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  • Moratoria e Delegittimazione della BCE: Rottamare la Fabbrica del Debito

    Moratoria e Delegittimazione della BCE: Rottamare la Fabbrica del Debito

    Sabato, Luglio 18th/ 2015 

    – di Pasquale Leone e Sergio Basile / Sete di Giustizia –

    Redazione Qui Europa, Pasquale Leone, Fabbrica del Debito, Sete di Giustizia Lamezia Terme, Giacinto Auriti, Moratoria del debito, ruolo anacronistico della BCE, banche private, Commonwealth, Fondo Salva-Stati, sovranità politico-finanziaria  e monetaria, San Tommaso d'Aquino 

    Economia e Società / La fabbrica del Debito Pubblico

    Moratoria e Delegittimazione della BCE: rottamare

    la  Fabbrica del Debito

    Gli strumenti per bonificare la voragine del Debito, da 

    San Tommaso d'Aquino a Giacinto Auriti

     

    di Pasquale Leone e Sergio Basile / Sete di Giustizia 
     
    La Fabbrica del Debito Pubblico - BCE
     
     L'incendio che consuma Atene                                                                       
     

    Atene, Francoforte – di Pasquale Leone e Sergio Basile – "Dopo le molotov in piazza Syntagma, veri incendi scoppiano alle porte di Atene, nella punta meridionale del Peloponneso. Torna l'incubo del 2007, quando morirono 60 persone. Nella regione della Lakonia, le fiamme arrivano fino alle spiagge. Nella zona di Neapoli è un inferno: campeggi e villaggi evacuati, casette e taverne isolate nella campagna e distrutte. Un centinaio di vacanzieri è rimasto bloccato per ore su una spiaggia" (fonte ANSA – 18 Luglio 2015). Ma a ben vedere il vero incendio, il più distruttivo, che sta consumando la Grecia e l'Europa si chiama truffa del "Debito Pubblico": piano diabolico pianificato per indebolire le nazioni e costringerle ad unirsi in un super-stato continentale e federale (cosiddetti Stati Uniti d'Europa) al fine di imporre a tutti un uncio legislatore e un'unica volontà, controllando più facilmente 530 milioni di "cittadini".. Vale dunque la pena di tornare a denunciare i pilastri di questo inganno, cioè a rivedere i meccanismi che alimentano il debito pubblico degli stati. Tutto parte, in Europa, dal ruolo anacronistico della BCE.

     La fabbrica del debito                                                                                        

     La BCE (Banca Centrale Europea) è di fatto un’istituzione detenuta da banche private (appartenenti anche a soggetti privati in carne e ossa provenienti da nazioni europee che non aderiscono all’euro: vedi Regno Unitovedi lo schema giù riportato o il link di seguito, per approfondomenti L’Europeismo è la distruzione dell’Europa) e svolge, curiosamente e paradossalmente, una presunta "funzione pubblica",  stampando la moneta cartacea o cartamoneta (1) al costo di pochi centesimi, per poi cederla alle banche commerciali gravata da un tasso d'interesse dell'1/0,50% (e anche meno) calcolato sul valore nominale delle stesse, in cambio di Titoli di Garanzia e in aste del tutto fittizie, perché prive di competizione realeQueste banche commerciali la passano (è proprio questa la parola giusta: passano) poi agli stati per i loro rispettivi fabbisogni in cambio di buoni del tesoro, ossia di titoli del debito pubblico che detti stati emettono quando hanno bisogno di liquidità e a un tasso di interesse superiore che di solito si aggira intorno al 4-5% , ma anche più: vedi ad esempio l'azione lievitante esercitatta in maniera illegittima dai privati delle agenzie di rating che, declassando gli stati con semplici "voticini", fanno schizzare in alto lo spread, finendo per decidere arbitrariamente, in sostanza, il livello di tassazione che i cittadini devono sostenere per ripagare questo incremento indotto di interessi passivi sul debito pubblico (Vedi qui per approfondimenti – Lo Spread e l’Epoca dei Nuovi Barbari). Il tutto avviene dunque in maniera automatica e senza che i cittadini comprendano a dovere quanto accade (vedi qui Il Sionismo e l’arma economico-finanziaria – Confessioni di un rabbino e qui Spinti a far Debiti dal mitico Stato-Apparato)

    (1) Da non confondere con la banconota (o nota di banco), che non esiste più

    La Fabbrica del Debito Pubblico - BCE

     I Proprietari della Banca Centrale Europea                                                 

    Banca Nazionale della Germania (23,40%)      Banca Centrale di Svezia (2,66%)

    Banca della Francia (16,52%)                            Banca nazionale d'Austria (2,30%)                

    Banca d’Inghilterra (15,98%)                            Banca del Portogallo (2,01%)            

    Banca d'Italia (14,57%)                                       Banca Naz. della Danimarca (1,72%)   

    Banca della Spagna (8,78%)                               Banca di Finlandia (1,43%)

    Banca della Grecia (2,16%)                                 Banca Centrale d’Irlanda (1,03%)

    Banca d’Olanda (4,43%)                                      Banca del Lussemburgo (0,17%)

    Banca Nazionale del Belgio (2,83%)   

    N.B.:

    La Banca  d’Inghilterra è la banca centrale del Regno Unito, nazione imperiale posta alla

    base del Commonwealth. Essa è proprietaria – terza azionista – della BCE, pur non 

    essendo l'UK parte dell'Eurozona. Non lo trovate alquanto strano e rivelatorio?      

     La Fabbrica del Debito – Obbligati ad assoggettarsi alla speculazione    

    In merito va ricordato come in virtù dell'art. 123 del Trattato di Lisbona, gli stati europei sono costretti a rifinanziarsi presso le banche private (o, come si dice in gergo, presso i mercati internazionali). Gli Stati a loro volta non solo ripagano questi interessi alle banche creditrici facendoli gravare sulle tasse imposte ai cittadini, ma, al momento dell'ipotetica restituzione del debito contratto (cosa alquanto impossibile, in quanto hanno sempre bisogno di nuovo e di più denaro per mandare avanti i propri rispettivi paesi), visto che non possono più stampare cartamoneta, sono costretti a chiedere un ulteriore prestito che va, poi, ad aggiungersi al precedente, o ai precedenti. È così che nasce il debito pubblico, che grava in esclusiva sulle nostre spalle, e che sarebbe meglio definire (come già qualcuno ha fatto), “la fabbrica del debito”, che rende, inesorabilmente, ogni singolo cittadino debitore fin dalla nascita e, nel contempo, schiavo di questo sistema perverso e diabolico, che i nostri “beneamati” politici hanno voluto fortemente e che difendono con le unghie e con i denti (come si suol dire) visto che non sono loro a pagarlo.    

    La Fabbrica del Debito Pubblico - BCE

     Fiscal Compact e MES – Il potenziamento della Fabbrica                         

    Questa “fabbrica del debito” – come detto in altre sedi – è stata poi progressivamente blindata e potenziata grazie a due nuovi trattati (2)il Mes, o Fondo Salva-Stati (3) (che ci costerà la “modica cifra” di 125 miliardi di euro, che noi non abbiamo) e il Fiscal Compat (4) (letteralmente “patto finanziario”), il quale con la scusa di dimezzare il debito pubblico e portarlo al 60% del PIL, ha portato i nostri governanti a ridurre di 45 miliardi di euro i costi dello stato  per i prossimi 20 anni. Un vero e proprio controsenso, un atto criminoso che in effetti dovrebbe far venir meno il presupposto fiscale, quale contropartita di un servizio ormai inesistente per statuto. Ciò significa quello che è sotto i nostri occhi: tagli pesantissimi alla spesa pubblica (istruzione, assistenza, salute, giustizia, tutela del territorio, difesa, investimenti, ricerca ecc.) nuove e sempre più aspre tasse (dirette ed indirette), crollo della spesa delle famiglie, e di conseguenza delle vendite (anche di beni di prima necessità, comprese le medicine), chiusura delle aziende, crollo massiccio dell’occupazione (specialmente di quella giovanile), nuove povertà, suicidi, sfiducia crescente nelle istituzioni, degrado, rabbia e diserazione diffusa,  ecc... E in tutto ciò il nostro pseudo-premier Matteo Renzi continua a illudere e prendere in giro le masse, parlando di "crescita". Pazzesco!!

    (2) Che ci legano a delle istituzioni sovranazionali e i cui membri non solo non sono stati eletti da nessun, ma condizionano pesantemente e profondamente la politica degli stati membri dell’unione, senza però venirne, a loro volta,  minimamente condizionati da questi. N.B.: questo commissariamento reale da parte di Bruxelles nei confronti degli stati dell'Unione in realtà esisteva già, anche se in forma meno evidente e selvaggia fin dal 1997. Vedi qui per approfondimenti Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana

    (3) Con sede a Lussemburgo e già attivo dal luglio 2012, allo scopo ufficiale di "assicurare assistenza finanziaria (a condizioni molto severe) a tassi fissi o variabili, ai paesi  in difficoltà" e con meccanismi di funzionamento e gestione anti-democratici (vedi qui L’euforia di Regling, il MES avrebbe Raggiunto il suo Obiettivo, qui Nell’Ue arriva il MES – E’ la fine della democrazia: benvenuti nella nuova dittatura, qui La Bufala: Tagli Tasso Bce e MES – Draghi idolatrato dai Media e qui Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!)

    (4) Approvato il 2 marzo del 2012 da 25 dei 27 stati. 

     La bonifica della voragine                                                                               

    Tutte cose, queste, ampliamente predette anni prima dal grande Prof. Giacinto Auriti, il primo uomo nella storia capace a smascherare e denunciare in maniera sistematica e completa la truffa delle truffe, indicando i provvidenziali e unici correttivi possibili: la proprietà popolare della moneta con contestuale reddito di cittadinanza emesso a credito dei cittadini (vedi qui L’essenza della truffa più infame della Storia: un sistema che premia furbi e disonesti, qui La moneta Proprietà, come volano dell’economia e qui La Vera Ricchezza di una Nazione). La lista potrebbe comunque continuare. A questo punto è doveroso porsi delle domande; chiedersi come tutto ciò sia potuto accadere e cosa si possa fare in concreto per “colmare” e bonificare questa paurosa voragine acquirìtrinosa di un debito inestinguibile che cresce sempre più e al quale nessun “esperto”, ad oggi, è riuscito a trovare soluzione. Una voragine che  – tra l'altro – in un mondo "normale" e "giusto", andrebbe subito sottoposta ad una moratoria o cancellazione sistematica: così paesi come la Grecia e l'Italia potrebbero non esserre costretti all'autodistruzione e a "riforme" meschine e criminali.

