Italia / Mes / Esm / TSGC / Dittatura europea / Stati Uniti d'Europa / Omertà / Austerity / Bruening / Immunità giudiziaria / Messaggi falsi / Manipolazione / Eurobonds /
L’Eurodittatura è alle porte : Trattati Blindati
immunità giudiziaria e inviolabilità
documentale
MES e Fiscal Compact: Non sarà possibile
abbandonarli
La Vergogna: i politici italiani tacciono omertosamente
Facciamo forza noi cittadini! Riprendiamoci in nostro futuro
Bruxelles, Roma – A pochi giorni dall’entrata in vigore del Mes, ed a ridosso di un eurovertice delle falsità, pare a dir poco sconcertante l’apatia e la passività degli Stati Nazionali, completamente imbambolati e frastornati dall'euforia dell'estate, dagli Europei di Calcio e dalle imminenti Olimpiadi di Londra. Ed ecco che allora, alla vigilia del MES (la tomba della Democrazia e della Libertà, della Nostra Librtà e di quella dei nostri figli) molti dei paesi membri dell’Unione europea, che hanno sottoscritto l’accordo e che quindi sono consapevoli dell’impatto del nuovo provvedimento ma soprattutto del suo contenuto, semplicemente ed imperdonabilmente tacciono la verità ai cittadini.
Italia – Tv, Giornali e Radio – Armi di Controllo di Massa
In questo clima di omertà espresso da politici, televisioni, radio e giornali, come sempre, tocca a noi di "Qui Europa", cercare di aprire gli occhi e diffondere nei lettori un messaggio di verità. Una verità che deve nascere spontanea nella mente dei cittadini. Socrate, usava la “maieutica” con i suoi discepoli. La paragonava a una levatrice: come quest'ultima, il filosofo di Atene intendeva "tirar fuori" all'allievo pensieri assolutamente personali, al contrario di quanti, riferendosi in particolare ai sofisti, volevano imporre le proprie vedute agli altri con la retorica e l'arte della persuasione. Beh, i sofisti di oggi sono tanti. I politici, gli eurodeputati, i parlamentari, i banchieri, insomma qualunque individuo che si faccia portatore di una realtà parallela, di una bugia o un messaggio falso, solo per ingabbiare la vostra mente.
MES e Fiscal Compact – La Denuncia di "Qui Europa"
Noi, invece, preferiamo riportarvi i crudi fatti senza indorare la pillola, perché non dipendiamo da nessun partito e da nessuna organizzazione politica. A questo proposito allora, e al fine di diffondere la verità, vi diciamo quello che in televisione, sicuramente non avrete ancora sentito a proposito della ratifica di trattati come il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità), Coordinazione e governance (TSCG o Fiscal Compact). I due trattati compongono il peggio delle ricette di austerity alla Bruening, con tagli alla spesa e all’economia reale, combinate a poteri mostruosi e conferiti ad un meccanismo di salvataggio iperinflazionistico, completamente al di fuori di ogni legge.
Cos'è il Meccanismo di Correzione?
Il trattato TSGC, impone a tutti i firmatari il pareggio di bilancio (0,5% del Pil) precludendone l’uscita ai paesi firmatari che, nel caso di deviazioni dagli obbiettivi, saranno vittima di un “meccanismo di correzione”.
MES – Gli Articoli che uccisero la Democrazia europea
Ci sono degli articoli del Mes, da far accapponare la pelle. Un vero e proprio schiaffo alla democrazia. Vediamo i più importanti.
Pagare Subito e Senza Discutere
L’Art. 9.3, afferma che i paesi membri s’impegnano irrevocabilmente e incondizionatamente a pagare on demand ogni richiesta di capitale fatta dall’amministratore del Fondo, e a versare il capitale richiesto entro 7 giorni dalla ricezione della richiesta;
Pagare di più e Senza Discutere
L’Art. 10 autorizza il Consiglio di Amministrazione a decidere di cambiare lo stock di materiale autorizzato, cioè ad esigere più denaro dai governi nazionali senza consultarli;
Nuovi Debiti in Circolazione
L’Art. 21 rende possibile la creazione di Eurobonds, e cioè la messa in comune del debito;
Assoluta Immunità
L’Art.32, 2 garantisce all’Esm la piena immunità legale, da ogni forma di procedimento giudiziario;
Membri Non perseguibili per qualsiasi atto del MES
L’Art. 35 stabilisce che l’amministratore e gli altri membri dello Staff saranno immuni dalle procedure legali rispetto ad atti da essa compiuti nella loro funzione ufficiale e godranno dell’inviolabilità rispetto ai loro documenti e alle loro carte ufficiali.
