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  • Crisi: le contraddizioni di Squinzi, Pittella e i 3000 massoni di Rimini

    Crisi: le contraddizioni di Squinzi, Pittella e i 3000 massoni di Rimini

    Mercoledì,  Giugno 11st/ 2014
     

     – di Sergio Basile  

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    Crisi: le contraddizioni di Squinzi, Pittella e i 3000

    massoni di Rimini

    La ricetta al veleno del Presidente di Confindustria e il curioso

    discorso di Pittella, del 2012, al convegno di Rimini del

    Grande Oriente d'Italia

    Spunti di riflessione: la realtà dietro la crisi, fotografata nel

    Novecento da Ezra Pound e Padre Massimiliano Kolbe

     

    di Sergio Basile 

    Squinzi - Crisi - Massoneria - Kolbe - Complotto

     Crisi – La contraddizioni di Squinzi                                                                      

    Milano, Rimini  – di Sergio Basile –  "Eurobond e meno rigore in Europa, riforme in Italia!". Questa la ricetta dettata nelle scorse ore dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, a Milano per l'assemblea di Assolombarda. Detta in altri termini – più realistici – possiamo reinterpretare la ricetta del capo di Confindustria  in: "più debiti (gli eurobond non sono altro che nuovi debiti camuffati e gettati sulle spalle dei cittadini), legittimazione delle criminali misure rigoriste (l'espressione "meno rigore" infatti legittima, comunque, indirettamente e non confutandolo in toto, il cancro del rigore…) e privatizzazioni". In tal modo Squinzi ha chiesto a Bruxelles di rilanciare gli investimenti allentando con cautela (?) il rigore di bilancio che ci inchioda al fatidico quanto nefasto 3%. Ma ormai gli italiani – che si stanno svegliando dal  lungo letargo mentale – hanno capito che il vincolo del 3% fissato dai trattati UE, assieme ai suoi corollari, sono una truffa pianificata e perpetrata conto i popoli europei (vedi qui l’inganno del Rapporto Debito/PIL  qui – Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana e qui – Dittatura UE ). In tempi non sospetti, come rendemmo noto in un articolo del 25 maggio 2013 (vedi qui – Anche l’Università USA ammette l’Orribile Inganno Austerity) perfino dal cuore dell'impero mondialista (gli Usa) qualcuno nelle università americane ammise la follia del rigore e delle misure di austerity. Tutta la casta europea dunque (scusate l'ovvietà…) sa e sapeva… Essendo co-protagonista e co-artefice del gioco. Avendone scritto i regolamenti. Come, ad esempio,  sapeva benissimo il paladino dell'UE Gianni Pittella, già vice presidente del Parlamento Europeo dal 2009 e candidato alle primarie del PD nel 2013, quando nel 2012 (dopo un anno di cura-Monti – vedi qui La distruzione dell’Italia passa per l’Europa: vogliono ucciderci! e qui Italia – Truffati e Commissariati a Vita: Quello che non si dice sull’Ue) parlò alla platea di 3000 massoni alla Gran Loggia di Rimini 2012. Ecco di seguito una parte del suo intervento tratto da sito ufficiale dell’obbedienza massonica del Grande Oriente d’Italia.

     Il Discorso di Pittella al congresso massonico di Rimini nel 2012             

    "La crisi impone un cambiamento di paradigma. Vi è urgenza di un nuovo  umanesimo europeo “La persona umana deve esser rimessa al centro della società. Di fronte agli eccessi e ai fallimenti  del mercato, vi è l’urgenza di un nuovo umanesimo che riconosca e valorizzi la dignità e l’unicità di  ogni singolo essere umano. L’Europa può e deve essere l’alfiere di questo ritrovato umanesimo. Il  ruolo di un nuovo umanesimo europeo è ancora più importante quando pensiamo a ciò che è  avvenuto in questi ultimi mesi nel Mediterraneo e nel mondo arabo” (…)“L’ipertrofia del mercato – ha aggiunto Pittella – e in particolare dei mercati finanziari, pone un problema di sovranità democratica. La politica economica è oggi condizionata da circuiti economico-finanziari che impongono ai cittadini europei scelte di austerità punitive e  controproducenti. Gli orientamenti di politica economica dovrebbero invece essere il risultato di  uno sforzo comune, di una discussione trasparente che prenda in conto e coinvolga anche gli  interessi della finanza, ma non solo questi. La crisi impone a tutti noi un cambiamento di  paradigma, un cambio di direzione”. “Per questo – ha concluso il vicepresidente del Parlamento europeo – è fondamentale umanizzare  l’economia, renderla più vicina alla persona umana. Oggi l’uomo sembra essere al servizio  dell’economia. Domani l’economia dovrà essere al servizio dell’uomo”..(…).  (Rimini, 30 marzo 2012).

    Squinzi - Crisi - Massoneria - Kolbe - Complotto

     Ezra Pound – Nel cuore delle crisi                                                                         

    Belle parole, certo! Peccato che il sistema massonico-bancario internazionale (e con esso i burattini dell'UE) sia all'origine della cosiddetta crisi della quale Pittella parlava, sia pur senza fare alcun riferimento a ciò... Le crisi e le guerre scoppiate dall'istituzionalizzazione della Banca d'inghilterra (1717) e dalla contestuale istituzione della Gran Loggia Madre di Londra, in poi, hanno da sempre avuto un comun denominatore e sono state le vere artefici dell'attuale assetto politico e partitico che ora finge di non capire i reali motivi che si celano dietro le stesse cosiddette "recessioni economiche". Questo lo avevano capito benissimo il Presidente Usa Jefferson, il Presidente Usa Lincoln, nonché il poeta statunitense Ezra Pound (tra i grandi ispiratori – assieme a San Bernardino da Siena – di Giacinto Auriti, il padre della "Teoria del Valore Indotto della Moneta" (vedi qui – Il Contenitore – Una truffa oltre il dualismo lira/euro). Secondo Ezra Weston Loomis Pound (1885 – 1972), poeta, saggista e traduttore statunitense i politicanti erano i camerieri dei banchieri (Cfr.: Selected prose). Il poeta in "Valuta, lavoro e decadenze" così fotografava la situazione attuale del mondo: "Oggi il nome "democrazia" è rimasto alle usurocrazie, o alle daneistocrazie, se preferite una parola accademicamente corretta, ma forse meno comprensibile, che significa: dominio dei prestatori di denaro". Interessante anche la ricostruzione storica fatta da un contemporaneo di Pound, nonché vittima del nazional-socialismo anti-cristiano ed anti-umano, Padre Massimiliano Kolbe: martire ad Auschwitz, in un campo di serminio nazista, il 14 Agosto 1941 e proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 1982. Padre Kolbe è l'uomo che Giovanni Paolo II definì – per questo e per quanto fece contro i nemici dei popoli – "patrono del nostro difficile secolo".

     L'analisi ancora attualissima, di San Massimiliano Kolbe                           

    Padre Kolbe, come noto, si offrì in sacrificio per salvare la vita di un padre di famiglia, condannato a morte dalla ferocia nazional-socialista! Egli aveva un’idea molto precisa del mondo politico moderno e dei legami con l'èlite illuminata. Kolbe, che evidentemente conosceva bene gli scritti di Marx, aveva piena consapevolezza delle profonde interrelazioni esistenti tra socialismo/comunismo e massoneria. In un articolo del 1923, guardando alla sua Polonia, scriveva: «Che i massoni esercitino, qui da noi, una grande influenza anche sul Governo, è dimostrato, in modo eloquente, dal fatto che (…) lo scioglimento del Governo di Ponikowski (…) era stato ordinato dalla Massoneria (…)! Ed avvenne proprio così!». Kolbe, scrisse in un altro passaggio: «Esiste una forza nefasta che non permette ai polacchi di mettersi d’accordo tra loro…(…) Questa forza, che ormai ha cessato di celarsi, è una cospirazione massonica. (…)».

    di Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

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     Approfondimento – Allegato – Appendice 1                                                       
     
    Appendice
     
    Crisi – La mano misteriosa che ci spinge alla
     
    rovina seconso Padre Massimiliano Kolbe
     
     
    di Sergio Basile
     
     
    Squinzi - Crisi - Massoneria - Kolbe - Complotto

     Kolbe: "Ecco la mano misteriosa che spinge il Paese alla rovina…"         

    «Ecco qual è la mano misteriosa che spinge il nostro paese alla rovina!». Padre Massimiliano Kolbe (San Massimiliano Kolbenon si faceva scrupoli nel denunciare apertamente gli alti dignitari della nazione che appartenevano alla Massoneria! In un altro articolo del 1925, dal titolo: “Una onorificenza scandalosa”, Padre Kolbe scriveva: «Il 3 maggio è stato, per tutta la Polonia, un giorno solenne. Al termine di tali festeggiamenti, sono state date le onorificenze ai benemeriti». Tra i decorati, però, compariva il nome di Andrea Strug, il Gran Maestro della Grande Loggia Massonica della Polonia! A questo proposito, Padre Kolbe commentò: «Dunque, è proprio lui!!! Nel giorno della consacrazione della nazione alla Madonna, quale Regina della Polonia, riceve un’orificenza… dal Governo polacco… il Gran Maestro (della Massoneria), il condottiero dei nemici più accaniti della Chiesa, della Religione, e… dell’Immacolata, la Regina della Polonia…». Kolbe terminò l’articolo esclamando: «Vergogna!». 

     Punti fondamentali dell'aggressione massonica secondo Padre Kolbe   

    Precedentemente, in un altro suo scritto inedito del 1922, dal titolo: “Gli attuali nemici della Chiesa”, Kolbe terminò con queste parole: «il principale, il più grande e il più potente nemico della Chiesa è la Massoneria». Il Santo andò dritto alla radice del pensiero massonico, scrivendo: «La Massoneria, (…) nelle Costituzioni Generali, si era prefissa chiaramente uno scopo che a nessuno è lecito cambiare. Ciascuna delle Grandi Logge – vi si afferma – ha il diritto di migliorare le precedenti prescrizioni e stabilirne di nuove, ma non di modificare i punti fondamentali, che devono rimanere fissi per sempre”. Quali sono questi punti fondamentali? – si chiese Padre Kolbe. E subito rispose nello stesso scritto: "La liquidazione totale del mondo soprannaturale!". Ciò evidentemente, aggiungiamo, rende bersaglio del piano massonico non soltanto il cristiano in quanto tale, ma evidentemente l'uomo in sé, in quanto l'obiettivo è quello di annullare l'aspetto trascendentale nella vita di ogni essere umano, nascondendo l'importanza cruciale dell'anima e dell'uomo stesso, inteso – come ci ricorda Gesù nel Vangelo – quale Tempio dello Spirito Santo ed essere fatto ad immagine e somiglianza di Dio stesso, nonché erede della Vita Eterna.

     Il vero senso delle guerre, dell'usurocrazia e delle crisi indotte                 

    Ovviamente le crisi economiche indotte e le devianze sociali tanto in voga oggi (al pari delle guerre) traviano l'uomo e lo pongono nella disperazione, togliendo dallo stesso la speranza, la fede e l'immagine di Dio. Ma le crisi, come le guerre, sono anche causa dell'aumento dei suicidi, degli aborti, della distruzione delle famiglie, dei divorzi e dell'annullamento dell'attività spirituale dell'uomo, che – spesso e volentieri – smette di pregare, anziché attaccarsi ancor di più a Dio ed invocare il suo aiuto, alienandosi e lasciandosi andare…

    Il segreto di Karl Marx

     Effetti della "cancellazione" del senso dell'anima                                           

    Nascondendo l'anima e il suo incommnsurabile e sacro valore si ottengono due effetti: 1) Credere nella falsa consapevolezza che tutto sia materia (ideale del marxismo pratico); 2) Credere – falsamente – che Dio non esista! E dunque il mistero della Croce Gloriosa di Cristo (massima espressione d'amore per il Prossimo) diviene una croce di disperazione e follia. Anzi motivo di maledizione ed allontanamento da Dio e dai suoi precetti: il vero obiettivo dell'élite mondialista artefice della crisi e delle guerre. Non c'è che dire: le crisi (così come le guerre) sono uno degli strumenti privilegiati (di massa) per tentare di distruggere la fede in Dio. E con essa per distruggere l'essenza dell'umanità stessa, la società, e con essi l'uomo: in preda ai non-valori e alla legge del più forte.

     L'unica ricetta anti-crisi possibile                                                                         

    Sta a noi comprendere queste dinamiche e agire di conseguenza riscoprendo ancor di più la bellezza della vicinanza dei Sacramenti e della preghiera. Ma anche del dialogo e dell'incontro. Solo dall'incontro può nascere, infatti, la consapevolezza e la panacea a questo cancro… Tutto il resto sono chiacchiere create per distrarre e renderci ancor più schiavi inermi e disperati. Su questo Padre Kolbe aveva le idee ben chiare. Guardate, infatti, cosa scrisse, successivamente, in un articolo del ‘24: «Attualmente, la Massoneria è, senza dubbio, il capo del serpente infernale. Non dico i massoni, ma le loro finalità, la loro organizzazione che è rivolta contro Dio e contro la felicità delle anime». In un articolo del ‘26, scrisse ancora: «(…) in questi nostri tempi, il capo dei nemici della Chiesa e della salvezza delle anime è la Massoneria!». 

