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  • Nebbie da diradare in Vaticano – Auriti insegna

    Nebbie da diradare in Vaticano – Auriti insegna

    Martedì,  Dicembre 16th/ 2014

     – di Giuseppe Federici e Redazione Quieuropa  –

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    Nebbie da Diradare in Vaticano – Auriti insegna

    La centralizzazione della schiavitù planetaria della

    moneta debito: il vero nodo che la chiesa fedele

    a Cristo non può ignorare

     

    di Giuseppe Federici e Redazione Quieuropa

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     Torniamo sul documento del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace         ​

    Roma, Città del Vaticano, New York – Nell'ottobre del 2011, sotto il Pontificato di Benedetto XVI, a seguito della (cosiddetta) "crisi finanziaria" (forse sarebbe meglio chiamarla col nome più appropriato di "truffa economico-finanziaria e monetaria internazionale" – NDR) "scoppiata" nel 2007/2008 (alibi perfetto alla contestuale e parallela truffa monetaria dell'eurozona – NDR) e dell'azione del movimento di protesta Occupy Wall Street (movimento poi rivelatosi in odore di "Nuovo Ordine Mondiale" e benedetto come ricorderete dallo stesso Mario Draghi – Ndr) nato il 17 Settembre 2011, il Pontificio Consiglio della Giustizia e Pace pubblicò (come riportammo in un articolo dello scorso 2 luglio 2014 – vedi qui Speciale – Guerra, Caos Mondiale e ONU: fumi nella chiesa post-conciliare) una nota dal titolo: "Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale  nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale". Si trattò di un testo (vedere allegato) che non fu mai controfirmato dall'allora Papa Benedetto XVI e – comunque – totalmente permeato di mondialismo che faceva ripetuti riferimenti (alcuni azzeccati ed altri molto confusionari ed approssimativi – Ndr) al Concilio Vaticano II (Gaudium et Spes) e ad enicicliche di Giovanni XXII (Pacem in Terris), Paolo VI (Populorum Progressio),Giovanni Paolo II (Centesimus Annus), Benedetto XVI (Caritas in Veritatae) in un coacevro di luci e ombre che diedero vita ad un pastrocchio di rara fattura (Ndr). Nel documento in questione vennero analizzate – come visto e denunciato da "Qui Europa": vedi qui Speciale – Guerra, Caos Mondiale e ONU: fumi nella chiesa post-conciliare – le presunte cause che provocarono la (cosiddetta) "crisi finanziaria" e che furono attribuite (in maniera fuorviante e disarmante – Ndr) essenzialmente ad un cattivo cattivo funzionamento del processo di globalizzazione in atto: considerato comunque positivo per l'umanità.

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     L'auspicio folle – La centralizzazione della schiavitù del debito                 ​

    La soluzione individuata fu la creazione di un'Autorità Mondiale (governo mondiale? Ndr) nell'ambito dell'ONU e la creazione di una Banca Centrale Mondiale cioè di una Moneta Mondiale. Non apparve alcuna critica alla natura del denaro così come da secoli è concepito e, al contrario, venne proposto il rafforzamento di strutture mondialiste proprio attraverso la schiavitù del debito! Meccanismo spiegato personalmente ed egregiamente dal compianto Prof. Giacinto Auriti a proposito dell'ersplicitazione del concetto del "VALORE INDOTTO DELLA MONETA", della MONETA-DEBITO e della TRUFFA DEL DEBITO.

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     Luci ed ombre della chiesa post conciliare                                                        ​

    Impressionò ed impressiona poi il costante riferimento del Cardinal Turkson a un "FUTURO NUOVO", a un "NUOVO MODELLO DI SOCIETA' INTERNAZIONALE", all'FMI  e  all'Organizzazione delle Nazioni Unite la cui reale natura è ben esemplificata dalla seguente citazione di  David Spangler, Direttore della “Planetary Initiative” dell’ONU: “Nessuno entrerà nel Nuovo Ordine Mondiale a patto che lei o lui ricevano un’iniziazione luciferiana”. Si tratta di un'ulteriore conferma che il satanico NUOVO ORDINE MONDIALE ha co-interessato in un modo o nell'altro lo stesso Concilio Vaticano II (o meglio parte dei cardinali e dei vescovi che vi operarono – Ndr) che indubbiamente accanto alle numerose luci vide anche tantissime ed oscure ombre e nebbie che ad oggi aspettano ancora di essere diradate (vedi qui Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale).

    Giuseppe Federici (Copyright © 2013 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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  • Speciale – Guerra, Caos Mondiale e ONU: fumi nella chiesa post-conciliare

    Speciale – Guerra, Caos Mondiale e ONU: fumi nella chiesa post-conciliare

    Mercoledì,  Luglio 2nd/ 2014

     – Speciale di Sergio Basile e Vincenzo Mannello  –

    Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Vincenzo Mannello, Peter Kodwo Appiah Turkson, Mondialismo, Matteo Renzi, Giacinto Auriti, Globalizzazione e Mondialismo, Tobin Tax, Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, George Orwell 1984, Fondo Monetario Internazionale, fumi di Satana nella Chiesa, ONU, Ucraina, internazionale socialista, Protocolli dei Savi di Sion, Origini dell'UE, Piano Kalergi 

    Speciale – Guerra, Caos Mondiale e ONU:

    fumi nella chiesa post-conciliare

    La contraddittoria e ambigua nota mondialista del

    Pontificio Consiglio Giustizia e Pace del 2011

    ►Video in allegato

     

    Speciale di Sergio Basile e Vincenzo Mannello

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

      Uno sparo dal mondo                                                                                               ​

    Bagdad, Damasco, Gerusalemme, Kiev, Roma, Bruxelles – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello  – Uno sparo dal mondo! Ecco il titolo piú appropriato per una fotografia su quanto sta avvenendo oggi nel mondo, mentre scriviamo e mentre incalzano gli spot europeisti del premier non eletto Matteo Renzi, che nelle ultime ore ha inaugurato il sementre italiano di Presidenza dell'Ue. Per ora, almeno per ora, questo emblematico "sparo" s'ode appena fuori dai nostri confini o piú in là ove tramonta il sole. Ucraina, Libia, Egitto, Siria, Israele e Gaza, Libano, Irak, Nigeria, Sudan, Somalia, Yemen, Pakistan, Afghanistan sono i territori della morte nei quali il fatidico "sparo" trova grosso riscontro sui media mondiali, anche se ciò avviene in maniera strumentale ed artefatta, ed in funzione dell'asservimento ad interessi geopolitici, economici e ideologici precostituiti.  Una caterva, in aggiunta, gli "spari con silenziatore": quelli "locali" che ancora non innescano alcun interesse o  quelli considerati circoscritti a nazioni ancora "controllabili". Ciad, Sierra Leone, Repubblica del Congo, Centrafrica nel continente nero. Cina (con gli Uiguri musulmani) Ceylon, Filippine, India e tante altre nazioni nel mondo. Si tratta in molti casi di paesi e regioni dei quali molti ignoravano o ancora ignorano l'esistenza, almeno fin a quando non ne  hanno letto e/o sentito il nome in tv o non ne abbiano avuto notizia dai giornali e da internet. 

     Cinquant'anni di Pace?                                                                                             ​

    Già! In Europa "siamo in pace" grazie all'Unione Europea! Così almeno – con spot di tal guisa rimpallati di continuo da mamma Rai –  pontificano i signori della dittatura UEista. Peccato che abbiano scatenato una guerra economica coinvolgendo 530 milioni di cittadini europei e ponendo – in aggiunta – sotto schiavitù sostanziale gli abitandi delle 6 nazioni a tradizione più spiccatamente cristiana cattolica (e ortodossa) come Italia, Portogallo, Grecia, Spagna, Irlanda e Cipro. Anche se questo particolare ("insignificante"?) sfugge a molti. Troppi! Per tacere su quanto innescato in Ucraina, nazione già tristemente famosa durante il secondo conflitto bellico mondiale: guerra, non dimentichiamo, voluta dall'Internazionale Socialista (Illuminati di Baviera e soci) per destabilizzare e conquistare l'intera Europa (Stalin fece perire tre milioni di Ucraini per foraggiare le azioni belliche dell'amico-"nemico" Hitler). Guerra, quest'ultima, che se da una parte, oggi, sembra far emergere l'"eroe Putin", dall'altra getta inquietanti aloni di dubbio su quella che agli occhi di molti non è stata altro che una spartizione concordata tra due vecchi blocchi storicamente vicini ma sulla carta contrapposti, come Usa e Russia… Strategia già usata e iper-inflazionata.

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     Le vere origini dell'Unione Europea                                                                    ​

    Ma lor signori continuano ad insegnare ai nostri figli, tra i banchi di scuola, a ringraziare i padri fondatori dell'Europa, omettendo verità inoppugnabili come quelle che si celano dietro il "Piano Kalergi" (vedi giù il link in allegato e il video) ad esempio, e dietro le reali origini del movimento ispiratore della stessa Ue: l'organizzazione Paneuropea. Braccio destro continentale della globalizzazione delle culture e dell'economia che illustri studiosi già all'indomani della Seconda Guerra Mondiale etichettarono con l'espressione di "Nuovo Ordine Mondiale". Per fortuna, però, migliaia di cittadini italiani ed europei aprono gli occhi ogni giorno e si destano dal sonno mortale, comprendendo magari il reale volto dell'UEismo (non è mai troppo tarti) al servizio degli Usa e della Nato (e dei loro padroni occulti che alloggiano nei piani alti) per fini tutt'altro che nobili. Allora ecco cadere il celeberrimo velo dagli occhi e comprendere magari la verità sull'aggressione all'ex-Jugoslavia: vedi Serbia, "creazione indotta" del Kosovo e partecipazione attiva a molti criminosi embarghi (es.: Aleppo – Siria – Iran e Iraq), nonché a tutte le cosiddette "primavere arabe" che hanno portato al bagno di sangue odierno destabilizzando al pari di una nuova guerra mondiale (che già tra Settecento e Ottocento, come visto, i capi della massoneria internazionale e le grandi famiglie di banchieri avevavo accuratamente previsto e orientato affinché si potesse realizzare il loro insano progetto di dominio globale sotto un'unica bandiera: vedi "Protocolli dei Savi di Sion" e "Agenda degli Illuminati" – vedi qui Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista).

