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Tag: Euroscetticismo

  • L’Ue e lo Specchio della Meraviglia – Seconda Parte – Troll sul Web, contro gli Euroscettici

    L’Ue e lo Specchio della Meraviglia – Seconda Parte – Troll sul Web, contro gli Euroscettici

    Sabato, Luglio 13th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – 

    Unione Europea, Europa, Strasburgo, Bruxelles,Euro, Euroscettici, Euroscetticismo, Istituzioni Europee, Manipolazione dell'informazione, Troll, Manipolatori mediatici, Disinformazione, Notizie falsate, Verità, Soldi pubblici, Dittatura mediatica, Libertà di pensiero e di espressione, Elezioni europee maggio 2014, Cittadini europei,  Identità virtuali, Social Network, Blog, Siti Web 

    Barroso, la Commissione e lo Specchio

    della Meraviglia – Seconda Parte

    La denuncia del Daily Teleghaph – L'Ue paga 2

    milioni di euro per "arruolare" i troll del web

    contro gli euroscettici. E' scandalo!

     

    di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile

    Unione europea - falsi profeti a contratto sul web

     La Verità, dietro il bando Ue …. Un esercito di disinformatori                  

    Bruxelles, Strasburgo – Nelle scorse ore abbiamo constatato con grande meraviglia, come l'esecutivo di Bruxelles abbia deciso di ovviare alla "presunta mancanza di professionalità dei giornalisti europei", lamentata dallo stesso, ovvero alle "lacune" dei "fedelissimi" e servizievoli giornalisti europeisti – ora d'improvviso accusati d'incapacità manifesta e reale –  lanciando un proprio servizio indipendente al fine di garantire – sostiene l'euro-casta – "notizie accurate sull'attività della Commissione stessa". (Vedi allegato – Lo Specchio della Meraviglia – prima Parte) Da qui l'idea di lanciare un bando di gara, a caccia dei nuovi presunti e liberi (?) talenti del giornalismo "europeista". Ma la verità è che questa mossa strumentale e strategica giunge nel momento di massima impopolarità delle istituzioni europee, ormai allo sbando e sempre più costrette a nascondersi dietro un dito. Anche la tempistica è alquanto curiosa: la trovata, che oseremo definire sensa peli sulla lingua, "propagandistica", prende piede a distanza di pochi giorni dall'emergere di un altro iceberg in quel fosco e torbido mare di menzogne "Made in Ue". Un vero e proprio scandalo scoperto e denunciato perentoriamente dal Daily Telegraph. Vediamo. 

      2 milioni di euro                                                                                                        

    Ben due milioni di euro, prelevati dalle tasche di tutti i cittadini europei – ma evidentemente potrebbero essere anche di più – saranno (e per certi versi temiamo che lo siano già stati) investiti dall’Unione per creare disinformazione e manipolare – in modo magistralmente subdolo e meschino – l’orientamento dell’opinione pubblica, sguinzagliando sul web vere e proprie “Pattuglie di Troll”, formate da funzionari che avranno il compito di intervenire in qualsiasi discussione pubblica anti-euro per provocare ed irritare gli utenti, attivando i tradizionali meccanismi psicologici tanto cari alle dittature.

    Unione europea - falsi profeti a contratto sul web

     L'Iceberg e la denuncia del Daily Teleghaph                                                    

    A denunciarlo, senza mezzi termini, come detto, la testata del “Daily Telegraph”, entrata in possesso di documenti confidenziali, testimonianza ulteriore di un regime mediatico che spalleggia il mondo della politica internazionale. Per l’Unione Europea non esiste alcun “mea culpa” ma, al contrario, le istituzioni si organizzano “al meglio” per garantirsi, in vista delle elezioni (previste inizialmente per giugno 2014 e successivamente anticipate al 22-25 maggio prossimo)  una credibilità della quale ormai non godono più da tempo. Ed in un’atmosfera di malcontento generale e di disagio sociale che ha raggiunto, ormai, punti di non ritorno, superando ogni confine geografico, oltre che di degrado. La casta europeista, dunque, scaglia la sua freccia pensando di centrare in pieno il suo unico bersaglio: colpire ancora i cittadini. La libertà, in tutte le sue forme, appare sempre più solo come un lontano ricordo e un lusso moderno. Uno squallido gioco a discrezione di chi abusa del potere per statuto (Vedi MES, Two pack, Fiscal Compact, Politiche imperialiste della Troika, sudditanza Usa, Art. 123 del Trattato di Lisbona, Patto di Stabilità, Sistema Target2, Euro, liberismo sfrenato, paradossi fiscali, commissariamenti bancari, Accordi di Basilea 3 e relativo credit crunch, ecc.. ecc..) e fa i conti con soldi pubblici. Già! Ma infondo a questo punto della storia, non c'è davvero più nulla di cui  meravigliarsi.

     L'Iceberg e la denuncia del Daily Teleghaph                                                     

    Ma a pensarci bene, effettivamente,questa sensazione si era gia avvertita partecipando a discussioni tematiche su facebook ed altri social network, e notando con sgomento commenti filo-europeisti al limite della follia (e protesi magari a negare il signoraggio bancario e la questione centrale dello spossessamento della nostra sovranità monetaria e finanziaria ad opera dei privati della BCE e del sistema mafio-bancario) . Non trovate? Ma ora il Daily Telegraph ci da l'ufficialità di quanto infondo già si intuiva. Il web è pieno di falsi profeti! ed essi cresceranno col trascorrere dei mesi. Intanto l'italia è diventata terra di conquista e di frontiera. Quasi peggio della povera Africa, per intenderci! La via è quella! Ma ciò che getta più nello sconcerto sta nel fatto che molti di essi si travestano quotidianamente da salvatori della patria. Gli stessi, ripetiamo, che denunciano i crimini dell'Ue, ma nello stesso tempo nascondono o confutano il crimine maggiore: signoraggio rubato e spossessamento delle sovranità nazionali. Ribadiamo, specie quelle monetaria e finanziaria.

