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Tag: Gerard Depardieu

  • Cricche Francesi Straricche, Cittadini Francesi in Recessione: Debito al 90%

    Cricche Francesi Straricche, Cittadini Francesi in Recessione: Debito al 90%

    Giovedì,  Aprile 4th/ 2013 

    – di Sergio Basile e Silvia Laporta –

    Francia, Unione europea, Ue, Parigi, Roma, Italia, Francois Hollande, Recessione, Colonie Africane, Bruxelles, Francoforte, eurozona, Paesi membri dell'euro zona, Insee, Istituto Nazionale di Statistica Francese, Record, Debito Pubblico, Pierre Moscovici, Colonialismo in Africa, Gerard Depardieu, Napoleone Bonaparte, Italia, Italia capro espiatorio dell'Eurozona 

     
    Cricche Francesi Straricche, Cittadini
     
    Francesi in Recessione: Debito al 90%
     

    Le 14 colonie di schiavi in Africa servono gli interessi

    delle cricche. Intanto gli Africani e la plebe francese

    fanno la fame

    Masso-Paradossi: Hollande alza la voce contro l'Italia.

    Tutti i fallimenti e le contraddizioni del novello

    Napoleone

     

    di Sergio Basile e Silvia Laporta

    Hollande - Napoleone Bonaparte

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Parigi – Cricche Francesi Straricche, Plebe alla fame 

    Parigi – La situazione europea peggiora a vista d'occhio. Se molti si chiedevano chi sarebbe stata “la prossima Cipro” – indecisi tra Spagna e Italia – giorno dopo giorno, i “candidati” al tracollo economico aumentano sempre di più. Il gruppo dei cosiddetti “Piigs” è destinato ad aggiungere un posto a tavola per molti altri paesi europei nei prossimi mesi, se la dittatura reale – cui siamo quotidianamente assoggettati – non accennerà a cambiare (cosa finora molto improbabile). Una candidata insolita si è fatta spazio, nell’ultimo anno, nella lista nera dell’economia europea, malgrado le illusorie promesse lanciate in campagna elettorale dal suo Presidente: la Francia.  Deficit e debito pubblico indotto sono infatti diventati un tasto dolente nel bilancio del Paese. Ma d'altronde il destino dei Paesi membri dell'Eurozona non può che essere questo, visti e considerati i presupposti di partenza della creatura concepita ad hoc nei "laboratoti" dell'Alta finanza di Bruxelles e Francoforte. Rispetto alle stime del governo francese previste nel 2012, i dati diffusi dell’Insee (Istituto Nazionale di Statistica francese) negli ultimi giorni, sono infatti molto diversi. Peggiori! Il disavanzo si è attestato l’anno scorso al 4,8% del Pil rispetto al 4,5% previsto dal governo e al 5,3% del 2011, mentre il debito pubblico ha raggiunto il nuovo record del 90,2% del Pil rispetto all’89,9% stimato dall’esecutivo francese e all’85,8% del 2011. Stiamo parlando di un debito pubblico che ammonta addirittura a 1800 miliardi di euro.

     Eurozona – Tutti uniti appassionatamente in un unico abbraccio mortale 

    Di fronte alle pressioni di Bruxelles, e alle incitazioni di Berlino a stringere la cinghia per far "rientrare il deficit" (ipotesi ovviamente illusoria), la Francia aveva promesso di ridurlo al 3% del Pil nazionale nel 2013, anche se il governo, più realisticamente, prevede ora di non poter raggiungere pienamente l’obiettivo, promettendo una riduzione fino al 3,7%. Un "traguardo" considerato dall'Eliseo "importante" per il popolo francese, che già – ricordiamo – ha dovuto pagare le misure correttive adottate quest’anno: un piano risolutivo del deficit senza il quale “questo avrebbe superato il 5,5% del Prodotto Interno Lordo”. Questo almeno è quel che sostiene il ministro dell’Economia filo-europeista, Pierre Moscovici per giustificare la pesantissima manovra finanziaria transalpina. “Abbiamo fatto lo sforzo strutturale atteso dalla Commissione europea, siamo sulla strada giusta”, ha commentato entusiasta il ministro nelle ultime ore. Anche se con queste cifre, ci permettiamo di avere qualche dubbio. Infatti, la Francia – come detto – ha visto l’incidenza del debito pubblico sul Pil lievitare malgrado tutto fino 90,2%. Il governo – da parte sua – ha chiesto  ed ottenuto da Bruxelles (a differenza dell'Italia) più tempo per ridurre il deficit delle finanze pubbliche. Ma dopo la privatizzazione delle banche centrali dell'Eurozona e la perdita della sovranità monetaria in favore della "privata BCE" la ripresa e la crescita del Paese – ovviamente – in questo regime debitocratico che accomuna in un unico abbraccio mortale tutta l'Eurozona restano una pura illusione, vittime della grande crisi indotta (o meglio sarebbe dire della "grande truffa") che sta devastando l’Europa.

