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  • The School of Darkness – 5 – Il viaggio in Europa

    The School of Darkness – 5 – Il viaggio in Europa

    Martedì, 18 settembre / 2018

    di Bella Visono Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, Europa,  Nazismo,  Fascismo        

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 5°

    Capitolo 5° – Il viaggio in Europa

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella V. Dodd

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile

    School of Darkness - Bella Dodd - viaggio in Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Quinto                                                         

    New York – di Bella V. Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess" a cura di Sergio Basile(Continua da qui The School of Darkness – 1 – 2 – 3 – 4) – Dall’autunno del 1927 al giugno 1930, frequentai la New York University Law School e insegnai all'Hunter College, si trattò di un periodo in cui fui profondamente coinvolta nelle attività degli studenti nel mio college, del quale non fui solo insegnante ma anche consigliere di molti di loro, sia individualmente che nelle attività di gruppo. Come giovane insegnante, preoccupata dalle correnti conflittuali tra gli intellettuali, mi rivolsi a Sarah Parks per consigli e chiarimenti. L'insegnante che avevo ammirato da studentessa universitaria era coinvolta in polemiche sulle politiche salariali e promozionali del college. Allora quei temi non mi interessavano, perché amavo così tanto la mia posizione di insegnante che le polemiche sugli stipendi mi sembravano secondarie. Sarah invece era infervorata per le disuguaglianze di grado e di stipendio e per il suo bene cercai di interessarmi a queste cose. Fu un periodo in cui incontrai uomini e donne che seguivano idee e vivevano vite non ortodosse. Fu un periodo in cui l'amore per la letteratura, le arti e l'interesse per la rivoluzione russa divennero la scusa per lasciare casa e vivere in piccoli appartamenti angusti nel Greenwich Village. A quel tempo passavamo lunghe ore, notte dopo notte, seduti davanti ai camini in una soffitta del villaggio, parlando all'infinito. Sarah era stata una di noi, ma ora il suo coinvolgimento con la politica del college era sfociata in disperazione. Non ritenevo che la situazione giustificasse i suoi eccessi emozionali. Non sapevo che anch'io avrei seguito le sue orme. In quel momento sentii solo che tutto ciò che faceva nella sua vita la stava catapultando violentemente in un grande vuoto. Tendevo a ritirarmi dalla nostra stretta amicizia e a coltivare nuovi amici che costituivano le fondamenta che lei stessa aveva contribuito a stabilire.

     Il suicidio di Sarah Parks                                      

    Quando nel gennaio del 1928 si suicidò, fui gettata in una spirale emotiva. Mi sentii in colpa per non aver passato più tempo con lei. Pensavo di averla delusa. Ero amareggiata da quelli del college a cui si era rivolta per affetto e che, invece, le avevano chiuso la porta. La sua morte ebbe un profondo effetto su quelli tra noi che lei aveva influenzato. Sentivamo che Sarah aveva avuto il coraggio intellettuale di credere nella nuova nascente società collettiva, ma non l'audacia pratica necessaria per diventare un membro disciplinato del gruppo. Sentivamo che lei pensava come una collettivista, ma che combatté e visse come un’individualista e nella nostra impietosa analisi della sua vita, questo era stato il suo fallimento.

         Non ci rendevamo conto che la vita era diventata insopportabile per lei

                                    a causa del disordine del suo pensiero

                 che inevitabilmente l'avrebbe portata all'autodistruzione.

    Attenta a non continuare sulla strada che portò al suo suicidio, dovetti intraprendere una strada più lunga, più ingannevole ma parallela, fino all'annientamento. Mi rifiutai di tornare sui miei passi e riconoscere i miei errori. Non sapevo che questo avrebbe potuto portare solo disarmonia, confusione e sconfitta. Gli anni 1928 e 1929 furono pieni di confusione e bruttezza. Mi rifugiai sempre di più nella letteratura della disperazione. Provai a scrivere, ma scoprii che la mia confusione interiore si rifletteva sul mio lavoro. Per la prima volta nella mia vita guardai al futuro con apprensione. Nulla sembrava gratificarmi. Il mio lavoro presso la scuola di legge era mediocre. All'Hunter College le lezioni stavano diventando più impegnative e gli studenti che venivano da noi dalle scuole superiori non erano ben preparati. Il senso di dedizione all'apprendimento si stava affievolendo. Molti si iscrivevano all'università solo per adempiere il desiderio dei loro genitori, il desiderio moderno degli ignoranti determinati a far sì che i loro figli avessero un'istruzione universitaria. Ero consapevole del fatto che una massa crescente di giovani entrassero all'università quasi automaticamente dopo aver frequentato le scuole medie e superiori. Ero consapevole dell'abbassamento degli standard qualitativi. Si pensava poco al significato e allo scopo di un'educazione universitaria e praticamente non si pensava al ruolo delle libere università statali.

     In viaggio per il Vecchio Continente                     

    Durante la primavera del 1930 iniziai i corsi di Medina Cram e preparai l'esame per l'ammissione al New York Bar. Dopo la fine dell’esame chiesi un permesso di congedo dal college e con la mia amica Beatrice partii per l'Europa. In modo sciocco, speravo di trovare lì risposte che non trovavo a casa. Ero stanca e irrequieta. Volevo scappare da ogni senso di responsabilità. Ero giovane e volevo godermi la vita. Fu un viaggio ricco di nuove conoscenze. Grazie alla capacità di socializzare facilmente conobbi persone interessanti in ogni ambito della vita nei diversi paesi che visitammo. Fu in questo viaggio che incontrai il mio futuro marito, John Dodd. Atterrammo ad Amburgo. La trovai una città interessante, piena di marinai, scaricatori di porto, soldati. C'erano i nuovi benestanti con le tasche piene della ricchezza del paese. C'erano comunisti ovunque e in marcia, incontrandosi, cantavano. C'erano decadenti ed audaci locali notturni. C'erano anche vecchi ristoranti, vecchie case e chiese e altre testimonianze di un tempo ormai andato. Era una città di contrasti. Troppo spesso ci trovavamo al cospetto di tedeschi della classe media con facce smunte e tirate, pronte, quando notavano simpatia, a raccontarti i loro problemi. La cosa che mi colpii fu la loro perplessità. Non capivano né la causa della loro situazione, né dove stavano andando. Li guardammo e ascoltammo le loro storie. Ma eravamo americani pieni di dollari nelle borse, intenzionati a divertirci. A Berlino vedemmo più volti accigliati, smunti e, d’altra parte, più sfacciati sfarzi.

    Eravamo sconcertate dal degrado sessuale e morale ostentato nei locali notturni

                                   e presentato ai turisti di tutto il mondo.

    L'atmosfera della città sembrava carica come l'aria prima di una tempesta elettrica.

    Incontrai alcuni dei miei amici dell'Hunter College all'Università di Berlino ed avemmo l'opportunità di confrontarci su ciò che stava succedendo nei luoghi dell'apprendimento. Parlammo con studenti universitari e professori. L'università era dilaniata dai conflitti.

          Socialisti, comunisti, nazionalsocialisti si stavano combattendo a vicenda

         e congiuntamente si scagliavano contro chi si considerava conservatore,

             attaccato al proprio paese dall'amore naturale della propria patria.

     Nel degrado di Berlino                                                  

    Gli atti di violenza erano comuni nella città e nei dintorni dell'università. Ero consapevole del fatto che le questioni politiche fossero per loro una questione di vita o di morte. Ero anche consapevole del fatto che intellettuali, insegnanti, professori e scienziati fossero arrogantemente chiusi nel loro orgoglio e mancavano del desiderio interiore di svolgere un ruolo salutare nell'ora del bisogno del paese.

                                         Erano uomini di altissimo livello intellettuale,

                                 ma erano pronti ad attaccarsi alle forze della violenza.

                      Allora non mi resi conto, come faccio ora, che per quasi un secolo

    il mondo giudiziario tedesco era stato sottoposto a una sistematica despiritualizzazione

                         che poteva risultare solo nella disumanizzazione ora evidente.

           Ciò rese possibile il fatto che uomini così despiritualizzati avessero potuto servire

                            sia il potere nazista, prima, che il potere comunista, dopo,

                                                 con una lealtà ed efficienza spietate.

    In Germania discutevo spesso della crescente ondata di conflitti, ma su una cosa i professori e gli studenti erano d'accordo: il fascismo non sarebbe mai potuto venire in Germania. Era possibile in Italia, dissero, a causa della mancanza di istruzione generale, una cosa del genere non poteva accadere in Germania. Due istituzioni avrebbero impedito questo: le grandi università tedesche e il servizio civile tedesco. Quando, contrariamente alle loro dichiarazioni, accadde in Germania, le due grandi istituzioni che crollarono prima di tutte furono le università tedesche e il servizio civile tedesco. Dovevano servire il Fuhrer, ed era da loro che dovevamo imparare la lezione che l'istruzione in sé e per sé non è un deterrente alla distruzione di una nazione. Le vere domande da porre erano: che tipo di educazione? a quale scopo? con quale obiettivo? sotto quali standard?

     Via da Berlino… verso Dresda e Vienna                     

    Ero felice di lasciare Berlino, insistendo per un itinerario che non era nei nostri programmi. Fino ad allora mi ero rifiutata di passare molto tempo nei musei e nelle chiese, ma ora volevo andare a Dresda e vedere la Madonna Sistina (dipinto a olio su tela di Raffaello, databile al 1513-1514, e conservato nella Gemäldegalerie di Dresda – Ndt). Valeva la pena il lungo viaggio per vedere l'adorabile Vergine col Bambino e i cherubini ai loro piedi che sembravano dei piccoli allegri monelli. Il giorno che trascorsi a Dresda fu il mio più felice in Germania. Non vedevo l'ora di visitare Vienna. Fu una fortuna che Beatrice avesse parenti nella favolosa capitale degli Asburgo. Ma

      ancora una volta fummo colpiti dal dolore nelle facce bianche e smunte degli austriaci.

    Indossammo i nostri abiti più semplici per non offendere le persone incontrate. Volevamo andare all'opera, ma in un atto di rinuncia decidemmo di non farlo perché avevamo visto uomini e donne che amavano la musica stare fuori dal teatro dell'opera, mentre turisti e profittatori prenotavano i posti. Lo zio di Beatrice, che era stato consigliere finanziario nel regime di Francesco Giuseppe, ci intratteneva portandoci in alcuni famosi caffè. Mentre parlava della storia di Vienna, mi resi conto che amava profondamente la città, ma capii che essa stava morendo. Ci disse che aveva preso accordi per portare la sua famiglia in Uruguay.

                                   Ancora una volta fui colpita dal fatto che

              coloro i quali deploravano la perversione che aleggiava su di loro

            non avevano modelli per mobilitarsi e riprendersi. Erano spaventati.

       Avvertivano il senso del dolore del mondo e il desiderio di tornare al passato,

            ma non avevano la minima consapevolezza di dove stessero andando.

     Finalmente in Italia                                                       

    Dall'Austria andammo in Italia. Avevo atteso con malcelata eccitazione un ritorno alla mia terra natia. Mi aspettavo che il senso di non appartenenza che avvertivo d'improvviso sarebbe potuto svanire. Stavo contando su una trasformazione mistica. Attraversammo il confine e l'ispettore doganale frugò nel nostro bagaglio. Arrivammo a Venezia e andammo in un albergo con un nome tedesco.

           Cercai invano di trovare l'Italia che la mia memoria aveva custodito

                       e la mia immaginazione aveva abbellito, idealizzato.

    Venezia era una città altamente sofisticata, frivola, fragile, materialista. Era invasa da uomini in uniforme. Praticamente una persona su tre era un soldato. Andai al Duomo, ma non mi entusiasmò per i servizi. Era affollato da gente ben vestita, proveniente da tutte le nazioni. Fuori i mercanti trafficavano subdolamente con i ricchi turisti.

    La qualità spirituale e meditabonda dell'Italia che avevo molto apprezzato

     non si vedeva da nessuna parte e mi resi conto che non appartenevo più

                           al paese che avevo lasciato da bambina.

        Ora vedevo la prova tangibile del degrado della filosofia fascista.

    Come studente dell'Hunter College, nei primi anni venti, mi ero dichiarata antifascista in un periodo in cui non era di moda farlo. Era stata una dichiarazione emotiva contro quei compiaciuti membri della società che parlavano delle meraviglie che il fascismo aveva compiuto per l'Italia. Sentivo che erano più interessati agli orari dei treni e ai servizi igienico-sanitari che alla bellezza della sua cultura e all'anima della sua gente. Tuttavia, quando arrivammo a Firenze, scoprii che persino il fascismo non era in grado di corrodere i simboli incredibilmente belli del passato. Mi piacque molto ritrovarmi a Firenze. La delicata restrizione dei suoi paesaggi e della sua architettura sembrava riflettere il carattere delle persone stesse. Mi trovai in piedi nelle piazze pubbliche e osservavo i volti di quelli che passavano, colpita dal fatto che la commessa più semplice sembrava una delle modelle di Raffaello. Mi incuriosì sempre cogliere le diversità e la bellezza della cultura antica delle città italiane. Venezia era diversa da Firenze. Verona e Bologna erano un mondo a parte rispetto a Roma.

    Oggi, quando si parla così tanto e con cotanta adorazione di cultura di massa

       o ci si spaventa dell'accettazione dell’idea di un unico governo mondiale,

           guardo indietro alla gioia che promanava dalla cultura del passato

                                      di queste piccole città-stato

                e mi chiedo se l'arte e l'architettura dei nostri giorni

         raggiungeranno mai la bellezza di quella di quei tempi andati.

     Roma e la prova della rottura col passato                  

                                           Quando raggiunsi Roma

                     ero più interessata alle rovine dei templi classici

    che ai monumenti simbolo dello spirito vivente del cuore del cristianesimo.

                                             Era la prova di quanto io,

              attraverso la mia educazione e il mio perverso orgoglio mentale,

    mi fossi allontanata dal passato della mia stessa gente e dalla saggezza e sicurezza

                         accumulate in duemila anni di Cristianesimo

                e di come tali ataviche prerogative (smarrite – Ndt)

     avessero potuto salvaguardare i figli moderni di tutto l’Occidente.

    Guidai per miglia e miglia al sole caldo per visitare la tomba del poeta Orazio e passai ore alle Terme di Caracalla e presso altre rovine dell'antichità, e in una notte illuminata dalla luna guardai con ammirazione i livelli sfalsati del Colosseo avvertendo tutto il senso del tempo passato. Visitai il Vaticano e alcune chiese, ma la verità è che le visitai in gran parte per i loro inestimabili tesori artistici, cieca dinanzi al loro reale significato. A Roma il potere dello stato fascista era evidente ovunque e si coglieva soprattutto dall’impressionante numero di uomini in uniforme. All'improvviso pensai a mia madre e al suo disprezzo contadino per le forze armate. "Vivono tutti sulle nostre spalle", era solita dire. E ora pensavo all'Italia come a una dolorosa schiena che trasportava la vasta schiera di funzionari e soldati del governo. Avevo deciso di visitare la città in cui ero nata per vedere i miei genitori adottivi, con cui avevamo perso il contatto nel corso degli anni. Tuttavia, quando raggiunsi Napoli ci fu la notizia di un terremoto, quindi tornammo a Firenze e da lì nel sud della Germania per una breve visita.

