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    Marchionne: la scomparsa di un uomo, la permanenza di un sistema

    Mercoledì, 25 giugno / 2018

    – di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano 

     Redazione Quieuropa,  Matteo Mazzariol, Distributismo,  Sergio Marchionne, Fiat,  Finanza 

    Marchionne: la scomparsa di un uomo, la

    permanenza di un sistema

    Breve storia della FIAT e di un sistema perverso che

    incentiva la società servile

     

    di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano

    MARCHIONNE/FIAT

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Storia del "Modello FIAT"                                       

    Torino – di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano Sergio Marchionne, l’amministratore delegato di FCA, ex FIAT, è vivo ma le sue condizioni, a quanto risulta dai bollettini medici, sono molto gravi ed irreversibili, tanto da escludere al 100% la possibilità di un suo ritorno. I giornali e gli opinionisti si stanno sbizzarrendo in questo momento in un pot-pourri di esternazioni e giudizi sull’uomo e la sua opera, cosa che non intendiamo fare. Ciò che vogliamo invece fare sono alcune considerazioni generali di fondo sul ruolo delle grandi industrie nel sistema economico-sociale contemporaneo, con particolare riferimento alla FIAT. La storia della FIAT rappresenta infatti la versione italiana di un fenomeno mondiale: il rapporto tra grandi aziende o multinazionali da una parte e Stato, lavoratori e cittadini dall’altra. Il modello è molto semplice e si può condensare in una frase già nota a tutti:

                           privatizzazione degli utili e socializzazione delle perdite.

    La FIAT non nasce infatti con la famiglia Agnelli ma dall’ingegno di un meccanico cuneense che costruiva velocipedi, tale Giovanni Battista Ceirano (foto piccola in alto a destra), che l’11 luglio 1899 a Torino riuscì a radunare intorno alla sua iniziativa un gruppo di una decina di persone, tra nobili, aristocratici ed imprenditori, che, grazie all’aiuto finanziario del conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, fondarono la Società Anonima Fabbrica di Italiana di Automobili – Torino (F.I.A.T).

     Fiat, Ford e Alfa Romeo: un pò di storia                 

    Lo stesso Ceirano fu subito estromesso per questioni di rango e di risorse ed al suo posto fu chiamato un imprenditore agricolo non nobile ma con grande disponibilità di denaro: Giovanni Agnelli senior (prima foto grande da sinistra).

                                                  Negli anni successivi Giovanni Agnelli senior

                                 riuscì progressivamente ad estromettere ogni concorrente

                                                  nella gestione della nascente impresa, con

                     azioni spregiudicate che richiamarono anche l’attenzione della magistratura.

                  Le accuse di aggiotaggio e truffa ed alcune morti di competitori più che sospette

                                 portano nel 1911 ad un processo e solo la forte pressione

                     del massone Vittorio Emanuele Orlando, allora ministro di Grazia e Giustizia,

                               riuscì ad evitare il peggio per il fondatore della dinastia Agnelli.

    Eliminata la concorrenza degli altri pretendenti al controllo della FIAT, gli Agnelli si concentrarono anche nell’acquisire il consenso, acquistando nel 1926 il giornale la Stampa di Torino, dalle cui pagine in precedenza erano partiti i principali

                             attacchi contro i comportamenti poco trasparenti della famiglia.

    Si dimostrarono inoltre abili diplomatici nell’intessere rapporti con il potere politico e sposarono per interesse la causa fascista.

                      Fu proprio Giovanni Agnelli senior a fare enormi pressioni su Mussolini

                                per eliminare la temibile concorrenza americana della FORD,

                                       che riusciva a pagare quattro volte tanto gli operai

                                  ed a produrre automobili di buona qualità a minor costo.

    La FIAT sopravvisse quindi a tale concorrenza solo perché il regime stabilì fortissimi dazi sulle importazioni di automobili dall’estero ed alla fine impose la chiusura delle fabbriche FORD in Italia. Continuando sulla strada della collusione con il potere politico, Giovanni Agnelli senior si oppose fortemente al rilancio delle infrastrutture ferroviarie e spinse per la costruzione, con soldi pubblici, dei grandi assi autostradali: nel 1932 fu così inaugurata la Torino-Milano. Di più: lo stesso Giovanni Agnelli senior riuscì ad ottenere i favori del fascismo, chiamando tra l’altro la sua vettura popolare Balilla (foto in basso a destra), come il nome di un grado della gioventù fascista, ma richiese ed ottenne in cambio la concessione di una massiccia agevolazione fiscale, senza la quale non sarebbe stato in grado di produrre tale autovettura. Rimaneva l’ultimo grande problema della concorrenza interna: l’Alfa Romeo, frutto dell’ingegno dell’ingegnere napoletano Romeo, sfornava veicoli altamente competitivi e molto apprezzati sul mercato nazionale ed internazionale, ma non era riuscita, a differenza della FIAT, a godere di altrettanti privilegi da parte del governo. Quando sopravvenne la crisi del ’29 e dovette fare fronte agli ingenti debiti causati dal crollo dei fatturati, l’Alfa Romeo fu rilevata dall’IRI e divenne pubblica.

     Cambi di casacca e avvicendamenti di leadership 

    La crisi del regime segnò il passaggio di casacca da parte della famiglia Agnelli, che incominciò ad intessere rapporti con gli americani ed i partigiani. Alla fine della guerra, cambiati gli scenari politici, Giovanni Agnelli junior partecipò nel 1952 alla fondazione del Gruppo Bilderberg, avviando un fruttuoso rapporto di collaborazione, fatto anche di parentele familiari, con vari gruppi finanziari internazionali, tra cui la famiglia Rothschild ed Elkann. Continuando su questa linea, si arrivò al 2004, anno in cui, dopo alterne vicende, la FIAT si ritrovò in una condizione pre-fallimentare e Sergio Marchionne, divenuto amministratore delegato, iniziò un’intensa attività volta a "salvarne i capitali", internazionalizzando ulteriormente l’azienda fondendosi con Chrysler, trasferendone le sedi legali a Londra ed ad Amsterdam ed operando una serie di azioni discutibili (molto discutibili – Ndr) dal punto di vista sindacale-lavorativo. Nel 2014 la FIAT si trasforma quindi in FCA (Fiat-Chrysler Automobile) (1).

    (1) Cfr.: Storia (poco narrata) degli Agnelli

    MARCHIONNE/FIAT

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Inconsistenza teorica del capitalismo                   

    I proprietari di maggioranza di FCA rimangono comunque i membri della famiglia Agnelli, ormai parte di un’estesa rete di famiglie di super-ricchi, la maggior parte delle quali imparentate tra di loro.  Gli Agnelli posseggono il 30.7% delle azioni della FCA tramite la compagnia Exor, con sede legale in Olanda. Sono loro che hanno eletto ed eleggono gli amministratori delegati, i vari Romiti, Morchio, Marchionne, sono loro che detengono la carica della presidenza e la maggioranza del consiglio di amministrazione. Sono loro, in una parola, che detengono il potere di decidere. Questo breve, sintetico e per forza di cose incompleto quadretto storico, che si riferisce alla nostra piccola Italia ma che potrebbe essere esteso ai grandi paesi in cui si è sviluppato il capitalismo, è comunque sufficiente a far chiarezza sulla

                         totale inconsistenza teorica e pratica del capitalismo stesso,

                       che si basa sul presupposto che la mano invisibile del mercato

             sia la precondizione sufficiente e necessaria per raggiungere il benessere

                                                        e la prosperità economica.

    Come abbiamo visto invece, la mano invisibile del mercato consente solo ai più furbi, ai più scaltri, ai più ammanigliati con lo Stato e con il potere politico (e le varie consorterie massoniche – Ndr) di imporsi sugli altri e sulle loro competenze reali, accumulando ricchezze enormi sfruttando il lavoro e le capacità produttive dei lavoratori. La FIAT sarebbe già scomparsa più volte nel corso della sua relativamente breve vita, circa 119 anni, se non ci fosse stato in numerose circostanze l’intervento statale a salvarla o tutelarla.

     Visione perversa e distorta del mondo lavorativo 

    Lo stesso vale per la maggior parte delle grandi aziende e multinazionali in giro per il mondo: senza l’intervento statale o l’utilizzo di escamotage contabili, finanziari e fiscali che rappresentano una vera e propria concorrenza sleale nei confronti delle tante piccole imprese che non possono goderne, queste grandi imprese sarebbero destinate al tracollo, incapaci come sono, per la loro mole, di adattarsi agevolmente ai cambiamenti del mercato e delle condizioni economiche. Né vale il ragionamento che sia buono e giusto salvare tale grandi aziende perché da esse dipende il destino lavorativo di milioni di persone. Tale ragionamento infatti sottende una visione distorta e perversa del mondo lavorativo, secondo cui chi lavora è per necessità sempre e comunque “dipendente” da qualcun altro che fornisce il capitale per poter esercitare la propria azione produttiva,

                                  una visione che da cioè per scontato ed ineluttabile

    la separazione tra capitale e lavoro e tutte le nefaste conseguenze che da esse derivano,

                                  tra cui la perdita sostanziale della libertà d’iniziativa,

                                            la limitazione della creatività individuale,

                    la perdita del diritto a godere pienamente dei frutti del proprio lavoro,

                   tutte caratteristiche che distinguono il lavoro umano da quello servile.

    Dalla FIAT non dipende il destino di migliori di lavoratori ma il profitto che una minoranza di persone, molto spesso incapaci e poco preparate, traggono dal lavoro di centinaia di migliaia di uomini. Non è equo e giusto che le capacità lavorative di tutti gli operai, i tecnici, i professionisti che nel corso di diverse generazioni, trasferendosi spesso da città e paesi lontani, hanno dedicato la loro intera attività lavorativa alla FIAT siano andate a riempire le casse di un pugno ristretto di oligarchi, lasciando spossessati, privi della proprietà dei mezzi di produzione ed esposti ad una precarietà continua la massa dei lavoratori stessi.

     Ragionevolezza del bene comune                                

    Qual è dunque la soluzione? Il Distributismo non ha dubbi. Si tratta di tornare alla ragionevolezza ed al senso comune. Di fronte alla numerose crisi della FIAT un governo illuminato ed ispirato davvero al bene comune avrebbe dovuto non finanziare i pochi capitalisti ma finanziare le tante persone che vi lavoravano, trasformandole da “dipendenti” in protagonisti responsabili ed attivi dei destini dell’azienda, cioè in proprietari, introducendo un’organizzazione del lavoro basata sulla compartecipazione in base alle competenze e favorendo una giusta ripartizione degli utili, rispettando le capacità e l’impegno con una remunerazione adeguata in base ai meriti reali ed

                                      abolendo al tempo stesso le assurdità

                  secondo cui un amministratore delegato riceve uno stipendio

                          pari a più di duemila volte quello di un impiegato (2).  

    Unire capitale e lavoro (accanto alla improcastinabile attuazione della socializzazione della strumento monetario: prospettiva auritiana – Ndr)  è l’unica strada per ricomporre le aporie di un sistema folle, che, concentrando le ricchezze e la libertà nelle mani di pochi, condanna la maggioranza ad un destino servile, e l’intera comunità all’impossibilità di sperimentare una prosperità solida e duratura. Le condizioni sopra prospettate sono le uniche strade per riportare equità la dove il capitale tende a trarre un iniquo vantaggio dal lavoro. Dall’equità nasce poi la massima possibile distribuzione dal basso della proprietà produttiva e delle ricchezze e quindi la vera prosperità di una società.

    (2) Cfr.: Stipendi dei manager, Sergio Marchionne guida la classifica

     L'inganno, il consenso e il vero oppio dei popoli        

                Nulla di tutto ciò è invece purtroppo è successo nella storia della FIAT

                      e l’unico tentativo di tutelare i sacrosanti interessi dei lavoratori

                  si è basato sul vicolo cieco del pensiero di sinistra e social-comunista,

                                che non ha mai osato proporre il vero cambiamento,

                          cioè la trasformazione dei lavoratori in proprietari-lavoratori

                      ma ha solo eventualmente proposto, per fortuna senza successo,

                       il passaggio della proprietà da una casta di capitalisti – gli Agnelli –

           ad una casta di burocrati statali figli della partitocrazia incompetente e corrotta:

                non il ritorno ad un mercato davvero libero basato sulle pari opportunità

                                     e la corresponsabilità dei lavoratori-proprietari,

    ma l’utopia di un guadagno assicurato indipendentemente dalle reali capacità produttive.

