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  • Fiat aborto. La famiglia Agnelli dietro le quinte della legge 194

    Fiat aborto. La famiglia Agnelli dietro le quinte della legge 194

    Sabato, 26 maggio/ 2018

    – di Roberto Dal Bosco / Riscossa Cristiana  –

     Redazione Quieuropa, Fiat, Gianni Agnelli, Rockefeller, Aborto, Fondazione Agnelli, Aurelio Peccei 

    Fiat aborto. La famiglia Agnelli dietro le quinte

    della legge 194

    L'analisi di Riscossa Cristiana in occasione delle

    celebrazioni del quarantennio della 194

     

    di Roberto Dal Bosco / Riscossa Cristiana

    LEGGE 194

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Fiat aborto. Gli Agnelli e la legge 194               

    Torino – di Roberto Dal Bosco, Riscossa Cristiana – In queste ore di celebrazione del quarantennio della 194 ci preme gettare un po’ di luce su qualcosa che il sedicente mondo pro-life italiano ha sempre bizzarramente ignorato. Così come i Rockefeller sono principi indiscussi della necrocultura americana (con l’odio per la riproduzione naturale che si tramandano da una generazione all’altra), anche l’Italia ha la sua famiglia designata, che tanto ha fatto per portare la legge dell’immane massacro degli innocenti nel nostro Paese: questa famiglia si chiama, per ironia onomastica, Agnelli. Il suo impegno su questo fronte è negletto dagli studi di chi si occupa della materia, anche se ha contribuito attivamente a un sacrificio umano grande più o meno come il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige e un pezzo di Lombardia messi insieme. Al moloch dell’aborto sono stati sacrificati almeno 6 milioni di innocenti: un’ecatombe che in termini di morti vale almeno 50 Nagasaki.

     I Rockefeller italiani                                        

    È noto perfino alle cronache mondane come i Rockefeller avessero negli Agnelli un loro pied-à-terre italiano. Non c’è solo una simpatia tra due vecchie dinastie delle industrie pesanti che hanno business complementari (una produce petrolio, l’altra motori a scoppio). E nemmeno ci sono solo le cointeressenze dovute alle comuni, inevitabili frequentazioni dei club globalisti come il Gruppo Bilderberg o la Trilaterale (quest’ultima, come tanta della politica estera sia militare che diplomatica degli USA, nata nei laboratori dei ricchissimi nuovayorchesi). Qualche storico, come Anthony Sutton, ha pure suggerito che l’unione delle due famiglie portasse a dinamiche mondiali infernali: i Rockefeller, secondo Sutton, sono i veri attori dietro agli investimenti industriali della Fiat in Unione Sovietica. Con il paradosso che i mezzi che uccidevano i soldati americani in Vietnam fossero prodotti grazie ai trasferimenti tecnologici degli americani Rockefeller, che continuarono per decenni. Uno che aveva capito il giochino era probabilmente il deputato nazionalista americano Larry McDonald, acerrimo nemico dei Rockefeller. Egli era casualmente uno dei 269 passeggeri del volo civile Korean Airlines 007, dall’Alaska a Seoul, che Yuri Andropov fece abbattere dai suoi MiG il 1° settembre 1983.

     Il "fascino dell'Avvocato"                                  

    Ma nel legame tra i due casati c’è molto di più: c’è un fattore, come dire, umano. Quando si chiedeva a David Rockefeller di Gianni Agnelli, al vecchio riccone brillavano le pupille. Era anche lui, come tutta la stampa italiana, vittima della panzana del “fascino dell’Avvocato”. E questo pur essendo infinitamente più abbiente: il Rockefeller, che allo specchio probabilmente scorgeva un paperone nerd, invidiava il playboy italiano e i suoi party scatenati a Nuova York, dove nessun membro della famiglia piemontese era ammesso, con una eccezione: il nipote Lapo. Sì, solo da questo dettaglio si possono capire tante cose… A quelle feste, le donne, si narra, erano le più belle della terra. Gli uomini presenti erano del calibro di Henry Kissinger, l’onnipotente Segretario di Stato americano ancora oggi vivo e vispo sullo scacchiere internazionale.Kissinger adorava l’Avvocato e tutta la sua stirpe: si racconta che la prima riabilitazione di Lapo, dopo il primo scandaletto con il transessuale, avvenne grazie a Kissinger (presso il quale il giovane Agnelli aveva lavorato), il quale aveva sicuramente buone entrature con tutto un mondo della stampa americana che improvvisamente cominciò a dedicare innumerevoli servizi al rampollo torinese. “Vogue America” dedicò decine di pagine, una cosa mai vista. Anche gli Agnelli hanno amato molto Kissinger, al punto da piazzarlo nel Consiglio di Amministrazione della Juventus.

     Kissinger e il Male americano                           

    Ma, venendo a noi, Kissinger è soprattutto l’uomo del NSSM-200, il Memorandum per il quale l’America stabiliva che per continuare il suo dominio sul globo doveva far crollare la popolazione mondiale. Per questo, veniva stabilito che i Paesi del Terzo Mondo che non accettavano le politiche di riduzione delle nascite dovessero essere privati di aiuti economici. Quando la cosa venne a galla, anche grazie al lavoro della forza politica di Lyndon Larouche che giustamente vedeva in Kissinger l’apoteosi del male, in realtà non successe niente. Kissinger continuò a godersi i suoi party e le partite della Juve, e a dispensare i suoi servigi con il suo studio di consulenze miliardarie. Questa tendenza americana a subordinare gli aiuti alla perversione sessuale e agli infanticidi, del resto, è ancora viva nei nostri anni. È il caso della Nigeria del precedente presidente Jonathan Goodluck, cui venne proposto dagli sgherri di Obama di fare un cambio interessante: se avessero accettato di decriminalizzare l’omosessualità e permesso le nozze di Sodoma, gli americani avrebbero fornito loro le immagini satellitari delle postazioni dei terroristi islamici di Boko Haram. Altrimenti, beccatevi le bombe nelle chiese la domenica e state zitti.

     Aurelio Peccei, un uomo Fiat al Club di Roma   

    Ma torniamo agli Agnelli. Preme raccontare come essi furono i grandi protettori di un enigmatico personaggio torinese. Costui fu centrale nel lancio dell’idea di depopolazione terrestre in tutto il secondo Novecento. Egli fu altresì un grande motore di quelle tendenze che potevano essere ancillariin questa mostruosa guerra contro l’uomo: l’ecologia, per esempio. Stiamo parlando di Aurelio Peccei. Peccei era uomo Fiat. Egli è la persona che più di ogni altra si è dedicata, su scala internazionale, alla diffusione del mito apocalittico moderno della “bomba demografica” (quella che oggi viene propalata fin dentro il Vaticano che invita Paul Ehrlich) e dei “Limiti dello sviluppo”, titolo di uno studio del MIT che egli finanziò: questo è esattamente il cominciamento di tutto il sentire mondiale per cui le risorse sono limitate e l’uomo va svalutato, altrimenti si finisce come quei bambini africani magrissimi con la pancia gonfia. Fu Peccei, sempre con il sostegno Agnelli e Rockefeller, a dar vita al Club di Roma,antesignano di tutti i consessi tra potenti della terra, creato presso l’Accademia dei Lincei alla Farnesina il 7 aprile 1968 con la sponsorizzazione diretta della Fondazione Agnelli.

     Susanna Agnelli e le prove tecniche di aborto   

    Ma senza andare a scandagliare la sinistra figura di Peccei, che aveva sicuri appoggi massonici in Sudamerica e finanche in Asia, basti pensare l’impegno politico degli Agnelli già visibile in superficie. Il tema del feticidio fu impugnato dalla famiglia stessa. Nel 1976, cioè due anni prima che arrivasse la 194, la deputata del Partito Repubblicano Italiano (notoriamente, il partito della massoneria) Susanna Agnelli chiese al Ministro della Sanità l’autorizzazione all’aborto per le madri di Seveso, cioè quelle donne incinte al tempo del disastro chimico che colpì la cittadina lombarda. La richiesta della Agnelli, ovviamente, si univa a quella della deputata radicale Emma Bonino. È profondamente ingiusto vedere come oggi il mondo pro-life si scagli quasi unicamente contro la radicale che praticava gli aborti con la pompa da bicicletta e non contro l’infanta industrialista. Per l’Agnelli, insomma, questa anteprima nazionale del feticidio di Stato doveva farsi per forza. La diossina di Seveso era un’occasione troppo ghiotta. Il Ministro De Falco concesse la deroga, non prima di aver avuto il placet del Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, il cattolico che due anni dopo avrebbe firmato la legge genocida 194. Gli aborti invocati dalla Agnelli vennero operati alla clinica Mangiagalli di Milano e al nosocomio Desio. Furono fatti degli studi sui poveri resti dei bambini massacrati. All’epoca una vita valeva davvero qualcosina di più: oggi a Liverpool, per fare un esempio a caso, l’autopsia la negano perfino a un bambino di due anni. I resti degli aborti furono inviati in un laboratorio di Lubecca, in Germania, per essere analizzati; nella relazione stilata nel 1977 dai tedeschi si dice che in nessuno di quei resti umani fosse evidente un segno di malformazione. Altre donne di Seveso portarono a termine le loro gravidanze senza problemi. I loro figli, che vivono tutt’oggi, non mostrarono segni di malformazioni evidenti. Qualcuno magari sta pure leggendo queste righe.

     Da Seveso alla legge 194                                    

    Il disastro di Seveso non fu altro che il casus belli necessario all’avvento della legge 194. Il ruolo centrale degli Agnelli nell’ecatombe che ne seguì è quindi da non sottovalutare. Essi non facevano altro che viaggiare su di una linea tracciata nei decenni dai loro soci Rockefeller, e teorizzata scientificamente dal loro uomo Aurelio Peccei. Anche per questo, dobbiamo comprendere come la famiglia Agnelli sia un pericolo per questo Paese. Nella politica, nei giornali e perfino nel calcio, il loro nome incute ancora oggi timore e sudditanza psicologica. Ma va da sé, a loro tutto è permesso. Hanno aiutato il Male a portare l’aborto in Italia. Diciamo che sono stati ampiamente premiati. Io però continuo a credere che una punizione arriverà, anche prima che venga il giudizio vero.