     Ritorno a New York e adesione al Teachers Union    

    Successivamente Beatrice e io andammo insieme a Parigi, dove raccolsi la mia posta presso l'ufficio dell'American Express. Ruth aveva telegrafato: "Hai superato entrambe le parti dell'esame del Bar." Avevano scritto anche mia madre e mio padre: "Torna a casa, siamo soli senza di te". Sulla nave, di ritorno a casa, incontrai un gruppo di insegnanti di New York, che dissero di far parte dell'Unione degli Insegnanti. Ci catechizzarono sull’importanza di coinvolgere gli insegnanti all'interno del movimento sindacale e ci esortarono a far parte dell'Unione. Quando sottolineai il fatto che la loro unione abbracciasse in gran parte insegnanti di scuola pubblica e che non pensavo che gli insegnanti universitari avessero posto in quel contesto, i persistenti reclutatori mi assicurarono che i cervelli e gli organizzatori originari della Federazione americana degli insegnanti erano insegnanti universitari. Promisi di unirmi al sindacato come prova della mia volontà di partecipazione attiva alla causa della classe lavoratrice, anche se non pensavo che l'Unione potesse essermi di aiuto a livello personale. Al mio ritorno a New York andai alle riunioni della Teachers Union. Li trovai sconcertanti perché c'era tanta lotta e competizione intestina tra i gruppi che cercavano di ottenere il controllo del sindacato. Allora non capivo perché adulti intelligenti dovessero lottare così duramente per controllare un'organizzazione numericamente piccola e insignificante. Ero sorpresa di trovare i nomi di illustri professori come John Dewey e George Counts coinvolti nella polemica. Solo più tardi, quando compresi meglio la politica di sinistra, fui consapevole dell'importanza strategica del controllo di questa testa di ponte. (continua…).

    Bella V. Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

    (Copyright © 2018 Qui Europa) partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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    THE SCHOOL OF DARKNESS – BY BELLA V DODD – PDF

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    Mercoledì,  Aprile 29th/ 2015 – di Sergio Basile e Nicola Arena – con il contributo di Giovanni Caltabiano dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, il comitato dei Trecento, The Secret World Government, Lucifero, Satana, […]

     

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo – 2 – Perchè la Civiltà Cristiana è in mortale pericolo

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    Martedì,  Febbraio 16th/ 2016 – di Sergio Basile – Dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich con il contributo di Nicola Arena Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, Conflitto siriano, Siria, guerra in Siria, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, The Secret World […]

    16 febbraio 2016

    Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo

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    Mercoledì, 7 marzo / 2018  – di William Guy Carr. Tratto da Pawns in the Game (1954) –   Redazione Quieuropa, William Gut Carr, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Illuminati  Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo La strategi

    a di Satana e dei suoi seguaci, nei rapporti tra Illuminati e Massoneria, svelati da William Guy Carr   Tratto da […]

    7 marzo 2018Commenti disabilitatiRead More

    Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico

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    Sabato, 28 luglio / 2018 – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Casaleggio,  Movimento, M5S,  Jean Jacques Rousseau   Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico L'ultima fase della rivoluzione "democratica", sotto il marchio del solito Rousseau di Roberto Pecchioli e Sergio Basile   Premessa a cura di Sergio Basile   […]

    27 luglio 2018Commenti disabilitati

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    Venerdì, 6 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Silvio Berlusconi, Piano Dullas, 1968,  rivoluzione,  Sbarco  Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il '68 Il Piano Dulles e gli eredi del Sessantotto: il piano massonico di sovversione dei costumi italiani attraverso i media, dallo sbarco in Sicilia ai giorni nostri […]

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    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

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    Giovedì, 12 ottobre / 2017             – Lettera di Baruch Levy (rabbino) a Karl Marx –                             Documento ritrovato nel 1888       pubblicato in "La Revue de Paris – 1° giugno 1928 – Pag. 574                 […]

  • Giacinto Auriti – Né destra, né sinistra, né centro. Noi siamo oltre!

    Giacinto Auriti – Né destra, né sinistra, né centro. Noi siamo oltre!

    Venerdì, 13 ottobre / 2017 

    – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –

     Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, Usurocrazia, fascismo, quota novanta, Mussolini  

    Giacinto Auriti – Noi non siamo né destra, né sinistra,

    né centro… Noi siamo oltre!

    Titolo originale: "Per la lotta contro la "usurocrazia" internazionale"

     

    di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 5 – 1 ottobre 1973 

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    Fascismo quota novanta - giacinto auriti

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Né destra, né sinistra, né centro… Siamo oltre!  

    Roma, Guardiagrele (Ch) – di Giacinto Auriti – Un episodio particolarmente significativo, la cui importanza non è stata sufficientemente sottolineata dalla stampa d'opinione, è il proclama lanciato dal governo cileno per il dono delle "fedi d'oro" alla Patria, il medesimo proclama che a suo tempo lanciò il fascismo alle famiglie italiane. Il gesto, senza dubbio ha larga presa sul sentimento nazionale e che costituisce un epigono di un'epoca romantica ed eroica, e sintomatica sotto un duplice aspetto: 1) il governo cileno non è succube del sistema monetario internazionale (1973 – Ndr), è un vero governo cioè che si sforza di essere veramente indipendente.2) I componenti di questo governo si gettano allo sbaraglio nell'impari lotta contro la grande internazionale massonica bancaria. Com'è noto, Allende era massone e marxista. E' evidente che oggi il problema della rarità monetaria non esiste più, perché la moneta, una volta eliminata la riserva aurea (vedi dollaro), è riproducibile senza limite al puro costo tipografico.

                                    Come il fascismo, anche il governo cileno

                                  è caduto nel gravissimo equivoco di ritenere

                        che il valore della moneta sia seguito dal valore dell'oro.

     L'accordo sulla convenzione monetaria                

                E' tempo che ci si renda conto che l'oro ha valore non perché tale 

                             ma solo perché ci si mette d'accordo che lo abbia.

         Sicché basta spostare la convenzione monetaria dal simbolo-merce (oro) 

    al simbolo di costo nullo (carta) perché il valore monetario sia estratto dall'oro 

                                ed incorporato nella carta: di qui l'oro-carta.

    Come il fascismo (fatto ascendere e decadere dalle stesse forze massoniche – Ndr – *), allora, anche il governo cileno è oggi ostacolato e combattuto dalle forse dell'alta finanza massonica internazionale e fatalmente perderà il confronto se non acquista la necessaria informazione culturale a livello di sovranità monetaria.

    (*) 2 Giugno nella Terra di Nessuno: una grande festa Massonica

     Fascio e quota 90: sopravvalutazione della lira   

    Ricordo che De Stefani, che era stato ministro del tesoro e delle Finanze con Mussolini, poco tempo prima di morire ebbe a dirmi:

          "L'italia ha perso la guerra, sul piano monetario, con la quota novanta".

    Com'è noto, la quota novanta realizzò la sopravvalutazione della lira, rispetto alla sterlina,del 25 per cento. la moneta forte significò per L'italia economia debole (con contestuale diminuizione delle esportazioni – Ndr), sicché si realizzò contestualmente l'aumento dei debiti e dei crediti del 25 per cento. Dunque

              l'operazione fece ingrassare gli industriali del credito, i banchieri,

                            che aumentarono i propri crediti del 25 per cento,

                     e pose limite dal fallimento tutti i produttori di beni reali:

    i lavoratori di tutti i settori produttivi che si videro contestualmente aumentare

                                            i propri debiti del 25 per cento.

     Italia disarmata verso la guerra                             

    Sulla spaventosa crisi economica che ne seguì, fermandosi il procedimento produttivo, l'Italia arrivò disarmata alla guerra perché tradita dalla medesima Loggia che (allora come oggi) opera essenzialmente nel sistema bancario e (allora come oggi) nell'interesse di potenze straniere. Quel medesimo sistema che oggi ha interesse a tenere in piedi la struttura artificiale e partitica della nostra società, perché così costruita essa si regge solo su un costo talmente alto (il finanziamento dei partiti) che solo i grandi strozzini, i banchieri, possono permettersi il lusso di pagare. Infatti, essi, 

                                i banchieri, avendo conquistato il monopolio 

                            del simbolo monetario di costo nullo, l'oro-carta, 

      hanno a disposizione senza costi e senza limiti tutto il denaro che vogliono. 

     2 facce, una medaglia: liberalismo e socialismo  

    E' questa l'usurocrazia di cui parlava Ezra Pound e che oggi domina con due facce: il liberalismo e il socialismo.

              Come le due punte della lingua del serpente si riuniscono alla radice,

                            così il capitalismo liberale e il capitalismo di stato

                                sono uniti nell'ombra delle medesime Logge.

            Se così non fosse non ci si potrebbe spiegare come mai URSS e USA,

                                               nell'ultima guerra mondiale,

                        si allearono superando tutte le barriere ideologiche

                                     che solo apparentemente li dividevano.

    Non ci potrebbe spiegare come mai,oggi (1973 – Ndr), il capitalista occidentale Agnelli possa andare a costruire automobili in Russia, o il super feudatario petrolifero Cefis possa fare altrettanto nel settore petrolchimico.

     Liberati dal veleno selle false culture                     

    Altro non resta, dunque, che far comprendere queste verità a tutti gli italiani. Quando saremo tutti uniti, dalla estrema destra alla estrema sinistra, perché finalmente liberati dal veleno delle false culture che da secoli ammalano i nostri cervelli, allora, solo allora, potremo parlare di vera alternativa al sistema. Ecco perché a noi piace dimensionarci politicamente non in base al verbo "essere" ma in base al verbo "volere".

                   Ecco perché noi non siamo né centro, né a sinistra, né a destra,

                                  noi siamo nell'avvenire, noi siamo OLTRE.
     

    Giacinto Auriti / L'Alternativa n. 5 – 1 ottobre 1973 

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     – di Don Curzio Nitoglia –

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    di Don Curzio Nitoglia

    Il volto nascosto di Julius Evola – 1

     Introduzione – Il filosofo proibito                                                                  

    Roma – di Don Curzio Nitoglia – Esiste un interessante studio sul pensiero di Julius Evola, "Il filosofo proibito" a cura di Marco Fraquelli (1) in cui l'Autore condensa in trecento pagine, fitte di note e indicazioni bibliografiche, la filosofia evoliana. Cercherò di coglierne i punti, a mio avviso, più importanti e di porgerli al lettore, integrandoli con altre letture.

    (1) Cfr.: M. Fraquelli, Il filosofo proibito, Terziaria, Milano, 1994. 

     Il superidealismo                                                                                             

    Evola è descritto comunemente come il maestro della “dignità sovrannaturale dell’uomo”; essa è fondata non sul dono libero e gratuito di Dio all’uomo, ma sul cosiddetto “individuo assoluto” o sulla concezione filosofica che è denominata “Idealismo magico”. Evola infatti pur definendosi “uomo tradizionale” si è mosso su posizioni idealiste (figlie dell’Immanentismo moderno), anzi egli si proponeva di portare l’Idealismo classico fino alle ultime e più radicali conclusioni pratiche, mediante la magia e l’esoterismo delle pseudo-religioni orientali “L’Io magico… reale, divenendo dio, compie [con Evola, n.d.a.] quel passo che nell’Idealismo classico non compie” (2)Come si vedrà in seguito, questo principio filosofico influenzerà e dirigerà tutte le opzioni spirituali e politiche di Evola; pertanto non è lecito scindere l’Evola politico da quello magico per poter prendere l’uno e lasciar cadere l’altro. Evola vuole realizzare l’Idealismo (3); vale a dire là ove Hegel, Fichte, Shelling, si limitavano a discettare e a speculare sull’Io che pone e crea l’oggetto extra-mentale, Evola vuole fare in modo che l’Io crei veramente la realtà, ricorrendo, naturalmente, all’“Ars Regia” e alla magia come pietra filosofale e alchemica per la quale l’uomo vorrebbe farsi “dio” e creare il mondo.

     Ruolo dell'esoterismo in Evola                                                                     

    L’esoterismo rappresenta perciò il coronamento e l’inveramento del principio filosofico “super-idealista” di Julius Evola e la scelta immanentista e “moderna” di Evola è presente come filo conduttore in tutta l’opera del “filosofo proibito” (4). Tutta la sua opera sarà incentrata sulla realizzazione dell’Io assoluto, padrone dell’universo! «Evola… grazie soprattutto all’apporto delle dottrine esoteriche e sapienziali, può procedere al superamento dell’umano, non solo in senso gnoseologico bensì in senso pratico» (5). «…Del resto, Evola stesso ha più volte ribadito l’impossibilità di giungere alla definizione dell’Individuo Assoluto attraverso l’uso delle sole categorie del pensiero speculativo di tipo occidentale» (6).

    2) Ibidem pag. 21. 3) Cfr. Teoria dell’Individuo assoluto, Bocca, Torino, 1927, pagg. IV-V. 4) Cfr. Saggi sull’Idealismo magico, Atanòr, Roma, 1925. Fenomenologia dell’Individuo assoluto, Bocca, Torino, 1930. 5) M. Fraquelli, op. cit., pag. 43. 6) M. Fraquelli, op. cit., pag. 48.

     Tradizione verace e tradizione parassitaria (gnosi)                                 

    Noi sappiamo che esiste una sola vera Tradizione, che Dio consegnò oralmente ad Adamo (7), che ci è pervenuta tramite i Patriarchi e i Profeti, che Gesù ha completata e resa universale, e che ha consegnata ai suoi Apostoli affinchè, tramite il Magistero della Chiesa, arrivasse di giorno in giorno, fino alla fine del mondo, ad ogni uomo. Questa tradizione verace afferma, in sintonia col buon senso e col realismo, che vi è un Dio trascendente il quale ha voluto liberamente creare il mondo, che è finito, contingente e dipendente da Lui e che l’uomo possiede un intelletto il quale per cogliere la verità deve conformarsi alla realtà oggettiva, e che la realtà non dipende da lui, bensì da Dio. A tale tradizione verace si è contrapposta una tradizione parassitaria, adulterata, che è chiamata comunemente gnosi la quale è originata dalla cabala rabbinico-giudaica (8) ispirata in ultima analisi da Lucifero; egli fu il primo a gridare ‘non serviam’ e a voler essere il fine ultimo di se stesso, senza doversi confrontare e sottomettere ad un Dio trascendente. La Rivelazione autentica ci insegna che tale pretesa “idealista-magica” di Lucifero, sfociò nella sua dannazione eterna e che, da allora, Lucifero non cessa di tentare l’uomo affinchè lo imiti nel suo sciagurato proposito. Nell’Eden Lucifero suggerì ad Eva di mangiare il frutto proibito per diventare come Dio (“Eritis sicut Dii”) (9).

    7) Cfr. Sodalitium n. 32, pagg. 34-50. 

    8) Cfr. P.L.B. Drach, De l’harmonie entre l’Eglise et la Sinagogue, Paul Mellier, Paris, 1844;

         J. Meinvielle, Influsso ebraico in ambiente cristiano, Roma, 1988. 

        Cfr.: Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 1 – 2 – 3 – 4 – 5  – 6 – 7

    9) Cfr. V. Barbiellini A., La Tradizione contraffatta, in «Adveniat Regnum», n. 3-4, 1971, P. 7

    Il volto nascosto di Julius Evola – 1

     Il dadaismo                                                                                                         

    Evola è stato anche un artista oltre che un filosofo, e la sua attività artistica coincide con l’incontro di Tristan Tzara e il movimento dadaista. Tzara era un ebreo romeno e il suo movimento può essere definito come una sorta di “forma limite della degenerazione artistica ebraica(10) basata sull’esaltazione dell’Io e della volontà di potenza e di assoluta libertà, che sfocia in libertinaggio. Infatti, come ammette lo stesso Evola, “i dadaisti proclamavano… l’identità dell’ordine e del disordine, dell’Io e del non-Io(11). Evola conobbe Tristan Tzara verso il 1918; in quel periodo – scrive il Fraquelli – Evola fa ampio ricorso a droghe ed allucinogeniUn altro autore a cui s’ispirò allora Julius Evola fu Otto Weininger (morto suicida), ebreo anche lui; “il sistema weiningeriano si incentra… sulla completa identità tra l’Io e l’uomo: entrambi si trovano a dover imporre se stessi di contro all’altro da sè” (12). E l’Io-uomo, nella sua necessità di porsi contro la realtà, deve liberarsi evidentemente dalla morale cristiana. Un altro autore a cui si rifà Evola in tale periodo è Nietzsche, che spingerà ancora di più Evola ad un’opposizione radicale contro il Cristianesimo. Inoltre occorre sapere che “oltre all’influenza nietzschiana… un ruolo assai importante avranno anche le dottrine orientali, che Evola studia proprio in quegli anni, che con la loro… rottura con la Logica… offriranno ampio materiale per l’attacco anti-razionalista alla… filosofia occidentale” (13).

