. Il signor Rothschild, re del milione, è, finanziariamente parlando, re dell’Italia”  (Atti Parlamentari, Discussioni del Senato, sess. 1863-65, v. IV, p.3091.). Così Siotto Pintor descriveva la devastante influenza che il Clan Rothschild esercitava – ed esercita ancor oggi attraverso il controllo dei pacchetti di maggiornaza dei principali gruppi bancari italiani – sul Bel Paese. Ad avanzare, dunque, non è assolutamente "il nuovo" ma è solo il potere di un gruppo e della sua ideologia di base – anti-cristiana e anti-umana – secondo i soliti copioni. Così come – tra l'altro – non sono nuovi, anzi, gli strumenti adottati per placare l’impeto di alcuni imprenditori di gestire a loro piacimento (con la seconda repubblica) la cosa comune degli italiani. Quello che avanza è il ritorno alla prima repubblica con un ristretto numero di personaggi politici posizionati nei posti chiave per gestire la cosa comune a vantaggio di chi sta alle loro spalle. L’unica differenza, forse, è che mentre prima chi gestiva la cosa comune almeno si sforzava di  rispettare – o fingere di rispettare – la Costituzione e le procedure parlamentari, oggi, chi è stato scelto (non dagli elettori) di gestire l’Italia non si è preso neanche la briga di rispettare certe formalità. Anzi, ha proposto ed ottenuto rapide riforme costituzionali, salvo poi mandare in TV i suoi arieti (comici) di riferimento a decantarne pubblicamente le lodi… (vedi qui PD alla Riscossa – Benigni a caccia di voti, tra Bruxelles e Roma).

    C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

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