    Unione europea - falsi profeti a contratto sul web

     L'Inganno più Grande… Falsi profeti, pseudo contestatori del sistema 

    Chi nega ciò, o non parla mai di questi temi nei propri blog state sicuri che è in mala fede, o è di una ignoranza estrema in materia. E di falsi eroi del web i salotti TV abbondano. Non facciamoci ingannare dalle loro agitate arringhe. Anche molti litigi ed alterchi TV, come avrete capito benissimo, sono falsi e rispondono a copioni ben preparati ed orchestrati per confondere le masse ed indurre il telespettatore a credere nel presunto paladino anti-europeista di turno, cadendo nella più subdola delle trappole. Quella intellettuale: capace di far serpeggiare idee e movimenti fasulli, nel nome di una presunta lotta anti-europeista. Non facciamoci ingannare! Non basta presentarsi come anti-europeista ed anti-sistema per esserlo nei fatti. Perciò conviene conoscere a dovere questi temi sopra-elencati. Il tutto dipende – come molti di voi lettori avranno compreso – dall'inganno più grande: il fatto che la BCE abbia sottratto il potere alle nazioni emettendo denaro falso, perchè assolutamente non coperto da alcuna riserva aurea. Chi finge di non aver capito questo, è un falso profeta! Non seguitelo! Non diffondete le menzogne di questi personaggi! Non cadete nei facili entusiasmi da protesta… Chi si augura la nascita di un'unione bancaria è in mala fede. Chi sogna gli Stati Uniti d'Europa ed una banca centrale stile FED, semina confusione e menzogne. Il punto sta proprio lì: la sovranità appartiene al popolo, e non ad un gruppo di privati senza scrupoli. Finché non capiremo questo saremo sempre schiavi.

     Finto Dissenso Euroscettico. Difesa filo-europeista… ad oltranza           

    Perciò, tornando alle subdole strategie dell'Ue, l'obiettivo della casta, denunciato dal Daily, consiste proprio in questo: limitare con un finto, distorto ed interessato dissenso o con una difesa ad oltranza di posizioni europeiste oggettivamente indifendibili, la possibilità di lasciar maturare una piena consapevolezza sulle questioni più delicate (vedi  ad esempio signoraggio e sovranità monetaria) ed esprimere liberamente e consapevolmente il nostro dissenso nei confronti dell’Unione Europea, del Fiscal Compact, della moneta unica o della BCE. E' a questo punto che subentra l'elemento psicologico: ad un certo punto della discussione interverrà – come noto – chi ci ridicolizzerà o fomenterà le discussioni con messaggi insensati e fuori tema. A chi non è capitato? Morale della favola? Sorvegliati a vista e in modo continuo e costante da cani sciolti nel web, “addestrati” e pagati (profumatamente) proprio per raggiungere tale scopo. L’obiettivo è quello di sedare il diffuso sentimento antieuropeista, mettendo "provvidenzialmente" a tacere chiunque possa costituire un ostacolo per lo svolgimento dei sporchi affari internazionali. Uno scandalo con una trama da film dell’orrore di cui risultiamo protagonisti inconsapevoli,  ingannati, secondo un progetto ben preciso, da chi vuole usare i nostri soldi per dare vita e mantenere vita natural durante uno sporco uragano di interessi economici, sociali e politici per poi guardarci con un sorrisetto beffardo e pensare: “anche questa volta l’abbiamo scampata!”. Ma si sa: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi…

    Unione europea - falsi profeti a contratto sul web

     Nel Mirino dei Manipolatori Digitali                                                                   

    Sempre secondo la testata inglese – che ha dato conferme ufficiali alla notizia – nel mirino dei manipolatori digitali soprattutto i Paesi considerati maggiormente euroscettici, tra i quali l’Italia. Il tutto avviene ed avverrà in tempo reale e attraverso i cosiddetti troll. Quindi, qualora vi trovaste in una situazione del genere sappiate che dietro ci potrebbero essere disinformatori in carne ed ossa in piena e folle autonomia, ma anche identità digitali (spesso fasulle e creata ad hoc) manovrate da qualcuno pagato per insultare e inibire i vostri pensieri. Il comportamento tipico dei troll che attaccano le comunità virtuali consiste nell’invio di messaggi offensivi e volgari, spesso pubblicati in numero sconsiderato con la sola intenzione di disturbare la conversazione. Ma i manipolatori del web, spesso – ribadiamo –  potrebbero fingersi anche degli  euroscettici pubblicando messaggi ricchi di errori o temi che, volutamente, non argomentano al fine di diffondere la concezione che chi è contro l’Ue non sia una persona colta, informata ed istruita e dimostrando, così, che l’ignoranza sia la prerogativa fondamentale di quanti auspicano magari la fuoriuscita dall'Eurozona, un ritorno alla sovranità popolare della moneta o il ritorno alla piena sovranità degli stati-nazione. 

     Il Passaparola della verità, contro il "salario degli schiavi"                           

    Eppure, noi crediamo che lettori, radioascoltatori, telespettatori ed utenti del web riescano a sviluppare – ricercando le giuste informazioni – la capacità di distinguere il vero dal falso, il bene dal male, le beffe dai benefici reali. Noi crediamo nella persona, nell’intelligenza della stessa e nella possibilità che ognuno di noi ha nel riportare le verità che ha scoperto. Del resto la nostra missione è la nostra passione: informare e divulgare notizie vere e prendere le distanze, pubblicamente ed in forma netta, da chi manipola la comunicazione modellandola sulla base dei propri interessi. Noi contiamo anche su di voi, certi che darete vita al passaparola della verità e che chi oggi non fosse ancora euroscettico, lo diventi quanto prima! Prima che sia troppo tardi e che i nostri sogni possano andare distrutti per sempre. Del resto il salario dello schiavo è proprio questo: la morte dei sogni.

