Oro tedesco / La Germania rimpatria l'Oro / Germania / Riserva aurea / Federal Reserve / Bundesbank / Vincenzo Folino / Osservatorio Nazionale sulle politiche dell'Ue / Qui Europa / Handelsblatt / Banque de France / Bank of England / Debtocracy / Eurobond / mani sulle riserve auree / Debiti Fittizi / Eurozona / Disastro / Bluff / Strategia / Garanzia / Bene rifugio / Deutsche Bank / Angela Merkel / Crimini contro l'umanità / Denuncia / Coppia tedesca / Troika / Usa / Scandalo delle barre di tungsteno / default / Lehman Brothers / Bloomberg / Simon Johnson / assets bancari / Quadro Curzio / Romano Prodi
Germania Riserva Aurea
La Germania rimpatria l'Oro: le previsioni
di Qui Europa e le Possibili strategie
dell'Eurocasta
La Deutsche Bank smuove la 2a Riserva Aurea al Mondo
Ritiro dell'oro – Strategia stile "Debtocracy" a garanzia Eurobond?
Arma di difesa contro la denuncia per crimini contro l'umanità
piovuta sulla Merkel, o Rischio Default dietro l'angolo?
Berlino – Dopo le indiscrezioni apparse nei giorni scorsi sul quotidiano economico “Handelsblatt”, la notizia che la Germania sarebbe in procinto di rimpatriare gran parte dell’oro conservato nelle varie banche centrali sparse per il mondo è stata ufficializzata da una nota della Deutsche Bank. Secondo quanto reso noto dalla banca centrale tedesca verranno rimpatriate 700 tonnellate di oro entro il 2020, con l’obiettivo di conservare nei caveau nazionali metà delle 3.391 tonnellate del "principale bene rifugio" in proprio possesso . Più esattamente, a partire dall’anno in corso, la Deutsche Bank ritirerà tutto l’oro collocato nella Banque de France (circa 374 tonnellate), e ridurrà di 300 tonnellate il volume di riserve auree (dal 45 al 37%) conservate presso la Federal Reserve statunitense. Al contrario, nessun ritiro è previsto dai forzieri della Bank of England, che continuerà a detenere il 13% delle riserve auree tedesche.
La Seconda Riserva Aurea al Mondo
Una notizia scottante, di quelle che non possono passare in alcun modo inosservate e che dovrebbe destarci più di una preoccupazione, se non altro perché non stiamo parlando di una riserva aurea qualsiasi, ma della seconda maggiore riserva aurea del pianeta dopo quella degli Stati Uniti. Per la cronaca, la terza è quella italiana, malgrado gli ingiustificati declassamenti subiti dall'ex "Bel Paese".
Usa – Lo Scandalo delle Barre di Tungsteno dipinte d'oro
Il ragionamento di fondo di tale iniziativa, pensato con un pò d’ironia e visto in ottica tedesca, potrebbe essere il seguente: in questo periodo di crisi, nell'era di "Debtocracy", meglio riportarsi l’oro a casa, non si sa mai! Ma al di là delle battute, le incognite legate al “cosa potrebbe succedere” se tale provvedimento dovesse divenire realtà sono tante, a partire dalla stessa capacità degli Stati Uniti di restituire l’oro in custodia (ricordiamo a proposito lo scandalo delle barre di tungsteno dipinte in color oro e conservate alla Fed) .
La Corsa all'oro?
Inoltre, il repentino cambio di strategia da parte della Banca Centrale Tedesca potrebbe indurre ad un ulteriore inasprimento della crisi, del clima di sfiducia sulle "nuove divinità" chiamate mercati; e sull'innesco di un possibile effetto emulativo da parte della altre banche centrali che, sulle orme della Bunca tedescsa, potrebbero essere tentate ad agire alla stessa maniera dando il via ad una vera e propria corsa all’oro. Insomma, dovremmo chiederci dove stiamo andando, o meglio, dove ci hanno portato i signori dell’austerity insieme a tutto il sottobosco della finanza: i veri padroni di questo sistema malato e colluso che i nostri politicanti nei talk show serali fingono di non conoscere.
Oro per coprire i debiti fittizi mediante garanzia sugli Eurobond?
Per quanto riguarda il “presunto” oro italiano, il mistero continua, anche se nei mesi scorsi non sono mancati coloro i quali – i falchi della finanza ed i loro compari – osarono proporre l'emissione di eurobond coperti dalle riserve auree o peggio ancora la vendita diretta dell'oro per coprire un debito fittizio e creato ad arte dal sistema per depredare i popoli delle loro ricchezze reali. (Vedi Quadio Curzio e Romano Prodi – Vedi articoli in allegato).
Mossa per difendersi dalla pesante denuncia di crimini contro l'umanità?
La bontà della mossa strategica – dando comunque per buone le conclusioni illustrate finora – potrebbe rientrare anche in un'altra logica: potrebbe essere un'ulteriore arma di difesa contro la pesantissima denuncia per crimini contro l'umanità piovuta sulla testa di Angela Merkel e dei membri della Troika nei giorni scorsi (anche se in Italia nessun giornale ne ha parlato) su iniziativa di una coppia tedesca.
Deutsche Bank sulla via di Lehman Brothers?
Infine l'ultima ipotesi che formuliamo è quella legata alle poco pubblicizzate reali condizioni di salute della Deutsche Bank. La Banca Centrale Tedesca detiene oggi un bilancio pari all’80% dell’intero prodotto interno lordo della Germania. Un'enormità! Pertanto essa può definirsi oggi una delle maggiori banche centrali al mondo. Ma secondo Bloomberg è anche una delle più sottocapitalizzate: il 30 giugno 2012 l'istituto centrale tedesco sarebbe stato al quintultimo posto tra le 24 maggiori banche europee quanto a patrimonio (Tier 1 capital ratio). E ciò in base ai dati forniti di recente dalla misurazione della leverage ratio (confronto tra bilancio complessivo della banca e dotazione di capitale) da parte di Simon Johnson, ex capo economista dell'FMI, secondo il quale le attività di Deutsche Bank ammontano a 2.241 miliardi di euro, a fronte di un capitale di soli 55,75 miliardi di euro. In altre parole, il capitale reale di Deutsche Bank ammonterebbe a poco meno del 2,5% rispetto agli assets della banca. Basterebbe in effetti una perdita del 3% sul totale del portafoglio bancario per mandare in fallimento la banca, azzerandone il capitale. Deutsche Bank sulla scia di Lehman Brothers? Il mistero si infittisce! Parimenti a quello delle riserve auree tedesche!
Mercoledì, Ottobre 10th/ 2012 – di Sergio Basile e Mario Luongo – Italia / Banca d’Italia / Banca Centrale Europea / Riserve auree della Banca d’Italia / Debito Pubblico / Consob / Trattato sul funzionamento dell’Unione europea / Sistema europeo delle banche centrali / Central Bank Gold Agreement / Giuseppe Vegas / Obbligazioni da tripla […]
Martedì, Luglio 24th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Eurozona / Crisi Ue / Economia / Debito pubblico / Alberto Quadrio Curzio / Il Giornale / Riserve auree / Prestito garantito / Tentacoli sull'oro italiano / Speculazioni / Furbizie / Recessione / Bilderberg Club / Goldman Sachs / Jim O'Neill / Economia della […]
Mercoledì, Luglio 18th / 2012 – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo / Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]
Giovedì, Agosto 23th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Europa / Italia / Spagna / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Lira / Moneta Unica / Unione Monetaria / Unione politica / Crisi indotta / Economia / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti […]
Mercoledì, Settembre 19 th/ 2012 – di Silvia Laporta – Mario Monti / intervista a Romano Prodi / Bce / Mario Draghi / Unione Europea / Crisi Economica / Mariano Rjoy / Jean Claude Juncker / Povertà / dittatura Europea / Mes / Spagna / Madrid / Roma / Leggo / Portogallo La dittatura Europea […]
Rating Sovrano / Moody’s / Agenzie di rating / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Elezioni politiche / Pierluigi Bersani / Previsioni economiche / Pil Eurozona / Pigs / Legge di Stabilità / Jean Claude Juncker / Imu / Vetice Ue di Giugno
Nella Morsa del Rating Sovrano – La
Costituzione ora la scrive Moody's
Il tempo della democrazia Formale e della
Dittatura Reale
L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali"
Bruxelles, Roma, New York – Dati, statistiche, tabelle, previsioni e declassamenti. In una parola: agenzie di rating. Bestie rare che agiscono indisturbate e sovrane in una galassia di incongruenze ed ipocrisie uniche nella storia moderna. Una storia costellata di falsità ed arbitrarietà; di giudizi manipolabili, come quelli di altri organismi internazionali di controllo; di – connesse – riforme e misure di austerity, con conseguente restrizione della domanda interna; storie (tristi, drammatiche) di interi paesi al collasso; disoccupazione dilagante e malcontento sociale. Più la crisi va avanti più vengono perpetuate le stesse strategie che ci hanno condotto fin qui; più lo spazio d’azione si restringe più la Bce rimane a guardare, come fosse uno spettatore più che uno degli attori principali della “contesa” in atto. Tutt’al più aggiorna le sue previsioni, e non sono positive: infatti a distanza di soli tre mesi dalle ultime, solo tre mesi, la forchetta del PIL dell'eurozona – specie quello dei Pigs – peggiora di minimo 0,5 punti percentuali nella sua stima ottimistica; e dell' 1,1% in quella pessimistica. Ciò mentre ormai entriamo nel secondo anno successivo di recessione. Un disastro. Ma in questo scenario, come ciliegina sulla torta, non potevano mancare le ultime stime di Moody’s (della pluri-indagata ma pluri-legittimata ed osannata Moody's) riguardo il nostro Paese.
