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  • Orgoglio Del Vecchio – Il Fondatore di Luxottica attacca il Sistema Bancario

    Orgoglio Del Vecchio – Il Fondatore di Luxottica attacca il Sistema Bancario

    Lunedì, Aprile 15th/ 2013

    – di Giovanni Antonio Fois –

    Leonardo Del Vecchio, Luxottica, Sistema bancario internazionale, Unione Europea, Assicurazioni Generali, Ray-Ban, Persol, Oakley, Partito Democratico, Popolo Della Libertà, Lega Nord, Recessione, Italia, Francesco Profumo, Credito Italiano, Avantgarde, Unicredit, Telecom, Equitalia

     

    Storia di Leonardo Del Vecchio – Il Padre

    di Luxottica attacca il sistema bancario:

    ''Così non si va da nessuna parte''

    La denuncia del secondo imprenditore d'Italia:

    ''Basta ai manager mitomani finanzieri''

     

    di Giovanni Antonio Fois

    Del Vecchio - Luxottica

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    MilanoNon investiamo neppure un euro nella finanza, perché noi sappiamo come produrre, come inventare mercato, avendo come fine la ricchezza collettiva della comunità, altrimenti questo lavoro non avrebbe senso”. Con queste parole Leonardo Del Vecchio, fondatore e principale azionista della Luxottica, pone il proprio monito alle alte sfere dell'imprenditoria italiana ed internazionale. Sflogliando il passato dell'imprenditore lombardo, ci si può rendere conto del perchè queste parole siano da considerarsi attendibili ed importanti. Questo nome, sconosciuto alla maggior parte dei nostri connazionali, è legato al secondo più importante imprenditore italiano che abbia operato sul mercato  dal dopoguerra ai giorni nostri. La sua storia è quella di un orfano, nato nella Milano degli anni '30, capace con le sole proprie forze e capacità di creare un'azienda che conta oggi più di 75 mila dipendenti. Un'esistenza degna di un poema epico che sembra venir fuori dalle pagine ingiallite di un romanzo di Dickens. 

     Un Oliver Twist dei giorni nostri 

    Cresciuto nel collegio dei Martinitt, il giovane Del Vecchio divenne apprendista incisore in un'industria milanese di ricambi per automobili e montature per occhiali. Appreso il mestiere, a soli ventisei anni, riuscì nell'impresa di aprire un'attività propria con quattordici uomini alle sue dipendenze: si tratta della Luxottica S.a.s. Grazie al sistema di fabbricazione, capace di produrre tutte le diverse parti per l'assemblaggio finale del prodotto, la neonata azienda si fece strada tra le altre grandi concorrenti del settore, le quali procedevano per lo più al solo assemblaggio delle componenti. La prima Mostra Internazionale degli occhiali di Milano, contribuì poi al consacramento della Luxottica anche fuori dal Paese. Il design innovativo venne apprezzato a livello mondiale, in primo luogo dagli statunitensi, favorendo l'innalzamento delle vendite fino all'ingresso della società nella borsa di New York. Da qui in poi un escalation di successi attestarono la Luxottica nelle prime posizione del ranking mondiale per fatturato annuo, permettendo all'azienda di accapararsi la vendita al dettaglio di decine di paesi occidentali. 

     Luxottica: seconda azienda italiana del ventunesimo secolo 

    Oggi la Luxottica collabora con le principali firme dell'alta moda mondiale ed è riuscita a schiacciare importanti marchi del settore, come la Ray-Ban, la Persol o la Oakley, che sono adesso proprietà di Del Vecchio. Dato il suo trascorso da grande conoscitore del mercato e data la sua imparzialità a livello politico, ci si rende conto del perchè le parole di quest'uomo possano esserci, in un momento come questo, di grande aiuto. Corteggiato da Pd, Pdl e Lega, l'industriale milanese ha liquidato tutti asserendo ''Non mi piacciono i balli di corte''.

      Un Uomo fuori dal Coro 

    Prendendo le distanze da quel tipo di organizzazione politica a sostegno delle grandi multinazionali, caratterizzato delle magagne tra potenti che hanno portato il Paese allo sfacelo, Del Vecchio afferma che è il sistema produttivo che crea il guadagno e la forza d'una azienda. Venendo fuori da un silenzio durato cinquantanni, l'imprenditore compie il suo primo outing al microfono del giornalista Daniele Manca, demonizzando le nuove strategie di mercato che vedono nuovi ''manager mitomani finanzieri'' giocare con la pelle dei contribuenti nel videopoker internazionale della rincorsa alle azioni. 