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright Qui Europa © 2013 ) 

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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  • Marine Le Pen – L’Euroscetticismo Dilagante potrebbe Contagiare l’intera Europa. Lo Spero Davvero!

    Marine Le Pen – L’Euroscetticismo Dilagante potrebbe Contagiare l’intera Europa. Lo Spero Davvero!

    Martedì, Marzo 5th/ 2013

    – di Giuseppe Sacco – 

    Euroscetticismo, Bruxelles, Marine Le Pen, Beppe Grillo, Italia, Europa, Bruxelles, Mario Monti, Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani, Front National, Alberto Mattioli, Gianfranco Fini, Euro, Contagio 

    Marine Le Pen – L'Euroscetticismo Dilagante

    potrebbe contagiare l'intera Europa.

    Lo spero davvero!

    Marine Le Pen: Bruxelles ascolti la voce dei popoli 

    Beppe Grillo - Marine Le Pen

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Parigi, Bruxelles – Nell'ultima tornata elettorale – malgrado la grande confusione causata del porcellum – un dato è parso palese ed inattaccabile: circa metà degli Italiani ha votato contro l’Europa. Sembra quasi un augurio di pervasività di un pensiero critico che si schiera contro l’Europa tutta. E' lo stesso pensiero – tra l'altro – rimarcato nelle ultime ore da Marine Le Pen, leader del Front National, terza forza politica francese. Le elezioni italiane sembrano essere considerate dalla stessa quale "un ottimo auspicio di rinascita per i popoli europei". Nella intervista che ha rilasciato ad Alberto Mattioli – corrispondente da Parigi per La Stampa – la Le Pen si è detta soddisfatta in particolare per la chiara voce degli euroscettici che si è venuta palesando.

     Elezioni in Italia? Un voto di protesta contro l'Europa dei banchieri  

    "Va quasi un ringraziamento – rimarca – ai diciotto mesi di politica di Monsieur Monti, che era il candidato dell’Ue e può essere considerato lo sconfitto per eccellenza da parte della madre degli euro contrari. "Infatti – continua – questo voto è una sanzione molto pesante contro l’austerità imposta da Bruxelles e i suoi governi di tecnocrati e banchieri”. Ma la Le Pen ne ha anche per la destra e per Silvio Berlusconi: "le sue responsabilità non si cancellano, ma almeno ha aperto gli occhi!”, ha sbottato Marine Le Pen al collega de "La Stampa". Per quanto riguarda poi un possibile confronto tra Berlusconi e Bersani per il potere, Marine Le Pen sembra avere le idee abbastanza chiare.

     Grillo, Berlusconi o Bersani? Il Problema vero è un'altro! 

    "Sostenere Berlusconi o Bersani – rimarca la leader francese – poco importa! Oggi la vera differenza è tra chi accetta di farsi governare dai burocrati di Bruxelles e chi no. Chi vuole l’Europa delle Nazioni e chi la tecnocrazia”. Su Grillo ed il M5S, poi, il suo parere è altrettanto netto. Il fenomeno Grillo è improntato ad una simbolizzazione di lotta contro un sistema di corruttele dilaganti, più che su una valenza di significato per il personaggio in sé". Aldilà del personaggio, Grillo pone un problema vero e dà un avvertimento all’Ue: sia pur indirettamente. Non si sa ancora fino a che punto volontariamente, ma evidentemente lo scopriremo presto. "L’Europa deve ascoltare il popolo della protesta – conclude – e non può più continuare ad imporre una politica che i popoli non vogliono”. 

      Nel 2014  si voterà per il Parlamento europeo – Sarà la prova del 9! 

    Quando le si pone l’interrogativo riguardo alla possibilità di rivotare in Italia ribadisce: “non aggiungiamo il ridicolo ad una situazione già difficile. Il prossimo anno si voterà per il Parlamento Europeo e li si vedrà che tutta l’Europa è come L’Italia (…) I burocrati di Bruxelles scelgano. O cambiano politica o saranno i popoli a fargliela cambiare.” 

     Fini Trombato alle elezioni – La soddisfazione di Marine Le Pen  

    Alla provocazione finale in merito ai suoi presunti amici  di destra italiani che non avrebbero brillato quanto a coerenza politicaMerine Le Pen, in conclusione, ha rimarcato l’accento sul fatto che in Italia non abbia amici a destra, dimostrandosi in aggiunta di essere particolarmente contenta del fatto che Gianfranco Fini sia stato sconfitto e sia rimasto fuori dal Parlamento. "L’augurio finale – ribadisce la leader politica francese – è che l'euroscetticismo manifestatosi in Italia possa presto contagiare la Francia."

     L'Europa delle lobby e dei banchieri – Il Cancro dei Popoli 

    A prescindere dallo schieramento politico (destra, sinistra, centro o indecisi) come darle torto? Almeno un politico che dimostra con grande onestà intellettuale di aver compreso che l'Europa euro-centrica è il vero cancro che sta sterminando i popoli, riducendo i "sopravvissuti" ad una massa informe di poveri e disperati senza alcun diritto.