Dittatori assoluti in abbondanza
Cosa ci sarebbe di democratico nei nuovi Stati Uniti d’Europa? Nel nostro paese, questo è quanto di più vicino alla dittatura dopo il Fascismo con la differenza che, mentre Mussolini era uno solo, adesso i dittatori fioccano qua e là! Ne avremmo ben 17 per il momento.
Italiani: Ridotti ad un Gregge Apatico e Rassegnato?
La cosa che fa estremamente rabbia è come tutti in Italia tacciano su questo argomento. Politici, televisioni, giornali, che sanno benissimo che cosa il Mes comporti. Ma quello che ancor di più colpisce è la nostra risposta: apatia e rassegnazione, come se non potessimo fare niente. Molti dei cittadini non s’informano; molti altri, si sentono deboli rispetto ai magnati europei e preferiscono tacere e accettare il proprio destino! Dobbiamo invece, innescare una tendenza opposta a questo.
L'Insegnamento di Socrate
Dobbiamo, come Socrate, diffondere la verità di cui siamo a conoscenza e farne tesoro. Non è solo la semifinale degli Europei che ci deve far sentire un senso di appartenenza e condivisione patriottistica. Ci sono cose molte più importanti! L’unione fa la forza e noi italiani, siamo tanti!
Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli del Debito Pubblico / Eurobond / Sistema speculativo / Target2 / Bretton Woods / SEC / Destabilizzazione del Sistema Economico / Creazione di uno stato di Schiavitù / Creazione di uno stato di Schiavitù / Creazione di una Dittatura tramite il Debito
Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte
Ecco perchè il Debito che ci impongonoè in
gran parte illegittimo e non onorabile
Una Truffa per ingabbiare e schiavizzare i cittadini
Bruxelles, Roma – Nella Prima Parte dell'Editoriale sulla fondatezza e legittimità del "Debito" degli stati di Eurolandia (Qui Europa – Giovedì 21 Giugno) abbiamo visto come l’accumularsi del suddetto debito, malgrado le crescenti ed incalzanti chiacchiere e menzogne mediatiche diffuse da un tipo di giornalismo propagandistico e spudoratamente di parte, non sia qualcosa di “naturale” e “legale”, ma bensì sia (in larghissima parte) un qualcosa di costruito ad arte. Di seguito – Prima di passare alla Terza parte inerente al ruolo del Sistama Bancario nel suo complesso ed inerente al ruolo delle banche centrali con il nuovo sistema "Target2" introdotto dall'Unione europea contestualmente all'adozione dell'Euro – riproponiamo ai nostri lettori una sintesi schematica, su quanto concluso nella "Prima Parte", al fine di migliorarne la comprensione e l'apprendimento.
Una premessa essenziale – Il Debito è in gran parte illegale
Il “Debito” al quale quotidianamente, ormai da mesi, immoliamo gran parte del nostro lavoro e della nostra ricchezza, è un qualcosa di “indotto”, un raggiro verso i cittadini del Sud-Europa e dell’Italia, perpetrato allo scopo di creare precarietà diffusa ed una becera ed immorale subalternanza classista. In parole povere il debito, che l’Ue e il professor Monti ci dicono di pagare a caro prezzo, è fittizio e proteso a “schiavizzare” i cittadini, imprigionandoli in una gabbia finanziaria sempre più asfissiante. Ciò mediante la cosiddetta "finanziarizzazione dell'economia". Vediamo perché, in questo "Secondo Capitolo", dopo una breve sintesi di quanto detto finora.
Sintesi 1ª Parte – L’Europa e l’Inganno del Debito
Gran parte del debito pubblico che stiamo “fingendo” di pagare (e poi vedremo perché ho usato il verbo “fingere”) è come detto nella "Parte Prima" (e come dimostreremo ancor meglio di seguito) dunque, illegale e “non onorabile”. Ciò, come ribadiamo, malgrado la disinformazione sul tema e la gravissima reticenza della stragrande maggioranza dei media nazionali, controllati direttamente dal governo o da grandi lobby e multinazionali in palese conflitto d’interesse, che impediscono di comprendere le vere motivazioni della crisi in atto. Come detto nell’articolo pubblicato su “Qui Europa” lo scorso giovedì 21 giugno, dobbiamo ricordare ai nostri lettori almeno 6 cose.