     Il paradigma delle speculazioni finanziarie 

    Il problema dell’Italia nasce quando si vuole fare finanza. Quando, le aziende, usando i soldi degli investitori e soprattutto dei risparmiatori, comprano un pezzettino di Telecom, e un pezzetto di una banca russa; si mettono a repentaglio ben due miliardi di euro alleandosi con il finanziere ceko Kellner e ci si impegna con la Citylife in una percentuale che nessun immobiliarista al mondo avrebbe mai accettato, com’è avvenuto nel 2009 quando hanno investito 800 milioni in fondi di investimento greci. Miliardi di euro sono andati in fumo. Erano soldi di imprenditori italiani che avevano investito con l’idea di poter poi spostare i profitti nel mercato del lavoro per tirar su imprese e creare lavoro. I manager responsabili di questi atti perdenti sono stati tutti promossi e saldati con stipendi multi milionari. Non si va da nessuna parte, così”. In un precedente articolo avevamo sottolineato quali fossero le liquidazioni previste per i grandi manager degli istituti bancari italiani ed esteri e oggi Del Vecchio supporta a pieno le nostre ricerche. Non possiamo continuare ad investire i nostri soldi, a nostra insaputa, in fondi bancari che una volta giunti al collasso ci costrindgono al pagamento dei debiti da loro accumulati. E' chiaramente un paradosso sociale che rende ogni cittadino schiavo del proprio istituto di riferimento. Equitalia e le altre agenzie di riscossione completano il lavoro, spingendo milioni di famiglie e di risparmiatori sull'orlo del fosso.

     L'Italia di allora e qualla di oggi: che cosa è cambiato? 

     Le parole di Del Vecchio ci ricordano come l'innovatività delle idee, il risparmio sui mezzi di produzione, il sacrificio e la perseveranza possano far crescere una piccola impresa fino a divenire un colosso nel proprio settore, a patto che si rimanga al di fuori delle logiche della finanza, cancro del ventunesimo secolo. In merito alla situazione bancaria italiana ed alle linee adottate in questi ultimi anni, il leader di Luxottica tira in ballo la figura di Profumo e racconta la sua avventura negli Usa, sostenuto, nei primi anni 80, dal Credito Italiano: “Finché Unicredit e le Generali facevano le banche andava bene. Poi si sono buttati nella finanza e hanno perso la testa. Ho visto sotto i miei occhi trasformarsi Profumo. Partecipazioni, fusioni, investimenti a pioggia inutili e perdenti, con l’unico fine di agguantare soldi veloci e facili invece che produrre impresa con l’unico risultato di ottenere perdite colossali e bonus di uscita per diverse decine di milioni di euro. Le banche italiane hanno perso la testa. Ricordo il 1981. La mia azienda, dopo 20 anni, era diventata forte e solida. Avevo capito che la globalizzazione era alle porte e bisognava andare all’attacco del mercato americano. Ma non si cerca di entrare in Usa se non si è solidi finanziariamente. Abbiamo fatto le nostre ricerche e analisi e alla fine abbiamo calcolato che avevamo bisogno di una certa cifra molto alta. Mi rivolsi al Credito Italiano. Andai a parlare con Rondelli che la dirigeva. Gli dissi che volevo iniziare acquistando Avantgarde, un marchio americano che sarebbe stato il cavallo di Troia, ma non avevo i soldi. Presentai il progetto, il business plan, il programma, i rischi. Dieci giorni dopo mi convocò alla banca. Accettò. Mi presentai in Usa che mi ridevano in faccia. Dissero la cifra. Tirai fuori il libretto di assegni e firmai senza neppure chiedere lo sconto di un dollaro. Due ore dopo, l’amministratore delegato di Avantgarde mi confessò al bar penso di aver commesso il più grande errore professionale della mia vita e si ritirò dagli affari. Un anno dopo avevo restituito alla banca tutto il capitale con gli interessi composti, avevo aperto quattro nuovi stabilimenti e assunto 4.500 persone. Questo deve fare una banca. O in Italia lo capiscono e si danno una smossa, oppure si rimane alle chiacchiere e si affonda”. 

     Non c'è spazio per l'ottimismo 

    Questa netta presa di posizione nei confronti delle banche che ad oggi evidentemente non adempiono più ai loro doveri ma anzi costringono i contribuenti al fallimento, è una denuncia al sistema bancario che sta schiacciando sempre più i giovani imprenditori. Fatti che rimandano alla memoria i suoi primi anni da incisore, come dipendente. Se anche allora gli istituti di finanziamento avessero costretto il giovane Del Vecchio al collasso, oggi l'Italia si ritroverebbe senza il suo fiore all'occhiello, la Luxottica appunto, una delle pochissime aziende considerabili, anche in tempi come questi, in continua espansione. Ci si chiede allora quante giovani menti e imprese siano state sacrificate durante l'ultimo ventennio, in nome degli interessi bancari, rei d'aver intrapreso scelte sbagliate e d'aver sommerso brillanti aziende in via di sviluppo in un mare di debiti ed obbligazioni. Tutto sommato questa è la storia italiana, la storia d'un Paese ricco di risorse e di cervelli brillanti, da qualche tempo a questa parte condannati inesorabilmente alla deriva.

    Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Università – Italia Maglia Nera. Le Promesse di Maastricht: “Ue area più competitiva al Mondo entro il 2010”

    Università – Italia Maglia Nera. Le Promesse di Maastricht: “Ue area più competitiva al Mondo entro il 2010”

    Sabato,  Aprile 13rd/ 2013 

    – di Sergio Basile 

    Unione europea, istruzione, formazione, cultura, scuola, università, abbandono degli studi, Mario Monti, Elsa Fornero, Francesco profumo, Corrado Passera, Spagna, Eurozona, Trattato di Maastricht, 1992, Romania, Bulgaria, Grecia, Schiavi sottomessi, Dati Eurostat, Ringraziamenti particolari, Zona più competitiva al mondo, terzomondializzazione dell'Europa, Terzomondializzazione dell'Italia, politiche per la Famiglia, 

    Università: Italia Maglia Nera. Le Promesse

    di Maastricht: "Ue area più competitiva

    al Mondo entro il 2010"

    Secondo Eurostat siamo gli ultimi in classifica: le promesse

    disattese del trattato di Maastricht, l'attacco mercatista e

    le responsabilità delle politiche Ue e dei partiti. 

    Politiche di assistenza alla famiglia ed alle imprese:

    vent'anni di sostanziali illusioni

     

    di Sergio Basile

    Maastricht

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Italia: c'era una volta l'istruzione e la formazione…                                         

    Bruxelles, Roma – Nelle ultimi giorni, in Italia, i dati apocalittici diffusi sul "genodidio assistito" di un esercito di oltre 4300 imprenditori – solo nel primo trimestre 2013 – trovano perfetta sintonia con un'altra strage assistita, quella riguardante l'istruzione ed il percorso scolastico di milioni di studenti, specie universitari. Il tentativo è chiarissimo, ridurre gli Italiani ad un esercito di schiavi ignoranti, poveri e sottomessi, favorendo l'emergere di una una nuova e ristretta casta dominante di ultra-protetti. Ma esaminiamo un pò di cifre: nel 2012 appena il 21,7% degli studenti universitari di nuova iscrizione ha completato gli studi e il piano di marcia previsto. Ciò non solo in seguito agli effetti diretti della crisi indotta che ha affamato le famiglie prosciugando i risparmi da destinare all'istruzione ed al futuro delle giovani generazioni, ma anche grazie all'innalzamento delle tasse universitarie. In particolare tra i fortunati (si fa per dire) riusciti a completare il travagliato e "scoraggiante"percorso universitario, Eurostat indica il 26,3% delle donne e il 17,2% degli uomini. Dato quello dell'ex "Bel Paese"che può considerarsi addirittura il peggiore dell'intera Ue: anche peggio di quello registrato in Paesi come Romania, Bulgaria e Grecia.

     Un Rigraziamento particolare…                                                                                

    Ma non eravamo un dì il Paese noto per la preparazione, l'alta formazione e competenza dei nostri giovani, specie in numerose materie di carattere scientifico e tecnico? Un grazie speciale ovviamente va a Mario Monti, Corrado Passera (ministro del Sottosviluppo Economico) e a Lady Fornero Thatcher, ministro dell'anti-welfare. Un grazie dal profondo del nostro cuore a loro (senza scordare il caro Ministro Francesco Profumo) ma anche a quanti in Parlamento (da destra a sinistra al centro) hanno contribuito ad uccidere i sogni dei nosri figli ed a terzomondializzare il paese più ricco e florido d'Europa, nonché uno dei più belli e "ricchi" al mondo. Grazie! Il tempio della cultura è diventato in pochi anni (specie nel 2012) con la scusa della "crisi internazionale" (per non dire "truffa dell'Eurozona) il non-luogo, la non-patria, insomma, la terra di nessuno. Ma un altro commosso ringraziamento – il più sincero ed affettuoso – va all'Ue di Maastricht, ed alle sue promesse non mantenute, secondo le quali entro il 2010 i Paesi aderenti al progetto chiamato "Unione europea" sarebbero dovuti diventare i protagonisti (in positivo) del terzo millennio; la speranza del "Nuovo Mondo":  partecipando attivamente alla creazione dell'area economica più competitiva e dinamica del mondo, nonché la zona con la più alta istruzione e formazione. Balle, balle, balle!

      Art. 126 di Maastricht: Illusorie Chiacchiere a profusione…                            

    Ricordiamo – per completezza – che quanto all'istruzione, proprio nel 1992 con il Trattato di Maastricht si chiuse la fase "sperimentale" e  si diede inizio a quella "legale". L'istruzione – in particolare – trovò con l'introduzione dell'art. 126 una legittimazione formale nei Trattati. Fu per l'appunto l'articolo medesimo a rendere possibile l'estensione della cooperazione comunitaria, prima limitata all'istruzione superiore e parzialmente all'istruzione professionale, a tutti i livelli di istruzione. Ma – tuttavia – l'introduzione del modello del tre più due a livello continentale, se vogliamo, non ha fatto altro che inflazionare il mercato dell'istruzione, sminuendo il valore stesso delle lauree, e aprendo i battenti al floridissimo mercato dei master di specializzazione, senza – per altro – ovviare al problema dell'occupazione, accompagnando tali sconvolgimenti epocali ad adeguate politiche di sostegno alle famiglie ed alle imprese: entrambe lasciate allo sbaraglio e per nulla coadiuvate nel loro importante dovere di compartecipazione al sano sviluppo professionale e lavorativo delle nuove leve.