    La Fabbrica del Debito Pubblico - BCE

     San Tommaso d’Aquino rottama la fabbrica del debito pubblico           

    La risposta a questi paradossi che dovremmo trovare nei corsi di economia di qualche dotto professore universitario o che ci dovrebbe pervenire da uno dei tanti tecnici che si interessano di economia e di finanza nei salotti TV, in realtà ci viene, in parte, anche dal passato e precisamente dalla "teoria sulla duplice tipologia dei beni (della quale ci siamo già occupati di recente – vedi qui Grecia & Co – La Crisi in Sintesi raccontata da San Tommaso d’Aquino) formulata ed espressa dal grande San Tommaso d’Aquino (5) nella sua “Summa Theologica". Egli, nell’opera suddetta, distingue due tipologie di beni: quelli destinati al loro consumo (6) e quelli che non hanno il consumo come fine, bensì il loro utilizzo (7)Per la 1° tipologia poi (quelli destinati al loro consumo), la concessione dell’uso implica necessariamente anche la cessione del bene stesso, ossia un passaggio di proprietà, dietro un equo compenso che l’acquirente deve versare al possessore del bene ceduto. Per la 2° tipologia (quelli che non hanno il consumo come fine, ma l’utilizzo degli stessi) invece non è così: l’uso del bene non implica la cessione del bene, che invece viene soltanto dato in uso per un tempo limitato. In questo secondo caso, il possessore di un bene può tranquillamente chiedere due compensi, ossia, la restituzione del bene più un equo compenso per il suo utilizzo. A quale tipologia appartiene in danaro? (8) Alla prima categoria o alla seconda? Esso è, di fatto, storicamente, un bene di consumo, ossia un bene che appartiene alla prima tipologia: esso viene perciò consumato per acquistare il necessario che serve per vivere, e pertanto è illecito che lo si dia agli stati attraverso la formula del prestito con interesse.

    (5) Filosofo, sacerdote, nonché dottore (dimenticato) della Chiesa Cattolica.

    (6) Frutta, verdura,  pane, pasta, latte, carne, pesce, sapone, carta igienica, denaro …

    (7) Casa, automobile, alcune tipologie di macchinari, attrezzi vari ecc…

    (8) Ad oggi, ricordiamo, privo di qualsivoglia copertura aurea.

     Il denaro deve tornare ad essere un bene di consumo                                

    Svelato l’arcano non ci resta che unire le nostre modeste forze e formare un fronte per un’azione unitaria, al fine di conquistare, dopo tre secoli di soprusi e silenzi, la sovranità politico-finanziaria  e monetaria che ci hanno rubato, e di cui il nostro Paese ha bisogno per ripartire: il denaro deve tornare ad essere un bene di consumo, e non più un bene d'uso. Solo così potremo un dì chiudere e rottamare “la fabbrica del debito”, affrancandoci dalla schiavitù di questo signoraggio diabolico, perverso e pervertitore e di quersta moneta-debito. Solo così potremo un dì, finalmente, guardare liberi e senza timore il nostro futuro: se non per noi, facciamolo almeno per i nostri figli, e per le generazioni che seguiranno.

    Pasquale Leone, Sergio Basile / Sete di Giustizia

    (Copyright Qui Europa © 2015)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    L’euforia di Regling, il MES avrebbe Raggiunto il suo Obiettivo

    Martedì, Maggio 6th/ 2014 

    – di Sergio Basile –

    Bruxelles, MES, Fondo Salva stati, Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Klaus regling, Elsa Fornero, Mario Monti, 80 miliardi di euro pubblici, Outright monetary transactions, Mario Dragh, Ecofin, Eurogruppo, Tobin Tax, Global Investment Conference, OMT, BCE 

    Continua la propaganda europeista su MES, OMT e Tobin Tax

    L'euforia di Regling, il MES avrebbe raggiunto

    il suo obiettivo 

    Raggiunta quota 80 miliardi di euro, rubati alle casse degli stati 

    Ecofin e Consiglio ripropongono sul tavolo la decisione sulla Tobin Tax

     

    di Sergio Basile 

    MES - ESM - REGLING

     Il MES avrebbe raggiunto il suo obiettivo?!                                                     

    Bruxelles, Francoforte – Sergio Basile – Due anni fa, nell'estate del 2012, mentre in Italia Elsa Fornero si apprestava a precarizzare il mercato del lavoro e Mario Monti avviava la svendita del Paese col pretesto della "cosiddetta crisi economica" (generata dal golpe mondialista) l'élite europeista (liberal-capitalista e social-comunista) unita al potere, tirava fuori dal suo cilindro, dal cuore dell'impero, l'arma "vincente": il MES o ESM. Il presunto "Fondo Salva Stati Permanente" (o "Meccanismo Europeo di Stabilità) ribattezzato da "Qui Europa" – per il suo marcato carattere recessivo e debitocratico e per la sua irriverenza verso le costituzioni – con l'espressione di "Fondo Ammazza Stati Permanente". Nelle uktime 48 ore il MES è stato irrazionalmente portato agli onori della cronaca dagli stessi personaggi che oggi chiedono a 500 milioni di europei di cerarsi alle urne per rinnovare il patto fiduciario verso questa "unione criminale". Il fondo è stato salutato con favore dall'eurocasta, che ha sbandierato l'avvenuto raggiungimento dell'obiettivo dichiarato dai padri del MES stesso:  il raggiungimento di 80 miliardi di euro pubblici, sottratti alle già disastrate casse delle famiglie e versati a Regling e soci, per la costituzione dello stesso fondo (vedi qui – Fondo salva-Stati Esm fa il pieno di munizioni anti-crisi ). Costituzione avvenuta – come avvenne per gli schiavi d'Egitto con le piramidi – ad opera dei cittadini dei malcapitati 18 Paesi del'Eurozona. La sola differenza con quattro/settemila anni fa e che di tutto ciò oggi, tra gli ignavi europei, manca la contezza e l'assoluta consapevolezza… mentre in Egitto, almeno gli schiavi, come magra consolazione, potevano vedere il frutto del loro lavoro, proteso – allora come oggi – a celebrare le glorie dei faraoni.

     L'euforia di Regling                                                                                                   

    A dare la "felice" notizia con estrema enfasi (fonte ANSA – vedi qui – Fondo salva-Stati Esm fa il pieno di munizioni anti-crisi è stato lo stesso reggente tedesco del MES, Klaus Regling, secondo il quale "ora il MES avrebbe una "potenza di fuoco", in termini di prestiti concedibili a Paesi in difficoltà, per 500 miliardi di euro, di cui 450 ancora disponibili". Ma come spiegato in più sedi dal nostro osservatorio sulle politiche UE, il meccanismo di funzionamento del fondo è tutt'altro che limpido ed efficace per l'economia degli europei. Anzi! Ricordiamo, prima di entrare nei dettagli che l'Italia resta il terzo azionista del MES con la sua percentuale di contributo obbligatorio pari al 17,86%, avendo versato ad oggi – nel silenzio più totale dei media di regime –  14,3 miliardi di euro.

    MES - ESM - REGLING

     Propaganda su MES e OMT                                                                                    

    Secondo la propaganda europeista l'European Stability Mechanism sarebbe stato creato "per dotare l'Eurozona di uno strumento-bazooka per fronteggiare la crisi da debiti sovrani da affiancare eventualmente all'Omt (Outright monetary transactions) varato dalla Bce" (ANSA). Cioè, detta in altri termini (più realistici e consoni), da affiancare alle bizzarre operazioni (cosiddette OMT) della Banca Centrale Europea che implicano l’acquisto diretto da parte della stessa di titoli di stato a breve termine emessi da paesi in cosiddetta "difficoltà" macroeconomica (cioè sotto usurocrazia indotta e fittizia) grave e conclamata (requisito di condizionalità). La situazione di difficoltà economica grave e conclamata – secondo il board della BCE e lo stesso Mario Draghi, come ribadito nel discorso di Londra dello scorso 26 luglio 2012 alla Global Investment Conference – sarebbe identificata dal fatto che "il paese abbia avviato un programma di aiuto finanziario o un programma precauzionale con il Meccanismo Europeo di Stabilità o con la Struttura Europea per la Stabilità Finanziaria". Detta in parole povere, abbia accettato di buon grado di mettere il cappio al collo. Quello che la BCE non dice è che questi acquisti (stile MMT per intenderci) avverrebbero e avvengono sempre ingenerando altro debito connaturato all'emissione… Quindi – mi chiedo – a che servono? Beh, rispondetevi da soli!

     Il siparietto euro-tedesco                                                                                       

    Come qualche nostro lettore ricorderà,  al momento della costituzione del MES, i suoi padri-ideatori (tra i quali Mario Monti, sempre lui…) contemplarono anche la possibilità che lo stesso avesse potuto ricapitalizzazione in maniera diretta le banche dell'Eurozona in presunta crisi. La questione fu tuttavia sospesa a tempo indeterminato, per dar credito al siparietto tedesco del finto dissenso o dissenso controllato, proteso a gettare la colpa di questo sistema usurocratico sulla sola matrigna Germania, anziché su Bruxelles, Berlino e il resto dell'allegra brigata. Fu deciso infatti di non permettere al MES di intervenire direttamene in merito alla ricapitalizzazione delle banche in presunta crisi, a causa dell'opposizione fittizia della Germania, e in attesa del completamento della famigerata Unione BancariaOvviamente la verità è completamente diversa da quella presentata. Infatti – premesso che gli accordi di Basilea 3 hanno di fatto imposto alle banche di chiudere il rubinetto del credito ai cittadini dell'eurozona e che le stesse banche ad oggi godono degli extra-profitti illegittimi provenienti dall'esercizio criminoso del cosiddetto signoraggio di secondo grado o da "riserva frazionaria") per salvare l'Europa dall'usura basterebbe uscire dalla gabbia usurocratica chiamata UE, o almeno pretendere che l'euro venga emesso dalla stessa BCE a credito e non sa debito dei cittadini europei, così come previsto dal disegno di legge sulla proprietà dell'euro, presentato dal professor Giacinto Auriti e dai suoi studenti nel 2002 al Parlamento Italiano.

    MES - ESM - REGLING

     La verità che banchieri, disinformatori, giornalisti di regime e politici odiano      

    Così facendo verrebbe meno l'insulso meccanismo di vendita, acquisto e rivendita dei titoli del debito pubblico da parte delle banche private nei confronti degli stati membri; verrebbero meno gli interessi illegittimi sul debito pubblico e quindi sarebbe vanificato lo stesso alibi posto a sostegno della presunta crisi, che in tal modo svanirebbe in un sol colpo. Lo stesso MES non avrebbe alcun ragione di esistere, fermo restando che la sua esistenza è un mistero irrazionale anche oggi. Ma ovviamente i cittadini non devono sapere questo, non devono cioè sapere che il denaro pubblico è loro di diritto e non deve essere loro né prestato da una banda di criminali privati, né prestato ad interessi… Né tantomeno gli stessi devono essere costretti ad indebitarsi con altri fondi debitocratici inestinguibili (come proprio nel caso del MES) per fingere di pagare i suddetti debiti originari creati ad arte dall'UE.

