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  • Dacca e dintorni: una fotografia agghiacciante oltre i luoghi comuni

    Dacca e dintorni: una fotografia agghiacciante oltre i luoghi comuni

    Domenica,  3 Luglio/ 2016

     – di Sergio Basile –

    Redazione Quieuropa, Dacca, Istanbul, Aleppo, Padre George Abu Kha­zen, Usa, integralismo islamico, Siria, Hil­lary Clin­ton, Ara­bia sau­dita, Qatar, Tur­chia, finan­zia­mento agli assas­sini, 9 gli italiani assassinati, Bangladesh, Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D'Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D'Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli, Simona Monti, islam, religione di Stato, fede islamica, Corte Suprema, principio del secolarismo di stato, mondialismo di stato, fondamentalismo d'estrazione wahabita, Jamaat-ul-Mujahidin, Ansar al-Islam Bangla, Arkat-ul-Jihad al Islami, missionari, operatori di Ong, giornalisti, blogger, infiltrato dalla predicazione radicale wahhabita, partner dell’Arabia Saudita, secolarismo occidentalizzante, modernismo mondialista, signori del terrore mondialista 

    Dacca e dintorni: una fotografia agghiacciante

    oltre i luoghi comuni

    Retroscena mondialisti dell'ennesima strage

     

    di Sergio Basile

    Dacca – Una fotografia agghiacciante

     Dacca e l'asino sul minareto…                                                                         

    Dacca – Padre George Abu Kha­zen, vica­rio apo­sto­lico di Aleppo, in una celebre dichiarazione sul rapporto particolare tra Usa e integralismo islamico in Siria, in tempi non sospetti, commentò senza mezzi termini: «Chi è riu­scito a far salire l’asino sul mina­reto, saprà anche come farlo scen­dere». Ebbene, chi lo ha fatto salire? In fondo lo ha detto la stessa Hil­lary Clin­ton: «Adesso com­bat­tiamo quel che abbiamo creato». Per fer­mare l’Isis e gli altri ter­ro­ri­sti, biso­gna prima di tutto imporre ad Ara­bia sau­dita, Qatar, Tur­chia e anche Usa di tagliare qua­lun­que rifor­ni­mento o finan­zia­mento agli assas­sini, anche quelli per vie tra­verse come è suc­cesso in Siria con il soste­gno alle varie bande armate. E poi chi com­pra a buon mer­cato il petro­lio ven­duto da que­sti taglia­gole?". Queste domande sono oggi più che mai attuali, specie dopo le ennesime stragi d'innocenti di Istanbul e Dacca.

     La strage e gli equilibristi                                                               

    Nove gli italiani assassinati in Bangladesh nelle ultime ore, agghiacciante conta che, nel grottesco valzer delle interviste tv a caldo, avviato poco dopo il triste epilogo dei fatti, solleva non pochi imbarazzi tra i leaders di molti paesi occidentali, grandi equilibristi del politicamente corretto, apparsi incupiti ma nel contempo impacciati e frastornati, poiché, volenti o nolenti, consapevoli di esser parte integrante di alleanze internazionali ormai insostenibili e fin troppo ambigue, per non dire vergognose. La Siria insegna d'altronde!  E' un altro gravissimo giorno di lutto per l’Italia. A Dacca – intorno alle 7.40 ora locale, le 3.40 in Italia – in seguito all’irruzione di un commando dell'Isis all’interno dell'Holey Artisan Bakery, nel cuore del quartiere diplomatico della capitale, sono state prima torturate e poi uccise venti persone, ree, pare, "di non conoscere i passi del Corano": sette giapponesi, un americano, un’indiana, tre bengalesi e – come detto – nove nostri connazionali: Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D'Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D'Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti. Come sottolineato da Mattarella, nelle ultime ore, per l'Italia si tratta della strage più grave da Nassiriya ad oggi.