     Padre Kolbe sulle origini del comunismo e sulla risposta delle genti…  

    Sul comunismo, poi, Padre Kolbe affermò, in un articolo del ‘39: «(…) L’ateismo comunista pare stia strepitando nel modo più rumoroso e fa di tutto per seminare, ovunque gli riesca, i suoi pregiudizi reazionari. Alle origini di esso possiamo tranquillamente collocare quella mafia criminale che si chiama “Massoneria»! Consapevole dell’aggressione massonica, in un articolo del ‘23, sempre Padre Kolbe si chiedeva: «Di fronte agli attacchi incalzanti dei nemici della Chiesa di Dio ci è lecito rimanere inattivi? Ci è lecito, forse, lamentarci e versare lacrime soltanto? No affatto! Ricordiamoci che al giudizio di Dio renderemo stretto conto non solamente delle azioni compiute, (ma anche) di tutte le buone azioni che avremmo potuto compiere, ma che non abbiamo compiuto!». E infine, concluse con queste parole: «Su ciascuno di noi pesa il sacrosanto dovere di metterci in trincea e di respingere gli attacchi del nemico con il nostro petto!». Ecco allora comprendere ancor meglio il senso delle parole di Karl Marx nell'opera maledetta "Oulanem"(inversione satanica dell'espressione Dio-con-Noi: espressione cristiana usata per indicare Gesù Cristo)"Ho però nelle mie giovani braccia… di che stringervi e schiacciarvi (l'umanità personificata) Con la forza d'una tempesta, Mentre per entrambi l'abisso si disserra nel buio.  Sprofonderai, ed io ti seguirò ridendo, Sussurrandoti all'orecchio, «Discendi,Vieni con me, amico!» (Karl Marx, Oulanem, Atto 1, scena 2, Pag. 63).

    Il segreto di Karl Marx

     Satanismo pratico e filosofico in Marx                                                               

    Riproponiamo, in merito, uno stralcio di un nostro ultimo articolo tratto da "Quieuropa" del 5 Giugno 2014. "Per capire il senso del dramma Oulanem – Spiega lo scrittore e studioso di Marx, Richard Wurmrandè necessario cogliere la rivelazione che lo stesso (massone e satanista) Marx fa nel poema Il Giocatore" (Pag. 57-58), segno chiaro della sua affiliazione ad una setta satanico-luciferina. "Sorgono i vapori infernali e mi riempiono il cervello – si legge ne "Il Giocatore"– sin che impazzisco e mi si cambia il cuore. Vedi tu questa spada? Me l'ha venduta il Prìncipe delle Tenebre. Per me batte l'ore e dà i segni. Sempre più audacemente suono la danza della morte". Il riferimento è alla "spada incantata”, strumento rituale che viene offerto all'adepto nel momento del giuramento di fedeltà a Satana, fatto con il suo sangue. La spada diviene immagine speculare della perdita dell'animaMarx desidera dunque – così come Satana nelle Scritture – trascinare con sé nell'oblio e nelle tenebre l'intera umanità. Un desiderio insano, folle, terribile. Non a caso forse il comunismo (che la Madonna di Fatima indica, parlando del potere dell'anticristo e dei suoi errori disseminati per il mondo, come il nemico della Chiesa) è stata la forza ideologica capace di mietere più vittime nella storia: oltre 250 milioni di morti, approssimati per difetto… Ma la morte più preoccupante è probabilmente un'altra: quella spirituale che oggi minaccia l'uomo globalizzato e secolarizzato sin dalle sue fondamenta. Morte celata dietro il laicismo esasperato e tutti i suoi abominevoli corollari progressisti e liberisti (vedi qui – Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia) (Da Quieuropa del 5 Giugno 2014 – vedi qui Mistero Marx – Quello che le Università Occultano).

    di Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

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    Lunedì,  Giugno 9th/ 2014  – di Sergio Basile –   Redazione Quieuropa, Sbarco in Normandia, Sergio Basile, Hitler, Stalin, Come può Satana scacciare  Satana?, D-Day, Europa, Padre Pio, Paolo Baroni, Arnaud de Lassus, Scuola di Francoforte, Marx, Padre Pio, manifestazione massonico-satanica, Theodor Adorno, Max Horkheimer, Herbert Marcuse, Alfred Sohn-Rethel, Leo Löwenthal, Franz Neumann, Franz Oppenheimer, Friedrich Pollock, Erich Fromm, Jürgen Habermas  […]

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    Mercoledì,  Giugno 4th/ 2014    – di Daniele Di Luciano – Redazione Quieuropa, Daniele di Luciano, Redazione Losai.eu, Beppe Grillo, Movimento 5 Stelle, Massoni, Massoneria, Mano dei lebbrosi, Napoleone Bonaparte, Karl Marx, George Washington, Wolfgang Amadeus Mozart, il Marchese de Lafayette, Salomon Rothschild, Simon Bolivar, Joseph Stalin, Camillo Benso di Cavour, Giuseppe Mazzini, il Segno della Mano Nascosta dell’Uomo […]

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  • Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee

    Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee

    Lunedì,  Aprile 7th/ 2014

     di Daniele Di Luciano / Redazione Losai / Redazione Qui Europa  

    Daniele Di Luciano, Beppe Grillo, Elezioni europee, programma del movimento 5 stelle, Eurobond, Fiscal Compact, Referendum sull'euro, permanenza nell'euro, deputato Sorial, Mario monti, Nuovi Debiti, Debtocracy, perchè non voto il movimento 5 stelle, il referendum è una presa in giro 

    Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle

    alle elezioni europee

    Esaminando il programma del Movimento 5 stelle: il primo punto 

    è inutile, il secondo non risolve assolutamente la "crisi" e il terzo,

    addirittura, la peggiora

     

    di Daniele Di Luciano

    Movimento 5 stelle - Elezioni europee 2014 - Eurobond - Euro

     Cosa propone il "non partito" di Grillo per l'Europa?                                    

    Roma, Bruxelles – di Daniele Di Luciano – In vista delle prossime elezioni europee, è opportuno cercare di fare un po’ di chiarezza. Tanti italiani, finalmente delusi dall’Euro, andranno a votare il Movimento 5 StelleVotare dovrebbe essere una cosa seria e quindi non lo si dovrebbe fare in base alle simpatie che può scatenare un politico, alle antipatie che ne può scatenare un altro o a pregiudizi che si addicono più alle tifoserie che all’elettorato. Proviamo a eliminare la componente emotiva e chiediamoci: cosa propone il “non partito” di Grillo e Casaleggio per l’Europa? Siamo sicuri che i pentastellati siano contrari alla moneta debito emessa dalla BCE, prima causa della crisi economica?

     I 7 punti del programma del M5S                                                                         

    Leggiamo i sette punti del programma: 1. Referendum per la permanenza nell’euro; 2. Abolizione del Fiscal Compact; 3. Adozione degli Eurobond; 4. Alleanza tra i Paesi mediterranei per una politica comune; 5. Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio; 6. Finanziamenti per attività agricole e di allevamento finalizzate ai consumi nazionali interni; 7. Abolizione del pareggio di bilancio. Analizziamo i primi tre punti, che dovrebbero essere i più importanti e che interessano più da vicino la questione centrale della moneta.

     I primi tre punti                                                                                                           

    Il primo punto è un referendum consultivo (come ci spiega il deputato Sorial in questo video). 

     Cos'è un Referendum Consultivo?                                                                      

    Ma cos’è un referendum consultivo? Ce lo dice Wikipedia, che cito: "I referendum si possono distinguere in base al tipo di scopo. Consultivi: per sentire il parere popolare circa una determinata questione politica (mera richiesta di parere legalmente non vincolante quanto alla decisione successiva) Capito? Un referendum del genere non vincola in alcun modo le decisioni che verranno prese dal governo. Ciò significa che se anche la maggioranza degli italiani votasse per la non permanenza nell’Euro, l’Euro potrebbe benissimo continuare ad essere la moneta dell’Italia. Praticamente non serve a nulla. È una specie di sondaggio.

     La domanda nasce spontanea!                                                                              

    Perché mettere un sondaggio inutile al primo punto di un programma per le elezioni europee? Non si capisce. …O forse sì? Cercando in rete mi sono imbattuto nel blog di Bruno Aprile sulla Democrazia Diretta. In un articolo del marzo 2012, che ovviamente non si riferisce al programma del Movimento 5 Stelle, l’autore scrive, a proposito dei referendum consultivi: "allo stato attuale, quindi, tale referendum [consultivo] non è solo una presa in giro, ma è totalmente inutile e dispendioso e sarebbe di utilità ai soli rappresentanti eletti per farsi propaganda come hanno sempre fatto con i referendum abrogativi nazionali". (vedi fonte giù)

     Fiscal Compact o no… la "crisi-truffa" non si fermerebbe…                       

    Il secondo punto prevede l’abolizione del Fiscal Compact. Per chi non lo sapesse, il Fiscal Compact è entrato in vigore il primo gennaio 2013. Se anche rappresenta un grosso problema per il futuro, non è certo a causa di questo accordo che l’Italia è in crisi. Ovviamente siamo d’accordo con l’abolizione di questo patto secondo il quale l’Italia dovrebbe sborsare 50 miliardi l’anno fino al 2033, ma ripetiamo che se anche venisse abolito, la crisi economica italiana non migliorerebbe anzi, continuerebbe a peggiorare com’è peggiorata negli ultimi anni in cui il Fiscal Compact non esisteva. Quindi anche il secondo punto del programma a 5 stelle non è la soluzione di nulla.

     3) Eurobond – Nuovo Debito e nulla più!                                                          

    Il terzo punto prevede l’adozione degli Eurobond. Cosa sono gli Eurobond? È molto semplice: gli Eurobond sono nuovi debiti. Il sito Movisol, così scriveva sugli eurobond: "Ora crescono le pressioni per adottare un bilancio europeo, attraverso la creazione dei cosiddetti “Eurobonds”. Questo schema, se verrà adottato, significherà un passo gigantesco verso la dittatura e l’iperinflazione". È interessante che l’articolo risalga all’agosto del 2011, quando il M5S non era ancora “sceso in campo”.

    Movimento 5 stelle - Elezioni europee 2014 - Eurobond - Euro

     La casta proponeva già gli Eurobond prima della nascita del M5S           

    Infatti i famigerati Eurobond non sono un’invenzione di Grillo e Ca. ma sono stati proposti, nel tempo, praticamente da tutti gli schieramenti politici. Citiamo un po’ di personaggi che agli elettori dei 5 stelle non dovrebbero piacere molto. Mario Monti: “Ho ri-insistito, lo avevo fatto tante volte in passato, sull’emissione di Eurobond”; Angelino Alfano: “Abbiamo bisogno di una stabilità finanziaria che si fondi sui cosidetti Eurobond”; Pierluigi Bersani: “C’è bisogno dell’emissione di Eurobond per finanziare una parte dei programmi di investimento”; Giulio Tremonti:L’unico modo per investire sul nostro futuro è quello degli Eurobond” [Tutte le dichiarazioni precedenti le trovate in questo filmato, non me le sono inventate io]

    ascoltate attentamente questi 60 secondi di video e poi traete le vostre conclusioni
     

     Ecco perchè non voto il M5S                                                                                  

    Dunque: perché non voto il Movimento 5 Stelle? Perché, nonostante Grillo sia simpatico, il primo punto del programma è inutile, il secondo non risolve assolutamente la crisi e il terzo, addirittura, la peggioraDovrei votarlo perché è il meno peggio? Assolutamente no! Non mi faccio prendere in giro come quelli che per anni hanno votato Prodi, Bersani, D’Alema, ecc., perché li ritenevano i meno peggio.

     Il Vero Problema canceroso è la moneta-debito emessa dalla BCE          

    Esiste un problema che è l’Euro, la moneta debito emessa dalla BCEEsiste una soluzione che è la moneta credito emessa dallo Stato italiano. Ed esistono tanti partiti che invece della soluzione propongono idiozie inutili e dannose. Per me sono tutti uguali, non esiste il meno peggio. E dirò di più, caro lettore: fin quando andremo a votare dei partiti che hanno programmi inutili e dannosi come quello del M5S, non lamentiamoci quando la situazione peggiorerà. La colpa è anche nostra che li legittimiamo.

    Daniele Di Luciano – Redazione Losai / Qui Europa

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    ascoltate attentamente questi 60 secondi di video e poi traete le vostre conclusioni
     

     

     

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     Altri Articoli  Correlati – Eurobond e Project Bond – Per non dimenticare…   
     

     Project Bond – Porte e finestre spalancate alla Speculazione privata                

     

    di Sergio Basile

    da "Qui Europa" del 20 Novembre 2012

    "Visto che gli investimenti da parte degli operatori finanziari sono pochi e scarsi – e ti credo! dopo la cura Monti e le ricette della Commissione europea di Barroso! – per i falsi profeti dell'"europeismo a tutti i costi", i project bond rappresenterebbero la soluzione per il lancio e lo sviluppo degli innumerevoli progetti economici ed infrastrutturali in "cassetto" e per la rinascita dell'Italia. Ma questa funzione di investimento in economia, non spettava allo stato? Perchè questa fiducia cieca in privati e speculatori? Davvero non ci si raccapezza! Essi – i project bond – infatti risultano (ma che combinazione!) particolarmente adatti al coinvolgimento di capitali privati nel finanziamento di opere infrastrutturali, in un momento in cui, come tutti sappiamo, i debiti pubblici degli stati sono (per volere e impegno degli stessi profeti e ciarlatani del mercatismo e del liberismo – non dimentichiamolo!) alle stelle (vedi gli attacchi facili e dissennati apportati in maniera illegittima ed in tempi non sospetti dagli aguzzini del rating e del declassamento facile) e le “povere” banche non rappresentano più una tradizionale fonte di finanziamento (soprattutto grazie al raggiro dell'innalzamento dei coefficienti di riserva patrimoniale delle stesse banche deciso dai banchieri privati e dalle solite élite finanziarie con Basilea 3) ma solo, a detta nostra, di ricchezza riservata a pochi eletti".

