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    Radicali: ancora denaro pubblico per alimentare il pensiero unico

    Lunedì, 25 giugno / 2018 

    – di Danilo Quinto 

     Redazione Quieuropa,  Danilo Quinto,  Jorge Mario Bergoglio, Emma Bonino, Marco Pannella 

    Radicali: ancora denaro pubblico per alimentare

    il pensiero unico

    Il "vangelo radicale": da oltre vent'anni una pioggia di finanziamenti

    trasversali per dar voce al "pensiero unico" caro al "Nuovo Ordine"

     

    di Danilo Quinto

    PENSIERO UNICO

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il "vangelo radicale" sull'immigrazionismo         

    Roma – di Danilo Quinto Non è un paradosso, ma un fatto da spiegare, insieme al denaro pubblico che da decenni viene dato a Radio Radicale, strumento di propaganda del pensiero unico dominante. Migranti? “Senza di loro l'Europa si svuota”, dice Bergoglio. “Accettare la forma strutturale dei flussi migratori”, afferma Emma Bonino. I contenuti e, quindi, le posizioni sono identici. E’ un paradosso? No. E’ un fatto e sui fatti bisogna riflettere. Perché le posizioni del papa e della leader radicale collimano? Si narra che Marco Pannella, sul letto di morte, abbia detto ai suoi compagni: “Tranquilli, abbiamo vinto”. Dubito che abbia detto queste parole con il Crocifisso regalatogli da Bergoglio tra le mani, ma questo potrà confermarlo il suo “assistente spirituale”, mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, che di Pannella ha detto:

                   “Marco ispiratore di una vita più bella non solo per l'Italia,

                                        ma per questo nostro mondo,

           che ha bisogno più che mai di uomini che sappiano parlare come lui…

    io mi auguro che lo spirito di Marco ci aiuti a vivere in quella stessa direzione”. 

                                              ( Mons. Vincenzo Paglia )

    Pannella, nel corso della sua vita politica, insieme ad Emma Bonino, ha fatto vivere, nelle leggi che la sua ideologia ha prodotto, il “materialismo nichilista-relativista, l’elemento del marxismo che sopravvive nella cultura contemporanea, segnata dall’illusione di considerare il problema di Dio come insolubile o, comunque, irrilevante”, come scriveva Augusto Del Noce ne “Il suicidio della rivoluzione”. Ha costruito quel “partito radicale di massa” – espressione sempre di Del Noce, che equivale ad una profezia avverata – che è penetrato nell’intera società umana. Della società umana fa parte anche la Chiesa, che è istituzione di origine divina, ma è composta da uomini. Come i discepoli – tutti – abbandonarono Gesù nel momento del Suo calvario e la fede rimase in una sola persona, la Santa Vergine Maria, così gli uomini di Chiesa del post-sessantotto – fagocitati dal desiderio espresso dal Concilio Vaticano II di “riconciliarsi” con il mondo e perfino di “chiedergli perdono”, come dichiarò Paolo VI – hanno abbandonato Dio e non hanno proclamato più, con la forza necessaria, le Sue leggi. Quando Giovanni Paolo II e soprattutto Benedetto XVI si sono accorti che questo avrebbe portato alla dissoluzione, era già troppo tardi.

     Al servizio della modernità                                      

    Bergoglio ha evitato di confrontarsi con il nichilismo-relativista. Un pò perché non gli interessava questo tema – che ha liquidato subito con la frase-bomba “Chi sono io per giudicare” – ma soprattutto perché, per la sua indole e per il suo carattere, vuole essere un vincitore, non un vinto. D’altra parte, per essere applaudito da questo mondo e trovare consenso, quale strumento migliore c’è se non quello di sbarazzarsi dei “retaggi del passato” e inseguire la modernità?

                   I suoi interlocutori non sono gli uomini e le donne da convertire.

                   Il suo interlocutore principale è il potere, la politica in senso lato.

                           Egli stesso è protagonista della scena politica mondiale.

    Non fa una piega, da questo punto di vista, che egli invii il suo Segretario di Stato alla riunione del Gruppo Bilderberg per discutere del fenomeno migratorio.

                    Diranno mai i partecipanti alle riunioni del Gruppo Bilderberg

         che l’Europa non si svuoterebbe se non ci fosse un aborto ogni secondo?

                  Lo direbbe Emma Bonino, che ha concorso con la sua ideologia

                                allo sterminio di 6 milioni di italiani in 40 anni?

    Per questi personaggi è naturale dire che i flussi migratori devono assumere una forma strutturale. Hanno già sferrato un colpo formidabile all’Occidente con l’aborto di massa e selettivo, che ha fatto seguito al divorzio, alla distruzione della famiglia e si è accompagnato allo sdoganamento dell’omosessualismo, dei matrimoni tra le persone dello stesso sesso e perfino dei figli fatti nascere con gli uteri delle donne affittati per destinarle a questo di tipo di unioni, dell’eutanasia, della promozione della droga come panacea per le nuove generazioni.

     Basterebbe questo per migliorare il mondo?     

    La forma strutturale nella società occidentale dell’immigrazionismo del terzo millennio, è il punto di caduta di questo processo. E’ la chiave di volta per infliggere il colpo mortale e  distruggere le identità nazionali, le Patrie e rendere i popoli servi di una “coscienza collettiva” in mano ai pochi detentori del capitale globalizzato, ai rappresentanti del Nuovo Ordine che si vuole creare. Non è un caso che rappresentanti della finanza internazionale – come George Soros – finanzino quasi tutte le campagne promosse dal pensiero unico dominante. E’ la logica che profetizzava all’inizio del secolo scorso un grande convertito, Robert Hugh Benson. Uno dei protagonisti del  suo insuperabile romanzo, “Il padrone del mondo”, dice: “Dobbiamo liberarci da questa lebbra cattolica; fino a quando non ci saremo liberati, non si potrà erigere, in modo totale e pieno, il mondo nuovo, che dipende dall’uomo, dall’unità degli uomini”. L’unità degli uomini – senza differenze e senza distinzioni – sono gli uomini a realizzarla, facendo a meno di Dio. E’ quello che Bergoglio ha teorizzato in una delle tante interviste concesse ad Eugenio Scalfari e mai smentite:

                           “Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male

    e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce.

                            Basterebbe questo per migliorare il mondo”.

                                                 ( J.M. Bergoglio )

     Quel che il cattolico deve testimoniare                   

    I cattolici sanno che Gesù non è venuto sulla Terra per migliorare il mondo, perché nel mondo – a causa del peccato originale – si confrontano e si confronteranno sempre, fino alla fine dei tempi, mescolate nel tempo, due città, come diceva  Sant’Agostino.

                                        Gesù è venuto in mezzo a noi per salvarci

                                   e per farci abitare la città del bene per l’eternità

               in base alle leggi che Dio ci ha dato e che Lui ha confermato e integrato.

    Questo il cattolico deve testimoniare nella sua vita terrena per guadagnarsi il Paradiso.

    Non può essere tiepido in questa sua testimonianza e consentire, anche con la sola omissione, che il male si propaghi. Per questa ragione il cattolico deve agire e compiere atti di bene e di giustizia, fino in fondo, anche al prezzo della sua vita. Perché sa che esiste l’ultimo giudizio, dove, come scrive Sant’Agostino, le due città saranno separate: «l'una per raggiungere la vita eterna in compagnia con gli angeli buoni sotto il proprio re, l'altra per essere mandata nel fuoco eterno con il suo re in compagnia degli angeli cattivi». Non è vero che i cattolici – quelli che sono rimasti tali – devono stare nel silenzio, come qualcuno consiglia o vuole far credere. Devono combattere. Hic et nunc. Facciamo un esempio, che a molti darà fastidio. A maggior ragione, lo facciamo lo stesso. L’ideologia del pensiero unico o del “partito radicale di massa”, penetrato anche nella Chiesa, ha avuto ed ha in Italia uno strumento formidabile per la sua propaganda: Radio Radicale.

     Il caso "Radio Radicale"                                               

    L’esistenza dei radicali e di Radio Radicale, è stata consentita grazie a quelle decisioni, prese di volta in volta da entrambi gli schieramenti con uno spirito e una volontà bipartisan senza precedenti, attraverso un’enorme elargizione di denaro di provenienza pubblica. Nell’agosto 2008 – Governo Berlusconi – Radio Radicale è stata l’unica emittente esclusa dal ridimensionamento dei fondi pubblici per l’editoria, in quanto impresa radiofonica privata che ha svolto attività di interesse generale ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 23: questa legge sancisce il primo cespite di finanziamento a favore di Radio Radicale, che corrisponde a 4 milioni di euro l’anno. Nel corso di ogni esercizio finanziario, vengono esaminate ed istruite, dal Dipartimento per l’Editoria, le domande per l’ammissione ai contributi e alle agevolazioni relativi all’anno precedente. L’ultima entrata per Radio Radicale è quella del 2016. Quest’anno riceverà quella relativa al 2018. E’ interessante il fatto che Radio Radicale è l’unico ente a ricevere questo introito in quanto impresa radiofonica che abbia svolto attività d’informazione d’interesse generale. La legge n. 23 del 1990 venne approvata per sancire l’esistenza di emittenti radiofoniche che avessero nei tre anni precedenti trasmesso quotidianamente propri programmi informativi su avvenimenti politici, religiosi, economici, sociali, sindacali o letterari per non meno di nove ore comprese tra le ore sette e le ore venti e avessero esteso il numero di impianti al 50% delle province e all’85% delle regioni. È anche la legge che elargisce a Radio Radicale (una tantum, allora) i primi dieci miliardi di derivazione pubblica. Sempre nel 1990 venne approvata la cosiddetta “legge Mammì”, che attribuiva alla Rai-Tv il compito di trasmettere le sedute parlamentari, ma questa disposizione restò misteriosamente lettera morta. Radio Radicale continuò a svolgere il suo servizio e non volle più inseguire finanziamenti una tantum. Preferì perseguire un’altra strategia: quella della convenzione con lo Stato per la trasmissione delle sedute parlamentari. Puntualmente, la ottenne.

      Da Prodi a Berlusconi                                                

    Quando il governo Prodi nel 1997 rifiutò di rinnovare la convenzione con Radio Radicale per la trasmissione delle dirette dal Parlamento e la Rai-Tv si accinse a creare la propria rete radiofonica, senatori a vita, presidenti emeriti della Corte Costituzionale e molti parlamentari, tra i quali numerosi furono i cosiddetti cattolici, chiesero al governo di considerare decaduta la disposizione della legge Mammì che imponeva la realizzazione della rete radiofonica Rai per il Parlamento, di prorogare per altri tre anni la convenzione con Radio Radicale e di affidare la convenzione in occasione del rinnovo successivo tramite una gara. Venne così approvata la legge 11 luglio 1998, n. 224, che s’intitolava: “Trasmissione radiofonica dei lavori parlamentari e agevolazioni per l’editoria”. Mentre la legge confermava lo strumento della convenzione da stipulare a seguito di gara e nelle more rinnovava la convenzione con Radio Radicale per un ulteriore triennio, venne mantenuto l’obbligo per la Rai-Tv di trasmettere le sedute parlamentari tramite Gr Parlamento, impedendole però di ampliare la rete radiofonica fino all’entrata in vigore della legge di riforma generale del sistema delle comunicazioni. Nel 2001, 2004 – governo Berlusconi – e 2006 – governo Prodi – la convenzione con Radio Radicale venne rinnovata ogni volta all’interno delle disposizioni della legge finanziaria! Come avviene ancora oggi: l’importo è di 10 milioni di euro l’anno. L’ultimo è stato erogato, per il 2018, con la legge finanziaria approvata nel dicembre 2017. Uno spreco che definire inutile è poco, nonostante la legge 11 luglio 1998 n. 224 dica che la convenzione è solo provvisoria – provvisoria da vent’anni! Come diceva Giuseppe Prezzolini “In Italia non c’è nulla di più definitivo del provvisorio e nulla di più provvisorio del definitivo” – perché il servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari deve essere concesso alla Rai attraverso una rete radiofonica (in aggiunta alle tre esercitate in base all’atto di concessione) riservata esclusivamente a tale scopo. E la Rai, dal canto suo, ha iniziato la trasmissione delle sedute parlamentari attraverso Gr Parlamento, così come le sedute parlamentari vengono trasmesse costantemente sui canali satellitari.

     Milleproroghe e rinnovo della convenzione               

    Il 30 dicembre 2009 – governo Berlusconi – con la pubblicazione del decreto legge “Milleproroghe” in Gazzetta Ufficiale, la convenzione venne di nuovo rinnovata: la durata venne ridotta da tre a due anni. Durante la discussione sulla manovra finanziaria dell’estate 2011, fu presentato un ordine del giorno – dichiarato inammissibile dal presidente della Camera per estraneità di materia – che “impegna il governo a provvedere, entro la fine del 2011 alla proroga della convenzione tra il ministero dello Sviluppo economico e la Centro di produzione S.p.A., per gli anni 2012, 2013, 2014, stipulata ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 11 luglio 1998, n. 224, individuando, allo scopo, le risorse necessarie quantificate in 10,2 milioni di euro per ciascuno degli anni”. Riferisce il sito di Radio Radicale che “subito dopo la dichiarazione di inammissibilità, i deputati radicali hanno continuato la raccolta delle firme trasformando l’atto istituzionale in atto politico. Ora la raccolta delle sottoscrizioni è aperta anche ai senatori, ai deputati europei e ai consiglieri regionali di tutta Italia che, con la loro firma, intendano sostenere Radio Radicale e il servizio pubblico che svolge”. Quel testo, è stato sottoscritto – riferisce sempre il sito di Radio Radicale – da 568 parlamentari, la maggioranza assoluta di entrambe le Camere. Moltissimi bei nomi di tutti i gruppi parlamentari e tanti cattolici o che si professano tali. Per citarne solo alcuni: da Pierluigi Castagnetti a Giuseppe Fioroni; da Mario Baccini a Laura Bianconi; da Marco Follini a Maria Pia Garavaglia; da Luigi Bobba a Renato Farina; da Gianfranco Rotondi a Savino Pezzotta; da Gero Grassi a Franco Marini, da Enrico Gasbarra a Eugenia Roccella.