    10) M. Fraquelli, op. cit., pag. 6. 11) Julius Evola, Il cammino del Cinabro, Milano, Scheiwiller, 1972, pag. 22. 12) M. Fraquelli, op. cit., pag. 10. 13) M. Fraquelli, op. cit., pag. 13.

     La gnosi orientale oltre (e non contro) l’idealismo magico                        

    «La svolta decisiva verso il mondo delle antiche tradizioni spirituali, delle dottrine esoteriche e iniziatiche si compie in Evola come naturale sviluppo del suo idealismo magicoL’Individuo Assoluto ha preso coscienza che il mondo è una sua creazione (…). Evola si accosta dunque alla Tradizione sapienziale orientale… in ricerca… di tecniche… che consentano all’Individuo di realizzare la sua azione magica» (14)Nel 1925 Evola pubblica “L’uomo come potenza”, saggio dedicato al Tantrismo. “In estrema sintesi, si può dire che i Tantra negano qualsiasi dualismo uomo-Dio; infatti il mondo e l’universo sono creazioni dell’uomo il quale s’identifica così col Principio assoluto e divino…” (15)Verso il finire degli anni venti, Evola incontra Arturo Reghini, massone di rito scozzese, il quale «non solo avvicina Evola alla Tradizione romana… ma assume un ruolo fondamentale per la definitiva svolta tradizionale di Evola mettendo quest’ultimo in contatto con Renè Guènon, il “maestro senza pari” la cui opera dà… un vero e proprio centro… a tutto il sapere magico ed esoterico che Evola aveva raccolto sino a quel momento» (16).

    14) M. Fraquelli, op. cit., pag. 50. 15) M. Fraquelli, op. cit., pag. 51. Leggasi anche: M. Blondet, Gli Adelfi della dissoluzione, Milano, Ares, 1994. 16) M. Fraquelli, op. cit., pag. 53-54. Per quanto riguarda Arturo Reghini si può leggere E. Zolla, Uscite dal mondo, Milano Adelphi, 1992 (tout se tient) e R. Del Ponte, Evola e il magico ‘Gruppo di UR’, Bozzano (RE), SeaR, 1994. Si noti che lo psicanalista freudiano ed ebreo Emilio Servadio faceva parte del gruppo di UR.

     Evola e Guènon                                                                                                  

    Di Guènon mi sono già occupato, per esteso, tuttavia occorre precisare qui che Evola non è una mera riduzione di Guènon, anzi tra i due esistono delle diversità abbastanza forti, pur nell’alveo del monismo (panteista in Guènon e immanentista in Evola). L’accordo comunque tra i due “grandi iniziati” è sostanziale e più forte delle divergenze che possono essere così riassunte: a) Evola dà il primato all’azione, alla lotta, al guerriero. Guènon invece lo conferisce alla contemplazione, al ‘monaco’b) Evola asserisce che l’Occidente ha una sua propria Tradizione, che è quela romana. Guènon pensa che l’Oriente sia l’unico depositario della Tradizionec) Evola considera la “Chiesa cattolica come un simbolo di degenerazione di matrice semitica, che ha concorso alla soppressione della Tradizione imperiale e ghibellina medievale” (17). Guènon considera la Chiesa come l’unico polo essoterico (si badi bene) attorno al quale può risvegliarsi una Tradizione esoterica occidentale. d) Evola è per il panguellinismo, ossia il primato del potere temporale su quello spirituale. Guènon riconosce il primato all’azione, monastico-pontificale (18).

    17) M. Fraquelli, op. cit., pag. 56; 18) P. D. Vona, Evola, Guènon, De Giorgio, Borzano (RE), SeaR, 1993.

     Evola anticristiano e “anticristo”                                                                    

    La vera Tradizione per Evola è anticristiana, infatti il Cristianesimo “rappresenta la causa prima della degenerazione del mondo moderno, è la forza eversiva per eccellenza che ha scardinato qualsiasi principio tradizionale…” (19)Secondo Evola il Cristianesimo è il principale responsabile della caduta dell’Impero Romano, inoltre esso è la Religione dei deboli, degli schiavi. Se per Guènon il Cristianesimo è un surrogato essoterico della Tradizione primordiale iniziatica ed esoterica, con Evola siamo agli antìpodi (e forse è proprio questo che lo rende meno pericoloso, non meno cattivo si badi bene, in quanto un errore, veicolato da una certa parte di verità e nascosto in essa, è più pericoloso ed ingannatore dell’errore evidente). Il Cristianesimo per il filosofo italiano è da riconnettersi alla componente profetica e messianica del semitismo, che sostituisce ogni carattere eroico della Tradizione nordica, con uno “slancio confuso ed agitato verso il soprannaturale”. Il Cristianesimo è inoltre una Rivelazione universale, cioè per tutti gli uomini, mentre la vera Tradizione è esoterica, ovvero riservata ai soli pochi iniziati. Il Cristianesimo con i suoi temi di implorazione, adorazione, peccato, indegnità, limite, si richiama alla spiritualità del Sud. Non a caso la Chiesa è Mater, e la Mediatrice di ogni grazia è la Madonna. In pratica il Cristianesimo realizza una svirilizzazione che è tipica delle società lunari e sacerdotali, è una sorta di “eresia bianca”…! Contro il Cristianesimo si erge l’ideale cavalleresco, ghibellino che ha il suo culmine in Federico II.

    19) M. Fraquelli, op. cit., pag. 62.

     Un satanista italiano…                                                                                     

    La Revue Internationale des Sociètès Secrètes, di Mons. Ernest Juin, scese in campo assieme alla rivista Fede e Ragione di Fiesole, contro il neo-paganesimo di Evola. La R.I.S.S. (20) critica pesantemente l’articolo che Evola scrisse su La Critica fascista di Bottai nel 1927: “Il Fascismo come volontà d’Impero e il Cristianesimo ”. La prestigiosa rivista francese, riprendendo i temi svolti dalla rivista fiesolana, asserisce che l’articolo evoliano “è soltanto una lunga bestemmia(21); esso proclama “la netta incompatibilità della visione imperialista della vita con qualsiasi forma di Cristianesimo”, reclama la restaurazione dello Stato come realtà assoluta, intollerante verso una Chiesa che voglia elevarsi al suo fianco; al contrario lo Stato deve ergersi come unica e vera Chiesa ed anche come unica e vera Religione. Secondo la R.I.S.S. Evola, partendo da una specie di sincretismo “giudeiforme”, va ancora oltre nel suo odio verso la Chiesa. Evola è un mago, un Tantra, un super-teosofoL’uomo come potenza è qualificato come ”opera satanica” nella quale “J. Evola pretende insegnare all’uomo il mezzo di farsi dio”. La rivista descrive il metodo insegnato da Evola e asserisce che ci troviamo in “pura demonologia”; il fine di Evola è “l’assoluta libertà accordata all’uomo di fare tutto, anche il male, purchè lo faccia con la persuasione di essere unito a Dio e compenetrato della sua Sostanza”.

    20) Cfr. A. Tarannes, Un sataniste italien, J. Evola, in «Revue Internationale des Sociètès Secrètes», n. 4, 1° aprile 1928, pagg. 124, 129; 21) Cfr. A. Tarannes Le “fasciste” Evola et la mission transcendente de l’Eglise, in «Revue Internationale des Sociètèssecrètes», n. 2, 1° febbraio 1929 pagg. 43-68;

     Evola e Lutero ( adelphos della dissoluzione )                                           

    Già Lutero diceva: “Pecca fortiter sed fortius crede”! In breve anche Evola è un adelphos della dissoluzione. La R.I.S.S. conclude con queste parole: «[Evola] è un agente provocatore dell'Inferno, una retroguardia della Massoneria e delle sette che perseguitano Cristo con odio implacabile». Il Tarannes ritornerà sull’argomento il primo febbraio 1929 (22). Riassumendo una dozzina di articoli di Fede e Ragione (a partire dal n. 16 del 1928), asserisce che le «teorie di uno strano satanista italiano [Evola, n.d.a.], sono la manifestazione dello stato di spirito giudaico-massonico… Evola potrebbe essere benissimo, in realtà, un agente della Super-Massoneria Cabalista (23) che riprende il ruolo dell’antico Serpente e s’identifica nel Tentatore della Genesi… Secondo Evola, infatti, bisogna innanzitutto mangiare il frutto proibito, fare l'esperienza del peccato, per trovare l'antidoto. Quando Satana promette all’uomo di farlo diventare “dio”, esige però una caparra: L’esperienza del peccatoConditio sine qua non per diventare dèi è l’esperienza satanica ovvero il peccato eretto a scienza.

    22) Cfr. nota 235; 

    23) Ibidem, pagg. 44-45.

    Il volto nascosto di Julius Evola – 1

     L'odio verso Dio, negli scritti di Evola                                                           

    Nei suoi scritti si trova “l’odio di Dio, un odio furioso, schiumoso, veramente satanico. Odio contro il Padre… odio del Verbo incarnato; odio soprattutto della Croce di Cristo» (24). È vero, obietta il Tarannes, che Evola nega strenuamente di essere un satanista; Satana infatti, secondo lui, è una favola dei preti ad uso dei bambini e delle vecchiette. No, Evola non crede al diavolo (almeno così asserisce in pubblico – Ndr), «tuttavia… parla esattamente come un posseduto, vittima incosciente può darsi, ma certa, di colui di cui nega l’esistenza» (25). In fondo, riprende il Tarannes, Imperialismo pagano non è nient’altro che il Messianismo carnale del Talmùd, che Evola stesso critica come fonte semitica del Cristianesimo…! Il più importante dei dodici articoli di Fede e Ragione mi sembra senz’altro il primo (26). In esso l’autore pone i principi da cui trarrà le conseguenze negli articoli successivi. Egli afferma che dopo il peccato originale e il suo travestimento sotto forma di serpente, nel Paradiso Terrestre, Satana non può più contare su nessun nuovo travestimento. «Soltanto nell’Eden egli poteva essere occulto, perfettamente simulato dalle forme del serpente. (…) Poi… Satana diventò l’assiduo tentatore, ma facilmente riconoscibile sotto tutti i travestimenti» (27)L’autore di Imperialismo pagano è però uno “dei più deboli arnesi che Satana abbia mai impiegato nel mondo; se ne ha riprova nella… estrema e spesso assurda virulenza” (28) dello scritto in questione. Infatti Satana tiene nascosta l’aperta bestemmia. Nasconde la coda per non farsi scorgere e poter mordere l’incauto passante. Al contrario “il tener la coda distesa, (…) è segno nei rettili, di poca energia”. Saper nascondere la coda, come ha fatto Guènon, è un’arte che solamente i più alti tra gli iniziati conoscono, e non sembra essere l’arte di Evola ne l’Imperialismo: infatti quella che “nell’Eden era una sfumatura del seduttore, un sottile veleno nascosto nelle pieghe di una proposizione, un’insinuazione maligna così ben dissimulata, doveva diventare, sotto la penna del maldestro autore del libro, una sgarbata, volgare, aperta, e quindi senza più efficacia, accusa contro Dio” (29).

    24) Ibidem, pag. 48. 25) Ibidem, pag. 51. 26) Minimus, Risposta a Satana, in «Fede e Ragione», 15 aprile 1928, n. 16, pagg. 121-123. 27) Ibidem, pag. 121. 28) Cfr. nota 239. 29) Ibidem, pag. 122.

     La concezione politica di Evola                                                                        

    Vi sono certamente degli elementi positivi nella concezione politica evoliana. Per esempio la critica mossa al “liberal-liberismo” come filosofia economica che tende a sminuire gli ideali dell’uomo portandoli sempre più verso valori fisici, meccanici e materiali e facendo di essi un fine quando non sono che un mezzo (anche se da non disprezzare, si badi bene, come insegna la Chiesa). Il Socialismo a sua volta, secondo Evola, non è assolutamente alternativo al Super-capitalismo, poichè entrambi nascono dalla medesima radice culturale: la Plutomania, il culto dell’oro (cioé dell'idolatrico Vitello che gli israeliti con Aronne adorarono nel deserto del Sinai approfittando dell'assenza di Mosé – Ndr) . Anzi il Super-capitalismo liberale non può che accelerare il processo socialista che ha bisogno di sfruttatori e di sfruttati per fomentare l’odio e servirsi del proletariato come forza che scatena la Rivoluzione permanente ed universale. Inoltre sia il Super-capitalismo che il Socialismo inverano il sogno dei talmudisti di diventare gli unici padroni del mondo.

     Supercapitalismo e Socialismo: facce talmudiche della stessa medaglia          

    infatti il Supercapitalismo da una parte concentra le ricchezze nelle mani di poche famiglie di ascendenza giudaica o di ispirazione massonica; il Socialismo d’altra parte, espropriando la proprietà dei gojim e consegnandola nelle mani di un unico proprietario (lo Stato), che è governato in massima parte da giudei, rende realmente il talmudista padrone del mondoEvola, a questo proposito, ha un’intuizione brillante e parla di Super-capitalismo liberale (Privato) e di Super-capitalismo socialista (di Stato), che conducono entrambi ad un’unico traguardo: la massificazione e la spersonalizzazione.

     Errore evoliano nella pur giusta visione di Controrivoluzione                 

    Occorre però notare che con questa teoria egli si rifà alla Guerra Occulta di Leon de Poncins e di Malynski, due autori cattolici controrivoluzionari (30). Per Evola i concetti liberisti di prosperity e di benessere non sono poi molto diversi da quelli marxisti dell’utopia escatologica di un messianismo terreno, propriamente talmudico. In entrambi i casi il valore economico “sacrifica” quello spirituale, accrescendo e moltiplicando artificialmente i bisogni materiali dell’uomo, che diventa così schiavo di Mammona e del Vitello d’oro. L’epoca liberal-socialista è perciò caratterizzata dal primato del fare, del consumare, dell’agitazione caotica rispetto ai bisogni dello spirito. L’errore evoliano, anche in questo campo, è il peccato di un eccessivo elitarismo che disprezza la realtà materiale, gnosticamente, come qualcosa di cattivo in sè; la Chiesa invece insegna a gerarchizzare, a subordinare ciò che è inferiore, senza mai disprezzarlo, nè tantomeno a erigersi a semidèi.

    30) L. De Poncins, E. Malynski, La guerra occulta, ed. AR, Padova, 1989.

     L’Europa del dopoguerra secondo Evola                                                       

    Nel pensiero evoliano l’Europa è divenuta, dopo l’esito disastroso della Seconda Guerra Mondiale, da soggetto di politica mondiale, un oggetto condizionato dall’Imperialismo dell’URSS e degli USASecondo Evola, per sfuggire alla dominazione sovietica l’Europa ha dovuto scegliere l’Alleanza Atlantica. Fino a che l’Europa non si ricompatterà, non solo economicamente ma politicamente e spiritualmente, dovrà scegliere l’influenza americana come il male strategicamente minore, per evitare di cader vittima della ben più nefasta influenza del mondo comunista.