     

    di Vincenzo Folino

    da "Qui Europa" del 12 Luglio 2012

      Project Bond: Un golp finanziario al cuore dello stato                                

    In sede Ecofin si è assistito anche all'approvazione della fase pilota dei project bond. Ricordiamo che i project bond sono emissioni obbligazionarie, finalizzate alla realizzazione di un progetto, e che il loro rimborso dipende dai flussi finanziari che il progetto è in grado di assicurare. Insomma, dobbiamo fare i conti con uno strumento che viene "giustificato" facendo riferimento alla sua capacità (per ora solo ipotizzata) di coinvolgere capitali privati nel finanziamento di opere infrastrutturali, soprattutto in una fase storica in cui le tradizionali fonti di finanziamento (i bilanci statali e il credito bancario) non sono in grado, si dice, di assicurare le risorse necessarie. Ma la cosa più paradossale e che si è fatto di tutto per depauperare gli stati delle loro tradizionali prerogative d'investimento economico con il pretesto di un debito creato dalle stesse persone che ora ci propinano i project bond. In tutto ciò, l'intervento della Commissione europea di Barroso e della Bei (Banca europea degli investimenti), che hanno messo a punto un modello di intervento congiunto basato non su un'unica garanzia ma sul tranching: il prestito è suddiviso in più tranches con diversi gradi di rischio e la Bei – finanziata sempre con soldi pubblici – si dovrebbe far carico della parte più rischiosa. Tale modello dovrebbe consentire (sempre ipoteticamente) un forte effetto moltiplicatore. Al di là delle critiche dei cosiddetti complottisti (che chiameremo con il nome più appropriato di "realisti") si possono facilmente rintracciare una serie di limiti riguardo il suddetto progettoIncominciamo dal dire che, se l'obiettivo è attivare meccanismi rapidi (per avviare la crescita dell'economia), i project bond non sono lo strumento migliore: infatti sono collegati ad opere pubbliche (gestite e decise dalla trecnocrazia non eletta) che, per la loro realizzazione, richiedono molti anni; in secondo luogo occorre considerare che l'eventuale declassamento della Bei da parte delle ormai "famigerate" agenzie di rating, potrebbe vanificare in parte il presunto vantaggio di questo schema di condivisione del rischio. Senza accennare alla questione spinosissima ed iniqua di "debiti","prestiti" e "tassi d'interesse": una spirale debitocratica senza limiti. Inoltre c'è il serissimo rischio che qualora gli stati – vista questa assurda "forma di crisi" – non rieswcano ad onorare gli impegni a suon di euro, i sottoscrittori (sarebbe meglio dire "speculatori", con il MES in testa) terrano sotto pressione e ricatto gli stati ed i loro cittadini. In effetti è come se i creditori divenissero i reali padroni degli stati. Assurdo! Ma passiamo, ora, al provvedimento concreto. Secondo quanto comunicato dal Consiglio Europeo, il piano si estenderà per il 2012-2013 e avrà come scopo la mobilizzazione di 4,5 miliardi di euro destinati al settore privato per l'implementazione di progetti infrastrutturali.

     

    di Sergio Basile

    da "Qui Europa" dell'1 Luglio 2012

     Vertice Ue – Mario Monti, le lobby e gli anarco-capitalisti al potere             

    Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso  vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale. Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda  dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.

     

    di Maria Laura Barbuto

    da "Qui Europa" dell'1 Luglio 2012

     Eurobond: Emissione di Nuovi Debiti in un circuito già sovraccarico            

    Strasburgo – In Europa si pensa ancora di risolvere la crisi attraverso la creazione massiccia di nuovo debito, ovvero – in pieno clima di "Debtocracy" – attraverso l’emissione di eurobond: termine diventato “famoso” ( o meglio sarebbe dire celeberrimo ) per i cittadini europei a partire dallo scorso luglio 2011, utile  ad indicare l’ipotetica creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi dell’Eurozona. Eurobond sì, Eurobond no: questo è il presunto dilemma! Sicuramente, l’emissione degli stessi – oltre ad aggravare i debiti degli europei – porrebbe in essere una netta separazione tra paesi “Virtuosi” e paesi “meno virtuosi” ed è anche per questo che tali obbligazioni sono state salutate da tanti Stati membri dell’Unione europea con grande scetticismo o avversione. Prima tra tutti -pare – dalla Germania della Merkel che, essendo un paese da tripla A, teme di rimetterci le penne “solo” per aiutare gli altri Stati. Ma la verità è che l'eurocrazia andrà dopo un pò di teatro verso questa direzione: 1) perchè sarà a vantaggio dei soliti sottoscrittori e delle banche; 2) Perchè qualcuno dovrà pur pagare questi nuovi debiti. Indovinate chi? Tuttavia, è bene dire che l’emissione di Eurobond non potrà mai essere indolore anche per altri motivi: per i paesi ai quali verranno concessi, potrebbe prospettarsi – secondo gli eurotecnocrati – una politica fiscale e di bilancio meno rigorosa rispetto a quella imposta ai paesi più virtuosi e si finirebbe per favorire, così, il cosiddetto “azzardo morale”. Gli Eurobond, tuttavia, prima di diventare concreti, dovranno essere necessariamente inseriti in un nuovo disegno delle istituzioni europee che preveda la nascita di un governo unico internazionale o almeno di un Ministero delle Finanze dell’Unione Europea. Insomma l'impennata di un processo di iper-accentramento verso una sorta di superstato leviatano di Tocquevilliana memoria che potremmo definire – facendo contenti i federalisti – "Stati Uniti d'Europa": un qualcosa che fa tremare solo a pronunziarsi. Una bestemmia contro la gloriosa storia degli stati europei, le loro differenze culturali, le loro palesi differenze di costumi e tradizioni. Qualcosa che qualcuno, nei piani alti, vorrebbe irrimediabilmente mutare in senso centralista. Che ne sarà della democrazia se a comandare sarà un'unica élite di tecnocrati, vicina alle banche, alle lobby – alle logge massoniche – e laicista?

     

    di Silvia Laporta

    da "Qui Europa" del 5 Giugno 2012 

      Eurobond? Falsa panacea! Bisogna staccare la macchina del debito              

    New York, Berlino, Bruxelles – Il deciso “no” della  Merkel , riguardo l’emissione degli Eurobond, nelle ultime ore, si starebbe trasformando in una “possibilità al dialogo” nel prossimo colloquio dei vertici europei. Ma non è  solo il panzer tedesco; anche il governo, intende per così dire “sforzarsi” per "salvare" (diciamo così) i 27 paesi dalla disgregazione, innescata dal crollo delle economie greche e spagnole. Ci scommette  il Wall Street Journal (il giornale espressione dello strapotere dell'alta finanza internazionale sui comuni mortali) con la convinzione di un’imminente "via libera" della Germania. Con l’emissione di Eurobond – secondo Wall Street –  si arriverebbe alla condivisione dei singoli debiti pubblici nazionali da parte dell’insieme dei paesi dell’Unione, attraverso uno strumento che verrebbe emesso e garantito da Bruxelles e che implica la progressiva cessione di potere in campo fiscale e in quello della spesa pubblica degli Stati. Ma francamente è un qualcosa che non ci convince. E' come rigettare e rinnegare per sempre l'appartenenza ad una cultura, ad una identità, ad uno stato, in cambio di un'incognita (gli eurobond per l'appunto) che potrebbe esplodere da un mese all'altro (mai provata prima e oprattutto posta nelle mani delle banche private ed a vantaggio non degli stati, ma degli investimenti in opere "gestite" dalla speculazione priovata: verso le quali evidentemente i cittadini perderanno ogni forma di controllo diretto, delegando tutto a Francoforte e Bruxelles) quando invece – qualora ci fosse la reale volontà di mettere a tacere la macchina del debito – sappiamo benissimo che per evitare il sovraccarico del sistema economico europeo basterebbe staccare la spina delle "macchine crea debito", rinazionalizzando le banche centrali e ricominciando a stampare euro – o valute nazionali – in casa propria ed a costo zero, anziché gonfiare inutilmente i portafogli dei banksters e della tecnocrazia.

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    Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall’UE!

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    Domenica, Aprile 6th/ 2014  – di Sergio Basile – Sergio Basile, Beppe Grillo, Ancona, europeismo, anti-politica, dissenso controllato, falsi profeti dell'europeismo contemporaneo, Piano Kalergi, Piano Delors  Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall'UE  La Resurrezione dell'Europa dei popoli e delle sovranità non può passare per l'Europa del mondialismo, chiamata Ue  Paradossale Grillo ad Ancona: "nessuno è più europeista di me!". Ma […]

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    Italiani, Popolo di… Dormiglioni

    Italiani, Popolo di… Dormiglioni

    Lunedì, Giugno 3rd/2013 – L'Editoriale di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Europa,  Statuto per l’Autonomia, art.37, Monti, Unione Europea, Eurobond, Grecia, Cipro, Two pack. Carmen Reinhart, Kenneth Rogoff,  “Growth in a Time of Debt”, Riccardo Sanna, Cgil, "La ripresa dell'anno dopo – Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l'occupazione" Italiani, Popolo di… Dormiglioni  Ma […]

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

    Domenica, Febbraio 24th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Nazioni, Ue, Bruxelles, Accentramento, Hans Gert Poetterong, Altiero Spinelli, Distruzione degli Stati Nazionali, Massoneria Internazionale, Progetto Mondialista, Nuovo Ordine Mondiale, Mariolina Sattanino, Mondialismo, Carlo De Benedetti, Enzo Moavero, Gianni Pittella, Ferdinando Nelli Feroci, Esercito Comune, Politica Estera Comune, Mani sui popoli europei  […]

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Giovedì, Gennaio 24th/ 2013 – di Sergio Basile – Crimini contro l'umanità / Nobel per la Pace / Denuncia / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso / Christine Lagarde / Wolfgang  Schauble / Herman van Rompuy / BCE / Quanto Reich / Troika / FMI / Federazione Europea / Unione europea / […]

  • Italiani, Popolo di… Dormiglioni

    Italiani, Popolo di… Dormiglioni

    Lunedì, Giugno 3rd/2013

    – L'Editoriale di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile 

    Europa,  Statuto per l’Autonomia, art.37, Monti, Unione Europea, Eurobond, Grecia, Cipro, Two pack. Carmen Reinhart, Kenneth Rogoff,  “Growth in a Time of Debt”, Riccardo Sanna, Cgil, "La ripresa dell'anno dopo – Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l'occupazione"

    Italiani, Popolo di… Dormiglioni 

    Ma il Dramma ellenico non ci è servito a nulla?

    Le Leggi Finanziarie le deciderà Bruxelles… Cosa mangeremo…

    Il nostro destino lo vorrebbere decidere Bruxelles…

    E' Ora di svegliarsi, spegnere la TV, buttare il telecomando e

    scendere in strada!

     

    di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile

    Profondo Sonno - Italiani Popolo di Dormiglioni - Intanto il Paese Brucia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Italiani, Popolo di Santi, Navigatori e… Rinc…                                                 

    Roma – Fino a qualche tempo fa si diceva “Italiani: popolo di santi, poeti e navigatori”. Forse, almeno stando a vedere ciò che accade nell'ex Bel-Paese, il detto verrà cambiato in “Italiani: popolo di dormiglioni”. o meglio in "Italiani, popolo di rimbambiti!" (ci scuserete la franchezza, ma non trovavamo un vocabolo più calzante). Il motivo di un simile  cambiamento non ha niente a che vedere con uno studio circa la durata media delle ore di sonno degli Italiani o con le fasi del sonno. Niente affatto. La ragione per cui d’ora in poi saremo tutti chiamati dall'opinione pubblica internazionale “dormiglioni” (o rincoglioniti), deriva dal fatto che da troppi anni ormai facciamo finta di non vedere ciò che sta avvenendo sotto i nostri occhi. Volete un piccolo esempio? Eccovi accontentati: silenzio pressocché totale ed assoluto su 1) Euro-truffa e Crisi-indotta; 2) Siria, Libia, Palestina, Africa e Medioriente; 3) OGM e veleni cancerogeni (e distruttivi per lo stesso DNA umano) diffusi a profusione su nello sterco che mangiamo ogni giorno nei supermercati. Questo signori, è l'effetto Monarch (MK-Ultra) sul cervello degli Italiani di vent'anni e più di Raimediaset. Sarà forse per questo – ci chiediamo – che la farfalla (tipico simbolo del Progetto Monarch della CIA) è ormai da tempo il simbolo della TV pubblica italiana, la RAI? Il simbolo del mortale immobilismo italico!? Già qualche tempo fa erano sorti dei dubbi circa ciò che  stava avvenendo in Italia: deficit sempre crescente, PIL in calo, debito pubblico in costante ascesa e nessuno che avesse neanche provato a fare proposte concrete per risolvere il problema. Del resto, anche se lo avesse fatto, non sarebbe stato eletto: la peggior legge elettorale che l’Italia potesse avere, da tutti  indistintamente riconosciuta un vero ”porcellum”, non è stata cambiata. E nessuno ha detto nulla. Infatti, pare che gli italiani non si siano accorti neanche delle politiche di austerity introdotte dagli ultimi governi. Anche se moltissime imprese hanno dovuto chiudere e se milioni di persone sono finite sulla strada. Beh, non sembra che ciò abbia importato molto agli Italiani, almeno stando alla percentuale dei votanti alle ultime elezioni (sia politiche  che amministrative). Vedi Roma su tutte.