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – 1a Parte

     ONU – Un silenzio assordante ed emblematico                                             ​

    E l'Onu in tutto ciò che fa? Assiste, dibatte, ammonisce e – soprattutto – tace. Certo non è l'Occidente il solo "male del mondo"! Il demone della guerra alligna ovunque e si nutre dell'indifferenza e della complicità degli organismi mondialisti nati dopo il 1945 proprio con questo scopo. Filosofia a parte, dunque, ci accorgiamo ogni giorno di più come il Grande Satana ci abbia messo lo zampino, lavorando sullo spirito critico e sulla reattività morale della comunità mondiale, pienamente avvinta – pur senza particolare clamore – in veri e propri sabba infernali. Dimensioni agghiaccianti che gli accomodanti, "rassicuranti" e teatrali faccioni alla Renzi sembrano non voler cogliere. Non sembrano cioè accorgersi di questo fatidico "sparo dal mondo" …. quasi come se l'Italia fosse avvolta da un'aurea di inviolabilità. La stessa illusione che nutrirono molti dei nostri padri e nonni nei primi del Novecento… e che poi di colpo si ritrovarono a mangiare bucce di patate. La storia, come ci insegna Vico, si ripete!

     La posizione ambigua di alcuni cardinali della chiesa post-conciliare    ​

    Ma la chiesa post-conciliare, ci chiediamo, in tutto questo dov'è? E' indubbio, infatti, come alcuni vescovi e cardinali (e di riflesso alcuni sacerdoti) abbiano finito – in maniera palese quanto sconcertante ed anti-cristiana – per abbracciare ideologicamente questo status quo. Perchè continuano dunque a dar credito e piena adesione alle strategie mondialiste dell'ONU? E ciò malgrado le denunce levate da molteplici papi, compreso lo stesso Cardinal Ratzinger negli Anni Novanta (vedi qui – Dialoghi con la Polis 2014 – Due domande a Marco Tarquinio: Grecia e Nuovo Disordine Mondiale). Ci chiediamo ancora, alla luce degli insegnamenti del Vangelo e dei padri della Chiesa: esiste oggi un'alternativa credibile e "cristiana" a questo folle mondo globale?

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     In Guerra – La Prediletta del Dragone e la Sposa di Cristo                           ​

    E – soprattutto – ci ritorna in testa na domanda: fino a qual punto la "prediletta del Dragone" è penetrata nella Chiesa di Cristo? In attesa di rispondere a questo quesito inerente a quella che rimane l'autorità morale per eccellenza – la chiesa Cattolica – vi invitiamo a leggere il documento in allegato, elaborato nel 2011 dal Pontificio Consiglio "Giustizia e Pace" e titolato (vedi nel link a lato l'originle sul sito del Vaticano) Nota del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, 24 ottobre 2011: "Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale". Un documento che anziché da un cardinale (qual è l'autore della nota, nonché Presidente del Pontificio consiglio della Giustizia e della Pace: il cardinale ghanese Peter Kodwo Appiah Turkson) sembra scritto da Ban Ki-Moon in persona… o magari da Christine Lagarde. Va ribadito chiaramente come lo scritto non sia stato assolutamente firmato e fatto proprio da Papa Benedetto VXI, è bene ricordarlo onde evitare caos e giudizi azzardati e sommari. 

     L'opposizione di Benedetto XVI                                                                            ​

    Papa che, anzi, in numerose circostanze – tra le quali nella prefazione al libro di Mons. Michel Schooyans "Nuovo Disordine Mondiale" – attaccò e denunciò con vigore il mondialismo incarnato dall'ONU e dalle sue pertinenze (vedi qui Nuovo Disordine Mondiale) pagandone il prezzo in prima persona (vedi i particolari nel video allegato). Leggendo il documento in del Pontificio consiglio Giustizia e Pace del 2011 (vedi allegato) e facendo attenzione soprattutto alle frasi evidenziate in grassetto, ci accorgiamo come le citazioni riportate in merito al pensiero dei alcuni papi (e coorrelate encicliche) siano state spesso e volentieri inserite in maniera impropria e decontestualizzata. Cioè strumentale. Ci auguriamo allora che la Chiesa possa prendere le distanze da tutto ciò (mondialismo e globalizzazione) e possa andare presto (e speditamente) verso un "Concilio Vaticano Terzo", iniziando magari dalla proposta di una riforma finanziaria e monetaria in chiave evangelica ed anti-usurocratica (vedi qui la lettera scritta a Papa Francesco – Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale).

     

     Un Concilio Vaticano Terzo contro il mondialismo?                                       ​

    Un Nuovo Concilio che (tenendo conto dei 600 documenti di condanna contro la Massoneria emessi nella storia della chiesa e delle ultime riflessioni di Papa Francesco in merito: vedi qui Papa Francesco condannò la massoneria ma nessuno riportò la notizia) possa spazzare via dalla Casa di Cristo – e definitivamente – tutti i sulfurei fumi che – suo malgrado – oggi la avvolgono, debellando ogni morbo massonico e mondialista, in linea con quanto profeticamente rivelato dalla Madonna a Fatima nel 1913 e da Paolo VI nel 1972 «Attraverso qualche fessura» denunciò Paolo VI «il fumo di Satana è entrato nella Chiesa!». Un grido che allora scandalizzò molti anche all’interno del mondo cattolico, ma che oggi appare in tutta la sua disarmante verità e dal quale dobbiamo ripartire se vogliamo realizzare quel mondo di vera pace al quale volgiamo le nostre preghiere quotidiane.  Amen!

    Sergio Basile, Vincenzo Mannello (Copyright © 2013 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Allegato – Doc. del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace 2011  

    A cura del

    Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace 

    Per una riforma del sistema finanziario e monetario

    internazionale nella prospettiva di un’autorità

    pubblica a competenza universale

    Città del Vaticano, 24 ottobre 2011

    N.B.:

    I sottoparagrafi sono stati titolati dalla redazione di Quieuropa

    al fine di facilitare la comprensione del complesso testo.

    Anche i video sono inseriti per mettere in evidenza la

    contraddittorietà di quanto affermato nella nota

    del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace nel 2011

    N.B.:

    La nota in questione non fu controfirmata e fatta propria

    da Papa Benedetto XVI

     

    Prefazione

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     La situazione attuale del mondo esige un'azione d'insieme                       

    Città del Vaticano – «La situazione attuale del mondo esige un’azione d’insieme sulla base di una visione chiara di tutti gli aspetti economici, sociali, culturali e spirituali. Esperta in umanità, la Chiesa, lungi dal pretendere minimamente d’intromettersi nella politica degli Stati, “non ha di mira che un unico scopo: continuare, sotto l’impulso dello Spirito consolatore, la stessa opera del Cristo, venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità, per salvare, non per condannare, per servire, non per essere servito” ».(1) Con queste parole, Paolo VI, nella profetica e sempre attuale Enciclica Populorum progressio del 1967, tracciava in maniera limpida « le traiettorie » dell’intima relazione della Chiesa con il mondo: traiettorie che si intersecano nel valore profondo della dignità dell’uomo e nella ricerca del bene comune, e che pure rendono i popoli responsabili e liberi di agire secondo le proprie più alte aspirazioni. La crisi economica e finanziaria che sta attraversando il mondo chiama tutti, persone e popoli, ad un profondo discernimento dei principi e dei valori culturali e morali che sono alla base della convivenza sociale. Ma non solo. La crisi impegna gli operatori privati e le autorità pubbliche competenti a livello nazionale, regionale e internazionale ad una seria riflessione sulle cause e sulle soluzioni di natura politica, economica e tecnica. In tale prospettiva, la crisi, insegna Benedetto XVI, « ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente ».(2) Gli stessi leader del G20, nello Statement adottato a Pittsburgh nel 2009, hanno affermato come « The economic crisis demonstrates the importance of ushering in a new era of sustainable global economic activity grounded in responsibility ».(3). Raccogliendo l’appello del Santo Padre e, al tempo stesso, facendo proprie le preoccupazioni dei popoli – soprattutto di quelli che maggiormente soffrono il prezzo della situazione attuale – il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel rispetto delle competenze delle autorità civili e politiche, intende proporre e condividere la propria riflessione « Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale ». Tale riflessione vuole essere un contributo ai responsabili della terra e a tutti gli uomini di buona volontà; un gesto di responsabilità non solo nei confronti delle generazioni presenti, ma soprattutto di quelle future; affinché non sia mai perduta la speranza di un futuro migliore e la fiducia nella dignità e nella capacità di bene della persona umana.

    Note:

    1 PAOLO VI, Lettera enciclica Populorum progressio, n. 13.

    2 BENEDETTO XVI, Lettera enciclica Caritas in veritate, n. 21.

    3 Leaders’ Statement, The Pittsburgh Summit, September 24-25, 2009; Annex, 1.

    Premessa

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

    Ogni singola persona, ogni comunità di persone, è partecipe e responsabile della promozione del bene comune. Fedeli alla loro vocazione di natura etica e religiosa, le comunità di credenti devono per prime interrogarsi sull’adeguatezza dei mezzi di cui la famiglia umana dispone in vista della realizzazione del bene comune mondiale. La Chiesa, per parte sua, è chiamata a stimolare in tutti indistintamente « la volontà di partecipare a quell’ingente sforzo con il quale, nel corso dei secoli, [gli uomini] cercano di migliorare le proprie condizioni di vita, corrisponde[ndo così] alle intenzioni di Dio ». (4)

     1. Sviluppo economico e disuguaglianze                                                                

    La grave crisi economica e finanziaria, che il mondo oggi attraversa, trova la sua origine in molteplici cause. Sulla pluralità e sul peso di queste cause persistono opinioni diverse: alcuni sottolineano anzitutto gli errori insiti nelle politiche economiche e finanziarie; altri insistono sulle debolezze strutturali delle istituzioni politiche, economiche e finanziarie; altri ancora le attribuiscono a cedimenti di natura etica intervenuti a tutti i livelli, nel quadro di un’economia mondiale sempre più dominata dall’utilitarismo e dal materialismo. Nei diversi stadi di sviluppo della crisi, si riscontra sempre una combinazione di errori tecnici e di responsabilità morali. Nel caso di scambio di beni materiali e di servizi, sono la natura e la capacità produttiva, il lavoro in tutte le sue molteplici forme, che pongono un limite alle quantità determinando un insieme di costi e di prezzi che permette, sotto certe condizioni, un’allocazione efficiente delle risorse disponibili.