     l'ingeneroso e strategico attacco all'Italia del "Nuovo Napoleone" 

    Intanto, già dalle prossime settimane entreranno in vigore – anche in Francia – nuovi tagli e piani di emergenza per fingere di porre rimedio al deficit, ma sarà l'ennesimo salto nel vuoto, se qualcuno non si deciderà a tappare il buco del debito alla base della vasca. Il paradigma italiano insegna: cittadini più tassati al mondo e debito in progressivo ed inesorabile aumento. Una situazione identica a quella dell'Italia, dunque, anche se il capo dell’Eliseo negli ultimi giorni non ci ha dimostrato alcuna forma di solidarietà, attaccando l’Italia, forse per dimostrare che il Bel Paese si trova in condizioni peggiori della Francia, rassicurando in tal modo l'inferocita opinione pubblica del proprio Paese. Acquistare credibilità agli occhi dell'opinione pubblica transalpina è dunque per ora l'obiettiva primario dell'alter ego di Sarkozy, anche per continuare – tuttosommato – indisturbato il suo sporco lavoro in Siria, Medioriente ed Africa. 

    Hollande - Napoleone Bonaparte
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Italia – Il nuovo capro espiatorio dell'Eurozona 

    L'Italia sembra essere diventata – alla luce di ciò – il nuovo capro espiatorio in negativo dell'intera Eurozona: un sistema evidentemente in via di frantumazione. “Abbiamo risolto la crisi dell’euro, ma alcuni Paesi, come l’Italia – ha lamentato un ingeneroso e contraddittorio Hollande – sono sempre fragili”. Quindi ora Hollande se la prende addirittura con la devastata Italia, definendo il Paese come il problema maggiore dell’Eurozona. Come si dice: "dopo il danno la beffa! “In Europa vedo montare i populismi, gli egoismi nazionali – ha poi aggiunto ingenerosamente con sarcasmo l'impresentabile Napoleone – Avete visto ciò che è successo in Italia?”. Ma frattanto la popolarità del socialista è in caduta libera, come il tasso di occupazione del Paese e l'umore dei cittadini.

     Hollande e le colonia africane – Un'altra tristissima storia 

    Hollande, dunque, appare in questo momento come un totale fallimento agli occhi del suo popolo e di tutti gli elettori, soprattutto quelli di sinistra, che avevano creduto in lui dopo l'altrettanto traumatica esperienza "Sarkozy". Egkli appare oggi quel che è: un falso profeta completamente ripiegato su se stesso e sugli interessi dell'eurocasta di Bruxelles. Aveva visto bene Gerard Depardieu, quando – nei mesi scorsi – aveva deciso di rinnegare la propria cittadinanza francese (al fine di non pagare un prezzo iniquo per colpe di cui né lui, né il  popolo francese si erano mai macchiati) evadendo dall'eurogabbia ad est, verso Mosca e verso lidi più quieti. Ma la cosa che lascia più perplessi e desta più sconcerto è quella di vedere come l'economia e le sorti del popolo  francese, malgrado le ricchezze ascrivibili alle ben 14 colonie (denunciate da "Qui Europa") ad oggi sotto il vergognoso controllo degli sfruttatori francesi dell'Eliseo, non trovino alcun beneficio da tal contesto imperialistico. Ricchezze evidentemente protese ad arricchire – sia piu illegittimamente ed in maniera deplorevole – una stretta cerchia di parassitari personaggi, facenti capo a lobby e multinazionali evidentemente molto, tropo vicine all'Eliseo. Ma questa è un'altra triste, tristissima storia (vedi primi articoli in allegato).