1 – Il valore del denaro non equivale più all’oro
Nel 1933 – come spiegato – gli stati del mondo sono andati verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che azzerrarono i rispettivi debiti a prezzo (di lì a poco) della incontrovertibilità (divieto di cambio) della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, poi controllato attraverso la nascita della "Bank for International Settlement" (BIS), con sede in Svizzera, a Basilea. Le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York. Stesso destino toccò alla "Società Italia" che si trasformò, di fatto, in una “ Società Privata”.
2 – Il denaro, dal 1944, non vale nulla – È un Semplice Strumento
Abbiamo visto, inoltre, che dopo gli accordi di Bretton Woods del 1944, con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispettivo in oro – cioè con il divieto di cambiare una banconota di carta con l’analogo corrispettivo in oro: operazione prima ammessa – la moneta sia diventata una "ricchezza fittizia" contrapposta alla “ricchezza reale”: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. (cose che invece rappresentano la vera ricchezza, quella – come vedremo – ambita dai furbi del sistema). La moneta divenne uno strumento di controllo di massa e tale da favorire lo spostamento della ricchezza reale, mediante la creazione di crisi e l’autoalimentazione del debito: per ogni euro che la “privata” BCE emette, come visto, c’è un automatico interesse da pagare.
3 – Nasce l’Economia della Truffa – I Privati controllano gli stati
Abbiamo poi visto come il debito pubblico iniziò a “scoppiare e moltiplicarsi” con la successiva privatizzazione delle banche centrali e contestuale perdita della sovranità monetaria degli stati: come detto, Bankitalia fu privatizzata nel 1992 grazie al decreto Carli-Amato, che “regalò” – con l’assegnazione del 96% delle azioni – alle banche ed assicurazioni private il controllo dell’istituto un dì responsabile dell’emissione della moneta nazionale, la lira, sottraendo tale “controllo” ai cittadini ed agli organi prima deputati alla salvaguardia della sovranità monetaria degli stati: il Tesoto prima, e la Banca d’Italia poi. In seguito, il potere di batter moneta passò – in un palese disegno di accentramento – nelle mani dei “banchieri privati” della Bce (Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte, in Germania). Questa iniziò a “regalare” (attraverso aste fasulle, ed a tassi bassissimi: es.: 1%) gli euro stampati alle banche europee (ovviamente private). Banche private che poi ancora oggi, rivendono lo stesso denaro (che dovrebbe essere di proprietà dei cittadini) agli stati europei e quindi ai cittadini a tassi da usura (oggi 6%) con ricavi altissimi (es.: 5% netto) e senza muovere un dito. Con un solo click di un pc. A istituzionalizzare e legalizzare questa vera e propria “truffa”, poi, ci ha pensato l’Ue, con l’Art. 123 del Trattato di Lisbona, che “obbliga gli stati a rifinanziarsi sui mercati internazionali, e presso le banche private”. Cioè gli stati – addirittura – diventano semplici correntisti. Paradossale ma vero!
4 – L'Arma impropria dei Titoli del Debito Pubblico
Lo stesso Mario Monti, come trattato in precedenti articoli, fu consulente di molti governi avvicendatisi negli ultimi decenni in Italia, e fu tra gli artefici della diffusione dei titoli del debito pubblico su larga scala. Come noto tali titoli permisero agli stati di ottenere liquidità da investire nell’economia. Come premio i sottoscrittori (privati e banche) ottenevano a scadenza del titolo, il capitale “prestato” maggiorato di interessi. Tale prassi iniziò ad ingenerare l'impennata del debito pubblico statale e gli interessi passivi a carico dei cittadini crebbero a vista d'occhio (oggi, paghiamo solo di interessi circa 80 miliardi all'anno alle banche private). Oggi, in aggiunta, lo stesso Monti in veste di premier ha di fatto esautorato lo stato italiano, privandolo della facoltà di investire in economia, (Vedi Fiscal Compact) vietando con la complicità della Germania e dell'Unione europea (con la scusante del controllo sul debito – che lo stesso Monti ha contribuito a creare) il cosiddetto "Deficit Spending": possibilità prima riconosciuta allo stato di investire a debito nell'economia nazionale, per creare e moltiplicare la ricchezza. Funzione attribuita, oggi, al solo capitale privato ed alla speculazione.