     Dinamiche in materia monetaria e finanziaria                                                    

    Ma in materia monetaria e finanziaria le dinamiche sono diverse. Negli ultimi decenni sono state le banche ad estendere il credito, il quale ha generato moneta, che a sua volta ha sollecitato un’ulteriore espansione del credito. Il sistema economico è stato in tale maniera spinto verso una spirale inflazionistica che inevitabilmente ha trovato un limite nel rischio sostenibile per gli istituti di credito, sottoposti ad un pericolo ulteriore di fallimento, con conseguenze negative per l’intero sistema economico e finanziario. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le economie nazionali sono avanzate, sebbene con enormi sacrifici per milioni, anzi per miliardi di persone che avevano dato fiducia, con il loro comportamento di produttori e imprenditori da un lato, di risparmiatori e consumatori dall’altro, a un progressivo regolare sviluppo della moneta e della finanza in linea con le potenzialità di crescita reale dell’economia. Dagli anni Novanta dello scorso secolo, si riscontra invece come la moneta e i titoli di credito a livello globale siano aumentati in misura molto più rapida della produzione del reddito, anche a prezzi correnti. Ne sono derivate la formazione di sacche eccessive di liquidità e di bolle speculative che poi si sono trasformate in una serie di crisi di solvibilità e di fiducia che si sono propagate e susseguite nel corso degli anni. 

     Le crisi dagli Anni settanta a quella del 2007                                                   

    Una prima crisi si è verificata negli anni Settanta fino ai primi anni Ottanta, ed era relativa ai prezzi del petrolio. In seguito si sono avute una serie di crisi in vari Paesi in via di sviluppo. Si pensi alla prima crisi del Messico negli anni Ottanta, oppure a quelle del Brasile, della Russia e della Corea, quindi di nuovo del Messico negli anni Novanta, della Tailandia, dell’Argentina. La bolla speculativa sugli immobili e la recente crisi finanziaria hanno la medesima origine nell’eccessivo ammontare di moneta e di strumenti finanziari a livello globale. Mentre le crisi nei Paesi in via di sviluppo, che hanno rischiato di coinvolgere il sistema monetario e finanziario globale, sono state contenute con forme di intervento da parte dei Paesi più sviluppati, la crisi scoppiata nel 2008 è stata caratterizzata da un fattore decisivo e dirompente rispetto a quelle precedenti. Essa è stata generata nel contesto degli Stati Uniti, una delle aree più rilevanti per l’economia e la finanza mondiale, coinvolgendo la moneta a cui fa tuttora capo la stragrande maggioranza degli scambi internazionali. Un orientamento di stampo liberista – reticente rispetto ad interventi pubblici nei mercati – ha fatto propendere per il fallimento di un importante istituto finanziario internazionale, immaginando in tal modo di delimitare la crisi e i suoi effetti. Ne è derivata purtroppo una propagazione di sfiducia che ha spinto a mutare repentinamente atteggiamento, sollecitando interventi pubblici sotto varie forme, di enorme portata (oltre il 20% del prodotto nazionale) al fine di tamponare gli effetti negativi che avrebbero travolto tutto il sistema finanziario internazionale.

    Note:

    4 CONCILIO VATICANO II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo

       Gaudium et spes, n. 34.

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     Conseguenze della crisi                                                                                            

    Le conseguenze sulla cosiddetta « economia reale », passando attraverso le gravi difficoltà di alcuni settori – in primo luogo dell’edilizia – e attraverso il diffondersi di aspettative sfavorevoli, hanno generato una tendenza negativa della produzione e del commercio internazionale, con gravi riflessi sull’occupazione, e con effetti che ancora non hanno probabilmente esaurito tutta la loro portata. I costi per milioni, anzi miliardi di persone, nei Paesi sviluppati ma anche soprattutto in quelli in via di sviluppo, sono rilevanti. In Paesi ed aree dove mancano ancora i beni più elementari della salute, del cibo, del riparo dalle intemperie, oltre un miliardo di persone sono costrette a sopravvivere con un reddito medio di poco più di un dollaro al giorno. Il benessere economico globale, misurato in primo luogo dalla produzione del reddito ed anche dalla diffusione delle capabilities, si è accresciuto, nel corso della seconda metà del XX secolo, in una misura e con una rapidità mai sperimentate nella storia del genere umano. Ma sono anche aumentate enormemente le disuguaglianze all’interno dei vari Paesi e tra di essi. Mentre alcuni Paesi e aree economiche, quelle più industrializzate e sviluppate, hanno visto crescere notevolmente la produzione del reddito, altri Paesi sono stati di fatto esclusi dal miglioramento generalizzato dell’economia, e persino hanno peggiorato la loro situazione. 

     1967 – La denuncia di Paolo VI – Populorum Progressio                               

    I pericoli di una situazione di sviluppo economico, concepito in termini liberistici, sono stati lucidamente e profeticamente denunciati da Paolo VI – per le conseguenze nefaste sugli equilibri mondiali e sulla pace – già nel 1967, dopo il Concilio Vaticano II, con l’Enciclica Populorum progressio. Il Pontefice indicò come condizioni imprescindibili, per la promozione di un autentico sviluppo, la difesa della vita e la promozione della crescita culturale e morale delle persone. Su tali basi, affermava Paolo VI lo sviluppo plenario e planetario « è il nuovo nome della pace ».(5) A quaranta anni di distanza, nel 2007, il Fondo Monetario Internazionale riconobbe, nel suo Rapporto annuale, la stretta connessione tra un processo di globalizzazione non adeguatamente governato da un lato, e le forti disuguaglianze a livello mondiale dall’altro. (6) Oggi i moderni mezzi di comunicazione rendono evidenti a tutti i popoli, ricchi e poveri, le disuguaglianze economiche, sociali e culturali che si sono determinate a livello globale generando tensioni e imponenti movimenti migratori. Tuttavia, va ribadito che il processo di globalizzazione con i suoi aspetti positivi è alla base del grande sviluppo dell’economia mondiale del XX secolo.

    Note:

    5 Lettera enciclica Populorum progressio, nn. 76 ss.

    6 Cf. INTERNATIONAL MONETARY FUND, Annual Report 2007, pp. 8 ss.

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     Osservazioni sulla globalizzazione                                                                       

    Vale la pena di ricordare che tra il 1900 e il 2000 la popolazione mondiale si è quasi quadruplicata e che la ricchezza prodotta a livello mondiale è cresciuta in misura molto più rapida cosicché il reddito medio pro capite è fortemente aumentato. Allo stesso tempo, però, non è aumentata l’equa distribuzione della ricchezza, piuttosto, in molti casi essa è peggiorata. Ma cosa ha spinto il mondo in questa direzione estremamente problematica anche per la pace? Anzitutto un liberismo economico senza regole e senza controlli. Si tratta di una ideologia, di una forma di « apriorismo economico », che pretende di prendere dalla teoria le leggi di funzionamento del mercato e le cosiddette leggi dello sviluppo capitalistico esasperandone alcuni aspetti. Un’ideologia economica che stabilisca a priori le leggi del funzionamento del mercato e dello sviluppo economico, senza confrontarsi con la realtà, rischia di diventare uno strumento subordinato agli interessi dei Paesi che godono di fatto di una posizione di vantaggio economico e finanziario. Regole e controlli, sia pure in maniera imperfetta, sono spesso presenti a livello nazionale e regionale; tuttavia, a livello internazionale tali regole e controlli fanno fatica a realizzarsi e a consolidarsi. 

    L'ideologia utilitaristica                                                                                        

    Alla base delle disparità e delle distorsioni dello sviluppo capitalistico c’è, in gran parte, oltre all’ideologia del liberismo economico, l’ideologia utilitarista, ossia quella impostazione teorico-pratica percui: « l’utile personale conduce al bene della comunità ». È da notare che una simile « massima » contiene un’anima di verità, ma non si può ignorare che non sempre l’utile individuale, sebbene legittimo, favorisce il bene comune. In più di un caso è richiesto uno spirito di solidarietà che trascenda l’utile personale per il bene della comunità. Negli anni venti del secolo scorso alcuni economisti avevano già messo in guardia dal dare eccessivamente credito, in assenza di regole e controlli, a quelle teorie oggi divenute ideologie e prassi dominanti a livello internazionale. Un effetto devastante di queste ideologie, soprattutto negli ultimi decenni del secolo scorso e i primi anni del nuovo secolo, è stato lo scoppio della crisi nella quale il mondo si trova tuttora immerso.

    Benedetto XVI – Natura morale e ideologica della crisi                                

    Benedetto XVI, nella sua enciclica sociale, ha individuato in maniera precisa la radice di una crisi che non è solamente di natura economica e finanziaria, ma prima di tutto di natura morale, oltre che ideologica. "L’economia, infatti – osserva il Pontefice – ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento, non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona".(7) Egli, poi, ha denunciato il ruolo svolto dall’utilitarismo e dall’individualismo, nonché le responsabilità di chi li ha assunti e diffusi come parametro per il comportamento ottimale di coloro – operatori economici e politici – che agiscono e interagiscono nel contesto sociale". Ma Benedetto XVI ha anche individuato e denunciato una nuova ideologia, l’ ideologia della tecnocrazia.

    Note:

    7 Cf. Lettera enciclica Caritas in veritate, n. 45.

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     2. Il ruolo della tecnica e la sfida etica                                                                 

    Il grande sviluppo economico e sociale dello scorso secolo, certamente con le sue luci ma anche con i suoi gravi coni d’ombra, è dovuto anche al continuato sviluppo della tecnica e, nei decenni più recenti, ai progressi dell’informatica e alle sue applicazioni, all’economia e in primo luogo alla finanza. Per interpretare con lucidità l’attuale nuova questione sociale, occorre senz’altro, però, evitare l’errore, figlio anch’esso dell’ideologia neoliberista, di ritenere che i problemi da affrontare siano di ordine esclusivamente tecnico. Come tali, essi sfuggirebbero alla necessità di un discernimento e di una valutazione di tipo etico. Ebbene, l’enciclica di Benedetto XVI mette in guardia contro i pericoli dell’ideologia della tecnocrazia, ossia di quell’assolutizzazione della tecnica che « tende a produrre un’incapacità di percepire ciò che non si spiega con la semplice materia » (8) ed a minimizzare il valore delle scelte dell’individuo umano concreto che opera nel sistema economico-finanziario, riducendole a mere variabili tecniche. La chiusura ad un « oltre », inteso come un di più rispetto alla tecnica, non solo rende impossibile trovare soluzioni adeguate per i problemi, ma impoverisce sempre più, sul piano materiale e morale, le principali vittime della crisi. Anche nel contesto della complessità dei fenomeni la rilevanza dei fattori etici e culturali non può, dunque, essere trascurata o sottostimata.

