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  • La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro tempo, marxisti, liberisti & Co

    La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro tempo, marxisti, liberisti & Co

    Lunedì, 7 Novembre/ 2016   

    – di Sergio Basile e Matteo Mazzariol – 

     Redazione Quieuropa, Sete di Giustizai, Movimento Distributista, Matteo Mazzariol, Sergio Basile, Moneta Debito, Socialismo, Gilbert Keith Chesterton, Giacinto Auriti, Ezra Pound, Social comunismo, socialismo, liberismo, sistema bancario internazionale, falsa democrazia, dittatura 

    La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro

    tempo: marxisti, liberisti & Co. 

    L'alternativa auritiana e quella distributista

    Il problema monetario del signoraggio bancario e della moneta-debito

    non trovano spazio nei salotti tv del sistema imperiale.

    Ecco chi li nasconde abilmente, oggi come allora…

    Scuola auritiana e movimento distributista viaggiano sulla stessa

    frequenza d'onde e rappresentano, ad oggi, una credibile

    alternativa al sistema, per la tutela del bene comune

     

    di

    Sergio Basile / Presidente "Sete di Giustizia", ass. naz. auritiana

    e Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano

    falsa Democrazia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Le idee sbagliate sono come malattie…                

    Roma – di Sergio Basile – E' luogo comune, specie negli ambienti di destra, sostenere come "la rovina dell'Italia siano i sindacati". Di questo slogan, tuttavia, spesso non se ne comprende la reale portata. Molti intravedono in questa "azzardata critica" una mancanza di rispetto verso i problemi delle classi operaie ed i loro "irrisolti" conflitti. Ma sarà davvero così? Il tema, evidentemente, non può esaurirsi in una mera questione di appartenenza politica: destra e sinistra non c'entrano! Il problema nasce a monte ed è ancora più profondo di quel che vorrebbero farci credere i media di regime. Lo si comprende analizzando sotto una nuova ottica la nascita del fenomeno sindacale nel pensiero di uno dei profeti del social-comunismo, Carlo Marx: personaggio fin troppo idolatrato da chi, per statuto, dovrebbe contrastare sia il capitalismo selvaggio che l'imperialismo bancario, suo compare. Passando dalla teoria alla pratica, tuttavia, ravvisiamo quotidianamente un irrazionale ribaltameto di tali premesse. Il sistema bancario sembra non intaccare minimamente né  l'interesse dei sindacalisti, né quello dei marxisti in senso lato. Come mai? La contraddizione è insita nel fulcro stesso della teoria marxista: la teoria del plusvalore.

                                   "Nei corpi sociali le idee sbagliate 

                             sono come le malattie del corpo umano". 

                                                          Giacinto Auriti 

    Marx, come intuì il professor Giacinto Auriti (il padre della "Teoria del Valore Indotto della Moneta") con la Teoria del Plusvalore aveva denunciato il fatto che il datore di lavoro sfruttasse il lavoratore appropriandosi parassitariamente del reddito di capitale, ma non aveva svelato la seconda parte dell'arcano: il fatto che 

                                             gli attori sociali e politici 

                        mai nella storia si fossero posti trasversalmente 

                                   agli interessi del sistema bancario.

    Il sindacato nasce e cresce nella culla del marxismo. Per il filosofo tedesco esso è uno

                "strumento di rivoluzione, con lo scopo di rivendicare, 

                                   sotto forma di aumento dei salari, 

                                                       il plusvalore".

                                                           Carlo Marx 

     Le profondissime lacune del marxismo      

    Auriti comprende le profondissime lacune socio-economiche dell'ideologia social-comunista, smascherando Marx e vanificando il suo storico alibi. La Teoria del Plusvalore, restando indifferente e neutrale rispetto al processo monetario che alimenta e vizia a monte il conflitto tra imprenditori e operai, si rivela funzionale agli interessi dello stesso capitalismo. Egli denuncia l'elemento che sfugge a Marx e, in ultima istanza, penalizza  lo stesso lavoratore: 

                              il venir meno dell'interesse a contrarre 

                                         da parte del datore di lavoro. 

    Il peccato originale, l'errore della Teoria del plusvalore di Karl Marx,  sta nel fatto che

                          "ponendosi l'ipoteca morale sul plusvalore

                                 (e non sulla moneta-debito in sé)

              viene meno nel datore di lavoro l'interesse a contrarre, 

                         e si pongono così le premesse per il lavoro 

                               senza contratto che, a ben guardare, 

                           altro non è che il ritorno alla schiavitù, 

                               realizzata nel capitalismo di stato, 

         con l'imposizione d'autorità dell'ammontare dei compensi 

                                       tipica dei regimi socialisti, 

                  nel capitalismo liberale con la flessibilità dei salari".      

                                                        Giacinto Auriti 

     Socialismo e liberismo: 2 facce, una medaglia

    La principale contraddizione del marxismo, che avvicina Marx alle posizioni liberal-capitaliste più estreme, consta perciò nello spostare il nocciolo della rivendicazione sociale esclusivamente su una futile scaramuccia o  "guerra tra poveri"; cioé sul piano di un irrisolto e perenne duello storico tra datori di lavoro e proletariato, dimenticando che a dare il sangue ad entrambi i corpi sociai posti sul ring della storia è proprio il sistema bancario. Quest'ultimo è il nemico occulto, la mano assassina che

                              immettendo nel sistema economico

                                         denaro-debito avvelenato

                            (cioé moneta inquinata a monte dal debito:

                                 capitale creato dal nulla più interessi)

                        pugnala alle spalle entrambi i contendenti, 

                      costringendoli al reciproco omicidio/suicidio.

     

     Inganno e fine delle ideologie del Novecento    

    Ovviamente è lo stesso sistema bancario (d'estrazione giudeo-massonico-protestante) ad aver creato la contesa, promuovendo sia l'ideologia social-comunista che quella liberal-capitalista attraverso processi rivoluzionari cruenti e "rivoluzioni culturali" che hanno fatto del Novecento il secolo più buio della storia, malgrado il paravento della "Democrazia". I sindacati – e per comprenderlo basta guardare l'attuale sfacelo economico – in effetti hanno avuto storicamente il compito di intervenire e "moderare" l'alterco, guardandosi bene, però, dal risolverlo.

                      Ecco perché il tema del signoraggio bancario

                     è ancora oggi un tabù sia per le grandi lobby

                                    che per marxisti e sindacalisti.