5 – L'Europa nelle grinfie dei Privati – Rating e Spread
Come visto, un tempo le agenzie di rating (agenzie private controllate da lobby) giudicavano la “salute” delle sole società private. Successivamente i politici europei le legittimarono a “giudicare” anche gli stati sovrani, causando una nuova esplosione del debito pubblico degli stati (non più sovrani, ma trattati come semplici società, o meglio, come burattini). Ciò fu “favorito” dall’euro: la moneta comune permise di mettere in paragone economie differenti della stessa Ue e di far esplodere il cosiddetto spread, favorendo l'esplodere la speculazione. Il meccanismo fu incentivato proprio dagli attacchi delle famigerate agenzie di rating. Ecco un piccolo esempio: il declassamento di uno stato come l’Italia (declassamento – come visto nei precedenti articoli – improprio e pretestuoso) rispetto alla Germania implica un aumento del differenziale d’interesse tra titoli (spread). Tale "declassamento", cioè, implica l’aumento del differenziale (espresso in punti: come accade per un termometro che misura il livello della febbre) tra gli interessi sui titoli pubblici italiani, rispetto a quelli tedeschi. Risultati? Sette almeno, e tutti distruttivi:
6 – Effetti disastrosi dello Spread sull'Economia Reale
Spread – La Bestia è libera e vuol divorare l’Italia e l’Eurozona
A) Aumentano di Miliardi gli Interessi sul Debito da pagare
A carico dei cittadini e a vantaggio di chi sottoscrive (anche a speculatori, dunque) i titoli italiani: oggi – come detto – paghiamo ogni anno alle banche private circa 80 miliardi (l'equivalente del valore di due manovre finanziarie);
B) Aumenta la Tassazione
Aumentano le trattenute statali, le accise sul carburante, le tasse e le imposte da pagare, sulle spalle dei cittadini;
C) Aumentano i Ricavi degli Speculatori
Aumentano i ricavi della speculazione e delle banche: peggiore è il giudizio delle agenzie sull’Italia, maggiore sarà lo spread, maggiori saranno i ricavi della speculazione.
D) Destabilizzazione del Sistema economico
La ricchezza economica reale, visto l’abbassamento dei consumi e della produzione si riduce, e si crea prima la crisi del sistema e poi la recessione, con contestuale peggioramento della situazione iniziale ed aumento della disoccupazione;
E) Creazione di uno Stato di Schiavitù
Si crea uno stato di gravissima schiavitù reale che impedisce di reagire e di vivere decorosamente, aumentando il controllo da parte delle classi politiche compiacenti e colluse, nonché delle stesse banche. Non va dimenticato, infatti, che in una situazione di crisi la gente ingabbiata dal lavoro e dalle scadenze ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere e cambiare il sistema, che in tal modo si autoconserva e autodifende.
F) Spostamento della Ricchezza Reale
Spostamento della ricchezza Reale (non denaro, ma case, terreni, oro, gioielli, pietre preziose, ecc..) o redistribuzione di classe, nelle mani di una ristretta élite di grandi speculatori (grandi gruppi bancari e finanziari) ed impoverimento delle classi medie e basse. Ciò anche attraverso l’impossibilità di pagare i debiti (es.: mutui casa) in corso visto l'altissimo livello raggiunto dal cuneo fiscale. Tali beni sono dunque soggetti a pignoramenti o a processi di svendita (quando i debitori sono semplici cittadini e padri di famiglia); privatizzazione (quando i "cosiddetti" debitori sono gli enti locali); fallimento (quando a non poter onorare più i "debiti" sono le imprese.