La Costituzione non esiste perchè la sovranità nazionale non c'è più
L’agenzia di rating statunitense ci concede qualche mese di tregua, un intervento sicuramente insolito che a qualcuno potrebbe far pensare, con un pò di “malafede”, che ci sia sotto una questione di “stima personale” nei confronti di un suo ex consulente, il nostro (loro) "super" Mario Monti. Le previsioni di Moody’s si sono incentrate sui risultati delle future elezioni politiche, sostenendo che le attuali turbolenze avranno, per quanto attiene all’affidabilità creditizia del nostro Paese, conseguenze limitate sul medio e lungo termine. Secondo l’agenzia, infatti, la fine del governo Monti non dovrebbe portare a nessun cambiamento delle linee generali della politica economica. Il nostro giudizio a proposito, se le cose dovessero andare così, sarebbe molto diverso, e in tal caso preferiremmo parlare di ristagnazione, per di più voluta e perseguita. Tornando alle dichiarazioni di Moody’s (una vera e propria minaccia indiretta) si prevede che il centro-sinistra montiano esca vincente dalle politiche, e che la guida del nuovo governo venga affidata a Pierluigi Bersani, il quale – come già dichiarato – manterrà praticamente inalterati gli elementi chiave della Legge di Stabilità. Un’affermazione, anche questa, dal tono ambiguo, che spazia dalle speranze alle minacce. Contemporaneamente, infatti, viene confermato il giudizio negativo (Baa 2) sui Btp decennali dell'Italia e sulle nostre prospettive economiche complessive. Una sorta di monito, un modo come un altro per ricordare ad un qualsiasi paese quale sono i compiti da svolgere a casa e, soprattutto, che non può decidere di studiare per conto proprio. Cioè non può permettersi assolutamente di esercitare la propria sovranità e di far valere la propria Costituzione. Né più né meno di carta straccia. E pensare che quelli di Moody's & Co. dovrebbero essere meri "consigli". Perchè i giornalisti delle grandi testate non lo dicono?
L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali"
"Compiti a casa" che ci vengono propinati come prerogative essenziali, come indispensabili per preservare la stabilità finanziaria del nostro Paese e continuare a percorrere la via delle riforme strutturali, le “loro” riforme strutturali iperliberiste (cioè di regalare il Paese ai privati) e del consolidamento di bilancio. Ed ecco qui apparire super Monti insieme alle previsioni sul suo imminente futuro. Secondo Moody’s il suo ex consulente rimarrà il vero protagonista della nostra scena politica, ed anche se non dovesse candidarsi alle future elezioni politiche: l’Italia – secondo i compari di Moody's – non potrebbe fare a meno del suo apporto. Quest’ultimo potrebbe concretizzarsi in diversi scenari, potrebbe svolgere un ruolo di super ministro dell’Economia, ma potrebbe anche essere richiamato alla guida del governo per superare l’impasse di un Parlamento senza maggioranza. Previsioni legittime? Giudicate voi. Previsioni amichevoli, un pò di parte? Credo di sì.
Organi Ue – le Sentinelle del Sistema
Quello che non possiamo smettere di ripetere, per quanto seccante possa apparire, è che la storia recente ha falsificato – ed in più occasioni – sia la legittimità scientifica (ovvero i numeri), sia la legittimità etica (l’imparzialità) di queste agenzie di rating: nient’altro che società private, ribadiamo anche questo, al servizio dei propri datori di lavoro (lobby e grandi gruppi bancari ed industriali); e nonostante siano ormai numerosi i casi comprovati in cui tali agenzie abbiano clamorosamente sbagliato le valutazioni sulla solidità finanziaria e patrimoniale di Stati e società, i loro giudizi e i loro commenti vengono comunque presi in grande considerazione dai principali attori del mercato: smuovono il mercato, hanno provocato e provocano conseguenze devastanti per i titoli di questo o quel soggetto. Il tutto inserito in una logica di amicizie e alleanze strategiche, con il benestare delle grandi sentinelle del sistema: gli organi dell'Unione europea: Commissione, Consiglio e Parlamento europeo. Ma come abbiamo appena detto i loro moniti smuovono il mercato e, per forza di cosa, dobbiamo commentarne il “pensiero”.
Democrazia Formale, Dittatura Reale
Arriviamo così al Cavaliere. Tra i motivi che hanno spinto Moody’s alla cautela c’è stata proprio la mezza marcia indietro di Berlusconi, che dopo aver criticato l’operato del governo Monti si è parzialmente corretto, sostenendo che non si ricandiderà a Palazzo Chigi se Monti accetterà di essere il candidato di un vasto raggruppamento di centro-destra moderato da contrapporre alla sinistra: il classico cabaret all’italiana. E non manca certamente la suspance: come avvenuto ieri durante la votazione alla Camera del decreto legge sullo Sviluppo, un’approvazione tirata per i capelli con una percentuale di voti ridicola (261 favorevoli, 55 contrari, 131 astenuti e 183 assenti), che denota il malumore (o comunque la schizofrenia acuta) di tutti i partiti verso l’attuale governo e la paura di essere puniti alle elezioni per aver avallato, come punta di un’iceberg, l’introduzione dell’Imu. Manca una piccola precisazione, ovvero che queste dichiarazioni e questa ritrovata disponibilità al dialogo da parte di Silvio Berlusconi, fanno seguito ai sottili attacchi ricevuti in sede europea. Meno di quarantotto ore fa a Bruxelles, in occasione del vertice del Partito popolare europeo, il Cavaliere veniva accolto in un clima di gelo e indifferenza da gran parte dei suoi colleghi. Per tutti ha parlato Jean Claude Juncker ,presidente dell'Eurogruppo e primo ministro lussemburghese, che alla domanda cosa pensasse della presenza di Berlusconi, ha replicato di chiedere a lui cosa ne pensasse di essere a Bruxelles. Non aggiungiamo altro. Eccetto il fatto che lo stesso Cavaliere, dal 2007 ad oggi non ha fatto assolutamente nulla per delegittimare le agenzie di rating: pur avendo a Bruxelles – in veste di eurodeputati – una folta schiera di seguaci, ad iniziare dal capogruppo italiano, nonché ex vicepresidente dell'Europarlamento, Mario Mauro. Segno che l'Europarlamento in effetti non conta nulla, e che quelli che comandano davvero sono i membri della Commissione (tecnocrati rigorosamente non eletti e provenienti da ambienti "particolari") assieme ad una manciata di leader europei: alcuni dei quali "nominati" (i cosiddetti tecnici) e provenienti dagli stessi ambienti dei primi; altri eletti ma compiacenti ai diktat dei primi; altri ancora contrari ma costretti all'obbedienza; ed infine alcuni di essi (le mosche bianche) rappresentano i cosiddetti "dissidenti": isolati o comunque posti in posizioni di netta inferiorità numerica per poter contare qualcosa. Risultato? Democrazia formale, Dittatura reale!
Due ultime osservazioni
Concludo lasciandovi due piccole osservazioni, dopo aver detto delle previsioni di Moody’s. Due conclusioni differenti riguardo sempre le prossime elezioni politiche. La prima riguarda Monti, il quale ha assicurato che qualunque sarà l'esito delle elezioni italiane, ci sarà un governo che si collocherà nella linea tradizionale di un forte appoggio all'integrazione europea, perché questo è – a parer suo – "nel nostro interesse nazionale" (?). E non è una battuta! La seconda è di chi scrive: qualunque sia la falsa coalizione (in quanto non di valori e di programmi ma di voti e di numeri si parla) che dovesse vincere le prossime elezioni, l’unica soluzione, lo dico non so quanto ironicamente, sarebbe “un’insurrezione”. E questa volta non è l'Europa delle banche o delle mafio-massonerie a chiedercelo, ma sono i nostri figli!
Per non dimenticare – Approfondimenti – Il Vertice Ue di Giugno
Domenica, Luglio 1st/ 2012
– L'Editoriale, di Sergio Basile –
Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Angela Merkel / Contro informazione / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Misure fittizie / Speculazione / Delegittimazione degli stati / Anarco-capitalismo / Iper-liberismo / Politiche liberiste / Leviatano / Morte degli stati nazionali / Privati e lobby al potere / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Banca Europea degli Investimenti / BEI / Eurobond / Project Bond / Fondi Strutturali / Union Bond / Super-stato Federale / Ipotesi antistorica / Efsf / Scudo Anti-Spread / Resolution Fund / Ricapitalizzazioni bancarie / Unione bancaria / Tobin Tax / Unione Fiscale / Garanzia Europea sui Depositi Bancari / Target 2 / Redemption Fund / Mutualizzazione dei Debiti Pubblici / SMP / Security Market Program / Contro informazione / Europa / Qui Europa / Sergio Basile
Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?