     La legittima e provvidenziale moratoria del Debito                                       

    Nell'antichità – in Italia, nel Medioevo di san Bernardino da Siena ed in Medioriente durante l'epoca pre-cristiana di Mosè –  dinanzi a palesi casi di usura – come questo – si proponeva saggiamente e si ricorreva – non di rado – semplicemente ad una moratoria del debito, cioè ad una sua semplice e legittima cancellazione (vedi qui – Giacinto Auriti – Origini della Moneta). Ma questo ad oggi nessun politicante di destra, sinistra o centro lo dice: ci si limita a sostenere il dibattito tra pro-euro e no-euro, senza dire che in entambi i casi sopra descritti il sistema continuera ad inondarci ed affogarci in una mare di carta-moneta-debito emessa senza nessuna copertura aurea che ne possa legittimare l'esistenza stessa.

    MES - ESM - REGLING

     MES – Italia penalizzata tre volte                                                                         

    Quindi col MES, ribadiamo, l'Italia è penalizzata tre vole: 1) Paga interessi sul debito illegitimi e maggiorati – in aggiunta – dallo spread; 2) Partecipa al fondo come terzo azionista 3) Finisce attraverso lo stesso MES – come visto in un articolo dello scorso 31 Ottobre 2013 – vedi qui Dittatura MES – per finanziare la Germania. Infatti la Germania – come detto – ha la doppia A, e quindi il MES può acquistare titoli tedeschi contribuendo a tenere bassi gli interessi e speculando sulla pelle degli Italiani, e non solo. Questo perchè i paesi con un rating inferiore alla doppia A restano esclusi dai suoi presunti e sia pur discutibili "favori". Ma pur giungendo un dì all'allargamento delle garanzie del fondo ai paesi oggi esclusi, il sistema resterebbe – come spiegato ampliamente sopra – comunque usurocratico e non assolutamente risolutivo. Insomma, ribadiamo: l'Italia instabile e vessata presta soldi alla ricca e stabile Germania e all'UE dell'usura. Ancora una volta i "Crimini contro l'Umanità" si chiamano "Meccanismi di Stabilità". E' il solito giochetto dell'inversione tra male  e bene, tra bianco e nero, tanto caro alle élite occulte. Nulla ni nuovo insomma.

     Uno schiaffo alla dignità e all'intelligenza                                                        

    Per contro, bisogna ricordare come il MES è e resta un vero e proprio schiaffo alla dignità e all'intelligenza umana. Il suo meccanismo di funzionamento anti-costituzionale pretende infatti che europei ed italiani: 1) Paghino Subito e Senza Discutere: L’Art. 9.3, afferma (come ricorderete – vedi qui Dittatura MES) che i paesi membri s’impegnano irrevocabilmente e incondizionatamente  a pagare on demand ogni richiesta di capitale fatta dall’amministratore del Fondo, e a versare il capitale richiesto entro 7 giorni dalla ricezione della richiesta; 2) Paghino anche di più di quanto stabilito inizialmente e Senza Discutere  – L’Art. 10 autorizza il C.d.a. del MES a decidere di cambiare lo stock di materiale autorizzato, cioè ad esigere più denaro dai governi nazionali senza consultarli; 3) Contraggano nuovi Debiti, autorizzandone la messa in Circolazione sottoforma di eurobond (anche il M5S appoggia questo strazio, come dimostra il suo programma stilato per le europee, al punto 3 "adozione eurobond": vedi qui Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee)  – L’Art. 21 del MES, infatti, rende possibile la creazione di Eurobond, e cioè la messa in comune del debito, con tutte le anomalie di cui sopra; 4) non abbiano alcun potere di rivalsa legale contro il MES, fondo ipergarantito ed inviolabile, grazie ad una Assoluta Immunità  – L’Art.32, 2 garantisce all’Esm la piena immunità legale, da ogni forma di procedimento giudiziario; 5) non possano rivalersi in alcun modo sugli stessi membri del MES, per "legge" non perseguibili per qualsiasi atto posto in essere mediante il MES stesso  – L’Art. 35 stabilisce che l’amministratore e gli altri membri dello Staff saranno immuni dalle procedure legali rispetto ad atti da essa compiuti nella loro funzione ufficiale e godranno dell’inviolabilità rispetto ai loro documenti e alle loro carte ufficiali.

    MES - ESM - REGLING

     MES – I Reali Obiettivi                                                                                            

    Unici, reali, obiettivi del MES, quindi – come detto nei precedenti articoli – restano essenzialmente 3: 1)Elevare il grado di debito dei paesi dell'Eurozona; 2) indebolire, in forma vertiginosa e senza alcun riparo, la moneta unica e passare magari con estrema nonchalance alla moneta elettronica, alla moneta unica mondiale (vedi qui – ) o alla lira (ma sempre emessa a debito dagli stati, come avvenuto fino al 2002, malgrado la vana opposizione di uomini come Aldo Moro);   3) Privare i singoli Stati della propria sovranità e dei propri diritti costituzionali.

     Nessuno parla di moneta-credito                                                                        

    Vista la gravità della situazione, ci si aspetterebbe una reazione dai vari euro-candidati all'Europarlamento carichi di buoni propositi (e demagogia…). E invece, nulla! Nessuno parla di moneta-credito (vedi qui – Nell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo) ! Anzi il cruccio principale dell'euro-casta, nelle ultime ore, è quello di riproporre l'introduzione in Europa di una tassazione comune sulle transazioni finanziarie (Tobin tax) per raccimolare qualche altro spicciolo proteso a ripagare parte del debito da essi stessi creato. La tassa, infatti, ieri è tornata con "urgenza" sul tavolo de ministri delle Finanze dell'Unione dopo essere rimasta in stand-by per oltre un anno.

    MES - ESM - REGLING

     Fumo Tobin Tax                                                                                                          

    Una decisione in merito potrebbe giungere tra lunedì e martedì prossimi prima presso l'Eurogruppo e poi presso l'Ecofin. Il progetto varato dalla Commissione Ue a febbraio 2013 – dopo l'accordo a undici – prevederebbe un'imposta minima comune dello 0,1% sulle transazioni relative a tutti gli strumenti finanziari ad eccezione dei derivati, sui quali verrebbe applicata una tassa dello 0,01%. In pratica l'ennesimna presa in giro! Mentre il signoraggio bancario continua a mietere vittime. Infatti il gettito complessivo dell'imposta è stato stimato in circa 35 miliardi di euro l'anno, una bazecola dinanzi agli attuali oltre 90 miliardi di euro di interessi passivi che solo l'Italia paga ogni anno agli usurai ed agli speculatori-usurai sui titoli del debito pubblico. Una bazecola rispetto alla scadenza delle stesse rate del MES e del Fiscal Compact ed all'inganno del patto di stabilità (vedi qui – Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana).

     Cosa fare di concreto?                                                                                               

    Cosa fare dunque? Nell'immadiato almeno due cose: 1) Sputtanare i "nostri" (loro) euro-candidati in tutti i comizi elettorali dove essi si radunano per dar fiato alle loro pochezze ideologiche, mettendoli in difficoltà con la sacrosanta verità del paradosso monetario (vedi qui – Il Vero Volto del Consumismo e l’inganno del Rapporto Debito/PIL ); 2) incontrarsi in tutti i luoghi e parlare di questa situazione insostenibile, facendo rete attraverso liberi comitati di cittadini, coinvolgento gruppi, associazioni e parrocchie e scardinando ogni ideologia politica e partitica di regime, precostituita. Magari dedicandosi con impegno a studiare gli scritti del professor Giacinto Auriti, liberamente accessibili negli archivi del nostro sito. In tutto ciò, lasciamo agli "europeisti" le loro euro-cavolate! Elezioni europee comprese: tanto questa gabbia non si cambia dall'interno, non ve ne sono né i mezzi, né i presupposti. Da essa si può solo evadere al più presto, per conservare la pelle.

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al pubblico dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    Martedì, Ottobre 9th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Germania / Italia / Lussemburgo / Francoforte / Board BCE / Verona / Arena di Verona / Ecofin / Unione europea / BCE / Mario Graghi / Mario Monti / Olli Rehn / Manuel Barroso / Vittorio Grilli / MES / ESM / Fondo Salva Stati / Fondo Ammazza Stati / Banche / Dittatuta Finanziaria / Tobin Tax / Fitoussì / Adriano Celentano / Gian Antonio Stella / Sergio Rizzo / La Casta / Fiscal Compact / Morgan stanley / Goldman Sachs / Giovanni Monti / Speculazione internazionale / Klaus Regling / Impero europeo / Spread / Rating / Jens Wiedmann / Bundesbank / Licenza bancaria / Schiavi dell'Eurozona 

    Ue – Via al Fondo Ammazza Stati:

    11° Comandamento, Servi il 

    Mercato Dio Tuo 

    Ecco a voi l'Accentramento Totalitaristico

    e la Dittatura Finanziaria: il punto di

    "Qui Europa" su MES, UE e BCE

    Verona: la delusione di Rock Economy e le

    superficiali osservazioni di Fitoussì sulla crisi

    Francoforte, Lussemburgo, Verona – Ieri, a Lussemburgo, in occasione dell'atteso Ecofin (Consiglio europeo dei 27 ministri finanziari dell'Ue) che si è tradotto in un nulla di fatto per la Tobin Tax (soprattutto per l'opposizione del ministro italiano Vittorio Grilli – e in maniera indiretta di Monti – alla tassa sulle transazioni finanziarie) l'Europa, in pompa magna, ha  accolto in passerella , con tanto di foto ricordo, l'entrata in funzione del dittatoriale e liberticida MES (Fondo "Salva Stati" – si fa per dire – Permanente) sul quale abbiamo fatto scorrere ideali "fiumi di inchiostro" (vedi allegati)  allertando gli Italiani ed i nostri non pochi lettori che ci seguono dal resto dell'Europa, come esso sia uno strumento altamente ingannevole e distruttivo per l'economia dei paesi membri Ue rientranti nell'Eurozona, e sul fatto che esso sia in realtà una forma di dittatura mascherata, a tutti gli effetti.

     MES-Media: Ignoranza o Mala Fede sul "Salva-Stati"? 

    Intanto, non troppo confortante è la situazione a Francoforte, malgrado gli ingiustificati toni trionfalistici usati impropriamente dai Tg nazionali di bandiera e dalla  stragrande maggioranza degli amici della carta stampata: cui redazioni evidentemente o non hanno studiato a dovere gli articoli dei nuovi trattati europei nascenti o – gioco forza – sono palesemente in mala fede. Ignoranza o mala fede? A voi la scelta, carissimi lettori!