G) Creazione di una Dittatura tramite il Debito
Si propagandano false panacee economiche (eurobond, project-bond e Fondo Salva Stati) anziché delegittimare la speculazione e "de-finanziarizzarel'economia" (ad esempio delegittimando le agenzie di rating, impedendo loro di "giudicare arbitrariamente gli stati sovrani) e intanto si procede verso un maggior accentramento del potere (vedi Stati Uniti d'Europa, MES, Fiscal Compact, Two Pack – vedi articoli precedenti) nelle mani di chi ha provocato la crisi, creando una sorta di regime che comprime e controlla sempre più ogni singola libertà dei cittadini, ridotti a mere pedine, meri schiavi obbedienti e muti. Nonché ignoranti, "grazie" alla complicità degli organi d'informazione (o disinformazione) compiacenti. Insomma, è una vera e propria "Truffa Legalizzata". Dunque, finché le banche commercializzeranno “derivati” guadagnando sul nulla (vedi in archivio – operazioni off-shore e depositi over-night); ma soprattutto finché la BCE non comprerà direttamente i titoli del debito pubblico degli stati dell’Ue; oppure finché non si tornerà alla stampa diretta delle monete da parte del Ministero del Tesoro e delle Banche Centrali (a costo zero); finché non si delegittimeranno le agenzie di Rating (ponendo fine alle ingerenze dello spread) o – in ultima ed estrema istanza – non si abbandoni l'euro attraverso un percorso di uscita controllato, la truffa continuerà, e la nostra economia continuerà ad essere basata prevalentemente sul debito inestinguibile ed illusorio, che accumuliano – come visto – addirittura ancor prima di nascere. Pazzesco, ma vero!
Riepilogo Conclusioni Prima Parte
1) Il Debito aumenta a discrezione dei privati
Il debito Pubblico non l'hanno fatto gli Italiani, ma bensì esso è esploso a causa della "Finanziarizzazione dell'Economia". Il debito non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati.
2) Il Debito è in gran parte illegale
Il debito – come detto – non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati, dunque è un circolo vizioso che non avrà mai fine. Dunque esso è in gran parte da considerare come illegale.
3) Il Debito è in gran parte da considerare come "non onorabile"
Essendo sostanzialmente – ed in gran parte – "illegale", esso è ingannevole e pertanto può essere considerato in gran parte "assolutamente non onorabile". Ciò in quanto è in gran parte "non certo" e "non esibibile". E' la Costituzione Democratica e le Leggi della Repubblica Italiana che lo prevedono. Inoltre -come vedremo nel dettaglio, nella successiva Terza Parte di "Schiavi di un Debito Illegale" – il debito pubblico degli stati dell'Eurozona è alimentato in maniera subdola e forzata, grazie alla complicità di un sistema bancario creato ad hoc e grazie al metodo "TARGET 2".
Parlamento europeo / Unione europea / Casta / Stipendi d'oro / Stipendi degli eurodeputati / Privilegi degli eurodeputati / Indennizzi degli eurodeputati / Eurocasta / Eurologgia / Eurobond / Mes / Fiscal Compact / Ingiustizia sociale / Privilegi da stato assoluto / Cosa fare / Regali alle banche / Loggia / Sede di Strasburgo / Imu / Silvia Laporta / Privilegi da tagliare / Qui Europa / Europa
Bruxelles, Strasburgo – “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra!”. A Bruxelles, nel Parlamento Europeo, non ci sarebbe assolutamente rischio di lapidazione. Si, perché mentre l’Italia, la Grecia, la Spagna e molti altri paesi “poveri” dell’Unione, sono in preda alla recessione economica – in seguito ad una crisi pilotata ed indotta dalla speculazione internazionale e con la palese complicità della stessa Unione europea, dei suoi tecnocrati e di molti leader europei compiacenti – nonché ad una sconcertante crisi morale; della sanità, della scuola (senza fondi) e delle piccole imprese che falliscono miseramente giorno dopo giorno (trascinando in un baratro da quarto mondo imprenditori e famiglie) al Parlamento Europeo, se la "divertono" con i nostri soldi. La denuncia è arrivata nelle scorse ore dal think tank Britannico “Open Europe”, che propone dei ragionevoli tagli, agli innumerevoli privilegi degli europarlamentari e degli euro-burocratici.
Figli di serie A e figli di serie B
Tra stipendi e indennizzi (per non parlare delle attività rimborsate: per le quali esiste un apposito budget annuo a disposizione di ogni eurodeputato) gli europarlamentari, ci costano la colossale, faraonica cifra di 190 milioni di euro l’anno a cui aggiungere pensioni d’oro, per loro e per gli altrii funzionari e scuole pagate per i figli: 169 milioni di euro all’anno, è la cifra che noi contribuenti paghiamo per educare i figli di questi “privilegiati”. Nel frattempo invece ai nostri figli non ci pensa nessuno! Infatti mentre nelle nostre scuole italiane, ma anche quelle spagnole, greche e del Portogallo, c è un’estrema necessità di fondi – nel senso che spesso mancano anche i banchi – per i figli degli eurodeputati noi tartassati e beffati contribuenti europei paghiamo 10 milioni di retta all’anno!