     L'interrogazione di Gramazio                                      

    Nel 2006, il 28 luglio, la seduta è la numero 28 del Senato della Repubblica, Domenico Gramazio di Alleanza Nazionale rivolse un’interrogazione a risposta scritta – la numero 4-00411 degli atti parlamentari – al Presidente del Consiglio dei Ministri. I radicali, in quella legislatura, erano per la prima volta nella loro storia al Governo, con Emma Bonino ministro del Commercio Internazionale e alle Politiche europee. Il senatore Gramazio scriveva: “Nel mese di ottobre 2006 viene a scadenza la convenzione tra la Presidenza del Consiglio dei ministri ed il Centro di produzione S.p.a., proprietaria di Radio Radicale; i fondi confluenti in questa società, che percepisce finanziamenti quale organo di stampa della Lista Pannella e compensi per la trasmissione di servizi parlamentari, sembra che vengano trasferiti nelle casse della Lista Pannella, in tal modo finendo per costituire un ulteriore, surrettizio finanziamento pubblico al partito; dai bilanci pubblicati del Partito Radicale nell’anno 2004 risulta che questo ha un debito verso il Centro di produzione, ma un credito nei confronti della Lista Pannella del medesimo importo. Ciò potrebbe costituire, a giudizio dell’interrogante, sostanzialmente una partita di giro, che potrebbe preludere a surrettizi trasferimenti di somme tra Centro di produzione S.p.a. e Lista Pannella, utilizzando quale mezzo il Partito Radicale. Si chiede di sapere: quali controlli vengano esercitati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento dell’editoria, perché i fondi assegnati siano effettivamente destinati alle finalità previste nella convenzione”. La risposta fu il silenzio.

     La risposta fu l'archiviazione                                        

    Il 7 aprile 2006 avevo presentato alla Procura della Repubblica di Roma una querela-denuncia che illustrava una serie di fatti. Spiegai come Radio Radicale sembrava fosse un veicolo per far pervenire denaro alla Lista Pannella e di qui ad altre componenti del mondo radicale, aiutate, in caso di difficoltà, proprio dalla Lista Pannella. Tra questi fatti, citai la natura del debito di 2.817.000 euro del Partito Radicale verso il Centro di Produzione S.p.A., proprietario di Radio Radicale: un mero giroconto del credito che, a sua volta, vantava allo stesso titolo nei confronti della Lista Pannella. Questo perché i servizi del Centro di Produzione alla Lista Pannella erano bypassati attraverso il Partito Radicale, che rimase formale debitore, senza aver goduto nulla; mentre il debito del Partito Radicale nei confronti del Centro di Produzione era rappresentato da un atto di transazione da me sottoscritto, del credito del Partito Radicale verso la Lista Pannella vi era traccia solo in copie di bonifici effettuati a favore della Lista Pannella che avevano origine nel 1999. In quell’anno, la Lista Pannella ebbe necessità di risorse economiche per finanziare la campagna elettorale, ma verosimilmente non si volle far apparire un dirottamento di denaro dal Centro di Produzione, che equivale a dire Radio Radicale, bensì di utilizzare il Partito Radicale, che facesse formalmente da tramite, ricevendo le somme da Torre Argentina Società di Servizi ad altro titolo formale. Chiesi nella denuncia se si potesse configurare un’ipotesi di reato (l’uso di denaro pubblico a fini privatistici). La risposta fu l’archiviazione.

     Non mi hanno scoraggiato, ma fortificato nella fede 

    Io non ho combattuto queste ed altre battaglie contro l’ideologia del pensiero unico, di cui sono stato militante per una grande parte della mia vita, a titolo personale. Le ho combattute per affermare la verità. Ho subito ogni sorta di persecuzioni ed ostracismi.

               Non mi hanno scoraggiato, ma mi hanno fortificato nella fede, perché

                        la conversione è anche purificazione per il male compiuto.

    Ancora oggi, come accadrà il prossimo 20 luglio, sono costretto a frequentare i tribunali, per la denuncia di un radicale che si duole di due parole, “servo sciocco”, scritte in corsivo nel mio primo libro di 6 anni fa, in cui io stesso mi definivo “servo di Pannella”. Non m’interessa la mia sorte.

           L’ho dedicata a Cristo e questi anni di battaglie mi hanno insegnato che

                                   chi sta con Cristo non può temere nulla.

    Come ho già scritto, dico solo ai cattolici (il mio amico Mario Palmaro spesso si chiedeva: dove sono?): se non volete difendere me perchè sono antipatico, vi sbatto in faccia la verità e mi odiate, utilizzate almeno la mia storia di persecuzione per chiedere l'eliminazione dei contributi pubblici, pari a 15 milioni di euro, che Radio Radicale riceve ogni anno da oltre vent'anni. Sarà un’opera di giustizia contro l’ideologia del pensiero unico, ovunque questo si annidi. Fatelo ora!

    Danilo Quinto / iniziativa di libero confronto:

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    Messaggio personale ai lettori e ai miei amici – Lunedì 18 giugno sono stato presente a Roma all'ennesima udienza del processo che sto subendo per diffamazione su denuncia da parte dei radicali per le parole “servo sciocco” scritte in corsivo nel mio primo libro di 6 anni fa e per un'altra frase in cui spiegavo come Pannella intervenisse nei rapporti privati tra le persone. La prossima udienza si terrà il 20 luglio. Di fronte a questa persecuzione giudiziaria, chiedo a chi vuole una preghiera e a chi può di aiutarmi ad affrontare le spese per la mia difesa, perchè non mi hanno concesso il patrocinio gratuito. Il mio cc è su UNICREDIT intestato Pasquale Quinto IBAN IT 22 I 02008 67171 000104880997. Per i versamenti dall’estero: Codice BIC/SWIFT UNCRITM1B88. Grazie.

    Un caro saluto, Danilo Quinto

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    – di Danilo Quinto 

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    Migranti: quella strana sinergia che unisce

    Bergoglio, Bonino e Soros

    Sui migranti, Bergoglio dice le stesse cose di Bonino e Soros e

    della sinistra condannata dalla storia e anticristica

     

    di Danilo Quinto

    PIANO KALERGI

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Uno strano fil rouge.. una bizzarra sinergia        

    Roma – di Danilo Quinto Inserendosi nel dibattito di questi giorni sulla nave Acquarius e sull’ineccepibile posizione assunta dal Governo italiano ed in particolare dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini, Bergoglio sostiene che “i migranti possono arricchire la nostra società”. Usa parole quasi identiche a quelle di Emma Bonino, titolare di una campagna politica dal titolo “Ero straniero, l'umanità che fa bene”, alla quale lo stesso Bergoglio ha dato la sua adesione (politica) – dopo averla definita, al pari di Giorgio Napolitano, “grande italiana” per la sua conoscenza delle questioni che riguardano l'Africa ed averla ricevuta in Vaticano più volte – e grazie alla quale la Bonino viene invitata in molte chiese di questo paese per dibattere sul tema e “ammaestrare le genti”. Se affermassi, come affermo, che i due – il papa e la leader del pensiero unico dominante – parlano e agiscono in modo sinergico, c'è qualcuno che potrebbe obiettare qualcosa? Non è singolare che il Vicario di Cristo, il dolce Cristo in Terra – come definiva il papa Santa Caterina da Siena – ed uso quest'espressione con qualche pudore rispetto al caso da esaminare, si trovi così allineato alle posizioni della Bonino e di George Soros?

     Bonino, Bilderberg & Co                                           

    Potremmo dire anche a quelle di Lilli Gruber – più volte invitata alle riunioni segrete del Club Bilderberg – che invita Salvini nella sua trasmissione con il proposito di togliergli la parola in continuazione, soprattutto quando il Ministro dell'Interno cita George Soros. Il grande speculatore finanziario internazionale – che ha dichiarato egli stesso alle Nazioni Unite il 19 settembre 2016, durante il summit dell’ONU sulle migrazioni, di finanziare i flussi migratori – deve essere protetto. Di quello che fa per destabilizzare il mondo, non si deve parlare. Così com'è necessario far credere che siano innocue le riunioni segrete del Club Bildeberg, nelle quali qualche parola viene sicuramente spesa sulla gestione del fenomeno migratorio, che interessa a tanti, troppi, perchè è un’arma formidabile per destabilizzare intere società. L'ha fatto la Bonino, ospite sempre della Gruber, a “Otto e mezzo” dell’8 febbraio 2018. Nei due minuti finali, con la conduttrice che la guarda attonita, dice:

                    “Se abbiamo finito, vorrei dire una cosa a lei.

                           La prossima volta che viene Travaglio,

       gli può spiegare che il Gruppo Bildeberg non è il Ku Klux Kan?"

    "No, perché io vengo accusata di aver partecipato una volta durante la crisi della mucca pazza. Magari se glielo dice e gli dice anche che lei ci va qualche volta, come Bernabè, come Gozi, come Fabiola Giannotti, come Maurizio Molinari. Il Ku Klux Kan è un’altra cosa! Glielo vuole dire, per favore?”. Il Vaticano l'ha ascoltata: all'ultima riunione che si è svolta a Torino ha inviato il Segretario di Stato, il cardinale Parolin. Se ci va la Chiesa, dev'essere una cosa buona, qualcuno dirà.

     Quale Chiesa?                                                              

    Quale Chiesa? Quella di Bergoglio, che è un'altra Chiesa, rispetto a quella fondata da Nostro Signore Gesù Cristo. Egli sa che i migranti o i poveri, in senso più lato, in quanto tali, non si salvano se non si convertono. Non chiede mai la loro conversione, però. Non dice mai una parola sulle opere di misericordia spirituale e non ricorda mai la frase di Cristo riportata nei Vangeli e rivolta al principe delle tenebre. Quando è solo nel deserto, per preparare la Sua missione tra gli uomini, il diavolo Lo tenta più volte. Una di queste volte, Gli dice: «Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane». Nostro Signore gli risponde: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,3-6). Dice Francesco d’Assisi, il rifondatore della Chiesa Cattolica, di cui Bergoglio ha preso il nome da papa: «Non sono più io che vivo. È Cristo che vive in me».

             La povertà del santo non è il fine. È un mezzo per operare la conversione,

                   offerto come esempio a colui che vuole imitare Gesù e cercare Dio.

    Non ha nulla a che fare con le ingiustizie e le diseguaglianze sociali o con la mancanza o lo sfruttamento del lavoro, condizioni e situazioni che l’umanità ha conosciuto lungo tutta la sua storia a causa del peccato originale. Condizioni che c’erano prima della venuta sulla terra di Cristo e che ci saranno sempre, fino alla fine dei tempi.

                             Dio manda nel mondo Suo figlio per salvare le anime,

                                          non per soddisfare i bisogni materiali.

    Gesù non è venuto nel mondo per togliere i poveri dalla loro condizione. È venuto per redimerli e infondere anche in loro il messaggio della salvezza. Francesco si veste della povertà evangelica, quella spirituale. La prima delle beatitudini:

                        «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli»

                                                                (Mt, 5-3)

    Il concetto di povero è un concetto religioso, non mondano. Non riguarda la situazione sociale o le condizioni materiali della povertà, ma quelle spirituali. Era già presente nell’Antico Testamento: «Cercate il Signore voi tutti, umili della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l'umiltà, per trovarvi al riparo nel giorno dell'ira del Signore» (Sof. 2,3). Il povero è colui che davanti a Dio si mette a nudo, vestito solo della sua umiltà, che non propone nessun merito davanti al Signore, che fa penitenza e confida nella Sua misericordia per essere salvato.

     Bergoglio queste cose le sa?                                    

    Bergoglio queste cose le sa? Certo che le sa, ma egli – dalle strategie mediatiche adottate, vicine a quelle di personaggi come Bonino e Soros – Ndr – dimostra di non avere alcuna intenzione di custodire e tramandare la fede. Non intende convertire, come più volte ha dichiarato. Non intende proporre – come suo primo dovere – gli insegnamenti di Cristo. Egli sembra voglia fare – in sostanza – politica. Mera politica.

                                  Una politica buonista, di sinistra, anticristica,

                                               che la storia ha condannato.

    I suoi “alleati” – del resto – non sono i poveri o i migranti. Sono coloro – come la Bonino e Soros – che attraverso i poveri e i migranti vogliono trarre profitto per la loro azione politica e per costruire una società che faccia a meno di Cristo.

    Danilo Quinto (Copyright © 2018 Qui Europa)

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     Un messaggio personale a lettori e amici             

    Messaggio personale ai lettori e ai miei amici – Lunedì 18 giugno sarò presente a Roma all'ennesima udienza del processo che sto subendo per diffamazione su denuncia da parte dei radicali per le parole “servo sciocco” scritte in corsivo nel mio primo libro di 6 anni fa e per un'altra frase in cui spiegavo come Pannella intervenisse nei rapporti privati tra le persone. Di fronte a questa persecuzione giudiziaria, chiedo a chi vuole una preghiera e a chi può di aiutarmi ad affrontare le spese per la mia difesa, perchè non mi hanno concesso il patrocinio gratuito. Il mio cc è su UNICREDIT intestato Pasquale Quinto IBAN IT 22 I 02008 67171 000104880997. Per i versamenti dall’estero: Codice BIC/SWIFT UNCRITM1B88. Grazie.