     BCE – Draghi lascia ivariati i Tassi d'Interesse 

    Infatti nelle scorse ore, e stando alle nostre previsioni, la BCE di Mario Draghi ha deciso di lasciare invariati i tassi d'interesse: manovra non concepibile, in un tempo di credit crunch e di imprese strozzate dalla mancanza forzosa di accesso al credito. Nella tradizionale conferenza stampa che segue i consigli del board BCE (cioè la riunione di "banchieri privati"che decide le sorti economiche e monetarie dell'Europa, surrogandosi ai rispettivi ministeri del Tesoro e Banche centrali degli stati nazionali, o di quel che ne resta) Draghi, ha ribadito che la Bce si adopererà nel comprare titoli annuali o triennali  dei Paesi con lo spread alle stelle (es.: BOT italiani e Bonos spagnoli) ma sulla base di un mezzo ricatto concertato con i "compari" di Bruxelles. O meglio di un ricatto bello e buono: gli stati non solo dovranno approvare il Fiscal Compact, il Patto di bilancio, per rafforzare la fiducia dell'onnipotente ed incontrastabile dio mercato; ma anche non permettersi assolutamente di sgarrare nei conti. Detto in soldoni gli europei con l'euro in tasca (ed in particolar modo Italiani, Greci, Spagnoli, Portoghesi ed Irlandesi)  dovranno continuare a pagar tasse folli ed a tapparsi la bocca per decenni.

     La Ricetta Ue di "Fallimonti" e l'ulteriore impennata del Debito Pubblico 

    Davvero un prospettiva rincuorante, non c'è che dire! Soprattutto considerando che dall'estate 2011 ad oggi il debito pubblico – con la ricetta di "FalliMonti": come lo ha giustamente ribattezzato Bobo Maroni – è aumentato di ben 100 miliardi di euro. E malgrado un livello di tassazione record vicina al 50-60% (70% se si considerano le inique accise statali da record del mondo) e senza il corrispettivo di servizi e welfare adeguato: vedi taglio di 7000 posti letto nella sanità, solo per fare un piccolissimo esempio! Da ciò si comprende e "giustifica" l'estrema contentezza di TG e giornali nel dare la provvidenziale notizia dell'entrata in vigore del Fondo "Ammazza Stati" Permanente, per l'appunto. Roba da pazzi! I cittadini degli Stati membri dell’eurogabbia dovranno quindi  prestarsi ad essere ancora cavie sacrificali del sistema, accollandosi la riduzione del debito pubblico creato all'80/90% dalla speculazione bancaria (attraverso l'emssione a debito della moneta: signoraggio bancario) ed al 10/20% dalla mala politica. Ma poco importa! Il prezzo lo dobbiamo pagare noi onesti cittadini! E i furbetti della finanza? Quelli no! La Tobin Tax resta un miraggio! Il preside della Bocconi ha deto no!

     11° Comandamento: Servi il Mercato dio Tuo! 

    Ma ci verrebbe da prendere il primo volo per Francoforte, recarci alla BCE e chiedere al caro Draghi: che vuol dire che tutto dipende dalla fiducia dei mercati? Che senso ha parlare di spread e "fondo anti spread" quando speculatori e multinazionali che controllano i consigli di amministrazione delle private e plurindagate agenzie di rating fanno a loro uso e consumo il bello ed il cattivo tempo, orientando rovinosamente e tenendo sotto scacco l'economia di un intero continente? Non ha davvero nessun senso, carissimo Draghi! Ancora oggi, d'altronde con lo spread "stabile" a quota 350 punti, malgrado gli indicatori economici degli stati registrino ciclopici sforzi in termini di austerity, quella a goderne resta pa speculazione internazionale, che si arricchisce con gli alti tassi d'interesse da usura alle spalle dei cittadini-schiavi. E ciò mentre gli ex uomini di Goldman Sachs e Moody's (tra i quali proprio Draghi e Monti: quest'ultimo addirittura "ex" membro/dipendente di entrambi le società) continuano a reggere il moccolo della speculazione e dei loro amici d'oltreoceano. Per non tacere sul figlio (di papà) del "professore", tale Giovanni Monti, pezzo grosso della "banca d'affari" Morgan Stanley. D'altra parte il noto detto sulla Goldman parla chiaro: "Chi è entrato in Goldman Sachs resta uomo Goldman Sachs a vita". E si vede! 

     Ecco a voi l'Accentramento Totalitaristico e la Dittatura Finanziaria 

    Ma quali sono i prossimi piani di questo folle disegno speculativo e di accentramento totalitaristico? Semplice: l'Unione bancaria e il definitivo smantellamento reale delle Bance Centrali (che sarà in tal modo irreversibile, condannando per sempre i cittadini a pagare a debito il proprio denaro); l'Unione di Bilancio (definitivo svuotamento del ruolo economico e politico-economico degli stati nazionali) e l'Unione Fiscale: possibilità reale di controllare da vicino le cavie da laboratotio (per non dire i sorci) dell'Eurogabbia. Il tutto sotto l'egida della BCE, del Consiglio europeo (nel quale abbondano i leaders  in odore di Trilateral, Bilderberg e Goldman) e della  Commissione europea dei tecnocrati non eletti mai in nessun Parlamento nazionale ed in nessun collegio. Tecnocrati semplicemente chiamati (eletti) per opera e virtù dello "spirito speculativo" del sacro dio mercato. Questo signori è il quadretto che ci aspetta, inaugurato proprio ieri tra foto ricordo e sorrisi a profusione di Grilli, Rehn e combricola bella.

     BCE – L'ultima commedia, nei migliori teatri di Francoforte 

    L'ultima commedia è poi stata inscenata – per aumentare il grado di realismo e magari per non far capire che il copione da seguire era stato già scritto altrove – a Francoforte, all'interno del suddetto board BCE: in esso il prode Draghi, mistificando completamente la realtà dei fatti, ha tenuto un simpatico siparietto con Jens Weidmann (boss della Bundesbank) che aveva votato "no" all’acquisto dei titoli triennali. Ma la verità e ben diversa e – malgrado tutto – senza la rottamazione dello scellerato "Sistema Target 2" (vedi approfondimenti in allegato) la Germania delle banche e dell'industria pesante (cioè Berlino) continuerà sempre a regnare (assieme a Bruxelles, Londra – quanto a speculazioni finanziarie sull'euro – e Francoforte) nel sacro impero europeo, anglo-germanico.

     Klaus Regling e il Regno del MES 

    Ma c'è un'altra fregatura a conclusione della storia: il tanto lodato MES o ESM (Fondo "Ammazza Stati" Permanente) posto sotto il controllo (guardacaso) di un tedesco (tale Klaus Regling) da ieri è entrato in azione e potrà acquistare i titoli degli stati che dovessero avere la sventura di chiederne l'intervento (una sorta di meccanismo Ue stile FMI e Banca Mondiale, per intenderci) attraverso la dotazione di fondi pubblici, sottratti già in partenza agli stessi stati: o meglio agli stessi cittadini. Non sarà la BCE a finanziare il MES (non esiste licenza bancaria) ma bensì gli schiavi ignoranti e creduloni dell'Eurozona.

     Verona – La Delusione di Rock Economy e le Superficiali osservazioni di Fitoussì 

    Questo, a condizione, che – ovviamente – qualcuno non si decida di smontare baracca e burattini, uscendo dall'Eurozona e da questa dittatoriale Ue. Auguri! Certo ci saremmo aspettati nella serata di ieri – nella cornice mozzafiato dell'Arena di Verona – ben altre considerazioni sulla dittatura finanziaria nata. Ben altre considerazioni in merito alla "Crisi" da parte del saggio Fitoussì e di Celentano, Rizzo e Stella, nell'"Arena" di Rock Economy: ma le omissioni su tali drammatiche realtà sono state davvero tante. Troppe! Ed anche per un estimatore, qual sono, del molleggiato: soltanto l'ombra del Celentano "guerriero" apparso a San Remo. Speriamo almeno possa rifarsi nella serata di stasera!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / Fondo Salva Stati / Fondo Anti Spread / Massoneria / Paul Krugman 

    La folle ricetta tedesca per l'Eurozona:

    combattere il Debito con nuovi Debiti.

    La ricetta per l'occupazione di Krugman

    Europa: la presa in giro ai danni degli Europei

    continua

    Le ultime uscite di Weidmann e Schauble. Domani

    il vertice tra Angela Merkel e Mario Monti

    L'ennesimo appello all'euro-casta del Nobel Paul Krugman: "BCE

    avvii politica espansiva, per far crescere Domanda e Occupazione" 

    Roma, Berlino, Francoforte – Nelle ultime ore Jens Weidmann, presidente della Bundesbank (Banca Centrale Tedesca) ha dichiarato che “immaginare che il consiglio della Bce stabilisca i tassi sui bond è scabroso (…) perché è come finanziare gli stati stampando moneta”. Secondo Weidman, inoltre, “non bisogna sottovalutare il danno del finanziamento da parte delle banche centrali, che può dare assuefazione”. D’altra parte la linea del numero uno della Bundesbank completamente allineata con l’euro-dittatura dell’austerity debitocratica è chiarissima. E lo si comprende da altre dichiarazioni rilasciate sempre nelle scorse ore alla stampa tedesca: “Irlanda e Portogallo hanno ottenuto con le loro riforme già dei risultati apprezzabili; e io valuto positivamente anche le misure di Spagna e Italia”. La ratio di tali dichiarazioni vertirebbe su presunti – quanto fantomatici – "rischi di stabilità” che un finanziamento diretto della BCE importerebbe per l’intero sistema economico-finanziario dell’Eurozona. Ma evidentemente si tratta solo di una grossa balla! Un'ennesima, strategica bufala protesa a creare alibi ed a salvaguardare i piani egemonici dell'euro-élite.

     L'Art. 11 del SEBC smentisce Draghin e i gerarchi tedeschi 

    Infatti, lo stesso statuto (Art.11) del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali) prevede esplicitamente, e nei casi di difficoltà ed emergenza, la possibilità riconosciuta alla BCE (e già per altro negata ingiustificatamente dallo stesso Draghi) di acquistare direttamente titoli del debito pubblico: come avveniva – per altro – agli stati nazionali prima che i privati e gli speculatori rubassero ai popoli la loro sovranità monetaria. Acquistando direttamete titoli di stato, la BCE potrebbe  sottrarre – in tal modo – alla speculazione ed alle spire diaboliche delle indagate e false agenzie di rating il finanziamento delle casse degli Stati. Se c’è infatti una cosa davvero vile e meschina è quella di speculare sugli stati in difficoltà, dando spago ed alibi ai vari governi tecnici per permettere loro di depredare indisturbati il patrimonio storico nazionale di tali stati. Ciò al solo fine, evidente, di arricchire gli speculatori ed impoverire sempre più gli Italiani ed i cittadini degli altri Paesi cosiddetti Pigs (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna).

     L'Eurocasta stringe la morza sulla Grecia 

    Intanto, gli stessi banchieri ed i gerarchi tedeschi (come il ministro delle Finanze, Wolfgang Schauble) d’intesa con lo stesso presidente francese Francoise Hollande, (il presidente neo-eletto in odore di massoneria) continuano a perseverare con la linea dura verso i Greci: costretti sia a restare nell’Eurozona, sia a rinunciare forzatamente alla proroga di altri due anni sull'attuazione di altre sanguinose misure di austerity per onorare il debito della Troika. Richiesta avanzata invano, nei giorni scorsi, dal premier ellenico Antonio Samaras. E la tragi-commedia va avanti.