    Il reale obiettivo di questa guerra senza fine è, dunque, quello di spossare agli estremi, fino all'esaurimento totale, entrambi i duellanti e contestualmente impoverirli a monte, con crescenti livelli di tassazione e – in aggiunta – attraverso la delocalizzazione dei poli produttivi e l'assenza di concorrenza reale.

     Postumi contemporanei del morbo marxista  

    Attualizzando questo assunto alla realtà contingente possiamo sostenere che la globalizzazione, fatta propria da tutti i sistemi "democratici", non è altro che la

                      premessa per la cinesizzazione delle società,

             intesa come schiavitù reale dovuta alla mancanza di

                             regolamentazione indotta del lavoro

                        e assenza totale di una cultura monetaria

                                                tra i "contendenti"

    La "Democrazia" diviene, dunque, un fantasma, un'illusione. Ciò in un mondo dove aumentano gli orari di lavoro e, per contro, diminuiscono gli occupati e il valore dei salari, in nome della "flessibilità". Evidentemente non si tratta di casualità, ma di un piano di dominio, ricco di elementi speculari, ben architettato nei secoli, anche se

                          i media collusi tendono a semplificare tutto

    camuffando le strategie monetarie studiate per annientare i popoli

                            facendo ricorso alla generica espressione

                                               di  "crisi economica".

     

     Oltre il luogo comune                                            

    Andando ben oltre il luogo comune e l'approssimativa, equivoca, suddivisione tra struttura e sovrastruttura cara a Marx, dove tutto si riduce ad economia e potere economico, invero scorgiamo evidenti indizi che riconducono il conflitto ad una dimensione ideologico-religiosa: vera anima del marxismo e dei suoi filosofi. Non possiamo dunque tacere sulla reale natura religioso-ideologica dal socialismo (o social-comunismo) e del marxismo, nati in ambienti giudeo-massonici (2) e filo-bancari: le medesime incubatrici del liberismo! No va dimenticato infatti, il ruolo del banchiere giudeo, e massone, Jacob Schiff e dei suoi correligionari dell'alta finanza (giudeo-massoni fedelissimi a Cabala e Talmud) nel finanziamento delle diaboliche e sunguinosissime stragi rivoluzionarie rosse… e non solo. Essi furono gli stessi uomini che fondarono la Federal Reserve negli Sati Uniti, nel 1913 (alter ego di Wall Street) dopo essersi liberati dello scomodo Abramo Lincoln (1865) (3).

                                  Socialismo, giudeo-Massoneria

                                                 e sistema bancario 

                            hanno un'unica anima e un'unica mente

    Ma questo, personaggi molto in voga come l'onnipresente giovane filosofo neomarxista Diego Fusaro (accolto "curiosamente", a braccia aperte, in tutti i salotti delle tv imperiali) o l'omologo più anziano, Giulietto Chiesa, sembrano ignorarlo… Ignoranza o collusione con il sistema? Beh fate voi! 

    (2) Cfr.: Le radici occulte del Socialismo

    (3) Cfr.: Da Lincoln ad Auriti – L'unica via per uscire dalla crisi

     Il problema monetario. Chi lo nasconde?      

    Ne "Il Capitale", mattone di 1528 pesantissime pagine "di liberazione", il paladino dei popoli, Carlo Marx, dedica al problema dei problemi, la schiavizzazione dei popoli tramite il sistema bancario e la moneta-debito, solo due confuse righe… Ma i nuovi seguaci di Marx fanno anche peggio! Giulietto Chiesa ha più volte ammesso pubblicamente di considerare il signoraggio bancario un falso problema (4); Diego Fusaro, sulla stessa scia, pur avendo avuto su questi temi, con il sottoscritto, un pubblico confronto presso l'Università di Catanzaro, dinanzi a centinaia di studenti, ed esser stato informato a dovere sulle tematiche monetarie e le teorie auritiane, non parla mai dell'argomento nei salotti tv (dov'è da anni di casa) e sostiene spesso, addirittura, di "non conoscere Auriti". Incredibile!

    (4) errore per conto mio sufficiente a oscurarne l'immagine di intellettule onesto

     Un rovinoso naufragio                                        

    D'altronde Carlo Marx (per tacere su Hegel ed Engels) è l'emblema dell'ambiguità e dell'inganno mondialista che si celano dietro le ideologie del Novecento. Egli non ha mai messo in discussione il denaro, come avevano ben chiaro – tra l'altro – anche personaggi di altissima dignità morale come Giacinto Auriti ed Ezra Pound.  

              I marxisti alla Giulietto Chiesa e alla Diego Fusaro,

    nonostante le serrate critiche contro il capitalismo e la finanza,

          e nonostante gli spazi mediatici abnormi concessi loro,

         non riescono a comprendere cosa sia davvero il denaro

    pur dimostrando una grandissima capacità dialettica e retorica.. Beh sarebbe ora di svegliarsi! Non trovate?  Queste brevi considerazioni sono sufficienti a comprendere, ancora una volta, la convergenza verso un unico punto di Cournot tra liberalismo, marxismo e imperialismo bancario.

                       I "grandi pensatori" e filosofi marxisti

                            del nostro tempo, a quanto pare

                    naufragano miserevolmente sullo scoglio

                                          della moneta-debito.

    Buona ragione per smettere di seguire i loro saggi (ed interessati) sproloqui in tv: il bene e la verità, infatti, non possono essere né parziali né ambigui, altrimeti contraddirebbero se stessi e la loro dimensione universale.

      Democrazia integrale e questione monetaria 

    Prima di avventurarci in sconvenienti siparietti da stadio, o in "battaglie costituzionali" in difesa della "Democrazia" e dello "stato di diritto", bisognerebbe comprendere e rivelare in tutta la loro portata distruttiva, i reali motivi di questa pseudo-crisi mondiale dando centralità alla questione monetaria, Questa rivoluzione culturale passa anche dalla

                rivalutazione dell'elemento giuridico della moneta,

                         rispetto a quello prettamente economico.

    Bisogna capire di chi deve essere la proprietà della moneta! Per far questo dobbiamo uscire dalla gabbia dell'economia classica, dall' "economia del debito", rimettendone in discussione i capisaldi: da Marx a Weber, da Keynes a Smith. Vi sarà una reale democrazia (o "democrazia integrale") sono attraverso la socializzazione dello strumento monetario, cioé attraverso la realizzazione della "Proprietà Popolare della Moneta".