     … e Promesse non mantenute                                                                                     

    Ma vediamo un pò di rinfrescarci la memoria sui favolosi e miracolistici propositi profetizzati in tempi non sospetti dai padrini del trattato nel 1992. L'azione della Comunità – secondo i Padri nobili del Trattato –  sarebbe dovuta essere indirizzata al raggiungimento dei seguenti obiettivi: 1) sviluppare la dimensione europea dell'istruzione, segnatamente con l'apprendimento e la diffusione delle lingue degli Stati membri; 2) favorire la mobilità degli studenti e degli insegnanti (?), promuovendo fra l'altro il riconoscimento accademico dei diplomi e dei periodi di studio; 3) promuovere la cooperazione tra gli istituti d'insegnamento; 4) sviluppare lo scambio di informazioni e di esperienze sui problemi comuni dei sistemi di istruzione degli Stati membri; 5) favorire lo sviluppo degli scambi di giovani e di animatori di attività socio educative; 6)  incoraggiare lo sviluppo dell'istruzione a distanza. Ma – nel concreto – ci chiediamo, a distanza di vent'anni che ne è stato della scuola e dell'università? Che fine hanno fatto oggi questi buoni propositi, se i tagli all'istruzione hanno cancellato d'un sol colpo sogni e "progetti di gloria"?

     Le Proiezioni Eurostat sui Paesi Ue – Analisi e Prospettive                               

    Intanto, sempre secondo Eurostat, l'obiettivo-soglia da raggiungere per l'istruzione nell'Ue nel 2020 è del 40%: soglia ad oggi superata – pare – solo da Gran Bretagna col 47,1%; Francia col 43,6% e Spagna col 43,1% (?): Paese Ue, quest'ultimo, dove oggi, tuttavia, la disoccupazione è alle stelle, da record continentale e che dunque vede assolutamente inficiata la bontà di tale dato, destinato a dissolversi rapidamente come neve al sole. Subito dietro Polonia e Germania con un rispettivo 39,1% e 31,9%. In assoluto ad oggi la Nazione più attenta al'istruzione ed alle politiche pro-famiglia pare la verde Irlanda: Paese Ue che guiderebbe la classifica Eurostat con la percentuale del 51,1%. Ulteriore sintomo che la politica italiana, oltre ad aver avallato in ogni dissennata scelta la tecnocrazia lobbistico-bancaria, ha anche completamente accantonato le politiche per la famiglia

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Articolo 1, l’Italia è una Repubblica ex Democratica fondata sulla Precarietà

    Articolo 1, l’Italia è una Repubblica ex Democratica fondata sulla Precarietà

    Martedì, Settembre 25th/ 2012 

    – di Serena Spagnolo e Sergio Basile –

    Italia / istruzione / Precarietà / Scuola / Formazione / Sogni / Materità / Roma / Catanzaro / Crisi /Università / Francesco Profumo / Ministero dell'Istruzione / Miur / Precarietà / Test d'ingresso / Costituzione Italiana / Spending Review / Nord Sud / Lavagne elettroniche / Tablet / Disoccupazione / Mali del Mercato / Serena spagnolo / Sergio Basile 

    Articolo 1: l'Italia è una Repubblica

    ex Democratica fondata sulla

    Precarietà 

    Scuola e Università: il miraggio, il grande

    parcheggio e la Legge del Mercato 

    Profondo Sud – Malgrado tutto gli studenti di

    Calabria e Puglia non mollano

    Nelle prossime ore il Ministro Profumo sarà a Catanzaro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Catanzaro – Ed  eccoci all’inizio di un nuovo  anno, almeno scolasticamente parlando, eppure già questo inizio porta tanti cambiamenti. Inattesi e disarmanti cambiamenti. Quando si è giovani, non è un mistero, si sogna la luna, ma oggi nel 2012 si sogna  addirittura l’istruzione. Eppure dovrebbe essere un bene pubblico l'istruzione, un tesoro da difendere gelosamente e tutelare a denti stretti. Ma oggi, nell'Europa unita del Terzo Millennio non è realmente cosi. Anzi! Ogni anno, quasi 4 milioni di ragazzi si iscrivono all’università (moltissime quest'anno le defezioni ed i ritiri per problemi economici) ma si iscrivono soltanto perchè dopo l’iscrizione, dopo le "belle speranze" di iniziare  e magari finire "nei tempi giusti" un nuovo percorso formativo e professionale, ad attenderli ci sono tre amici fedeli: la precarietà, i "provvidenziali master" o i famigerati "test d’ingresso’’. L’incubo dei ragazzi, altro che l’uomo nero come ci veniva raccontato da bambini.