No! Vittoria di Banche, Lobby e
Anarco-capitalisti
Una colossale Montatura Mediatica – Media
e casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"
Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati,
Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.
Il vertice al netto della propaganda
Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.
La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo
Possibili aperture future anche sulla ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".
La Morsa dei padroni
Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MESdi avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.
Speculazione a piede libero
In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!
La Balla del fondo Anti-Spread
Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.
Il complotto mercatista
Ciò, dunque, evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?
Come funziona l'Anti-Spread
Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!
Inganno MES – creditore privilegiato
Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!
Europa – Il Paradiso delle lobby
Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.
La Ricapitalizzazione della BEI
Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.
La ricollocazione dei Fondi Strutturali
Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa? Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.
Unione Bancaria
L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.
Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa
Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo didisintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).
Garanzia Europea dei depositi Bancari
La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio": che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.
Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche
Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato, in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!
Sabato, Dicembre 1st/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Unione Europea / Europa / Bruxelles / Madrid / Atene / Commissione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Grecia / Spagna / Banche / Ricapitalizzazione / Crisi / Economia / Agenzie di Rating / Manifestazioni Rating e Speculazione – Da […]
Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]
Mercoledì, Giugno 6th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Italia / Roma / Consiglio dei Ministri / Palazzo Chigi / Moody’s / Agenzie di rating / Libero / Declassamento Italia / Paese a rischio debito / Presidente Bocconi / Consulenze / Procura Trani / Procura Milano / Mario Monti / […]
Consiglio europeo / Herman Van Rompuy / Eurobond / Angela Merkel / Unione di bilancio Eurozona / Hollande / Roberto Gualtieri / Bilancio condiviso / Vertici autunnali / Unione europea / Comunità europea / Tregua mercati / Alexis De Tocqueville / La Democrazia in America
Accentramento – Il Pressing di Van Rompuy
per l'Unionedi Bilancio Europeo
Bilancio Unico Ue: un grande passo verso il
totalitarismo?
Ma chi vuole questa unità a prezzo della propria libertà?
I tumulti antieuropeisti in Spagna e Grecia e le perplessitàdi
"Qui Europa" sulle frenetiche manovre dell'euro-casta in
vista dei prossimi "Vetrici Autunnali del "consiglio Ue"
Bruxelles – Bilancio comune nell'Eurozona? Herman Van Rompuy (il Presidente, rigorosamente non eletto ma nominato, del Consiglio europeo) e i suoi collaboratori ci stanno lavorando con frenesia da tempo, nell'ambito dello studio di presunti "progetti panacea"di riforma dell’Ue, per "uscire dalla crisi". Tra le varie "rivoluzioni" in questione quella dell'unificazione dei bilanci dei Paesi Ue in un unico "Bilancio Centrale" sta tenendo banco da più giorni tra gli affollati ed asettici corridoi degli edifici di Bruxelles. Un tassello fondamentale per il progetto di un "Superstato accentratore di ogni potere e prerogativa ex-statale" al quale la tecnocrazia dominante sta lavorando – sotto i nasi e gli occhi velati dalla disinformazione dei cittadini europei – ormai da tempo. Un passo decisivo verso i cosiddetti Stati Uniti d'Europa. Una creatura tentacolare che oggi risveglierebbe senz'altro gli incubi più tordibi e profondi dell'indimenticato autore de "La Democrazia in America", Alexis de Tocqueville.
Bilancio Unico Europeo: un azzardato passo verso gli "Usa d'Europa"
Ancora non sono chiare le modalità di applicazione di questo "presunto bilancio unico", ma stando a quanto riferito dai diplomatici del Consiglio europeo mandati in avanscoperta per misurare la pressione degli Stati, già Francia e Germania sarebbero inclini al progetto: lo sarebbero invero i rispettivi leader (Francoise Hollande ed Angela Merkel) ma meno pare – davvero molto meno – i cittadini dei due stati leader dell'Ue. Ma a ben vedere ci sono fattori interni sia a Berlino che a Parigi che renderebbero l’adesione meno facile di quanto possa apparire. Angela Merkel poi – a suo dire – temerebbe di diventare il "pater familia" dell’Ue anche dal punto di vista economico, cioè quello che paga per tutti. Per ora, però – non dimentichiamolo – in questo discusso modello di "Euro-gabbia", la Germania è il Dominus assoluto dell'Ue: il proverbiale asso piglia tutto. Sul versante Centro-occidentale dell'Europa, in Francia. invece si respira un’aria di dilagante euroscetticismo. Ormai davvero in pochi credono in questo nuovo progetto di Unione europea.
Verso un "Nuovo Leviatano"
Ma come i "padroni dell'Europa" vorrebbero ora superare questi cavilli tecnici e finanziari? Semplice: per Berlino si potrebbero prospettare trasferimenti di fondi finanziari in cambio di riforme economiche, (cioè di tasse e austerity per i cittadini); mentre per Francoise Hollande il bilancio condiviso potrebbe giovare a controbilanciare le spese di austerità, oltre che – sempre secondo quanto asseriscono i tecnocrati di Bruxelles – a diminuire l’intrusione di terzi nei bilanci francesi. Ma evidentemente – ed i cittadini dei rispettivi Paesi lo hanno capito piuttosto bene – sono solo subdole strategie per giustificare ed accellerare la nascita del "Nuovo Leviatano". Una sorta di unico grande mostro che vorrebbe nascere (come una novella Araba Fenice) dalle macerie degli stati nazionali del Vecchio continente. A nostro modestissimo parere – e non solo nostro – questa è una follia pura! Per qualcun'altro invece questa unione forzata sarebbe l'unico modo per uscire dalla crisi, ma in realtà è un ennesimo colpo di teatro, in quanto – come ormai compreso dai nostri lettori – la crisi del debito è stata solo un pretesto strategico per giungere a questa costruzione anti-democratica ed accentratrice. Peccato che nessun "TG ufficiale" vi illustrerà mai tali verità, e vi dirà queste cose.
Miglior interpretazione maschile – L'Oscar 2012 a Van Rompuy
Ma il teatro in queste ore, in Europa, continua alla grande. Per qualcuno si parla addirittura già di Oscar per la migliore interpretazione! Si comprende allora come lunedì scorso Van Rompuy abbia sollecitato i colleghi a “non perdere il senso dell’urgenza”, insomma a non perdere tempo , vista la (provvisoria) tregua dei mercati: i signorotti complici, pretenziosi, viziati e nervosi da non far andare su di giri. Ciò anche in vista del prossimo appuntamento del 18 Ottobre: il primo dei tre decisivi vertici autunnali in programma.
La Dannata fretta di Accentrare
Ma perché questa malcelata fretta se in realtà il progetto è ancora fumoso, da definire, ma soprattutto da approvare? Ci sono ancora molti punti chiave da stabilire come: 1) il numero degli stati che aderiranno; 2) quanto saranno condivisi realmente i rischi; 3) quanto sarà stabilizzante questa presunta coesione; 4) l’entità della differenza tra chi per pagare il proprio debito dovrà compiere ulteriori seri sacrifici e chi invece sarà più facilitato; 5) il ricorso o meno a qualche forma di eurobond: cioè a nuovi ingannevoli strumenti debitori. Pazzesco! Insomma è vero che i mercati non aspettano a lungo, soprattutto da quando questi sono stati equiparati (con una magia degna della miglior Fata Turchina d'annata) a tutti gli effetti al grado di uomini pensanti (paradosso clamoroso del nostro tempo), ma almeno un’idea chiara e precisa sarebbe utile. Utile al nostro Osservatorio per comprendere le tappe e le ulteriori modalità che daranno vita a questa sorta di "Nuovo Reich" filo statunitense. Una sorta di longa-manus degli Stati Uniti d'America e delle logge mondialiste più potenti ed occulte sui popoli e le nazioni del Vecchio (e glorioso) Continente. Un intero continente ridotto a povera ed arrendevole colonia grazie all'ennesimo golpe neoliberista.
Ma chi vuole questo Bilancio Unico?
Roberto Gualtieri, eurodeputato del Pd (che di questo carrozzone è oggi uno dei partiti garanti di prima fascia) che si occupa dei lavori del Consiglio sul futuro dell’Eurozona, nelle score ore ha espresso, tuttavia, i propri dubbi sull'idea del bilancio unico. “Come verrebbe finanziato il bilancio? Quale sarebbe il suo ammontare? Ha domandato il deputato europeo. Tutte questioni cruciali – queste – ancora non discusse. Ma probabilmente la vera questione cruciale è la seguente: se l'anti-europeismo e l'euroscetticismo si allargano a macchia d'olio (e il riacutizzarsi delle proteste di piazza e del caos nelle ultimissime ore in Spagna e Grecia ne sono l'esempio più calzante, sull'onda di una disoccupazione record e di inusuali soglie limite di povertà raggiunte) chi vuole il bilancio unico europeo? Perchè 500 milioni di europei dovrebbero sottostare a decisioni prese da una ristretta cerchia di euro-tecnocrati? Vale la pena continuare a pagare prezzi simili a suon di misure lacrime e sangue? Davvero "no", ci sembra!