    Roberto Dal Bosco / fonte riscossacristiana

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  • Torino, il primo sindaco non targato FIAT e i presunti terremoti politici in Italia

    Torino, il primo sindaco non targato FIAT e i presunti terremoti politici in Italia

    Martedì, 21 Giugno/ 2016

    – di Roberto Pecchioli  – 

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, comunali, elezioni, Raggi e Grillo, M5S, Piero Fassino, Virginia Raggi, De magistris, Fiat, Chiara Appendino, terremoti politici, Gianni Agnelli, Torino, Strapotere Fiat 

    Torino, il primo sindaco non targato FIAT e i

    presunti terremoti politici in Italia

    Comunali – Riflessione sui risultati elettorali

     

    di Roberto Pecchioli

    presunti terremoti politici in Italia

     Terremoti politici o presunti tali…                                                                 

    Roma – di Roberto Pecchioli – Le elezioni comunali hanno determinato un discreto terremoto politico (per molti preannunciato e pianificato, come probabilmente accaduto a Roma, dove si è avuta l'impressione che la politica che conta abbia fatto di tutto per far vincere il M5S di Raggi, Grillo & Co: come spiegare, altrimenti, le irrazionali divisioni che hanno "accomunato" i cosiddetti oppositori del centro-destra? – Ndr). Personalmente, non avrei partecipato ai ballottaggi di Roma, Milano e Napoli, per antipatia o insormontabile distanza da tutti i candidati. Sarei invece corso a votare contro il candidato di sinistra a Trieste. Amo quasi selvaggiamente quella città e l’Istria, terra di gente che ha voluto essere italiana e ne ha pagato il conto. Il PD locale, che millanta un "neo patriottismo" di facciata, si è presentato con doppia denominazione e sono quindi strafelice della sconfitta di Demokratska Stranka! Ugualmente, avrei votato con piacere Chiara Appendino a Torino. L’ho vista per la prima volta in TV dopo il primo turno: una ragazzona normale e felice, mamma da pochi mesi, l’aria di quelle giovani che riescono benissimo in ciò a cui si applicano. Ha detto cose di buon senso, con semplicità e senza quell’aria da padreterni/e che assumono così spesso i politici in carriera. L’ho poi seguita con piacere sui canali televisivi locali visibili in Liguria e ne ho tratto una bella impressione. Di fronte a Fassino, vizzo, palesemente svuotato, teso a ripetere come un disco rotto vecchie parole d’ordine cui è il primo a non credere, non c’era partita. Ora, per la bocconiana torinese inizia il difficile. Auguri.

     Il cambiamento (!?)                                                                                            

    La vera notizia, tuttavia, non è la sua vittoria, bensì la sconfitta della Torino che conta, il fatto che, dopo decenni, il sindaco non è espressione della Fiat, che, da domenica 19 giugno è diventata ancora di più la FCA con sede in Detroit. Una prova è lo stizzito titolo a tutta pagina della Stampa, il quotidiano della Real Casa Agnelli: “ha vinto la protesta”. Nel pomeriggio, persino il grande sconfitto granduca fiorentino ammetteva che no, il voto degli italiani, e dei torinesi, è stato di cambiamento. Ma sarà poi cambiamento reale? O un semplice assist giornalistico del "premier mai eletto" verso compagini, in fin dei conti, non troppo lontane dall'ideologia unica mondiale, social-mercatista? (Ndr). Fassino, che a circa 70 anni potrà godersi una meritata pensione dopo una carriera fortunata probabilmente al di là dei meriti, si è lamentato, terreo in volto e con l’aria di chi è stato investito da un treno anche in assenza di binari, del voto del centrodestra alla sua avversaria. Forse occorrerà spiegarglielo, ma il ballottaggio funziona proprio così: chi non ha i propri rappresentanti, sceglie, se vuole , chi ritiene meno peggio. Nel caso torinese, è di tutta evidenza che aprire le finestre, togliere l’aria viziata del potere della sinistra politico-automobilistica è un gesto di speranza e di vita.

     Strapotere Fiat                                                                                                    

    La Fiat, a Torino ed in Piemonte,  controlla tutto, comanda tutto, nel tempo ha assorbito o distrutto qualunque realtà estranea al suo dominio. Giovanni Agnelli dalla erre moscia e dall’orologio sopra il polsino fece di Torino il giardino di casa. Non si è mossa foglia, per troppo tempo, che l’Avvocato non volesse, come prima di lui Vittorio Valletta e successivamente Umberto, Lapo e tutti gli altri. La Stampa, alle elezioni, ha sempre preso posizione a favore dei graditi di Corso Marconi, che hanno poi regolarmente vinto la partita. I comunisti torinesi "critici" e di "vecchio stampo" , quando parlano fuori dai denti, considerano Fassino uno dei tanti “graditi” alla Real Casa fin dai tempi del grande partito operaio. Stavolta, ha vinto la giovane Appendino, che ha ribaltato l’esito del primo turno, incassato i voti della destra, con orrore del povero Grissino, e, indubbiamente ha perduto la Fiat. Che, davvero, il potere forte per eccellenza non sia più tale? O forse i torinesi, come la maggioranza degli italiani, sono così stanchi da non ascoltare più le sirene del potere.

    presunti terremoti politici in Italia

     I campioni del liberalismo progressista                                                        

    I giornalisti allineati della Stampa  sono da oltre mezzo secolo i campioni del liberalismo progressista, la cui variante torinese sono i detriti ultimi dell’azionismo gobettiano, bobbiano , gli intellettuali organici della casa editrice Einaudi e, naturalmente, i professoroni in grisaglia subalpina dell’Istituto Agnelli. Forse per i loro ottimi stipendi, più probabilmente per dovere d’ufficio, dimenticano che la protesta che tanto aborrono è quella di centinaia di migliaia di disoccupati o sottooccupati, pensionati a basso reddito, cassintegrati, giovani qualificati che tirano avanti con i voucher, commercianti distrutti dagli ipermercati e dalla criminalità straniera, che ha preso possesso di interi quartieri ( San Salvario, Porta Palazzo, ma anche le vecchie “barriere operaie”). Loro abitano alla Crocetta o a Santa Rita, più spesso in collina e non protestano. Certo,

     Contro la "Torino che conta"?                                                                          

    Chiara Appendino avrà contro di sé tutta la Torino che conta, quella che ha l’abbonamento in tribuna allo Juventus Stadium, quella dei capi e dei dirigenti Fiat, del potere culturale, i sindacati di potere, l’alta burocrazia comunale e regionale, che si metterà di traverso fin da oggi, i poteri bancari. Torino è la città di Intesa San Paolo, e, attraverso la ex Cassa di Risparmio cittadina, conta molto in Unicredit. Sono i due maggiori azionisti di Bankitalia, dunque hanno un peso perfino nella BCE. Il loro management  (non sia mai che si dica dirigenza) se si è scomodato a raggiungere i seggi ha certamente votato Fassino, e loro non gradiscono le elezioni, fastidiosa occasione in cui, bene o male, bisogna contare i voti, e non “pesarli”, come sono abituati a fare nei loro consigli d’amministrazione. In più, amano la “stabilità”, che , nella lingua di costoro, vuole dire comandiamo noi e lasciateci fare.

    presunti terremoti politici in Italia

     Effetto banca Etruria                                                                                         ​

    Il governo, per bocca della dolce Maria Elena Boschi, aveva già minacciato i cittadini che non avessero scelto sindaci PD di chiudere i rubinetti del denaro statale. Peraltro, la poverina è stata sconfitta proprio nella sua città, Montevarchi, passata a destra dopo 70 anni (effetto banca Etruria…) , ma certo il giglio magico sarà particolarmente avaro con Roma e Torino, che hanno capovolto la mappa del potere municipale. Fiat, a sua volta, si metterà di traverso in ogni modo, anche se la Appendino ha svolto la tesi di laurea alla Bocconi sul bilancio della Juventus, oppure proverà a cooptarla nel sistema di potere. E’ il metodo più sicuro, che l’Avvocato teorizzò con il suo noto cinismo (da morto lo si può criticare…), affermando che il miglior governo di destra è quello di centro-sinistra.

     La strada e i chiodi                                                                                              ​

    Se Chiara e i suoi resisteranno alle lusinghe, e non sarà facile, passeranno alle minacce, alle campagne di stampa e a tutto l’armamentario di chi ha le redini del potere. Per ora, lasciamo che gli roda, e che si stupiscano del voto di quella città che hanno dominato, sfigurandola, almeno dagli anni 30 del novecento. E’ stato bello, comunque, leggere sul viso del loro vecchio amico lo stupore, l’incredulità, lo smarrimento. Per ora, grazie, dottoressa Appendino. Ma, sappilo da subito, non basta l’onestà, non bastano le buone intenzioni. Hai strappato la bicicletta a Coppi: adesso pedala, e cerca di avere ruote di prima qualità, perché la strada, a casa Fiat, è disseminata di chiodi, cocci di bottiglia, trappole e cunette. Da buona torinese, impara a diffidare dei sorrisi falsi e cortesi dei signori e delle madame del caffè San Carlo. Cerea, madamin!