    Giuseppe Sacco (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

    Grecia – Le Cariatidi votano “dracma”

    Grecia – Le Cariatidi votano “dracma”

    Giovedì, Aprile 26th / 2012 Europa / Grecia / Euro / Francois Hollande / Marine Le Pen / Sarkozy / Francia / Angela Merkel / Mario Monti / Dracma / Rigore / Austerity / Una crisi figlia del liberismo / Franco De Domenico / Qui Europa      Contro l’euro con furore La Grecia vota […]

     

  • James Galbraith: il Voto Italiano Denuncia le Disuguaglianze Europee

    James Galbraith: il Voto Italiano Denuncia le Disuguaglianze Europee

    Sabato,  Marzo 2nd/ 2013

    – di Giovanni Antonio Fois  –

    Unione Europea, Elezioni Italia, Italia, Roma, Movimento 5 Stelle, James Galbraith, Lyndon Jonson School of Public Affairs, Austin, Merkel, Eurocasta, Accademia dei Lincei, El Pais, Euroscetticismo, Yogurt greco, Agenda europea, Bruxelles, Record del Debito Pubblico italiano, PIL, Consapevolezza degli elettori, protesta 

    James Galbraith: il voto italiano denuncia

    le disuguaglianze europee

    Il luminare dell'economia internazionale sottolinea

    l'importanza del voto italiano

    Ora il vero punto di svolta sarà il Referendum sull'Euro

    Agenda Europea - Il Voto in Italia - Galbraith

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Bruxelles – Solo eri ho portato all'attenzione dei lettori alcune considerazioni tratte a seguito delle elezioni, appena avvenute. Nel particolare ho voluto sottolineare l'impotanza della formazione di una coscienza critica in seno al popolo italiano, sfociata nel voto al neo Movimento 5 Stelle e del cambiamento di rotta da parte di molti Italiani, circa il discorso relativo alla moneta unica. Un discorso fino a ieri considerato tabù. Le politiche grilline, infatti, hanno portato avanti come uno dei punti principali della campagna elettorale messa in atto, l'uscita dall'Euro e l'abbandono delle direttive BCE. O almeno il referendum nazionale in merito. Anche il relativo "successo" berlusconiano è scaturito, oltre che dalla campagna anti IMU e dai recenti successi televisivi del cavaliere, dalle linee di condotta dichiaratamente anti UE. Se poi aggiungiamo i dati relativi alle sconfitte elettorali di Pd e Monti, il quadro risulta chiaro. Se gli elettori hanno dimostrato la necessità di abbandonare le fazioni palesemente in accordo con l'aberrante e dittatoriale agenda europea, un motivo ci sarà senz'altro.

     L'analisi di Galbraith – Il Voto in Italia e l'impatto sul "Sistema Europeo" 

    Oggi, a sostegno di queste tesi, interviene, attraverso un'intervista, James Galbraith, auterovole voce del mondo economico internazionale. Il professore della Lyndon Jonson School of Public Affairs di Austin è voluto intervenire per tracciare le proprie conclusioni circa il voto italiano nell'ottica delle possibili ripercussioni sul sistema europeo. ''Il voto a favore di forze come quella di Grillo è anche un rifiuto delle politiche di austerità che Banca Centrale e alcuni paesi comunitari continuano a chiedere per fronteggiare la crisi'' sostiene il luminare . ''Gli elettori italiani hanno parlato; ignorare la loro voce sarebbe un errore che nessuno può permettersi di fare, tantomeno i leader europei che hanno solo da guadagnare ad ascoltarli''. Un severo rimprovero rivolto alla Merkel e compagni che, continuando a far valere prepotentemente la loro auterevolezza, segnalano di non aver percepito a pieno l'esito della votazione. Il neonato Movimento 5 stelle, tramite il suo ''garante''(come ama definirsi Grillo), oltre a dimostrarsi avverso alle linee dure d'austerity europea, propone un referundum per l'uscita dalla moneta unica. A tal proposito Galbraith ha messo in guardia i vertici europei: ''Bruxelles e Berlino faranno molto bene a prestar attenzione, se tengono a preservare l'unità dell'eurozona. Sappiamo ormai molto bene che l'Unione marcia a due velocità, con i paesi della fascia meridionale affaticati a inseguire le politiche fiscali richieste da quelli del nord, mentre la Germania continua a cavalcare la posizione  di vantaggio che pende a favore della sua economia dall'inizio della crisi.'' Parole sacrosante! Noi dell'Osservatorio Nazionale Qui Europa lo diciamo ormai da oltre un anno: occorre tirarsi fuori dall'Eurogabbia che si stringe sempre di più intorno al collo dei popoli del sud Europa. Ora sentiamo di poter alzare la voce, supportati dal pensiero di importanti interpreti dell'economia mondiale (vedi articolo El Pays in allegato: nel quale otto guru dell'economia mondiale sotengono le nostre tesi) come appunto James Galbraith, membro dell'Accademia dei Lincei, che puntualizza: ''Il voto italiano è la denuncia estrema di questa disuguaglianza, che rischia di esplodere se non viene affrontata con spirito di cooperazione''.

     L'esplosione del Debito Pubblico Illegale – 127% del PIL  

    Il gap tra favoriti e sfavoriti d'Europa è ormai insanabile. Bisogna dar la possibilità a paesi come il nostro di potersi rialzare. Non possiamo continuare a pagare un debito pubblico sempre più salato che, a quanto dicono i dati Istat diffusi nel primo pomeriggio di ieri, ha raggiunto ormai quota 127 % sul Pil. Ecco a cosa ci ha portato l'Euro ed il progetto BCE. Dover pagare più della totalità di tutte le trattenute di tutti i lavoratori italiani.  I nostri averi sono destinati all'estero mentre gli investimenti per le infrastrutture nazionali rimangono all'asciutto. Anzi! Per poter rientrare del buco dovremmo toglierci dalle tasche un 27 % in più! Il popolo ha espresso a gran voce il proprio scontento. Le continue politiche d'austerità hanno portato ad un peggioramento della situazione, contrariamente a quanto pronosticato dal governo Monti in partenza di mandato. Gli Italiani sono passati in questi pochi giorni da un sentimento comune di rassegnazione ad un altro, molto più agguerrito, di rivalsa. Stiamo finalemente prendendo coscienza del fatto che questa crisi non l'abbiamo nè voluta, nè tantomeno creata noi. Stiamo pagando un prezzo elevatissimo, senza alcuna controparte, dovendo invece assistere al consolidamento di un mercato confuso, nel quale i beni di ogni singola nazione vengono buttati insieme nel minestrone europeo, perdendo quindi, oltre il capitale, anche la propria tradizione.