    Del tutto grottesco e cinico è poi il tentativo di questa casta famigliare di conquistare il consenso della popolazione non soddisfacendo i bisogni reali delle persone, e cioè diffondendo la proprietà produttiva ed il relativo miglioramento della qualità di vita, ma infiammando gli animi con lo pseudo-conquiste calcistiche, in modo che gli umili operai ed i modesti lavoratori nei loro monolocali claustrofobici possano vivere un’esperienza inconsistente ed illusoria di esaltazione di fronte alle imprese dei vari Higuain, Ronaldo e Dybala: parlo ovviamente della Juventus,

               vero e proprio oppio dei popoli gestito sapientemente dalla famiglia Agnelli.

    Il nostro povero Marchionne non è stato quindi altro che un piccolo soldatino, pagato a peso d’oro, che ha fatto probabilmente il suo dovere di tutelare il capitale, per definizione apolide, nel modo migliore che le circostanze potessero consentire. La sfida che il distributismo pone agli uomini come lui ed a tutti coloro che sono animati da buona volontà è di ripensare al senso del proprio agire sociale, alla necessità di rimettere l’uomo e la famiglia al centro dell’economia. Non abbiamo altra scelta: o ricominciamo a riunire capitale e lavoro (affermando, altresì, una reale sovranità monetaria in seno a ciascun cittadino-proprietario del proprio danaro – Ndr) o saremo condannati ad una società barbara e servile che potrà consolarsi solo sperando nelle vittorie di Champions League.

     

    Matteo Mazzariol (Copyright © 2018 Qui Europa)

    Presidente Movimento Distributista Italiano

    Per informazioni ed adesioni distributismomovimento.blogspot.com

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    Prof. Giacinto Auriti & la proprietà della moneta

    NON VOTO SENZA PROPRIETÀ' POPOLARE della MONETA

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  • Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Domenica, 8 Gennaio/ 2017   

     – di  Sergio Basile e Don Curzio Nitoglia

     Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Sergio Basile, Redazione luococomune, Alta Finanza, Giudeo Massoneria, Rothschild, Finanza, Comunismo, Italia, Occupazione, influenza Rothschild sull'Italia, Sistema Bancario 

     Evoluzione dei rapporti tra Alta-Finanza, 

     Giudeo-Massoneria e Comunismo: 

     dominio Rothschild / 1

    Il lato occulto della storia: 150 anni di dittatura Rothschild, 

    150 anni di dominio giudeo-massonico in Italia, 

    oltre tre secoli nel resto del mondo 

     

    di  Sergio Basile e Don Curzio Nitoglia

    Integrazioni e aggiornamenti a cura della redazione di  quieuropa.it e luogocomune.net

    Rothschild - Evoluzione dei rapporti tra Alta-Finanza, Giudeo-Massoneria e Comunismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa – di Padre J. Lemann (1836-1915)       

    "L'immaginazione d'Israele non ha mai smesso di essere abitata da un sogno di dominio universale; di modo che, a causa di queste disposizioni innate e tradizionali di ostilità, e a questo sogno del dominio, tutti gli ebrei partecipano – volente o nolente – al ruolo di persecutori giocato da un certo numero di essi che hanno preso posto nelle logge massoniche, e addirittura le dirigono (…)

                                        La migliore prova è

            che nessun rabbino o nessun israelita di una certa fama

                 si è alzato per protestare contro la persecuzione

                                      che affligge i cattolici".  

    (…) Assenti dalle Logge massoniche, anche gli israeliti onesti portano il peso della persecuzione contro i cattolici, perché non hanno ancora avuto il coraggio di biasimarla e di smentire il loro coinvolgimento". (1)

    (1) Vedi: Padre Joseph Lemann, "Rothschild", Rivista Les Contemporains (nº 173, del 2 febbraio 1896): Il ruolo del ghetto nell'apostasia contemporanea

      Giudeo-Comunismo, il vero oppio dei popoli    

    Roma – di Sergio Basile e Don Curzio Nitoglia – Molto è stato scritto sui rapporti tra politica, alta finanza, giudaismo e massoneria. Molti cercano di screditare tale asserto come “complottismo fantasioso”, invece se si studiano attentamente i nomi di coloro che dirigono l’Italia e i governi del mondo, si trovano unite indissociabilmente le seguenti forze: giudaismo, massoneria, finanza bancaria e industriale, americanismo e bolscevismo. Vediamo nomi e fatti. 

                              “Contra factum non valet argumentum”

    Questa è la miglior confutazione alle evanescenti tesi degli anti-complottisti. Come si constata (“sensu constat”, direbbe San Tommaso d’Aquino) chi in concreto dirige il Paese non è il politicante eletto pubblicamente dal “popolo sovrano”, ma il banchiere occulto, il massone segreto, l’ebreo apolide, l’americanista globalizzatore e il comunista radical chic, che è l’ultima ruota del carro per ingannare le masse e tenerle buone.

                           Il vero oppio dei Popoli è il comunismo 

                                             e non il cattolicesimo 

          (come aveva cercato di imbrogliare, truccando l’aforisma)

                          (l’ebreo-comunista  e satanista Carlo Marx). 

    Ormai anche i funesti ed illusori veli delle "democrazie" e dei partitismi politici appaiono irrimediabilmente squarciati dalla verità della storia e del tempo. Come giudicare, ad esempio, il fatto che dal 2011 l'Italia non ha più un governo eletto? Come valutare la progressiva e vergognosa privatizzazione della Banca d'Italia dei primi anni Novanta? Come leggere lo strapotere in Europa prima della privata Banca d'Inghilterra e poi della privata BCE o l'egemonia sull'economia mondiale della City of London, di Wall Street e della Federal Reserve Bank? Eppure le grandi rivoluzioni e guerre dell'era moderna e contemporanea hanno visto sorgere la bandiera del socialismo in quasi tutte le nazioni del mondo, pur essendo state concepite ed orchestrate parallelamente  e contestualmente all'instaurazione su scala globale di questi nuovi "equilibri" economici, monetari e finanziari. Possibile che nessuno colga le relazioni?

     La famiglia dello scudo rosso                                 

    Oggi, indipendentemente dalle bandiere e dai finti alterchi parlametari, dunque, la sostanza non cambia. Vediamo ora qual è la vera natura/storia di alcuni degli uomini di punta posti a capo della piramide di potere del "Sistema" (ndr), in un modo o nell'altro collegati alla famiglia di banchieri più famosa e potente del mondo: i Rothschild. La dinastia di banchieri giudei, come apprendiamo dagli accurati studi di Padre Joseph Lemann, ebreo convertitosi al cattolicesimo (1), nella rivista  Les Contemporains (nº 173, del 2 febbraio 1896), fu generata dal capostipite Mayer Amshel (1744-1812) che adottò il cognome "Rothschild" (Rothern Schild: lo scudo che servì a Davide, assieme alla fionda, per abbattere Golia) per motivi prettamente religiosi, collegati all'ebraismoA questa famiglia ebraico-tedesca si deve storicamente la fondazione della setta segreta degli Illuminati di Baviera, culla esoterico-massonica del comunismo e architrave posta a capo dell’intero sistema bancario internazionale e, quindi, reale motore che muove finanza, economia e politica. I Rothschild sarebbero, dunque, dietro le principali vicende storiche dell'era moderna e contemporanea, in qualità di oscuri burattinai, pur senza comparire mai nei libri della "storia ufficiale". Lo stemma di famiglia contemplò in origine un'aquila romana contornata da uno scudo rosso "Scudo Rosso" in lingua tedesca è Rothschild. Per essere più precisi: "Rothschild" derivò da "Rothen Schild", derivazione di Red Schield: lo scudo che Re Davide utilizzò, assieme alla fionda – ribadiamo – per abbattere il gigante Golia (l'odiato cristianesimo, per i seguaci dell'ebraismo talmudico). Il marchio di una vendetta lunga duemila anni, che poté attualizzarsi pienamente nell'humus della Rivoluzione Francese.

               «Ora tocca a noi: la rivincita del Talmud sul Vangelo!

                             Viva il 1789, il nostro nuovo Sinai»!(2)

    (1) Divenuto sacerdote insieme al fratello Augustine (2) Cit.: Padre J. Lemann, "Rothschild", Les Contemporains, 1896

     Nascita della stirpe Rothschild                              

    Mayer Rothschild da Gertrude Schnapper (3) ebbe cinque figli: Amschel (1773-1855), Salomon (1774-1855), Nathan (1777-1836), Karl (1788-1855) e Jacob (1792-1868). Il primogenito Amschel rimase a Francoforte (4), storico quartier generale Rothschild, Salomon andò a Vienna, Nathan a Londra, Karl a Napoli e Jakob a Parigi. Nelle principali città europee i Rothschild fondarono il loro impero bancario, con l'aiuto di fidi vassalli e correligionari, sensibili all'ammaliante fascino delle banconote. La famiglia ideò allora un nuovo emblema che li potesse meglio identificare:

                                                 cinque frecce (5 fratelli)

                         che s’incrociano intersecandosi in un unico punto

    (mission della famiglia: il potere e dominio totale, esteso a tutto il globo).

    Ovviamente questa "grande opera" rivoluzionaria non si limitò all'Europa, anche se l'impulso primario nacque nel cuore del Vecchio Continente, quale sfida estrema all'odiato Cristianesimo. Particolarmente fortunata fu la "missione" di Nathan a Londra, anche grazie al matrimonio con Hannah Barent Cohen (1783-1850), figlia di uno dei più ricchi mercanti ebrei londinesi, e all'amicizia con il Duca di Wallington.

    (3) Figlia degli ebrei-tedeschi Wolf Salomon Schnapper  e Bejle Schnapper; (4) Non a caso oggi Francoforte ospita la BCE (Banca Centrale Europea)

     Dominio Rothschild oltre i confini europei        

                        "Non si muove foglia che Dio Rothschild non voglia"

    La creazione di una banca centrale Rothschild negli Usa, fu la vera causa della Guerra d'Indipendenza Americana, mascherata dietro la bandiera della lotta per l'emancipazione dallo schiavismoAbramo Lincoln si oppose al piano egemonico dei banchieri d'origine ebraica, emettendo biglietti di stato che potessero autofinanziare l'economia degli States, bypassando il sistema bancario. Un agente Rothschild, impegnato nella guerra contro Lincoln, fu l'occultista e satanista Albert Pike, fondatore del KKK e Gran Pontefice della Giudeo-Massoneria Americana, nonché correligionario e "fraterno amico" dell'illuminato Giuseppe Mazzini (5). L'assassinio di Lincoln e la monopolizzazione del sistema bancario Usa, e contestuale confisca della sovranità monetaria ai danni del popolo americano, segnò l'ascesa del modello FED (Federal Reserve: banca centrale Usa controllata, in gran parte, proprio dai Rothschild e dal cartello bancario riconducibile ad 8 famiglie (6)) e nel contempo l'ascesa del germe del Comunismo negli Usa, poi esportato in Russia mediante la "Rivoluzione Bolscevica" (1917), finanziata e gestita da banchieri rientranti nell'orbita Rothschild, come Jacob Schiff (7).

    (5) Cfr.:  Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto(6) Cfr.: rivoluzione d'ottobre e supercapitalismo Massoneria e Satanismo – Seconda Parte – Qui EuropaComunismo Occulto – Terza Parte – Qui Europa(7) Cfr.: Eustace Mullins – The Secret of Federal Reserve, 2009;

     Le rivelazioni di Cherep Spiridovich                   

    Cherep Spiridovich, alto ufficiale dei Romanov, in "Hidden Hand o Secret World Government" (La Mano Nascosta o il Governo Segreto del Mondo) descrisse in maniera dettagliata, con una visione chiara e "scientificamente profetica", nomi e cognomi dei componenti principali della struttura dominante, rientrante, in gran parte, della piramide di potere Rothschild. Spiridovich vide nel declino francese un disegno pianificato votato all'auto-sterminio della razza ariana, e proteso all'instaurazione di un rapporto di dipendenza nei confronti della Germania, sostanziatosi nel pagamento d’indennità di guerra; egli attribuì ancora la regia degli sconvolgimenti che stavano mutando – ed avrebbero mutato – per sempre il volto dell'Europa a Edward Rothshild V e ai suoi "300 giudeo-mongoli", identificati nell'opera citata come la stirpe di Satana e come "l'apice occulto della piramide del Governo Mondiale" (la cosiddetta Setta della Mano Nascosta o "Governo Ombra"(8). Tale rivoluzione fu, evidentemente, non solo economico-monetaria o militare; essa fu soprattutto culturale e religiosa, protesa subdolamente a nascondere il volto di Dio agli uomini, affinché indirizzassero la loro adorazione verso nuovi idoli (neo-paganesimo).