    Profondo Sonno - Italiani Popolo di Dormiglioni - Intanto il Paese Brucia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Ma loro dormono…                                                                                                    

    Gli Italiani hanno continuato a dormire anche dopo aver letto i risultati dello studio effettuato da Riccardo Sanna dell'Ufficio economico della Cgil, "La ripresa dell'anno dopo – Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l'occupazione", in base al quale per tornare ad avere livelli occupazionali come quelli del 2007 (25.026.400 unità di lavoro standard) si dovrà attendere fino al 2076! Cioè detta in altri termini, dovremmo tutti rassegnarci a morire poveri e disperati per amore alle banche sovrane ed ai poteri occulti, molto in voga nell'Italia masso-mafiosa. Basta fare figli e pensdare a sposarsi e mettere su baracca! Avete capito! Il messaggio è molto chiaro! Anche a livello regionale pare che la cosa non sia molto diversa.  Forse distratti dalla retrocessione del Palermo in serie B,  i Siciliani – ad esempio – non si sono accorti che i loro governanti nazionali non solo per anni non hanno riconosciuto quelli che erano i loro diritti sanciti dallo Statuto per l’Autonomia, ma che, di fronte alle blande richieste di riconoscimento da parte del Presidente della Regione all’autorità nazionale, lo Stato aveva risposto restituendo non quanto aveva tolto alla Sicilia, ma un “contentino” (il riconoscimento solo dell’art.37 del suddetto Statuto). E, per di più, con un rimborso che, sulla base delle stime degli esperti non sarebbe neanche l’1% delle somme reali da far tornare nelle casse dei siciliani. Ma i Siciliani, forse perché dormivano, non sono scesi in piazza a protestare.

    Profondo Sonno - Italiani Popolo di Dormiglioni - Intanto il Paese Brucia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     e dormono…                                                                                                                 

    E anche quando l’ormai ex capo del governo, Monti, in un’intervista al termine del proprio mandato e in piena campagna elettorale, dichiarava che l’Italia dava all’Unione Europea più di quanto riceveva, la gente ha continuato a dormire. Del resto – cullata dal dolce abbraccio di mamma TV – non si era svegliata neanche quando, con il Fiscal Compact, il Governo e il Parlamento avevano deciso di imporre agli Italiani di pagare, per  decenni, somme spropositate in tasse e, in caso di non raggiungimento degli obiettivi impossibili che ci erano imposti, cedere all’Unione Europea parte delle risorse auree del nostro Paese (vedi Fiscal Compact). Legge tanto strana che il governo tecnico (che in teoria dovrebbe occuparsi solo di interventi di gestione ordinaria in vista delle elezioni legittime), per far approvare questa legge, aveva dovuto chiedere addirittura la modifica della Costituzione. Quella che molti dei genitori delle persone oggi in età matura, hanno pagato  con la propria vita. Vergogna! 

    Two Pack

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Loro continuano a dormire…                                                                                 

    Eppure nessuno si è svegliato, pur sapendo che la legge avrebbe consentito alla fine il controllo di soggetti esterni (e neanche italiani, oltre che mai eletti da nessuno) su alcune leggi nazionali. E nessuno è stato abbastanza desto, quando, dopo aver  saputo che le assurde politiche di austerity, adottate e ratificate da tecnici ritenuti competenti e imposte agli Italiani, erano in  realtà, non solo completamente anti-costituzionali ma anche palesemente assurde e basate su giustificazioni tecniche errate. Cioè fuori dal mondo! Come quelle (vedi allegato e foto in basso) sostenute da due “esperti” della Harvard University, Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, autori dello studio “Growth in a Time of Debt”. E in una simile situazione nessuno si è alzato dal letto e ha chiesto  che al sistema di gestione basato sulle teorie errate che suggerivano politiche di austerità (come in Francia, Grecia, Italia e Spagna, giusto per fare alcuni esempi), venissero immediatamente apportate le dovute modifiche.  Anzi, sono stati subito nominati degli esperti (definiti “saggi”) per decidere se emettere o meno Eurobond (altro strumento per costringere ai cittadini europei dormienti a pagare interessi). Tra di essi anche il saggio Mario Mauro (ex Vice-Presidente italiano dell'Europarlamento nella precedente legislatura ed in corsa addirittura per la Presidenza, contro Martin Shulz). Anzi – prego – il sedicente cattolico e fervente cristiano ciellino Mario Mauro, attuale ministro della Difesa del Governo Letta-Bilderberg: lo stesso che nei giorn scrosi (come detto) approvava gli F35 e gli armamenti pesanti, acquistati alla faccia dell'Art. 11 della Costuzione (ormai declassata al rango di semplice carta igienica ad uso delle toilettes del Bilderberg Club e della Trilaterale) e alla faccia dei sacrifici chiesti agli Italiani, che si troveranno (ci troveremo) a parare 240 miliardi di euro fino al 2020. Ma loro continuano a dormire… dormire… dormire… coccolati nei loro squallidi divani dalle confortevoli voci in sottofondo dei conduttori del ciarpame dei talk-show politici di prima e seconda serata. 

    Thomas Herndon - Bluff Austerity

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Dramma ellenico non è servito agli Italiani?                                                 

    I Greci – frattanto – hanno dovuto attraversare forse uno dei peggiori momenti della loro storia moderna per svegliarsi e accorgersi di ciò che stava avvenendo nel loro Paese. Alla fine, però, si sono resi conto dei danni che i loro governanti avevano prodotto e sono scesi in piazza (anche se forse troppo tardi). La crisi ellenica non è servita agli Italiani per svegliarsi. È servita, invece, a chi intendeva (come dichiarato in una ormai famosa intervista rilaciata dal Signor Monti) far sì che altri Stati europei  rinunciassero a parte della propria sovranità e autonomia. Grazie all’esperienza della Grecia, prima, e di Cipro, poi,  chi voleva appropriarsi di parti di uno Stato ha capito che era meglio farlo in silenzio, in modo da non svegliare nessuno. 

    Campi-di-Concentramento-in-Grecia-contro-levasione-fiscale

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Cipro e Grecia – Gli esperimenti per non svegliare nessuno…                    

    Che la Grecia e Cipro fossero degli esperimenti lo avevano capito in molti,  ma nessuno pensava che, visto il pericolo imminente, invece di stare in guardia, gli Italiani avrebbero preferito andare a dormire. E così, senza fare rumore (alla notizia, anche i  giornali che si occupano di  economia e finanza hanno dedicato meno di dieci righe) i nostri governanti  hanno permesso che nei  giorni scorsi entrasse in vigore in Europa il “Two pack”. Forse gli italiani ancora assonnati non si sono accorti che in base a questa norma un altro pezzo d’Italia è stato ceduto all’Europa.

    New-World-Order-Olli-Rehn-Qui-Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Un altro pezzo d'Italia comprato a caro prezzo… ceduto allegramente   

    D’ora in poi, le manovre finanziarie non saranno più leggi che dovranno approvare le due camere del Parlamento, unici soggetti in uno Stato sovrano come il nostro (ammesso che lo sia ancora) a ciò delegati. Gravissimo! Capite! Grazie alle scelte che alcune persone hanno fatto mentre gli Italiani dormivano, d’ora in poi, leggi come le finanziarie dovranno ricevere l’approvazione di Bruxelles (ossia di chi non è eletto democraticamente da nessuno, ma nominato e non si sa in base a quali criteri) che, se non le riterrà soddisfacenti e rispettose del Patto di Stabilità, potrà apporvi il veto e rimandarle indietro. E, per di più, il tutto con una tempistica che nessuna legge finanziaria in Italia ha mai rispettato. E così, passo dopo passo, un altro pezzetto dell’Italia è stato ceduto all’Europa. Lo hanno capito bene gli europei accorsi in migliaia lo scorso fine settimana per protestare contro la BCE. Meno noi! Anzi qualcuno crede ancora alle favole…

    vendesi italia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'Ora di alzarsi… O dormire a vita!                                                                       

    In un recente articolo (https://www.quieuropa.it/dittatura-3-0-litalia-dei-soviet-dei-commissariamenti-e-dei-gamberi/ – vedi allegato) ci  chiedevamo quale sarebbe stato il successivo strumento per privare i cittadini, mentre dormono, dei loro diritti costituzionali. Ora lo sappiamo e forse sarebbe il caso che tutti noi ci svegliassimo prima che non resti più niente per cui valga le pena di farlo. Qui brucia tutto! Alla fine, continuando di questo passo non ci rimarrà neanche la soddisfazione di  essere chiamati, come meriteremmo, “Italiani: popolo di  dormiglioni”. Alla fine si dirà: “Europei: popolo di  dormiglioni”. Anche se in realtà le rime da fare sarebbero tante…

    C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • La Germania rimpatria l’Oro: Ecco cosa si Nasconde Dietro il Mistero delle Riserve Auree Richiamate

    La Germania rimpatria l’Oro: Ecco cosa si Nasconde Dietro il Mistero delle Riserve Auree Richiamate

    Venerdì, Gennaio 18th/ 2013

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – 

    Oro tedesco / La Germania rimpatria l'Oro / Germania / Riserva aurea / Federal Reserve / Bundesbank / Vincenzo Folino / Osservatorio Nazionale sulle politiche dell'Ue / Qui Europa / Handelsblatt / Banque de France / Bank of England / Debtocracy / Eurobond / mani sulle riserve auree / Debiti Fittizi / Eurozona / Disastro / Bluff / Strategia / Garanzia / Bene rifugio / Deutsche Bank / Angela Merkel / Crimini contro l'umanità / Denuncia / Coppia tedesca / Troika / Usa / Scandalo delle barre di tungsteno / default / Lehman Brothers / Bloomberg / Simon Johnson / assets bancari / Quadro Curzio / Romano Prodi 

     Germania     Riserva Aurea                                                                                                        

    La Germania rimpatria l'Oro: le previsioni

    di Qui Europa e le Possibili strategie

    dell'Eurocasta

    La Deutsche Bank smuove la 2a Riserva Aurea al Mondo

    Ritiro dell'oro – Strategia stile "Debtocracy" a garanzia Eurobond?

    Arma di difesa contro la denuncia per crimini contro l'umanità 

    piovuta sulla Merkel, o Rischio Default dietro l'angolo?

    Riserve Auree Germania

    Berlino – Dopo le indiscrezioni apparse nei giorni scorsi sul quotidiano economico “Handelsblatt”, la notizia che la Germania sarebbe in procinto di rimpatriare gran parte dell’oro conservato nelle varie banche centrali sparse per il mondo è stata ufficializzata da una nota della Deutsche Bank. Secondo quanto reso noto dalla banca centrale tedesca  verranno rimpatriate 700 tonnellate di oro entro il 2020, con l’obiettivo di conservare nei caveau nazionali metà delle 3.391 tonnellate del "principale bene rifugio" in proprio possesso . Più esattamente, a partire dall’anno in corso, la Deutsche Bank ritirerà tutto l’oro collocato nella Banque de France (circa 374 tonnellate), e ridurrà di 300 tonnellate il volume di riserve auree (dal 45 al 37%) conservate presso la Federal Reserve statunitense. Al contrario, nessun ritiro è previsto dai forzieri della Bank of England, che continuerà a detenere il 13% delle riserve auree tedesche.

     La Seconda Riserva Aurea al Mondo  

    Una notizia scottante, di quelle che non possono passare in alcun modo  inosservate e che dovrebbe destarci più di una preoccupazione, se non altro perché  non stiamo parlando di una riserva aurea qualsiasi, ma della seconda maggiore riserva aurea del pianeta dopo quella degli Stati Uniti. Per la cronaca, la terza è quella italiana, malgrado gli ingiustificati declassamenti subiti dall'ex "Bel Paese".

     Usa – Lo Scandalo delle Barre di Tungsteno dipinte d'oro  

    Il ragionamento di fondo di tale iniziativa, pensato con un pò d’ironia e visto in ottica tedesca, potrebbe essere il seguente: in questo periodo di crisi, nell'era di "Debtocracy", meglio riportarsi l’oro a casa, non si sa mai! Ma al di là delle battute, le incognite legate al “cosa potrebbe succedere” se tale provvedimento dovesse divenire realtà sono tante, a partire dalla stessa capacità degli Stati Uniti di restituire l’oro in custodia (ricordiamo a proposito lo scandalo delle barre di tungsteno dipinte in color oro e conservate alla Fed) .

     La Corsa all'oro? 

    Inoltre, il repentino cambio di strategia da parte della Banca Centrale Tedesca potrebbe indurre ad un ulteriore inasprimento della crisi, del clima di sfiducia sulle "nuove divinità" chiamate mercati;  e sull'innesco di un possibile effetto emulativo da parte della altre banche centrali che, sulle orme della Bunca tedescsa, potrebbero essere tentate ad agire alla stessa maniera dando il via ad una vera e propria corsa all’oro. Insomma, dovremmo chiederci dove stiamo andando, o meglio, dove ci hanno portato i signori dell’austerity insieme a tutto il sottobosco della finanza: i veri padroni di questo sistema malato e colluso che i nostri politicanti nei talk show serali fingono di non conoscere.

     Oro per coprire i debiti fittizi mediante garanzia sugli Eurobond? 

    Per quanto riguarda il “presunto” oro italiano, il mistero continua, anche se nei mesi scorsi non sono mancati coloro i quali – i falchi della finanza ed i loro compari – osarono proporre l'emissione di eurobond coperti dalle riserve auree o peggio ancora la vendita diretta dell'oro per coprire un debito fittizio e creato ad arte dal sistema per depredare i popoli delle loro ricchezze reali. (Vedi Quadio Curzio e Romano ProdiVedi articoli in allegato)

     Mossa per difendersi dalla pesante denuncia di crimini contro l'umanità? 