    Note:

    8 Cf.  Lettera enciclica "Caritas in Veritate", n. 77.

    La logica del bene comune mondiale e il senso dei beni                              

    La crisi, di fatto, ha rivelato comportamenti di egoismo, di cupidigia collettiva e di accaparramento di beni su grande scala. Nessuno può rassegnarsi a vedere l’uomo vivere come « un lupo per l’altro uomo », secondo la concezione evidenziata da Hobbes. Nessuno, in coscienza, può accettare lo sviluppo di alcuni Paesi a scapito di altri. Se non si pone un rimedio alle varie forme di ingiustizia gli effetti negativi che ne deriveranno sul piano sociale, politico ed economico saranno destinati a generare un clima di crescente ostilità e perfino di violenza, sino a minare le stesse basi delle istituzioni democratiche, anche di quelle ritenute più solide. Dal riconoscimento del primato dell’essere rispetto a quello dell’avere, dell’etica rispetto a quello dell’economia, i popoli della terra dovrebbero assumere, come anima della loro azione, un’etica della solidarietà, abbandonando ogni forma di gretto egoismo, abbracciando la logica del bene comune mondiale che trascende il mero interesse contingente e particolare. Dovrebbero, in definitiva, avere vivo il senso di appartenenza alla famiglia umana in nome della comune dignità di tutti gli esseri umani: « prima ancora della logica dello scambio degli equivalenti e delle forme di giustizia, […] che le sono proprie, esiste un qualcosa che è dovuto all’uomo perché è uomo, in forza della sua eminente dignità »(9). Già nel 1991, dopo il fallimento del collettivismo marxista, il Beato Giovanni Paolo II aveva messo in guardia nei confronti del rischio di « un’idolatria del mercato, che ignora l’esistenza di beni che, per loro natura, non sono né possono essere semplici merci ».(10) Oggi occorre senz’indugio accogliere il suo ammonimento e imboccare una strada più in sintonia con la dignità e con la vocazione trascendente della persona e della famiglia umana.

    Note:

    9 GIOVANNI PAOLO II, Lettera enciclica Centesimus Annus, n. 70.

    10 Ib., n. 40.

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     3. Il governo della globalizzazione                                                                          

    Nel cammino verso la costruzione di una famiglia umana più fraterna e giusta e, prima ancora, di un nuovo umanesimo aperto alla trascendenza, appare inoltre particolarmente attuale l’insegnamento del Beato Giovanni XXIII. Nella profetica Lettera enciclica Pacem in terris del 1963, egli avvertiva che il mondo si stava avviando verso una sempre maggiore unificazione. Prendeva quindi atto del fatto che, nella comunità umana, era venuta meno la rispondenza fra l’organizzazione politica « su piano mondiale e le esigenze obiettive del bene comune universale ».(11) Per conseguenza auspicava la creazione, un giorno, di « un’Autorità pubblica mondiale ».(12) A fronte dell’unificazione del mondo, propiziata dal complesso fenomeno della globalizzazione; a fronte dell’importanza di garantire, oltre agli altri beni collettivi, quello rappresentato da un sistema economico-finanziario mondiale libero, stabile e a servizio dell’economia reale, oggi l’insegnamento della Pacem in terris appare ancor più vitale e degno di urgente concretizzazione. Lo stesso Benedetto XVI, nel solco tracciato dalla Pacem in terris, ha espresso la necessità di costituire un’Autorità politica mondiale.(13) Tale necessità appare del resto evidente, se si pensa al fatto che l’agenda delle questioni da trattare a livello globale diventa costantemente più ampia. Si pensi, ad esempio, alla pace e alla sicurezza; al disarmo e al controllo degli armamenti; alla promozione e alla tutela dei diritti fondamentali dell’uomo; al governo dell’economia e alle politiche di sviluppo; alla gestione dei flussi migratori e alla sicurezza alimentare; alla tutela dell’ambiente. In tutti questi ambiti risulta sempre più evidente la crescente interdipendenza tra Stati e regioni del mondo e la necessità di risposte, non solo settoriali e isolate, ma sistematiche e integrate, ispirate dalla solidarietà e dalla sussidiarietà e orientate al bene comune universale.

    Note:

    11 GIOVANNI XXIII, Lettera enciclica Pacem in terris, n. 70.

    12 Cf. ib. nn. 71-74.

    13 Cf. Lettera enciclica Caritas in veritate, n. 67.

    Autorità mondiale?                                                                                                    

    Come ricorda Benedetto XVI, se non si persegue questa strada anche « il diritto internazionale, nonostante i grandi progressi compiuti nei vari campi, rischierebbe di essere condizionato dagli equilibri di potere tra i più forti ».(14) Lo scopo dell’Autorità pubblica, rammentava già Giovanni XXIII nella Pacem in terris, è anzitutto quello di servire il bene comune. Essa, pertanto, deve dotarsi di strutture e meccanismi adeguati, efficaci, ossia all’altezza della propria missione e delle aspettative che in essa sono riposte. Questo è particolarmente vero all’interno di un mondo globalizzato, che rende persone e popoli sempre più interconnessi ed interdipendenti, ma che mostra anche il peso dell’egoismo e degli interessi settoriali, tra cui l’esistenza di  mercati monetari e finanziari a carattere prevalentemente speculativo, dannosi per l’economia reale, specie dei Paesi più deboli. È un processo complesso e delicato.

    Avanti con la logica della gradualità                                                                    

    Tale Autorità sovranazionale deve, infatti, avere un’impostazione realistica ed essere messa in atto con gradualità, con l’obiettivo di favorire anche l’esistenza di sistemi monetari e finanziari efficienti ed efficaci, ossia mercati liberi e stabili, disciplinati da un adeguato quadro giuridico, funzionali allo sviluppo sostenibile e al progresso sociale di tutti, ispirati ai valori della carità nella verità.(15) Si tratta di un’Autorità dall’orizzonte planetario, che non può essere imposta con la forza, ma dovrebbe essere espressione di un accordo libero e condiviso, oltre che delle esigenze permanenti e storiche del bene comune mondiale e non frutto di coercizione o di violenze. Essa dovrebbe sorgere da un processo di maturazione progressiva delle coscienze e delle libertà, nonché dalla consapevolezza di crescenti responsabilità.

    Note:

    14 Ib.

    15 Cf. ib.

    Mondialismo e adesione dei popoli                                                                     

    Non possono, per conseguenza, essere tralasciati come superflui elementi quali la fiducia reciproca, l’autonomia e la partecipazione. Il consenso deve coinvolgere un sempre maggior numero di Paesi che aderiscono in maniera convinta, mediante quel dialogo sincero che non emargina, bensì valorizza le opinioni minoritarie. L’Autorità mondiale dovrebbe, dunque, coinvolgere coerentemente tutti i popoli, in una collaborazione in cui essi sono chiamati a contribuire con il patrimonio delle loro virtù e delle loro civiltà. La costituzione di un Autorità politica mondiale dovrebbe essere preceduta da una fase preliminare di concertazione, dalla quale emergerà una istituzione legittimata, in grado di offrire una guida efficace e, al tempo stesso, di permettere a ciascun Paese di esprimere e di perseguire il proprio bene particolare. L’esercizio di una simile Autorità, posta al servizio del bene di tutti e di ciascuno, sarà necessariamente super partes, ossia al di sopra di ogni visione parziale e di ogni bene particolare, in vista della realizzazione delì bene comune. Le sue decisioni non dovranno essere il risultato del pre-potere dei Paesi più sviluppati sui Paesi più deboli. Dovranno, invece, essere assunte nell’interesse di tutti, non solo a vantaggio di alcuni gruppi, siano essi formati da lobby private o da Governi nazionali. Un’Istituzione sopranazionale, espressione di una « comunità delle Nazioni », non potrà peraltro durare a lungo, se le diversità dei Paesi, sul piano delle culture, delle risorse materiali ed immateriali, delle condizioni storiche e geografiche non sono riconosciute e pienamente rispettate. L’assenza di un consenso convinto, alimentato da un’incessante comunione morale della comunità mondiale, indebolirebbe l’efficacia della corrispettiva Autorità.

    L'autorità mondiale

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione                                                                                                  

    Ciò che vale a livello nazionale vale anche a livello mondiale. La persona non è fatta per servire incondizionatamente l’Autorità, il cui compito è quello di porsi al servizio della persona stessa, in coerenza con il valore preminente della dignità dell’uomo. Parimenti, i Governi non devono servire incondizionatamente l’Autorità mondiale. È piuttosto quest’ultima che deve mettersi al servizio dei vari Paesi membri, secondo il principio di sussidiarietà, creando, tra l’altro, quelle condizioni socio-economiche, politiche e giuridiche, indispensabili anche all’esistenza di mercati efficienti ed efficaci, perché non iperprotetti da politiche nazionali paternalistiche, perché non indeboliti da deficit sistematici delle finanze pubbliche e dei Prodotti nazionali, che di fatto impediscono ai mercati stessi di operare in un contesto mondiale come istituzioni aperte e concorrenziali. Nella tradizione del Magistero della Chiesa, ripresa con vigore da Benedetto XVI,(16) il principio di sussidiarietà deve regolare le relazioni tra Stato e comunità locali, tra Istituzioni pubbliche e Istituzioni private, non escluse quelle monetarie e finanziarie. Così, su un ulteriore livello, deve reggere le relazioni tra una eventuale futura Autorità pubblica mondiale e le istituzioni regionali e nazionali. Un tale principio è a garanzia sia della legittimità democratica sia dell’efficacia delle decisioni di coloro che sono chiamati a prenderle. Permette di rispettare la libertà delle persone e delle comunità di persone e, al tempo stesso, di responsabilizzarle rispetto agli obiettivi e ai doveri che loro competono.