    Sergio Basile / Presidente "Sete di Giustizia" (Copyright © 2016 Qui Europa)

     

    falsa Democrazia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La vera democrazia e la sua parodia                     

    Roma – di Matteo Mazzariol – Gli italiani non hanno più alcun potere: il singolo cittadino non può decidere nulla sul proprio lavoro, nulla sul modo in cui viene creato il denaro, nulla sulla sua previdenza sociale e sulla sua pensione, nulla sul prezzo di beni e servizi, nulla su chi entra e chi esce dalle proprie frontiere. Può solo decidere, una volta ogni 5 anni, che segno mettere su una scheda bianca: tutto questo qualcuno insiste a chiamarlo democrazia, senza accorgersi che ne è invece soltanto una grottesca parodia. La vera democrazia consiste infatti nell'esercitare direttamente tutti quei poteri reali che il sistema partitocratico impedisce di principio.

                         Il sistema dei partiti non è altro che

    "l'instrumentum regni" dell' oligarchia economico-finanziaria 

                             che oggi detiene il potere reale.

    Non vi è infatti autentica democrazia senza una corrispondente equa distribuzione della proprietà produttiva e del potere decisionale tra i vari comparti lavorativi, non vi è vera autentica democrazia senza distributismo.

     L'alternativa distributista                                        

    Non ci può essere vera democrazia senza distributismo e senza proprietà popolare della moneta (vedi teoria auritiana – Ndr). Per democrazia si intende quella forma di governo in cui, compatibilmente con le contingenze, il potere ("kratos") è distribuito in maniera più ampia possibile nel popolo ("demos"). Sappiamo benissimo che in una società in cui la proprietà e le ricchezze non sono distribuite uniformemente ma concentrate nelle mani pochi – sto parlando della società in cui viviamo – non si può avere vera democrazia. Nel momento in cui infatti qualsiasi governo, anche il più "democraticamente" eletto, deve decidere che regole e disposizioni, sarà sempre influenzato dalla pressione delle lobby più potenti: le leggi sulle banche, sulla finanza, sulle multinazionali, sulle grandi assicurazioni sono state fatte e continuano ad essere fatte secondo questo criterio. Chi possiede enormi ricchezze ha un corrispettivo enorme potere.

                               La democrazia che rimane

       è una democrazia ipocrita e falsa, di mera facciata.

    Emerge quindi una innegabile equazione tra potere economico-finanziario e potere politico. Che fare dunque? Il distributismo ha la soluzione:

                           ci potrà essere vera democrazia

                                        solo quando ci sarà

           un'equa ripartizione della proprietà produttiva,

    in modo che corrispettivamente non ci sia alcun corpo sociale

          od individuo che abbia accumulato così tanta ricchezza

                 da esercitare un potere politico sproporzionato.

    liberal-capitalismo e social-comunismo, che puntano alla concentrazione del potere economico nelle mani di pochi – capitalisti o Stato – sono quindi intrinsecamente anti-democratici. Per una vera democrazia l'unica via è il distributismo.

     No a Keynes, No al liberismo                            

    Il paradosso in cui viviamo oggi è che ci troviamo in una delle più grandi crisi economico-sociali che l'umanità abbia conosciuto e le ricette che ci vengono suggerite dagli esperti per uscirne (keynesismo e liberismo), lungi dall'essere in opposizione l'una con l'altra, sono in realtà due diverse facce di una stessa medaglia. Tutte e due infatti hanno alla loro base un assunto di fondo:

                                        è buono e giusto

                che il potere e la proprietà nella società

                    siano concentrate nelle mani di un

                             gruppo ristretto di persone. 

    Nel liberismo il caso è evidente: massima libertà, con abolizione di tutte le leggi che vincolano ad un principio di equità e giustizia le azioni economiche, con conseguente sempre maggior accaparramento delle risorse da parte degli attori più forti. E' lo scenario che abbiamo davanti agli occhi: l'1% della popolazione che detiene più del 50% delle risorse. Il keynesismo, nelle sue molteplici varianti – oggi si parla di neo-keynesismo – apparentemente si erge contro lo squilibrio economico-sociale del liberismo ma in realtà non è assolutamente in grado di superarne le aporie, anzi rischia di peggiorarle. Il keynesismo infatti rappresenta in sostanza il tentativo di mitigare gli effetti negativi del liberismo senza affrontare il problema di fondo del capitalismo – cioè la funesta separazione tra capitale e lavoro. Il keynesismo lascia inalterato lo strapotere delle elitè economiche finanziarie, operando una sorta di redistribuzione forzata dei beni dai grandi capitalisti ai cittadini, attraverso l'apparato burocratico statale. Il progetto, come si è potuto sperimentare dagli anni '70 in avanti, è fallimentare. Fallimentare perchè non tiene conto della realtà, umana, economica, politica.

     Eternamente dipendenti, eternamente schiavi

    Dal punto di vista umano il cittadino medio nella visione keynesiana dipende infatti per il suo sostentamento non dai frutti del proprio lavoro ma dalle concessioni – fiscali, previdenziali, remunerative, assistenziali – che lo Stato, ed il governo che di volta in volta lo rappresenta, decide di attuare. 

                         Il cittadino perde così il bene più prezioso, 

                     quello che lo distingue dagli animali, la libertà, 

                        e diventa a tutti gli effetti un “dipendente”, 

                          sottomesso in tutto e per tutti ai dettami 

                                         dell'apparato burocratico. 

    Le sue capacità personali si riducono così ad avere un ruolo molto limitato nel decidere il suo status. Tale apparato burocratico inoltre, non essendo un'entità astratta ma un corpo forzatamente composto da uomini, rappresenta anch'esso un enorme concentrazione di potere nelle mani di pochi, una realtà oligarchica, inevitabilmente legata e connessa all'altra forma di oligarchia, quella economico-finanziaria. Alla casta dei capitalisti si aggiunge quella, più subalterna ma non meno prevaricante, dei burocrati statali: sempre di casta e di oligarchia comunque si tratta e sempre spossessati di potere reale (politico ed economico) rimangono i cittadini.

     Società Servile e alternativa distributista              

    La società che così prende forma è quello dello Stato Servile, descritto da Hilaire Belloc e Gilbert Chesterton quasi 100 anni fa, in cui il singolo non conta più nulla ed ha perso tutte le libertà fondamentali di fronte ai poteri economici e statali. Inevitabile, dirà qualcuno. Che alternativa c'è in fin dei conti?