     UE – Tutto da perdere, Nulla da guadagnare 

    Il prodotto italiano, nel nostro caso, sta perdendo ogni anno di più la nobile reputazione maturata in decenni di sacrifici: permettendo ai prodotti esteri di passare in qualche remoto magazzino del nostro bel Paese, solo per apporvici sopra la tanto ambita etichetta Made in Italy, non facciamo altro che accellerare il processo di delegittimazione del bene nostrano. Tuttavia l'esito di questo turnover elettorale ha dato importanti motivi di speranza, dimostrando consapevolezza del declino in corso. Non faremo la fine dello Yogurt greco, ormai tedesco. Abbiamo gli occhi aperti adesso e guardiamo all'Europa con uno sguardo diverso, colmo di scetticismo.

    Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Martedì, Luglio 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare  […]

    Euro: non è nato sotto una buona stella, e si è visto…

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    Mercoledì, Giugno 20th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Europa / Roma / Francoforte / Bruxelles / Euro / Lira / Moneta Unica / Unione Monetaria / Unione politica / Maastricht / Tangentopoli / Spot euro / Euroscettici / Giulio Andreotti / Gianni de Michelis / Guido Carli / Pierre […]

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

    Signoraggio – Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 6: Evoluzione della Truffa e Stati Uniti d’Europa

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    Venerdì, Febbraio 8th/ 2013 – Redazione Qui Europa – La Truffa Bancaria  / Schiavi di un Debito Illegale – Le Repubbliche Marinare / Truffa Bancaria / Crisi dell'Eurozona / Crisi del 1929 / Federal Reserve Act / FED / Signoraggio Bancario / Rinascimento  / Mercantilismo / Monte dei Paschi di Siena / Casa delle compere / […]

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    Giovedì, Agosto 2nd/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Unione Europea / Bruxelles / Debito Pubblico / Sovranità nazionale / Euro / Moneta unica / Politica / Economia / Finanza / Comunità / Unità politica / Deficit / Crescita / Crisi / Mercati finanziari / Francia / Spagna / Finlandia / Monti […]

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    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

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    Lunedì, Gennaio 21st/ 2013 – Dott.ssa Patrizia Stella –   Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa Unione europea / Crisi morale / Piano Massonico / Ilva / Sovranità Nazionale / Sovranità Rubata / Complicità dei Media / Demonio / Distruzione della Famiglia / Nuovo Ordine Mondiale / Laicismo / Lobby […]

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

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    Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

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    Martedì, Aprile 24th /  2012 – di Sergio Basile – Italia / Europa / Meeting internazionale dei leader parlamentari progressisti / Mikael Damberg / Pierluigi Bersani / Welfare / Cultura / Partecipazione femminile alla vita politica / Batterista dilettante e mediocre / Malata terminale / Luoghi comuni / Retorica / Luoghi comuni / Morte dell'Europa […]

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  • Parigi – I Socialisti approvano il “Fiscal Compact” ma un Referendum potrebbe cancellare i sogni di gloria degli europeisti

    Parigi – I Socialisti approvano il “Fiscal Compact” ma un Referendum potrebbe cancellare i sogni di gloria degli europeisti

    Mercoledì, Ottobre 3rd/ 2012

    – di Sergio Basile  –

     Francia / Eurozona / Euro / Parigi / Francois Hollande / Euroscetticismo / Fiscal Compact / Patto di Bilancio / Tour Eiffel / Recessione e disoccupazione in Francia / Francesi contro l'austerity / Abbassamento del tenore di vita in Francia / Qui Europa / Osservatorio Nazionale Indipendente / Referendum / Gruppo parlamentare socialista / Assemblea Nazionale Francese / Jean Marc Ayrault / Deficit Spending / Jean Vincent Placé / Mathieu Hanotin / 

    Parigi – I Socialisti approvano il Fiscal Compact

    ma un Referendum potrebbe cancellare i sogni

    di gloria degli europeisti

    L'Opposizione al "rigore di bilancio", ora, nasce

    nello stesso partito del Presidente Hollande 

    Parigi – Nela giornata di ieri, il gruppo parlamentare socialista a "l'Assemblée Nationalefrancese ha approvato il discusso Trattato sul Patto di Bilancio europeo, cioè il Fiscal Compact, e lo ha fatto a larga maggioranza. Tuttavia ben quindici nel complesso sono stati i voti non favorevoli (comprese due astensioni) alla ratifica del recessivo "Patto Europeo" che, come noto, mina l'esercizio stesso delle normali attività statali di investimento in economia, mettendo in crisi il cosiddetto "Deficit Spending", ovvero la naturale e tradizionale prerogativa dello stato di investire a debito, per la crescita del Paese. Attività che in tal modo sarà progressivamente affidata al capitale privato "europeo" ed alla speculazione, con il ricorso – ad esempio – a strumenti come i project bond. E tutto ciò con il pretesto dei "tagli agli sprechi" e dell'austerity. Una fregatuta bella e buona, in pratica. Allora si comprende come il – sia pur circoscritto – dissenso manifestato in aula  stia preoccupando e non poco il primo ministro Jean Marc Ayrault, in vista del prossimo dibattito in aula. “Formalmente, sarete chiamati a votare sulla ratifica del trattato, ma attraverso il vostro voto vi chiedo di pronunciarvi su un nuovo orientamento dell’Europa”, ha dichiarato nella giornata di ieri. 