     Come alimentare il caos mediatico 

    Ma sul fronte BCE, ascoltando le parole di Mario Draghi, (il coordinatore del celeberrimo sacco del Britannia iniziato in Italia nel 1992) ci si accorge come in realtà la Banca Centrale Europea non abbia nessuna voglia di acquistare direttamente i titoli degli stati dell’Eurozona in difficoltà. E’ tutta una vergognosa messa in scena per aiutare i giornali e le tv a creare un po’ di ulteriore caos mediatico. In realtà, infatti, Draghi avrebbe aperto ad un ipotetico acquisto di titoli di stato (Btp italiani, Bonos spagnoli, ecc..) ma solamente dopo che gli stati avranno chiesto aiuto al Fondo Salva Stati Permanente (MES o ESM). Cioè solo dopo che gli stati dell’Eurozona avranno definitivamente accettato – edi buon grado – una dittatura totalitaria e liberticida. L’ennesima prova della pazzia di questi signori – espressione di un immondo e sfrenato mercatismo – che qualcuno ha messo a capo della “gloriosa” ed antica Europa. Pertanto a nulla sembrano valere gli appelli di professori, osservatori seri e Nobel, sui pericoli dell’austerity.

     Creare occupazione Abbassando i tassi: l'appello di Krugman 

    L’ultimo, quello pubblicato stamane dal quotidiano “Finanza e Mercati”, intitolato “Curare il mal di Debito con il debito” è del Nobel per l’economia Paul Krugman, che è tornato ad invocare una politica fiscale espansiva (che implica, come noto, un abbassamento dei tassi d’interesse da parte della BCE di Mario Draghi) come unico strumento per creare da subito domanda e generare occupazione, visto il livello di indebitamento eccessivo dei privati. Una piccola curiosità: sapevate che le aziende private italiane prima dell’inizio della “cura Monti” (Ammazza-Italia) avevano uno dei tassi di indebitamento più bassi d’Europa, con appena 40 miliardi di euro? Sapevate che giusto un anno fa il livello d’indebitamento delle aziende francesi raggiungeva, invece, la spaventosa soglia di 8.000 miliardi di euro? Allora una domanda sorge spontanea, perché  la Francia non ha subito lo stesso trattamento vergognoso toccato in sorte alla robusta Italia, o agli altri Paesi Piigs?  Ma temo che a questa domanda né Hollande, né Monti sappiano o vogliano rispondere!

     Europazzia – Curare il Debito con altro Debito  

    Allora via libera al MES e al “Fondo Anti-Spread”: è la vergognosa ed unica strada che Angela Merkel, come se non bastasse, chiede anche di blindare con garanzie reali riconducibili ai patrimoni storici ed immobiliari degli stati destinatari dei “diabolici” aiuti (a morire). E' la strada di chi – come, tra l'altro, il liberista Mario Monti – vorrebbe propinare agli europei la fuoriuscita dal debito, accumulando altro debito. Ma è possibile che agli occhi di questi signori noi cittadini siamo così stupidi? Intanto, in queste ore, la Merkel si prepara ad accogliere il professor Monti per un nuovo mini-vertice, che domani farà scrivere altre inutili pagine pro-austerity a molti tabloid e quotidiani.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)  

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    Krugman-Soros – Il Suicidio dell’Europa dell’Austerity

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    Venerdì, Aprile 27th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione europea / Crisi Ue / Recessione / George Soros / Paul Krugman / Disoccupazione giovanile / Spagna / Italia / Germania / Angela Mrekel / Mario Monti / Depressione Usa degli Anni '30 / Politica Monetaria Inflazionistica / Piigs / Pressione fiscale / Distruzione […]

    Grecia – Le Cariatidi votano “dracma”

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    Giovedì, Aprile 26th / 2012 Europa / Grecia / Euro / Francois Hollande / Marine Le Pen / Sarkozy / Francia / Angela Merkel / Mario Monti / Dracma / Rigore / Austerity / Una crisi figlia del liberismo / Franco De Domenico / Qui Europa      Contro l’euro con furore La Grecia vota […]

    Il monito del Nobel Krugman: “L’Ue abbandoni l’Euro”

    Il monito del Nobel Krugman: “L’Ue abbandoni l’Euro”

    Sabato, Aprile 21th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Banca Centrale Europea /Bce / Crisi / Spagna / Regno Unito / Euro / Bolla immobiliare / Disoccupazione / Suicidi / Austerità / Inflazione /  Times / New York Times / Paul Krugman / Simon Wolfson / Premio Nobel  / Abbandono dell'euro […]

    Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il rigore!

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    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012 Unione Europea / Crisi /  Rigore / Nobel / Paul Krugman   Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il  rigore!         Il duro monito di Paul Krugman all'Ue New York – Sentir parlar male dell’eccessivo rigore economico da un cittadino medio potrebbe non suscitare effetti importanti, […]

     

  • Strache e il Post della verità! L’Europa sulla scia di Adolf Hitler

    Strache e il Post della verità! L’Europa sulla scia di Adolf Hitler

    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012 

    – Reportage-Dossier di "Qui Europa" – 

     Austria / eurozona / dittatura / Banchieri / FPO / Heinz-Christian Strache / Facebook / Banksters / Stella di David / Povero col piatto vuoto /Der Sturmer / Iconografia antisemita / Protesta / Associazioni ebraiche / Proteste strumentali / MES / Fondo Salva Stati / Dittatura Mascherata / Umiliazione dei popoli europei / Distruzione della Costituzione / Adolf Hitler / Ermachtigunggesetz / Repubblica di Weimar / Incubo / Novecento / 

    Strache e il post della verità! L'Europa

    sulla scia di Adolf Hitler 

    Grandi polemiche in Europa per il post del

    leader del partito austriaco di Destra,

    Heinz-Christian Strache

    Il MES distruggerà la Democrazia in Europa

    L'Analisi di "Qui Europa" e la strada tracciata da Adolf Hitler

    Vienna – Sta facendo molto clamore in Europa la vignetta che Heinz-Christian Strache, leader del partito austriaco di destra Fpo, ha taggato ieri su facebook. L'immagine – inequivobabile e paradossale parodia, ben dipinta, della guerra innescata nel Vecchio Continente dall'Europa dei banksters – presenta un grasso banchiere seduto ad un tavolo ed intento a banchettare  lautamente (con tanto di gemelli a forma di stella di David ai polsi) dinnanzi ad un povero col piatto vuoto. Molti tabloid e quotidiani europei (in Italia lo ha fatto il Corriere) hanno parlato di esplicito richiamo all'iconografia antisemita diffusa nell'Austria nazista e "portata nelle case tedesche da riviste come Der Sturmer". Tale azione ha suscitato l'immediata protesta delle associazioni ebraiche austriache ed europee, dichiaratesi all'unisono indignate per l'accaduto.

      La Replica di Strache  

    Ma altrettanto immediata è stata la replica di Strache che, al fine di sfatare falsi miti e non dar adito a facili e strumentali proteste, ha ribadito che il senso della sua vignetta era esattamente l'opposto di quello percepito dai rappresentanti delle comunità ebraiche. Secondo il meravigliato politico austriaco, infatti, la vignetta non era a favore dell'antisemitismo, ma bensì (come comprensibile , visto il precipitare, giorno dopo giorno, della cosiddetta "Democrazia made in Ue") contro i banchieri che tengono in pugno l'Europa e la loro dittatura mascherata che umilia i popoli europei. Aggiungiamo: sotto una coltre indecorosa e meschina di  una selvaggia  disinformazione.

     La "Dittatura MES" e la distruzione dell'Europa  

    Secondo Heinz-Christian Strache, infatti, l'entrata in vigore del MES (Fondo Salva Stati Permanente) "distruggerà non solo lo Stato, ma anche la Democrazia e la Costituzione". Da parte nostra lo abbiamo più volte sottolineato, denunciando come il MES – una sorta di stato con poteri illimitati all'interno del superstato Ue nascente  – sia una vera e propria dittatura che consentirà all'Ue di ottenere il pieno controllo sugli stati membri, mediante l'esercizio di un potere finanziario ed economico illimitato e profondamente invasivo. Esso potrà chiedere ed ottenere, entro una settimana, tutte le risorse che vorrà dagli stati dell'Euro-gabbia.

     Possibile sospensione dei Diritti Elettorali  

    In caso di mancato rispetto delle condizioni creditorie alle quali i Paesi Piigs (Italia, Grecia, portogallo, Spagna, Irlanda) ed altri – che dovessero aggiungersi alla lista nera –  sarebbero presumibilmente sottoposti, lo stesso MES sensa interferenza alcuna (Meccanismo Europeo di Stabilità – è bene ricordarlo – assunto a creditore privilegiato dei popoli destinatari degli iniqui aiuti ad interesse usuraio)  potrà chiedere la sospensione dei diritti elettorali in quegli stati cui cittadini dovessero manifestarsi morosi o inadempienti. Roba da manicomio criminale insomma!

      Sulla via tracciata da Hitler  

    Dunque l'Europa sembra sulla buona strada che porta alla distruzione della Democrazia. Come riuscì di fare ad Adolf Hitler con la Ermachtigunggesetz: il decreto dei pieni poteri che distrusse e pervertì la Repubblica di Weimar, dando vita al più grande (e non isolato) incubo europeo del Novecento. Siamo avvisati! La storia – insegna Gianbattista Vico – può ripetersi sotto i nostri occhi e mentre noi dormiamo. Nel cuore della notte! Che alba ci aspetterà dunque, se non riusciremo a staccare la spina ai governi dei tecnocrati e dei maggiordomi dei banchieri?