                        "Il piano séttario ha detto alle moltitudini: 

    «Adorerete tre cose che sono le fonti di tutti i favori e di tutti i godimenti:

                                    l'oro, la prostituta e il potere». (9)

    (8) Cfr.: La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo(9) Cit.: Padre J. Lemann, "Rothschild"Les Contemporains, 1896

     Potere sconfinato fondato sulla carta e sull'oro

                    "Datemi la possibilità di emettere la moneta di un Paese, 

                                  e non m’importerà chi farà le sue leggi” 

                                                  Nathan Rothschild

    Dove c'è il potere incontrastato di creare dal nulla l'oro-carta (o moneta-debito), mediante semplice atto tipografico, c'è il vero potere! I Rothschild, come tutti i loro predecessori, costruirono il loro impero, in parte, sul nulla, cioé sulla carta, mettendo a frutto quello che possiamo definire il più grande inganno satanico della storia (10) mediante il metodo della riserva frazionaria o signoraggio bancario di secondo livello; oppure esercitando il loro controllo diretto sulle banche centrali di emissione, mediante il possesso di rilevanti quote azionarie.  d'altra parte è anche vero che, notoriamente, dove c'è il potere lì c'è l'oro! 

                          La capacità di trasformare la materia in oro 

                      è da sempre l'aspirazione regina degli alchimisti, 

                             trasposta nel mito della pietra filosofale 

                       (segreto più occulto della giudeo-massoneria). 

    E' una verità storica incontrovertibile! E' interessante sapere come dal 1919 fino ai nostri giorni la banca Rothschild ospitò e presiedette per due volte al giorno il fixing mondiale del prezzo dell’oro, stabilendone il valore (11). Oggi  il punto di riferimento per le quotazioni dell’oro è sempre la città di Londra (vedi: London Gold Fixing), ma l'organismo deputato al fixing è la LBMA (London Bullion Market Association: cui membri sono rappresentanti della Barckays Bank, della Bank of Nova Scotia Mocatta, Deutsche Bank, Société Générale ed HSBC Bank)(12).

       Comunque in una delle loro Ville a Francoforte, nel sontuoso salone Delan M., 

    ogni mattina e pomeriggio i rappresentanti delle cinque Bullion Houses della City 

                                si riuniscono per decidere il prezzo dell’oro. 

     I Rothschild restano all'apice della "piramide bancaria" del Regno Unito: 

              non a caso la divisione di consulenza finanziaria dei Rothschild 

          è il punto di riferimento per le finanze della famiglia reale britannica 

                                                 e per la nobiltà inglese

    (10) Cfr.: La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito (11) Cfr.: Sito ufficiale della famiglia www.rothschild.com(12) Presso la LBMA, alle ore 10,30 e alle 15,00 di ogni giorno, ha luogo il fixing dell'oro, cioé la definizione del prezzo che funge da riferimento a livello internazionale. Cfr.: www.lbma.org.uk;

    Rothschild - Evoluzione dei rapporti tra Alta-Finanza, Giudeo-Massoneria e Comunismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il duplice obiettivo delle grandi guerre                

     Sir Evelyn Rothschild è attualmente il consulente finanziario personale della Regina Elisabetta II (13).Anche l'oro nero rientra storicamente nel sistema di potere di famiglia, in maniera diretta o indiretta. Pare che una banca della famiglia Rothschild abbia finanziato John D. Rockefeller ed il suo impero legato alla raffinazione del petrolio, poi sfociato nella fondazione della Standard Oil. Inoltre, dopo la Prima Guerra Mondiale, nel 1922, i Rothschild misero a disposizione fondi per la ricostruzione in paesi come Francia, Germania, Cecoslovacchia e Ungheria, trasformando la guerra in un grande business: 

                                        le grandi guerre della storia,

               promosse e finanziate per fini diabolicamente religiosi,

              hanno sempre sortito un duplice e contestuale effetto:

                   indebolire i potentati cristiani (non protestanti) 

                         favorendo i principati giudeo-protestanti

                    e far guadagnare fortune immense ai banchieri,

                                legati a doppio filo con questi ultimi.

    Gli ebrei che si allontanarono dal culto del Dio della Bibbia, il Dio di Gesù Cristo e della Santissima Trinità, danzarono intorno al vitello d'oro e si prostrarono ad esso: lo spirito del secolo è diventato ebraico, sotto l'influsso silenzioso e occulto del Talmud e della Cabalalibri sacri all'ebraismo ed alla giudeo-massoneria, profondamente anti-cristiani – e dietro il fascino perverso della nuova pietra filosofale della giudeo-massoneria: la moneta-debito. In questa danza pagana tutti i popoli, plagiati ed ammaliati dal potere delle ideologie, ballano intorno all'unico altare: come ben rapprentato da Mozart nel suo "Flauto Magico". Rothschild appare alle folle come il principe dei nuovi eletti: la borsa è oggi il suo tempio, la moneta-debito (sterco di Satana) l'arma più potente (14).

    (13) Cfr.: N M Rothschild & Sons – Wikipedia(14) Cfr.: Giacinto Auriti: l’inganno monetario, la trappola del mercato dei cambi e della borsa valori

     Storia moderna: un mistero per gli ingenui            

            "Il denaro è il dio dei nostri tempi, e Rothschild è il suo profeta" 

                                                       Heinrich Heine

           "I Rothschild hanno conquistato il mondo in modo più completo, 

                                       più astuto e molto più durevole 

                di quanto non abbiano fatto in precedenza tutti i Cesari.

                                                       Frederic Morton

    Alla luce di ciò comprendiamo come la storia moderna resti un mistero insondabile solo per chi ignori le profonde interrelazioni esistenti tra giudeo-massoneria, finanza, sistema bancario e comunismo. Ignorare le dinamiche familiari del clan Rothschild è, dunque, impossibile per chi vuole avere una reale immagine della storia.

                                                  Non a caso, nel 1818,

       il segretario del principe austriaco Metternich, scrivendo dei Rothschild,

                      affermava che essi sono le persone più ricche d’Europa.

    Questo vale, evidentemente, anche per la storia contemporanea: personaggi del calibro di Tony Blair, Gerhard Schroeder e Boris Elstin sono stati consulenti/collaboratori dei Rothschild; Jeff Rothschild è tra i capi di Facebook; la famiglia controlla il tesoro del Vaticano dal 1823; hanno pure fondato il supermercato Esselunga; sono collegati alla Care International, uno dei maggiori gruppi internazionali di volontariato; lo Chateau Lafite (il vino più caro del mondo) lo Champagne Brut, e il Bordeuax Mouton portano il nome Rothschild; l'illuminato Hitler – nipote di un Rothschild – ed il suo mito-diabolico furono creati dai Rothschild (15), mediante la fondazione della setta occulta della Società Thule e il contributo essenziale della Banca d’Inghilterra e della Union Bank (su interesse di Prescott Bush, nonno di George W. Bush, della loggia occulta degli Skull and Bones). Dietro l'ombra dei Rothschild, come visto, anche i magheggi di Jacob Schiff e il finanziamento della Rivoluzione Russa: da Schiff partì l'ordine a Lenin, di attaccare il Palazzo d'Inverno (16). La Standard Oil dei Warburg gestiva Auschwitz, ma era ufficialmente dei Rockefeller: altre creature Rothschild (17). Essi possedevano anche i mezzi di comunicazione, e così influenzavano la pubblica opinione e la storiografia ufficiale (18). (Fine prima parte)

    Sergio Basile, Don Curzio Nitoglia  (Copyright © 2017 Qui Europa)

    Integrazioni e aggiornamenti a cura della redazione di quieuropa.it e luogocomune.net

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

    (15) Durante la Seconda Guerra Mondiale le proprietà dei Rothschild non furono minimamente danneggiate dai raid aerei di Hitler: uomo Rothschild , ovvero membro di famiglia, anche secondo lo scrittore Walter Langer. Cfr.: Walter Langer, The mind of Hitler; non solo Hitler fu sostenuto dai Rothschild, ma diverse prove dicono che lui fosse un Rothschild.Tra cui il libro dello psicanalista Walter Langer, The mind of Hitler. Questo calza a pennello sulla propaganda organizzata dagli Illuminati per spianare la strada al potere ad Adolf Hitler. Egli venne sostenuto anche dai Windsor, casata tedesca dei Sassonia-Coburgo-Gotha, e tra questi figurava Lord Mountbatten, un Rothschild oltre che un satanista. Cfr.: L'inquietante impero bancario Rothschild(16) Cfr.:  Comunismo Occulto – Terza Parte – Qui Europa; (17)  Cfr.: La National City Bank di Cleveland, che nel corso delle udienze congressuali è stata riconosciuta come una delle banche dei Rothschild negli Stati Uniti, ha fornito a John D. Rockefeller nel 1870 il capitale per iniziare la sua monopolizzazione nel settore della raffinazione del petrolio, cosa che ha poi portato alla fondazione della Standard Oil.; (18)  Cfr.: L'inquietante impero bancario Rothschild

    Albero Genaologico Famiglia Rothschild

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Domenica, 10 Aprile/ 2016    – di Pasquale Leone / Sete di Giustizia Lamezia / Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa, Pasquale Leone,  Alfredo Bonatesta, Sopraggiungerà un'angoscia mai provata prima, La crisi si abbatterà su una massa impreparata, attonita, indifesa, Già oggi si deve preparare la via da percorrere domani, il Signore di tutti gli eserciti, Impero Mondiale del Capitale, Grande Parassita, Oscuro Signore del Male, Mario Consoli, Hugo von […]

  • Rubrica: Monitor sull’Europa in Pillole

    Rubrica: Monitor sull’Europa in Pillole

    Mercoledì, Aprile 24th/2013

     Rubrica: Monitor sull'Europa in Pillole  

    A Cura di Sergio Basile e della Redazione di Qui Europa

    Union europea,  Austerity, Barroso, Unione Bancaria, Stati uniti d'Europa, Integrazione, Allargamento, Serbia, Portogallo, Spagna, Regno Unito, Germania, Italia, Angela Merkel, Italia, Bilancio, Evasione Fiscale, Paradisi Fiscali, Eurostat, Medicine, Tasse, Fisco, Economia, Università di Coimbra, Hollande Stuart, Finanza, Tobin Tax, Decreto Sblocca Crescita in Spagna, Governo Sararas, Grecia, In Cella 

    Rubrica: Monitor sull'Europa. Le News

    dall'Ue in Pillole

    Le Ultime notizie dall'Unione Europea e dai Paesi membri

    Unione Bancaria, Cosa bolle in pentola?

    Stati Uniti d'Europa: Gli Usa e Barroso fremono e spingono

    Italia. Per l'Ue Napolitano è una garanzie per le riforme

    – Italia: Befera e Moavero benedicono Redditometro e Manovra

    Evasione Fiscale: arriva la Piattaforma Ue anti-evasione

    – La Germania e le spinte Anti-Euro

    Spagna: Venerdì il governo presenta Piano Stabilità Triennale

    Grecia. Clamoroso: cella per chi non paga il debito fittizio

    Olanda: ora anche asterdam sfora Maastricht. Indulgenza Ue

    Portogallo. Il Prof. Stuart Holland e la curiosa ricetta per l'Ue

    Allargamento: Via Libera alla Serbia

    Regno Unito: ora anche Londra fa Ricorso contro la Tobin Tax

     

    A Cura di Sergio Basile e della Redazione di Qui Europa – Il punto

    Unione europea in Pillole

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Unione Europea – Bruxelles                                                                                          

    Austerity/Barroso. Propaganda della Commissione Ue: Stop all'austerity

     Ma ci chiediamo: MES,  Fiscal Compact, Patto di stabilità e credit Crunch dove li mettiamo? Come si può disseminare ai quattro venti – mezzo stampa – tali frottole, quando l'austerity è oggi il pilastro che regge l'intera costruzione comunitaria?