    Un caro saluto, Danilo Quinto

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  • Condannato Danilo Quinto, promossa Emma Bonino?

    Condannato Danilo Quinto, promossa Emma Bonino?

    Sabato, 17 febbraio / 2018 

    – di Emanuele Barbieri –

     Redazione Quieuropa, Emmanuele Barbieri, Danilo Quinto, Emma Bonino, processo       

    Condannato Danilo Quinto, promossa

    Emma Bonino?

    La storia e il doloroso travaglio giudiziario di Danilo Quinto,

    ex tesoriere di Pannella, dopo il rinnegamento della sua

    esperienza con il mondo radicale e la sua

    conversione al cattolicesimo

     

    di Emmanuele Barbieri

    DANILO QUINTO
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Condannato Quinto, promossa la Bonino?          

    Roma – di Emanuele Barbieri – Il 22 febbraio, se non ci saranno ulteriori rinvii, Danilo Quinto, sarà processato per diffamazione a mezzo stampa. Quinto, ex tesoriere del Partito Radicale, è autore di un libro dal titolo Da servo di Pannella a figlio libero di Dio (Fede e Cultura, Verona 2012, con una prefazione di S. E. mons. Luigi Negri), in cui racconta dettagliatamente i retroscena del potere del Partito radicale, nelle cui fila ha trascorso una parte significativa della propria vita. Dopo essere già stato condannato per avere sottratto al Partito radicale gli stipendi che non aveva riscosso, ora è stato rinviato a giudizio per decreto (senza essere mai stato ascoltato, quindi) dopo 4 anni dalla pubblicazione del suo libro, per 2 parole scritte in corsivo (servo sciocco), riferite ad un ex deputato radicale. Una metafora, scritta in un libro in cui egli stesso si definiva servo di Pannella e che conteneva dure e documentate accuse nei confronti dei radicali e di molti personaggi – che si autodefiniscono cattolici – a loro ancora attualmente collegati. Marco Tosatti, sul suo blog Stilum Curiae giustamente osserva: «Nel 2018 in Italia è possibile dover subire un processo per aver scritto frasi del genere, e forse anche essere condannati, quando ogni giorno sui giornali, sui social e in televisione siamo testimoni di accuse a attacchi di ben altra gravità? Purtroppo temiamo di essere buoni profeti se diciamo che i mass media mainstream, quelli che si stracciano le vesti su ogni ombra di – ismo possibile, specialmente se di realtà assai flebile, non se ne occuperanno; e certamente non in maniera critica, dal momento che la controparte è l’area Radicale, che come sappiamo ha permeato giornali, classe politica e ha allungato le sue propaggini anche sotto il Cupolone. Così come tacerà certamente – speriamo di sbagliarci – l’Ordine dei Giornalisti, che ben dovrebbe riconoscere in accuse del genere un serio attentato alla libertà di espressione e opinione».

     Emma Bonino. Dagli aborti al Quirinale?             

    Mentre Quinto è processato, presenta la sua candidatura al Parlamento Emma Bonino (alla quale lo stesso Quinto ha dedicato il libro Emma Bonino. Dagli aborti al Quirinale?, Fede e Cultura, Verona 2013). La Bonino è entrata nel 1975 nella vita pubblica, quando l’aborto era ancora un reato, vantandosi di avere abortito, e promuovendo migliaia di aborti clandestini, praticati, secondo quanto lei stessa racconta, con una pompa di bicicletta. Un’impresa, che costò l’arresto ad alcuni suoi compagni ma non a lei che, dopo essersi autodenunciata, scappò all’estero, per rientrare poi in Italia a scontare

    «dieci giorni di carcere che le aprirono, l’anno successivo – le porte del Parlamento»

                                       (Corriere della Sera, 30 settembre 1997).

    Da allora la risonanza mediatica delle sue iniziative trasgressive, insieme agli arresti e ai fermi di polizia (impossibili elencarli tutti) è stata una costante di tutta la sua attività. Eletta nel 1976 in Parlamento con il Partito Radicale, ne divenne Segretario Nazionale dal 1993 al 1994 e, nelle fila di quel Partito, fu rieletta deputato in tutte le legislature, fino al 1994. Nel 1983 contribuì a screditare l’istituzione parlamentare facendo eleggere deputato, nelle fila radicali, Tony Negri, «considerato l’ideologo del ‘terrorismo rosso’» in Italia (La Stampa, 6 agosto 1999), il quale, in carcere dal 1979, dopo numerose condanne, beneficiando dell’immunità parlamentare, ne approfittò per fuggire all’estero.

     1987 – Una poltrona per Cicciolina                         

    Nel 1987 la Bonino fece guadagnare la poltrona alla Camera dei Deputati all’attrice pornografica ungherese Ilona Staller, detta Cicciolina. Insieme presenteranno varie proposte di legge, per

                           l’abrogazione del reato sul “comune senso del pudore”,

    per l’istituzione di una “educazione” sessuale obbligatoria per tutti gli studenti di ogni ordine e grado, ed un referendum per l’abolizione della censura. La leader radical-abortista ha partecipato a tutte le campagne del Partito radicale distinguendosi sempre in prima fila nella

                  “rivoluzione sessuale” contro l’istituto tradizionale della Famiglia.

     "Distruggiamo le famiglie!"                                       

    Da convinta femminista ha fatto suo, concretandolo in vari progetti politici, lo slogan della celebre manifestazione femminista a Roma del 6 dicembre 1975:

                         «Non più mogli, madri, figlie! Distruggiamo le famiglie!».

    Emma Bonino è stata nominata Commissario Europeo da Berlusconi, Ministro degli Esteri del Governo Letta (2011-2013), ed ora è stata candidata dalla coalizione di Matteo Renzi per il Senato al collegio uninominale di Roma Gianicolense, oltre ad essere presente in vari listini del proporzionale come capolista della coalizione. Gode della simpatia di papa Francesco ed è longa manus in Italia di George Soros.

    DANILO QUINTO

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La storia di Danilo Quinto                                       

                                                        Danilo Quinto,

                   dopo la sua conversione, è divenuto un cattolico praticante,

                       conduce un’esistenza di sofferenza materiale e morale

                                    ed è perseguitato dalla lobby laicista.

                  Ora Danilo Quinto rischia di essere nuovamente condannato 

                 ed Emma Bonino di essere nuovamente eletta in Parlamento.

                                                  (Emmanuele Barbieri).

     L'appello                                                                         

    Fate conoscere questa storia. Diffondete quest’articolo. Per quanto mi riguarda non arretrerò di un millimetro dalla mia battaglia di verità e libertà, umilmente, finchè Dio me lo consentirà. Chi vuole aiutarmi può farlo con le preghiere; acquistando i miei libri; partecipando alle conferenze (il 17 febbraio sarò a Verona, il 24 febbraio a Cortina d’Ampezzo); dandomi una mano, utilizzando il cc di mia moglie:

                                        LIDIA TAMBURRINO – UNICREDIT

                                  IBAN IT 69 M 02008 67171 000401223296

                       BIC/SWIFT UNCRITM1NR3 – CAUSALE DONAZIONE

                                                          (Danilo Quinto)

     

    Emmanuele Barbieri – Fonte originaria Corrispondenza Romana

    partecipa al dibattito:

    infounicz.europa@gmail.com / redazione.quieuropa@gmail.com

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  • Verità e menzogne – La realtà fotografata da Danilo Quinto, ex-tesoriere di Pannella

    Verità e menzogne – La realtà fotografata da Danilo Quinto, ex-tesoriere di Pannella

    Mercoledì, 1 Giugno/ 2016   

     – di Sergio Basile 

    Redazione quieuropa, Sergio Basile, Danilo Quinto, Marco Pannella, Verità e Menzogne, radicali, islamizzazione programmata del paese, influenza dei gruppi di potere internazionalisti, massoneria, deriva europeista, schiavitù monetaria, mercificazione del sesso, omosessualizzazione indotta della società; stranezze post-conciliari, Chiesa, due papi, foibe, Patto del Nazareno, Silvio Berlusconi, Giulio Andreotti ,  George Soros, Vasco Rossi, Giorgio Gaber, Emma Bonino, Erri De Luca, Totò Riina, Pier Paolo Pasolini, Massimo D’Alema, triade dei governi tecnici, Monti-Letta-Renzi, Umberto Veronesi, Eugenio Scalfari, Romano Prodi, Ignazio Marino, Giorgio Napolitano, Aldo Moro, Papa Benedetto XVI, Papa Francesco 

    Verità e menzogne – La realtà fotografata da Danilo

    Quinto, ex-tesoriere di Pannella

    Un libro controcorrente, maturato dopo la conversione al

    Cattolicesimo e dopo i gravi fatti che stanno risucchiando

    la società italiana, in un vortice di autolesionismo

     

    di Sergio Basile

    Danilo Quinto - Verità e Menzogne

     Profilo dell'autore – Chi è Danilo Quinto?                                                     

    Roma  di Sergio Basile  Danilo Quinto è stato per lungo tempo tesoriere del Partito Radicale, realtà politica su più fronti dipinta come la "più formidabile macchina mangiasoldi della partitocrazia italiana(1). Quinto, trovandosi a "gestire" milioni e milioni di euro, è stato per molti anni braccio destro di Marco Pannella: politico e "amico" al quale – sia pur rinnegando i suoi trascorsi coi radicali – riservò una toccante "lettera d'amore"(2) – scritta e resa pubblica in un video (3) pochi giorni prima della morte del leader radicale – contenente un accorato invito alla Conversione (e Confessione). La vita del "tesoriere dei radicali" conosce però una svolta ben più rilevante dell'incontro con Pannella: la Conversione a Gesù Cristo, avvenuta tramite il provvidenziale incontro con la moglie e compagna di vita, cresciuta – come confessatomi dallo stesso – nell'humus della spiritualità benedettina.

    (1) Come, tra l'altro, ben illustra Mauro Suttora in «Pannella & Bonino Spa» – vedi qui: Pannella & Bonino spa, una holding con bilanci da decine di miliardi

    (2) Vedi qui: Lettera d’amore a Marco Pannella – di Danilo Quinto 

    (3) Vedi qui: Video – Lettera d'amore a Marco Pannella

    Danilo Quinto - Verità e Menzogne

     Verità e menzogne – Un libro "non politicamente corretto"                     

    Nel suo ultimo libro "Verità e menzogne" (4) (ed. Solfanelli) l'autore prende nettamente le distanze da quel mondo di ambiguità, ben incarnato "dall'anima radicale" che, dopo la sua conversione al Cattolicesimo, guarda con distacco e preoccupazione. Egli esamina con lucido spirito critico – proprio di chi è passato "dall'altra parte della barricata", dopo un profondo esame di coscienza – le più calde vicende di cronana e politica, nazionali ed internazionali, denunciando il declino pilotato e silenziato della società italiana, finita in un tenebroso vortice di autolesionismo cronico. L'autore spazia dall'islamizzazione "programmata" del paese all'influenza dei gruppi di potere internazionalisti e giudeo-massonici; dalla deriva europeista alla schiavitù monetaria; dalla mercificazione del sesso (sempre più accettata e normalizzata dai gruppi di potere e dai sottoposti della politica) all'omosessualizzazione indotta della società (5); dalle stranezze post-conciliari alla presenza (unica nella storia della Chiesa) di due papi; dalle foibe al "Patto del Nazareno" (6).

    (4) Vedi qui: Edizioni Solfanelli – Danilo Quinto, Verità e Menzogne

    (5) Vedi qui: Oltre il matrimonio sodomitico – Porte aperte alle adozioni gay

    (6) Forse, visto quel che sta accadendo, sarebbe stato più coerente chiamarlo "Patto Contro il Nazareno" (Ndr)

    Danilo Quinto - Verità e Menzogne

     Controcorrente                                                                                                   

    Molti anche i personaggi citati e "radiografati" – con critica misurata ma pungente – appartenenti al mondo della cultura, della politica, della Chiesa e dell'industria dell'intrattenimento: da Marco Pannella (il grande manipolatore) a Silvio Berlusconi; da Giulio Andreotti a George Soros; da Vasco Rossi a Giorgio Gaber; da Emma BoninoErri De Luca; da Totò Riina a Pier Paolo Pasolini; da Massimo D’Alema alla triade dei governi tecnici – imposti dall'alto –  Monti-Letta-Renzi; da Umberto Veronesi a Eugenio Scalfari; da Romano Prodi a Ignazio Marino; da Giorgio Napolitano ad Aldo Moro; da Papa Benedetto XVIPapa Francesco: passando per il paradosso dei "parlamentari cattolici firmatari di appelli a favore di Radio Radicale", ai "vescovi che parlano di Costituzione e non di Vangelo". Insomma un'opera intrigante, "politicamente scorretta" e coraggiosa, ricca di spunti e frecciate. Un libro, da leggere d'un fiato, che si scaglia, con onestà intellettuale, decisamente controcorrente rispetto all'impetuoso fiume del pensiero unico dominante che tutto travolge.