     Evola e fascismo (e anti-cattolicesimo)                                                          

    Il nostro Autore vedeva nel Fascismo una deficienza di Tradizione aristocratica (o di èlite tradizionale). Il suo intervento nel Fascismo ha una finalità correttrice: renderlo un movimento che si ispiri alla concezione idealistico-magica ed esoterica, propria del “filosofo proibito”, ovvero una sorta di super-Fascismo. Il suo intervento si concretizzerà in una serie di articoli, pubblicati in: Vita NuovaIl Lavoro d’Italia e Critica Fascista, tutte riviste di primo piano. Gli articoli del Nostro sono tutti imperniati a dimostrare l’incompatibilità tra Fascismo e Cristianesimo. Essi però scatenarono una forte reazione da parte del Vaticano ed Evola fu “scaricato” dal Partito. Il filosofo cercò quindi di crearsi uno spazio proprio, pubblicando nel 1928 Imperialismo pagano – Il Fascismo di fronte al pericolo eurocristiano.«Evola dichiara, senza mezzi termini, l’inconciliabilità dell’etica fascista… con la Religione cattolica. Di conseguenza il Fascismo deve percorrere, con coerenza, fino in fondo, la via ghibellina che conduce… lo Stato a subordinare ai proprii tutti gli altri interessi, specie quelli della Chiesa. Lo Stato non deve oltrepassare i limiti di una generica tolleranza nei riguardi della Chiesa Cattolica: al contrario deve assumersi la responsabilità di dichiararsi pagano» (31). Ma l’appello evoliano resterà lettera morta, il 1929 è l’anno del Concordato(fine prima parte / continua)

    31) M. Fraquelli, op. cit., pag. 261.


    Don Curzio Nitoglia / doncurzionitoglia.com

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    Lunedì, 9 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo, millenarismo «gioachimita», Gioacchino da Fiore, ecclesiologia della Nuovissima Alleanza, San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, Vangelo e Gesù, Puritanesimo, negazione della Santissima Trinità e la Divinità di Cristo, origine ebraica di Gioacchino,  Goffredo d’Auxerre, San Bernardo di Chiaravalle, Giudaismo padre della Massoneria, Massoneria anglo-americana, Rivoluzioni, Liberismo calvinista, Americanismo teo-conservatore, Plutocrazia dell’alta finanza apolide, vera Economia, Millenarismo gioachimita, Giudaismo, […]

    Le origini ebraiche della Massoneria – 1

    Le origini ebraiche della Massoneria

    Mercoledì, Febbraio 10th, 2016 – di Don Isidore Bertrand (1829-1914) – Redazione Quieuropa,  Massoneria, Gesù Cristo, Lucifero,  gnosticismo, Don Isidore Bertrand,  Mons. Ernest Jouin, Revue Internationale des Sociétés Secrètes, Giudeo-Massoneria, Padre Enrico De Rosa,  La Civiltà Cattolica, Monsignor Umberto Benigni,  La Franc-maçonnerie, secte juive née du Talmud , Kabbalah, Talmud, Grand'Oriente di Francia, Kahal, Sinedrio, insegnamento orale farisaico,  Eliphas Levi, patriarca dell'occultismo moderno, Gran Kahal  Le origini ebraiche della Massoneria  Ebrei talmudisti, […]

    Le origini ebraiche della Massoneria – 2 – Riti, termini, simboli

    Le origini ebraiche della Massoneria – 2 – Riti, termini, simboli

    Venerdì, Febbraio 12th, 2016 – di Don Isidore Bertrand (1829-1914) – Redazione Quieuropa,  Massoneria, Gesù Cristo, Lucifero,  gnosticismo, Don Isidore Bertrand, Kabbalah, Talmud, Grand'Oriente di Francia, Kahal, Terminologia massonica, Boaz, Joachin, Tempio di Salomone, Hiram, Alleanza Israelita Universale, Zippora, Sefora, Sem, Cam, Iafet, Nijan, Jiar, Sivan, Thamous, Ab, Aloul, Thisch'ri, Marhheschvan, Chisler, Tebeth, Sliebat e Adar, Cavalieri Rosa-Croce, Menorah, Salomone regna  Le origini ebraiche della Massoneria – 2 Riferimenti all'ebraismo nei diversi riti massonici:  terminologie, simbolismi, parole d'ordine Relazione […]

    Le origini ebraiche della Massoneria – 3 – Nemici irriducibili di Dio e dei Cattolici

    Le origini ebraiche della Massoneria – 3 – Nemici irriducibili di Dio e dei Cattolici

    Martedì, Febbraio 16th, 2016 – di Don Isidore Bertrand (1829-1914) – Redazione Quieuropa,  Massoneria, Gesù Cristo, Lucifero,  Eblis, Caino, Lilith, Eva, Satana, gnosticismo, Don Isidore Bertrand, Kabbalah, Talmud, Cavalieri Kadosh, Geometria, Generazione e Gnosi, tutti i tesori dei popoli passeranno nelle loro mani  Le origini ebraiche della Massoneria – 3 Fratelli irriducibili nemici di Dio e dei Goyim (Cattolici) Massoni ed ebrei talmudisti, accomunati dalla fede anti-cristiana ►Video in […]

    Le origini ebraiche della Massoneria – 4 – Ricostituzione del potere ebraico sulle rovine del cattolicesimo

    Le origini ebraiche della Massoneria – 4 – Ricostituzione del potere ebraico sulle rovine del cattolicesimo

    Sabato, Marzo 19th, 2016 – di Don Isidore Bertrand (1829-1914) – Quieuropa,  Massoneria, Satana, gnosticismo, Don Isidore Bertrand, Kabbalah, Talmud, Cavalieri Kadosh, Ricostituzione del potere ebraico sulle rovine del cattolicesimo Eresie ebraiche e nascita della setta massonica. Obiettivo: rivoluzionare e repubblicanizzare i popoli nell'interesse del giudaismo, distruggere il Cristianesimo, isolare l'uomo dalla sua famiglia, Louis Blanc, Adam Weißhaupt  Le origini ebraiche della Massoneria – 4 – Ricostituzione del potere ebraico sulle rovine del cattolicesimo Eresie […]

    Le origini ebraiche della Massoneria – 5 – I seguaci dell’ebraismo si sono tolti la maschera

    Le origini ebraiche della Massoneria – 5 – I seguaci dell’ebraismo si sono tolti la maschera

    Martedì, Marzo 29th, 2016 – di Don Isidore Bertrand (1829-1914) – Quieuropa,  Massoneria, Satana, gnosticismo, Don Isidore Bertrand, Kabbalah, Talmud, Karl Marx, Ferdinand Lassalle, Outine, Internazionale, Cahen, Isaac-Adolphe Crémieux, Alleanza Israelita Universale, massoni, liberi pensatori, Partito RadicaleFrancese,nichilismo,Convegno di Wilhelmsbad,  L'ebreo Hertzen, Hartmann, Geldenbourg e Madetzki, giudaismo, Piccolo Tigre, 3 giugno 1842, Vergine Maria, Alphonse Ratisbone, Sant'Andrea delle Fratte, Padre Marie-Alphonse Ratisbonne, Missionari di Nostra Signora di Sion, ordine religioso votato alla conversione degli ebrei, Alphonse Toussenel, scribi e farisei ipocriti, Consiglio Supremo della Massoneria, parola d'ordine, logge massoniche. insegnamento obbligatorio, Sottrazione del figlio […]

    Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 1

    Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 1

    Martedì,  Aprile 14th/ 2015 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa,  Nuovo Ordine Mondiale, British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo,  Giudeo-Massoneria, minando la cultura cristiana, unità "spirituale" delle chiese a livello mondiale, ecumenica, Fratellanza Mondiale, messaggio eucaristico e salvifico del Cristo, regno di Dio sulla terra, Richard Brothers, John Wilson, Lady Diana, Royal Family, Principe di Galles,  Rabbi Jacob Snowman, comunità giudeo-britannica, re britannici, Stato di Israele. La madre della […]

    Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 2

    Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 2

    Giovedì,  Aprile 30th/ 2015 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa,  Nuovo Ordine Mondiale, British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo,  Giudeo-Massoneria, minando la cultura cristiana, unità "spirituale" delle chiese a livello mondiale, ecumenica, Fratellanza Mondiale, messaggio eucaristico e salvifico del Cristo, regno di Dio sulla terra, visione razzista ed élitaria del popolo di Dio, William Smith, Epiphanius, la Provvidenza ha scelto come guida il popolo nordico, falsa e strumentale filantropia, falce […]

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – Prima Parte – Le Origini

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – Prima Parte – Le Origini

    Giovedì,  Settembre 4th/ 2014  – Redazione Watch.pair / Centrosangiorgio / Quieuropa – Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centrosangiorgio Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cabala ebraica, Kabbalah, nucleo dottrinale di ogni sètta massonica, sette luciferice, umanesimo e rinascimento, Hollywood, Elizabeth Taylor (1932-2011) Britney Spears, Lindsay Lohan, Gwyneth Paltrow, Paris Hilton, Sharon Osbourne (figlia di Ozzy Osbourne) Winona Ryder, […]

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 2 – L’opera rinascimentale dei cabalisti

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 2 – L’opera rinascimentale dei cabalisti

    Venerdì,  Settembre 5th/ 2014  – Redazione Watch.pair / Centrosangiorgio / Quieuropa – Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centrosangiorgio Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cabala ebraica, Kabbalah, nucleo dottrinale di ogni sètta massonica, sette luciferine, umanesimo e rinascimento, Talmud e giuridismo, Kabbalah e misticismo, contro lo spirito vetero-testamentario, l'opera del Rinascimento, i cabalisti rinascimentali, Pico della […]

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 3 – Cabalizzazione dell’ebraismo e inconciliabilità con la Torah

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 3 – Cabalizzazione dell’ebraismo e inconciliabilità con la Torah

    Lunedì,  Settembre 8th/ 2014  – Redazione Watch.pair / Centrosangiorgio / Quieuropa – Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centrosangiorgio Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cabala ebraica, Kabbalah, nucleo dottrinale di ogni sètta massonica, sette luciferine, Talmud e giuridismo, Kabbalah e misticismo, contro lo spirito vetero-testamentario, giudaismo chassidico,  Michael Sidlofsky, I Maestri della Luce Accecante, Zohar, misticismo New Age, la Kabbalah è […]

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 4 – Contraddizioni cabalistiche e Verità bibliche

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 4 – Contraddizioni cabalistiche e Verità bibliche

    Giovedì,  Settembre 11st/ 2014  – Redazione Watch.pair / Centrosangiorgio / Quieuropa – Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centrosangiorgio Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cabala ebraica, Kabbalah, ebraismo, dottrina esoterica, Sepher Yetzirah, contemplazioni di Abramo, Zohar, Adamo, Libro della Creazione, Adolphe Franck, Libro della Luce, Sepher-Ha-Zohar, Adolphe Franck, Misteri della Saggezza, impartiti ad Adamo da Dio, Giardino dell'Eden, angelo Razael, Seth, Enoch, Noè, Abramo, Mosè, Monte […]

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 5 – Attacco alla Genesi e divine alterazioni

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 5 – Attacco alla Genesi e divine alterazioni

    Venerdì,  Settembre 12nd/ 2014  – Redazione Watch.pair / Centrosangiorgio / Quieuropa – Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centrosangiorgio Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Paolo Baroni, Cabala ebraica, Kabbalah, ebraismo, dottrina esoterica, The Hebrew Goddess, Hebrew Myths: The Book of Genesis, Robert Graves, Raphael Patai I, Claudius, oggetto di studio da parte di chi è coinvolto nell’occulto e […]

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 6 – Gnosticismo, idolatria del nulla e ateismo pratico

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 6 – Gnosticismo, idolatria del nulla e ateismo pratico

    Sabato,  Settembre 13rd/ 2014  – di Pietro Ferrari, premessa di Sergio Basile – Redazione Agerecontra / Redazione Quieuropa Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Redazione Agerecontra, Pietro Ferrari, Sergio Basile, Gnosticismo, Ateismo pratico, idolatria del nulla, ideologie totalitaristiche, mimosa e simbologia massonica, cremazione, la costatazione dell’imperfezione umana e del mondo contrasta con la perfezione […]

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 7 – La Bibbia Satanica del Nuovo Ordine Mondiale e i suoi comandamenti

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 7 – La Bibbia Satanica del Nuovo Ordine Mondiale e i suoi comandamenti

    Sabato,  Settembre 27th/ 2014  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nuovo Ordine Mondiale, Kabbalah, Bibbia Satanica, Georgia Guidestone, Depopolamento mondiale, mondialismo, Protocolli dei Savi di Sion, rituali e sacrifici, Sigmund Freud, Scuola diFrancoforte, Zevi Shabbatai, mille e 666, numerologia, Mosè, Salvezza in Gesù Cristo  Kabbalah e Nuovo Ordine Mondiale  Gli oscuri misteri della Kabbalah […]

    Qual é la Città Santa della Nuova Alleanza?

    Qual é la Città Santa della Nuova Alleanza?

     Lunedì, 20 Giugno/ 2016    – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Gesù Cristo, Nuova Alleanza, Primogenitura, ebrei e cristiani, Gerusalemme e Roma, Primato di Pietro, Città Santa, Nostra Aetate, Commissione per i Rapporti Religiosi con l’Ebraismo, Kurt Koch, Brian Farrell, Norbert J. Hofmann, ministri di una Nuova Alleanza, S. Roberto Bellarmino, S. Marcello I, S. Ambrogio, Pietro ispirato da Gesù Cristo,scelse Roma, Giacomo di Sarûg, supremo […]

    L’Apocalisse secondo i Padri della Chiesa e l’annientamento dell’anticristo

    L’Apocalisse secondo i Padri della Chiesa e l’annientamento dell’anticristo

    Sabato, 18 Giugno/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Parussia, Apocalisse, Gesù Cristo, Venuta finale, anticristo, giudaismo, Parabola di Luca, S. Ireneo, Leone XIII, Concilio Vaticano I, Concilio di Trento, seguaci dell'anticristo, eletti, papa Innocenzo III, Vangelo di S. Luca  L'Apocalisse secondo i Padri della Chiesa e l'annientamento dell'anticristo Il Piccolo Numero degli Eletti, […]

    Eucaristia: come riceverla correttamente, seguendo gli insegnamenti di Cristo, dei mistici, dei papi e della Chiesa

    Eucaristia: come riceverla correttamente, seguendo gli insegnamenti di Cristo, dei mistici, dei papi e della Chiesa

    Domenica, 29 Maggio / 2016 – Festa del Corpus Domini – di Claudio Prandini  –  – integrazioni e note a cura della Redazione di "Qui Europa" – Redazione Quieuropa, Redazione Parrocchie.it, Claudio Prandini, Gesù Cristo, Sacrificio Eucaristico, Festa del Corpus Domini, Comunione nelle mani, importanza del Corpo e Sangue di Cristo, Comunione in bocca, protestantizzazione dell'Eucaristia, insegnamento dei […]

    Le tre religioni monoteiste hanno lo stesso Dio?

    Le tre religioni monoteiste hanno lo stesso Dio?