    (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

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    Giovedì, Agosto 2nd/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Eurozona / Vertici Ue / Monti / Hollande / Crisi economica / Bce / Merkell / Germania / Esm / Fondo salva stati permanente / Barack Obama / Palazzo Chigi / Democrazia / Radio Uno / Eurozona / Austerità / Mario Draghi / scudo anti- […]

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    Domenica, Luglio 5th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / […]

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

    Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

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    Lunedì, Luglio 23th/ 2012 – L'Editoriale, di Vincenzo Folino –  Ue / Eurozona / Agenzie di rating / reazioni della Politica / Commissione europea / Pierluigi Bersani / Mummie / Ibernati / Declassamenti impropri / Bacon / Conoscenza è potere / Silvio Berlusconi  / Morti viventi  Fiction-Italia – Il ritorno dei "Morti Viventi" Trailer ufficiale […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    MES – The End

    MES – The End

    Giovedì 28th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Mes / Fondo Salva Stati / Italia / crisi / disinformazione / economia / debito pubblico / Bce / Trattato di Lisbona / Luglio 2012 / Congresso direttivo del Fondo / capitale sociale / morte del welfare / dittatura  […]

    Vertice Ue verso Accentramento Bancario e Fiscale

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    Mercoledì 27 th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta – Bruxelles / Unione Europea / Barroso / Merkell / Germania / dittatura / crisi economica / Unione economica e monetaria europea / Consiglio Europeo 28-29 Giugno / crescita / controllo centralistico / Ufficio del Tesoro Europeo / 27 Paesi dell'Unione Europea / Vecchio continente […]

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    Lunedì, Giugno 11th / 2012 – L'Editoriale del lunedì, di Sergio Basile – Banche e Finanza / Italia / Eurozona / Caste partitiche / Disinformazione di tv e giornali amici / Partiti di maggioranza / Governo Monti / Padroni del mondo / Dismissione del patrominio statale / Tentacoli onnipresenti / L'arma della democrazia / Loggia […]

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  • Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Venerdì, Giugno 15th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore /  Voto in Grecia /Ritorno alla dracma / Possibili scenari per l'Euro / Fondo Salva Stati / Speculazione internazionale / Disoccupazione / Indicatori economici europei pessimi / Cieca politica europeista / Bollettino mensile Bce / Mario Draghi Two Pack / Fondo di riscatto del Debito / Giorgio Napolitano / Fondo perla crescita / Bocciatura della Golden Rule / Bei / Banca Europea degli Investimenti / Cittadini europei consapevoli e stufi / Strasbismo di Monti e Napolitano / G20 / Eurovertice di fine giugno 

    Eurozona – Le prospettive del voto greco

    e lo strasbismo di Monti, Hollande

    e Napolitano

    Grecia al voto: Possibile ritorno alla Dracma e vittoria

    della sinistra radicale

    I ciechi moniti pro-euro di Schulz, Merkel e Napolitano 

    Il Bollettino Bce: malissimo tutti gli indicatori economici

    Eurozona – Prospettive e Strasbismo di un Europeismo Cieco

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Atene, Berlino, Parigi, Bruxelles – Mentre oggi alla Camera si vota sul cosiddetto "Decreto sviluppo" e sui "tagli ai ministeri", ieri nella Città Eterna è stato il giorno del mini-vertice europeo tra Mario Monti e Francoise Hollande, completamente incentrato e proteso a mantenere in vita un malato terminale chiamato euro, mentre la Grecia si prepara al voto che potrebbe sancire l'addio all'Eurozona. Parigi-Roma, dunque, inaugurano un nuovo asse pro-euro, con la benedizione di Re Giorgio Napolitano, invitato – tra l'altro – dal Presidente Hollande per fine anno all'Eliseo. Ma la parola decisiva sarà espressa nell'imminente vertice del Consiglio europeo di fine Giugno (28), ferma restando la non secondaria tappa che aspetta i leader europei e mondiali al prossimo G20 in programma in Messico. Tra i più entusiasti, ieri, dopo i tifosi italiani che al gol di Pirlo hanno praticamente fatto prendere un colpo al cuore al povero Monti, proprio nel bel mezzo del suo discorso di benvenuto all'amico Hollande – forse timoroso per un principio di rivoluzione a Palazzo Chigi – proprio Re Napolitano I, che ha commentato positivamente l'incontro franco-italiano, parlando di "occasione per la crescita e l'equità per l'intera Eurozona". Ma a ben vedere le parole di Napolitano erano intrise di un cieco europeismo strabico. 

     Giorgio Napolitano: come sempre fuori luogo!  

    D'altra parte non poteva essere alrimenti, per l'uomo grazie al quale l'Italia ha dovuto sorbire da Dicembre ad oggi la "dietetica cura Monti": e questo pur non essendo "grassa", ma anzi con qualche chilo in meno! Secondo Napolitano, infatti, questa "benedetta crescita" passerebbe per Two Pack e Fiscal Compact: ovvero per l'accentramento europeo di disciplina fiscale, pareggio ed unione di bilancio. Bella novità! E per fugare tutti i dubi e le incertezze, il caro "Re Giorgio Nazionale" ha messo in guardia la patria dai "pericoli del nazionalismo" – cioè dalla voglia esagerata dei popoli di abbandonare l'euro della discordia e della speculazione per far ritorno alle proprie valute nazionali: dracma, peseta, lira e via dicendo – che per Napolitano sarebbero "sempre in agguato". ma per adesso "l'agguato" è quello che l'Europa ha teso agli Europei. Ed a dirlo non sono i soliti antieuropeisti noiosi, ma addirittura un altro Re di quest'Europa allo sbando: nientepopodimenoché Mario Draghi, che dal bollettino mensile Bce, sull'economia dell'Eurozona reso noto nelle scorse ore, ha evidenziato come nel regno di sua maestà l'euro tutti gli indicatori economici vanno malissimo e la recessione ha ormai assunto proporzioni da codice rosso. Altro che nazionalismi, dunque,  caro Napolitano! Qui va a fondo la baracca con tutti i burattini: dipende ovviamente di quali burattini parliamo! 

     Le Misure concordate da Monti e Hollande  

    Tra le misure concordate tra Monti e Hollande – oltre agli eurobond' (vedi nota in basso) ed al già ammesso" Two Pack' (vedi nota in basso) – si è trovata un'intesa "facile" sul "Fondo Riscatto debito" e sul cosiddetto (che fantasia!) "Fondo per la Crescita". Il primo consiste nel sistema di conferire al Fondo Europeo di redenzione (European Redemption Found) la parte di "debito sovrano" (di debito fatto dai sottoscrittori per l'acquisto di titoli italiani e degli altri paesi Piigs) eccedente al 60% del rapporto Debito/Pil dei Paesi non sotto assistenza. Un qualcosa pari a 2.300 miliardi di euro, per capirci; La seconda misura concordata dalla copia italo-francese (Fondo per la Crescita) consiste nella creazione di un fondo tramite lo smobilizzo dell'1% del Pil europeo (cioè della ricchezza economica nazionale degli stati Ue) per ogni anno e per dieci anni. Tale smobilizzo sarà messo a disposizione (tanto per cambiare musica) di una banca: la BEI. La Banca Europea per gli Investimenti potrà infatti utilizzare il capitale smobilizzato (sottoforma di obbligazioni a progetto) per investimenti in infrastrutture. Permettete in merito 2 brevissime considerazioni:1) alla fine è sempre una banca – e posta nelle mani della stessa tecnocrazia europea che ha provocato con indifferenza o  premeditazione quresto eurodisastro) a gestire la ricchezza degli stati; 2) gestire obbligazioni per destinarle ad investimenti, in parole povere vuol dire creare nuovo debito da gettare sulle spalle degli europei, e d'altra parte togliere agli stati la capacità e la facoltà di investire per la propria economia (mandando al diavolo ogni politica di intervento kyenesiano per lo sviluppo) e regalare l'opportunità di creare le "cosiddette infrastrutture" (come magari la Tav della discordia) a ricchi speculatori privati che satellitano tra Bruxelles, Strasburgo, Berlino e Francoforte. Inoltre gli stati (accantonata la Golden Rule che addirittura mirava a considerare debito pubblico tutte le quote di fondi gestite dall'Europa) dovranno dettagliare le suddette spese per investimento che però gestirà l'eurocrazia, estromettendo gli stati, e pertanto i cittadini che non potranno mettere il becco su tali questioni, ma dovranno solo accollarsi il "peso" del debito. Complimenti per la genialata! 

     Il Default "controllato" degli stati e il "tiepido monito" di Schulz da Agorà 

    Secondo le ultime direttive concordate da Monti ed Hollande, nella giornata di ieri a Roma, inoltre i Paesi a rischio saranno assoggettati ad un vero e proprio commissariamento (come ai tempi della Russia di Stalin), chiamato col curioso nome di "tutela giuridica Ue". Gli interessi sui prestiti saranno "congelati" ed i crediti dovranno essere per statuto comunicati entro 2 mesi, se no si considereranno estinti. La pillola è stata ben indorata, ma la sostanza resta drammatica: si continuano a prendere misure "minori", "secondarie" quanto deleterie, anzichè bloccare la speculazione bancaria (ipotesi suggerita ieri – in diretta telefonica alla trasmissione Rai Agorà – dal presidente dell'Europarlamento Martin Schulz, poi contraddittoriamente – però – tornato a lodare le politiche recessive di Monti dimostrando una coerenza pari a zero. Non si fa nulla, in pratica, per  evitare di far speculare le banche sullo spread (cioè sui differenziali d'inetresse dei Paesi declassati dalle agenzie di rating, rispetto alla Germania)  ed evitando che le banche stesse rivendano al tasso (da usura) del 6% il danaro ricevuto in "regalo" dalla Bce (Mario Draghi) al modico tasso dell'1%, . 

     La minaccia – Dalla Gabbia dell'Eurozona è praticamente  vietato uscite: lo dicono i Trattati  

    Il Presidente del Parlamento europeo ha poi intimato il popolo greco – quasi come se esso fosse costretto in eterno in una gabbia sempre più asfissiante ed inviolabile – che uscire dall'euro (in vista dell'imminente voto per decidere su un eventuale ritorno alla dracma, sponsorizzato in tutte lre salse dalla sinistra radicale) è un'ipotesi impensabile. Secondo Schulz infatti "Non è ammesso uscire dall'Euro senza uscire dall'Ue (come dicevamo è dunque una prigione bella e buona!) e l'uscita dell'Ue è proibitiva e non conveniente per gli stati, secondo quanto previsto dallo stesso Trattato di Lisbona". Ma vorremmo ricordare al carissimo e contraddittorio Schulz che il Trattato di Lisbona resta pru sempre una mezza fregatura propinata ai popoli europei: infatti esso s'innalza a "costituzione" ma in realtà è un aborto di costituzione, un surrogato votato durante l'estate di qualche anno fa da un gruppo di leader europei, e dopo le cocenti bocciature dei referendum sulla nascta di una "Costituzione Europea" intervenute in paesi come Olanda, Francia e Irlanda. A testimonianza del fatto che i popoli credono poco in questo progetto di accentramento che facendo leva sull'instabilità cronica della moneta comune (o euro-disastro) vorrebbe propinarci quale risoluzione a questa crisi indotta dell'Eurozona un ancor più truce e deleterio accentramento di tutti i poteri statali nelle mani di un unico grande stato. Gli "antostorici" Stati Uniti d'Europa dominati da eurocrati non eletti ma chiamati per virtù sconosciute, quali Barroso, i suoi "super-commissari" e lo stesso capo del Consiglio Ue, lo "sconosciuto" signor Herman Van Rompuy, con personaggi come Monti a far da spendida cornice a tutto ciò.

     L'eco della Merkel da Berlino 

     Dal canto suo, Angela Merkel, malgrado le critiche piovute dalla stampa nazionale, dice più o meno le stesse cose di Monti e Hollande: non poteva essere razionalmente diverso. Il panzer tedesco, infatti, nella giornata di ieri – dal Parlamento tedesco – in occasione della presentazione del prossimo G20 che si terrà – come detto – in Messico, ha ribadito il concetto secondo il quale la cosiddetta crescita (che stando alle condizioni attuali è un qualcosa di impossibile ed è frutto di puro becero propagandismo populista) non può che andare di pari passo con il rigore di bilancio. Cioè ha detto in pratica – leggendo tra le righe – che (così come ribadito da Mario Monti) lo stato deve farsi da parte nello sviluppo dell'Europa, mentre i privati devono prendere il sopravvento: cioè la speculazione deve trionfare ed allargarsi a macchia d'olio, ed all'ennesima potenza.