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Parigi – Dopo Depardieu ad abbandonare l’Eurogabbia è Monica Bellucci. Destinazione Rio

    Parigi – Dopo Depardieu ad abbandonare l’Eurogabbia è Monica Bellucci. Destinazione Rio

    Mercoledì, Gennaio 23rd/ 2013

    – di Sergio Basile –

    Monica Bllucci / Francia / Unione europea / Italia / Austerity / Vincent Cassel / Vladimir Putin / Gerard Depardieu / Rio de Janeiro / Brasile / Ipanema / Copacabana / Mario Monti / Debito Inestinguibile / Debito fraudolento / Eurogabbia / Fuga dall'eurogabbia / Distruzione del Welfare / Paradiso delle lobby / Saldi da grande magazzino 

    Parigi – Dopo Depardieu ad abbandonare

    l'Eurogabbia è Monica Bellucci.

    Destinazione Rio 

    CLa strategia di monica e l'inaspettata e stonata

    lode all'austerity Montiana

    L'Eurogabbia e la grande fuga dall'Austerity

    Parigi – Continua l'emorragia di star, magnati e personaggi del mondo dello spettacolo dall'Europa, ed in particolare dalla gabbia di stampo  neostalinista della Francia di Francois Hollande, un Paese devastato dall'austerity Ue: anche se in forma ridotta rispetto alla cura riservata ai Pigs.  Dopo l'icona Depardieu trasvolato in Russia per la gioia dell'accogliente e premuroso padrone di casa, Vladimir Putin, è la volta dell'altra icona (d'adozione), del cinema transalpino, Monica Bellucci:  ad oggi probabilmente l'ambasciatrice della bellezza italiana nel mondo. A rivelarlo nelle scorse ore la stessa attrice a Vogue Brasile: “Può anche essere che tra cinque anni me ne torni a Roma, che è la mia città preferita ma adesso il mio posto è qui, davanti alla spiaggia, a guardare le persone passeggiare e assorbire tutta l’energia del mare”. Come prevedibile la scelta della Bellucci – e del marito, il regista Vincent Cassel – ha suscitato non poche polemiche a Parigi e dintorni. Ma chi – obiettivamente – al loro posto avrebbe deciso di accettare come se niente fosse tassazioni da regime stalinista? Intanto giunge voce che la coppia avrebbe già acquistato un appartamento a Rio, poco distante dalle spiagge di Ipanema e Copacabana.

      La Monica che non ti aspetti 
     
    Ma se da una parte la coppia d'oro del cinema francese – e non solo – ha girato le spalle al Presidente europeista delle tasse e del rigore irrazionale – e a un debito pubblico impagabile, impareggiabile e fraudolento che si autorigenera come i microbi all'interno di una ferita aperta – certo stona e non poco l'apprezzamento che la stessa Bellucci ha rivolto sempre nelle ultime ore alla politica di austerity "gemella" portata avanti da Mario Monti in Italia. “Penso che Mario Monti abbia fatto un buonissimo lavoro”. E' stato questo il commento stonato ed incoerente di Monica. Come si dice: due pesi e due misure. Allora non ci resta che promuovere Depardieu per la coerenza e bocciare Hollande e Bellucci: il primo per aver contribuito in maniera fedele e sensibile alla realizzazione del piano di autodistruzione dell'Europa targato Ue, in favore delle grandi lobby industriali e bancarie pronte all'acquisto a prezzi da saldo; la seconda per razzolare bene (fuggire dalla gabbia e dai suoi accidenti: magari lo potessero fare anche i comuni mortali mandando al diavolo l'intera tecnocrazia europea) e predicare male, anzi malissimo, lodando nel contempo le stesse odiate politiche dalle quali sta fuggendo a gambe levate. Quando si dice la "coerenza". Ma allora ci chiediamo, perchè Monica Bellucci non viene a vivere in Italia se trova ottimo il lavoro del giustiziere del Welfare?
     

    Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    – di Sergio Basile –

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    Ecco perchè stiamo con Gerard Depardieu

    Cosa si nasconde davvero dietro la manovra

    ostracista dei media di regime contro l'attore 

    Intanto Depardieu vola in Russia. Incontro con Putin

    Sochi, Mosca, Parigi – L'attore francese Gerard Depardieu, che come noto due giorni fa ha ottenuto la cittadinanza russa, è giunto ieri sera con volo charter a Sochi in Russia (località balneare sul Mar Nero) per una presunta "visita privata" con il presidente Vladimir Putin. A rivelare la notizia nelle scorse ore  è stata Radio Echo di Mosca, per ammissione dello stesso portavoce di Putin, Dmitri Peskov. Secondo quanto dichiarato da Peskov, nelle prossime ore, potrebbe essere lo stesso capo del Cremlino a consegnare "personalmente" il passaporto russo all'attore francese.

     Depardieu e il nocciolo del Problema    Passaporto a parte! 

    Dunque la clamorosa questione della cittadinanza sembra giunta a maturazione. Ma d'altra parte – ci siamo chiesti – quale cittadino dell'Eurozona sano di mente e capace di spostarsi senza alcun problema pratico da una nazione all'altra al posto dell'attore avrebbe accettato di sottostare a questa invasiva ed iniqua forma di dittatura totalitaristica? Ad accettare una dittatura che costringe i popoli europei (attraverso Patto di Stabilità, Fiscal Compact e connessa riforma costituzionale del pareggio di bilancio forzato – che in Italia, ricordiamolo, ha riguardato la riforma dell'Art. 81 della Costituzione) a mandare in fumo il lavoro di una vità? Chi può si organizza ed evade da questa gabbia infernale intrisa di stalinismo e nazismo finanziario. Ovvio!

     Come giudicare Depardieu?     L'Inganno degli europeisti    

    Ora la questione morale che si pone è: come giudicare Depardieu? Il punto vero è che da questa gabbia di pazzi chiamata Euozona (incentrata sulla nefasta moneta imperiale, l'euro) dovrebbero fuggire al più presto tutti i popoli europei rinchiusi in essa. E ciò a prescindere da quello che possa sostenere la stragrande maggioranza dei media di regime, che per motivi squisitamente oppotunistici fa – è ovvio! – gli interessi della casta europea ed italiana, dei cosiddetti "europeisti a prescindere", convincendo i "povei schiavi del Sud" ad accettare l'assurdo regime carcerario con argomenti parziali e fittizi . Ciò cercando di persuaderci del fatto che uscire dall'euro e dall'Eurozona (nella quale – ricordiamo – vi sono solo 17 Paesi su 27: 28 con l'ingresso della Croazia) sarebbe un suicidio. Nulla di più falso!

     Quale innocente accetterebbe l'ergastolo?    L'irrazionale Eurogabbia  

    Per ora, amici, il vero suicidio è quello di restare a vita chiusi nella gabbia, accettando l'ergastolo, pur essendo innocenti! Senza considerare che l'euro oltre ad esporci alla speculazione internazionale e allo spread – e a privarci della nostra sovranità monetaria – impedisce all'economia continentale di crescere, dal momento che mette in competizione forzata tra loro i Paesi del Sud Europa con quelli che i "famigerati ed ingannevoli mercati" giudicano più degni e forti. Vedi Germania (Vedi ingannevole Sistema Target 2 – Articolo in allegato). Come può – ci chiediamo – un lavoratore sano di mente (ricco o povero che sia) accettare regimi di pressione fiscale da record del mondo ed a fronte di "zero servizi" solo perchè ce lo impone il patto Ue? Che andassero al diavolo! Forse è ora di mandarceli davvero! 

     Un regime inaccettabile per tutti    La strategia dei Media: Ricchi contro Poveri 

    Nel caso specifico in Francia l'aliquota fiscale delineata dal governo Hollande, da imporre ai cosiddetti "super ricchi" – coloro che guadagnano almeno un milione di euro l'anno – è del 75%. E  Gerard Depardieu, ovviamente, non ci sta. Come d'altra parte non dovrebbe starci il fornaio sotto casa, il pensionato di turno, il piccolo dettagliante del negozio di alimentari, il buon padre di famiglia e via dicendo. Nessuno dovrebbe accettare questo regime insulso! Ma quello che stanno facendo gli euroipocriti, a ben vedere, è di metterci l'uno contro l'altro. Stanno ingenerando subdolamente nei popoli europei un diabolico sentimento  classista di odio reciproco e generalizzato tra "ricchi onesti" e "poveri onesti", quando il vero problema – il cancro da estirpare – sono proprio loro, i membri della tecnocrazia al potere ed i loro politici e giornalisti leccapiedi. 