     Le strategiche illusioni del Presidente 

    Il Fiscal Compact, come noto, a fine giugno era stato oggetto di critiche (a quanto pare solo di facciata) anche da parte del presidente Francois Hollande, anche se tale dichiarata antipatia si è rivelata reale, poi, solamente sulla carta. Una tattica aleatoria per aggirare le dure critiche dell'opinione pubblica e pacare l'ondata di euroscetticismo crescente all'ombra della Tour Eiffel. Hollande, nei successivi mini-vertici aveva poi palesato l'intenzione di "difendere la crescita" introducendo nello stesso documento di ratifica espressi riferimenti alla medesima . Una modifica che tuttavia – come trattato dal nostro Osservatorio – ha finito per rivelarsi, illusoria, paradossale e contraddittoria, vista la natura fortemente recessiva – implicita – del Patto di Bilancio Europeo. Incompatibile ed antitetico alla crescita economica di per sé! Rassicurazione formale che dunque sembra non bastare più all’ala più "libera" ed intellettualmente onesta del suo stesso partito.

     La richiesta di Referendum sul Fiscal Compact 

    Linea quest'ultima che si comprende chiaramente anche – ad esempio – dalle emblematiche parole del deputato di sinistra (PS) Mathieu Hanotin, pronunciate la settimana scorsa a Parigi  in prospettiva del voto di ieri. Il Trattato  – aveva dichiarato Hanotin – include delle contropartite in termini di riforme strutturali per i paesi che avranno gli aiuti, contropartite tanto significative che finiranno per sacralizzare da una parte l’Europa dei ricchi e dall’altra l’Europa dei poveri. Non usciremo dalla crisi con questi mezzi”, aveva allertato il deputato. Per questo Hanotin aveva esplicitamente chiesto di sottoporre a un referendum popolare la eventuale ratifica del Fiscal Compact. A differenza, invece, di quanto accaduto nel Parlamento Italiano, dove la ratifica del recessivo patto è avvenuta – come denunciato da "Qui Europa" – in sordina e tra il silenzio quasi generale della politica e dei media. Un vergognoso silenzio!

     L'attacco di "Europe Ecologie" 

    Ricordiamo che il governo Hollande aveva dato il suo nulla-osta al "Fiscal Compect"  già lo scorso 19 settembre, aprendo poi il dibattito per la ratifica in Parlamento.  Ma il cammino degli "europeisti" si preannuncia ora zeppo di ostacoli, vista la suddetta contrarietà di non pochi deputati  della sinistra radicale ed ecologista (Front de Gauche e Europe Ecologie) e di membri dello stesso Partito Socialista.  La Francia deve continuare a essere un attore estremamente determinante per il futuro dell’Europa (…) e l’Europa non può costruirsi senza la Francia”, aveva affermato nell'occasione Ayrault. Dura era stata la replica di Jean Vincent Placé, senatore di Europe Ecologie.  Più austerità, più rigore, che saranno duraturi con questo trattato, non corrispondono a ciò che vorremmo”, aveva lamentato nell'occasione il parlamentare di sinistra, denunciato la mancanza di fermezza di Hollande che aveva promesso una rinegoziazione in sede di Consiglio europeo del Trattato. Rinegoziazione poi in effetti risoltasi – ribadiamo ancora – in un nulla di fatto.

     La sinistra francese e la credibilità di Hollande  

    Mancanza di coerenza che – come denunciato da "Qui Europa" in precedenti articoli, dal mese di giugno a questa parte – ha provocato una  sensibile emorragia di consensi e credibilità presso l'opinione pubblica, nei confronti del Presidente "bohemienne": come era stato salutato  Francoise Hollande dai suoi elettori, tra l'euforia generale, il 6 maggio scorso. Una vittoria certamente non procuratasi per meriti sul campo quello neo-presidente, quanto piuttosto un voto "di protesta". Evidentemente frutto della dilagante repulsione dei Francesi verso l'operato di Nicolas Sarkozy e delle sue sconcetanti politiche filo-merkeliane e anti-elleniche. Francesi, in stragrande maggioranza ora delusi dal Presidente e dalle sue promesse "vagamente" anti-austerity – ma in effetti mai chiare – strategicamente  millantate come armi taglienti "al servizio del popolo e dell'occupazione" in campagna elettorale, e che proprio a maggio gli valsero la vittoria sul rivale L'odiato Sarkozy! Ma a ben vedere, analizzando al di là della propaganda mediatica le "regole d'oro" di Hollande palesate nella sua agenda politica in maggio, egli – è inutile prenderci in giro – non ha mai nascosto i suoi cinque punti spiccatamente "europeisti e rigoristi" e protesi alla nascita del grande super-stato Ue.

     Come Churchill 

    In effetti una sorta di remake "ideale" della promessa fatta da Winston Churchill al popolo inglese all'indomani della sua elezione: "Non ho nulla da offrire se non sangue, dolore, lacrime e sudore" . Quello che oggi si direbbe, il delirio di un "socialista-Bobois"! Un delirio che ci induce a pensare che in questa fragile costruzione di cristallo qual'è diventata la democrazia delle società occulte e delle lobby, oggi, l'alternativa al peggio, spesso non esiste. E' una illusione. Almeno fino a quando i cittadini non si decidino a riprender parte più attiva al dibattito sociale; non si decidino a ritrovare e rispolverare valori e principi – etici, morali e religiosi – troppo frettolosamente accantonati, dietro l'abbaglio della chimera del "progresso" e dell'illusorio benessere della società capitalistica. Meno deleghe, più partecipazione!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Serena Spagnolo e Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / […]

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

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  • Le Figarò – La Paris dei Francesi boccia l’Europa Targata Ue