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)
     
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    Sabato, 28 Maggio / 2016 – di Roberto Pecchioli  –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Vienna, Massoneria, Giovanni III Sobieski, Hofer, Van der Bellen, le oligarchie in Europa ed in Occidente, Israele, razzista, populista, xenofobo, estremista di destra, luoghi comuni, strategie mediatiche, lezione di Orwell, George Orwell, Jacques Sapir, Tolleranza, Voto e disinformazione, un trucco antico, Salvini in Israele, Papa Pio XII, Repubblica e Monarchia, paesi ex comunisti, democrazia e massoneria  Riflessioni dopo […]

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    Giovedì, 28 Aprile/ 2016    – di Elia Menta – Redazione Quieuropa, Movimento 5 Stelle, Elia Menta, Casaleggio, Grillo, politica della sedia a dondolo, Nuovo Ordine Mondiale, incanalare la protesta verso un binario morto, illusione, immobilismo del Movimento 5 Stelle, moneta, Nato   Casaleggio e il Movimento 5 Stelle – il grande equivoco  M5S: strumento prefabbricato dal "Nuovo Ordine Mondiale" […]

    In morte di Casaleggio, l’abile illusionista – Uno non vale uno

    In morte di Casaleggio, l’abile illusionista – Uno non vale uno

    Mercoledì, 13 Aprile/ 2016    – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Gianroberto Casaleggio, morte, illusionista, burattinaio, Beppe Grillo, Movimento 5 Stelle, Democrazia eterodiretta, reddito di cittadinanza,  M5S, Stampella del governo, critica del Professor Becchi, Sovranità economica e monetaria, bizzarra parabola di Gianroberto Casaleggio  In morte di Casaleggio, l'abile illusionista – Uno non vale uno La morte di Gianroberto Casaleggio […]

     

  • E a voi che voglio parlare! – L’unica salvezza dalla catastrofe in atto

    E a voi che voglio parlare! – L’unica salvezza dalla catastrofe in atto

    Martedì,  Giugno 30th/ 2015    
     

    – Sete di Giustizia Lamezia Terme e Sergio Basile –

    Redazione Quieuropa, Il Lione, Rivoluzione d'Ottobre, il vero Spirito della Rivoluzione, Eric Laurent, La corde pour les pendre, Gianni Agnelli, Kruscev, Radio France, Pio XI, Quadragesimo Anno, imperilismo internazionale dl denaro, comunismo e capitalismo, moneta debito, Giacinto Auriti, Massoneria, Club di Roma, Fidel Castro 

    Società – Riflessione sul terribile tempo presente e sugli strascichi della Rivoluzione:

    l'imperialismo internazionale del danaro: Social-Comunismo e Liberal-Capitalismo

    E a voi che voglio parlare! – L'unica salvezza dalla

    catastrofe in atto

    "Fra dieci anni questi pagliacci saranno scomparsi, ma voi

    sarete sempre là… Voi siete il vero potere…"

     

    Il Lione / Sete di Giustizia Lamezia Terme e Sergio Basile

    vero potere - social comunismo liberal capitalismo - imperialismo monetario

     E a voi che voglio parlare! – Voi siete il potere!                                            

    Lamezia Terme, Mosca – Il Lione / Sete di Giustizia Lamezia Terme e Sergio Basile – “È a voi che io voglio parlare. Fra dieci anni questi pagliacci saranno scomparsi, ma voi sarete sempre là. Voi siete il vero potere, il solo con il quale desidero realmente negoziare”: un’amara realtà con la quale siamo tutti chiamati a fare i conti. Di storie straordinarie Eric Laurent (1), ne racconta una infinità nel suo libro (La corde pour Les pendre – vedi qui La corde pour les pendre) (2) dove si parla di tante persone, anche di Gianni Agnelli, al quale, secondo l’autore, Kruscev dedicò una battuta storica. Il presidente della Fiat era arrivato a Mosca nel 1958 con una delegazione di uomini politici italiani e di industriali. Ad un certo momento Kruscev lasciò bruscamente i due ministri italiani con i quali parlava e si avvicinò, indice puntato, ad Agnelli, che era circondato da alcuni colleghi. “E’ a voi che voglio parlare (esclamò il leader sovietico). Fra dieci anni questi pagliacci saranno scomparsi, ma voi sarete sempre là. Voi siete il vero potere, il solo con il quale desidero realmente negoziare”.

    (1) Giornalista di Radio France, esperto di problemi di politica estera.

    (2) Il titolo di questo libro è ripreso da una famosissima battuta di Lenin “Saranno i capitalisti stessi (disse) a venderci la corda con i quali li impiccheremo”.

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     Il vero spirito della Rivoluzione d'Ottobre (falce, martello e capitali)    

    La battuta è brutale quanto si vuole, ma chiarisce perfettamente la situazione esistente in Unione Sovietica dai giorni della Rivoluzione d’Ottobre: il rapporto sempre stretto con il grande capitalismo d’occidente (vedi qui Nuovo Disordine Mondiale. La trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità) (3)». Oggi, comunque, nonostante l’Unione Sovietica non ci sia più, questi ci sono ancora e sembra che siano più forti di allora. È con questo « … funesto ed esecrabile imperialismo internazionale del denaro … », come lo definì mirabilmente Pio XI nella “QUADRAGESIMO ANNO” (vedi qui Quadragesimo anno – PDF – Fondamenti della Dottrina Sociale della Chiesa e qui L’Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI), che volenti o nolenti dobbiamo fare i conti oggi; sono questi gli avversari che abbiamo davanti.

     (3) Piero Paoli, « Falce, martello e capitali,  I singolari rapporti fra Urss e Usa», LA NAZIONE, 03 marzo 1985.

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     L'unica salvezza dalla catastrofe in atto                                                        

    Solo una sana politica che riconosce nel soprannaturale, cioè in Dio e nella sua legge, una guida sicura, può ancora salvarci dal procedere della catastrofe in atto (vedi qui Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che si vince con le armi dello Spirito e qui 25 Aprile e Nuovo Ordine Mondiale: le profezie di Padre Pio e Benedetto XV). Se siamo veramente Cristiani (o meglio ancora, se siamo Cristiani con la “C” maiuscola) non dobbiamo avere paura. Facciamo come abbiamo sempre fatto in momenti come questi, rimbocchiamoci le maniche e invece di piangerci addosso, cominciamo a lavorare per la gloria di Dio: il da fare non ci mancherà! L'imperialismo monetario – Social-Comunista e Liberal-Capitalista – che si regge sulla religione dell'anti-Cristo e vede nelle logge massoniche – prima ancora che nei partiti collusi con la causa mondialista – il fulcro della propria essenza, si vince smascherando l'inganno monetario-finanziario (vedi qui Il Sionismo e l’arma economico-finanziaria – Confessioni di un rabbino e qui L’essenza della truffa più infame della Storia: un sistema che premia furbi e disonesti) pregando e impegnandosi fattivamente nelle nostre rispettive comunità sociali, con azioni concrete e combattendo le menzogne e le eresie: religiose ed economiche. Non dimentichiamo che il potere – come insegna il grande ed indimenticato Professor Giacinto Auriti – ce l'abbiamo noi! (vedi qui Il Potere ce l’abbiamo noi… Se solo lo capissimo, qui La Contromassoneria del Bene Comune, qui Sovranità alimentare e sostanziale: Proprietà Popolare della Moneta unica via e qui Proprietà popolare della moneta: unica via).

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    Il Lione / Sete di Giustizia Lamezia Terme e Sergio Basile

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     Quadragesimo Anno – Pio XI – Fondamenti Dottrina Sociale della Chiesa   
     

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     Estratto da "Quadragesimo Anno" – Pio XI – 14 Maggio 1931                          
     
     
    Quadragesimo anno – Papa Pio XI
     
    vero potere - social comunismo liberal capitalismo - imperialismo monetario
     
     L'economia orribilmente crudele                                                                    
     

    Tratto dall'Enciclica "Quadragesimo Anno", 14 Maggio 1931 – "In primo luogo ciò cheferisce gli occhi è che ai nostri tempi non vi è solo concentrazione della ricchezza, ma l’accumularsi altresì di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell’economia in mano di pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi però dispongono a loro grado e piacimento. Questo potere diviene più che mai dispotico in quelli che, tenendo in pugno il danaro, la fanno da padroni; onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso, di cui vive l’organismo economico, e hanno in mano, per così dire, l’anima dell’economia, sicché nessuno, contro la loro volontà, potrebbe nemmeno respirare. Una tale concentrazione di forze e di potere, che è quasi la nota specifica della economia contemporanea, è il frutto naturale di quella sfrenata libertà di concorrenza che lascia sopravvivere solo i più forti, cioè, spesso i più violenti nella lotta e i meno curanti della coscienza. 

     La concentrazione della ricchezze e le 3 lotte per il Predominio              

    A sua volta poi la concentrazione stessa di ricchezze e di potenza generatre specie di lotte per il predominio: 1) dapprima si combatte per laprevalenza economica; 2) di poi si contrasta accanitamente per ilpredominio sul potere politico, per valersi delle sue forze e della sua influenza nelle competizioni economiche; 3) infine si lotta tra gli stessi Stati, o perché le nazioni adoperano le loro forze e la potenza politica a promuovere i vantaggi economici dei propri cittadini, o perché applicano il potere e le forze economiche a troncare le questioni politiche sorte fra le nazioni. 

     Funeste conseguenze dello Spirito Individualistico                                     

    Funeste conseguenze – Ultime conseguenze dello spirito individualistico nella vita economica sono poi quelle che voi stessi, venerabili Fratelli e diletti Figli, vedete e deplorate; la libera concorrenza cioè si è da se stessa distrutta; alla libertà del mercato è sottentrata la egemonia economica; alla bramosia del lucro è seguita la sfrenata cupidigia del predominio; e tutta l’economia è così divenuta orribilmente dura, inesorabile, crudele.

    vero potere - social comunismo liberal capitalismo - imperialismo monetario

     L'abbassarsi della dignità dello Stato                                                             

    A ciò si aggiungono i danni gravissimi che sgorgano dalla deplorevole confusione delle ingerenze e servizi propri dell’autorità pubblica con quelli della economia stessa: quale, per citarne uno solo tra i più importanti, l’abbassarsi della dignità dello Stato, che si fa servo e docile strumento delle passioni e ambizioni umane, mentre dovrebbe assidersi quale sovrano e arbitro delle cose, libero da ogni passione di partito e intento al solo bene comune e alla giustizia. Nell’ordine poi delle relazioni internazionali, da una stessa fonte sgorgò una doppia corrente: da una parte, il nazionalismo o anche l’imperialismo economico; dall’altra non meno funesto ed esecrabile, l’internazionalismo bancario o imperialismo internazionale del denaro, per cui la patria è dove si sta bene".

     La Filosofia Sociale Cristiana                                                                           

    I rimedi – Ora, con quali mezzi si possa rimediare a un male così profondo, già l’abbiamo indicato nella seconda parte di questa enciclica, dove ne abbiamo trattato di proposito sotto l’aspetto dottrinale: qui ci basterà ricordare la sostanza del Nostro insegnamento. Essendo dunque l’ordinamento economico moderno fondato particolarmente sul capitale e sul lavoro, devono essere conosciuti e praticati i precetti della retta ragione, ossia della filosofia sociale cristiana, concernenti i due elementi menzionati e le loro relazioni. Così, per evitare l’estremo dell’individualismo da una parte, come del socialismo dall’altra, si dovrà soprattutto avere riguardo del pari alla doppia natura, individuale e sociale propria, tanto del capitale o della proprietà, quanto dellavoro.