    Note:

    16 Cf. ib., nn. 57 e 67.

    Necessità dell'autorità mondiale                                                                           

    Secondo la logica della sussidiarietà, l’Autorità superiore offre il suo subsidium, ovvero il suo aiuto, quando la persona e gli attori sociali e finanziari sono intrinsecamente inadeguati o non riescono a fare da sé quanto è loro richiesto.(17) Grazie al principio di solidarietà, si costruisce un rapporto durevole e fecondo tra la società civile planetaria e un’Autorità pubblica mondiale, quando gli Stati, i corpi intermedi, le varie istituzioni – comprese quelle economiche e finanziarie – e i cittadini prendono le loro decisioni entro la prospettiva del bene comune mondiale, che trascende quello nazionale. « Il governo della globalizzazione » – si legge nella Caritas in veritate – « deve essere di tipo sussidiario, articolato su più livelli e su piani diversi, che collaborino reciprocamente ».(18) Solo così si può evitare il pericolo dell’isolamento burocratico dell’Autorità centrale, che rischierebbe di essere delegittimata da un distacco troppo grande dalle realtà sulle quali si fonda, e potrebbe facilmente cadere in tentazioni paternalistiche, tecnocratiche, o egemoniche. Un lungo cammino resta però ancora da percorrere prima di arrivare alla costituzione di una tale Autorità pubblica a competenza universale. Logica vorrebbe che il processo di riforma si sviluppasse avendo come punto di riferimento l’Organizzazione delle Nazioni Unite, in ragione dell’ampiezza mondiale delle sue responsabilità, della sua capacità di riunire le Nazioni della terra e della diversità dei suoi compiti e di quelli delle sue Agenzie specializzate.

    Note:

    17 Cf. ib., n. 57.

    18 Ib.

    Verso scelte mondiali vincolanti                                                                           

    Il frutto di tali riforme dovrebbe essere una maggiore capacità di adozione di politiche e scelte vincolanti poiché orientate alla realizzazione del bene comune a livello locale, regionale e mondiale. Tra le politiche appaiono più urgenti quelle relative alla giustizia sociale globale: politiche finanziarie e monetarie che non danneggino i Paesi più deboli; (19) politiche volte alla realizzazione di mercati liberi e stabili e ad un’equa distribuzione della ricchezza mondiale mediante anche forme inedite di solidarietà fiscale globale, di cui si dirà più avanti. Nel cammino della costituzione di un’Autorità politica mondiale non si possono disgiungere le questioni della governance (ossia di un sistema di semplice coordinamento orizzontale senza un’Autorità super partes) da quelle di un shared government (ossia di un sistema che, oltre al coordinamento orizzontale, stabilisca un’Autorità super partes) funzionale e proporzionato al graduale sviluppo di una società politica mondiale. La costituzione di un’Autorità politica mondiale non può essere raggiunta senza la previa pratica del multilateralismo, non solo a livello diplomatico, ma anche e soprattutto nell’ambito dei piani per lo sviluppo sostenibile e per la pace. A un Governo mondiale non si può pervenire se non dando espressione politica a preesistenti interdipendenze e cooperazioni.

    Note:

    19 Cf. CONCILIO VATICANO II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo

         contemporaneo Gaudium et spes, n. 70.

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     4. Riforma del sistema finanziario e monetario internazionale                 

    Verso una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale rispondente alle esigenze di tutti i Popoli In materia economica e finanziaria, le difficoltà più rilevanti derivano dalla carenza di un insieme efficace di strutture, in grado di garantire, oltre ad un sistema di governance, un sistema di government dell’economia e della finanza internazionale. Che dire di questa prospettiva? Quali passi muovere in concreto? Con riferimento all’attuale sistema economico e finanziario mondiale vanno sottolineati due fattori determinanti: il primo è il graduale venire meno dell’efficienza delle istituzioni di Bretton Woods, a partire dai primi anni Settanta. In particolare, il Fondo Monetario Internazionale ha perso un carattere essenziale per la stabilità della finanza mondiale, quello di regolare la creazione complessiva di moneta e di vegliare sull’ammontare di rischio di credito assunto dal sistema. In definitiva non si dispone più di quel « bene pubblico universale » che è la stabilità del sistema monetario mondiale.

    Gestione del mercato finanziario globale                                                               

    Il secondo fattore è la necessità di un corpus minimo condiviso di regole necessarie alla gestione del mercato finanziario globale, cresciuto molto più rapidamente dell’economia reale, essendosi velocemente sviluppato per effetto, da un lato, dell’abrogazione generalizzata dei controlli sui movimenti di capitali e dalla tendenza alla deregolamentazione delle attività bancarie e finanziarie; e dall’altro, dei progressi della tecnica finanziaria favoriti dagli strumenti informatici. Sul piano strutturale, nell’ultima parte del secolo scorso, la moneta e le attività finanziarie a livello globale sono cresciute molto più rapidamente della produzioni di beni e di servizi.

    G20 e Rischi – Questione monetaria e questione bancaria                              

    In tale contesto, la qualità del credito ha teso a diminuire sino ad esporre gli istituti di credito ad un rischio maggiore di quello ragionevolmente sostenibile. Basti guardare alle sorti di grandi e piccoli istituti di credito nel contesto delle crisi che si sono manifestate negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso e infine nella crisi del 2008. Sempre nell’ultima parte del XX scorso, si è sviluppata la tendenza a definire gli orientamenti strategici della politica economica e finanziaria all’interno di club e di gruppi più o meno estesi di Paesi più sviluppati. Pur non negando gli aspetti positivi di questo approccio, non si può non notare che esso non sembra rispettare pienamente il principio rappresentativo, in particolare dei Paesi meno sviluppati o emergenti. La necessità di tener conto della voce di un maggiore numero di Paesi ha, ad esempio, indotto l’allargamento dei suddetti gruppi, passando così dal G7 al G20. Questa è stata un’evoluzione positiva, in quanto ha consentito di coinvolgere, negli orientamenti all’economia e alla finanza globale, la responsabilità di Paesi con più elevata popolazione, in via di sviluppo ed emergenti.

    Dallo Shutdown Usa a quello Italico: fili spezzati

    Efficacia e ruolo dei G20 – Nuova era dell'economia Globale  

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione                  

    Nell’ambito del G20 possono pertanto maturare indirizzi concreti che, opportunamente elaborati nelle appropriate sedi tecniche, potranno orientare gli organi competenti a livello nazionale e regionale al consolidamento delle istituzioni esistenti e alla creazione di nuove istituzioni con appropriati ed efficaci strumenti a livello internazionale. Gli stessi leader del G20, nella Dichiarazione finale di Pittsburgh del 2009, affermano del resto come « la crisi economica dimostra l’importanza di avviare una nuova era dell’economia globale fondata sulla responsabilità ». 

    Crisi e riforma dell'Architettura Globale                                                            

    Per fare fronte alla crisi e aprire una nuova era « della responsabilità », oltre alle misure di tipo tecnico e di breve periodo, i leader avanzano la proposta di una « riforma dell’architettura globale per fare fronte alle esigenze del 21° secolo »; e quindi quella di « un quadro che consenta di definire le politiche e le misure comuni per generare uno sviluppo globale solido, sostenibile e bilanciato ».(20) Occorre quindi avviare un processo di profonda riflessione e di riforme, percorrendo vie creative e realistiche, tendenti a valorizzare gli aspetti positivi delle istituzioni e dei forum già esistenti. Un’attenzione specifica andrebbe riservata alla riforma del sistema monetario internazionale e, in particolare, all’impegno per dar vita a qualche forma di controllo monetario globale, peraltro già implicita negli Statuti del Fondo Monetario Internazionale. È chiaro che, in qualche misura, questo equivale a mettere in discussione i sistemi dei cambi esistenti, per trovare modi efficaci di coordinamento e supervisione.

    Note:

    20 Leaders’ Statement, The Pittsburgh Summit, September 24-25, 2009;

    cf. Annex, paragrafo 1; G-20 Framework for Strong, Sustainable, and Balanced Growth,

    §1; Leaders’ Statement, nn. 18, 13.10

     Controllo Monetario Globale                                                                                  

    È un processo che deve coinvolgere anche i Paesi emergenti e in via di sviluppo nel definire le tappe di un adattamento graduale degli strumenti esistenti. Sullo sfondo si delinea, in prospettiva, l’esigenza di un organismo che svolga le funzioni di una sorta di « Banca centrale mondiale » che regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari, alla stregua delle Banche centrali nazionali. Occorre riscoprire la logica di fondo, di pace, coordinamento e prosperità comune, che portarono agli Accordi di Bretton Woods, per fornire adeguate risposte alle questioni attuali. A livello regionale tale processo potrebbe essere praticato con la valorizzazione delle istituzioni esistenti, come ad esempio la Banca Centrale Europea. Ciò richiederebbe, tuttavia, non solo una riflessione sul piano economico e finanziario, ma anche e prima di tutto, sul piano politico, in vista della costituzione di istituzioni pubbliche corrispettive che garantiscano l’unità e la coerenza delle decisioni comuni. Queste misure dovrebbero essere concepite come alcuni dei primi passi nella prospettiva di una Autorità pubblica a competenza universale; come una prima tappa di un più lungo sforzo della comunità mondiale di orientare le sue istituzioni alla realizzazione del bene comune. Altre tappe dovranno seguire, tenendo conto che le dinamiche che conosciamo possono accentuarsi, ma anche accompagnarsi a cambiamenti che oggi sarebbe vano tentare di prevedere. In tale processo, occorre, recuperare il primato dello spirituale e dell’etica e, con essi, il primato della politica – responsabile del bene comune – sull’economia e la finanza. Occorre ricondurre queste ultime entro i confini della loro reale vocazione e della loro funzione, compresa quella sociale, in considerazione delle loro evidenti responsabilità nei confronti della società, per dare vita a mercati ed istituzioni finanziarie che siano effettivamente a servizio della persona, che siano capaci, cioè, di rispondere alle esigenze del bene comune e della fratellanza universale, trascendendo ogni forma di piatto economicismo e di mercantilismo performativo.