Un'Europa Totalitaria speculare alla Germania
Intanto a Berlino, mentre la Germania nicchia (rappresentata dai banchieri e dal gota dell'industria pesante) si dice fiduciosa, le parole dell'ex-cancelliere "teutonico" Helmut Kohl – come visto – sembrano assumere il tono di un monito inquietante, di un oscuro avviso, di una minaccia: “O si europeizza la Germania – ha dichiarato lo statista – o si germanizza l'Europa".
Il fragile filo della pazienza
Lasciando stare il senso collettivo di appartenenza europea – che sembra trasudare solo dalle parole dei rappresentanti politici di questa Ue – e lasciando altresì stare la grande, enorme differenza di culture, lingue, mentalità, abitudini (tutti fattori determinanti e da non sottovalutare in un paventato e siffatto progetto di "omogeneizzazione generale") ciò che lascia maggiormente perplessi è il fatto che l'Europa non sono gli Usa. Le Nazioni europee non sono gli Stati Federali uniti d'America. I due non sono concetti accostabili e biunivocamente corrispondenti. Ma il fattore di maggior perplessità e sconcerto è soprattutto quello che impedisce ai tecnocrati di vedere come il filo della pazienza dei popoli vessati stia ormai per spezzarsi irrimediabilmente. A chi conviene, dunque, continuare a giocare col fuoco?
Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mes / Esm / TSGC / Dittatura europea / Stati Uniti d'Europa / Omertà / Austerity / Bruening / Immunità giudiziaria / Messaggi falsi / Manipolazione / Eurobonds / L’Eurodittatura è alle porte : Trattati Blindati immunità giudiziaria e inviolabilità documentale MES e Fiscal Compact: Non […]
Sabato, Giugno 23th / 2012 – di Mario Luongo – Unione europea / Eurozona / Eurodeputato / Francesco Speroni / Lega Nord / Europa della Libertà e della Democrazia / G20 / Elezioni Grecia / Vertice Villa Madama / Angela Merkel / Mario Monti / Francoisa Hollande / Mariano Rajoy / Giorgio Napolitano / Pierluigi […]
Mercoledì, Giugno 13th / 2012 – di Silvia Laporta – Regno Unito / Consiglio europeo / Unione Bancaria Europea / Unione europea / Opposizione alla modifica dei trattati Ue / Opposizione a Unione Bancaria Europea / Eurozona / Euro / Sterlina / Vantaggi della sterlina / David Cameron / Sovranità Monetaria / Strategia / Indipendenza […]
Martedì, Aprile 17th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / European Stability Mechanism / Crisi / Debito Pubblico / Governatori / Ministri delle Finanze / Mario Monti / Andrea Martellini Meccanismo Europeo di Stabilità: interrogativi ed obiettivi latenti Per i Paesi in difficoltà interviene l’Esm ma prima bisogna versare dolorose quote di […]
Martedì, Marzo 27th / 2012 – di Sergio Basile – Unione Europea / Parlamento europeo / Eurozona / Ocse / Esm / Sme / Fondo Salva Stati / Italia / Debito / Dittatura / Commissione Trilaterale / Bilderberg Club / Mario Monti / Sovranità nazionale / Guerra mondiale / Agenzie di rating / Rating / […]
Mercoledì, Giugno 27th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Unione Europea / Europa / Roma / Stati Uniti d’Europa / Chiesa / Cristianesimo / Cristianità / Radici cristiane europee / Unità politica / Spiritualità / Educazione / Storia / Tradizione / Civiltà / Persona / Società / Bioetica […]
Martedì, Giugno 26th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Unione europea / Falsa Propaganda / Accentramento / Forum / Università Gregoriana / Coldiretti / Cisl / Confartigianato / Compagnia delle Opere / Stati Uniti d'Europa / Raffaele Bonanni / Grande Fratello / Propaganda mediatica / Appello ai lettori di Qui Europa / […]
Venerdì, Giugno 1st / 2012 – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Bce / Mario Draghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano […]
Martedì, Marzo 13th/ 2012 – di Alessandro Pavanati – Consiglio Ue / Unione politica / Crisi Ue / Copenaghen / Berlino Stati Ue verso l’unione politica europea? Sovranità nazionali sempre più in bilico Ipotesi “Trattato Ue più vincolante”: Westerwelle convoca ministri degli esteri europei Berlino, Bruxelles – Evviva, finalmente ci siamo arrivati: l’unico modo per fare sì […]
Italia / Mes / Esm / TSGC / Dittatura europea / Stati Uniti d'Europa / Omertà / Austerity / Bruening / Immunità giudiziaria / Messaggi falsi / Manipolazione / Eurobonds /
L’Eurodittatura è alle porte : Trattati Blindati
immunità giudiziaria e inviolabilità
documentale
MES e Fiscal Compact: Non sarà possibile
abbandonarli
La Vergogna: i politici italiani tacciono omertosamente
Facciamo forza noi cittadini! Riprendiamoci in nostro futuro
Bruxelles, Roma – A pochi giorni dall’entrata in vigore del Mes, ed a ridosso di un eurovertice delle falsità, pare a dir poco sconcertante l’apatia e la passività degli Stati Nazionali, completamente imbambolati e frastornati dall'euforia dell'estate, dagli Europei di Calcio e dalle imminenti Olimpiadi di Londra. Ed ecco che allora, alla vigilia del MES (la tomba della Democrazia e della Libertà, della Nostra Librtà e di quella dei nostri figli) molti dei paesi membri dell’Unione europea, che hanno sottoscritto l’accordo e che quindi sono consapevoli dell’impatto del nuovo provvedimento ma soprattutto del suo contenuto, semplicemente ed imperdonabilmente tacciono la verità ai cittadini.
Italia – Tv, Giornali e Radio – Armi di Controllo di Massa
In questo clima di omertà espresso da politici, televisioni, radio e giornali, come sempre, tocca a noi di "Qui Europa", cercare di aprire gli occhi e diffondere nei lettori un messaggio di verità. Una verità che deve nascere spontanea nella mente dei cittadini. Socrate, usava la “maieutica” con i suoi discepoli. La paragonava a una levatrice: come quest'ultima, il filosofo di Atene intendeva "tirar fuori" all'allievo pensieri assolutamente personali, al contrario di quanti, riferendosi in particolare ai sofisti, volevano imporre le proprie vedute agli altri con la retorica e l'arte della persuasione. Beh, i sofisti di oggi sono tanti. I politici, gli eurodeputati, i parlamentari, i banchieri, insomma qualunque individuo che si faccia portatore di una realtà parallela, di una bugia o un messaggio falso, solo per ingabbiare la vostra mente.
MES e Fiscal Compact – La Denuncia di "Qui Europa"
Noi, invece, preferiamo riportarvi i crudi fatti senza indorare la pillola, perché non dipendiamo da nessun partito e da nessuna organizzazione politica. A questo proposito allora, e al fine di diffondere la verità, vi diciamo quello che in televisione, sicuramente non avrete ancora sentito a proposito della ratifica di trattati come il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità), Coordinazione e governance (TSCG o Fiscal Compact). I due trattati compongono il peggio delle ricette di austerity alla Bruening, con tagli alla spesa e all’economia reale, combinate a poteri mostruosi e conferiti ad un meccanismo di salvataggio iperinflazionistico, completamente al di fuori di ogni legge.
Cos'è il Meccanismo di Correzione?
Il trattato TSGC, impone a tutti i firmatari il pareggio di bilancio (0,5% del Pil) precludendone l’uscita ai paesi firmatari che, nel caso di deviazioni dagli obbiettivi, saranno vittima di un “meccanismo di correzione”.
MES – Gli Articoli che uccisero la Democrazia europea
Ci sono degli articoli del Mes, da far accapponare la pelle. Un vero e proprio schiaffo alla democrazia. Vediamo i più importanti.
Pagare Subito e Senza Discutere
L’Art. 9.3, afferma che i paesi membri s’impegnano irrevocabilmente e incondizionatamente a pagare on demand ogni richiesta di capitale fatta dall’amministratore del Fondo, e a versare il capitale richiesto entro 7 giorni dalla ricezione della richiesta;
Pagare di più e Senza Discutere
L’Art. 10 autorizza il Consiglio di Amministrazione a decidere di cambiare lo stock di materiale autorizzato, cioè ad esigere più denaro dai governi nazionali senza consultarli;
Nuovi Debiti in Circolazione
L’Art. 21 rende possibile la creazione di Eurobonds, e cioè la messa in comune del debito;
Assoluta Immunità
L’Art.32, 2 garantisce all’Esm la piena immunità legale, da ogni forma di procedimento giudiziario;
Membri Non perseguibili per qualsiasi atto del MES
L’Art. 35 stabilisce che l’amministratore e gli altri membri dello Staff saranno immuni dalle procedure legali rispetto ad atti da essa compiuti nella loro funzione ufficiale e godranno dell’inviolabilità rispetto ai loro documenti e alle loro carte ufficiali.