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)   

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     Videomessaggio in allegato                                                                                                
     

    Danilo Quinto – Video – Lettera d'amore a Marco Pannella | Facebook

    Danilo Quinto – Lettera d’amore all’amico Marco Pannella

    Danilo Quinto – Video – Lettera d'amore a Marco Pannella | Facebook

     
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  • In morte di Marco Pannella: coerente Mefistofele vicino al potere

    In morte di Marco Pannella: coerente Mefistofele vicino al potere

    Sabato, 21 Maggio/ 2016   

    – di Roberto Pecchioli –

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Marco Pannella, Mefistofele, massoneria, Englaro, Partito Radicale, Sergio Mattarella, Emma Bonino, Vasco Rossi, Welby, diffusione della droga, aborto, finto pacifismo di Marco Pannella 

    In morte di Marco Pannella: coerente Mefistofele

    vicino al potere

    Le strategie, il finto pacifismo e lo stile del gran sacerdote

    della politica italiana

     

    di Roberto Pecchioli

    Pannella – Coerente Mefistofele vicino al potere

     Sulla morte di Marco Pannella                                                                        

    Roma  – di Roberto Pecchioli – Un vecchio proverbio spagnolo ammonisce “non si fa legna con l’albero caduto”. Marco Pannella è morto, e sia dunque pace all’anima sua, se ne possedeva una. Tra le idiosincrasie di chi scrive c’è il fastidio per l’unanimità: il coro di elogi, il “coccodrillo” dolciastro nei confronti dell’icona radicale mi è estraneo. Da cristiano, ho l’obbligo di pregare per lui, ma, parlandone da vivo, come diciamo dalle mie parti, mi spiace soltanto che Pannella sia campato così a lungo. Pure il Dalai Lama si mostra dispiaciuto per la dipartita di Pannella, e la sala stampa vaticana elogia il suo lavoro politico (1). L’Osservatore Romano si limita a titolare che le sue battaglie furono “talora discutibili”. Incredibilmente, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ne sottolinea “la distanza dal potere”, tutti parlano di un "guerriero non violento".  Non ci sto, non sono d’accordo su nulla, e se anche fossi l’unico italiano anti-pannelliano, ne sono orgoglioso. Marco Pannella ha condotto, e purtroppo spesso vinto, battaglie disgustose. Anche senza parlare del divorzio… rimane tutto il resto: aborto, eutanasia, liberalizzazione della droga, omosessualismo, finto pacifismo, femminismo ideologico, mondialismo, europeismo esasperato ed antinazionale, transumanesimo, scissione delle biotecnologie  e della riproduzione artificiale da qualsiasi considerazione etica, disprezzo della religiosità .

    (1) Vedi qui video: Pannella / Padre Lombardi: "Una bella eredità???"

     L'eredità di Marco Pannella e la distruzione della famiglia                       

    Sono questi i valori, o disvalori per cui si è battuto Pannella. Il risultato è sotto gli occhi di tutti . Un’Italia in cui la famiglia è praticamente distrutta, ed il divorzio, da "triste necessità" è diventato routine e le convivenze hanno sostituito lo stesso matrimonio civile, solo gli invertiti aspirano a diventare sposi. L’eutanasia, che Pannella ha ampiamente sdoganato con i casi Welby ed Englaro è diventata pressoché normale agli occhi della maggioranza, e non ci si chiede neppure più se è lecito essere padroni della vita.

     Il feto radicale: semplice, banale, escrescenza nel corpo della donna     

    Quanto all’aborto, una cosa è ammetterne alcuni casi in situazioni molto difficili (es.: il rischio della vita della madre), un altro è farlo diventare un diritto civile della donna. Il feto è stato derubricato, come nelle elaborazioni del femminismo più estremo, quello della sua sodale Bonino e di Adele Faccio di qualche decennio fa, ad escrescenza nel corpo della donna, da estirpare, espellere, buttare via senza alcun rimorso. Le foto di Emma Bonino che pratica personalmente aborti con pompe di bicicletta sono scolpite nel mio animo come qualcosa di grave e persino empio. Sulle pratiche di fecondazione eterologa e di uteri in affitto, parlano le cronache recenti, a partire dall’arresto del ginecologo Antinori e dal caso del “figlio” di Nichi Vendola (2).

    (2) Vedi qui: Marxismo e Nuovo Disordine Familiare – Fusaro contro Vendola?

    Pannella – Coerente Mefistofele vicino al potere

     Vicino al potere, finanziato dal potere                                                           

    Il vescovo di Roma sembra suo amico, e non mi stupisco più, ma le parole dei cattolici su Marco Pannella fanno male: sindrome di Stoccolma o capovolgimento epocale della dottrina e della prassi ? La sua ideologia, il suo essere liberale, liberista e libertario (presumo anche libertino) lo rende , a miei occhi, il nemico assoluto. In anni diversi, i radicali si facevano chiamare compagni, il che mi sembra una mancanza di rispetto per quanto di umanistico e di sinceramente vicino ai poveri c’era nei socialisti e comunisti d’antan (sia pur con tutti orrendi limiti e palesi abbagli – Ndr). Poi, riuscì ad avvicinarsi a Berlusconi, per poi fare nuove piroette. In questo, aveva ragione : erano gli altri a girare attorno a lui, Pannella non ha mai cambiato le sue convinzioni. Era vicino, vicinissimo al potere, che infatti gli ha lisciato il pelo per molti anni, ed ha sempre finanziato largamente Radio Radicale.

     Le strategie di Pannella                                                                                     

    I suoi metodi erano quelli di un ricattatore, che gettava in pasto ai gonzi i casi estremi per far passare i suoi pessimi principi, urlava che i radicali stavano per sciogliersi per mancanza di denaro e riempiva le casse del partito con campagne strappalacrime. Da iperindividualista, utilizzava il digiuno come arma impropria per imporre le leggi o le idee che di volta in volta scagliava, come corpi contundenti, contro la cosiddetta partitocrazia, di cui era egli stesso esponente. Per quale motivo dovevamo occuparci dei suoi digiuni? Che si alimentasse o meno, fatti suoi, proprio nell’ottica liberal libertaria. Il suo antiproibizionismo sulla droga, così individualista, ne fa un complice indiretto degli spacciatori assassini e dei diffusori dell’anticultura dei paradisi artificiali, che sono poi inferni per tutti. L’abuso dell’istituto del referendum ha reso quasi impraticabile l’unico strumento di democrazia diretta in mano agli italiani.

     Il nonviolento Pannella?                                                                                   

    Fece campagne per introdurre il bipartitismo, come se democrazia significasse contare sino a due, o se l’imitazione del peggio dell’America fosse il destino ineluttabile dell’Italia. La sua non violenza non è stata mai sincera, poiché violenza morale pura era gran parte del suo linguaggio, fatto di disprezzo per chi dissentiva dal suo esasperato libertarismo. Ed è stata violenza esibire come fenomeni da baraccone poveri invalidi come Welby o Coscioni. La sua è stata l’ideologia della morte, l’enfatizzazione di un Occidente malato e nichilista, il cui simbolo è un cimitero senza croce, o un deserto cosparso di cenere. Sul piano economico, i radicali hanno spesso taciuto, per non crearsi nemici a sinistra, ma il loro liberismo era così evidente ed estremo che sorprende davvero l’accoglienza positiva che Pannella ebbe e mantenne a sinistra.

    Pannella – Coerente Mefistofele vicino al potere

     Verso il "Partito Radicale di massa"                                                               

    L’intuizione giusta fu quella di Augusto Del Noce, il grande filosofo che comprese che, dopo l’azionismo torinese di Bobbio, Galante Gallone e compagnia brutta, un’altra mosca cocchiera era balzata in groppa al corpaccione del Partito Comunista, i radicali appunto, trasformandolo in un partito radicale di massa. Oggi il percorso è compiuto definitivamente, tanto nel PD dei cattolici “adulti” e di Monica Cirinnà dai “figli non umani”(3), che nella  finta sinistra vendoliana, ma ha ampiamente infettato anche il moderatismo. Penso a Forza Italia ed a molte posizioni di Gianfranco Fini.

    (3) Vedi qui: Unioni civili: la prevalenza del cretino

     Il gran sacerdote                                                                                                 

    L’omosessualismo dei radicali è stato un’altra delle loro bandiere, probabilmente anche per le inclinazioni private di non pochi tra loro. Il risultato è sotto gli occhi di chi vuol vedere, con l’apostasia di una parte rilevante di un popolo una volta saggio e della sua classe politica dai principi della legge naturale e del buon senso. Le adozioni per invertiti sono ad un passo, la maternità e paternità surrogata sono già un fatto, basta avere denaro da spendere. Marco Pannella è stato il gran sacerdote di tutto questo, e di tanto altro ancora. Mi viene in mente un altro vocabolo: untore, ecco, egli è stato il più infaticabile, convincente, ascoltato untore di molti costumi che sono la fine della civiltà nostra per eutanasia, o per abuso dionisiaco. Sorella morte non riesce ad umanizzarlo ai miei occhi; negli ultimi anni il suo aspetto aveva assunto tratti satanici, o almeno è così che io immagino il male. E’ stato un Mefistofele italiano che ha conquistato l’anima di molti. Gli va riconosciuto il merito della coerenza, ma la chiamerei recidiva con l’aggravante della continuazioneDa credente, dovrei recitare l ”Eterno Riposo” anche per la sua anima. Mi perdoni il Signore se davvero non ci riesco.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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     Video in Allegato                                                                                                          

    Pannella / Padre Lombardi: "Una bella eredità???"

    Danilo Quinto – Video – Lettera d'amore a Marco Pannella | Facebook

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    Giovedì,  Agosto 7th/ 2014 – di Massimo Mancinelli e Redazione QE –  Iniziativa di libero confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Talmud, Massimo Mancinelli, apogeo del popolo perfetto massonico, yashivah, ebraismo sefardita e aschenazita, ebreo adottivo, uomo senza dio, Cardinale Carafa,  Papa Leone X, Sinagoga di Satana, Storia del popolo ebraico,  Vittorio Eliano, Elia Levita, Cecil Roth, Campo dei Fiori, Inquisizione, eretici giudaizzanti, Processi di Luis de […]

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    Mercoledì,  Agosto 6th/ 2014 – di  A. Serramazza, Pres. Milizia dell'Immacolata Calabria e S. Basile – Redazione Quieuropa, Rita Angela Serramazza, Sergio Basile, Milizia dell'Immacolata, Padre Massimiliano Kolbe, massoneria, naturalismo, Papa Leone XIII, Milizia dell'Immacolata, Giacinto auriti, processione massonica inneggiante a Lucifero, dogma dell'Immacolata Concezione, Sete di Giustizia, Europa, Giappone, Giacinto Auriti, Redazione Quieuropa, naturalismo massocino, Il Cavaliere dell'immacolata, Hiram Abiff, architetto del Tempio di Salomone, vertice […]

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  • Francesco loda Emma – Ci può essere menzogna nella verità?

    Francesco loda Emma – Ci può essere menzogna nella verità?

    Mercoledì,  Febbraio 17th/ 2016

    – di Danilo Quinto 

    Redazione Quieuropa, Danilo Quinto, Emma Bonino, Papa Francesco, Partito Radicale, George Soros, Primavere Arabe, Eutanasia, Famiglia Sodomitica, Aborto, Femminismo, ideologia gender, dibattito sulla legge sull'aborto  

    Francesco loda Emma – Ci può essere menzogna

    nella verità?

    Quando la legittimazione pubblica di un personaggio equivale

    alla legittimazione pubblica di una ideologia (anti-cristiana)

     

    di Danilo Quinto

    Emma Bonino

     Papa Francesco – Emma Bonino tra i "grandi dell'Italia di oggi"          

    Roma  A distanza di una settimana, si può dare per acquisito – non essendoci stata alcuna smentita – che il Papa abbia detto a Massimo Franco: «Emma Bonino è la persona che conosce meglio l’Africa. E ha offerto il miglior servizio all’Italia per conoscere l’Africa. Mi dicono: è gente che la pensa in modo molto diverso da noi. Vero, ma pazienza. Bisogna guardare alle persone, a quello che fanno». È inoltre acquisito che la collochi – insieme a Giorgio Napolitano – tra i «grandi dell’Italia di oggi» ("Corriere della Sera", 8 febbraio 2016 e "Il Giornale", 8 febbraio 2016 – vedi qui Il Papa loda Napolitano e Bonino: "Sono i grandi dell'Italia di oggi). Si può provare pietà per il Papa? Non lo so se è teologicamente corretto. Non ho studiato teologia. So che provo pietà per quest’uomo. Non perché pensi che sia malato. Non lo credo affatto. Né penso che compia gesti o dica cose estemporanee. Le cose che fa e dice sono tutte studiate e ben calcolate. Provo pietà perché sono convinto che quest’uomo intende consapevolmente destabilizzare la Chiesa.

     Legittimazione di una persona, legittimazione di una ideologia             

    Egli si rende perfettamente conto che legittimare la persona Emma Bonino significa legittimare l’ideologia che sta dietro quella persona e lo fa in modo lucido, razionale, netto, senza alcuna remora. Egli sa che quell’ideologia è nemica di Cristo, ma sembra che non gli importi un bel nulla. Che nessuno dica che lo fa perché la leader radicale è sulla strada della conversione. Sarebbe un’altra bestemmia, perché nel suo caso il pentimento dev’essere pubblico e qui di pubblico c’è solo l’invito che il Papa le ha fatto nel giugno scorso all’incontro con migliaia di bambini nella Sala Nervi in Vaticano, dopo la telefonata in cui non le chiedeva di convertirsi, ma di «tenere duro» a seguito della malattia che l’aveva colpita. «Tenere duro» per continuare a diffondere empietà, come ha fatto per tutta la sua vita e la sua carriera politica. Quei bambini non sapevano, ma il Papa e i suoi collaboratori sapevano come Emma Bonino ha trattato e tratta la vita (vedi anche qui Lo Stato Uccide – Aborti e Suicidi da Record): praticando e organizzando

    «aborti con una pompa di bicicletta, un dilatatore di plastica e un vaso dentro cui si fa il vuoto e in cui finisce il contenuto dell’utero. Io uso un barattolo da un chilo che aveva contenuto della marmellata. È un buon motivo per farsi quattro risate» (Emma Bonino al settimanale «Oggi», nel 1975).