    La bontà della mossa strategica – dando comunque per buone le conclusioni illustrate finora – potrebbe rientrare anche in un'altra logica: potrebbe essere un'ulteriore arma di difesa contro la pesantissima denuncia per crimini contro l'umanità piovuta sulla testa di Angela Merkel e dei membri della Troika nei giorni scorsi (anche se in Italia nessun giornale ne ha parlato) su iniziativa di una coppia tedesca.

     Deutsche Bank sulla via di Lehman Brothers?  

    Infine l'ultima ipotesi che formuliamo è quella legata alle poco pubblicizzate reali condizioni di salute della Deutsche Bank. La Banca Centrale Tedesca detiene oggi un bilancio pari all’80% dell’intero prodotto interno lordo della Germania.  Un'enormità! Pertanto essa può definirsi oggi una delle maggiori banche centrali al mondo. Ma secondo Bloomberg è anche una delle più sottocapitalizzate: il 30 giugno 2012 l'istituto centrale tedesco sarebbe stato  al quintultimo posto tra le 24 maggiori banche europee quanto a patrimonio (Tier 1 capital ratio). E ciò in base ai dati forniti di recente dalla misurazione della leverage ratio (confronto tra bilancio complessivo della banca e dotazione di capitale) da parte di Simon Johnson, ex capo economista dell'FMI, secondo il quale le attività di Deutsche Bank ammontano a 2.241 miliardi di euro, a fronte di un capitale di soli 55,75 miliardi di euro. In altre parole, il capitale reale di Deutsche Bank ammonterebbe a poco meno del 2,5% rispetto agli assets della banca. Basterebbe in effetti una perdita del 3% sul totale del portafoglio bancario per mandare  in fallimento la banca, azzerandone il capitale. Deutsche Bank sulla scia di Lehman Brothers? Il mistero si infittisce! Parimenti a quello delle riserve auree tedesche! 

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Eurocamera – Rating e Debito, Non Cambia Nulla. Anzi, il Regime Peggiora

    Eurocamera – Rating e Debito, Non Cambia Nulla. Anzi, il Regime Peggiora

    Giovedì, Gennaio 17th/ 2013

    – Votazioni Europarlamento, Sessione 14/17 Gennaio 2013 –

    Parlamento europeo / Rating / Agenzie di rating / Leonardo Domenici / Mario Monti / Bond / Eurobond / Sylvie Goulard / La Democrazia in Europa / Free-Riding / Inganno / Eurocasta / Eurogabbia / Stati Uniti d'Europa / EURSS / Mutualizzazione del Debito / Michel Barnier / Deditocrazia / Debtocracy / Schiavi / Gregge di poveri / Piano Mondialista / Dittatuta Bancaria / Critica di Qui-Europa 

     Parlamento Europeo / Strasburgo     Votazione – Rating e Debito                            

    Eurocamera – Rating e Debito, in concreto

    non cambia assolutamente nulla. Anzi

    1 – Nuove Regole per il Rating – Cosa cambia? 

    2 – Eurobond e altri Strumenti per la mutualizzazione

          del Debito: Armi efficaci o illusori giochi di regime?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Nuove Regole per il Rating – Cosa cambia?  

    Mercoledì – il Parlamento europeo ha votato nuove regole per ridurre l'eccessivo affidamento ai rating su debito sovrano e operatori finanziari. Secondo la nuova legislazione, le agenzie dovrebbero poter emettere rating non richiesti sul debito sovrano solo in periodi specifici e, per prevenire i conflitti d'interessi, si dovrebbe fissare un tetto alle quote azionarie che le agenzie di rating possono possedere negli enti di cui devono stilare la valutazione. La plenaria del Parlamento europeo ha approvato l'accordo di regolamento raggiunto tra Parlamento e Consiglio – sul testo preparato dal relatore Leonardo Domenici – a stragrande maggioranza (579 si', 58 no, 60 atsenuti). 

     Bocciati gli "Euroscettici" / "Indipendentisti" 

    Purtroppo non è passata la linea del gruppo dei cosiddetti euroscettici di presentare emendamenti che, se approvati, avrebbero rinviato il testo alla 'seconda lettura'. Quello approvato Mercoledì rappresenta il terzo regolamento europeo sulle agenzie di rating, anche se finora i risultati sono stati irrisori ed alquanto inefficaci. Il diktat delle plurindagate e private agenzie ha infatti contribuito e non poco a destabilizzare con i loro "voticini" illegittimi sli stati sovrani (si fa per dire) del Sud Europa. Secondo il commissario Ue al Mercato Interno Michel Barnier (cui pacchetto antirating comne detto più volte fu misteriosamente accantonato giusto un anno fa in un cassetto, mentre l'Italia veniva distrutta dalle manovre del governo Monti sull'alibi del rating e dell'illusorio spread ad esso correlato) si è trattato di un altro passo in avanti, poichè la qualità del rating sarà migliorata. 

     La Critica di "Qui Europa" – Barnier guardi il Film "Inside Job" 

    Al netto della propaganda in effetti non cambia nulla. Le Agenzie private e colluse del rating anziché essere definitivamente legittimate dal mettere voticini anticostituzionali agli stati, quasi fossero scolaretti, sono state ancora una volta "promosse". Le garanzie – alla luce della precedente analisi – rappesentano dunque dei semplici palliativi. Un consiglio a Barnier: che guardi il fil "Inside Job". Tra le riflessioni più importanti del film-documentario si parla proprio della truffa Usa 2007/2008 che trovò proprio nel rating il suo punto di forza. Barnier da Commissario al Mercato Interno dovrebbe conoscerlo!

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    Redazione Qui Europa – (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Mercoledì, Gennaio 9th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Elezioni 2013 / Elezioni / Noia e Spread / Italia / Politica / Elezioni politiche 2013 / Presidenza del Consiglio / Schieramenti politici / Sovranità nazionale / Democrazia / Politici / Retorica politica / Crisi / Economia / Cittadini italiani / Voto / Alleanze / […]

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    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

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      Eurobond e altri Strumenti per la mutualizzazione del Debito       

      Armi efficaci o giochi illusori di regime?  

    Mercoledì – E' stata votata una risoluzione per reiterare la richiesta a Commissione e Stati membri d'esplorare tutte le strade possibili per introdurre strumenti di mutualizzazione del debito pubblico. I deputati hanno deliberato sul fatto che rischi di "free-riding" potrebbero essere evitati con soluzioni disegnate ad hoc, inclusi gli eurobond. Il testo ha sottolineato la particolarità della zona euro, che ha una moneta comune ma non un mercato obbligazionario comune. I deputanti votanti la risoluzione hanno anche chiesto una tabella di marcia per raggiungere questo obiettivo a Commissione e Consiglio Ue.

     Una curiosità molto emblematica 

    La proposta sulla "mutualizzazione" del debito è stata avanzata dalla liberale francese Sylvie Goulard, coautrice con Mario Monti del libro 'La Democrazia in Europa'. Altro che Democrazia. Siamo in Debitocrazia!

     La Critica di "Qui Europa" 

    Nella risoluzione gli europarlamentari votanti hanno chiesto anche l'istituzione di un fondo europeo di rimborso del debito che potrebbe entrare in vigore subito o nel medio termine. Nel documento si sottolinea che "per far cadere il tabu' della mutualizzazione del debito si potrebbero studiare soluzioni 'ad hoc' per evitare che Eurobond o simili possano spingere singoli Paesi a non rispettare una rigorosa gestione dei conti pubblici". Ma nel loro gioco pro-casta e pro-debito i deputati votanti anziché riconoscere l'inadeguatezza dello strumento "eurobond" – che al netto della propaganda non è altro che una risposta illusoria al problema del debito, al quale i deputati votanti (probabilmente per la gioia di Monti e dei sostenitori del suo ingannevole libro) hanno risposto con la poposta della creazione di altri debiti (cambia solo il nome: eurobond) gettati sulle spalle dei cittadini essi hanno inoltre evidenziato la necessità di un mercato obbligazionario comune all'interno dell'Eurozona.

     L'Inganno Sottile 

    Quindi i furbi di Strasburgo, completamente avvinti nella logica della dittatura bancaria sostenuta senza alcun scrupolo dall'eurocasta, anziché proporre soluzioni a monte contro il signoraggio bancario (troppo lusso) e delegittimare la macchina infernale chiamata BCE, i favore della rinazionalizzazione delle Banche Centrali o della possibilità riconosciuta in seno ai singoli ministeri del Tesoro degli Stati Ue di tornare ad acquistare in proprio i loro bond al tasso dell'1% (come avviene ad esempio in Norvegia o Giappone:  l'unico vero modo per bloccare il debito) hanno poposto la creazione di un mercato per l'emissione in comune delle obbligazioni suddette. Cioè un modo per costringere per sempre 500 milioni di europei in questa gabbia debitocratica di stampo stalinista. E per commissionarla a vita mediante l'azione della "Commissione" e la creazione di una "Debitocrazia" invincibile che ci renderà un enorme, sconfinato gregge di schiavi obbedienti e poveri. E certo cari amici lettori: una mossa subdola e disonesta per procedere a grandi passi verso il vero progetto dell'eurocasta mondialista e colonia degli Usa e dei poteri forti: creare il mostro chiamato Stati Uniti d'Europa, o meglio EURSS. Una follia! una follia che essi tirersanno fuori dal cilindro magico non appena questa situazione del debito sarà diventatata insostenibile oltre ogni umana capacità di sopportazione. Ribelliamoci a tutto ciò! Facciamolo ora mentre va in scena questa commedia chiamata campagna elettorale. 

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    Redazione Qui Europa – (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Approfondimenti                                                                                       

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    Giovedì, Dicembre 20th/ 2012 – di Sergio Basile – Ue / Urss / Bruxelles / Roma / Romania / Conti pubblici / Austerity /Elezioni / Commissario agli Affari economici / relazione sulla sostenibilità dei conti pubblici / Vladimi  r Bukovskij  / Mikhail Gorbaciov / Strangolare abbracciando / coincidenze tra Ue e URSS / Stalin / Commissioni / Troike / Ue / Bce / Fmi / Napolitano / enorme […]

     

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    Mercoledì, Ottobre 24th/ 2012 – Redazione Qui Europa – Parlamento europeo / Martin Schulz / Premio Sacharov / Ales Bialiatski / Pussy Riot / Nasrin Sotoudeh / Jafar Panahi / Speculazione finanziaria / prodotti Finanziari / Trading ad Alta Frequenza / Mandato negoziale / Coordinamento Politiche economiche / Servizi diplomatici / Servizi Consolari / Organizzazione Mondiale […]

    Schiavi europei, da oggi attenti a quello che mangiate

    Schiavi europei, da oggi attenti a quello che mangiate

    Venerdì, Settembre 28th/ 2012  – di Silvia Laporta – Parlamento europeo / Unione Europea / Schiavi europei / Mangiare sano / carne / pesce / orgine controllata / abolizione del marchio di qualità / prodotti ittici / Angelo Rosso / European Joint Research Center  / Massimo Gallesio / Carmen Fraga / Europarlmento / Lobby / […]

    Parlamento europeo – Bollettino Sessione 10-13 Settembre 2012

    Parlamento europeo – Bollettino Sessione 10-13 Settembre 2012

    Sabato, Settembre 8th/ 2012 – Redazione "Qui Europa" –  Parlamento europeo / Strasburgo / Plenaria / Bollettino della Sessione / Unione europea / Francoforte / Bce / Unione Bancaria / Manuel Barroso / Stato dell'Unione / Audizione / Mario Draghi / Crisi Eurozona / Imprese / Imperialismo Usa / CIA / Prigioni Segrete / Energia […]

    Re Draghi all’Eurocamera: Carta Bianca a Banche e Banchieri

    Re Draghi all’Eurocamera: Carta Bianca a Banche e Banchieri

    Martedì, Luglio 10th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / Parlamento Europeo / Banca Centrale Europea / BCE / Mario Draghi / Ecofin / Firewall / Fondo Salva Stati / Maggiori poteri alla Bce / Efsf / Mes / Esm / Meccanismo Europeo di Stabilità / Accentramento / Sovranità / Ltro […]

    Eurocamera – Audizione da Brividi del Soviet Supremo Manuel Barroso

    Eurocamera – Audizione da Brividi del Soviet Supremo Manuel Barroso

    Parlamento europeo – Strasburgo Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012 – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 –      L'Audizione di Manuel Barroso      – La Cecità dei Tecnocrati      – Verso un Super-Stato assoluto?     – Barroso: il boss dalla memoria corta      – Rehn loda il MES ed i Project […]

    Strasburgo avalla i Project Bond: Tutte le Riserve di “Qui Europa”

    Strasburgo avalla i Project Bond: Tutte le Riserve di “Qui Europa”

    Parlamento europeo – Strasburgo Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012 – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 –      Project Bond      – Le Grosse Riserve di "Qui Europa"      – L'Eurocamera stanzia 230 milioni      – Il dominio del Capitale privato sul pubblico      – Un affare d'oro per Speculatori […]

    Strasburgo pensa al “Benessere degli Animali”

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    Parlamento europeo – Strasburgo Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012 – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 –      Tutela degli animali e della Salute Pubblica    – Previste pesanti sanzioni     – Tutele estese a tutti gli animali     – Nuove regole per i macelli   Strasburgo –  Lo scorso mercoledì, il Parlamento europeo è […]

    Bilancio 2013 – A Strasburgo Aumenti Spropositati e Contraddizioni

    Bilancio 2013 – A Strasburgo Aumenti Spropositati e Contraddizioni

    Parlamento europeo – Strasburgo Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012 – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 –      Bilancio Ue 2013:    – Aumenti spropositati e Contraddizioni      – Riproposta Sede Unica per Europarlamento   Strasburgo – Votando una "iniziativa di preparazione" alla procedura di bilancio 2013, la maggioranza degli eurodeputati – riuniti in plenaria a […]