     Unione Bancaria: da Bruxelles i padroni della Fed Usa, Dettano legge:

       subito l'Unione bancaria. Kerry:  "Il mondo inchiodato nei vecchi conflitti"        

    – Stati Uniti d'Europa: per Barroso non sono un tabù.

      Barroso: non bisogna aver paura del federalismo    

    Stati uniti d'Europa. L'Ue rincara la dose: più integrazione 

    Come trattato in più occasioni il punto è proprio questo: l'Unione Bancaria e gli Stati uniti d'Europa sono il reale obiettivo degli Usa, di Israele e delle altre potenze anglofone alleate che tengono sotto scacco i popoli europei, con la complicità di molti governi Ue, cosiddetti "liberali", capeggiati dalla Germania 

    Bilancio. Ue:bilancio 2014-2020: tempi stretti, a rischio i pagamenti      

    Evasione Fiscale. Commissione Ue: al Via la piattaforma Anti-evasione.

       La proposta è stata presentata ieri dal Commissario alla Fiscalità, Semeta.  

    La Commissione Barroso ha creato un apposito comitato anti-evasione fiscale (fenomeno che ogni anno incide sull'economia continentale per qualcosa come oltre 1000 miliardi di euro)  formato da autorità nazionali ed esperti di settore. Ciò al fine dichiarato di combattere l'evasione nei paradisi fiscali, di combattare i problemi legati alla doppia tassazione e di tutte quei mezzi (tristemente noti) utilizzati per pagare meno tasse. Ci chiediamo alla luce di ciò: la Commissione prenderà in esame il caso delle multinazionali che pagano imposte indirette irrisorie non nel Paese di vendita (es.: L'Italia, come dovrebbe essere in un mondo normale) ma nel Paese in cui hanno sede fiscale? (es.: il Lussemburgo).

    Salute e Medicina. Agenzia Ue: no a staminali senza regole precise        

    Statistiche/Eurostat. Eurostat: in italia deficit giù al 3%.

       Ma Bruxelles avverte: avanti con il risanamento.

    Governo o non Governo, ci pare di capire che le cosiddette "riforme"  (distruttive e scellerate riforme) dovranno continuare lo stesso.  Chi lo ha deciso – ci chiedimo – la Trilaterale, il Bilderberg Club o forse la Casa Bianca?  La scelta comune sembra l'ipotesi migliore. Voi che dite?

       Italia – Roma                                                                                                                  

    Riforme/PDR Secondo Bruxelles Napolitano è una garanzia.

       Ma l'Europa – ovviamente – vuole le riforme. Le distruttive riforme coloniali     

    Guardacaso lo Spread è sceso a quota 282, la Borsa corre – I media parlano di effetto fiducia: ma  in vero è più onesto parlare di grandissima presa per i fondelli. Come mai – ci chiediamo – fino a qualche giorno fa – con Napolitano sul trono del Quirinale – lo spread minacciava di riscoppiare. Quando ci faranno la grazia i TG di finirla nel ripetere queste assurdità bestiali? spread a 282 punti             

    Tasse/Fisco/Redditometro Redditometro:

      Befera lo vuole contro gli spudorati?

    Cioè – aggiungiamo – i poveri Italiani tartassati, con una pressione fiscale dittatoriale e da Recod del mondo.Ciò mentre Equitalia continua a mietere vittime, in tutti i sensi, sotto la sapiente regia delle banche che la controllano e dell'INPS 

    Tasse/Fisco. Il Saggio Moavero (l'Emminenza Grigia)

       benedice la nuova manovra-Italia

    Grandi lodi dell'ex-ministro (saggio) Moavero Milanesi (l'emminenza grigia) verso la nuova manovra finanziaria. Secondo Moavero si guadagnerà oltre 1 mld. Peccato che alla banche gli Italiani ne continuino a pagate 90 di miliardi  l'anno! Assurdo P.S.: Qualcuno lo spieghi al povero Moavero!

    Agricoltura. Il Ministro Catania: l'Ue chiarisca sulle misure transitorie 2014  

      Portogallo – Lisbona – Coimbra                                                                                     

    – Banche/Credito/Economia: Idee anti credit-crunch

       La ricetta Curiosa ricetta del Professor Holland Stuart (amico di Giuliano Amato)

    Keynes a quanto pare aveva ragione su molte cose: anche in merito al riciclo dei surplus globali, e non soltanto sul condivisibile pilastro dogmatico del "Deficit Spending". Ma a quanto pare la ricetta promossa dal Professor Hollande Stuart dell'Università di Coimbra (Portogallo), già collaboratore di Delors,  non promette nulla di buono. Cosa propone il professor Holland Stuart (caro a Giuliano Amato): il ricorso a bond (quindi nuove forme di debiti ed indebitamenti) del FEI (Fondo Europeo degli Investimenti). Una soluzione che secondo il professore potrebbe far ripartire la domanda interna all'Eurozona e favorire anche la Germania. Ma ciò – ci chiediamo – a prezzo di che? Semplice!: a prezzo di nuovi interessi sul debito, per la gloria della speculazione internazionale. Non sarebbe meglio rottamare il Sistema target2, ed impugnare i dittatoriali parametri fissati a Basilea 3, sull'innalzamento dei coefficienti di riserva patrimoniale obbligatori delle banche? Credo proprio di si! Spiegatelo ad Hollande Stuart e ad Olli Rehn. Per l'amor del Cielo! Non ci proviamo da due anni dalle colonne di Qui Europa, ma la tecnocrazia legge solo i giornali che si offrono al dettato dell'euro-casta.

     Spagna – Madrid                                                                                                                     

    Economia: Al Via il Presunto Piano "Sblocca-Crescita" in Spagna?

       Non c'è da fidarsi! Ovviamente!

    Venerdì il Governo Spagnolo presenterà il documento di Stabilità per i prossimi 3 anni: all'orizzonte tagli e tasse. Ma i media parlano – così come avvenne in italia con il decreto "Salva Italia" – di misura sblocca crescita. Insomma, sempre la stessa minestra velenosa.

     Germania – Berlino                                                                                                                 

    Euro/Angela Merkel: Alla Merkel, l'Europa comincia a stare stretta?

       Tutta tattica!    

    – Euro: Le Spinte anti-euro spaventano la Germania? Certo! Ecco il perchè!

    Si vocifera su uno presunto disinteresse della Germania verso l'Eurozona e l'Europa, in generale Ovviamente è solo pura e semplice strategia mediatica: infatti l'euro – come ormai noto – avvantaggia in mille modi l'egemonia economica tedesca sulla colonia anglofona chiamata "Unione europea". O meglio – come detto in più occasioni – sull'Eurozona e i suoi altri 16 sventurati membri che in virtù del diabolico Sistema Target2 (vedi il funzionamento nell'articolo in allegato) riesce a creare surplus commerciale che non riusciva minimamente ad ottenere fino al 2007: anno d'inaugurazione del famigerato Sistema di Regolamentazione Interbancaria tra banche centrali, di cui sopra.

      Olanda – Amsterdam                                                                                                  

    Conti Pubblici: L'Olanda sfora i limiti di Maastricht

    Guardacaso ora L'Ue allenta il super-rigore. Perchè lo stesso trattamento non si è avuto verso i Piigs? Due pesi e due misure, nella dittatoriale Ue. Ulteriore prova che l'Eurozona è una gabbia costruita appositamente per tagliare le gambe ai cittadini di particolari stati, in favore di altri. 

      Grecia – Atene                                                                                                                

    Carcere/Drebito. Grecia choc, in cella chi non paga i debiti con lo Stato 

    Ma cosa accade agli usurai internazionali dell'FMI e della Troika? Nulla!

      Serbia – Belgrado                                                                                                           

    Allargamento. Via libera Ue ai negoziati per l'adesione della Serbia    

    Molti dei 17 Paesi dell'Eurozona pensano alla fuga, ma i Paesi dell'Ex Jugoslavia tenuti sotto controllo dai rispettivi governi, si preparano ad entrare nell'Ue. A Luglio – come detto – toccherà alla Croazia.

      Regno Unito – Londra                                                                                                  

    Finanza/Tobin tax. 

       Londra fa ricorso sulla tassa alle transazioni finanziarie adottata dai 11

       Paesi Ue: secondo Cameron, tale tassa starebbe bloccando

       gli investimenti anche nella City

    Finora la stampa ha ben accolto l'ingresso della tobin Tax ad 11, pur sapendo che la mancata adozione da parte di tutti sarebbe stata controproducente per gli stessi Paesi adottanti, poichè avrebbe inibito gli investimenti e favorito la fuga di capitali all'estero. Ma evidentamente ora gli effetti si avvertono anche sulla "co-padrona" dell'Europa: la grande alleata Usa, chiamata Inghilterra.   

    di Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

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    Giovedì, Gennaio 24th/ 2013 – di Sergio Basile – Crimini contro l'umanità / Nobel per la Pace / Denuncia / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso / Christine Lagarde / Wolfgang  Schauble / Herman van Rompuy / BCE / Quanto Reich / Troika / FMI / Federazione Europea / Unione europea / […]

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

    Lunedì, Gennaio 21st/ 2013 – Dott.ssa Patrizia Stella –   Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa Unione europea / Crisi morale / Piano Massonico / Ilva / Sovranità Nazionale / Sovranità Rubata / Complicità dei Media / Demonio / Distruzione della Famiglia / Nuovo Ordine Mondiale / Laicismo / Lobby […]

    Impariamo dagli Islandesi – Un Popolo Unito che vinse la Truffa del Debito

    Impariamo dagli Islandesi – Un Popolo Unito che vinse la Truffa del Debito

    Venerdì, Febbraio 22th/ 2013 – – di Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Impariamo dagli Islandesi, Lezione Islandese, Islanda, Grecia, tasse, bollette, Unione Europea, BCE, Troika, Fondo Monetario Internazionale, Media Occidentali, Censura mediatica, Dittatura, Notizie da Bassa campagna elettorale, Unione europea , Colonialismo, Einar, Már Guðmundsson, Reykjavik, Rivoluzione silenziosa, sistema economico, Inghilterra, Olanda, Economia della Truffa, Porcellum, […]

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

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    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012 – di Max Cittadino – Unione bancaria / Bruxelles / Francoforte / Roma / Eurozona / Bce / Mario Draghi / Too Big To Fail / Rinazionalizzazione della banca d'Italia / Nazionalizzazione dei Gruppi bancari / Humus criminogeno / Project Bond / Unione Bancaria / Signoraggio bancario / Euro / Lira […]

    Paul Krugman: follia dell’eurocasta, vogliono curare il Debito con altri Debiti

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

    Truffa Italia: Ecatombe di Imprese – Luoghi Comuni e Controsensi

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    Giovedì,  Aprile 11th/ 2013  – di Sergio Basile e Giuseppe Sacco – Prima rete continentale d'imprese distrutta, Giardino d'Europa trasformato in un orrido deserto, Industria Italiana, Indagine Cerved, Credit Crunch, Pressione fiscale, società protestate Italia, ecatombe di imprese, Prima rete d'impresa continentale, Ricette Ue, Ricetta Monti, Parlamentari italiani, Pd, Pdl, Udc, Svendita del Paese, Fallimento migliaia […]

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

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    Domenica, Febbraio 24th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Nazioni, Ue, Bruxelles, Accentramento, Parlamento Europeo, Hans Gert Poetterong, Altiero Spinelli, Distruzione degli Stati Nazionali, Massoneria Internazionale, Progetto Mondialista, Nuovo Ordine Mondiale, Mariolina Sattanino, Mondialismo, Carlo De Benedetti, Enzo Moavero, Gianni Pittella, Ferdinando Nelli Feroci, Esercito Comune, Politica Estera Comune, Mani sui popoli europei  […]

    La Campagna Propagandistica dei Padroni d’Europa

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    Venerdì,  Giugno 29th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione Europea / Bruxelles / Mes / Fiscal Compact / Viviana Reding / Federazione degli Stati Uniti / Stati Uniti d'Europa / Commissione Europea / debito pubblico / bond / Italia / dittatura / Unione Economica e monetaria Europea / Bce / Piigs / Gendarmeria Europea  […]

    Accentramento! – Draghi e Barroso spingono per gli “Stati Uniti d’Europa”

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    Venerdì, Giugno 1st / 2012  – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Bce / Mario Draghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano […]