     Una scuola élitaria ed illusoria 

    Ma i test d'ingresso ed i master, chi tutelano in realtà? Spesso nessuno! Soprattutto nell'ex Bel Paese! Test e prove propinateci come necessari per  realizzare i sogni degli studenti italiani e degli stessi laureati. Eppure realtà spesso illusorie e addirittura antidemocratiche ed élitarie, malgrado la necessità – spesso condivisibile – di scremare i giovani più volenterosi da quelli che vanno avanti per forza di inerzia, giusto per assecondare la volontà ed i progetti "di gloria" dei genitori. Studenti di ogni età, che si privano dell’aria estiva , ma anche di quella invernale molte volte, per prepararsi per queste prove, che non valutano la  voglia di fare dei giovani, la voglia di imparare; non valutano il sogno della tua vita; la speranza o le motivazioni che ti portano a scegliere medicina o un'altra facoltà o – magari – il grande desiderio di poter salvare un giorno una, cento, mille vite. No! Valutano in maniera generalistica e sommaria, e secondo domande e percorsi spesso impossibili, il tuo essere. Giudicano, accettano o respingono vite e sogni secondo parametri che non serviranno per affrontare il futuro cammino dei giovani, premiando semplicemente – spesso – chi ha più denaro da "investire" o più conoscenze negli ambienti che contano. Non premiano, per contro, la professionalità o la genialità dei singoli: non ne esistono i presupposti e la volontà reale! E' tutto un grande, illusorio e redditizio mercato! Non dimentichiamolo! specie ora, in tempo di crisi.

     Art 1 – L'Italia è una Repubblica ex-Democratica fondata sulla Precarietà 

    Eppure quei progetti, quei sogni, sono le idee di un attimo; come possono essere – d'altronde – l'effetto di scelte ponderate da anni; sono opportunità che hai avuto la fortuna  di avere, o aiuti che hai saputo cogliere e sfruttare. Ma sono anche le parole di un professore che ha saputo farti amare la sua materia, che ti ha ispirato cogliendo nel suo sguardo la stessa passione che vorresti avere tu. Sono i legami che crei, che ti aiutano a crescere. Eppure spesso su quell’istruzione che crea il nostro domani non viene mai fatto abbastanza, detto abbastanza. I fondi per l’istruzione sono i primi che vengono tagliati, e sacrificati sull'altare degli dei del neoliberismo. Il personale viene dimezzato, ma l’aumento delle tasse per contro s’innalza vertiginosamente. Dai liceali agli universitari, ai laureati come diceva qualcuno "gli esami non finiscono mai", e – aggiungiamo – "le tasse e gli ostacoli non finiscono mai". Eppure l’istruzione dovrebbe essere il più possibile pubblica e capillarmente diffusa. Il lavoro un diritto! Ce lo dice la Costituzione all'articolo 1. La tradita e bistrattata Costuituzione Italiana.

     Il Grande Parcheggio e la Legge del Mercato 

    Ma la cosa davvero paradossale, a contorno di questo tragi-comico quadretto (che sormonta la sfera ed i confini del ridicolo) è quella che mentre la scuola cade a pezzi sotto i colpi della scure della Spending Review – impostaci dall'Europa e dai tecnocrati dell'euro-dittatura – per la scuola i nostri governanti non eletti ci chiedono ora l’obbligo di lavagne elettroniche, registri elettronici, computer per ogni aula. Ma se i fondi non ci sono – perchè veicolati nei caveau degli istituti di "credito", sciaguratamente dirottati al fine di rimborsare milionari e meschini  (quanto fraudolenti) interessi passivi alle banche – come dovrebbero essere pagate queste nuovissime e costossissime attrezzature? Con le tasse naturalmente! Spennando per bene ciò che resta dei polli italiani! Però se poi si va a vedere, gli studenti (alle superiori come nelle università italiane) non conoscono una seconda lingua, forse perche già a stento conoscono la lingua madre, non conoscono il loro passato e dunque la storia; a stento sanno fare dei calcoli. Però, al fine forse di dare un'immagine "nuova" – di spennellare ipocritamente cou uno strato superficiale di candita e lucente vernice bianca, dei muri ideali logori e cadenti –  si ha la lavagna elettronica. Non si scherza mica! Entusiasmo alle stelle per molti "tecnologici (e beffati) studenti"; entusiasmo ancor più alto – evidentemente – per le aziende produttrici ed appaltatrici di questi "fondamentali" strumenti didattici! E' la legge del mercato! La legge dei Numeri! 