     L'Addio di Depardieu    Addio agli Euroipocriti    

    Solo nei giorni scorsi l'attore dichiarava: "la Francia è  un Paese che vuole sanzionare il successo, la creatività e il talento!” Dunque, anche se la legge che dovrebbe alzare la tassazione a livelli così salati per i benestanti alla fine non si capisce ancora se passerà dal vaglio di legittimità costituzionale, Depardieu non ha cambiato idea, dicendo "addio" alla Francia ed ai Francesi. Anche se l'addio di Depardieu probabilmente è solo ad Hollande ed ai suoi metodi da novello Stalin, oltreché agli euroipocriti che lo sostengono. La soluzione alle porcate bancarie oggi sembra passare sempre e solo dal commissariamento di tutto e di tutti! Dalla compressione dei diritti dei cittadini: specie quelli dei più deboli ed indifesi. Proprio come avvenne nell'URSS di Stalin, quando il dittatore e massone – successore di Lenin – prima privatizzò la Banca Centrale dell'Unione Sovietica (vi dice nulla questo?) e poi iniziò un programma di privatizzazioni senza precedenti, dando enormi poteri – da stato di polizia – alle sue celeberrime "commissioni". Già, proprio alle commissioni! Anche questo "nome" dovrebbe suggerirvi qualcosa! O no?

     La "Balla del contributo di Solidaietà"    Giochi tecnocratici   

    Depardieu – per onor di conaca – aveva già annunciato, a metà Dicembre, di volersi trasferire in Belgio per fuggire alla mannaia del fisco di casa Hollande e dal cosiddetto  “contributo eccezionale di solidarietà” sia pur – pare – temporaneo. Ma perchè Monti, Hollande e la Merkel non chiedono il contributo di solidarità (e le varie IMU) in via esclusiva a banche, multinazionali e partiti politici filo liberisti, che sono i veri cancri del sistema?

     La bocciatura del Conseil Costitutionnel     Tassa anti-costituzionale!   

    Nei giorni addietro, come noto, Il Conseil Constitutionnel francese non a caso – in un lampo di lucidità – ha rigettato la proposta di legge ritenendo che l’imposta violi il Principio di Uguaglianza, dal momento che sarebbe stata applicata ai singoli individui al contrario della tassa sul reddito che è invece calcolata su base familiare e reddituale.

     La mossa di Vladimir Putin    Russia, aliquota al 13%  

    Tale scelta tecnocratica avrebbe dunque influenzato il Presidente russo Vladimir Putin e lo avrebbe indotto a firmare – sabato mattina – il decreto per la concessione all’attore della cittadinanza russa in questione. Per Depardieu, dunque, inizierà sicuramente una nuova vita lontana dalla pressione fiscale di regime: si pensi che la medesima aliquota in Russia è fissata al 13%. Certo, le contestazioni e le polemiche da parte dei cittadini francesi, in particolare i più poveri, all'indirizzo dell'attore sono arrivate da più parti. Ma a ben vedere, ciò è proprio quello che la casta vuole fare: il gioco sporco di creare tensioni sociali tra ricchi e poveri (ribadiamo onesti) quando la disonestà e la malafede più nera si annida nei meandri più nascosti dei loro uffici, delle loro case e dei loro "palazzi reali". E – ovviamente – delle loro care banche.

     La vergognosa campagna dei Media di Regime    Perchè non dicono la verità?  

    Ovviamente anche i media di regime – in Francia come, del resto, in Italia – anziché fare "mea culpa" e dire la verità ai cittadini sulla dittatura che ci pervade e soffoca, hanno montato una vera e propria campagna ostracistica e a dir poco diffamatoria verso l'attore. Ci piacerebbe vedere la stessa foga populista e giustizialista verso la truffa del signoraggio bancario e verso Fiscal Compact e Mes (Fondo Ammazza Stati): veri e propri inganni generazionali perenni che – se nulla dovesse mutare – saranno destinati ad affamare milioni di europei per i prossimi decenni (o per sempre, viste le irreversibili spinte inflazionistiche ingenerate)  costringendo ad una vita di stenti gli europei, ed al fallimento (o a fusioni forzate… ) centinaia di migliaia di aziende in tutto il continente. E' questo, signori, lo sporco gioco al quale lavorano i vari Draghi, Monti, Merkel, Hollande, Barroso e compari.