    Il Papa sapeva quanto disse Emma Bonino alla Camera nel 1974, nel corso del dibattito sulla legge sull’aborto:

    «I vescovi sanno e la parte clericale sa di essere sconfitta nel paese, sconfitta con questo tipo di legge, sconfitta nell'opinione pubblica, nella coscienza civile della società, nella coscienza delle donne. E credo che non si facciano illusioni, e non se ne facessero, sulla possibilità che questa legge non fosse approvata. Con questo voto, in effetti, con le altre compagne ci prepariamo ad una nuova fase di lotta contro questi che saranno i nostri nuovi nemici».

    Emma Bonino

     Dalla lode alla 194, al "rientro dolce dalla bomba demografica"             

    Il Papa sapeva quanto Emma Bonino dichiarò il 21 giugno 2012 al «Corriere della Sera»:

    «La 194 è una buona legge, che rispetta la costituzione, le donne e che ha aiutato a cancellare migliaia di aborti, evitando il ripetersi di tragedie nascoste. Il problema non è l'attacco alla norma, ma ‘lo svuotamento di senso nascosto con l'obiezione di coscienza’. La legge in molte regioni è come se non ci fosse, perché troppi medici sono obiettori e spesso non per motivi ideologici o di fede, ma per far carriera: perché, se fai gli aborti, primario rischi di non diventarlo mai. Ormai, obiettano tutti, anche chi come i farmacisti non ne ha il diritto, e spesso per comodità».

    Il Papa sapeva che Emma Bonino si fa portavoce cinica, spregiudicata e interessata, di quelle forze planetarie che intendono governare il mondo attraverso la strategia omicidiaria della riduzione della sua popolazione:

    «Il nocciolo è la bomba demografica. Ogni giorno ci sono 80mila nuovi nati. Nel contempo la vita media si allunga. Aggiungiamoci il miglioramento della qualità della vita in vaste aree, tipo Cina e India, e diventa chiaro che siamo di fronte a una crescita demografica destinata a destabilizzare sempre più la situazione. Noi proponiamo un rientro dolce della bomba demografica» («Quotidiano Nazionale», 27 aprile 2008).

     Il matrimonio sodomitico e la "grande stagione dei diritti civili"          

    Il Papa sa che Emma Bonino diffonde messaggi di propaganda a favore dell’eutanasia e del suicidio assistito. Sa che i suoi compagni di partito si accingono a far discutere il Parlamento sul tema tra qualche settimana, su un testo sostenuto e condiviso da 250 parlamentariIl Papa sa che per Emma Bonino il matrimonio sodomitico «apre una grande stagione dei diritti civili». Emma Bonino l’ha scritto bene in un suo libro, intitolato «I doveri della libertà»:

    «[…] Mi definirei una libertaria mazziniana. Mazzini si batté per la libertà (lo fece splendidamente con la Costituzione della Repubblica Romana, anticipatrice per tanti versi del moderno costituzionalismo democratico europeo) e lo fece ponendo l’accento sui “doveri dell’uomo”». Il nemico viene individuato. Come il massone Mazzini – proprio a partire dalla violentissima esperienza della Repubblica Romana, fortemente sostenuta dalla Massoneria di allora – voleva farla finita con la Chiesa Cattolica, la Bonino vuole farla finita con il Cristianesimo e afferma: «Io posso essere una ammiratrice di quel Cristianesimo delle origini, il Cristianesimo costantiniano, perché esso ha costruito, piaccia o no, l’edificio dell’Europa; non è l’unico linguaggio, ma certamente è uno dei linguaggi fondanti della nostra eredità. Credo però che oggi questo Cristianesimo abbia esaurito la sua carica vitale, storica».

    Emma Bonino

     Lodi e palesi contraddizioni                                                                            

    C’è qualcuno che può sostenere che il Papa non se la faccia con i nemici di Cristo? C’è qualcuno che può continuare a dire che «il Papa privatamente può dire quello che vuole»? Un’altra bestemmia. Perché è una falsità: non esiste un «privato» per il Papa, il quale non può esercitare vizi privati e pubbliche virtù, perchè così tradisce la sua missione, che gli è stata conferita da Cristo. Per comprenderci: se si elogia Emma Bonino in un «privato» che immediatamente diventa pubblico, è un’inquietante ipocrisia inserire nella dichiarazione congiunta con il Patriarca della Chiesa Ortodossa di Mosca, la frase: «La famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna».

     Emma Bonino e l'Africa – Dalle "Primavere Arabe" agli esodi di massa        

    Lasciamo perdere tutto questo e diciamo che Emma Bonino ha «offerto il miglior servizio all’Italia per conoscere l’Africa»? Un’altra falsità. Il Papa e i suoi collaboratori sanno bene quali sono gli interessi e i legami internazionali di Emma Bonino. Da Ministro degli Esteri ha esaltato le «primavere arabe» (vedi qui Egitto – Il Diktat UE: “Includere i Fratelli”) che hanno concorso a produrre lo sconvolgimento del Medio Oriente, milioni di profughi, centinaia di migliaia di persone uccise; la stessa nascita dello Stato Islamico può considerarsi una continuazione di quell’«aria di libertà». Chi le ha promosse le «primavere arabe» e chi ha consentito che l’organizzazione integralista ed eversiva del «Fratelli Musulmani» prendesse il sopravvento, in Egitto e altrove? Scriveva Claudio Mutti sulla rivista Eurasia il 13 maggio 2012:

    «Lo stesso ‘New York Times’ ha riconosciuto che alcuni movimenti e capi direttamente impegnati nelle rivolte del 2011 nel Nordafrica e in Medio Oriente (…) hanno ricevuto addestramento e finanziamenti dall’International Republican Institute, dal National Democratic Institute e da Freedom House. Quest’ultima organizzazione, in particolare, nel 2010 aveva accolto negli USA un gruppo di attivisti egiziani e tunisini, per insegnar loro a ‘trarre beneficio dalle opportunità della rete attraverso l’interazione con Washington, le organizzazioni internazionali e i media’». Si aggiunge che il National Endowment for Democracy ha comunicato di aver versato nel 2010 più di un milione e mezzo di dollari ad organizzazioni egiziane impegnate nella difesa dei diritti umani e nella promozione dei valori democratici. Si afferma che ai finanziamenti del NED e di altri enti statali americani si sono aggiunti i fondi stanziati dalla Open Society Foundation di George Soros, che nel 2010 ha finanziato organizzazioni e movimenti in tutto il mondo arabo e in particolare in Egitto e in Tunisia. «Se poi si risale al 2009 e ci si limita a considerare l’Egitto» – conclude l’articolo di Eurasia – «il bilancio dei fondi dell’USAID destinati alle organizzazioni democratiche e dei diritti umani ammonta complessivamente a 62.334.187 dollari».

    Emma Bonino

     Soros, Emma Bonino e il Partito Radicale                                                   

    È facile, a questo punto, comprendere chi c’è dietro le cosiddette «primavere arabe», quali sono i presupposti su cui sono nate, quali sono gli interessi coperti dai Governi occidentali, chi le ha finanziate. Soros è amico da decenni di Emma Bonino ed è iscritto al Partito Radicale. È facile anche comprendere perché Emma Bonino denuncia con tanta enfasi le torture di cui sarebbe protagonista il regime di Assad. Quello stesso regime lasciato solo da tutti i governi occidentali, Stati Uniti in testa, a combattere l'Isis, in un Paese sottoposto da quattro anni ad un embargo feroce, criminale e inumano. E la Bonino sarebbe «esperta» di Africa e magari anche di questioni mediorientali e per questo una «grande italiana»? Sono le parole della stessa Bonino a spiegare che cosa sta avvenendo:

    «Secondo me, che non sono credente, ma ne ho molto rispetto, c’è qualcuno che sta cercando di dire che la Chiesa non è solo matrigna ma che è anche accoglienza; da questo punto di vista un dialogo è possibile».

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    Danilo Quinto  (Copyright © 2015 Qui Europa)

    http://daniloquinto.tumblr.com/post/139365933518/articolo-ci-pu%C3%B2-essere-menzogna-nella-verit%C3%A0

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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    Lunedì, Settembre 21st, 2015 – di Patrizia Stella – Redazione Quieuropa,  Patrizia Stella, Prepariamoci alle grandi battaglie, scontro di civiltà, massoneria mondiale, tacito consenso di molti dei nostri governanti, Primavera Araba, ruolo della Chiesa Cattolica, gravissima responsabilità di certe autorità ecclesiastiche, verso la catastrofe, Papa Benedetto, Vescovo di Roma Bergoglio, Gesù Cristo, Concilio di Trento Vicario di Cristo, tu sei Pietro, tutto ciò che scioglierai […]

    Siamo in Guerra e dobbiamo combattere!

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    Mercoledì,  Luglio 15th/ 2015       – di Massimo Mancinelli – Redazione Quieuropa, Massimo Mancinelli, Guerra, Dottrina sociale della Chiesa, San Basilio in Grande, San Pio X, dottrina tradizionale della Chiesa,  Cardinale Miloslav Vlk,Padre Agostino Fuentes, Madonna a Fatima, San Pio da Pietrelcina, Nuovo Ordine Mondiale, Protestantesimo, Pascendo Dominici Gregis, Notre Charge Apostolique, lettera apostolica, tradizione cattolica  Società, Religione e […]

    Dalla Grande Guerra (1914) alla caduta del Muro di Berlino (1989): un’aggressione che ha cercato di seppellire il Cristianesimo

    Dalla Grande Guerra (1914) alla caduta del Muro di Berlino (1989): un’aggressione che ha cercato di seppellire il Cristianesimo

    Lunedì, Luglio 13rd/ 2015  – di Pasquale Leone / Sete di Giustizia Lamezia e Redazione Qui Europa – Redazione Qui Europa, Pasquale Leone, Muro di Berlino, Secolo breve, 1914, Grande Guerra, Prima Guerra Mondiale, 1989, Caduta del Muro di Berlino, moderno sistema bancario, liberalismo, massoneria, socialismo, Commonwealth, Rivoluzione Protestante  Storia e Mondialismo / Indagine sul "Secolo Breve" (1914-1989) Dalla Grande Guerra (1914) alla […]

    Il massimo della corruzione: un fallimento per l’umanità

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    Sabato, Maggio 30th, 2015 – di Patrizia Stella e Redazione "Qui Europa" –  Redazione Quieuropa,  Patrizia Stella, un fallimento per l'umanità, Eamon Martin, San Patrizio, Irlanda, Kasper, Matrimonio gay, referendum popolare, Osservatore Romano, Avvenire, matrimonio omosessuale” o di “unione omosessuale, Osservatorio sulla dottrina sociale della Chiesa, Papa Bergoglio, lussuria  Famiglia, Società e Religione  Il massimo della corruzione: un fallimento per l'umanità   La battaglia […]

    Sinodo Famiglia 2015 – L’Inganno Diabolico e il Grande Pericolo – 1

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    Mercoledi, Maggio 20th, 2015 – di Patrizia Stella –  Redazione Quieuropa,  San Giovanni Paolo II, Sinodo sulla famiglia di ottobre 2015, unica, vera famiglia, vera famiglia, Chiesa cattolica, Eucaristia, inganno diabolico  Sulla via del Sinodo della Famiglia di Ottobre Verso il Sinodo della Famiglia 2015 – L'Inganno Diabolico e il Grande Pericolo – Prima Parte Protestantizzazione e democraticizzazione della Santa Comunione La Comunione a tutti per non […]

    Verso il Sinodo della Famiglia 2015: ricorriamo al Catechismo per non perdere la bussola – Seconda Parte

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    Sabato, Maggio 23rd, 2015 – di Patrizia Stella –  Redazione Quieuropa,  Patrizia Stella, San Giovanni Paolo II, Catechismo della Chiesa Cattolica, Signore da chi andremo, Sinodo sulla famiglia di ottobre 2015, unica, vera famiglia, Chiesa cattolica, Eucaristia, inganno diabolico, Confessione, Comunione, Sacramenti, battesimo, Confessione personale, esame di coscienza, Papa Benedetto XVI, famiglia, gender, figli in provetta  Sulla via del Sinodo […]

    M5S, Kalergi & Co – In Italia non esisterà più il Reato di Immigrazione Clandestina

    M5S, Kalergi & Co – In Italia non esisterà  più il Reato di Immigrazione Clandestina

    Mercoledì,  Gennaio 15th/ 2014 – di QE e Vincenzo Mannello – Iniziativa di libero Confronto, pensa e Scrivi di "Qui Europa" Roma, Sicilia, Italia, Abolizione del reato di immigrazione clandestina, Piano Kalergi, Movimento 5 Stelle, Vincenzo Mannello, Libero Confronto, genocidio indotto della Nazione Italiana  M5S, Kalergi & Co – In Italia non esisterà più il reato di immigrazione clandestina […]

  • Marò – Soldati in India e Affari Sporchi – 4

    Marò – Soldati in India e Affari Sporchi – 4

    Sabato, Febbraio 15th/ 2014

    – di C.Alessandro Mauceri –

    Massimiliano Latorre, Salvatore Girone, India, ministro degli Esteri, Emma Bonino, La Russa, Monti, affidavit, Mancini, Corte del Kerala, Terzi, Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, Sua Act, Bureau centrale di polizia, Nia, National investigation agency, Angela Del Vecchio, Staffan De Mistura, Nazioni Unite, Unione Europea, Sonia Gandhi, Letta, Ashton, Ban Ki-moon, petroliera Enrica Lexie, Noviello, Finmeccanica, Times of India, C.Alessandro Mauceri 

    Marò  Soldati in India e Affari Sporchi – 4

    Tragica Telenovela Marò: avanti tra contraddizioni, assurdi errori

    procedurali e indifferenza sostanziale dei governi italiani

    – Il ruolo impalpabile di Lady Ashton (UE) e Ban Ki-Moon (ONU)

    – Lo sfogo di Massimiliano Latorre: "Scrivete la Verità!"