    Tobin Tax – Tassazione delle Transazioni Finanziarie                                        

    Sulla base di un tale approccio di tipo etico, appare, quindi, opportuno riflettere, ad esempio: su misure di tassazione delle transazioni finanziarie, mediante aliquote eque, ma modulate con oneri proporzionati alla complessità delle operazioni, soprattutto di quelle che si effettuano nel mercato « secondario ». Una tale tassazione sarebbe molto utile per promuovere lo sviluppo globale e sostenibile secondo principi di giustizia sociale e della solidarietà; e potrebbe contribuire alla costituzione di una riserva mondiale, per sostenere le economie dei Paesi colpiti dalle crisi, nonché il risanamento del loro sistema monetario e finanziario; su forme di ricapitalizzazione delle banche anche con fondi pubblici condizionando il sostegno a comportamenti « virtuosi » e finalizzati a sviluppare l’economia reale; sulla definizione dell’ambito dell’attività di credito ordinario e di Investment Banking. Tale distinzione consentirebbe una disciplina più efficace dei « mercati-ombra » privi di controlli e di limiti. Un sano realismo richiederebbe il tempo necessario per costruire consensi ampi, ma l’orizzonte del bene comune universale è sempre presente con le sue esigenze ineludibili. È pertanto auspicabile che tutti coloro che, nelle Università e nei vari Istituti, sono chiamati a formare le classi dirigenti di domani si dedichino a prepararle alle loro responsabilità di discernere e di servire il bene pubblico globale in un mondo in costante cambiamento. È necessario colmare il divario presente tra formazione etica e preparazione tecnica, evidenziando in particolar modo l’ineludibile sinergia tra i due piani della praxis e della poièsis. Lo stesso sforzo è richiesto a tutti coloro che sono in grado di illuminare l’opinione pubblica mondiale, per aiutarla ad affrontare questo mondo nuovo non più nell’angoscia ma nella speranza e nella solidarietà.

     Conclusioni                                                                                                            

    Nelle incertezze attuali, in una società capace di mobilitare mezzi ingenti, ma la cui riflessione sul piano culturale e morale rimane inadeguata rispetto al loro utilizzo in ordine al conseguimento di fini appropriati, siamo invitati a non arrenderci e a costruire soprattutto un futuro di senso per le generazioni a venire. Non bisogna temere di proporre cose nuove, anche se possono destabilizzare equilibri di forze preesistenti che dominano sui più deboli. Esse sono un seme gettato nella terra, che germoglierà e non tarderà a portare i suoi frutti. Come ha esortato Benedetto XVI, "sono indispensabili persone ed operatori a tutti i livelli – sociale, politico, economico, professionale –, mossi dal coraggio di servire e promuovere il bene comune mediante una vita buona".(21) Solo loro riusciranno a vivere e a vedere oltre le apparenze delle cose, percependo il divario tra il reale esistente ed il possibile mai sperimentato. Paolo VI ha sottolineato la forza rivoluzionaria dell’« immaginazione prospettica », capace di percepire nel presente le possibilità in esso inscritte, e di orientare gli uomini verso un futuro nuovo.(22) Liberando l’immaginazione, l’uomo libera la sua esistenza. Mediante un impegno di immaginazione comunitaria è possibile trasformare non solo le istituzioni ma anche gli stili di vita, e suscitare un avvenire migliore per tutti i popoli. Gli Stati moderni, nel tempo, sono divenuti insiemi strutturati, concentrando la sovranità all’interno del proprio territorio. Ma le condizioni sociali, culturali e politiche sono progressivamente mutate. È cresciuta la loro interdipendenza – sicché è divenuto naturale pensare ad una comunità internazionale integrata e retta sempre più da un ordinamento condiviso –, ma non è venuta meno una forma deteriore di nazionalismo, secondo cui lo Stato ritiene di poter conseguire in maniera autarchica il bene dei suoi cittadini. Oggi tutto ciò appare surreale e anacronistico.

    Note:

    21 Cf. Lettera enciclica Caritas in veritate, n. 71.

    22 PAOLO VI, Lettera apostolica Octogesima adveniens, n. 37.

    Oltre la dimensione di stati nazionali?    

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione                                                           

    Oggi tutte le nazioni, piccole o grandi, assieme ai loro Governi, sono chiamate a superare quello « stato di natura » che vede gli Stati in perenne lotta tra loro. Nonostante alcuni suoi aspetti negativi, la globalizzazione sta unificando maggiormente i popoli, sollecitandoli a muoversi verso un nuovo « stato di diritto » a livello sopranazionale, sostenuto da una collaborazione più intensa e feconda. Con una dinamica analoga a quella che in passato ha messo fine alla lotta « anarchica » tra clan e regni rivali, in ordine alla costituzione di Stati nazionali, l’umanità deve oggi impegnarsi nella transizione da una situazione di lotte arcaiche tra entità nazionali, a un nuovo modello di società internazionale più coesa, poliarchica, rispettosa delle identità di ciascun popolo, entro la molteplice ricchezza di un’unica umanità. Un tale passaggio, peraltro già timidamente in corso, assicurerebbe ai cittadini di tutti i Paesi – qualunque ne sia la dimensione o la forza – pace e sicurezza, sviluppo, mercati liberi, stabili e trasparenti. « Come all’interno dei singoli Stati […] il sistema della vendetta privata e della rappresaglia è stato sostituito dall’impero della legge » – avverte Giovanni Paolo II – « così è ora urgente che un simile progresso abbia luogo nella Comunità internazionale ».(23) I tempi per concepire istituzioni con competenza universale arrivano quando sono in gioco beni vitali e condivisi dall’intera famiglia umana, che i singoli Stati non sono in grado di promuovere e proteggere da soli. Esistono, quindi, le condizioni per il definitivo superamento di un ordine internazionale « westphaliano», nel quale gli Stati sentono l’esigenza della cooperazione, ma non colgono l’opportunità di un’integrazione delle rispettive sovranità per il bene comune dei popoli. È compito delle generazioni presenti riconoscere e accettare consapevolmente questa nuova dinamica mondiale verso la realizzazione di un bene comune universale.

    Note:

    23 Lettera enciclica Centesimus annus, n. 52.

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Il trasferimento dei poteri verso un'autorità mondiale                                          

    Certo, questa trasformazione si farà al prezzo di un trasferimento graduale ed equilibrato di una parte delle attribuzioni nazionali ad un’Autorità mondiale e alle Autorità regionali, ma questo è necessario in un momento in cui il dinamismo della società umana e dell’economia e il progresso della tecnologia trascendono le frontiere, che nel mondo globalizzato sono di fatto già erose. La concezione di una nuova società, la costruzione di nuove istituzioni dalla vocazione e competenza universali, sono una prerogativa e un dovere per tutti, senza distinzione alcuna. È in gioco il bene comune dell’umanità e il futuro stesso. In tale contesto, per ogni cristiano c’è una speciale chiamata dello Spirito ad impegnarsi con decisione e generosità, perché le molteplici dinamiche in atto si volgano verso prospettive di fraternità e di bene comune. Si aprono immensi cantieri di lavoro per lo sviluppo integrale dei popoli e di ogni persona. Come affermano i Padri del Concilio Vaticano II, si tratta di una missione al tempo stesso sociale e spirituale, che, « nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l’umana società, è di grande importanza per il regno di Dio ».(24) In un mondo in via di rapida globalizzazione, il riferimento ad un’Autorità mondiale diviene l’unico orizzonte compatibile con le nuove realtà del nostro tempo e con i bisogni della specie umana. Non va, però, dimenticato che questo passaggio, data la natura ferita degli uomini, non avviene senza angosce e senza sofferenze. La Bibbia, con il racconto della Torre di Babele (Genesi 11,1-9) avverte come la « diversità » dei popoli possa trasformarsi in veicolo di egoismo e strumento di divisione.

    Speciale – L’Inganno monetario dietro le grandi manovre di Bruxelles e Francoforte

    Nota 24 CONCILIO VATICANO II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo

          contemporaneo Gaudium et spes, n. 39.

    Lo spirito di Babele                                                                                                    

    Nell’umanità è ben presente il rischio che i popoli finiscano per non capirsi più e che le diversità culturali siano motivo di contrapposizioni insanabili. L’immagine della Torre di Babele ci avverte anche che bisogna guardarsi da una « unità » solo di facciata, nella quale non cessano egoismi e divisioni, poiché non sono stabili le fondamenta della società. In entrambi i casi, Babele è l’immagine di ciò che i popoli e gli individui possono divenire, quando non riconoscono la loro intrinseca dignità trascendente e la loro fraternità. Lo spirito di Babele è l’antitesi dello Spirito di Pentecoste (Atti 2, 1-12), del disegno di Dio per tutta l’umanità, vale a dire l’unità nella diversità. Solo uno spirito di concordia, che superi divisioni e conflitti, permetterà all’umanità di essere autenticamente un’unica famiglia, fino a concepire un nuovo mondo con la costituzione di un’Autorità pubblica mondiale, al servizio del bene comune. (Città del Vaticano, 24 ottobre 2011)

    Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace

    Città del Vaticano, 24 ottobre 2011

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

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  • Contro la Piramide – Risposta ideale a Mandarà: “le denunce e provocazioni in TV, sono inutili”

    Contro la Piramide – Risposta ideale a Mandarà: “le denunce e provocazioni in TV, sono inutili”

    Sabato,  Giugno 7th/ 2014
     

     – di Antonio Bassi / Sergio Basile e Redazione Quieuropa –

    Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa

    Redazione Quieuropa, Antonio Bassi, Pedofilia, La strategia dell'Europa, Perversione sessuale, Daniele di Luciano, Salvo Mandarà, La Gabbia, Mario Monti, copenaghen, Bilderberg 2014, Monica Maggioni, legalizzazione della pedofilia, Unione europea, Marco Tarquinio, Matteo Renzi, Gianni Lannes, Giorgio Napolitano, decreto legislativo num. 39, Attuazione della direttiva 2011/92/UE, direttiva europea 2011/92/UE,  lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, Andrea Orlando, obbligo di certificazione antipedofili, George Orwell 1984, Metropolis, Transumanesimo, Bibbia e Vangelo 

    I signori della Piramide se ne infischiano di leggi,

    provocazione TV e denunce, basta vedere cosa accade sulla pedofilia…

    Contro la Piramide – Risposta ideale a Mandarà:

    "le denunce e provocazioni in TV, sono inutili"

    L'esempio? La strategia europeista per imporre la pedofilia

    e legalizzarla, malgrado tutto… Cosa fare allora?

    ►Film completi in allegato:

        Metropolis e George Orwell 1984

     

    di Antonio Bassi  / Sergio Basile e Redazione Quieuropa

    Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa

    Contro la Piramide - Metropolis - Monti - George Orwell 1984

     Dissenso controllato? – In risposta a Slavo Mandarà e a "La Gabbia"     

    Roma – di Antonio Bassi – Scrivo questa mia riflessione in risposta all'articolo "Monti criminale, se mi denuncia sono felice", pubblicato ieri da Quieuropa, dal quale emerge l'immagine di un Salvo Mandarà che a "La Gabbia" sbotta contro il sistema massonico-piramidale (Bilderberg & Co) auspicando pefino di essere denunciato da Mario Monti, fresco di convocazione Bilderberg a Copenaghen (Hotel Marriott), e di andare in tribunale a riproporre queste delicate questioni. Ma ci chiediamo è davvero questa la strada giusta? Oppure si tratta – come spesso accade – della solita strategia del dissenso controllato, atta solo ad alzare inutili polveroni mediatici e a creare ad arte nuovi eroi di cartapesta "anti-piramide"'? (vedi qui – “Monti criminale, se mi denuncia sono felice!”).