Dittatori assoluti in abbondanza
Cosa ci sarebbe di democratico nei nuovi Stati Uniti d’Europa? Nel nostro paese, questo è quanto di più vicino alla dittatura dopo il Fascismo con la differenza che, mentre Mussolini era uno solo, adesso i dittatori fioccano qua e là! Ne avremmo ben 17 per il momento.
Italiani: Ridotti ad un Gregge Apatico e Rassegnato?
La cosa che fa estremamente rabbia è come tutti in Italia tacciano su questo argomento. Politici, televisioni, giornali, che sanno benissimo che cosa il Mes comporti. Ma quello che ancor di più colpisce è la nostra risposta: apatia e rassegnazione, come se non potessimo fare niente. Molti dei cittadini non s’informano; molti altri, si sentono deboli rispetto ai magnati europei e preferiscono tacere e accettare il proprio destino! Dobbiamo invece, innescare una tendenza opposta a questo.
L'Insegnamento di Socrate
Dobbiamo, come Socrate, diffondere la verità di cui siamo a conoscenza e farne tesoro. Non è solo la semifinale degli Europei che ci deve far sentire un senso di appartenenza e condivisione patriottistica. Ci sono cose molte più importanti! L’unione fa la forza e noi italiani, siamo tanti!
Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli del Debito Pubblico / Eurobond / Sistema speculativo / Target2 / Bretton Woods / SEC / Destabilizzazione del Sistema Economico / Creazione di uno stato di Schiavitù / Creazione di uno stato di Schiavitù / Creazione di una Dittatura tramite il Debito
Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte
Ecco perchè il Debito che ci impongonoè in
gran parte illegittimo e non onorabile
Una Truffa per ingabbiare e schiavizzare i cittadini
Bruxelles, Roma – Nella Prima Parte dell'Editoriale sulla fondatezza e legittimità del "Debito" degli stati di Eurolandia (Qui Europa – Giovedì 21 Giugno) abbiamo visto come l’accumularsi del suddetto debito, malgrado le crescenti ed incalzanti chiacchiere e menzogne mediatiche diffuse da un tipo di giornalismo propagandistico e spudoratamente di parte, non sia qualcosa di “naturale” e “legale”, ma bensì sia (in larghissima parte) un qualcosa di costruito ad arte. Di seguito – Prima di passare alla Terza parte inerente al ruolo del Sistama Bancario nel suo complesso ed inerente al ruolo delle banche centrali con il nuovo sistema "Target2" introdotto dall'Unione europea contestualmente all'adozione dell'Euro – riproponiamo ai nostri lettori una sintesi schematica, su quanto concluso nella "Prima Parte", al fine di migliorarne la comprensione e l'apprendimento.
Una premessa essenziale – Il Debito è in gran parte illegale
Il “Debito” al quale quotidianamente, ormai da mesi, immoliamo gran parte del nostro lavoro e della nostra ricchezza, è un qualcosa di “indotto”, un raggiro verso i cittadini del Sud-Europa e dell’Italia, perpetrato allo scopo di creare precarietà diffusa ed una becera ed immorale subalternanza classista. In parole povere il debito, che l’Ue e il professor Monti ci dicono di pagare a caro prezzo, è fittizio e proteso a “schiavizzare” i cittadini, imprigionandoli in una gabbia finanziaria sempre più asfissiante. Ciò mediante la cosiddetta "finanziarizzazione dell'economia". Vediamo perché, in questo "Secondo Capitolo", dopo una breve sintesi di quanto detto finora.
Sintesi 1ª Parte – L’Europa e l’Inganno del Debito
Gran parte del debito pubblico che stiamo “fingendo” di pagare (e poi vedremo perché ho usato il verbo “fingere”) è come detto nella "Parte Prima" (e come dimostreremo ancor meglio di seguito) dunque, illegale e “non onorabile”. Ciò, come ribadiamo, malgrado la disinformazione sul tema e la gravissima reticenza della stragrande maggioranza dei media nazionali, controllati direttamente dal governo o da grandi lobby e multinazionali in palese conflitto d’interesse, che impediscono di comprendere le vere motivazioni della crisi in atto. Come detto nell’articolo pubblicato su “Qui Europa” lo scorso giovedì 21 giugno, dobbiamo ricordare ai nostri lettori almeno 6 cose.
1 – Il valore del denaro non equivale più all’oro
Nel 1933 – come spiegato – gli stati del mondo sono andati verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che azzerrarono i rispettivi debiti a prezzo (di lì a poco) della incontrovertibilità (divieto di cambio) della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, poi controllato attraverso la nascita della "Bank for International Settlement" (BIS), con sede in Svizzera, a Basilea. Le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York. Stesso destino toccò alla "Società Italia" che si trasformò, di fatto, in una “ Società Privata”.
2 – Il denaro, dal 1944, non vale nulla – È un Semplice Strumento
Abbiamo visto, inoltre, che dopo gli accordi di Bretton Woods del 1944, con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispettivo in oro – cioè con il divieto di cambiare una banconota di carta con l’analogo corrispettivo in oro: operazione prima ammessa – la moneta sia diventata una "ricchezza fittizia" contrapposta alla “ricchezza reale”: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. (cose che invece rappresentano la vera ricchezza, quella – come vedremo – ambita dai furbi del sistema). La moneta divenne uno strumento di controllo di massa e tale da favorire lo spostamento della ricchezza reale, mediante la creazione di crisi e l’autoalimentazione del debito: per ogni euro che la “privata” BCE emette, come visto, c’è un automatico interesse da pagare.
3 – Nasce l’Economia della Truffa – I Privati controllano gli stati
Abbiamo poi visto come il debito pubblico iniziò a “scoppiare e moltiplicarsi” con la successiva privatizzazione delle banche centrali e contestuale perdita della sovranità monetaria degli stati: come detto, Bankitalia fu privatizzata nel 1992 grazie al decreto Carli-Amato, che “regalò” – con l’assegnazione del 96% delle azioni – alle banche ed assicurazioni private il controllo dell’istituto un dì responsabile dell’emissione della moneta nazionale, la lira, sottraendo tale “controllo” ai cittadini ed agli organi prima deputati alla salvaguardia della sovranità monetaria degli stati: il Tesoto prima, e la Banca d’Italia poi. In seguito, il potere di batter moneta passò – in un palese disegno di accentramento – nelle mani dei “banchieri privati” della Bce (Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte, in Germania). Questa iniziò a “regalare” (attraverso aste fasulle, ed a tassi bassissimi: es.: 1%) gli euro stampati alle banche europee (ovviamente private). Banche private che poi ancora oggi, rivendono lo stesso denaro (che dovrebbe essere di proprietà dei cittadini) agli stati europei e quindi ai cittadini a tassi da usura (oggi 6%) con ricavi altissimi (es.: 5% netto) e senza muovere un dito. Con un solo click di un pc. A istituzionalizzare e legalizzare questa vera e propria “truffa”, poi, ci ha pensato l’Ue, con l’Art. 123 del Trattato di Lisbona, che “obbliga gli stati a rifinanziarsi sui mercati internazionali, e presso le banche private”. Cioè gli stati – addirittura – diventano semplici correntisti. Paradossale ma vero!
4 – L'Arma impropria dei Titoli del Debito Pubblico
Lo stesso Mario Monti, come trattato in precedenti articoli, fu consulente di molti governi avvicendatisi negli ultimi decenni in Italia, e fu tra gli artefici della diffusione dei titoli del debito pubblico su larga scala. Come noto tali titoli permisero agli stati di ottenere liquidità da investire nell’economia. Come premio i sottoscrittori (privati e banche) ottenevano a scadenza del titolo, il capitale “prestato” maggiorato di interessi. Tale prassi iniziò ad ingenerare l'impennata del debito pubblico statale e gli interessi passivi a carico dei cittadini crebbero a vista d'occhio (oggi, paghiamo solo di interessi circa 80 miliardi all'anno alle banche private). Oggi, in aggiunta, lo stesso Monti in veste di premier ha di fatto esautorato lo stato italiano, privandolo della facoltà di investire in economia, (Vedi Fiscal Compact) vietando con la complicità della Germania e dell'Unione europea (con la scusante del controllo sul debito – che lo stesso Monti ha contribuito a creare) il cosiddetto "Deficit Spending": possibilità prima riconosciuta allo stato di investire a debito nell'economia nazionale, per creare e moltiplicare la ricchezza. Funzione attribuita, oggi, al solo capitale privato ed alla speculazione.