     Cittadini stufi dell'effetto euro  

    Ma tornando ad analizzare il nodo di quest'Eurozona da quarto mondo, l'euro, dobbiamo ammettere con onestà intellettuasle che finora a ben vedere tutte le mosse dell'Ue sono state fallimenateri. Perchè dunque i cittadini dell'Unione dovrebbero continuare a fidarsi dell'Europa difesa a spada tratta da Monti, Napolitano, Merkel, Hollande, Schulz e dall'eurocasta che ne loda le distruttive gesta? Perchè continuare a dissanguare i popoli con inutili tasse che finiscono puntualmente nelle tasche dei banchieri e dei lobbisti. Finora 18 Eurosummit non sono valsi a nulla. Né tantomeno, stando alle anticipazioni rese note ieri, cambierà nulla nel prossimo vertice Ue del 28 Giugno. Ed i Greci lo sanno bene. Quasi 500 miliardi di euro sono stati spesi finora per arricchire gli speculatori  e gli acquirenti del debito ellenico. perchè dunque continuare a fidarsi delle ricette per mantenere in vita un euro-mostro a suon di nuovi debiti (MES, Project Bond, Eurobond) ed opportunità per lobbisti ultramiliardari vicini alla casta europea? La verità che Monti e Napolitano fanno finta di non comprendere ciò che invece i Greci, come gli Italiani e gli altri cittadini europei hanno compreso benissimo. I cittadini sono ormai arci stufi di queste politiche pro-eurozona e pro-euro: politiche che puntualmente si ripercuotono rovinosamente sulle spalle delle famiglie europee attarvero tasse, imposte, sacrifici rigoristi, nuovi debiti mascherati dall'ingegneria finanziaria (eurobond). E tutto ciò rispetto ad un "Debito Pubblico" che anziché diminuire (come promesso dal professore di Palazzo Chigi) aumenta ogni giorno a dismisura per la gioia dei banchieri e degli amici dei banchieri. Allora il voto greco potrebbe rappresentare davvero una svolta a questa ondata di euro-bugie.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

      Appendice tecnica – Parole chiave  

     Eurobond  

    Nel contesto della crisi economica dei debiti sovrani (cioè del debito pubblico degli stati europei) dei Paesi Ue rientranti nell'area monetaria dell'euro (17 stati su 27), a partire dalla estate 2011, il termine Eurobond (o Stability bond) è stato utilizzato per indicare l'ipotetica creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi facenti parte dell'Eurozona, da emettersi a cura di un'apposita agenzia Ue, la cui solvibilità sia garantita congiuntamente dagli stessi Paesi dell'eurozona. I detrattori di questi strumenti finanziari lamentano che atraverso gli eurobond non si faccia altro che creare nuovi debiti da immettere nel sistema economico e che in ultima istanza finiranno per pesare sugli stessi cittadini europei, senza risolvere il problema principale della crescita, che è legato allìeccessiva tassazione dovuta per pagare gli interessi bancari della speculazione.

     Two Pack  

    Proposta di conferire alla Commissione europea maggiori poteri decisionali sui bilanci nazionali. Manovra pericolosa in quanto potrebbe rappresentare un passo decisivo verso la creazione di una sorta di superstato con ingerenze sistematiche all'interno dei bilanci degli stati. Si tratta di un provvedimento ambiguo che potrebbe dare un potere enorme alla Commissione Barroso, che resta pur sempre una commissione di membri non eletti democraticamente ma nominati per chiamata diretta. Qui Europa auspica pertanto che non si vada avanti su questa strada.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Teatrino Usa-Ue – Anche “Wall Street” tifa per gli Eurobond

    Teatrino Usa-Ue – Anche “Wall Street” tifa per gli Eurobond

    Martedì, Giugno 5th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Unione europea / Banche e Finanza / Eurozona / Eurobond / Esteri / Presidenza Barroso / Usa / Wall Street Journal / Barack Obama / Manuel Barroso / Germania / Berlino / Francoforte / Bruxelles / New York / Baraccone impresentabile / Falsa panacea degli Eurobond / Obama sta a guardare / Christine Lagarde / Fmi / Fondo Monetario Internazionale / Aiuti / Fondo Salva Stati / Mario Draghi / G20 di Londra del 2009 / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Silvia Laporta  

    Wall Street  tifa per gli Eurobond

    Intanto Obama sta a guardare e consiglia all'Ue  

    di accelerare i tempi 

    Tra teatro e strategie stanno costruendo un

    impresentabile baraccone a loro immagine 

     

     di Silvia Laporta

    Wall Street – Anche i banksters Usa premono per gli Eurobond – Regia Unica

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Eurobond? Falsa panacea! Bisogna staccare la macchina del debito                         

    New York, Berlino, Bruxelles – Il deciso “no” della  Merkel , riguardo l’emissione degli Eurobond, nelle ultime ore, si starebbe trasformando in una “possibilità al dialogo” nel prossimo colloquio dei vertici europei. Ma non è  solo il panzer tedesco; anche il governo, intende per così dire “sforzarsi” per "salvare" (diciamo così) i 27 paesi dalla disgregazione, innescata dal crollo delle economie greche e spagnole. Ci scommette  il Wall Street Journal (il giornale espressione dello strapotere dell'alta finanza internazionale sui comuni mortali) con la convinzione di un’imminente "via libera" della Germania. Con l’emissione di Eurobond – secondo Wall Street –  si arriverebbe alla condivisione dei singoli debiti pubblici nazionali da parte dell’insieme dei paesi dell’Unione, attraverso uno strumento che verrebbe emesso e garantito da Bruxelles e che implica la progressiva cessione di potere in campo fiscale e in quello della spesa pubblica degli Stati. Ma francamente è un qualcosa che non ci convince. E' come rigettare e rinnegare per sempre l'appartenenza ad una cultura, ad una identità, ad uno stato, in cambio di un'incognita (gli eurobond per l'appunto) che potrebbe esplodere da un mese all'altro (mai provata prima e oprattutto posta nelle mani delle banche private ed a vantaggio non degli stati, ma degli investimenti in opere "gestite" dalla speculazione priovata: verso le quali evidentemente i cittadini perderanno ogni forma di controllo diretto, delegando tutto a Francoforte e Bruxelles) quando invece – qualora ci fosse la reale volontà di mettere a tacere la macchina del debito – sappiamo benissimo che per evitare il sovraccarico del sistema economico europeo basterebbe staccare la spina delle "macchine crea debito", rinazionalizzando le banche centrali e ricominciando a stampare euro – o valute nazionali – in casa propria ed a costo zero, anziché gonfiare inutilmente i portafogli dei banksters e della tecnocrazia.

      Eurobond? Pretesto alla nascita di un superstato europeo                                           

    Il “no” della Germania, potrebbe essere interpretato dall’esigenza di maggiore rigore nell’applicazione delle regole. Non è possibile infatti, procedere con l’emissione degli Eurobond se prima non si arrivi ad un’unificazione delle norme in materia fiscale e bancaria e se i vincoli all’aumento della spesa pubblica (come per le pensioni e la sanità) non vengano fatti rispettare in  maniera ferrea. Misure di questo tipo non avrebbero senso in questo momento, non facendo altro che rinviare la data della “resa dei conti”, quando i paesi in crisi non potranno più andare a “salvarsi”, grazie ai fondi europei. Questo sempre secondo la Merkel, e secondo il “progetto” dei grandi europei, che vorrebbero unificare tutti i Paesi membri in un unico continente a discapito della nostra cultura e i nostri tratti identificativi, e a favore delle proprie tasche. Ragionamento accompagnato anche dalla volontà, ormai esplicitamente economica, di mantenere Grecia e Spagna all’interno dell’Eurozona; volontà chiaramente incentrata ad evitare di perdere i crediti delle Banche Tedesche nei riguardi di questi paesi in crisi, che qualora lasciassero la moneta unica, si trasformerebbe in debiti di “carta straccia”. Ma le volpi si guardano bene dal dichiarare i loro veri scopi sui giornali di "prima fascia" e sulle tv ammiraglie. Lì evidentemente la propaganda assume un sapore molto più celato e subdolo, tendente a non far comprendere il reale evolversi dei fatti.

      Un copione perfetto – Ma Angela per il momento attende                                            

    Appaiono inutili – a quanto pare – i tentavi di Draghi, Barroso, Juncker e Van Rompuy, di convincere la collega Merkel a dire “si” all’emissione degli Eurobond, in quanto è proprio da che Berlino dovrebbe sopraggiungere l’aiuto monetario più consistente. Pur essendo parte integrante dell'eurocasta la Merkel si oppone – per il momento – o finge di farlo, a questo piano avviato con la collaborazione degli stessi deputati  dell'Europarlamento, in un trionfo di retorica e propaganda degna dei "copioni" simili seguiti secondo un disegno ben preciso, dall'unificazione dell'Italia ad oggi.

      Il teatrino europeo e l'occasione "mancata" di Obama                                                    

    Negli Stati Uniti, intanto, gli strateghi di  Obama, identificano nell’acuirsi della crisi europea, uno dei fattori che potrebbero compromettere la rielezione del presidente nelle prossime elezioni di Novembre. Vi sono state due “occasioni mancate” da parte di Obama, che avrebbero garantito all’inquilino di Pennsylvania Avenue, una leadership morale, nel palcoscenico europeo. Nel negoziato per rimpinguare le tasse del Fondo Monetario Internazionale – del falco Christine Lagarde – l’amministrazione Obama, si è sempre tenuta in una posizione neutrale, per non avere ripercussioni elettorali. L’eccessiva diplomazia dell’Amministrazione, ha impedito una negoziazione eccellente. Uno dei maggiori azionisti, infatti, precisamente il governatore della Banca Centrale di Pekino, Zhou Xiaochuan, probabilmente non sprecherà un contributo maggiore di 30 miliardi di dollari, contro la richiesta pervenutagli dal vertice dell’Fmi, maggiore di 3 terzi! Gli Usa si trovano quindi in una posizione di “spettatori” in questo teatrino di politica europea.

      Obama: una seconda occasione "mancata"                                                                         

    Inoltre, un’altra occasione mancata, risale al G20 di Londra del 2009. Fra le varie misure anti-crisi, si decise, durante questo vertice, di  raccomandare all’Fmi 250 miliardi di dollari, a beneficio di molti paesi "lenti", al fine di "arginare" il contatto con la crisi economica internazionale. Se gli Stati Uniti, avessero intrapreso un’analoga iniziativa, avrebbe allentato il vincolo di bilancio di molti paesi rafforzando il Fondo Salva Stati e beneficiando anch’essi, in quanto azionisti, di diversi benefici. Ma ciò è quello che sostengono i falchi di Wall Street. Infatti sappiamo bene che ogni qual volta che l'Fmi o il Mes (Fondo Salva Stati) si mettono in azione (sarebbe il caso di dire "minacciano" azioni di aiuti) il paese beneficiario di tali "aiuti" finisce sistematicamente con le gambe all'aria. Non è una ipotesi! E' pura matematica! E' un qualcosa di scientifico, purtroppo.