    Crisi Eurozona – Strasburgo loda Austerity e chiede legislazione per Settembre

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    Parlamento europeo – Strasburgo Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012 – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 –      Crisi Eurozona    Strasburgo loda Austerity e chiede legislazione per Settembre   Strasburgo – Sembra davvero un paradosso, ma la maggioranza dei deputati europei riuniti in plenaria ritiene che "le ultime conclusioni del Consiglio europeo vanno […]

    Parlamento europeo – Strasburgo propone Servizi Bancari di Base per tutti

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    Parlamento europeo – Strasburgo Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012 – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 –      Servizi bancari di base per tutti   Strasburgo – I servizi bancari di base dovrebbero essere un diritto per il 10% dei cittadini dell'Ue che attualmente non lo possiedono, fra i quali ci sono senzatetto, […]

    ACTA: l’Eurocamera boccia il Trattato più liberticida di sempre

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    Giovedì, Luglio 5th / 2012 – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Votazione / Bocciatura ACTA / Petizione popolare / Unione europea / Acta / Accordo anticontraffazione / Accordo liberticida / Multinazionali / Diktat / Diritti / Censura / Web / Europa / Usa / Obama / Fascicolo istituzionale /  Consiglio […]

    Roma, Bruxelles e gli Euro-Ipocriti

    Roma, Bruxelles e gli Euro-Ipocriti

    Venerdì, Giugno 29th /  2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Parlamento europeo / Bruxelles / Europarlamento / suicidi / Crisi economica / Fine dello Stato sociale / Grecia / Stati Uniti d'Europa / Roberto Bertolini / Madrid / Josè Luis Ayuso Mateos / Organizzazione mondiale della sanità / Commissione All'ambiente / Indifferenza dei media […]

    Parlamento Europeo – Bruxelles: Lavori 19 / 20 Giugno 2012

    Parlamento Europeo – Bruxelles: Lavori 19 / 20 Giugno 2012

    Parlamento Europeo – Bruxelles Lavori 19 / 20 Giugno 2012 – Redazione "Qui Europa", Mercoledì, Giugno  20th / 2012 –                                AGRI – Riforma PAC     Martedì 19 giugno, ore 13:45                     […]

    Europarlamento – Sessione 11-14 Giugno

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    Martedì, Giugno 12th / 2012   Parlamento Europeo – Strasburgo Sessione Plenaria ( 11-14 Giugno 2012 )  Parlamento europeo / Sessione Plenaria / Giugno 2012 / Strasburgo / Governance economica / Two Pack / Accentramento Ue / Superstato / Ingerenze nei bilanci degli stati Ue / Piano di riforma del bilancio Ue / Medioriente / Afghanistan / Armi […]

    Bruxelles – Gli Eurodeputati ci costano oltre 190 milioni l’anno

    Bruxelles – Gli Eurodeputati ci costano oltre 190 milioni l’anno

    Mercoledì, Giugno 6th / 2012 – di Silvia Laporta – Parlamento europeo / Unione europea / Casta / Stipendi d'oro / Stipendi degli eurodeputati / Privilegi degli eurodeputati / Indennizzi degli eurodeputati / Eurocasta / Eurologgia / Eurobond / Mes / Fiscal Compact / Ingiustizia sociale / Privilegi da stato assoluto / Cosa fare / […]

    Accentramento! – Draghi e Barroso spingono per gli “Stati Uniti d’Europa”

    Accentramento! – Draghi e Barroso spingono per gli “Stati Uniti d’Europa”

    Venerdì, Giugno 1st / 2012  – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Bce / Mario Draghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano […]

    L’Europa geisha della Cina – Blocchiamo la concorrenza sleale!

    L’Europa geisha della Cina – Blocchiamo la concorrenza sleale!

    Giovedì, Maggio 24th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Parlamento Europeo / Europa /Strasburgo / Pechino / Cina / Rapporti Commerciali / Concorrenza sleale / Contraffazione / Delocalizzazione / Dumping monetario / Scambi / Organo di Controllo / Risoluzione / Review Board / Aziende / Mercati internazionali / Marielle de Sarnez / Marta […]

     

  • L’Inganno delle Riforme Strutturali e la Morsa del Rating Sovrano – La Costituzione ora la scrive Moody’s

    L’Inganno delle Riforme Strutturali e la Morsa del Rating Sovrano – La Costituzione ora la scrive Moody’s

    Sabato, Dicembre 15th/ 2012 

    – di Vincenzo Folino – 

    Rating Sovrano / Moody’s / Agenzie di rating / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Elezioni politiche / Pierluigi Bersani / Previsioni economiche / Pil Eurozona / Pigs / Legge di Stabilità / Jean Claude Juncker / Imu / Vetice Ue di Giugno 

    Nella Morsa del Rating Sovrano – La

    Costituzione ora la scrive Moody's

    Il tempo della democrazia Formale e della

    Dittatura Reale

    L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali"

    Bruxelles, Roma, New York – Dati, statistiche, tabelle, previsioni e declassamenti. In una parola: agenzie di rating. Bestie rare che agiscono indisturbate e sovrane in una galassia di incongruenze ed ipocrisie uniche nella storia moderna. Una storia costellata di falsità ed arbitrarietà; di giudizi manipolabili, come quelli di altri organismi internazionali di controllo; di – connesse – riforme e misure di austerity, con conseguente restrizione della domanda interna; storie (tristi, drammatiche) di interi paesi al collasso; disoccupazione dilagante e malcontento sociale. Più la crisi va avanti più vengono perpetuate le stesse strategie che ci hanno condotto fin qui; più lo spazio d’azione si restringe più la Bce rimane a guardare, come fosse uno spettatore più che uno degli attori principali della “contesa” in atto. Tutt’al più aggiorna le sue previsioni, e non sono positive: infatti a distanza di soli tre mesi dalle ultime, solo tre mesi, la forchetta del PIL dell'eurozona  – specie quello dei Pigs – peggiora di minimo 0,5 punti percentuali nella sua stima ottimistica; e dell' 1,1% in quella pessimistica. Ciò mentre ormai entriamo nel secondo anno successivo di recessione. Un disastro. Ma in questo scenario, come ciliegina sulla torta, non potevano mancare le ultime stime di Moody’s (della pluri-indagata ma pluri-legittimata ed osannata Moody's) riguardo il nostro Paese.

     La Costituzione non esiste perchè la sovranità nazionale non c'è più 

    L’agenzia di rating statunitense ci concede qualche mese di tregua, un intervento sicuramente insolito che a qualcuno potrebbe far pensare, con un pò di “malafede”, che ci sia sotto una questione di “stima personale” nei confronti di un suo ex consulente, il nostro (loro) "super" Mario Monti. Le previsioni di Moody’s si sono incentrate sui risultati delle future elezioni politiche, sostenendo che le attuali turbolenze avranno, per quanto attiene all’affidabilità creditizia del nostro Paese, conseguenze limitate sul medio e lungo termine. Secondo l’agenzia, infatti, la fine del governo Monti non dovrebbe portare a nessun cambiamento delle linee generali della politica economica. Il nostro giudizio a proposito, se le cose dovessero andare così, sarebbe molto diverso, e in tal caso preferiremmo parlare di ristagnazione, per di più voluta e perseguita. Tornando alle dichiarazioni di Moody’s (una vera e propria minaccia indiretta) si prevede che il centro-sinistra montiano esca vincente dalle politiche, e che la guida del nuovo governo venga affidata a Pierluigi Bersani, il quale – come già dichiarato – manterrà praticamente inalterati gli elementi chiave della Legge di Stabilità. Un’affermazione, anche questa, dal tono ambiguo, che spazia dalle speranze alle minacce. Contemporaneamente, infatti, viene confermato il giudizio negativo (Baa 2) sui Btp decennali dell'Italia e sulle nostre prospettive economiche complessive. Una sorta di monito, un modo come un altro per ricordare ad un qualsiasi paese quale sono i compiti da svolgere a casa e, soprattutto, che non può decidere di studiare per conto proprio. Cioè non può permettersi assolutamente di esercitare la propria sovranità e di far valere la propria Costituzione. Né più né meno di carta straccia. E pensare che quelli di Moody's & Co. dovrebbero essere meri "consigli". Perchè i giornalisti delle grandi testate non lo dicono? 

     L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali" 

    "Compiti a casa" che ci vengono propinati come prerogative essenziali, come indispensabili per preservare la stabilità finanziaria del nostro Paese e continuare a percorrere la via delle riforme strutturali, le “loro” riforme strutturali  iperliberiste (cioè di regalare il Paese ai privati) e del consolidamento di bilancio. Ed ecco qui apparire super Monti insieme alle previsioni sul suo imminente futuro. Secondo Moody’s il suo ex consulente rimarrà il vero protagonista della nostra scena politica, ed anche se non dovesse candidarsi alle future elezioni politiche: l’Italia – secondo i compari di Moody's – non potrebbe fare a meno del suo apporto. Quest’ultimo potrebbe concretizzarsi in diversi scenari, potrebbe svolgere un ruolo di super ministro dell’Economia, ma potrebbe anche essere richiamato alla guida del governo per superare l’impasse di un Parlamento senza maggioranza. Previsioni legittime? Giudicate voi. Previsioni amichevoli, un pò di parte? Credo di sì.

     Organi Ue – le Sentinelle del Sistema 

    Quello che non possiamo smettere di ripetere, per quanto seccante possa apparire, è che la storia recente ha falsificato – ed in più occasioni – sia la legittimità scientifica (ovvero i numeri), sia la legittimità etica (l’imparzialità) di queste agenzie di rating: nient’altro che società private, ribadiamo anche questo, al servizio dei propri datori di lavoro (lobby e grandi gruppi bancari ed industriali); e nonostante siano ormai numerosi i casi comprovati in cui tali agenzie abbiano clamorosamente sbagliato le valutazioni sulla solidità finanziaria e patrimoniale di Stati e società, i loro giudizi e i loro commenti vengono comunque presi in grande considerazione dai principali attori del mercato: smuovono il mercato, hanno provocato e provocano  conseguenze devastanti per i titoli di questo o quel soggetto. Il tutto inserito in una logica di amicizie e alleanze strategiche, con il benestare delle grandi sentinelle del sistema: gli organi dell'Unione europea: Commissione, Consiglio e Parlamento europeo.  Ma come abbiamo appena detto i loro moniti smuovono il mercato e, per forza di cosa, dobbiamo commentarne il “pensiero”.

     Democrazia Formale, Dittatura Reale 

    Arriviamo così al Cavaliere. Tra i motivi che hanno spinto Moody’s alla cautela c’è stata proprio la mezza marcia indietro di Berlusconi, che dopo aver criticato l’operato del governo Monti si è parzialmente corretto, sostenendo che non si ricandiderà a Palazzo Chigi se Monti accetterà di essere il candidato di un vasto raggruppamento di centro-destra moderato da contrapporre alla sinistra: il classico cabaret all’italiana. E non manca certamente la suspance: come avvenuto ieri durante la votazione alla Camera del decreto legge sullo Sviluppo, un’approvazione tirata per i capelli con una percentuale di voti ridicola (261 favorevoli, 55  contrari, 131 astenuti e 183 assenti), che denota il malumore (o comunque la schizofrenia acuta) di tutti i partiti verso l’attuale governo e la paura di essere puniti alle elezioni per aver avallato, come punta di un’iceberg, l’introduzione dell’Imu. Manca una piccola precisazione, ovvero che queste dichiarazioni e questa ritrovata disponibilità al dialogo da parte di Silvio Berlusconi, fanno seguito ai sottili attacchi ricevuti in sede europea. Meno di quarantotto ore fa a Bruxelles, in occasione del vertice del Partito popolare europeo, il Cavaliere veniva accolto in un clima di gelo e indifferenza da gran parte dei suoi colleghi. Per tutti ha parlato Jean Claude Juncker ,presidente dell'Eurogruppo e primo ministro lussemburghese, che alla domanda cosa pensasse della presenza di Berlusconi, ha replicato di chiedere a lui cosa ne pensasse di essere a Bruxelles. Non aggiungiamo altro. Eccetto il fatto che lo stesso Cavaliere, dal 2007 ad oggi non ha fatto assolutamente nulla per delegittimare le agenzie di rating: pur avendo a Bruxelles – in veste di eurodeputati – una folta schiera di seguaci, ad iniziare dal capogruppo italiano, nonché ex vicepresidente dell'Europarlamento, Mario Mauro. Segno che l'Europarlamento in effetti non conta nulla, e che quelli che comandano davvero sono i membri della Commissione (tecnocrati rigorosamente non eletti e provenienti da ambienti "particolari") assieme ad una manciata di leader europei: alcuni dei quali "nominati" (i cosiddetti tecnici) e provenienti dagli stessi ambienti dei primi; altri eletti ma compiacenti ai diktat dei primi; altri ancora contrari ma costretti all'obbedienza; ed infine alcuni di essi (le mosche bianche) rappresentano i cosiddetti "dissidenti": isolati o comunque posti in posizioni di netta inferiorità numerica per poter contare qualcosa. Risultato? Democrazia formale, Dittatura reale!

     Due ultime osservazioni 

    Concludo lasciandovi due piccole osservazioni, dopo aver detto delle previsioni di Moody’s. Due conclusioni differenti riguardo sempre le prossime elezioni politiche. La prima riguarda Monti, il quale ha assicurato che qualunque sarà l'esito delle elezioni italiane, ci sarà un governo che si collocherà nella linea tradizionale di un forte appoggio all'integrazione europea, perché questo è – a parer suo – "nel nostro interesse nazionale" (?). E non è una battuta! La seconda è di chi scrive: qualunque sia la falsa coalizione (in quanto non di valori e di programmi ma di voti e di numeri si parla) che dovesse vincere le prossime elezioni, l’unica soluzione, lo dico non so quanto ironicamente, sarebbe “un’insurrezione”. E questa volta non è l'Europa delle banche o delle mafio-massonerie a chiedercelo, ma sono i nostri figli!