5 – L'Europa nelle grinfie dei Privati – Rating e Spread
Come visto, un tempo le agenzie di rating (agenzie private controllate da lobby) giudicavano la “salute” delle sole società private. Successivamente i politici europei le legittimarono a “giudicare” anche gli stati sovrani, causando una nuova esplosione del debito pubblico degli stati (non più sovrani, ma trattati come semplici società, o meglio, come burattini). Ciò fu “favorito” dall’euro: la moneta comune permise di mettere in paragone economie differenti della stessa Ue e di far esplodere il cosiddetto spread, favorendo l'esplodere la speculazione. Il meccanismo fu incentivato proprio dagli attacchi delle famigerate agenzie di rating. Ecco un piccolo esempio: il declassamento di uno stato come l’Italia (declassamento – come visto nei precedenti articoli – improprio e pretestuoso) rispetto alla Germania implica un aumento del differenziale d’interesse tra titoli (spread). Tale "declassamento", cioè, implica l’aumento del differenziale (espresso in punti: come accade per un termometro che misura il livello della febbre) tra gli interessi sui titoli pubblici italiani, rispetto a quelli tedeschi. Risultati? Sette almeno, e tutti distruttivi:
6 – Effetti disastrosi dello Spread sull'Economia Reale
Spread – La Bestia è libera e vuol divorare l’Italia e l’Eurozona
A) Aumentano di Miliardi gli Interessi sul Debito da pagare
A carico dei cittadini e a vantaggio di chi sottoscrive (anche a speculatori, dunque) i titoli italiani: oggi – come detto – paghiamo ogni anno alle banche private circa 80 miliardi (l'equivalente del valore di due manovre finanziarie);
B) Aumenta la Tassazione
Aumentano le trattenute statali, le accise sul carburante, le tasse e le imposte da pagare, sulle spalle dei cittadini;
C) Aumentano i Ricavi degli Speculatori
Aumentano i ricavi della speculazione e delle banche: peggiore è il giudizio delle agenzie sull’Italia, maggiore sarà lo spread, maggiori saranno i ricavi della speculazione.
D) Destabilizzazione del Sistema economico
La ricchezza economica reale, visto l’abbassamento dei consumi e della produzione si riduce, e si crea prima la crisi del sistema e poi la recessione, con contestuale peggioramento della situazione iniziale ed aumento della disoccupazione;
E) Creazione di uno Stato di Schiavitù
Si crea uno stato di gravissima schiavitù reale che impedisce di reagire e di vivere decorosamente, aumentando il controllo da parte delle classi politiche compiacenti e colluse, nonché delle stesse banche. Non va dimenticato, infatti, che in una situazione di crisi la gente ingabbiata dal lavoro e dalle scadenze ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere e cambiare il sistema, che in tal modo si autoconserva e autodifende.
F) Spostamento della Ricchezza Reale
Spostamento della ricchezza Reale (non denaro, ma case, terreni, oro, gioielli, pietre preziose, ecc..) o redistribuzione di classe, nelle mani di una ristretta élite di grandi speculatori (grandi gruppi bancari e finanziari) ed impoverimento delle classi medie e basse. Ciò anche attraverso l’impossibilità di pagare i debiti (es.: mutui casa) in corso visto l'altissimo livello raggiunto dal cuneo fiscale. Tali beni sono dunque soggetti a pignoramenti o a processi di svendita (quando i debitori sono semplici cittadini e padri di famiglia); privatizzazione (quando i "cosiddetti" debitori sono gli enti locali); fallimento (quando a non poter onorare più i "debiti" sono le imprese.
G) Creazione di una Dittatura tramite il Debito
Si propagandano false panacee economiche (eurobond, project-bond e Fondo Salva Stati) anziché delegittimare la speculazione e "de-finanziarizzarel'economia" (ad esempio delegittimando le agenzie di rating, impedendo loro di "giudicare arbitrariamente gli stati sovrani) e intanto si procede verso un maggior accentramento del potere (vedi Stati Uniti d'Europa, MES, Fiscal Compact, Two Pack – vedi articoli precedenti) nelle mani di chi ha provocato la crisi, creando una sorta di regime che comprime e controlla sempre più ogni singola libertà dei cittadini, ridotti a mere pedine, meri schiavi obbedienti e muti. Nonché ignoranti, "grazie" alla complicità degli organi d'informazione (o disinformazione) compiacenti. Insomma, è una vera e propria "Truffa Legalizzata". Dunque, finché le banche commercializzeranno “derivati” guadagnando sul nulla (vedi in archivio – operazioni off-shore e depositi over-night); ma soprattutto finché la BCE non comprerà direttamente i titoli del debito pubblico degli stati dell’Ue; oppure finché non si tornerà alla stampa diretta delle monete da parte del Ministero del Tesoro e delle Banche Centrali (a costo zero); finché non si delegittimeranno le agenzie di Rating (ponendo fine alle ingerenze dello spread) o – in ultima ed estrema istanza – non si abbandoni l'euro attraverso un percorso di uscita controllato, la truffa continuerà, e la nostra economia continuerà ad essere basata prevalentemente sul debito inestinguibile ed illusorio, che accumuliano – come visto – addirittura ancor prima di nascere. Pazzesco, ma vero!
Riepilogo Conclusioni Prima Parte
1) Il Debito aumenta a discrezione dei privati
Il debito Pubblico non l'hanno fatto gli Italiani, ma bensì esso è esploso a causa della "Finanziarizzazione dell'Economia". Il debito non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati.
2) Il Debito è in gran parte illegale
Il debito – come detto – non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati, dunque è un circolo vizioso che non avrà mai fine. Dunque esso è in gran parte da considerare come illegale.
3) Il Debito è in gran parte da considerare come "non onorabile"
Essendo sostanzialmente – ed in gran parte – "illegale", esso è ingannevole e pertanto può essere considerato in gran parte "assolutamente non onorabile". Ciò in quanto è in gran parte "non certo" e "non esibibile". E' la Costituzione Democratica e le Leggi della Repubblica Italiana che lo prevedono. Inoltre -come vedremo nel dettaglio, nella successiva Terza Parte di "Schiavi di un Debito Illegale" – il debito pubblico degli stati dell'Eurozona è alimentato in maniera subdola e forzata, grazie alla complicità di un sistema bancario creato ad hoc e grazie al metodo "TARGET 2".
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Bruxelles, Strasburgo – “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra!”. A Bruxelles, nel Parlamento Europeo, non ci sarebbe assolutamente rischio di lapidazione. Si, perché mentre l’Italia, la Grecia, la Spagna e molti altri paesi “poveri” dell’Unione, sono in preda alla recessione economica – in seguito ad una crisi pilotata ed indotta dalla speculazione internazionale e con la palese complicità della stessa Unione europea, dei suoi tecnocrati e di molti leader europei compiacenti – nonché ad una sconcertante crisi morale; della sanità, della scuola (senza fondi) e delle piccole imprese che falliscono miseramente giorno dopo giorno (trascinando in un baratro da quarto mondo imprenditori e famiglie) al Parlamento Europeo, se la "divertono" con i nostri soldi. La denuncia è arrivata nelle scorse ore dal think tank Britannico “Open Europe”, che propone dei ragionevoli tagli, agli innumerevoli privilegi degli europarlamentari e degli euro-burocratici.
Figli di serie A e figli di serie B
Tra stipendi e indennizzi (per non parlare delle attività rimborsate: per le quali esiste un apposito budget annuo a disposizione di ogni eurodeputato) gli europarlamentari, ci costano la colossale, faraonica cifra di 190 milioni di euro l’anno a cui aggiungere pensioni d’oro, per loro e per gli altrii funzionari e scuole pagate per i figli: 169 milioni di euro all’anno, è la cifra che noi contribuenti paghiamo per educare i figli di questi “privilegiati”. Nel frattempo invece ai nostri figli non ci pensa nessuno! Infatti mentre nelle nostre scuole italiane, ma anche quelle spagnole, greche e del Portogallo, c è un’estrema necessità di fondi – nel senso che spesso mancano anche i banchi – per i figli degli eurodeputati noi tartassati e beffati contribuenti europei paghiamo 10 milioni di retta all’anno!
I nuovi faraoni non conoscono crisi e propongono "eurobond"
Qualcuno tra i lettori si chiederà a quanto ammontano nel complesso tali stipendi? Presto detto. Attualmente un deputato di Bruxelles-Strasburgo, guadagna un salario lordo di 95.482 euro. Più del 17% di un deputato britannico e del 236%, rispetto a un deputato polacco! Gli stipendi degli europarlamentari sono cresciuti del 77,5 % in sol 7 anni!!! Ogni volta che un nuovo paese entra nell’Unione, ecco che devono essere sborsati più soldi per i politici e i loro portaborse. Open Europe propone dei tagli al bilancio, che potrebbero farci risparmiare un po’ di soldi. Gi stipendi degli eurodeputati dovrebbero essere ridotti almeno del 15 % per riflettere l’austerità e i sacrifici (seppur in minimissima parte) che i grandi capi d’Europa, hanno imposto a noi. Beffandoci ancora una volta con panacee "pacco" o "sola" come gli eurobond, il fiscal compact, il Mes (Fondo Salva Stato), le continue "ricapitalizzazioni" regalo alle banche, l'IMU e via dicendo. Ciò attraverso – ovviamente – i "saggi" e "puntuali" parlamentari di casa nostra che affollano le fila delle 3 "caste partitiche di maggioranza" (Pdl, Pd e Udc) che continuano a far finta di nulla ed a sostenere un governo di aguzzini non eletti: e che evidentemente nessun italiano ama e vuole: almeno nessuno tra quelli che hanno compreso a pieno le reali ragioni di questa assurda crisi impacchettata ad arte da questa sorta di euro-casta, o euro-loggia.