     Capitale, Lavoro e Carità Cristiana                                                                 

    Le relazioni quindi fra l’uno e l’altro (capitale e lavoro) devono essere regolate secondo le leggi di una esattissima giustizia commutativa, appoggiata allacarità cristiana. È necessario che la libera concorrenza, confinata in ragionevoli e giusti limiti, e più ancora che la potenza economica siano di fatto soggetti all’autorità pubblica, in ciò che concerne l’ufficio di questa. Infine le istituzioni dei popoli dovranno venire adattando la società tutta quanta alle esigenze del bene comune cioè alle leggi della giustizia sociale; onde seguirà necessariamente che una sezione così importante della vita sociale, qual è l’attività economica, verrà a sua volta ricondotta ad un ordine sano e bene equilibrato.

    Pio XI, Brano tratto da "Quadragesimo Anno", 

    Enciclica, del 14 Maggio 1931, emanata in piena

    Grande Depressione

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     Link Correlato – La corde pour les pendre                                                            

     

     

     

     

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    Giovedì,  Luglio 24th/ 2014 – Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa,  Gaza, Palestina, Israele, ebraismo, sionismo-ebraico, democrazia occidentale, Petrolio, armi di distruzione di massa,  l'asse del male, origini del sionismo, rivelazioni eccezionali, Stalin, hitler, Karl Marx, Credo sionista, theodor herzl, Moses Kiessel Marx Mordechai Levi, marxismo, bolscevismo, Reinhold Niebur, Rabbi Harry Waton, Rivoluzione Francese, Rivoluzione bolscevica, comunismo e socialismo  Origini […]

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Giovedì,  Giugno 11st/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "La Malattia del Plusvalore" di Auriti e intorno al caso Alitalia e contestuale ruolo dei Sindacati  Sergio Basile, Redazione Quieuropa, Maurizio Lupi e Giuliano Poletti, Giacinto Auriti,  caso Alitalia, segretari generali  sindacati, Cgil, Cisl, Uil, Gabriele del Torchio, Caso Alitalia, Karl Marx, dottrina sociale della Chiesa  Mistero Marx – Ruolo dei […]

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Martedì,  Luglio 1st/ 2014  – Giorgio Bongiovanni / integrazioni Redazione QE – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa   Integraz. a cura della Redaz. Quieuropa (Copyright © 2013 Qui Europa)   Redazione Quieuropa, Giorgio Bongiovanni, Mistero Marx, I Signori del Mondo, internazionale socialista, Karl Marx, Il Manifesto, élite occulta, nobiltà nera, comunismo, Protocolli dei Savi di Sion, banche internazionali, settore petrolifero, infiltrati nella […]

    Cinesizzazione e Terzomondializzazione indotta. Cosa fare?

    Cinesizzazione e Terzomondializzazione indotta. Cosa fare?

    Sabato,  Agosto 30th/ 2014 – di Chiara Comini – Sete di Giustizia e Redazione Quieuropa  – Redazione Quieuropa, Chiara Comini, Sete di Giustizia, Cinesi in Italia, Invasione cinese, Cinesizzazione dell'Italia, Terzomondializzazione dell'Italia, in fuga dalle bombe occidentali, quartiere cinese a Prato, reddito di cittadinanza, proprietà popolare della moneta, Art. 1 della Costituzione  Cinesizzazione e Terzomondializzazione indotta. Cosa fare? Riconquistare […]

    La Profezia di Dostoevskij sull’ora presente. Un mondo di indemoniati?

    La Profezia di Dostoevskij sull’ora presente. Un mondo di indemoniati?

    Domenica,  Marzo 15rd/ 2015 di Don Giorgio Ghio / "Il Giudizio Cattolico" Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Redazione Quieuropa, Il Giudizio Cattolico, Don Giorgio Ghio, Comunismo, Russia, Dostojevskij, Posseduti, Rivoluzionari russi, Chiesa, Crocifisso, Medaglia Miracolosa, Profezia  La Profezia di Dostoevskij sull'ora presente. Un mondo di indemoniati? La profezia di Dostoevskij […]

    Astana – città esoterica, simbolo del Nuovo Ordine Mondiale

    Astana – città esoterica, simbolo del Nuovo Ordine Mondiale

    Martedì, Aprile 7th/ 2015 – Redazione Qui Europa  – Redazione Quieuropa, Astana, Nursultan Nazarbayev, Kazakistan, Presidente del Kazakistan, Città faraonica, massoneria, illuminati, satanisti, culto solare, Flash Gordon, Metropolis, la prima capitale del Nuovo Millennio, New World Order, seguaci di satana, Protocolli dei Savi di Sion, giudeo-massoneria, Agenda degli Illuminati, Bayterek Tower, Sir Norman Foster  Astana, Kazakistan – La prima capitale […]

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    Sabato, Maggio 10th/ 2014  – di Sergio Basile – Bruxelles, Varsavia, Washington, New York, ALDE, federalisti, Altiero Spinelli, Stati Uniti d'Europa, M5S, Belle Brillo, PFE, ideale filo-imperialista, Guy Verhofstadt, Manuel Barroso, Jacque Delors e  Richard Coudenhove Kalergi, Speech by Guy Verhofstadt at the European Policy Centre on September 21, 2000, rivoluzioni colorate, Beppe Grillo, European Policy Centre: an indipendent think tank, at the cutting edge […]

    Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la storia…

    Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la storia…

    Giovedì,  Ottobre 10th/ 2013 – di Sergio Basile – OCSE, italiani popolo di ignoranti, Italia, Sionismo, massoneria, Spagna, Socialismo, Illuminismo, non conosciamo la storia, Comunismo, Illuminati di Baviera, Piano Dullas, Cia, P2, Hitler, Stalin, Berlusconi, Messico, Ue, Piano Kalergi, iper-immigrazione, Garibaldi, breccia di porta Pia, Commonwealth, esoterismo, occultismo, logge massoniche  Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la […]

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    Lunedì,  Settembre 22th/ 2014  – di Cristiano Tresoldi e Redazione QE – Premessa di Sergio Basile Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cristiano Tresoldi, Sergio Basile, Informazione, giornalismo, disinformazione, ideologia, verità storica, Mano nascosta, giornali e sistema bancario, giornali e moneta, indipendenza, falso dissenso, Mano nascosta, Cherep Spiridovich, Wall Street, ambasciate  La stampa […]

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

    Giovedì,  Luglio 3rd/ 2014  – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione QE – Redazione Quieuropa, Redazione Centro San Giorgio, Paolo Baroni, Nuovo Ordine Mondiale, Il piano di Alice Bailey e il Nuovo Ordine Mondiale, I 10 Punti definiti nel 1922 a cura della fondatrice della Lucis Trust, Lucifer Trust,  l'Agenda degli Illuminati del 1776, rottamare Gesù Cristo, Internazionale Socialista, New Age, Il movimento della Nuova […]

    Mistero Marx – Quello che le Università Occultano

    Mistero Marx – Quello che le Università Occultano

    Giovedì,  Giugno 5th/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "L'altra faccia di Karl Marx" di Richard Wurmbrand Sergio Basile, Redazione Quieuropa, L'altra faccia di Karl Marx, Richard Wurmbrand, Karl Heinrich Marx, materialismo storico, Lotta rivoluzionaria tra due fazioni sapientemente contrapposte, sterco di Satana, il giovane Marx,  Il "Cristiano" Marx – Dalla lode del sacrificio alla strana metamorfosi, l'essenza del sacrificio cristiano, Oulanem,  inversione tipica del satanismo e delle […]

    Il Vero Volto del Consumismo e l’inganno del Rapporto Debito/PIL

    Il Vero Volto del Consumismo e l’inganno del Rapporto Debito/PIL

    Giovedì, Ottobre 3rd/ 2013  – di Gerardo Campagna – Sete di Giustizia – e Sergio Basile – Italia, Aumento Iva, Gerardo Campagna, Sete di Giustizia, Sergio Basile, Debito Pubblico, Rapporto Debito/Pil, Eurozona, Limiti del Consumismo, Parlamento, Gioco delle parti, Soviet, Ue, Eurss, Barroso, Movimento 5 Stelle, Casta Partitica filo-europeista, BCE, Opere pubbliche e interessi sul debito  Il Vero Volto […]

    La Contromassoneria del Bene Comune

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    Domenica, Giugno 15th/ 2014 – di Nicola Arena  – Redazione Qui Europa, Nicola Arena, L'industria dell'infelicità e il  sistema del Debito, Pericoli derivanti dal Sistema del Debito, Pericoli derivanti dal Sistema del Debito, John e Robert Kennedy e Aldo Moro, produzione di sola infelicità, La nascita della responsabilità morale, Giacinto Auriti,  La contromassoneria del bene comune  Pericoli derivanti dal Sistema del Debito Rinnovamento culturale al tempo […]

    Sovranità alimentare e sostanziale: Proprietà Popolare della Moneta unica via

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    Mercoledì,  Ottobre 8th/ 2014  – di Giovanni Agostino / SdG Messina – Redazione Quieuropa, Giovanni Agostino, Sete di Giustizia, Giacinto Auriti, Messina, commissione Affari sociali alla Camera, Giuliano Poletti, proprietà popolare della moneta, Romania, Cinesizzazione, liberarsi dai debiti  Sovranità alimentare e sostanziale: Proprietà Popolare della Moneta unica via Diminuisce il pane, aumenta la Sete di Giustizia: solo la proprietà popolare […]

    Proprietà popolare della moneta: unica via

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    Venerdì, Marzo 21st/ 2014 – di Fabrizio Fiorini / Scuola di Studi Giuridici e Monetari, Giacinto Auriti –  Giacinto Auriti, Scuola di Studi Giuridici e Monetari, Proprietà Popolare della moneta, bomba atomica, reddito di cittadinanza  Proprietà popolare della moneta: unica via Come le potenza di una bomba atomica: un qualcosa capace di cambiare la storia dell'umanità ►Video […]

    Il Potere ce l’abbiamo noi… Se solo lo capissimo

    Il Potere ce l’abbiamo noi… Se solo lo capissimo

    Sabato, Marzo 1st/ 2014 – di Alberto Medici / Redazione Losai – Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Iniziativa di Libero Confronto, Giacinto Auriti, Alberto Medici, Proprietà popolare della moneta, Valore puramente convenzionale della Moneta, Facebook compra Whatsapp, Skype venne acquisita da Microsoft, Zuckemberg, Strategie di controllo, l'unità fa la forza  Il Potere ce l'abbiamo noi… […]