    Dacca – Una fotografia agghiacciante

     Oltre il luogo comune                                                                                        

    Tuttavia, la verità che emerge, andando al cuore della vicenda, è una, agghiacciante e inconfutabile: il terrorismo islamico è come un parassita, il quale per sussistere ha bisogno dell'assistenza di un  organismo “ospite”. La fotografia di Padre George Abu Kha­zen, per analogia, sembra adattarsi perfettamente al copione di Dacca e sembra non lasciar spazio né a fantasiose ricostruzioni, né a vuoti giri di parole. La vicenda siriana e i suoi oscuri protagonisti, sono sotto gli occhi di tutti! Così come per la Nigeria di Boko Haram, l'Irak, ecc..  Questa volta il teatro ideale scelto per l'ennesima operazione di terrore programmato è stato un paese povero e iper-popolato come il Bangladesh: paese manifesto dello sfruttamento occidentale,

     Due tasselli da non sottovalutare                                                                   

    Nel 1988  l’islam fu dichiarato religione di Stato (oggi il 90% della popolazione è di fede islamica); poi l'altra sensibile svolta si ebbe nel 2010, quando la Corte Suprema affermò il principio del "secolarismo di stato", parente stretto del "mondialismo di stato". Da allora diverse organizzazioni estremiste islamiche incentivarono la nascita di un fitto reticolato di fondamentalismo d'estrazione wahabita (vedi Jamaat-ul-Mujahidin, Ansar al-Islam Bangla e Arkat-ul-Jihad al Islami) mietendo vittime tra stranieri, missionari, operatori di Ong, giornalisti e blogger. Due dati non vanno però sottovalutati: 1) il Bangladesh, è uno dei Paesi dell’Asia più infiltrato dalla predicazione radicale wahhabita (tra l'altro ottimo partner politico ed economico dell’Arabia Saudita); 2) il "secolarismo occidentalizzante" (modernismo mondialista) è fortemente osteggiato da gran parte della popolazione. E questo ai signori del terrore mondialista sembra non andare giù. Il resto è questione di matematica.

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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    Venerdì, Luglio 12nd/ 2013

    – di Sergio Basile –

    Commissione europea, Wall Street Journal, Bruxelles, giornalismo, avvocato, sacerdote, vera missione del politico, Giorgio La Pira, Italia, livello dell'informazione, professionalità, livello di democrazia e giustizia di un paese, mestiere, attività dello scrivere, anima, vero giornalismo, prezzo offerto dal miglior offerente, la storia non si produce, bando, équipe giornalistica 

    Barroso, la Commissione e lo Specchio della

    Meraviglia. Ora l'Ue boccia i giornalisti

    La Commissione alla ricerca di nuovi "telenti filo-europeisti"

     

    di Sergio Basile

    European Commission - Eu - Journalism

      La Missione…                                                                                                              

    Bruxelles – Il giornalismo si sa, è una missione. Un pò come quella del medico, dell'avvocato o del sacerdote. Un pò come dovrebbe essere la vera "missione" del politico. Come, d'altra parte, ci insegna la nobile storia di Giorgio La Pira, probabilmente il più grande "missionario" della politica – e nel contempo cristiano autentico – che sia mai esistito nel nostro paradossale Paese. O meglio, nella colonia chiamata Italia. Dal livello dell'informazione e dalla professionalità dei suoi "maestri" si deduce, infatti, il livello di "democrazia" e "giustizia" di un paese.  Quello del giornalista, allora – concorderete con me – in valore assoluto, non può considerarsi un "mestiere" nel senso stretto del termine. Ciò semplicemente perchè l'attività dello scrivere è un qualcosa che parte dall'anima. Dall'intimo. Non è – e non potrà mai essere – un'attività soggetta ad un prezzo e/o ad un contratto. Almeno – s'intende – il vero giornalismo. Altrimenti il tenore ed il risultato della produzione di tale attività sarebbe suscettibile di variazione – al pari di un qualsiasi bene materiale – in virtù del prezzo offerto dal miglior offerente o delle esigenze del commissionante. Ma la storia non si produce. Si racconta!