Sprechi e privilegi – Ecco cosa fare!
Via la sede di Strasburgo, risparmiando 180 milioni di Euro. Sforbiciare i dipendenti strapagati e le tante agenzie e organismi che fanno lo stesso lavoro: per arrivare a 430 milioni di euro in più! C’è poi anche da mettere mano ai fondi per l’agricoltura che privilegiano solo determinati agricoltori, come quelli francesi. Anche qui si potrebbe risparmiare una cifra importante, ben 23 miliardi di euro. La speranza è, che questa volta, la voce di "Open Europe" – che poi è la voce della stragrande maggioranza degli Europei, stanchi di questi privilegi da stato assoluto – venga ascoltata, e che si possano porre dei tagli sostenuti e sensibili ai costi completamente superflui di questa sorta di neo-parassiti di Bruxelles. Queste cifre non fanno altro che raccontare sempre la solita storia: quelle delle ingiustizie sociali, della fine della meritocrazia, dell’egoismo che, guarda caso, viene sempre dai più accecati dal Dio denaro: cioè da quelli che in Vangelo definisce "servi di Mammona" che non "Erediteranno la Terra Celeste". E questa volta, non parliamo di “made in Italy” ma di “made in Bruxelles”, ossia una situazione che fa sentire la sua eco, in tutto il Vecchio Continente.
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Eurobond? Falsa panacea! Bisogna staccare la macchina del debito
New York, Berlino, Bruxelles – Il deciso “no” della Merkel , riguardo l’emissione degli Eurobond, nelle ultime ore, si starebbe trasformando in una “possibilità al dialogo” nel prossimo colloquio dei vertici europei. Ma non è solo il panzer tedesco; anche il governo, intende per così dire “sforzarsi” per "salvare" (diciamo così) i 27 paesi dalla disgregazione, innescata dal crollo delle economie greche e spagnole. Ci scommette il Wall Street Journal (il giornale espressione dello strapotere dell'alta finanza internazionale sui comuni mortali) con la convinzione di un’imminente "via libera" della Germania. Con l’emissione di Eurobond – secondo Wall Street – si arriverebbe alla condivisione dei singoli debiti pubblici nazionali da parte dell’insieme dei paesi dell’Unione, attraverso uno strumento che verrebbe emesso e garantito da Bruxelles e che implica la progressiva cessione di potere in campo fiscale e in quello della spesa pubblica degli Stati. Ma francamente è un qualcosa che non ci convince. E' come rigettare e rinnegare per sempre l'appartenenza ad una cultura, ad una identità, ad uno stato, in cambio di un'incognita (gli eurobond per l'appunto) che potrebbe esplodere da un mese all'altro (mai provata prima e oprattutto posta nelle mani delle banche private ed a vantaggio non degli stati, ma degli investimenti in opere "gestite" dalla speculazione priovata: verso le quali evidentemente i cittadini perderanno ogni forma di controllo diretto, delegando tutto a Francoforte e Bruxelles) quando invece – qualora ci fosse la reale volontà di mettere a tacere la macchina del debito – sappiamo benissimo che per evitare il sovraccarico del sistema economico europeo basterebbe staccare la spina delle "macchine crea debito", rinazionalizzando le banche centrali e ricominciando a stampare euro – o valute nazionali – in casa propria ed a costo zero, anziché gonfiare inutilmente i portafogli dei banksters e della tecnocrazia.
Eurobond? Pretesto alla nascita di un superstato europeo
Il “no” della Germania, potrebbe essere interpretato dall’esigenza di maggiore rigore nell’applicazione delle regole. Non è possibile infatti, procedere con l’emissione degli Eurobond se prima non si arrivi ad un’unificazione delle norme in materia fiscale e bancaria e se i vincoli all’aumento della spesa pubblica (come per le pensioni e la sanità) non vengano fatti rispettare in maniera ferrea. Misure di questo tipo non avrebbero senso in questo momento, non facendo altro che rinviare la data della “resa dei conti”, quando i paesi in crisi non potranno più andare a “salvarsi”, grazie ai fondi europei. Questo sempre secondo la Merkel, e secondo il “progetto” dei grandi europei, che vorrebbero unificare tutti i Paesi membri in un unico continente a discapito della nostra cultura e i nostri tratti identificativi, e a favore delle proprie tasche. Ragionamento accompagnato anche dalla volontà, ormai esplicitamente economica, di mantenere Grecia e Spagna all’interno dell’Eurozona; volontà chiaramente incentrata ad evitare di perdere i crediti delle Banche Tedesche nei riguardi di questi paesi in crisi, che qualora lasciassero la moneta unica, si trasformerebbe in debiti di “carta straccia”. Ma le volpi si guardano bene dal dichiarare i loro veri scopi sui giornali di "prima fascia" e sulle tv ammiraglie. Lì evidentemente la propaganda assume un sapore molto più celato e subdolo, tendente a non far comprendere il reale evolversi dei fatti.
Un copione perfetto – Ma Angela per il momento attende
Appaiono inutili – a quanto pare – i tentavi di Draghi, Barroso, Juncker e Van Rompuy, di convincere la collega Merkel a dire “si” all’emissione degli Eurobond, in quanto è proprio da che Berlino dovrebbe sopraggiungere l’aiuto monetario più consistente. Pur essendo parte integrante dell'eurocasta la Merkel si oppone – per il momento – o finge di farlo, a questo piano avviato con la collaborazione degli stessi deputati dell'Europarlamento, in un trionfo di retorica e propaganda degna dei "copioni" simili seguiti secondo un disegno ben preciso, dall'unificazione dell'Italia ad oggi.
Il teatrino europeo e l'occasione "mancata" di Obama
Negli Stati Uniti, intanto, gli strateghi di Obama, identificano nell’acuirsi della crisi europea, uno dei fattori che potrebbero compromettere la rielezione del presidente nelle prossime elezioni di Novembre. Vi sono state due “occasioni mancate” da parte di Obama, che avrebbero garantito all’inquilino di Pennsylvania Avenue, una leadership morale, nel palcoscenico europeo. Nel negoziato per rimpinguare le tasse del Fondo Monetario Internazionale – del falco Christine Lagarde – l’amministrazione Obama, si è sempre tenuta in una posizione neutrale, per non avere ripercussioni elettorali. L’eccessiva diplomazia dell’Amministrazione, ha impedito una negoziazione eccellente. Uno dei maggiori azionisti, infatti, precisamente il governatore della Banca Centrale di Pekino, Zhou Xiaochuan, probabilmente non sprecherà un contributo maggiore di 30 miliardi di dollari, contro la richiesta pervenutagli dal vertice dell’Fmi, maggiore di 3 terzi! Gli Usa si trovano quindi in una posizione di “spettatori” in questo teatrino di politica europea.
Obama: una seconda occasione "mancata"
Inoltre, un’altra occasione mancata, risale al G20 di Londra del 2009. Fra le varie misure anti-crisi, si decise, durante questo vertice, di raccomandare all’Fmi 250 miliardi di dollari, a beneficio di molti paesi "lenti", al fine di "arginare" il contatto con la crisi economica internazionale. Se gli Stati Uniti, avessero intrapreso un’analoga iniziativa, avrebbe allentato il vincolo di bilancio di molti paesi rafforzando il Fondo Salva Stati e beneficiando anch’essi, in quanto azionisti, di diversi benefici. Ma ciò è quello che sostengono i falchi di Wall Street. Infatti sappiamo bene che ogni qual volta che l'Fmi o il Mes (Fondo Salva Stati) si mettono in azione (sarebbe il caso di dire "minacciano" azioni di aiuti) il paese beneficiario di tali "aiuti" finisce sistematicamente con le gambe all'aria. Non è una ipotesi! E' pura matematica! E' un qualcosa di scientifico, purtroppo.
Un "impresentabile baraccone" da smontare
Il commento della Commissione Europea, riguardo tutta la situazione, stempera i toni, stigmatizzando alcune “notizie di stampa”, che servirebbero solo a accendere i dissensi. Si dice inoltre contraria, a ogni “ipotesi di complotto”, eventualmente attribuita a Barroso , Juncker, Draghi e Van Rompuy che starebbero lavorando solo in favore dell’Unione Economica e monetaria per arrivare ad un governo comune dell’economia. Peccato che è proprio questo il problema! Forse non sarebbe il caso di affidare le sorti della nostra economia nelle mani di magnati bancari, e trasformare l’Europa in una dittatura fondata sulle banche! Che Dio ci aiuti, nell'attesa che gli europei dalle urne inizino ad aiutarsi per proprio conto, mandando a casa i tecnocrati ed i partiti che sostengono questo "impresentabile baraccone".