     Venerdì, Gennaio 22th, 2016 – di Patrizia Stella – Redazione Quieuropa,  Gesù Cristo, Patrizia Stella, Ebraismo, Cristianesimo, Islam, ebrei, cristiani, musulmani, investitura divina, errore dell'ecumenismo, jihad, Abramo, Isacco, Giacobbe, deicidio, errori del popolo eletto, Novus Israel, Santissima Trinità, San Tommaso d'Aquino  Le tre religioni monoteiste hanno lo stesso Dio? Ebrei, Cristiani e Musulmani, sono tutti figli dello stesso Dio? […]

    La consegna di Dio nell’Eucaristia: il sigillo massimo della Nuova Alleanza

    La consegna di Dio nell’Eucaristia: il sigillo massimo della Nuova Alleanza

    Domenica, Giugno 7th, 2015 – di Rev. Antoni Carol i Hostench –  Redazione Quieuropa,  Antoni Carol i Hostench, Festa del Corpus Domini, Sigillo della Nuova Alleanza, Io sono, Mosè, manna dal cielo, Gesù Eucaristia, moltiplicazione dei pesci e dei pani, Presenza reale di Gesù Cristo, Nuovo Israele, San Giovanni Paolo II  Cristianesimo – Festa del Corpus Domini La […]

    Dalla Risurrezione in poi… a proposito di ecumenismo ed ebraismo

    Dalla Risurrezione in poi… a proposito di ecumenismo ed ebraismo

    Lunedì dell'Angelo,  Aprile 6th/ 2015 – di Sergio Basile  – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Ecumenismo ed ebraismo, Benedetto XV, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Papa Francesco, Andrea Giacobazzi, Resurrezione, Settimana Santa, Vittoria di Dio e Salvezza dell'uomo, Pio XII, San Pio X, Betlemme, muro della vergogna, vergognosa situazione della Palestina, documenti dei papi contro il sionismo, Theodor […]

  • Cosa dobbiamo sapere sul genocidio armeno, una delle cospirazioni massoniche più diaboliche della storia

    Cosa dobbiamo sapere sul genocidio armeno, una delle cospirazioni massoniche più diaboliche della storia

    Domenica, 26 Giugno, 2016

     di Sergio Basile  

    Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Armenia, Everan, Genocidio armeno, Francesco I, Catholicos Karekin II, Guglielmo II, Serzh Sargsyan, mondialismo, massoneria, Italia, Massoneria Internazionale, poteri Forti, Fascismo,Bonaldo Stringher, Giuseppe Paratore, Alberto Beneduce, Giuseppe Volpi, conte di Misurata, Commonwealth, Mussolini, Duce, ascesa del fascismo e massoneria, Giuseppe Volpi da Misurata , Giuseppe Toeplitz, Piero Foscari, Bernardino Nogara, massoneria inglese, Prussia 

    Chiarezza sul genocidio armeno

    Cosa dobbiamo sapere sul genocidio armeno, una

    una delle cospirazioni massoniche più 

    diaboliche della storia

    Ruolo della massoneria nella genesi del movimento

    sovversivo dei "Giovani Turchi" e nel massacro di

    oltre un milione e mezzo di  cristiani armeni

    Video in allegato

     
    di Sergio Basile
     
    genocidio armeno
     Premessa                                                                                                              
     
    Erevan, Salonicco, Istanbul – di Sergio Basile – Nel 1899,  Monsignor Henry Delassus, uno dei più grandi autori anti-massonici di sempre, in "L’Américanisme et la Conjuration antichrétienne “ scriveva:

        "Esiste una congiura anticristiana che lavora, tramite rivoluzioni e guerre,

        ad indebolire e, se fosse possibile, ad annichilire, le nazioni cattoliche,

                            per dare l’egemonia a quelle protestanti,

                     come l’America, la Germania e la Gran Bretagna(1).

    Il monito di Monsignor Delassus, sia pur attualissimo, sembra esser stato curiosamente dimenticato, La scena mondiale – religiosa, ma anche economica, monetaria e sociale, in valore assoluto – è dominata da uno strano indifferentismo, nonché da almeno quattro espressioni chiave, quali ecumenismo religioso, globalizzazione mercatista, unioni e interdipendenze bancarie e cosmopolitismo anti-nazionale: elucubrazioni anacronistiche, frutto di un'unica, formidabile, quanto tenebrosa mente che vorrebbe coagulare, in un unico addensato, il pensiero e l'azione delle nazioni e dei potentati (2). Sono questi gli acerbi frutti della modernità,  "primizie" che mal si sposano con quella doverosa ricerca della "verità unica" che il cristiano dovrebbe proporre coraggiosamente e difendere dinanzi ai propri interlocutori: l'incarnazione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, Nostro Signore. Una verità (la più documentata di ogni tempo) da sempre tanto cara al popolo armeno e inconciliabile con i bizzarri tentativi dei nemici di Cristo, di relativizzare la storia ed annacquarne gli orrori, in nome dell'indifferentismo (anti-cristiano e massonico). Oggi vi è il tentativo, sempre più evidente, di riscrivere a proprio piacimento la storia del "Secolo Oscuro", sulle ceneri del Cristianesimo (unica religione rivelata della storia), snaturando le dinamiche storiche dei fatti ed occultando i reali mandanti dei genocidi.

    (1) Cfr. anche: Henry Delassus: “L’Americanismo e la Congiura Anticristiana”

    (2) Ciò nel nome di un relativismo (massonico) che vorrebbe far capitolare tutto in un'unica religione mondiale, sotto il tetto di un "unico dio". N.B.. L'ecumenismo religioso, come insegna Mons. Delassus, è una delle frecce più velenose della faretra del mondialismo massonico. Cfr.: "L’Américanisme et la Conjuration antichrétienne “.

    genocidio armeno

     La congiura anticristiana e il genocidio armeno                                         

    Durante il Novecento, il popolo che forse più di tutti – assieme a quello ucraino – subì la furia di questa congiura anticristiana ed internazionalista, di cui scrisse qualche tempo prima Mons. Delassus, fu quello armeno: il primo a convertirsi al Cristianesimo, nel 301 d.C.. Conoscere la verità storica sulla vicenda armena, dunque, per analogia, si rivelerà molto illuminante nella comprensione delle più calde tragedie belliche e religiose, del nostro tempo. La tragedia armena – una delle più cruenti del Novecento, che per molti versi ricorda la dolorosissima esperienza del popolo siriano e dei vicini cugini irakeni, e non solo – è tornata attuale dopo l'ultimo riconoscimento tedesco, sull'asse Berlino-Erevan, e dopo l'incontro delle scorse ore tra l'ecumenico Bergoglioil Catholicos Karekin II, presso il Memoriale di Tzitzernakaberd, la cosiddetta "Fortezza delle Rondini". Purtroppo, però, pochi hanno contezza di cosa sia stato il genocidio armeno. Cerchiamo di farne una breve sintesi, visto che i testi scolastici dei paesi occidentali sembrano ignorarlo o comunque edulcorarne le verità, omettendo le reali ragioni dell'eccidio di uno dei popoli più cristiani mai esisitito.

     L’origine del “grande male”                                                                             

    L’origine del “grande male”,  alle pendici dell'Ararat (il monte che dopo il grande Diluvio, vide arenarsi l'Arca di Noé, con il ritiro delle acque) vide, a ridosso del 1915, lo sterminio di  un milione e mezzo di donne, uomini, anziani e bambini: specie uomini e bambini, per limitare il più possibile la "riproduzione della pericolosa specie". I più fortunati furono tratti in schiavitù perenne e violentati, in tutti i sensi, fino all'esaurimento, fisico e psichico. Ma mai il popolo armeno rinunciò alla propria fede cristiana: da sempre considerata come una seconda pellePer comprendere le ragioni della “pulizia etnica” dobbiamo tornare alla fine dell’Ottocento, segunedo i fumi sinistri della sinagoga di satana, profusi abbondantemente sugli adepti del Bosforo verso fine Ottocento, quando gran parte dei quadri dell’esercito del sultano, convertiti in massa alla giudeo-massoneria, d’osservanza francese, e spitiualmente uniti ai massoni delle logge tedesche, inglesi e italiane, diedero vita ad una delle più diaboliche cospirazioni della storia. Nel 1906, a Salonicco, i rivoluzionari fondarono l'Associazione Ottomana della Libertà (Othmânli Hürriyet Cemiyyeti) poi evolutasi nel movimento filo-massonico dei “Giovani Turchi”. L'anno seguente furono integrati nell'organizzazione sovversiva anche gli esiliati politici dispersi in giro per l'Europa, sotto l'unica sigla CUP (Comitato di unione e progresso).

     Guglielmo II e il pretesto delle potenze massoniche internazionaliste    

    Col pretesto politico di voler ripristinare la Costituzione del 1876 Giovani turchi” minacciarono la rivoluzione e l'imminente invasione di Istanbulda notare come la Costituzione sia ancora oggi, nel bene e nel male, il pretesto per le grandi azioni di caos organizzato dell'éliteIl sultano turco il 13 marzo 1909 tentò invano una controrivoluzione, ma fu presto costretto a mettersi da parte, favorendo l'elezione di Mehmet V, a sua volta repentinamente deposto con un ulteriore colpo di stato, in favore dell'ascesa di un triunvirato dittatoriale filo giudeo-massonico, appoggiato dalla scristianizzata (protestantizzata) Germania di Guglielmo II, Paese che contribui in maniera sostanziale al potenziamento dell'armata turca e alla nascita di un sentimento iper-nazionalista che servisse da collante ideologico e che facesse presa "morale" su gran parte della popolazione turca (3). Legittimazione forte e "ideale" al genocidio che da lì a poco sarebbe divampato presso Erevan e dintorni.

    (3) L’amicizia tra Turchia e Germania era iniziata nel 1898, dopo la visita del Kaiser Guglielmo II, a GerusalemmeA questo viaggio fu affidato un ruolo primario per rendere noto, unitamente a molteplici manifestazioni, l’interesse tedesco per l’impero ottomano che vedeva la sua luce alla fine dell’800: interesse economico (ditte germaniche erano candidate alla costruzione di varie strade ferrate), ma anche diplomatico per controbilanciare l’influenza inglese e francese nel Mediterraneo orientale. Ed evidentemente religioso (Ndr). Sappiamo dalla storia che nel 1914 l’impero ottomano si unirà a Tedeschi ed Austriaci nella Grande Guerra… Nel pomeriggio del sabato 29 ottobre 1898, al suono di 21 colpi di canone, Guglielmo II (massima espressione politica di un paese giudeo-protestante – Ndr) faceva il suo ingresso nella Città Santa.  Il corteo imperiale, con il Kaiser sul suo bianco cavallo, fu accolto sotto tre consecutivi archi di trionfo: dai rabbini rappresentanti delle autorità religiose ebraiche, dalle autorità del municipio ed infine sotto l'arco fatto appositamente erigere dal Sultano ottomano di Costantinopoli Abdul-Hamid, allora regnante su questa provincia della Palestina. (Cfr.: http://www.ilpostalista.it/lv/lv05.htm)

    genocidio armeno

     Il ruolo della Massoneria italiana                                                                   

    I governi filo-massonici europei ebbero un ruolo determinante nella nascita della "gloriosa" macchina bellica ottomana: la marina sviluppò il suo distruttivo potere militare grazie alla supervisione dei gerarchi inglesi, mentre l'areonautica restò un affare francese. Non secondario fu il ruolo della massoneria italiana, ed in particolare di personaggi del calibro di Giuseppe Volpi da Misurata Giuseppe Toeplitz, Piero Foscari e Bernardino Nogara (3): quel poco noto "quadrunvirato" che favorì, tra l'altro, con l'appoggio determinante della massoneria inglese, l'ascesa del fascismo: operazione sentita con pathos particolare dal "fratello" Volpi.

    (3) Giuseppe Volpi da Misurata – affarista, speculatore e creatore della Mostra del Cinema di Venezia – assieme all'ebreo polacco Giuseppe Toeplitz (fondatore, a Milano, della Banca Commerciale Italiana) a Piero Foscari (politico irredentista e dannunziano, membro di una blasonata famiglia di Dogi di Venezia) e a Bernardino Nogara (delegato del Governo italiano alla gestione del Debito Pubblico Ottomano e potentissimo amministratore unico dei fondi ricevuti dal Vaticano per i Patti Lateranensi) costituì il poco noto "Quadrunvirato" che prese parte a numerose cospirazioni massoniche europee (tra le quali, proprio quella dei Giovani Turchi a Istanbul)  favorendo l'ascesa del fascismo in Italia e guadagnando – tra l'altro – immense fortune dalla campagna libica. Come ricorda lo storico Aldo Giannuli, in numerosi suoi scritti, il massone Volpi finanziò l’ascesa di Benito Mussolini con la partecipazione di numerosi investitori veneziani. (Cfr.: 2 Giugno nella Terra di Nessuno: una grande festa Massonica)

      Laicizzazione forzata e radicalista della Turchia                                        

    Nel 1912 fu fondata l’associazione dei Türk Ocaklarï  (Focolari Turchi) che con il pretesto "nazionalista" di unificare tutti i popoli d’origine turca in un impero paneuropeo, che potesse essere esteso sino all’Asia Centrale, iniziò ad insidiare le popolazioni cristiane confinanti: questo fu l'humus ideale dal quale prese vita lo slancio di laicizzazione forzata e radicalista dello Stato, fatto propro dal "grande padre" della Turchia moderna, Ataturk (4). Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale (guerra di religione pianificata, predetta e auspicata, qualche decennio prima, dal Gran Pontefice della massoneria americana, di rito palladiano, Albert Pike, in una fitta rete di corrispondenze epistolari con Giuseppe Mazzini, giudeo-massone d'adozione, affiliato agli illuminatoi e gran capo della massoneria europea(5) fornì il pretesto per il massacro delle comunità armene,  tra i gruppi etnici più cristiani del continente euroasiatico e spiritualmente molto vicini alla Russia ortodossa, cristiana e zaristaParigi e Londra rimasero "ovviamente" indifferenti al genocidio in atto. L'abominevole crimine fu benedetto e diretto, tra l'altro, da Tal’at PasciàCemal Bej, due dei più spietati burattini della grande sovversione anticristiana, pianificata nel segreto delle logge europee. Ovviamente con gli zar fuorigioco (1917) e con il nullaosta dei russi-bolscevichi, per gli internazionalisti fu più facile gestire e nascondere i misfatti commessi, sottomettendo definitivamente l'odiato cristiano-armeno.

    (4) Cfr.: Taner Akcam, Nazionalismo turco e genocidio armeno. Dall’impero ottomano alla Repubblica, Guerini e Associati, 2006

    (5) Cfr.: Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    genocidio armeno

     I massoni cospirazionisti salvano loro stessi e creano banche centrali  

    Ovviamente ogni sovversione anticristiana "che si rispetti", oltre alla logica del genocidio, non può non importare anche degli sconvolgimenti economico-monetari, proprio come avvenuto già in Inghilterra e Francia (con la nascita delle privatissime e debitocratiche banche centrali: che privarono i popoli dei rispettivi stati della loro sovranità monetaria, rendendoli schiavi delle élite massoniche) e come sarebbe avvenuto con la Banca Centrale Russa nel 1935, sotto l'egida di Stalin, una volta disintegrato il pericolo degli zar cristiani. Fu così che, anche in Turchia, nella Repubblica massonica turca, il 3 ottobre del 1931, l'élite, per il lavoretto svolto un ventennio prima, fu premiata con la fondazione della Banca Centrale della Repubblica di Turchia. Come visto, il massone Bernardino Nogara fu il delegato del Governo italiano alla gestione del Debito Pubblico Ottomano. Alla fine della Prima Guerra Mondiale occorreva, almeno formalmente, placare le acque e le "male lingue". Fu così che un tribunale militare turco, in un formidabile colpo di teatro dell'assurdo, per salvare le apparenze, fu costituito e, al fine di dar parvenza di giustizia, condannò i capi del filo-massonico "Comitato di Unione e Progresso". C'è solo un piccolo particolare: lo fece quando già essi avevano lasciato la Turchia: un pò come avvenne per i gerarchi nazisti, che dopo la "caduta di Hitler", furono "graziati" dagli americani e lasciati andare in tutta sicurezza (e segretezza) in Argentina. Ma questa è un'altra storia…

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • 2 Giugno nella Terra di Nessuno: una grande festa Massonica

    2 Giugno nella Terra di Nessuno: una grande festa Massonica

    Mercoledì, 3 Giugno / 2015

     di Sergio Basile  

    Redazione Quieuropa,  mondialismo, massoneria, Italia, repubblica Italiana, Festa della Repubblica,

    2 Giugno nella Terra di Nessuno: una grande festa

    Massonica

    Le tappe principali di un progetto di colonizzazione monetaria, iniziato

    nel 1861, continuato col quadrunvirato fascista e culminato nella

    creazione della Repubblica (massonica)

     
    di Sergio Basile
     
    2 giugno - festa della repubblica
     
     2 Giugno… Nella terra di nessuno                                                                 

    Romadi Sergio Basile – Ieri una parte minoritaria di Italiani – quella a cui evidentemente sta bene l'attuale status quo usurocratico – ha "festeggiato" la Repubblica, in un trionfo di retorica e di presunto orgoglio patriottico, con tanto di esibizione delle frecce tricolore. Una parte di italiani ha festeggiato cioè, più o meno consapevolmente, quel carrozzone mondialista nato con le elezioni farsa del 2 giugno 1946 – sulle rovine del modello sociale organico aristotelico-tomista – ed affermatosi a suon di fanfara e propaganda, nel territorio "italico": un tempo raccaforte del cattolicesimo; oggi terra di nessuno e oggetto di un corposo ed irrefrenabile processo di ebraicizzazione e protestantizzazione culturale, per mano dei potentati mondialsiti. Il collante della cosiddetta Repubblicadal latino teoricamente "res publica", ovvero "cosa pubblica" –  non fu affatto l’identità o il benessere nazionale e pubblico; furono piuttosto gli scellerati accordi tra la giudeo-massoneria  internazionale e i gruppi di potere interni ed esterni ruotanti attorno ad essa. Massoneria e mafia giocarono un ruolo cruciale in questo misterioso parto, ad oggi ancora celebrato con enfasi dagli asserviti media.