    Video e articoli in allegato: Marò, per capire, per non dimenticare

     

    di C. Alessandro Mauceri

    Vicenda Marò

     Telenovela Marò – La Bonino scarica il barile su "La Russa"                      

    Roma, Kerala – Ormai Massimiliano Latorre e Salvatore Girone vivono in India da oltre due anni. Per dirla con le loro stesse parole “in casa, ma non a casa”. E la soluzione di questa sporca vicenda non sembra essere prossima. Sì, “sporca” perché non è possibile definire in altro modo tutto quello che riguarda l’avventura dei nostri connazionali. Mesi fa (vedi qui Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte   qui Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte  e  qui Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte ) era già apparso evidente che i motivi che impedivano ai nostri marò (come se chiamarli così bastasse a farli sentire “in famiglia”) di tornare in Italia non avevano nulla a che vedere con ciò che avevano fatto (o non fatto). Per paradossale che possa sembrare, anche il nostro ministro degli Esteri Emma Bonino (parte di un governo di larghe intese e ministro appartenente ad un partito che non ha nemmeno un seggio in Parlamento: i radicali), in un momento tanto delicato ha affermato «il problema è la legge La Russa, che prevede la presenza di militari a bordo senza definire linee di comando». Invece di pensare alla salute dei nostri connazionali, il ministro ha pensato che fosse più saggio scaricare il barile sull’ex ministro delle Difesa (La Russa, N.D.R.). Come se questo “fattaccio” fosse un problema “tecnico”. In realtà, proprio dal punto di vista “tecnico” la vicenda che ha come protagonisti i nostri connazionali, presenta una sconvolgente sequenza di errori e imprecisioni degna di una telenovela di quart’ordine.

     Mario Monti, l'arbitrato ONU e le prime contraddizioni legali                   

    Gli errori nel modo di gestire questa faccenda cominciano con Mario Monti, senatore a vita in fretta e furia e capo del governo con il mandato di "salvare l’Italia" (cosa che come tutti sanno non è avvenuto anzi, semmai, la situazione del Bel Paese è peggiorata grazie alle misure adottate dal professore). Fu Monti a sollecitare l’arbitrato delle Nazioni Unite (come sia stata accolta questa richiesta si vedrà in seguito). Poi il governo dichiarò che era doveroso che a giudicare i marò fosse la magistratura italiana. Salvo poi, contraddirsi con l’affidavit, l’impegno firmato dall’ambasciatore Mancini per la Corte del Kerala che garantiva il ritorno in India dei due marò, «nell’ambito dell’esercizio delle garanzie costituzionali». Eppure la Procura di Roma aveva aperto un’indagine per omicidio volontario a carico dei due marò. Quindi, in base alle prerogative della Costituzione italiana, l’azione penale era obbligatoria e prioritaria. Come, peraltro, suggerito dall’allora ministro Giulio Terzi: una volta che Girone e Latorre erano in Italia, c’era “l’opportunità, o meglio l’esigenza di segnalare formalmente alla Procura della Repubblica di Roma il ricorrere delle condizioni affinché la nostra giurisdizione fosse effettivamente esercitata”. Ciò avrebbe consentito ai due marò di non rientrare in India. Eppure nessuno si servì di questi strumenti. Perché? In un alternarsi di smentite e cambi di direzione, le voci ufficiali mutarono fino a rimandare i nostri connazionali in India. Nessuno tenne in alcun conto i suggerimenti (invero validi) di Terzi (tra i quali, che l’India «escludesse dalla competenza della Corte, fattispecie di reato tra cui l’omicidio volontario e il terrorismo, per le quali la normativa indiana prevede la pena di morte»).

     In Violazione alla Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE – Art. 19             

    Anche il ricorso alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che, all’articolo 19, riporta “Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti”. Quindi, se solo avesse voluto, l’Italia avrebbe potuto avvalersi del “diritto” di non rimandare i marò in India e l’Unione Europea avrebbe potuto sostenere questa decisione apertamente. Invece, si decise di rimandare i nostri marò in India, violando, di fatto, un trattato comunitario e, quindi, rischiando pure una "procedura di infrazione" da parte di Bruxelles. Nessuno di questi suggerimenti fu tenuto in alcun conto e Monti, con le elezioni ormai alle porte, pensò che fosse meglio farsi fotografare mentre rispediva i nostri connazionali in India piuttosto che garantire per le loro vite…

     Il Rientro in India e la Nuova accusa formale: "Terrorismo"                      

    Rientrati in India, a sorpresa l’accusa nei confronti dei nostri connazionali fu cambiata in “terrorismo”. Così come quando erano stati richiamati in porto, nessuno aveva detto loro che dovevano farlo perché accusati di omicidio, allo stesso modo, prima del loro ritorno in India, nessuno aveva detto ai marò che sarebbero stati accusati non più “solo” di omicidio, ma di terrorismo. Ancora una volta i nostri politici dimostrarono grande competenza e rilevante peso politico. Nessuno capì che il solo motivo per cui l’India si era intestardita a ricorrere alla Sua Act, era che la legge antiterrorismo sulla sicurezza marittima estende la giurisdizione indiana a 200 miglia nautiche. Il motivo, peraltro palese, era che questo era l’unico modo per l’India per poter procedere legalmente contro i nostri marò, dato che il fattaccio, ammesso che sia avvenuto, pareva essersi verificato in acque internazionali, dove secondo il diritto del mare delle Nazioni Unite, ovvero le norme della convenzione di Montego Bay (ratificata sia dall'Italia che dall'India), il tribunale del Kerala non aveva alcuna competenzaMa non basta. 

    Marò e Bugie

     L'Inversione dell'onere della prova                                                                       

    Con il ricorso alle leggi antiterrorismo si è, di fatto, invertito l’onere della prova: se prima era la pubblica accusa a dover dimostrare la colpevolezza dei marò italiani, ora sono Latorre e Girone a dover dimostrare la propria innocenza. Anche il peggior avvocato penalista al mondo capirebbe subito le gravi conseguenze a cui si andava incontro con un simile gesto, ma non i nostri politici, che si sono ostinati a voler seguire la vicenda in modo “diplomatico”. Ciliegina sulla torta è il fatto che, proprio avendo fatto ricorso al Sua Act, a gestire le indagini non è più il Bureau centrale di polizia, ma la Nia, la National Investigation Agency. Che, come tutte le omologhe degli altri Paesi, opera con livelli di segretezza e di permissività e coinvolgimento dei legali difensori dei marò ben diversi dal Bureau….

     La presenza in aula di Staffan De Mistura? Un grave errore!                       

    Ma gli errori fatti nel gestire la vicenda “Marò” non sono  finiti. Come ha confermato Angela Del Vecchio, docente di Diritto Internazionale Progredito alla Luiss di Roma, l’invio di Staffan De Mistura come incaricato del ministro della Difesa e “inviato speciale” del Governo, e la sua presenza in aula fu "sbagliatissima”, “perché significa accettare la competenza indiana: è come se l'India giudicasse l'Italia, perché i marò rappresentavano a tutti gli effetti il nostro Paese". Invece secondo un principio generale di diritto internazionale (che dovrebbe essere ben noto ai nostri politici e ai legali incaricati di gestire la questione) "par in parem non habet iurisditionem", ovvero soggetti di pari grado non possono citarsi in giudizio e giudicarsi l'uno con l'altro. Quindi agire in questo modo, ha di fatto significato riconoscere la competenza indiana e ammettere che i marò, rappresentando l’Italia ed essendo nell'esercizio delle proprie funzioni, abbiano fatto violare a tutta l’Italia le norme che regolamentano le operazioni antipirateria e gli obblighi internazionali, contratti in sede di Nazioni Unite e di Unione Europea. Naturalmente, dato che si tratta di soldati italiani, in questo caso i nostri militari, avrebbero dovuto potersi avvalere dell’”immunità” ed essere giudicati in Italia….Eppure anche questo non è stato chiesto.

     Altre strane omissioni e gravi errori di procedura                                            

    E ancora, perchè l'Italia non ha insistito che la vicenda fosse giudicata dal Tribunale internazionale per il diritto del mare? Tale organo sarebbe il giudice internazionale competente in questi casi e che avrebbe valutato in tempi molto più rapidi e senza costringere l’Italia a questo stato di sottomissione nei confronti dell’India. Latorre e Girone, in realtà, non sono più imputati di un processo: sono diventati strumenti nelle mani della politica. Sia la nostra che quella indiana, dal momento che anche in India esistono forti conflitti tra le varie forze politiche e tra i vertici dei partiti, che si sono scontrati prima in occasione delle elezioni nello stato indiano del Kerala e poi con le politiche. Lo dimostra il fatto che i media in India non fanno altro che accusare i marò indicandoli non come italiani, ma come connazionali di una delle figure politiche di spicco, la leader del Congresso, Sonia Gandhi.

     Il ruolo di Lady Ashton (UE) e Ban Ki-Moon (ONU) nella vicenda          

    Nei giorni scorsi Emma Bonino ha “rivendicato” il "grandissimo sforzo politico-diplomatico condotto per ottenere il sostegno delle organizzazioni internazionali". Lo stesso, ovviamente, ha fatto Enrico LettaLa verità è che la rappresentante per la politica estera dell’Unione, Lady Ashton, si è limitata a dichiarare che è “biasimevole” ciò che sta avvenendo in India e niente di più. Dall’altro, alla richiesta più volte avanzata sia dal governo Monti che dal governo Letta di intervento da parte delle Nazioni Unite, la risposta del segretario generale Ban Ki-Moon è stata la dichiarazione che a decidere sulla controversia tra India e Italia devono pensare i due Paesi e nessun altro (favorendo in tal modo la scelta “astensionistica” di tutti gli altri Paesi solo sulla carta alleati dell’Italia). Ma non finisce ancora. Da tempo si parla di una possibile mediazione offerta da Vinod Sahai, soprannominato «l'uomo che in India apre tutte le porte», il quale pare abbia più volte tentato di risolvere la questione “amichevolmente”.

     Sahai, l'Uomo che apre tutte le porte… Tranne una…                                     

    Vinod Sahai ha riferito, in una recente intervista, di aver avuto, circa un anno fa, contatti con il presidente della Corte suprema, Altamas Kabir, il quale gli riferì che, per sbloccare la questione, sarebbe bastata un’istanza formale proveniente dall’Italia. Per questo motivo Sahai aveva predisposto una petizione a nome degli indiani residenti in Italia in cui si chiedeva alla Corte Suprema di autorizzare il governo indiano a trovare una soluzione extragiudiziale oppure di rinviare il caso a un tribunale internazionale. Ebbene, secondo Sahai, prima sarebbe stato il ministro Di Paola a fermarlo, impuntandosi sul fatto che a risolvere la questione dovevano essere gli indiani e non gli italiani; poi, reiterata la richiesta al ministro Bonino, non avrebbe avuto alcuna risposta.  Il risultato degli sforzi diplomatici dei nostri politici è che non sono neanche riusciti a far sì che la pena di morte venisse in ogni caso esclusa, ovvero di imporre il rispetto dello straccio d’impegno sottoscritto a Roma tra India e Italia. Anzi, in un impeto di bravura diplomatica (sarebbe interessante sapere presso quale università hanno studiato i legali che stanno difendendo i nostri marò….), l’Italia ha confermato di aver “accettato” la giurisdizione indiana.

    Caso Marò - Finmeccanica

     Massimiliano Latorre: "scrivete la verità!"                                                        

    Massimiliano Latorre, uno dei nostri militari e nostro connazionale non ha potuto far altro che dire: "scrivete la verità. Ci sono due inchieste aperte. Non posso essere io a chiarire le cose". E ha invitato poi "a riascoltare l'intervista al comandante in seconda della petroliera Enrica Lexie,  Noviello". In realtà, nonostante siano trascorsi due anni, decine di inchieste e pubblicazioni in merito, non è ancora chiaro cosa sia avvenuto realmente. E nemmeno dove.

     La Morte dei pescatori indiani – Un'invenzione?                                             

    In una intervista Noviello aveva definito "un'invenzione" la morte dei pescatori indiani. Secondo la sua versione dei fatti, i due marò avrebbero sparato colpi di avvertimento “in acqua” nel rispetto delle procedure previste. Il vero scontro a fuoco, invece, sarebbe avvenuto all'interno del porto di Kochi e senza il coinvolgimento dell'Enrica Lexie, ma tra la guardia costiera locale e un'imbarcazione sospetta che stava tentando l'approccio alla nave su cui si trovavano fucilieri della marina italianaAncora una volta sulla vicenda è intervenuto in modo “determinante” il nostro ministro degli Esteri. "Sul dossier dei marò e sull'inaffidabilità del regime indiano io credo che serva un'unità italiana", ha detto il ministro Emma Bonino a Zapping 2.0, su Radio Uno. E ha continuato: "Lasciamo per dopo la ricostruzione su cosa è successo, su chi ha sbagliato. Per ora tutto il Paese è teso ad affermare la dignità e lo stato di diritto applicato ai nostri due marò". Ma come! Per decidere se i nostri connazionali sono innocenti o meno, non è fondamentale conoscere come sono andate le cose?

     Il Nocciolo della Questione                                                                                      

    Forse, a ben guardare, proprio questo è il nocciolo della questione: di come siano andati realmente i fatti forse non è mai importato a nessuno. Non importava al governo Monti, che a detta degli esperti avrebbe commesso una quantità di ingenuità dal punto di vista legale e dal punto di vista diplomatico (tanto da portare forse alle dimissioni di un ministro!). Non è importato al nuovo governo e al nuovo ministro degli Esteri, che hanno pensato solo a sfruttare l’occasione per attaccare una legge antecedente e non condivisa (il decreto legge del 12 luglio 2011: che rende possibile imbarcare militari italiani su navi civili, e la convenzione che la Difesa – allora guidata da La Russa – e Confitarma, la Confederazione Italiana Armatori, hanno firmato pochi mesi dopo) e il prosieguo degli scambi commerciali internazionali. Non importa alle grandi imprese italiane che in India fanno affari che generano profitti a nove zeri.