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Fiscal Compact – L'Irlanda cade nel trappolone Ue:
"La ratifica in cambio dei Fondi Ue"
Esulta l'eurocasta: ora avrete fondi Ue e "Aiuti a interesse"
Dublino, Bruxelles – Che i referendum sulle questioni europee fossero storicamente freddi e poco partecipati, non era un mistero, ma francamente il 50% di affluenza presso le urne irlandesi non sarà un dato destinato ad entrare nella storia, ed in controtendenza con tale trend. Ciò soprattutto se si considera che si votava sulla ratifica del patto sul pareggio di bilancio nei paesi Ue. Un voto, tuttavia, pesantemente condizionato dalle minacce su presunti tagli sui finanziamenti comunitari avanzate da Bruxelles fin dalle scorse settimane. In ballo, infatti – in caso di rigetto della misura di austerity – c'era addirittura il timore di non potere più usufruire dei suddetti fondi. In parole povere il concetto caldeggiato da Bruxelles era: "se non ci votate, vi tagliamo in viveri!".
La trappola – Sulla via di una crescita impossibile
E alla fine il partito dell'austerity e del taglio dei servizi statali ha vinto, sia pur lasciando con l'amaro in bocca milioni di cittadini che, non solo non riescono e non riusciranno ad accedere ai fondi, per motivi burocratici o di sostenibilità progettuale, ma che – a quanto pare – quando il Consiglio Ue avrà incamerato altri nulla-osta in merito, dovranno accettare senza alcuna forma di rivendicazione, l'istituzionalizzazione del pareggio di bilancio, con tutti gli annessi e connessi effetti collaterali: abbassamento radicale del livello dei servizi statali forniti; abolizione sostanziale del deficit spending e tassazione progressiva che andrà a sormontare il livello di "benefici e servizi" che lo stato centrale andrà via via elargendo a ritmi sempre più blandi. A promunziarsi per il si – dietro le promesse di una "miracolistica" (quanto improbabile) crescita piovute con abbondanza dalla maggior parte dei media nazionali, e dallo stesso partito retto dal premier irlandese di centro-destra, Enda Kenny – circa 800 mila elettori. Il voto favorevole al fiscal compact ha trovato ovviamente il plauso del Parlamento europeo. Ma facili entusiasmi a parte – o cocenti delusioni: dipende dai punti di vista – ora sarà interessante vedere come il Consiglio europeo riuscirà a sposare il taglio del deficit spending incorporato nel fiscal compact con le misure per la crescita economica e senza pesare ulteriormente sulle già dissestate economie familiari. Dunque all'orizzonte va delineandosi un panorama di "lacrime e sangue" anche per gli amici Irlandesi. E la Grecia ne è un valido esempio.
La trappola – Facili entusiasmi e simpatie mercatiste
Grande entusiasmo – ispirato evidentemente da innegabili ed evidenti simpatie mercatiste – è stato espresso – in particolare – dal presidente del Partito Popolare Europeo (Ppe), l'eurodeputato Wilfried Martens, secondo il quale ''l'adozione del Trattato darà una significativa spinta alla ripresa dell'economia dal momento che molti investitori vedono in esso la base per la stabilità dell'ambiente del business: una vera e propria sicurezza per gli investimenti di lungo termine''. Dunque pare già tutto scritto per la costruzione di una nuova Europa ad immagine e somiglianza del dio mercato. Viste le premesse c'è da stare davvero tranquilli, almeno ciòsarà ana magra ed agro-dolce consolazione per gli amici greci, che ben presto saranno in "buona compagnia".
La crescita? Dovrà dipendere solo dal mercato. Stato addio
Contraddittori anche i commenti dei capogruppi dei socialisti-democratici (S&D), e dei liberal-democratici (Alde) – rispettivamente Hannes Swoboda e Guy Verhofstadt – che dopo aver osannato il responso referendario irlandese, parlando esplicitamente di ''scelta responsabile'' hanno auspicato che i 27 leader Ue, nel prossimo Consiglio europeo di Giugno possano invertire la direzione verso la pericolosa china presa dall'Eurozona, puntando verso crescita e lavoro. Una crescita che però, per statuto ( e per decisione dello stesso "Fiscal Compact") non potrà più venire dalla macchina statale (mandata nei fatti in pensione forzata) ma bensì dalla sola speculazione privata. Sembra che la Reaganomics Usa, dopo 30 anni, sia giunta prepotentemente anche nel Vecchio Continente.
Nell'Eurovertice di giugno Debtocracy sarà una certezza
Ciliegina sulla torta di questo "Nuovo Ordine Europeo", saranno presumibilmente gli eurobond (o project-bond: giusto per creare nuove esplosive cambiali a scadenza) nonché l'istituzionalizzazione dell'accesso all'Esm (Fondo Salva stati permanente o Mes): trappolone del quale i giornalisti della redazione di "Qui Europa" hanno ampliamente parlato (vedi articoli in archivio, e video in Galleria Multimediale) che stando ai "proclami propagandistici dell'euro-casta" dovrebbe constare nella richiesta e nell'ottenimento – ad un tasso di interesse ben definito e tutt'altro che irrisorio, s'intende – di aiuti per far fronte alla (dilagante ed assurda) crisi (come ampliamente dimostrato "pilotata" – vedi articolo sul rating pubblicato Domenica 3 giugno) dell'Eurozona. Ma che nei fatti si traduce in una sostanziale e rivoluzionaria compressione dell'autonomia finanziaria, fiscale ed economica degli Stati ormai non più sovrani e degli stessi cittadini, in un "Vecchio Continente" ribattezzato "Debtocracy", a retto da una casta di "illuminati" tecnocrati. Alla luce di ciò possiamo considerare il voto irlandese – che poi nei fatti ha stranamente disatteso i sondaggi iniziali e la voglia di autonomia del glorioso popolo d'Irlanda – come una grossa opportunità mancata: un appuntamento con la storia, mancato. Vedremo ora cosa accadrà con i "capitoli" eurobond e MES: gli ultimi nastrini colorati ad un "euro-pacco" già confezionato ad arte.
Parlamento europeo / Bce / Mario Draghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano della Tecnocrazia dominante
Bruxelles – Nelle scorse ore, durante un audizione al Parlamento Ue, il presidente dalla Bce, Mario Draghi, ha dichiarato che il sistema creditizio europeo dovrebbe andare decisamente verso un'unione bancaria, mediante una garanzia dei depositi bancari a livello continentale e una sorveglianza sulle banche più centralizzata.
Un Fondo Salva Stati per le Banche – Ue alla Frutta!
Secondo il boss dell'Eurotower ''si sta cercando il modo per utilizzare il fondo Salva-Stati per ricapitalizzare'' le banche in difficoltà. Anche se alla fine gli unici in difficoltà solo gli europei del Sud. Ma questo, evidentemente, sembra non interessare all'ex italiano Mario Draghi, secondo il quale "nella gestione di alcune emergenze finanziarie in Europa si è sottovalutata l'importanza del problema'' e questo è ''il modo peggiore di fare le cose''.
Paradosso Draghi: L'Accentramento è la "soluzione per la crescita"
Il presidente ha poi concluso – in un perfetto inglese – che l'istituto ''non può ''sostituirsi ai governi nel fronteggiare la crisi, nella quale il debito di alcuni paesi non è più percepito come sostenibile. Ma la Bce farà comunque – ha continuato – tutto il necessario per evitare qualsiasi fuga dei depositi dalle banche solvibili''. Draghi ha quindi chiamato in causa i leader europei affichè chiariscano la loro visione sul futuro dell'euro e si decidano ad appoggiare il progetto, che ha presentato – secondo il "privatizzatore" Draghi – senza mezzi termini, "il miglior contributo alla crescita, che permetterà di ridurre i premi di rischio pagati oggi dai singoli Paese, da attuarsi celermente". Peccato che a crescere saranno le banche. Ma che importa! Sempre crescita è! Diavolo di un "Drago"!
Il miope Barroso insiste con la carta eurobond
Le dichiarazioni di Draghi delle ultime ore hanno fatto eco alle precedenti dichiarazioni di Manuel Barroso, secondo il quale, in pratica, urgerebbe porre in essere una convinta unione economica, a completamento dell'unione monetaria, con la scusante "ufficiale" della garanzia dei depositi bancari. Quale miglior occasione, dunque, se non unificare il sistema bancario e creare un'unica grande mostruosa creatura élitaria? Caro Manuel, complimenti vivissimi per la fantasia! Anche se il boss della Commissione Ue ha omesso di spiegare i termini di questo "ambizioso" processo, ripresentando piuttosto il tormentone degli eurobond, caro agli speculatori privati e alla casta di Debtocracy. Ma per ora Angela Merkel e la stessa olanda si sono posti di traverso a questa opzione. Staremo a vedere! Tuttavia appare ormai chiaro il piano dell'eurocrazia dominante: creare al più presto un superstato (Stati Uniti d'Europa) prima che i Piigs fuoriescano dall'Eurozona, mandando in frantumi l'euro e i sogni dorati della speculazione internazionale. Un ultimo eloquente indizio in tal senso lo ha fornito il Presidente della Bundesbank, il tedesco Jens Weidman, che ha ribadito come "siano giunto il tempo che gli stati dell'Unione si decidino a cedere altre cospicue fette di sovranità nazionale".
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