     Repubblica, Operazione Husky e Mafia                                                        

    Infatti dopo lo sbarco anglo-americano in Italia gli Usa, grazie al "nobile" compitino affidato al primo direttore della CIA (ex OSS), nonché massone di alto grado, Allen Dulles, riuscìrono ad esercitare la loro definitiva egemonia statalista e liberal-socialista sul "Bel Paese", con il pretesto della liberazione dal regime fascista. Dulles – massone, banchiere e 007 – fu il perno dell'Operazione Husky e gli uomini dell'OSS – servizi segreti Usa – coordinarono, in particolare, sotto la sua supervisione i rapporti tra mafia locale e Washington: una sorta di "trattativa Stato-Mafia" degli anni che furono.  Il referente italiano dei misteriosi contatti fu il siciliano emigrante Massimo Corvo, Max per gli "amici, primo coordinatore dell'esclusivo "club" ad alta densità massonica, denominato "The Mafia Circle". Tra i nomi eccellenti spuntati ben presto – vedi qui Da Dulles ai giorni nostri  –  anche quello di Lucky Luciano e Licio GelliGli uomini di Max – come rivelato da "Qui Europa" in altre sedi: vedi qui Da Dulles ai giorni nostri – liberarono di prigione numerosi boss mafiosi (850), poi arruolati nell’OSS. Molti di essi, dopo l'occupazione americana, passarono direttamente dalle "patrie" galere ad assumere prestigiose cariche pubbliche e nel 1953 Dulles  venne "premiato" per il lavoro svolto divenendo capo della neonata CIA. Cosa festeggiamo dunque?

     Evoluzione di un progetto coloniale                                                               

    Il 2 Giugnpo del 1946 vide la luce una Repubblica concepita tra mille ruberie – di sette-segrete, logge, baronie, partiti politici e corpose frange di speculatori, banchieri, mafiosi e finanzieri – ed ingenerando nel popolino succube e in larga parte ignorante – per mancanza di strumenti informativi idonei – una sensazione di falso benessere, salvo poi richiedere in cambio la vita stessa di innumerevoli martiri, spesso e volentieri mandati allo sbaraglio ai quattro angoli della Terra. Ma allora la domanda che ritorna prepotente è: cosa si è festeggiato ieri 2 Giugno 2015? Se ci riflettiamo un attimo, senza farci distrarre dalle storielle della "storiografia ufficiale"(già improntate sul mito di quel drappello sovversivo di mille avventurieri, scarsamente equipaggiati, guidati dal gran maestro Garibaldi, contro gli "spietati" dominatori di quel Regno che si estendeva dalla Sicilia all'Abruzzo) possiamo rispondere nel seguente modo: una Repubblica non "nata" per volontà del popolo e in modo libero, spontaneo, ma "fatta" per volontà della giudeo-massoneria internazionale che nel frattempo aveva già messo sotto scacco ed assoggettato (mediante la diabolica logica del debito indotto e della moneta facile da elargire copiosamente ai fedeli servitori del piano internazionalista) paesi come Regno Unito e Usa: rispettivamente – ed in maniera "definitiva" – mediante la nascita della Banca d'Inghilterra e della Federal Reserve.

     Il predominio del Commonwealth in Italia                                                  

    L'Italia nello scacchiere continentale rappresentò per ovvi motivi strategici (soprattutto religiosi, ma anche economici, geografici e culturali) una pedina indispensabile alla costruzione del Nuovo Ordine Mondiale (vedi qui 25 Aprile e Nuovo Ordine Mondiale: le profezie di Padre Pio e Benedetto XV) e al monopolio economico dell'asservita potenza anglo-americana, cioè al dominio coloniale del Commonwealth: il più grande impero (giudaico-massonico e anglo-israelista) mai esistito sulla faccia della Terra (vedi qui Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 1 e qui Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 2).

     Generazioni distrutte da una lunga menzogna                                            

    Anche quest'anno, dunque, malgrado le solite menzogne sul perdurare di una crisi economica (che in realtà, come detto in più sedi, è una vera e propria truffa monetaria, dettata dai "grandi architetti" di Basilea 3, Londra e Bruxelles) ci ritroviamo ad assistere esterrefatti a faraonici festeggiamenti in onore di una Repubblica messa in piedi con una sanguinosa guerra coloniale di conquista (si pensi alle esecuzioni di massa, ai villaggi incendiati e a tutti gli abomini commessi nel Sud, fin dai tempi dei garibaldini, Pontelandolfo in testa – vedi qui La Guerra e l’Occidente oltre il velo della propaganda mediatica – Da Pontelandolfo a Damasco) che ha provocato un esodo di dimensioni colossali: si pensi alle generazioni di meridionali che sin dal 1870 sono stati costretti ad abbandonare la propria terra d'origine e che ancora oggi sono costretti a disintegrare i loro legami familiari, andando a cercar fortuna chissà dove, mentre l'iper-immigrazione indotta avanza inesorabile.

     La Repubblica democratico-massonica                                                         

    Ci siamo ritrovati, dunque, a festeggiare una non-festa per la creazione di una "repubblica democratico-massonica" profondamente anti-cristiana (già estensione del massonico Regno Sabaudo – vedi qui  Massoneria – Profetica Maledizione di Don Bosco del 1855 e Visione di Padre Pio del 1913) perpetrata contro gli interessi di dozzine di milioni di italiani – cattolici e non – con ogni sorta di mezzo lecito ed illecito (vedi ad esempio, i plebisciti-farsa del 1946 e ancor prima la corruzione degli alti ufficiali del Regno delle Due Sicilie, nel 1861) e senza rispetto alcuno per le diversità culturali e regionali, vendute all'asta – proprio come avviene oggi, in questi strani anni – al miglior offerente. Volenti o nolenti questa è la storia della nostra "Repubblica", oggi – paradossalmente – da difendere e tutelate da altre forme ancor più aggressive e distruttive di accentramento politico e colonialismo massonico-europeista.

     Fascismo periodo felice?                                                                                   

    Paradossalmente, come ricorda lo studioso americano James Gregor, docente dell'Università di Berkeley, in Interpretation of Fascism, l'unico momento "patriottico", in cui l'Italia fu capace di alzare la testa sarebbe stato (e come vedremo poù avanti il condizionale è d'obbligo) proprio il periodo fascista, almeno – se non per altro – dal punto di vista scolastico, agricolo, demografico e, più in generale, economico. Da una prima e superficiale analisi potremmo parlare di "miracolo economico", asserendo come Mussolini sia stato il primo ed unico ad ottenere il pareggio di bilancio senza misure lacrime e sangue, costruendo ponti e strutture che ancor oggi rappresentano il pilastro dell'edilizia di numerosissimi centri urbani, da Nord a Sud; egli inoltre cercò – almeno in un primo momento – di difendere la sovranità monetaria dai continui attacchi anglofoni, finendo tuttavia per cadere rovinosamente sulla buccia di banana della famigerata "Quota Novanta" (vedi qui Giacinto Auriti – La Quota 90).

     La "Quota Novanta" – Da Mussolini a Prodi                                                  

    Si trattò di un'operazione monetaria che implicò la rivalutazione della lira del 25%, rispetto alla sterlina: la sterlina che era quotata a 120 lire, fu quotata a 90 lire, con un contestuale aumento del 25% sia dei crediti che dei debiti dello stato italiano. Mossa voluta dalla giudeo-massoneria e creata ad hoc per favorire le banche e nel contempo per danneggiare le industrie e la capacità produttiva del Paese, portando a fallimento numerosissime industrie che da un giorno all'altro persero la loro competitività sul mercato. L'Italia si presentò alla guerra in condizioni disarmanti. Benito Mussolini – pur con diversi ed innegabili meriti pubblici e sociali – accettò questo palese atto di colonialismo monetario, proprio come avvenne con Romano Prodi (quest'ultimo, al contrario, senza alcun merito…) e con l'ingresso dell'Italia nell'euro sulla base di un falso mito, quello della "moneta forte" quale simbolo e sinonimo di "stato forte".

     "Quota Novanta" all'ombra della giudeo-massoneria anglosassone        

    La famigerata "Quota Novanta" fu consigliata al Duce: Egli evidentemente – e suo malgrado – o si prostrò ai padroni inglesi o finì semplicemente per sottostare, naturalmente, alla volontà del quadrunvirato internazionalista e massonico che ne favorì l'ascesa. In entrambi i casi Mussolini si dimostrò assolutamente ignorante in tema di politiche monetarie. I gran suggeritori – che mandarono avanti il progetto massonico-repubblicano – furono 4 esperti di finanza (nonché banchieri e massoni) vicini alla Banca d'Italia, evidentemente ammaestrati a dovere dall'élite bancaria internazionalista: Bonaldo Stringher (1) (politico ed economista italiano tra i più potenti ed ingluenti, Direttore generale e Governatore della Banca d'Italia dal 1928 al 1930), Giuseppe Paratore (2) (uomo della P2, rientrante nella famigerata lista sequestrata a Licio Gelli), Alberto Beneduce (social-riformista e massone, ma non fascista (3), fu uomo di riferimento per l'Italia presso i grandi banchieri internazionalisti di Basilea e della Banca dei Regolamenti Internazionali – BRI – nonché fondatore dell'IRI e  costruttore dell'economia di Stato, scoperto da Francesco Saverio Nitti) e Giuseppe Volpi, conte di Misurata (4).

    (1) Bonaldo Stringher – Direttore generale e Governatore della Banca d'Italia dal 1928 al 1930 – Cfr.:  Elio Morpurgo Commemorazione di Bonaldo Stringher. Udine 11 febbraio 1931

    (2) Giuseppe Paratore è stato un avvocato e politico italiano, deputato, sottosegretario e ministro nel Regno d'Italia, nonché membro dell'Assemblea Costituente, Senatore della Repubblica e Presidente del Senato. Ma il nome di Paratore compare curiosamente.(identificato nell'area di riferimento "Arezzo, fascicolo 845") tra i 962 nomi della lista della "Loggia Massonica Propaganda Due (P2)" sequestrata il 17 marzo 1981 a Licio Gelli (distribuito dalla presidenza del Consiglio il 21 maggio 1981). Vedi anche Relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta, consegnata  ai presidenti della Camera e del Senato il 12 luglio 1984.

    (3) Alberto Beneduce non prese mai la tessera – Cfr.: Millenovecento : mensile di storia contemporanea. – Milano : Editrice Millenovecento. A. IV, n. 31, maggio 2005In merito va ricordato come Nitti e Beneduce imposero un contributo forzoso al capitalismo industriale che aveva prosperato sulla guerra. Divenuto coll'appoggio di Stringher e di Volpi di Misurata presidente della Bastogi, allora una specie di Mediobanca, cioè una tolda di comando della finanza italiana, entra come tale nel consiglio d'amministrazione dell'Imi, da lui progettato e messo in essere. Presiede anche, più o meno simultaneamente, l'Istituto di credito alle imprese di pubblica utilità e il Consorzio di credito per le opere pubbliche. Rappresenta l'Italia nella Banca dei regolamenti internazionali a Basilea. Beneduce creò un'architettura di istituzioni, soprattutto Ina, Crediop, Icipu, Imi, Iri, attraverso le quali lo Stato agiva come soggetto economico, raccogliendo e investendo ingentissimi volumi di risparmio. Degli organismi creati da Beneduce il mercato si fidava. Dopo l'Iri, fu la volta nel 1936 della legge di riforma bancaria, che dette un assetto stabile al settore, anch'essa pensata prevalentemente negli uffici dell'lri.

    (4)  Giuseppe Volpi, Conte di Misurata (Venezia 1877 – Roma 1947), imprenditore e avventuriero, appena ventenne andò a vivere nell’Impero ottomano in cerca di fortuna. Realizzò iniziative economiche di successo nei Balcani grazie anche all’appoggio dell’appena nata Banca commerciale Italiana. Rientrato ricco a Venezia, lanciò diverse imprese per realizzare grandi opere nei mercati a Oriente, dove aveva una fitta rete di relazioni. Con il fascismo ebbe alti incarichi politici. Cfr.: Millenovecento : mensile di storia contemporanea. – Milano : Editrice Millenovecento. A. IV, n. 31, maggio 2005.

     Massoneria e ascesa del Fascismo – l'altra faccia del piano coloniale  

    Giuseppe Volpi da Misurata – affarista, speculatore e creatore della Mostra del Cinema di Venezia – assieme all'ebreo polacco Giuseppe Toeplitz (fondatore, a Milano, della Banca Commerciale Italiana) a Piero Foscari (politico irredentista e dannunziano, membro di una blasonata famiglia di Dogi di Venezia) e a Bernardino Nogara (delegato del Governo italiano alla gestione del Debito Pubblico Ottomano e potentissimo amministratore unico dei fondi ricevuti dal Vaticano per i Patti Lateranensi) costituì il poco noto "Quadrunvirato" che prese parte a numerose cospirazioni massoniche europee (tra le quali quella dei Giovani Turchi a Istanbul) favorendo l'ascesa del fascismo in Italia e guadagnando – tra l'altro – immense fortune dalla campagna libica. Come ricorda lo storico Aldo Giannuli, in numerosi suoi scritti, il massone Volpi finanziò l’ascesa di Benito Mussolini (5) con la partecipazione di numerosi investitori veneziani.

    (5) Non dimentichiamo che tutti e quattro i quadrumviri fascisti (Balbo, De Bono, Bianchi e De Vecchi) furono massoni: Italo Balbo, in particolare, fu assiduo frequentatore degli ambienti irredentisti, fino a divenire una guardia del corpo di Cesare Battisti (presso la cui redazione giornalistica Mussolini era redattore). Contemporaneamente, Toeplitz, su intercessione dell’amica Margherita Sarfatti, aiutò Mussolini con inserzioni pubblicitarie della Banca sul suo giornale “Il Popolo d’Italia” e qualche sovvenzione nascosta. Volpi guadagnerà dal fascismo importanti incarichi istituzionali. Governatore della Libia, presidente di Confindustria, membro del Gran Consiglio del Fascismo (ma non sarà presente nella famigerata seduta dell’ordine Grandi). Nel 1938 diviene presidente delle Assicurazioni Generali al posto del dimissionario Edgardo Morpurgo, il quale, poiché ebreo, dovette cedere la guida dell’istituto assicurativo a causa delle leggi razziali. Cfr.: Aldo Giannuli – Il quadrumvirato che finanziò l’ascesa di Mussolini.