I nuovi faraoni non conoscono crisi e propongono "eurobond"
Qualcuno tra i lettori si chiederà a quanto ammontano nel complesso tali stipendi? Presto detto. Attualmente un deputato di Bruxelles-Strasburgo, guadagna un salario lordo di 95.482 euro. Più del 17% di un deputato britannico e del 236%, rispetto a un deputato polacco! Gli stipendi degli europarlamentari sono cresciuti del 77,5 % in sol 7 anni!!! Ogni volta che un nuovo paese entra nell’Unione, ecco che devono essere sborsati più soldi per i politici e i loro portaborse. Open Europe propone dei tagli al bilancio, che potrebbero farci risparmiare un po’ di soldi. Gi stipendi degli eurodeputati dovrebbero essere ridotti almeno del 15 % per riflettere l’austerità e i sacrifici (seppur in minimissima parte) che i grandi capi d’Europa, hanno imposto a noi. Beffandoci ancora una volta con panacee "pacco" o "sola" come gli eurobond, il fiscal compact, il Mes (Fondo Salva Stato), le continue "ricapitalizzazioni" regalo alle banche, l'IMU e via dicendo. Ciò attraverso – ovviamente – i "saggi" e "puntuali" parlamentari di casa nostra che affollano le fila delle 3 "caste partitiche di maggioranza" (Pdl, Pd e Udc) che continuano a far finta di nulla ed a sostenere un governo di aguzzini non eletti: e che evidentemente nessun italiano ama e vuole: almeno nessuno tra quelli che hanno compreso a pieno le reali ragioni di questa assurda crisi impacchettata ad arte da questa sorta di euro-casta, o euro-loggia.
Sprechi e privilegi – Ecco cosa fare!
Via la sede di Strasburgo, risparmiando 180 milioni di Euro. Sforbiciare i dipendenti strapagati e le tante agenzie e organismi che fanno lo stesso lavoro: per arrivare a 430 milioni di euro in più! C’è poi anche da mettere mano ai fondi per l’agricoltura che privilegiano solo determinati agricoltori, come quelli francesi. Anche qui si potrebbe risparmiare una cifra importante, ben 23 miliardi di euro. La speranza è, che questa volta, la voce di "Open Europe" – che poi è la voce della stragrande maggioranza degli Europei, stanchi di questi privilegi da stato assoluto – venga ascoltata, e che si possano porre dei tagli sostenuti e sensibili ai costi completamente superflui di questa sorta di neo-parassiti di Bruxelles. Queste cifre non fanno altro che raccontare sempre la solita storia: quelle delle ingiustizie sociali, della fine della meritocrazia, dell’egoismo che, guarda caso, viene sempre dai più accecati dal Dio denaro: cioè da quelli che in Vangelo definisce "servi di Mammona" che non "Erediteranno la Terra Celeste". E questa volta, non parliamo di “made in Italy” ma di “made in Bruxelles”, ossia una situazione che fa sentire la sua eco, in tutto il Vecchio Continente.
Parlamento europeo / Bce / Mario Draghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano della Tecnocrazia dominante
Bruxelles – Nelle scorse ore, durante un audizione al Parlamento Ue, il presidente dalla Bce, Mario Draghi, ha dichiarato che il sistema creditizio europeo dovrebbe andare decisamente verso un'unione bancaria, mediante una garanzia dei depositi bancari a livello continentale e una sorveglianza sulle banche più centralizzata.
Un Fondo Salva Stati per le Banche – Ue alla Frutta!
Secondo il boss dell'Eurotower ''si sta cercando il modo per utilizzare il fondo Salva-Stati per ricapitalizzare'' le banche in difficoltà. Anche se alla fine gli unici in difficoltà solo gli europei del Sud. Ma questo, evidentemente, sembra non interessare all'ex italiano Mario Draghi, secondo il quale "nella gestione di alcune emergenze finanziarie in Europa si è sottovalutata l'importanza del problema'' e questo è ''il modo peggiore di fare le cose''.
Paradosso Draghi: L'Accentramento è la "soluzione per la crescita"
Il presidente ha poi concluso – in un perfetto inglese – che l'istituto ''non può ''sostituirsi ai governi nel fronteggiare la crisi, nella quale il debito di alcuni paesi non è più percepito come sostenibile. Ma la Bce farà comunque – ha continuato – tutto il necessario per evitare qualsiasi fuga dei depositi dalle banche solvibili''. Draghi ha quindi chiamato in causa i leader europei affichè chiariscano la loro visione sul futuro dell'euro e si decidano ad appoggiare il progetto, che ha presentato – secondo il "privatizzatore" Draghi – senza mezzi termini, "il miglior contributo alla crescita, che permetterà di ridurre i premi di rischio pagati oggi dai singoli Paese, da attuarsi celermente". Peccato che a crescere saranno le banche. Ma che importa! Sempre crescita è! Diavolo di un "Drago"!