                                             L'alternativa c'è

                                 e si chiama senso comune.

    Il distributismo è infatti quella visione politica che fa del senso comune il perno di ogni considerazione e decisione. La proposta del distributismo è molto semplice. Dire no a liberismo e keysenismo e promuovere una società in cui: il capitale ed il lavoro vengano riuniti nelle stesse persone, là dove possibile; i cittadini vengano aggregati sul territorio per comparto lavorativo in associazioni in grado di discutere e decidere tutti gli aspetti importanti e concreti della sfera socio-lavorativa (principio corporativo); il denaro torni ad essere di proprietà dello Stato, o meglio, dei cittadini al momento dell'emissione; la famiglia torni ad avere una propria autonomia economica reale.

     Uomo libero, non dipendente/schiavo                   

    Questo modello di società – la società distributista – è radicalmente diverso da liberismo e keynesismo in quanto si basa sulla massima distribuzione possibile di potere e proprietà dal basso, a partire dalla famiglia. In esso la figura predominante non sarà quello del “dipendente” ma dell'uomo libero, in grado, con il proprio lavoro, di sostenere la propria famiglia, ed aggregato, attraverso forti vincoli di responsabilità e partecipazione, con quanti condividono la sua attività sul territorio. In tale modello non ci saranno nuclei oligarchici (finanziari, economici, burocratici) ma il potere sarà il più possibile diffuso secondo le capacità ed i meriti dei singoli. In tale modello lo Stato continuerà ad avere un ruolo significativo, quello di controllare il rispetto delle leggi e del bene comune, mentre la maggior parte dei servizi (sanità, educazione, trasporti) saranno forniti dai privati: la figura del dipendente sarà sostituita da quella del lavoratore-proprietario. Utopia? No, senso comune! Utopia infatti deriva dal greco “ou”=non e “topos”=luogo.

                         Il “non luogo” è proprio il posto in cui

                                              ci troviamo oggi,

            grazie al fatto che la politica persevera a seguire

                              i modelli liberisti e keynesiani,

                                        gia sepolti dalla storia.

    Il distributismo indica un'altra strada, basata sulla roccia della ragionevolezza, e quindi destinata a raggiungere i luoghi della realtà.

    Matteo Mazzariol / Pres. Movimento Distributista Italiano 

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    Mercoledì,  Ottobre 28th/ 2014       – di Nicola Arena / Sete di Giustizia Anguillara Sabazia – Premessa di Sergio Basile, Presidente "Sete di Giustizia" Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Sergio Basile, Sete di Giustizia, Giacinto Auriti, Sergio Basile, Spread, Rating, Vangelo, Uomini di potere, certezza del diritto, proprietà popolare della moneta  Contropreghiera – Dacci oggi il nostro rating  quotidiano […]

    Denaro-debito e Cabala: il maledetto trucco per schiavizzare i popoli

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    Mercoledì, 2 Novembre/ 2016    di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano  Redazione Quieuropa, Movimento Distributista, Chesterton, Matteo Mazzariol, banchieri, Cabala, Moneta Debito, satanismo, magia, schiavitù  Denaro-debito e Cabala: il maledetto trucco per schiavizzare i popoli Il nesso fondamentale tra cabala e pane quotidiano è costituito dal denaro ed in particolare dal meccanismo di creazione […]

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    Lunedì, 31 Ottobre/ 2016    di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano  Redazione Quieuropa, Movimento Distributista, Chesterton, Matteo Mazzariol, banchieri, Medici, San Tommaso d'Aquino, Dante Alighieri  III Cerchio VII Girone infernale: è questo il posto più adeguato per i banchieri? Lo snaturamento dello strumento denaro: origini e cause dell'usura in San Tommaso d'Aquino e Dante […]

    Draghi, i draghi delle Banche Centrali e il ruolo della Chiesa di Cristo

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    Lunedì,  Agosto 25th/ 2014  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Mario Draghi, Janet Yellen, Federal Reserve, Vaticano, Papa francesco, Banca Centrale Europea, Spread, moneta, questione monetaria, BCE, FED, Washington, Roma, Politiche accomodanti, disoccupazione e previsioni della BCE, Usura, usurocrazia in Europa, lo scudo anti-spread è una bufala, convocare i propri vescovi e le proprie conferenze episcopali  Draghi, i draghi […]

    Il Potere ce l’abbiamo noi… Se solo lo capissimo

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    Sabato, Marzo 1st/ 2014 – di Alberto Medici / Redazione Losai – Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Iniziativa di Libero Confronto, Giacinto Auriti, Alberto Medici, Proprietà popolare della moneta, Valore puramente convenzionale della Moneta, Facebook compra Whatsapp, Skype venne acquisita da Microsoft, Zuckemberg, Strategie di controllo, l'unità fa la forza  Il Potere ce l'abbiamo noi… […]

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    Sabato  Agosto 9th/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Redazione Quieuropa, produzione, Pil, Matteo Renzi, Pier Carlo Padoan, inganno alchemico, massoneria, controllo della moneta, sionismo, stime di Bruxelles, Giacinto Auriti e la verità sulla moneta, usura di stato, democrazia, paravento democratico, Pil, pareggio di bilancio, Re Mida  Il Grande inganno alchemico coperto da Renzi & […]

    La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 1

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    Giovedì, 13 Ottobre/ 2016    di Padre Denis Fahley  Redazione Quieuropa, Jean Vandamme, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Nazione d'Israele, Ricostruzione del Tempio, Anti messianismo  La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 1 La Massoneria e la Nazione Ebraica: al lavoro per il trionfo di un altro "Messia"… di un […]

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    Lunedì, 24 Ottobre/ 2016    di Padre Denis Fahley  Redazione Quieuropa, Padre Denis Fahley, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Nazione d'Israele, dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo   La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 2 La Dichiarazione (massonica) dei "Diritti dell'Uomo" e gli altri favori della Rivoluzione alla nazione ebraica    di Padre […]

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  • Se non c’è una ragione per vivere…non c’è nemmeno una ragione per essere onesti

    Se non c’è una ragione per vivere…non c’è nemmeno una ragione per essere onesti

    Martedì, 5 Luglio/ 2016   

     – di Corrado Gnerre –

    Redazione quieuropa, Corrado Gnerre, Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia, salvarsi da sé, autosufficiente. corruzione politica, educazione civica, Il problema è antropologico, determinismo automatico, destino dell’uomo, bellezza di rimanere fedeli, Senza la Ragione, c’è solo la giungla, non c’è più la forza del diritto, il diritto della forza, Senza la Ragione, delirio 

    Se non c’è una ragione per vivere… non c’è 

    nemmeno una ragione per essere onesti 

    Senza la Ragione, c’è solo la follia. Senza la Ragione, c’è solo il caos. 