     Due facce della stessa medaglia                                                                      

    Pochi, davvero pochi, sanno dunque che anche ai vertici del partito fascista albergarono pezzi da novanta del sionismo ebraico-massonico internazionale. Qual è la morale della "favola"? Semplice! Tutte le cosiddette "rivoluzioni" e "contro-rivoluzioni" sanguinose – rosse, bianche o nere – in Italia (e non solo) altro non sono state che dei veri e propri colpi di stato massonici per abbattere i capisaldi su cui poggiava tradizionalmente l'ordine delle nostre società regionali ("regno e sacerdozio") per fondare un "nuovo ordine" caotico e sovversivo, appiattivo sulla sete di dominio mondiale della giudeo-massoneria: la stessa artefice sia dell'unità che della fine del regime fascista e della contestuale nascita della Repubblica.

     Cosa festeggiano? Forse la perdita della sovranità monetaria?               

    Ma allora ieri alcuni italiani cos'hanno festeggiato? Evidentemente una Repubblica che ancora oggi continua a svendere la propria dignità ed identità, fino al punto di consegnare la sua stessa sovranità politica, monetaria ed economica ad un ente privato (la BCE), calpestando i diritti dei suoi cittadini per prostituirsi all'oligarchia dell'alta finanza e condannando le generazioni presenti e future alla miseria e – come ricordava spesso l'indimenticato Professor Giacinto Auriti – alla disperazione o al suicidio. Pertanto il 2 Giugno per i veri cattolici e per coloro i quali, a prescinderre dall'orientamento religioso, credono che la parola libertà sia inconciliabile con il termine "colonialismo", non è una festa, ma piuttosto una gran presa…. per i fondelli.

    Sergio Basile (Copyright © 2015 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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     Allegato                                                                                                              

    2 Giugno – Gran Festa per Massoneria e Grande Oriente    

     

    Segue scritto di Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia

    pubblicato ieri sul sito del Grande Oriente

    2 giugno - festa della repubblica

    Ovviamente per la Massoneria quella del "2 Giugno" è stata una gran festa da celebrare in pompa magna. Infatti sul sito del Grande Oriente d’Italia (vedi qui Grande Oriente d'Italia – Sito Ufficiale) è apparso un accorato messaggio del Gran Maestro Stefano Bisi, di seguito riportato nei suoi tratti salienti:

    Una data – commenta il gran maestro Bisi – che rappresenta la vittoria della Libertà e della Democrazia. Una data che ci richiama continuamente ai forti e grandi valori che ispirano la nostra Costituzione, alla quale i massoni del Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giustiniani – come recita il loro ordinamento – ‘si impegnano a prestare la dovuta obbedienza e ad osservare scrupolosamente tutte le leggi che ad essa si conformano’. Soprattutto in momenti difficili come questi, a causa di una crisi economica che avvinghia da tempo il nostro Paese, è più che mai essenziale guardare agli imprescindibili valori di democrazia, coesione sociale e dignità dell’uomo che permeano la Costituzione italiana. E’ per questo che in periodi difficili come l’attuale bisogna avere la saggia capacità di unire e non di dividere. Bisogna mettere in campo, a tutti i livelli, ogni energia per adempiere al dovere che abbiamo verso gli altri, soprattutto verso chi ha bisogno di un futuro meno nebuloso: i nostri figli”. In questo giorno – continua il gran maestro Bisi – si celebra anche la giornata delle Forze Armate. E il pensiero va a tutti gli uomini e le donne in divisa. Va innanzitutto alla memoria di coloro che hanno perso la vita nel l’espletare il dovere di servire l’Italia. Va a coloro che prestano servizio lontano dai nostri confini in missioni umanitarie e di pace, e va ai due marò che da tre anni sono nelle mani della lenta giustizia indiana“. “Che l’orgoglio di essere italiani prevalga sempre e che la lunga epopea partita dal Risorgimento e dall’Unità d’Italia, e culminata nella solida ed aurea Costituzione rimanga sempre vigile e presente nella mente e nei cuori di tutti coloro che amano il nostro meraviglioso Paese“. Per questo il 2 Giugno il tricolore svetterà su tutte le sedi di Grande Oriente d’Italia. Viva la Repubblica, Viva l'Italia, Viva il Grande Oriente d'Italia".

    Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia

    Grande Oriente d'Italia – Sito Ufficiale

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     Video                                                                                                                     

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  • Il Fallimento della Repubblica Italiana: l’Obiettivo dei profeti degli Stati Uniti d’Europa

    Il Fallimento della Repubblica Italiana: l’Obiettivo dei profeti degli Stati Uniti d’Europa

    Venerdì, Giugno 7th/ 2013

    – L'Editoriale di Maria Bianchi  

    Italia, repubblica Italiana, Andrea Riccardi,  Mario Monti, Festa della Repubblica, Massoneria Internazionale, Bilderberg Club, poteri Forti, James Gregor, Nuovo Ordine Mondiale, Garibaldi, Spedizione dei Mille, Distruzione dell'identità nazionale, Affossamento del Sud Italia, Regno Sabaudo, Privatizzazione della Banca d'Italia, Svendita della Sovranità Nazionale, Sovranità Monetaria, BCE, Colonialismo anglofono, Benito Mussolino, gerarchi nazisti, Fascismo, pareggio di Bilancio 

    Il Fallimento della Repubblica Italiana: Il

    Sogno e l'Obiettivo dei falsi profeti degli

    Stati Uniti d'Europa

    Vogliono convincerci che è meglio mollare tutto!

    – L'Analisi storica dei principali colpi di stato, verso 

    l'attuazione del progetto massonico-mondialista

    finale di un "Nuovo Ordine"

    – Le curiose dichiarazioni dell'ultim'ora dell'ex ministro

    Riccardi: più affossavanol'Italia, più a Palazzo

    Chigi erano soddisfatti!"

     

    L'Editoriale di Maria Bianchi
     
    Fratelli d'Italia e profeti dell'Antinazione
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     Repubblica Fallita: il sogno degli europeisti degli Stati Uniti d'Europa   
     

    Roma – A pochi giorni dai festeggiamenti in pompa magna della festa della "Repubblica", fermo restando che crediamo ancora nella Nazione e nella cultura e fermo restando il tentativo – nemmeno troppo celato della casta politica – di ingenerare negli Italiani la voglia di mandare tutto al diavolo e di aprire le porte ai famigerati "Stati Uniti d'Europa", smantellando completamente quel che è rimasto del nostro stato-nazione, una domanda (come direbbe Marzullo) sorge spontanea: cosa si è festeggiato il 2 giugno? Se ci riflettiamo un attimo, senza farci abbindolare dalle storielle della "storiografia ufficiale"(che vuole farci credere che, giusto per dirne una, un drappello di mille avventurieri, neanche ben equipaggiati, sia riuscito a sovvertire un Regno che si estendeva dalla Sicilia all'Abruzzo) possiamo risponderci nel seguente modo: una Repubblica non "nata" per volontà del popolo e in modo libero, spontaneo, ma "fatta" per volontà delle potenze straniere perché pedina indispensabile per la costruzione del Nuovo Ordine Mondiale e al monopolio economico della potenza anglo-americana.

    Dalle-Ferrovie-Sud-alla-TAV

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'Estensione del Regno Sabaudo                                                                         

    Una Repubblica messa in piedi con una sanguinosa guerra di conquista (si pensi alle esecuzioni di massa, ai villaggi incendiati e a tutti gli abomini commessi nel Sud) che ha provocato un esodo di dimensioni colossali (si pensi alle generazioni di meridionali che sin dal 1870 sono stati costretti ad abbandonare la propria terra d'origine) e con ogni sorta di mezzo illecito (si considerino i Plebisciti-farsa, la corruzione degli alti ufficiali del Regno delle Due Sicilie, ad esempio). Una Repubblica concepita in realtà come estensione del Regno Sabaudo, come una colonizzazione, senza riservare un minimo rispetto per le diversità culturali di cui era ed è composta. Una Repubblica che – su spinta centripeta della massoneria inglese – rinnegando il suo grande passato (non immaginiamo nemmeno com'era florida l'Italia prima del fatidico "Risorgimento" – vedi articoli in allegato) le sue stesse radici prostituendosi ai poteri forti e rimanendo per sempre vincolata agli stessi. Ma ormai – come si dice – la frittata è fatta. Volenti o nolenti questa è diventata la nostra "Repubblica", da difendere e tutelate da altre forme ancor più aggressive e distruttive di colonialismo.

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     Rewind                                                                                                                            

    Scorrendo all'indietro la storia della nostra "Italietta" fino al 1861 e viceversa, si può affermare con piena cognizione di causa come essa non sia stata caratterizzata dalla presenza di uomini virtuosi o di qualcosa di cui poterci gloriare. L'unico momento "patriottico", in cui l'Italia ha alzato la testa, paradossalmente è stato proprio il periodo fascista, il quale, come ha avuto modo di riconoscere uno studioso americano (tale James Gregor, docente dell'Università di Berkeley, nel suo libro Interpretation of Fascism) ha prodotto un vero e proprio "miracolo economico" (Mussolini tanto per fare un esempio – fu il primo ad ottenere il pareggio di bilancio e senza misure lacrime e sangue – vedi articolo in allegato – costruì ponti e strutture che ancor oggi rappresentano il pilastro dell'edilizia di numerosissimi centri urbani, da Nord a Sud e cercò di difendere la sovranità monetaria dai continui attacchi anglofoni) ma complessivamente i nostri governanti (di cui noi, popolo-gregge, non siamo che il riflesso) non hanno dimostrato minimamente un sano e giusto "amor di patria". Con questo, tuttavia, non vogliamo assolutamente giustificare il fascismo, colmo anch'esso di brutture (sia pur minori rispetto allo stalinismo) e di contraddizioni. Pochi, davvero pochi, infatti, sanno che ai vertiti del partito fascista albergavano pezzi da novanta del sionismo ebraico internazionale, ma questa è un'altra storia, ed in merito si potrebbero  scrivere libri e libri.

    Fratelli-dItalia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Da un colpo di stato all'altro – Tra bandiere Rosse, Nere  e Bianche        

    Se consideriamo che tutte le cosiddette "rivoluzioni" altro non sono state che dei veri e propri colpi di Stato delle logge massoniche per abbattere i capisaldi su cui poggiava tradizionalmente l'ordine della società europea ("regno e sacerdozio") per fondare un "nuovo ordine" (il loro ordine) è anche comprensibile tutto questo poiché per l'élite mondialista massonica è sacra unicamente la fedeltà omertosa alla loggia e ai fratelli. Tornando alla domanda iniziale, cosa possiamo rispondere guardando alla situazione odierna? Abbiamo festeggiato una Repubblica che ancora oggi continua a svendere la propria dignità ed identità, fino al punto di consegnare la sua stessa sovranità politica ed economica ad un ente privato (la BCE), a calpestare i diritti dei suoi cittadini per prostituirsi all'oligarchia dell'alta finanza condannando le generazioni presenti e future alla miseria.

     La-Morsa-del-Rating-lalibi-della-tecnocrazia-per-Annientare-i-Popol

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Privatizzazione della Banca d'Italia  e l'Euro-sistema                               

    La Festa della Repubblica in tal contesto europeista e filo-sionista – non ha doppiamente senso nel nostro contesto non solo per l'inconsistenza storica e politica dello stato che ci ritroviamo ma soprattutto perché con i trattati europei firmati a nostra insaputa dai politici conniventi con questo sistema, la nostra tanto invocata Costituzione è stata di fatto abrogata. La democrazia, anche se è sempre stata più che altro di facciata, ha iniziato ad agonizzare da quando lo Stato italiano ha iniziato a privatizzare la Banca nazionale; è stata ferita mortalmente da quando siamo stati immessi nel'eurosistema (senza consultarci ma addolcendoci la pillola con tante false promesse) e ha ufficialmente smesso di esistere da quando la Bce ha imposto a noi e alla Grecia un "governo tecnico" (dettato per alro dal Bilderberg Club e dalla Commissione Trilaterale, col benestare dell'Aspen Institute). Quindi non c'è più neanche la mera parvenza di democrazia. Per di più la fanfara mediatica che non ha fatto altro che incensare l'egregio professor Monti ci ha fatto persino credere che fosse il nostro salvatore.

    Fratelli-dItalia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Il Riccardi dell'ultim'ora                                                                                           

    A smentirlo non sono stati solo i catastrofici risultati delle manovre del governo Monti ma anche le dichiarazioni dell'ultima ora dell'ex ministro Andrea Riccardi, il quale ha affermato che “più Monti assumeva provvedimenti lacrime e sangue, più esodati la Fornero creava, più saliva la protesta e la sofferenza delle classi più deboli, più a Palazzo Chigi erano soddisfatti perché proprio quella era la dimostrazione lampante di credibilità verso la signora Merkel Angela. Cioè, più legnate riuscivano a dare al Paese più pensavano di essere forti in Europa". Capito in che mani siamo? Se speriamo di salvarci continuando ad affidarci passivamente ad un salvatore di turno siamo davvero dei poveri ingenui. L'unica soluzione è spegnere la tv, iniziare ad informarsi sul serio e mobilitarci unendo le forze perché nessuno ci salverà da questo disastro, se non noi stessi.

    MES-Scudo-Anti-Spread-e-Fondi-Ammazza-Stati-Ecco-come-gli-Italiani-divennero-Schiavi-dellEuro-Casta

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Maria Bianchi (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Andrea Riccardi – Per non dimenticare…                                                                              

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    Martedì, Agosto 21th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Rimini / Meeting / Crisi Eurozona / Meeting CL / Comunione e Liberazione / Uscita dalla crisi / Andrea Riccardi / Mario Monti / Casini / Rutelli / Fini / Don Sturzo / Politica per la Famiglia / Grande centro / Accozzaglia / Privatizzazioni […]

  • Ungheria – La Rivoluzione di Orban e il Piano antico degli Illuminati

    Ungheria – La Rivoluzione di Orban e il Piano antico degli Illuminati

    Sabato, Marzo 9th/ 2013 

    – di Sergio Basile e Vincenzo Folino –

    Ungheria, Victor Orban, Rivoluzione Costituzionale, Tradizioni Nazionali, Piano mondialista, lluminati, Adam Weishaupt, Aleister crowley, occultismo, satanismo, Piano diabolico, Distruzione della Famiglia Tradizionale, Distruzione del cristianesimo, promiscuità sessuale, Abolizione degli stati, Storia, economia, Hitler, Stalin, Lenin, Nazismo, Comunismo, Novecento, Werth, Courtois, Panné, Kauffer, Bartosek, Margolin, Rigoulot, Fontaine, Santamaria, Boulouque, Famiglia, proprietà privata, Crisi indotta, Spoliazione immobiliare nazionale, Equitalia, Lega dei senza Dio Militanti, Parlamento Ungherese, Pressioni dell'Unione europea, Dittatura mediatica, Magyar Nemzeti Bank, Gyorgy Matolcsi, Islanda, Norvegia, Ungheria, Golpe bianco, Populismo, nazionalismo, Fascismo, 

     

    Ungheria – La Rivoluzione di Orban e il

    Piano antico degli Illuminati

    Il leader Ungherese in difesa del Popolo, della Famiglia

    tradizionale, del Cristianesimo, delle tradizioni e della

    Sovranità Monetaria, contro i poteri forti.

    Ma c'è chi parla di "Nazionalismo"!