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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     Per non dimenticare – Approfondimenti – Il Vertice Ue di Giugno 

    Domenica, Luglio  1st/ 2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile – 

    Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Angela Merkel  / Contro informazione / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Misure fittizie / Speculazione / Delegittimazione degli stati / Anarco-capitalismo / Iper-liberismo / Politiche liberiste / Leviatano / Morte degli stati nazionali / Privati e lobby al potere / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Banca Europea degli Investimenti / BEI / Eurobond / Project Bond / Fondi Strutturali / Union Bond / Super-stato Federale / Ipotesi antistorica / Efsf / Scudo Anti-Spread / Resolution Fund / Ricapitalizzazioni bancarie / Unione bancaria / Tobin Tax / Unione Fiscale / Garanzia Europea sui Depositi Bancari / Target 2 / Redemption Fund / Mutualizzazione dei Debiti Pubblici / SMP / Security Market Program / Contro informazione / Europa / Qui Europa / Sergio Basile 

    Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?

    No! Vittoria di Banche, Lobby e

    Anarco-capitalisti

    Una colossale Montatura Mediatica – Media 

    casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"

    Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati, 

    affogano nel debito – "Qui Europa" vi spiega

    perchè, punto per punto

    Vertice Bruxelles – La Falsa Vittoria dell’Italia – La Vittoria di Monti e delle Lobby

    Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso  vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.

      Il vertice al netto della propaganda 

    Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda  dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.  

      La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo   

    Possibili aperture future anche sulla  ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".  

      La Morsa dei padroni 

    Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MES di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

     Speculazione a piede libero   

    In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!

     La Balla del fondo Anti-Spread  

    Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio  Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso  presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.

      Il complotto mercatista  

    Ciò, dunque,  evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?

     Come funziona l'Anti-Spread  

    Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!

     Inganno MES – creditore privilegiato 

    Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!

     Europa – Il Paradiso delle lobby  

    Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.

     La Ricapitalizzazione della BEI  

    Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.

     La ricollocazione dei Fondi Strutturali  

    Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa  a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa?  Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.

     Unione Bancaria  

    L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.

     Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa   

    Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo di  disintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).

     Garanzia Europea dei depositi Bancari  

    La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio":  che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.

     Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche 

    Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata  per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato,  in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!

    Sergio Basile 

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  • Sete di Accentramento, Pressing Ue per l’Unione di Bilancio

    Sete di Accentramento, Pressing Ue per l’Unione di Bilancio

    Giovedì, Settembre 27th/ 2012 

    – di Mario Luongo e Sergio Basile –

    Consiglio europeo / Herman Van Rompuy / Eurobond / Angela Merkel / Unione di bilancio Eurozona / Hollande / Roberto Gualtieri / Bilancio condiviso / Vertici autunnali / Unione europea / Comunità europea  / Tregua mercati / Alexis De Tocqueville / La Democrazia in America 

    Accentramento – Il Pressing di Van Rompuy

    per l'Unione di Bilancio Europeo  

    Bilancio Unico Ue: un grande passo verso il

    totalitarismo?

    Ma chi vuole questa unità a prezzo della propria libertà?

    I tumulti antieuropeisti in Spagna e Grecia e le perplessità  di

    "Qui Europa" sulle frenetiche manovre dell'euro-casta in

    vista dei prossimi "Vetrici Autunnali del "consiglio Ue"

    Bruxelles – Bilancio comune nell'Eurozona? Herman Van Rompuy (il Presidente, rigorosamente non eletto ma nominato, del Consiglio europeo) e i suoi collaboratori ci stanno lavorando con frenesia da tempo, nell'ambito dello studio di presunti "progetti panacea"di riforma dell’Ue, per "uscire dalla crisi". Tra le varie "rivoluzioni" in questione quella dell'unificazione dei bilanci dei Paesi Ue in un unico "Bilancio Centrale" sta tenendo banco da più giorni tra gli affollati ed asettici corridoi degli edifici di Bruxelles. Un tassello fondamentale per il progetto di un "Superstato accentratore di ogni potere e prerogativa ex-statale" al quale la tecnocrazia dominante sta lavorando – sotto i nasi e gli occhi velati dalla disinformazione dei cittadini europei – ormai da tempo. Un passo decisivo verso i cosiddetti Stati Uniti d'Europa. Una creatura tentacolare che oggi risveglierebbe senz'altro gli incubi più tordibi e profondi dell'indimenticato autore de "La Democrazia in America", Alexis de Tocqueville.

      Bilancio Unico Europeo: un azzardato passo verso gli "Usa d'Europa"

    Ancora non sono chiare le modalità di applicazione di questo "presunto bilancio unico", ma stando a quanto riferito dai diplomatici del Consiglio europeo mandati in avanscoperta per misurare la pressione degli Stati, già Francia e Germania sarebbero inclini al progetto: lo sarebbero invero i rispettivi leader (Francoise Hollande ed Angela Merkel)  ma meno pare – davvero molto meno – i cittadini dei due stati leader dell'Ue. Ma a ben vedere ci sono fattori interni sia a Berlino che a Parigi che renderebbero l’adesione meno facile di quanto possa apparire. Angela Merkel poi – a suo dire – temerebbe di diventare il "pater familia" dell’Ue anche dal punto di vista economico, cioè quello che paga per tutti. Per ora, però – non dimentichiamolo – in questo discusso modello  di "Euro-gabbia", la Germania è il Dominus assoluto dell'Ue: il proverbiale asso piglia tutto. Sul versante Centro-occidentale dell'Europa,  in Francia. invece si respira un’aria di dilagante euroscetticismo. Ormai davvero in pochi credono in questo nuovo progetto di Unione europea.

     Verso un "Nuovo Leviatano" 

    Ma come i "padroni dell'Europa" vorrebbero ora superare questi cavilli tecnici e finanziari? Semplice: per Berlino si potrebbero prospettare trasferimenti di fondi finanziari in cambio di riforme economiche, (cioè di tasse e austerity per i cittadini); mentre per Francoise Hollande il bilancio condiviso potrebbe giovare a controbilanciare le spese di austerità, oltre che – sempre secondo quanto asseriscono i tecnocrati di Bruxelles – a diminuire l’intrusione di terzi nei bilanci francesi. Ma evidentemente – ed i cittadini dei rispettivi Paesi lo hanno capito piuttosto bene – sono solo subdole strategie per giustificare ed accellerare la nascita del "Nuovo Leviatano". Una sorta di unico grande mostro che vorrebbe nascere (come una novella Araba Fenice) dalle macerie degli stati nazionali del Vecchio continente. A nostro modestissimo parere – e non solo nostro – questa è una follia pura! Per qualcun'altro invece questa unione forzata  sarebbe l'unico modo per uscire dalla crisi, ma in realtà è un ennesimo colpo di teatro, in quanto – come ormai compreso dai nostri lettori – la crisi del debito è stata solo un pretesto strategico per giungere a questa costruzione anti-democratica ed accentratrice. Peccato che nessun "TG ufficiale" vi illustrerà mai tali verità, e vi dirà queste cose.

     Miglior interpretazione maschile – L'Oscar 2012 a Van Rompuy 

    Ma il teatro in queste ore, in Europa, continua alla grande. Per qualcuno si parla addirittura già di Oscar per la migliore interpretazione! Si comprende allora come lunedì scorso Van Rompuy abbia sollecitato i colleghi a “non perdere il senso dell’urgenza”, insomma a non perdere tempo , vista la (provvisoria) tregua dei mercati: i signorotti complici, pretenziosi, viziati e nervosi da non far andare su di giri.  Ciò anche in vista del prossimo appuntamento del 18 Ottobre: il primo dei tre decisivi vertici autunnali in programma.

     La Dannata fretta di Accentrare 

    Ma perché questa malcelata fretta se in realtà il progetto è ancora fumoso, da definire, ma soprattutto da approvare? Ci sono ancora molti punti chiave da stabilire come: 1) il numero degli stati che aderiranno; 2) quanto saranno condivisi realmente i rischi; 3) quanto sarà stabilizzante questa presunta coesione; 4) l’entità della differenza tra chi per pagare il proprio debito dovrà compiere ulteriori seri sacrifici e chi invece sarà più facilitato; 5) il ricorso o meno a qualche forma di eurobond: cioè a nuovi ingannevoli strumenti debitori. Pazzesco! Insomma è vero che i mercati non aspettano a lungo, soprattutto da quando questi sono stati equiparati (con una magia degna della miglior Fata Turchina d'annata) a tutti gli effetti al grado di uomini pensanti (paradosso clamoroso del nostro tempo), ma almeno un’idea chiara e precisa sarebbe utile. Utile al nostro Osservatorio per comprendere le tappe e le ulteriori modalità che daranno vita a questa sorta di "Nuovo Reich" filo statunitense. Una sorta di longa-manus degli Stati Uniti d'America e delle logge mondialiste più potenti ed occulte sui popoli e le nazioni del Vecchio (e glorioso) Continente. Un intero continente ridotto a povera ed arrendevole colonia grazie all'ennesimo golpe neoliberista.

     Ma chi vuole questo Bilancio Unico? 

    Roberto Gualtieri, eurodeputato del Pd (che di questo carrozzone è oggi uno dei partiti garanti di prima fascia) che si occupa dei lavori del Consiglio sul futuro dell’Eurozona, nelle score ore ha espresso, tuttavia, i propri dubbi sull'idea del bilancio unico“Come verrebbe finanziato il bilancio? Quale sarebbe il suo ammontare?  Ha domandato il deputato europeo. Tutte questioni cruciali – queste – ancora non discusse. Ma probabilmente la vera questione cruciale è la seguente: se l'anti-europeismo e l'euroscetticismo si allargano a macchia d'olio (e il riacutizzarsi delle proteste di piazza e del caos nelle ultimissime ore in Spagna e Grecia ne sono l'esempio più calzante, sull'onda di una disoccupazione record e di inusuali soglie limite di povertà raggiunte) chi vuole il bilancio unico europeo? Perchè 500 milioni di europei dovrebbero sottostare a decisioni prese da una ristretta cerchia di euro-tecnocrati? Vale la pena continuare a pagare prezzi simili a suon di misure lacrime e sangue? Davvero "no", ci sembra!

      Un'Europa Totalitaria speculare alla Germania 

    Intanto a Berlino, mentre la Germania nicchia (rappresentata dai banchieri e dal gota dell'industria pesante) si dice fiduciosa, le parole dell'ex-cancelliere "teutonico" Helmut Kohl – come visto – sembrano assumere il tono di un monito inquietante, di un oscuro avviso, di una minaccia: “O si europeizza la Germania – ha dichiarato lo statista – o si germanizza l'Europa".

     Il fragile filo della pazienza 

    Lasciando stare il senso collettivo di appartenenza europea – che sembra trasudare solo dalle parole dei rappresentanti politici di questa Ue – e lasciando altresì stare la grande, enorme  differenza di culture, lingue, mentalità, abitudini (tutti fattori determinanti e da non sottovalutare in un paventato e siffatto progetto di "omogeneizzazione generale") ciò che lascia maggiormente perplessi è il fatto che l'Europa non sono gli Usa. Le Nazioni europee non sono gli Stati Federali uniti d'America. I due non sono concetti accostabili e biunivocamente corrispondenti. Ma il fattore di maggior perplessità e sconcerto è soprattutto quello che impedisce ai tecnocrati di vedere come il filo della pazienza dei popoli vessati stia ormai per spezzarsi irrimediabilmente. A chi conviene, dunque, continuare a giocare col fuoco?

    Mario Luongo, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?

    No! Vittoria di Banche, Lobby e

    Anarco-capitalisti

    Una colossale Montatura Mediatica – Media 

    casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"

    Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati, 

    affogano nel debito – "Qui Europa" vi spiega

    perchè, punto per punto

     

    di Sergio Basile

    Vertice Bruxelles – La Falsa Vittoria dell’Italia – La Vittoria di Monti e delle Lobby

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Vertice Ue – Mario Monti, le lobby e gli anarco-capitalisti al potere             

    Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso  vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.

      Il vertice al netto della propaganda                                                                          

    Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda  dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.  

      La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo                            

    Possibili aperture future anche sulla  ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".

      La Morza dei padroni                                                                                                     

    Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MES di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

     Speculazione a piede libero                                                                                          

    In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!

     La Balla del fondo Anti-Spread                                                                                   

    Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio  Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso  presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.

      Il complotto mercatista                                                                                                 

    Ciò, dunque,  evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?

     Come funziona l'Anti-Spread                                                                                      

    Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!

     Inganno MES – creditore privilegiato                                                                        

    Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!

     Europa – Il Paradiso delle lobby                                                                                  

    Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.

     La Ricapitalizzazione della BEI                                                                                    

    Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.

     La ricollocazione dei Fondi Strutturali                                                                      

    Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa  a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa?  Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.

     Unione Bancaria                                                                                                               

    L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.

     Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa                                                                 

    Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo di  disintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).

     Garanzia Europea dei depositi Bancari                                                                     

    La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio":  che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.

     Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche                              

    Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata  per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato,  in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!