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Contro la piramide, denunce e provocazioni tv non servono a nulla!      

    Una cosa dovrebbero essere, ormai, chiara a tutti: è diventato perfettamente inutile manifestare in televisione il proprio dissenso contro questi signori. Il male è diventato il bene, la guerra serve alla pace, la legalità e l'illegalità sono concetti ampiamente interpretabili ed interscambiabili, a seconda delle necessità.  E' in atto ormai da tempo una sistematica operazione di inversione tra male e bene. Vortice che sta travolgendo e risucchiando anche molti cosiddetti cristiani ed ecclesiastici che probabilmente non hanno ancora le idee ben chiare sulla portata di questo fenomeno, sottovalutandolo in maniera troppo superficiale. Quasi come se non conoscessero l'Apocalisse! Ma una premessa è d'obbligo, prima di andare al punto. Una premessa che cerca di inquadrare il problema a partire da una delle sfere più delicate e sacre dell'essere umano: quella sessuale.

    Contro la Piramide - Metropolis - Monti - George Orwell 1984

     I Governi massonici vogliono normalizzare le deviazioni sessuali           

    Le deviazioni sessuali sono ormai ampliamente accettate dai governi massonici (liberal-capitalisti e social-comunisti), accettate come non-deviazioni (vedi qui – UE Verso Stati Uniti d’Europa Gender e Pedofili – e qui – Vogliono Normalizzare Derive Gender e Pedofilia), ossia come manifestazioni naturali tanto quanto l'eterosessualità. Siamo arrivati al punto in cui essere eterosessuale è strano ed "obsoleto" e ci vorrebbe un movimento antidiscriminatorio che proteggesse i diritti degli eterosessuali e di chi difende l'eterosessualità come valore (presto ce ne sarà bisogno veramente). Le ideologie partitiche storiche e secolari amplificano tali sconcertanti tentativi di legittimazione. La pedofilia, un tempo argomento presente ogni giorno sui telegiornali e sulle bocche dei politici e giustamente bollato come abominio e male assoluto, è scomparsa dalla nostra attenzione, non esiste più! Se ne parla solo strumentalmente per tirare in ballo qualche prelato… Per il resto zero assoluto!

     

     Lodi di regime alla pedofilia e alla pornografia                                                 

     Si vedono invece cose orripilanti e incomprensibili, come sondaggi propagandistici (sicuramente manipolati) e dichiarazioni di politici (come quelle di Marco Pannella, intervistato da Daniele di Luciano,  sulla pedofilia nel video sopra riportato) che dovrebbero immediatamente far scattare le manette e invece restano totalmente ignorate dalla gente e dalle istituzioni. Quando si parla di "difesa della pornografia", poi,  ecco piovere sul cielo di Metropolis-Bruxelles, un mare di "provvidenziali" firme… Firme che spariscono quando si tratta di difendere il diritto e la dignità delle persone. Un esempio molto eloquente in merito è quanto accaduto e riportato – in un articolo di Quieuropa dello scorso 12 Marzo 2013 – in merito a 1 milione di presunte mail di protesta  giunte all'UE contro la mozione anti-pornografia ed all'altrettanto strano silenzio sugli abomini greci… (vedi qui  Il “No” Strategico alla Pornografia ed il Milione di Proteste).

     

     

     

     La stretegia per legittimare la pedofilia nel silenzio generale                      
     
    In Italia, l'età minima per il "consenso sessuale" è fissata a 14 anni (già bassissima): eppure assistiamo a tentativi – di cui non si parla sui giornali – di eliminare il limite di età, sdoganando quindi la pedofilia legalmente. La Chiesa cosa fa? Niente, assolutamente niente. Almeno buona parte di quella Chiesa "modernista" e fin troppo istituzionalizzata, fin troppo accondiscendente e superficiale. Ma il Vangelo dovrebbe essere un'eredità di tutti i cattolici, non di una parte. L'ignoranza, scusate, ma non è ammessa! Né nella legge, né tantomeno nella fede! D'altronde Gesù, sulla pedofilia ha parole molto chiare: "Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. 7 Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!" (Matteo 18, 6-7).
     
    Contro la Piramide - Metropolis - Monti - George Orwell 1984
     
     La politica del "Buon Governo Renzi"                                                                 
     
    Cosa fa in merito a questa delicatissima questione il "Buon Governo Renzi" (recentemente lodato e etichettato come "buon cattolico" dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio – vedi qui La raccomandazione dei padrini) votato al prezzo di 80 euro? Semplice! Fa marcia indietro rispetto a quella che sembrava una presa di posizione sana. Scrive Gianni Lannes in proposito: "Il 4 marzo 2014 il capo dello Stato pro tempore, Giorgio Napolitano ha emanato il decreto legislativo numero 39: “Attuazione della direttiva 2011/92/UE relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile”, in attuazione della direttiva europea 2011/92/UE. Il provvedimento controfirmato dal presidente del consiglio Matteo Renzi, e dai ministri Orlando, Mogherini e Padoan, (in Gazzetta Ufficiale numero 68 del 22 marzo 2014), entrava in vigore dal 6 aprile 2014. Ma il 3 aprile il governo ha innestato improvvisamente la retromarcia sulla norma che avrebbe imposto a tutti gli enti che impiegano a qualunque titolo personale a contatto con i bambini, di farsi consegnare il certificato penale, in modo da accertare l'eventuale esistenza di precedenti penali per abusi sessuali su minori. Appunto la sera del 3 aprile scorso dagli uffici del Guardasigilli Andrea Orlando viene diramata una circolare e due note interpretative che dimezzano il campo di applicazione della legge, esonerando a tutti gli effetti il microcosmo del volontariato dall'obbligo di certificazione antipedofili."
     

     Caro Mandarà… Inutile andare in TV a manifestare ribellione…              

    Tocchiamo il punto.  Inutile andare in televisione a manifestare ribellione contro il sistema ed i suoi rappresentanti, perché questi signori agiscono ormai fuori da qualsiasi controllo e in barba alla legge e alle Costituzioni di tutto l'Universo. Inutili le denunce, inutili le sparate sui social network (arma sofisticatissima e pericolosissima di controllo ed influenza del pensiero, ma la gente ancora non lo capisce), inutili le petizioni online e non online, inutili i cosiddetti movimenti di liberazione.

    Contro la Piramide - Metropolis - Monti - George Orwell 1984

     Se ne fregano di noi!                                                                                                 

    Se ne fregano di noi, non ci considerano neppure! Noi rappresentiamo per loro quello che una formica rappresenta per un elefante. Il potere è piramidale e chi sta sopra se ne frega di quello sotto, soprattutto di quelli che risiedono nell'ultimo gradino. Il popolo è semplicemente forza lavoro, sempre e comunque sacrificabile per il bene supremo del progresso e della illuminazione dei pochi. Guardate Metropolis (vedi film completo in allegato), considerato il film-manifesto del satanismo moderno, che già nel 1927 esponeva questi concetti. Dopo 87 anni ancora non abbiamo capito assolutamente nulla. Guardateanche Orwell 1984  (vedi film completo in allegato). 

    Metropolis – 1927 – Il  Film muto degli Illuminati

     

     

     

     

     L'aiuto di Dio – L'unico modo per sconfiggere questi mostri                    

    L'unico sistema per sconfiggere questi mostri è conoscere il loro piano, il loro linguaggio, i loro simboli, i loro dèi pagani, i loro riti e il loro signore, che non è certamente il Signore. L'unico modo è aprire veramente gli occhi ed iniziare a pensare; ma non riguardo ai rimborsi ai partiti, gli stipendi dei parlamentari, le ruberie degli italiani o gli inceneritori: aprite gli occhi davvero sulla realtà in cui vivete e rendetevi conto che i signori che stanno velocemente togliendo alla gente dignità e libertà (anche spirituale) mettono in gioco forze che vanno ben al di là del piano mortale e materiale in cui viviamo. Basta guardare i simboli che tutti loro utilizzano continuamente e leggere oltre le semplici parole nelle loro dichiarazioni. Non servono a niente le azioni legali o le raccolte di firme contro questa gente! Imparate il loro linguaggio e capirete veramente chi sono e perché non possiamo vincerli, se non con l'aiuto di Dio.

     Messaggi, codici, rituali – Come non veder?                                                    

    La cantante Madonna è riuscita a sdoganare, nell'intervallo del Superbowl, un abominevole rituale babilonese satanico davanti agli occhi di tutti e accompagnata dall'euforia generale degli spettatori, senza che nessuno, nelle istituzioni spirituali, profferisse parola. Lady Gaga sponsorizza omicidio e perversione nei suoi video (vedi qui  Diabolica Follia – Marina Abramovic e Lady Gaga: L’arte dell’occulto) e nessuna istituzione temporale muove un dito, semmai la elogiano come "artista di talento". Tutti i pupazzi dello spettacolo (anche il cinema – vedi qui – Il Lato Occulto del Cinema – Avengers: Alter ego e Dualismo) vengono pagati profumatamente e ricompensati con beni materiali di ogni tipo per propagandare simboli e ideologia satanica disgustosamente perversa e abominevolmente disumana, e la gente li adora come dèi! Questi sono uomini che hanno rinunciato alla loro umanità in cambio di soldi e beni materiali, e la gente li adora! Capite adesso con chi abbiamo a che fare e quale nemico dobbiamo combattere?

    Contro la Piramide - Metropolis - Monti - George Orwell 1984

     Se non combattiamo l'ideologia dei falsi dei non possiamo nulla!           

    Ogni cosa che questi signori fanno ha legami profondi con il Talmud e la Kabbalah (basta verificare per credere), ogni evento da loro sponsorizzato segue delle "leggi" oscure alla totalità della popolazione, ogni burattino attore o pop-star agisce in seguito ad iniziazione luciferiana (vedete le loro confessioni) che porta loro fama, soldi, ricchezza e potere e che li lega eternamente in un patto di morte (dell'anima – vedi qui Mistero Marx – Quello che le Università Occultano – qui I Giovani e gli Illuminati: La trappola dell’Occulto e qui – La Verità sulla Massoneria: parla un ex-33). Loro servono uno che odia l'uomo, in quanto fatto a immagine e somiglianza di Dio (spirituale, ovviamente), e che ha come unico obbiettivo la sua corruzione e distruzione; egli ambisce a privare l'uomo della sua umanità e spiritualità fino a "transumanizzarlo" in qualcosa ben lontano da Dio, anzi opposto a Dio (vedi qui – Transumanesimo e Propaganda Subliminale).