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Giovedì,  Giugno 11st/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "La Malattia del Plusvalore" di Auriti e intorno al caso Alitalia e contestuale ruolo dei Sindacati  Sergio Basile, Redazione Quieuropa, Maurizio Lupi e Giuliano Poletti, Giacinto Auriti,  caso Alitalia, segretari generali  sindacati, Cgil, Cisl, Uil, Gabriele del Torchio, Caso Alitalia, Karl Marx, dottrina sociale della Chiesa  Mistero Marx – Ruolo dei […]

    Moneta Debito – Come il giorno e la notte… Contraddizioni dei profeti del nulla

    Moneta Debito – Come il giorno e la notte… Contraddizioni dei profeti del nulla

    Martedì,  Settembre 23rd/ 2014  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Libero Confronto, Paolo Barnard, Warren Mosler, MMT, sovranisti, Matteo Salvini, Claudio Borghi, Paolo Barnard, Beppe Grillo, Giulietto Chiesa, Alain Parguez , San Francesco d'Assisi, San Bernardino da Siena, Maurice Allais, Padre Quirino Salomone, Giacinto Auriti, Capitalismo e sistema bancario, come il giorno e la notte, dissenso controllato, falsi dissidenti e […]

    L’essenza della truffa più infame della Storia: un sistema che premia furbi e disonesti

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    Sabato,  Aprile 18th/ 2015 – di Nicola Arena e Sergio Basile, "Sete di Giustizia" – Redazione Quieuropa,  Nicola Arena, Sete di Giustizia, Giacinto Auriti, Debito Pubblico, Anguillara Sabazia, Moneta, Signoraggio bancario, contenitore vuoto, emissione senza riserva, media e università, il rovesciamento della piramide, un sistema che premia furbi e disonesti, plagio mentale e distorsioni di valore  Moneta  – Il […]

    Moneta – Limiti dei sindacati e crimini moderni della società strumentale

    Moneta – Limiti dei sindacati e crimini moderni della società strumentale

    Sabato,  Marzo 28th/ 2015 – di Sergio Basile, Presidente "Sete di Giustizia"-  Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Giacinto Auriti, Sergio Basile, Maurizio Landini, logiche di partito, società organica e società Strumentale, sistema bancario, ruolo dei sindacati, surplus, Banca d'Inghilterra, logica tomista, San Tommaso d'Aquino, Hegel, Jobs Act, proprietà popolare della moneta, massoneria, uomini schiavi della moneta  San Tommaso d'Aquino […]

    Signoraggio – Il potere dell’Ignoranza indotta e la rivolta dei ribelli ciechi

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    Martedì,  Ottobre 14th/ 2014       – di Nicola Arena, Sete di Giustizia – Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Sete di Giustizia, Sergio Basile, Bastabugie, La Nuova Bussola Quotidiana, Signoraggio bancario, disinformazione, ignoranza, Debito Pubblico, ideali contrari alla purezza dell’anima, scherzo alla "Pinocchio", finalità di mutuo-soccorso funzionali ai bisogni dei cittadini,  dimostrare di non aver capito assolutamente nulla né sulla crisi-truffa […]

    Il Male, la Moneta, L’asservimento Spirituale

    Il Male, la Moneta, L’asservimento Spirituale

    Venerdì,  Ottobre 10th/ 2014       – di Nicola Arena / Sete di Giustizia Anguillara Sabazia –  Premessa ed introduzione di Sergio Basile Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Sete di Giustizia, Anguillara Sabazia, Giacinto Auriti, Caserta, Angela Merkel, Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, Matteo Renzi, Martin Schulz, Sergio Basile, rate del MES, austerity-crescita, onestà e irrazionalità unite insieme danno il fanatismo, Dottrina sociale della Chiesa, diritto […]

    Fame, Expo, lotta agli sprechi e propaganda

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    Giovedì,  Maggio 7th/ 2015       – di F.L. Sete di Giustizia Genova – Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia Genova, Mons. Galatino, sprechi, Tobin Tax, Moneta Debito, palliativi, usura monetaria, banche centrali, propaganda, Expo 2015, Milano  Fame, Expo,  lotta agli sprechi e propaganda  Il cuore del problema che genera la fame del mondo oltre i facili slogan […]

    L’addio a Nicole, neonata morta d’usura – Chi non s’incazza è una bestia!

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    Sabato, Febbraio 14th / 2015     – di Sergio Basile, Presidente "Sete di Giustizia" – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, usura monetaria, Giacinto Auriti, Nicole, Muore neonata, Catania, Usura, Chi non si incazza è una bestia, pubblica sanità  Nicole nasce e muore per mancato soccorso: non c'è posto negli ospedali L'addio a Nicole, neonata morta d'usura La vita di una neonata vale meno […]

    La lupa, il massone e la madre di tutte le schiavitù

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    Mercoledì, Febbraio 21st / 2015     – di Rocco Carbone e Sergio Basile, Sete di Giustizia – Redazione Quieuropa, Rocco Carbone, Sergio Basile, usura monetaria, Giorgio Napolitano, Papa Francesco, Giacinto Auriti, Moneta debito, proprietà popolare della moneta, lettera a Papa Francesco  La lupa, il massone e la madre di tutte le schiavitù La moneta-debito e la distruzione indotta […]

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     Altri Articoli in Allegato – Approfondimenti                                                                
     

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    Martedì, Marzo 11th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Prima Parte – di Giacinto Auriti  – I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Oro-carta, cos'è la moneta?, Chi crea la moneta?, Perché un Paese più è industrializzato  più produce e più si indebita, verso chi si indebita?, Perché i Paesi […]

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    Giovedì, Marzo 20th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Seconda Parte – di Giacinto Auriti  – Popolo d'Israele e straordinaria concezione della moneta nell'antico testamento, il Mamrè e Israele, il comando della potenza svelato a Mosè nel Deuteronomia, Tobia Tobi e la moneta presso Israele, I Grandi personaggi del […]

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    Domenica, Marzo 23rd/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Terza Parte – di Giacinto Auriti  – Il Mamrè e Israele, il comando della potenza svelato a Mosè nel Deuteronomia,  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, crollo dell'impero romano,nascita della sistema moderna, valoreconvenzionale monetario, la […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Legittimazione di uno Strumento di Dominio Mondiale – 4

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Legittimazione di uno Strumento di Dominio Mondiale

    Martedì, Marzo 25th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Quarta Parte – di Giacinto Auriti  – I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, crollodell'impero romano, i popoli cristiani erano demonetizzati, i misteriosi signori della moneta, sovranità politica e sovranità monetaria, legittimazione di uno strumento di dominio mondiale, […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Schiavi del sistema bancario imperialista  – 5

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti. 5 – Moneta: Così si diventa schiavi del sistema bancario imperialista

    Martedì, Aprile 1st/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Quinta Parte – di Giacinto Auriti  – I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, crollo dell'impero romano, i popoli cristiani erano demonetizzati, i misteriosi signori della moneta, sovranità politica e sovranità monetaria, proprietà popolare della moneta, verso chi ci si inbedita, […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale – 6

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale

    Venerdì, Marzo 11th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Sesta Parte – di Giacinto Auriti  –  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Sistema Bancario, Redazione Quieuropa, il governo occulto, Nuovo Ordine Mondiale, Umanesimo Gnostico, il numero della bestia, liberalcapitalismo, Socialcapitalismo, falsa contrapposizione Usa-Urss, filiali dei […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Dalla Nuova Torre di Babele al Tempo della Grande Speranza – 7

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Dalla Nuova Torre di Babele al Tempo della Grande Speranza

    Sabato, Aprile 12th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Settima Parte – di Giacinto Auriti  –  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Nuovo Ordine Mondiale, Umanesimo Gnostico, il numero della bestia, liberalcapitalismo, Socialcapitalismo, Rothschild, Cavaliere rosa-croce 18° grado, valori spirituali sotto la polvere di musei senza visitatori, Il […]

  • Amsterdam e Londra – Le nuove sedi mondialiste della FIAT

    Amsterdam e Londra – Le nuove sedi mondialiste della FIAT

    Lunedì,  Ottobre 13th/ 2014    
     

    – di Vincenzo Mannello –

    approfondimento di Sergio Basile – Azioni  e Borsa, Limiti e Inganni

    Redazione Quieuropa, Vincenzo Mannello, Sergio Basile, Azioni e borsa, Ferrari, Fiat, Sergio Marchionne, Gianni Agnelli, Luca Cordero di Montezemolo, Amsterdam e londra, Nuove sedi legali e fiscali della Fiat, Club di Roma, Matteo Renzi 

    Amsterdam e Londra – Le nuove sedi mondialiste

    della FIAT

    L'apolide Marchionne conclude la Sua "Grande Opera"

     

    di Vincenzo Mannello

    approfondimenti di Sergio Basile – Azioni  e Borsa, Limiti e Inganni

    Fiat - Sergio Marchionne

     Amsterdam e Londra – Le nuove sedi FIAT                                                      

    Torino, Amsterdam, Londra – di Vincenzo Mannello – Staccata l'ultima gomena che la teneva unita al porto madre italiano, la ex-Fiat, cioè la "nuova Fiat Chrysler Automobiles SCA" è da oggi diretta definitivamente verso il porto di Wall Street e, come vedremo, verso Regno Unito e Olanda.  Al comando dell'unità "ristrutturata" Capitan Sergio Marchionne, apolide canado-svizzero senza patria e fedelissimo – in senso sia materiale che spirituale – del dio "del Profitto". O meglio sarebbe dire: del "dio" profitto. Gli "armatori" Agnelli e gli altri soci americani, piú o meno occulti, hanno scelto Amsterdam e Londra come nuove sedi legali e fiscali dello storico marchio italiano, in nome della "globalizzazione", cioè cantando le lodi del Nuovo Ordine Mondiale!