    European Commission - Eu - Journalism

      Lo specchio della Meraviglia…                                                                              

    Mi incuriosisce davvero, dunque, la notizia trapelata nelle ultime ore dai palazzi dorati di Bruxelles. La Commissione europea, di Manuel Barroso & Co – si apprende da una nota ufficiale – "non sarebbe affatto soddisfatta di come i media coprono i lavori dell'Unione in tempi in cui si assiste ai terribili effetti sociali della peggior crisi economica dell'eurozona dai tempi della Seconda Guerra Mondiale". Beh, a dire il vero non lo sono neppure io. Ma per i motivi esattamente opposti a quelli rivendicati dalla Commissione. L'Italia e l'intera Europa vivono oggi in un vero e proprio regime euro-centrico. Come può dunque Barroso meravigliarsi di sé stesso? Davvero singolare! Per non dire fantasioso o bizzarro. 

    European Commission - Eu - Journalism

     Il Vero problema                                                                                                          

    Così Bruxelles avrebbe deciso di ovviare a questa "spiacevole situazione", lanciando un proprio servizio indipendente al fine di garantire "notizie accurate sull'attività della Commissione stessa". Per tal guisa l'esecutivo non eletto di Bruxelles, nelle ultime ore, ha lanciato un bando di gara, a caccia dei nuovi presunti e liberi talenti del giornalismo "europeista". Ma l'arringa mediatica di Bruxelles raggiunge livelli di pura fantascienza nella seconda parte della nota, dove si sottolinea come "la Commissione premetta e lamenti il fatto che i servizi gionalistici relativi alle questioni europee siano spesso scarsi, irregolari, e carenti di una più ampia prospettiva europea (?)". In tal modo – secondo i tecnocrati di Bruxelles – i cittadini "non avrebbero alcuna piattaforma specializzata dove possano trovare e condividere contenuti di qualità sulle questioni europee".

    European Commission - Eu - Journalism

     99%                                                                                                                                  

    Ma – come sottolineato dallo stesso Wall Street Journal – in effetti la Commissione avrebbe a sua completa disposizione già 122 impiegati stampa. Senza calcolare – ovviamente – i membri delle équipe delle rappresentanze ufficiali disseminate per i 28 Paesi dell'Unione e gli stagisti che operano quotidianamente in esse.  Solo la direzione di Bruxelles, costa agli europei qualcosa come 103,7 milioni di euro l'anno. Alla faccia dell'austerity. Ma il vero problema evidentemente è un altro. Opposto e speculare, cioè, a quello lamentato dall'euro-casta. Che dite? Beh di sicuro chi scrive non aderirà al bando. Questo onore lo lascerò tutto alle migliaia di "allegre brigate di giornalisti europeisti" che affollano come stormi – spesso impazziti – le redazioni dei giornali e delle TV di regime. Circa il 99% di quelle esistenti in Italia, per la precisione. O poco meno.

    Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

    Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Diritti fondamentali nell'Ue / Menzogna / Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione  / Unione Europea / Parlamento europeo / Risoluzioni / Assistenza sanitaria / Aborto / Minoranze nazionali / LGBT / Diritti fondamentali / Libertà civile / Uguaglianza / Salute sessuale / Pianificazione […]

    Natale a Bruxelles: Laicismo a Discapito delle Tradizioni

    Natale a Bruxelles: Laicismo a Discapito delle Tradizioni

    Martedì, Novembre 27th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Bruxelles / Natale a Bruxelles / laicismo a discapito delle tradizioni  / albero di natale / Grand Place / unione europea / islam / cristiani / valori / religione / laicità / Molenbeek / Ardenleecht / Mostra Europea del Presepe / European Crib Exhibition / Victor Batarseh / Betlemme / Sindaco […]