    Senza la Ragione, c’è solo la giungla del “si salvi chi può”. 

    Senza la Ragione, non c’è più la forza del diritto,

    ma il diritto della forza

     

    di Corrado Gnerre

    Se non c’è una ragione per vivere

     Una delle più grandi follie                                                                                

    Roma – di Corrado Gnerre – Gilbert Keith Chesterton scrive in Ortodossia: “I materialisti non riescono mai a comprendere bene neppure il mondo: fanno affidamento in tutto e per tutto su poche massime ciniche non vere. Ricordo che una volta stavo passeggiando con un facoltoso editore, il quale fece un’osservazione che avevo già sentito in altre occasioni; si tratta, in effetti, quasi di un motto del mondo moderno. (…). L’editore disse di qualcuno: ‘Quell’uomo farà strada perché crede in se stesso.’ (…). Gli dissi: ‘Vuole che le dica dove si trovano gli uomini che più credono in se stessi? Perché glielo posso dire. (…) Gli uomini che davvero credono in se stessi stanno nei manicomi.” Chesterton ha ragione: una delle più grandi follie è quella di credersi sicuri di sé. Attenzione: non semplicemente sicuri, ma sicuri di sé. C’è differenza. Sentirsi sicuri è una virtù, e il non averla può generare problemi, problemi – appunto – di “insicurezza”. Sentirsi sicuri di sé è un’altra cosa. Vuol dire essere convinti che la propria persona può risolvere tutto, che la chiave sta in se stessi, che ognuno può salvarsi da sé, che ognuno è del tutto autosufficiente. Si deve essere sì sicuri, ma sicuri perché c’è qualcun altro che sostiene, perché si è convinti di non esser soli nell’avventura della vita, perché quell’implorazione e quell’invocazione che scaturiscono dal cuore non possono andare perdute, perché c’è Qualcuno che accoglie quell’implorazione e quell’invocazione e che queste non si smarriranno in un infinito senza risposta.

     Il problema è antropologico                                                                              

    Sentendo i quotidiani casi di corruzione politica, può lievitare una tentazione, quella di pensare che ciò che è stato ancora una volta scoperto sia l’esito di problemi strutturali, di sistema, d’incapacità da parte dei partiti di non saper “filtrare” adeguatamente e quindi di non saper evitare che disonesti possano “infiltrarsi” e fare i loro sporchi interessi. Oppure (un’altra tentazione) pensare che basterebbe l’educazione civica, e anche un eticismo moralista sparso un po’ di qua e un po’ di là, per cercare di sensibilizzare gli uomini (soprattutto le giovani generazioni) al “rispetto della legalità”, come oggi si ama dire. No. Queste sono sciocchezze! Il problema è antropologico. Cioè è un problema legato all’uomo. Alla sua natura e al suo destino. Alla sua natura, perché l’uomo è “ferito”. C’è poco da fare, tutti coloro che negano il peccato originale e le sue nefaste conseguenze, sono poi incapaci a spiegare il mistero dell’uomo e sono costretti a tradire quell’intelligenza che serve per capire adeguatamente la realtà. E’ ciò che ci ha detto Chesterton: “I materialisti non riescono mai a comprendere bene neppure il mondo: fanno affidamento in tutto e per tutto su poche massime ciniche non vere.” Ma davvero si può credere che basterebbe costruire una società ben funzionante per far sì che l’uomo scelga l’onestà, l’altruismo, il costante rispetto delle regole? Un conto è parlare di influenza che la società può avere sulle scelte individuali, altro di "determinismo automatico". Da una famiglia sana più facilmente cresceranno dei figli moralmente sani, ma non c’è alcun automatismo; così da una famiglia di delinquenti più facilmente verranno fuori figli che sceglieranno la delinquenza, ma anche qui non c’è alcun automatismo di sorta.

    Se non c’è una ragione per vivere

     Se non c’è una vera ragione per vivere…                                                       

    Il problema non è solo antropologico ma è anche legato al destino dell’uomo. Se non c’è una vera ragione per vivere, facilmente viene meno anche una vera ragione per essere onesti e per fare tutto ciò che è giusto fare. L’unica ragione è riconoscere che la propria vita non è frutto del caso, che non siamo “gettati” nel mondo, ma esito di un progetto, che c’è un Logos che fonda la nostra vita e che, se liberamente corrispondiamo, è disposto ad accompagnarci. Solo questa Ragione ci dà un motivo serio per sacrificarci, per essere responsabili, per essere coraggiosi nel saper dominare noi stessi, le nostre brame, la sete e la fame di potere, la ricerca spasmodica di trovare in questo mondo l’unico spazio per imporre noi stessi. Solo questa Ragione ci fa capire la bellezza di rimanere fedeli, di rimanere fedeli al vero, a quel vero naturale che senza equivoci ci presenta il bene come bene e il male come male.

     Senza la Ragione, non c’è la forza del diritto, ma il diritto della forza    

    Ma se questa Ragione non c’è … meglio: se questa Ragione la si è voluta cancellare dalla vita degli uomini, dalla società, dall’azione politica, dalla cultura, da tutto, è da stolti lamentarsi e chiedersi stupidamente il perché di ciò che accade, il perché di questa corsa al danaro, di questa corsa ad alzare sempre più l’asticella dei propri desideri. Senza la Ragione, c’è solo la follia. Senza la Ragione, c’è solo il caos. Senza la Ragione, c’è solo la giungla del “si salvi chi può”. Senza la Ragione, non c’è più la forza del diritto, ma il diritto della forza. Senza la Ragione, c’è solo il delirio di pensare che basterebbe fare un po’ di etica politica e sparirebbero corruzione e arrivismo. Senza la Ragione, c’è solo la stoltezza di credere che con una goccia d’acqua si possa spegnere un vulcano in eruzione.