Il miope Barroso insiste con la carta eurobond
Le dichiarazioni di Draghi delle ultime ore hanno fatto eco alle precedenti dichiarazioni di Manuel Barroso, secondo il quale, in pratica, urgerebbe porre in essere una convinta unione economica, a completamento dell'unione monetaria, con la scusante "ufficiale" della garanzia dei depositi bancari. Quale miglior occasione, dunque, se non unificare il sistema bancario e creare un'unica grande mostruosa creatura élitaria? Caro Manuel, complimenti vivissimi per la fantasia! Anche se il boss della Commissione Ue ha omesso di spiegare i termini di questo "ambizioso" processo, ripresentando piuttosto il tormentone degli eurobond, caro agli speculatori privati e alla casta di Debtocracy. Ma per ora Angela Merkel e la stessa olanda si sono posti di traverso a questa opzione. Staremo a vedere! Tuttavia appare ormai chiaro il piano dell'eurocrazia dominante: creare al più presto un superstato (Stati Uniti d'Europa) prima che i Piigs fuoriescano dall'Eurozona, mandando in frantumi l'euro e i sogni dorati della speculazione internazionale. Un ultimo eloquente indizio in tal senso lo ha fornito il Presidente della Bundesbank, il tedesco Jens Weidman, che ha ribadito come "siano giunto il tempo che gli stati dell'Unione si decidino a cedere altre cospicue fette di sovranità nazionale".
Europa / Italia / Europarlamento / Roberto Gualtieri / Mario Monti / Pd / Tecnici / Eurobonds / Two Packs/ Redemption fund / Project bonds / Indebitamento / Debtocracy
Parlamento europeo: varie ricette anti-crisi
ma tutte pro-Debtocracy
Tante proposte, ma la salsa è sempre la stessa
Crescita sinonimo di indebitamento?
Qualcosa non torna!
di Franco De Domenico
Paradossi Ue – Altre Obbligazioni e altri debiti per salvare l'Europa?
Bruxelles – I tavoli di trattativa si riaprono in Europa, in particolare dopo l'elezione di Hollande in Francia, e con importanti scadenze nel campo della disciplina economica, con varie proposte tra regola aurea, fondo di redenzione, obbligazioni a progetto. Roberto Gualtieri, eurodeputato Pd, ha presentato in aprile un emendamento che va in questo senso e che riguarda due regolamenti presentati dalla Commissione tesi a rafforzare la disciplina di bilancio. "In passato il mio emendamento rischiava di non passare – spiegava Gualtieri il 9 maggio -. Oggi con l'arrivo di Hollande e le idee presentate da Monti sono più possibilista. Un voto in Commissione è previsto il 14 maggio. Ci potrebbe essere un rinvio, oppure i deputati potrebbero chiedere all'esecutivo comunitario di fare una proposta. L'emendamento mi sembra efficace: eviterebbe un disordinato non rispetto delle regole, che vista la situazione economica è inevitabile". La proposta di Gualtieri, in linea con quella presentata dal premier Mario Monti – a testimonianza anche di un'alleanza piuttosto solida tra Democratici e Tecnici, speriamo fruttuosa per la nostra economia – va nella direzione dello scomputo delle spese di investimenti pubblici dal deficit: un tema caro, in questi giorni, al Professore – che vede in questa operazione uno dei possibili trampolini di "rilancio". Il gruppo liberale all'Europarlamento, dal canto suo, ha presentato un altro emendamento, che prevede la creazione di un fondo di redenzione (redemption fund). Il debito dei singoli Paesi che supera il 60% del Pil verrà, in tal caso, trasferito in un fondo speciale, con l'impegno da parte dei governi di rimborsare i titoli entro scadenze prefissate. Poi, lo stesso fondo emetterà obbligazioni garantite dagli Stati membri, a tassi ridotti; in modo che i Paesi più fragili abbiano interessi sul debito ridotti. I liberali, in particolare tedeschi, affermano che questa operazione è migliore delle obbligazioni europee, o eurobonds, che obbligano gli Stati a garanzie più lunghe nel tempo. Il gruppo socialista invece è piuttosto contrario, vede nel redemtion fund una pericolosa classifica tra Paesi virtuosi e Paesi meno bravi; e molti deputati lanciano una terza proposta, le project-bonds, obbligazioni a progetto. Le ricette sono tante, anche se rischiano di assomigliarsi tutte e di parlare tutte la lingua cara all'amata debitocrazy: ma lo scopo è lo stesso? E' quello di uscire dalla crisi? Mah! A voi il "difficile" giudizio! Intanto un Paese sempre più in difficoltà, la Grecia, potrebbe uscire presto dall'euro.