    Ue senza Radici Identitarie e Travolta dall’Onda Anomala dell’Omologazione Culturale

    Ue senza Radici Identitarie e Travolta dall’Onda Anomala dell’Omologazione Culturale

    Venerdì, Dicembre 14th/ 2012 –  di Mario Borghezio, eurodeputato –     ( Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi – di Qui Europa ) Ue senza Radici Identitarie e Travolta dall'Onda Anomala dell'Omologazione Culturale / Mario Borghezio / Guy Héraud / Silvius Magnago / Rosen Plevneliev / Caso del Parlamento bulgaro / Cittadinanza in vendita / Bulgaria […]

    Nuovo Ordine Mondiale e Crisi dell’Europa – Una Risposta Cristiana

    Nuovo Ordine Mondiale e Crisi dell’Europa – Una Risposta Cristiana

    Lunedì, Novembre 19th/  2012   – Don Gaetano Rocca –  Relazione Iniziale dei Lavori del Convegno  "Crisi e Famiglie: Quale Futuro per l'Italia?"  Sala Convegni del Santuario della Madonna di Termine, Pentone (CZ) – Calabria Venerdì 16 Novembre 2012   I Burattinai del "Nuovo Ordine Mondiale" e i paradossi dell'Europa della finanza malata / Una Risposta CristianaMalato chiamato Europa / Catanzaro […]

    Grecia allo Sbando – La Musa della Musica non suona più! Che fare?

    Grecia allo Sbando – La Musa della Musica non suona più! Che fare?

    Martedì, Giugno 25th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Grecia, Turchia, Organi d'informazione, Impero mediatico, Eurozona, Unione Europea, Media europeisti, Atene, Ellinikí Radiofonía Tileórasi, Orchestra filarmonica nazionale greca, Berlino  Grecia allo Sbando – La Musa della Musica non suona più! Che fare? Grecia, Turchia e Ingerenze dell'Impero mediatico Insurrezioni popolari pilotate o ridotte a […]

    Sconcerto a Strasburgo: Famiglia tradizionale? Concetto restrittivo!

    Sconcerto a Strasburgo: Famiglia tradizionale? Concetto restrittivo!

    Mercoledì, Marzo 16th / 2012 Parlamento Europeo / Strasburgo / Famiglia / Veld / Matrimoni Gay / Cassazione / Italia / Mauro Strasburgo: Famiglia tradizionale? concetto restrittivo! Sconcerto del Ppe, delle comunità cristiane e dei giuristi del "diritto di famiglia" Dall'Europarlamento: no a definizioni restrittive di idea "famiglia". La cellula della società in pericolo Ad orologeria, […]

    Oslo – All’Ue il Nobel delle Contraddizioni e del Dissenso

    Oslo – All’Ue il Nobel delle Contraddizioni e del Dissenso

    Lunedì, Dicembre 10th/ 2012  –  di Sergio Basile – Oslo – All'Ue il Nobel delle Contraddizioni e del Dissenso / Bruxelles / Oslo / Unione europea / Premio Nobel per la Pace / Defezioni / Proteste / Leader europei / Regno Unito / David Cameron/ Repubblica Ceca / Vàclav Klaus / Svezia / Fredrik Reinfeldt / Accademia di Oslo / Consiglio mondiale delle […]

    Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti

    Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti

    Giovedì, Dicembre 14th/ 2012 – di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto  –  Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti / Unione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Commissione Europea / Pacchetto bilancio / Conti 2012 / Crescita / Produzione / Fondi Emilia Romagna / Occupazione […]

  • Euro-Casta: Quello che i TG tacciono

    Euro-Casta: Quello che i TG tacciono

    Mercoledì, Giugno 27th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Commissione Europea / Bruxelles / Economia / Stipendi gonfiati / CorrierEconomia / Paradisi fiscali / Agevolezioni fiscali / Cittadini / Euroburocrazia / Sindacati / Giornalisti / Dati stipendi / Api / Ferruccio de Bortoli / Ivo Caizzi / Manuel Barroso / Rosario de Simone  