    Signoraggio – Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 6: Evoluzione della Truffa e Stati Uniti d’Europa

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    Venerdì, Febbraio 8th/ 2013 – Redazione Qui Europa – La Truffa Bancaria  / Schiavi di un Debito Illegale – Le Repubbliche Marinare / Truffa Bancaria / Crisi dell'Eurozona / Crisi del 1929 / Federal Reserve Act / FED / Signoraggio Bancario / Rinascimento  / Mercantilismo / Monte dei Paschi di Siena / Casa delle compere / […]

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    Lunedì,  Aprile 8th/ 2013 – L'Editoriale di Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois  –  Unione Europea, Fmi, Mes, Bce, Ue, Tasse, Imposte, Imu, Craxi, Partito socialista italiano, Aldo Moro, Mani pulite, Usa, Germania, Inghilterra, truffa dell'Eurozona, Sacco del Britannia, Caso Ferrovie Sud, Massoneria, MES, FMI, Meccanismo Europeo di stabilità, truffa dell'Eurozona, Equitalia  La Grande Menzogna della Tassazione – Prima […]

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    Lisbona – Chiesa ed Esercito contro il Governo. Cittadini in Maschera per protesta contro l’Austerity

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    Sabato,  Marzo 30th/ 2013  – di Sergio Basile – Portogallo, Eurozona, Pigs, Austerity, Lisbona, Bruxelles, Euro, Truffa dell'Eurozona, Passos Coelho, Disumane politiche di austerity, Tagli istruzione, Protesta in maschera, Disoccupazione, Analfabetismo, Giovani generazioni perse  Lisbona – Chiesa ed Esercito contro il Governo. Cittadini in Maschera per protesta contro l'Austerity Analfabetismo – Al Portogallo il record europeo […]

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    Mercoledì,  Marzo 27th/ 2013  – L'Editoriale di Ylenia De Marco e Sergio Basile – Italia, Economia, Crisi Economica, Truffa dell'Eurozona, Euro, Dittatoriale Eurozona, Ylenia De Marco, Ritorno alla Lira, Unione, Vademecum per distruggere l'economia di un Paese, Catanzaro, Auchan, IVA, Made in Italy, Confesercenti, Chiusura esercizi commerciali, Regime mediatico, Dominio Tedesco, Germania, Eurospin, Shopping, Cina, Vino, […]

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  • L’Europarlamento scopre l’acqua calda e prepara l’Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti

    L’Europarlamento scopre l’acqua calda e prepara l’Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti

    Mercoledì, Novembre 21th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    L'Impero delle Banche  / L'Europarlamento prepara l'Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti / Parlamento europeo / strasburgo / Unione europea/ Europa / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio mediatico / Media / Rigore finanziario / Debito pubblico / Speculazione / Impero mascherato / Mario Monti / Commissione europea / Unione di bilancio / bilancio unico europeo / Manuel Barroso / Correttivi / Dissoluzione delle sovranità nazionali / Herman Van Rompuy / Junker / Mario Draghicoefficienti di riserva patrimoniale / Credit Crunch / Basilea 3 / Klaus Regling 

    L'Europarlamento scopre l'acqua calda e

    prepara l'Impero delle banche e dei

    Tecnici, stile Mario Monti

    I deputati a Strasburgo: "c'è poca democrazia nel

    modello Barroso-Van Rompuy-Draghi-Junker!"

    Ecco gli ultimi palliativi votati a Strasburgo dalla

    maggioranza dei deputati europei in plenaria 

    Verso lo sfaldamento finale delle nazioni e la dissoluzione

    dei parlamenti democraticamente eletti

    Strasburgo – Finalmente gli eurodeputati, riuniti nell'assemblea plenaria, scoprono l'acqua calda. Era ora! "C'e' poca democrazia nella riforma dell'Eurozona proposta dai quattro presidenti Van Rompuy-Barroso-Draghi-Juncker e che sarà al centro del vertice europeo di dicembre, avente ad ogetto temi quali "Fondo Salva Stati Permanente" (MES o ESM) e Unione Bancaria sotto l'egida della BCE". Ecco come hanno commentato il MES e gli altri euro-accidenti – nelle scorse ore – i capigruppo dei partiti europei di maggioranza. Per questo il Parlamento europeo avrebbe chiesto, tra l'altro, che il presidente del futuro organo della supervisione bancaria centralizzata e dell'Esm riferiscano all'Eurocamera sul loro operato. La decisione è stata presa nelle ultime ore da Strasburgo (dagli eurodeputati) attraverso la votazione di un rapporto (risoluzione) approvato con 482 voti favorevoli  e 160 contrari. 35, per la cronaca, gli astenuti.

     Nessuna novità sotto il cielo di Strasburgo 

    Ma a ben vedere qual'è la novità? L'Europarlamento come noto non è un organo dotato di poteri legislativi, pertanto non vediamo davvero come il piccolo correttivo possa influire sugli effetti perversi e destabilizzanti (in senso autoritaristico e totalitaristico) di questa pesante e liberticida forma di accentramento imperialistico, qual'è stata la creazione del MES (come visto un vero e proprio stato autonomo e dotato di pieni poteri – approfondisci negli articoli in allegato) e di un organismo di unione bancaria: unione cioè nelle mani di chi ha già contribuito a snaturare e imbastardire il circuito del credito proponendo l'innalzamento dei coefficienti di riserva patrimoniale delle banche di Basilea 3. Cosa che ha influito in maniera preponderante sul recessivo e dannosissimo fenomeno passato alla storia come "credit crunch". fenomeno che a sua volta ha determinato la chiusura di migliaia di imprese in tutta Europa (specie nei paesi Pigs ed in Italia) gettando sul marciapiede intere famiglie ed avallando – gioco forza – privatizzazioni e svendite forzate, assieme a pignoramenti di massa.

     L'Impero mascherato e la sconfitta dell'umanità e della democrazia 

    Il testo  approvato nelle scorse ore a Strasburgo sottolinea come "affinché si possa avere una completa Unione economica e monetaria ed una svolta per un'Europa veramente federale (Stati Uniti d'Europa) siano necessarie modifiche ai trattati, anche se non immediate". Secondo i deputati europei così facendo "si potrebbe dare alla Ue un bilancio fondato totalmente su risorse proprie e non sui contributi nazionali". Ma questo, cari amici, è un gioco subdolo e pretestuoso, poichè significherebbe annientare definitivamente le sovranità nazionali degli stati, a vantaggio della "democrazia delle banche" e di soggetti sovranazionali non eletti. Un Impero mascherato! Apriamo gli occhi! E poi necessiterebbe si la riforma del Trattato di Lisbona, ma al fine di bloccare l'emorragia del debito (alimentata dall'art.123 dello stesso trattato, che ci obbliga ad acquistare i nostri stessi soldi a tassi da usura, usurpando il famoso "diritto di signoraggio" agli stati sovrani) deprivatizzando le banche centrali e recuperando la sovranità monetaria e finanziaria in seno ai singoli stati. E non al fine – dunque – di creare un impero tecnico-lobbistico-bancario ancor più potente e posto nelle mani di logge e multinazionali. Che fine farebbe, ci domandiamo con serio pathos, la già risicatissima democrazia (o pseudo-tale) rimasta in Europa. Sarebbe la sconfitta definitiva dell'uomo e dell'umanità a diktat disumani del denaro ed al mercatismo.

     L'inutilità dei parlamenti democraticamente eletti 

    Ma i deputati non si sono limitati a tali cusiose proposte spacciate per correttivi democratici. Essi hanno anche posto l'accento sulla necessità di porre in essere un "nuovo patto sociale per non aggravare – dicono – le conseguenze dell'aumento della disoccupazione nella fase di consolidamento dei bilanci". Cioè in pratica hanno già stabilito la morte ad orologeria degli stati ed il predominio di Barroso e della sua commissione di tecnici stile Mario Monti, su governi e parlamenti democraticamente eletti. La risoluzione mirerebbe in realtà ad un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali in questa fase di "pericolosissimo accentramento", ma davvero non si comprende che ruolo e che contributo tali organi nazionali in dissoluzione potrebbero dare alla causa. Traspare allora – in tutta la sua evanescenza – il fantasma di un grande ed ennesimo bluff.

     L'Impero mascherato 

    Per il processo di accentramento bancario (cosiddetta supervisione bancaria) poi,  i deputati votanti hanno sostenuto che il Parlamento "dovrebbe avere il potere di approvare il futuro presidente dell'organismo di supervisione, che dovrebbe essere obbligato a informare regolarmente il Palamento e a partecipare ad audizioni, mentre i deputati dovrebbero avere il diritto di investigare, con vere e proprie inchieste, su possibili errori nel meccanismo di supervisione". Nel contempo, secondo i deputati riunitisi a Strasburgo, il tedesco Klaus Regling, cioè il presidente del Fondo Salva Stati Permanente,  (MES o ESM) "dovrebbe essere confermato con un voto del Parlamento e obbligato a informarlo regolarmente". Ma la puzza di impero – provvidenziali ed estemporanee dichiarazioni e palliativi a parte – è palese e forte.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!

    Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!

    Giovedì, Settembre 13th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea/ Europa / Germania / Italia / Berlino / Karlsruhe / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio mediatico / Media / Rigore finanziario / Debito pubblico / Bundestag / Bundesrat / Bund / Spread / Bonos / Btp / Speculazione 

    Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria

    A Karlsruhe la Corte Costituzionale tedesca dice “sì”

    al Mes e impone l’addio alla Democrazia ed alla

    Sovranità Nazionale

    Ecco i veri obiettivi perversi del MES

     

     di Maria Laura Barbuto

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Fondo Ammazza Stati Permanente                                                                    

    Karlsruhe, Berlino, Roma – Dire “Addio” alla libertà ed alla democrazia! Cari cittadini europei, prepariamoci tutti a farlo – tra l'indifferenza ed una disinformazione dilagante – a partire dall’8 ottobre prossimo. Eh già, la dittatura delle banche, dell’economia e dei mercati finanziari è ormai alle porte e ad essa si aggiunge – come abbiamo più volte riportato dalle pagine di "Qui Europa" – anche quella mediatica, che  ha sempre fatto e continuerà a fare da spalla ai signori del potere. Grazie alla proclamazione ed al definitivo avallo istituzionale del Meccanismo Europeo di Stabilità, il Mes, avvenuta  ieri a Karlsruhe ad opera della Corte Costituzionale tedesca, che si è pronunciata favorevolmente in merito al Fondo Salva Stati permanente. L’Eurozona ha pertanto ufficialmente inaugurato – nostro malgrado – una nuova era, sicuramente e – aggiungeremmo sfortunatamente –  "senza precedenti". In poche parole sarà cancellata ogni traccia di sovranità nazionale e questo meccanismo di finta stabilità condannerà gli Stati membri ad ulteriori sforzi economici da pagare – probabilmente – con le celeberrime lacrime e sangue.

     Addio all'ultimo briciolo di Sovranità Nazionali                                                 

    Ovviamente, gli Stati dovranno versare nelle casse del Mes quote nazionali obbligatorie che aumenteranno i debiti pubblici già alti e difficili da contenere. Come se non bastasse, il tanto acclamato Meccanismo Europeo di Stabilità, qualora dovesse concedere “prestiti” agli Stati in difficoltà, imporrà loro rigidissime condizioni (stile Troika) da rispettare per ottenere l’aiuto finanziario richiesto. Ma questa non è una novità: in Europa, ormai, non si fa altro che parlare della politica di austerità e rigore finanziario voluta e imposta dalla Germania in complicità con l'Ue, che ha più volte dimostrato di tenere in mano malamente le redini del Vecchio Continente, di dettarne le leggi finanziarie e morali e di stabilire le regole del “gioco” internazionale. Eppure, come abbiamo più volte dimostrato, il rigore e l’austerità non ci hanno portato ad una via d’uscita, anzi, al contrario  hanno permesso di disegnare i contorni di un labirinto nel quale saremo costretti a vivere, probabilmente, per lunghissimo tempo. Forse per sempre, se nulla dovesse cambiare, e se i popoli decidessero di aderire per sempre all'euro e all'Eurozona!