     Malgrado tutto Pugliesi e Calabresi… 

    Ma dopo tutto, un punto luce la nostra amata Italia forse ce l’ha, perchè forse un pò di voglia di imparare questi ragazzi – che magari ancora non hanno il tablet per studiare – ce l’hanno. Infatti quest’anno in italia, sfatando cosi molte leggende metropolitane, gli studenti calabresi e pugliesi del Sud hanno ottenuto i migliori punteggi agli esami di licenza mediaChe non si venga a dire che i professori del Sud siano di manica larga però! D'altronde sono gli stesi – in percentuale altissima – che insegnano negli istituti del Nord, da Brescia a Milano, da Bologna a Torino.

     Il Riscatto 

    Sicuramente la distanza tra Nord e Sud si sente, e forse non solo per i chilometri che li separano, ma anche e soprattutto in termini di servizi. Scuola e Trasporti (ferrovia tirrenica e Salerno RC) tra tutti! Ma il riscatto in realtà – anche se molti lo ignorano ancora – è dentro ognuno di noi, matura e maturerà – se gliene diamo la possibilità – all'interno del "cervello pensante e libero" di ogni singolo studente, nella consapevolezza che per imparare servono infondo due cose essenziali: la voglia di insegnare e quella per apprendere. Ce ne sarebbe anche un'altra, una terza, quella di investire nel futuro, ma per questo ancora dovremmo attendere – almeno a giudicare dai freddi, gelidi, venti di austerity che soffiano sull'Europa ed a giudicare dai diktat dei nostri tecnocrati – ancora per qualche decennio. Vedremo cosa ne penserà in merito il Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, nelle prossime ore in visità a Catanzaro, nel "profondo Sud". In quel Sud dei giovani che qualcuno vorrebbe senza futuro!

    Serena Spagnolo,  Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

    Borghezio attacca Napolitano – E’ polemica!

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    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Verona /  Presidente della Repubblica / Lega Nord / Carroccio / Politica / Radio / La Zanzara / Foto / Italia Unita / Politica / Politichese / Dichiarazioni Borghezio / Umberto Bossi / Mario Borghezio / Giorgio […]

    Italia – Crisi Istruzione e Cultura: armi di manipolazione di massa

    Italia – Crisi Istruzione e Cultura: armi di manipolazione di massa

    Mercoledì, Giugno 13th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Università/ scuola / Crisi / Riforme / Docenti / Alunni / Studenti / Cultura / Istruzione / Ignoranza / Comunicazione / Società / Attualità / Merito / Miur / Francesco Profumo  / Manipolazione di massa / Popolo di servi ignoranti / Ignoranza […]

    Dall’Europa pioggia di euro per i giovani, ma qualcosa non torna: la disoccupazione nell’Ue aumenta

    Dall’Europa pioggia di euro per i giovani, ma qualcosa non torna: la disoccupazione nell’Ue aumenta

    Lunedì, Marzo 5th / 2012 Commissione Ue / Programmi formativi / Fondi Ue / Disoccupazione / Crisi / Mobilità  Dall’Europa pioggia di euro per i giovani, ma qualcosa non torna: la disoccupazione nell’Ue aumenta La politica del gambero dell’Ue, tra investimenti e assurde paralisi Bruxelles – L’Ue, in tempo di crisi, con disoccupazione alle stelle, […]

     

  • Italia – Crisi Istruzione e Cultura: armi di manipolazione di massa

    Italia – Crisi Istruzione e Cultura: armi di manipolazione di massa

    Mercoledì, Giugno 13th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Università/ scuola / Crisi / Riforme / Docenti / Alunni / Studenti / Cultura / Istruzione / Ignoranza / Comunicazione / Società / Attualità / Merito / Miur / Francesco Profumo  / Manipolazione di massa / Popolo di servi ignoranti / Ignoranza arma di distruzione di massa nelle mani del potere 

    Italia – Scuola: la crisi dell’istruzione e della cultura

    Riforme fallimentari, manipolazioni e "cultura dell’ignoranza” 

    Italia – Crisi istruzione e cultura – Armi di manipolazione di massa del potere

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma –  “La cultura dell’ignoranza”: così potremmo intitolare un libro, un articolo, un saggio, una trasmissione televisiva che si propone di fotografare la realtà in cui viviamo cercando di analizzare il rapporto che, oggi, interseca cultura, comunicazione e relazioni sociali. Che lo spazio, il tempo ed il fattore umano siano le caratteristiche fondamentali della comunicazione non vi è dubbio, così come non si mette minimamente in discussione che un buon bagaglio culturale sia un biglietto da visita importante e, soprattutto per i tempi che corrono – oseremmo dire – molto raro.  Sia chiaro che l’istruzione e la cultura non sono un lusso, ma una necessità: pare, però, che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, personificato dai suoi  rappresentanti che si sono susseguiti nel tempo, non l’abbia capito e, d’altra parte, abbia fatto di tutto, probabilmente   in modo involontario ed inconsapevole, per “ammazzare” la cultura e la scuola. Già, proprio la scuola che, oggi, come istituzione, vive la crisi più grave di tutti i tempi. 