      Un "impresentabile baraccone" da smontare                                                                      

    Il commento della Commissione Europea, riguardo tutta la situazione, stempera i toni, stigmatizzando alcune “notizie di stampa”, che servirebbero solo a accendere i dissensi.  Si dice inoltre contraria, a ogni “ipotesi di complotto”, eventualmente attribuita a Barroso , Juncker, Draghi e  Van Rompuy che starebbero lavorando solo in favore dell’Unione Economica e monetaria per arrivare ad un governo comune dell’economia. Peccato che è proprio questo il problema! Forse non sarebbe il caso di affidare le sorti della nostra economia nelle mani di magnati bancari, e trasformare l’Europa in una dittatura fondata sulle banche! Che Dio ci aiuti, nell'attesa che gli europei dalle urne inizino ad aiutarsi per proprio conto, mandando a casa i tecnocrati ed i partiti che sostengono questo "impresentabile baraccone".

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Dublino – Stasera l’esito del voto anti-austerity ed anti-eurocasta

    Dublino – Stasera l’esito del voto anti-austerity ed anti-eurocasta

    Venerdì, Giugno 1st / 2012

    – di Silvia Laporta – 

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    Gli Irlandesi vogliono “cavarsela da soli” 

    Bassa affluenza al referendum, stasera l'esito!

    Dublino – Stasera l’esito del voto anti-austerity ed anti-eurocasta

    Dublino –  Tensioni politiche e aspettative differenti a proposito del referendum (Anti-Troika) sul Fiscal Compact che, nel suo primo giorno, si è chiuso ieri sera alle 22 (le 23 in Italia).  Al seggio, situato nel complesso che accoglie il Dipartimento dell’Istruzione, a  Malborought Street, solo il 50% degli Irlandesi si sono recati a votare a favore o contro  la modifica costituzionale tesa a rendere vincolante il pareggio di bilancio pubblico: istituzionalizzato dal "Fiscal Compact". Un interesse “relativo” abbinato all’importanza “relativa” dello stesso Referendum: basta infatti che i 12 Paesi su 25 firmatari, (finora sono 5), ratifichino il Trattato perché questo entri in vigore, quindi il voto irlandese non può bloccarlo. Ma un eventuale “no” si colorerebbe di sensibili e vivaci sfumature politiche. Questo referendum è stato fatto soprattutto per riflettere l’opinione pubblica dell’Irlanda sulla dissennata strategia che i governi  sotto la spinata della tecnocrazia dominante si sono dati per affrontare la crisi del debito. Qualora vincessero i si, la cancelliera  tedesca Merkel potrà dire di aver portato a casa un piccolo successo. L’idea del Fiscal Compact, e dei suoi “meccanismi automatici” di riduzione del deficit, con contestuale annientamento di importanti armi statali di sviluppo, quali tra tutte il deficit spending (vedi articoli precedenti nel motore di ricerca di Qui Europa) è tutta made in Germany, ma anche – evidentemente – made in Italy, o meglio made in Bocconi! Qualora l’esito fosse un “no”, salterebbe chiaro agli occhi, come le misure di austerity promosse dalla cancelliera, non siano poi cosi “benviste”o “utili” per la  popolazione. Tra i sostenitori della politica anti-austerity dell'eurocasta, anche Sinn Fèin, l’ex braccio politico dell’Iraq.

      Un secco "No" alla trappola dell'Austerity e a "Debtocracy"  

    Dall’altro lato, la paura  di molti Irlandesi è quella di dover occupare una posizione ai margini dell’Europa. A seguito di un “no”, infatti, non  potrebbero  più contare – stando all'euro-ricatto lanciato a mò di minaccia  da Bruxelles – sui finanziamenti a basso costo dell’Esm (Fondo Salva Stati) ma solo sulle proprie forze. Ciò diventa preoccupante per i cittadini in un momento di estrema crisi economica, in cui per far fronte al crack bancario , l’Irlanda,  è sotto programma Ue-Fmi, in cambio di un prestito di 67,5 miliardi. Ma alla fine è senz'altro la scelta giusta: dire no a "Debtocracy" ed ai suoi servi tecnocratici.

      Irlanda – Un nobile monito per tutti gli Europei? Forse si!  

    Comunque vada, la popolazione sa di star andando incontro a un periodo di crisi e povertà in cui toccherà “stringere i denti” per poter andare avanti e risollevare la situazione. Nonostante i pareri discordanti divisi tra gli euro-scettici – una maggioranza decisa a voler abbandonare le misure di austerity – e gli europeisti – in minoranza – che evidenziano, al contrario, il bisogno e la stretta dipendenza dall’Unione dei tecnocrati e dei suoi finanziamenti, bisognerà aspettare questa sera per conoscere l’esito. Un esito che, ricordiamo, non sarà estremamente vincolante a livello decisionale ma esprimerà solo l’idea politica del Paese. Alle decisioni ci pensa la Merkell, purtroppo! Ma ancora non è detto. Intanto l'Europa della Democrazia sembra voler alzare la testa e riprendersi la propria sovranità.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Europarlamento – Barroso, Junker e Draghi, “sorvegliati speciali”

    Europarlamento – Barroso, Junker e Draghi, “sorvegliati speciali”

    Lunedì, Aprile 16th/ 2012

    – di sergio Basile – 

    Parlamento europeo / Crisi ue / Dibattito pubblico / Commissione europea / Barroso / Bce / Draghi / Eurogruppo / Junker / Limiti della tecnocrazia europea / Crisi economica / recessione / Austerity / Fiscal compact / Crescita / Recessione / Politiche iperliberiste / Multinazionali / Agenzie di rating / Sprtead / Tobin Tax / Trattato di Lisbona / Deficit Spending / Difesa della vita / Horizon 2020 / Manipolazione sui feti / Fondo Salva Stati / Politiche Bce 

    Europarlamento – Barroso, Junker e Draghi,

    "sorvegliati speciali"

    Mercoledì rovente all'Europarlamento:

    Junker e draghi declinano l'invito

    Tutti i limiti della tecnocrazia Ue

    Bruxelles  –  Ormai non vi sono dubbi: anche nella capitale istituzionale dell’Unione europea l’ombra della crisi mette paura e pone in discussione l’operato dei vertici della stessa Commissione di Barroso & C. Allora accade che anche all’Europarlamento, che circa due mesi orsono plaudiva in maggioranza un Mario Monti fresco di accordi sul “fiscal compact” e sulle “misure di austerity”, Mercoledì prossimo si affronterà il tema della crisi. Osservato speciale sarà proprio lui, il “supercommissario”Josè Manuel Barroso, trepidante e preoccupato per un pubblico dibattito che coinvolgerà in un regime di interrogazioni aperte tutti gli eurodeputati dei 27 Paesi Ue. Secondo una parte dell’Euroassemblea – ne sono un esempio gli indipendentisti dell’Ukip di Nigel Farage – l’esecutivo Ue non starebbe compiendo il proprio dovere al fine di fronteggiare in maniera idonea ed adeguata una crisi economica di dimensioni ciclopiche, anzi apocalittiche per milioni di europei. Anzi, starebbe remando addirittura contro.

      Sei milioni di nuovi licenziamenti   

    Solo negli ultimi mesi sei milioni di cittadini del Vecchio continente – solo per fare qualche esempio – hanno perso in tronco il lavoro. Una crisi, dati alla mano, esplosa proprio sul campo delle tanto osannate misure correttive “lacrime e sangue”, incentrate totalmente sull’austerity cara ad Angela Merkel ed al professor Mario Monti. La crescita, invece, rimane un tabù. Ma ogni economista serio non potrebbe non riconoscere l’enorme gap causato ed inflitto al sistema economico europeo, nel suo complesso, dall’abolizione del deficit spending da parte del Consiglio Ue, avallato dalla stessa Commissione Barroso e benedetto dal Presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy. Insomma lo Stato non potrà essere più – per statuto – il protagonista della vita economica imprenditoriale degli stati sovrani, o di quel che ne resta.

      I limiti della "Commissione  Barroso"  

    Altre pesanti critiche che potremmo muovere a Barroso, al di là del deficit spending, sono poi legate ad almeno altri 4 delicati punti quali: lo strapotere incontrastato delle agenzie di rating (all’origine dei capricci dello spread) mai poste in posizione di subalternanza rispetto agli stati sovrani, lasciati in balia dello spread e dei mercati; il Mes (Fondo Salva Stati permanente) che costringerebbe gli stati a fluttuare in un continuo regime di dipendenza finanziaria che si autoalimenta (anche grazie alla debolezza di un inconsistente euro); Il mancato decollo della famosa “Tobin tax” (la tassa destinata a colpire le transazioni finanziarie) e l’incapacità di addivenire a provvidenziali modifiche dal Trattato di Lisbona, specie per ciò che attiene il discusso Art.123: ovvero quello che autorizza gli stati a rifinanziarsi presso i mercati internazionali a tassi di interesse pazzeschi. E questo, solo per citare alcuni punti caldi tirati in ballo dall’avvio della tanto odiata crisi.

      Politiche iperliberiste e mancata difesa della vita  

    Altri eurodeputati puntano invece il dito sulle politiche iperliberiste dell’esecutivo di Bruxelles, incapaci di tutelare le PMI e le imprese manifatturiere, a vantaggio della difesa dei profitti delle multinazionali. Altri ancora indicano invece tra i mali maggiori la mancata difesa della vita umana a partire dal concepimento, con l’implementazione ed il finanziamento di progetti e ricerche incentrate sulla manipolazione dei feti umani. Vedi Programma Horizon 2020.

      Altri osservati speciali: Junker e Draghi  

    Ma, accanto a Barroso, invitati e “sorvegliati speciali” al centro dell’infuocato dibattito, presso l’emiciclo, saranno anche i responsabili dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, e della Bce, Mario Draghi. Ma secondo le ultime indiscrezioni trapelate a Bruxelles, sia Junker che Draghi avrebbero già prontamente declinato l’ingombrante invito, poiché – a quanto pare – già impegnati altrove. Cosa che se accertata potrebbe essere letta come una sorta di tacito mea culpa. Perché infatti non presentarsi presso l’Europarlamento e confrontarsi con i deputati eletti direttamente dagli Europei ed al limite approfittare dell’occasione per chiarire una volta per tutte nodi cruciali delle politiche fiscali e monetarie dell’UE? E vero che ultimamente agli “eletti” si preferiscono i “nominati”, ma fino a prova contraria il Parlamento, con tutti i suoi limiti ed i suoi errori,  è stato ed è tutt’oggi il luogo migliore per affrontare confronti seri e trasparenti, magari davanti ad una telecamera, e magari in diretta tv. Sempre meglio che decidere in nascosti esclusivi club! Non trovate?

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)