    Corrado Gnerre / Confederazone Civiltà Cristiana

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    Perché oggi è (quasi) tutto brutto? Prof Corrado Gnerre – YouTube

     

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    Domenica,  Marzo 15rd/ 2015 di Don Giorgio Ghio / "Il Giudizio Cattolico" Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Redazione Quieuropa, Il Giudizio Cattolico, Don Giorgio Ghio, Comunismo, Russia, Dostojevskij, Posseduti, Rivoluzionari russi, Chiesa, Crocifisso, Medaglia Miracolosa, Profezia  La Profezia di Dostoevskij sull'ora presente. Un mondo di indemoniati? La profezia di Dostoevskij […]

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    Sabato,  Febbraio 28th/ 2015  – di Lasha Darkmoon  – Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Lasha Darkmoon, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, rivoluzioni anti-cristiane, anticristo, pornografia, Usa, femminismo, preservativo, Satanismo nelle scuole, setta satanica, Alice nel paese delle meraviglie, strega, Aleister Crowley, masturbazione, dildo, Satanic Temple, La Grande Bestia, 666  […]

    Corruzione Satanica degli adolescenti – 1 – Giudaizzazione di ogni persona

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    Usa – Satanisti in azione, obiettivo scuola

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    Mercoledì,  Settembre 17th/ 2014  – Redazione Losai / Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Redazione Losai, Satanisti in azione, obiettivo scuola, opuscoli agli studenti, florida, Miami, Detroit, Tempio Satanico, guida pratica al satanismo, Lucien Ciccioli, Oklahoma State Capitol, Baphomet  Usa – Satanisti in azione, obiettivo scuola  In Florida, il Tempio […]

  • Finalmente Radio Maria parla di Signoraggio

    Finalmente Radio Maria parla di Signoraggio

    Lunedì, Maggio 24th, 2015

    – di Alberto Medici / Redazione Losai –

    Redazione Quieuropa,  Alberto Medici, Redazione Losai, Radio Maria, Padre Livio, Signoraggio, distributismo, Rerum Novarum, Leone XIII, dottrina sociale della Chiesa, Gilbert Keith Chesterton, padre Vincent McNabb, Hilaire Belloc, esperienza benedettina 

    Banche, moneta-debito e modelli capital-socialisti sotto accusa

    Finalmente Radio Maria parla di Signoraggio

    Radio Maria finalmente parla della schiavitù del debito

    da signoraggio bancario, nell'ambito della trasmissione 

    sul "Distributismo"

     

     di Alberto Medici / Redazione Losai 

    SIGNORAGGIO E DISTRIBUTISMO

     Distributismo e Signoraggio a Radio Maria. Svista o cosa?                      

    Erba, Como  –  Non so se in parte sia stato anche un pochino merito mio, che ho “pungolato” più volte Padre Livio per le sue spericolate incursioni in ambito economico, o forse semplicemente sia stata una “svista“, ma non credo. Insomma, senza tanti giri di parole, nella trasmissione di Radio Maria di Sabato sera, 16 Maggio, sulla dottrina sociale della Chiesa, fra i preparati relatori che parlavano del distributismo (Chesterton e altri, vedi sotto), viene fuori ad un certo punto che il mondo è sotto il ricatto di chi – le banche – crea il denaro dal nulla e lo presta a tutti: privati, famiglie, aziende, amministrazioni e stati, mettendoli di fatto in situazione di sottomissione o vassallaggio (per non dire vera e propria schiavitù da debito). Bene bene, un altro importante passo avanti nella presa di coscienza e nel risveglio.PS: la frase “significativa” al minuto 56’30” (e poi tutto il seguito fino alla fine.. vedi qui http://www.losai.eu/signoraggio-denunciato-anche-su-radio-maria/).

    SIGNORAGGIO E DISTRIBUTISMO

     La Terza Via – Il Distributismo di Chesterton & Co                                    

    Il distributismo (fonte wikipedia), noto anche come distribuzionismo (per chi non lo sapesse) è una filosofia economica formulata da alcuni pensatori quali Gilbert Keith Chesterton, padre Vincent McNabb e Hilaire Belloc per applicare quei principi di dottrina sociale della Chiesa cattolica che affondano le proprie radici nell’esperienza benedettina (ora et labora) ed espressi modernamente nella dottrina di Papa Leone XIII contenuta nell’enciclica Rerum Novarum e ulteriormente sviluppati da papa Pio XI nell’enciclica Quadragesimo Anno. Secondo il distributismo, la proprietà dei mezzi di produzione deve essere ripartita nel modo più ampio possibile fra la popolazione generale, piuttosto che essere centralizzata sotto il controllo dello stato (nel socialismo) o di pochi privati facoltosi (nel capitalismo). Una sintesi del distributismo si trova nel postulato di Chesterton «Troppo capitalismo non significa troppi capitalisti, ma troppo pochi capitalisti».

    SIGNORAGGIO E DISTRIBUTISMO

     Proprietà della casa nel Distributismo                                                          

    In sostanza, il distributismo si distingue per la sua idea di distribuzione dei beni e dei mezzi di sostentamento, prima fra tutti la proprietà della casa. Il distributismo sostiene che, mentre il socialismo non permette alle persone di possedere proprietà (che sono sotto il controllo dello stato o del comune), e il capitalismo permette a pochi di possedere (come inevitabile risultato di competizione meritocratica) il distributismo cerca di consentire che la maggior parte delle persone diventino i proprietari dei mezzi di produzione e della propria casa.

    SIGNORAGGIO E DISTRIBUTISMO

     Stato distributivo in Hilaire Belloc                                                                 

    Come Hilaire Belloc stabilì, lo “stato distributivo” (lo stato che ha attuato il distributismo) contiene “un agglomerato di famiglie di diversa ricchezza, ma di gran lunga il maggior numero di proprietari dei mezzi di produzione”. Questa più ampia distribuzione non si estende a tutti i beni, ma solo a mezzi di produzione e di lavoro, la proprietà che produce ricchezza, cioè, le cose necessarie per l’uomo per sopravvivere. Esso include terra, strumenti, ecc. Ma anche la casa, fondamentale per la vita stessa dell’ uomo e della famiglia.

    SIGNORAGGIO E DISTRIBUTISMO

     Terza via (anti-mondialista) al socialismo e al capitalismo                      

    Il distributismo è stato spesso descritto come una terza via alternativa a socialismo e capitalismo. Tuttavia, alcuni l’hanno visto più come una aspirazione, visto che è stato realizzato con successo solo a breve termine e localmente a favore dei principi di sussidiarietà e solidarietà (questi raggiunti in cooperative locali finanziariamente indipendenti). Essi sostengono che in futuro il lavoro salariato sarà visto così come oggi viene visto lo schiavismo.