     Porte spalancate alla speculazione sui titoli pubblici                                        

    Oltre al riconoscimento della legittimità del Fondo Salva Stati, la Corte Costituzionale Tedesca ha imposto anche il limite finanziario che riguarda la partecipazione di Berlino al Mes, che non potrà essere superato: 190 miliardi di euro e non oltre, se non con un’eventuale interrogazione del Bundestag e del Bundesrat, il Senato federale regionale. Quindi, tutti pronti ai nastri di partenza per acquistare eventuali titoli pubblici degli Stati in difficoltà e sottoposti a rigore finanziario, al fine di far scendere l’ormai famosissimo quanto odiatissimo spread con gli altrettanto famosi Bund tedeschi. “Si tratta di una vera e propria speculazione resa praticamente legale – come ci ricorda anche “Rinascita”-  dai mercati anglofoni che nell’ultimo anno hanno preso di mira i Bonos spagnoli e i Btp italiani , in particolare quelli a 10 anni , la cui quotazione di mercato dà il senso dello stato di salute attribuita alle finanze pubbliche di questo o quel paese”.

     I veri obiettivi perversi del MES                                                                               

    Unici obiettivi del MES, quindi, sarebbero quelli di 1) Elevare il grado di debito dei paesi dell'Eurozona e contestualmente il grado di dipendenza e schiavitù dei cittadini nei confronti del sistema-gabbia: ciò mediante il dirottamento di fondi pubblici verso il MES; 2) indebolire, in forma vertiginosa e senza alcun riparo, la moneta unica;  3) Mettere in crisi l’intero scacchiere europeo, privilegiando così il ruolo del dollaro e della sterlina inglese per gli scambi internazionali; 4) Continuare a privilegiare l'industria pesante e le banche tedesche, mediante la conservazione di tutti i meccanismi perversi del Sistema Target 2;  5) Privare i singoli Stati della propria sovranità. Cosa che pare sia diventato ormai un gioco da ragazzi, soprattutto se l’informazione – così come avvioene – non passa attraverso il sistema mediatico e tutto avviene dietro le quinte e nel silenzio generale cui sono sottoposti i cittadini europei, come del resto è accaduto in Italia.

     Cari lettori, non rendiamoci complici della nostra fine                                    

    Da parte nostra, non ci stancheremo mai di ripetere che questa crisi, il cui prezzo è interamente pagato dai cittadini europei – ai quali ancora oggi vengono richiesti sacrifici e sforzi per salvare i Paesi di appartenenza – è un vero e proprio fotomontaggio creato ad hoc dagli avvoltoi della speculazione, dalle banche e dai singoli Governi. La nave Europa è costretta ad andare avanti nella tempesta, pur consapevole che alla guida del timone vi sono capitani che non la porteranno in salvo. Ma non possiamo rimanere fermi a guardare, non siamo solo spettatori: rendiamoci parte attiva del processo di informazione e diffondiamo a casa, in ufficio, nelle scuole ed in tutti i luoghi della nostra quotidianità, tutte le notizie “oscurate” dal sistema mediatico. Non rendiamoci complici della nostra fine.   

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012  – Reportage-Dossier di "Qui Europa" –   Austria / eurozona / dittatura / Banchieri / FPO / Heinz-Christian Strache / Facebook / Banksters / Stella di David / Povero col piatto vuoto /Der Sturmer / Iconografia antisemita / Protesta / Associazioni ebraiche / Proteste strumentali / MES / Fondo Salva Stati / Dittatura […]

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

  • Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

    Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

    Venerdì, Agosto 24th/ 2012

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –

    Unione Europea / Europa / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Moneta Unica / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti  /  Dittatura MES / ESM / Previsioni di Moody's / Bundesbank / Autunno caldo / Speculazioni bancarie / Mario Draghi / Goldman Sachs / Britannia / Capitalismo finanziario immorale e mafioso / Titanic / 15 Aprile 1912 

    Gestione della crisi da spread: Mario Draghi

    rimanda tutto a Settembre

    Gli appelli di Berlino, le sconclusionate previsioni

    di Moody's e l'infinito teatrino dello spread

    Helsinki, intanto, premedita ipotesi di fuga dall'Euro-gabbia

     

    Berlino, Roma, Francoforte – Nelle scorse ore, sia il governo tedesco, sia la Bundesbank, hanno entrambe diretto un accorato monito alla Bce. Oggetto dell'appello è stato la questione relativa al "tetto anti-spread", differenza massima tollerabile tra gli interessi pressochè nulli dei bund tedeschi e quelli al contrario ben alti, vertiginosi, dei paesi Piigs: soglia che una volta superata farebbe scattare gli interventi del futuro fondo salva-Stati Esm (o MES) e, -ipotesi al contrario molto improbabile ed aleatoria – quelli diretti della Bce stessa. Per il governo federale sarebbe "un'idea altamente problematica" quella del risorso all'ESM (o MES). Anche secondo la Bundesbank – non poteva essere altrimenti – come emerso anche dal bollettino mensile diramato dall'istituto centrale tedesco, "l'acquisto di titoli da parte della BCE tramite MES – si legge nel comunicato – potrebbe comportare notevoli rischi per la stabilità monetaria", in quanto "la decisione su un'eventuale più ampia condivisione dei rischi di solvibilità" – secondo l'istituto bancario di Berlino – deve essere ancorata alla politica finanziara , e quindi riguarda i governi e i parlamenti, e non deve passare attraverso i bilanci della Bce". Come dire: l'Ue l'ha causato, noi ne siamo complici, ma alla fine è un problema loro! Di quei poveracci (poveri pinguini) dei cittadini del Sud Europa!

     Il braccino corto di Mario Draghi  

    Ovviamente, tuttavia, l'intervento diretto (badate bene, "diretto", con euro propri) della BCE andrebbe a neutralizzare i vantaggi dei banchieri e delle banche tedesche, lenendo gli effetti distorsivi sull'economia innescati dall'attuale dittatoriale status quo. Ma al fine di evitare inutili e fuorvianti confusioni concettuali (la disinformazione, la confusione e le falsità in tv e sui giornali sono già troppe) c'è da ricordare che alla BCE – nel Consiglio europeo di Giugno, è stata affidata la semplice gestione del MES (anche in funzione anti-spread): fondo alimentato però, e qui casca l'asino, non con soldi stampati dalla "zecca tipografica" della BCE, ma bensì con soldi pubblici sottratti dai governi centrali agli stessi cittadini. Fondi sottratti alle casse degli stati, pro-quota, e frutto di inique tassazioni, IMU,  lievitazione del debito statale, ridimensionamento del PIL e via dicendo. In pratica, cari lettori, una fregatura bella e buona! Quindi il problema non cambia: è una coperta troppo corta che l'Ue si ostina a non allungare: tirando dai piedi si scopre il capo, e viceversa. Che succederà quando i morsi del gelo invernale si faranno sentire sula pelle degli euro-schiavi del Sud? Come salvarsi dai danni già innescati dall'impatto con l'iceberg della mafio-finanza, se Capitan Mario Draghi continua a far orecchie da mercante e ad ignorare le campane di pericolo?

      Immobilismo BCE: rimanda tutto a Settembre  

    Così, mentre la stampa tedesca parla di un piano della Bce per aiutare Roma e Madrid, la Bce risponde che "è assolutamente fuorviante speculare su decisioni che non sono state adottate, e che la Banca Centrale Europea non discuterà né adotterà prima della prossima seduta del suo board, in settembre", come sottolineato da una nota dell'Eurotower. Insomma, per ora, nient'altro che la solita disputa e la solita prevedibile conseguenza: il raffredamento (strategico e pilotato) delle borse europee, finite in rosso. Ma a poche ore di distanza la situazione è nuovamente cambiata, con le stesse borse in rialzo. Infatti la notizia di ieri, e riportata un pò da tutti i giornali, riferisce dei giudizi positivi delle agenzie di rating nei confronti dell'Italia che, in linea con le speranze di Monti, potrebbe  a loro avviso uscire dalla crisi entro il 2013. Ed ecco-fatto che Piazza Affari vola, chiudendo a +2,4%, meglio di tutti gli altri listini europei.

     Sembra ieri… 

    Ma teatrini a parte, quello dello spread resta uno dei nodi cruciali da risolvere prima dell'Autunno. Che Mario Draghi lo voglia o no! Sembra ieri – quell'ormai lontano 15 Ottobre 2011 – quando l'ex direttore esecutivo della Banca Mondiale, coordinatore del piano segreto di privatizzazioni del Britannia, nonché punta di diamante per l'Europa di Goldman Sachs (una delle principali banche speculative co-responsabile della speculazione mondiale che sta portando al collasso le democrazie europee – e non solo – ed alla miseria più nera interi popoli)  dichiarava – ipocritamente – di "essere dalla parte degli indignati". E  questo mentre, nel contempo, si rifiutava – con un gravissimo, triplice e secco "No" – di applicate l'art. 11 dello statuto del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali)   negando l'acquisto diretto da parte della sua BCE dei titoli del debito pubblico degli Stati membri in grave difficoltà. Lasciando così che Goldman e le altre iene bancarie ed i lupi della finanza potessero continuare a pascolare indisturbati – e travestiti da mansueti agnelli – sui conti bancari e sui portafogli degli Europei, nel nome di un capitalismo finanziario immorale e mafioso.

     Le sconclusionate previsioni di Moody's e il teatrino dello spread  

    Quindi le agenzie di rating hanno questa volta promosso l'Italia, come emerge anche dall'analisi diffusa ieri da Moody's e relativa all'evoluzione dell'economia europea dall'adozione dell'Euro ad oggi. Secondo tale analisi, che prende a paragone le due gravi crisi finanziarie che colpirono Svezia e Finlandia circa due decenni fa, il nostro paese starebbe correggendo alcuni squilibri accumulati prima del 2008 e potrebbe uscire dalla crisi nel 2013. In reltà, come spesso accaduto, pensiamo si tratti di stime completamente pretestuose e fuori dal mondo, visto che le misure chieste dall'Ue ed avallate ed eseguite a puntino e con devozione dal professor Mario Monti, fin dall'avvio del 2012, hanno profondamente mutato e destabilizzato  i fondamentali dell'economia italiana, avviando una congiuntura economica negativa (recessiva) destinata a lasciare il segno per decenni.

     Rating e Tassi: va dove ti porta… il vento 

    Ma consentiteci una piccola digressione, un'ulteriore rapida parentesi: ma è possibile che da un giorno all'altro, quasi per magia, gli spread così come gl'indici borsistici e i tassi d'interesse cambino così drasticamente rotta? E' possibile che a cambiare non siano solo i numeri ma – a ruota – anche i "giudizi" di politici, commentatori, intellettuali e "speculatori"? E' possibile che in tale "pazzesco" processo le agenzie di rating svolgano un ruolo tanto incisivo? Purtroppo sì, ed è vero anche che la risposta cosciente della gran parte del popolo, quantomeno quello italiano, stenta ad arrivare ed a manifestarsi, preso così com'è da una cinghia tanto stretta che sembra paralizzare le coscienze e inibire qualsivoglia forma (civile) di ribellione. Non si comprende infondo la semplice verità: di come cioè la "crisi" non sia aoltro che quel momento favorevole ai popoli per rompere la catena politica, sociale e culturale che lo incatena e lo schiavizza. Pertanto quelle di Moody's e della BCE restano soltanto parole che non fanno che confermare la nostra tesi sulla totale inaffidabilità delle agenzie di rating, sul gravissimo immobilismo interessato e complice della BCE e sulla necessità di una loro definitiva delegittimazione in merito agli affari interni degli stati nazionali. 

     L'exit-plane di Helsinki… Si salvi chi può!  

    Intanto c'è da notare (e Berlino e Francoforte lo sanno bene) come gli interessi in gioco contro la disgregazione dell'Euro-gabbia siano  troppi: interessi che riguardano – ovviamente – i signori dell'Euro, quelli che contano, e non la gran parte dei cittadini europei: quella parte sana e consapevole di cittadini europei che questa infame Europa targata Ue non la vogliono più o – addirittura – non l'hanno mai voluta. Quella parte "sana" e maggioritaria di Europei il cui giudizio però, purtroppo, non conta. Pertanto, nelle prossime settimane, qualche provvedimentio che sfiori – almeno sfiori – quella che si chiama "Democrazia", i "Signori" dell'Europa dovranno pur prenderlo, se vorranno evitare il totale disintegrarsi dei palazzi del potere e della nave Europa. Non è a suon di diktat e trappole finanziarie che si inibiscono e "controllano" gli umori dei popoli. D'altra parte il limite – almeno per ciò che attiene l'Europa del Sud – è già stato abbondantemente superato. Ma anche a Nord (vedi Finlandia e Olanda) inizia oggi a serpeggiare l'idea di tornare alle monete nazionali, visto l'insopportabile peso economico e sociale del sodalizio forzato con questa iniqua moneta unica. In tal senso Helsinki sta già facendo le prove generali di abbandono della nave. Come accadde alle scialuppe del Titanic in quel lontano Lunedì, 15 Aprile 1912.