     Al limite della Legalità    Il caso Mulliez e il lobbismo   

    Depardieu, intanto,  nelle ultime ore ha manifestato la sua volontà di acquistare casa a Néchin, a meno di un chilometro dalla frontiera francese. Ma il caso Depardieu non è una faccenda isolata. Sono almeno 2.800 i francesi ad aver rinunciato alla cittadinanza per sfuggire alla scure del fisco, tra cui la famiglia Mulliez, che controlla le multinazionali Auchan e Decathlon. Perciò come vedete accanto ai cosiddetti lavoratori onesti ve ne sono anche altri che operano sul sottile filo che separa la legalità (di comodo) dall'illegalità; la  virtù dall'immoralità più palese. Non dimentichiamo infatti che molte multinazionali – tra le quali proprio Auchan – non pagano le tasse presso la nazione nella quale operano e vendono, ma bensì rispondono al regime fiscale (facilitato ed irrisorio) dei "paradisi fiscali" (come il Lussemburgo) nei quali esse stesse hanno sede legale. Un paradosso vergognoso alimentato ed avallato proprio dall'eurocasta liberista prostrata al lobbismo.  Pertanto sappiate che i cosiddetti "scontrini" che ci rifilano quando facciamo la spesa nei supermercanti Auchan all'interno dei nuovi templi del capitalismo moderno, qual sono i centri commerciali (giusto per fare un esempio e restare in tema) non sono affatto scontrini fiscali, ma qualcosa di molto simile ad una presa in giro!

     Abbattere l'albero cattivo dalla radice    La truffa bancario-lobbista   

    Meglio sarebbe colpire le multinazionali alla radice del problema, che costringere milioni di cittadini – in maniera indifferenziata ed iniqua – a sottostare a questo neo-stalinismo imperante. Non trovate anche voi? Altrimenti a che è servito – per milioni di persone – lavorare onestamente una vita e magari raggiungere risultati economici di un certo rilievo, per poi rinunciarvi in favore della truffa bancario-lobbistica, e gettar via in un solo istante i sogni di una vità? Come scagliarsi contro i vari Depardieu della situazione senza riflettere su tali elementi imprescindibili? Non si può! Ammenochè non si nutra una – malcelata ed evidente – malafede! O si ragioni con i paraocchi, guidati da un cieco ed insensato egoismo giustizialista, che non ci porta da nessuna parte.

     La resa dei partiti e dei sindacati    e il "Valore del Cuore"   

    Per risolvere la situazione – sulla scorta di un briciolo di onestà intellettuale – si dovrebbero pertanto impugnare i trattati europei, sconvolgerli e rinunciare al dannosissimo liberismo, individuandolo come il cancro dei cancri; ovvero come l'inganno generazionale più sistematico e grave degli ultimi secoli: specie se celato dietro presunte miracolistiche ideologie social-popolari e di "decrescita felice" (vedi articolo in allegato). Teorie che finiscono proprio per alimentare lo stesso liberismo (senza risolverlo alla radice) sulla scorta di ideologie a ben vedere intrise del capitalismo più becero. Un capitalismo ad oggi completamente tollerato ed appoggiato sia dai sindacati che dai partiti di centro e destra; sia dai cosiddetti carrozzoni di "sinistra": baracconi montati su chiacchiere da treno che non parlano minimamente di argomenti come quello del "regime fiscale iniquo delle multinazionali", del Fiscal Compact o  della "sovranità monetaria rubata" – ponendoli al centro dei propri programmi politici – e che  continuano a sguazzare come ippopotami nel pantano liberista con grande gioia e diletto. D'altra parte, come ci insegna lo stesso Gesù nel Vangelo, tra gli organi del corpo più impotanti e nobili, prima viene il cuore ("Sarete giudicati sull'Amore  al Prossimo e sulla Carità") e solo dopo il cervello ed i muscoli. Pertanto questo braccio di ferro tra "carcerati" non serve proprio a nulla! A buon intenditor!

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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