    Alberto Medici / Redazione Losai  

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    http://www.losai.eu/signoraggio-denunciato-anche-su-radio-maria/

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  • L’Ignoranza, il prete, Martin e la Croce

    L’Ignoranza, il prete, Martin e la Croce

    Martedì, Maggio 27th/ 2014

     – di Sergio Basile e Don Salvatore Lazzara –

     

    Redazione quieuropa, L'Ignoranza, il prete, Martin e la Croce, PD, Martin Schulz, valori dissacranti ed usurocratici che tali compagini – paladine dell'europeismo, Bruxelles, Roma, Catanzaro,  socialdemocratico tedesco presidente del Parlamento di Strasburgo, crocifisso, sistema bancario, Sergio Basile e Don Salvatore Lazzara, pretesti degli ambientalisti per rimuovere la croce, Gilbert Keith Chesterton 

    L'Ignoranza, il prete, Martin e la Croce

    Italia – Alcuni sacerdoti, in maniera superficiale si dicono 

    europeisti e fanno propaganda senza indagare i reali

    ideali laicizzanti che l'europeismo incarna

    L'emblematico caso di Martin Schulz, e il suo giudizio sui

    simboli religiosi e sul pericoloso ritorno dei

    "conservatori", da combattere…

     

    di Sergio Basile e Don Salvatore Lazzara

    Europeismo - Martin Schulz - Crocifisso - PD

     L'ignoranza e il prete…                                                                                             

    Bruxelles, Roma, Catanzaro – di Sergio Basile e Don Salvatore Lazzara – Matteo Renzi, nelle prossime ore volerà a Bruxelles per il primo eurovertice post-elezioni per il rinnovo dell'Eurocamera. Tra gli argomenti da trattare la questione delle candidature per la presidenza della Commissione europea e la nomina del nuovo Alto Rappresentante per la Politica Estera, al posto della baronessa Lady Ashton. Ma, in vista di ciò, ci chiediamo, quanto pesa l'ideologia partitica sul futuro delle strategie dell'UE? In merito c'è da notare come negli ultimi giorni precedenti alle elezioni sia emerso non senza polemiche come alcuni sacerdoti – per fortuna una minoranza – in diverse regioni d'Italia, abbiamo "consigliato" esplicitamente ai propri fedeli di votare per il PD (o per uno degli altri partiti europeisti) ignorando quelli che sono i reali valori laicizzanti che tali compagini – paladine dell'europeismo – incarnano oggi… Come dimostrato in dozzine di articoli (vedi qui Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia qui – L’Europeismo è la distruzione dell’Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare! qui Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte e qui Seconda Parte) tali formazioni sono portatrici "sane" di un'espressione ideologica e politica lontana anni luce dal senso più nobile e puro dal concetto di "unione dei popoli europei" o dall'espressione "pace e giustizia per i popoli europei" o "rispetto delle identità culturali e religiose". Mandare avanti il meccanismo del rating/spread e fomentare nell'indifferenza più totale la speculazione e l'emissione e debito della moneta, ad esempio, non è soltanto deplorevole ed immorale, ma anche anti-cristiano… Dunque di cosa stiamo parlando? Cosa legittimiamo, spesso, senza neppure capirne il senso? Anziché protendere per l'astensionismo – come sarebbe stato più giusto, visto il regime europeista unito che sta distruggendo i valori spirituali e morali più alti e che sta disintegrando l'Italia stessa, sia dal punto di vista sociale che economico – perchè dunque una minoranza di sacerdoti stenta a comprendere tali meccanismi ed a fare propaganda?

     

     Martin                                                                                                                             

    Sapete, ad esempio, chi è il candidato alla Commissione europea del PD? Martin Schulz! E sapete cosa rappresenta il cristianesimo per quest'uomo? Pare di no… Infatti purtroppo l'ignoranza domina! Quindi, dopo aver analizzato la figura dello sfidante dei Liberali e Democratici (ALDE) Guy Verhofstadt (sfidante si fa per dire: sono entrambi, infatti, mondialisti e paladini del "Nuovo Disordine Mondiale" – vedi qui Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia) cerchiamo di fare un rapido flash sulla figura di Schulz, alla luce delle sue ultime dichiarazioni sui simboli sacri nei luoghi pubblici. Martin Schulz, il socialdemocratico tedesco presidente uscente del Parlamento di Strasburgo (lo stesso che nei mesi scorsi ha dato il proprio compiaciuto nulla osta alla nascita dell'impero bancario unico – vedi qui Parlamento Europeo: Nouvo Vergognoso passo verso l’Impero ​Euro-Bancario Unico) è candidato dei socialisti europei, nonché candidato ideale del Pd di Renzi alla presidenza della Commisione: organo esecutivo non eletto, ma nominato, dell'UE, che decide arbitrariamente su 530 milioni di cittadini. Bene, lo scorso Giovedì 15 maggio, durante un pubblico dibattito trasmesso anche in tv in Germania e in Austria, parlando di simboli religiosi, Schulz  ha sostenuto che in Europa «ognuno ha il diritto di mostrare quel che pensa nello spazio privato», e che tuttavia «gli spazi pubblici devono restare neutrali». Questo anche perché «nell’Unione Europea c’è il pericolo di un ritorno dei conservatori e noi dobbiamo combatterlo». Ragionamento esteso – ovviamente – anche e soprattutto al crocifisso ed all'opportunità di esporlo nelle aule pubbliche. Capite dove si vuole andare a parare?

    Europeismo - Martin Schulz - Crocifisso - PD

     La Croce                                                                                                                         

    La disputa sul Crocifisso, tuttavia, prima di essere una questione religiosa è una prerogativa anche culturale. E lo ricordiamo a tutti, sacerdoti-politicizzati distratti e superficiali, compresi. I neo pagani di sinistra da sempre hanno avversato l’umanesimo cristiano che ha costituito l’Europa e la società occidentale. Come dimenticare il contributo – giusto per fare un esempio – del monachesimo e di San Benedetto? (vedi qui – Ue-Crisitanofobia: quando si discrimina in nome della libertà  e qui – Quale Europa vogliamo?). Essi, evidentemente, non “sopportano” i segni di ciò che ha tenuto insieme due millenni di storia. Negli anni, quante favole sono state inventate per screditare l’operosità della Chiesa a favore della società!? Diceva Gilbert Keith Chesterton (1874 – 1936), scrittore britannico e autore – tra l'altro di "The Ballad of the White Horse": “Il cristianesimo è stato dichiarato morto infinite volte. Ma poi sempre è risorto e risorgerà, perchè è fondato sulla fede di un Dio che conosce bene la strada per uscire dal sepolcro”. Siamo in un status di cosiddetta "democrazia laica" (laicizzante) e ognuno avrebbe diritto, fino a prova contraria, di esprimere le sue posizioni e idee.