     L'ossequioso lecchinaggio del Ghota europeista                                             

    A salutare ossequioso la funesta partenza del "mito italiano" (a 48ore – tra l'altro – dallo "struggente discorso" di Luca Cordero di Montezemolo al popolo Ferrari) è comparso tutto il Ghota (maiuscola di demerito) della finanza e della partitocrazia italiana. "Bene, bravo, bis!" questo l'ipocrita coro unanime di saluto. Matteo Renzi, ovviamente, era in prima fila a plaudire il gaudioso evento che già lo stesso aveva osannato indirettamente omaggiando Marchionne a New York. Di seguito tra radio, televisioni e giornali è stato tutto un patetico susseguirsi di celebrazioni da parte di economisti di rango, politologi ed esponenti dei soliti partiti. "Capitan Marchionne ha salvato la Fiat e "garantito" l'occupazione in Italia"! Questa la morale (distorta) della filastrocca cui eco si può ancora udire nei cieli di Torino e dintorni.

    Fiat - Sergio Marchionne

     Nel rispetto della tradizione italiana di Fiat                                                      

    Ma i frutti che in molti fanno finta di non vedere, presto appariranno al sole in tutto il loro "meraviglioso" disgusto. Già in Sicilia, a Termini Imerese, ad esempio, abbiamo gustato un succulento assaggio di tali primizie!  In seguito potranno goderne direttamente gli stessi lavoratori Fiat nel resto dell'Italia, potendo constatare sulla propria pelle cosa vuol dire dipendere in tutto e per tutto da una società "estera": e per giunta americana e guidata da un mercenario. Già! Perché oramai, possiamo dirlo, la (ex) Fiat non ha più nulla da spartire con l'Italia: idem per gli interessi "nazionali", cioè quelli degli europeisti apolidi che obbediscono ai mondialisti padroni della finanza. Gli unici "affari italiani" resteranno quelli legati alla sfera dell'estorsione fiscale ai danni delle famiglie dei contribuenti onesti e non assistiti da nessuno! Parlo, ovviamente, degli interessi afferenti a quei miliardi che nel prossimo futuro Marchionne e soci riusciranno ad estorcere, per gentile concessione del "buon amico" Matteo Renzi, alle famiglie italiane col pretesto di evitare lo smantellamento delle fabbriche dello Stivale, in un alibi perfetto che desterà l'invidia dei migliori romanzieri noir. Questo gioco si! Può davvero dirsi in linea con la più antica ed ortodossa tradizione italiana Fiat!!

     L'epilogo                                                                                                                        

    La Fabbrica Italiana Automobili Torino, nata nel 1899, ha da sempre goduto del sostegno economico di tutti i governi e sotto tutte le bandiere: monarchica, repubblicana e persino di Salò. Centinaia di migliaia di miliardi di vecchie lire – decine di miliardi in euro – sono stati elargiti ai poveri mondialsiti Gianni Agnelli & Co (tra i co-fondatori del Club di Roma) "costo rottamazioni compreso" negli ultimi 115 anni, con "aspirazione" allegra di fondi pubblici pressocché illimitata. Quale storica azienda italica può fregiarsi ad oggi di un trattamento migliore?  Ma soprattutto mi chiedo: alla luce degli ultimi risvolti: cui prodest? Mal viaggio, Capitan Marchionne! A lei ed alla sua disarmante ciurma di mercenari!

    Fiat - Sergio Marchionne

     Borsa – l'amara consolazione di una beffa                                                         

    "Poco male!", penserà qualcuno degli irriducibili ottimisti del web: "a noi – sosterrà il bensante dell'ultim'ora – resterà sempre il provvidenziale sollievo della "Borsa". Ma rispondiamo a costui (o a costoro) evitando battute volgari, con un semplice invito: leggere, studiare ed imparare davvero cosa siano le borse valori, sulla scia del grande insegnamento dell'indimenticato professor Giacinto Auriti.

    Vincenzo Mannello (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

     

    Approfondimento

    di Sergio Basile – FIAT, Azioni  e Borsa, Limiti e Inganni

    Tratto da un articolo di "Qui europa" di Lunedì 28 luglio 2014

    Borsa - Azioni - Giacinto Auriti

     Cos'è davvero l'azione?                                                                                             

    Cos'è l'azione o titolo azionario? Che cosa diventa? Auriti risponde a questi interrogativi fondamentali notando come l'azione non sia altro che un "simbolo nel quale vengono incorporati anche valori monetari che si aggiungono ai valori reali". Una  convenzione che ricorda molto i "simboli-strumento" del passato.

    Borsa - Azioni - Giacinto Auriti

     A chi appartengono i pacchetti azionari? Alle banche!                                  

    Nei secoli le collettività per consuetudine monetaria usarono vari mezzi (oggetti o strumenti) per incorporare i valori monetari: oggetti come conchiglie, pelli, oro, argento erano considerati, per convenzione, simboli nei quali veniva incorporato il potere d'acquisto. Ad un certo punto tali strumenti convenzionali furono sostituiti e surrogati dalle monete… ed infine gli economisti e i fondatori del diritto societario moderno crearono gli strumenti dell'azione e del "pacchetto azionario": strumenti (convenzionali) dotati delle stesse caratteristiche di incorporabilità dei valori monetari. Auriti, in considerazione di ciò si interrogò sulla "bontà", sul funzionamento e sui reali benefi e beneficiari di questo meccanismo. In pratica egli si chiese chi fosse il proprietario "reale" e finale del pacchetto azionario. Questa la conclusione della sottile analisi auritiana: il pacchetto (e la ricchezza reale che esso rappresenta) in ultima istanza finisce nelle mani delle banche, legittimando un irrefrenabile processo di concentrazione delle ricchezze planetarie nelle mani di pochissimi individui che a loro volta governano i gruppi bancari. Si pensi ad esempio allo strapotere della famiglia di banchieri Rothschild: proprietari di gruppi bancari che a loro volta controllano nultinazionali che a loro volta controllano grandi s.p.a., intere nazioni e così via…

    Borsa - Azioni - Giacinto Auriti

     Borsa – un meccanismo anti-concorrenziale                                                   

    Infatti il professor Auriti (vedi video giù in allegato) a supporto di questa tesi notò come le banche fossero diventate le maggiori azioniste di tutte le società quotate in borsa. Quindi il luogo di orientamento e destinazione di tali quote azionarie, chiamato "borsa", non era altro che un sistema (o luogo funzionale agli interessi dell'élite bancaria) ben congegnato all'interno del quale si creava un aumento di valore indotto con il semplice click di un PC al fine di permettere lo spossessamento reale delle ricchezze aziendali e societarie a vantaggio dei "pesci più grossi", che nell'oceano del libero mercato non avevano (e non hanno) alcun problema a divorare i pesci piccoli rappresentati dalle società. Altro che concorrenza dunque! Tutto il contrario! Alla luce di queste osservazioni, dunque, ci si accorge come interi manuali di economia e diritto societario andrebbero letteralmente distrutti e riscritti…(tratto da un articolo di "Qui Europa" del 28 luglio 2014 – vedi qui l'articolo integrale Il Trucco delle multinazionali svelato da Auriti e l’inganno della borsa)

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    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

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  • Monti Bis – I compari del Bilderberg scendono in campo

    Monti Bis – I compari del Bilderberg scendono in campo

    Sabato, Settembre 29th/ 2012 

    – di Sergio Basile e Federica Santoro –

    Italia / Roma / Bilderberg Club / Guerra Mediatica / Mario Monti / Monti Bis / Campagna elettorale / Miliardi / Investimenti / Sky / Mediaset / Rai / La Repubblica / Il Corriere della Sera / Pierferdinando Casini / Pierluigi Bersani / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Commissione Trilaterale / Mario Draghi / Gianni Agnelli / Goldman Sachs / Palazzo Chigi / Finmeccanica / Principio di Sussidiarietà / Trattati Europei / Beppe Grillo / Norvegia / Australia / Guerra Culturale 

    Monti Bis? I compari del Bilderberg Club

    si mobilitano nella Guerra Mediatica

    Un nuovo golpe dei mondialisti pronto per il 2013

    con miliardi di euro in campo

    Il club più occulto e discusso del pianeta vuol aiutare

    il suo pupillo a finire il "lavoretto" in Italia

    Roma – In diversi articoli pubblicati dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" abbiamo svelato un pò di numeri e fatti inequivocabili sui trascorsi di Mario Monti: fatti che la dicono lunga sull'idilliaco rapporto del preside bocconiano con l'occulto Bilderberg Club e con la famigerata Commissione Trilaterale. Ma tali analisi ci hanno indotto a pensare molto anche sulla bontà ed opportunità della chiamata diretta di Monti – da parte del "saggio" Giorgio Napolitano – al trono d'Italia e sulla regia che sapientemente ne avrebbe orchestrato i ritmi e le dinamiche, alle spalle dell'ignaro e dormiente popolo italiano. Perchè proprio Monti? Perchè nominare in fretta e furia un senatore a vita (posto stranamente vacante da tempo) per poi immergerlo nel mondo della politica a pieno titolo e dal portone principale? Ma perchè poi nominare per chiamata diretta il più influente uomo della (discussa) Trilateral Commission per l'Europa? In matematica due più due fa quattro. Studiando la storia, ci si accorge che è stato pressappoco sempre così in dozzine di eventi similari. E che dire dell'altro "mondialista greco" amico dei club occulti, Lucas Papademos, chiamato con tempismo altrettanto perfetto (ma che coincidenza!) sul trono dell'Olimpo ad assicurare la Grecia al suo triste destino? Beh gli effetti si sono visti sia in Grecia che in Italia, con l'apertura di fasi recessive mai viste nella storia; mai viste in tempi così brevi ed in circostanze tanto inique ed opache.

     Il Fedelissimo 

    Ma chi è davvero Mario Monti? Abbiamo visto analizzando le sue "eroiche" e "distruttive gesta" come il re dei neo-liberisti sia, tra gli Italiani, quello che dagli anni Ottanta ad oggi ha collezionato più presenze all'interno dei meeting annuali del Club Bilderberg: oltre trenta. Addirittura più di Gianni Agnelli e dello stesso attuale capo della (privata) Banca Centrale Europea (BCE),  Mariuccio Draghi. L'uomo dei record, dunque! Un fedelissimo! "L'uomo giusto al posto giusto" (secondo Napolitano): posto "provvidenzialmente" – per la gioia della speculazione internazionale – a capo di un Paese meraviglioso, il "Giardino d'Europa", trasformato grazie alle sue politiche recessive ed insane, in pochi mesi, in un arido deserto, costellato di enormi greggi di disperati, disoccupati, poveri e via dicendo.