     Affari & Co – La Commessa Finmeccanica                                                        

    In merito, infatti, non va dimenticato che proprio nelle ore in cui il governo Monti, con l’ammiraglio Di Paola alla Difesa e Terzi alla Farnesina, rispediva in India i nostri marò, il ministro della Difesa di New Delhi annunciava il via libera per una generosissima commessa con il gruppo Finmeccanica. Come confermato anche dal Times of India che, in un articolo, si è domandato se il ritorno dei marò non fosse stato “influenzato” da valutazioni di ordine commerciale: “Non è chiaro se gli imprenditori italiani abbiano fatto pressioni al governo italiano per rimandarci i marò e a che livello”. Non importa alle circa 400 società italiane che operano in India con scambi che si aggirano intorno ai 8,5 miliardi di dollari a cui si devono aggiungere i 1.000 miliardi di grandi opere che l’India vorrebbe realizzare entro il 2017 e che sono una sorta di miniera per le industrie di tutto il mondo.

     Altri "non importa" di peso                                                                                      

    Non importa al governo indiano, che, anzi, vede l’opportunità di confermare, a livello internazionale, la propria forza e, a livello interno, per attaccare gli avversari politici in vista delle elezioniNon importa alle organizzazioni internazionali, Nato, ONU e Unione Europea in primis, che ormai sembrano intervenire solo e unicamente per tutelare gli interessi economici di pochi, anzi pochissimi. E l’Italia, evidentemente, non è tra questi…. Gli unici a cui importa qualcosa della vicenda sono i nostri militari che, in cambio  di aver operato,  probabilmente, nel rispetto di protocolli sottoscritti per tutelare gli interessi delle grandi multinazionali che gestiscono gli scambi internazionali, dovranno subire due processi, rischiando l’esilio, la qualifica dispregiativa di “terroristi” e, forse, anche la pena capitaleLa verità è che, nonostante gli sforzi di tutti i nostri parlamentari governanti per far credere agli italiani che l’Italia è ancora uno dei maggiori Paesi del mondo, oggi il Bel Paese è solo un “bel mercato” per le aziende da sfruttare per vendere ai cittadini questo o quell’oggetto prodotto altrove. Spesso proprio in India.

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2014 Qui Europa)

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      Video e Articoli in allegato – Approfondimenti                                                                

     

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – India, ministro della Giustizia, Ashwani Kumar, Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, Napolitano, New Delhi, pena di morte, Alta Corte di Kerala Fucilieri di Marina, atto terroristico, Pil, Financial Times,  Global 500, Stefano Beggiora, Università Ca’ Foscari, India e Nordest: il mercato del terzo Millennio, Forze […]

    Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

    Venerdì, Giugno 21st/ 2013   – di C.Alessandro Mauceri – SIPRI, Stati Uniti d’America, ONU, NATO, Russia, Germania, Francia, Cina, Regno Unito, Spagna , Italia, Afghanistan, Iraq, Libia, Lockheed Martin, Arabia Saudita, Joe Parker, consorzio Eurofighter, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Siria, New York Times, Financial Times, International Peace Research Institute di Stoccolma, Turchia, Obama, Ben Rhodes, […]

  • Armi chimiche siriane prese in consegna dagli Usa e presto nel porto di Gioia Tauro

    Armi chimiche siriane prese in consegna dagli Usa e presto nel porto di Gioia Tauro

    Lunedì, Gennaio 20th/ 2014

    – di Manuela Comito / Redazione Losai.eu – Qui Europa –

    Porto di Gioia Tauro, Gioia Tauro, Armi siriane, Stati uniti, Siria, Armi chimiche, Maurizio Lupi, Emma Bonino, 1500 container verso la Calabria, Cape Ray 

    Armi chimiche siriane prese in consegna dagli

    Usa e presto nel porto di Gioia Tauro 

    Armi chimiche siriane e Usa: due pesi due misure.

    La preoccupazione dei sindaci e dei cittadini calabresi

    Il pericolo nucleare israeliano sulla Siria e il doppiopesismo

    cronico dell'Occidente

    video in allegato

     

    di Manuela Comito 

    Armi chimiche siriane a gioia tauro

      Le Armi chimiche siriane presto nel Porto di Gioia Tauro                          

    Gioia Tauro – Nei giorni scorsi, come noto, è stato annunciato dal capo dell’Opac, l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, Ahmet Uzumcu, che le armi chimiche provenienti dalla Siria transiteranno nel porto calabrese di Gioia Tauro. E’ stato poi il Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi a dare la notizia alle Commissioni riunite di Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato. Il ministro degli Esteri Emma Bonino ha parlato della "più importante operazione di disarmo degli ultimi 10 anni", che "sarà condotta con la ricerca della massima sicurezza". In un’intervista sul Corriere della Sera, ha dichiarato: «La scelta non l’ho fatta io, ma dal punto di vista dei requisiti, l’indicazione del porto di Gioia Tauro sia conseguente. È un porto di eccellenza e le ragioni portate dal ministro Lupi mi sembrano convincenti». «Per essere chiari va detto che stiamo parlando di materiale tossico, non di armi chimiche – ha poi proseguito la Bonino -. Nei container l’agente chimico e gli inneschi sono ovviamente separati: diventano armi solo se vengono messi assieme, di solito nella testata del razzo. Il trasbordo, che avverrà da banchina a banchina, senza stoccaggio, impiegherà più o meno 48 ore». «Le operazioni sono un po’ in ritardo per problemi in Siria. Il trasbordo sulla nave americana Cape Ray, a Gioia Tauro, dovrebbe avvenire a fine mese o a inizio febbraio.

     Armi Siriane distrutte su una nave Usa?                                                           

    La Cape Ray poi distruggerà i materiali in acque internazionali mediante idrolisi. I residui saranno trasferiti in Germania e Gran Bretagna per essere convertiti in sostanze utilizzabili dall’industria». Di tutt’altro avviso i sindaci dei 2 comuni, Gioia Tauro e San Ferdinando, coinvolti nell’operazione, rispettivamente Renato Bellofiore e Domenico Madafferi, che hanno protestato per la scarsa attenzione mostrata dal ministro che non si è nemmeno preoccupato di avvisare le autorità locali, le quali hanno appreso la notizia dai media.

     La preoccupazione dei  sindaci calabresi                                                           

    Bellofiore e Madafferi hanno sottolineato la loro preoccupazione per la totale assenza di strutture ospedaliere in grado di affrontare l’emergenza qualora avvenisse un incidente e hanno dichiarato che è loro intenzione attuare ogni attività lecita e legale per impedire che le operazioni avvengano nel porto di Gioia Tauro. Si è discusso anche della possibilità di chiudere momentaneamente il porto, anche se questo non rientra nelle competenze del sindaco. A quest’ultima ipotesi ha replicato con decisione il ministro Lupi, ribadendo che operazioni analoghe a questa, con smaltimento di sostanze chimiche, avvengono tutto l’anno nello scalo calabrese. Alle preoccupazioni espresse dai rappresentanti delle istituzioni locali hanno fatto seguito le dichiarazioni del Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti: «È vero che la Calabria può offrire un contributo contro le armi chimiche e per la pace nel mondo, ma è anche vero che così facendo si rischia di portare alla guerra civile un territorio. Credo che il presidente Letta e il ministro Bonino – ha aggiunto – abbiano delle grandi responsabilità su quanto sta accadendo oggi nella nostra terra in quanto prima di qualsiasi assenso avrebbero dovuto avvertire il bisogno di coinvolgere le istituzioni locali, a iniziare dall’ente Regione, fornendo tutte le garanzie necessarie rispetto a una operazione così delicata».

    Armi chimiche siriane a gioia tauro

     1500 container verso la Calabria                                                                           

    Intanto, il governo di Damasco sta trasferendo le sue armi nel porto di Latakia, dove una parte è già stata caricata su una nave danese, che le condurrà nel porto di Gioia Tauro, e qui verranno caricate sulla Cape Ray, unità americana attrezzata a distruggerle – ribadisco – con il procedimento chimico dell’idrolisi. L’intera operazione è gestita dall’Organizzation for the Prohibition of chemical Weapons (Opcw) e il programma prevede che in base alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza 2118 e alle decisioni del consiglio Direttivo dell’Opcw, le armi chimiche provenienti dalla Siria devono essere distrutte entro il 30 giugno 2014. Secondo quanto reso noto dall’Opac, il carico è di 1500 container che proteggono contenitori sigillati e a doppia camera stagna filtrata con carbone attivo per evitare che gas letali, come iprite o sarin, possano contaminare persone o ambiente prima di essere resi inefficaci. In queste ore, il diplomatico turco a capo dell’Opac, Ahmet Uzumcu, ha ammesso che la rimozione e la distruzione delle armi procede a rilento rispetto ai tempi previsti per l’infuriare dei combattimenti in Siria, al punto che solo 16 delle 560 tonnellate di sostanze chimiche primarie previste ha raggiunto il porto di Latakia, ultima tappa su territorio siriano.

    Quelle Armi di "Distrazione"… di massa                                                             

    E’ doveroso, infine, offrire qualche spunto di riflessione, ripotando alcuni brani di un articolo che Manlio Dinucci ha pubblicato a settembre 2013: “Il martellamento politico-mediatico sulle armi chimiche della Siria, che secondo le «prove» segrete della Cia sarebbero state usate dalle forze governative (???) , genera la diffusa impressione che sia ormai solo la Siria a possedere tali armi e che con esse minacci il resto del mondo. Potenza delle armi di distrazione di massa, capaci di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica su un singolo punto, facendo sparire tutto il resto.(…) Perché la Siria non ha firmato la Convenzione sulle armi chimiche?

     Siria – Il Pericolo delle Armi nucleari israeliane puntate addosso            

    La risposta, in termini essenziali, è: perché ha puntate addosso le armi nucleari israeliane. Non solo. Israele ha costruito dagli anni Sessanta anche un sofisticato arsenale di armi chimiche. Ma, come quello nucleare, resta segreto poiché Israele ha firmato ma non ratificato la Convenzione sulle armi chimiche. Secondo un rapporto di «Foreign Policy», basato su un documento della Cia, avanzate ricerche sulle armi chimiche furono condotte nel Centro israeliano di ricerca biologica e tali armi furono prodotte e stoccate nel deserto Negev, a Dimona, dove si producono anche armi nucleari. Lo riferisce perfino il «Jerusalem Post». Anche se Israele non avesse conservato tale arsenale, scrive la rivista specializzata «Jane’s», possiede la capacità di sviluppare in alcuni mesi un programma di armi chimiche offensive”. 

    Manuela Comito 

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    Siria – Il Piano NWO, l’Appello del Papa e il discorso di Assad, che i Media Occidentali Censurarono

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    Venerdì, Agosto 30th/ 2013 – Sergio Basile, Redazione Qui Europa –   Siria, Appello per la Pace,  Casa Bianca, USA,, Francia, Regno Unito, Cameron, Parlamento Inglese, Papa Francesco, Bruxelles, Catherine Ashton, Hollande, Damasco, Attacco, Guerre degli Usa nel Mondo, Crimini nel Novecento, Vilnius, Re di Giordania, Rania, Adituati alla disinformazione, Sbarco del 1943, Parigi, deputati inglesi votano […]

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    Assad fa Strage con Armi Chimiche a Damasco? La logica dice No. Ecco cosa non quadra!