     Stato laico o laicizzante?                                                                                          

    Oggi, purtroppo c’è molta confusione sul termine “stato laico”. Cosa si intende per laicità? Molto spesso il termine viene pronunciato per prendere le distanze dalla religione. In pratica dove c’è laicità non ci può essere religione, trasformando a sua volta il principio di laicità in fede (vedi es.: Rivoluzione Francese e Rivoluzione Bolscevica – cfr.: video in allegato). A den vedere questo processo di sovversione è in atto da oltre cinquant'anni, e le perle di questa inversione di valori sono sotto i nostri occhi, ogni giorno. Basta avere l'onestà intellettuale di aprirli. Cosa dire ad esempio dell'ultimo gravissimo processo di inversione tra male e bene, maturato degli ultimi giorni in merito all'introduzione di attività illecite ed immorali nel computo della "ricchezza Nazionale di uno stato dell'Ue": vedi qui L’Inversione tra bene e male.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

                                                      

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Mito                                                                                                                          

    La vera interpretazione della laicità europea è davvero confacente e coerente con ciò che i padri fondatori dell’Europa hanno dichiarato? Se pensiamo al Piano Kalergi, ci accorgiamo che il mito idilliaco dell'Europa unita e pacifica è prontamente sfatato (vedi Video in allegato – Il Piano Kalergi). Ogni religione, ogni cultura, razza o popolo insieme con i loro segni e credenze in realtà sarebbero chiamati a costruire una cultura dove ognuno trova il suo posto senza essere discriminato. Ma così non è! Tutto viene relativizzato ed appiattito secondo una precisa strategia, e le conseguente di ciò sono davvero palesi e nette (vedi qui – L’uomo Moderno ha perduto se stesso perché ha Sostituito Dio con il Ciarpame).

     La Dittatura                                                                                                                

    Negare i segni religiosi nella sfera pubblica come in quella privata è integralismo aggressivo. La società "democratica" – almeno per come ci è stato insegnato –  si dovrebbe fondare sul rispetto di tutti e dei segni religiosi di ognuno. Quando si nega questa prerogativa fondamentale, allora si entra in dittatura. Una dittatora morale e laica che procede di pari passo con una dittatura sociale ed economica… Possibile che così pochi italiani se ne accorgono? (vedi qui – Dittatura UE). I regimi totalitari e le loro sottili ideologie, i loro indottrinamenti, come la storia ci insegna, hanno cercato di distruggere le religioni ponendo altri segni e simboli identificativi per far camminare il popolo nel nuovo corso ideologico. La laicità se non vuole diventare un’altra dittatura più feroce di quelle del passato (a condizione che esse siano davvero finite… con la semplice caduta fisica di un muro) non può soffocare l’animo e il sentimento dei popoli. Dunque come ha già dichiarato – perfino – la sentenza dell’Alta Corte Europea per i diritti dell’Uomo: “mostrare nei luoghi pubblici i segni della fede non è reato, e lo stato non deve interferire nel sentimento personale dei singoli che costituiscono insieme una società”. Crediamo cha la corte costituzionale “laica” abbia dato una risposta esauriente alle mille ed inutili polemiche su tale tema. Anche se ormai per togliere dai muri e dai luoghi pubblici le croci ci si inventa davvero di tutto: perfino bizzarri rigurgiti ambientalisti col pretesto della difesa dell'ecosistema, come accaduto e denunciato da Quieuropa nell'Aprile dello scorso anno (vedi qui – Ipocrisia Pseudo-Ambientalista per giustificare attacchi gratuiti al Cristianesimo).

    Europeismo - Martin Schulz - Crocifisso - PD

     Il segno                                                                                                                           

    Mostrare i segni religiosi non significa non rispettare chi non crede. D’altronde in "democrazia" mica tutti possiamo essere d’accordo su tutto? E se a ogni pietra che viene scagliata bisogna rispondere.. allora non ci si arriva più… Come visto, “l’uso” del crocifisso negli ambienti pubblici è stato ratificato perfino dalla laicissima Alta Corte dei Diritti dell’Uomo… E se ciò è accaduto, sicuramente ci sarà qualcuno che avrà anche da dire su tale decisione, chissà, magari come hanno già fatto tanti illustri politici, gridando all’ingerenza della Chiesa… Ma questa è un’altra storia-pretesto. Ormai in politica quando si è sconfitti sulle proprie posizioni, si grida al complotto e all’intrusione della Chiesa, mentre quando vincono affermano, che la Chiesa non vale nulla ed è ormai al collasso perché nessuno la segue. A conclusione diciamolo pure: Dio ci aiuti e che dal cielo benedica l’Europa dei popoli e delle nazioni! E – badate bene – non quella dell'ideologia distruttiva e dei banchieri, targata UE!

    Sergio Basile, Don Salvatore Lazzara (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Articoli in Allegato – Approfondimenti                                                                          

     

    Ipocrisia Pseudo-Ambientalista per giustificare attacchi gratuiti al Cristianesimo

    La vittoria dell’Antieuropeismo! Ma qualcuno non se ne accorge

    L’Europeismo è la distruzione dell’Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare!

    Europee 2014 – Buoni motivi per non votare

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    Dittatura UE 

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte

    Il Piano Kalergi – Seconda Parte

    L’Inversione tra bene e male – Prostituzione, Droga e Alcool  “Ricchezza Nazionale”

    Denaro e Prostituzione: come tornare ad esser liberi di scegliere il proprio destino?

    Chi genera davvero la Ricchezza? Capirlo è essenziale!

    L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio

    Il Vero Volto del Consumismo e l’inganno del Rapporto Debito/PIL

    L’uomo Moderno ha perduto se stesso perché ha Sostituito Dio con il Ciarpame

    Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana

    Parlamento Europeo: Nouvo Vergognoso passo verso l’Impero ​Euro-Bancario Unico

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Quale Europa vogliamo?

    Ue-Crisitanofobia: quando si discrimina in nome della libertà