     Un Miracolo alla Rovescia 

    Un miracolo quello del professore, ma alla rovescia. Peccato che non la vedano proprio così fior di politici come Pierferdinando Casini, Pierluigi Bersani e la stessa strana coppia Alfano-Berlusconi: malgrado le chiacchiere, e le "critiche di circostanza", sempre pronti ad avallare i disastri del governo Monti (dal rialzo delle accise sul carburante, al Fiscal Compact, al MES, solo per citarne alcuni dei più paradossali ed evidenti) accordando oltre 37 fiducie. Segno della completa resa della politica e della democrazia allo strapotere delle lobbies e delle associazioni occulte, mondialiste e filo-anglofone.

     Lo scolaretto che diventa "Gran Maestro" 

    Ma la certezza matematica al suddetto assunto è giunta (per i pochi bisognosi di conferme, e per quelli che evidentemente credevano ancora alla favola della democrazia italiana) nelle settimane scorse, quando cioè, nell’ultima riunione del Comitato direttivo, il Club Bilderberg per la prima volta ha deciso di uscire allo scoperto ed appoggiare apertamente il suo delfino di punta, il "presenzialista" Monti. Premiandolo forse per la sua fedeltà ed il suo ossequioso spirito reverenziale in oltre trent'anni di onorata "carriera" tra i banchi della "Bilderberg School". Come dire: lo scolaretto che diventa "Gran Maestro".

     Monti Bis – Bilderberg Club in Campo! 

    Dunque, senza nemmeno il cruccio di fondare un partito (si sarebbe chiamato probabilmente PLB: "Partito delle lobbies e dei banchieri") il Club Bilderberg avrebbe paventato l'intenzione di partecipare ufficialmente alla lizza per la prossima, imminente, campagna elettorale, entrando direttamente nella scena politica italiana. Come? Semplice! Attraverso l'elargizione di centinaia di miliardi di euro, al fine di permettere la permanenza prolungata del re dei privatizzatori e del rigore, Mario Monti, sullo scranno più alto di Palazzo Chigi.  Evidentemente in italia c'è ancora qualcosa da privatizzare e svendere alla speculazione internazionale o magari agli amici di "Goldman Sachs". Certo, il lavoro da fare è molto – in vista delle fatidiche date del 14-15 Aprile 2013 – ed i miliardi di euro da distribuire saranno davvero molti. Non c'è da perdere tempo! Neanche un minuto!

     Masochisti per scelta 

    Il gruppo, secondo le ultime voci di corridoio, starebbe progettando una vera e propria campagna elettorale senza precedenti nella storia degli stati liberali moderni:  investimenti protesi a dare del professore un'immagine mediatica impeccabile e vincente, a discapito dell'unico vero concorrente  (accanto forse a Maroni e – a fasi alterne – Di Pietro) ad oggi in lizza, il "comico" Beppe Grillo. Un cittadino, già bollato come "inetto" dai media di regime, perchè avrebbe la pecca di essere anche un comico, cioè di far politica, ma nel contempo di fare anche ridere gli Italiani. Cosa di questi tempi davvero difficile, visti i drammi che si respirano in quasi ogni famiglia italiana. Beh! (e scusateci la battuta) Solo per questo bisognerenne già premiarlo! Storie di suicidi, precariato, isolamenti sociali, abbandoni sanitari (visti i 7000 posti letto tagliati da questo impresentabile e disumano governo) sogni infranti, orizzonti chiusi e vite spezzate. Meglio secondo i "saggi media di regime" mandare avanti magari politici in odore di corruzione, ed appartenenti a carrozzoni politici reduci da mille scandali veri: come quelli degli ultimi vergognosi capitoli dei finanziamenti allegri di Finmeccanica. Meglio dunque – anziché un comico ( tra l'altro esperto di economia, laureato e dotato di una propria personalità ed un proprio cervello) mandare avanti automi senza coscienza che non riescono neppure a comprendere come molti diktat europei siano completamente disumani ed iniqui,  e da riggettare con forza, poiché – tra l'altro – in palese contrasto con principi cardine delle stesse Costituzioni nazionali e degli stessi tanto osannati Trattati Europei. Come il Principio di Sussidiarietà, o quello di Uguaglianza. Meglio, dunque, continuare ad appoggiare politici che invece di pensare e far ridere (come Grillo), obbediscono ciecamente a diktat imposti dall'alto e fanno "piangere lacrime amare". Strana malattia il "masochismo"!

     Una pioggia di Miliardi per convincere gli Italiani 

    Una pioggia di miliardi, dunque, sarebbe pronta a scrosciare copiosa sui tetti di Sky, Mediaset e Rai, da Roma a Milano, come su tutti gli altri principali media e giornali di regime che appoggeranno la candidatura del "gelido" professore.  "Nel Comitato Direttivo del Bilderberg – si apprende in un comunicato diramato dai giorni scorsi sul web dal giornale "Redazione Politica" – si è deciso anche la ripartizione degli investimenti usando come metro lo share (indice di ascolto). Un metro diverso si è deciso per la TV di Rupert Murdoch per il quale sono previsti investimenti per oltre 50 miliardi: in questo caso non si c'è basati sullo Share ma sul Target degli utenti. Sky ha meno utenti dei concorrenti, ma di cultura medio alta e con potere incisivo e decisionale sul voto, maggiore.

     Sua Maestà il danaro! 

    Sempre secondo "Redazione Politica", "Altri 40 miliardi saranno messi a disposizione della Rai: di questi 30 miliardi solo alla prima rete nazionale". Ma a quanto pare anche per i principali quotidiani che "tiferanno" per la squadra dei banchieri e per Mario Monti ci sarebbe un altra succulenta e pesante torta di miliardi di euro. D'altra parte il denaro oggi, come forse mai, sembra essere diventato l'entità pensante più "saggia" e "democratica" del pianeta. Come diceva la settimana scorsa in Piazza San Pietro Papa Benedetto XVI, questa crisi è una crisi di valori innanzitutto! Probabilmente giornali come Repubblica e il Corriere della Sera, che già oggi operano miracoli quotidiani, trasformando il piombo del "tesoro montiano" in "oro scintillante", saranno addirittura capaci di "superare loro stessi". Ma che gioia apprendere tali edificanti e rincuoranti notizie! Una cosa è certa: se l'andazzo mediatico dovesse peggiorare, due sono le cose: 1) o noi dell'Osservatorio Indipendente "Qui Europa" ci rifiuteremo di utilizzare le pagine di questi quotidiani perfino nell'intimità del nostro bagno; 2) oppure decideremo in massa di espatriare (magari) in Norvegia o Australia, dove forse la quaità dell'aria e delle eco mediatiche è sicuramente più pura e salutare. Infondo è tutta una questione di salute!

     Berlusconi già liquidato? 

    Ma a quanto pare neppure il web sarà lasciato indifferente da questa ondata irrazionale ed ingiustificata di "montismo": "Altri 25 Mld –  secondo un dispaccio reso noto sul web dalla "Redazione Popolari Washington, in data 13 agosto 2012"  – saranno investiti nella Agenzie di stampa che operano sul Web e tra queste quella che la farà da padrone sarà Mediaset con ben 15 Mld, (in totale ai gioielli di famiglia andranno 17,5 Mld). Naturalmente con questo assegno staccato – nota ironicamente R.P.W.  – Berlusconi è (o sarebbe) stato liquidato".

     Due strade 

    Beh in questi casi due sono le strade da percorrere: 1) o rivalutare l'ipotesi della Norvegia e mandare al diavolo l'Italia ed i suoi accidenti; 2) oppure restare e combattere – con tutti i mezzi leciti e razionali esistenti – assieme a tutti gli uomini di buona volontà ancora in circolazione nel "Bel Paese" (vivi e vegeti, ovviamente, non vegetali!). Restare a combattere in Patria, questa guerra culturale: una guerra che dobbiamo ai nostri figli! Una guerra che dobbiamo alla Giustizia e a Dio! Noi personalmente optiamo per questa seconda ipotesi! Non so voi!

    Sergio Basile, Federica Santoro (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Mercoledì, Settembre 5th/  2012  – di Silvia Laporta – Unione europea / Italia / Poltica / Beppe Grillo/ Matteo Renzi /  Firenze /  Movimento 5 stelle /  Massimo D'Alema /  Polemiche / Pd /  Carabinieri /  Aggressione /  Magrebino /  Mafia /  Smascheramento /  Twitter /  Reggio Emilia /  Lite /  Xenofobia /  Martin Schulz   […]

    Continua l’abbuffata della casta politica italiana: 185 milioni per le regionali 2010 – La riflessione di Bregantini

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    Venerdì, Agosto 31th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Italia / Partiti politici / Corte dei conti / Furto di 185 milioni / Regionali 2010 / Rimborsi / Partiti nazionali / popolo delle libertà / Agazio Loiero / Partito Democratico / Lega Nord / Io amo la Lucania / La Puglia prima di tutto […]

    Meeting di Rimini – Il miracolo del Professore: il tecno-messia muta l’acqua inquinata in vino

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    Lunedì, Agosto 20th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Rimini / Meeting / Crisi Eurozona / Meeting CL / Comunione e Liberazione / Uscita dalla crisi / Rai / Euro / Europa / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Giovani allontanati per proteste contro Monti  Meeting di Rimini – Il miracolo del Professore: […]

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

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    Domenica, Luglio 5th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / […]

    Si alla Spending Review: Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

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    Martedì, Luglio 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama […]

    L’Italia s’è Desta. Dimissioni ed elezioni anticipate: l’accorato appello di Maroni

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    Martedì, Luglio 24th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Crisi / Mercati / Economia / Borse / Spread / Esecutivo / Governo Tecnico / Premier / Lega Nord / Elezioni / Dimissioni / Politica / Euroburocrazia / Costituzione / Sovranità popolare / Austerità / Rigore / Roberto Maroni / Silvio Berlusconi […]

    Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

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    Lunedì, Luglio 23th/ 2012 – L'Editoriale, di Vincenzo Folino –  Ue / Eurozona / Agenzie di rating / reazioni della Politica / Commissione europea / Pierluigi Bersani / Mummie / Ibernati / Declassamenti impropri / Bacon / Conoscenza è potere / Silvio Berlusconi  / Morti viventi  Fiction-Italia – Il ritorno dei "Morti Viventi" Trailer ufficiale […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