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    Giovedì, Agosto 22nd/ 2013 – L'Approfondimento di Sergio Basile – Redazione Qui Europa –  Siria, Gas Nervino, Strage di civili in Siria, 1300 morti, USA, Qatar, ONU, Consiglio di Sicurezza dell'ONU, Nuovo Ordine Mondiale, Esteri, Siria, Medio Oriente,  Damasco, Guerra, Ribelli, Media di regime, Cristianesimo, Cristiani, Persecuzioni, Bassar Al Assad, Sergio Basile, Bufala, Genocidio di Massa, Stanezze, […]

    Siria – Il Reuccio dell’Eliseo e la Smania di Distruzione nel Nuovo Disordine Mondiale

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    Sabato, Agosto 31th/ 2013 – di Sergio Basile e Edina Karossy –   Siria, Appello per la Pace,  Casa Bianca, USA, Francia, Regno Unito, Cameron, Francois Hollande, Pretesto delle Armi Chimiche, Nuovo Ordine Mondiale, Libia, Iraq, Afghanistan, Crimini contro l'umanità, ONU, Costa d'Avorio, Piano mondialista, Preghiera e Digiuno per la Pace in Siria, Regia Sionista, Israele, Bashar […]

    La Denuncia dell’arcivescovo Hanna: In Siria, Complotto contro il Cristianesimo – La Diabolica Alleanza tra Sionismo e Integralismo Islamico

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    Lunedì, Agosto 5th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Esteri, Siria, Medio Oriente, Israele, Mondo arabo, Damasco, Gerusalemme, Guerra, Ribelli, Media di regime, Cristianesimo, Cristiani, Persecuzioni, Arabi, Profughi, Potere, Denaro, Arcivescovo Atallah Hanna  La denuncia dell'arcivescovo Hanna: "Chi si schiera contro la Siria, favorisce Israele!" La Siria occupata: persecuzioni e violenze contro il popolo siriano. Il […]

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    Sabato, Gennaio 11st/ 2014 – di Sergio Basile – Siria, Adra, Terrorismo, Jihadisti, Mercenari, Assad, Damasco, Esodo forzato, Occidente Indifferente, Decapitazioni, Persecuzioni contro i Cristiani, Takfiri, Iraq, Libia, Egitto, Patriarca di Baghdad, Louis Sako, Video profughi siriani scampati al massacro, Papa Francesco  Siria – Documento Eccezionale: I sopravvissuti al massacro di Adra Vivi per miracolo raccontano l'orrore vissuto    […]

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    Lunedì, Novembre 4th/ 2013  – Redazione Qui Europa – Siria, Raid sionisti, Putin, Robert Ford, Repubblica, La Presse, Sana, Latakia, Porto di Latakia, Aerei da Guerra Israeliani, Hezbollah  Siria – Raid Sionista contro carico missili Russi Nuovo raid dopo quelli dello scorso Maggio e dopo i recenti attacchi dei mercenari salafionisti in Iran La guerra taciuta va avanti… tra il silenzio dei […]

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    Lunedì,  Ottobre 28th/ 2013 – Redazione Qui Europa – Italia, Siria, Jihadisti, Mercenari, Assad, Damasco, Washington, Datagate, John Kerry, Hauge, Parigi, Elezioni politiche 2014,San Paolo   Damasco – La Casta del Datagate impartisce lezioni di Democrazia Usa – Pressioni di Kerry sull'opinione pubblica siriana:  “Se Assad sarà rieletto nel 2014 la guerra in Siria continuerà”. Londra appoggia Washington […]

    Le Verità nascoste sul Premio Nobel. Terza Parte. L’impostura OPAC

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    Lunedì, Ottobre 14th/ 2013 – Rubrica, Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Terza Parte – Premio Nobel, Accademia di Norvegia, Svezia, Paride Nobel, Premio Nobel per la Pace  all'Unione Europea, Comitato Nobel, Barack Obama, Oslo,  Obama, Xiaobo, Karman, Sirleaf: Nobel meritati o prapaganda Usa a buon mercato, Le Verità Nascoste sul Premio Nobel, Luigi Armentano, Sergio Basile, Madre teresa di […]

  • Strage di Lampedusa – La Verità che Media e Politici Nascondono

    Strage di Lampedusa – La Verità che Media e Politici Nascondono

    Venerdì, Ottobre 4th/ 2013 

    – di Sergio Basile  

    Italia, Strage di Lampedusa, Morti nel Mediterrane, Vergogna Occidentale, Neocolonialismi, Imperialismo, Libia, Misurata, Tripoli,  Bengasi, Leonor Massanet, La Primavera della Morte, Terribili scontri a Bengasi, La Scatola Nera di Misurata, Qui Europa, Nato, Al-Qaeda, Qatar, Integralismo islamico, Usa, Colonialismo, Genocidio, Cirenaica, Sos, Opinione pubblica, Gheddafi, Esdodo forzato, Piano Kalergi, Giorgio Napolitano, Angelino Alfano, Emma Bonino 

    Strage di Lampedusa – La Verità che Media e

    Politici Nascondono

    SOS Genocidio, Libia & Co – La Primavera della morte

    fomentata dalla Nato dietro l'esodo verso l'Italia e il

    diabolico "Piano Kalergi"

    Stragi in Mare – Le Colpe sono dell'Occidente imperialista

    che ora ipocritamente e iniquamente osa anche proferire

    parole in merito, versando abominevoli lacrime

    di coccodrillo.

     

    di Sergio Basile

    Strage di Lampedusa

     Dietro le Stragi di Lampedusa – Quello che ci nascondono                         

    Lampedusa, Misurata di Sergio Basile – Negli ultimi due anni vi abbiamo raccontato in centinaia di articoli – e testimonianze oculari – degli eccidi perpetrati dall'imperialismo occidentale Usa-Nato in Medioriente. Lo abbiamo fatto anche grazie a centinaia di lettere aperte e testimonianze oculari di sopravvissuti. Vi abbiamo raccontato – cercando di bucare il vergognoso muro di gomma spesso e volentieri innalzato dalla Rai e dagli altri media di regime – specialmente il dramma dei cristiani in Siria, ma anche i disagi quotidiani e gli orrori patiti da Egiziani, Libanesi, Afghani, Iraniani, Iracheni, Libici ed Africani in genere, assoggettati – oggi come nei secoli passati – a barbare forme di colonialismo selvaggio da parte dei "padroni occidentali". Vi abbiamo raccontano dei crimini contro l'umanità perpetrati dai governi francesi in Costa d'Avorio e nelle altre 14 colonie che oggi la Francia "possiede" in Africa, esportando la primavera delle bombe e del terrore (Vedi Articolo e Video-Documentario Qui – Barbarie e Crimini Contro l’Umanità: L’Imperialismo francese in Africa ). Ma vi abbiamo raccontato anche testimoniaze dirette dai teatri di "guerra", come l'esperienza di Leonor Massanet: pubblicando le sue "Quattro lettere sulla Libia", la terra di provenienza di gran parte delle vittime di questi anni e di molte delle ultime stragi di Lampedusa. Ieri si è parlato di profughi eritrei e somali, ma la sostanza non cambia… Al di là delle menzogne del Ministro Kyenge che ieri ha parlato impropriamente dell'esodo dall'Africa (la sua Afrca) come di un fenomeno "naturale"… (?).

    Libia - La Verità sulla Primavera Araba

     Per Capire e Non Dimenticare – L'Ignoranzaggi, oggi, è un "Crimine"   

    Vi abbiamo raccontato della Siria, ma anche della Libia e della piccola tribù libica di Almashashi, che viveva nelle città di Alawyneh e Zawiat, è di come sia stata  bombardata e aggredita dalla  NATO e dagli estremisti islamici finchè i suoi membri rimasti si sono visti obbligati a fuggire dalle loro case e diventare rifugiati, riparando nell'área di Alshgiga (vedi video qui – Genocidio della Tribù Al Mashashi   http://www.youtube.com/watch?v=8GH5bmtSVkY); vi abbiamo raccondato degli eccidi di Bani WalidBengasi e della "Primavera della Morte" – quella che l'occidente chiama, in maniera pretestuosa ed ingannevole, la “Primavera Araba” – "Dio abbia misericordia di tutti quelli che sono morti oggi a Benghazi, in Libia! Forse i suoni delle pallottole e delle bombe, il sangue che non si ferma dal fluire come un fiume, forse riuscirà a risvegliare le coscienze morte e servirà loro come anestetico per l'agonía di questa “Primavera della Morte”. Così scriveva un superstite agli eccidi in una lettera pubblicata su "Qui Europa" lo scorso Giovedì 13 Giugno da Leonor Massanet.

     In Africa è un Inferno quotidiano                                                                        

    Vi abbiamo raccontato di Tripoli e delle paradossali strategie egemoniche occidentali: "i signori della guerra coalizzati contro il popolo libico – da Qui Europa, 13 Giugno 2013 – stanno cedendo e transferendo i loro poteri da Benghazi a Tripoli per dare loro l'autonomía nell'ambito della regione della Cirenaica (nord est della Libia) e mentre danno compimento a questo passaggio di consegne, pretendono di mantenere occupati i Libici suscitando e fomentando questo caos infernale. Se qualcuno avesse dubbi sull'unione ed il sodalizio tra USA, governo di occupazióne, Qatar, Al-Qaeda e potenze NATO, basta che veda mossa dopo mossa, passo dopo passo lo sfacelo e le crudeltà che stanno compiendo, senza preoccuparsi della vita umana, della sofferenza umana. Al fine di perseguire ed ultimare il loro piano iniziale evidentemente dovranno andare avanti uccidendo tutti i libici. Se questo dovrà essere fatto per garantire l'egemonia finale dei nuovi padroni della Libia lo faranno senza problemi. Se essi dovranno distruggere  tutta la  Libia – per il perseguimento di questo fine – lo faranno!". A scrivere questi infernali bollettini di guerra – quotidiani – testimoni oculari di nazionalità libica, costretti a esodi forzati verso l'Italia e a lasciare la loro terra per non incorrere in probabili massacri.

    Libya-Neocolonialism-New-World-Order

     La Democrazia esportata in Libia – La Primavera della Morte                    

    "E'  davvero sconcertante – riportava ancora Massanet – rendersi consapevoli che i responsabili di tutti questi orrori,  delle violazioni di tutti i diritti umani, siano proprio i vostri governi che si autonominano “democrátici”; che si autodefiniscono “paesi avanzati!” rispettosi dei diritti umani; che “parlano di sovranità delle nazioni”…. Mentre – al contrario – gli abitanti di queste regioni – oggi víttime di queste folli aggressioni – mai sono venuti in Occidente ad uccidere né ad aggredire alcuno. Per questo gli USA si sono visti obbligati a creare il diversivo Al-Qaeda ed a montare ad arte il mito del terrorismo e del controllo totale. Assodato – tra l'altro – che il terrorismo islamico, non è né più , né meno del terrorismo USA". ( Vedi Video Qui – Libia, da luogo di pace e prosperità in Deserto di Morte, Disperazione e Distruzione – La Vera Faccia della "Primavera Araba" – http://www.youtube.com/watch?v=feqTVXz8CYY ).

     

     La Scatola Nera di Misurata                                                                                     

    Ma vi abbiamo raccontato anche degli appelli drammatici giunti da Misurata: "Chiediamo aiuto alle organizzazioni locali dei diritti umani e all'opinione pubblica internazionale e mondiale per rifiutare l'ingiustizia (questa orribile ingiustizia) che la giustizia libica oggi copre. Vogliamo denunciare quello che sta accadendo a Misurata violando tutti i diritti umani. Gli avvocati sono espulsi dalla città o sottomessi a minaccia di morte quando chiedono un transferimento di giudizio in un luogo sicuro". Migliaia di testimonianze, video, foto e documenti che sarebbe impossibile riportare in questa sede per intero. Occorrerebbe un'enciclopedia "democratica"… del terrore.

    SOS LIBIA - La Primavera della Morte

     Il Silenzio che Uccide – L'Ipocrisia che Disgusta                                              

    Ecco perchè dinnanzi all'ultima delle quotidiane stragi del mare – seguendo la rotta Misurata-Lampedusa – un senso di profonda repulsione mi assale, ascoltando le dichiarazioni ipocrite di ieri e di stamane di Alfano e degli altri impresentabili burattini della politica, che oggi si difendono e parlano di Europa e diritti, anziché tacere in un mare di vergogna. Nuova tragedia dell'immigrazione a Lampedusa, dunque, e stavolta i numeri sono quelli di una strage. Ma a ben vedere meritano notizia – a quanto pare – solo per questioni puramente numeriche. L'angelo della morte infatti colpisce – come raccontato – regolarmente ogni giorno, ma i numeri evidentemente "non sarebbero tali" da indire lutti nazionali, bloccare il traffico di disperati, arrestare in patria gli scafisti e le organizzazioni criminali colluse e – soprattutto – far cessare le diaboliche politiche imperialistiche che danno origine, a monte, a tali fenomeni infernali. In numeri, dunque, non sarebbero spesso tali da catturare l'attenzione dei potenti e dei collusi media. Questa voltra le vittime potrebbero essere poco meno di 400. Alcune Ansa parlano di 350. Altre di 500 vittime. Intanto mentre scrivo apprendo che altri dieci cadaveri sarebbero stati portati dalle motovedette sulla banchina del porto di Lampedusa. Come giudicare o sorbire le ipocrite parole del mnistro della (DIS) Integrazione Cecile Kyenge alla luce di ciò? "Domani sarà giornata di lutto nazionale e sarà osservato un minuto di silenzio delle scuole", aveva detto ieri il ministro al termine del CdM, convocato a poche ore dall'ennesima strage, parlando anche, impropriamente e vergognosamente, come detto, di "fenomeno naturale" (?)

     Guerre fomentate e Terzomondializzazioni indotte                                        

    E che dire delle ultime dichiarazioni di Angelino Alfano, che stamane è sembrato davvero cadere dalle nuvole, limitandosi a sottolineare le "responsabilità dell'Europa nell'accoglienza dei profughi" senza ricordare, strategicamente, le reali ragioni dell'esodo forzato da un Continente e da paesi come Siria o Libia: Paese quest'ultimo che con Gheddafi, ricordiamo, non conosceva disoccupazione. Mai, a ben vedere, nessun libico era stato costretto ad espatriare prima dell'avvento della "Democrazia Occidentale". E senza ricordare, tra l'altro, gli studi e le testimonianze sull'esistenza di un piano concepito ad hoc dopo la Seconda Guerra Mondiale per islamizzare e terzomondializzare l'Europa e l'Italia, mediante esodi indotti e promozione di una iper-immigrazione di massa (Piano Kalergi – Vedi articoli in allegato e video). 

     Un Giorno verrà il Giudizio di Dio                                                                         

    "Speriamo che l'Unione Europea si renda conto che non è un dramma italiano ma europeo" aveva poi aggiunto Alfano. Beh, dinnanzi a tutta questa ipocrisia, del ministro e dell'intera casta politica compiacente e muta, un'ultima osservazione nasce spontanea: speriamo – e consentitemi la replica – che chi oggi sta guidando all'auto-distruzione economica, sociale, religiosa e culturale l'Italia, possa mettersi una mano sulla coscienza, ricordando che Dio esiste, che l'anima esiste e che "presto o tardi giungerà – prendo in prestito un'espressione usata da Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento – il Giudizio di Dio". Sarebbe davvero l'ora di abbandonare i piani occulti e diabolici e cambiare rotta.

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Qui Europa – IPER IMMIGRAZIONE, GENOCIDIO PILOTATO 
    VIDEO – http://www.youtube.com/watch?v=HCxe6g5tixw

     

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