    Vincenzo Folino, Sergio Basile ( Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Mercoledì, Maggio 30th /  2012 – di Silvia Laporta –  Bankitalia / Banca Centrale Europea / Bundesbank / Bund / Btp / Spread / Debito / Bce / Credito / Italia / Merkel / Grecia / Investimenti / Credito / Crisi / Spariti 200 milioni di euro  / Fuga capitali / Soppressione della sovranità monetaria nazionale / […]

    I mercati minacciano Madrid – Rajoy s’inchina ai banksters

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    Martedì, Maggio 29th /  2012 – di Silvia Laporta – Spagna / Madrid / Crisi Ue / Eurozona / Unione europea / Debtocracy / Mariano Rajoy / Bankia / Aiutare le povere banche / Dittatura dello spread / Diktak del rating / Alibi / Paradossi della casta bancaria / Controinformazione / Qui Europa / Fallimento dell'economia europea / […]

    Roma – Uova e fischi per Draghi, duramente contestato a La Sapienza

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    Martedì, Maggio 29th  / 2012  – di Silvia Laporta – Italia / Roma / La Sapienza / Università / Protesta dergli studenti / Mario Draghi / Visco / Bce / Bankitalia / Austerity / Politichese / Dittatura della casta bancaria / I giovani aprono gli occhi / Commemorazione caffè / Mario Monti / Lezione di politichese / […]

     

  • Epilogo Euro: la fine della moneta unica  è solo rimandata!

    Epilogo Euro: la fine della moneta unica è solo rimandata!

    Giovedì, 23 agosto / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Europa / Italia / Spagna / Germania / Roma / Moneta unica / satanismo / simbologia     

    Epilogo Euro: la fine della moneta unica

    è solo rimandata!

    La moneta della "Bestia" nata per distruggre l'Europa?

    L'analisi di "Qui Europa" sulle teorie complottiste

     

    di Maria Laura Barbuto

    Roma, Berlino, Strasburgo, Francoforte – In questi ultimi scampoli di Agosto, in Europa si è tornati a parlare insistentemente e per ovvi motivi, dell’Euro, della crisi e del ripristino “delle vecchie tradizioni monetarie”: anche se la profezia relativa alla fine della moneta unica europea non ha trovato fondamento concreto nell'estate 2012 – per come avevamo in parte previsto, e per come avevano previsto diversi accreditati osservatori europei e premi Nobel – è anche vero che, probabilmente, essi hanno sbagliato di poco. Smentita, ma solo per il momento, la previsione, il "temuto pericolo" (o l'auspicata liberazione) – tuttavia – non è ancora passato, anzi! Ormai siamo nel pieno della crisi ed ogni minimo miglioramento della drammatica situazione finanziaria europea, purtroppo, non assume il significato di superamento dei problemi legati all’economia. Agosto sarebbe stato il mese più caldo anche per l’euro, in quanto le previsioni parlavano di un crollo definitivo della moneta e delle Borse e di un’impennata dello spread (dello strategico e subdolo spread) che avrebbe toccato quota 700: non è successo, ma il tracollo pare sia solo rimandato. Ma in questi ultimi scampoli di agosto, il declino dell'Europa, sempre più affossata dall'euro e dai suoi accidenti, si sta tingendo anche di "funeste fantasie" o "terribili verità" (dipende sempre dai punti di vista) innescate da divagazioni sul tema "euro" di un esercito di studiosi, cosiddetti "complottisti", e non solo. 

      Digressioni sulla natura occulta dell'euro  

    Fantasie, che tuttavia, a ben vedere presentano curiosi e sconcertanti indizi. Che l’Euro fosse nato per distruggere le monete nazionali e per sovvertire la sovranità nazionale degli stati è ormai storia assodata e largamente condivisa. Ma a sostenere, invece, che esso sarebbe potuto diventare una trappola mortale per l'intero Vecchio Continente, davvero pochi erano pronti a scommetterci. Certo, fermandoci per un momento ad ascoltare le supposizioni di molti complottisti, ed analizzando la grafica impressa sulle monete emergono particolari davvero inquietanti. Simboli spudoratamente massonici e mondialisti, come noto, si sono sprecati sul dollaro Usa: il dollaro è il capolavoro massonico per eccellenza, con le sue inequivocabili frasi (es.: "novus ordo seclorum"), la piramide tronca in bella vista e l'occhio onnivegente luciferiano. Perchè dunque precludere questa possibilità per la moneta unica europea?

     Quegli strani disegni sull'euro: il marchio del diavolo?  

    Allora, senza voler trasformarci in "improbabili complottisti della Domenica", ma fermandoci per un momento soltanto ad ascoltare ed esaminare le prove delle cosiddette tesi complottiste, forse molti tra noi potranno finire per concordare con quanti sostengono che gli strani simboli impressi sull'euro non siano casuali, ma che in realtà rivelino la natura occulta dell'euro stesso. Certo, la grafica della moneta unica é stata pensata, ponderata e valutata chissà quante volte prima di essere imposta. Pertanto risulta difficile pensare che i disegni sull'euro siano casuali o che siano semplici decori grafici. In tal senso molti cosiddetti "complottisti" e molti accreditati studiosi di numismatica vedono nelle 6 stelle, nelle 6 linee e – di nuovo – nelle 6 stelle unite tra loro, da un'unica linea retta, il simbolo biblico della bestia "666". Sarà un caso? Chissà. Ma non è finita! accanto a questa curiosa combinazione geometrica vi sono altri due simboli che ci lasciano perplessi: in alto, la penisola scandinava assumerebbe una curiosa simbologia fallica (ricordiamo, in tal senso, come proprio il culto del fallo sia uno dei tre principali culti massonici) mentre al centro della moneta, spostato a destra, si può notare uno strano simbolo a forma di numero "4". Secondo molti esperti di antiche scritture, esso non sarebbe altro che l'espressione dello stesso numero "666" scritto in sanscrito. Dunque euro e dollaro sarebbero legati da sottili significati esoterici, che aprirebbero ad altre sconcertanti  riflessioni.

     L'insostenibile leggerezza dell'essere 

    Ma, mettendo per un momento da parte esoterismo ed occultismo, e tornando all'economia, all'Eurozona e ai danni "pratici" dell'euro sulle finanze e sulla stabilità delle nazioni europee, come ormai noto, è assodato come l’Italia (tra le vittime sacrificali predilette dell'Euro-gabbia) sia nel mirino degli speculatori a causa proprio del suo "debito gonfiato". Un debito indotto favorito ed alimentato dall'euro stesso e dal Sistema target 2: sistema di regolamentazione interbancaria ed internazionale (interno all'Eurozona) nato proprio per supportare l'euro, nel 2007, sulle ceneri del precedente "Sistema Target". Prova, questa, che la crisi non sia affatto né arginata, né casuale. Ma bensì voluta ed indotta da oscuri burattinai, con un fine ben preciso, quello di creare un unico superstato europeo, egemone e totalitario (Vedi MES). Ma in molti si ostinano ancora a non capire. Assistiamo ancora al triste spettacolo di una parte dell'Italia (credulona), che continua a far finta di non comprendere, e che continua a considerare “veritiere e soddisfacenti” le parole del professor Mario Monti che – imperterrito – continua ad affermare, con una disarmante leggerezza, di aver "voltato le spalle alla crisi”. E come dargli torto? Lui, il Buon Mario, le spalle le ha voltate davvero, ma al nostro "Paese della crisi": del quale risulta essere uno dei maggiori responsabili. Probabilmente, nel prossimo caldo autunno, in Europa a muovere le pedine dello scacchiere e ad alimentare questa danza macabra dinnanzi alla "vittima sacrificale Italia", sarà la Germania che potrebbe dare all’Ex-Bel Paese la cosiddetta “botta di grazia”, imponendo un rigore autunnale ancora più austero che – come più volte abbiamo sottolineato noi di Qui Europa – non farebbe altro che peggiorare la situazione. E tutto per difendere il solito crudele, pagano e vorace dio euro.

     L'irrefrenabile disgregazione dell'Europa  

    Intanto, all’interno dei confini nazionali di ogni singolo Paese, si fanno progetti per mettere eventuali toppe ad una bandiera europea ormai logora, qualora gli ipotetici e fasulli piani europei di "rinascita" non dovessero andare a buon fine e la crisi avesse, così,  la meglio sulle tasche e sul sangue dei cittadini del Vecchio Continente. Vedi caso Finlandia. Tra le soluzioni possibili, per molti paesi potrebbero esserci allora, in previsione, l’abbandono della moneta unica ed il rispristino di una propria moneta nazionale: beh, se l’euro è nato con l’obiettivo di raggiungere e stabilire un’unità politica equa, indolore ed armoniosa, oggi possiamo dire a gran voce che la missione è totalmente fallita. L’unico “traguardo” che si potrebbe raggiungere è, dunque, l’ulteriore disgregazione di un’Europa già in contrasto ed in difficoltà. La fine – per ora solo ipotizzata – della moneta unica potrebbe diventare, quindi, una vera e propria scommessa. C’è chi crede che rivedrà la lira, c’è chi ne avrà solo nostalgia e continuerà ad averne; o chi, ancora, crede nell’euro e sostiene che possiamo farcela da soli, perché la nostra situazione è diversa da quella della Spagna o della Grecia. Ma chi confida in ciò , evidentemente dimentica che ad alimentare la "crisi indotta"  – come abbondantemente dimostrato da "Qui Europa" dall'avvio della disastrosa disavventura del governo Monti – non sono fantomatiche, ipotetiche o comunque secondarie bolle immobiliari, ma è ben altro! Ma si sa: le parole se le porta via il vento e  l’unico vento che continua a soffiare è quello della "crisi pilotata". Quello della speculazione. Un ottimo e provvidenziale vento per i lauti introiti delle banche: nazionali ed estere.

     Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Mutui – Caso Euribor: Ecco come milioni di Italiani potrebbero essere stati truffati per miliardi di euro

    Sabato, Luglio 4th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea/ Europa / Italia / Finanza / Economia / Interessi / Mutui / Manipolazione indici / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Scandalo Libor / Libor / Euribor / Barclays / Procura di Trani / Antitrust / Avaz /

    Indici truccati: scandalo in banca!

    Barclays si confessa

    Ricorso presentato da Federconsumatori

    e Adusbef: anche in Italia dubbi sulla

    manipolazione dell’Euribor

    Milioni di Italiani con mutui potrebbero

    essere stati truffati per miliardi di euro

    Roma, Milano, Trani, Londra –  Che la crisi economica sia protagonista assoluta sul palcoscenico mondiale non vi è alcun dubbio, così come ormai chiara è la dittatura finanziaria messa in piedi dalle “banche regine del sistema” . Ma “oltre al danno, la beffa”, come si suol dire, perché che le banche speculatrici addirittura ricorressero ad espedienti per “falsificare” l’indice per calcolare le rate dei nostri mutui  sembra davvero una “drammatica barzelletta”. Per altro già raccontata in altre sedi da "Qui Europa". Eppure è tutto vero, purtroppo. Sulla scia di quanto accaduto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, a seguito della confessione di Barclays di aver truccato il Libor, anche in Italia sorgono dubbi sulla “coscienza pulita” dei banchieri. A sollevare l’interrogativo, il ricorso presentato alle procure di Milano, Roma e Trani, da due importanti associazioni, Adusbef e Federconsumatori, da sempre impegnate nella lotta contro gli abusi finanziari e bancari.