    Sergio Basile – Direttore "Qui Europa"

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Martedì, Giugno 26th / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli del Debito Pubblico / Eurobond / Sistema speculativo / Target2 / Bretton Woods / SEC / Destabilizzazione del Sistema Economico / Creazione di uno stato di Schiavitù / Creazione di uno stato di Schiavitù /  Creazione di una Dittatura tramite il Debito 

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte

    Ecco perchè il Debito che ci impongono è in

    gran parte illegittimo e non onorabile

    Una Truffa per ingabbiare e schiavizzare i cittadini

    Così l'Euro-Regime ci controlla col Debito

    Schiavi di un Debito Illegale – Seconda Parte – Il Grande Inganno di Mario Monti

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles, Roma – Nella Prima Parte dell'Editoriale sulla fondatezza e legittimità del "Debito" degli stati di Eurolandia (Qui Europa – Giovedì 21 Giugno) abbiamo visto come l’accumularsi del suddetto debito, malgrado le crescenti ed incalzanti chiacchiere e menzogne mediatiche diffuse da un tipo di giornalismo propagandistico e spudoratamente di parte, non sia qualcosa di “naturale” e “legale”, ma bensì sia (in larghissima parte) un qualcosa di costruito  ad arte. Di seguito – Prima di passare alla Terza parte inerente al ruolo del Sistama Bancario nel suo complesso ed inerente al ruolo delle banche centrali con il nuovo sistema "Target2" introdotto dall'Unione europea contestualmente all'adozione dell'Euro – riproponiamo ai nostri lettori una sintesi schematica, su quanto concluso nella "Prima Parte", al fine di migliorarne la comprensione e l'apprendimento.

     Una premessa essenziale – Il Debito è in gran parte  illegale  

    Il “Debito” al quale quotidianamente, ormai da mesi, immoliamo gran parte del nostro lavoro e della nostra ricchezza, è un qualcosa di “indotto”, un raggiro verso i cittadini del Sud-Europa e dell’Italia, perpetrato allo scopo di creare precarietà diffusa ed una becera ed immorale subalternanza classista. In parole povere il debito, che l’Ue e il professor Monti ci dicono di pagare a caro prezzo, è fittizio e proteso a “schiavizzare” i cittadini, imprigionandoli in una gabbia finanziaria sempre più asfissiante. Ciò mediante la cosiddetta "finanziarizzazione dell'economia". Vediamo perché, in questo "Secondo Capitolo", dopo una breve sintesi di quanto detto finora.

      Sintesi 1ª Parte – L’Europa e l’Inganno del Debito  

    Il Grande Inganno di Mario Monti – Schiavi di un Debito Illegale – Seconda Parte

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Gran parte del debito pubblico che stiamo “fingendo” di pagare (e poi vedremo perché ho usato il verbo “fingere”) è come detto nella "Parte Prima" (e come dimostreremo ancor meglio di seguito) dunque, illegale e “non onorabile”. Ciò, come ribadiamo, malgrado la disinformazione sul tema e la gravissima reticenza della stragrande maggioranza dei media nazionali, controllati direttamente dal governo o da grandi lobby e multinazionali in palese conflitto d’interesse, che impediscono di comprendere le vere motivazioni della crisi in atto. Come detto nell’articolo pubblicato su “Qui Europa” lo scorso giovedì 21 giugno, dobbiamo ricordare ai nostri lettori almeno 6 cose.

      1 – Il valore del denaro non equivale  più all’oro  

    Nel 1933 – come spiegato – gli stati del mondo sono andati verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che azzerrarono i rispettivi debiti a prezzo (di lì a poco) della incontrovertibilità (divieto di cambio) della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, poi controllato attraverso la nascita della "Bank for International Settlement" (BIS), con sede in Svizzera, a Basilea. Le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York. Stesso destino toccò alla "Società Italia" che si trasformò, di fatto, in una “ Società Privata”.

      2 – Il denaro, dal 1944, non vale nulla – È un Semplice Strumento 

    Abbiamo visto, inoltre,  che dopo gli accordi di  Bretton Woods del 1944, con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispettivo in oro – cioè con il divieto di cambiare una banconota di carta con l’analogo corrispettivo in oro: operazione prima ammessa – la moneta sia diventata una "ricchezza fittizia" contrapposta alla “ricchezza reale”: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. (cose che invece rappresentano la vera ricchezza, quella – come vedremo – ambita dai furbi del sistema). La moneta divenne uno strumento di controllo di massa e tale da favorire lo spostamento della ricchezza reale, mediante la creazione di crisi e l’autoalimentazione del debito: per ogni euro che la “privata” BCE emette, come visto, c’è un automatico interesse da pagare.

      3 – Nasce l’Economia della Truffa – I Privati controllano gli stati  

    Abbiamo poi visto come il debito pubblico iniziò a “scoppiare e moltiplicarsi” con la successiva privatizzazione delle banche centrali e contestuale perdita della sovranità monetaria degli stati: come detto, Bankitalia fu privatizzata nel 1992 grazie al decreto Carli-Amato, che “regalò” – con l’assegnazione del 96% delle azioni – alle banche ed assicurazioni private il controllo dell’istituto un dì responsabile dell’emissione della moneta nazionale, la lira, sottraendo tale “controllo” ai cittadini ed agli organi prima deputati alla salvaguardia della sovranità monetaria degli stati: il Tesoto prima, e la Banca d’Italia poi. In seguito, il potere di batter moneta passò – in un palese disegno di accentramento – nelle mani dei “banchieri privati” della Bce (Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte, in Germania). Questa iniziò a “regalare” (attraverso aste fasulle, ed a tassi bassissimi: es.: 1%) gli euro stampati alle banche europee (ovviamente private). Banche private che poi ancora oggi, rivendono lo stesso denaro (che dovrebbe essere di proprietà dei cittadini) agli stati europei e quindi ai cittadini a tassi da usura (oggi 6%) con ricavi altissimi (es.: 5% netto) e senza muovere un dito. Con un solo click di un pc. A istituzionalizzare e legalizzare questa vera e propria “truffa”, poi, ci ha pensato l’Ue, con l’Art. 123 del Trattato di Lisbona, che “obbliga gli stati a rifinanziarsi sui mercati internazionali, e presso le banche private”. Cioè gli stati – addirittura – diventano semplici correntisti. Paradossale ma vero!

      4 – L'Arma impropria dei Titoli del Debito Pubblico  

    Lo stesso Mario Monti, come trattato in precedenti articoli, fu consulente di molti governi avvicendatisi negli ultimi decenni in Italia, e fu tra gli artefici della diffusione dei titoli del debito pubblico su larga scala. Come noto tali titoli permisero agli stati di ottenere liquidità da investire nell’economia. Come premio i sottoscrittori (privati e banche) ottenevano a scadenza del titolo, il capitale “prestato” maggiorato di interessi. Tale prassi iniziò ad ingenerare l'impennata del debito pubblico statale e gli interessi passivi a carico dei cittadini crebbero a vista d'occhio (oggi, paghiamo solo di interessi circa 80 miliardi all'anno alle banche private). Oggi, in aggiunta, lo stesso Monti in veste di premier ha di fatto esautorato lo stato italiano, privandolo della facoltà di investire in economia, (Vedi Fiscal Compact) vietando  con la complicità della Germania e dell'Unione europea (con la scusante del controllo sul debito – che lo stesso Monti ha contribuito a creare) il cosiddetto "Deficit Spending": possibilità prima riconosciuta allo stato di investire a debito nell'economia nazionale, per creare e moltiplicare la ricchezza. Funzione attribuita, oggi, al solo capitale privato ed alla speculazione.

      5 – L'Europa nelle grinfie dei Privati – Rating e Spread  

    Come visto, un tempo le agenzie di rating (agenzie private controllate da lobby) giudicavano la “salute” delle sole società private. Successivamente i politici europei le legittimarono a “giudicare” anche gli stati sovrani, causando una nuova esplosione del debito pubblico degli stati (non più sovrani, ma trattati come semplici società, o meglio, come burattini). Ciò fu “favorito” dall’euro: la moneta comune permise di mettere in paragone economie differenti della stessa Ue e di far esplodere il cosiddetto spread, favorendo l'esplodere la speculazione. Il meccanismo fu incentivato proprio dagli attacchi delle famigerate agenzie di rating. Ecco un piccolo esempio: il declassamento di uno stato come l’Italia (declassamento – come visto nei precedenti articoli – improprio e pretestuoso) rispetto alla Germania  implica un aumento del differenziale d’interesse tra titoli (spread). Tale "declassamento", cioè, implica l’aumento del differenziale (espresso in punti: come accade per un termometro che misura il livello della febbre) tra gli interessi sui titoli pubblici italiani, rispetto a quelli tedeschi. Risultati? Sette  almeno, e tutti distruttivi:

     6 – Effetti disastrosi dello Spread sull'Economia Reale  

    Spread – La Bestia è libera e vuol divorare l’Italia e l’Eurozona

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    A) Aumentano di Miliardi gli Interessi sul Debito da pagare 

     A carico dei cittadini e a vantaggio di chi sottoscrive (anche a speculatori, dunque) i titoli italiani: oggi – come detto – paghiamo ogni anno alle banche private circa 80 miliardi (l'equivalente del valore di due manovre finanziarie);

    B) Aumenta la Tassazione  

    Aumentano le trattenute statali, le accise sul carburante, le tasse e le imposte da pagare, sulle spalle dei cittadini;

    C) Aumentano i Ricavi degli Speculatori  

    Aumentano i ricavi della speculazione e delle banche: peggiore è il giudizio delle agenzie sull’Italia, maggiore sarà lo spread, maggiori saranno i ricavi della speculazione.

    D) Destabilizzazione del Sistema economico  

    La ricchezza economica reale, visto l’abbassamento dei consumi e della produzione si riduce, e si crea prima la crisi del sistema e poi la recessione, con contestuale peggioramento della situazione iniziale ed aumento della disoccupazione;

    E) Creazione di uno Stato di Schiavitù  

    Si crea uno stato di gravissima schiavitù reale che impedisce di reagire e di vivere decorosamente, aumentando il controllo da parte delle classi politiche compiacenti e colluse, nonché delle stesse banche. Non va dimenticato, infatti, che in una situazione di crisi la gente ingabbiata dal lavoro e dalle scadenze ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere e cambiare il sistema, che in tal modo si autoconserva e autodifende.  

    F) Spostamento della Ricchezza Reale  

    Spostamento della ricchezza Reale  (non denaro, ma case, terreni, oro, gioielli, pietre preziose, ecc..) o redistribuzione di classe, nelle mani di una ristretta élite di grandi speculatori (grandi gruppi bancari e finanziari) ed impoverimento delle classi medie e basse. Ciò anche attraverso l’impossibilità di pagare i debiti (es.: mutui casa) in corso visto l'altissimo livello raggiunto dal cuneo fiscale. Tali beni sono dunque soggetti a pignoramenti o a processi di svendita (quando i debitori sono semplici cittadini e padri di famiglia); privatizzazione (quando i "cosiddetti" debitori sono gli enti locali); fallimento (quando a non poter onorare più i "debiti" sono le imprese.

    G) Creazione di una Dittatura tramite il Debito 

    Si propagandano false panacee economiche (eurobond, project-bond e Fondo Salva Stati) anziché delegittimare la speculazione e "de-finanziarizzarel'economia" (ad esempio delegittimando le agenzie di rating, impedendo loro di "giudicare arbitrariamente gli stati sovrani) e intanto si procede verso un maggior accentramento del potere (vedi Stati Uniti d'Europa, MES, Fiscal Compact, Two Pack – vedi articoli precedenti) nelle mani di chi ha provocato la crisi, creando una sorta di regime che comprime e controlla sempre più ogni singola libertà dei cittadini, ridotti a mere pedine, meri schiavi obbedienti e muti. Nonché ignoranti, "grazie" alla complicità degli organi d'informazione (o disinformazione) compiacenti. Insomma, è una vera e propria "Truffa Legalizzata". Dunque, finché le banche commercializzeranno “derivati” guadagnando sul nulla (vedi in archivio – operazioni off-shore e depositi over-night); ma soprattutto finché la BCE non comprerà direttamente i titoli del debito pubblico degli stati dell’Ue; oppure finché non si tornerà alla stampa diretta delle monete da parte del Ministero del Tesoro e delle Banche Centrali (a costo zero); finché non si delegittimeranno le agenzie di Rating (ponendo fine alle ingerenze dello spread) o – in ultima ed estrema istanza – non si abbandoni l'euro attraverso un percorso di uscita controllato, la truffa continuerà, e la nostra economia continuerà ad essere basata prevalentemente sul debito inestinguibile ed illusorio, che accumuliano – come visto – addirittura ancor prima di nascere. Pazzesco, ma vero! 

      Riepilogo Conclusioni  Prima Parte 

    1) Il Debito aumenta a discrezione dei privati  

    Il debito Pubblico non l'hanno fatto gli Italiani, ma bensì esso è esploso a causa della "Finanziarizzazione dell'Economia". Il debito non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati.

    2) Il Debito è in gran parte illegale  

    Il debito – come detto – non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati, dunque è un circolo vizioso che non avrà mai fine. Dunque esso è in gran parte da considerare come illegale.

    3) Il Debito è in gran parte da considerare come "non onorabile"  

    Essendo sostanzialmente – ed in gran parte – "illegale", esso è ingannevole e pertanto può essere considerato in gran parte "assolutamente non onorabile". Ciò in quanto è in gran parte "non certo" e "non esibibile". E' la Costituzione Democratica e le Leggi della Repubblica Italiana che lo prevedono. Inoltre -come vedremo nel dettaglio, nella successiva Terza Parte di "Schiavi di un Debito Illegale" – il debito pubblico degli stati dell'Eurozona è alimentato in maniera subdola e forzata, grazie alla complicità di un sistema bancario creato ad hoc e grazie al metodo "TARGET 2".

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     Mercoledì 27 Giugno – Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte 

    Ruolo dell'Ue e del Sistema Bancario – TARGET 2