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    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico […]

    Roma – Un Eurovertice che elude la crescita

    Roma – Un Eurovertice che elude la crescita

    Sabato, Giugno 23th / 2012 – di Mario Luongo –      Unione europea / Eurozona / Eurodeputato / Francesco Speroni / Lega Nord / Europa della Libertà e della Democrazia / G20 / Elezioni Grecia / Vertice Villa Madama / Angela Merkel / Mario Monti / Francoisa Hollande / Mariano Rajoy / Giorgio Napolitano / Pierluigi […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

    Paradosso Monti: La crisi è finita! Dalla Cina con stupore

    Paradosso Monti: La crisi è finita! Dalla Cina con stupore

    Martedì, Aprile 3rd / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Esteri / Crisi Eurozona / Cina / Asia / Investitori / Vertice / Mario Monti / Interessi privati / Liberismo / Neo-liberismo / Debito pubblico / Eni / Imprese in crisi / delocalizzazione delle imprese / Svendita dell'Italia / Terra […]

    Decreto Liberalizzazioni: è legge – Ecco cosa cambia

    Decreto Liberalizzazioni: è legge – Ecco cosa cambia

    Venerdì, Marzo 23th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Crisi Ue / Roma / Decreto 1/2012 / Liberalizzazioni / Trasporti / Tesoreria / Ferrovie  Ok del Parlamrento al Decreto Liberalizzazioni Diventa legge con 361 "si" alla Camera Trasporti, assicurazioni e tesorerie: cosa sancisce la legge? Roma –  Approvato ieri in via definitiva […]

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Venerdì, Giugno 15th / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore / […]

    I “Nuovi Padroni del Mondo”

    I “Nuovi Padroni del Mondo”

    Lunedì, Giugno 11th / 2012 – L'Editoriale del lunedì, di Sergio Basile – Banche e Finanza / Italia / Eurozona / Caste partitiche / Disinformazione di tv e giornali amici / Partiti di maggioranza / Governo Monti / Padroni del mondo / Dismissione del patrominio statale / Tentacoli onnipresenti / L'arma della democrazia / Loggia […]

     

  • Il Mezzogiorno, le supercaste bancarie e le critiche di Confindustria

    Il Mezzogiorno, le supercaste bancarie e le critiche di Confindustria

    Martedì, Maggio 22th / 2012  

    – Di Sergio Basile –

    Italia / Mezzogiorno / Campania / Calabria / Crisi Ue  / Fondi Ue / Occupazione e Crescita / Derivati / Ministero per la Coesione Territoriale / Bce / Morgan Stanley / Credit Crunch  / Commissione Trilaterale / Goldman Sachs / Brueguel / Bilderberg Club / Confindustria-Abi / Ministro Fabrizio Barca / Mario Monti / Corrado Passera / Mario Draghi / Giovanni Monti / Giuseppe Speziali / Giorgio Fiore / Gianni Agnelli / Carlo De Benedetti   

    Paradosso Monti: Il Mezzogiorno,

    Confindustria e le caste bancarie

    Mezzogiorno: L'attacco degli industriali,

    nei moniti di Speziali e Fiore.

    Fondi per la Crescita al Sud? Una triste

    commedia già vista!

    Meglio rimborsare la super-banca cara a papà

    Mr. Giovanni Monti – Vice Presidente della Morgan Stanley

    Roma – Il Ministro Fabrizio Barca, responsabile del ministero per la Coesione Territoriale, nelle scorse ore, in merito alla possibilità di riutilizzo dei fondi Ue non spesi dalle regioni meridionali, per presunti fini occupazionali e di “crescita” ha rilanciato la cosiddetta fase 2 del Piano di azione coesione, presentata dal governo Monti ben due settimane fa. Ciò ha destato non poche critiche tra i presidenti degli industriali del Mezzogiorno.  Per Giuseppe Speziali, Presidente di Confindustria Calabria, la riprogrammazione dei suddetti fondi concepita dal governo non basterebbe a superare i profondi disagi arrecati dalla crisi. Non si capisce, infatti – secondo Speziali ed i suoi colleghi – quale sia la relazione tra crescita ed inclusione sociale in merito allo stanziamento di 844,6 milioni dei 2 miliardi e 310 milioni di euro disponibili.In particolare, secondo Speziali “la fase 2 della riprogrammazione non è entusiasmante perché, se per noi è assolutamente fondamentale sostenere le fasce deboli meridionali, come imprese avremmo voluto di più. La stessa rimodulazione dei 901.7 milioni per la crescita poggia, in gran parte, sul fondo di garanzia che ha già una dotazione di oltre 2 miliardi, ma di fatto inutilizzabili a causa delle banche che non fanno credito”.

      Speziali: gli interventi sulla crescita? Un'operazione di facciata  

    “Pertanto – ha continuato Speziali – gli interventi sulla crescita ci sembrano più un’operazione di facciata che di sostanza”. Il presidente di Confindustria ha quindi bocciato senza mezzi termini l’azione di cosiddetto rilancio del governo Monti per il Mezzogiorno, sostenendo ancora che l’unico canale di finanziamento realmente rientrante in una strategia di crescita, ovvero il capitolo “ricerca ed innovazione”, sia stato in realtà largamente sottovalutato da Barca, Passera, Monti & Co. Rincara la dose Giorgio Fiore, Presidente di Confindustria Campania, secondo il quale materie come l’assistenza domiciliare agli anziani, gli asili nido, la dispersione scolastica ed il sociale in genere, sarebbero punti  oggetto di azioni normali, o meglio ordinarie, portate avanti annualmente da governo ed enti locali, e non da considerate pertanto alla stregua di “provvedimenti eccezionali anticrisi”.

      Fiore: "una crescita impossibile!"  

    Il vero nodo secondo Fiore (problema già sollevato nei giorni scorsi da “Qui Europa” – vedi articoli precedenti) è rappresentato dall’incongruenza tra il bonus fiscale per le assunzioni e la reale capacità delle imprese di assumere, vista e considerata l’impossibilità di far affidamento sulla casta bancaria ritiratisi in buon ordine sotto-coperta, dietro il muro del credit crunch e della pazzesca stretta creditizia (malgrado – è bene ribadirlo – 1000 miliardi di euro regalati da Mario Draghi – Bce – al sistema bancario) che lascia in un grave immobilismo gli imprenditori, le imprese e migliaia di famiglie cui redditi dipendono dalla salute finanziaria ed economica delle stesse imprese. Perciò gli industriali hanno anche chiesto l’intervento urgente di Confindustria-Abi (cioè dei rappresentanti industriali dell’Associazione Bancaria Italiana) affinché questi benedetti rubinetti del credito tornino ad idratare un sistema rinsecchito e sterile, al collasso.

      La famiglia Monti e la lotta di classe della casta bancaria  

    Infondo, è una questione di lotta di classe: da una parte i comuni mortali, dall’altra i banchieri, i figli dei banchieri ed il governo dei banchieri. E ciò lo sa molto bene anche il nostro caro professor Monti (tra l’altro anche pezzo grosso di Goldman Sachs, in qualità di international advisor) cui figlio, Giovanni Monti (39 anni), non è nuovo nei dorati palazzi della casta bancaria. Oltre a risultare infatti  Business Development in Parmalat, il figlio di papà Monti, è anche – non poteva mancare – Vice President presso Morgan Stanley;  Vice President presso Citigroup; Associate Consultant presso Bain and Co, con rapporti d'affari, e non, intrecciati nell'alta finanza internazionale come d’altronde è per il resto della sua famiglia. Ciò risultava anche dal suo profilo Linkedin (ora cancellato), da dove fino a qualche giorno fa emergeva con chiarezza tutta la sua storia professionale.

      Conflitto d'interessi: la strada per "Palazzo Chigi"  

    Forse sarà stato questo il criterio in base al quale Re Giorgio Napolitano I scelse il professore quale titolare dello scranno più alto di Palazzo Chigi. Non poteva essere altrimenti. Meglio infatti avere l’eterna riconoscenza di un banchiere amico dei banchieri, nonché espressione massima del conflitto d’interessi: consigliere di amministrazione della Gilardini (1979-1983), di Fidis (1982-1988), di Fiat (1988-1993), della Banca commerciale italiana (1983-1994), della sua amata Rizzoli editore (1984- 1985), dell'Ibm Italia (1981-1990), della Ibm Semea (1990-1993), delle Assicurazioni Generali (1986-1993) e della Aedes (1993-1994). Incarichi maturati nei club neoliberisti della galassia di Gianni Agnelli e Carlo De Benedetti (vedi Rizzoli Rcs, suo primo “neutralissimo” critico). Per non parlare degli incarichi più esclusivi maturati all’interno della Commissione Trilaterale e di Brueguel, il think tank fondato nel 2005 dallo stesso supermario. E per finire con – ciliegina sulla torta – le sortite annuali presso il Bilderberg Club. Insomma: l’apoteosi della democrazia.

      Monti e gli scheletri nel caveau di Morgan Stanley  

    Allora forse appare più chiaro perché nel silenzio pressocché assoluto dei “fedelissimi media”, il governo Monti abbia fatto un bel regalo dell’Epifania proprio all’amata Morgan Stanley. Un regalino di 2 miliardi e 567 milioni di euro: tempestivamente dirottati dalle casse del Tesoro a quelle della banca newyorkese. Il tutto all’insaputa degli organi di informazione italiani, evidentemente poco propensi – non si comprende per quale recondito motivo – ad occuparsi dell’attuale governo in carica.

      Fondi pubblici per ripagare operazioni speculative   

    La somma versata alla banca americana è stata utilizzata dal governo italiano per estinguere un’operazione di derivati finanziari (inaccettabile operazione speculativa): opzione di rimborso anticipata, in quanto generalmente prevista dopo un certo numero di anni.  Sulla vicenda, nelle scorse settimane la banca newyorkese si è limitata ad annunciare con soddisfazione l’avvenuto recupero della somma. Da parte sua, Monti, al contrario non ha fornito alcuna spiegazione; né tantomeno i media hanno provveduto a porsi domande legittime sul caso, e sul fatto che tra tanti creditori, ed in piena emergenza, il governo abbia scelto di onorare il debito proprio con la Morgan Stanley.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)