Unione Europea / Commissione Europea / Strasburgo / Occupazione / Lavoro / Crisi /Povertà / Giovani / Donne /Anziani / Disoccupati / Eurobond / Fondo di riscatto / Barroso /Andor / Rehn / Arigho / Monti / Maria Laura Barbuto
"All in" dell’Europa per crescita e occupazione.
Che non sia un bluff?
Barroso a Strasburgo – “Nuovi posti di lavoro:
investiamo su Economia verde, assistenza sanitaria e sociale
e telecomunicazioni.
Bruxelles, Strasburgo – L’Unione Europea gioca la carta “occupazione e crescita economica” con un tris di misure che punta allo sviluppo dei settori dell’economia verde, dell’assistenza sanitaria e sociale e delle telecomunicazioni, nel tentativo di creare, entro il 2020, 17.600.000 posti di lavoro e raggiungere, così, l’obiettivo del 75% di occupazione nel mercato del lavoro internazionale. La Commissione Europea cala il poker “vincente” mirando a coniugare la flessibilità dell’impiego con un salario minimo, sussidi e dialogo sociale per come esposto nella comunicazione “Verso una ripresa ricca di lavoro”, presentata e discussa questa mattina, al Parlamento di Strasburgo, dal presidente della Commissione Josè Manuel Barroso e dai commissari alle politiche sociali e all’economia, Laszlo Andor ed Olly Rehn. Nella relazione imposta all’attenzione degli europarlamentari vengono tracciate linee guida che dovrebbero “rappresentare una pietra miliare nella costruzione di un dinamico mercato di lavoro”, per come ha affermato Barroso, e che fanno riferimento ad un salario minimo adeguato e a sussidi di inserimento per le categorie “svantaggiate” come quelle dei giovani, delle donne, lavoratori anziani e disoccupati da lungo tempo. La portavoce di Andor, Cristina Arigho, ha specificato che “La Commissione non mira ad imporre una soglia europea di salario, ma i salari minimi svolgono un ruolo importante nella lotta alla povertà” che riguarda l’8% dei cittadini europei.
Barroso si difende con gli Eurobond
Ma se da un lato la buona volontà dell’Unione Europea cerca di mettere una toppa “ideale ed ipotetica” alla crisi del mercato del lavoro, dall’altro l’Europarlamento non subisce passivamente i buoni propositi della Commissione, che pone sotto accusa insieme ai vari governi, per aver ignorato gli stimoli per la crescita e abbracciato misure di austerità troppo pesanti per i bilanci pubblici. Barroso, davanti al Parlamento europeo riunito in seduta plenaria, ha affermato di “non aver mai dichiarato che la crisi è passata” e ha invitato gli europarlamentari a “riconsiderare gli Eurobond o il fondo di riscatto per mutualizzare il debito pubblico europeo”. Rimane solo da chiedersi se, per il problema del mercato del lavoro, quello dell’Unione Europea sarà un “All in” vincente oppure un grande Bluff? E intanto, in Italia, il caro Prof. Monti, pensa ancora all’articolo 18 ma, qualora lo avesse dimenticato, gli ricordiamo che non si può vincere sempre bluffando!
Informativa breve sui cookies: Per offrire una migliore esperienza di navigazione, per avere statistiche sull'uso dei nostri servizi da parte dell'utenza, e per farti visualizzare contenuti pubblicitari in linea con le tue preferenze ed esigenze, questo sito usa cookie anche di terze parti. Chi sceglie di proseguire nella navigazione su www.quieuropa.it oppure di chiudere questo banner o di cliccare al di fuori di esso, esprime il consenso all'uso dei cookie.
Per saperne di più o per modificare le tue preferenze sui cookie consulta la nostra Cookie Policy.