    Le Figarò – La Paris dei Francesi boccia l’Europa Targata Ue

    Giovedì, Settembre 20th/ 2012

    – di Serena Spagnolo e Sergio Basile –

     Francia / Eurozona / Euro / Parigi / Grancesi / Francoise Hollande / Euroscetticismo / Trattato di Lisbona / Les Jardins du Louxembourg / Germania / Pirates / Rivoluzione Francese / Fiscal Compact / Patto di Bilancio / Trattato di Maastricht / Euro / Futuro della moneta unica / Stati Uniti d'Europa / Tour Eiffel / Recessione e disoccupazione in Francia / Francesi contro l'austerity / Abbassamento del tenore di vita in Francia / Sergio Basile / Serena Spagnolo / Qui Europa / Osservatorio Nazionale Indipendente / Le Figarò / Sondaggio del quotidiano francese 

    Le Figarò – La Paris dei Francesi boccia l'Europa

    targata Ue

    Euroscetticismo dilagante da Montmartre al cuore pulsante

    della Ville Lumière

    Oggi la maggioranza dei Francesi direbbe "No" a Fiscal Compact,

    Euro, Trattato di Maastricht Trattato di Lisbona 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Parigi – L'estate è ormai un ricordo quasi per tutti gli europei che, con la fine della bella stagione e dell'afa, speravano in un'aria più respirabile e meno asfissiante. Ma non è così! Fa caldo! E' uno degli autunni più caldi ed opprimenti della storia del Vecchio Continente, e la ragione – non è un mistero per nessuno – si chiama crisi. Un concetto, quello della crisi, fino a qualche mese fa avvertito solo di striscio da molti paesi dell'Eurozona, tra i quali la Francia del presidente "rigorista" Francoise Hollande, ma che oggi spaventa e molto anche i nostri cugini transalpini. La crisi si sente oggi anche a Parigi, si respira, si vive ogni giorno di più. Una buona fetta di Francesi ormai, unendosi – non solo idealmente ma fattivamente – alle pene finanziarie, economiche e sociali dei cittadini dei cosiddetti Paesi Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) stenta ad arrivare a fine mese. E ciò accade mentre una nuova ventata d'euroscetticismo dilaga in tutto il Vecchio Continente, e ciò malgrado i risultati avversi delle ultime elezioni in Olanda, dove il partito dell'astenzionismo ha avuto la meglio, favorendo il neo-eletto governo "filo-europeista".

     Le Figarò: L'Euroscetticismo dilaga anche sotto la Tour Eiffel 

    Ma i Francesi, per contro, oggi non sembrano avere più dubbi, come d'altra parte nessun dubbio dimostrarono di avere nel 2005, quando bocciarono senza nessuna misericordia il progetto di "Costituzione Europea", poi surrogato dai tecnocrati dell'Ue con un semplice e strategico trattato, quello di Lisbona, aggirando la via popolare e delegandone l'approvazione ad una cerchia di eletti. Infatti se fosse chiesto oggi ai figli della "Rivoluzione Francese" di votare sul "Fiscal Compact’’, cioè sul quel tanto odiato ed iniquo "Patto di Bilancio" (recessivo ed assurdo patto di bilancio) che ha ridimensionato (per non dire azzerato) il ruolo dello Stato in economia e nell'assistenza sociale (welfare), facendo venir meno anche lo stesso presupposto oggettivo che legittimerebbe i governanti a riscuotere le tasse, molto probabilmente i "No" vincerebbero, e di diverse incollature. A darci conferma oggettiva di questa nostra supposizione è addirittura l'autorevolissimo quotidiano transalpino "Le Figarò", in un sondaggio riportato martedì scorso nelle colonne di prima pagina ed a ridondanti titoli.

     Il Rinnegamento di Maastricht 

    Ma la cosa che lascia più allibiti è che se oggi si chiedesse di votare nuovamente per il Trattato di Maastricht – quello che ha istituito la moneta unica, per intenderci – anche in tal caso la risposta sarebbe un inevitabile, pesantissimo e secco "No". E le motivazioni i Francesi le portano mostrando la quotidianità, parlando senza peli sulla lingua della moneta unica come un  di un increscioso e rovinoso handicap. D'altronde, come poter scommettere diversamente? L’aumento della disoccupazione parla chiaro! Il pessimo rapporto tra la vecchia moneta e l’euro, l’aumento dei prezzi, il tenore di vita dei Francesi al minimo storico e lo scontento continuo finiscono poi per completare il grottesco quadretto, da Montmartre de Paris a Les Gardens de Louxembourg, risalendo per il Lungo Senna.

     Previsioni – L'anticiclone euroscettico anche sulla Germania 

    Ma l'aria antieuropeista che soffia dal Sud dell'Europa verso il Centro (come una sorta di anticiclone sahariano) non riguarda solo il versante Occidentale. Anche in Germania – nella ricca Germania industriale – sono molti i cittadini convinti che con il marco il tenore di vita sarebbe migliore. Tra tutti il folto gruppo indipendente di ragazzi autodenominatosi "Pirates", una sorta di Movimento 5 Stelle tedesco, che in pochi mesi ha raggiunto milioni di simpatizzanti in tutti i lands teutonici. Atteggiamento che la dice lunga sul futuro incerto dell'euro e della stessa Europa targata Ue. Almeno di una Ue così concepita e mercatocentrica, che addirittura oggi aspirerebbe ad avere pieni poteri (vedi entrata in vigore e ratifica del MES) con la nascita di un superstato totalitaristico chiamato "Stati Uniti d'Europa", concepito sul modello USA. Ipotesi questa, sempre più paradossale oltreché antistorica per definizione ed ovvie ragioni culturali e geopolitiche.