    Scuola oggi: investimento al disfattismo e l'incentivo all'ignoranza

    In passato l’alta percentuale di analfabetismo era proporzionata al periodo storico nel quale veniva collocata, mentre l’attualità ci “insegna” che l’ignoranza fa da padrona anche laddove c’è la possibilità di istruzione ed educazione alla cultura. Una crisi, quella della scuola e di tutto il mondo accademico, anche economica: mancano le risorse, mancano i docenti ed il precariato domina dovunque, mancano i testi nelle biblioteche, manca la sicurezza della formazione dei giovani, quindi del futuro. Impreparati, ignoranti ed al passo con i tempi: ormai, a istruire i ragazzi e non solo, prima della famiglia e della scuola, è il sistema mediatico che da “istituzione del tempo libero” si è modellata, fino a trasformarsi in istituzione primaria – spesso e volentieri disinformativa e "sbagliata" – e cedendo alla scuola e alla famiglia il ruolo di agenti del tempo libero.

      Ignoranza:  potere in mano ai potenti che ci manipolano  

    Come srive il collega Angelo d’Orsi sulle pagine de “Il fatto Quotidiano”, “l’ignoranza fa bene al potere che ci manipola più facilmente” . E come si fa a dargli torto? Le riforme del sistema scolastico che sono state proposte e applicate si sono rivelate a dir poco disastrose e, man mano che si va avanti, le ultime appaiono più grottesche delle prime. Ma adesso il Ministro Francesco Profumo, titolare del Miur, è deciso: “il merito prima di tutto”  – ha detto parlando di una nuova riforma, ma è chiaro che non ci crede neanche lui. Nel paese delle raccomandazioni è un’affermazione, o meglio una battuta, da cabaret. I mostruosi tagli da "quarto mondo" all’istruzione, il nepotismo nel mondo accademico e la poca qualità dell’offerta formativa sono i motivi principali del fallimento dell’istruzione e della cultura. L’università diventa un parcheggio, un teatro, uno stadio in cui “temporaneamente” ci si ritrova tutti insieme accomunati dalla disoccupazione che, tanto, sarà anche la piaga del post-lauream. Certo, però poi, potranno chiamarci dottori! Che magra consolazione…tanti dottori e pochi lavoratori.  

    Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Italia – La Giornata contro l’Omofobia e le vere Discriminazioni

    Italia – La Giornata contro l’Omofobia e le vere Discriminazioni

    Mercoledì, Maggio 16th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Crisi Ue / Roma / Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca / Omofobia / 17 maggio / Scuola / Giovani / Identità sessuale / Influenze / Cristianofobia / Aborto / Religione / Cristiani / Francesco Profumo  

    Italia – Giornata Internazionale contro l’Omofobia:

    Profumo invita le scuole a sensibilizzare i giovani

    L’identità sessuale non si scopre: è definita

    dalla natura sin dalla nascita.

    Roma – Domani, 17 maggio, ricorrerà  la Giornata Internazionale contro l’Omofobia, istituita nel 2007 dal Parlamento Europeo. Da ben 5 anni, quindi, le istituzioni cercano di sensibilizzare la popolazione e l’opinione pubblica in relazione ad un fenomeno in espansione che, a detta dei leader politici, si inserisce in un contesto più ampio di discriminazioni e atti di bullismo. Proprio per questo motivo, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo, ha invitato tutte le scuole italiane a “celebrare” la ricorrenza perché, in quanto agenti di socializzazione primaria, esse hanno l’obiettivo di formare i giovani e di educare  loro a conoscere “l’altro”, nella scoperta della diversità come ricchezza. Il Ministro Profumo ha, infatti, dichiarato che “Le scuole favoriscono la costruzione dell’identità sociale e personale da parte dei bambini e dei ragazzi , il che comporta anche la scoperta del proprio orientamento sessuale”.  Ma, indire una apposita giornata contro l’omofobia, non potrebbe comportare che i giovani siano portati a credere nell’esistenza del diverso? L’educazione scolastica, così come quella familiare, dovrebbe essere improntata prima di tutto sul valore dell’uguaglianza nella sua generalità e totalità e non sul caso specifico. Non per sollevare polemiche, ma l’identità sessuale di ogni individuo viene definita dalla natura e dalla volontà divina sin dalla nascita e, quindi, non si scopre con il passare del tempo.