      Il Caso Euribor dopo lo scandalo Libor   

    Al momento le indagini sono state avviate solo dalla Procura di Trani (la stessa che ha indagato sugli abusi e sulle manipolazioni di mercato da parte delle agenzie di rating: co-artefici dell'eurotruffa) per accertare che il sistema bancario italiano non abbia truccato l’Euribor, equivalente italiano del Libor. Sembra strano che solo la Banca Barclays, autrice, nella persona dei suoi più alti rappresentanti,  di confessioni sconvolgenti relative alla manipolazione dei dati che determinano il Libor da parte dei propri manager tra il 2005 ed il 2009, sia coinvolta nello scandalo finanziario: infatti, pare che siano ben 18 le banche “tenute sotto controllo” dalle autorità competenti per accertare la legalità e la trasparenza delle stesse e delle operazioni da esse avviate.

      Mutui italiani nel mirino   

    Anche i mutui italiani a tasso variabile sono nel mirino: essi potrebbero essere stati determinati da indici truccati. “Se i sospetti fossero fondati, i danni sarebbero ingenti” – afferma il vicepresidente di Adusbef, Mario Novelli – “Anche se l’Euribor, nonostante la crisi, continua a scendere per uno strano meccanismo, bisogna chiedersi se, negli anni scorsi, quando aumentava, esso era un parametro reale o meno!”

      Una truffa da miliardi di euro   

    Una potenziale manipolazione dell’Euribor, che nel 2008 era al 5,93%, secondo le stime condotte dalle due associazioni che hanno provveduto alla presentazione del ricorso, avrebbe provocato danni di 2, 9 miliardi di euro a 2 milioni e mezzo di famiglie italiane indebitate con i mutui. Cifre da capogiro che, nel frattempo, hanno fatto sì che lievitassero le casse delle banche e che si gonfiassero a sproposito le tasche dei banchieri.

      Authority ed Antitrust europei da rottamare!  

    Anche l’Antitrust europeo indaga sulla faccenda, in modo evidentemente lento e poco incisivo: serve una legislazione europea capillare e dettagliata che tuteli gli interessi dei cittadini e limiti, esponenzialmente, il potere delle banche: già per altro esacerbato dal Sistema Target 2 (pro-Germania); dagli Accordi di Basilea; dalle ingerenze dell'EBA (European Banking Authority) retta dall'italiano Andrea Enria e dall'art. 123 del Trattato di Lisbona: che obbliga vergognosamente tutti gli stati a rifinanziarsi presso le banche private – a tassi da usura – a discapito della sovranità monetaria dei Paesi dell'eurozona, completamente buttata nello sciacquone.

      L'appello di Avaz: Banchieri in carcere!   

    C’è, dunque, chi considera addirittura i banchieri come criminali ed invoca la reclusione dietro le sbarre dei colpevoli responsabili: è il caso di Avaz, movimento nato nel 2007 sul web, con 15 milioni di membri, che proprio il 10 luglio scorso ha lanciato una petizione proprio contro i signori banchieri. Signori sì, della dittatura europea.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Martedì, Luglio 10th/  2012 – di Silvia Laporta – Bce / Mario Draghi / Mario Monti / Crisi Economica / spread / Parlamento Europeo / taglio spesa pubblica / Olli Rehn / spending review / Grecia / Spagna / ricapitalizzazione banche / Finlandia / Olanda / Tobin Tax / Jean Claude Junker / Yeves Mersch / Fao […]

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    Martedì, Luglio 10th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / Parlamento Europeo / Banca Centrale Europea / BCE / Mario Draghi / Ecofin / Firewall / Fondo Salva Stati / Maggiori poteri alla Bce / Efsf / Mes / Esm / Meccanismo Europeo di Stabilità / Accentramento / Sovranità / Ltro […]

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

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    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

    Debito Pubblico e Ruolo della Bce – Un Sistema Bancario Immorale

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    Martedì, Luglio 3rd / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Sistema bancario / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Sistema Target2 / Germania / Industria tedesca / Angela Merkel / I debiti […]

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    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico […]

    Vertice Ue verso Accentramento Bancario e Fiscale

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    Mercoledì 27 th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta – Bruxelles / Unione Europea / Barroso / Merkell / Germania / dittatura / crisi economica / Unione economica e monetaria europea / Consiglio Europeo 28-29 Giugno / crescita / controllo centralistico / Ufficio del Tesoro Europeo / 27 Paesi dell'Unione Europea / Vecchio continente […]

     

  • Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

    Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

    Giovedì, Agosto 2nd/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Europa / Unione Europea / Bruxelles / Debito Pubblico / Sovranità nazionale / Euro / Moneta unica / Politica / Economia / Finanza / Comunità / Unità politica / Deficit / Crescita / Crisi / Mercati finanziari / Francia / Spagna / Finlandia / Monti / Hollande / Rajoy / Katainen  

    Unione Europea: la deriva di un Continente

    E.u.r.o.: è una Rapina Organizzata. La crisi senza fine

    del Vecchio Continente

    Intanto il Professor Mario Monti si appresta a concludere

    il suo inutile propagandistico balletto tra Francia,

    Finlandia e Spagna

    Bruxelles, Strasburgo – Che l’Unione europea non navighi in buone acque è, ormai, cosa ben nota, come noto è il fatto che le vie di fuga da una crisi “organizzata” sembrano essere lontane dalla realtà dei fatti, quanto impossibili da raggiungere stando ai fittizi mezzi messi in campo da Monti, Katainen, Hollande, e Rajoy: che in queste ore parlano impropriamente di "prossima fuoriuscita dal tunnel". “Debito” è la parola che risuona, ogni giorno, in modo continuo e costante, nelle orecchie di tutti i cittadini europei, i quali, in balìa di una politica disorganizzata e di rappresentanti parolieri e chiacchieroni, diventano, sempre di più, prede facili dei poteri forti e delle leggi dell’economia dei mercati. C’è chi crede in una Europa unita, c’è chi spera che il Vecchio Continente diventi omogeneo e che tutti i paesi raggiungano un certo equilibrio, chi confida ancora, nonostante tutto, nella moneta unica.

      La Super Unione fa la forza degli Usa  

    Eppure, in questa Europa – mentre si susseguono i propagandistici balletti ed i viaggi di Mister Monti tra Spagna, Finlandia e Francia –  da un lato la Germania (favorita dalla stessa moneta unica tramite il rating e lo spread, il Sistema Target 2 e il tasso Euribor) ingrassa le proprie banche; mentre dall’altro peggiora ogni giorno di più, oltrepassando la sfera del drammatico, la situazione di stati dell'Eurozona del Sud come la Grecia, la Spagna e l’Italia. Ciò grazie al persistere di un’unica moneta che ci si ostina a voler salvare, progettata (malissimo) e riesumata artificialmente per tentare di resistere a forme di economie e di crisi nazionali diverse. Ciò, secondo una logica comunitaria basata sulla massima “l’unione fa la forza”, che dovrebbe portare i singoli Stati a “rinunciare” definitivamente e drasticamente alle ultime  porzioni rimaste della propria sovranità – da “cedere” all’Unione europea – nel tentativo di creare una comunità in grado di raggiungere anche un’unione politica, sociale, economica e culturale. Badate bene! Anche culturale! In poche parole si usa il pretesto dell'irrinunciabilità dell'euro con l'obiettivo malcelato di porre in essere le fondamenta di un superstato totalitario che si vorrebbe creare per compiacere il disegno egemonico degli Stati Uniti e di un Nuovo Ordine Mondiale imposto da una élite di banchieri. Tutte parole insomma, quelle dei leader europei: a tratti vagamente  rassicuranti, ma nel concreto – fuor di dubbio – sconcertanti e prospettanti orizzonti liberticidi. 

      E.U.R.O. – "E' Una Rapina Organizzata"  

    Progetto mirato che in questa calda estate, va avanti con il pretesto di voler salvare una moneta, l’Euro, che potrebbe essere, pertanto, l’acronimo di “E’ Una Rapina Organizzata”. Senza scordare che – come detto – in questo scenario anche la crescita, la tanto propagandata crescita, diventa una vera e propria utopia. Eh già! Per non parlare dei sacrifici immani che ogni cittadino sta compiendo in questo periodo e che sembrano davvero non avere fine. Il deficit dei paesi dell’Eurozona nella media è pari al 3% e a questo punto la domanda sorge spontanea: come è possibile che gli Usa ed il Giappone, con un deficit rispettivamente dell’8% e del 10%, non vivano una crisi così drammatica? La risposta, se non immediata, di certo non è difficile da trovare: questi paesi hanno un potenziale di crescita notevolmente più alto rispetto a quello europeo chiamato a sottostare al barbaro rigore del Fiscal Compact e all’austerità di una selvaggia Spending Review che, fino ad adesso, non ha portato a nulla, se non a situazioni più complicate da affrontare e da vivere.

      Alla ricerca dell'Europa Perduta   

    Rimettersi, come fino ad adesso tutti hanno fatto, alle regole ed alla volontà  imposte da un’Europa guidata dalla logica finanziaria, porterebbe  ad una privazione della sovranità nazionale che costringerebbe gli Stati  che vivono con più difficoltà a sottomettersi alla nazioni più potenti. Ma del resto, fino a questo momento, i fili dei burattini tirati dall'eurocasta, dalla Germania e dalla Banca Centrale Europea, non hanno prodotto che questa situazione. Insomma, siamo tutti alla ricerca dell’Europa perduta, non quella dell’Euro,  della finanza e dei mercati, ma piuttosto quella della proclamazione dei sentimenti di unità sociale e giustizia.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    La riflessione del Nobel – Paul Krugman e la fine dell’euro

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    Sabato, Giugno 9th / 2012  – di Silvia Laporta – Unione europea / Eurozona / Economia / Finzanza / Instabilità dell'Eurozona / Intervista a Paul Krugman / Banca Finanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / 6 pericoli immediati per l'Europa / Cecità dei leader europei / Consiglio europeo / Fiscal compact […]

    Il monito del Nobel Krugman: “L’Ue abbandoni l’Euro”

    Il monito del Nobel Krugman: “L’Ue abbandoni l’Euro”

    Sabato, Aprile 21th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Banca Centrale Europea /Bce / Crisi / Spagna / Regno Unito / Euro / Bolla immobiliare / Disoccupazione / Suicidi / Austerità / Inflazione /  Times / New York Times / Paul Krugman / Simon Wolfson / Premio Nobel  / Abbandono dell'euro […]

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

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    Debito Pubblico e Ruolo della Bce – Un Sistema Bancario Immorale

    Debito Pubblico e Ruolo della Bce – Un Sistema Bancario Immorale

    Martedì, Luglio 3rd / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Sistema bancario / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Sistema Target2 / Germania / Industria tedesca / Angela Merkel / I debiti […]

    Speculazione e “Derivati”: i ruoli di Ue, Draghi e Monti

    Speculazione e “Derivati”:  i ruoli di Ue, Draghi e Monti

    Venerdì, Marzo 30th / 2012 Parlamento europeo / Commissione europea / Derivati / Regolamentazione / Commissione Industria / Antonio Tajani / Speculazione / Bce / Trichet / Mario Draghi / Mario Monti / Trasparenza / Swap / Bolla Usa / Crisi / Esma / Cers / Obblighi informativi / Reporting / Democrazia / Alexis de […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

    La Crisi Economica e Sociale dell’Ue: analisi e prospettive di una studentessa del Mezzogiorno

    La Crisi Economica e Sociale dell’Ue: analisi e prospettive di una studentessa del Mezzogiorno

    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Federica Santoro –   Articolo selezionato nell'ambito del concorso interscolastico lanciato dal quotidiano "Qui Europa" tra gli studenti delle quarte e quinte classi  degli Istituti d'Istruzione Secondaria Superiore di Catanzaro sul tema "La crisi Economica e Sociale dell'Ue: Analisi e Prospettive " in occasione del Convegno Nazionale Organizzato presso l'Ateneo UMG […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

    Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il rigore!

    Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il  rigore!

    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012 Unione Europea / Crisi /  Rigore / Nobel / Paul Krugman   Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il  rigore!         Il duro monito di Paul Krugman all'Ue New York – Sentir parlar male dell’eccessivo rigore economico da un cittadino medio potrebbe non suscitare effetti importanti, […]

     

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Domenica, Giugno 17th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / […]

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Venerdì, Giugno 15th / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore / […]

     

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

    Giovedì, Marzo 29th / 2012 Grecia / Troika / Ue  / Bce / Fmi / Commissione europea / Crisi / Banche  / Dignità umana / Spread / Rating / Blocco consumi / Protesta / Multinazionali  Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika Quando l'euro vale più della dignità umana Ma “l’usura” non era un reato? […]