     Per uscire dalla crisi 

    Una cosa è certa: per combattere, distruggere , vincere, superare la crisi non c’è un solo modo giusto. Ci sono molte strade, una congintura di elementi, e tutti devono trovare il loro corso (democratico) nella storia, convergendo però in un'unica grande via maestra. Lo abbiamo scritto e gridato più volte dalle pagine del nostro Osservatorio Indipendente! L'abbandono dell'euro (ovviamente un abbandono progressivo e misurato, non brusco e traumatico) è solo uno dei tasselli. Certo il recupero della sovranità monetaria rubataci dei banchieri privati con la complicità di leggi inique e personaggi ambigui della politica e dell'alta finanza, è il primo passo! Ciò, tuttavia, accompagnato dalla riforma del Trattato di Lisbona, e del suo avvilente e squinternato art. 123 che, come detto, obbliga gli europei ad "acquistare" i propri soldi (euro) un tempo emessi a costo zero dai ministeri del tesoro o (in seguito) dalle banche centrali di stato. Senza questi correttivi la via della perdizione e del caos in Europa pare inevitabile. E, oggi, pare che anche in Francia e Germania la situazione sia, fortunatamente, sempre più chiara. 

    Serena Spagnolo, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    I sorprendenti sondaggi di Eurobarometro: in Europa oltre 55 milioni di Disoccupati, ma l’Europeismo sarebbe in ascesa

    I sorprendenti sondaggi di Eurobarometro:  in Europa oltre 55 milioni di Disoccupati, ma l’Europeismo sarebbe in ascesa

    Giovedì, Settembre 6th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Eurobarometro / Bruxelles / Perplessità / Sondaggi / Giulietto Chiesa / Osservatorio Nazionale Indipendente / Qui Europa / Parlamento europeo / Elezioni europee / Atene / Madrid / Lisbona / Dublino / Roma / Helsinki / Berlino / Francoforte / Parigi / Calabria […]

    Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

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    Giovedì, Agosto 2nd/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Unione Europea / Bruxelles / Debito Pubblico / Sovranità nazionale / Euro / Moneta unica / Politica / Economia / Finanza / Comunità / Unità politica / Deficit / Crescita / Crisi / Mercati finanziari / Francia / Spagna / Finlandia / Monti […]

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

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    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

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    Venerdì, Giugno 15th / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore / […]

    Parigi-Berlino – Hollande, Merkel e il fulmine rivelatore

    Parigi-Berlino – Hollande, Merkel e il fulmine rivelatore

    Sabato, Maggio 19th / 2012  – di Sergio Basile e Domenico Apicella – Francia / Unione europea / Crisi Ue / Crisi Eurozona / Presidenza francese / Eliseo / Arc du Triomphe / Francoise Hollande / Pierre Moscovici / Austerity / Fiscal compact / Crescita che non verrà / Illusioni / Crescita impossibile / Angela […]

    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Serena Spagnolo e Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / […]

    La Crisi potrebbe finire in un minuto, basterebbe volerlo davvero – Bce e caso Norvegia

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

    No Jobs For Europe

    No Jobs For Europe

    Martedì, Settembre 11th/ 2012 – di Mario Luongo – Bruxelles / Roma / Conferenza Jobs for Europe / Pacchetto occupazione / Risultati Semestre Europeo 2012 / Mercato del lavoro in Europa / Ocse / Disoccupazione / Povertà ed esclusione sociale / Josè Manuel Barroso / Herman Van Rompuy / Christopher Pissarides / Riforma Fornero / […]

    Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

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    Giovedì,  Luglio 12th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Germania / Finlandia / Olanda / Romania / Euro / Crisi economica / Esm / fiscal compact / Andreas Vosskule /  Jyrki Katainen / agenzie rating / Badescu / Usl / referendum popolare / malcontento / Fmi / Venti nuovi in Europa: […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

     

  • Cara Unione, ma quanto ci costi!

    Cara Unione, ma quanto ci costi!

    Venerdì,  Aprile 20th/ 2012

    – di Alessandro Pavanati – 

    Unione europea / Istituzioni Ue / Commissione europea / Parlamrento europeo / Paolo Granzotto / Costo Unione Europea / Contribuenti / Euroscetticismo / Sperperi / Task force ingenti e costose  

    Cara Unione, ma quanto ci costi!

    È l’umore che emerge dal commento odierno

    di Granzotto da "Il Giornale"

     

    Milano, Bruxelles, Strasburgo – Ebbene, l’Ue ci costa parecchio. E fin qui possiamo immaginarcelo. Non solo perché la Commissione Europea stessa richiede, nelle sue varie direzioni generali e ramificazioni  nei vari Paesi, una task force ingente (pensiamo solo al caso dei traduttori e della mole di lavoro necessaria a riportare ogni atto nella lingua di ciascun Paese membro). Focalizziamo la nostra attenzione su una singola istituzione, il Parlamento, coi suoi 736 eurodeputati. Sono pur sempre meno dei parlamentari italiani, ma il solo fatto che abbia due sedi, una a Bruxelles (dove si riunisce due giorni al mese) e una a Strasburgo (dove si riunisce una settimana al mese) fa pensare: per ognuno dei 736 viene attivata una procedura di trasferimento di tutte le pratiche parlamentari. Colpa di nessuno direte voi. Vero, ma non possiamo non pensarci, come Paolo Granzotto ci ricorda oggi nella sua rubrica su "Il Giornale", rispondendo ad un lettore, che accusa l’Ue di pesare eccessivamente sulle tasche dei contribuenti europei. E tira fuori dei numeri, sempre per quanto riguarda il costo dell’Europarlamento. Questi i costi annuali in euro riportati dal giornalista: 46,9 milioni per la manutenzione degli immobili; 18,9 per la bolletta della luce; 37,6 per la sicurezza e la sorveglianza; 34 per l’affitto degli uffici; 3,2 per il mobilio. Per non parlare appunto del trasferimento dell’universo mondo degli atti parlamentari due volte al mese nella spola fra Strasburgo e Bruxelles. Certamente due o tre pensieri vengono, guardando la cinghia dei pantaloni sempre più stretta. In questi casi a pensare da euroscettici si fa peccato, ma forse ci s’azzecca.

    Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)