    Euroburocrazia: stipendi d’oro, agevolazioni

    e niente tasse per dipendenti Ue

    La polemica innescata da "CorrierEconomia": la lettera

    di De Simone e la risposta di Ivo Caizzi

    E ora vorrebbero creare e comandare un nuovo regno

    senza Democrazia chiamato "Stati Uniti d'Europa"

    L’Euroscandalo degli stipendi d’oro alla Corte del Faraone Barroso – E ora vogliono comandare gli Stati Uniti d’Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Un articolo forse scomodo per qualcuno, quello pubblicato il 18 giugno scorso, su “CorrierEconomia” ed intitolato “Ue, il paradiso fiscale degli euroburocrati”, firmato dal giornalista Ivo Caizzi il quale, nel suo pezzo, denuncia a gran voce gli stipendi d’oro che ingrossano notevolmente le tasche di coloro che chiedono ancora sacrifici economici ai cittadini europei. Lo “scandalo” degli stipendi gonfiati e delle agevolazioni di cui godono gli euroburocrati, ha suscitato ulteriore malcontento e indignazione tra gli Europei ma, per come riportato da Caizzi, i sindacati di categoria hanno attribuito la colpa di tutta questa situazione ai media, accusati di essere imprecisi e di falsare le notizie circa i “poveri” salari di coloro che lavorano per le istituzioni europee. Non saranno forse le notizie diffuse dalla Commissione europea a rivelare ambiguità burocratiche e ad essere poco comprensibili per i cittadini comuni?

      L'eurovergogna – 6000 euro netti al mese a   

     "semplici impiegati" nella "Corte di Barroso"  

    La penna di Caizzi ha rivelato proprio questo: nonostante i richiami  ricevuti dalla corte di Manuel Barroso da parte del direttivo dell’associazione internazionale dei giornalisti di Bruxelles ( Api ), la Commissione europea si è rifiutata, più volte, di rendere leggibili e comprensibili per i cittadini i dati relativi agli stipendi. Già nel 2007, lo stesso "Corriere" aveva dimostrato come "semplici dipendenti" al “servizio” delle istituzioni europee possano arrivare ad ottenere l’equivalente di  6000 euro mensili netti, e come essi siano anche esentasse. Il botta e risposta, però, non tarda ad arrivare: infatti, a seguito della pubblicazione di questo articolo la polemica si inasprisce con la lettera inviata al direttore del giornale, Ferruccio de Bortoli,  da parte del segretario generale Tao Afi, Rosario de Simone, il quale sminuirebbe, almeno  a parole, il malcontento generale che ha portato alla diffusione di slogan e volantini contro i dipendenti delle istituzioni europee, riducendolo all’azione di un gruppo estremista e ad una parentesi infelice, ma non generale.

      Lo scandalo degli euroburocrati che ora vorrebbero 

      governare gli "Stati Uniti d'Europa" 

    De Simone sottolinea, nel suo intervento, che i dipendenti vengono accuratamente selezionati nel rispetto di criteri severi e validi e che la penna di Caizzi non fa altro che alimentare, in modo immotivato, la già presente tensione sociale. La difesa dei “poveri” euroburocrati è, però, debole: Caizzi ha specificato, in risposta a De Simone, che i dati rilevati sono stati sottoposti all’attenzione della stessa Commissione europea che non ha mai smentito la notizia. Le parole del segretario generale Tao Afi, lasciano comunque perplessità: ormai lo si sa, sono i cittadini comuni a pagare i conti dell’euroburocrazia. La stessa che oggi vorrebbe più potere e vorrebbe arroccarsi sempre di più in un regno chiamato "Stati Uniti d'Europa", nel nome di non si sa quale dio.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)