    L'Unione Europea lo accusa di Populismo e Fascismo 

    Ungheria e Sovranità Nazionale - Viktor orban

     Premessa 

    Bruxelles, Budapest – Storicamente, tra i principali obiettivi perseguti dagli "Illuminati", fin dai tempi della fondazione della setta massonica (su iniziativa della dinastia Rothschild, che finanziò a tal scopo il massone ebreo Adam Weishauptcome ormai noto e come scritto in precedenti articoli vi sono stati e vi sono tutt'ora: 1) la distruzione della famiglia tradizionale e la diffusione della promiscuità sessuale; 2) la distruzione della chiesa cattolica e del cristianesimo, soppiantato da una religione unica mondiale di stampo luciferino (new age); 3) l'abolizione della proprietà privata (attraverso confische di massa con il pretesto di "crisi economiche indotte"; 4) la totale dissoluzione degli stati nazionali in favore di entità sovranazionali a carattere mondialista che possano governare più facilmente – e senza tanti "fronzoli democratici" – le masse; 5) Il controllo dei popoli anche attraverso politiche di controllo delle nascite. Per coloro i quali hanno una reale conoscenza dei fatti storici principali del Novenento, e riescono a porre in essere collegamenti critici tra storia ed economia, non è un mistero come alcuni dei più grandi criminali, da Hitler a Lenin e Stalin (solo per fare alcuni esempi) abbiano cercato di dare fedele attuazione a tale progetto, mediante la repressione fisica delle masse non convertite a tale diabolico piano. Solo durante la Seconda Guerra Mondiale morirono milioni di uomini. La follia nazista secondo accreditati studi sterminò diverse migliaia di ebrei (molti sostengono milioni, ma i dati statistici della opolazione ebraica prima e dopo il 1945 sembrano confutare tali tesi) ma anche migliaia di giovani ventenni tedeschi – costretti a seguire la follia dei gerarchi nazisti – e migliaia di uomini appartenenti alle razze ed ai popoli più svariati. L'obiettivo principale – evidentemente – era quello di creare il caos e destabilizzare le società, preparandole a nuove forme di poteri e controlli. Lo stesso comunismo (vedi opere e studi di Werth, Courtois, Panné, Kauffer, Bartosek, Margolin, Rigoulot, Fontaine, Santamaria, Boulouque) si calcola che nel corso del Novecento abbia provocato in tutto il mondo addirittura qualcosa come 250 milioni di vittime. Solo 4 milioni in Russia, dove tra l'altro il gruppo d'azione noto come "Lega dei Senza Dio Militanti"  distrusse migliaia di chiese, perseguitando i cristiani ortodossi con feroce crudeltà. Ma ciò viene spesso omesso nella stragrande maggioranza dei testi scolastici di storia. 
     
     Europa  2013 – Il Progetto nell'era della New Age e dell'Acquario 
     
    Si dice che l'Europa di oggi (quella del Nobel per la Pace) sia un luogo di sicurezza, concordia e prosperità, ma a questa bufala mediatica credono ormai ben pochi europei intellettualmente onesti. Basta vedere cosa accade quotidianamene in nazioni come la Grecia, il Portogallo e la Spagna. Per non parlare della stessa Italia. I falsi profeti dell'economia della truffa – a ben vedere – stanno continuando a pieno regime il suddetto piano. La famiglia sta subendo uno degli attacchi più feroci e subdoli della storia dell'umanità: ed il tutto dietro un velo di menzogne e falsità chiamato progresso o libertà sessuale, che dir si voglia. Cristiani in tutto il mondo vengono quotidianamente uccisi in maniera sistematica. Solo in Siria perde la vita un cristiano ogni 5 minuti. E questo tra il silenzio dei media. Infine la proprietà privata è divenuta un concetto fortemente aleatorio. Agenzie come Equitalia (al 50% nelle mani delle banche) stanno letteralmente attuando un piano di spoliazione immobiliare nazionale senza precedenti nella storia del Vecchio Continente e dell'Italia. Un qualcosa che ci ricorda molto i metodi adottati dalle commissioni staliniste e leniniste dopo la cosiddetta "rivoluzione bolscevica". L'usura internazionale fa il resto mediante il controllo del signoraggio bancario, esercitato illegittimamente da banchieri privati (unitisi in mega mostri finanziari) e senza alcuna copertura aurea. Titoli di stato vengono venduti da banche centrali nelle mani dei privati verso altri privati (banche e speculatori) ed il peso di questa truffa (debito) viene gettato sulle spalle dei popoli. Il tutto viene ovviamente silenziato dai media, che raccontano storie completamente divergenti dalla terribile realtà. Ma in Europa ci sono nazioni che sembrano non accettare questo asfissiante ordine mondialista costituito. Tra di esse l'Islanda (vedi articolo in allegato), la Norvegia (che non ha permesso la privatizzazione della propria banca centrale, evitando in tal modo crisi da debito sovrano: vedi articolo in allegato) e l'Ungheria: nazione che sta tentando un disperato movimento di smarcamento dall'Ue dei poteri forti, passando per una sistematica riforma costituzionale.
     
     La Rivoluzione Ungherese di Orban 
     
    In merito va detto come la prossima settimana il Parlamento ungherese sarà chiamato a pronunciarsi – per la quarta volta in due anni – su una serie di proposte di cambiamento relative alla legge fondamentale dello stato, la Costituzione. Formalmente la proposta arriva da alcuni singoli deputati del Fidesz (il partito del premier), ma  in sostanza si tratta di una presa di posizione dello stesso Orbàn e del suo governo, rassicurati dalla consapevolezza di godere della maggioranza dei due terzi del Parlamento. Le modifiche previste, infatti, sono le stesse che il governo aveva cercato di far varare solo un anno fa, ma che allora vennero bloccate prima da una serie di sentenze della Corte Costituzionale e poi dalle pressioni dell’Unione europea.  Adesso la situazione politica è cambiata e tra le modifiche più scottanti previste dal “super-emendamento Orban” rientra anche una forte limitazione dei “poteri di controllo” della stessa Corte costituzionale: i giudici, infatti, saranno chiamati a pronunciarsi solo sugli aspetti formali delle leggi, ma non potranno incidere più di tanto sulle decisioni dell'esecutivo, espressione del popolo. Queste le principali altre modifiche: verranno limitati i programmi e i giornali accusati di ledere “la dignità della nazione, dello stato e della persona” e di diffondere incitamenti “all’odio”. Qualcuno parla di censura, altri di giusta limitazione dello strapotere del regime mediatico che soggioga le coscienze, diffondendo sistematiche falsità, dalla Grecia all'Italia, passando appunto per la stessa Ungheria. Le religioni non godranno tutte di pari dignità e la libertà di culto sarà garantita solo in riferimento alle religioni riconosciute come tali dal governo. Ciò soprattutto in vista dell'impari trattamento che il cristianesimo gode nei paesi arabi, dove chi si dichiara cristiano rischia la pelle ogni giorno, mentre l'Europa viene invasa dalle moschee che sorgono come funghi tra il silenzio generale. Altra riforma importante, poi, Orban la vuole apportare in difesa del matrimonio: le uniche coppie che lo stato riconoscerà saranno le coppie etero – quindi il “matrimonio” inteso come  “l’unione coniugale tra uomo e donna”- il cui fine è la procreazione ed il mantenimento del ruolo della famiglia tradizionale come “base della sopravvivenza della nazione”; infine, tra le altre cose, saranno autorizzati i processi politici contro i partiti che il governo giudicherà “associazioni criminali” (che andrà a colpire innanzitutto il partito socialista, l’erede del partito comunista). Il tutto a pochi giorni di distanza dalla nomina a capo della Magyar Nemzeti Bank (la Banca Centrale Ungherese) di Gyorgy Matolcsi, braccio destro di Orban. Insomma una chiara guerra contro il piano degli illuminati sopra esposto, nel tentativo estremo di difendere popolo ungherese e tradizioni.
     
     La Reazione dell'Europa e dell'asse Bruxelles-Berlino 
     
    La reazione dell’Europa – nei mesi scorsi accusata di crimini contro l'umanità tra il silenzio tombale dei soliti media di regime – già a partire dallo scorso anno non ha tardato ad arrivare. Attraverso questi provvedimenti Orbàn si è posto frontalmente contro l’Europa dei banchieri e del caos sociale ed economico. Questo è un fatto! Ma l’analisi è leggermente più complessa. Da una parte i titoli di famosi ed eminenti giornali parlano di “golpe bianco”, "populismo", "nazionalismo", “fascismo” e “svolta autoritaria”; dall’altra gli oppositori di quest'Europa tecnocratica parlano di “difesa leggittima dei diritti nazionali degli ungheresi contro un’Europa senza né anima né identità. Contro un'asfissiante dittatura tecnocratica dettata dai poteri forti ed anti-cristiani". Essere contrari alle assurde imposizioni che giungono dai gelidi vertici di Bruxelles-Berlino, essere contrari alle insane politiche economiche e sociali messe in atto da “questa” finta Europa (progressista, perbenista e pacifista)  per alcuni è un diritto-dovere, per altri no! Dipende dai punti di vista! Voi che dite?
     

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa) 

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     Approfondimenti    – chi è adam Weishaupt?                                                

    Wheisaupt - Crowley

    Johann Adam Weishaupt (Ingolstadt6 febbraio 1748 – Gotha18 novembre 1830) è stato il fondatore dell'Ordine degli Illuminati. Nel 1753 rimane orfano del padre, George Weishaupt, e viene adottato dal Barone Johann Adam Ickstatt (17021776), rettore dell'Università di Ingolstadt e membro del Privy Council. L'opera politica, teorica e pratica, di Adam Weishaupt, oltre ad avere avuto un importante impatto sui contemporanei e sui continuatori più immediati, ha esercitato un profondo influsso anche su aspetti del socialismo utopistico e del pensiero di Karl Marx, specialmente in rapporto al superamento dello stato nazionale e dell'individuazione di questo come strumento dell'affermazione dell'egemonia di alcune classi sociali che costringono le classi subalterne all'oscurantismo e alla subalternità. I riflessi di questa tesi sono rinvenibili in echi moderni come il Manifesto di Ventotene e nella moderna idea di federalismo. Da non sottovalutare l'aspetto magico dell'opera di Weishaupt, che realizza il paradosso delle radici occulte dell'Illuminismo, di cui è dimostrata la costruzione sociale secondo il meccanismo di una società segreta articolata in base allo schema in dieci gradi del diagramma gnostico – cabalistico, ripresa nel Novecento dalla tradizione ermetica della Golden Dawn. Questi aspetti hanno riconquistato larga notorietà, tra l'altro, per via della larga fama degli scritti di Aleister Crowley.

     

    Aleister Crowley –  Figura assai controversa, è da alcuni considerato il fondatore del moderno occultismo e da altri come una fonte di ispirazione per il satanismo. Uomo di vasta cultura, è considerato una figura chiave nella storia dei nuovi movimenti magici. A Crowley è attribuito il maggior tentativo di creare una «religione magica» per l'epoca contemporanea e la sua influenza sul coevo ambiente magico è stata notevole. (Fonte Wikipedia)

     

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  • Nell’Ue arriva il MES  – E’ la fine della democrazia: benvenuti nella nuova dittatura

    Nell’Ue arriva il MES – E’ la fine della democrazia: benvenuti nella nuova dittatura

    Giovedì, Giugno 7th / 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Unione europea / Bruxelles / Mes / Fondo Salva Stati permanente / Crisi / Economia / Finanza / Eurozona / Dittatura / Annullamento dei diritti e del Costituzionalismo / Potere illimitato alla tecnocrazia di Bruxelles /  Compressione delle libertà personali / Omertà / Fascismo  

    Bruxelles – Nell’Ue arriva il MES

    E’ la fine della democrazia, benvenuti nella

    nuova dittatura dell'Unione

    MES – I Nuovi Dittatori dell’Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Mes: un nuovo trattato europeo per la stabilità ? No! Un trattato europeo liberticida di cui nessuno ha mai sentito parlare. E’ stato ratificato  – come molti ignorano – il 2 Febbraio 2012 da 17 paesi dell’Eurozona, ma non è un caso che molti di essi, non sappiano neanche cosa sia. E’ molto pericoloso infatti, per i cittadini, venire a conoscenza di quello che stanno tramando alle loro spalle. Infatti il “Meccanismo Europeo di Stabilità” delinea una nuova amministrazione europea (vedi in archivio di “Qui Europa”)  che andrà ad unificare  i “predecessori” fondi di soccorso europeo (MESF e FSFE) con la piccolissima differenza che potrà svuotare le casse degli stati quando vorrà e tutte le volte che lo riterrà necessario, senza limiti.

      Mes – Bevenuti nella nuova era fascista targata “Ue”  

    La nuova amministrazione europea,  verrà composta dai 17 ministri delle Finanze che ne diventeranno di "diritto" i Governatori. La cosa interessante è che il MES, avrà una propria volontà indiscutibile, un proprio statuto autoregolamentato, capace di prendere decisioni su cui i parlamenti nazionali – udite udite – non avranno alcuna voce in capitolo, né i suoi governatori, che godranno dell’immunità! Insomma, una sorta di mafia legalizzata!  Si capisce il carattere dittatoriale del trattato attraverso alcuni semplici elementi. Per esempio è stato aggiungo un emendamento all’articolo 136 secondo il quale  “i paesi dell’Ue che utilizzano l’euro sono autorizzati a istituire un meccanismo di stabilità per salvaguardare la stabilità dell’Eurozona nel suo insieme”. Alla tutela della stabilità finanziaria, si aggiunge anche la sorveglianza dei cittadini, la tutela da qualsiasi elemento che a loro giudizio sia foriero di fastidi per l’Unione, la repressioni degli scontri che potrà, ai sensi dell’emendamento, essere deferito di fronte ai nuovi enti europei. Siamo tornati al fascismo? A quanto pare si! Non potremo più esprimere la nostra opinione? Pare di si!

      Silenzio di governi e media: Così per Hitler e Mussolini  

    Ciononostante nessun ministro e nessun parlamento nazionale – per non parlare dei rappresentanti del governo italiano e del Parlamento – ha fatto cenno alcuno a tutto ciò. Questa dittatura dei "non eletti", dunque, s'instaura da Bruxelles, dove continuano tranquillamente – ma soprattutto il più rapidamente possibile – a redigere il trattato del MES ed a decretare la contestuale e gravissima fine della democrazia. Il loro intento evidente, dunque – come già avevamo detto negli ultimi articoli in "Qui Europa" – è quello di creare un macro-stato retto con poteri assoluti dalle èlite finanziarie, tramite la Commissione europea: una commissione formata – lo ricordiamo – rigorosamente da “non eletti”. Gente mai votata da alcun cittadino e da nessun Parlamento nazionale, che deciderà sulla nostra libertà, sui nostri diritti e sulla nostra vita economica, finanziaria, sociale e via dicendo.

      Il Diritto europeo buttato nel ….  

    La Commissione, in pratica,  vuole assegnare a se stessa il governo economico e monetario dell’Eurozona, per cui i poteri legislativo ed esecutivo si sommano nello stesso organo: letteralmente imposto ai paesi membri, anche con la complicità della casta italiana. Ci troviamo in contrasto con il principio democratico della separazione dei poteri. Tre secoli di studi, costituzionalismo, ricerche accademiche e leggi buttate nello scarico! E hanno pure tirato la catenella!

      MES – La stessa ricetta del fascismo e della mafia  

    Proprio da Bruxelles arriva questo vergognoso esempio di anti-costituzionalità, un inganno per i cittadini che sono tenuti allo scuro di ogni doppio fine dell’Unione. Le caratteristiche della dittatura poi, iniziano già a stare a pennello alla Commissione Europea.  Infatti un’analisi sul tema, che le studiose Paola Ghini e Valentina Serru hanno messo sotto il microscopio del web – mettendo a fuoco tutti questi loschi retroscena, e  smascherando gli interessi finanziari che spingono le loro “avide mani” – è da settimane letteralmente sparita dalla rete e, ad oggi, sono pervenute 120 denunce consegnate in altrettante procure italiane sul gravissimo caso di censura e libera informazione. Insomma ecco la nostra bella ricetta europea per la dittatura: un bel po’ di omertà ( nessun giornale, complice, informa i cittadini dei veri risvolti del MES);  un sostanzioso e vergognoso furto dei soldi dei contribuenti europei da parte dei nostri “governatori finanziari”; divieto assoluto di perquisizione all'interno degli uffici del Mes; autorità accentrata nelle “loro” mani (con possibilità di sedare le ribellioni); un gruppo di 17 membri seduti a tavolino a gestire le nostre vite, con tanto di immunità. Sbaglio, o questa è la stessa “ricetta” della Mafia?

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)