      Il sottile "Profumo" della discriminazione  

    Allora, potremmo parlare di influenze: i bambini, che ancora devono formare in modo completo la propria personalità, potrebbero essere influenzati da concetti e immagini mentali fruiti sulla base di determinati insegnamenti. In poche parole, potrebbero essere influenzati sulla propria identità sessuale se si insegna loro che essere omosessuali è normale indipendentemente dall'esistenza dell'anima e dell'impronta che il Creatore da fin dalla nascita dona a ciascun uomo e a ciascuna donna. E a prescindere dal ruolo biologico e procreativo – e quindi sociale – al quale ciascun uomo è in valore assoluto chiamato ad assolvere, in qualità di cellula fondante della famiglia umana, per il progresso comune. Ma la normalità è quella stabilita dalla natura: dovremmo allora – a maggior ragione –  indire anche giornate contro la Cristianofobia, contro l’aborto, contro le discriminazioni in generale. Questo non vuol dire che gli omosessuali debbano essere discriminati ma, anzi, al contrario, “Qui Europa” sosteniene che l’educazione all’uguaglianza si debba estendere davanti a qualsiasi forma di discriminazione, perché nel momento in cui viene preferito un argomento piuttosto che un altro, si fa il primo passo verso la “disuguaglianza”. Allora, chiediamo al Ministro Profumo che ha dichiarato che “la giornata rispecchia i principi della Costituzione e dell’Unione Europea”, di essere anche particolarmente sensibile all’insegnamento, nelle scuole italiane, della religione cristiana, sia perché essa è la radice principale che anima lo spirito europeo, sia perché il suo insegnamento parte proprio dall’uguaglianza. Eppure, è possibile anche che il “Profumo di uguaglianza” , in questo caso, si trasformi in “Profumo di discriminazione”.  

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Università: defezioni record e “palliativi governativi”

    Università: defezioni record e “palliativi governativi”

    Sabato, Aprile 28th / 2012

    – di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto – 

    Italia / Crisi Ue / Internazionalizzazione / Università / Studenti stranieri / Francesco Profumo / Defezioni / Calo delle iscrizioni / Perdita del valore legale delle lauree  

    Profumo – Università: 

    “per crescere bisogna puntare

    sull'intrernazionalizzazione!" 

    Ma intanto defezioni a livello record

    La "ricetta palliativo" del Ministro Profumo:

    dal 2014 a Milano dottorati in inglese. 

    Roma – Analizzando i dati relativi al numero degli iscritti presso gli atenei italiani (Qui Europa ha fatto in merito un'indagine presso le universitò calabresi, tra le quali l'Ateneo Magna Graecia di Catanzaro) è fortemente sintomatico della necessità di licenziare al più presto questo schizzofrenico governo tecnico, che – tra l'altro – sta distruggendo l'amore dei giovani per la cultura ed il sapere. Ciò attraverso almeno due infeici mosse: un cuneo fiscale che soffoca le famiglie – rendendo in casi sempre crescenti impossibile sopportare i costi dei giovani studenti desiderosi di laurearsi e/o specializzarsi (solo a Catanzaro nel 2012 gli iscritti alla Facoltà di Giurisprudenza – da sempre una delle più gettonate nell'Ateneo del capoluogo calabrese – sono diminuiti di oltre 400 unità); ed il tentativo di legittimare lo stesso titolo di studio acquisito con  fatica e sacrifici in lunghi anni di studio, mediante la proposta di "abolizione del valore legale della laurea". Alla faccia della meritocrazia! Tuttavia, questi spinosi e gravissimi argomenti sembrano non sfiorare o almeno non impensierire più di tanto il ministro dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo, che continua ad arrovellarsi il cervello su un tema francamente non prioritario: l'“Internazionalizzazione”.

     I "miracolistici" risvolti dell'internazionalizzazione secondo Profumo 

    "Internazionalizzare", dunque, è divenutala la parola d’ordine utilizzata in varie salse nei contorti discorsi del ministro in merito al futuro ed alla crescita delle università italiane .  “L’apertura dei nostri atenei agli studenti stranieri – ha dichiarato di recente Profumo – fa parte di un  ‘Progetto Paese’ che coinvolge molti attori, dall’università all’impresa, e si attua su piani diversi”. Test e corsi in inglese – sembrerebbe – saranno un obiettivo primario per il mondo accademico, al fine di aumentare in modo esponenziale il numero degli studenti stranieri iscritti presso Università italiane e accrescere il prestigio delle stesse. Peccato che a diminuire – e di molto – sia il numero dei giovani iscritti italiani.

      Profumo: ambizione esterofila e scarso senso del realismo  

    Un progetto ambizioso e di respiro internazionale che attirerebbe  in Italia,  giovani talenti europei e accrescerebbe la collaborazione tra gli atenei e le imprese. “Gli studenti cresciuti in contesti più internazionali – continua il Ministro – sono importanti per le imprese per due motivi: i laureati stranieri possono essere inseriti nelle aziende avendo però già assorbito la cultura italiana, e gli studenti italiani sono già abituati ad un contesto internazionale.” Ecco perché è necessaria una normativa sull’immigrazione che consenta e regoli, nel migliore dei modi, l’ingresso di risorse straniere.  Quella dell’internazionalizzazione è una sfida: le università italiane saranno pronte ad accoglierla? Si comincia dal Politecnico di Milano, dove a partire dal 2014 le lauree magistrali e i dottorati saranno solo in inglese. Peccato che dall'anno prossimo a studiare economia e diritto presso le nostre prestigiose Università, saranno sempre meno giovani promesse nazionali.

    Sergio BasileMarialaura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)