     Un consiglio spassionato ad atei e credenti: leggete bene la Bibbia        

    Ma queste, certamente, sono tutte "cospirazioni" e deliri di un pazzo in cerca di attenzione…. Queste sono tutte farneticazioni su qualcosa che la Chiesa e i suoi "santi" si è inventata per controllare gli uomini e mantenerli in uno stato di sottomissione…. Certo, certo…. Un consiglio spassionato a tutti, atei laici e credenti: se già non lo fate, iniziate a leggere bene la Bibbia, soprattutto il Vangelo: su quel libro sta scritto tutto, specialmente ciò di cui abbiamo bisogno. Il resto, sono tutte chiacchere.

    Antonio Bassi / Sergio Basile e Redazione Quieuropa 

    Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa 

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Film completi in allegato                                                                                                         
     
    Metropolis – 1927 – Il  Film muto degli Illuminati

     

     

     

     

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     Articolo in allegato                                                                                                                    

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    Venerdì, Febbraio 14th/ 2014  – di Sergio Basile – Belgio, Eutanasia, Lecito uccidere i disabili, Legge sull'eutanasia ai minori, Italia, Commissione giustizia, Consiglio d'Europa, 86 voti a favore, Approvazione presso la camera belga legge sull'eutanasia ai bambini, Il regno degli orchi, Sergio Basile  Belgio – Nel Regno degli Orchi diventa lecito uccidere i Bambini  Approvata la legge sull’eutanasia ai […]

    Lo strano gesto della Ciprini (M5S) mentre parla del Bilderberg in Parlamento

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    Mercoledì,  Giugno 4th/ 2014    – di Daniele Di Luciano – Redazione Quieuropa, Daniele di Luciano, Redazione Losai.eu, Beppe Grillo, Movimento 5 Stelle, Massoni, Massoneria, Mano dei lebbrosi, Napoleone Bonaparte, Karl Marx, George Washington, Wolfgang Amadeus Mozart, il Marchese de Lafayette, Salomon Rothschild, Simon Bolivar, Joseph Stalin, Camillo Benso di Cavour, Giuseppe Mazzini, il Segno della Mano Nascosta dell’Uomo […]

    Oltre la Musica – Rock sotto accusa

    Oltre la Musica – Rock sotto accusa

    Mercoledì,  Giugno 4th/ 2014    – di Emanuele Fardella – Emanuele Fardella, Rock sotto accusa, Redazione Quieuropa, Il Lato Occulto della Musica, Oltre la Musica, Rock sotto accusa, heavy metal, patto con il diavolo, Beatles, Queen, Led Zeppelin, Mercyful Fate, Christian Death, Deicide, Gorgoroth, la via del diavolo, Gaahl, propaganda “pubblica” al satanismo, insuccessi, morti assurde, abusi di alcool e stupefacenti,  incapacità di stabilire rapporti duraturi, conservare amicizie, vite all'insegna di eccessi, solitudine, Power of Pride, Kirk Martin, Brian “Head” […]

    I Giovani e gli Illuminati: La trappola dell’Occulto

    I Giovani e gli Illuminati: La trappola dell’Occulto

    Giovedì, Aprile 24th/ 2013  – di Emanuele Fardella e Sergio Basile  – I giovani e gli Illuminati, la trappola dell'occulto, Oltre la Musica, Il Lato Occulto della Musica, Illuminati, Emanuele Fardella, illuminati, Cristiada, cinema hollywoodiano, ciarpame made in Usa, MTV, Piano Dullas, Lucifero, Lady Gaga, Madonna, relativismo, tradimento dei valori spirituali, dio denaro, Grammy Awards, MTV Music Awards del […]

    G.U.Y. Lady Gaga: l’Arte Decadente dell’Angelo Decaduto

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    Mercoledì, Aprile 16th/ 2013  – di Emanuele Fardella  – Oltre la Musica, Il Lato Occulto della Musica, Illuminati, Lady Gaga, G.U.Y., Hearst Castle, cortometraggio girato nella casa-museo dell'editore della bibbia satanica, Gandhi, Michael Jackson e John Lennon, William Randolph Hearst, Girl Under You, Anton LaVey, chiesa di Satana, programmazione monarch, Il frutto è stato dato da Lucifero alla prima donna, Lucifero, Satana, angelo […]

    Oltre la Musica – Così Rothschild e Rockefeller iniziarono a Controllare le Masse

    Oltre la Musica – Così Rothschild e Rockefeller iniziarono a Controllare le Masse

    Domenica, Marzo 30th/ 2014  – di Emanuele Fardella – Emanuele Fardella, Il Lato Occulto della Musica, Rothschild, Rockefeller, Giuseppe Verdi, frequenza armonica dell'universo, 432 Hz, 440 Hz, sincronizzazione cerebrale, Joseph Goebbels, condizionati dalle vibrazioni, fortissimi effetti della musica sulla fisiologia e sull'anatomia umana, Jimi Hendrix, École Normale de Musique, diapason, La mente umana e il corpo possono essere alterati dalla musica, La frequenza e […]

    Club 27 – Tra Musica, Mistero e Nuovo Ordine

    Club 27 – Tra Musica, Mistero e Nuovo Ordine

    Domenica, Febbraio 16th/ 2014  – di Emanuele Fardella e Sergio Basile – Rubrica, "Oltre La Musica"  Emanuele Fardella, Sergio Basile, Il Lato Occulto della Musica, Club 27, Kurt Cobain, Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Brian Jones, Amy Winehouse, Richey James Edwards, club , Neil Young, Hey Hey, My My , Out of the Blue, It's better to burn out than to fade away, È meglio bruciare in fretta […]

    Musica e Satanismo, l’Influsso di Aleister Crowley e l’eredità di Madame Blavastky

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    Lunedì, Gennaio 20th/ 2014  – di Emanuele Fardella e Sergio Basile – Rubrica, "Oltre La Musica" – Emanuele Fardella, Sergio Basile, Il Lato Occulto della Musica, Fa ciò che vuoi, Oltre la Musica, Aleister Crowley, Madame Blavastky, Musica e Satanismo, Edward Alexander, Era di Horus, Thélema, Francois Rabelais, Illuminati, Aerosmith, Steven Tyler, 666, Grande Bestia, Fai ciò che vuoi, Taylor Momsen, Robbie Williams, Beatles, Jimmy Page, Led Zeppelin, Ozzy Osbourne, Mick […]

    Diabolica Follia – Marina Abramovic e Lady Gaga: L’arte dell’occulto

    Diabolica Follia – Marina Abramovic e Lady Gaga: L’arte dell’occulto

    Venerdì, Gennaio 10th/ 2014  – di Emanuele Fardella – Rubrica, "Oltre La Musica"  – Emanuele Fardella, Il Lato Occulto della Musica, Oltre la Musica, Lady Gaga, Marina Abramovic, Arte dell'occulto, Jay Z, esercizi esoterici, Corna gialle, Picasso Baby, Satanismo, Riti esoterici, Hermann Nitsch, Pratiche di stregoneria, Lips of Thomas, Rhythm o    Diabolica Follia – Marina Abramovic […]

    Ipersessualizzazione – Rihanna, Britney Spears e la Musica del Nuovo Disordine Mondiale

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    Venerdì, Novembre 8th/ 2013  – di Emanuele Fardella, Rubrica "Oltre La Musica"  – Emanuele Fardella, Il Lato Occulto della Musica, Oltre la Musica, Industria dell'Intrattenimento, Iperessualizzazione Infantile, Perversione e degenerazione sessuale, Sexy Lolite, Pubblicità, Agenda degli Illuminati, Esposizione a Stimoli Sessuali, Pornografia, Cosmesi, Bad Girl, Rihanna, Britney Spears e la Musica del Nuovo Disordine Mondiale, Larry Rudolph, Hold Against Me,  Work Bitch    Ipersessualizzazione […]

    Il Lato Oscuro della Musica – Miley Cyrus e la Perversione Sistematica delle Nuove Generazioni

    Il Lato Oscuro della Musica – Miley Cyrus e la Perversione Sistematica delle Nuove Generazioni

    Mercoledì, Ottobre 23rd/ 2013  – di Emanuele Fardella, Rubrica "Oltre La Musica"  – Emanuele Fardella, Il Lato Occulto della Musica, Oltre la Musica, Industria dell'Intrattenimento, Iperessualizzazione Infantile, Perversione e degenerazione sessuale, Sexy Lolite, Pubblicità, Agenda degli Illuminati, Esposizione a Stimoli Sessuali, Pornografia, Cosmesi, Disney Channel, Aborto e Farmaci Abortivi, Hannah Montana, Disgregazione della famiglia, Illuminati e […]

    Moda e Nuovo Ordine Mondiale: Circondati e Sommersi dallo Sterco di Satana

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    Mercoledì, Maggio 22nd/ 2013 – L'Editoriale di Sergio Basile  –   Globalizzazione, Nuovo Ordine Mondiale, Skull and Bones, Massoneria, Usa, Mondialismo, Sterco del Diavolo, Teschi, Magliette con pimamidi, simbologia occulta, Satana, Gadu, Lucifero, Dio Moloch, Gufi, Occhio onniveggente, Sionismo, Il Lato occulto della Musica, oltre la Musica, sionismo, Sacre Scritture, Talmud, Statua della Libertà, Dissoluzione degli Stati Nazionali, Theodor […]

    Rubrica: Il Lato Oscuro della Musica – David Bowie, il Profeta dell’Anticristo

    Rubrica: Il Lato Oscuro della Musica – David Bowie, il Profeta dell’Anticristo

    Mercoledì, Maggio 15th/ 2013  – Rubrica di Emanuele Fardella, "Oltre La Musica"  – David bowie, The Next Day, Marion Cotillard, Gary Oldman, Floria Sigismondi, Oltre la Musica, Il Lato Oscuro della Musica, Illuminati, Video Blasfemo, Arcivescovo di Canterbury, Oltre la Musica, Il Lato occulto della Musica, Il Lato Oscuro della Musica, Emanuele fardella, Qui Europa, Sergio Basile, […]